venerdì 29 agosto 2014

Prima dell'inizio della nuova stagione Viola....

Kiave di lettura n° 98

Nel giorno della nascita della protagonista di "UNA PASSIONE DA 10" la Kiave di lettura ha un argomento un pò scontato.
Auguri dal cuore e d'obbligo per la mia Viola, che voglio celebrare con un piccolo passo indietro; infatti prima di iniziare domani la nuova stagione, faccio un salto indietro alla stagione terminata lo scorso maggio.
Una stagione lunga tra impegni di campionato, Europa League e Coppa Italia che purtroppo si è rovinata con l'eliminazione da parte dei gobbi e con quella maledetta finale a Roma. Una stagione in cui la sorte ci ha girato STRANAMENTE le spalle per gli infortuni del duo delle meraviglie e per i soliti "favori" degli ominineri (termine che va bene per gli arbitri e per il 23). 
Ma anche una stagione che ci ha visto protagonisti in Europa, ci ha regalato una prima parte di un Rossi stellare, la crescita di un gruppo importante ed una partita che resterà negli almanacchi, nella storia e nella pelle di ognuno di noi come LA partita assoluta.
Certo se alla fine di una cavalcata interminabile come è sembrata quella di anno scorso (solo di partite "commentate" in questo blog ce ne sono state 52) , ci fosse stato un brindisi con "UN BICCHIERE DI VIGNA" buono, magari bevuto in una coppa invece che in un calice sarebbe stato anche meglio, ma alla fine non si può considerare certo una brutta stagione, tutt'altro.
Qualcuno direbbe che a provare a renderla brutta c'ho pensato io con le mie pagelle (quasi) sempre presenti e quasi sempre commentate (bene, male, con sfottò, complimenti (pochi), battute e controbattute) dai compagni di viaggio dal cuore Viola.
E così, come per l'anno passato, ho deciso di scrivere l'ultimo post con "etichetta" viola 2013-2014 eleggendo il KappaGiocatoreViola, premio ambito quasi come il Pallone d'oro o il Premio Strega o la Caravella di Polistirolo o la Bic di mogano....forse anche qualcosina di più. 
Dalla media delle splendide pagelle di ogni partita vista&commentata nella scorsa stagione, è emerso come Miglior Giocatore.....trrrrrrrr.....rullo di tamburi.......
il nostro Fenomeno Pepito Rossi con quasi 7 di media. 
Alle sue spalle il vincitore dell'anno scorso BorjaValeroMioCapitano e Lambretta Cuadrado sul gradino più basso del podio. Ecco la classifica ufficiale:

GIOCATORI
MEDIA
PRES
ROSSI
6,96
22
BORJA VALERO
6,52
44
CUADRADO
6,42
40
GONZALO
6,28
44
ROSATI *
6,25
2
NETO
6,24
48
AMBROSINI
6,23
29
PIZARRO
6,20
39
MATI F.
6,09
35
SAVIC
6,08
37
GOMEZ
6,05
15
JOAQUIN
6,04
35
AQUILANI
6,03
40
VARGAS
6,02
28
MATOS
6,00
31
ALONSO
6,00
9
REBIC * 
6,00
5
MUNUA *
6,00
2
RONCAGLIA
5,96
22
WOLSKY
5,93
15
ANDERSON
5,90
7
COMPPER
5,82
19
TOMOVIC
5,82
35
BAKIC
5,75
9
VECINO
5,75
7
ILICIC
5,71
29
DIAKITE
5,70
11
PASQUAL
5,54
34
MATRI
5,51
20
LJIAIC * 
5,50
1
IAKOVENKO
5,13
6

MONTELLA
6,40
52
* media poco attendibile per pochi voti assegnati (5 partite o meno)
Complimenti al Fenomeno....e domani si ricomincia.....come sempre Fieri ed orgogliosi della nostra VIOLA...

mercoledì 27 agosto 2014

Navi che arrivano...

Ascoltavo distrattamente la radio stamani quando lo speaker di turno ha lanciato il servizio sul nuovo sbarco di persone in Sicilia, sull'emergenza che continua senza interruzioni, sulla difficoltà di gestione degli arrivi, sul collasso delle strutture che dovrebbero ricevere e gestire le persone che arrivano. Già perchè alla fine, sicuramente ci sono problemi economici, logistici, di gestione, di ospitalità, di difficoltà delle persone che vivono nelle terre mete degli arrivi,  di sovradimensionamento dei luoghi degli sbarchi...tutto vero, verissimo....ma alla fine c'è la vita di migliaia di persone in ballo. Cosa che sfugge a (quasi) tutte le analisi.
Migliaia di persone, migliaia di vite...migliaia anche e soprattutto di vite che non ci "sono più", a cui purtroppo ormai siamo tristemente e indifferentemente abituati. A vite che sono drammaticamente segnate solo per il fatto di essere stata abbinate a terre più difficili, complesse e maledettamente meno semplici di quelle di altri come noi che facendo davvero un piccolo tragitto, definibile quasi come "QUANDO SPOSTI APPENA IL PIEDE", ci troveremmo da loro e forse capiremmo tante cose.
Mentre il servizio andava e il problema unico che emergeva era come rispedirli il più velocemente e drasticamente possibile a casa loro, a me in realtà in testa è apparsa la canzone di Danielino, quella che ritengo la più bella di un album (S.C.O.T.C.H.)davvero molto bello: "Le navi". 
Ho riascoltato le sue parole "dobbiamo approfittare di questi venti gelidi del Greco e del Maestrale", ho quasi visto la speranza negli occhi di chi ha pensato "lasciamo che ci spingano al di là di questo mare" e il velo di tristezza in chi ha realizzato invece che "non c'è più niente per cui piangere o tornare"; con il desiderio comune di "giorni vergini e comunque giorni nuovi" per ottenere la possibilità di sostenere che "ci inventeremo regole, ci sceglieremo i nomi".
Ed allora mi va di postarla, una vera e propria poesia per una situazione che di poetico ha davvero molto, troppo poco.....
BIGNAMI: Daniele Silvestri - "Le Navi"

venerdì 22 agosto 2014

Una dolce vendetta

Kiave di lettura n° 97

Guardando nel mio personale Katalogo ho notato che dopo l'incontrastato Camilleri, lui è lo scrittore più presente, con il suo fidato commissario Bordelli ma anche con romanzi extra il protagonista fiorentino. Con questa kiave di lettura la sua seconda piazza viene consolidata così come il suo solito apprezzatissimo stile. 
MARCO VICHI - "La vendetta" - Guanda
Le prospettive di analisi di questo libro cambiano radicalmente rispetto a quelli che sono stati gli appuntamenti passati con Vichi.
Si passa da un "uomo di legge" come Bordelli all'altra parte della barricata, cosa in parte già emersa con "un tipo tranquillo" ma qui esplosa in tutte le sue caratteristiche. "NON DOVETE BADARE" troppo ai ricordi degli ambienti del commissario fiorentino, qui si trasformano radicalmente.
Ambienti neri ed oscuri "la sua vita sarebbe rimasta una merda ma almeno.." sono trattati con la stessa nota abilità creativa/descrittiva e soprattutto non viene meno la nota capacità di tenere alto l'interesse di chi legge "bastava solo aspettare e prima o poi tutto sarebbe finito". Le storie che fanno da trama e da percorso al libro partono da molto lontano "uccidere va bene ma umiliare no...a volte scendeva dalla branda e ne sopprimeva una perchè smettesse di soffrire.." per arrivare all'attualità, mescolando esperienze passate con vite attuali che hanno dentro però il segno di ferite passate che hanno modificato il percorso della propria personale strada "il mio nome di prima era per l'uomo di prima". 
Lo spirito vendicativo parte da molto lontano "mentre uccideva quegli uomini già morti guardava quegli occhi enormi che dicevano grazie.." ed emerge sin dal titolo, fino a diventare vero e proprio filo conduttore di tutto il libro "non chiamare mai felice un uomo prima di averlo visto morire".
I protagonisti sono tra i meno pensabili per un romanzo leggero ma Vichi riesce anche in questa impresa, dai cartoni di "senzatetto" a convegni di luminari internazionali la storia prende un percorso alternativo e per niente ipotizzabile ed ipotizzato. Non scende nel patetico pur avendone il rischio vista una parte di storia, non diventa mai banale ed assume improvvisamente quasi i contorni di un giallo. Davvero un gran bel mix, oltre l'obiettivo primario della "vendetta"....
BIGNAMI: veloce da leggere e facile nel lasciare un gran bel segno evidente. Ancora un successo per Vichi, un altro da 4 stelle anche lasciando nel cassetto il suo Bordelli.

giovedì 21 agosto 2014

Colpi e colpetti

Kiave di lettura n° 96

Per recuperare la kiave di lettura della scorsa settimana persa per il Ferragosto, utilizzo un vecchio post scritto due anni fa più o meno di questo periodo. Anche se, citando Bollins, "occhè banda l'è questo mercato" ed i colpi sono pochi per non dire punti, chi può saperlo? Magari si accende proprio nel finale ed all' "ULTIMO APPELLO PER" gli acquisti di agosto qualcosa si accende...hai visto mai...che..
.....ma, mara.....

venerdì 8 agosto 2014

Mercato ed Estati

Kiave di lettura n° 95

Tra un mercato che non parte nonostante che "QUELLI CHE SANNO SPIEGARTI" il mercato e gli affari assicurino affari super e fatti ed un rincorrersi di date estive e ricorrenze di passati viaggi e cartoline, parte la solita scorribanda di messaggi come da copione cinematografico.

Bollins: e l'è un estate di nulla, due gradi in meno e pare d'essè a Stoccolma. Che si parte per Legoland domani?

K: Bada…billundMan…. 

Bollins: Oh un mio collega svizzero stamani m'ha detto che lassù domani l'è festa... E lo so vai ahahahaha

Mitico lago di Montreaux!!!
K: Facile dire lago di Montreaux, ma il paese indo s’è dormito e t’hai fatto finta di perdere la guida invece l’era?!?! : - ) c’è voluto tre giorni per capire indos’era allora….figurati dopo….8 anni ?!?!
Bollins: Infatti l'era il lago di Ginevra :-) 'Vivo o Montreau-X' ahaahahah! Appena mi riabilitano Google maps e te lo dico 'ndo s'era. Internet medievale con l'accesso chiuso.
K: Ma su google maps si vede la tua guida?
Bollins: Su Google maps mi dice 'Amico e son passiti già 8 anni... Dignene anche a quell'altra fava... un c'è più neanche l'albergo' Otto anni.... Piccola fai sentire come si dice 'crostino'..... Otto.
K: E c’era già l’omonero…..nel frattempo te t’hai perso una guida, l’albergo l’è chiuso, i crostini si son diacciati….otto vol dire otto, su samanthina dì crostino….otto…
Bollins: E ci stava già sui coglioni... l'è quello il bello.... Se ce lo dicevano che ci s'aveva ancora dopo 8 anni noi, dal traforo, e un s'usciva...
K: Così tu ti perdevi il più bel video della storia…. pre-durante-post traforo!!!! 
Bollins: Bisogna lo riguardi quel video....magari dopo mi piace anche questo mercato.. Che mercato assurdo.... Me l'avessero detto un c'avrei creduto....
K: Ed il bello l’è che se tu lo paragoni agli altri si fa quasi un figurone….ah a proposito di Viola, prima mi è capitata questa sotto gli occhi....o come "s'era" scemi....
Bollins: Ohi ohi che ridere.... E s'era anche sobri....Flachi su i cubo al Torquemada unn'è male :-D Campolo l'era il Maradona della Sila vero?
K: Anche io c’avevo le lacrime….Si…l’era il trio Campolo-DiSole-Tedesco preso dal tuo amico Giuliani……dopo credo siano andati a fare le serate con lo Scaravilli…
Bollins: Di Sole l'era il Fernando Couto del Gargano...Tedesco poi gl'ha vinto il mondiale in Brasile.... (questa l'è fine :-P )
K: Questa l’era uno (s)Campolo di ironia non comprensibile nei confronti di un trio assimilabile solo a Rjikard-Gullit-Van Basten, Gren-Nordhal-Liedholm, Brehme-Matthaus-Klinsmann, AldoGiovanniGiacomo….
Bollins: Nei loro cenci anche Scalini-Bollini-Susini :-D Giuliani poi l'ha fatto anche il sindaco di New York. Sempre stata la Fiorentina un buon trampolino di lancio...
K: E l’era un “poker”….tu ti scordi sempre il Fantoni…. Un buon trampolino di sihuro….bada ad esempio anche Reginaldo……lanciato qui…..la Canalis e poi tutta una carriera in ascesa…..

domenica 3 agosto 2014

La lotta per la pace

Kiave di lettura n°94

Gli occhi di tutto il mondo sono da giorni, mesi, anni piazzati su quello che succede a Gaza, Israele e tutto quel territorio che sembra non fermarsi mai dal riservare dolore e morte. I raid continuano e la vera e propria guerra che si sta scatenando, o meglio continua senza un minimo di tregua, è una vera e propria "FINE DEL MONDO IN MONDOVISIONE" e nonostante questo sembra che nessuno possa far niente. Mi sento molto ignorante su questo argomento, ed ammetto la difficoltà di sopportare il "tifo" che si legge in giro come prima, durante e dopo una partita di calcio. Ho da sempre una posizione netta riguardo i conflitti, una posizione che deriva da un assunto che sembra banale ed ovvia e sicuramente è rigido: "la guerra non è mai la soluzione" così come dice da venti anni Emergency in ogni suo intervento ed in ogni sua attività.
Mi sforzo di cercare nei motivi che ascolto, sento, leggo una parvenza di ragionamento che mi faccia in qualche modo uscire da questo assunto, ma alla fine torno sempre lì. Per molti questa è una posizione "facile" ed assolutoria della coscienza, come se invece le guerre, i morti e le bombe siano state soluzioni risolutive ed efficaci. Leggo anche, e questo mi fa più paura, che per molti è tutto in qualche modo giustificabile o giustificato, qualcuno si spinge addirittura a definire "danni collaterali" le scuole, gli ospedali o le abitazioni civili saltate in aria. Ecco rispetto a questi scienziati, sono contento di rimanere e risultare banale ed ovvio e di seguire alla lettera quell'articolo 11 della Costituzione e quel "ripudio della guerra". Mi ritrovo così a sfogliare cose vecchie che ho scritto ed a leggere pensieri datati che ritornano paurosamente e tristemente attuali, modificati solo per localizzazione e "data" ma mai così adatti ai giorni di oggi.
GIUSTI ASSASSINI
Sorridi, lo facciamo per te!
Bombardiamo le scuole per
portarti cultura, annientiamo
gli ospedali per farti star bene,
ti bruciamo il volto
per farti togliere il burqa.
Facciamo tutto questo per te
e per ricompensa nemmeno un piccolo sorriso?
E trovo di tremenda attualità ed uno "scatto perfetto" per una foto nitida quella letta sul blog amico del Galga. Parole giuste, pensiero totalmente condivisibile, la mia Kiave di lettura di questa settimana la prendo in prestito da lui, parola per parola, foto per foto. Buona lettura
Non riesco a ignorare le notizie dal mondo, percorsi di viaggio interrotti bruscamente da missili terra aria o da bombardamenti strategici, mirati a distruggere le certezze della vita.
Il mondo si sta armando e nessuno ha più il potere di fermare l’altro. Ribelli si fanno forza grazie a stati che li spalleggiano o a falsi miti religiosi. Ragazze rapite per diventare schiave, missili su depositi di petrolio e tunnel sotterranei. Tutto al solo fine di distruggere.
Poi entri in contatto con chi realmente è là, chi ogni giorni subisce le decisioni di pochi, chi deve lottare per sopravvivere. E ti rendi conto che tra i tanti che subiscono le decisioni il nemico è sempre l’altro, non riesci a capire perché non sei li, non hai percorso le strade battute tutti giorni da chi, nel tempo, ha imparato a odiare.
Parli con chi “finalmente  ha uno stato”, chi “sono loro che non dovevano stare li”, sempre loro “che ci lanciano i missili” e capisci che tutto fila nel loro ragionamento, che gli anni di militare e la storia del loro popolo li hanno formati contro tutti.
Per sbaglio trovi immagini e video di esplosioni, bombardamenti “mirati” e vedi i commenti di chi, a 16 anni, cerca di sopravvivere. Cerca di arrivare a domani, piangendo il meno possibile. 
Leggi tra i commenti, persone dell’altra parte,  che giustificano il tutto nella lotta ai terroristi e contro commenti che considerano quei terroristi eroi. 
E mentre nel mondo, qualche missile e qualche sparò starà risuonando nel vento, ti accorgi di come tutti gli altri stanno a guardare davanti alla tv, al pc o davanti a interessi economici più importanti delle vite umane

Chi non conosce la guerra ha il dovere di lottare per la pace

domenica 27 luglio 2014

Un esordio di qualità

Kiave di lettura n° 93

Mi ero perso il film alla sua uscita cinematografica anche se mi incuriosiva e non poco, sia per il soggetto che per l'autore del film.
Apprezzo molto infatti la capacità di Pif di rendere personale ogni racconto ed ero curioso di vedere come si poteva abbinare e legare al soggetto e se il suo stile "da testimone" poteva reggere anche nella realizzazione di un film.
Ebbene ogni curiosità è stata soddisfatta ampiamente, Pif è riuscito infatti ad andare ben oltre a "IL MURO DEL SUONO" delle ovvie parole che di solito sono utilizzate per descrivere e raccontare storie di mafia. Lo stile di Pif emerge anche nel film e la sua naturale semplicità fa da linea comune a personaggi e trama. Ogni personaggio è descritto e raffigurato semplicemente come in una commedia ma lo sfondo è ben più complesso, vive delle ombre degli omicidi mafiosi in terra siciliana negli anni Ottanta/Novanta nei quali lo stesso Pif si trova in modo parallelo quasi toccato, per vicinanza o conoscenza di alcuni protagonisti. In molti momenti si ha l'impressione che la commedia vada oltre la mafia e percorra una strada solo marginalmente toccata dall'argomento, ma non è così. Il film arriva ben presto dove vuole arrivare e il messaggio passa bello chiaro con un finale che pesca a piene mani nelle esperienze da "testimone" dello stesso Pif facendo tornare alla mente anche parti della sua intervista a Saviano, che vi invito a cercare e vedere per la sua semplicità e la sua profondità se non avete ancora avuto la fortuna di vederlo.
E' una ventata di aria fresca e pulita, pur essendo un'aria non leggera e frivola ma legata ad una riflessione che non manca di essere sempre presente. Gli attori che fanno parte del film sono in realtà davvero quasi tutti come protagonisti secondari rispetto alla trama ed al suo percorso. Pif riesce a far riflettere e tenere bene in memoria, come dicevo una settimana fa per Danielino, un argomento e fatti che fanno parte della nostra storia e che per non ripetersi devono non essere dimenticati. L'ambientazione è semplice e la trama può apparire magari anche banale, ma quello che rappresenta non lo è per niente. Il crescere del protagonista con la presenza grigia di rapporti mafiosi evidenti o latenti non è un crescere banale ma a piccole gocce immette in lui la consapevolezza e la dimensione di uomo che nel finale "da brividi" emerge e viene fuori come una bellissima esplosione che fa da contraltare alle tragiche esplosioni protagoniste in altri momenti del film. Veloce nel guardarlo e nel provocare un sorriso riflessivo ma soddisfatto. Esame da regista superato a pieni voti, complimenti PIF.

domenica 20 luglio 2014

Due giorni, due canzoni...da NON dimenticare...

Kiave di lettura n° 92

Non so perchè certi anniversari riescono a fare più presa di altri, magari ugualmente importanti. Negli anni mi sono trovato quindi di fronte al "ritorno" di certe date e di certe ricorrenze e da quando scrivo su questo blog mi accorgo che mi ritrovo a voler aggiungere un piccolo ricordo ogni anno. Quest'anno, mi va di abbinare due date particolari e che da sempre hanno lasciato un segno importante dentro. Lo faccio abbinandole ad una linea comune, data dal non rispettare l'indicazione del mio Poeta del "NON DOVETE  BADARE AL CANTANTE". Questa volta al cantante bado e non posso non notare che per entrambi gli eventi, il buon Danielino ha accentuato i miei ricordi con due pezzi in pieno suo stile. Di quelli che arrivano dentro e che restano. Si legano ad eventi totalmente diversi ma che sono descritti nel suo modo migliore, quello di un racconto in poesia di qualcosa di difficilmente poetico. 
Parlo dei tredici anni passati proprio oggi dal G8 di Genova che non riesco a cancellare dalla memoria e che soprattutto voglio tenere SEMPRE in memoria. Dall'omicidio di Carlo Giuliani alla mattanza della Diaz e non solo. Un evento che ha portato "la sospensione della democrazia" come dice Amnesty International ma che è passata praticamente sotto silenzio. Un ricordo che mi porta sempre ad un pezzo perfettamente riuscito di Danielino, che anche lui abbina a quell'evento anche se all'interno di un percorso più lungo di realizzazione. Un pezzo che ai suoi concerti è uno di quelli che mi arriva di più, che apprezzo per testo, musica e capacità di essere stato realizzato. Parlo di "Il mio nemico".
Di argomento diverso, ma per il quale ieri ricorreva l'anniversario del 22° anno, è la strage di via D'Amelio in cui morirono Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Una storia non dimenticata nel cuore di molti, ma volutamente obliata nella testa e negli atteggiamenti di molti. Una vicenda che fa ribrezzo per il suo inizio e per la sua prosecuzione, una storia per la quale in molti chiedono verità ed in molti lavorano per tenerla nascosta. Danielino è riuscito qualche anno fa a raccontarla a modo suo. Con una tonalità ed un pezzo che inizialmente, solo inizialmente, sembra dagli accordi e dal ritmo estraneo all'argomento che tratta ma che quando ti entra dentro ti lascia il messaggio per il quale è stata scritta. Un appello che parte a mò di canzonetta ma arriva allo stomaco con le dichiarazioni dell'epoca di Caponnetto che dovrebbero essere riproposte alle orecchie più "dure" ogni giorno. Parlo ovviamente di "L'appello".
BIGNAMI: due date vicine ma totalmente diverse, ugualmente e diversamente orribili, per i quali il senso di "misteriosamente impunito" è forte e marcato. Due date da tenere vive sempre, grazie anche a Danielino.

martedì 15 luglio 2014

Borja a vita

Borja Valero "E' giusto dire legato a vita a Firenze. Ho rinnovato fino al 2019, sono onorato".
Caro Borja, sapessi noi!!
UBRIACO DI BORJA VALERO, IL MIO CAPITANO

venerdì 11 luglio 2014

Un venerdì clamoroso

Kiave di lettura n° 91

Classico venerdì con una kiave di lettura che racconta di un venerdì di qualche settimana fa. Infatti, da quando il duo vaschiano ci ha reso entusiasticamente partecipi (ed un pò sanamente invidiosi) della loro trasferta milanese ad omaggiare il loro poeta, frullano in testa e negli occhi un pò di più le splendide immagini dell'ultimo incontro avuto con il mio di Poeta. Era atteso da tempo il suo debutto e l'apertura del suo nuovo tour come evento nel nostro personale curriculum di concerti visti, in più il personale esordio all'Olimpico aggiungeva attesa e fascino.
Regalandoci una partenza "larga" ed un "comodo" rientro abbiamo allargato la possibilità di riuscita della trasferta romana anche se in realtà, conoscendo bene il Poeta e benissimo il gruppo di partecipanti non c'era bisogno di aiutini. L'ultimo album inoltre non nascondeva insidie o pericoli di poco apprezzamento, anche se il biglietto romano era stato acquistato addirittura prima della sua uscita. 
"Te 'untufai testo" è la frase più ricorrente che mi sento dire quando si parla del Poeta e della valutazione dei suoi lavori. Ed io, come già detto spesso, lo confermo: 'unfotesto. E così c'era solo da mantenere tutte le premesse per avere un concerto ed una trasferta spettacolare.
E' certamente servito un tragitto "pari pari" per raggiungere la capitale, una compilation che non parte, una compilation che parte e corre via, le lacrime da risate del pilota quelle del navigatore quelle della coppia divisa da seggiolone, una sosta al sapore di birra e salame, una traversa con rischio vetro rotto, una birra selfservice, una camera all'attico, una doccia sempre occupata, un terrazzino tutto compreso in conto balordo, un quinto postoletto per un ritardatario purtroppo non accettato anzi squadrato con un "mi raccomando", un pub improvvisato da imitare e da svuotare, un frigo impossibile da aprire per dei novelli Lupin fiorentini, un concerto in concorrenza con la beatificazione di amici di Francesco, un ascensore di prestigio, un "arrivederla" due passi diventa quattro poi otto forse sedici, una trastevere che sembra la movida spagnola, una birra al pepe, un cacio e pepe alla birra, una birra al festeggiato, un "la vole far imbriahare" "c'è bell'è riuscito", un balordo che ha capito, un conto sempre più salato da addebitare al solito cliente, gli autovelox da segnalare ed i limiti da rispettare, il ritorno da organizzare, un capitano che riconosce al primo assaggio, un bevitore dal passo spedito, una carbonara che non c'è partita, una coda per il Papa da assecondare, le previsioni per i Mondiali, un montenegro medio, un ritmo birre da centometristi quando c'è da correre la maratona, un ingresso da premi nobel, un balordo che entra al Coni, una conversazione oxfordiana sui scalini capitali, un attesa che vola via, un balordo che ci supera senza vederci,  un ruzzolone addosso ad un malcapitato ma con le birre salvate, un conto alla rovescia che parte che non sembra nemmeno il momento dei gruppi di appoggio, un abbassare di luci nel tramonto, un accendersi di luci nel concerto.
Tutto utile e fondamentale ma alla base gli elementi indispensabili sono gruppo e concerto. Ed allora una scaletta perfettamente iniziata in modo prevedibile e chiusa in maniera meno prevedibile fa da colonna sonora ad un venerdì romano davvero particolare. Liga si presenta con occhiali scuri e capelli bianchi e ci tiene sulla corda due ore e mezzo. Su una corda fatta di praticamente tutto l'album nuovo (dodici su tredici), accantonando (purtroppo) "ARRIVEDERCI MOSTRO" quasi del tutto e riproponendo alcuni pezzi che risentire è sempre uno struggente piacere (leggero e lambrusco e pop corn).
La scaletta è perfettamente mixata, non ha buchi o rallentamenti di ritmo e stile, la sonorità è impressionante ed entra dentro fino a trascinarci per due e ore mezzo senza interruzioni. Ci troviamo spesso a dirci "che spettacolo", come se fosse il nostro primo concerto, come se Liga fosse al debutto con noi: occhi lucidi di emozione, brividi intensi da condivisione ed un fiato che in alcuni momenti manca per la calca pressante ed i salti dettati più dalla birra e dal ritmo che dalla nostra reale condizione atletica. A questo giro la sensazione di poca generosità per la durata del concerto non c'è: la sensazione è di completezza e lascia solo applausi e brividi in ognuno di noi regalando due foto da brividi. La prima, più intensa, quella sulla canzone che temevo di più e che è arrivata "alla vigliacca" (cit. Poeta) proprio come immaginato ma che ha coinvolto non solo me e questo ha allargato sì l'effetto ma l'ha anche anestetizzato. La seconda, più bella, quella di un unico infinito abbraccio su certi notti, nato "così" forse sulla canzone meno invocata o preferita ma che in quel momento è diventata perfetta colonna sonora. Queste due foto e quella che ci ritrae sulle scalinate del Coni con pepita da mangiare ed un numero infinito di birre da bere e bevute tutto intorno sono quelle che fotograferebbero al meglio tutto questo post. Ma non sono fotografabili realmente perchè mancherebbero le sensazioni a margine, quelle risate senza un vero e proprio motivo comprensibile e quegli abbracci tra il riso ed il pianto pieni di motivi qui invece più che comprensibili, palesemente e pesantemente evidenti.
Le premesse c'erano tutte, era difficile sbagliare. Pronostico facile senza dubbio. Ma rispettato anche oltre le aspettative. Per un venerdì romano davvero clamoroso.

venerdì 4 luglio 2014

Un viaggio da dire "Bravo davvero".....

Kiave di lettura n° 90

A volte trovare la kiave di lettura è davvero "facile". Basta seguire quelle strade che conosci già da un pò e che ti hanno ispirato cose importanti e ti ritrovi ad osservare un bel paesaggio di scrittura, la capacità di metter giù parole ed immagini che arrivano "ALL'ANIMA TUTTO" sommato in maniera naturale e diretta anche se spesso fanno percorsi diversi da quelli a te noti. Ed allora capita di imbattersi in un post dallo stile inconfondibile, che leggi tutto di un fiato per la voglia di vedere come va a finire un percorso che hai seguito a volte da spettatore distratto a volte da persona più presente ma sempre con lo sguardo interessato di chi ha a cuore protagonista e vicenda.
Un post che è quello che ti aspetti per la capacità di fotografia e che come sempre non ti aspetti per il modo in cui è scritto perchè la banalità e la ripetitività non è marchio di fabbrica di quell'autore. Parole che ti fanno riflettere, che ti fanno immaginare, in cui ti rivedi o ti immagini e che ti danno una gratificazione che ritieni anche eccessiva rispetto a quanto pensi di meritare. Righe ed immagini che ti calano in un viaggio lungo fatto tutto "sui pedali ed a testa alta", di quelli che ammiri ed applaudi.
Ed allora in questi casi è molto semplice trovare la kiave di lettura settimanale, basta un piccolo aiuto da Screen Hunter per l'immagine ed un "inserisci link" da parte di blogger. 
A voi buona lettura, all'autore di questa kiave di lettura solo complimenti ed un GRANDE "bravo davvero".