sabato 24 ottobre 2026

Violenza

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 714
Violenza. Eh già. In questi giorni la parola d'ordine è diventata questa. E come sempre si sono rincorse le definizioni e le prese di posizione. 
Sul banco degli imputati ci sono gli studenti, i giovani, i manifestanti scesi in piazza in questi giorni/settimane. Quello che fa davvero "specie" (tanto per usare un linguaggio antico come il sottoscritto) e che anche di fronte ad una protesta così forte ed intensa la rincorsa è solo e soltanto al difendere la propria posizione politica/ideologica e nessuno prova a fare un piccolo passo. Di quello che sta accadendo nelle piazze e di cosa possa passare per la testa dei manifestanti "NE SANNO LA LORO VERSIONE" praticamente tutti e nessuno si pone il problema di ascoltare. Perché da sempre costa fatica. Ovviamente gli atti violenti e distruttivi li condanno anche io, direi ovviamente. Ma non tutto il resto. 
Il primo ed unico passaggio delle istituzioni è quello di inasprire le pene, prevedere nuovi reati, proibire. Nessuno va oltre ma neanche sta sul pezzo o studia la storia. Perché le pene/sanzioni esistono già, perché l'invenzione di ulteriori leggi in tal senso fa ridere, perché nessuno ricorda il proprio passato e le vicende già esistenti. Il ministro della giustizia trova la soluzione nel carcere per i 14enni. Il primo ministro crea nuovi reati ed evoca il pugno di ferro. Il governo tutto lancia l'idea di vietare i social ai più giovani. Nessuno si interroga su come fare a mettere in carcere i 14enni e rispettare il principio della rieducazione se sostanzialmente le carceri "non ci sono" visto che sono esplosive ed esplose per un numero non sostenibile già così figuriamoci per rieducare anche i giovanissimi. Nessuno si domanda e domanda che senso ha dare qualche anno in più di carcere per reati già esistenti che non hanno ad oggi bloccato nessuno. Nessuno fa presente che i social vietati creano solo la necessità di un diverso escamotage che comunque è già in atto in modo massiccio sulla rete. Ed allora è solo fumo propagandistico. Esattamente uno dei motivi imputati dai giovani manifestanti.
Questa classe dirigenziale e politica che non parla altro che per slogan e che prima (ed ora anche ma in modo diverso) soffiava sul fuoco delle ribellioni verso lo straniero ed il diverso chiamando alle armi adesso stigmatizza la violenza. La stessa che finanzia e sostiene guerre e repressioni in giro per il mondo condanna e vuol buttare via la chiave per i colpevoli di vetrine infrante. Quelli che parlavano di ruspe e derivate adesso fanno gli educandi. Nessuno si ricorda il proprio passato e quando sento persone come il presidente del Senato esprimersi in modo assoluto contro i manifestanti mi vengono i brividi. Per la sua figura, per il suo passato, per quello che rappresenta. Ma non è il solo, purtroppo è "solo" il più alto in grado.
foto skytg24
Certo alcune esasperazioni di atteggiamenti, atti e manifestanti mettono i brividi e non si possono che condannare. Ma una volta fatto cosa vogliamo fare? Davvero non vogliamo vedere i brividi che mettono le situazioni denunciate da chi manifesta? In questa società dove chi "dirige" ha bruciato tutto il futuro della parte più giovane, distruggendo ogni vetrina delle loro ambizioni siamo a farci dire dagli stessi politici/dirigenti che non sono loro a non saper gestire le cose ma gli altri ad essere violenti. Ma anche solo l'ordine pubblico, di grazia, chi lo dovrebbe garantire? I giovani sono da sempre criticati - spesso a ragione - per disinteresse, egoismo e non spirito di collettività ed adesso che evidenziano una società allo sbando non stiamo neanche ad ascoltarli? Davvero vogliamo far finta di credere che tutto è riconducibile alla percentuale di violenti che cancellano tutto il resto? E tutto questo lo facciamo senza metterci a ridere? Proviamo a fare i seri due minuti. Basterebbero per capire che il punto è certamente la condanna della violenza (ma in senso vero e non opportunistico) ma non è il solo e non quello di maggior peso sociale e rilevante.
Invece sostanzialmente le dichiarazioni di chi ha il timone del comando erano e restano "Condanna senza se e senza ma della violenza e carcere rigido per chi spacca le vetrine anche i 14enni. Ora però lasciatemi andare che devo continuare a stringere patti economici - per favorire sempre i soliti - con chi stermina ed uccide popoli e subito dopo finanziare armi e guerra tagliando su scuola e sanità". Tanto i violenti sono gli altri e fermamente li condanniamo. Senza ascoltarli. Tutti quelli non violenti invece.....pure. Perché la condanna deve essere totale ma soprattutto totalmente cieca. O non vale. 

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