sabato 24 ottobre 2026

Violenza

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 714
Violenza. Eh già. In questi giorni la parola d'ordine è diventata questa. E come sempre si sono rincorse le definizioni e le prese di posizione. 
Sul banco degli imputati ci sono gli studenti, i giovani, i manifestanti scesi in piazza in questi giorni/settimane. Quello che fa davvero "specie" (tanto per usare un linguaggio antico come il sottoscritto) e che anche di fronte ad una protesta così forte ed intensa la rincorsa è solo e soltanto al difendere la propria posizione politica/ideologica e nessuno prova a fare un piccolo passo. Di quello che sta accadendo nelle piazze e di cosa possa passare per la testa dei manifestanti "NE SANNO LA LORO VERSIONE" praticamente tutti e nessuno si pone il problema di ascoltare. Perché da sempre costa fatica. Ovviamente gli atti violenti e distruttivi li condanno anche io, direi ovviamente. Ma non tutto il resto. 
Il primo ed unico passaggio delle istituzioni è quello di inasprire le pene, prevedere nuovi reati, proibire. Nessuno va oltre ma neanche sta sul pezzo o studia la storia. Perché le pene/sanzioni esistono già, perché l'invenzione di ulteriori leggi in tal senso fa ridere, perché nessuno ricorda il proprio passato e le vicende già esistenti. Il ministro della giustizia trova la soluzione nel carcere per i 14enni. Il primo ministro crea nuovi reati ed evoca il pugno di ferro. Il governo tutto lancia l'idea di vietare i social ai più giovani. Nessuno si interroga su come fare a mettere in carcere i 14enni e rispettare il principio della rieducazione se sostanzialmente le carceri "non ci sono" visto che sono esplosive ed esplose per un numero non sostenibile già così figuriamoci per rieducare anche i giovanissimi. Nessuno si domanda e domanda che senso ha dare qualche anno in più di carcere per reati già esistenti che non hanno ad oggi bloccato nessuno. Nessuno fa presente che i social vietati creano solo la necessità di un diverso escamotage che comunque è già in atto in modo massiccio sulla rete. Ed allora è solo fumo propagandistico. Esattamente uno dei motivi imputati dai giovani manifestanti.
Questa classe dirigenziale e politica che non parla altro che per slogan e che prima (ed ora anche ma in modo diverso) soffiava sul fuoco delle ribellioni verso lo straniero ed il diverso chiamando alle armi adesso stigmatizza la violenza. La stessa che finanzia e sostiene guerre e repressioni in giro per il mondo condanna e vuol buttare via la chiave per i colpevoli di vetrine infrante. Quelli che parlavano di ruspe e derivate adesso fanno gli educandi. Nessuno si ricorda il proprio passato e quando sento persone come il presidente del Senato esprimersi in modo assoluto contro i manifestanti mi vengono i brividi. Per la sua figura, per il suo passato, per quello che rappresenta. Ma non è il solo, purtroppo è "solo" il più alto in grado.
foto skytg24
Certo alcune esasperazioni di atteggiamenti, atti e manifestanti mettono i brividi e non si possono che condannare. Ma una volta fatto cosa vogliamo fare? Davvero non vogliamo vedere i brividi che mettono le situazioni denunciate da chi manifesta? In questa società dove chi "dirige" ha bruciato tutto il futuro della parte più giovane, distruggendo ogni vetrina delle loro ambizioni siamo a farci dire dagli stessi politici/dirigenti che non sono loro a non saper gestire le cose ma gli altri ad essere violenti. Ma anche solo l'ordine pubblico, di grazia, chi lo dovrebbe garantire? I giovani sono da sempre criticati - spesso a ragione - per disinteresse, egoismo e non spirito di collettività ed adesso che evidenziano una società allo sbando non stiamo neanche ad ascoltarli? Davvero vogliamo far finta di credere che tutto è riconducibile alla percentuale di violenti che cancellano tutto il resto? E tutto questo lo facciamo senza metterci a ridere? Proviamo a fare i seri due minuti. Basterebbero per capire che il punto è certamente la condanna della violenza (ma in senso vero e non opportunistico) ma non è il solo e non quello di maggior peso sociale e rilevante.
Invece sostanzialmente le dichiarazioni di chi ha il timone del comando erano e restano "Condanna senza se e senza ma della violenza e carcere rigido per chi spacca le vetrine anche i 14enni. Ora però lasciatemi andare che devo continuare a stringere patti economici - per favorire sempre i soliti - con chi stermina ed uccide popoli e subito dopo finanziare armi e guerra tagliando su scuola e sanità". Tanto i violenti sono gli altri e fermamente li condanniamo. Senza ascoltarli. Tutti quelli non violenti invece.....pure. Perché la condanna deve essere totale ma soprattutto totalmente cieca. O non vale. 

domenica 18 ottobre 2026

Peccato

Fiorentina - Como

I miei post Viola
Ritorno al Franchi dopo un mesetto. #KappaViola per la partita contro il Como.
  1. Campionato - 6^ ; FIORENTINA - COMO = 1 - 3 ; GOAL: Liberali, Nico Paz, PONGRACIC, Douvikas
  2. Esordio dal primo minuto di Goncalves che gioca nei tre dietro a Pellegrino insieme a Mastantuono e Njie. In difesa Pongracic titolare e - visto che aveva fatto bene - di nuovo Viery terzino. 
  3. Prima mezz'ora divertente con colpi di qua e di là. Goncalves mette due volte nelle condizioni prima Njie e poi Fagioli di arrivare a tu per tu con Butez ma in entrambe le occasioni siamo lenti nel concretizzare e siamo recuperati. Lo stesso Goncalves fa pari perdendo due palloni "in conduzione" e serve De Gea reattivo su un tiro da fuori e su un colpo di testa da vicino con successivo tap in di Liberali fuori. Ci proviamo di nuovo con Mastantuono per Pellegrino che però è murato poi ancora De Gea ci mette i guantoni su bel colpo di testa di Nico Paz. Poi la partita ha la svolta. Fallo su Goncalves non segnalato, Viery e Njie fuori posizione per un precedente errore si fanno bere da Liberali che gira perfettamente sul secondo palo: siamo sotto. Subiamo il colpo e lasciamo praterie che portano al veloce raddoppio: Valle è solo sulla sinistra e può crossare indisturbato per Nico Paz che salta nel mezzo ai nostri due centrali ma da solo e trova l'angolo. Sembriamo essere a rischio ko quando da un angolo Viery trova un bel colpo di testa respinto sulla linea ma proprio per Pongracic che accorcia le distanze con un bel tiro. Il difensore croato troverebbe anche il pareggio con un gran destro al volo ma dopo "solo" venti minuti di VAR si scopre che pare ci fosse una scapola in fuorigioco quindi il pareggio è annullato. Finisce il primo tempo molto scoppiettante.
  4. Tutti alla ripresa del secondo tempo si aspettavano una nuova review del VAR di un'altra oretta per renderci il gol ed invece la partita ricomincia regolarmente.
  5. Ed invece si ricomincia con una gran palla di Fagioli a Njie che fa un pallonetto su Butez in uscita ma la palla va fuori. Goncalves perde di nuovo un pallone sanguinoso il Como riparte, Paz imbuca per Douvikas a cui Dragusin lascia troppo spazio per il tiro che De Gea potrebbe parare comodamente ed invece si fa passare sotto le gambe: 1-3. Il Como ha più spazio in contropiede e serve un De Gea di nuovo attento dopo la papera per due volte, poi è Njie a mangiarsi un gol clamoroso di testa da dentro l'area piccola. Fagioli è uno dei pochi che ancora spinge ed impegna due volte Butez da fuori. 
  6. Peccato perché è stata una partita che varie volte poteva prendere direzioni diverse. A livello di gioco ed impegno passo deciso in avanti rispetto a Genova, non a livello di prestazioni di singoli e di reparti. Difesa direi imbarazzante così come i gol non realizzati. Il risultato arriva di nuovo a segnare una sconfitta che a questo punto ci lascia al penultimo posto della classifica. Tempo per risalire ci sarebbe e c'è. Poteva essere sfruttata meglio una prestazione comunque con diversi aspetti positivi. Appunto, peccato.
  7. In tutto questo il Franchi cantierato fa passi avanti e la copertura continua ad essere "sghimbescia" rispetto alla curva ma va avanti. Vuoi vedere che prima del 2030 si vedrà una partita senza portarsi dietro il giallone?
  8. De Gea fa quattro buone parate "E VA ANCORA TUTTO BENE" ma l'errore sul gol è troppo grande per meritare la sufficienza. Peccato aver preso il Daspo per i centravanti, poterli schierare avrebbe aiutato. Jimenez, che non è tra i peggiori, vince il premio simpatia per riprendere i tifosi rei di aver mugugnato ad un suo disimpegno un po' troppo allegro: comprensibile, lui che ha giocato nell'All Star Game DiStoCa e che da sempre insidia Cafu nell'olimpo dei terzini, se lo può permettere. Mettere di nuovo Viery terzino contro un'ala veloce e scattante è davvero un buono spunto di inizio gara. Superato probabilmente dal togliere Mastantuono sotto di due gol per far entrare Brescianini. Fagioli sbaglia tantissimo, a volte è irritante ma è anche l'unico che ha e dà una vaga idea di gioco. Mastantuono non brilla e si incaponisce troppo ma vedi sopra: in questa squadra non può uscire mai specie se vuoi aver speranze di recupero. Bella l'idea di Njie di scansare costantemente la porta anche da dentro l'area piccola. Fuori ruolo per fuori ruolo non si potrebbe provare Pongracic di punta?
  9. PAGELLE. De Gea 5 ; Jimenez 5,5 , Dragusin 5 , Pongracic 6 , Viery 4,5 ; Ndour 5 , Fagioli 6 ; Njie 4,5 , Goncalves 4,5 , Mastantuono 5,5 ; Pellegrino 4,5 ; Valdepenas 6 , Gnonto 5,5 , Brescianini SV , Dodò SV, Beto SV ; All Vanoli 4,5
  10. Il migliore ed il peggiore. I lettori di Kappaviola - e votanti sulle mie stories di Instagram -  hanno deciso così: IL MIGLIORE: FAGIOLI - Il peggiore: PELLEGRINO. Anche quest'anno il migliore ed il peggiore li decidete voi. Lancerò ogni volta - a seguito della pubblicazione del #kappadeca delle partite - il sondaggio dove votare per le due categorie. Alla fine dell'anno - tra i più votati come migliore e peggiore durante la stagione - con la stessa modalità sempre i lettori potranno stabilire il TOP ed il FLOP dell'anno. Collegatevi al mio account Instagram @Kappaviola (clicca qui) e votate nelle mie stories.

sabato 17 ottobre 2026

Poltrone informate e competenti

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 713
E' opinione comune che in Italia ormai si sia in preda ad un assoluto disinteresse verso la politica. Affermazione che ha certamente una (forte) base di verità e che, come ho scritto più volte in questo blog, mi vede anche coinvolto direttamente. Il concetto però cozza con alcune esperienze e realtà emerse negli ultimi anni, che vedono ad esempio la presenza di alcuni "rigurgiti" di vita ed interesse sociale nella collettività. Penso alle manifestazioni a sostegno del popolo palestinese di qualche mese fa che purtroppo hanno visto un fuoco molto alto e (paradossalmente) improvviso per poi spegnersi e lasciare la situazione (non del massacro ovviamente ma della mobilitazione) aperta ed apparentemente dimenticata. Altro esempio i movimenti studenteschi - al netto delle esasperazioni violente da condannare - che hanno dato immagine positiva e viva di qualcosa da troppo tempo trascurato da tutti. Quella attuale che vede proprio in questi giorni in piazza studenti di tutta Italia vedremo come andrà a finire, ma il timore di una "bolla" anche in questo caso è elevata.
E qui secondo me si passa al secondo step dell'impegno sociale e civico. Dalla "cosiddetta" protesta al mantenimento delle istanze e la loro messa in pratica. Lì arriva il crollo. Per difficoltà congenita e generale del verbo costruire rispetto a quello distruggere ma anche per una situazione specifica della realtà in cui viviamo. L'ho pensato proprio l'altra sera quando ho visto andare in onda un servizio sull' "ITALIA CHE C'HA IL SUO BEL DA FARE": il Parlamento.
Il ministro dell'economia Giorgetti relazionava sullo stato dei conti pubblici e sui motivi della richiesta del governo di uno scostamento di bilancio. La situazione è stata definita dallo stesso ministro "con nuvoloni all'orizzonte" e questo lascia in generale perplessi. Perché gli stessi agenti atmosferici pericolosi non sono stati né definiti, né spiegati, né circoscritti ed essendo lui il tenutario del portafoglio del Paese, annunciare e poi non spiegare, incute timori o perlomeno accentua quei tanti già esistenti nel ricordare il ruolo che lui ricopre. Ma non divaghiamo oltre. Di fronte a Giorgetti ed alla sua richiesta c'era.....IL VUOTO. Il Parlamento che sostanzialmente gli diceva "te chiacchiera pure che il nostro interesse è farti parlare di fronte alle poltrone vuote". 
Non solo. In molti sono rimasti stupiti delle assenze dei parlamentari quasi esclusivamente perché il voto è avvenuto di martedì. Sì. Perché orami è dato per assodato che i giorni di reale lavoro in quelle aule siano tre: da martedì a giovedì. Il Parlamento sarebbe aperto da lunedì a venerdì ma è ormai prassi consueta che il primo e l'ultimo giorno della settimana lavorativa siano sostanzialmente due jolly con ingresso più che facoltativo proprio "vietato". Il tutto senza produrre scandali ma diventando quasi legge non scritta. Così il calendario dei lavori, poveri cucciolotti, cerca sempre di essere incentrato nei tre giorni centrali per non impegnarli troppo e farli sudare vista anche la stagione fresca in arrivo. Nonostante questo, nonostante l'argomento, nonostante la votazione, Giorgetti ha parlato al vuoto. E magari con quello è riuscito anche a farsi capire, chi lo sa. 
Ed anche qui fioccano i commenti del tipo "eh vabbè ma è abbastanza normale". In una sorta di misto tra rassegnazione, disinteresse o altro. Provate solo un attimo a pensare al vostro luogo di lavoro ed immaginatevi la prassi non scritta di due giorni su cinque di calendario vuoto perché ad inizio e fine settimana e la possibilità di non partecipare, senza giustificazione, ad un momento determinate del vostro impiego in uno dei restanti giorni. Il tutto senza avere né un richiamo o peggio. Immaginato? Ecco questo è la prassi abitudinaria del luogo "più alto" della politica italiana. Quelli che poi hanno il coraggio di lamentarsi dell'astensionismo alle urne (che non condivido e continuo a reputare sbagliatissimo) e che poi si astengo dal lavoro.
In tutto questo, la votazione (perché poi magicamente gli stakanovisti - anche detti parlamentari - sono più o meno apparsi) ha fatto sì che lo scostamento fosse accettato e quindi siano state impegnate le risorse di tutti noi per maggiori investimenti in termini di armi e difesa. Il tutto votato da chi manco era ad ascoltare su cosa votavano. La scuola, appunto in piazza, può aspettare. 
Ed allora credo che oltre alla scuola possa anche aspettare, un bel po' direi, il riavvicinarsi di tutti alla passione politica, se questa deve essere riattivata o declinata in un lungo (folle) importante (per le conseguenza) discorso a tante poltrone vuote che poi magicamente votano a favore di un argomento da nulla tipo andare in deficit per comprare nuove armi. 
Ma possiamo stare tranquilli, abbiamo delle poltrone evidentemente competenti in materia e non solo.

domenica 11 ottobre 2026

Messaggio da leggere con tutte le forze

#KFilm Ottobre 2026
qui il catalogo

Ci sono film che non sono solo film e non perché, in questo caso, sono (anche) una specie di documentario. Il "FASCIO DI LUCE VA DAL PROIETTORE" e racconta ben altro. Mette in scena e negli occhi qualcosa che va oltre la narrazione ed arriva dritto dentro scuotendo anima e buona parte di viscere.
Dietro la realizzazione di "Naza" e soprattutto dietro la sua distribuzione ci sono  state e ci sono polemiche infinite e non solo. Come spesso accade a chi punta il riflettore sull'orrore, ad essere accusato dello stesso orrore o di qualcosa di simile è proprio chi prova a far luce. Quando poi chi racconta lo fa di qualcosa che riguarda la propria appartenenza, si accusa lo stesso di non essere abbastanza legato ad origini e "casa". Si scredita (o almeno ci si prova) puntando sull'accusa di godere nel mettere in risalto le cose negative e/o lucrarci o addirittura di inventarsi le cose.
#KdL - KIAVE di LETTURA n° 712
Naza ha messo in fila tutte queste accuse, elevandole all'ennesima potenza, toccando nervi scoperti e raccontando nel dettaglio cose che in tanti, troppi, vogliono tenere nascoste. Ben nascoste. Il lavoro di inchiesta dei due registi (vittime di minacce e non solo dal governo israeliano e non solo) parte da lontano, da interviste ad ufficiali dell'intelligence e militari, resi non riconoscibili con la modifica dei tratti distintivi degli intervistati nella realizzazione del film. Più di venti voci (appunto alterate) che raccontano i piani militari e le procedure adottate dall'esercito israeliano nelle azioni a Gaza. Finalità e considerazioni matematiche di Naza, i cosiddetti "danni collaterali" cioè le morti di civili negli attacchi ai bersagli individuati nei militanti (o presunti tali) palestinesi di Hamas.
La sensazione che provoca ascoltare la pianificazione della distruzione e la relativa analisi messa accanto alle immagini quotidiane di "vita" (quale vita viene da chiedersi...) di quei territori, scelte in alternanza dai registi, è un colpo allo stomaco che diventa quasi insostenibile soprattutto nella seconda parte del film. Con l'aumentare dei minuti e della sostanza del racconto il suo stesso "peso specifico" esplode per significato ed emozione. Non è un film crudo per immagini o fotografia ma per l'argomento e la fredda e crudele realtà che espone in modo scarno, scuro ed essenziale rendendola per effetto opposto dirompente nella sua importanza e nel suo messaggio. 
L'orrore di ciò che è accaduto e sta accadendo a Gaza è già "andato in onda" varie volte ed è stato in qualche modo - cercandone notizie ed interessandosene - visto da molti di noi. Questo orrore, che è lo stesso ma prende in considerazione la parte "organizzativa" e strategica, molto meno. Anche perchè arriva direttamente da dentro chi lo ha e lo sta attuando. Per questo dobbiamo dargli voce. Dargli strada e seguirla. Perché conoscere il chi, come e quando delle cose è qualcosa che rende più consapevoli tutti. Ed in questa vicenda la consapevolezza dell'orrore messo in atto da chi considera Naza come millesimi numerici di un piano a mille cifre è qualcosa che è bene conoscere nel dettaglio e contro cui OBIETTARE con ogni nostra forza e voglia.

sabato 10 ottobre 2026

Brutti molto più del risultato

I miei post Viola
Si riparte, con il #KappaDeca Viola della trasferta a Marassi.
  1. Campionato - 6^ ; GENOA - FIORENTINA = 2 - 1 ; GOAL: Osmajic, Messias, VASQUEZ (Aut)
  2. Beto titolare a sorpresa in attacco con altrettanto a sorpresa Gnonto e Mastantuono di rientro dall'Argentina. Assente Atta gioca Oulai con Ndour un po' più libero. Dietro confermata la difesa titolare con Valdepenas sulla sinistra. 
  3. Il Genoa parte più aggressivo ed i primi dieci minuti pressa alto e proprio al termine di questo inizio trova il gol. Tiro da fuori non impossibile respinto male da De Gea, Ellertsson rimette in mezzo per Osmajic che sblocca la gara. Passano cinque minuti e Ranieri (già svagato sul primo gol) prima si fa ammonire inutilmente poi liscia clamorosamente un cross di Osmajic lasciando libera la strada a Messias per il raddoppio. Fino al trentacinquesimo è tutta così: un monologo rossoblu. El Shaarawy prima si beve Jimenez e quasi serve assist a Osmajic poi da fermo chiama De Gea ad un miracolo. Altre mezze occasioni arrivano su cross/ripartenze con la costante sensazione di essere vicini a prendere il terzo con anche Osmajic che tira forte fuori di poco. Sul finire del tempo prima Oulai poi Ranieri danno una mezza scossa sfiorando il palo, poi Mastantuono chiama il portiere avversario ad una bella parata.
  4. Nei primi trentacinque minuti - come ci accade "AD OGNI SOSTA" o quasi - banalmente la squadra è rimasta in sosta. Vietata. E sono arrivate due multe.
  5. Entrano Viery e Njie con Mastantuono spostato nel mezzo ma l'inizio del tempo ha come differenza solo una pressione meno esasperata del Genoa. Teniamo un po' più il pallone ma zero pericolosità. A venti minuti dalla fine la sorte ci dà una mano con un cross innocuo di Jimenez deviato nella propria porta da Vasquez. Qualche minuto e Gnonto dà una buona palla a Ndour che spara altissimo da buona posizione. Lo stesso Ndour a dieci dalla fine da fuori centra il palo con un bel tiro.
  6. Brutta brutta brutta. I primi trentacinque minuti tra le peggiori prestazioni, anno scorso compreso. Poi abbiamo messo un po' la testa fuori approfittando anche del crollo fisico del Genoa. Apparsi senza troppe idee e senza una logica di gioco sembrava di essere ritornati ad anno scorso. Approccio al secondo step della stagione non positivo, speriamo si sia un diesel e che sia solo un mettersi in moto lento. "Aspettiamo", tanto per cambiare.
  7. Genoa che non aveva mai vinto. Infermeria rossoblu piena. Noi in serie positiva a Marassi da sette anni. Messias che non segnava da sette mesi. Cosa poteva andare storto?
  8. Peccato che Mastantuono non sia tornato in tempo per poter giocare a Marassi. Gnonto sembra sempre far tenerezza in mezzo agli avversari ma non demerita, anzi. La partita di Ranieri è tristissima, quasi da urlo se pensi alle parole di Vanoli: "Ranieri è la Fiorentina". Njie fa poco e sbaglia tanto, risultato? Tra i migliori. Dragusin è annientato da Osmajic, mentre Viery.....pure. Beto: mah. Bella l'idea di mettere Dodò - completamente fuori dal progetto - nel finale per pareggiarla.
  9. PAGELLE. De Gea 5,5 ; Jimenez 6 - , Dragusin 5 , Ranieri 4 , Valdepenas 5 ; Oulai 4,5 , Fagioli 5 , Ndour 5+ ; Mastantuono 5 - , Beto 5 , Gnonto 6 ; Njie 6 , Viery 5 , Pellegrino 5,5 , Dodò SV , Goncalves SV ; All Vanoli 5
  10. Il migliore ed il peggiore. I lettori di Kappaviola - e votanti sulle mie stories di Instagram -  hanno deciso così: IL MIGLIORE: NJIE - GNONTO - DE GEA - Il peggiore: RANIERI. Anche quest'anno il migliore ed il peggiore li decidete voi. Lancerò ogni volta - a seguito della pubblicazione del #kappadeca delle partite - il sondaggio dove votare per le due categorie. Alla fine dell'anno - tra i più votati come migliore e peggiore durante la stagione - con la stessa modalità sempre i lettori potranno stabilire il TOP ed il FLOP dell'anno. Collegatevi al mio account Instagram @Kappaviola (clicca qui) e votate nelle mie stories.

domenica 4 ottobre 2026

Caro il mio Francesco

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 711
Quest'estate se ne è andato un grande maestro della musica italiana. Ad inizio agosto ci ha lasciati Francesco Guccini, una figura ENORME del panorama culturale italiano. E' andato via più o meno come ha vissuto la sua vita pubblica: in silenzio ma facendo rumore. 
Non mi fingerò il più scatenato e devoto dei fan, perché ho delle "colpevolissime" mancanze nei confronti del suo percorso musicale e non solo. Lascio ad altri questo ruolo, finto o vero che sia. Cercherò di salutarlo per quello che i miei occhi hanno visto di lui o quello che il suo saper raccontare ha lasciato in me.
Da sempre il suo stile, le sue canzoni ed il suo profilo mi hanno notevolmente affascinato. Magari non portandomi alla totale venerazione ma hanno avuto verso di me un vero effetto calamita, specie con il passare degli anni e con la voglia di ascoltare meglio le sue parole. Ho sempre trovato che la sua composizione articolata e la sua produzione siano tratti distintivi che da sempre lo mettono al riparo da imitazioni o da abbinamenti automatici ad eventuali "padri musicali" o possibili cloni. Dei cantautori italiani di un periodo musicalmente meraviglioso, probabilmente il suo stile è stato tra quelli più unici. Ha cantato tanti argomenti ed in ognuno di essi si nascondevano e si nascondono tutt'oggi le linee di un grande romanzo. Vuoi per l'uso mai banale delle parole nei suoi testi, vuoi per il fascino del racconto che segue linee metriche difficilmente ascoltabili altrove. Vuoi per la sua capacità di scrivere che l'ha portato a dedicarsi anche a romanzi di notevole qualità, che consiglio per chi non avesse mai avuto occasione di leggerli.
Il suo carattere apparentemente burbero ma in realtà molto diretto e disincantato è stato da sempre un tratto distintivo del suo personaggio che in realtà non è mai stato tale. Nella descrizione di chi lo conosceva bene non manca mai un riferimento al fatto che non avesse mai abbandonato il suo stile ed il suo essere se stesso. Prova ne è, ad esempio, il suo starsene in disparte a veder scorrere l'attualità e la sua notorietà. Prima a Bologna poi dal "ritiro" di Pavana. Ho sempre visto nel personaggio  che Ligabue gli ha ritagliato addosso in Radio Freccia quello che probabilmente era il ruolo perfetto identikit, perché nel suo essere trasparente, pungente ed (auto)ironico c'era proprio appunto il suo essere. Lo stesso carattere "brusco" che però l'aveva fatto commuovere alla dedica a sorpresa dello stesso Liga ad un concerto nella sua Bologna, dove tutto il Dall'Ara gli riservò un'ovazione fuori controllo non appena lo vide inquadrato sugli spalti dello stadio.
Questo mese Millenium - il mensile del Fatto Quotidiano - gli ha dedicato un numero praticamente esclusivo dove c'è un po' di tutto senza voler essere il racconto di "tutto" Guccini. Ho apprezzato questa cosa perché particolarmente azzeccata - secondo me - per il protagonista del numero praticamente monografico su di lui. Dall'editoriale infatti si mette in evidenza che le pagine che seguiranno sono solo delle tracce possibili per la lettura e l'ascolto di Guccini, non tutte quelle esistenti. Non le più importanti. Non le più belle. Alcune. Raccolte con un percorso, con articoli, con riferimenti e citazioni. Una sorta di album fotografico di parole che come tutti gli album non raccoglie tutte le foto di un viaggio ma ne mette in fila un po'. Quelle che in quel momento ti andava di scattare, senza dover inseguire nessuno stile preciso o nessuna indicazione che arriva da altri. Per questo adatto a lui.
"CARO IL MIO FRANCESCO" cerca di fare buon viaggio e non cambiare neanche adesso che "di là" magari ti potranno guardare storto per le tue frasi dirette ma allo stesso tempo piene di parole mai banali e probabilmente poco usate da altri. Ma tu "gli altri" non sei mai stato, quindi continua esattamente così. "E al fin della licenza" grande Francesco, TOCCA.

sabato 26 settembre 2026

Radici avvincenti

#Klibro Settembre 2026 
qui il mio intero
Katalogo
ROBERTO COSTANTINI
"Alle radici del male"
Feltrinelli

Dopo due anni (clicca qui) torno a "passeggiare" con il commissario Mike Balistreri nella seconda puntata della trilogia che Roberto Costantini gli ha dedicato. Il libro si sviluppa in due parti, una ambientata nella Tripoli degli anni sessanta ed una nella Roma di inizio anni ottanta riprendendo il testimone dal libro precedente. L'evocazione del passato del commissario, molto frequente nella prima puntata della trilogia ed elemento dominante della chiusura di quel libro, diventa base di racconto di questo romanzo. "Le radici" appunto. Troviamo un Michele bambino in una terra diversa da Roma e con una posizione ancora più differente: da commissario negli anni ottanta, si torna indietro alla sua adolescenza ed alla sua crescita in un paese dove il potere del cognome di suo padre gli faceva avere tutte le porte aperte e tutte le strade libere. Questa situazione di benessere ed agio "MALE NON FARA'" , ma lo porta a percorrere altre vie ed a trovarsi un gruppo di amici che presto lo affiancheranno in imprese ai limiti ed oltre la legalità. I
#KdL - KIAVE di LETTURA n° 710
fattori personali e le vicende nere
e misteriose che si sviluppano molto vicine a lui, aumenteranno le sue inquietudini. Gli obiettivi dei suoi tormenti sono quelle persone che dalla loro posizione privilegiata traggono vantaggi sulla pelle di persone che lui sente e considera "famiglia". Il suo diventare giovane uomo è raccontato attraverso i suoi principali fattori di successo e crisi con sullo sfondo la situazione politica e sociale dei rapporti tra Italia e Libia e l'ascesa al potere di un giovanissimo Gheddafi. Lo sviluppo della storia e la chiusura di una parte di essa porta ad uno stacco ed al riaprire una finestra sulla Roma del 1982, ambientazione da cui il primo capitolo partiva e la fine di questo libro si conclude vedendo il congiungersi di vicende apparentemente impossibili da considerare legate l'una all'altra. Ovviamente con uno spiraglio aperto per il terzo e conclusivo atto della trilogia.
Ho trovato questo libro avvincente nonostante l'impegnativo numero di pagine (quasi 700) ed il percorso non sempre lineare della storia. L'autore è davvero molto bravo a tenere alto l'interesse anche nei momenti in cui la storia sembra un po' più arrancare ed a libro concluso si capisce che ogni particolare ed ogni sfumatura contribuisce a rendere il quadro generale interessante e vivo. Molto apprezzata, e non banale, la strutturazione delle storie ed il loro aprirsi e chiudersi in spazi temporali non "automatici" né banali. Del protagonista si fa fatica ad innamorarsi completamente come persona ma diventa calamita delle attenzioni del lettore interessato allo sviluppo della vicenda. L'unione di storie lontane ed il trovare collegamenti tra persone, nazioni e percorsi è un perfetto quadro narrativo che riesce molto bene a Costantini. Dopo questa seconda puntata, prendo appuntamento (magari in un periodo di lettura intensiva) con Balistreri per la conclusione della vicenda e vi consiglio davvero la lettura di questo "romanzo unico" in tre atti. 

CINQUE CITAZIONI

1 - "...è distratta, segue una farfalla. O i suoi pensieri, che sono un po' strani. Una volta ha detto che non ama né il sole né il buio. Che a lei il tempo piace veloce ma fermo...."
2 - "...il metodo doveva essere diverso. Un livido invisibile e non denunciabile. Il terrore..."
3 - "...in quella trentina di minuti in mezzo alla campagna non incontrammo nessuno. Non parlavamo, ma era proprio quel silenzio che invece di dividerci di rendeva complici..."
4 - "...era il prototipo perfetto dell'Italia che era nata da quel grande tradimento. Furbo, senza ideali, pronto a qualunque compromesso..."
5 - "...che quelli che rubano e ammazzano con le pistole sono i figli meno capaci di quelli che rubano e ammazzano con il cervello..."

Mia personale VALUTAZIONE: ****° - quattro stelle e mezzo su cinque

domenica 20 settembre 2026

Da squadra

Fiorentina - Napoli

I miei post Viola
La prima partita "di cartello" per questa stagione. Al Franchi #KappaDeca Viola per la sfida al Napoli.
  1. Campionato - 5^ ; FIORENTINA - NAPOLI = 1 - 1 ; GOAL: Gilmour , JIMENEZ
  2. Con Atta che fa da pendolo tra centrocampo ed attacco gioca quella che probabilmente in questo momento è la formazione titolare con Pellegrino riferimento d'attacco e Mastantuono e Njie ai lati. In mezzo al campo dirige Fagioli con Ndour al fianco mentre dietro giocano Dragusin e Ranieri al centro e Jimenez e Viery (adattato) sulle fasce.
  3. Si parte con un ritmo lento probabilmente condizionato anche dal caldo e l'orario. Abbiamo in mano il pallino del gioco e ci accendiamo attorno al ventesimo quando prima quasi più su rimpallo che voluto, Atta colpisce la traversa, imitato qualche minuto dopo da Fagioli con un tiro da lontano. La serie dei legni continua cambiando porta dove Olivera buca Jimenez e poi sulla respinta serve un mezzo miracolo di De Gea. Sul successivo angolo Gilmour è solo sul dischetto del rigore ed al volo porta in vantaggio il Napoli. Reagiamo poco ed il Napoli continua dai lati a farci male con un'azione che porta al tiro Olivera dal limite e la palla che esce di poco. Un po' di pressione nostra nel finale di tempo ma poco di concreto.
  4. Bella bella bella l'idea della partita alle 12.30. Ma proprio bella. Quasi freschina.
  5. Si riparte con Valdepenas che sostituisce Viery che oggettivamente non l'aveva mai vista. Pochi minuti e dopo un paio di carambole la palla arriva a Jimenez che dal limite calcia e trova la deviazione di un difensore napoletano che ci riporta in parità. Per dieci minuti è una vera e propria bolgia e ci andiamo vicino prima con Fagioli che dal limite calcia fuori una bella palla arrivatagli da Franco mentre in contropiede Njie serve un bell'assist a Valdepenas che impegna Milinkovic Savic. Un vero peccato non approfittare di questa ondata perché poi il fiato fiato piano piano finisce ed esce un po' il Napoli che chiama De Gea a due grandi interventi prima su Neres poi su Favasuli. "CI SIAMO SALVATI LA PELLE ORMAI" ed il festival del crampo anticipa la fine della gara.
  6. Una gara che ha fatto vedere in campo una squadra apparsa vera. E non è poco. La doppia traversa ad inizio gara lascia un po' di amaro in bocca, anche perché dopo poco abbiamo lasciato campo e gol al Napoli. Stessa sensazione di aver lasciato qualcosa per strada quando dopo il pari stadio e squadra si era accesa in modo molto bello. Nel finale è servito il ritorno di super De Gea per portare a casa un punto. Risultato direi giusto ma soprattutto prestazione appunto "da squadra" che secondo me oggi pesa di più del punto in sé. 
  7. De Gea con tre interventi speciali ed un po' spaziali si mette in lista per il ruolo di migliore in campo. A Dragusin però questa cosa non sta molto bene e con almeno tre salvataggi "praticamente gol" sottolinea la sua candidatura. Njie senza spazi larghi perde tanto del suo potenziale così come Pellegrino senza cross. Viery fuori ruolo continua a lasciare fortissimi dubbi, così come l'assenza di alternative a Valdepenas che quando è entrato non ha fatto affatto male. Jimenez nel primo tempo in sofferenza, viene caricato dal gol in comproprietà con il difensore napoletano e fino a che gli regge il fiato fa un grande secondo tempo. I crampi di Ranieri al minuto sessantadue il solito mistero. 
  8. TAKKO AI' GIRO - Spazio teNNico Bollins gestito "...dai che va bene così, l'anno scorso e continuando con Grosso avresti perso di sicuro..."
  9. PAGELLE - De Gea 7,5 ; Jimenez 7, Dragusin 7,5 , Ranieri 6 + , Viery 5 ; Ndour 5,5 , Fagioli 7 , Atta 5,5 ; Mastantuono 6 + , Pellegrino 5,5 , Njie 5,5 ; Valdepenas 6,5 , Beto 5,5 , Goncalves 5 , Gnonto SV , Pongracic SV All. Vanoli 6,5
  10. Il migliore ed il peggiore. I lettori di Kappaviola - e votanti sulle mie stories di Instagram -  hanno deciso così: IL MIGLIORE: DRAGUSIN - Il peggiore: VIERY . Anche quest'anno il migliore ed il peggiore li decidete voi. Lancerò ogni volta - a seguito della pubblicazione del #kappadeca delle partite - il sondaggio dove votare per le due categorie. Alla fine dell'anno - tra i più votati come migliore e peggiore durante la stagione - con la stessa modalità sempre i lettori potranno stabilire il TOP ed il FLOP dell'anno. Collegatevi al mio account Instagram @Kappaviola (clicca qui) e votate nelle mie stories.

sabato 19 settembre 2026

Splendida Odissea

#KFilm Settembre 2026
qui il catalogo
Certamente non il mio tipo di film ma un film DAVVERO grande. Per le dimensioni e non tanto per la durata. Per la storia e non per le origini. Per il modo di rappresentare la vicenda e non per le basi di epopea letteraria. 
Il film di Nolan è stato così pubblicizzato e lanciato che ha incuriosito anche me che appunto non amo particolarmente il genere. Mi sono fatto convincere dall'epica del racconto, sia del film che della storia di esso ed ho deciso di andare a vedere l'evento cinematografico dell'anno. E ne sono rimasto davvero soddisfatto. Quasi tre ore di film mi mettevano un po' qualche dubbio sulla mia capacità di tenuta, ma onestamente una volta terminato ho capito che il tempo è passato con il passo giusto e non è stato per niente eccessivo o lento. 
La storia è nota ma il modo in cui viene rappresentata si lascia guardare con passione ed interesse. La maestosità degli effetti colpisce ed anche se in alcuni punti gli effetti sonori vanno un po' oltre il livello di decibel sostenibile è uno degli elementi di riconoscimento del film, tra quelli con più successo. 
#KdL - KIAVE di LETTURA n° 709
La cosa che onestamente però a me ha colpito di più è stata la capacità interpretativa di Matt Damon di cui non avevo un'opinione così clamorosamente lusinghiera e che invece è davvero grandioso in ogni istante del film. Nel suo percorso di esilio, nelle sue battaglie, nella resistenza alle sirene, nella forza di gestire consensi e dissensi dei compagni ma soprattutto, "ALLA FINE DI QUESTO DOLORE" , nel modo di affrontare il ritorno. La figura di Penelope è altrettanto gigantesca (forse anche di più) e descritta come merita: una donna con una forza ed una personalità fuori portata. Proprio per questo il compito interpretativo non era affatto facile e forse per queste aspettative non ho trovato in Anne Hathaway la stessa potenza e bravura di Damon. Fa eccezione il dialogo nella parte finale del film al momento del rientro sotto mentite spoglie che è di una perfezione assoluta per profondità di testi, interpretazione di entrambi e clima che il dialogo e l'atmosfera riesce a generare. 
Molti sono i momenti che meritano la sottolineatura "con lode" come il dialogo tra Circe ed Ulisse o il percorso di avvicinamento ed attraversamento della zona delle Sirene, un po' meno a mio gusto quello con l'incontro con Polifemo. In generale però c'è una regia davvero senza sbavature e con una capacità assoluta di immergere lo spettatore in un mondo fantastico ma tangibile, il tutto per l'intera durata del film. Ci sono, è vero, dei piccoli momenti di strada percorsi lentamente ma sono del tutto "naturali" per un film che per praticamente tutta la durata del viaggio riesce a catturare attenzione ed emozione. Cosa che non molla la sua potenza fino ai titoli di coda che uno può immaginare come una liberazione viste le tre ore di visione e che invece fanno restare seduti immergendosi nella magia creata da un bellissimo pezzo che "grida" la sensazione di assoluta realizzazione "when i'm home". Ciliegina che chiude perfettamente la visione.
Non serve il mio consiglio visto il successo mondiale avuto, ma nel mio piccolo mi permetto di darlo: andate a vederlo, immergetevi in questo racconto tra storia, epica, effetti e montaggi e non rimarrete delusi.

venerdì 11 settembre 2026

Meglio degli ultimi

I miei post Viola
In laguna, #KappaDeca Viola per la "sfida al vertice" contro il Venezia. 
  1. Campionato - 3^ ; VENEZIA - FIORENTINA = 2 - 4 ; GOAL: Adams, MASTANTUONO, MASTANTUONO, PELLEGRINO, MASTANTUONO, Hainaut
  2. Ritorno di Mister Vanoli (e sorvoliamo) ma non un pieno ritorno al passato. Dietro a destra c'è Jimenez, a sinistra Viery adattato mentre nel mezzo alla difesa un mix di nuovo (Dragusin) e usato sicuro (e risorvoliamo) Ranieri. A centrocampo è recuperato Atta che gioca con Fagioli e Ndour un passo indietro. Davanti c'è Beto sostenuto da Mastantuono e Njie. 
  3. Sembra ricominciare un'altra partita di sofferenza all'inizio quando siamo un po' schiacciati nei primi minuti vagamente pimpanti del Venezia che con Yeboah non va lontano dal vantaggio. Reagiamo e cresciamo e proprio mentre sull'asse Mastantuono e Jimenez sembra cominciare a nascere qualcosa di interessante perdiamo un brutto pallone con Ndour e becchiamo una ripartenza che porta Adams ad un bel gol, ovviamente il primo in serie A. Pochi minuti e reagiamo. Mastantuono punta costantemente il suo avversario ed all'ennesima sterzata trova il sinistro giusto sul primo palo: pareggio. Neanche il tempo di esultare e vanno in onda le comiche: palla leggibile ed innocua il difensore del Venezia sviene, Beto si incarta, la palla arriva di nuovo a Mastantuono che con un tiro a due all'ora ma super preciso trova il vantaggio. Il risultato ribaltato ci porta ad avere ancora due occasioni con Njie che fino al tiro fa tutto bene poi si perde e spreca due buone occasioni.
  4. Per cinque minuti a cavallo della mezz'ora il "vai col liscio" ed il "Pippero" di Mai dire Gol si sono dati appuntamento fondendosi in una cosa sola tipo "vai col Pippero". Per fortuna, con la doppietta di Franco "E' IL MINORE DEI MALI, E' VENERDI'".
  5. Riparte il secondo tempo, con Yeboah e Hainaut che mettono in difficoltà costante Viery e lo stesso attaccante che con un tiro da fuori mette qualche brivido. Mentre sembra che il Venezia possa crescere, Fagioli lancia molto lungo su Pellegrino incredibilmente lasciato solo ed in contropiede arriva in area e trova il gol dell' 1-3. La partita sembra finita ed invece c'è ancora da annotare altro. Prima Mastantuono lanciato da Ndour gioca a calcino con Stankovic e gli fa la foto per la tripletta personale ed il 1-4. Dopo poco Viery si perde Hainaut, che su un cross che taglia il campo al volo fa 2-4. Qualche altra scorribanda ma è già tanto così.
  6. #KdL - KIAVE di LETTURA n° 708
    Non era cominciata bene e qualche fantasma si era affacciato. Di fronte avevamo una squadra oggettivamente perfetta per risalire ma la Fiorentina di tante domeniche non avrebbe sfruttato la cosa. Per fortuna era venerdì e la squadra decisamente più convinta. Abbiamo corso ed abbiamo mostrato voglia. Diverse cose da regolare e qualche entusiasmo da soppesare con la reale forza dell'avversario. Ma finalmente qualcosa di cui sorridere oggi c'è stato, fosse solo il fatto di essere meglio degli ultimi. Ed allora godiamoci questa prima vittoria ed accarezziamo questi tre punti.
  7. Mastantuono illumina la scena e si carica la squadra sulle spalle nel momento più complicato. Fagioli fa un secondo tempo stellare dopo un primo tempo a livello dell'ultimo periodo. Njie se non dovesse tirare in porta sarebbe probabilmente il secondo migliore. Viery in costante difficoltà traslocato sulla fascia. Ndour continua a non rubarmi l'occhio neanche quando ne segniamo quattro. Beto diciamo non in perfette condizioni atletiche.
  8. TAKKO AI' GIRO - Spazio teNNico Bollins gestito "...occhè avevi dubbi...tre punti prevedibili...te tu dici che difesa e contropiede l'è un gioco che fa cahare....io voglio giocare così anche contro il Como e poi a Venezia 'untuvincesti neanche quando tu eri forte....campo di Venezia ostico come Acireale e Rimini..."
  9. PAGELLE - De Gea 6 ; Jimenez 6 - , Dragusin 6+ , Ranieri 6 , Viery 5,5 ; Ndour 6 , Fagioli 7,5 , Atta 6 ; Mastantuono 8 , Beto 5,5 , Njie 7 - ; Pellegrino 7 , Gnonto 6 - , Goncalves SV ,  Brescianini SV , Pongracic SV All. Vanoli 6,5
  10. Il migliore ed il peggiore. I lettori di Kappaviola - e votanti sulle mie stories di Instagram -  hanno deciso così: IL MIGLIORE: MASTANTUONO - Il peggiore: VIERY . Anche quest'anno il migliore ed il peggiore li decidete voi. Lancerò ogni volta - a seguito della pubblicazione del #kappadeca delle partite - il sondaggio dove votare per le due categorie. Alla fine dell'anno - tra i più votati come migliore e peggiore durante la stagione - con la stessa modalità sempre i lettori potranno stabilire il TOP ed il FLOP dell'anno. Collegatevi al mio account Instagram @Kappaviola (clicca qui) e votate nelle mie stories.

sabato 5 settembre 2026

Possiamo preoccuparci

I miei post Viola

Arrivano i cugini granata, #KappaDeca Viola dal Franchi.
  1. Campionato - 2 ^ ; FIORENTINA - TORINO = 1 - 2 ; GOAL: PELLEGRINO, Mandragora, Adams
  2. Gioca Fagioli insieme ad Oulai e viene ripescato Brescianini per chiudere il terzetto di centrocampo. In avanti esordio di Njie che si mette sulla sinistra accanto a Pellegrino. Dietro esordio di Viery. 
  3. Due minuti e doppia grande occasione con Mastantuono solo davanti al portiere che si salva di piede, la palla carambola a Njie che ha tutta la porta vuota da dentro l'area piccola e riesce a prendere Fortini sulla linea. Ancora i due dopo poco fanno ben sperare, poi al quinto si stacca la spina e finisce tutto. "LA CHIAREZZA CHE VOLEVA MOLTA GENTE" non arriva, siamo spenti e subiamo il possesso palla del Toro. Mandragora tenta il gol dell'ex due volte ma De Gea fa una paratona sul primo tiro mentre il secondo finisce fuori di poco. Noi non creiamo niente.
  4. Il caldo allucinante della Ferrovia unito allo scempio di 43 minuti più recupero senza mezza cosa fatta bene fa apprezzare sempre più l'organizzatore del calendario di Serie A per aver fissato la partita alle 15 del 05 settembre.
  5. Siamo quelli dell'inizio tempo. Pronti via e Pellegrino tira sostanzialmente da casa sua, Perri è ancora appisolato dall'intervallo e ci regala il vantaggio. Gnonto (appena entrato) sfonda sulla destra ma si perde nell'ultimo passaggio/tiro. L'occasione più grande ce l'avrebbe Atta che con un rimpallo si trova da vicinissimo solo davanti al portiere ma è sorpreso e non trova il tocco giusto. Poco dopo lo stesso ex Udinese con un gran colpo di testa mette in risalto Perri. Sostanzialmente ci spegniamo qui. Il Toro sparito dal campo piano piano prende metri e questa volta Mandragora trova un eurogol tirando benissimo da molto lontano. Siamo spenti e non reagiamo così da un errore di Valdepenas Belghali ci punta e mette una palla in mezzo che Adams può prima addomesticare poi spedire in rete da terra mentre tutti i nostri difensori lo guardano. Ci sarebbe più o meno un quarto d'ora ma bastano quindici secondi per capire che non ne abbiamo per reagire.
  6. Che dire. Abbiamo giocato cinque minuti il primo tempo ed una ventina di minuti abbondanti il secondo, di questo passo forse verso novembre saremo pronti. Il Toro ha tenuto palla tutto un tempo e nel finale tornando a spingere ci ha messo in un angolo ribaltando il tutto. Sembriamo costantemente in ritardo e particolarmente lenti e macchinosi. Sprazzi di gioco troppo sporadici, per il resto sensazione di confusione che prevale sempre ed ovunque. Possiamo ufficialmente cominciare a preoccuparci.
  7. Alla terza di campionato siamo già al "salta la panchina". La mia curiosità invece era ed è per semicoro "gobbo di me**a", chissà a chi era diretto visto che ce ne sono (AHIME') diversi.
  8. Quanto mi era piaciuto all'esordio e quanto mi ha terrorizzato oggi Valdepenas. Dragusin mi è stato garantito che prima o poi entrerà in forma, aspetterò. Pellegrino farà un bel regalo a Perri per il gentile omaggio che ha fatto svoltare la sua valutazione. Gnonto fa due cross e due sprint e sembra già di un altro livello. Brescianini, che dire? De Gea provvidenziale nel primo tempo, sui gol probabilmente non è brillantissimo. Mastantuono non in giornata, Oulai era l'unico che correva ed infatti....è uscito per infortunio. 
  9. PAGELLE - De Gea 6- ; Joao Mario 5 , Dragusin 5 , Viery 5,5 , Valdepenas 4,5 ; Oulai SV , Fagioli 5 , Brescianini 4,5 ; Mastantuono 5 , Pellegrino 6+ , Njie 6 - ; Ndour 5 , Atta 5,5 , Gnonto 6 - , Beto SV , Goncalves SV All. Grosso 5
  10. Il migliore ed il peggiore. I lettori di Kappaviola - e votanti sulle mie stories di Instagram -  hanno deciso così: IL MIGLIORE: PELLEGRINO - Il peggiore: VALDEPENAS . Anche quest'anno il migliore ed il peggiore li decidete voi. Lancerò ogni volta - a seguito della pubblicazione del #kappadeca delle partite - il sondaggio dove votare per le due categorie. Alla fine dell'anno - tra i più votati come migliore e peggiore durante la stagione - con la stessa modalità sempre i lettori potranno stabilire il TOP ed il FLOP dell'anno. Collegatevi al mio account Instagram @Kappaviola (clicca qui) e votate nelle mie stories. 

venerdì 4 settembre 2026

Sperando in meglio

I miei post Viola
Il campionato è ripartito da due domeniche ma soltanto pochi giorni fa si è concluso il calcio mercato e le squadre hanno preso forma e colore o almeno "NE SANNO LA LORO VERSIONE" essendo consapevoli che fino a gennaio così dovranno andare avanti. Come per le passate stagioni provo a dire la mia sulle operazioni e la programmazione fatta in casa Viola. Si parte proprio dall'opinione che, cosa affatto banale, per gran parte di quest'estate ho visto un'idea di movimenti indirizzati dietro un percorso e non più o meno a casaccio: serviva tirare una riga e ripartire ed è stato fatto. E non è poco.
#KdL - KIAVE di LETTURA n° 707
Resto dell'opinione che caroselli ed entusiasmi (termine usato anche anno scorso, sigh....) siano ancora lontani ma oggettivamente alcune operazioni hanno messo almeno il sorriso. 
Nel finale credo che qualcosa si sia un po' "arenato" e non sia andato esattamente verso l'obiettivo prefissato. La gestione della vicenda Kean, pur non essendo imputabile alla società né per la totalità né probabilmente per la percentuale maggiore di responsabilità, ha rallentato e fatto un po' sbandare l'andatura, poi recuperata proprio in dirittura d'arrivo. Provo ad andare nel dettaglio della rosa:

Portieri. E' stato confermato il terzetto esistente ed il capitano dopo una stagione al di sotto della precedente e delle aspettative è stato responsabilizzato ulteriormente nel ruolo di leader. E' una scelta che avrei fatto anche io....e questo probabilmente non depone a favore della nostra dirigenza.
Difensori. La rivoluzione porterà probabilmente ad avere una difesa a quattro piuttosto che a cinque con interpreti totalmente nuovi. Le impressioni iniziali di Valdepenas sono molto positive, quelle di Dragusin molto meno ma sono due gare e basta e non contano davvero niente in termini assoluti. Il centrale proveniente dalla Premier ad esempio lo ricordo come un giocatore importante a Genova, poi un po' smarrito per vicende fisiche e non solo.  Gli altri hanno fatto vedere poco poco e le esperienze passate nelle loro carriere sono contrastanti. Viery tutto da scoprire. Credo che in generale si sia scommesso molto su questo reparto, probabilmente rischiando troppo non scegliendo un leader/giocatore sicuro magari al centro della difesa. Dovremmo aspettare e sperare che magari possa crescere qualcuno per questo aspetto. A sinistra non pare esserci alternative in attesa di Parisi. Nota a margine: sul lato destro c'è abbondanza per l'incapacità di trovare una soluzione a Dodò, ma tu guarda....
Centrocampisti. Le scelte del mercato di gennaio (non solo a centrocampo) sono state allegramente buttate nel cestino (e nesssuno piange). E' arrivato un giovane molto promettente (Oulai) ed uno che ha fatto moltomolto bene la passata stagione ad Udine (Atta). Il resto punta sul rilancio di Fagioli ed Ndour con Brescianini come ultima soluzione. Un po' risicati al primo raffreddore stagionale e con tante dita incrociate che le potenzialità presenti esplodano.
Attaccanti. Nonostante una stagione scorsa con più ombre che luci abbiamo "perso" un signor centravanti sostituito da una bella prospettiva ed un ritorno da valutare. Il salto di qualità arriva dagli esterni dove a fronte di ribongia sono arrivati quattro giocatori che "sembrerebbero" essere di altra pasta con i due titolari che per molti aspetti potrebbero accendere anche fantasie importanti. Non condividendo tutte le mosse qui onestamente il lavoro è stato forte ed impegnativo ed un applauso va fatto.
Allenatore. Bel punto. E' sicuramente un allenatore con un'idea di gioco o almeno con la possibilità che questa ci sia. Sarà così? Si riuscirà a far partire davvero un percorso importante? Personalmente speravo di avere un allenatore più "sicuro" e solido ma dopo l'anno scorso direi che l'importante è che parta davvero un percorso/progetto comune e convinto. (riporto aggiornando quanto già scritto la stagione precedente per quelli della mozione Sarri: fatevene una ragione, banalmente non lo vogliono. Hanno avuto quattro occasioni diverse per prenderlo e non c'è mai stata concretezza quindi....). 
Dovendo arrivare alla conclusione resta qualche dubbio sulle molte scommesse e sul corretto assortimento di difesa e centrocampo ma oggettivamente il lavoro fatto è stato imponente per mole ed in parte per qualità. Dovendo quantificare in un voto, per quanto suddetto direi che ci può stare un 7/7+ .

Ed il vostro voto al mercato viola? 

Collegatevi al mio account Instagram @Kappaviola (clicca qui) e votate nelle mie stories il mercato della Viola.

AGGIORNAMENTO 

Il sondaggio su Instagram ha detto questo:

voto 7 - 57% (quattro voti)

voto 6 - 29% (due voti)

voto 8 - 14% (un voto)

voto 5 - 0% (nessun voto)

voto medio - 6,85


Andando oltre casa Viola provo come al solito a lanciarmi nelle previsioni "generali". Per la stagione scorsa il risultato è stato un quasi 50% delle previsioni (5 su 11 azzeccate) vediamo se quest'anno miglioro (NB tolgo la Viola dai "risultati" per un fattore scaramantico, l'ho sempre messa e non è che abbia portato così bene, credo però che si possa essere in lotta per le zone vicino al sesto posto):

Scudetto: Inter
in Champions League: Roma, #juvemerda, Como
in Europa League: Napoli, Milan
in Conference League: Atalanta
Retrocesse: Frosinone, Lecce, Monza
Capocannoniere: Malen

Le vostre previsioni? 

Via giù, non fate "far figuruccia" solo me, scrivetele anche voi nei commenti....