sabato 22 febbraio 2025

Iter noto

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 631
Condanne, inchieste, processi, avvisi di garanzia, indagini, richiami, provvedimenti. Un rutilante mondo governativo che non perde occasione per far parlare di sé. Non fanno ormai neanche troppo scalpore le novità che si susseguono perché tutte condite dalla salsa della ripetitività. Ennesima e senza soluzioni di continuità.
Così le (ulteriori) vicende del sottosegretario Delmastro non fanno praticamente neanche notizia. Condanna di primo grado ad otto mesi per diffusione di notizie coperte dal segreto d'ufficio (vicenda del caso Cospito). Ovviamente ci sarà ricorso in Appello ma la pena prevederebbe anche l'interdizione dai pubblici uffici, perfetta per un sottosegretario della Repubblica. 
Ovviamente la sentenza è stata subito bollata come "sentenza politica" dalla più altra in grado e come "frutto del potere cancerogena delle correnti" dal diretto interessato. E va tutto bene così perché in fondo "LA POLVERIERA SU CUI SEI SEDUTO" è sempre colpa di qualcun altro, per indole di tutti noi forse, per convenienza e "buone prassi" nel mondo di cui sto parlando.
Esiste ormai da ventenni una sorta di lasciapassare che viene in automatico attribuito a tutti quelli che rivestono un ruolo di questo tipo. Le indagini sono frutto di speculazioni giornalistiche o di qualcuno che vuole solo avere visibilità, le inchieste non sono mai consone perché riguardano fattori non sindacabili, le condanne di primo grado sono politiche e non definitive, gli appelli sono troppo lunghi e la Cassazione non arriva mai a giudizio viste le prescrizioni imperanti che qualcuno ha magicamente fatto diventare sinonimo di assoluzioni. L'iter è noto ed ugualmente triste allo stesso livello e per lo stesso grado di importanza.
Così piano piano anche le notizie che un tempo forse sarebbero state viste come elementi su cui valutare credibilità politica/istituzionale di figure che hanno in mano la cosiddetta "cosa pubblica", adesso sono diventate tutte gossip da sfogliare come in passato si sfogliavano i flirt su novella 2000. Quando poi qualcuno prova a riportare l'attenzione sugli aspetti di opportunità di ricoprire certi ruoli se coinvolti in certe vicende parte il loop mediatico da cui tutta una parte politica ha avuto origine. Quello creato e divulgato da quello che ormai è diventato - per l'opinione pubblica - uno statista e che spesso viene addirittura rimpianto per il suo ruolo moderato rispetto ad oggi, ignorando che quelli che adesso governano sono tutti figli suoi. Per dichiarazioni, vittimismo, spocchia ed arroganza. Non certo per idee politiche, per quelle non erano pervenute prima e non sono arrivate adesso. 
E come era allora per il Re Silvio originario, anche adesso il tutto è possibile perché nessuno ha la forza/voglia/capacità di richiamare tutti alla realtà dei fatti. O più banalmente perché a tutti noi in fondo adeguarci al "se mi indagano/accusano/condannano è sempre colpa di qualcun altro pilotato da un complotto" non ci dispiace per niente. Per la gioia del Re, vero "padre nobile" del tutto.

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