sabato 31 ottobre 2026

Davvero un bel sapere

Klibro Ottobre 2026 
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Katalogo
PAOLA MASTROCOLA
"Non so niente di te"
Einaudi

Il fatto di aver ricevuto "Non so niente di te" come regalo ha fatto sì che la lettura fosse particolarmente carica di curiosità; interesse decisamente accresciuto dopo un incipit ed un inizio di libro che mi hanno subito catturato. Si mescolano infatti in poche immagini e relative pagine una conferenza ad un college di Oxford, dei relatori italiani e.....delle pecore. L'accostamento ovviamente è d'impatto e fa partire il libro da un punto della storia che poi scopriremo essere né l'inizio né la fine, ma probabilmente il fattore scatenante di percorsi successivi e di ricerche di motivazioni (precedenti) alla base dell'evento. 
Il protagonista (Filippo) viene prima raccontato attraverso l'evento, poi tramite gli sguardi dei tanti che gli sono stati/gli sono vicino e che quindi "SANNO TUTTO DI LUI O ALMENO NE SANNO LA LORO VERSIONE" ed infine dai suoi stessi pensieri e stati d'animo. Questo analizzare a step diversi i diversi passaggi della storia permette di conoscere pezzetto dopo pezzetto sempre qualcosa in più e qualcosa di più completo. Filippo infatti emerge in tutte le sue contraddizioni, le quali sono così intense e radicate da diventare in realtà motivazioni di scelte. Poco comprensibili, curiose, estreme, ma proprie anche se "essere scoglio in tempi in cui gli altri sono onde tumultuose non è facile" (doppia cit). Le stesse scelte sono però decisamente sentite e trainanti, a differenza di qualcosa che lo stava costringendo e soffocando in una vita "non sua", che con un'idea paradossale prova a vedere in qualche modo se può andare bene all'amico Jeremy. 
Alla base di tutto il libro c'è un misto tra realtà costruita e bugie ma non si ha mai il senso vero e proprio dell'inganno, quanto invece quello del tentativo di essere in qualche modo se stessi. Sono diversi gli argomenti che emergono e che si fanno strada nelle scorrere delle pagine, raccontate ora in modo diretto ora in modo secondario. Tutti però "legati" al titolo del libro che è una sorta di presenza costante che non abbandona praticamente mai il racconto.
Lo stile di scrittura permette un mix tra i vari aspetti che caratterizzano una (o più) vita: ironia, imprevisto, difficoltà, dolore, amicizia, amore. Nessuno di questi aspetti è prevalente o schiacciante rispetto agli altri e tutti contribuiscono a fotografare la vicenda con i diversi colori necessari. Sono molto azzeccate le descrizioni e le caratterizzazioni dei personaggi, rendendoli tutti pezzi importanti del puzzle della vita di Filippo che anche quando sfumato rispetto all'inquadratura è protagonista assoluto. Sognatrice ed eterea la zia Giagiù, concreto (ma non solo) il collega di studio Jeremy, convenzionali ed istituzionali i genitori di Filippo. Queste diverse caratteristiche permettono ancora meglio le diverse sfumature della storia che ha solo nella parte centrale, a mio avviso, un rallentamento un po' più duro da digerire. L'inizio e la fine del libro sono invece davvero di quelli importanti e speciali, tanto che soprattutto il finale sembra correre anche un po' troppo vista la sua importanza e densità di concetti "da sottolineare" e tenere in memoria. Con lo scorrere delle pagine infatti la storia si trasforma e prende importanza cominciando a lasciare nel suo sviluppo molti spunti da far propri o comunque meritevoli di riflessioni. Anche per questo, dopo averlo ricevuto in dono (doppio grazie), consiglio davvero la lettura di "Non so niente di te".

CINQUE CITAZIONI

1 - "...Fil mi ha risposto "Ecco". solo quella parola, ma l'ha detto in un modo....come uno che è arrivato dove voleva, e allora si ferma, posa i bagagli e tira il fiato: "Ecco". Io me lo ricordo, perchè l'ho capito dalla voce. Mi sono anche immaginato che stava sorridendo mentre diceva quel suo: "Ecco". Non capivo per che cosa era così contento ma lo era..."
2 - "...se l'era guadagnato, e ora lo voleva sentire, il tempo che trascorre, sentirlo mentre trascorre, coglierlo sul fatto, minuto per minuto. Voleva la lentezza, adesso..."
3 - "...c'è una persona a un certo punto. C'è sempre una persona che a un certo punto, magari senza volerlo, dirige la nostra vita, le fa prendere una piega piuttosto che un'altra..."
4 - "...è niente. Ma per arrivare a quel niente ci è voluto tanto. E' un attimo. Ma è l'attimo in cui lui è esattamente dove vuole essere e fa esattamente quello che vuole fare...."
5 - "...lui lo sapeva quanto valeva suo padre. Un figlio lo sa da subito, che tipo di padre gli è toccato: lo sa e basta ..."

Mia personale VALUTAZIONE: **** - quattro stelle su cinque

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