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GIULIO SOMAZZI
"La mia personale idea di inferno"
Accento
Incuriosito da aver trovato il fondatore della casa editrice (Alessandro Cattelan) che, tra gli altri libri "con lo stesso marchio", lo consigliava al suo stand di Testo poche settimane fa, ho letto con interesse ed abbastanza rapidamente "La mia personale idea di inferno" di Giulio Somazzi.
Si percepisce subito che "L'INFERNO E' SOLAMENTE UNA QUESTIONE" personale, basta vedere l'indice e la strutturazione del libro che si sviluppa su tre piani diversi che si intrecciano e che sono evidenziati da tre momenti abbastanza "particolari" per essere tre pilastri di una storia: un hotel, un funerale ed una festa. In queste tre dimensioni particolari si sviluppa una parte della vita del protagonista (Damiano) che troviamo in diversi suoi momenti e che in questi cerca un equilibrio che palesemente non ha per molti motivi ed aspetti. Nei diversi capitoli si sviluppano amori e storie del passato, lavoro ed ottenimento del successo. Ci sono ovviamente elementi di disturbo e salti temporali che innescano una trama che come in una sorta di piacevole singhiozzo si interrompe per poi riprendere. Gli altri personaggi che girano intorno al protagonista in alcune parti del libro diventano quasi tali ma non offuscano mai la centralità di Damiano anzi lo accompagnano. Dalla donna tormentata che lo illude più volte anche il giorno prima della sua scelta di vita all'amica di famiglia che ne ha segnato l'infanzia in modi che si scopriranno pagina dopo pagina. Dalla sorta di agente delle star che diventa quasi spalla all'incidenza della famiglia diretta e di quella acquisita. La trama non ha elementi di clamorosa suspence ma in alcuni punti desta attenzione e lascia sospesi ed incuriositi.
La scrittura di Somazzi scorre bene anche in un'articolazione di libro che inizialmente fa chiedere "perchè?" e dove la stessa storia voglia andare a parare. Lo stile si abbina bene al percorso del protagonista e rende interessante le sfumature di racconto che emergono al meglio nel loro senso. Le tre parti così distinte sono interessanti come strutturazione ma un po' difficile da cogliere nel loro legame e soprattutto nel senso generale della storia ed il rischio è non rimanere troppo attaccati alla storia, cosa che l'autore prova a tener vivo come interesse creando punti di aggancio e di sospensione. Ci sono elementi a sorpresa ben riusciti, altri un po' meno e lì un po' il libro rallenta la sua corsa per poi però riprenderla. Consigliata comunque come lettura leggera che - nel suo complesso - scorre bene.
CINQUE CITAZIONI
1 - "...dove andasse la sua mente quando si astraeva nessuno lo aveva mai capito, ma la sua sagacia quando era presente era rassicurante e tutto sommato andava bene..."
2 - "...cosa era andato storto tra loro due? la risposta era semplice, pensò lui: si erano conosciuti..."
3 - "...la sua ricerca ossessiva di contenere i danni non aveva ottenuto altro risultato se non una catastrofe appresso all'altra..."
4 - "...aveva cercato il mare con lo sguardo, lo aveva trovato di striscio, in diagonale tra gli spigoli di due strade che si intersecavano alla sua sinistra. Giampiero invidiava molto il mare, perché al mare nessuno poteva mai rompere il cazzo in nessun modo.."
5 - "...chissà se quella non era una porta aperta sull'ennesima versione alternativa dell'inferno. Non vedeva l'ora di scoprirlo.."
Mia personale VALUTAZIONE: **** - tre stelle e mezzo su cinque

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