![]() |
Klibro Ottobre 2026 qui il mio interoKatalogo |
"Non so niente di te"
Einaudi
Il fatto di aver ricevuto "Non so niente di te" come regalo ha fatto sì che la lettura fosse particolarmente carica di curiosità; interesse decisamente accresciuto dopo un incipit ed un inizio di libro che mi hanno subito catturato. Si mescolano infatti in poche immagini e relative pagine una conferenza ad un college di Oxford, dei relatori italiani e.....delle pecore. L'accostamento ovviamente è d'impatto e fa partire il libro da un punto della storia che poi scopriremo essere né l'inizio né la fine, ma probabilmente il fattore scatenante di percorsi successivi e di ricerche di motivazioni (precedenti) alla base dell'evento.
Il protagonista (Filippo) viene prima raccontato attraverso l'evento, poi tramite gli sguardi dei tanti che gli sono stati/gli sono vicino e che quindi "SANNO TUTTO DI LUI O ALMENO NE SANNO LA LORO VERSIONE" ed infine dai suoi stessi pensieri e stati d'animo. Questo analizzare a step diversi i diversi passaggi della storia permette di conoscere pezzetto dopo pezzetto sempre qualcosa in più e qualcosa di più completo. Filippo infatti emerge in tutte le sue contraddizioni, le quali sono così intense e radicate da diventare in realtà motivazioni di scelte. Poco comprensibili, curiose, estreme, ma proprie anche se "essere scoglio in tempi in cui gli altri sono onde tumultuose non è facile" (doppia cit). Le stesse scelte sono però decisamente sentite e trainanti, a differenza di qualcosa che lo stava costringendo e soffocando in una vita "non sua", che con un'idea paradossale prova a vedere in qualche modo se può andare bene all'amico Jeremy.
Alla base di tutto il libro c'è un misto tra realtà costruita e bugie ma non si ha mai il senso vero e proprio dell'inganno, quanto invece quello del tentativo di essere in qualche modo se stessi. Sono diversi gli argomenti che emergono e che si fanno strada nelle scorrere delle pagine, raccontate ora in modo diretto ora in modo secondario. Tutti però "legati" al titolo del libro che è una sorta di presenza costante che non abbandona praticamente mai il racconto.
Lo stile di scrittura permette un mix tra i vari aspetti che caratterizzano una (o più) vita: ironia, imprevisto, difficoltà, dolore, amicizia, amore. Nessuno di questi aspetti è prevalente o schiacciante rispetto agli altri e tutti contribuiscono a fotografare la vicenda con i diversi colori necessari. Sono molto azzeccate le descrizioni e le caratterizzazioni dei personaggi, rendendoli tutti pezzi importanti del puzzle della vita di Filippo che anche quando sfumato rispetto all'inquadratura è protagonista assoluto. Sognatrice ed eterea la zia Giagiù, concreto (ma non solo) il collega di studio Jeremy, convenzionali ed istituzionali i genitori di Filippo. Queste diverse caratteristiche permettono ancora meglio le diverse sfumature della storia che ha solo nella parte centrale, a mio avviso, un rallentamento un po' più duro da digerire. L'inizio e la fine del libro sono invece davvero di quelli importanti e speciali, tanto che soprattutto il finale sembra correre anche un po' troppo vista la sua importanza e densità di concetti "da sottolineare" e tenere in memoria. Con lo scorrere delle pagine infatti la storia si trasforma e prende importanza cominciando a lasciare nel suo sviluppo molti spunti da far propri o comunque meritevoli di riflessioni. Anche per questo, dopo averlo ricevuto in dono (doppio grazie), consiglio davvero la lettura di "Non so niente di te".
CINQUE CITAZIONI
1 - "...Fil mi ha risposto "Ecco". solo quella parola, ma l'ha detto in un modo....come uno che è arrivato dove voleva, e allora si ferma, posa i bagagli e tira il fiato: "Ecco". Io me lo ricordo, perchè l'ho capito dalla voce. Mi sono anche immaginato che stava sorridendo mentre diceva quel suo: "Ecco". Non capivo per che cosa era così contento ma lo era..."
2 - "...se l'era guadagnato, e ora lo voleva sentire, il tempo che trascorre, sentirlo mentre trascorre, coglierlo sul fatto, minuto per minuto. Voleva la lentezza, adesso..."
3 - "...c'è una persona a un certo punto. C'è sempre una persona che a un certo punto, magari senza volerlo, dirige la nostra vita, le fa prendere una piega piuttosto che un'altra..."
4 - "...è niente. Ma per arrivare a quel niente ci è voluto tanto. E' un attimo. Ma è l'attimo in cui lui è esattamente dove vuole essere e fa esattamente quello che vuole fare...."
5 - "...lui lo sapeva quanto valeva suo padre. Un figlio lo sa da subito, che tipo di padre gli è toccato: lo sa e basta ..."
Mia personale VALUTAZIONE: **** - quattro stelle su cinque

Nessun commento:
Posta un commento