sabato 10 febbraio 2018

Già vista

Campionato - 24^
FIORENTINA - JUVENTUS = 0 - 2
GOAL: Bernardeschi, Higuain
LE PAGELLE
Sportiello 5
Grave l'errore sulla punizione del vantaggio, per il resto poco impegnato
Milenkovic 6,5
Grintoso e preciso gioca una buona partita
Pezzella 6
Non scintillante ma in crescita rispetto alle ultime partite
Astori 6 -
Sul secondo gol non è reattivo sulla partenza di Higuain, per il resto imposta e difende abbastanza bene
Biraghi 5,5
Dovrebbe proporsi al cross con maggiore e migliore frequenza, soffre sul finale la spinta mentre nella prima parte aveva difeso bene
Benassi 6
Prima parte positiva per poi calare alla distanza
Badelj 5,5
Quasi tutta la partita poco preciso e molto lento anche se il gioco parte sempre di lì
Veretout 6 +
Nel primo tempo si sacrifica tantissimo sdoppiandosi e recuperando sempre, meno brillante nella ripresa ma sempre positivo
Gil Dias 6,5
Buon impatto col match e palo davvero sfortunato. E' in crescita
Simeone 5
Magari corre anche ma non trova uno spunto che sia uno, tanto meno un tiro in porta
Chiesa 6 +
Corre a ripetizione e si vede che sente la partita in modo speciale, purtroppo pecca di precisione
Thereau 5
Lento e poco utile ad una squadra che dovrebbe rimontare
Esseryc 5
Ha un quarto d'ora, non la tocca/vede mai
All. Pioli 6 - -
La squadra gioca un match apprezzabile per impegno e precisione, ma con una sola occasione in novanta minuti ed una gestione del secondo tempo (cambi compresi) un po' così.
IL MIGLIORE: MILENKOVIC
Il peggiore: Sportiello
LA PARTITA
Foto di Galga - uno che di foto se ne intende (clicca qui)
Arriva la Juve. La classica partita che non è da presentare o da preparare. Basta il nome JUVEMERDA e quello che rappresenta per Firenze. Il mister sostituisce Laurini con Milenkovic e conferma Gil Dias senza toccare tutto sommato la squadra tipo. Firenze risponde, tra le polemiche per la proprietà quelle per gli striscioni quelle per la coreografia forse anche quelle per l'acqua naturale. Non c'è il pienone, non c'è la coreografia ma la curva fa dire "siete belli belli" da chi ci guarda dalla tribuna ("saluta il galga"), tanto da fotografarci (GRAZIE). L'impatto è di quelli positivi, la squadra sembra aver capito che oggi deve dare tutto e non molla un pallone che sia uno, così come si mette bene in campo ordinata e precisa. Non è esattamente una partita ricca di emozioni e/o giocate e l'occasione che potrebbe cambiare la partita arriva quasi inaspettata. Cross di Benassi e mano di Chiellini, rigore. Per chi conosce i furti ripetuti dei gobbi a Firenze (e non solo) è un vero colpo a sorpresa, bocca aperta che resta tale per l'attesa di Veretout sul dischetto. Tutto pronto ma passano i minuti e si resta in attesa del via del VAR. Che non arriva perché Benassi pare fosse in fuorigioco anche se l'ultimo tocco è di Alex Sandro. Volontario? Fallo di Simeone su di lui? Mah. Sta di fatto che il rigore, senza che l'arbitro visioni nulla, è cancellato e si riparte. Con la stessa inerzia: JuveMerda chiusa ad aspettarci e noi che non troviamo lo spunto per il tiro. Quasi per paradosso, sull'unica ripartenza nostra troviamo Gil Dias in buona posizione ed il palo ci dice clamorosamente no. Finisce il tempo così con un (doppio?) rammarico enorme ed uno 0-0 poco emozionante ma che è frutto di una gara decisa dei viola.
Si sembra ripartire alla stessa maniera ma dopo dieci minuti arriva la svolta. Purtroppo del colore sbagliato e, come direbbe il mio inviato romano, #ecometesbaji la punizione (doppio senso voluto) arriva dal piede dell'ex 33 che trafigge uno Sportiello con molte colpe nella circostanza. Ci aspettiamo una reazione, un po' di "argentovivo e rabbia" ed invece PUFF...come un soufflé ci sgonfiamo senza riuscire nei quaranta minuti restanti a tirare una volta (ripeto UNA) in porta. Per provarci mettiamo Thereau al posto di un Gil Dias apparso positivo. Proprio il francese avrebbe l'occasione per farci saltare qualche scalino della curva ma riesce nell'impresa di non tirare e farsi anticipare da una scivolata (coi piedi sì..) del quarantenne Buffon. Il secondo cambio arriva a dieci (più cinque di recupero) dalla fine ma Esseryc è come se non entrasse. "Altro? No, a posto così" si direbbe dal pizzicagnolo. Se non che Higuain decide di chiuderla con il suo sigillo personale. 0-2 ed a casa.
Abbiamo giocato una partita di impegno e precisione tattica. Abbiamo avuto un'importante occasione e sull'episodio del rigore poteva andarci meglio, anche se. Anche se l'episodio era al quindicesimo ed onestamente l'episodio stesso si presta ad alcuni dubbi, tradotto: ho subito furti molto più evidenti e sanguinosi coi gobbi, attaccarsi a questo, in questa partita mi riesce solo in parte. Nella ripresa abbiamo subito il gol dal simpaticissimo 33 e non abbiamo avuto la forza, l'idea e la capacità di tirare una volta in porta. A proposito dell'ex 33, l'ultimo a segnare ed esultare come ex a Firenze è stato Pasqual. Gli auguro a fine stagione (o prima) di avere una bella sorpresa come ha avuto il suo omonimo di simpatia, intanto i mondiali già se li guarda da casina sua. Tornando alla partita, è difficile criticare dopo una partita comunque gagliarda contro i gobbi e sicuramente è da apprezzare lo spirito. Per il resto è una partita già vista in mille altre occasioni  con loro, meriteremmo di più ma alla fine ad andare via con i tre punti sono quelli più brutti. Resta il fatto che non abbiamo un gioco d'attacco, siamo prevedibili e noiosi quando dobbiamo provare a "far male" agli avversari e se per dare la svolta in termini di rabbia/grinta/sprint mettiamo Thereau...... Prendiamo il buono, mantenendolo anche nelle prossime giornate, e cerchiamo di accantonare presto il poco buono magari trovando novità di gioco quando si tratta di provare a far gol, perché sarebbe il caso di ricordarsi che "a questo giochino bisognerebbe ogni tanto buttarla dentro" e che per farlo bisognerebbe almeno/intanto cominciare a tirare in porta.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...il ragazzino sul muso a higuain idolo...invece che Jeep mettici CCCP sulla maglia di Buffon pare Mexico 86...per giocare alla meno 'uncibatte nessuno, cambiamo la regola che bisogna segnare..."

venerdì 9 febbraio 2018

Sarà per te

Kiave di lettura n° 274
"Son sempre stato uno che la vita l'ha voluta mangiare a morsi. Di quelli grandi." Potrebbe essere il sottotitolo dello spettacolo, nonché della vita di Francesco. Già, Francesco, in tono confidenziale, "PERCHE' ALLA FINE E' UN" amico (o sembra tale) che ti sembra di aver sempre frequentato da sempre e con il quale è come se tu avessi condiviso battute e risate.
I suoi silenzi, le sue "uscite", i suoi sguardi, le sue facce, sono un piacevole bagaglio che chi come me è cresciuto coi suoi film è orgoglioso di avere tra i propri "oggetti cari".
Anche per questo, era difficile affrontare uno spettacolo su un attore, un'artista ed un personaggio come Francesco. Non tanto per gli spettatori, ma per il regista e per chi doveva recitare il suo ruolo o comunque provare a dargli voce, essendo lo spettacolo in pratica il percorso della sua vita. Una vita sempre a tutto gas, sempre con lo sguardo verso la cima, sempre alla ricerca di una vetta più alta per impegnarsi in un'ascesa costante fino ad una caduta ugualmente rumorosa. Ed invece Valerio Groppa prima (regista) e Nicola Pecci poi (protagonista unico accompagnato da un'orchestra davvero da applausi) riescono nell'intento di non finire nel patetico omaggio all'artista sfortunato o nell'esaltazione fuori luogo del suo genio artistico oscurando il resto.
L'interpretazione di Pecci è perfetta per quello che deve essere un omaggio, una commedia e la rappresentazione di una storia amara ma con una base dolce fatta di sorrisi ed ironia. Lo spettacolo parte dalle prime apparizioni di Cecco di Narnali che diventa presto il biondino dei Giancattivi per poi "mettersi in proprio" come l'astro nascente della commedia di quel periodo. Da lì il salto verso gloria, fama, successo e soldi che lo stesso Pecci distribuisce sul palco non metaforicamente ma realmente in banconote rappresentanti l'incasso dei successi di Nuti: Tutta colpa del paradiso, Caruso, Willy, Donne con le gonne. A brevi omaggi video seguono interpretazioni canore sorprendenti di Pecci che diventando cantante prende esattamente note e voce di Francesco in una somiglianza di tonalità quasi perfetta, andando anche oltre ai ripetuti intoppi tecnici dei microfoni. E' uno spettacolo godibilissimo ed è un omaggio riuscito. Totalmente. Alle storie divertenti di un "collezionista" di avventure si alternano momenti grigi dati dalla depressione e momenti romantici dai colori pastello. Quando le note di "Giulia" arrivano, la risata del monologo appena finito si ferma e l'ascolta rapita:
"...Giulia non lo sa, ma dentro al cuore mio c'è l'ombra dei suoi brividi, e l'alba della sua mano. E quando il nostro abbraccio sfiorirà oltre il tempo che non ride mai conserverò il silenzio del suo sguardo, ogni voce sua. E questa è Giulia che vive fra le pieghe del mio cuore da sempre bella e nuda come un fiore che non passa mai E questa è Giulia che ride oltre il ritmo del mio cuore..." 
per poi commuoversi quando la voce diventa ancora più dolce in un "Sarà per te" :
"...E se il tempo passa, sarà per te e se non è mai presto, sarà per te. Se ho sbagliato e ho riprovato sarà per te... Se quando sono solo ho paura, ho paura a stare con te... E se qualcosa resta, sarà per te e se un sogno resta, sarà per te. Se adesso sto cercando di capirti fino in fondo.. E non mi accorgo che rimango troppo solo in mezzo al mondo, ma quando son sereno io non posso fare a meno di pensare 'mamma mia, che fortuna che ci sia'..." 
che mette a dura prova la commozione di tutti quando ad affiancare quella di Pecci è la voce di Ginevra Nuti, la figlia da poco maggiorenne di Nuti a cui la canzone era stata dedicata da un "veggente Francesco", che l'aveva scritta e portata a Sanremo molti anni prima della sua nascita. 
Anche la presenza di Ginevra non è la banale apparizione o il tentativo di strappare un pietismo fuoriluogo per la situazione attuale di Francesco, di cui Ginevra è da poco diventata tutrice legale. Ma è un romantico omaggio, come le sue commedie ironiche e sarcastiche, che merita un sentito e lungolungolungo applauso come quello che ha accompagnato autore ed attore alla fine di una serata dove davvero "la prosa è andata di sfriso alla poesia".
Francesco Nuti - andata, caduta e ritorno

giovedì 8 febbraio 2018

A brigante, brigante e mezzo


Scrivere di quanto accaduto a Macerata è difficile, duro e sicuramente inutile, vista la "rilevanza" del mio pensiero. Ma vorrei lo stesso puntualizzare un po' di cose. 
Che non è la sparatoria frutto di un pazzo quella che ha ferito sei persone l'altro giorno, bensì la mano di un terrorista/fascista/nazista. 
Che il silenzio e l'assenza di Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio/Camera/Senato (forse oggi s'è mosso Grasso), Governo e leader politici di PD e M5S (gli altri non li cito nemmeno visti gli ovvi motivi di schieramento politico e di appartenenza dello stesso fascista) al capezzale delle persone vittime dell'attentato sono una mancanza vergognosa.
Che al ministro Orlando, unico a recarsi a Macerata e per questo oggetto di sberleffi politici e minacce fasciste, va il mio più sincero ringraziamento e la mia più totale e GRANDE stima.
Che la decisione del Governo e del Ministero dell'Interno di vietare le manifestazioni antifasciste fa pensare e fa paura, tanto è sbagliata.
Che la richiesta del Sindaco di Macerata di evitare nuove manifestazioni può anche essere comprensibile dal suo punto di vista per provare a riportare tranquillità nella città. Ma la decisione di associazioni come ad esempio ANPI di lasciare di fatto la piazza a Forza Nuova e Casapound, annullando le manifestazioni antirazziste ed antifasciste, per me è gravemente sbagliata.
Che la linea da seguire secondo me doveva essere dettata dal motto di Sandro Pertini "a brigante, brigante e mezzo" e manifestare in piazza lo sdegno per il fascismo del nuovo millennio era il miglior modo per seguirlo e realizzarlo.

domenica 4 febbraio 2018

Un lampo nel grigio

Campionato - 23^
BOLOGNA - FIORENTINA = 1 - 2
GOAL: Veretout, Pulgar, Chiesa
LE PAGELLE
Sportiello 5
Grave l'errore sul gol
Laurini 5,5
In affanno contro un Bologna spuntato
Milenkovic 6+
Preciso e poco in affanno se non sul palo di Destro, per il resto gara non male
Astori 6
Fa il suo
Biraghi 5,5
Soffre le accelerazioni avversarie e davanti è poco presente. Riesce a giocare nonostante una brutta botta presa
Benassi 6
Un tiro ed un assist importante dentro un primo tempo in crescita rispetto alle precedenti occasioni, cala nella ripresa
Badelj 5+
Tra lo svogliato e l'impreciso. Bello il passaggio per Chiesa
Veretout 6+
Dà sostanza anche se con diversi, molti, errori, il più per il gol
Gil Dias 6--
Un po' meno assente del solito, trova anche uno spunto non male parato da Mirante
Simeone 5
Volenteroso ma assente sottoporta e leggero come una piuma
Chiesa 7+
Una buona giocata ed un tiro importante nel primo tempo, una meraviglia nella ripresa che porta al secondo gol all'interno di un secondo tempo più vivo
Bruno Gaspar 6
Compitino senza sofferenze
Falcinelli 5,5
Entra ma si nota poco o niente
Vitor Hugo 6
Fa il suo nel quarto d'ora finale
All. Pioli 6
Squadra grigia e spenta ma che ottiene una vittoria importante grazie ad un lampo
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: Simeone
LA PARTITA
Cambiare il ritmo di un preoccupante binomio di partite giocate dopo la sosta. Questo l'obiettivo della trasferta bolognese ed onestamente a far meglio della trasferta genovese e del flop col Verona non serviva neanche troppo. Pezzella squalificato e Thereau fuori forma (ma dai? domenica era stato forzato il suo rientro..) portano ai due cambi rispetto alla formazione tipo. La partita sembra un diesel, di quelli lenti, molto ma molto lenti. Per mezz'ora più o meno è una noia mortale, uno sbadiglio "ESAGERATO PROPRIO IMPOSSIBILE". Palle perse da entrambe le parti, nessun idea di gioco. Si accende qualcosa con una giocata di Benassi (che ammetto di aver rivisto solo al replay perchè intento a....pisolare...tanto era forte il livello adrenalinico del match), una di Dzemaili e una di Chiesa ma il pericolo gol è davvero lontano e sembrano casi isolati quasi involontari. Poi Gil Dias trova una giocata, bella la deviazione di Mirante in angolo da cui Veretout trova una traiettoria velenosa che picchia contro il palo e contro Mirante e supera la linea. Siamo in vantaggio con un gol da angolo. Si grida al casuale ma non è ancora abbastanza: il bello arriva dopo pochi minuti. Destro si libera benissimo tira forte Sportiello devia sul palo ed in angolo e dallo stesso Pulgar imita Veretout, Sportiello fa peggio di Mirante e Badelj è complice degno. Finisce 1-1 il primo tempo.
Nella ripresa si riparte da Gil Dias che davanti a Mirante si fa ipnotizzare e recuperare. Dopo sostanzialmente il match ritorna al ritmo del primo tempo, errori in quantità industriale e palla che non riesce a scorrere oltre i due passaggi, quando va bene. Servirebbe un lampo e per fortuna in campo l'unico che può permetterselo ha la maglia viola, pardon verde. Chiesa trova una gran giocata, ne salta uno, due e la infila di sinistro sotto il sette. Siamo in vantaggio e proviamo a rovinare tutto con Gaspar che si perde il diretto avversario che non approfitta e con Badelj che regala palla in corsa a Palacio che salta anche Sportiello e tira alto. Da lì in poi il Bologna mette insieme solo cambi e qualche cross, noi solo cambi ed una difesa a cinque. Finisce con un 1-2 molto particolare (un'invenzione di Chiesa e due gol da angolo che nella stessa partita uns'eran mai visti nemenno a sensible soccer) ma soprattutto con una vittoria importante.
Una viola più attenta contro un avversario sostanzialmente nullo porta a casa una vittoria importante anche se a livello di gioco non c'è da stare molto tranquilli o sorridenti. Però era fondamentale invertire la rotta, ed allora per oggi fermiamoci qui, a quel lampo dell'unico giocatore sopra-livello che abbiamo (magari proviamo a non metterlo più terzino come in passato ed, azzardo, a costruire la squadra intorno alle sue caratteristiche e giocate) in un grigio scuro che era il periodo ed in un grigio appena più chiaro che aveva avvolto la partita.
FORZA VIOLA...sempre...

sabato 3 febbraio 2018

Case ed idee originali

Kiave di lettura n° 273
Dopo il salto nelle letture passate della scorsa settimana la Kiave di lettura settimanale torna a libri letti più recentemente e più nello specifico si dedica al terzo appuntamento del mio personale Katalogo per Chiara Gamberale ed il suo: 
CHIARA GAMBERALE - "Le luci nelle case degli altri" - Mondadori
I precedenti due "incontri" con la scrittrice avevano portato a risultati molto diversi: applausi convinti per "La zona cieca" e qualche dubbio a far capolino per "Quattro etti d'amore grazie".
Ho scelto di leggere "Le luci nelle case degli altri" perchè mi ha ispirato l'idea che sta alla base della storia, che spiata dalla quarta di copertina mi è sembrata curiosa ed originale. Leggendo poi il libro per molti tratti il "giudizio" d'impatto è stato confermato, per alcuni un po' meno. La storia parte da un lutto improvviso di una giovane donna (Maria) che lascia sola una bambina piccola (Mandorla). Nel condominio che la stessa amministrava, l'evento sconvolge le vite del palazzo, e le diverse storie delle varie "case" situate nel palazzo, cominciano ad intrecciarsi sempre di più, in una metodica descrizione, piano per piano. Nel percorso di quello che descrive la Gamberale ci sono vicende quotidiane con emozioni "...se siamo così felici che ce ne importa di farlo sapere a tutti..." problemi (vissuti in modo diverso ed affrontati in maniera ancor più diversa) "...i problemi mica si affrontano, no si scappa se ci sono dei problemi, anzi: si batte in ritirata.." raccontate con gli occhi di un'osservatrice attenta che esamina percorsi "...sono pochi i mezzi che abbiamo a disposizione per credere, quando le cose non cambiano, che non sia del tutto vero che sono cambiate..." e sentimenti che si mescolano "...non tutti gli amori son fatti per essere vissuti...". Il ricordo di Maria e del suo modo di sorridere "..da ridere non ci sarebbe niente se non fosse che è irrefrenabile l'allegria che sente dentro..." da intenso e personale si fa nuovo e sorprendente "...conoscere una persona secondo te significa sapere tutto, proprio tutto di lei?.." e mescola le storie "...se ti capita di non vedere niente di bello è naturale che te lo inventi...". La capacità della Gamberale è quella di raccontare gli intrecci senza perdere di vista il protagonista non scritto (Maria e la figlia) che riesce a far diventare protagonisti tutti gli inquilini del palazzo, un piano alla volta. Nell'amore totale verso la sua piccola Mandorla "...comportarti con lei come con la cosa più cara che non vorresti mai perdere...", che piano sarà condiviso da tutti gli abitanti del palazzo, è come se riuscisse a programmare il suo percorso futuro nonostante l'evento improvviso che la porta via da lei "...leggerai questa lettera quando ne avrai bisogno, così potrà farti bene come oggi sta facendo bene a me scriverla...". In alcuni momenti il libro sembra rallentare un po', quasi come se le descrizioni delle storie esagerassero un po' nel loro incidere e si finisse per "METTERCI TUTTO E FORSE STONARE DI BRUTTO". Il libro però nel suo insieme scorre e scorre bene, forte di quell'idea originale che mantiene fascino anche con il passare delle pagine, delle storie e dei piani del palazzo di Maria e Mandorla.
BIGNAMI: la terza personale puntata di Chiara Gamberale si piazza sostanzialmente come via di mezzo delle due precedenti e merita tre stelle e mezzo su cinque di valutazione.

giovedì 1 febbraio 2018

Auguri Santo

Oggi. Il "GIORNO DEI GIORNI" o quello della nascita dell'unico e reale Santo protettore riconosciuto. Il giorno di avvio di un miracolo dal nome Gabriel Omar. Più passano i "1 febbraio" di ogni anno e più aumentano nostalgia ed orgoglio di aver visto quel numero nove regalarci magie, anni pieni di gol e la consapevolezza di avere sotto gli occhi il più grande di sempre.
Tanti AUGURI Bati ed ancora GRAZIE.
"...il Bati trova la giornata perfetta e sportivamente uccide da solo il diavolo: tre gol, uno più bello di un altro per una vittoria che ci permette di volare a nove punti da soli in testa alla classifica. Primi, con il Trap che giganteggia in panchina per tutta la partita e con il mio personale Santo di Reconquista che vola in testa alla classifica dei cannonieri. Da “bomber in provetta” come mi hanno ribattezzato gli altri appena mi hanno visto oggi ammiro la capacità del nostro splendido centravanti argentino di caricarsi la squadra sulle spalle e di esplodere in tutta la sua potenza nella giornata che può rappresentare una minisvolta. L’esempio tangibile è il terzo gol: punizione a due in area, poco spazio per tirare ed il Bati che sembra dire “tranquilli ci penso io”. E tira fuori dal cilindro una vera e propria saetta imprendibile..." 
Rivedi la tripletta a San Siro

lunedì 29 gennaio 2018

Poker

Campionato - 22^
FIORENTINA - VERONA = 1 - 4
GOAL: Vukovic, Kean, Kean, Gil Dias, Ferrari
LE PAGELLE
Sportiello 5
Non perfetto sui gol, abbastanza colpevole sull'ultimo e finale gol
Laurini 4--
Fuori tempo, fuori posizione ed in costante affanno, imbarazzante
Pezzella 4,5
Salta in ritardo sul primo gol, in generale sembra continui la brutta prestazione di Genova
Astori 4,5
Poco presente e spesso in sbandamento
Biraghi 4,5
Soffre Romulo e lo perde costantemente
Benassi 4
Ormai non c'è molto da aggiungere, anche oggi conferma il suo essere un oggetto clamorosamente misterioso
Badelj 4,5
Perde una palla comica a centrocampo, fotografia della sua partita
Veretout 4,5
Lontano parente del giocatore conosciuto nella prima parte di campionato
Chiesa 5,5
Non sufficiente ma sempre pronto ad accelerare e scattare, colpisce un palo che trema ancora
Simeone 4
Pensando ad un centravanti pensi a tutt'altra cosa
Thereau 4,5
Probabilmente non in grado di rientrare da titolare, rischiato ma vista condizione e risultati non era evidentemente proprio il caso
Gil Dias 5,5
Trova il gol e non è poco, ma per il resto trotterella
Saponara 5
Ci prova a cambiare qualcosa ma la squadra è abbastanza allo sbando, si arrende abbastanza presto
Milenkovic SV
All. Pioli 4
Una squadra surclassata nettamente in casa dalla penultima in classifica non ha bisogno di ulteriori commenti
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: Laurini
LA PARTITA
Premessa.
Se la vostra idea è quella che i Della Valle non siano più all'altezza perchè non investono e non sono più sostanzialmente interessati al giochino e che Corvino abbia sbagliato più del 90% delle sue operazioni, non posso che condividere e sottoscrivere. Se però ritenete che questa sia la risposta a tutto, poker del Verona di oggi compreso, potete finire di leggere il post qui.
Fine premessa. 
La domanda di oggi però è: per giocare in casa contro la penultima in classifica contestata dai propri tifosi ed in clamorosa crisi tecnico/agonistica/societaria, questa Fiorentina è attrezzata per vincere senza troppa fatica o almeno giocarsi la partita senza imbarcare una riballata di quattro gol? Io penso di sì e penso che oggi da criticare sia soprattutto l'aspetto tecnico, altrimenti questa squadra e questo tecnico continueranno ad essere sempre sotto il grande ombrello degli errori  di proprietà e dirigenza (pesantissimi ed innegabili) e resteranno sostanzialmente incolpevoli a prescindere. Ed invece se Romulo si prende gioco di te per novanta minuti, i Della Valle c'entrano poco. Se Matos gigioneggia in lungo e largo la responsabilità è di chi in campo, in teoria contro di lui, arranca per due tempi. Se Kean diventa improvvisamente un goleador ed in tre quarti d'ora segna gli stessi gol fatti in ventidue giornate evidentemente non sei entrato in campo.
La pochezza del gioco è clamorosa, le scelte lasciano perplessi (dal rientro affrettato di Thereau alla cieca insistenza su Benassi) ma soprattutto i giocatori sono spenti come candele dopo una secchiata d'acqua. Ed allora credo che "MALE NON FARA'" dire che bisogna interrogarsi seriamente su questa gestione tecnica (impegno dei giocatori, la loro capacità ed attenzione, gioco impostato dal tecnico, scelte, identità generale) che stenta a darci un'anima e che ci fa trovare spesso giornate del genere (Spal, Crotone, Chievo, Samp due volte, Lazio in coppa) dove in campo entrano solo gli avversari. Non puoi permetterti onestamente una (nuova) partita del genere, indipendentemente dal grado di presenza della società e dai terzini che il direttore sportivo ti ha o meno comprato. Per fortuna quel poker di birre nella foto ha raddrizzato la giornata, ma il poker in campo ha del clamoroso e non può essere sentenziato (questa specifica) come colpa della società. Confermando la premessa che ho fatto, oggi onestamente non può essere quella la lettura.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...non male mi pare...che si va di manita?...imbarazzante...datemi due birre medie..."

sabato 27 gennaio 2018

Memoria...ritrovata...

Kiave di lettura n° 272
In una giornata speciale, che celebra la "memoria" per non dimenticare la "MERDA INTORNO" e non solo alla tragedia dell'Olocausto, ho deciso di usare la mia di memoria e di pubblicare nella Kiave di lettura di oggi un libro letto un bel po' di tempo fa ma che è rimasto dentro.
FRED UHLMAN - "L'amico ritrovato" - Feltrinelli
E' un libro che lega in modo indissolubile l'amicizia ed il dramma dell'Olocausto così come le vicende di Hans e Konradin. Due ragazzi di origine diversa che si incontrano nella Germania nazista. Troveranno tempo e modo di instaurare un'amicizia vera, sincera, inizialmente difficoltosa ma poi intensa e totale anche quando le loro strade saranno impervie. Il libro scorre piacevole e, non sembri un paradosso, leggero nonostante l'ambientazione circostante non lo sia ovviamente per niente "..la politica riguardava gli adulti; noi avevamo già i nostri problemi. E quello che ci pareva più urgente era imparare a fare il miglior uso possibile della vita, oltre, naturalmente, a cercare di scoprire quale scopo avesse, se l'aveva, e a chiederci quale potesse essere la condizione umana in questo cosmo spaventoso e incommensurabile. Questi sì che erano veri dilemmi, quesiti di valore eterno, assai più importanti per noi dell'esistenza di due personaggi ridicoli ed effimeri come Hitler e Mussolini..". La storia è raccontata in brevi capitoli e non cade mai nel banale, nè nel patetico, disegnando l'amicizia nel migliore dei modi "..Ho esitato un po' prima di scrivere che "avrei dato volentieri la vita per un amico", ma anche ora, a trent'anni di distanza, sono convinto che non si trattasse di un'esagerazione e che non solo sarei stato pronto a morire per un amico, ma l'avrei fatto quasi con gioia. Così come davo per scontato che Dulce et decorum pro Germania mori, non avevo dubbi sul fatto che morire pro amico sarebbe stato lo stesso. I giovani tra i sedici e i diciotto anni uniscono in sé un'innocenza soffusa di ingenuità, una radiosa purezza di corpo e di spirito e il bisogno appassionato di una devozione totale e disinteressata. Si tratta di una fase di breve durata che, tuttavia, per la sua stessa intensità e unicità, costituisce una delle esperienze più preziose della vita..". Anzi, accanto a questo "disegno" evidenzia anche un percorso che porterà la definizione di amicizia ad essere condivisa anche nell'aspetto più totale e finale. Commuove e lascia un segno forte dentro, tanto intenso da sentirlo vivo ad anni di distanza, proprio come fa la MEMORIA che tiene in evidenza le cose che davvero contano. Per questo oggi è particolarmente adatto e particolarmente indicato tirarlo fuori dallo scaffale della libreria. PER IMPARARE E NON DIMENTICARE MAI.
BIGNAMI: un libro che non può mancare nella libreria di nessuno, consigliatissimo. Cinque stelle su cinque di valutazione.

venerdì 26 gennaio 2018

Preso!


L'altro giorno leggendo del nuovo infortunio a Pepito Rossi, oltre ad un naturale e davvero spontaneo "ma che sculo..." ed un ancora più vero e forte "FORZA PEPITO NON MOLLARE" mi è tornato in mente un'altra cosa (oltre a LA partita assoluta (clicca qui per riviverla) che in automatico si accende nella mia testa quando viene nominato il suo nome).
Più nel dettaglio mi è venuto in mente l'augurio che qualcuno aveva fatto a Pepito il giorno del suo ritorno in serie A lo scorso dicembre:
Non so se grazie al potere della preghiera o grazie alla sua innata lungimiranza, ma la frase ha fatto centro; colpito in pieno, un po' come gli avversari dai suoi cross. Bravo "professionista" ora continua a deliziare le platee che meriti con le tue percussioni (clicca qui per leggere il mio augurio al  professionista di serie b).

domenica 21 gennaio 2018

Toh...?!?! Quagliarella...

Campionato - 21^
SAMPDORIA - FIORENTINA = 3-1
GOAL: Quagliarella, Quagliarella, Quagliarella, Sanchez
LE PAGELLE
Sportiello 7+
Miracoloso nel doppio intervento su Quagliarella e Kownacki. Tra i pochi a salvarsi fino alla fine dove evita passivo peggiore.
Laurini 5
Soffre Quagliarella ed in generale il ruolo nuovo nel primo tempo. Nel secondo perde Quagliarella sul gol e non spinge mai.
Pezzella 4,5
Gioca d'anticipo, ma ne sbaglia uno grave che sblocca la partita ed entra in confusione non trovando più nè posizione nè sicurezza
Vitor Hugo 5,5
In affanno negli appoggi e quando viene puntato. Meno negativo dei colleghi di reparto
Chiesa 5
Soffre nel dover fare tutta la fascia, ma mette un paio di cross invitanti. Nella ripresa gioca più avanti ma combina poco o niente se non il solito impegno che però oggi non basta
Benassi 5
Non pervenuto nel primo tempo, si accende dieci minuti nella ripresa poi scompare di nuovo
Badelj 5,5
Buon filtro in fase difensiva, meno lucido in impostazione. Cala infinitamente nella ripresa 
Esseryc 4,5
Butta via una buona occasione da titolare non trovando mai la giocata e mai la posizione
Biraghi 5+
Spinge poco ed è poco preciso ma piazza un cross invitante non sfruttato da Babacar. Soffre meno di altri la spinta doriana, anche se nel finale sparisce
Babacar 4,5
Un tiro centrale e un cross invitante svirgolato. Per il resto come non averlo
Simeone 4,5
Sulle orme di Babacar come occasioni mancate e sensazione di non presenza.
Saponara 5,5
Poco o niente fino alla spizzata sul gol di Sanchez
Gil Dias 5
Non entra in partita
Sanchez 5,5
Si fa trovare presente sull'angolo del gol, perde tanti palloni pesanti a centrocampo e svirgola malamente la possibile doppietta
All. Pioli 4,5
Sceglie un modulo diverso e qualche uomo nuovo ma la squadra è poco pimpante, nella ripresa riporta ad un modulo più adatto, ma nei cambi non vede lungo. In generale squadra che sembra appannata fisicamente e con pochissime idee.
IL MIGLIORE: SPORTIELLO
Il peggiore: Pezzella
LA PARTITA
Le assenze contemporanee di Thereau, Veretout ed Astori fanno rimescolare le carte a Mister Pioli che punta su un 3-5-2 con la presenza contemporanea di Simeone e Babacar per la prima volta in stagione. In difesa Laurini gioca centrale praticamente quasi ad uomo su Quagliarella ed a metà campo Chiesa fa l'esterno a tutta fascia ed Esseryc il terzo centrale di centrocampo. L'avvio è lento e tranne un tiro prontivia di Simeone centrale c'è poco da segnalare fino al quindicesimo quando lo stesso Simeone buca su un cross di Chiesa diventato pericoloso per campo ed errore avversario. Più o meno capovolgimento di fronte e super Sportiello prima su Quagliarella e poi miracoloso sulla ribattuta da zero metri di Kownacki. Reagiamo con un tiro centrale di Babacar e poi è la Samp a farci male sul serio. Anticipo errato di Pezzella, Quagliarella sfrutta l'errore e come al solito ci punisce. Bestia nera è dir poco. La reazione consta di un cross molto interessante di Biraghi che Babacar sfrutta male mentre dietro Pezzella sembra in giornata no beccando anche un giallo tanto evitabile.quanto evidente. Primo tempo che si chiude sull' 1-0.
Si riparte con il modulo che viene cambiato con un 4-4-2 più logico e quadrato. Evidentemente il mister conferma "CHE NON ERANO INVENZIONE" le sensazioni che il modulo inizialmente presentato non fosse il più adatto e pratico per i protagonisti in campo. Per dieci minuti sembriamo messi meglio, senza esagerare eh ma con Benassi tiriamo fuori quasi subito e con Esseryc centrale. Poi Benassi ha lo spazio per calciare molto bene ma fuori di poco. Purtroppo tutto qui. La Samp guadagna metri con i minuti che passano e ci mette più o meno nella nostra metà campo senza creare troppe occasioni ma con un possesso palla che non riusciamo a bloccare, tantomeno riusciamo a ripartire. Così sull'ennesimo errore di Benassi ed imbucata di Ramirez, il secondo gol di Quagliarella appare la cosa più normale. Meno normale togliere Babacar e Benassi per Gil Dias e Saponara, sbilanciandoci totalmente e togliendo uno dei pochi che, pur in giornata no, poteva vedere la porta. Nemmeno il tempo di pensarlo, Ramirez di tacco concede il secondo assist.....provate a dire a chi? Bravi, vi trovo preparati, proprio a lui, a Quagliarella che fa tripletta. Decimo gol da ex viola, tutti con rigorosa esultanza, poco da dire. Non c'è una reazione, nè veemente nè leggera e facciamo notare la nostra presenza solo con il gol della bandiera di Sanchez dopo una spizzata di Saponara su angolo mentre dall'altra parte del campo Sportiello evita passivi più pesanti. Finisce 3 a 1.
Era una sorta di sfida per l'Europa e più che il risultato quello che lascia perplessi è il modo in cui questo è arrivato. Non abbiamo subito tanto a livello di occasioni (anche se Sportiello è stato palesemente il migliore in campo) ma per il modo in cui abbiamo giocato. Poco presenti, fisicamente deboli e con un'identità che non c'è. Continuare a cambiare modulo denota poca chiarezza, mettere giocatori fuori ruolo la evidenza questa poca chiarezza. La squadra in certi momenti si siede, lotta il giusto e continua a non pungere mai. Gli avversari non son sembrati fenomeni, cartina tornasole di un campionato scarso che più scarso non si può, ma son sembrati squadra, con idee chiare. La qualità della rosa è quella che è, ma non può diventare un alibi per tecnico e gli stessi giocatori, perchè nella non esaltazione della rosa a disposizione, in questo campionato non siamo da parte destra della classifica dove invece adesso siamo. Ripartire, prima di subito.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...va bene così... :-) ...ma bene eh...non ho visto niente, meglio così..."

sabato 20 gennaio 2018

Parole di cui andare orgogliosi

Kiave di lettura n° 271
Avevo già avuto modo di scrivere sulla vicenda di Dj Fabo (clicca qui). Mi era capitato di sentir crescere dentro una forte, e soprattutto nuova per questo periodo, sensazione di stima ed ammirazione per Marco Cappato ed il suo impegno a favore della causa di Fabo. Il tesoriere dell'associazione Luca Coscioni aveva definito il suo coinvolgimento volontario nella vicenda come "quello che doveva fare una persona che ha a cuore i diritti dei cittadini, come italiano e come politico"  ed il farlo mettendo in gioco la propria libertà e sfidando processi e giudizi mi aveva colpito così tanto da farmi vacillare nel mio poco apprezzamento e poca vicinanza all'area radicale (nonostante ne riconosca la bontà di molti "argomenti"). Nel suo impegnarsi per un diritto altrui o meglio di tutti e nel suo rendersi disponibile alla possibile realizzazione, mettendosi in gioco totalmente e senza preoccuparsi di possibili conseguenze, ho visto "LA CHIAREZZA CHE VOLEVA MOLTA GENTE" come me che nella classe politica e dirigenziale ormai da anni non vede impegno e spessore. 
Come già sapeva anche lui quando ha aiutato Fabo a fare il suo viaggio finale in Svizzera, Cappato è andato a processo, a testa alta e con la convinzione di difendere un diritto. Cercando e volendo far risaltare non i suoi meriti ma il suo impegno nella cosa, proprio come Fabo voleva mettere in risalto la sua vicenda non per protagonismo ma per la voglia di creare un caso sperando di smuovere coscienze e cambiare un paese che puzza di vecchio e che risente della solita presenza ingombrante e padrona del minuscolo stato all'interno di Roma. 
Qualcosa si è smosso a livello politico, poco, troppo poco, come spesso accade, e come sempre bisogna solo sperare che sia un piccolo inizio di qualcosa di migliore e più convincente. 
Ma una cosa di cui andare orgogliosi e fieri già c'è. Ed è l'intervento del pm durante il processo. Più precisamente:
“Noi pubblici ministeri rappresentiamo lo Stato, non siamo gli avvocati dell’accusa come in altri ordinamenti, pur civilissimi. Io mi rifiuto di essere l’avvocato dell’accusa. Io rappresentao lo Stato e lo Stato è anche l’imputato Cappato – ha detto poi il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano – . È nostro dovere cercare prove anche a favore dell’imputatoc e anche alla luce del dibattimento che è stato svolto, è nostro dovere sollecitare la formula assolutoria per Cappato”. E anche se la Costituzione italiana non parla espressamente di diritto alla dignità “la carta fondamentale dei diritti della Ue all’articolo 1 parla proprio di dignità umana e recita ‘la dignità umana è inviolabile e deve essere tutelata” ha proseguito l’aggiunto ricordando che “l’autodetermonazione è un principio cardine” della normativa europea e i giudici, nel valutare se assolvere o condannare il leader radicale per aiuto al suicidio per aver accompagnato Fabiano Antoniani in Svizzera, devono tenere conto di quanto “la Cedu ha previsto espressamente in casi analoghi a questo e che non possiamo assolutamente ignorare“.
In queste parole del pm (clicca qui) c'è lo stesso spessore di Cappato, c'è la profondità di una persona di cui finalmente andare fieri, c'è la voglia di applaudire ed ammirare parole e gesti finalmente da usare come esempio e modello. Non capita spesso, quasi mai. Per questo fa ancora più piacere sottolinearlo. Dopo il GRAZIE a Marco Cappato, lo stesso profondo e vero GRAZIE a Tiziana Siciliano. 

lunedì 15 gennaio 2018

Oltre il titolo

Kiave di lettura n° 270
E' un po' di tempo che questo post è salvato in bozze ed è arrivato il momento di provare a completarlo e poterlo inserire sia tra le mie Kiave di lettura che nel mio personale Katalogo.
ANDREA CARDONI - "Tutti romani tutti romanisti" - Marcos Y Marcos (per acquistarlo clicca qui)
Non è per niente facile commentare, o cercare di farlo, qualcosa fatto da una persona a te così cara ("tantecarecose" mi sembra di sentire in sottofondo....). Ma allo stesso tempo è bello cercare di condividere qualcosa di bello che qualcuno di speciale ha realizzato.
Ho avuto la fortuna di seguire l'evoluzione della sua idea e di vederla poi realizzata e presentata. Ammetto e premetto che il titolo l'ho scritto ma non lo citerò più, per ovvie ragioni cromatiche e non solo, "E' PIU' FORTE DI ME" e sono sicuro che il mio inviato Scrittore capirà.
Una volta superato l'impatto con il titolo si apre un mondo, dai colori speciali, di quelli che solo chi ha una penna piena di un inchiostro importante riesce a dipingere. Il romanzo di Andrea ha un contatto doppio con i miei due libri. Ad "Una passione da 10" si affianca per la passione che è descritta ed emerge in ogni pagina (anche se dai colori diveri; giusti i miei ovviamente...) mentre con "Sogni di Tricolor" ha in comune il racconto (sempre dalle due diverse curve) di quel Roma-Fiorentina dove Bartelt diventò clamorosamente una sorta di fenomeno. Nello stile del libro la prima cosa che emerge è la "semplicità di scrittura" che riesce a far passare perfettamente il senso del libro/intervista al mondo romanista. Anche se la lingua non è la tua, capisci che è quella giusta per raccontare la storia di SesarGomesse che ben presto diventa un vero e proprio pretesto per parlare della propria passione, quella di Andrea e quella degli intervistati/citati/"leggendati". Da chi incredulo risponde sull'argomento "..ma poi come se fa affà un'intervista su Cesar Gomez? e' na cosa immorale. Ma drogatte come tutti l'altri no?.." a chi tira fuori Bruno Conti "..lui ciaveva il 7 e faceva l'autografo tondo, come i capelli che ciaveva in testa, una capoccia tonda tutta nera.."; da chi non si riconosce nel calcio attuale "..adesso poi giocano alla mezza: prima noi alla mezza ce svegliavamo. E pure lì: tocca che te svegli presto, trovi posto che ciai ancora l'occhi pieni de caccole, arrivi dentro allo stadio che sei ancora tutto rincojonito, manco un minuto de preparazione prepartita te fanno fà più.." a chi finisce per fare disamine tecnico/tattiche "..il proyecto. Voleva il chiticaca, tichicaca, come se dice? Una cecagna te faceva venì, du palle..tutti passaggi, tre ore de posesion e poi perdevamo lo stesso.."; da chi fotografa la passione "..il momento del gol è una cosa che non puoi rintracciare in nessun altro momento della vita de altri individui.." a chi scivola sull'ego "..ma poi ste cose le metti sul Messaggero? Ma solo su internet o pure sul giornale stampato? Perchè così lo compro e lo metto da parte, ma mica perchè so vanitoso.."; da chi definisce e spiega il senso vero del #ecometesbaj "..noi siamo quelli di Roma-Liverpool. Tutti si ricordano delle tragedie di Roma-Liverpool o Roma-Lecce o Roma-Torino de Coppa Italia o Roma-Slavia Praga, nessuno però se ricorda de Roma-Gornik: è lì che è successo tutto.." a chi ti fotografa perfettamente il significato di quella palla che rotola su un campo "..il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti che ci sono nella vita. Il successo è molto fugace. Quello che ho imparato è che il calcio è una vita non molto reale..".
I ritorni che ha avuto, le presentazioni che ha fatto, gli applausi che gli sono stati concessi sono tutti completamente e totalmente meritati, ed ancora non bastano. Si legge benissimo, coinvolge, fa capire che le passioni esistono e che quando sono forti le riconosci, a pelle o come in questo caso soltanto leggendo. Fa sorridere ed anche un po' emozionare, anche per chi la Sud l'ha vista solo dal settorino ospiti. Complimenti Andre', davvero davvero davvero.
BIGNAMI: il libro racchiude in sè storie ed aneddoti ma soprattutto dipinge passioni. Prende la storia di Cesar Gomez come spunto e linea guida ma poi corre che è un piacere lungo strade parallele e vicine. Leggibilissimo e godibilissimo per tutti: appassionati di Roma, di calcio ma anche "solo" di chi ha una passione e la vede raccontata in tutti i suoi aspetti. Divertenti, totalizzanti, romantici, ironici. Chi l'ha scritto è riuscito nell'intento di andare oltre il banale insieme di racconti ma ha messo "in fila" una vera e propria storia. Una ricerca di un NON eroe che diventa eroica. Complimenti veri all'autore e consigliatissimo. Magari è inutile ribadirlo, ma non si sa mai, il mio giudizio non può che essere cinque stelle (e con +++) su cinque.

sabato 6 gennaio 2018

..s'è tirato troppo...

Kiave di lettura n° 269
Campionato - 20^
FIORENTINA - INTER = 1 - 1
GOAL: Icardi; Simeone 
LE PAGELLE
Sportiello 6
Sicuro sui cross che arrivano e sui pochi tiri centrali nel primo tempo, sul gol risponde presente sul colpo di testa ma sulla ribattuta Icardi lo trafigge
Laurini 5,5
Due pericolose sviste gli fanno perdere Perisic ed Icardi nel primo tempo, nella ripresa poco da segnalare
Pezzella 6,5
Non deve fare un gran lavoro vista la poca pericolosità avversaria, ma porta avanti la sua prestazione con precisione e grinta
Astori 6
Controlla bene la propria zona
Biraghi 6+
Un paio di cross interessanti ed una punizione pericolosa
Benassi 5
Partita molto oscura, troppo
Badelj 5,5
Lancia spesso il pressing ed il ritmo. Poche volte lo fa con il gioco
Veretout 6,5
Corre per due e si propone anche in avanti
Chiesa 7+
Salta costantemente l'uomo e mette diversi cross non sfruttati, nella ripresa suona la carica e varie volte va vicino al gol. Frenetico, a volte anche troppo, ma vitale.
Simeone 6,5
Come impegno puoi dirgli poco ma nella ripresa quando serviva la zampata scompare, fino al 91' quando trova il pari
Thereau 5
Farà anche un lavoro prezioso, ma tira in Ferrovia le occasioni che ha
Esseryc 6
Sembra la solita occasione buttata, fino al novantesimo quando trova l'assist d'oro per il pari
Babacar 6,5
Entra e dà la scossa giusta
Gil Dias SV
All. Pioli 6,5
La squadra è compatta e gioca un bel primo tempo senza però mai trovare il modo di provare a pungere. Nella ripresa subisce il gol ed un po' si smarrisce ma trova la forza di rifarsi sotto e trovare il pareggio che comunque va stretto.
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: Benassi
LA PARTITA
Dopo un po' di prove, onestamente finite nel dimenticatoio senza rammarico, si torna all'unica formazione che evidentemente conosciamo davvero: 4-3-3 con gli undici soliti. Cominciamo nel migliore dei modi con un'occasione subito creata dal piede di Biraghi e su cui Simeone mette un'anca per sbaglio e finisce fuori di poco. Il gioco spesso parte dai piedi nerazzurri che però in uscita spesso sbagliano la giocata e ci permettono di trovarci almeno quattro o cinque volte con il campo aperto e l'opportunità della superiorità numerica ma nell'ordine Chiesa spara alto di sinistro, Thereau, il "PIU' LONTANO DALLA" porta, che per due volte spara attorno allo Scheggi, Simeone gira alto di testa e nel cercare l'ultimo passaggio un po' a turno becchiamo l'unico difensore interista rimasto. Di risposta l'Inter trova due imbucate su due amnesie di Laurini, qualche tiro di alleggerimento centrale ed un cross insidioso di Perisic. Pochissima roba di una squadra apparsa onestamente alla corda con fiato e gioco. Il rammarico è che tranne un tiro strozzato di Astori in un tempo dominato e giocato bene non abbiamo fatto male all'Inter ne in fondo c'abbiamo provato con qualcosa di davvero pericoloso.
Nella ripresa Chiesa suona la carica e sfiora subito il vantaggio ma è il solito Icardi che conferma la sua predilezione per il colore viola. Anticipa tutti su una punizione, Sportiello ribatte ma lui ribadisce 0-1. Per come è messa la partita il rischio è quello di crollare, invece la squadra soffre un po' la "botta presa" ma poi reagisce. Prima Biraghi su una bella punizione e poi Babacar con una meravigliosa rovesciata impegnano Handanovic che su Baba compie davvero un miracolo. E' un continuo assalto, con Chiesa che crossa e tira da ogni posizione e con entrambi i piedi ma non sembra davvero serata. A differenza del primo tempo, la porta viene centrata e le occasioni non si perdono nell'ultimo passaggio, ma comunque sia manca sempre quel qualcosa in più per arrivare al gol. E quando prima Borja e poi Cancelo e Candreva non sfruttano l'occasione del raddoppio è difficile anche pensare al "gol sbagliato gol subito" visto che noi ce ne siamo già mangiati diversi. Sembra davvero materializzarsi la sconfitta quando l'Inter si fa ancora più bassa e con una difesa improponibile per infortuni e cambi, così metro dopo metro arriviamo per l'ennesima volta in area ed Esseryc per la prima volta dà un segno di vita. Assist a Simeone ed il Cholito si sveglia giusto in tempo per un pareggio che ci va stretto. 1-1
Come una settimana fa finisce uno a uno, ma a differenza della sfida col Milan, qui le emozioni ci sono state. La squadra ha giocato una buona partita, dominando l'avversario e non sfruttando il proprio dominio. Un peccato non tirare in sessanta minuti di dominio assoluto nello specchio, ma le occasioni le abbiamo in qualche modo costruite e nella ripresa siamo arrivati anche a tirare con pericolosità. Un peccato perchè, per la condizione e le assenze, l'Inter non è apparsa di altro pianeta come nel girone d'andata, tutt'altro. "Ai punti" e per il gioco avremmo meritato, ma nel calcio i punti non ci sono se non i due in due partite in casa che abbiamo racimolato. Forse alla fine, come quasi sempre, la chiusa perfetta la fa Bollins col suo commento.....
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...s'è tirato troppo... : - )"

lunedì 1 gennaio 2018

Un buon inizio


Per iniziare al meglio questo 2018 ho pensato di ripetere una sorta di tradizione con quello che negli anni passati avevo già fatto. Penso infatti che non ci sia nessun merito nell'essere nati dalla parte più fortunata del pianeta e credo che per dimostrare che "SIAMO CHI SIAMO" ogni tanto questa fortuna dobbiamo riconoscerla e cercare di metterla in parte in circolo. Anche solo con un piccolo, minimo, gesto.
Se volete cominciare il 2018 con lo stesso gesto, trovate qui tutte le indicazioni:
Buon anno a tutti.