venerdì 6 aprile 2018

Consultiamoci in attesa dei troiai

Kiave di lettura n° 282
Avevo già ampiamente scritto qui (clicca per leggere) che l'avvicinarsi della doppia "X" sulle schede elettorali mi provocava solo indecisione ai massimi livelli e nessun tipo di entusiasmo o particolare interesse, tanto da fare mio il commento di Silvietta "ho votato tappandomi il naso ma non sarei stato contenta nemmeno se avessero vinto quelli che ho votato" (cit). Il giorno delle votazioni poi è successo (purtroppo) altro e come ha detto giustamente l'inviato romano "il 4/3 è diventato il giorno di Davide" (cit). Lo scarso interesse all'evento si è trasformato nel disinteresse delle analisi post-voto e nella quasi repulsione delle previsioni degli esperti per gli scenari futuri. Si parla infatti di governi di ogni genere da esattamente un mese e giusto ieri il buon Mattarella ha chiosato con un "non è successo niente, si ricomincia, ci vorrà tempo".
Sicuramente son tutti percorsi naturali e da "prassi istituzionale" ma a me fanno comunque sorridere. Un mese esatto e siamo sostanzialmente al nulla. Dice, "mica solo noi guarda la Germania". Verissimo, ma allora sorriderò due volte che vi devo dire.
Sta di fatto che i risultati hanno portato ad una sostanziale ingovernabilità, salvo accrocchi o per meglio dire alla fiorentina TROIAI. Sì perchè alla fine le possibilità sono solo cinque:
- M5S + CentroDestra
- M5S + CentroDestraSenzaLega
- M5S + PD
- PD + CentroDestra
- Nuove elezioni
Di fronte a questi scenari possibili, e confermato ormai da anni che di "BERLINGUER E MORO" non se ne vede nemmeno lontanamente vaga traccia, il sorriso si trasforma in scoraggiamento totale. Già l'idea di votare era un peso ma c'era responsabilità di dover comunque scegliere; adesso il peso s'è trasformato in macigno. Il dubbio che avevo prima del voto e che mi son portato fino in cabina elettorale (tanto da aver trovato una soluzione democristiana facendo 50 e 50) adesso infatti proprio non c'è più: tutte le soluzioni sono appunto dei troiai. Delle tre forze in campo suddette senza dubbio il mio non disprezzo (perché l'apprezzamento è altra roba) va solo al M5S, ma il pensiero di vederlo al governo in alleanza con qualcuno degli altri mette i brividi. Non perché li ritenga degli "eletti" e/o la cura ai problemi ma banalmente perché da sempre penso che non si possa uscire dai problemi con chi i problemi li ha creati ed ampliati. La proposta della sottoscrizione del contratto da parte di Di Maio è vista da tutti come mendicare voti in cerca di alleanze di cui si son sempre detti schifati. In realtà altro non è che quello già detto prima delle elezioni "se non arriviamo al 40% chiederemo voti al nostro programma anche da parte degli altri". Per ora è così, se domani faranno alleanze diverse, magari con il condannato in via definitiva da sempre chiamato col suo nome praticamente solo da loro, si scaveranno la "fossa politica" con le loro mani. E fa sorridere leggere che il PD schizzinoso nemmeno accetta l'incontro con il M5S, mentre hanno fatto il patto del Nazareno con un condannato sotto la foto di Berlinguer. Per di più in una situazione di stallo creata dalla legge elettorale a trazione proporzionale dallo stesso PD scritta, imposta e votata. Proporzionale che in automatico vuol dire confronto ed alleanze. Legittima la scelta di non parlare con il M5S ed anche condivisibile ma se viene da un partito del genere fa ridere. Fa invece schifo che lo stesso condannato sia ricevuto dal Presidente della Repubblica per sentire il suo parere sul futuro del Paese. Scartate quindi le alleanze resta il ritorno al voto. Ma con questa legge elettorale, ripeto voluta e votata a forza di voti di fiducia dal PD (ma anche dalla Lega), tornare a votare vorrebbe dire sostanzialmente tornare in questa situazione fra qualche mese e provocare un loop tra il ridicolo ed il desolante.
Ecco, se invece che tornare alle urne si dovesse votare tra gli scenari possibili credo che il mio presupposto che "non si può non votare" verrebbe meno. E quindi? La mia soluzione? Un patto. Sì, un patto tra chi ci sta di pochi punti: stabilità con la finanziaria, riforma elettorale che garantisca che chi vince le elezioni ha diritto a governare e numeri per farlo (azzardo da ignorante, doppio turno?) e data di scadenza pubblicamente dichiarata. Poi al voto e vinca il....meno peggio.
Invece continueranno le lente consultazioni, senza furia eh, condannati compresi ed in prima linea, per arrivare poi ad uno dei troiai suddetti. Poi dice che uno si schifa e l'interesse sparisce.....

martedì 3 aprile 2018

E cinque...

Kiave di lettura n° 281
Campionato - Recupero
UDINESE - FIORENTINA  = 0 - 2
GOAL: Veretout (R), Simeone
LE PAGELLE
Sportiello 6,5
Due interventi importanti e sicuri

Milenkovic 6+
Partita sicura in affanno solo in un paio di spunti di De Paul
Pezzella 6,5
C'è e si fa sentire, da capitano e da "caporeparto"
Vitor Hugo 6,5
Anche per lui partita da leader con buoni interventi
Biraghi 6
Nel primo tempo spinge e trova spazi, ripresa solo di contenimento
Benassi 6 - -
Poco presente, lavoro molto oscuro (ma molto..)
Dabo 6,5
Buona la partita in mezzo al campo con un gran recupero nel primo tempo ed un quasi gol nella ripresa
Veretout 6,5
Freddo dal dischetto, buone geometrie
Saponara 6 - -
Non in gran giornata, qualche buon tocco e poco altro
Chiesa 7-
Argento vivo addosso, due grandi giocate ed un rigore procurato. Giallo evitabile merita un meno
Falcinelli 6 - -
Fa sponda e si sacrifica molto ma non riesce a tirare nemmeno in movimento dal dischetto
Simeone 6,5
Entra e subito sigla il gol del raddoppio
Gil Dias 6 - -
Sbaglia un pallone pericoloso vicino alla porta
Esseryc SV
All. Pioli 7+
Dopo la tragedia ha cementato gruppo e squadra portando (per quanto possibile) tranquillità e responsabilità e la squadra compatta lo segue
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: Falcinelli
LA PARTITA
Nel lungo weekend (allungato) pasquale, avevamo davanti due impegni molto ravvicinati e di diverso livello d'impegno. Nel sabato di Pasqua, una Viola coi cerotti era riuscita a mettere in fila la terza vittoria dopo la tragedia di Davide e la quarta consecutiva. Ai cerotti delle assenze di Biraghi, Benassi, Badelj e Thereau, il mister rispondeva rispolverando Eysseric, Cristoforo e Olivera ed in campo la squadra invece rispolverava i gol di Simeone e Chiesa riuscendo a portare a casa tre punti pesantissimi contro un Crotone apparso in realtà non troppa roba.
La seconda partita era sicuramente quella più complicata. Ritorno ad Udine per giocare quella partita che resterà nella storia (adesso di tutti, mentre prima lo era solo per alcuni...) come quella maledetta, alla vigilia della quale Davide ci ha lasciati. Era nell'aria il timore di un forte condizionamento per il ricordo fresco, per la riapertura di una memoria appenappena superata. In realtà il fatto di dover affrontare una squadra in clamorosa crisi d'identità ha aiutato l'impatto con il match in modo decisivo. Lenti ed impacciati gli avversari con le peggiori strisce possibili (statistiche e sulle maglie) ci hanno permesso di prendere possesso del campo e di far adattare al ritmo gara anche Dabo e Falcinelli nuovi innesti nella squadra titolare. Chiesa più vicino alla porta ha subito fatto vedere la sua capacità di calcio con due tiri importanti e pericolosi. Poi di nuovo 13°. Un lungo e grande applauso esteso a tutto il pubblico (quello friulano in contestazione ed in silenzio fino a quel momento) e di nuovo un saluto dal cuore tutto per Davide. "CHISSA' SE IN CIELO" stanno tenendo o perdendo il conto di tutti questi gesti di affetto. Perica attorno al ventesimo porta un rischio importante alla porta viola, ma Sportiello risponde presente. Si arriva attorno alla mezz'ora quando l'ennesimo allungo di Chiesa ci regala un netto rigore: Veretout glaciale spiazza Bizzarri e siamo in vantaggio. Nel resto del tempo un gran buon recupero di Dabo ed un gol mangiato da Falcinelli emergono in una partita sostanzialmente piatta. 0-1 all'intervallo.
Nella ripresa doppio cambio friulano che sembra dare una scossa, tanto che Sportiello si supera su un tiro pericoloso di Jankto appunto appena entrato. Poi prevale lo spezzettamento del match, diversi cartellini gialli (evitabile quello particolarmente doloroso di Chiesa diffidato), poco gioco e fino al settantesimo resta il tiro di Jankto l'unico tiro in porta con noi che siamo pericolosi solo su un colpo di testa fuori di non molto di Dabo quasi ostacolato da Pezzella. Poi come in un lampo improvviso, appena entrato, il Cholito trova forza e spazio per un diagonale importante: 0-2. La partita sostanzialmente finisce qui.
Dopo Udine sono cinque le vittorie consecutive. Il calendario c'ha dato una mano, avendo proposto due squadre clamorosamente in crisi (Toro ed Udine), due molto vicine alla B ed involute a livello di forma (Benevento e Crotone) ed il Chievo. Ma nel mezzo sappiamo tutti cosa c'è stato e quindi per questo gruppo non può che levarsi un grande e meritatissimo applauso. Il mister ed i giocatori si sono compattati clamorosamente, trovando una struttura ed un'identità di squadra che era rimasta nel cassetto fino a quattro partite fa. Il gioco non è scintillante, tutt'altro. Ma c'è un'anima, la grinta e la voglia di portare a casa una vittoria dietro l'altra. Ed allora complimenti e... grazie ragazzi.
FORZA VIOLA...sempre...

giovedì 29 marzo 2018

Ciao Mondo

Ciao Cuore Viola. Ciao Mondo.
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"... serviva cuore e conoscenza della categoria ed arrivò a Firenze la persona giusta, un allenatore dal cuore e dal sangue viola, veterano della panchina ed esperto in promozioni dalla cadetteria alla massima serie: Emiliano Mondonico. Lombardo di nascita ma con la tessera dello storico viola club Settebello nel portafoglio, il nuovo allenatore impostò il suo percorso con “crediamoci” e trovò da subito la simpatia e soprattutto la spinta della tifoseria che vedeva in lui un compagno più che un allenatore ..."
.....
"... e quando arrivò Firenze esplose. Mondonico da vero tifoso non resse lo stress e corse via negli spogliatoi, i giocatori erano braccati da un tifoseria festante che come ad Arezzo un anno e mezzo prima aveva invaso il campo per festeggiare. Firenze era tornata dove meritava. Caroselli per la città, bandiere con ben in evidenza la lettera A. Tanto agognata e finalmente ritrovata ..." 
.....

mercoledì 28 marzo 2018

Tra pensieri ed il non dimenticare...

Kiave di lettura n° 280
Questa settimana il mio personale Katalogo si arricchisce con:
PEPPE FIORE - "Dimenticare" - Einaudi
Nuovo autore (ovviamente per me) di cui non avevo sentito parlare prima della lettura di questo libro, "conosciuto" grazie ad un regalo di una mano amica.
Storia particolare che si avvolge tra il grigio di stati d'animo introversi e personali "...bastava non pensarli troppo perché gli errori svanissero..." e il profilarsi in lontananza di rapporti in realtà mai chiusi o definiti "...dicendo che di quella cosa ne avrebbero discusso la prossima volta, anche se nessuno dei due sapeva quando sarebbe stata la prossima volta...". Isolato in un paese "distante dal clamore" in realtà il protagonista sembra cercare rifugio nei suoi pensieri e nei suoi ricordi "...fu l'ultima immagine che Daniele si sforzò di trattenere in mente, proiettandola negli anni in un tempo a venire, un tempo che non era sicuro ci sarebbe mai stato..." per non affrontare qualcosa che in realtà sa bene non potrà mai completamente dimenticare visto il suo livello "PIU' PROFONDO PIU' MALEDETTO". A dar colore alle sfumature scure che fanno da contorno alle pagine del libro appare qualcosa di colorato, di azzurro che rende meno buio il percorso del protagonista "...stretta nel maglione, con le sue scintille azzurre accanto agli zigomi alti, era una piccola divinità complementare al mare..." e che andrà ad aprire nuove strade per lui "...per parlarsi bisbigliavano, come se fuori dal letto ci fossero i barbari in agguato..." e per il racconto.
Lo stile del libro è tagliente come i ragionamenti ed i pensieri che in molte parti diventano protagonisti principali "..non puoi mai dire di conoscere una persona se non l'hai mai vista soffrire..." scalzando anche i personaggi. L'alternarsi di ricordi ed i tentativi di oscurarli "...circondato dal silenzio, dal freddo e dall'oscurità...", le vicende nuove e quelle vecchie, sostanzialmente tengono il ritmo del libro abbastanza alto anche se in alcuni punti il grigio prevale rischiando un po' l'appiattimento del racconto. La penna di Fiore è ben dosata anche se la profondità della vicenda ha alcune volte la meglio e ne risente il percorso del libro. Un esordio positivo con però un asterisco abbastanza grande dato dalla non semplicità della storia che alla fine finisce per avere la meglio.
BIGNAMI: interessante esordio con Fiore che non riesce però a trovarmi totalmente allineato con lo stile del libro. Sicuramente la lettura del libro non è da dimenticare ma non va oltre le due stelle e mezzo/tre su cinque nel mio giudizio.

domenica 18 marzo 2018

Ripartenza...giusta...

Campionato - 29^
TORINO - FIORENTINA = 1 - 2
GOAL: Veretout; Belotti; Thereau (R)
LE PAGELLE
Sportiello 6
Da' sicurezza sulle uscite, sul gol poco responsabile anche se non troppo reattivo
Milenkovic 6-
Qualche sbavatura di troppo ma sostanza continua
Pezzella 6,5
Pronto su Belotti, leader difensivo
Vitor Hugo 6
Perde qualche pallone pericoloso ma tiene bene il passo difensivo
Biraghi 6,5
Con i suoi tiri/cross guadagna due rigori e spinge molto sulla fascia
Benassi 6+
Impreciso ma molto grintoso
Badelj 7
Leader ancor più indiscusso di questa squadra
Veretout 6,5
Sbaglia male un calcio di rigore ma recupera un gran pallone che trasforma nel vantaggio
Saponara 6-
Non troppo appariscente, riesce comunque a garantire una buona circolazione di palla
Chiesa 6
Corsa e voglia ma poca precisione
Simeone 5
Spiace ma proprio non ci siamo
Falcinelli 5
Vedi Simeone
Thereau 6 - -
Impatto imbarazzante ma rigore trasformato che pesa tremendamente 
All. Pioli 6,5
Ha tenuto la squadra unita e soprattutto sul pezzo. Restano i problemi offensivi ma partita davvero importante.
IL MIGLIORE: BADELJ
Il peggiore: Simeone
LA PARTITA
Premessa
Per molti versi la stagione Viola per me (e non solo) è finita in quella maledetta camera di Udine, ed ovviamente questo è il minore, ma PROPRIO infinitamente minore, dei mali. Detto questo il campionato continua ed allora è giusto provare a continuare a commentarlo. Ricordando quel che è successo ma cercando di essere, nel limite del possibile, oggettivi con quel che succede in campo.
Si riparte. Dopo una partita che in realtà era un omaggio a Davide la Viola torna a giocare il suo campionato. Non potrà mai essere la stessa cosa, non si potrà mai dimenticare niente, ma si va avanti.
Lo schema è quello di domenica scorsa con un Saponara che prova ad innescare lo spento Simeone. Non ci riuscirà. Il resto della squadra fa quadrato o meglio si chiude bene e lascia le chiavi ad un Badelj che sente la responsabilità e si carica la squadra sulle spalle. Siamo sostanzialmente padroni del campo ma come al solito senza essere pericolosi. E' il VAR a darci le uniche due scosse del primo tempo. Prima togliendo un rigore regalatoci da un errore dell'arbitro e poi concedendocene uno regalato dal Toro. Dal dischetto va Veretout che tira però piano e poco angolato, respinto da Sirigu. Poc'altro nel primo tempo (una punizione alta di Biraghi, un paio di tiri da lontano sballati) con un possesso palla sterile ma costante da parte nostra ed una dimostrazione di pochezza da parte del Toro (un solo colpo di testa poco incisivo) abbastanza imbarazzante.
Nella ripresa non sembra cambiare molto fino al quarto d'ora quando Acquah ci regala di nuovo un assist d'oro, Veretout questa volta con un gran pressing alto si trova davanti a Sirigu: rigore in movimento e questa volta palla nel sette e vantaggio viola: 0-1 ed esultanza collettiva sotto lo striscione "13". In vantaggio ci abbassiamo un po' troppo anche se il Toro sembra non impensierirci nonostante la nostra scarsa capacità di ripartire. Quando la partita sembra avviata verso la fine, Thereau (entrato in partita in modo quasi imbarazzante) perde una palla che porta ad una punizione dal limite e poi si perde Belotti nella successiva azione: 1-1. Sembra un'occasione d'oro buttata quando è di nuovo la coppia VAR-Torino a regalarci un'occasione: su un cross di Biraghi fallo di mani non notato dall'arbitra ma segnalato dal VAR. Rigore e Thereau si riscatta: 1-2 e così la partita finisce.
Era davvero difficile ripartire senza la spinta emotiva di domenica scorsa, senza il nostro "13". La squadra ha fatto una partita piena di orgoglio, piena di "nervi" intesi in senso positivo, piena di voglia. Certo l'avversario era davvero poca roba (spiace davvero vedere il Toro dei cugini ridotti così...) ed i nostri attaccanti o meglio la nostra capacità di attaccare fa davvero preoccupare. Ma quello che contava era cominciare di nuovo a rientrare nell'ordinario del campionato con il piede giusto. Ci siamo riusciti, con fatica, senza scintillare, ma con una bella dimostrazione di squadra e di forza.
FORZA VIOLA...sempre...

Evoluzioni e promesse

Kiave di lettura n° 279
Nel cercare di tenere il passo, in modo molto difficoltoso e lento, delle produzioni di Paper First (casa editrice del Fatto Quotidiano) oggi la mia Kiave di lettura si dedica ad uno degli ultimi libri pubblicati.
DAVIDE VECCHI - "Lady Etruria" - Paper First
Il mio personale Katalogo si arricchisce di un nuovo volume, ma soprattutto il mio personale ripiano a marchio FQ (vedi foto precedente post) si allarga.
La penna di Vecchi è meno sarcastica ed ironica rispetto a quella di Scanzi (di cui ho provato a scrivere qui)  ma più puntuale e precisa nelle descrizioni. Nonostante lo stile più da cronista/giornalista d'inchiesta, il libro riesce a prendere il ritmo ed il percorso di una vera e propria storia con un inizio, un percorso ed un finale (semi-aperto).
Come in un vero e proprio racconto e con gli occhi e la penna di un cronista i protagonisti fanno il loro ingresso sulla scena del libro con la giusta dose di descrizione oggettiva e di abbinamento ai fatti che piano piano girano intorno. "DI TUTTE QUELLE STRADE" che il percorso di crescita politica le ha messo davanti, quali sono state quelle decisive per l'ascesa vertiginosa di Maria Elena Boschi? Si parte dalle premesse e dalle prime esperienze come figura politica fino al ruolo di ministro delle Riforme Costituzionali, attraverso i ruoli più o meno oscuri nella e della fondazione Open (alla base dell'esponenziale crescita politica di Matteo Renzi) e di quelli più o meno defilati nello scandalo Banca Etruria. Nel mezzo ci sono gli elementi per valutare l'attendibilità della sua parola e delle sue "promesse": vedi le querele annunciate (e poi mai apparse) a De Bortoli oppure le parole d'onore spese sul suo non conflitto d'interesse per la vicenda della banca a lei vicina e il suo non interessamento presso le alte sfere oppure la parola data (non solo da lei) sul ritirarsi dalla vita politica in caso di sconfitta al referendum. Accanto a queste anche le opinioni di altri analisti della vicenda (Saviano) "...il conflitto d'interessi del ministro Boschi è un problema politico enorme del quale un esponente di primissimo piano del governo del cambiamento non può sfuggire...abbiamo assistito a crociate sui media per molto meno contro esponenti di terza fila del sottobosco politico di centrodestra..." e la rilettura di precedenti analisi della stessa Boschi per la vicenda Cancellieri "..non spetta a me dire che si deve dimettere, io posso dire che al suo posto l'avrei fatto...ancora una volta si è data l'immagine di un Paese in cui la legge non è uguale per tutti e che ci sono delle corsie preferenziali per gli amici degli amici...".
La forza di Vecchi è quella di non scivolare nel giudizio ma di lasciar parlare fatti e vicende, dall'ingresso con capitali nella fondazione e nella "direzione" del partito alle contraddizioni nel ruolo di soggetto con conflitto d'interessi nel richiedere interventi per la Banca Etruria a lei (ed alla sua famiglia) così cara. Emergono fattori sconfortanti per il livello delle istituzioni del Paese e spunti di riflessioni notevoli sul grado e la competenza della classe dirigente italica. E' un libro che disegna una storia che può essere portata ad esempio per questi aspetti ed è una vicenda raccontata senza sconti ma per il totale che deriva dalle vicende descritte "...i ragazzi di Firenze si sono seduti tutti insieme con un sacco di entusiasmo, hanno buttato montagne di fiches sul tavolo...i vecchi marpioni li hanno accolti offrendo entusiasmo e genuflessioni...i ragazzi hanno pensato che fossero impauriti...ed invece erano solo contenti di aver individuato i nuovi sprovveduti della politica che con la loro rozza furia innovatrice avrebbero semplicemente allungato la vita professionale dei rottamandi...". Esordio con Vecchi, che conoscevo solo per gli articoli del FQ, che quindi ha soddisfatto la curiosità rientrando nella versione positiva del termine novità, in una frase "è valso il prezzo del biglietto" o meglio del libro.
BIGNAMI: valutazione ormai costante per i libri di questo tipo che raccontano o meglio fotografano perfettamente i fatti e portano conoscenze ed informazioni; giudizio appunto costante: 5 stelle su cinque la mia personale valutazione.

domenica 11 marzo 2018

Un minuto

Campionato - 28^
FIORENTINA - BENEVENTO = 1 - 0
GOAL: Vitor Hugo
Niente pagelle, niente partita, niente takko ai' giro.
Un minuto, solo un minuto.
Un minuto per prendere un pennarello nero e personalizzare una sciarpa.
Un minuto per chiedere ad uno steward dagli occhi simpatici una deroga per accedere all'area riservata della tribuna e unire quella sciarpa a mille altre.
Un minuto per capire che gli occhiali da sole così fuori luogo con il tempo di giornata sarebbero stati invece decisivi.
Un minuto per leggere le istruzioni della coreografia.
Un minuto per vedere scendere in campo tutti quei "13" e sentire stringere la gola di nuovo.
Un minuto per sentire Jova in quella canzone che da oggi non potrai più ascoltare senza ricordarti le lacrime di oggi.
Un minuto per quelle formazioni senza fischi e senza "olè", lette di corsa quasi "a togliersi il dente".
Un minuto per realizzare il boato all'annuncio del numero 13.
Un minuto per capire che erano entrate in campo le squadre tanto il silenzio avvolgeva tutto. Irreale, mai sentito prima, ovattato ed ovattante per tutto quello che circondava il Franchi.
Un minuto per sentire le lacrime ancora più presenti.
Un minuto di silenzio, vero. Totale, immenso.
Un minuto che non finiva mai, dove sembrava di sentire il rumore dei treni della ferrovia vicino e lontana, tanto Firenze sembrava immobile e rispettosa.
Un minuto che non arrivava mai per far "esplodere" quella coreografia.
Un minuto che non finiva mai, di nuovo. Con le bandierine a cartoncino rigorosamente e di nuovo gli occhiali a far da inutile scudo e "L'ARIA CHE FA IL GIRO" tornava a beccarti di nuovo in faccia.
Un minuto per un angolo di chi ha scritto una poesia col cuore e trovava un cross perfetto per chi a numeri invertiti doveva sostituire chi non si può sostituire.
Un minuto per capire che la Fiorentina aveva segnato il gol del vantaggio, tanto era il silenzio che rimbombava.
Un minuto che di nuovo non arrivava mai, quel novantesimo e quei minuti di recupero.
Un minuto di giocatori sfiniti, sfibrati per la tensione del significato della giornata, crollati a terra al fischio finale.
Un minuto per l'ultimo coro.
Un minuto per l'ultimo saluto.
Un minuto per (ri)passare davanti a quella sciarpa, sfiorarla e dire ancora "CIAO DAVIDE".





giovedì 8 marzo 2018

...in silenzio...

Kiave di lettura n° 278
Un clamoroso senso di vuoto. Come quello che ti rimbomba dentro davanti ad un'ingiustizia troppo grande a cui ti accorgi di non aver niente da "contrastare".
E' da domenica che non riesco a mettere in fila due parole su questo argomento, non che sia fondamentale parlarne o che sia di qualche utilità, ma resta questo fatto della totale assenza di logica o senso. Esattamente come nel momento in cui sono stato travolto da questa tragedia che ha colpito Davide. So benissimo, come tutti gli altri nella mia posizione, che da semplice tifoso non ho forse il diritto di definirmi sotto shock. E so anche che può sembrare eccessivo per chi non capisce che quel gruppo in maglia viola, a forza di seguirlo ogni settimana, in fondo sembra far parte della schiera del tuo mondo. Capisco di esser quasi di troppo rispetto al tremendo dolore rovesciato addosso alla famiglia, agli amici, ai compagni ed ai conoscenti e che in fondo solo loro (in ordine di importanza) hanno il diritto di dirsi ed essere sotto shock. E capisco anche, come tutti del resto, che purtroppo queste cose arrivano e colpiscono. Ingiuste, dolorose, codarde "...a 31 anni non lo merita nessuno, le ingiustizie sono tali indipendentemente dal calcio, ma per una persona semplicemente, un ragazzo..." (cit.). Resta il fatto di aver "PERSO LE PAROLE". Di esser stato colpito in modo improvviso e netto. Di aver visto calare un sipario in un modo talmente fragoroso da rimanere inebetiti e sordi a tutto il resto. Riflesso incondizionato quello di non trovare parole, reazione naturale per me. Ugualmente in modo "naturale" sono stato spinto oggi verso Piazza Santa Croce.
Dopo aver (non) trattenuto le lacrime davanti a video omaggio, a pensieri commossi, alla poesia di Saponara, ai minuti di silenzio, alle maglie con dedica.
Dopo aver avuto i brividi allo splendido ricordo/pensiero dell'amica comune, alla conferma di un giudizio su cui mettere la mano sul fuoco "..un macigno, l'ennesima conferma che a partire sono sempre i migliori.." (cit), alle manifestazioni spontanee di amore verso il "nostro 13", a quel muro "del pianto da innamorati" creato al Franchi.
Dopo aver sentito mancare l'aria immaginando Francesca e Vittoria.
Dopo tutto questo ho sentito il bisogno di venirti a salutare nella "piazza più bella del mondo" (cit.) caro Davide . A prendermi l'ondata di amore verso il tuo amato 13, a cercare di partecipare ad un collettivo abbraccio  per la tua famiglia, di quelli da perdersi dentro "quell’abbraccio l’ho sentito anch’io sulla mia pelle, quasi da togliere il fiato" (cit.). E se davvero "siamo i legami che riusciamo a creare" (cit.), stamani caro Davide hai avuto la fotografia di quello che eri e che sei. Volevo salutarti e per questo stamani ero lì. In silenzio, ma presente, come pare che fosse nel tuo DNA. Non sono però riuscito a seguire totalmente le tue caratteristiche e quindi esserci con quel sorriso che tutto il suo mondo ti riconosceva come non eccessivo ma puro e totalizzante.
Scusa Davide, ma proprio quel sorriso non mi è uscito, sono sincero. Non ce l'ho propria fatta e ti dirò di più, proprio non sono riuscito a trattenere le lacrime mentre mi univo all'interminabile applauso che la tua, mia...nostra...Firenze ti ha strameritamente dedicato stamani al tuo arrivo ed al tuo saluto. In silenzio, con le mani impegnate nel tributarti l'ultimo saluto, gli occhiali ben sistemati hanno fatto solo parziale diga. Perdonami.
Ciao Davide, buon viaggio.

venerdì 2 marzo 2018

- 48

Kiave di lettura n° 277
Ci siamo. Meno due giorni. E siamo alle solite. Son passati cinque anni, io sono invecchiato, il numero della Kiave di lettura è a tre cifre invece che a due ma io mi ritrovo a scrivere nella solita imbarazzante attesa di prendere "scheda e matita" ed andare in cabina elettorale.
Rileggendo (clicca qui) quello che scrivevo all'epoca potrei tranquillamente fare un "trova e sostituisci" su alcuni nomi di partiti nel frattempo spariti ed avrei pronto il post. Una cosa nuova c'è. "NON CI AVEVO MAI PENSATO E INVECE" a questo giro qualche dubbietto sullo scansare la cosa e non andare a votare m'è venuto; son sincero, anche se è durato poco c'è stato. Poi ha prevalso, come è giusto che sia, il principio di base che ho e che dice "non si può mancare" e quindi adesso....non so che fare e dove collocare quelle due "X", visto che andare a votare e votare "bianca" o "nulla" (in una società come la nostra e con una classe politica/dirigenziale del genere) è la stessa cosa che non andare.
"....questa ondata fascista mi fa paura e son sempre più schifato di quest'Italia...ma non so chi cazzo votare, ma davvero non lo so...." (cit.) con questa premessa condivisa al cento per cento mi sono fatto un mini-esame delle possibilità in campo e sono partito ad escludere.
Rimanendo sull'ondata fascista, non sto nemmeno a dire che i due partiti neri che secondo me (e la Costituzione) andrebbero sciolti sono proprio fuori dalle possibilità democratiche quindi figuriamoci votarli.. Spostandoci un po' (ma non so nemmeno quanto...) resta valida invece la premessa fatta per le precedenti elezioni (e più o meno fatta da quando son nato...) riguardo il lato destro della scheda. Finanziatori della mafia, nipoti dei fascisti e razzisti in salsa lombarda per me non sono nemmeno nominabili e di fitto c'è solo il pubblico in Fiesole contro i gobbi.
Andiamo oltre. Da cinque anni a questa parte, la mia considerazione pre-elettorale del e sul PD, è andata rafforzandosi con nuovi e per niente interessanti elementi (sostegno a Napolitano, invenzione del Napolitano-bis, franchi tiratori contro Prodi, non accettazione di Rodotà, governo con Silvio, Alfano ministro, riministro e ririministro, impresentabili in vertiginoso aumento, Renzi e codazzo, nomine ed inchieste, Nazareno, riforma costituzionale....che seguito?!?!). Quindi anche per loro "la corsa al voto finisce qui". Non solo, il PD si porta dietro anche i tre amici di sventura che si sono alleati giusto per avere qualche chances, visto che negli ultimi anni si sono alleati praticamente con tutti pur di apparire e raccattare qualcosa (vedi alla voce Lorenzin&c. e Bonino&c.). Ad aggravare la loro già più che barcollante situazione c'è il fatto che se non dovessero arrivare al quorum del 3% ma a quello dell'1% regalerebbero voti a Renzi e soci.
Non avendo elementi (e ammetto la colpa non volendo nemmeno cercare di averli) per giudicare il resto dei miliardi di partiti che appariranno nella scheda e che durante i periodi extraelettorali non si sa dove siano restano solo due possibilità.
LEU e M5S. Mi accorgo mentre sto scrivendo che lo faccio con le sigle......sarà perché non ne sono convinto e tendo a nasconderli e non esprimermi "apertamente"??!?! Ci sta. Perché di entrambi vedo mille contro e la mia indecisione cresce cambiando idea sulla scelta in modo continuativo: ogni volta che una parte parla o ne leggo delle notizie o dei candidati, mi viene voglia di votare.....l'altra.  Ex pd usciti solo per ripicche personali, inadeguatezza al ruolo, incapacità di selezionare la classe dirigente, disponibilità non scritta ad un Governicchio del Presidente per le riforme, Di Maio, D'Alema, troppo poca chiarezza su principi/diritti di base, non credibilità data dal CV precedente. Ora dell'uno ora dell'altro vedo questi come i contro principali. Ma sono anche gli unici del pacchetto di cui vedo alcuni pro. Gli unici. Alcuni pro. Questo il livello. E per questo che restano in ballo. Dalla novità che comunque rappresentano all'attaccamento e certezza sui temi etici (diritti civili, ius soli, biotestamento) dalla gestione nuova di alcuni aspetti importanti (soldi pubblici, chiarezza sulle scelte) alla speranza di resuscitare qualcosa di unitario a sinistra, dalla certezza dello schieramento unico senza alleanze all'importanza di avere in Parlamento qualcuno che faccia pesare quello che in fondo è nel mio bagaglio personale. Stiracchiati? Forse. Non certi? Ci sta. Ma sono le uniche due alternative su quelle schede di cui vedo dei pro. Pensate un po' come siamo ridotti.
BIGNAMI: questa la mia "analisi" e la mia scelta/indecisione. E voi? Avete deciso dove mettere quelle due "X" domenica?
INTEGRAZIONE: risultati sondaggio pre-elettorale rispetto intenzioni di voto:
Movimento Cinque Stelle: 40% 
Liberi e Uguali: 20%
Pd: 20%
Più Europa: 20%
Voti totali registrati: 5

mercoledì 28 febbraio 2018

In deroga


Ogni volta che "se ne esce fuori" con un tweet/post/dichiarazione che vuol essere spiritoso/a o "istruttivo/a" mi viene da scuotere la testa. Parlo di Roberto Giachetti che girella per Mugello e zone limitrofe, visto il suo tour per la campagna elettorale. Parlo nello specifico della sua capacità di farsi "splendido" per passione e purezza politica e poi....
- è oggettivamente candidato in deroga perché ha superato il numero massimo di legislature possibili secondo lo statuto del suo partito
- è attualmente sia parlamentare che consigliere comunale e quindi in deroga perché ha cariche non cumulabili secondo lo statuto del suo partito
- è praticamente in deroga con se stesso, visto lo sciopero della fame contro la precedente legge elettorale e il voto favorevole invece a quella attuale; legge che, nei punti specifici che lo avevano portato allo sciopero, è peggiore rispetto alla precedente
- è certamente in deroga con la "parola data" attraverso l'annuncio ufficiale fatto il giorno prima della "pubblicazione" dei candidati e del loro abbinamento nei collegi. " ...caro Matteo...ti chiedo di lasciarmi libero di giocarmela....io e la mia città, io ed il territorio dove vivo da 50 anni, io ed il mio amore per la mia città (Roma) e per la politica.....a guardare i risultati delle precedenti elezioni non ho molte chances...il collegio 10 è di quelli persi. ...ma io ci credo....Se vogliamo cambiare le cose dobbiamo metterci in gioco...". Evidentemente il collegio 10 di Roma è molto grande ed arriva fino in Mugello - Toscana dove risulta candidato..... e  "dove peraltro sono stato spessissimo in questi anni a fare iniziative" dichiara lo stesso Giachetti, che si sa da sempre è attento al legame con il territorio da parte dei candidati.
Io al contrario suo invece nei suoi confronti non derogo ed ogni volta che sento il suo cognome...mi parte un video.....


e mi ritrovo ad anticipare la "battuta" di Benigni, condividendola totalmente: 
GIACHETTI....BOCCIATO...

lunedì 26 febbraio 2018

Coreografica

Campionato - 26^
FIORENTINA - CHIEVO = 1 - 0
GOAL: Biraghi
LE PAGELLE
Sportiello 6+
Nel secondo tempo si fa trovare pronto sui rari pericoli
Pezzella 6
Compitino senza sbavature
Vitor Hugo 5,5
Rischia l'affanno più volte anche se ci mette una pezza
Astori 7
Tra i migliori, sia in chiusura che in fase di riproposizione
Chiesa 6,5
Si sacrifica e ci prova, un po' appannato in alcuni momenti
Benassi 5,5
Gara tendente al grigino
Cristoforo 6-
Ripescato a sorpresa, compitino senza strafare
Veretout 6
Corre e lotta anche se la precisione è altra roba
Biraghi 7
Propositivo sin da subito, gran bel gol
Simeone 5,5
Non è proprio periodo, ci prova e c'è nelle occasioni ma non concretizza
Falcinelli 5+
Fa da spalla a Simeone ma è impreciso sottoporta e raramente pericoloso
Dabo 5,5
Non pare entrare in partita nel migliore dei modi
Thereau SV
Dias SV
All. Pioli 6
La squadra vince e nel secondo tempo crea qualcosina, ma veramente poca poca roba
IL MIGLIORE: BIRAGHI
Il peggiore: Falcinelli
LA PARTITA
Convinto a non saltare il match dal classico "l'è coreografica" che Rone rispolvera dalle citazioni del Capitano rispetto alla paventata neve prevista su Firenze, la sfida col Chievo è stata totalmente in linea col grigio che circondava il Franchi. Freddo e folate vento intorno con nevischio di riporto hanno accompagnato la conquista di tre punti che di buono hanno solo.....i tre punti appunto. Il "FREDDO CANE IN QUESTA" partita era ampiamente messo in conto dalle varie previsioni, un po' meno previsto il grigiore della partita (ma purtroppo ipotizzabile ormai...) che in realtà si accende subito con un Biraghi versione bomber che prima sfiora il gol e poi lo trova con un gran bel tiro. Ma il ritmo non si mantiene con la stessa vivacità, se si esclude quello degli spalti (vuoti) che mantengono il passo tra barricata, nuove spine  e vecchi Borghetti. 
In campo l'esperimento delle due punte insieme "...si vede che nevica eh..." porta pochissimi frutti avendo entrambi i nostri attaccanti la pericolosità di una freccia spuntata, anzi due. Ed essendo l'unico in grado di "innescarli" costretto a partire dall'altezza dei terzini o giù di lì, si naviga sostanzialmente a vista. In mezzo al campo, la sorpresa Cristoforo a centrocampo fa il suo (e già che 'unfaccia danni unnè poco) mentre dietro Hugo (l'altra novità) riesce a non essere sicuro nemmeno contro il nulla dell'attacco del Ceo.
Un po' meglio nella ripresa quando un po' più di spazi nella difesa veronese degli ex portano a qualche accenno di pericolo in più, ma davvero poca roba e si escludono un paio di occasioni targate Simeone e Falcinelli imprecisi, a farci prendere qualche spavento sono le folate di vento e un paio di iniziative di Pellisier e soci che per fortuna non arrivano ad essere troppo pericolose e trovano comunque uno Sportiello presente. Il tempo scorre, gli sbadigli più o meno aumentano, la partita rimane dove era al sesto minuto: 1-0 all'inizio ed alla fine.
Poco da dire: c'era da vincere. S'è vinto. Detto questo poco altro se non il commento finale di Rone: "..barricata, spalti 'voti, neve, due punte, gol di Biraghi...a posto..." perfetto per fotografare il tutto.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...Simeone lo vuoi capire che l'è il nuovo Bati?!?!? sennò icchè l'è? Magari ha bisogno del caldo tu dici?..."

sabato 24 febbraio 2018

Vamos

Kiave di lettura n° 276
In vista dell'imminente appuntamento del prossimo, molto prossimo ormai, quattro marzo mi sembra molto identicato usare come Kiave di lettura di questa settimana un libro che può aiutare a chiarire i dubbi a qualche indeciso del voto o meglio farli venire a qualche già deciso.
ANDREA SCANZI - "Renzusconi" - PaperFirst
E' da qualche settimana che, una volta terminato, è appoggiato sul comodino in attesa di essere rimesso nello ripiano della libreria di casa dedicato ai libri pubblicati e venduti insieme al Fatto Quotidiano. Era lì forse per una breve rilettura di qualche pagina particolarmente divertente o forse per trovare lo spunto giusto per scrivere questo post, perché ammetto che non è facile riuscire ad essere obiettivo. Perché è scritto da Scanzi, pubblicato dal Fatto e con la prefazione di Travaglio.......e l'obiettività in automatico è messa a dura prova.
Il titolo del libro identifica subito argomento e modo di affrontarlo e per chi conosce bene la penna non poteva aspettarsi libro diverso. Nelle ventiquattro puntate che mette in fila Scanzi si parte dal percorso di Renzi e dalle somiglianze con il "maestro" Silvio "...entrambi goffi di successo, caricaturali e non di rado improponibili, entrambi venditori di pentole..." dalla sua ascesa "...un leader che vive il momento, non sa niente del passato e non si pone il problema dell'avvenire..." fino alla discesa "...se si cerca la ragione della diffusa insofferenza verso Matteo Renzi, la risposta è Matteo Renzi...". Di Renzi vengono analizzati i difetti "...così bravo a mentire che finisce per primo a credere lui stesso alle sue stesse bugie..." ed i pareri che vengono alla bocca a chi cerca di guardarne opere ed attività "...Renzi non ha lavorato a costruire una comunità, ma a drammatizzare il rapporto tra un capo e la folla...". Ma non è il solo protagonista del libro e con lui sono analizzati anche i suoi "adepti" (Sensi, Anzaldi, Nicodemo, Richetti, Lavia, Morani, Nardella, Orfini.....tranquilli però, anche se può sembrare da questo elenco non è un libro horror....) e la rumorosa e clamorosa assenza della critica degli intellettuali "di sinistra" "...perdona l'ardire caro Nanni, ma questo tuo (vostro) silenzio mette un po' di tristezza...senza offesa ma così come Benigni era meglio da Cioni Mario, tu eri meglio quando perdevi...". Il tutto è esaminato e descritto con la penna ironica, sarcastica nell'uso dell'iperbole e dei paragoni mischiati agli eccessi "...mitico Pieroni, capoclasse autoproclamato..." che confluisce nella compiaciuta spavalderia/presuntuosità e nel compiacimento della stessa e del proprio ego che sembra sempre "STARCI UN PO' STRETTO". Essendo marchio di fabbrica di Scanzi non poteva non notarsi, dato che sul punto è lui stesso il primo a giocarci. In molti punti vengono descritti e ripresi concetti che, da lettore costante del Fatto, non mi sono nuovi ed articoli o riferimenti sono ancora più evidenti o riconosciuti. Non manca ovviamente il riferimento naturale alla prossima scadenza elettorale che fa ulteriormente centro, descrivendo in pratica la mia condizione attuale "...appartengo, nel mio piccolo, a quei milioni di italiani che politicamente si sentono come un flipper in cui la pallina ora carambola sui 5 stelle, ora su una forza di sinistra (vera e coesa) ora sull'astensione..." che va (quasi) totalmente di pari passo con quanto trovo scritto nel suo capitolo finale "...da qui alle elezioni farò come milioni di elettori, saprò benissimo chi non votare. E aspetterò che qualcuno mi convinca davvero a votarli...". Con questo gol finale il libro si chiude e non è assolutamente un caso che l'ultimo concetto citato è "scatafascio", in linea con lo stile di tutte le tappe precedenti e con il protagonista delle stesse.
BIGNAMI: non so se per la scarsa obiettività o per l'attualità del libro, ma non posso che dare a Renzusconi le cinque stelle su cinque come personale valutazione e con un Vamos come aggiuntiva e degna citazione finale.

mercoledì 21 febbraio 2018

Nel merito


Fossi un attivista/dirigente del PD sarei seriamente preoccupato del fatto che l'unica posizione netta ed intransigente del segretario e candidato premier Renzi sulla vicenda scandalo del momento (inchiesta su Regione Campania/tangenti/infiltrazioni e successive reazioni di De Luca) sia stata quella di sfidare Di Maio sull'immunità parlamentare in merito ai suoi commenti.
Ok Matteuccio, Di Maio è offensivo e deve essere "processato, condannato....ed anche pagare". Bene. Detto questo, visto che ti piace parlare "nel merito", vogliamo dire qualcosina anche su come è governato la Regione? Sulle realtà che le inchieste hanno fatto emergere? Sul signor Vincenzo De Luca e la sua dinastia familiare? Sul "sistema deluchiano" che regna sovrano? Sul fatto di come casualmente attraverso i geni familiari si siano trasmesse anche le abitudini di essere soggetti di attenzione/indagini/inchieste/processi della magistratura?
Che dici? O questo merito 'untigarba?
P.S. sempre se fossi l'attivista/dirigente del suddetto PD sarei ulteriormente ed ancor più preoccupato del fatto che il personaggio così preso a cuore dal segretario/candidato premier è lo stesso indagato per alcune vicende/prescritto per altre vicende/condannato per altre ancora e quello del:
- grandissimo sfessato, un pipiì, scorretto, imbecille, aspetto di incontrarlo al buio verso Travaglio
- sventurella, signora delle sventure verso Milena Gabanelli
- camorrologo di corte e salotti...costretto ad inventarsi la camorra anche dove non c'è altrimenti rimane disoccupato verso Roberto Saviano
- iniziativa volgare, diffamatoria, infame, eversiva della pia donna di potere...a cui rimprovero la sua esistenza e di cui deve chiedere scusa...una cosa infame, da ucciderla.. verso Rosy Bindi
- grido di dolore alzato da un tanghero e che è passato di porcilaia in porcilaia verso Gotor
- consumatore abusivo di ossigeno, un danno ecologico permanente, un somaro verso Peter Gomez
- atti di camorrismo giornalistico, di aggressioni personali, di imbecillità verso Rai Tre
- dovete diminuire le quantità delle cose che fumate o inalate verso vari giornalisti 
- che li possano ammazzare tutti...guidati da uno sfaccendato... ex stewart che porta seccia (sfortuna) verso M5S e Di Maio
- operazione camorristica e squadristica, cafoni che esercitano violenza privata che si dovranno ingoiare tutto verso i giornalisti fanpage
Eh sì in effetti quello offensivo e da condannare è solo Di Maio...

domenica 18 febbraio 2018

Punticino

Campionato - 25^
ATALANTA - FIORENTINA = 1 - 1
GOAL: Badelj, Petagna
LE PAGELLE
Sportiello 6-
Inoperoso fino al gol atalantino sul quale non appare troppo reattivo, nella ripresa buon intervento su Petagna e su un paio di cross pericolosi
Milenkovic 5,5
Rischia il provvedimento disciplinare per due falli nei due minuti iniziali su Gomez. Poi prova a non farsi mettere in mezzo e ci riesce abbastanza fino a fine partita quando ricomincia coi falli evidenti che portano il rosso
Pezzella 6,5
Senza strafare fa il suo per tutta la gara fino a quando con due grandi interventi risolve due possibili rischi finali
Astori 6,5
Sul gol atalantino non fa una grandissima figura ma le colpe principali non sono le sue, nel secondo tempo con un recupero prodigioso salva il raddoppio e spesso è in anticipo
Biraghi 5
In sofferenza se spingono poco presente in avanti fino ad un bel tiro finale che però è veramente troppo poco
Benassi 5,5
Un primo tempo che lascia intravedere qualcosa, nella ripresa poco reattivo in avanti e poco preciso a centrocampo cala molto
Badelj 7
Un bel lancio per Simeone e un bel gol, sempre presente anche nel finale. Una delle migliori partite dell'anno
Veretout 6,5
Corsa e grinta anche se manca di precisione e di qualche giocata
Gil Dias 5
Poco preciso in un'occasione molto importante, per il resto poco produttivo ed utile
Simeone 5
Si divora un gol davvero grande, nervoso e salvo qualche corsa, opaco come sempre nell'ultimo periodo
Chiesa 6+
Un quasi assist per il gol del vantaggi ed un primo tempo di ripartenze importanti. Eccede nelle proteste, nelle giocate. Ma è l'unico elettrico e che può dare la scossa a questa squadra
Falcinelli 5
Si nota poco fino all'occasione finale che spara nel settorino dei tifosi venuti da Firenze
Dabo 6
Al debutto gli tocca anche sacrificarsi da terzino, non fa danni.
Thereau SV
All. Pioli 6
Gara non negativa, primo tempo di sostanza e con un vantaggio che sarebbe stato meritato. Ripresa confusionaria e senza la voglia di farla nostra.
IL MIGLIORE: BADELJ
Il peggiore: Simeone
LA PARTITA
Nel "tipico orario" delle 18 domenicali ci giochiamo a Bergamo una sorta di ultima chiamata europea. L'Atalanta è reduce dal giovedì di coppa a Dortmund noi dalla sconfitta di dieci giorni fa contro la #juvemerda. Mentre l'Atalanta fa ampio turnover facendo giocare le riserve per il 50% della squadra, per noi la decisione è quella di dare conferma totale agli undici che avevano iniziato il match con la Juve. Venti secondi e Chiesa metterebbe Benassi davanti al portiere se non fosse che l'ex Toro non ci crede e l'occasione sfuma. L'Atalanta prende possesso della nostra metà campo per i successivi cinque minuti e con un paio di cross invitanti ci mette qualche brivido ma la grande occasione ce l'abbiamo noi: lancio lungo, errore di Caldara che fa involare Simeone che solo davanti al portiere spara alto e largo in modo quasi clamoroso innervosendo noi e se stesso tanto che un minuto dopo si fa ammonire. L'occasione però ci dà coraggio e toglie fiducia all'Atalanta che lascia spazio ai nostri centrocampisti, inizialmente chiusi in un quasi 4-5-1. In uno di questi spazi Badelj trova il tiro, respinto e sul successivo cross di Chiesa lo stesso croato ci riprova e trova lo spiraglio giusto: 0-1. Gli avversari accusano il colpo e ne dovremmo approfittare. Ci proviamo con Gil Dias che sfiora il palo mentre in difesa corriamo solo un piccolo rischio su una bella giocata di Cristante che con un cross velenoso per poco non serve un assist al bacio per il Papu. Sembriamo poter trovare il raddoppio con l'accelerazioni di Chiesa ma è Astori ad avere una grande occasione, di testa da angolo, che ci porta a pochi cm dal gol. Sembra finito il primo tempo quando da una punizione esterna, palla in mezzo e Petagna senza saltare tocca di testa e pareggia "...tanto già lo so....dico solo questo....quant'è che 'un segna Petagna?..." avevo sentenziato venerdì e come sempre il DNA viola non mi smentisce.
Parte il secondo tempo con una grande occasione bergamasca salvata da un grande intervento di Astori, poi la partita abbassa i giri e tranne qualche azione interessante non si segnalano occasioni se non un tiro non male di Biraghi fuori di poco ma da lontanissimo e con Gollini che sembrava pronto. Petagna invece ci prende gusto e con un "colombellone di testa" costringe Sportiello a togliere la palla, che viaggia a due all'ora, dal sette. A parte centoquindicimila palloni persi e passaggi sbagliati nella ripresa c'è poco da segnalare nonostante i cambi ed una decina di minuti di pressione atalantina. Basterebbe poco per dare anche "SOLO UN PO' DI COLORE" al finale di gara ma l'idea di Milenkovic per darla non è troppo consigliabile: due gialli in pochi minuti e per gli ultimi minuti siamo in dieci. Sembra che l'Atalanta lanci il forcing finale ed invece è Falcinelli su assist di Badelj a farci quasi portare via i tre punti. Purtroppo il tiro è da calcio piazzato e quindi il risultato finale è 1-1.
Era un'occasione importante. L'Atalanta era stanca ed in formazione per larga parte sperimentale per il turnover e per noi poteva essere l'occasione per riagganciare qualche squadra che davanti oggi si era fermata o diminuire il distacco esistente (Udinese e Torino sconfitte; una tra Milan e Samp che giocano contro ed appunto Atalanta che giocava contro di noi). Un buon primo tempo fatto di copertura e ripartenze (in pratica un 4-5-1 pronto a giocare di rimessa) ci ha portato in vantaggio e ci poteva far raddoppiare. Poi non avendo attaccanti con buona confidenza con la porta ci siam visti costretti a subire il ritorno atalantino. Abbiamo subito poco, l'Atalanta non ha creato tanto e soprattutto nel secondo tempo ha prevalso il numero infinito di errori da entrambe le parti. Alla fine arriva un punticino, che serve cosìcosì e che sa di occasione persa ma soprattutto conferma il grigiore tecnico di questa squadra. Peccato.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...t'hai sempre parlato male di badelj e ilicic te....avello ora ilicic... : - ) se s'arriva a rimpiangere mati ammazziamoci..."

sabato 17 febbraio 2018

Prima tappa

Kiave di lettura n° 275
Tirare fuori la vecchia tuta che ormai dovrebbe invece essere solo buttata via, ma da cui non riesci a staccarti perché paradossalmente rappresenta qualcosa e ti ci sei affezionato. Allacciarsi le scarpe, regolare gli auricolari e scendere le scale. Salutare con odio il tombino che è sempre stato lì, più basso del livello stradale, imperturbabile al tempo che passa ed alle maledizioni ricevute. Infine far partire la app che ormai da mesi era in naftalina. Attaccare la corsa, fare pochi metri e sentire che qualche goccia comincia a scendere. Il dubbio che "non sia aria" viene, accompagnato anche dal grigio che circonda tutto intorno. Ma il cappuccio della vecchia felpa viene in aiuto, sembra fatto apposta "DICI E SE VUOI VAI" sembra dirti per motivarti, quindi si parte davvero. Sensazione strana quella di ripartire, fiato corto ben presto e qualche dolorino da tener sotto controllo che piano piano si manifesta. Ma anche il ritrovare vecchi amici che ti accompagnano negli auricolari mentre corri, come il colpo all'anima del tuo Poeta, l'immancabile Freddy e Daniele e le sue navi. Ti mettono sul ritmo giusto, con il passo non eccessivamente svelto che la condizione da ritrovare ti permette e ti fanno riassaporare lo sforzo e la soddisfazione della corsa. Accanto a loro arrivano le canzoni poco intelligenti ma contro la paura di Brunori, Mirko ed il suo cane ed un Renga d'annata che non ricordavi nemmeno di avere. Tanto per dirti che alla fine, ogni corsa è diversa e ti regala qualcosa di nuovo ogni volta. Il tempo ed il risultato contano relativamente ed anche se sono da "piccola tappa" ti fanno sorridere perché sono numeri che rappresentano un interruttore che si è di nuovo acceso, ovviamente sempre aspettando il responso di "muscoli e giunture" che stasera e domani daranno il loro verdetto e confermeranno quel sorriso o lo ridurranno di un po'. Nel frattempo la tuta resiste ed invece che nel cassonetto è appesa ad asciugare, nella speranza e nella voglia che torni a fare il suo "lavoro" molto presto. 

giovedì 15 febbraio 2018

Ringraziamenti


Invece di gridare al complotto dell' "inchiesta ad orologeria" sotto elezioni, fossi un attivista/dirigente del Movimento Cinque Stelle ringrazierei di cuore Le Iene. 
Non solo e non tanto per aver dato la possibilità al movimento di una pulizia e migliore scelta di candidati (selezione non impossibile...) che non rispettavano quelli che sono definiti come loro principi basilari. 
Non solo e non tanto per aver portato all'attenzione un necessario controllo sull'effettiva regolarità dei versamenti che, pur sembrando basilare ed ovvio visti gli stessi dettati del movimento, evidentemente era sfuggito (che sbadati..). 
Ma bensì per aver permesso al movimento un'altra importante "scoperta": l'esistenza di excel, per il conteggio del dovuto e del versato (diavoleria moderna...).