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| #KdL - KIAVE di LETTURA n° 684 |
Qualche giorno fa il buon Vasco ha fatto sui suoi social i "TANTI AUGURI A TE" al suo pezzo "c'è chi dice NO" , aggiungendo che, nonostante i 39 anni di età la canzone rimane sempre molto attuale. Il secondo pensiero, dopo la frase anziana "sigh.....come si invecchia" , è andato all'impegno referendario che domenica e lunedì vedrà coinvolto il nostro bel Paese: referendum sulla giustizia o meglio sulla riforma costituzionale voluta dall'attuale maggioranza in merito a questa materia.
In vista della mia "X" di domenica ho provato a documentarmi ed assimilare il maggior numero possibile di informazioni, cercando anche di "capirle" oltre che di raccoglierle. Ammetto di esserci riuscito solo in parte, soprattutto quando le spiegazioni della stessa riforma e delle relative conseguenze sono entrate nel puro tecnicismo oppure quando, come ormai abitudine in tutti i campi per tutti gli argomenti, i fatti si sono trasformati in opinioni di fazioni.
Ormai infatti non esiste argomento dello scibile comunicativo che non venga analizzato in un senso e nel suo esatto opposto, con entrambe le versioni che pretendono di raccontare i fatti reali. Non c'è più il "c'è stato l'evento X: secondo me è per questo motivo, secondo loro è invece causato da quest'altro motivo" ma ormai il concetto è "io dico che c'è stato l'evento X, loro dicono che non c'è stato". E chi ascolta, nella migliore dell'ipotesi, sente girare la testa come su una giostra mentre nell'ipotesi media si disamora dell'argomento pensando di aver a che fare solo con realtà sempre più virtuali e/o fake come va di moda dire oggi. E se l'argomento è "la cosa pubblica" o la "politica", il bel Paese non ci guadagna affatto, anzi. Fine digressione.
Tornando sull'argomento del momento, le conoscenze che ho potuto acquisire mi hanno portato verso un NO bello deciso, che aveva solo dei dubbi per la sincera non completa competenza in materia. Ed allora ho provato a sentire i parere dei promotori della riforma per capire se magari i miei preconcetti mi avevano portato lontano dalla reale portata della stessa. Risultato? Il mio NO si è rafforzato.
Ho sentito dire dalla premier che la riforma migliora l'efficienza e la rapidità della Giustizia ma è stato lo stesso ministro Nordio a smentirla dicendo che non è argomento della riforma, l'efficienza e la rapidità (e sono i primi due firmatari della modifica costituzionale). Ho visto travestirsi da garantisti, invocando in questo uno degli elementi cardine dell'argomento referendario senza però far capire in che modo, politici che fino a pochi minuti prima parlavano di "carcere e buttare via le chiavi" per persone solo accusate, tralasciando di dire che se esiste la carcerazione preventiva la percentuale di errore esisterà sempre e che la stessa in Italia non è clamorosamente diversa (anzi) rispetto ad altre europee. Ho sentito parlare di maggiore economicità ed efficienza della macchina della giustizia con l'approvazione delle modifiche e poi in realtà gli organi previsti si triplicherebbero con i relativi costi che seguirebbero lo stesso andamento. Ho sentito ministri e sottosegretari invocare - anche in modo esplicito - il "si" per sostanzialmente liberarsi del problema numero 1 (a loro parere) dello stivale: la magistratura. Ho sentito portare come elemento di "maggiore giustizia" un sorteggio per i ruoli del CSM e dell'Alta Corte quando però lo stesso avverrebbe realmente solo tra i membri dei magistrati mentre tra quelli laici (leggi politici) il sorteggio sarebbe solo da un elenco di nomi fatto dalla maggioranza appunto politica che sceglie quantità e qualità dello stesso elenco. Ho infine ascoltato la premier (SIGH, maledettamente SIGH) annunciare che se vincerà il NO i delinquenti saranno tutti liberi di delinquere ancora di più, compresi soprattutto migranti, assassini e giudici che tolgono bambini alle famiglie, e (aldilà della stra-pochezza e stra-piccolezza UMANA della dichiarazione) non si capisce bene come e perché visto che la riforma non va minimamente a toccare norme penali/civili.
Per chiudere, ma non proprio come ultimo motivo, mi sono fatto una domanda: "ma davvero voglio/vogliamo che a riformare la Giustizia siano i nipotini di ReSilvio che considerava la magistratura un cancro da estirpare (cit) e che viene dagli attuali governanti ancora venerato e considerato uno statista?". Ecco, la mia risposta sarà sulla scheda referendaria domenica:
NO

















