mercoledì 12 febbraio 2020

...riassumendo...

Cercando di non perdere per strada spunti interessanti si cerca, "A MIO MODO E COL MIO PASSO", di riassumere spunti e racconti per non rimanere indietro.
.....
"...descrivere colori, profumi, suoni di un posto avvicina il lettore al posto stesso..."
"...se un dettaglio colpisce chi scrive è probabile che colpisca anche ci legge..."
"...anche le basi numeriche e statistiche possono raccontare se descritte nel giusto ambito e con il modo corretto..."
"...per avere le informazioni più complete è fondamentale attivare la curiosità..."
"...empatia con le proprie fonti di racconto è fondamentale per il messaggio da far passare..."

domenica 9 febbraio 2020

...uccia uccia...

Campionato - 23^
FIORENTINA - ATALANTA = 1 -2
GOAL: Chiesa, Zapata, Malinovski
LA PARTITA
Arriva Gasperini e la sua Atalanta e dopo due sconfitte ed un pari nelle ultime tre partite non è esattamente la partita più facile per mister Beppe. La conferma del 5-3-2, di Igor per Caceres e di Cutrone davanti sono gli elementi iniziali per partire. L'inizio è tutto nerazzurro con Ilicic che ci fa vedere poco la palla quando il gioco passa dalle sue parti e che prova anche a farci male come al solito ma trova il Drago a rispondere presente e Pasalic poco preciso nel concretizzare. Nel momento di spinta maggiore atalantina Chiesa trova un gran bel gol e ci porta in vantaggio, ma la trama della gara non cambia. La vediamo poco o niente anche se in realtà non rischiamo così tanto; si arriva all'intervallo in vantaggio. Si riprende e con "NESSUN TIPO DI SFORZO" Gomez gioca sul filo del fuorigioco e serve un pallone solo da spingere dentro a Zapata, pareggio dopo pochi minuti della ripresa. Il nuovo entrato Vlahovic sembra vagamente più presente di Cutrone che ha sostituito ma è davvero questione di sfumature che si concretizzano in un'azione vagamente pericolosa. E' invece l'Atalanta a farci male con un tiro da fuori di Malinovski, la concluisone era apparsa poco pericolosa ed invece sarà il tiro vincente della gara. Mancherebbero più di venti minuti alla fine, ma non siamo in grado di costruire nemmeno mezza occasione degna di nota. Finisce tra gli sbadigli. 1-2.
Poco da dire. Abbiamo giochicchiato una partituccia uccia uccia e l'Atalanta ha fatto valere il fatto di essere più forte di noi, senza dover nemmeno scomporsi o impegnarsi più di tanto. Abbiamo fatto un tiro in porta in novanta minuti, zero nella ripresa quando dovevamo recuperare,. Poca grinta e pallino del gioco sempre nelle mani avversarie. E' vero che non abbiamo subito assalti o sofferto chissà quanto ma se devono essere queste le consolazioni all'ennesima sconfitta casalinga, beh mi sembra davvero poca roba. Robuccia, come la partita. Uccia.
FORZA VIOLA...sempre...
LE PAGELLE
Dragowski 5
Lirola 6
Milenkovic 5,5
Pezzella 6
Igor 6,5
Dalbert 5,5
Benassi 5
Pulgar 5
Castrovilli 6
Chiesa 6,5
Cutrone 5
Vlahovic 5,5
Sottil SV
Badelj SV
All. Iachini 5,5
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: Cutrone
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...tutto questo buonismo, fratellanza tra società, tutti bravi, tutti positivi..muah...tu mi rammenterai...manca solo il gemellaggio...oggi è la giornata di Benassi, oddio anche Pulgar eh...che se ne perde degli altri di palloni?!?!...partita da quattro ma si passa in vantaggio...dopo il gol un'anticchia meglio poca roba comunque...noi punizioni alla moviola loro gol e gollonzo....ora riparte la bambola che si va in B...è ritornata fuori la squadra di Montella, ma icchè c'ha questa gente che 'unglitorna?..."

sabato 8 febbraio 2020

Contesti e contenuti

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 374

Contesto e contenuto. Spesso si trovano abbinati in quelle che sono definite "le buone prassi" della comunicazione, ma non solo. In pratica, la rivisitazione ampliata del "non uscire fuori tema" della prof d'Italiano quando scrivevi i temi in classe.
In un paese legato clamorosamente alle cose futili ed alle polemiche su di esse, il Festival di Sanremo rappresenta una tappa fissa dell'italico calendario. Che venga più o meno ammesso, praticamente a tutti l'appuntamento ligure ricorda "LA CENA CANTANDO SANREMO" di tempi più o meno andati. Personalmente, non sono mai stato un appassionato del festival ma allo stesso tempo non ho nemmeno una posizione estranea a prescindere. 
Quello che invece ho da sempre trovato lontano dal senso della misura e della logica è la voglia di spettacolizzare e rendere una rassegna di una ventina canzoni come il "fatto del mese" ( o addirittura oltre). Fuori contesto rispetto al contenuto tanto per riprendere il mio incipit. 
Discussioni e censure di canzoni o parole, pretestuose prese di posizioni sugli organizzatori ed i loro remuneratissimi ingaggi, contenziosi politici sugli ospiti e gli artisti ma soprattutto un pieno continuo di polemiche. Tra quelle di quest'anno, più o meno costruita ad arte, quella che ha visto coinvolto lo stesso presentatore e la sua conferenza stampa pre-Festival. 
Sono state fortemente criticate infatti le continue definizioni basate quasi esclusivamente sulla bellezza delle co-conduttrici da parte di Amadeus. E non solo. Forti critiche anche e soprattutto all'esaltazione dello stesso direttore artistico delle doti delle sue colleghe di riuscire a stare accanto ad un uomo di successo, anzi "un passo indietro", si chiamasse lo sportivo di turno Valentino Rossi o Cristiano Ronaldo. Questo solo un esempio di quello che da sempre circonda il Festival, questo quello che non riesco a sostenere e che mi fa passare "un po' di sentimento". Come dicevo, trovo da sempre il tentativo di andare oltre le canzoni, messo in atto dai diversi organizzatori che si sono succeduti negli anni, fuori contesto. 
Per poi magari ricredermi. Cosa che è puntualmente accaduta questa settimana o meglio martedì quando Amadeus ha lasciato il palcoscenico alla "bella" (per rimanere in tema) Rula Jebreal. 
Con gli occhi puntati addosso vista la premessa e con la sempre puntuale presa di posizione politica ("non si può invitare una persona così schierata") di chi evidentemente non ha niente di più importante a cui pensare (e pensare spesso è un verbo fuori luogo) Rula aveva un compito difficilissimo. Quello di accendere la luce, ben oltre mezzanotte, su un argomento tanto importante quanto ostico da digerire. Per chi questo argomento non lo può credere ancora così attuale nel 2020 ma che invece lo è maledettamente sempre di più. Quello che mette al centro un vero e proprio incredibile dramma: la violenza sulle donne.
Più o meno ogni tre giorni una donna viene assassinata. Prendete una settimana. Ecco. Di questa ipotetica settimana, ogni ipotetico mercoledì ed ogni ipotetico sabato si tingono di rosso sangue e di nero lutto. Ogni ipotetica settimana, due donne uccise realmente. E per quelli che "prima gli italiani", proprio di Italia stiamo parlando non di chissà quale paese additato di scarsa considerazione del genere femminile. 
A questo dato vanno aggiunte le violenze non terminate in morte, le violenze psicologiche, gli abusi. Dati che sconvolgono. Che fanno sputare bile. Che dovrebbero portare ad una vera e propria mobilitazione. 
Con il peso di dover e voler "rappresentare" tutto questo. Con l'emozione del palco. Con il proprio vissuto familiare proprio in questo argomento, messo a disposizione della causa. Rula Jebreal ha dato una lezione enorme. A tutti. Di essere un passo non indietro, non avanti. Oltre. Oltre lo schifo, oltre la tragedia, oltre le polemiche. Ha aperto i cuori ed ha messo sale nelle ferite di chi questo argomento purtroppo lo conosce da vicino. Ma quel sale che stimolando le cicatrici mai totalmente chiuse, deve aiutare tutti a non perdere mai l'attenzione e la concentrazione su questo drammatico punto. “Questo è il momento che queste parole diventino realtà. Per farlo dobbiamo lottare e urlare da ogni palco, anche quando ci diranno che non è opportuno. Io sono diventata la donna che sono grazie a mia madre e mia figlia. Lo dobbiamo a loro, a tutte noi, a una mamma, una sorella, una vicina, agli uomini per bene, all'idea di civiltà e di uguaglianza, e a quella più bella, la libertà. Uomini, lasciateci essere quello che vogliamo, siete i nostri complici, indignatevi insieme a noi quando ci chiedono cosa abbiamo fatto per meritarci quello che abbiamo”.
E finalmente ho apprezzato il fuori contesto, perché ho sentito immensamente forte e centrato tutto il contenuto.

mercoledì 5 febbraio 2020

...riportando...

Con la fortuna di poter ascoltare più voci raccontare la propria esperienza il concetto che "OGNUNO HA LA SUA STORIA" è ancora più facile da assimilare, provando a riportare gli elementi da sottolineare.
.....
"...se si vede come obbligo quello di comunicare per forza qualcosa, si perde in rilevanza..."
"...più una cosa la descrivi coi dettagli e più la fai vivere..."
"...per cercare più dettagli è necessario allargare il più possibile le proprie fonti..."
"...anche nel racconto della cosa più piccola bisogna avere in testa il percorso da raccontare..."
"...il buon racconto fa entrare il lettore da subito nella scena ed in quella poi l'accompagna..."

domenica 2 febbraio 2020

Sempre così in quel postaccio...

22^ - Giornata
JUVENTUS - FIORENTINA = 3 - 0
GOAL: Ronaldo (R), Ronaldo (R), De Ligt
LA PARTITA
Le premesse del pregara portano Beppe a cambiare uomini ma non l'impostazione del classico 3-5-2 pardon 5-3-2. Due dei tre centrali difensivi squalificati, Castrovilli ancora ai box, Badelj ai margini degli undici titolari. L'ondata di rinforzi dell'ultima giornata di mercato è arrivata troppo tardi o troppo....rotta per questa gara. Gioca infatti dal primo minuto il solo Igor, anche lui arrivato solo due giorni fa, ma dietro alternative non ce ne sono. Come interno di centrocampo a sorpresa invece Ghezzal fuori ruolo.
La prima mezz'ora, tranne due tiri da fuori facilifacili di Betancur e Pulgar, la trama è facile: #juvemerda padrona del palleggio e noi belli chiusi dietro. Siamo ordinati e corti tanto che non soffriamo praticamente mai, nemmeno quando quello con lo chignon si tuffa modalità Cagnotto in un paio di circostanze. Alla mezz'ora in un'uscita ben coordinata troviamo un colpo di tacco al volo di Chiesa che il portiere codice fiscale polacco respinge con un miracolo. Dall'angolo Lirola al volo lo impegna di nuovo e sulla successiva risposta Chiesa arriva tardi su un tiro cross. Tre occasioni tutte insieme, roba da stropicciarsi gli occhi. I gobbi ripartono nel palleggiare e provano a pressare un po' di più trovando un braccio appena largo di Pezzella su un tiro dal limite. VAR e #ecometesbaji rigore, che può anche starci ma a parti inverse non sarebbe stato dato mai o quasi. Ronaldo trova l'angolo e si va all'intervallo sotto. Nella ripresa la trama della partita non cambia e tranne un paio di incursioni di Benassi (una fuori di un niente) non creiamo grandi basi per provare a pareggiare la gara. La #juvemerda trova un'occasione importante quando Dragowski compie un miracolo per respingere un tiro ravvicinato di Higuain. Poi ci sono alcuni tiri da lontano e poco altro. Noi sembriamo in difficoltà a creare occasioni importanti (tranne appunto quella di Benassi) e solo con un paio di cross respinti e ribattuti ci avviciniamo al pari. Proprio mentre proviamo ad alzare baricentro e ritmo arriva il classico rigorino inesistente a chiudere la gara. Ceccherini ha la responsabilità di fare il difensore con la maglia sbagliata e nonostante il richiamo al VAR, l'arbitro non ha dubbi. #ecometesbaji e due come i gol di Ronaldo. La partita per noi finisce qui per i gobbi no, che invocano il terzo rigore per un colpo di anca (bisogna riconoscere che sono spiritosi in fondo...) e poi trovano il terzo gol con De Ligt che di testa solissimo dopo un calcio d'angolo chiude la partita su un ingiusto 3-0.
Il commento migliore al match lo fa Commisso a fine gara: "Sono disgustato, la Juventus non ha bisogno di questi aiuti è già la più forte lo dimostri da sè senza aiuti". Lode a te oh presidente. Partita che avrebbe dovuto portare un punto ampiamente meritato per la squadra viola e che è stata decisa da due rigori. Uno soggettivo ed uno inesistente. Peccato. Abbiamo mostrato limiti ed una impostazione prettamente difensiva, ma le occasioni più nitide nel primo tempo le abbiamo avute noi. Peccato aver affrontato la gara senza alcuni giocatori e soprattutto con il buco completo in mezzo al campo. Ma quel che è sembrata decisiva è stata l'inferiorità numerica tra gli uomini vestiti di giallo. Nonostante "I SOLCHI FATTI IN QUESTO POSTO" nei molti anni in cui i match sono più o meno andati sempre così, uno non è mai troppo pronto a veder perdere così. Peccato davvero.
FORZA VIOLA...sempre...
LE PAGELLE
Dragowski 6,5
Ceccherini 7
Pezzella 6 - -
Igor 7
Lirola 5,5
Pulgar 5
Benassi 6
Dalbert 5,5
Ghezzal 5
Chiesa 5,5
Cutrone 5
Vlahovic 5,5
Sottil SV
Agudelo SV
All. Iachini 6 
Il MIGLIORE: CECCHERINI
Il peggiore: Cutrone
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...ma che ha fatto quest'altro? Doppio tacco a due metri e l'ha presa....iolaeee.....dopo queste cinque occasioni mancate in 130 secondi sono più fiducioso....ecco appunto...un'sirisegnerà mai.....si meriterebbe il pareggio....ma un'sipole vedere una partita così, poi danno la colpa agli stadi....anche ad avere voglia ti fanno vomitare...inizia a buttarsi prima dello scontro ed è già in volo quando si scontrano con le spalle....dando questi rigori ne dovrebbero dare sei a partita...ma anche il primo: una fucilata da tre metri mentre si gira....sennò leghiamogli le mani dietro la schiena ai difensori...ora vedrai ti daranno un rigorino dubbio al 92' per dire poi "eh ma anche loro"...."

sabato 1 febbraio 2020

Ciao Kobe

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 373

Domenica scorsa, cena quasi pronta ed uno sguardo buttato distrattamente a Sky TG24 prima di mettersi a tavola. E quella lettura di corsa del titolo dell'ultim'ora come ultimo gesto prima di sedersi. Come nei film, la testa e gli occhi che vanno oltre per poi tornare indietro perché qualcosa di strano li cattura. Provano a rileggere. Mettono a fuoco con difficoltà quelle parole che continuano a sembrare slegate. Il sito TMZ. Incidente di un elicottero. Kobe Bryant. Morto. "QUELLA MERDA INTORNO" al loro significato esplode. Il tentativo di verificare se qualche altro sito/agenzia fosse già in grado di confermare o meno. Qualche minuto di "silenzio informativo". La strana sensazione di essere, per qualche piccolo frammento temporale, l'unico tenutario della notizia, ben sapendo invece che non era così. Erano tutti attoniti alla ricerca di appigli che negassero la tragedia. Invece poi i primi "rilanci" ed i primi segnali che andavano nella direzione opposta, per arrivare infine alle conferme. Ed in quel momento, la voglia di condividere con chi ti aveva fatto vedere più volte video ed azioni di quel 24 in viola e il giallo attraverso un "Ohcazzokobebryant" come spontaneo messaggio quasi autocompilato.
Non sono un conoscitore dell' NBA nè un esperto. Ho perso la testa da ragazzino per Michael Jordan tanto da seguire come e quanto possibile per l'epoca i suoi incredibili numeri ed i suoi voli diventati marchio di fabbrica....in tutti i sensi visto l'abbinamento con Nike come testimonial e non solo. Ed a MJ o poco più sono rimasto. Per movenze ed importanza Kobe era stato da tanti e per tantissimo tempo avvicinato, paragonato, fotografato proprio come il nuovo Jordan. Da qualche giorno in rete gira un video che fotogramma per fotogramma li avvicina quasi a sovrapporli nelle movenze, nella semplicità di gioco, nell'esplosività. Non c'è bisogno quindi che arrivi un inesperto come me a dire chi fosse Kobe Bryant, sarei fuori luogo. Posso descrivere solo le sensazioni, anche queste certamente non esclusive, provate appena realizzata la notizia. Una stretta allo stomaco data da un mix di incredulità, sorpresa e tristezza.
Evidentemente le stesse sensazioni di tantissimi che hanno provato a "salutare a modo loro" il grandissimo campione. Chi dedicandogli poche righe di una canzone, chi postando una foto, chi mettendosi alla ricerca del materiale per realizzare il video di cui sopra, chi con un semplice RIP.
Ovviamente son partiti anche quelli che in questi casi vanno oltre per distinguersi. Chi ricorda che non muore solo Kobe Bryant in incidente. Chi fa notare che "l'originalità dell'elicottero gli è costata cara". Chi sottolinea come fosse "forse" un campione ma avesse anche "lati oscuri".
Due i casi principali fra questi casi andati oltre. Per primo quello di chi ha trasformato la tragedia facendone un "trend topic" da cavalcare. Parlo dei comunicatori della Lega che ad un tweet di cordoglio hanno aggiunto # di propaganda per il voto in Emilia (ancora in corso al momento della notizia). "Disguido tecnico, ci scusiamo" è stata la spiegazione successiva alla cancellazione. Ma ovviamente ormai lo screen dello stesso tweet era già diventato già virale. La pubblicità su un messaggio di cordoglio a pochi minuti da una tragedia del genere, è davvero il punto più basso (almeno per ora) raggiunto dallo stile social di certi account. Evidentemente qualcuno continua a considerare il mondo a cui comunica il suo "verbo" come "ripescato dalla piena" ed il livello di decenza come elemento di inutile considerazione.
Infine quasi in contemporanea con il tweet rimosso della Lega, Felicia Sonmez, una giornalista del Washington Post, per ricordare Kobe ha ri-pubblicato sul suo accont twitter un articolo di una ventina di anni fa. Nel pezzo si affrontava e ripercorreva una vecchia inchiesta relativa alle accuse di stupro ricevute da Bryant. Coperta da critiche, insulti e minacce si è difesa dicendo che stava facendo informazione. Aggiungendo una denuncia pubblica delle minacce arrivatele dopo il post, pubblicando gli "screenshot" (presenti anche in questo caso) degli utenti più arrabbiati. Il giornale l'ha sospesa (per poi sospendere la sospensione...) criticando il suo modo di usare i social, sia per l'opportunità dell'articolo sia per la pubblicazione di riferimenti privati da parte degli utenti che la contestavano. Difficile da parte mia affrontare un discorso sul corretto uso dell'informazione e sulla successiva censura da parte del giornale (come dicevo, poi rientrata anche a seguito di proteste dei colleghi della stessa Sonmez). Credo però che quel tweet, al ricordo di un campione super acclamato appena morto a quarantadue anni in un incidente aereo con la propria figlia ed altre sette persone, "non aggiungesse proprio nulla, anzi..." (cit Edo). Ho ritenuto esagerata anche la sospensione successiva della giornalista da parte del giornale ma in questo caso ammetto di non conoscere nello specifico il regolamento interno sull'uso degli account privati e nel dettaglio tutte le info pubblicate dalla Sonmez. Penso però che ad un errore di opportunità e tempismo si sia sommato un errore decisionale da parte del giornale, amplificando ancora di più la cosa.
In generale credo che "l'opportunità" di certe parole/pubblicazioni in certi momenti, dovrebbe stare alla base di tutto, specie di chi dovrebbe conoscere momento e peso delle parole per mestiere.
Forse quindi in certi casi quello che può sembrare banale come una parola triste, un pensiero dolce o un'immagine di ricordo tanto fuori luogo o scontato non è. "A forza di cercare l'eccentricità si fa il giro e si torna più indietro della banalità". Mi piace chiuderla così.
Non prima però di aver detto la mia, di banalità. Ciao Kobe. E grazie per tutte le magie che ci hai regalato.

giovedì 30 gennaio 2020

Pronostico rispettato

Coppa Italia - Quarti di finale
INTER - FIORENTINA = 2 - 1
GOAL: Candreva; Caceres; Barella
LA PARTITA
Andiamo a giocarci questi quarti di finale senza gli elementi di maggior prestigio: Pezzella, Castrovilli ed il lungo degente Ribery. Chiesa è in campo ma non se ne sono accorti in molti. Dall'altra parte, per rispondere al "CHI PRENDE L'INTER" del Poeta, i nerazzurri portano tra campo e panchina i nuovi acquisti: Moses, Young ed Eriksen. La partita è bruttarella anzichèNO. Senza  rischiare più di tanto, siamo chiusi dietro e proviamo a ripartire. Ci riusciamo con Lirola che sfiora il gol ma sarebbe stato un jolly visto il livello zero delle occasioni di tutto il primo tempo. Jolly che pescano invece gli avversari quando Ceccherini inciampa non si sa su cosa perde equilibrio e fornisce un involontario assist a Candreva spiazzando Terracciano. A due minuti dall'intervallo andiamo sotto. 
Ad inizio ripresa Lautaro è un fiume in piena e ci prova più volte senza in realtà andarci vicinissimo ma dando l'impressione che nell'aria stia tirando il vento del raddoppio. Ed invece improvvisa arriva la zuccata di Caceres per il pareggio. Chiesa subito dopo offre un pallone d'oro a Vlahovic che si incarta e non incide, occasione del vantaggio che Barella invece non manca trovando un gran bel gol. Sostanzialmente finisce qui "tugliel'hai bell'è rifatto un'attro go' sì". I cambi non incidono e di grandi occasioni non se ne ricordano. Finisce due a uno.
Partituccia. Abbiamo tenuto senza sbracare e senza essere mangiati. Abbiamo avuto anche l'occasione per andare avanti (Lirola sullo 0-0 e Vlahovic sul 1-1) ma non abbiamo mai dato la sensazione di essere in grado di portarla a casa. Era un po' scritta l'eliminazione e quindi pronostico sostanzialmente rispettato, senza troppo rammarico e senza troppe imprecazioni. Adesso due giorni per provare a rafforzare una rosa che sembra offrire davvero poche alternative e poi ci attendono i gobbi. Vedremo. Intanto mi porto avanti: #JUVEMERDA .
FORZA VIOLA...sempre...
LE PAGELLE
Terracciano 6 +
Milenkovic 5,5
Ceccherini 5 +
Caceres 6,5
Lirola 6,5
Pulgar 5,5
Badelj 5,5
Benassi 6 -
Dalbert 6 +
Vlahovic 5
Chiesa 5 +
Cutrone 5,5
Sottil SV
Ghezzal SV
All. Iachini 6
IL MIGLIORE: CACERES
Il peggiore: Vlahovic
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...ma Ranocchia è quel Ranocchia?!? Comunque le avessimo giocate tutte così avevamo 15 punti in più in campionato...specie se quell'altro fenomeno non scivolava....il secondo gol bello poco da dire, lo facesse Pulgar un gol alla Barella....comunque oh...quelli boni ovviamente tutti con i problemi eh...Ribery, Chiesa, Castrovilli....speriamo Lirola 'unmigliori parecchio sennò le ultime partite di campionato le si giocano con Venuti...comunque peccato, in semifinale volevo andarci solo quasi per i commentatori rai ..."

mercoledì 29 gennaio 2020

...raddoppiando...

Quando gli impegni raddoppiano, la "MUSICA DENTRO CHE NON SMETTE DI SUONARE" ti tiene compagnia per un tempo più lungo e ti accompagna nel tentativo di non dimenticare niente, costringendoti al doppio bignami per tenere la giusta traccia.
.....
"...preparazione per scrivere modo corretto..."
"...raccontare mettendosi nei panni di chi legge..."
"...andare oltre la facciata..."
"...trovare il proprio modo di raccontare le storie..."
"...non perdere mai l'equilibrio tra coerenza e fantasia..."
.....
"...usare sempre un divertito distacco..."
"...la scrittura è tono, ritmo, musicalità..."
"...raccontando si deve riuscire a far passare il bello..."
"...mantenere sempre lo sguardo di chi osserva per la prima volta..."
"...ossessiva cura della parola e del proprio stile..."

lunedì 27 gennaio 2020

Ottimismo


Fossi un dirigente M5S e non fossi in un pub ubriaco per dimenticare la scoppola presa in Emilia e Calabria con percentuali da prefisso telefonico, guarderei alla serata di ieri con un briciolo di ottimismo. Primo perchè un tracollo del genere non è replicabile dato che perdere più di 20 punti% avendone solo 5 diventa impossibile a livello matematico. Secondo perchè a cantare il "de prufundis" ieri sui mezzi d'informazione c'erano i soliti giornalisti/direttori/superesperti/sondaggisti/politici/figlidipolitici che nel 2014 dopo le elezioni europee suonavano la stessa musica con il testo "il M5S è finito a favore del Pd di Renzi che vede in questo 40% una tappa di avvicinamento alla possibile maggioranza assoluta". Visto che nel 2018 poi il M5S ha preso il 32% e il PD di Renzi il 18%....come dire....

domenica 26 gennaio 2020

Tristarello ma utile

CAMPIONATO - 21^
FIORENTINA - GENOA = 0 - 0
GOAL: ---
LA PARTITA
Consci del nostro campionato e dell'obiettivo di arrivare il prima possibile alla soglia 40, che dovrebbe indicare salvezza, quella di ieri sera era una sfida importantissima. Vincendo infatti, con già alle spalle le sconfitte di Spal e Brescia negli anticipi degli anticipi, sarebbe stato un gran bel salto. BeppePicchiaPeNoi decide di confermare modulo ed uomini ad eccezione della sostituzione dello squalificato Dalbert. Venuti il prescelto per sostituirlo. Dopo il saluto a Narciso (ciao Labaro Viola..) con un silenzio pieno di rispetto ed emozione si comincia. Partiamo bene, con ancora il vento della vittoria di Napoli a soffiarci alle spalle e spingerci verso un gioco fluido e ricco sin da subito di pericolosità. Tanto che dopo pochi minuti è la traversa a dire di no a Milenkovic. Proprio mentre sembriamo poter crescere ancora di più e qualcuno azzarda un "è maturo" arriva la doccia fredda. Pezzella sbaglia clamorosamente intervento ed abbatte Favilli è rigore. "Via giù Drongoski prima o poi un rigore lo parerà" ci facciamo forza in curva e come se ci sentisse il portiere polacco ci mette un piedone sul tiro centrale di Criscito e respinge. E' il tredicesimo e mentre la Fiesole intona il coro per Davide cambia la partita. La sicurezza che per dodici minuti ci aveva accompagnato svanisce piano e solo due conclusioni di Chiesa riaccendono qualche speranza. Ma la squadra appare slegata e tra centrocampo e difesa si vedono tantissimi sbavature a cavallo del primo e del secondo tempo. Imprecisioni soprattutto in ri-partenza che per fortuna un Genoa abbottonato non sfrutta. Cutrone si nota per una conclusione larga al volo mentre la preoccupazione più grande è quando Castrovilli deve lasciare in campo per un malore non ben compreso. Il suo sostituto Eysseric ci prova da lontano, più o meno dal freezer dove era finito; ma sono due tiri con poca speranza. Ben altro pericolo quello che porta Chiesa che però è un po' impreciso ed un po' egoista nella conclusione. Nel finale ci affidiamo invece a tre paratone decisive del nostro Drago che salva letteralmente il risultato sulle tre occasioni più limpide della partita. "DI CERTI MIRACOLI" si pensava onestamente di non aver bisogno contro l'ultima in classifica, ma li prendiamo volentieri per uno 0-0 finale tristarello ma utile. 
Che dire? Un buon inizio seguito da una partita un po' impaurita di una squadra molto slegata e con un gioco impreziosito solo da alcune giocate personali di alcuni che hanno sicuramente tratto giovamento dalla cura Iachini (Chiesa e Lirola soprattutto). San Drago ci ha messo tanto del suo per tenere Genoa e zona B a dieci punti. Peccato non aver sfruttato l'occasione di mandarli ancora più lontani e ribaltare il vantaggio negli scontri diretti....si sa mai.... :-) Comunque sia, accontentiamoci.
FORZA VIOLA...sempre..
LE PAGELLE
Dragowski 8 +
Milenkovic 5,5
Pezzella 4,5
Caceres 5
Lirola 6,5
Benassi 5
Pulgar 5,5
Castrovilli 6,5
Venuti 5,5
Chiesa 6,5
Cutrone 5,5
Vlahovic 6
Eysseric 6 - -
Olivera SV
IL MIGLIORE: DRAGOWSKI
Il peggiore: Pezzella
All. Iachini 6 - - 
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...alla fine il baco l'è Pezzella, altro che Badengi....ma icchè c'ha? L'è spaesato tipo me quando m'alzo al buio a metà nottata per andare a pisciare...però la gente che infamava Dragowski ora indol'è?!!?! Comunque punto in casa e tre fuori, media inglese perfetta...siete troppo negativi, avete bisogno di positività....peppeppeppeeppeeeee..."

venerdì 24 gennaio 2020

Percorsi senza memoria

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 372

Da sempre le campagne elettorali stimolano il "portaAporta", da ben prima che Bruno Vespa ideasse la sua trasmissione e gli trovasse quel nome. C'è ovviamente chi, per risaltare, deve sempre andare oltre e dare nuovi significati a certi concetti. Credo però che, come è ormai triste abitudine in questo corto circuito continuo che viene chiamato politica, si sia oltrepassato "IL DRAMMA LA COMMEDIA" di molto. Il senso del ridicolo e/o del comico ha lasciato infatti spazio al pericoloso. 
Nei giorni scorsi infatti, l'ex Ministro dell'Interno (...) ha visto bene di trasformarsi nel vendicatore coraggioso e citofonare a quello che, secondo le voci di alcuni cittadini, era l'appartamento di una famiglia di spacciatori. Quando ho letto il lancio della notizia, ho pensato di aver capito male. O meglio, l'ho sperato. Resto in fondo, forse, un sognatore.
Il video postato in rete mi ha chiarito però ogni possibile dubbio. E' davvero drammaticamente istruttivo. Lascia senza parole, sia il gesto in se che l'atteggiamento. Per non parlare di tutto quello che lo circonda. Fa trasparire il senso ed il rispetto dello Stato e delle persone da parte di chi dello Stato e delle persone è stato ed è rappresentante, anche di cariche importanti. O meglio evidenzia la sua totale mancanza di rispetto.
Del suddetto ed attuale corto circuito ci sarebbe da ridere se la situazione non fosse così drammatica e così è anche per questa vicenda specifica. L'ex Ministro dell'Interno che ascolta le lamentele di parte degli abitanti di un quartiere e, con il diritto attribuitogli dai sondaggi di opinioni sulle preferenze elettorali, citofona chiedendo di entrare nella casa di perfetti sconosciuti e richiamando gli stessi alla calma ed alla loro necessità di sfruttare l'occasione che gli stava fornendo. Quella di difendersi rispetto alle "accuse" di cui sopra. Lo stesso ex Ministro da sempre schierato (almeno a parole) dalla parte delle Forze dell'Ordine che invece di rivolgersi a loro per una denuncia di reato, li salta a piè pari cercando di risolvere la cosa ben oltre il giustizialismo personale. Credo che questo continuo inseguire il centro della scena e qualcosa di comunicativamente sempre più eccessivo, sia sfuggito di mano molto tempo fa ed adesso tocca vertici pericolosi.
"Cari amici cominciate a prepararvi alla risposta che i prossimi ad essere 'citofonati' siamo noi omosessuali" ha scritto nei giorni scorsi un ragazzo che seguo su twitter. L'abbinamento è forte e riporta a Niemoller ed alla sua:
...quando i nazisti presero i comunisti, io non dissi nulla perché non ero comunista. Quando rinchiusero i socialdemocratici io non dissi nulla, perché non ero socialdemocratico. Quando presero i sindacalisti, io non dissi nulla perché non ero sindacalista. Poi presero gli ebrei, e io non dissi nulla perché non ero ebreo. Poi vennero a prendere me. E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa...
Eccessivo il tweet? Eccessivo il richiamo alla poesia di nere esperienze del passato? Chissà. Certo è che, anche in passato, tutto ha avuto un inizio più o meno diverso rispetto a tutto il percorso successivo. Vorrei che non si fosse di fronte a questo. La paura è che situazioni come la citofonata libera dell'ex Ministro della Repubblica possano essere l'inizio di un percorso, mentre sarebbe bello fossero la fine di quel corto circuito. Una fine che cadrebbe nel momento migliore, proprio in prossimità del giorno della memoria di lunedì. Mentre scrivo già so che non potrà mai essere così, che questo percorso purtroppo continuerà. Senza memoria, quella che sembriamo aver perso tutti.

mercoledì 22 gennaio 2020

...esplorando...

Mentre la ricerca del proprio linguaggio prosegue con le indicazioni che si susseguono "UNA DIETRO L'ALTRA" si continua a tenere traccia passo dopo passo:
.....
"...creare il proprio paesaggio umano attraverso la fotografia dei personaggi..."
"...anche i colpi di scena devono essere ben programmati..."
"...i personaggi non parlano come gli autori, non sono i loro cloni..."
"...cacciatori di parole per sorprendere chi ci ascolta..."
"...attenti ai particolari ed alle cose che ci succedono intorno..."

sabato 18 gennaio 2020

Film e treni

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 371

E' un po' così che funziona. "UN BEL PO' DI ROUTINE" nei percorsi che vengono fatti dalla cosiddetta opinione pubblica. Il nove gennaio scorso, a pochi giorni dall'anniversario della sua scomparsa (venti anni), è uscito al cinema "Hammamet", opera di Gianni Amelio con protagonista Pierfrancesco Favino. Ma la sua uscita è stata anticipata (e tutt'ora seguita) da un focalizzarsi di commenti ed opinioni sul film stesso ma soprattutto sulla storia che racconta.
Per i pochi che non lo sapessero, "Hammamet" infatti mette in scena gli ultimi mesi della vita di Bettino Craxi. Focalizza l'attenzione sulla vicenda umana dell'ex presidente del consiglio, fotografando l'ultimo periodo della sua vita ed evidenziandone contraddizioni e relativi stati d'animo del protagonista e delle persone vicine.
Ho visto il film. E' un racconto davvero molto "intimo", quasi privato. Talmente privato da non venir mai nominato, ad esempio, nè il nome nè il cognome di Craxi, evidentemente troppo pubblico. Intimo e familiare tanto da incentrarsi quasi esclusivamente su questa parte della sua vita e dal rendere solo di accompagnamento le eventuali responsabilità, vicende politiche e processuali. Chi si aspetta il racconto storico di quel periodo ne rimane deluso, ma sono convinto che non fosse questo l'obiettivo del regista. Non la cronaca dei percorsi del partito socialista dell'epoca e del suo leader ma il finale della vita di un uomo e dei suoi legami. Tanto che il film ha pochissima azione, molto dialogo ed infinite pause. Come nelle caratteristiche comunicative di Craxi. Nonostante un'interpretazione stellare di Favino (sorprendente anche per chi lo ritiene un mostro di bravura) personalmente l'ho trovato lento, maledettamente troppo lento. Ma questo è solo un parere di chi ha pochissima autorevolezza e conoscenza in campo cinematografico. Personale valutazione che mi porterebbe a darebbe al film un cinque, per di più influenzato in positivo dal voto altissimo per un Favino davvero strepitoso. Giudizio legato ripeto alla sensazione del film come racconto di una storia di una persona (solo in parte personaggio) e non ai mancati riferimenti di cronaca ed a vicende "storiche". La cosa in realtà che mi ha colpito di più è avvenuta fuori dal cinema. E non parlo della coda al botteghino.
Parlo della fila di valenti opinionisti sull'argomento: giornalisti, direttori, politici....nani, ballerine e tuttologi storicopolitici tutt'attaccato che si sono iscritti a parlare. Il film ha portato infatti la biografia di Craxi, e soprattutto la rivisitazione della stessa, ad essere al centro della scena e della cosiddetta opinione mediatica. Tutte le analisi così impostate hanno tralasciato volutamente il merito del film "..ci mancherebbe....che vuoi che sia...in fondo si parlavo proprio di quello". Il confronto sul film è passato in secondo (anche terzo) piano perchè tutti sono stati troppo impegnati a rivalutare l'azione politica del leader socialista, a cercare di re-inquadrare la vicenda personale ed a catalogare come resistenza ad una persecuzione giudiziaria la sua ultima dimora tunisina. Tutti senza entrare in un'analisi ponderata delle vicende che partono sì da percorsi politici più o meno apprezzati e più o meno lungimiranti ma che finiscono anche in vicende giudiziarie passate in giudicato (ed altre sospese per prescrizioni e/o morte dello stesso Craxi). Se proprio era necessaria, l'analisi dell'attività dello stesso leader socialista l'ho trovata stucchevole. Non ho sentito infatti mai avviare un giudizio attento su tutto il percorso pubblico del protagonista del film. Ho sentito invece sempre partire il treno del revisionismo, con vari vagoni: riabilitato, presunto colpevole, esule, gigante, al confino, perseguitato, statista, incompreso, vittima. Tutti partendo dal film "Hammamet". Che invece nelle intenzioni di Amelio era solo il racconto di travagliati percorsi intimi di un uomo che aveva conosciuto le luci della ribalta e del potere italiano ma che si ritrovava a vivere gli ultimi giorni della sua vita molto lontano da tutto questo, non solo geograficamente.
Per questo, ogni volta che in questi giorni sento qualcuno di questi "intellettuali" prendere la parola sull'argomento e salire sul treno revisionista di cui sopra, mi viene alla mente il film di Paolo Virzì, Ferie d'Agosto. "...voi intellettuali...vi atteggiate tanto....parlate così sofistici....state sempre ad analizzà, a criticà, a giudicà....ma lo sapete qual'è la verità? la verità è che 'nunce state a capì più un cazzo...ma da mò". Ecco, rivedo nell'espressione beffardamente sarcastica di Ennio Fantastichini, la giusta definizione per i passeggeri dello speciale treno targato "Hammamet" in movimento in questi giorni.

mercoledì 15 gennaio 2020

...raccontando...

In attesa dell'ultima tappa di un mini viaggio chiamato racconto riprendo gli appunti di una settimana fa dove "MI HAN DETTO DI GIOCARMI IL TUTTO PER TUTTO". Mentre cerco di capire come fare, provo ad appuntarmi cosa tener bene in memoria...
.....
"...bisogna innamorarsi anche dei personaggi che tutti dovranno odiare..."
"...scrivere vuol dire andare giù nella propria anima e scavare..."
"...empatia del lettore aumenta se trova qualcosa che fotografa ed umanizza la storia..."
"...i personaggi esistono dal momento in cui li scrivete..."
"...dovendo definirlo in musica, una romantica, riflessiva e un po' malinconica ballata italiana: Compagni di Viaggio di De Gregori o qualcosa tipo Occhi da Orientale di Silvestri…”

domenica 12 gennaio 2020

Prendiamo 'sti tre punti...

CAMPIONATO - 19^
FIORENTINA - SPAL = 1 - 0
GOAL: PEZZELLA
LA PARTITA
Per l'ultima partita del girone d'andata e la prima in casa di mister BeppePicchiaPe'Noi ci giochiamo le nostre chances come "SIAMO ARRIVATI QUI". Solito modulo e gli stessi giocatori di Bologna (clicca qui per l'ultima partita giocata) con un'unica novità: Boateng per Vlahovic davanti. Partiamo benino mettendo un po' di pressione alla SPAL e con un tiro di Benassi ci facciamo pericoloso ma Pezzella in fuorigioco vanifica il tiro ed il successivo proseguimento con Boateng che aveva appoggiato in rete. Poco dopo è Castrovilli a sfruttare una sgroppata di Lirola ma il tiro viene respinto dal portiere. Pochissimo altro nel periodo di maggiore pressione, poi la SPAL ci prende le misure e si fa pericolosa con un colpo di testa di Felipe, un tiro cross di Igor e soprattutto un tiro da lontanissimo che visto male da Dragowski contro sole ci fa soffrire fino a quando non colpisce il palo e due attaccanti avversari non ribadiscono in rete. Siamo lenti e con poche idee e la speranza è che sia solo un tempo di studio. 
La ripresa comincia con Vlahovic in campo per Boateng e subito la punta serve a Chiesa un bell'assist che il venticinque viola sparacchia male alto in brutta coordinazione. E' però la SPAL ad aver l'occasione più grande del match quando Valoti solo davanti a Dragowski ci grazia con un tentativo di cucchiaio mal riuscito. Fa l'esordio anche Cutrone al posto di Chiesa ma succede veramente poco. Idee pochissime e ci rendiamo pericolosi solo con Benassi che sfrutta un tiro sbagliato di Lirola per impegnare Berisha. Sembra davvero avvicinarsi l'ennesimo match senza vittoria quando Pezzella salta altissimo su un calcio d'angolo e con l'aiuto di una mezza deviazioni ci fa finalmente schizzare in piedi. Mancano dieci minuti alla fine e ci sarà da soffrire. Infatti usciamo a fatica dalla nostra metà campo ma questa volta la beffa finale non arriva. Torna la vittoria al Franchi, lontana anni luce. Finisce 1-0.
"Prendiamo 'sti tre punti...". Erano fondamentali prima della gara, lo sono diventati ancora di più dopo.per come si era messa la partita. Match onestamente dove ci abbiamo capito il giusto. Partita bruttina (e sono un signore) con pochissime occasioni e con i soliti difetti amplificati da una paura di vincere percepibile a pelle dalla Fiesole. Continuiamo a giocare con cinque difensori anche con una SPAL apparsa più vicina allo Scandicci che non alla Lazio, abbiamo pochissime idee e quando ci puntano ci fanno male spesso. Mah. Speriamo che Beppe trovi il bandolo della matassa presto e che soprattutto gli undici in campo comincino a tirare fuori un po' di "presenza" in più.
FORZA VIOLA...sempre...
LE PAGELLE
Dragowski 6 -
Nel primo tempo complice il sole ci fa prendere un bello spavento, poi si fa trovare presente
Milenkovic 5,5
Non fa ripartire mai l'azione, qualcosa meglio quando si trova in avanti 
Pezzella 6,5
Non troppo preciso ma il voto risente positivamente del bello stacco in occasione del gol
Caceres 6 -
In affanno spesso, ci prova a mettere una pezza con la sua esperienza
Lirola 5,5
Meno assente del solito ma maledettamente impreciso
Benassi 6 - -
Non si vede praticamente mai se non quando va a concludere e lo fa sempre creando qualcosa. Nella pochezza generale è qualcosa da apprezzare.
Pulgar 5
Lontano parente di quello che ci si aspettava, non fa ripartire mai l'azione nel modo migliore
Castrovilli 7
Unica speranza a cui aggrapparsi. Tiene botta e ci prova.
Dalbert 5
Un paio di cross azzeccati ma clamorosi errori in appoggio e di posizione
Chiesa 5,5
Meno brillante che a Bologna, ci prova ma non è la sua giornata
Boateng 4,5
Un tempo ancora a disposizione. Sprecato.
Vlahovic 6 - -
Lotta, ci prova e tiene viva la squadra. E' impreciso in alcuni movimenti ma non può stare in panchina in questa squadra.
Cutrone SV
All. Iachini 6 - -
Tre punti presi. Evviva. Ma il resto si salva poco o niente.
IL MIGLIORE: CASTROVILLI
Il peggiore: Boateng
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...tranquillo...la vittoria non sfuggirà...non ti agitare...vedi che servono i difensori....alleluia iolae.....la LDGN non tradisce mai....a parte le cazzate...Montella, Pradè, Iachini...ma son giocatori da rincorrere per il viale dei mille. Non hanno scusanti, dite quello che volete ma la squadra è da 7/8 posto non da 13esimo a pascolare svogliati...Arrivassero due palloni da buttare a occhi chiusi dentro magari si segnerebbe anche...boateng 'unsegna, vlahovic 'unsegna, chiesa idem, cutrone sarà uguale...nel frattempo corricchiano, frullano in qua e là..."

sabato 11 gennaio 2020

...duemilacinque...

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 370

"Alla fine è stato bravo, un po' impaurito ma solo all'inizio". Così ieri sera il dentista, dove ho deciso di passare il finale del mio pomeriggio, ha commentato riportando un ragazzino al babbo che lo aspettava in sala d'attesa. Ed io ho pensato che quella sensazione di timore sedendosi sulla poltrona/lettino del dentista è una di quelle cose che non passa con gli andare degli anni. "Adesso la ragazza vi fa la scheda con i dati" ha aggiunto. Mentre continuavo ad aspettare, senza voler spiare ma essendo in ascolto per vicinanza logistica, ho sentito la data di nascita del ragazzino. Non ricordo giorno e mese ma ricordo l'anno. 2005. Ho messo a fuoco quella data e quel termine del dentista: paura. E dentro mi si è accesa una spia di collegamento che ha riportato alla mente altro.
Un altro ragazzino. Molto lontano ma della stessa età. Molto di più che impaurito ma comunque impaurito. Che ha sfidato "TUTTE LE LUCI CHE VANNO E CHE VENGONO" da un aereo in partenza dalla Costa d'Avorio per Parigi. Si è aggrappato al vano del carrello per tentare di fuggire da una vita che evidentemente lo stava mettendo duramente alla prova. Quel bambino si chiamava Ani Guibahi Laurent Barthelemy ed era nato il 05 febbraio 2005. A breve avrebbe compiuto quindici anni. Non era "un immigrato di una decina di anni" o un "clandestino" come l'hanno definito polizia francese e AirFrance per annunciare il ritrovamento del suo corpo. Ma un bambino di nome Amin, di soli quattordici anni. La sua morte è dovuta ad asfissia e/o freddo visto che i voli intercontinentali arrivano attorno ai diecimila metri dove le temperature raggiungono i meno cinquanta gradi e lo spazio dove si era nascosto Ani non era nè riscaldato nè pressurizzato. Quando ho letto la notizia ho provato solo per un attimo ad immaginare cosa deve aver provato in quegli istanti in cui l'aereo raggiungeva quella quota, la temperatura quel gelo e mi si è stretto un nodo alla gola. Ho pensato che probabilmente nella sua età da ragazzino (e magari nella non conoscenza di molti aspetti del volo) non avesse valutato il rischio mortale. Ma subito dopo, questo ragionamento ha lasciato il campo ad un pensiero ancora più duro da affrontare. Quello cioè che invece il rischio l'avesse anche valutato, considerandolo comunque affrontabile per cercare di arrivare in Europa e lasciare la Costa d'Avorio. E di nuovo ho pensato a quella data: 2005. Non ancora quindici anni.
Ani non è stato il primo. Erano già accaduti casi simile sempre in Francia, nel Regno Unito ed a Bruxelles. Nel caso della capitale belga (1999) sono stati due ragazzini di quattordici e quindici anni a venir trovati assiderati dopo il volo partito dalla Guinea. Al loro ritrovamento venne scoperta una lettera che mise tutti a dura prova. Molti concetti importanti e forti riassumibili con due piccoli stralci "...signori responsabili dell'Europa è alla vostra solidarietà ed alla vostra gentilezza che noi gridiamo aiuto....e una grande organizzazione utile per l'Africa che progredisca...". Venti anni fa quella lettera commosse tutti, venti anni dopo è rimasta un pezzo di letteratura visto che sostanzialmente niente (o pochissimo) è stato fatto. E per questo non ci sono onestamente parole. Se non quelle ricevute dal mio inviato romano usate da Mauro Biani per accompagnare uno splendido disegno. Un carrello della spesa nero che ospita un ragazzino in piedi si staglia in un cielo azzurro limpido. "Volava nel carrello. Ma non era un prodotto e precipitò". 

mercoledì 8 gennaio 2020

...riprendendo...

Nel noioso recupero che "IN QUESTI GIORNI" tutti noi stiamo facendo del trantran quotidiano, sbuca qualcosa che invece ti mette il sorriso.
Ed allora si prova a riprendere....da dove avevamo lasciato....
.....
"...in ogni personaggio che descriviamo mettiamo i nostri sogni misti ai nostri limiti ..."
"...in un libro l'azione sempre cede il passo all'introspezione..."
"...ogni personaggio deve avere la propria utilità..."
"...gli aggettivi sono clamorose armi a doppio taglio..."
"...ogni descrizione è questione di sensibilità..."

lunedì 6 gennaio 2020

Beffa finale

Campionato - 18^
BOLOGNA - FIORENTINA = 1 - 1
GOAL: Benassi, Orsolini
LA PARTITA
All'esordio di Beppe sulla panchina viola, la squadra sostanzialmente è la stessa con la sola scelta di Benassi al posto di Badelj in un centrocampo più muscolare e di corsa. L'impressione che si ha sin da subito è che le linee di difesa e centrocampo siano molto compatte con un 5-3-1-1 dove Chiesa cerca di far da raccordo con Vlahovic. Lasciamo il pallino del gioco in mano al Bologna ma non soffriamo, anzi. è una giocata di Chiesa ad accendere la partita ed impegnare Skorupski. E' soprattutto la fascia destra del Bologna a crearci problemi e da lì infatti per due volte Palacio ci mette ansie e paure una risolta dal suo fuorigioco che annulla il gol ed una da un uscita efficace anche se non impeccabile del Drago. Attorno alla mezz'ora però dal nulla, dopo la previsione azzeccata di Matte "Benassi sta giocando di merda quindi a breve segnerà", troviamo un jolly bellissimo con un eurogol dello stesso rientrante Benassi che trova la giusta coordinazione dal limite per indirizzare la palla all'angolino. Il Bologna prova a rispondere ma è Caceres a sfiorare l'autogol dopo che Tomyasu aveva creato pericolo in area viola dopo un calcio d'angolo. Teniamo il campo bene ed andiamo nello spogliatoio in vantaggio dopo un primo tempo ordinato e determinato, anche se il gioco è altra roba. Non ci si poteva aspettare molto di più, quindi bene così. 
Nella ripresa neanche il tempo di mettersi a sedere che Sansone è già lanciato a rete e il Drago ci mette una pezza. Dopo pochi minuti è Chiesa a far una gran giocata che Lirola concretizza ottenendo solo un calcio d'angolo però. Siamo sempre abbastanza ordinati ma meno corti rispetto al primo tempo, questo determina qualche occasione in più da entrambe le parti con Sansone che ci mette in difficoltà costantemente con i suoi calci da fermo a rientrare e Chiesa che fa tutto bene ma Vlahovic non concretizza né il triangolo né il tiro in porta. E' lo stesso Chiesa poi a sprecare una grandissima occasione, tirando non benissimo davanti al portiere rossoblù che comunque fa una bella parata. Mihajlovic porta la propria squadra molto in avanti e noi non sfruttiamo un'occasione da fermo di Pulgar (fuori di poco) ed un contropiede buttato via da una scelta scellerata di Dalbert. Il Bologna è pericoloso con Sansone e Soriano ma solo a pochi minuti dalla fine Dragowski deve compiere un miracolo respingendo di bagher un colpo di testa da un metro di Santander. Nei minuti di recupero è un assedio con noi che non abbiamo più nessuno che tiene una palla e che dopo i cambi finali ci troviamo con una difesa versione "MURO DURO E TRASPARENTE" che recita Lirola-Milenkovic-Pezzella-Ceccherini-Caceres-Venuti con Pulgar schiacciato davanti alla difesa, Benassi senza energie, Boateng non pervenuto e Chiesa a fare la mezz'ala. Pezzella compie un doppio errore imperdonabile ad un minuto dalla fine e regala una punizione sul lato esterno dell'area. Posizione difficile ma non per la storia della viola che riesce a trovare Orsolini preciso su un primo palo colpevolmente scoperto. La beffa finale. 1-1.
Non potevamo aspettarci miracoli dalla scossa Iachini, ma qualcosa si è visto. Squadra corta, compatta e con un "catenaccio onesto" che ha permesso alla squadra di trovare un'identità e non soffrire troppo almeno per i primi settanta minuti. Occasioni solo nella ripresa quando la partita si è un po' aperta. Peccato con quel finale da terrore addosso, accentuato anche da alcune scelte che ho capito poco. In generale sembriamo davvero avere limiti importanti in fase di costruzione di gioco e pericolosità offensiva ed i cambi sembrano non essere mai all'altezza dei titolari (e non ci vorrebbe neanche molto). Prendiamo questo punticino e cerchiamo di farne presto altri ventidue che mi pare tiri una brutta aria.
FORZA VIOLA...sempre...
LE PAGELLE
Dragowski 5,5
Ci tiene a galla con diversi interventi nel secondo tempo ma fa un errore grave di posizione sul gol
Lirola 6 -
Soffre molto nel secondo tempo Sansone ed è in netto affanno nel finale dopo un primo tempo di buoni spunti e qualche occasione creata
Milenkovic 5,5
Molto falloso, posizionato bene anche in aiuto di Lirola ma troppo in affanno nel finale
Pezzella 5
Gran partita fino ai minuti finali quando butta via la sua partita e quella della squadra
Caceres 6 - -
Vede Orsolini sfilargli via molto spesso, sempre grintoso e "cattivo" ma spesso in ritardo
Dalbert 5
Errore clamoroso su un contropiede due contro uno dopo una partita passata a prendere la targa di Orsolini
Benassi 6 +
Grandissimo gol in mezzo ad una partita molto oscura, rientrava dopo tanto: bentornato
Pulgar 6 
Picchia tantissimo e si muove poco ma con l'energia che serve, rischia su un intervento da misto giallo/rosso
Castrovilli 6 
Sembra l'unico con un'idea di gioco e ci prova, spesso da solo. Meno lucido del solito.
Chiesa 6 +
Gioca fuori ruolo ma ci prova sempre tantissimo, perde un'occasione importante ma è bello rivederlo su buoni livelli
Vlahovic 5,5
Ci prova, ci mette il fisico ma è spesso in ritardo
Boateng 5
Non pervenuto come al solito
Venuti SV
Ceccherini SV
All. Iachini 5,5
La squadra è ordinata e compatta ma nel finale crolla con cambi poco comprensibili che mettono ancora più paura alla squadra già in affanno.
IL MIGLIORE: BENASSI
Il peggiore: Dalbert

domenica 5 gennaio 2020

Basi su cui costruire

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 369

Tensioni internazionali tra Iran e Stati Uniti che mettono in allarme ed aprono scenari possibili da brividi veri. La mappa geografica australiana tragicamente colorata del rosso accesso degli incendi che stanno imperversando, provocando danni e morti. Un attacco aereo in Libia che registra trenta morti tra i cadetti dell'accademia di polizia di Tripoli.
Un inizio dai contorni drammatici quello del 2020. Tragicamente fulminante a livello internazionale. E purtroppo anche in "UN'ALTRA REALTA'", nel piccolo del nostro stivale, il nuovo anno ha lasciato il segno. Con preoccupante costanza. Sono infatti quattro i giorni del nuovo 2020 alle spalle. E quattro gli episodi da brividi che in questo breve inizio anno si sono susseguiti in una singola città italiana.
A Foggia infatti dalla notte di San Silvestro in poi si sono registrati tre esplosioni di ordigni contro auto e locali ed l’omicidio di un commerciante. Gli ordigni sono andati a colpire due bar ed un suv di un dirigente di una RSA. L'omicidio ha visto come vittima un commerciante ucciso con colpi di pistola in piena città mentre era alla guida della sua auto. Intimidazioni, avvertimenti, omicidi. La matrice sembra avere la stessa purtroppo nota caratteristica: mafia, detta quarta mafia o mafia foggiana.
Nel 2019 la città di Foggia ha visto le luci della ribalta giudiziaria per i numerosi arresti e le operazioni di magistratura e polizia che hanno colpito numerosi esponenti di organizzazioni criminali che stavano imperversando in città. Evidentemente gli stessi clan hanno deciso di "marcare nuovamente il territorio" e dare un segnale forte. "Davanti a questa violenza bisogna schierarsi e chiamare il male per nome" ha annunciato e denunciato don Luigi Ciotti che con Libera in tempi non sospetti aveva evidenziato il grado di criminalità presente nella cittá pugliese. A tal fine ha organizzato per venerdì prossimo una manifestazione "per rispondere alla violenza criminale" chiamando a raccolta tutti: associazioni, forze sindacali, studenti ed il mondo della Chiesa. "Nessuno si senta escluso" ha sottolineato, evidenziando la necessità di un intervento coordinato da parte di tutta la comunità. Una comunità impaurita e provata, testimone nè è il fatto che solo un imprenditore  tra le decine di vittime del racket delle organizzazioni si è costituita parte civile nei processi che sono da poco partiti.
Non possono quindi, vista la situazione, certo bastare le manifestazioni o le parole. Ma possono essere degli elementi di svolta. Nella forza delle parole di Don Ciotti è giusto quindi rintracciare quella base su cui ricostruire la speranza delle vittime degli attacchi criminali. E più in generale della comunità tutta, così duramente provata. Mi tornano alla mente le parole che ho avuto la fortuna di sentir più volte pronunciate da parte di Renato Natale, attuale sindaco di Casal di Principe e fondatore dell'associazione Jerry Essan Masslo impegnata nella tutela dei diritti degli immigrati. Da sempre oggetto delle minacce camorristiche e dei relativi avvertimenti (come un camion di letame scaricato davanti a casa) per la sua indisponibilità a scendere a patti, non ha mai piegato la testa. Anzi. Ha dato alla sua attività nuova spinta e linfa creando momenti ed iniziative per la cittadinanza. Il tutto sempre con il coraggio di non vedere mai nella propria azione qualcosa di epico, ma solo la "normalità" della ricerca della dignità. Un esempio che ho sempre trovato altissimo da seguire in modo ammirato, chiedendomi se in quelle condizioni sarei stato in grado anche io di tenere la testa alta alla stessa maniera. Quando è capitata l'opportunità di mostrargli solidarietà e portargli vicinanza lui ha sempre risposto "ciascuno di voi non sta qui per me, sta qui per se stesso". A volte rendersene conto è la base di partenza. Quella base che Libera sta provando a costruire, partendo dalla giornata di venerdì. Buona costruzione, ce n'è davvero un gran bisogno.