- Campionato - 6^ ; GENOA - FIORENTINA = 2 - 1 ; GOAL: Osmajic, Messias, VASQUEZ (Aut)
- Beto titolare a sorpresa in attacco con altrettanto a sorpresa Gnonto e Mastantuono di rientro dall'Argentina. Assente Atta gioca Oulai con Ndour un po' più libero. Dietro confermata la difesa titolare con Valdepenas sulla sinistra.
- Il Genoa parte più aggressivo ed i primi dieci minuti pressa alto e proprio al termine di questo inizio trova il gol. Tiro da fuori non impossibile respinto male da De Gea, Ellertsson rimette in mezzo per Osmajic che sblocca la gara. Passano cinque minuti e Ranieri (già svagato sul primo gol) prima si fa ammonire inutilmente poi liscia clamorosamente un cross di Osmajic lasciando libera la strada a Messias per il raddoppio. Fino al trentacinquesimo è tutta così: un monologo rossoblu. El Shaarawy prima si beve Jimenez e quasi serve assist a Osmajic poi da fermo chiama De Gea ad un miracolo. Altre mezze occasioni arrivano su cross/ripartenze con la costante sensazione di essere vicini a prendere il terzo con anche Osmajic che tira forte fuori di poco. Sul finire del tempo prima Oulai poi Ranieri danno una mezza scossa sfiorando il palo, poi Mastantuono chiama il portiere avversario ad una bella parata.
- Nei primi trentacinque minuti - come ci accade "AD OGNI SOSTA" o quasi - banalmente la squadra è rimasta in sosta. Vietata. E sono arrivate due multe.
- Entrano Viery e Njie con Mastantuono spostato nel mezzo ma l'inizio del tempo ha come differenza solo una pressione meno esasperata del Genoa. Teniamo un po' più il pallone ma zero pericolosità. A venti minuti dalla fine la sorte ci dà una mano con un cross innocuo di Jimenez deviato nella propria porta da Vasquez. Qualche minuto e Gnonto dà una buona palla a Ndour che spara altissimo da buona posizione. Lo stesso Ndour a dieci dalla fine da fuori centra il palo con un bel tiro.
- Brutta brutta brutta. I primi trentacinque minuti tra le peggiori prestazioni, anno scorso compreso. Poi abbiamo messo un po' la testa fuori approfittando anche del crollo fisico del Genoa. Apparsi senza troppe idee e senza una logica di gioco sembrava di essere ritornati ad anno scorso. Approccio al secondo step della stagione non positivo, speriamo si sia un diesel e che sia solo un mettersi in moto lento. "Aspettiamo", tanto per cambiare.
- Genoa che non aveva mai vinto. Infermeria rossoblu piena. Noi in serie positiva a Marassi da sette anni. Messias che non segnava da sette mesi. Cosa poteva andare storto?
- Peccato che Mastantuono non sia tornato in tempo per poter giocare a Marassi. Gnonto sembra sempre far tenerezza in mezzo agli avversari ma non demerita, anzi. La partita di Ranieri è tristissima, quasi da urlo se pensi alle parole di Vanoli: "Ranieri è la Fiorentina". Njie fa poco e sbaglia tanto, risultato? Tra i migliori. Dragusin è annientato da Osmajic, mentre Viery.....pure. Beto: mah. Bella l'idea di mettere Dodò - completamente fuori dal progetto - nel finale per pareggiarla.
- PAGELLE. De Gea 5,5 ; Jimenez 6 - , Dragusin 5 , Ranieri 4 , Valdepenas 5 ; Oulai 4,5 , Fagioli 5 , Ndour 5+ ; Mastantuono 5 - , Beto 5 , Gnonto 6 ; Njie 6 , Viery 5 , Pellegrino 5,5 , Dodò SV , Goncalves SV ; All Vanoli 5
- Il migliore ed il peggiore. Anche quest'anno il migliore ed il peggiore li decidete voi. Lancerò ogni volta - a seguito della pubblicazione del #kappadeca delle partite - il sondaggio dove votare per le due categorie. Alla fine dell'anno - tra i più votati come migliore e peggiore durante la stagione - con la stessa modalità sempre i lettori potranno stabilire il TOP ed il FLOP dell'anno. Collegatevi al mio account Instagram @Kappaviola (clicca qui) e votate nelle mie stories.
...Liga in sottofondo ed un giglio come cornice: emozioni, passioni e pensieri tra il rosso ed il viola...
Sommario
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sabato 10 ottobre 2026
Brutti molto più del risultato
domenica 4 ottobre 2026
Caro il mio Francesco
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| #KdL - KIAVE di LETTURA n° 711 |
Non mi fingerò il più scatenato e devoto dei fan, perché ho delle "colpevolissime" mancanze nei confronti del suo percorso musicale e non solo. Lascio ad altri questo ruolo, finto o vero che sia. Cercherò di salutarlo per quello che i miei occhi hanno visto di lui o quello che il suo saper raccontare ha lasciato in me.
Da sempre il suo stile, le sue canzoni ed il suo profilo mi hanno notevolmente affascinato. Magari non portandomi alla totale venerazione ma hanno avuto verso di me un vero effetto calamita, specie con il passare degli anni e con la voglia di ascoltare meglio le sue parole. Ho sempre trovato che la sua composizione articolata e la sua produzione siano tratti distintivi che da sempre lo mettono al riparo da imitazioni o da abbinamenti automatici ad eventuali "padri musicali" o possibili cloni. Dei cantautori italiani di un periodo musicalmente meraviglioso, probabilmente il suo stile è stato tra quelli più unici. Ha cantato tanti argomenti ed in ognuno di essi si nascondevano e si nascondono tutt'oggi le linee di un grande romanzo. Vuoi per l'uso mai banale delle parole nei suoi testi, vuoi per il fascino del racconto che segue linee metriche difficilmente ascoltabili altrove. Vuoi per la sua capacità di scrivere che l'ha portato a dedicarsi anche a romanzi di notevole qualità, che consiglio per chi non avesse mai avuto occasione di leggerli.
Il suo carattere apparentemente burbero ma in realtà molto diretto e disincantato è stato da sempre un tratto distintivo del suo personaggio che in realtà non è mai stato tale. Nella descrizione di chi lo conosceva bene non manca mai un riferimento al fatto che non avesse mai abbandonato il suo stile ed il suo essere se stesso. Prova ne è, ad esempio, il suo starsene in disparte a veder scorrere l'attualità e la sua notorietà. Prima a Bologna poi dal "ritiro" di Pavana. Ho sempre visto nel personaggio che Ligabue gli ha ritagliato addosso in Radio Freccia quello che probabilmente era il ruolo perfetto identikit, perché nel suo essere trasparente, pungente ed (auto)ironico c'era proprio appunto il suo essere. Lo stesso carattere "brusco" che però l'aveva fatto commuovere alla dedica a sorpresa dello stesso Liga ad un concerto nella sua Bologna, dove tutto il Dall'Ara gli riservò un'ovazione fuori controllo non appena lo vide inquadrato sugli spalti dello stadio.
Questo mese Millenium - il mensile del Fatto Quotidiano - gli ha dedicato un numero praticamente esclusivo dove c'è un po' di tutto senza voler essere il racconto di "tutto" Guccini. Ho apprezzato questa cosa perché particolarmente azzeccata - secondo me - per il protagonista del numero praticamente monografico su di lui. Dall'editoriale infatti si mette in evidenza che le pagine che seguiranno sono solo delle tracce possibili per la lettura e l'ascolto di Guccini, non tutte quelle esistenti. Non le più importanti. Non le più belle. Alcune. Raccolte con un percorso, con articoli, con riferimenti e citazioni. Una sorta di album fotografico di parole che come tutti gli album non raccoglie tutte le foto di un viaggio ma ne mette in fila un po'. Quelle che in quel momento ti andava di scattare, senza dover inseguire nessuno stile preciso o nessuna indicazione che arriva da altri. Per questo adatto a lui.
"CARO IL MIO FRANCESCO" cerca di fare buon viaggio e non cambiare neanche adesso che "di là" magari ti potranno guardare storto per le tue frasi dirette ma allo stesso tempo piene di parole mai banali e probabilmente poco usate da altri. Ma tu "gli altri" non sei mai stato, quindi continua esattamente così. "E al fin della licenza" grande Francesco, TOCCA.


