domenica 6 agosto 2023

Sono populista e qualunquista

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 551

Siamo populisti. 
Il nostro problema è questo. Non comprendiamo e siamo facili alle considerazioni qualunquiste. Vero e reale cruccio e la causa delle nostre condizioni complicate. 
Pochi giorni fa alla Camera, in modo netto e chiaro, il deputato Piero Fassino ha tenuto a sottolineare come quanto previsto come contributo economico per lui ed i suoi colleghi non sia affatto una cifra da considerare di lusso. "4718 euro nette al mese sono una buona indennità ma non certamente uno stipendio d'oro". Queste le parole del suo intervento. 
Ci sono delle "piccole" vicende che a volte evidenziano determinate situazioni critiche in modo così chiaro da sembrare più importanti di quello che sono. Per il deputato Fassino la situazione critica è il populismo/qualunquismo di chi considera il contributo per i componenti della Camera come uno stipendio d'oro. Tanto da farne argomento di un intervento in Parlamento e da portarlo come elemento di "reprimenda" ed attenzione nei confronti dei colleghi che non stigmatizzano questa qualunquistica accusa.
Il nocciolo della questione invece per me è un altro. Più nel dettaglio che politici come Fassino (o anche peggio) nemmeno si accorgano di quello che dicono, in quale contesto e soprattutto in quale situazione generale esprimono il loro autoreferenziale parere. In un paese in cui magicamente i problemi economici e strutturali sono evidentemente dati da chi prende/prendeva cinquecento euro al mese di reddito di cittadinanza, un politico di stralunghissimo corso (sarà mica troppo no eh?!?) come lui si alza e dice "guardate che in fondo 4718 euro nette al mese mica è uno stipendio d'oro". In un paese in cui un italiano su dieci non è occupato ed un giovane su cinque è ugualmente fuori dal mondo del lavoro. In un paese che vede le persone in condizioni di povertà arrivare a quasi sei milioni. In un paese in cui chi ha la fortuna di lavorare ha in media uno stipendio di meno di euro 1.500 nette. In un paese in cui moltissimi hanno condizioni salariali/ambientali/contrattualistiche/vessatorie da incubo ed urlo. In questo contesto il sig. Fassino ha sentito la necessità di spiegarci che alla fine 4700 euro nette al mese non sono oro e di sensibilizzare i colleghi a difendere la sua idea facendosi paladini del concetto.
E non starò qui a dire che è anche un fake news visto che il cedolino (citando l'intervento) è solo parte di quanto riceve un deputato. Che ha diaria aggiuntiva, rimborsi spese, costi di trasporto azzerati o quasi, costi di vitto praticamente inesistenti, costi assicurativi/medici/comunicativi pari sostanzialmente allo zero. Non solo. L'impegno folle è spesso legato alla sola votazione in aula (non esattamente incessante come attività), l'orario di lavoro è quasi sempre articolato su tre giorni, la chiusura e le ferie sono autogestite.  Per non toccare l'argomento della qualità dell'operato degli abitanti di quelle camere tra riferimenti a periodi storici criminali, leggi incomprensibili o autoreferenziali, competenze e conoscenze degli argomenti totalmente assenti, coerenza e lungimiranza assenti.
Ecco evito di toccare questi argomenti che sono noti a tutti e/o a sottolineare se la cifra è più o meno corretta. Credo che come in tutte le analisi e le valutazioni i fattori da valutare siano tutti quelli che compongono la questione e non il singolo "cedolino". Mi limito solo a sottolineare, per i motivi ovvi a tutti tranne che a loro, come politici del genere continuino a non vedere più in là della propria ombra e non riescano nemmeno a comprendere l'auto-danno che si infliggono ogni volta che aprono la bocca. Considerandosi gli statisti che servirebbero ma da cui sono lontani anni luce. 
Ma ovviamente il problema non sono loro ma i populisti. A cui fieramente appartengo. "BUONANOTTE ALL'ITALIA".

lunedì 31 luglio 2023

Una storia vista da occhi diversi

#Klibro Luglio 2023 
qui il mio intero
Katalogo
PAOLO DI PAOLO
"Una storia quasi solo d'amore"
Feltrinelli

Nel romanzo di Paolo Di Paolo il primo compito del lettore è quello di individuare i protagonisti del libro. Non tanto quello di capire le loro caratteristiche e sfumature bensì quello di individuare proprio su chi il libro è basato. L'impostazione prevede un "io narrante" che in realtà non accompagna le pagine del romanzo raccontando la propria storia bensì quella che si sviluppa intorno a sé e che la riguarda solo indirettamente. Saranno infatti principalmente le vicende di sua nipote e di un giovane attore della sua scuola di recitazione quelle che Grazia osserverà e proverà a raccontare. Nel farlo lascerà allo sviluppo della loro storia il palcoscenico principale e si metterà dietro le quinte da brava regista. Dai consigli professionali a Nino allo sguardo "materno" verso la nipote il suo esserci sarà discreto ma determinante rendendo evidente la sua appartenenza alla categoria di "QUELLE CHE SANNO SPIEGARTI" ciò che ti dicono. Il suo racconto oscillerà fra il dolce e l'aspro lasciando chi legge soddisfatto dello svilupparsi di trama e stile che ho personalmente trovato "in crescendo".
Serve infatti un attimo per ambientarsi e calarsi nel percorso ma quando si fa proprio diventa familiare molto più del previsto. Le descrizioni sono complete ma non eccessive ed anche se la trama non è clamorosamente ricca di colpi di scena (se non probabilmente nel finale) il romanzo non perde di interesse e non fa diminuire l'attenzione di chi legge. Particolare il modo di proporre i dialoghi alla stessa maniera sia che siano in forma indiretta riportati da parte di Grazia sia che siano in modo più intimo tra Nino e Teresa. Curioso il riferimento nemmeno così secondario all'impatto religioso e di fede di uno dei protagonisti ed il suo riflesso sull'altro. 
Se in alcuni punti sembra smarrirsi il riferimento centrale del libro divagando in altro, il tutto torna sempre poi al punto focale della trama. Si legge bene ed anche se di fondo il romanzo è leggero, gli spunti per alcune riflessioni non mancano. Consigliabile e consigliato.

CINQUE CITAZIONI

1 - "...recitare un po' si recita sempre e come viene. E no, non si tratta solo di bugie - gente che indossa maschere che non dovrebbe, gente che nasconde, che dissimula, con l'ansia di essere scoperta e punita. C'è una zona teatrale in ogni nostro atto - ci stava arrivando anche lui..."
2 - "...perché si sentiva così bloccato? Perché non riusciva a essere indifferente? Perché non provava nemmeno a dirle ciò che sempre aveva pensato, di questi argomenti e di tutto? Perché era così coinvolto? Perché gli stava incredibilmente a cuore entrare nella sua testa? Ed in tutto questo, perché aveva tanta voglia di fare l'amore con lei? La testa di Nino era affollata di domande come forse mai era stata e questo lo sorprendeva, lo agitava..."
3 - "...era come vedervi giocare a tennis con le parole: concentrati, se necessario rabbiosi - l'ansia di vedere se il colpo andava a segno. Guardandovi da fuori, si sarebbe potuto pensare a una lite, e qualcuno deve averlo pensato: quelle rese dei conti tra gente che non riesce ad amarsi più - la ferocia travestita da calma gelida..."
4 - "...come stai? chiedevano. E' sempre la prima domanda. E' sempre quella a cui più fatichiamo a rispondere. Bene. Abbastanza. Non ci lamentiamo. Rispondevo: male. Sentivo l'impaccio, lo scavalcavo con una richiesta: raccontami qualcosa..."
5 - "...come dalla bolla di una lacrima. Aspetta. Sente che non potrebbe stare in nessun altro luogo del mondo, ma solo lì, nella Panda in cui hanno fatto l'amore. Solo lì, dentro quell'attesa così simile a un rischio, a una prepotenza, a una dichiarazione d'amore.."

Mia personale VALUTAZIONE: **** - quattro stelle su cinque

domenica 30 luglio 2023

Poche parole

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 550

Poche parole.
Difficile trovarne molte e soprattutto non già mille volte buttate giù provando a raccontare lo schifo e l'orrore di quella tragedia chiamata femminicidio.
Solo in ordine di tempo e purtroppo solo provvisoriamente "l'ultima" si chiama Sofia. Ed è la terza in due giorni. 
In ordine di tempo invece questo è il mio ultimo post sull'argomento ma so già che purtroppo non sarà l'ultimo. Mi è capitato infatti di scriverne in passato ma sono qui ancora una volta. Inutilmente e con poca fantasia ma di nuovo colpito dalle vicende continue ed ogni volta più sconvolgenti di violenza diretta verso le donne.
Ripetitività che mostrano, tra le altre orribili caratteristiche penali, tutti gli assassini del caso.
Sempre lo stesso iter, sempre lo stesso scenario, sempre la stessa vittima, sempre la stessa comunicazione, sempre la stessa finta indignazione. 
Cambia il nome della donna in questione ma ogni tre/quattro giorni "QUESTA MERDA INTORNO SEMPRE MERDA RESTERA'". 70 volte dall'inizio dell'anno.
Ma in fondo evidentemente va bene così, visto che non cambia niente e niente di concreto viene fatto al riguardo. Cade l'attenzione dopo pochi istanti e spariscono i passaggi concreti che dovrebbero seguire le parole di impegno opportunisticamente dette sul momento. Tragicamente tutte le violenze e le morti non servono nemmeno ad insegnare qualcosa.
La Kiave di Lettura di oggi non ha molto altro da aggiungere. E' ripetitiva rispetto a mille altre e come tutti gli altri post chiude con un senso di rabbia, schifo e vergogna davvero totale e doloroso.
Vergogniamoci tutti visto che non riusciamo ad essere umani.

domenica 23 luglio 2023

Consiglio per l'estate

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 549
Nel mezzo di un periodo "caldino", da estate piena ed esplosa, il pensiero delle ferie prende campo. Che siano con relativi viaggi o meno, che siano lunghe o brevi, che siano super-programmate o improvvisate. In ogni declinazione le ferie rappresentano anche tempo libero, che ognuno cerca di abbinare alle cose che preferisce fare. Spesso, soprattutto "sotto l'ombrellone" tra le attività di relax c'è la lettura.
Per questo, soprattutto per chi anche in vacanza vuole portarsi un pezzetto della nostra "PICCOLA CITTA' ETERNA" , vi consiglio un libro uscito qualche mese fa a cui ho avuto l'onore di "partecipare" con il mio racconto "La prima volta che Firenze si è presentata".
Un libro fatto di diciotto racconti messi insieme e dall'importante azione di raccolta e coordinamento di Giacomo Cialdi, che ha anche firmato uno dei racconti più interessanti e riusciti. Un insieme di dediche alla nostra meravigliosa città attraverso storie personali, romanzate, fantasiose, vissute. Un mix di penne diverse tra cui appunto la mia. E proprio sul mio racconto, alcune delle persone che hanno avuto voglia di acquistare il mio libro, mi hanno poi fatto avere il loro parere. Che mi piace ogni tanto rileggere e che mi va oggi di condividere. Per provare a darvi qualche elemento in più sul libro e sul racconto e magari convincervi all'acquisto. 
Ecco di seguito un po' di "stralci" di commenti che a seguito della lettura mi sono arrivati:

"...ho vissuto il contesto e sentito le emozioni....applausi....confessa, chi te l'ha scritto?..."
"...un modo di raccontare descrivendo emozioni in modo che il mondo possa sentire quei ricordi come se li avesse vissuti..."
"...dolcemente commovente, veramente bello..."
"....storia e personaggi che tengono così bene che meriterebbero anche una cosa più lunga perché viene voglia di saperne di più..."
"...son sicura che son sempre stati sistemati bene e continueranno ad esserlo..."
"...affettuosa nostalgia che spesso ho incontrato nel tuo modo di scrivere e non solo..."
"...letto tutto d'un fiato, posso solo dire complimenti mi hai commossa..."
"...una firma che ormai ti contraddistingue e per chi ha la fortuna di conoscere quella curva leggendoti par di averla davanti, mi c'hai portato per mano con le tue parole..."
"...ora quando passerò da quel muretto non sarà più come prima..."
"...una sorpresa, mi aspettavo tutt'altro racconto ma devo dire che questo nuovo Enzo mi è piaciuto, scorrevole, scritto molto bene ed a tratti anche emozionante..."
"...complimenti è dritto al cuore della storia, senza andare oltre con parti superflue. Così dritto che non arriva solo al cuore della storia..."
"...la qualità è di livello. La storia tiene, il sentimento è puro, l'armonia si sposa col senso pratico..."
"...molto bello il ricordo di chi ti mostra Firenze da quel punto...."

La prima volta a Firenze
"La prima volta a Firenze" è edito da Edizioni della Sera ed è acquistabile in libreria ed on line, sul sito della stessa casa editrice (clicca qui per acquistare) su librerie online (clicca qui per acquistare ad esempio su Feltrinelli) e su Amazon (clicca qui per l'acquisto).

Adesso tocca a voi e se avete voglia dopo aver letto fatemi sapere.....

mercoledì 19 luglio 2023

Eccezioni

Il lato acido di questo blog
Nel 1989 Paolo Borsellino ad un incontro con i ragazzi di una scuola superiore disse (tra le altre) queste parole:

"...vi sono oltre ai giudizi del giudice, esistono anche i giudizi politici, cioè le conseguenza, che da certi fatti accertati, trae o dovrebbe trarre il mondo politico. Esistono anche i giudizi disciplinari, un burocrate, un alto burocrate, che ad esempio, dell’amministrazione ha commesso dei favoritismi, potrebbe non aver commesso automaticamente, perché manca qualche elemento del reato, il reato di interesse privato in atto d’Ufficio, ma potrebbe essere sottoposto a procedimento disciplinare perché non ha agito nell’interesse della buona amministrazione. Ora l’equivoco su cui spesso si gioca è questo, si dice: quel politico era vicino al mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con l’organizzazione mafiosa, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E no! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale. Può dire beh ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria, che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però siccome dall’indagine sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, cioè le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, cioè i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi, che non costituivano reato, ma erano o rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo “schermo” della sentenza e detto: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia e non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al proprio interno di tutti coloro che sono raggiunti, ovunque, da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reato...”
 
Nella giornata dell'anniversario della strage di via d'Amelio, dove morirono lo stesso Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta, era presente oggi a Palermo la presidente del Consiglio che oggi (e non solo) ha GIUSTAMENTE definito eroe Borsellino elogiandone attività, statura morale e pensiero.
Evidentemente un'omonima di quella Giorgia Meloni che insieme al suo governo, non più tardi di un mese fa, ha proclamato lutto nazionale per la morte di un personaggio dai rapporti né chiari e né chiariti suoi/delle sue aziende/dei suoi collaboratori/dei rispettivi conti correnti con le organizzazioni malavitose, nonché datore di lavoro di un improvvisato stalliere in realtà condannato per mafia ed omicidio nonché amico/socio/sodale di un condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. A proposito di "grossi sospetti" ed "apparire onesti". 
Evidentemente l'esempio di Paolo Borsellino per certe persone è da seguire a giorni alterni. Per me invece ogni giorno Paolo Borsellino meriterebbe ben altro riconoscimento da ben altre figure. Ed invece gli toccano.....queste omonimie. 
Tu guarda....

domenica 16 luglio 2023

Zaino di qualità

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 548

Perché quando le luci si abbassano ad inizio di un suo concerto, anche a dispetto di un sole che ancora in qualche modo lascia qualche segno di sé, si accende qualcos'altro.
Qualcosa che per la trentatreesima volta senti come un intenso brivido sulla pelle, noto ma ugualmente sempre sorprendente. L'inizio è sempre una sorta di scommessa. Da cosa partirà? E spesso la scelta iniziale indirizza il concerto in una direzione più o meno gradita.
Dall'inizio del concerto dell'Olimpico di venerdì dovevo capire qualcosa. Non potevo infatti pretendere migliore partenza: quei "Sogni di R&R" che da quando ho scritto il mio libro dalla magica copertina rossa sento ancora più sulla pelle. E come dicevo sopra, il giusto inizio ha aperto la porta ad un concerto speciale. Sì, tale, speciale.
Da un po', nei concerti del mio Poeta ritrovavo le consueti emozioni e le solite belle sensazioni, ma nell'analisi oggettiva (per quanto mi possa essere possibile) riconoscevo che mancava qualcosa. Un mix di carica sua, di scaletta rivedibile e di durata/percorso del concerto. Ecco, venerdì ho trovato spunti ed elementi emozionanti anche in quelli. 
La parte tecnica di suono e video non ha sempre aiutato ma ho visto Liga per la gran parte del concerto carico come non gli accadeva da un po'. Ho trovato una scaletta con un percorso logico e concreto. Ho molto, ma molto, apprezzato la scelta di alcuni pezzi un po' accantonati e/o quasi mai fatti dal vivo. 
I grandi classici che non mancano mai (e che a mio gusto sarebbe anche il caso di rivedere in qualche modo a costo di toccare l'intoccabile) sono stati affiancati da perle rare: "Lettera a G", "Libera nos a malo", "Per sempre", "Il peso della valigia" ed "I duri hanno due cuori".
Sentirle dal vivo hanno creato un misto di stupore e completo rapimento. Sull'attacco di "PER SEMPRE" in particolare ho cercato sguardi amici, abbracci fraterni e cuori allineati e li ho magicamente trovati. Tutti lì a darmi quell'amplificatore necessario a rendere quella canzone "ostica" come un momento NON dimenticabile. Ascoltata proprio a Roma quasi dieci anni fa (vedi qui), la potenza del brano non si è minimamente offuscata e per certi versi è stato come ascoltarla per la prima volta. Anche se in modo e con impatto diverso lo stesso discorso si può fare per "il peso della valigia" che ha aperto pensieri e sorrisi emozionati.
Ci sono stati i cali sul finale, pezzi che si poteva scegliere MOLTO meglio, ma quella serie di emozioni mi son rimaste dentro. Tanto. Come sempre ogni valutazione è da considerare amplificata dalla compagnia speciale con cui anche questa volta ho vissuto il concerto. Non visto, ascoltato o cantato. Ma vissuto. Compagni di strada e di vita unici che per due giorni hanno caricato al meglio le mie pile ed i miei sensori percettivi per il concerto e non solo.
Ho lasciato a Roma un sacchetto (anche due/tre...) pieno di sudore visto il clima ma sono contento di essere tornato con uno zaino pieno di momenti ed emozioni buone, di qualità. 
Certe notti con i ragazzi che sono in giro a fare sogni di R&R sono per sempre un colpo all'anima che rende leggero il peso della valigia.
E questa è stata l'ennesima conferma, venerdì più delle ultime avute.





 

venerdì 14 luglio 2023

...dica trentatré...

Per fortuna "POI ABBIAMO GIA' CHI CI PORTA FINO ALLA PROSSIMA CITTA'" .... e mentre sei in modalità aggiornamento del totale ti viene spontaneo provare a mettere in fila anni e luoghi. 

Così, correndo con la memoria ed aiutato dal sito del mio Poeta, ecco l'elenco numerato:
  1. 1992 - Campi Bisenzio - Villa Montalvo
  2. 1993 - Firenze - Palasport
  3. 1995 - Firenze - Palasport
  4. 1997 - Firenze - Cascine Parco delle Cornacchie
  5. 1999 - Firenze - Palasport
  6. 2002 - Milano - Stadio San Siro
  7. 2002 - Firenze - Stadio Artemio Franchi
  8. 2003 - Firenze - Teatro Tenda
  9. 2003 - Prato - Teatro Politeama
  10. 2005 - Reggio Emilia - Campovolo
  11. 2006 - Firenze - Auditorium Flog
  12. 2006 - Firenze - Stadio Artemio Franchi
  13. 2006 - Bologna - Stadio Renato Dall'Ara
  14. 2006 - Firenze - Teatro Verdi
  15. 2007 - Roma - PalaEur
  16. 2008 - Firenze - Stadio Artemio Franchi
  17. 2010 - Firenze - Stadio Artemio Franchi
  18. 2010 - Milano - Stadio San Siro
  19. 2011 - Firenze - Teatro Verdi
  20. 2011 - Reggio Emilia - Campovolo
  21. 2012 - Londra - Royal Albert Hall
  22. 2013 - Verona - Arena
  23. 2014 - Roma - Stadio Olimpico
  24. 2014 - Firenze - Stadio Artemio Franchi
  25. 2015 - Roma - PalaEur
  26. 2015 - Reggio Emilia - Campovolo
  27. 2016 - Monza - Parco di Monza
  28. 2016 - Firenze - Palasport - Raduno Bar Mario
  29. 2017 - Roma - PalaEur
  30. 2017 - Firenze - Palasport
  31. 2019 - Firenze - Stadio Artemio Franchi
  32. 2022 - Reggio Emilia - Campovolo  
  33. ... in aggiornamento ...

domenica 9 luglio 2023

Sotto processo

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 547

Come nelle migliori rappresentazioni del potere che si può permettere tutto, questa settimana è arrivata la conferma del presidente del Senato. Non serviva eh, era già abbastanza evidente e chiara la deriva di questo tipo da tante prove inanellate ma sembra sempre che non sia sufficiente e che la prova ulteriore sia necessaria e dovuta.
E così nel pieno disprezzo del ruolo, il presidente del Senato è entrato a gamba tesa (oltre il braccio) sulla vicenda che in questi giorni sta mettendo in primo piano suo figlio. 
Leonardo Apache La Russa infatti è stato accusato ed adesso è indagato per violenza sessuale. Accusa da parte di una ragazza ventiduenne che come nella migliore trasposizione maschilista è diventata (lei) oggetto di accuse. Iter classico "LE DONNE LO SANNO". Perché avrebbe denunciato dopo troppi giorni, perché avrebbe accettato degli inviti ad andare a casa La Russa, perché avrebbe fatto uso di sostanze stupefacenti.
E di questa inversione ovviamente il primo firmatario è stato proprio la seconda carica dello Stato (seguito ovviamente dai soliti scribacchini di corte ed assimilati) che questa teoria l'ha arricchita dal "ho interrogato mio figlio, non c'è niente di penalmente rilevante". Ecco. Siamo a posto, inutile perdere tempo nelle indagini e nell'eventuale processo. Ce lo dice lui, quindi il caso è risolto, anzi non esiste.
Per carità l'innocenza di Apache  è tale fino all'eventuale giudizio di colpevolezza, ci mancherebbe. Però anche quella della ragazza che l'ha accusato che invece è già diventata provocatrice, mitomane, drogata. E l'accusa in questo caso è sostenuta da un'istituzione pubblica tra le più importanti. Che fino a pochi giorni si batteva il petto sui femminicidi ed il trattamento delle donne ed adesso non fa altro che mettere in un angolo mediatico - e non solo - chi denuncia. 
Mi viene da sorridere. Tutte le campagne con "denunciate per voi e per tutte" e quando qualcuna parla si processa e delibera prima ancora del termine delle indagini. Su di lei. Perché in fondo in fondo la regola è quella. E questa volta ad avallarla c'è anche la verità dei fatti già accertata da Ignazio dallo scranno (quasi) più alto della Repubblica. Che tra dieci giorni tornerà a lacrimare per qualche ragazza picchiata/violentata/uccisa chiedendo pene massime e denunce da chi è colpito. Fino poi a dire "si ma in fondo anche lei....".

martedì 4 luglio 2023

Auguri alla settima....


Ogni quattro luglio, guardando il calendario di lavoro o la data sul cellulare, è praticamente una sorta di riflesso automatico quello di pensare: "...bada....è passato un altro anno...". Ogni anno in questa giornata mi prende un pizzico di nostalgia e vado a ricercare l'etichetta "sogniditricolor" immergendomi nuovamente nelle vicende del mio Gianca contornato dal colore viola. 
Oggi compie sette anni "Sogni di Tricolor" . Da ottantaquattro mesi questa splendida copertina tiene compagnia a questo blog e più in generale a me ed alla mia voglia di scrivere.
Un sogno realizzato, un motivo di orgoglio, un piacere non svanito. Quello di vederlo far bella mostra di sé nella mia libreria e quello di leggere i pareri di chi l'ha letto ed ha voluto condividere la sua opinione (qui i contributi ricevuti per il primo compleanno del libro).

Per questo anche oggi ripeto i miei (auto)auguri....elevandoli alla settima..... 

Buon compleanno ai miei sogni racchiusi in quelle tre parole.


 "E GUAI A CHI CI SVEGLIA"

Per saperne di più:

domenica 2 luglio 2023

Paese curioso...

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 546
L'Italia è un curioso paese, lo sappiamo. E la sua bellezza è che tende a darne prove continue, come se ogni volta lo dovesse dimostrare di nuovo.
Così capita che un giornalista, un intellettuale ed un uomo che per fare il suo lavoro da decenni è sotto scorta perché ha raccontato qualcosa di marcio che il suo territorio nascondeva ma nemmeno troppo è sotto processo perché nell'ambito del suo lavoro ha contestato anche con parole importanti e dure un ministro.
Lo sta affrontando, il processo, a testa alta e presenziando alle udienze come un imputato che vuol far valere le proprie posizioni e non fugge da conseguenze possibili. Questo sta facendo Roberto Saviano dopo le denunce di Matteo Salvini, parte lesa. Che ovviamente invece a quel processo non partecipa. Non solo. In questi giorni lo stesso (di nuovo) ministro è stato oggetto di un simpatico regalo da parte dei suoi colleghi parlamentari. In modo trasversale infatti i suoi amici hanno definito insindacabili le sue affermazioni pesanti al limite dell'offensivo nei confronti della capitana della Sea Watch Carola Rackete ed hanno quindi impedito al Tribunale di Milano di giudicare. Il potente e ministro che non si può contraddire porta in giudizio chi lo critica (e dal processo fugge) mentre quando lui critica sprezzante ed offensivo i suoi giudizi sono insindacabili.
Ma ovviamente non è un caso. E' ormai un'abitudine quella che tutto viene capovolto in modo senza logica e soprattutto che fa perdere la fiducia in tutto quello che invece dovrebbe basarsi su fiducia e corretti esempi. 
L'altro giorno infatti durante un suo intervento in Parlamento, ripeto in parlamento ma forse meglio scriverlo con la p minuscola, Aboubakar Soumahoro è stato accolto da ululati di stampo razzista. Non di passanti o spettatori della seduta ma da colleghi parlamentari. Sembra impossibile, grottesco, fuori dal mondo ma è proprio così. E pare che non sia nemmeno la prima volta. Ma ovviamente per la maggioranza, dai cui banchi si è alzata la contestazione così elegante, un problema di razzismo non esiste e non è la causa di quello che è successo. Ululati come nelle peggiori curve dei peggiori stadi dove però spesso scatta la chiusura della parte di stadio incriminata. Secondo indicazioni magari del ministero degli interni, gestito da quella parte politica che in parlamento invece....
Ma tutto passa rapidamente dalla memoria ed ancora più velocemente dalle responsabilità che spesso nemmeno vengono attribuite. E rendono il nostro Paese ancora più curioso, se così si può dire.
E "BUONANOTTE ALL'ITALIA" ....

venerdì 30 giugno 2023

Un altro calcio, quello che appassiona...

#Klibro Giugno 2023 
qui il mio intero
Katalogo

BORJA VALERO 
con Benedetto Ferrara
"Un altro calcio"
Rizzoli

Il racconto della carriera e della vita dell'unico calciatore che negli ultimi anni ha fatto vacillare il mio "conta solo la maglia" unito alla regia del mio prof. preferito creavano un mix che non poteva non attrarmi. Con queste premesse mi sono avvicinato ad "Un altro calcio" con l'interesse ed il desiderio di scoprire i percorsi di Borja e quelli di Ben nell'indirizzare il suo racconto. 
La struttura scelta è quella classicamente utilizzata per le autobiografie: arrivo all'attualità dopo una partenza dagli esordi di carriera. In questo caso salto indietro nel tempo bello lungo visto che il libro parte da molto lontano e dalla passione di Borja per il pallone esplosa ben prima del suo affacciarsi al calcio giovanile. 
Il percorso era obbligatoriamente da iniziare da lì perché le basi delle scelte e delle direzioni date alla propria carriera dal Borja professionista sono da rintracciare sicuramente (anche) in quelle origini. Da bambino della periferia "lungo la carratera" a speranza calcistica della società più importante di Spagna. Da possibile sorpresa di realtà calcistiche importanti della Liga a faro della mia amata maglia viola. "SEMPRE LI' LI' NEL MEZZO" al campo dove il pallone gira di più e dove il bello sta nel controllarlo e provare a mandarlo nel migliore dei modi verso la destinazione più vantaggiosa per la squadra. 
Borja racconta le sue squadre ma anche la sua vita: parla degli allenatori e dei compagni ma anche dei periodi di difficoltà economiche (anche da calciatore) vissuti e dei rapporti familiari tra alti (mamma) e bassi (babbo) con i genitori. Parla soprattutto di Rocio (la moglie), Alvaro e Lucia (i figli). Rocio in particolare ha nel libro il ruolo molto importante e determinante che si percepisce avere nella vita: amica, consulente, fidanzata, compagna di avventure, moglie. Un mix bello e prezioso che Borja giustamente esalta ed a cui attribuisce una percentuale importante di merito per i propri successi.
Il libro sembra la "trascrizione" di un racconto della propria carriera fatto tra amici. Benedetto Ferrara, che in questo credo abbia indirizzato la scrittura, ha scelto lo stile più naturale e semplice evitando esagerazioni letterarie o filosofiche che poco sarebbero stati attinenti al percorso narrativo di un libro del genere e soprattutto al protagonista del racconto.
Il finale è dedicato alla scelta di Borja per la sua ultima pagina calcisticamente. Colpevolmente ignorato dalla Fiorentina per l'ultima stagione con la maglia di quella città di cui è diventato "sindaco ad honorem" (dopo essere stato trattato non esattamente bene anche a conclusione della sua prima parte di storia in viola) e per quel tributo che la sua Firenze gli voleva riconoscere nel giusto modo, ha deciso di accettare la "pazza idea" di giocare in una squadra di Promozione. Ma non una qualunque, quel Centro Storico Lebowski dalla storia tutta propria, gestita e finanziata dai propri tifosi e che gli ha aperto le porte per farsi conoscere un po' di più al mondo. "Sono uno di voi, trattatemi come tale" scrive Borja rispetto al trattamento preteso da lui stesso agli altri compagni. "Tu sei il mister io il calciatore" rispetto alle rassicurazioni date all'allenatore intimorito di impartire indicazioni non gradite. 
Nella sua ultima scelta si ritrova quindi il percorso iniziale. La passione per il gioco, per quelli che un tempo si sarebbero definiti "sani principi". Anche per questo Firenze gli ha riconosciuto quel titolo ad honorem e nel libro tutto questo emerge con perfetta chiarezza. In modo semplice e piacevole. 
Non poteva che essere un successo. Con le qualità di Borja e Benedetto non correvo rischi. Al termine della lettura ne ho avuto conferma. Bella coppia questa BB. Bravo Borja, Bravo Benedetto. 

CINQUE CITAZIONI

1 - "...a patto che non le tirassi il pallone in faccia, cosa che forse qualche volta feci senza volere. Non era divertente vederla piangere per colpa mia: era chiaro, per non farle male dovevo affinare la tecnica..."
2 - "...Borja ricordati che se rispetti gli altri, gli altri rispetteranno te...che poi è la prima cosa che io stesso ho detto ai miei figli..."
3 - "...voleva che imparassimo i nostri limiti, per trasformarli in qualcosa che ci avrebbe permesso di crescere..."
4 - "...a me piaceva la sua energia, a lei il mio umorismo inglese, quella battuta che arriva dopo un lungo silenzio e che ti sorprende proprio perchè non te l'aspetti..."
5 - "...grazie Firenze. Per noi il calcio è amore, è bellezza, è sentimento. Ed è per questo che ho scelto di restare con te..."

Mia personale VALUTAZIONE: ***** - cinque stelle su cinque

sabato 24 giugno 2023

Viva Fiorenza

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 545
Qualche tempo fa racchiudevo in cinque foto (da un'idea del Galga) il senso di un viaggio o di un posto visitato. 
Oggi mi è tornato in mente questo tipo di post ammirando la mia "PICCOLA CITTA' ETERNA". Il punto di osservazione era unico e quindi permetteva di ammirare un solo "profilo" della sua bellezza, ma è bastato per trovarmi ad osservarla di nuovo tra il perso e l'ammirato.
Ogni volta è così. Ogni volta quest'effetto. Ogni volta questa magia.
La semplicità di un panorama unico al mondo nel suo perfetto equilibrio di colori e dimensioni. La magica atmosfera creata dalla meraviglia che contorna Duomo, Battistero, Palazzo della Signoria. Tetti rossi e colline alle spalle. Precisione, dettagli, splendore.
Il tutto per generare occhi a cuore e totale orgoglio di sentire mia una tale bellezza. Oggi ancora di più, visto che è la sua festa. Splendida città del giglio, tanti auguri.
VIVA FIORENZA




mercoledì 21 giugno 2023

Auguri Balordo

#SdT - Sogni in Norvegia
"...viaggio, lungo soprattutto per il Rigio che di strada dalla maremma ne farà di più, quel balordo della palude conosciuto di “rimbalzo” dopo Fabry ed ora diventato uno di quelli di cui non faresti più a meno..."

Qualche anno fa, nei miei Sogni di Tricolor , provavo a delineare i connotati di una figura, a me molto nota e molto cara. Sono poche righe ma dentro c'è tanta roba. La conoscenza di rimbalzo, la "presentazione" da parte di uno sponsor (in realtà più di uno) dall'attendibilità totale, il diventare insostituibile. La verità e che molta altra "roba" è rimasta e rimane tra quelle righe. Tante cose di vario tipo e varia natura con alla base un rapporto nato, cresciuto e consolidato sulla scia di un'unica parola: amicizia.
Gli abbracci, i brindisi, le trasferte, i concerti, i messaggi, la distanza mai in termini di sensazioni ma solo di km, tenute, materassi, le tecniche per le migliori telefonate, ghiaccio nel whisky, carbonare nelle tasche delle felpe, ugolone il boia e vittime improvvisate, conti non saldati, libri in trasferta (vedi foto), portabirre artigianali, saluta i'Galga, maglie termiche e carta blu, tratti Ghigio, lacrime "a modo tuo", occhiali scuri di fronte ad un bar..co, birre al pepe, Carat e dintorni, bagno in "CAMERA CON VISTA SUL" cupolone. 
Oggi quell'insieme di cose "balorde" tutte mescolate arriva ad una cifra tondatonda e mi andava di lasciare anche qui la traccia dei miei Auguri. Di quelle tracce piacevoli, da continuare a ripercorrere a lungo.

Buon compleanno Balordo, sei DAVVERO uno di cui non poter fare più a meno.

AUGURI BALORDO !!!

mercoledì 14 giugno 2023

Lutto nazionale NON in mio nome

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 544
Quello dalla ricchezza la cui origine non è mai stata né chiara né chiarita.
Quello dei rapporti né chiari e né chiariti delle sue aziende, i suoi collaboratori e i rispettivi conti correnti con le organizzazioni malavitose.
Quello con il braccio destro condannato in via definitiva per mafia.
Quello con lo stalliere condannato per omidicio/mafia nella sua villa di Arcore.
Quello iscritto alla P2.
Quello con le tv gentilmente concesse da decreti fuori logica e considerati illegittimi dalla corte di giustizia europea.
Quello dai rapporti sotto inchiesta rispetto alle decisioni giudiziarie nei suoi confronti.
Quello sceso in campo per salvare i propri averi.
Quello per il quale Eluana andava tenuta in vita perché poteva generare un figlio.
Quello per il quale Gino Strada era un uomo confuso.
Quello che propose il proprio avvocato, condannato in via definitiva radiato dall'albo e dai pubblici uffici, come Ministro della Giustizia.
Quello per il quale il primo ministro tedesco era una cu**na inchi***bile.
Quello che ha fatto ministro della Repubblica Italiana nei suoi governi chi baciava l'ampolla del Po, portava il fazzoletto verde e si proclamava padano e non italiano.

Quello che ha scelto come amministratori della "cosa pubblica" Bossi, Carfagna, Minetti, Schifani, Previti, Alfano, Brunetta, Tremonti, Sgarbi, Tajani, Calderoli, La Russa, Miccichè, Fitto, Formigoni, Moratti, Bernini, Gelmini, Santanchè, Gasparri, La Loggia, Biondi, Scajola, Mattioli, Pera, Urbani, Bondi, Verdini, Capezzone, Cicchitto, Quagliariello, Ghedini, Stefania Craxi, Giovanardi, Prestigiacomo, Lunardi, Storace.
Quello che ha gestito il governo che ha sospeso la democrazia nei giorni di Genova, la Diaz e Carlo Giuliani.
Quello che ha fatto uscire dalla comune considerazione di impresentabilità tutta l'area politica che deriva orgogliosamente dal fascismo.
Quello condannato in via definitiva per frode fiscale.
Quello prescritto otto volte.
Quello amnistiato due volte.
Quello assolto due volte perché i suoi governi hanno modificato le leggi annullando il reato in questione.
Quello indagato per stragi.
Quello delle risorse pubbliche destinate agli interessi personali.
Quello della visione delle donne come ancelle dalle belle forme.
Quello del Bunga Bunga.
Quello i cui collaboratori elargivano rette mensile a persone coinvolte nelle serate eleganti.
Quello della barzelletta con la mela che sa di f**a a convegni pubblici.
Quello dell'edito bulgaro.
Quello che gli altri hanno fatto uso criminoso della televisione pubblica.
Quello della proposta per il ruolo di Kapo ad un rivale politico.
Quello definito da tutti grande imprenditore/gestore/amministratore che ha portato l'Italia ad un passo dal baratro finanziario scappando nottetempo.
Quello che voleva incontrare il papà dei fratelli Cervi trent'anni dopo la sua morte.
Quello della grande amicizia con Gheddafi.
Quello che simulava "ironicamente" un mitra di fronte a giornalisti russi.
Quello che definiva Putin un immenso statista nonché un amico.
Quello che si è costruito un partito personale ed ha zittito, cacciando, ogni voce diversa dalla sua.
Quello del conflitto d'interesse infinito.
Quello delle leggi ad personam.

"E TUTTI LA LA LA LA LA LA LA LA" ad insabbiare cosa è stato e cosa ha fatto. A smussare ed a riconoscergli "in fondo" qualcosa. Ed a richiedere umanità per il defunto. Ecco.
Ovvio, giusto ed assolutamente umano che sia pianto dai suoi familiari e dai suoi amici. Dovuto e doveroso che ci sia questo rispetto. Evidentemente corretto ed “automatico” - dal punto di vista normativo - anche il funerale di Stato (anche se la norma andrebbe “riletta bene” ma è il mio parere e quindi non conta…).
Poi però ci sono anche la verità, la storia, la logica, il buon gusto e i principi di base di etica morale. Anch'essi da rispettare. E che ci sia la santificazione di "cotanto personaggio", il lutto nazionale e sette giorni di chiusura del Parlamento è irrispettoso per tutti questi motivi. Sono semplicemente percorsi fuori senso e fuori dal mondo.
Quindi: LUTTO NAZIONALE NON IN MIO NOME. E NON nel nome di questi principi. 
Grazie.

domenica 11 giugno 2023

Carri da cui scendere

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 543

Giugno è il mese del pride. Lo è diventato prendendo spunto da un fatto accaduto a New York nel 1969 dove in un bar la polizia si rese protagonista di un'irruzione che travalicò nel razzismo nei confronti dei frequentatori gay del locale. Una delle tante. La cosiddetta goccia che fece traboccare il vaso e che innescò una serie di proteste e manifestazioni. Da allora, più o meno, questa storia viene ricordata ogni anno e la diffusione delle celebrazioni ha iniziato ad andare oltre le mura a stelle e strisce. 
Ieri a Roma è sfilato il pride delle associazioni LGBTQ+ e di molte, moltissime persone che hanno fatto sentire la propria voce per i diritti, personali e di tutti. Senza però il patrocinio della Regione Lazio, ritirato perché "gli organizzatori sostengono l'utero in affitto". Rimarcando anche "se chiedono scusa e non intaccano più la morale comune torneremo a dare il patrocinio". Della serie "POTRESTI FARE SOLO UN PO' PIU' PIANO" "o come diciamo noi" e tutto andrà bene. Chissà quando hanno dato il patrocinio se avevano vagamente idea di quelle che erano le idee di manifestanti ed organizzazioni. Fatto sta che ieri chi ha sfilato lo fatto senza il favore e l'ok della Regione. Una bella marea di dissidenti a vedere le immagini.
Di più. In questo periodo di governo insediato dopo le elezioni, la cosiddetta aria che tira, puzza di stantio e di battaglie di retroguardia che mettono in mostra cose ben poco piacevoli ed accentuano un clima che tutto è meno che divertente. La sfilata di persone che nel 2023 devono ancora far sentire la propria voce per veder riconosciuti diritti basilari e "semplici" come la libertà di amare e quella di essere considerati come chi è visto non come diverso, è già di per sé indice di una vergogna senza fine. Se poi quello di poterlo fare (cosa almeno per ora ancora concessa...) con il riconoscimento della Regione è vincolato al chiedere scusa rispetto alle proprie idee - da tempo note - e ritirarle a richiesta, capite bene che l'aria che tira viene confermata con un odore ben poco gradevole. 
Ovviamente c'è in tutto questo anche la battaglia politica e mi vien da ridere a scriverlo e pensarlo. Figuriamoci se poteva mancare una presa di posizione per il tentativo di accaparrarsi quello 0,qualcosa. Sì perché è innegabile che chi ieri era su quei carri (opposizioni stranamente e finalmente tutte unite) o a sostenere la manifestazione abbia cultura ed idee ben diverse da quelle adesso "di maggioranza". Ma altrettanto innegabile è che gli stessi che protestano adesso contro le iniziative governative, quando erano loro al Governo non hanno messo nelle condizioni certi diritti o certe tutele di non essere attaccati dal primo illuminato neofascista del caso. Anzi. Non hanno né allargato né minimamente "normato" valori e diritti che sventolano adesso da quei carri. Da dove, evidentemente, erano scesi. Adesso che ci sono risaliti quei carri sono più belli. Speriamo che sia mantenuto bene a memoria il tutto se/quando torneranno a sedere sopra le sedie decisionali.
Nel frattempo continuano le discriminazioni, le violenze, le evidenti mancanze di tutele e diritti. Ma come sempre ci diranno che ci sono altre priorità (come se quelle venissero affrontate tra l'altro), che in fondo alcuni diritti ci sono e quindi "che se li facessero bastare", che su certe cose esiste la morale comune contro cui non si può andare e se accade si deve chiedere scusa. Umilmente. Come sudditi al padrone. Perché in fondo questa è la loro visione, quella di una "gentile concessione" lasciata al cuore di chi ha dalla sua potere e/o status di non diversi. Ed invece si tratta di Diritti. Universali. 
Ma vai a farglielo capire.....