sabato 18 luglio 2026

Città positive

#KFilm Luglio 2026
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Incuriosito dal clamoroso ritorno di interesse dovuto dalla vittoria di molti David di Donatello e che ha spinto le sale cinematografiche a riproporlo, qualche tempo fa ho cercato e trovato la proiezione di "Le città di pianura".
Il film ha sorpreso un po' tutti per il suo essere un po' fuori dai canoni ordinari della commedia dolceamara italiana. Una trama basata in realtà su una notte "in giro" di due amici con un unico leitmotiv: "un'ultima" che altro non è che la bevuta che dovrebbe chiudere la serata ma che apre in realtà a nuove scoperte e nuove conoscenze. In questo giro veneto alla ricerca di bar e locali i due non più giovanissimi Doriano e Carlobianchi conoscono un giovane studente molto riservato e timido che coinvolgono in un pellegrinaggio con meta finale quella dell'aeroporto dove tornerà dall'Argentina un altro loro storico amico e compagno di disavventure. In questa rincorsa di amicizia ed alcool si sviluppa tutto il film con ovviamente gli intoppi e le risate di quelli che possono essere i momenti "un po' storti" di una serata fatta solo di birre e liquori. I due senior racconteranno storie e metteranno alla prova il nuovo amico junior che incredibilmente troverà in quei due sconosciuti la sua personale chiave di sblocco.
Il film è scuro ma piacevole. Non ha infatti una clamorosa luce esterna vista l'ambientazione quasi esclusivamente notturna con anche l'aggiunta di quel senso di malinconia e non troppa armonia con la vita che emergono dalla storia. Accanto però alla "PAURA DI STARE SOLI DENTRO TROPPA COMPAGNIA" emerge anche un senso di respiro diverso ed anomalo che incuriosisce ed in alcuni aspetti intenerisce.
Il cast era per me quasi totalmente non noto (tranne i ruoli minori interpretati molto bene da Citran e Pennacchi) ma ha dato l'impressione di essere azzeccato per i ruoli e le atmosfere. Nella regia ci sono i tratti di una carezza romantica verso il senso della vita nonostante tutto nel film possa far pensare il contrario ad una prima impressione non approfondita.
E' un film che mi è piaciuto anche se il "clamore di ritorno" accompagnato dalle premiazioni ed il ritorno nelle sale in qualche modo aveva alzato molto la mia aspettativa che totalmente non è stata ripagata. La trama sta nelle sensazioni e nelle emozioni dei protagonisti ed anche se in alcuni momenti si rischia il rallentamento del film, la storia tiene. Per il mio personale gusto da totale inesperto in materia, l'intoppo è altrove. E' come se ad un certo punto il film si perdesse una possibile traccia narrativa o che la sviluppasse meno di quanto sperato.
Detto questo è però un film "diverso" che si vede bene e che lascia qualcosa. E questo non è affatto né scontato né banale.

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