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| #KFilm Agosto 2026 qui il catalogo |
L'opportunità importante che offrono i cinema estivi è quella di recuperare qualche film che nell'inverno precedente non eri riuscito a vedere, in una condizione tra l'altro particolarmente interessante e gradevole per ambiente e diversa modalità. "UN FASCIO DI LUCE VA DAL PROIETTORE" in spazi ampi, aperti ed in genere più tranquilli rispetto alle sale o piene e/o omologate di (troppi) cinema troppo uguali. Quest'inverno non ero riuscito a trovare l'attimo giusto per andare a vedere l'ultima opera di Paolo Virzì e così ho avuto modo di porre rimedio a questa mancanza.
Parto con la premessa che di Virzì a me è piaciuto e piace praticamente tutto da sempre. La prima cosa bella (qui) è uno dei miei film preferiti in assoluto ed anche in tutte le altre sue pellicole ho sempre apprezzato taglio e qualità del racconto. E dopo questi "Cinque Secondi" , pur avendo alcuni punti interrogativi dopo la visione, posso confermare il giudizio, pur ovviamente non essendoci esami da superare per il regista livornese.
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| #KdL - KIAVE di LETTURA n° 705 |
Stile che aumenta la sua luce con un'interpretazione come sempre impeccabile di Valerio Mastandrea che oltre ad essere il protagonista del film, ne è quasi la totalità della trama, con la sua storia di padre ferito, isolato eppure completamente immerso nell'amore per i figli. La storia ha un trauma come evento centrale che resta sospeso eppure presente, motivo di un inizio di quel tipo e di un uso frequente dei silenzi e dei tempi lenti. Gli argomenti del dolore, della colpa, degli scontri e della voglia di oblio sono curati e rappresentati con delicatezza, grazia e giusto stile.
E' un film che sicuramente smuove, come sempre con Virzì, attraverso il percorso delle emozioni dei protagonisti e delle loro vicende o per meglio dire del soggetto che quei cinque secondi lì ha su di sè e non può riuscire a scrollarseli di dosso. Ci sono anche gli sviluppi di storie collaterali che sono interessanti ma che lasciano e cedono il passo a quella principale. La vicenda infatti del gruppo di giovani che lo stesso Mastandrea troverà "nelle vicinanze" del suo isolato rifugio in alcuni momenti è trattata in modo un po' ridotto rispetto alle aspettative e/o alla forza di quelle storie. Lo sviluppo del film non ne risente, ma in alcuni momenti questa scelta sembra un po' un peccato perché nel complesso del film sembra infatti mancare (al mio occhio inesperto ovviamente) qualcosa nella descrizione di una parte della trama.
Interpretazione, dialoghi e tracce di ironia e sarcasmo sono come sempre promossi a pieni voti. Scelta di Valerio come protagonista assoluto OVVIAMENTE perfetta e perfettamente riuscita la sua prova attoriale. Nel complesso il film a me ha lasciato qualche punto interrogativo mischiato però ad una serie (consueta e decisamente più numerosa) di punti esclamativi. Vista l'asticella molto alta che di consueto metto nelle aspettative dei film di Virzì probabilmente un piccolo rammarico per qualcosa che mi aspettavo ancora un po' più coinvolgente resta, ma lo considero davvero un buon film e sicuramente lo consiglio.


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