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"L'avversario"
Adelphi
Non ancora del tutto ripreso dalla lettura di V13 (leggi qui la recensione) mi sono messo in moto per affrontare il secondo appuntamento con Emmanuel Carrere. "A MIO MODO E COL MIO PASSO" lento di lettura e con lo stimolo della stessa mano che mi aveva regalato anche l'altro volume, sono andato incontro alle pagine dell'Avversario con il timore di trovarmi in mezzo di nuovo a qualcosa di impegnativo dal punto di vista emozionale. E così è stato.
Anche in questo caso, l'autore francese basa la storia su un fatto di cronaca raccontandolo attraverso le indagini, i processi ed il vissuto di Jean Claude Romand, protagonista del libro. Si parte dal 9 gennaio 1993 data in cui lo stesso uccide moglie, figli e genitori e tenta il suicidio (non riuscendoci). Da questo giorno nero l'autore torna indietro e prova a raccontare la vita dell'omicida, raccontando i suoi percorsi e portando alla luce quanto di falso era riuscito a costruire nel raccontare ed inventarsi una vita totalmente diversa. Fingeva di essere medico, di avere un buono stipendio, di riuscire ad investire con facilità e profitto. Approfittando della buona fede familiare e di amici sperpera soldi non suoi fino al momento della verità di dover affrontare le conseguenze e non regge il peso delle sue bugie e decide di ricorrere alla follia dei gesti suddetti.
Non spoilero niente perché il libro da questo punto sostanzialmente parte, da un fatto noto e già raccontato per addentrarsi nell'animo umano dell'omicida e provare a fotografare le sue inquietudini ed i suoi criminosi piani e disegni. Non si cerca di dare risposte processuali già evidenziati ma, come per V13 si raccontano i fatti ed i percorsi che hanno portato a quelli descrivendone emozioni e dolori.
Lo stile potrebbe essere immaginato come quello della fredda cronaca ma si allarga clamorosamente ad un'analisi emotiva ed introspettiva e quando si realizza in pieno colpisce dritto allo stomaco. Un pugno ben assestato che toglie un po' il fiato quando si entra nei dettagli e si fa capire le conseguenze, cazzotto ammorbidito (si fa per dire) solo dai piani assurdi e pittoreschi del protagonista per scappare dalle evidenze che piano piano spuntavano fuori prima della follia di quel nove gennaio. Diciotto anni di menzogne, partite in sordina da un esame universitario non dato ed a catena evolutiva diventate stipendi da ricercatori e risparmi trasformati in investimenti di successo.
Il libro scorre bene in ogni punto e si adagia solo per il tempo giusto sui fatti di cronaca e le relative fotografie anche crude. Lo stile ed il tono mette il giusto grado di inquietudine e riesce nell'intento di tenere il focus sul percorso e gli stati d'animo e non (solo) sul lato noir della vicenda. Non è un libro facile e/o leggero ma ha una forza notevole. Come per V13, lo consiglio. E come allora consiglio anche di trovare il momento giusto per leggerlo, cioè arrivando preparati alla tipologia di lettura necessaria.
CINQUE CITAZIONI
1 - "...si chiedevano tutti la stessa cosa: come abbiamo fatto a vivere così a lungo accanto a quest'uomo senza sospettare nulla?..."
2 - "..perfino i non credenti credono in qualcosa di simile: che nel momento del trapasso si veda scorrere in un lampo la pellicola della propria vita, finalmente intelligibile..."
3 - "...fuori, era completamente nudo. Tornava all'assenza, al vuoto, al nulla che per lui non costituiva un incidente di percorso ma l'unica esperienza della sua vita. La sola che abbia mai conosciuto, credo, anche prima di ritrovarsi al buio..."
4 - "...perché il silenzio è il peggior nemico delle coppie mentre una crisi superata insieme può rivelarsi il loro migliore alleato...."
5 - "...sono sicuro che non stia recitando per ingannare gli altri, mi chiedo però se il bugiardo che c'è in lui non lo stia ingannando..."
Mia personale VALUTAZIONE: **** - quattro stelle su cinque
























