domenica 28 giugno 2026

Momento particolarmente corretto

#Klibro Giugno 2026 
qui il mio intero
Katalogo
PAOLO KESSISOGLU
"Ieri è il momento giusto"
Solferino

Dopo un libro bello tosto come quello di Carrère (leggi qui) mi serviva qualcosa di più leggero e passando in libreria mi è venuta in mente un'intervista che avevo ascoltato di Paolo Kessisoglu che brevemente descriveva l'idea del libro. Raccontava infatti che alla morte ravvicinata di entrambi i suoi genitori, si è ritrovato con la sorella a gestire la casa genitoriale ed i suoi "ritrovamenti" fra cui una raccolta di lettere reciprocamente scritte. Dalla lettura sono emerse due figure che nella righe di parole si sono trasformate dai severi mamma e babbo a due innamorati intenti a scambiarsi frasi e pensieri d'amore. Questa idea di non conoscere in tutti i loro aspetti i propri genitori è quella che lo ha ispirato nella definizione del racconto.
Federico, uno dei protagonisti del libro, vive una vita ben definita con magari pochi successi ma molte certezze "LI' NEL TEMPO" attuale. Queste vengono sconvolte dalla morte del padre e dalla successiva lettura del testamento che ipotizzata come banale formalità si rivelerà invece un importante mix di altro. Le disposizioni iniziano col "botto" di sorprese a ancora di più inaspettate avendo visto sempre suo padre come un uomo di certezze poco incrinabili. A queste novità, si affiancherà anche una richiesta: quella di affrontare un viaggio che, dopo varie tappe definite come una vera e propria "caccia al tesoro", ha come destinazione finale Lampedusa. Le disposizioni e la richiesta si mescoleranno e comporteranno per Federico un viaggio non in solitaria verso l'isola siciliana e non solo. Ovviamente nel percorso le sorprese aumenteranno e verranno gestite in vario modo e con diversi stati d'animo: prima i protagonisti del viaggio sembrano impauriti dalle scoperte possibili poi da quelle che non riusciranno a rintracciare e/o scoprire del tutto.
#KdL - KIAVE di LETTURA n° 699
La scrittura di Kessisoglu è davvero piacevole perché unisce alla leggerezza anche varie sfumature di profondità. Ironia e sarcasmo, che sono strumenti di lavoro quotidiani per lui, si ritrovano ovviamente anche nella scrittura e sono utilizzati con ottima modalità, riuscendo ad alleggerire le tracce più pesanti in termini emotivi. La storia scorre bene e riesce a tenersi viva praticamente in ogni punto del libro. Mi è piaciuto anche il fatto che non si ha mai la sensazione di ripetizione anche se in alcuni punti la trama in qualche modo si ripropone in alcuni punti come simile. I personaggi sono ben descritti e nelle loro differenze formano un bel "cast". Libro che consiglio e che per la lettura estiva mi sembra particolarmente indicato.
 
CINQUE CITAZIONI

1 - "...aveva capito che accogliere la sofferenza di sua figlia sarebbe stato molto più difficile che gestire la propria. E ora è uno di quei momenti. Sentirla piangere e non poter fare nulla, vicini ma ognuno per conto proprio..."
2 - "..però credo che ogni tanto ci si debba sforzare di darsi torto. Andare contro le proprie convinzioni..."
3 - "...lei è sicuro di poter stabilire ciò che è immorale e cosa non lo è? Certo, lo può fare, è un suo diritto, ma si chieda anche quale morale le consente di considerarsi dalla parte giusta e giudicare. Quanto siamo ridicoli quando pensiamo che se il mondo ci assomigliasse sarebbe un posto migliore.."
4 - "...il cinema non è fatto per chi lo guarda, è fatto per chi lo vive, come innamorarsi...."
5 - "...mi ha tolto la cosa più importante. Il tempo. Non mi ha dato tempo. Non gli ho potuto dire niente, e invece avrei voluto dirgli che io senza di lui non ci voglio stare. Questa stupidaggine che i genitori non dovrebbero sopravvivere ai figli è una stronzata...loro c'erano già prima, sono abituati a stare da soli, hanno scelto di averci.."

Mia personale VALUTAZIONE: **** - quattro stelle su cinque

venerdì 19 giugno 2026

Antartica da recuperare

#KFilm Giugno 2026
qui il catalogo

Ci sono film che passano quasi inosservati agli occhi della promozione e della critica e spesso anche a quelli delle sale cinematografiche principali. Per questo quando ho letto - da parte di un paio di commenti che mi sembravano "centrati" - che Antartica era una pellicola colpevolmente sottovalutata dal tam tam comunicativo mi sono incuriosito. Essendo tra quelli a cui "la notizia non era arrivata" ho provato a vedere se la composizione del cast e lo sviluppo della trama mi potessero interessare e mi sono incuriosito cercando quindi di capire se/come riuscire a "recuperarlo". La ricerca ha avuto esito positivo portando due ulteriori positivi: il vantaggio di farmi incontrare di nuovo lo Spazio Alfieri (spazio multifunzionale in una delle zone del mio cuore di Firenze) e quello di scoprire una pellicola che, anche io nel mio piccolo, confermo essere stata sottovalutata ingiustamente dalla cosiddetta critica.
#KdL - KIAVE di LETTURA n° 698
La trama e l'ambientazione del film sono abbastanza diverse dalle consuete tracce cinematografiche, essendo basate sulla ricerca scientifica che si sviluppa in una base isolata nell'Antartico. Il team "SI CHIUDE DENTRO, CHIUDE IL MONDO FUORI" ed ha al centro del proprio percorso di ricerca un progetto specifico che ha alla base la progettazione e lo sviluppo di una città interamente di ghiaccio. Alla guida del gruppo c'è un direttore (Silvio Orlando) che fa dell'entusiasmo per la ricerca e l'odio per la burocrazia che porta alla richiesta dei fondi i propri marchi di fabbrica. Intorno a lui un team variegato che avrà degli scossoni di forma e sostanza dopo l'arrivo della nuova ricercatrice (Barbara Ronchi) la cui tenacia e dedizione alla causa porterà ad un allargamento di orizzonti imprevisto ma davvero speciale. Su questi nuovi sviluppi, i rapporti e le decisioni "umane" diventeranno importanti quasi come le scoperte scientifiche.
L'argomento è trattato in modo importante facendo emergere le difficoltà note di un "settore" al quale il mondo delle istituzioni è legato soltanto a parole e soltanto a corrente alternata. Questo comporta, oltre al senso di precarietà dello stesso settore, anche un obbligo di scrupoli di coscienza quando determinate possibilità si aprono in maniera non istituzionale. All'interno di questo percorso è inserita anche una seconda linea di racconto che va sull'aspetto relazionale e di incastro di storie tra i membri del gruppo che sono descritti con i giusti toni e gli adeguati "colori". Le interpretazioni di Ronchi e soprattutto di Orlando hanno al loro interno ed evidenziano all'esterno tracce evidenti e nette di poesia pura, che in alcuni momenti sono necessarie a riequilibrare alcune scelte di sceneggiatura che - almeno personalmente - mi hanno lasciato un po' "rallentato". Ma d'altronde come si dice nel film "il tempo non è né poco, né tanto; il tempo va compreso" e quello che il tempo di questo film fa comprendere è proprio il senso di fiaba come dice il sottotitolo del film e/o di vera e propria poesia. A volte lineare e diretta, altre meno chiara, ma in ogni sua traccia decisamente piacevole e.....da recuperare.

domenica 14 giugno 2026

Andare OLTRE

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 697

Il periodo di Giugno rappresenta per me - come per tutti i fiorentini - il mese dell'anno in cui la bellezza del giglio dal colore rosso viene messo in campo un po' di più. Da praticamente sempre, ogni anno, finisco per seguire il corteo storico in uno dei suoi percorsi prepartita del calcio in costume, che sia la finale per San Giovanni o le semifinali delle settimane precedenti. Quel rito tramandato dagli insegnamenti e sentito dal DNA, è una delle cose che sento più spontaneo e naturale. Gli sbandieratori, il centro "fermo" ad osservare, l'atmosfera, il simbolo di Firenze ovunque, le chiarine, i tamburi, la sfilata, i maestri di cerimonia/campo, le squadre. 
Come dicevo anche l'anno scorso (qui) finisco per immergermi in quell'aria speciale e piena e "COME SE GLI ANGELI FOSSERO LI'" sento accanto a me un po' di più chi mi ha passato questo istinto e questa passione.
Anche quest'anno pensavo di fare la stessa cosa, di "capitare" quasi per sbaglio/caso in centro in una delle tre sfilate e godermi quanto annualmente ricorrente, poi sono voluto andare oltre. Erano diversi anni che avevo la voglia di tornare a vedere dal vivo anche la partita del calcio storico e quest'anno con una spinta decisa in più, quasi per caso ho visto anche la data di messa in vendita dei biglietti esattamente il giorno prima (di solito mi capitava il giorno dopo con il cartello "esaurito") ed ho deciso di provarci. A maggior ragione visto anche che oggi andava in scena la partita che rappresenta un vero e proprio derby in famiglia perché vede la squadra della donna con gli occhiali "contro" quella dell'uomo coi baffi. Un abbraccio di motivi ad incastro che avevo voglia di respirare ancora meglio, andando OLTRE la consueta partecipazione alla sfilata storica. 
Il tempo perfettamente calcolato per incrociare il corteo in piazza Signoria, le colubrine a far battere più forte i cuori, sbandieratori, chiarine, "Dante" che appare dal niente, le ombre ricercate ed il venticello amico, un caffè con tanta pazienza, un ingresso dopo una sosta su uno scalino refrigerato, le tribune vicino a casa di mamma ma dalla parte del colore di babbo, quel posticino "perfetto" perchè vicino ad un appiglio utile soprattutto con l'invasione dei nuovi arrivati, le regole ripassate, le emozioni su "state attenti al comando" e non solo, foto che resteranno, la partita che regala ed apre ricordi ma che va in secondo piano, l'uscita ed un giro per le strade del cuore con un battito diverso, ombre da foto, un'aria quasi da film. "C'è qualcosa di grande" dice Cremonini appena rientro in macchina per tornare verso casa. E non poteva dirlo meglio, se non aggiungere OLTRE.

domenica 7 giugno 2026

Solo il mare

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 696

Quando da dentro ti senti di dire "HO PERSO LE PAROLE", per scarsità di argomenti interessanti in giro, per letture ancora in corso, per il tempo di rubriche non ancora arrivato, per ovviare all'appuntamento con la Kiave di Lettura settimanale ci sono dei colpi di fortuna che ti possono dare una mano.
Basta infatti mettersi un attimo in cammino, fare due passi (facciamo quattro) e provare ad aprire l'occhio all'orizzonte lasciandosi trasportare dalla bellezza che in alcuni punti e da alcune panchine si vede e si sente meglio. Soffermarsi, prendere appunti ed aprire il sorriso.
Perché quello che vedi e senti è da cartolina ma soprattutto di una così totale bellezza che ti viene da pensare che non manca niente, forse soltanto il mare...
Ma quello che ti arriva agli occhi e non solo è decisamente più importante e quella "mancanza" la spazza via, con una ventata morbida e fresca che ti accarezza la pelle.
Quanto sei bella, Firenze mia.