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| #KdL - KIAVE di LETTURA n° 681 |
Proprio un gran bel paese quello che "PREPARA LA CENA CANTANDO SANREMO". Ormai sono già settimane che il bravo presentatore imperversa ovunque lanciando annunci riguardanti partecipanti, co-conduttori, ospiti. Carrozzone che ogni anno sembra più numeroso ed anche ingombrante. Ma non è questo il punto dato che in fondo basta non guardarlo o farlo con l'importanza che merita ed il gioco è fatto: non mi pare un gran problema.
La cosa "bella" è relativa a tutto il pandemonio che si è scatenato in merito alla partecipazione di un co-conduttore, Andrea Pucci, all'evento. Annunciato dal buon Conti, il suo nome ha innescato una polemica che ha visto toni da catastrofe nucleare. All'avvenuto conferimento di incarico, in diretta tv che nemmeno i nomi dei nuovi ministri di un nuovo governo, il comico ha festeggiato come normale fosse. Successivamente è partita una rumba che nemmeno in sala da ballo. Alcuni esponenti della commissione di vigilanza Rai ha stigmatizzato la cosa perché le sue apparizioni artistiche (ed alcune posizioni espresse) risulterebbero eccessive, sessiste ed omofobe. Sui social sono partite campagne numerose ed alcune pesanti contro la sua partecipazione. A questo punto lui, autonomamente, ha deciso di non partecipare più perché non più tranquillo. Scelta legittima, come d'altronde le critiche alla sua qualità di artista. Molto discutibile la presa di posizione sulla possibilità di partecipare di cosiddetti esperti di vigilanza, inaccettabili le offese o simili schifezze emerse dal mondo social. Evento spiacevole ma limitato. Sarebbe sembrato così se non fosse sceso in campo il gotha dei cervelli per prendere una posizione netta ed univoca.
La presidente del Consiglio che così turbata non si è mai mostrata, né per i morti di Gaza né per la tragedia della frana a Niscemi tanto per portare due esempi, è intervenuta prontamente parlando di ingiusta censura operata dalla sinistra. La seconda carica dello Stato è scesa in campo per portare solidarietà a Pucci ingiustamente messo alla porta, invitando la Rai a chiedergli scusa e fargli cambiare idea. Tutta la maggioranza ed il governo lancia in resta con in prima fila il ministro delle infrastrutture ha parlato di un'ingiustizia perpetrata ai danni di una figura scomoda non allineata al mondo gestito dalla cultura di sinistra.
Ora, partendo dalla premessa che a me Pucci non fa né caldo né freddo come comico e che certesue posizioni espresse sui social le ho trovate abbastanza orribili ma che non credo ci fosse questo infinito scandalo a vederlo partecipare, farei il punto della situazione. Le accuse "violente" a Pucci sono arrivate dai social che attaccano tutti e che sono violenti anche verso i martiri. E' giusto? Assolutamente no. Ma o si fa un discorso generale provando a capire come intervenire o attaccare una parte politica per questo è ridicolo. Che poi la sinistra non esista più da ventenni e che meno che mai possa decidere qualcosa in questo Paese, questo sarebbe un altro discorso da fare, ma non vorrei deludere gli esponenti duri e puri che vedono in questo spauracchio l'unico punto del proprio programma. Andando oltre. Accusare la Rai di censura oltre che da sbellicarsi da ridere è proprio contrario alla verità. Pucci non sarà a Sanremo perché ha deciso liberamente così, non si sentiva voluto e tranquillo per pressioni di entità astratte (account e #) e per critiche forti di alcuni esponenti della commissione di vigilanza ma non per censura. Ed "infatti" le più alte cariche dello stato.....scendono in campo per tutelarlo da un'ingiusta opera censoria del servizio pubblico. Per ulteriore chiarezza. Quella che da ex militante missina era convinta che Mussolini fosse l'unico politico capace di operare per il bene dell'Italia nella seconda metà del ventesimo secolo e quello col busto di Mussolini in casa e dall'orgogliosa dichiarazione "io non sono antifascista" invocano la libertà di espressione e si fanno paladini della possibilità del diritto di dire la propria, travestendo da martire qualcuno (sostenitore ed amico di curva) che ha deciso liberamente di non partecipare ad un evento.
In Italia la censura è considerata questa. In Italia le cose che smuovono le istituzioni sono queste. In Italia i paladini del diritto di parola e della libertà di espressione sono questi. Non lo trovate magnifico? Ma che gran bel Paese.

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