mercoledì 12 febbraio 2014

Sogni di martedì sera

Dai Poetici "SOGNI DI ROCK AND ROLL" siamo passati ieri sera ai Viola sogni di martedì sera. Era fondamentale la partita di ieri per tanti motivi: per un posto in Europa già conquistato praticamente a febbraio, per la possibilità di andarci a giocare un trofeo per la prima volta nell'era Della Valle ma soprattutto per il meritato riscatto di una città intera e la giusta soddisfazione per una proprietà che tra errori e grandi scelte ha comunque riportato Firenze ad accendersi per la sua passione (da 10). 
I sogni di martedì sera sono proseguiti con un gol che il 23 nemmeno nei sogni ripeterà e con una partita che ha visto dalla nostra anche la sorte. Bisogna ammetterlo, oltre un Neto in serata di grazia, la fortuna ci ha dato una mano negando all'Udinese quel gol che per gioco e partita avrebbe invece meritato. Ce la giochiamo, con un mirto in più nel motore "se poi si vince, vi tocca prenderlo tutte le partite" che fa quasi pensare al "sarà grave se si perde?", ma si vede che abbiamo una fottuta paura del peso di questo match. Nel tennis si chiama "il braccino del vincitore" che viene di solito sul set(match)point, a noi a pochi passi da uno degli obiettivi della stagione, oltre al sentire la partita un grande peso ce l'hanno anche le assenze che pesano parecchio dato i nomi degli assenti (Borja, Mario e Pepito non sono proprio tre riserve). Giochiamo un buon inizio che ci porta al gol del vantaggio poi, quasi come se mancasse poco alla fine, ci chiudiamo a difesa del gol e becchiamo l'ondata friulana: gol mangiato, miracolo di Neto, palo, occasione. Sembriamo in balia delle onde ma non affoghiamo e tiriamo la testa fuori per gli ultimi minuti del primo tempo e per trovare un eurogol di Cuadrado nella ripresa. Nonostante il 2-0 però l'Udinese è sempre a portata di beffa, perchè con un gol ci manderebbe ai supplementari, e quasi riesce a metterla in pratica alla fine quando ancora Neto ed un Nico Lopez in versione splendida (per noi) non vanno oltre il grandissimo spavento che ci fanno prendere. La partita finisce e Firenze può esplodere, perdonando una partita fatta di più sofferenze che sorrisi che invece adesso si aprono per il traguardo raggiunto. Siamo in finale, di nuovo dopo una vita. Avevamo sfiorato quella di Coppa Uefa con Prandelli e con lo stesso avevamo raggiunto delle qualificazioni Champions sul filo di lana che sembravano trofei vinti (per chi non ricordasse perfettamente i rigori contro i Rangers in coppa Uefa o le qualificazioni in Champions con rovesciata di Osvaldo consiglio un testo completo al riguardo), adesso ci siamo di nuovo.
Non sarà facile, visto che chiunque troveremo sarà giocarcela in trasferta (se sarà Roma) o in neutro ostile (se sarà Napoli che porterà più tifosi giocoforza), che sarà comunque contro una squadra in questo momento più avanti di noi in classifica, che arriverà dopo un lungo periodo di partite importanti di campionato e si spera anche di europa, che non sapremo se tutti i lungodegenti saranno presente ed al meglio delle forze.
Ma sono preoccupazioni che affronteremo più avanti, adesso Firenze si gode il ritorno a qualcosa di grande e la soddisfazione di essere considerata finalista. AVANTI VIOLA, orgogliosi di questi colori.  
Semifinale - Ritorno - Coppa Italia
GOAL: Pasqual; Cuadrado
Neto 8 
Il migliore, ci salva nel primo e nel secondo tempo. Le parate all'ultimo minuto lo rendono l'eroe della serata.
Diakite 5,5
In calo rispetto alle precedenti apparizioni, soffre la spinta friulana
Gonzalo 6+
Un pò appannato e meno scintillante del solito, comunque positivo
Savic 6,5
Il più puntuale della difesa, peccato per l'infortunio
Cuadrado 7-
Non sembra la solita "lambretta" viola ma trova un eurogol che ci mette più tranquilli e nel finale ci fa respirare con le sue sgroppate. Il meno per quel giallo inutile che gli farà saltare la finale.
Aquilani 6 
Rientra e non gioca al meglio ma nel secondo tempo preziosa la sua presenza in mezzo
Pizarro 7+
Rischia, ma è il suo modo di giocare. Prende la squadra per mano nei momenti che contano e i due gol partono da sue aperture da applausi.
Mati Fernandez 6,5
Lavoro oscuro ma prezioso
Pasqual 6,5
Trova un gran gol ma poi, pur dando tutto, soffre tutta la partita con chiunque passi dalla sua parte.
Joaquin 7
Preziosissimo nelle ripartenze e nel lavoro di far salire la squadra.
Matri 5,5
La più brutta partita da quando è arrivato
Matos 5,5
Non entra in partita
Compper 6
Si fa trovare pronto nell'emergenza cambio
Vargas sv
All. Montella 7
Non la Viola più scintillante ma quella che ottiene una finale. Assenze pesanti e la paura di sbagliare hanno condizionato ma l'obiettivo è raggiunto.

domenica 9 febbraio 2014

Si riparte col piede giusto...

C'era da rialzarsi alla svelta dopo i due ko di Cagliari ed Udine. C'era da ricominciare a vincere e mettere un pò di convinzione addosso vista la decisiva partita di martedì e i futuri impegni di Europa League dietro l'angolo. E l'abbiamo fatto. Con il nostro gioco protagonista, con la voglia di giocare, con qualche amnesie difensive che potevano costarci caro ma ci siamo riusciti. Neto prima ci fa prendere un coccolone con "UN NUMERO ESAGERATO PROPRIO IMPOSSIBILE" con un'uscita alla karate kid poi salva il risultato nella parte centrale del primo tempo, quando il gol di Iliciciciciciciccio finalmente decisivo fa svoltare la partita verso di noi. 
Partita che non potevamo non vincere, per i motivi suddetti e per festeggiare degnamente il Capitano (quello con la C maiuscola) che oggi 8 di anni ne fa trentotto/son cotto/bertotto/di sotto/un botto/suo motto. 
E così sfoderiamo una buona gara dove praticamente nessuno è insufficiente ed i rischi atalantino si contano veramente in due e tre e comunque dentro una gara totalmente positiva che potevamo chiudere prima ed evitare timori di brutte sorprese. A chiuderla come "una schiacciatina con due sotto o due sopra", ma si sà "è cambiato il focacciere", è quel Wolsky che evidentemente si trova bene solo con l'Atalanta "peccato si giochi dù volte l'anno e basta con l'Atalanta" visto che aveva dato segni di vita solo nella partita di andata proprio a Bergamo. Buona gara quella Viola, fatta di sicurezze e di un gioco magari non spumeggiante ma con il marchio di qualità nostro. E' vero non chiudendola abbiamo un pò rischiato la beffa ma è anche vero che nella ripresa non rischiamo praticamente mai e sfioriamo il raddoppio.
Giochiamo la partita giusta per lanciarci nella sfida di martedì contro l'Udinese dove vincere e qualificarci è l'imperativo. Si entra nel vivo purtroppo senza tre grandi frecce al nostro arco (Pepito, Marione e Borja), altre pesanti assenze probabili (Tomovic, Aquilani, Ambro) sperando che Gonzalo 'unfaccia ì bischero e Cuadrado ritrovi lo sprint giusto però questa squadra ce la può fare, anzi ce la deve fare. 
AVANTI VIOLA, testa alta e nostro gioco ed avanti il prossimo.
23^ giornata - Campionato
GOAL: Ilicic, Wolsky
Neto 6,5
Fa prendere due grandi spaventi con uscite poco precise ma compie anche due interventi decisivi
Diakite 6
Meno preciso rispetto ad Udine ma positivo
Savic 6,5
Da centrale di impostazione gioca bene anche sorprendendo
Compper 6,5
Quando non ha la responsabilità di comandare la difesa il suo lo fa sempre con buoni risultati
Cuadrado 6
Non è nel miglior periodo, ormai si è capito ma non demerita migliorando le precedenti partite
Anderson 6
Ancora non al 100% fisicamente ma positivo il suo ambientamento
Pizarro 6,5
Fascia al braccio comanda la squadra e detta i ritmi
Borja Valero 7
Il migliore. Calamita tutti i palloni smistandoli con la solita enorme maestria.
Vargas 6
Regge bene tutta la fascia e soffre poco in difesa. Cala nel finale
Ilicic 6,5
Gran bel gol ed alcune pregevoli giocate. Cala con il passare dei minuti
Matri 6
Eccetto qualche sponda positiva pochi palloni giocabili
Mati Fernandez 6+
Buon ingresso ed impatto con la gara
Wolsky 7
Impatto positivo col match e gol da ricordare
Matos sv
All. Montella 6,5
Squadra concentrata che si riprende dopo i due capitomboli.  

venerdì 7 febbraio 2014

La conferma di Simone

Kiave di lettura n° 69

Ormai comincia ad essere un "cavallo sicuro" quello di Simone Cristicchi. Non è il primo spettacolo, neanche il secondo, anzi cominciano ad essere diversi gli appuntamenti con Simone ed anche questa volta l'uscita dal teatro è di quelle che ti lascia qualcosa di positivo, uno spettacolo da ricordare. L'inizio sembra "TRA PALCO E REALTA'" vista l'improvvisata di un gruppo di contestatori (e relativo striscione polemico) che han deciso di criticare lo spettacolo a prescindere e senza vederlo dato che non hanno accettato l'invitato di vedere prima di giudicare; contestare e criticare solo perchè riguardante un argomento a loro dire "pericolosamente equivocabile" è parso il miglior modo per fare la figura ridicola che hanno fatto. Sembrava talmente stupida e senza senso come contestazione che per diversi momenti sia io che i "colleghi di spettacolo" dell'Aurora abbiamo pensato ad una cosa organizzata dagli organizzatori dello spettacolo per ironizzare sulle critiche ricevute. 
Sulla modalità dei contestatori, la loro completa irrazionalità ed il successivo irreale dibattito polemicopseudopolitico ritengo perfetto quanto scritto dall' Ila, anche lei sorpresa e convinta in un primo momento che l'arrivo di quel gruppo di persone con striscione "fosse tutto all'interno della sceneggiatura" e poi rammaricata per tutto il resto  "...leggo in tutto questo per l'ennesima volta la sola voglia di politicizzare un evento che invece dovrebbe essere portato alla luce molto più per l'importanza che merita. Io e ad esempio le 2 persone che erano sedute accanto a me, direi che abbiamo poco a che fare con le frange del fascismo o dell'estrema destra, anzi, ma eravamo lì giovedì sera per goderci un signor Spettacolo, una pagina di Storia d'Italia magistralmente raccontata da Cristicchi, con massimo rispetto e da tutti i punti di vista, Spettacolo che consiglio a tutti di vedere il 10 Febbraio su Rai1. Per tutto il resto, con rammarico, noto che ancora il nostro Paese ha, ahimè, ancora tanta strada da fare verso la maturità politica che meriteremmo tutti quanti..." 
Chiusa la parentesi polemica ed andando sullo spettacolo, è davvero tanta roba quella che si è perso, chi si è perso (scusate il gioco di parole) in inutile polemiche preventive e fuori luogo, invece che guardare e poi valutare. Cristicchi prova a raccontare con il suo stile e le sue caratteristiche una storia molto "oscura" e che è rimasta molto in disparte nel percorso storico del nostro paese. Ammetto di essere rimasto sorpreso non poche volte durante la serata, per i fatti citati e per le conseguenze drammatiche che gli stessi fatti hanno avuto su una vera e propria parte del Paese. 
Al porto vecchio di Trieste arriva uno spaesato archivista con il compito di catalogare ed "archiviare" appunto un magazzino (18) di roba accatastata lasciata dagli esuli in cerca di una nuova dimora. Pensa di trovare oggetti freddi e pieni di polvere ed invece trova ricordi vivi, storie intense e piene di significato tanto da rianimarsi e dare modo a Simone stesso di trasformarsi, oltre che nell'archivista romano capitato per sbaglio nel magazzino, anche l'anima di uno/due/diversi esuli proprietari degli oggetti immagazzinati. Una serie di racconti, intervallati da pezzi musicali che condivido con il Ciccio e Bollins potevano anche essere più limitati, che mettono i brividi per il ricordo e l'emozione ad essi legati; tutte  storie che Cristicchi riesce a "rappresentare da dentro, vivendole in prima persona e non come narratore" (cit. Ciccio) diventando esule in questo caso, come era stato "romano in russia" o "minatore di Santa Fiora" o "sopravvissuto della guerra". Come sempre Simone riesce nell'impresa artistica di calarsi nel personaggio fino a trasmetterlo allo stomaco ed al cuore di chi lo osserva e non può non ascoltarlo anche quando dice cose non facili o difficilmente digeribili. Le foibe e quelle sedie vuote in fila alla fine dello spettacolo mettono i brividi ed aprono la mente. Per poi riunirsi in un lungo spontaneo applauso, sincero ed un filo commosso. Non fa sconti, come non devono essere fatti, ma racconta e fa luce mettendo in scena i fatti, non trascurando parti e non prendendo posizioni ma analizzando gli eventi ed i loro percorsi ma anche le vicende ed i loro relativi sentimenti e le loro emozioni. Chi ha contestato senza conoscere ed è andato via dopo l'invito a rimanere e valutare ha perso due volte, forse di più. Peccato, per loro. 
BIGNAMI: applausi sinceri a Cristicchi che riesce a raccontare storie non facili e non banali con la passione ed il trasporto di chi le sente davvero sulla pelle. Voto di nuovo altissimo per un artista con cui si va davvero "ad occhi chiusi".

mercoledì 5 febbraio 2014

Udine non ci porta bene

Evidentemente "E' PIU' FORTE DI" noi, se non ci complichiamo la vita non siamo contenti e regolarmente applichiamo questo nostro stile di vita anche nella semifinale di coppa italia. Obiettivamente il destino ed il sorteggio del "tabellone" ci vedeva abbastanza fortunati ed arriviamo ad incontrare in semifinale l'Udinese, che anche se ha eliminato Inter e Milan, è un avversario da accettare molto volentieri per una semifinale. Ma fortuna non vuol dire facilità. 
Infatti giochiamo questa gara di andata delle semifinali con un buon piglio per un primo tempo che ci vede pareggiare in maniera meritata mentre nella ripresa molliamo un pò fino a prendere il gol della sconfitta. Non entriamo infatti per niente cattivi nel secondo tempo e la zampata per chiudere il match e mettere l'ipoteca sulla qualificazione rimane in frigorifero anche se alla fine i tiri che subiamo sono due come i gol sul tabellino (ed un tiro ad inizio partita di Pinzi parato da Neto). Nel primo tempo abbiamo il pallino del gioco e giochiamo la nostra partita, incappando nel gol dello svantaggio grazie alla solita sofferenza sul lato del 23 che fa sembrare Widmer, ripeto Widmer, un incrocio tra Cafù e Denilson versione 15minutidigloria. Andiamo così sotto con il solito gol di Di Natale (ci segna sempre e comunque), con il solito rigore evidente ma non concesso non pareggiamo e ci "giochiamo" Borja per il ritorno dato che si becca il giallo per proteste (le nostre proteste le vedono sempre le altre a corrente alternata) e mentre sembra finire il primo tempo un intervento dubbio di Gonzalo (onestamente mi sembrava fallo) fa partire un contropiede che porta JuanCeresVargas a sfoderare il missile dell'1-1.
Il 23 ci fa prendere gol, JuanCeres rimedia: da quel lato si può riassumere il primo tempo. Nel secondo tempo caliamo e veniamo puniti dalla condizione non brillante di alcuni e dal troppo spazio che concediamo a Muriel che ci punisce. Non riusciamo a reagire, i cambi (poco capiti) non ci danno lo scatto in più che servirebbe e così Guidolin anche a questo giro ci gioca questo scherzetto non da poco. Udine, come Cagliari, sono campi che evidentemente hanno qualcosa di indigesto: è ormai un dato di fatto. Certo non pensavamo fosse una passeggiata ma questa sconfitta brucia e non poco. Niente è compromesso, è vero. Son partite che durano 180 minuti, altrettanto vero. Ma buttare via così l'occasione di quasichiuderla già all'andata fa rabbia ed anche un pò imprecare. Giusto un attimo. Poi ce la scrolliamo di dosso e guardiamo al trittico Atalanta, Udinese, Inter da sabato a sabato. Avanti VIOLA si entra nel vivo e non sono più ammesse amnesie come ieri e come sabato scorso. Ripartiamo.
Semifinali Andata - Coppa Italia
GOAL: Vargas
Neto 6
Praticamente non impegnato
Diakite 6,5
Buon esordio, grintoso e preciso
Gonzalo 6
Meno brillante del suo solito ma sufficiente
Savic 5,5
Soffre e non poco gli attaccanti friuliani lasciando troppo spazio a Muriel sul gol
Pasqual 4,6
Perchè 4,6? "Di solito lo infamo 23 volte, a questo giro il doppio" cit. Bollins. Il doppio di 23 --> 46 quindi 4,6
Mati Fernandez  5
In netta discesa rispetto alle ultime uscite, non incide e non sembra in serata
Pizarro 5,5
Detta i tempi ma spesso si perde rischiando molto
Borja Valero 6,5
E' la solita anima della squadra. Non scintillante ma preziosissimo come i suoi tocchi splendidi
Joaquin 6
Gara senza troppi squilli, cala nel secondo tempo
Matri 6+
Si batte e si sbatte cercando il guizzo giusto ma non gli arrivano troppi palloni
Vargas 7-
Il migliore per il gol ma non solo. Ci regala il pareggio con uno dei suoi missili e ci mette in condizione di andare all'intervallo in parità. Cala nella ripresa ma non meritava il cambio finale.
Cuadrado 5,5
Non entra in partita, in netto calo
Anderson sv
Matos sv
All. Montella 5,5
La squadra gioca la sua buona partita ma non chiude il match. Non convincono i cambi e la gestione del secondo tempo.

martedì 4 febbraio 2014

Calcio e non pallone

Kiave di lettura n° 68

C'è il gioco del pallone e c'è il calcio. Ecco quello visto stasera allo stadio all'Etihad Stadium è puro calcio, quello dove "LO SPUNTO DELLA PUNTA" o la giocata strappaapplausi è un mix continuo ad una velocità che sembra rappresentare un altro sport rispetto a quello che di solito vediamo giocare nel campionato italiano. A Manchester si sfidano City e Chelsea, che con l'Arsenal danno vita ad un vertice di Premier fantastico: in tre punti tre squadre con alle spalle, distanziate sei punti, altre tre squadre in tre punti: in undici punti sei squadre (per fare un paragone in Italia tra prima e terza ci sono quindici punti). 
Squadre diverse, distanziate tre punti a favore del City che ha anche dalla sua il fattore campo; ma il Chelsea ha un jolly prezioso nel suo mazzo: Josè, fattore determinante. Il City fa obiettivamente paura per la capacità di andare a rete (quasi tre gol di media) ed il Chelsea contrappone la miglior difesa della Premier. 
L'unico Special One piazza sulla carta David Luiz a centrocampo, mentre in realtà gioca da terzo difensore centrale lasciando liberi gli esterni e cercando di reggere l'urto. All'inizio sembra ballare il Chelsea con una ventina di minuti di attacchi del City pericolosi ma poi si accende Hazard (non credevo potesse essere così forte) e la partita cambia verso. Ivanovic (il buon Corvo ci aveva visto giusto....poi "unnà chiuso" ma c'aveva dato su quello che ora è uno dei difensori più importanti della Premier) sblocca la partita. Chi si aspetta a quel punto un unico catenaccio di Mou rimane sorpreso. Willian, Eto'o, Ramires e Matic prendono campo ed il Chelsea è padrone del gioco tanto da colpire tre legni. 
E' una partita che corre a mille. Attacchi e ripartenze, forza fisica e tecnica, tattica e fantasia. C'è tutto anche se non arrivano altri gol. Alla fine, senza troppi pericoli finali se si toglie una svirgolataccia di Nastasic nell'ultimo minuto di recupero, Josè trionfa ed aggancia il City a soli due punti dall'Arsenal capolista. L'attacco stellare di Pellegrini rimane imbrigliato nella splendida tattica dei Blues. Josè la studia perfettamente e la vince e rende ancora più intrigante e splendida questa Premier. 
BIGNAMI: partita che riconcilia con il calcio, fatta e piena di calcio vero, lasciando al nostro campionato (sempre più "ino" al confronto) pallone e calci.

lunedì 27 gennaio 2014

Stranamente pilotata

Era già capitato e sicuramente capiterà di nuovo. "CERTE NOTTI SOMIGLIANO" ed hanno un sapore di presa in giro, furto ed ingiustizia tutto miscelato e shakerato bene. Come ho già detto non troppo tempo fa, ci sono delle partite in cui il fattore umano incide ed incide molto, ieri sera è stata una di quelle. Ci presentavamo con molte assenze, praticamente senza la spina dorsale (Gonzalo, Borja, Rossi, Gomez), con la voglia di tenerci agganciati al gruppo che corre verso la Champions e di avvicinare un Napoli opaco che aveva solo pareggiato. Ma a volte non basta giocare bene nonostante le difficoltà di rosa, se, casualmente, qualcuno comincia a sbagliare e continuerà a farlo a senso unico. Come dicevo, in alcune partite la spinta in un verso o nell'altro di un errore arbitrale si sente molto di più fino a diventare decisiva. In questo caso le spinte arrivano molteplici, tre, e tutte in un solo verso.
Rigore inventato per il Genoa, secondo gol del Genoa in fuorigioco, gol di Aquilani annullato che invece è valido. Vero che le ultime due sono decisioni non facili, ma vero anche (e "stranissimo") che lo stesso guardalinee nel dubbio prima fa una cosa, non segnala, poi l'esatto opposto, segnala. Ma son casi. Come lo erano anno scorso i rigori per il Milan. Come l'ultima giornata tra Siena e Milan.Casi dovuti all'errore umano. Come no. Noi lasciamo, se si eccettuano i due gol graziosamente concessi dall'arbitro, al Genoa due tiri in porta: un palo ed un gol su distrazione da angolo. Questo il riassunto della tremenda giornata difensiva viola, così come l'hanno dipinta i giornali. In realtà non siamo forse troppo brillanti ma ad arbitro normale questa partita finiva 4-1. Quindi a poco servono i giri di aperitivo "ci si fida di te", "ma sicuri che Mati in questo periodo 'unsia meglio di Aquilani?", i giri di birra ordinati al solito, le collette per pagare che son sempre più alte del conto, gli ormai soliti meravigliosi spuntini di fine primo tempo, "icchè fa Burdisso" "lo devi ammoniscere" "da 4-0 come si fa a stare 3-3?" "corri sulle punte e non sui talloni" "fischia coì cazzo" "guardaguarda Burdisso", "pesciaioli che 'unvisiete attro". Non servono nemmeno troppo i tre gol (in realtà quattro) di Aquilani o la buona gara di Gioacchino e del centrocampo. Servono poco anche la non perfetta partita dei difensori perchè non la decidono loro la partita. Come non la decide nemmeno mister Montella che comunque dà anche oggi senza cinque titolari a questa squadra un'identità di cui andare orgogliosi e fieri. Purtroppo la decide la solita inutile pilotata arbitrale prettamente italiana. Guidata da un arbitro che casualmente in una partita decisiva ci dà contro. Arbitro della Federazione. Quella Federazione che a Giugno va in Brasile a fare delle ferie particolari chiamate mondiali. Ecco, Firenze, a Giugno di questa Federazione ricordatene bene.
Avanti orgogliosi di questa VIOLA!
Campionato - 21^ giornata
GOAL: Aquilani, Aquilani, Aquilani
Neto 5,5
Praticamente mai impegnato ma incerto sul terzo (unico regolare) gol genoano.
Roncaglia 6-
Chiusura da applausi nel primo poi balla un pò ma alla fine sfiora il quarto gol.
Compper 5,5
Poco preciso in balia del Gila
Savic 6
Chiusure a volte in affanno ma puntuali
Pasqual 5,5
Non ci ci siamo. Soffre Antonini e lo abbandona sul gol del raddoppio.
Aquilani 8,5
Il migliore per distacco. Segna quattro gol, convalidati tre. Inizia in sordina ma poi esplode.
Pizarro 6,5
Sta tornando ai livelli che hanno fatto innamorare Firenze anno scorso.
Ambrosini 6,5
Baluardo importante, sempre al posto giusto. Forse sostituito troppo presto.
Cuadrado 5,5
Brutta partita per la freccia viola. Appannato.
Matri 6+
Fa sponde e fa salire la squadra. Sfiora il gol subito poi ha poche occasioni ma è positivo.
Joaquin 6,5
Buona gara ed assist fondamentale.
Mati Fernandez 6+
Chiusura mancata sul gol genoano ma buon impatto sul match.
Anderson 6
Buon esordio
Matos sv
All. Montella 6,5
Questa squadra rende orgogliosi e grande merito è del mister. Purtroppo ancora non riesce ad allenare gli arbitri...

sabato 25 gennaio 2014

Un notevole capitale

Kiave di lettura n° 67

Gli ultimi due successi, anche se di dimensione diversa l'uno dall'altro, e tutto il suo CV precedente avrebbe fatto pensare ad un "cavallo sicuro", in realtà io qualche perplessità ce l'avevo.
Conoscendo infatti il soggetto e la trama di "Il capitale umano" avevo qualche dubbio, ovviamente non scaturita dalla polemica leghista (che merita solo un "no comment" seguita da una risata di scherno) ma dal non vedere un abbinamento automaticamente positivo tra lo stile di Virzì e la storia che avevo in parte capito sarebbe stata raccontata. L'ambiente che fa da sfondo al film infatti "SEMBRA UN POSTO IN CUI SI SCIVOLA" per rampantismo e mondo focalizzato su profitto e successo interpretato esclusivamente come percentuale di profitto e numero di macchine di lusso possedute.
Accanto a questo mondo, lateralmente, scorre la vita di una cittadina alle prese con teatri che crollano ed agenzie immobiliari dai titolari iper-ambiziosi che vorrebbero diventare parte integrante del mondo rampante e "vincente". La storia ovviamente si arricchisce di ulteriori fattori di condivisione e di contaminazione tra i due mondi, ma è soprattutto la modalità di racconto del film a renderlo particolare ed interessante. Strutturato come un libro diviso in capitoli, ognuno dei quali dedicato ai diversi protagonisti del film, che raccontano il percorso della storia con gli occhi diversi dei diversi soggetti interessati alla vicenda per poi confluire in un capitolo finale collettivo semplicemente perfetto.
Interpreti che recitano perfettamente la loro parte e fanno del film un grande racconto corale: Bentivoglio, Gifuni, Bruni Tedeschi, Golino ed un buon gruppo di giovani interpretano il capitale umano con precisione e capacità rendendolo un film davvero interessante e di spessore. La storia mostra l'aridità di un mondo che sempre più ha il sopravvento nel nostro paese e sulle difficoltà del resto del mondo di emergere rispetto al protagonismo sfrenato dei partecipanti del mondo suddetto. "Avete scommesso sulla rovina di questo paese ed avete vinto" è una frase che identifica perfettamente il tutto, la permanenza in quel mondo di chi pronuncia la frase rende ancora più centrato il quadro del tutto. I tic e la voglia di arrivare del personaggio di Bentivoglio mischiato alla spocchia altezzosa di quello interpretato da Gifuni sono una fotografia cruda ed aspra di un italiano medio, così tagliente da sembrare molto reale. Virzì riesce con una storia non banale ed una modalità di racconto particolare a fugare ogni mio dubbio iniziale ed a realizzare un film davvero da vedere, dall'inizio fino ai titoli di coda, raramente intensi ed esplicativi come in questo caso.
BIGNAMI: ancora un successo per Virzì che cambiando totalmente scenario e registro riesce a non perdere fascino e capacità di raccontare. Applausi sinceri.

giovedì 23 gennaio 2014

Avanti come da copione

La trama era davvero di quelle facili. L'unica squadra di B ai quarti di Coppa Italia, la prospettiva di una semifinale con l'Udinese e la possibilità di giocarci questa occasione al Franchi. Come sempre quando "SEMBRA TUTTO" già fatto poi qualche complicazione arriva. Due pali, due rigori non dati, qualche occasione non sfruttata ed alla fine il Siena resta in partita fino alla fine. La vittoria alla fine arriva ed è meritata ma è di minimo scarto e con Neto che nel finale diventa decisivo. Detto questo, la squadra gioca la sua partita anche stasera. Macina gioco, crea occasioni, anche se l'assenza di una punta si sente. Ilicicicicicic sembra in buona serata ed infatti trova il gol. Altre occasioni sono sprecate e nel secondo tempo, nel momento della nostra naturale flessione, arriva il gol bianconero ed appaiono fantasmi che l'uscita dell'omonero e l'immediatamente successivo gol di Compper fanno sparire. Potremmo dilagare ma un palo ed un paio di occasioni non concretizzate ci mettono in condizione di dover star all'erta fino al '95. Iliciciciciccic continua nella maledizione del centravanti uscendo in barella ed al triplice fischio finale la soddisfazione per la qualificazione apre un bel sorriso. Siamo in semifinale, ed alla fine abbiamo davvero sofferto e faticato poco per arrivarci. Adesso l'Udinese come ultimo ostacolo prima di una finale in partita singola; forse non vale i successi europei o del campionato ma il pensiero di una possibile finalissima vinta con coppa alzata quel sorriso lo spalanca. AVANTI VIOLA così...
Coppa Italia - Quarti di finale
GOAL: Ilicic; Compper
Neto 7
Salva il risultato nel finale mentre nel primo tempo aveva evitato il pareggio
Roncaglia 5,5
Non sembra in gran serata e rischia l'espulsione
Gonzalo 6
Comanda la difesa senza sbavature ma senza impressionare
Compper 7
Non sbaglia praticamente niente e regala il gol decisivo
Pasqual 5
Non azzecca un passaggio e praticamente nemmeno un cross, perde Giacomazzi sul gol. Torna ai suoi livelli
Mati Fernandez 7+
Il migliore. Detta i tempi e gioca milioni di palloni mai banali. In gran crescita
Aquilani 5,5
Poche cose fatte bene e in costante affanno
Borja Valero 6
Sembra stanco ma azzecca un paio di tocchi da lucciconi
Joaquin 6,5
Un paio di accelerazioni e due gol sfiorati di un niente
Ilicic 6,5
Trova il gol e qualche giocata poi si spegne ma sembra in crescita
Cuadrado 6
Poche giocate del suo livello. Meglio nel secondo tempo.
Pizarro 6,5
Un palo ed il pallino del gioco in mano
Vargas 6
Qualche buon affondo ed un buon impatto
Matos sv
All. Montella 7
Questa squadra risponde sempre presente. Grazie mister.

domenica 19 gennaio 2014

La R tra Mati e Matri

Siamo alla prima del girone di ritorno. Dopo il 50% del campionato siamo in lotta per le grandi piazze e con un fato che ci ha messo lo zampino a più riprese. Rispetto alla prima di campionato mancano le due nostre più grandi speranze offensive, la coppia gol più promettente della serie A è in corsia e davanti debutta il nuovo acquisto Matri. Da un'analisi senza preconcetti e prima di vedere l'effetto nuovo bomber "CHE NON CONOSCIAMO" se non per pochi giorni di allenamento, il confronto tra andata e ritorno sembra nettamente negativo, ma la Viola è fatta per stupire. E così dopo dieci minuti di studio prendiamo in mano la partita e per un Catania che appare davvero messo male è notte fonda. Sponda di Matri e Mati la mette a fior di palo. Passa poco e su un assist del 23 il buon Matri anticipa tutti e raddoppia. Siamo in vantaggio due a zero e dopo l'esultanza prendo il cellulare e ringrazio il veggente e buon Bollins che in settimana aveva preannunciato "avevamo Mati, hanno aggiunto una lettera e fatto la coppia con una sola consonante in più: Mati-Matri. Tu vedrai i risultati". La squadra con una punta che dà spazi e movimenti diversi sembra più distesa e l'inesistenza della squadra avversaria aiuta e non poco tanto che prima dell'intervallo Matri firma la doppietta personale e si chiude il match. Purtroppo un altro Rinaudo ("ma unson finiti i Rinaudo?!?" cit. Matte) ci azzoppa Tomovic e Matri esce per un dolore al polpaccio, sembra davvero una maledizione, specie per il ruolo di punta. Speriamo sia davvero roba da poco ed una sostituzione precauzionale, altrimenti davvero "unnècredibile".
Il secondo tempo è come non giocarlo ("mica male queste partite di un tempo solo" sentenzia Bollins) e i sussulti arrivano da Genova e Bologna dove Antonelli e Bianchi ci mandano a più otto dall'Inter e meno tre dal Napoli. "Che classifica stupenda" sentenzia il Maso ed a questo giro mi tocca dare ragione anche a lui. Avanti così viola.
20^ Campionato
GOAL: Mati Fernandez; Matri; Matri
Neto sv
Mai impegnato
Tomovic 6,5
Buon primo tempo di chiusura e spinta poi deve uscire
Gonzalo 6
Poco impegnato, ingenuo sul giallo che lo farà saltare il Genoa
Savic 6,5
Impeccabile su Bergessio
Pasqual 7
Le azioni dei gol partono dai suoi piedi. Buon match.
Mati Fernandez 7,5
Gran gol che sblocca la partita e gran prestazione di un Mati in netto progresso
Pizarro 7,5
Torna il Pek che detta i tempi e non sbaglia una palla
Borja Valero 6,5
Come al solito km e qualità. Non è il più brillante ma oggi va bene così
Cuadrado 6
Vederlo saltare gli avversari in dribbling è sempre un piacere ma oggi non incide.
Matri 8
All'esordio e con un polpaccio dolorante, due gol ed un assist in 45 minuti. Grande impatto. Il migliore.
Vargas 6
Tiene bene posizione e compiti tattici
Roncaglia 6
Matos 6
Giocano il secondo tempo più inutile della storia
Ambrosini sv
All. Montella 7,5
La squadra è un piacere per gli occhi, non sbaglia niente ed è totale padrone di un campo comunque non facilissimo.

venerdì 17 gennaio 2014

Crediti che fanno chiudere

Kiave di lettura n° 66

Viviamo davvero in uno strano Paese, dove i bei sogni e le belle speranze "SON TUTTE FAVOLE" che restano tali. Ed a questo purtroppo ci siamo tristemente abituati. Abituati al fatto che le favole, appunto, non si realizzano, ma non è tutto. Oltre a non realizzarsi ed a diventare lontane chimere a volte diventano delle vere e proprie beffe. Direte "e te ne accorgi ora?", in effetti avete ragione anche voi: ormai è chiaro ed assodato, quasi inutilmente ripetitivo portarne nuovi esempi alla ribalta. Ma come in tutte le cose ti capita a volte di non sopportare l'ennesima dimostrazione del triste e derelitto Paese in cui siamo.
Ci sono persone che dedicano la loro vita a fare del proprio lavoro un impegno di vita o perlomeno quando sono messi di fronte a complicazioni ed a non si spaventano o modificano una volta messi di fronte a situazioni difficili o pericolose. Ne è esempio Roberto Saviano ed il suo impegno nel raccontare realtà della propria terra con il suo stile, la sua onestà intellettuale ed il suo coraggio. Altro esempio è Renato Natale, ex sindaco di Casal di Principe ruolo per il quale era stato minacciato dalla camorra per una posizione rigida e da schiena dritta contro ogni forma di malavita, tanto da essere portato ad esempio nello stesso Gomorra di Saviano come esempio di un territorio martoriato. Oltre alla sua esperienza da sindaco, Renato è anche presidente dell'associazione Jerry Essan Masslo, associazione e presidente di cui mi era già capitato di occuparmi e per i quali faccio uno strappo alla regola volentieri all'abituale "silenzio" che utilizzo per il mio mondo lavorativo. L'associazione è infatti un'associazione ANPAS e nasce subito dopo l'omicidio del giovane sudafricano a cui è dedicata. Jerry Essan Masslo era in Italia per sfuggire alle persecuzioni razziali del suo Paese e venne ucciso perchè non volle sottostare ad un tentativo di rapina mentre stava cercando di accumulare (raccogliendo pomodori a Villa Literno) la dovuta cifra per raggiungere la famiglia rifugiata in Canada. Renato Natale con altri medici ed assistente sociali pochi giorni dopo provarono a modificare quella tragedia in opportunità creando un'associazione che dopo pochi mesi cominciò attivamente a curare bisognosi ed attivarsi per ciò che serviva alla comunità senza fare distinzioni di razza, sesso, cultura, ricchezza e nazionalità, affiancando i servizi pubblici fino a sostituirli.
Tra poco sarebbero stati compiuti venticinque anni, una conferma ulteriore che da quella tragedia era nata qualcosa di opposto. Qualcosa di cui andare fieri. Ma in questo Paese evidentemente le cose devono rovinarsi per forza. E così viene annunciato che l'associazione non ce la fa più ed è a forte rischio di chiusura. E sapete perchè? Per eccesso di crediti. Avete letto bene, eccesso di crediti.
Sì perchè in questo splendido paese, non solo lo Stato non aiuta il volontariato e non lo sostiene, non solo si fa sostituire dallo stesso volontariato nelle attività di (ad esempio) soccorso e di assistenza ma non paga le stesse associazioni per le attività che vengono svolte.e per i servizi che si realizzano.
Così le associazioni anticipano le attività ed aspettano i rimborsi che ovviamente ritardano e si accumulano e mandano in sofferenza, difficoltà e crisi chi si impegna e dovrebbe essere solo aiutato e coadiuvato. Così l'Associazione Jerry Masslo non ce la fa più. Nonostante l'impegno, le professionalità e le risorse anticipate anche personalmente da medici e volontari. Così nasce la rabbia dello stesso Saviano
così nasce la tristezza per un paese dove per un'associazione di volontariato del genere è possibile morire di troppi crediti. Non serve e non basta neanche la spontanea, sincerta, spontanea, totale ed immediata solidarietà all'associazione, la rabbia e lo sconforto vanno oltre. Complimenti, vivissimi, a tutti quelli che lo hanno permesso. E soprattutto come dice Saviano "come abbiamo permesso tutto questo?".

martedì 14 gennaio 2014

Ma son davvero cinque?

Ma vi rendete conto che oggi sono cinque, dico CINQUE, anni che vi "tassello i coglioni" (cit. il Capo e la sua oxfordiana capacità di sintesi) con questo blog?
A pensarci non mi sembra vero che da quel primo post e da quella prima spinta presa per cominciare la KappaStoria siano passati 60 mesi, 950 post, 3.015 commenti e 77.304 visualizzazioni di pagine.
Kappaviola è diventato un compagno di viaggio dove la mia vena scrittrice "TIRA FUORI" quello che riesce a produrre e dove mi piace anche rileggere percorsi fatti e storie viste. Avevo cominciato dicendo che "ci provavo", sono contento di poter dire che per cinque anni ci sono riuscito, non parlo della qualità ma del fatto che ho mantenuto l'impegno a pubblicare e soprattutto ho conservato il piacere di farlo. Cambiando argomenti e/o lasciandoli costanti. Modificando look al blog e/o mantenendo elementi fissi. Cercando di farmi leggere ma soprattutto non perdendo la voglia di scrivere. In questi giorni ho ri-letto alcuni vecchi post ed è bello rileggermi e ricordare cose lontane o vicine e come le ho vissute/descritte. Sono sincero, mi piace (ed è anche utile per la memoria che ogni tanto vacilla) avere un personale Katalogo, avere un personale appuntamento ogni venerdì con la mia Kiave di lettura, lasciarmi andare alla mia vena più acida e dare libero sfogo alla mia passione viola.   Inoltre devo ringraziare questo blog anche della grande soddisfazione di #unapassioneda10 cioè della gioia di vedermi pubblicato davvero qualcosa di mio, emozione davvero intensa.
Ma non posso dimenticare tutti quelli che questo blog l'hanno ispirato, cercato, guardato, visto, letto, analizzato, commentato, seguito, sostenuto, criticato, preso in giro, rammentato, sponsorizzato, lasciato, ripreso, conosciuto. Grazie a tutti quelli che in questi cinque anni mi hanno "fatto visita", in qualsiasi modo lo abbiano fatto. GRAZIE davvero a tutti e buoni 5 ANNI kappaviola.

lunedì 13 gennaio 2014

Anderson

Oggi Vincenzo Guerini ha giocato di anticipo rubando la battuta al 90% dei fiorentini.
Memore di uno degli striscioni più riusciti della storia viola di curva:
oggi a chi in conferenza stampa gli chiedeva di Anderson per rispondere "TIRA FUORI" il perfetto: "Anderson? A me piace Pamela..."

domenica 12 gennaio 2014

Spuntati

La prima partita senza entrambi i componenti della coppia d'oro è un test impegnativo. Nell'orario da pranzo che resta il più incomprensibile della terra siamo infatti messi alla prova da un Toro che schiuma rabbia per l'ultima sconfitta e che è un impegno ostico per tutti specie tra le mura di casa, squadra tra le prime del "secondo blocco" con un ex sempre velenoso come il MessideNoattri Cerci che ha anche il dente avvelenato. 
Giochiamo la nostra partita e ci mettiamo tutto quello che abbiamo, il pallino del gioco è sempre in mano nostra e le occasioni per il Toro arrivano sempre o con tiri da lontano o con contropiedi di Cerci. 
Ma le occasioni le abbiamo noi, solo nel primo tempo, tre volte Borja, Facundone, Joaquin, Mati; ma senza "LO SPUNTO DELLA PUNTA" vera non siamo abbastanza cattivi. MotorinoCuadrado e Iliciccicicicicc sono sullo spento andante e specie dall'ala colombiana ci si aspetta nettamente di più. Non cambia molto nella ripresa con alcune occasioni ancora di Borja e Joaquin ma ci appanniamo un pò quando cambi non troppo comprensibili del Mister ci rallentano mettendo un Iakovenko che resta da applaudire solo per la moglie e facendo venire il mal di testa per il cambio di posizioni richieste a Cuadrado stesso ed a Gioacchino che alla fine si spegne anche lui. Rischiamo solo con qualche contropiede ma restiamo ancora con la porta inviolata per la quarta di campionato di fila mentre l'immenso Borja continua a provarci fino alla fine con la sua enorme tecnica e la sua classe di altra categoria. Ma non basta per sfondare. Pareggio. Consolandoci che in mancanza di brillantezza davanti in fase realizzativa ci siamo assestati difensivamente. 
Abbiamo giocato un buon match, contro un avversario chiuso a riccio in difesa con cinque difensori e tre mediani e su un campo poco favorevole per un terreno su cui scivolavano un pò tutti. Con uno dei due big, o magari entrambi, una delle sei/sette occasioni avute  sarebbe finite dentro, quasi certo. Dobbiamo imparare ad essere più cinici davanti e magari sperare nell'arrivo di un bomber "che la butti dentro" caratteristica perfettamente individuata dal nostro mister a fine partita. Nel frattempo non possiamo che rivolgere un gran saluto affettuoso alle mamme di Agazzi e soprattutto Rinaudo....e non riporto i commenti successivi di Neu e Rone per non farmi chiudere il blog....
19^ Campionato
GOAL:------
Neto 6,5
Due interventi importanti su Cerci dando sicurezza alla squadra
Tomovic 6
Ci prova anche in avanti, tiene la posizione
Gonzalo 6
Meno scintillante del solito
Savic 6,5
Non perde un contrasto e tiene bene la posizione
Roncaglia 6,5
Ruolo non suo per mezz'ora è entusiasmante poi cala e Cerci lo mette in crisi ma non si arrende
Mati Fernandez 6
Buon primo tempo cala nella ripresa
Pizarro 6+
Torna a buoni livelli e tiene bene la fascia da capitano. Qualche errore di troppo nei passaggi in profondità
Borja Valero 7
Il migliore. Ci prova in ogni modo, poco preciso ma l'unico a correre ed essere pericoloso per novanta minuti. 
Cuadrado 5,5
Da lui ci si aspetta tanto e comunque un cambio di passo che non gli riesce quasi mai
Ilicic 5,5
Non ha un compito facile in un ruolo non suo ma non brilla mai
Joaquin 6-
Parte bene ma cala nettamente alla distanza anche per i cambi di ruolo continui
Iakovenko 5
Non pervenuto ancora una volta
Ambrosini sv
Matos sv
All. Montella 6
Nonostante le assenze fondamentali mette in campo squadra volitiva e propositiva. Dominiamo ma ci manca il colpo del ko e non può essere colpa sua per le assenze ma decisioni dei cambi ed alcune scelte non mi convincono totalmente.

venerdì 10 gennaio 2014

La forza di una PresaDiretta

Kiave di lettura n° 65

Ci sono tanti argomenti per i quali battersi od alzare la voce. Argomenti che vengono proposti dalla vita quotidiana ed altri che vengono ogni tanto riportati alla luce da inchieste meritorie, spesso sul "CANALE 9" sconosciuto dai più, a volte da strumenti comunicativi più noti e diffusi. Così è accaduto domenica per la trasmissione "PresaDiretta" di Iacona che ha dedicato la puntata ai cosiddetti morti di Stato. Non c'è un motivo speciale o specifico ma su questo argomento, o su argomenti similari, mi si accende qualcosa. Vale per Stefano Cucchi, per Federico Aldrovandi, per la Diaz, per i soprusi che restano ignoti nelle manifestazioni, per le violenze di cui ogni tanto qualcuno si fa portavoce, per le ipocrisie sulle missioni di pace che sembrano argomento diverso ma alla fine hanno un comune denominatore. 
Per questo ho fatto subito mio il post che ha scritto alcuni giorni fa Andrea Scanzi su FB, perchè fotografa perfettamente il mio orrore ed il mio schifo per la puntata che domenica ho visto, e per una volta non parlo del programma TV. Sono riuscito a vederlo per la quasi totalità anche se in parte in diretta ed in parte a pezzetti su youtube. La tentazione di fermare i video è stata forte, devo essere sincero, poi ha prevalso altro: la voglia di non abbassare la testa di fronte a questo schifo.
Programma curato nei particolari e realizzato da persone che onorano la parola giornalisti; chiari, completi, crudi e diretti per quelle che erano e restano vicende dure e difficili da raccontare ma che hanno l'obbligo di essere ricordate e messe sotto i riflettori per cercare di dare giustizia a chi la giustizia l'ha vista calpestata sotto gli occhi prima di essere calpestato e non in senso metaforico. Mentre lo guardavo (cercando di resistere alla rabbia che montava dentro) mi tornava in mente il senso di acido alla bocca provato durante la visione di Diaz e la sensazione sembrava la stessa. Di ingiustizia totale e di sconforto, della voglia di un paese civile che troppo spesso su questo argomento, resta una vana speranza.
Consiglio a chi non ha visto Diaz e PresaDiretta di farsi forza e guardarlo. Certe cose sono un cazzotto allo stomaco. Dure, forti, quasi lancinanti. Ma non possono essere messe sotto silenzio. MAI.
Chiudo il post con le parole di Scanzi a cui facevo riferimento prima. Il perfetto BIGNAMI del mio post e del mio stato d'animo.
Chi ha visto la puntata di Presa diretta di lunedì sera non potrà mai dimenticarla. Aldrovandi, Uva, Cucchi, Rasman, Sandri, Brunetti, Ferrulli, Scaroni, Gugliotta, Morneghini, i fratelli de Michiel. Eccetera eccetera. Chi è morto, chi è sopravvissuto. Tutti pestati a sangue. Tutte vittime di settori deviati delle forze dell'ordine. Sequenze brutali, resoconti agghiaccianti. E poi c'è la Diaz, e poi c'è Bolzaneto. E poi c'è troppo altro. Mattanze, soprusi, misteri. E un'impunità generalizzata. L'Italia ha mille storture, ma questa è quella che più mi terrorizza. Nessuna violenza è più tremenda e imperdonabile di quella che agisce per conto dello "Stato" e della "legge".

mercoledì 8 gennaio 2014

Statistiche a gogò

Con statistiche "CHE NON CONOSCIAMO" i telecronisti di raidue provano a far diventare questo ottavo di finale interessante, non riuscendo però praticamente mai nell'impresa. Sono solo zibibbo e montenegro a tenerci svegli e la curiosità del "ma icchè sarà l'azione manovrata?" se all'80esimo la videata delle suddette imperdibili statistiche ne conta cinque per la Viola e zero per il Chievo. 
Per il resto il Chievo in versione coppa è poca cosa ed anche una Viola senza Gomez, Rossi, Cuadrado, Aquilani, Pek, Savic e Vargas ha vita facile. Partita mai in discussione soprattutto dopo che Gioacchino la sblocca e fa il torero. Pallino sempre in mano e raddoppio su una sponda della traversa per Ante dopo una punizione pennellata di Borja. La partita in pratica finisce qui anche se temendo le gufate delle imperdibili statistiche restiamo sul chi va là fino alla fine, più per abitudine a soffrire che per altro. 
In realtà salvo un rosso per parte ed un gol ingiustamente annullato a Matos nella ripresa non succede niente e la porta dei quarti si apre. L'importante era non avere beffe ed andare avanti in Coppa Italia che.......non dico altro, solo.....alla prossima.
Ottavi Coppa Italia
GOAL: Joaquin, Rebic
Neto 6,5
Dà sicurezza e compie due buone parate
Roncaglia 6,5
Sembra in recupero, disputa una buona gara in avanti ed in difesa
Gonzalo 6
Non è brillante come sa essere ma positivo
Compper 6
Compie una buona partita ma chiude coi crampi "ma se c'ha i crampi dopo 75 minuti col chievo se fa una partita di coppa icchè fa?" (cit. Bollins)
Tomovic 6
Buona gara anche in un ruolo non suo
Mati Fernandez 7
Buona gara, propositivo e determinante sfiora anche il gol con una traversa. Il migliore.
Ambrosini 6
Solita gara di energia e generosità, espulsione severa ma anche ingenua
Borja Valero 6,5
L'anima di questa squadra, gioca sempre anche "le partite del condominio"
Joaquin 7
Bella gara con il gol sblocca partita. Cala nel secondo tempo.
Rebic 6
Probabilmente il meno brillante, senza il gol forse sarebbe insufficiente. Speriamo che il gol lo sblocchi e che la botta alla caviglia sia cosa di poco conto.
Wolsky 6+
Buona gara ed assist del primo gol. 
Matos 6
Solita generosità ed un gol annullato ingiustamente
Pizarro sv
Vecino sv
All. Montella 6,5
Cambiano i protagonisti ma la squadra si esprime al meglio

Difensori


Sgarbi denuncia Salvatore Borsellino per vilipendio contro Napolitano ed etichetta Totò Riina come complice del pm Di Matteo. Quale spot migliore per Borsellino e Di Matteo? 
Certo se i difensori del monarca Giorgio sono questi......

lunedì 6 gennaio 2014

FORZA PEPITO

Campionato 18^ giornata
GOAL: Gonzalo
Neto 7
Grandi interventi nella ripresa a salvare il risultato.
Roncaglia 6
Partita sufficiente senza errori
Gonzalo 7,5
Il migliore per distacco. Un gol ed uno evitato più ottime chiusure e comando perfetto della difesa
Savic 6
Tiene la posizione e non sbaglia
Cuadrado 6
Primo tempo non alla sua altezza con poche accelerazioni, secondo tempo in crescita ma non ai suoi livelli
Aquilani 5,5
Con la fascia da capitano ma non al meglio
Pizarro 6+
Torna a buoni livelli e la squadra gira con il suo ritmo
Borja Valero 6
Non ai suoi livelli, ma dai suoi piedi partono un paio di assist importanti tra cui quello del gol
Vargas 5,5
Non brilla e fatica in difesa anche se sfiora il gol con un colpo di tacco
Ilicic 5,5
Gira a vuoto e non incide
Rossi 6,5
E' quello che mette in difficoltà il Livorno e tiena vivo il gioco davanti. Torna presto Pepito, ci mancherai.
Joaquin 5,5
Non entra in partita
Matos 6
Catapultato in campo dall'infortunio di Pepito si sbatte per lasciare il segno
Ambrosini sv
All. Montella 6,5
Al rientro dalle pause è sempre un problema per la sua Viola, in questa partita la squadra c'è e si fa sentire.
-----------------
Poca voglia di parlare della partita. Eppure c'era la prima dopo le feste, eppure c'era una squadra finalmente tornata al suo naturale 3-5-2 con l'omonero in panchina, eppure c'era da sfatare il tabù del rientro, eppure c'è una squadra che per 70 minuti trova difficoltà ma domina in lungo ed in largo e non sfonda solo per l'assenza di quel bomberone che sembra non voler tornare a farci sognare, eppure c'è la terza vittoria da festeggiare. 
Ma "LA FERITA BRUCIA" per l'infortunio a Pepito. Troppo forte e aperta la ferita per l'intervento ed il comportamento di tale fabbro che gioca nel Livorno (non voglio nemmeno nominarlo) che dopo il fallo si dimostra uomo più scarso del già scarsissimo giocatore che è, per il quale le definizioni al vetriolo di Della Valle (sempre molto leggero su parole e giudizi) sono perfetta fotografia della situazione. La partita passa in secondo piano, purtroppo. Ed il pensiero unico va a Pepito.
Oggi si sono escluse complicazioni e rotture definitive ma la situazione non è certa brillante, si parla di mesi e le previsioni sono molte e diverse, 5/6 settimane, 2 mesi, tutta la stagione. Adesso dobbiamo aspettare quelle reali e definitive e tenere le dita incrociate. Certo che il destino e la sfiga ci hanno preso di mira proprio nella stagione che poteva essere di lancio; ci deve rendere orgogliosi che nonostante le due mazzate ai due giocatori principali siamo ancor lì. Continuiamo a crederci, adesso è più dura certo, ma noi continuiamo a correre e batterci. Sempre a testa alta.
Forza Viola ora di più e FORZA FORZA FORZA FORZA FORZA FORZA PEPITO, tieni duro e torna presto, Firenze ti aspetta per esaltarsi di nuovo con te come per quella tripletta.

venerdì 3 gennaio 2014

C'è due senza tre....

Kiave di lettura n° 64

A volte capita anche di non riuscire a farti proprio piacere quello che leggi. Non è la premessa migliore per iniziare una Kiave di lettura su un libro, ma a volte capita. E tutte le volte che non riesco ad appassionarmi a quel che leggo mi vengono in mente le parole della mia maestra d'italiano "l'importante è leggere, anche se non riesci ad apprezzarlo adesso lo farai in futuro; qualsiasi cosa letta lascia qualcosa". Concetto molto "sindacabile" ma che non riesco ad abbandonare totalmente, quindi......
LARS BILL LUNDHOLM - "Quella brava ragazza" - Feltrinelli
Dopo il felice esordio con Nesbo ed il felice bis con la Lackberg non ho rispettato il "non c'è due senza tre".
Per la legge dei grandi numeri direbbe Bollins, era normale che ci potesse essere una frenata nella mia storia con gli scrittori scandinavi, e così puntualmente è arrivata la "scivolata". Leggendo questo libro mi son ritrovato di fronte al brutto interrogativo "che faccio mi fermo?" ma come sempre ha prevalso questa specie di abitudine che ho che "i libri non si lasciano a mezzo". Così sono andato avanti a leggere le storie di Hake, il commissario protagonista del libro, e di una storia molto intricata ma soprattutto molto lenta con "PIU' LIMITI" che spunti positivi. In molti momenti il libro sembrava davvero non scorrere e dava l'idea che storia e protagonisti girassero intorno alla vicenda senza muoversi più di tanto, quasi che alcune descrizione di personaggi potessero essere riutilizzate ed abbinate al libro stesso "non si sentiva semplicemente cotto, era svuotato" "mi sono lasciata trascinare nei labirinti della follia, su un terreno cedevole e lì mi sono trovata impantanata. L'unica possibilità era lasciarmi affondare". La tipologia di commissario si avvicina in parte alla fotografia di Harry Hole fatta dalla penna di Jo Nesbo "un'indagine su un omicidio è come uno scavo archeologico: ogni volta che si raggiunge il primo strato, c'è sempre un insediamento in quello sottostante" ma ne viene fuori molto meno potente ed affascinante; sembra quasi di vedere un film già visto non tanto per la trama o per le sorprese che può racchiudere ma per il modo in cui viene raccontata: troppo troppo lento e senza colpi di scena per troppe pagine, ed ad un giallo se togli un pò di azione o di vivacità.....
Gli spunti buoni non mancano "è così che bisognerebbe vivere pensò. Vicino a chi si ama e alla natura"  "nessuno al mondo vale la tua autodistruzione. Nessuno! Guardati intorno perdio! E' la legge della natura. Hai tutto il diritto di soffrire, ma non di farti male" "è sempre così le proprietà dei ricchi rimangono intatte, mentre le case dei poveri vengono demolite in fretta e senza problemi" ed alcune pagine sono da "orecchio" ma è troppo poco per definirlo un buon libro o comunque un libro da consigliare.
Credo proprio che per rifarmi di questa esperienza scandinava non esaltante tornerò a buttarmi sul sicuro....andando incontro alla terza puntata di Jo Nesbo e del suo Harry Hole....vi terrò informati...