sabato 11 luglio 2020

Solidarietà totale

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 396

Certamente il concetto di "luogo della democrazia" ha negli anni un po' perso il suo più alto significato. Sono state purtroppo tante le occasioni in cui i "rappresentanti del popolo" (ok ok la smetto con espressioni....trite e ritrite...ecco appunto...) si sono messi d'impegno per riuscire a far perdere credibilità al ruolo istituzionale del Parlamento e non solo. Discussioni con zero credibilità, litigi e zuffe che nemmeno al campetto di periferia per un rigore inesistente al novantesimo, scene vergognose contornate negli anni da striscioni, manifesti, mortadelle e bottiglie di spumante. 
Una decina di giorni fa l'ultima sceneggiata di uno che da decenni fa dell'andare "TROPPO IN LA' E CI VA DI BRUTTO" un motto di vita. "Eh ma come spiega il Caravaggio 'uncen'è" di solito è il commento di chi cerca giustificazione alle sue parole costantemente fuori luogo ed alle sue dimostrazioni di totale inadeguatezza al mondo civile. Nell'ultima puntata per professare il suo diritto di offendere liberamente si è fatto trascinare a forza fuori dall'aula (che purtroppo ancora frequenta legittimamente dato che c'è chi ancora lo vota...), un po' come si porta fuori da un concerto qualcuno che "è andato oltre". 
C'è quindi solo l'imbarazzo della scelta nella lunga serie delle scene deliranti che negli anni sono andate in onda tra i banchi delle aule delle due Camere. Eppure a me quella che è saltata agli occhi negli ultimi giorni è una vicenda di tutt'altro tipo. Mercoledì infatti viene pubblicato sul Fatto Quotidiano questo articolo (clicca qui) di Alessandro Robecchi. 
Ho smesso da un po' l'abitudine quotidiana dell'acquisto del FQ. Un po' per stanchezza mia nell'affrontare la lettura di notizie che sembrano sempre le stesse vista la situazione generale, un po' per una sempre maggiore abitudine a cercare le notizie sui vari siti di informazione, un po' per una divergenza di opinioni su diverse analisi politiche da un po' di tempo a questa parte. Per una coincidenza invece proprio mercoledì mattina ho comprato il giornale e l'ho letto facendo colazione. Quando più tardi ho letto partire una serie di comunicati, dichiarazioni e polemiche circa l'articolo in questione, il primo pensiero è stato "ammazza...dovevo ancora dormire quando l'ho letto...non mi sono nemmeno accorto di questa chiamata alle armi...". 
La leader di Fratelli d'Italia ha infatti attaccato l'articolo vista, a suo dire, l'istigazione alla violenza ed alle armi contro il suo partito. Ora è chiaro che il campo della lettura (degli articoli di giornali, dei libri, della storia) sia particolarmente ostico per Giorgia Meloni e non solo, però credo sia davvero complicato leggere qualcosa che non c'è. Quindi è plausibile pensare che tutto quanto sia stato messo in moto dal suo amato "facciamo casino", l'unico altissimo punto politico del suo operare. Questo ha fatto partire e scatenato una caccia al cattivo. Robecchi si è trovato al centro dell'attenzione del mondo comunicativo ma soprattutto degli "amabili apprezzamenti" dei cosiddetti odiatori del web. Offese, violenze verbali, minacce da parte delle truppe cammellate partite lancia in resta a difendere il democratico diritto di......essere fascista.....e soprattutto accusando di istigazione alla violenza l'articolo. Che ovviamente dice altro e soprattutto chiede altro. Ma altrettanto ovviamente non ha avuto risposta nel merito ma è stato capovolto a dovere. Il dramma è che non solo i suddetti attivisti si sono mossi. La cosa è arrivata perfino in Parlamento,  dove tutti....Pd, Italia Viva (nome di partito che tutte le volte che scrivo mi fa sempre più ridere), il Movimento Cinque Stelle e udite udite un ministro del Governo si sono sentiti in dovere di intervenire a stigmatizzare lo scempio di quel pericolosissimo articolo. Nessuno basandosi su quanto scritto ma tutti prendendo per buona lo stravolgimento dei colonnelli di Fratelli d'Italia e la loro versione (stavo per scrivere "lettura di..." ma mi son reso conto che sarebbe stato un termine troppo alto per i motivi suddetti).
In tutto questo quindi nessuno ha chiesto conto di quanto sottolineava Robecchi nel suo tentativo di analisi di un partito: esponenti di partito vestiti da nazisti, coordinatori regionali con slogan "me ne frego" ben stampati in vista in manifesti elettorali e rivendicati successivamente, candidati alla guida di una regione che organizzano cene evocative della marcia su Roma. Questi non fanno paura, l'articolo che cita cosa è successo quando questi casi sono stati accettati sì. Nel citarli e non accontentarsi del "son ragazzate" come spiegazione Robecchi ha toccato dei fili scoperti, quelli che permettono l'ambiguità su fattori che la Costituzione in realtà mette fuori dal contesto democratico. Come per magia diventa invece anti democratico ricordare cosa è successo quando sono stati tranquillamente fatti proliferare. Curioso.
Fin quando ad usare questo stravolgimento della cosa è lo stesso partito a cui si fa queste domande diciamo che è prevedibile. Lo è meno se a farlo sono altri. Sfiora l'assurdità se a farlo è il Parlamento stesso, preoccupato di un articolo che ricorda la storia passata e non di chi inneggia a chi quel passato lo ha colorato di vergogna e sangue. Spesso in momenti del genere mi viene in mente Sandro Pertini ed il suo "a brigante, brigante e mezzo". Chissà quali invettive riceverebbe adesso la sua "violenta" frase da chi ha la fiamma tricolore nel simbolo e da chi corre a stigmatizzare e solidarizzare per non perdere la luce della polemica del giorno e mostrarsi democratico e limpido. Per poi tornare a chiudere gli occhi su altro ben più pericoloso e reale magari per un'alleanza regionale o per un voto necessario ad un provvedimento. Povera Italia. Nel mio piccolo, anche io mi sento di solidarizzare, totalmente. Con Alessandro Robecchi.

giovedì 9 luglio 2020

Noia e cattivi

Campionato - 31^
FIORENTINA - CAGLIARI = 0 - 0
GOAL: ----
LA PARTITA
Chi negli anni ha definito "LO ZERO A ZERO" come la partita perfetta, evidentemente non aveva ancora idea che nel 2020 sarebbe arrivata Fiorentina-Cagliari. E menomale che a qualcuno è venuta l'idea di dividere una (...una...) birra e gli sbadigli altrimenti il ricordo di questa "disfida" sarebbe stato ancora più memorabile. Beppe si lancia in un approssimativo 3-4-3 con Lirola a sinistra per la gioia di Ben (e non solo) e un redivivo Badelj in mezzo al campo. Oddio redivivo..... Davanti Chiesa e Ribery (due versioni opposte di giocatore di altro livello) alle spalle di Vlahovic o Vlaccovicc in base al telecronista. In porta invece torna Drongoski, lui ormai chiamato così ufficialmente anche dai parenti.
Il Cagliari parte veloce e con Naingollan da fuori rischia di passare subito in vantaggio. Simeone in realtà da buon ex ci riuscirebbe anche ma con il VAR risulta in fuorigioco di mezzo millimetro e ci salviamo. Restiamo in parità  anche dopo un bel tiro da fuori di Rog. Noi troviamo invece il solito palo di questo periodo (a questo giro Duncan) e un tiro di Ribery dopo un assist, o meglio l'unica cosa decente  della partita di Chiesa.
Per il resto del tempo da segnalare sostanzialmente un giocatore di livello (FranckFranck) che ha provato a indirizzare la partita verso il colore viola, poco o per niente seguito dai compagni che in alcuni casi lo hanno addirittura ostacolato (leggi Chiesa che ha fatto da stopper mentre stava tirando o Venuti che si è appisolato dopo un suo tiro al volo). 
Il primo tempo se ne va così, la ripresa invece.....uguale. Inizia con un Nandez da paura che per dieci minuti ci fa a fette e solo san Drongoski gli impedisce di esultare. La nostra reazione sta in un colpo di testa di un volenteroso Kouame ed in un traversone sfiorato in area di rigore da Cutrone. Nel frattempo entrano ed escono giocatori di cui si fa fatica a tenere la contabilità e soprattutto che lasciano tracce talmente leggere da non ricordare nemmeno chi alla fine è ancora in campo.
Curiosamente, uno spettacolo del genere finisce 0-0. "Allunghiamo" di un punto sul Genoa (ad oggi la terz'ultima) e siamo ad otto punti da qualcosa di nemmeno nominabile. Per fortuna con una giornata di meno da giocare. Oddio giocare, far presenza. Nel frattempo il "cattivo della settimana" che ha osato parlare male di Firenze (tra l'altro senza farlo...) gioca la quinta partita in venti giorni dopo un'assenza di sei mesi e con i suoi non proprio pochissimi anni. La gioca da sostanzialmente unico giocatore di calcio (come praticamente sempre dalla ripresa del campionato) e da unico leader. Magari ha padellato tempi del video o del post sui social ma direi che chi ha preso l'occasione di proclamarsi difensore unico della dignità fiorentina pretendendone scuse sulla pubblica piazza con cenere in capo...forse dovrebbe vedere cosa sta dando a questa squadra (se di squadra si può parlare) e con quale voglia e impegno giochi la sua stagione. Nel frattempo, ripetiamo tutti insieme come un mantra "speriamo finisca alla svelta".
FORZA VIOLA...sempre...
LE PAGELLE
Dragowski 7
Milenkovic 6
Ceccherini 6
Caceres 6
Venuti 5,5
Badelj 5
Duncan 6,5
Lirola 5
Chiesa 4,5
Vlahovic 5
Ribery 6,5
Ghezzal 5,5
Dalbert 5
Pulgar 5,5
Kouame 6
Cutrone SV
All. Iachini 5,5
IL MIGLIORE: Dragowski
Il peggiore: Chiesa
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...due di fila è parecchio che le unsifanno....ora la legge dei grandi numeri è finita...mi pare di capire una nuova grande prestazione....l'unica cosa ingiustificabile per me rimane cmq la svogliatezza...e quest'anno se n'è vista anche troppa..."

domenica 5 luglio 2020

Finalmente lontani nove punti dall'incubo...

Campionato - 30^
PARMA - FIORENTINA = 1 - 2
GOAL: Pulgar (R) - Pulgar (R) - Kucka (R)
LA PARTITA  
Con un mix tra turnover e tombolata il Mister decide di portare diversi cambiamenti. Giochiamo con un 5-3-2 spinto----all'indietro con Venuti e Dalbert esterni e un tris di centrocampo composto da Benassi-Pulgar-Duncan. Davanti Cutrone ed il quasi 40enne FranckFranck che le ha fatte tutte dopo sei mesi di infortunio e continua ad essere titolare. Siamo "compatti e corti" e per una dozzina di minuti la cosa più interessante è la voce di sottofondo della sala stampa che parla della partita di Udine. Poi Venuti da "una delle poche fasce rimaste al sole" (cit il brillante telecronista inventore di Vlacovic) si accentra e fa partire un inatteso tiro che spiove "a gocciolina" sulla traversa. Altra pausa di sei minuti ed ancora Venuti accelera su Gagliolo che non può che far fallo perchè saltato di netto. Rigore e "l'omino del Subbuteo che batte i calci da fermo" Pulgar trasforma: 0-1. Il Parma resta sotto-coperta, continuiamo a tenere noi il possesso palla ed i ritmi bassissimi. Si alzano appena attorno al 25' quando Karamoh si beve Igor e Gagliolo da buona posizione di testa si mangia una possibile occasione. Poi su un inutile traversone di Dalbert, Darmian tocca con un braccio. O meglio dopo aver visto il VAR si capisce che con le regole attuali si tratta di rigore. A calcio non sarebbe mai rigore ma a questo nuovo sport pare di sì. Stessa spiaggia e stesso mare per Pulgar e 0-2. Poi c'è la pausa per il caldo e mi vien da ridere visto che in totale i ventidue in campo avranno corso tra i 2 ed i 3 minuti. Da questa sosta al quinto di recupero del primo tempo c'è solo l'infortunio di Benassi, che scopro in quel momento essere stato per tutto il primo tempo la nostra mezz'ala destra. E non perché non avessi capito il suo ruolo ma proprio perché ignoravo la sua presenza in campo.
Nella ripresa pronti via e di nuovo il protagonista è il VAR che assegna un rigore al Parma per una gomitata di Pezzella. Copio ed incollo quanto scritto sopra: A calcio non sarebbe mai rigore ma a questo nuovo sport pare di sì. Kucka, che non so da quando si chiama Kuco, trasforma e riapre la partita. Siamo meno ordinati di prima ma il Parma produce poco o niente. Anzi qualcosa fa, con un intervento ai limiti infatti ci azzoppa FranckFranck. Stessa caviglia, speriamo non stessa sentenza. Lo sostituisce Chiesa che a sorpresa era stato escluso. Entra bene in partita e piazza un assist al bacio a Cutrone che spreca prendendo a pallonate il torace di Sepe. Saranno ancora un paio di contropiedi nostri ad avvicinare il risultato all'ennesimo cambiamento, ma in realtà la partita "NON SI CHIUDE QUANDO" anche ci ritroviamo tre contro uno. Sottil è troppo impegnato ad aggiustarsi il ciuffo, Ceccherini ha difficoltà con lo stop e passaggio e Chiesa e Castrovilli non incidono sotto porta. La beffa finale potrebbe arrivare da Sprocati (e sarebbe davvero una beffa) o da un colpo di mela (nel vero senso fisico della frase e sarebbe ancora di più una beffa...) di Kurtic. Ma sarebbe troppo perfino per noi. Finisce 1-2.
Finalmente sono arrivati i tre punti che ci mettono a nove punti dalla zona B e con diverse squadre dietro. Siamo molto vicini a non dover più guardarci le spalle. Tristissimo da scrivere ma è così. Partita iniziata coi dubbi sul turnover di Beppe ma dove in realtà abbiamo sofferto poco o niente se non per la paura della beffa per non averla chiusa quando dovevamo. Solito ritmo basso, solita squadra con poche idee. Però oggi compatti e senza offrire il fianco ad un Parma apparso scarico e con meno idee e qualità di noi. Proviamo a mettere la parola fine in modo definitivo a brevissimo e poi....se ne ri-parla. 
FORZA VIOLA...sempre...
LE PAGELLE
Terracciano 6,5
Venuti 7
Milenkovic 6
Pezzella 6
Igor 5,5
Dalbert 5 +
Benassi SV
Pulgar 6,5
Duncan 6
Ribery 6 +
Cutrone 5
Castrovilli 6 +
Lirola 5,5
Chiesa 6,5
Ceccherini 5,5
Sottil 5,5
All. Iachini 6 -
IL MIGLIORE: VENUTI
Il Peggiore: Cutrone
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...lamentati di Venuti sai....per ora c'ha avuto ragione ora gli si fa un quinquennale a 1emezzo a salire...Sprocati, Tarozzi e non si chiude....ma che si fa il terzo tempo!?!?! O quanto dura!!?! Alleluia...siamo salvi ora..."

sabato 4 luglio 2020

La durata del tempo

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 395

Curioso. Passano mesi e ti sembra sia passata più o meno un'ora. Passano ore e ti senti invecchiato di quasi una ventina d'anni. Ho partorito questo altissimo ragionamento, originale e per niente "da ascensore" (quando gli stessi non erano offlimits per lo spazio troppo limitato) pensando alla durata media di una partita della Fiorentina (che sembra più o meno pari ad un trentaoreperlavita) ed all'originalità della politica italiana (che ti riporta oggi discorsi ed argomenti affrontati decenni fa, facendoli passare per scoperte epocali). 
Per la pagina calcistica, mercoledì è andata in scena la terza gara post ripresa di questo torneo estivo chiamato campionato (clicca qui se ti vuoi far del male e leggere dello scempio avvenuto al Franchi). Per la serie "quando uno si diverte il tempo vola" ad inizio secondo tempo la sensazione era quella che nei primi quarantacinque minuti in realtà si fossero giocate tutte le partite del torneo estivo suddetto.
Per la pagina politica, nei giorni scorsi tra i vari argomenti in primo piano ce n'è stato uno che mi ha catapultato all'indietro di diversi anni come se "TUTTO IL TEMPO LI' A TENERE IL TEMPO" non fosse mai esistito. La scena infatti è stata dominata da Re Silvio che da statista illuminato quale è sempre stato ha tenuto a precisare la sua disponibilità ad aiutare eventuali provvedimenti del Governo, nel puro interesse del suo amato Paese. Non contento del risalto avuto per le sagge parole (SIGH) ha continuato la ricerca della ribalta (ed ha fatto partire in tal senso i suoi adepti) con un argomento originale: l'accanimento delle procure e dei giudici nei suoi confronti. Parole e considerazioni nuovissime, mai sentite e mai viste. Una prima visione TV direbbero le sue emittenti televisive. Sono tornati di nuovo attuali i sempreverdi golpe, eversivi, complotto; tutti termini alla ricerca della vittoria e dell'incoronazione come tormentone estivo nel concorso stagionale di solito dominato dal pezzo latinoamericano del momento. Riproposto il sistema di intercettazioni, da sempre definite come il male assoluto ma poi utilizzate come clava all'occorrenza, che mira a screditare alcuni giudici. Cosa importa se "emergono" solo adesso con "qualche attimo di ritardo"  (visto che fanno riferimento a sentenza di una decina di anni fa e che il soggetto rivelatore non è più tra di noi) e con una forma vagamente "tagliuzzata". Vogliamo davvero fare così i pignoli? L'importante è fare una puntuale (ri-SIGH) denuncia del "disegno architettato" (ancora SIGH) ai danni dello statista.  
Infine, ultimo ma non ultimo "sioriEsiori", l'asso nella manica. Accanto alla doppietta descritta sopra, si è affiancata una clamorosa idea. Originalissima. Tanto originale che se non ricordo male era stata già lanciata circa una ventina di anni fa da un comitato di grandi saggi, filosofi ed acculturati come direttori di rete televisive di sua proprietà, direttori di giornali di sua proprietà, e senatori di partiti....di sua proprietà. Ma son dettagli rispetto alla portata storica dell'iniziativa. Si tratta, udite udite, di una raccolta firme per la candidatura dello stesso Berlusconi a senatore a vita. Ripeto. Berlusconi. Senatore a vita. "Illustrato la Patria per altissimi meriti" così recita l'articolo 59 della Costituzione rispetto alle motivazioni per le quali il Presidente della Repubblica può nominare un senatore a vita. E capirete quindi che in automatico devono aver pensato "chi meglio di lui?!?". 
Dell'Utri e Mangano, frode fiscale, condanne confermate, interdizione pubblica, prescrizione avvenuta, Ruby Mubarak, conflitto d'interesse, Bunga Bunga, rinvii a giudizio, conoscenze mafiose, leggi ad personam, falso in bilancio. Chissà quali di queste parole (relative a scandali, inchieste, sentenze ed indagini) del CV del buon Silvio sia sinonimo di "altissimo merito".  Mah. Nel frattempo si deve riconoscere ai suoi adepti una costanza invidiabile ed una fantasia davvero molto allenata. 
E pensare che nella politica attuale c'è chi li corteggia ancora più o meno direttamente. Chi tutt'oggi non ne prende le distanze. Chi più arditamente immagina di farli entrare al governo. Non che uno si potesse aspettare chissà cosa dalla politica attuale eh. Ma ci sono sempre dei limiti. Ah no.....ci dovrebbero essere. Sbaglio sempre nello stesso punto. Li faccio troppo "alti", quando invece di alto c'è davvero poco o niente. A breve sicuramente il giro sarà completo con un "ma ti ricordi ai tempi di Berlusconi? In fondo in fondo non si stava mica male, anzi....e poi gli si può dire tutto ma come uomo di Stato si è sempre distinto...". Un po' come già avvenuto con Bettino Craxi. Guarda caso il suo mentore/amico/braccio destro. Curioso. 
Chissà se Favino (vedi post su Hammamet) sta già cominciando a studiare il personaggio, visto mai....

mercoledì 1 luglio 2020

Sei minuti

Campionato - 29^
FIORENTINA - SASSUOLO = 1 - 3
GOAL: Defrel (R) - Defrel - Muldur - Cutrone
LA PARTITA
Con ancora la rabbia per il furto subito a Roma attendiamo l'arrivo del Sassuolo di De Zerbi. Allenatore neroverde che ha rinnovato da poco con la squadra emiliana nonostante le voci di trattative per portarlo a Firenze. L'idea di mister Iachini è quella di affrontare l'avversario senza attaccanti di ruolo e con la linea a cinque di centrocampo che presenta due terzini come esterni ed un esterno come interno. Tre minuti. Palla in profondità, buca difensiva avversaria e Chiesa che si invola ma spara su Pegolo. Sarà l'unico tiro nello specchio di tutto il primo tempo. E segnerà la fine del nostro primo tempo. Il Sassuolo senza fare niente diventa padrone del match. Attorno al decimo ci tiene in un angolo per tre/quattro minuti con continui cross e traversoni e un tiro respinto da Dragowski. Poi decidiamo di pensarci da soli a farci male. Due angoli a favore, due battute ignobili, due contropiedi, due gol subiti, due firme di Defrel che aveva fatto l'ultima doppietta negli esordienti regionali. Nelle due azioni dei gol c'è di tutto. Avversari che fanno il campo palla al piede nella prateria deserta come gli spalti, scivolate fallose in area, centravanti avversario lasciato solo sul dischetto. A reagire prova l'unico giocatore di calcio in maglia viola ma i suoi tre assist uno più bello di un altro (uno di tacco con tunnel) sono buttati nel cesso. Chiesa "SBUFFA E TIRA FUORI" così come Castrovilli. Un altro pericolo per noi su una ripartenza e poi è intervallo.
Primo tempo allucinante ed ovviamente come prima cosa ad inizio ripresa ci sono due cambi. Del Sassuolo. Noi riprendiamo alla stessa maniera negli uomini e nel gioco. Cinque minuti e si cambia anche noi. La logica di aspettare cinque minuti? Bella domanda.
Fino al 55' è il niente. Poi su un cross da sinistra Pezzella, al solito di testa, colpisce il palo. Per tre minuti sembriamo crederci, come nel primo tempo. Poi Castrovilli commette un'altra sciocchezza e si fa bere da Muldur che infila la terza rete. No, non avete letto male. ZeroTre gol di Muldur. Che fa la riserva di Toljan (...e ho detto tutto...) e non è, come sembrerebbe, un drammaturgo ucraino. 
A quel punto, asciugamano in campo ed abbandono. Saremmo al 60' con oltre mezz'ora di gioco. Ma la sensazione è che si chiuda tutto lì. Senza troppi dubbi. Certo ci sarebbe la parte finale. Dove Pezzella sembra diventato il nostro unico attaccante, dove arriva la testata per il gol che Cutrone regala "per le statistiche" (come direbbero quelli che sanno parlare bene) e dove qualche confusionaria e confusa giocata da campetto di periferia fa da sfondo ad un tristissimo ultimo terzo di gara. Ma è chiaro a tutti che è tutto inutile e che altro non c'è che la conferma che quell'asciugamano al terzo gol non era solo virtuale. Finisce 1-3. Dopo aver giocato sei minuti di sessanta reali, facendo presenza per altri trenta "virtuali".
Beh, che dire..... davvero c'è qualcosa da dire? Capisco che sia calcio d'agosto prestato a luglio però c'è anche un limite alla decenza. Veder giocare sei minuti su sessanta e soprattutto veder finire la partita al sessantesimo dopo un gol di Muldur credo possa essere troppo anche per chi da sempre è nato per "pat'ere". Forse invece che continuare a pensare a stadi, rinnovi, scambi e quant'altro bisognerebbe interrogarsi su responsabilità, scelte e gestione tecnica. Di tutti. Come abbiamo detto anche anno scorso "finiamo alla svelta questa stagione". Come detto anche quello prima. Come detto per troppi anni. Proviamo ad aggiungere un "prossimo anno proviamo a fare qualcosina di diverso". In tutti i sensi. Nella tristezza....FORZA VIOLA...sempre...
LE PAGELLE
Dragowski 5,5
Milenkovic 5
Pezzella 5,5
Ceccherini 5
Lirola 4,5
Ghezzal 5
Pulgar 5
Castrovilli 4
Dalbert 5
Chiesa 5 -
Ribery 6 +
Cutrone 5,5
Igor 5
Duncan 5
Sottil 5
Benassi 5
All. Iachini 4
IL MIGLIORE: RIBERY
Il peggiore: Castrovilli
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...ah già c'era il match forse guardo il secondo tempo....big match immagino sento smadonnare dalla finestra, hanno sterminato un calendario...questi sono gli effetti di due anni a ragionare sempre e solo di Chiesa...nemmeno il fallimento monopolizzò tutto all'epoca come Chiesa va o non va...oltre allo stadiodimmerda...."

domenica 28 giugno 2020

Una luce nella ribongia poi il buio

Campionato - 28^
LAZIO - FIORENTINA = 2 - 1
GOAL: RIBERY - Immobile (R) - Luis Alberto
LA PARTITA
In questo fantasmagorico semi-campionato ripartito con un calendario comprensibile come una conferenza stampa di un ex direttore sportivo a caso, ci giochiamo la seconda partita post sospensione all'Olimpico contro la Lazio reduce da una discreta scoppola a Bergamo. Non tanto per il risultato ma per il morale visto il modo in cui il risultato è maturato ed il fatto di aver lasciato per strada punti e possibilità di raggiungere i gobbi. 
Ci presentiamo con un 5-3-2 bello chiuso e per mezz'ora riusciamo nel nostro intento cioè addormentare partita ed avversario. Sculo se anche chi la guarda da casa rischia la cascaggine. Per quelli che resistono arriva il premio. "NON HO DORMITO MA HO VISTO L'ALBA" possono dire vedendo Ribery seminare avversari come birilli e trovare un gol bellissimo. Dal niente siamo in vantaggio. "A questi ritmi fa quello che vuole" ed in effetti, la luce di FranckFranck è l'unica che si accende in una serata di noia totale. La Lazio risponde con due colpi di testa, uno pericoloso di Parolo ben respinto e uno alto di Caicedo. La vera svolta arriverebbe a fine primo tempo quando Bastos commette un fallaccio su Ghezzal e meriterebbe qualcosa di più del giallo che gli arriva. All'intervallo comunque siamo avanti.
Nella ripresa decidiamo di chiuderci un altro po' rinunciando alla spinta (si vabbe si fa per dire) di Dalbert per mettere la fisicità di Igor (eh vabbè). In ripartenza continuiamo ad essere più pericolosi, soprattutto quando è l'unico giocatore di calcio in campo a portare la palla. Siamo pericolosi con Castrovilli che costringe Strakosha ad una bella parata mentre poi un positivo Ghezzal coglie la traversa da fuori. La Lazio sembra sempre più cotta e con meno fiato, per dargli una mano l'arbitro trasforma un semituffo di Caicedo in rigore. Partita riaperta dopo che Immobile spiazza Dragowski. I cambi per darci quello sprint che potrebbero "finire" gli avversari tardano ad arrivare e quando arrivano cambiano poco, così da un errore di Igor, Luis Alberto ci punisce. Era strettino il pari, figuriamoci perdere. Nel finale Vlahovic decide anche di farsi buttare fuori, così tanto per gradire. Finisce 2-1.
"Comunque io ho visto un solo giocatore in campo. Il resto tutta ribongia". Ecco, questa perfetta sintesi del Maso è quella che meglio secondo me fotografa questa partita. Non avremmo meritato di perdere, forse nemmeno di pareggiare. Abbiamo avuto (tolte le occasioni da gol) più occasioni e più nitide. Due decisioni arbitrali almeno hanno inciso in senso negativo sul risultato. Siamo stati ordinati per una settantina di minuti ripartendo decentemente. Forse da questa squadra e da questo allenatore non possiamo aspettarci di più. Però onestamente mi sembra davvero poco accontentarsi di quanto ottenuto. Giocando una partita da superprovinciale copertissima pronta a ripartire in contropiede in casa di un avversario più accreditato ma apparso cotto al 36esimo secondo. La classifica resta sostanzialmente la stessa. Dietro son fermi ma noi non ci muoviamo, passano le giornate nel grigiore generale e pensare che il telecronista una volta in vantaggio commentava "con questi eventuali tre punti la Fiorentina comincia a rivedere speranze europee". Già.
FORZA VIOLA...sempre...
LE PAGELLE
Dragowski 6
Lirola 5,5
Milenkovic 6
Pezzella 6
Ceccherini 6
Dalbert 6
Ghezzal 6,5
Badelj 5
Castrovilli 5,5
Ribery 7+
Cutrone 5
Igor 5
Vlahovic 4
Venuti 5,5
Sottil SV
Pulgar SV
All. Iachini 5,5
IL MIGLIORE: RIBERY
Il peggiore: Vlahovic
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"....il commentatore gufa...se la fiorentina sbancasse l'Olimpico, la maialaditomae sbancasse...rigiallo, ma quanti ne ammonisce? Comunque Cutrone si sente in mezzo all'area eh...ma noi si regge tutti dietro fino al novantesimo? Comunque si compiccia poco...o altra perla di Ribery o nulla....accidentalsaledicervia e lo spot nell'intervallo, c'ha distratto..."

sabato 27 giugno 2020

Colpa sua...

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 394

E' arrivata l'estate, esplosa nelle temperature che accompagnano queste ultime giornate di giugno. Con la stessa costanza, ma con un po' più di fatica, anche tutto il resto prova a dipingere il paesaggio da fotografia estiva. Le attività lavorative di ristorazione ed accoglienza cercano singhiozzando di non accusare troppo lo stop forzato e le successive limitazioni. I possibili utenti e clienti che sono stati per "TUTTO IL TEMPO LI A TENERE IL TEMPO" dell'isolamento adesso vedono all'orizzonte la possibilità (in tempi e forme diverse) di rialzare la voglia di socialità e svago da sotto i tacchi dove era finita. 
In modi diversi ma tutti impegnati nel tentativo di far coincidere il costante avvicinarsi al cuore della stagione estiva con una situazione piano piano meno "drammatica". E' dura. E' genericamente riconosciuto che sia così. Ma provarci resta l'unica soluzione possibile. 
Affiancato a tutto questo, tranne che nelle illuminate tesi di Pappalardo ed i suoi amabili scienziati/seguaci,  il COVID non è andato in vacanza. E purtroppo neanche la limitatezza culturale di una parte di questo Paese (e non solo). Tra le tante cose dette e rimaste nella categoria "diciamole ora che essendo tutto fermo non costa niente, poi ovviamente torneremo a fare come prima" c'è sicuramente la considerazione e la condizione generale di certe categorie di lavoratori. Il "questo periodo deve farci riflettere" suonava sin dall'inizio vuoto, visto che si parla di argomenti che da sempre hanno ispirato interesse e riflessione di pochissimi. Nell'opinione pubblica, ma soprattutto e molto più pericolosamente, nella cosiddetta classe dirigente. 
Questa settimana è arrivata l'ennesima conferma. Il focolaio di nuovi contagi che nei giorni scorsi è emerso a Mondragone è stato accompagnato da una vera e propria caccia ai responsabili. Caccia che si è trasformata in una sorta di guerriglia urbana nel paese ed in un processo al colpevole sui media in generale. Sul banco degli imputati la comunità di lavoratori bulgari che occupa alcune palazzine della cittadina. Colpevoli di essersi ammalati e di non rispettare le consegne di isolamento. Oggi. Di aver rubato il lavoro agli italiani. Ieri. Di aver invaso il nostro Paese. Ieri l'altro. Domani chissà. 
Non era impossibile da prevedere che ci saremmo arrivati.  Il COVID in questo caso non è il problema ma il moltiplicatore di qualcosa di diverso. A Mondragone come da altri parti. Lavoratori sfruttati senza nessuna tutela, costretti a vivere in condizioni in cui il distanziamento sociale fa sorridere ironicamente anche solo a pensarlo e con un futuro segnato solo dal dogma "non perdere questo lavoro o sei finito/a". Accanto a loro, negli stessi palazzi o in quelli vicini, altri lavoratori o senza lavoro con le stesse condizioni o le stesse preoccupazioni. Chi vede in questa situazione un problema statistico di cittadinanza e/o nazionalità, vede una piccola infiltrazione durante un'alluvione. Oppure ha un piano molto semplice: sviare dal problema reale e cercare consenso.  
"....arrivano i bulgari a infettarci, arrivano i bulgari a non rispettare le ordinanze....la parola bulgari la potete tranquillamente sostituire con una nazionalità qualsiasi, l'importante è che siano altro rispetto a noi così il giochino fila liscio liscio..." ha scritto ieri Giulio Cavalli su tpi.it (clicca qui per leggere l'articolo). Nel giochino dal titolo "è colpa sua" è stata e sarà come sempre accantonata l'analisi della situazione reale e con essa anche i veri punti da affrontare. Lo sfruttamento del lavoro nero e non, la clandestinità necessaria come arma di ricatto, la giusta attenzione alle denunce già note, l'invivibilità di molte situazioni lavorative ed abitative, il mescolarsi di varie illegalità ed il conseguente loro rafforzamento, l'assenza di tutele lavorative e di vita.
Punti che non hanno una nazionalità o un colore della pelle e che dovrebbero essere analizzati con un unico obiettivo: non rendere schiavi degli esseri umani. 
Ma tranquilli. Per chiudere con ottimismo sulla possibilità che questi argomenti siano trattati nella maniera più completa e oggettiva c'è una novità. Lunedì a Mondragone arriverà Salvini ed il suo codazzo di sostenitori e mezzi di comunicazione/informazione (...). Allegri. Basta aspettare pochi giorni. 

lunedì 22 giugno 2020

Ritorno con pareggio...

Campionato - 27^
FIORENTINA - BRESCIA = 1 - 1
GOAL: Donnarumma (R) - PEZZELLA
LA PARTITA
Si ricomincia. Con mille "mah" ed un centinaio di "boh" riparte questa stagione che già sembrava poco interessante e che dopo questa sosta di oltre tre mesi sembra aver smarrito anche quel...."poco". Si riparte con un Franchi desolatamente a porte chiuse e con un americano sbagliato sul tavolino di casa al posto della pinta al Moonshine prima e la pinta in bicchiere di plastica sui gradoni delle Fiesole poi. La lunga pausa ha portato in dono il recupero di FranckFranck che Beppe decide di schierare dal primo minuto in un modulo che "bascula" (cit.) tra un 4-3-3 (raramente) ed un 3-5-2 (molto più spesso). I primi quindici minuti sono praticamente una prosecuzione della prolungata sosta. Il niente si manifesta e si spera solo che "CON IL TEMPO LI' DAVANTI" la cosa possa migliorare. Caceres ha evidentemente un concetto particolare del miglioramento e stende Dessena lanciato a rete. Rigore e nonostante che Dragowski ci vada vicinissimo (spiazzato e nemmen poco) siamo sotto. "Donnarumma non segnava da settembre". E infatti: tac. 0-1.
Chiesa prova a riprendere subito il match con un tiro al volo bellissimo ma impreciso e subito dopo con un sinistro forte che però è troppo centrale. Poco altro fino a quando Pulgar dà il primo segnale di vita battendo bene un calcio d'angolo ed apparecchiando un bel cross per Pezzella che stacca e porta la partita in parità. Mentre Ribery sembra trovare finalmente la confidenza giusta col campo (sua l'azione da cui nasce il calcio d'angolo del gol viola), Dalbert si fa prima ammonire e poi rischia su altri due interventi. Sul primo soprattutto viene letteralmente graziato da un rosso che avrebbe meritato. Finisce il primo tempo sull' 1-1. 
Nella ripresa la partita sembra giocata da altre squadre. Il Brescia comincia aggressivo e con Skrabb impegna il nostro Drago. Poi si accende Franck e Castrovilli diventa un trascinatore. Assediamo il Brescia, due gol annullati (giustamente), un paio di buoni interventi di Joronen ("echiccazz'è?") ed un salvataggio sulla linea di Papetti ("chi!!?!?!?"). Chiesa insiste ma trova solo i centimetri vicino al palo, Vlahovic i piedi del portiere bresciano e Lirola in superiorità numerica in contropiede si mangia l'occasione giusta. Quando ormai vien da dire "l'è maturo", Caceres decide di farsi buttare fuori e il povero Ghezzal appena entrato (a sorpresa) esce dopo pochi minuti (altrettanto a sorpresa) e probabilmente " 'unfanemmen la doccia ". Sembra comunque che si possa continuare a tenere alto il nostro ritmo e Pezzella colpisce la traversa sfiorando la doppietta. Comincia a prevalere la stanchezza e mentre i cambi a disposizioni ce li spendiamo al 93' (sigh) andiamo avanti più con i nervi che non con la testa o il gioco. Chiesa e Castrovilli ci provano ancora ma alla fine è Dessena a farci sudare freddo al 95', bravo e "scenico" il nostro portiere barbuto. Finisce così in parità.
Un primo tempo da calcio con le ciabatte ed un secondo più o meno all'arrembaggio. L'impressione è stata quella di una squadra orgogliosa e con elementi di qualità che nella ripresa hanno cominciato a giocare "divertendosi". Secondo tempo spaziale del Castro che continua la sua crescita esponenziale ed un FranckFranck che (anche se con poca costanza) ha fatto stropicciare gli occhi per un paio di giocate. Continua a mancare sostanzialmente il centrocampo e la capacità di concretizzare le occasioni create.  Sembra sempre che si vada avanti più per individualità e nervi che non per gioco ed organizzazione. Ma avremmo comunque meritato i tre punti per le tante occasioni del secondo tempo. Peccato perchè l'avversario era onestamente quello più facile per ripartire (ultimi in classifica, decimati e con uno spirito non proprio da coltello tra i denti). Si poteva ripartire con tre punti importantissimi per chiudere a chiave i brutti pensieri e cominciare a programmare qualcosa di diverso. Peccato davvero.
FORZA VIOLA...sempre...
LE PAGELLE
Dragowski 6+
Caceres 4
Pezzella 6,5
Ceccherini 6 -
Chiesa 6 +
Duncan 5 -
Pulgar 5
Castrovilli 7
Dalbert 4,5
Ribery 6,5
Vlahovic 6
Lirola 5,5
Ghezzal SV
Milenkovic SV
Sottil SV
Cutrone SV
All. Iachini 5 +
IL MIGLIORE: CASTROVILLI
Il peggiore: Caceres
 "TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...comunque vada l'è calcio d'estate...la prossima è col Piancastagnaio per trovare la condizione...l'importante è non essere in forma subito sennò a novembre siamo già scoppiati....son quelle amichevoli che partono male ma poi tu dilaghi, tipo Fiorentina - Santa Fiora 13-1....le indicazioni di Iachini sono gioca gioca gioca gioca gioca gioca a volte giocala...fine....la flemma di pulgar invece è imbarazzante...ma semprini chi l'è? Ma Ghezzal che pole rientrare? ...due punti buttati....e ora a lazio, muah...."

Dicesi voucher



"....per gli abbonati ai servizi di impianti sportivi è previsto il rilascio di un voucher...." 
Appena ho letto questa parte dell'articolo 216 del decreto-legge 19/05/2020 ho cercato con molta attenzione il significato della parola voucher.
Visto che oggi il comma suddetto è "presente" in vari comunicati, vi "allego" la definizione corretta del termine, scovata dopo un'attenta ricerca. Dicesi...

sabato 20 giugno 2020

Una scorta necessaria

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 393

Oltre quattro anni fa veniva prima rapito e poi ucciso Giulio Regeni. Sono oltre cinquanta mesi che i genitori cercano di non far abbassare la luce e l'attenzione sulla drammatica vicenda di loro figlio. Aiutati da una parte di opinione pubblica o meglio da una serie di persone che hanno dato il loro contributo in vari modi affinché sulla storia di Giulio non cadesse il silenzio. In Italia nel frattempo, si sono avvicendati vari Governi, ma i risultati son sembrati abbastanza simili tra di loro. Il denominatore comune dei quali è la tristezza più assoluta. A cui però i genitori ed i promotori delle varie campagne o delle varie iniziative non si sono mai rassegnati. Non ottenendo finora quanto sperato, ma riuscendo almeno a far emergere alcune cose.
Ad esempio un coinvolgimento che non deve essere così a basso livello, visti gli interventi che si sono succeduti. Ad esempio che il primo tentativo di indagine era in realtà un vero e proprio depistaggio o tentativo di. E' una vicenda molto complessa. Dai mille aspetti e dai mille risvolti. Che negli anni abbiamo imparato non riguardano fattori di poco conto. Ma che hanno tutti alla base una cosa disarmante nella sua semplicità. La verità sulla morte di un ragazzo non ancora trentenne. Che continua ad essere richiesta ma che allo stesso tempo continua ad essere in qualche modo nascosta ed ostacolata. Per questo i genitori di Giulio pochi giorni fa hanno invocato una sorta di "scorta mediatica" per questa vicenda. Che li possa accompagnare e possa dar forza alle loro richieste. Evidentemente quello che percepiscono, anzi sanno, è che senza la presenza accanto di fari e luci sul caso, l'interesse per la verità resterebbe solo il loro. Sentirli, con la signorilità e lo spessore che non può che essere portato ad esempio, chiedere una scorta mediatica per Giulio sancisce due cose. La loro statura morale e la loro forza. E la sconfitta totale di chi fino ad oggi li ha costretti a non avere risposte ed a preoccuparsi di avere una scorta al loro fianco. 
Un altro caso dove "LA VERITA' E' UN'IMPRESA". O meglio un caso dove per riuscire ad ottenere chiarezza serve l'impegno stoico di parenti e la loro costanza di non mollare mai la presa. Vengono in mente, con le differenze evidenti, i casi di Stefano Cucchi e di Federico Aldrovandi. Dove solo grazie all'impegno di sorelle e genitori che non hanno mai mollato la presa si è potuto ottenere qualche cosa di simile alla verità, abilmente occultata al momento iniziale. Lo stesso impegno che è ancora necessario ai parenti di Riccardo Magherini che nei giorni scorsi hanno tentato di nuovo di portare alla ribalta la vicenda di Riky, proprio nel giorno del suo compleanno, con una manifestazione nella piazza del fermo che ha portato alla morte del ragazzo fiorentino. 
Queste situazioni che costringono chi ha subito degli atroci dolori ad ulteriori sforzi per ottenere la dovuta verità mi lasciano addosso un senso di rabbia e di smarrimento davvero unici. A chi ha dovuto piangere un figlio, un fratello, un fidanzato in circostanze violente non solo si chiede di non abbandonarsi al dolore ma gli si impone anche di impegnarsi in ricerche, in manifestazioni comunicative ed in una sorta di scudo naturale rispetto alle voci critiche o accusatorie così come alla voglia di far passare in secondo piano la cosa. 
"Giustizia ritardata è giustizia negata" (cit.). A queste vite non solo la giustizia è stata negata più volte ma la negazione è tutt'ora in corso, violentemente occultata. Per questo non dobbiamo mai far sì che la famiglia di Giulio (così come le altre) si possa sentire senza una scorta.  

domenica 14 giugno 2020

Ripartenze e nostalgie

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 392

E' ricominciato il calcio. Alè. Pre-partite, formazioni, dibattiti. Tutto cerca la sua naturale ricollocazione partendo da un fine-settimana dedicato al ritorno delle semifinali della sempre avvincentissima Coppa Italia. Programmone proprio. Una due giorni dove vanno in scena o meglio in campo la favorita solita e le (solite) squadre che rincorrono e sognano. E da appassionato quale sono.....quasi nemmeno me ne sono accorto. Sarà che di quattro squadre "non se ne fa nemmeno mezza" per la simpatia o la possibile vicinanza di tifo. Sarà che "la mia di simpatia" anche per quest'anno ha deciso di regalarci un'annata mediocre senza obiettivi e quindi, al solito, non rientrava nel lotto delle semifinaliste e delle sognatrici. Mix di motivi che hanno fatto sì che delle due partite dei giorni scorsi abbia seguito con un "PASSO STRISCIATO STANCO" più o meno una ventina di minuti: una decina di minuti del match di venerdì giusto come intrattenimento rispetto all'appuntamento fisso con Propaganda. Ed un'altra decina di minuti ieri sera prima di preferire un vecchio film di Hitchcock. Sicuramente lunedì prossimo alle 19.30, tipico orario per il campionato di serie A, non mancherò all'appuntamento in viola. Portandomi dentro la giusta dose di nostalgia e tristezza per quel Franchi e quella Fiesole desolatamente vuoti e soprattutto per quel pre-partita che ancor più del match mi mancherà. 
In generale però questo balletto infinito di posizioni, tra l'altro inutili e con poco senso, tra algoritmi, quarantene e sospensioni hanno raso al suolo quel minimo di entusiasmo che, come già detto ma tocca ripetere l'ammissione, l'ennesima stagione viola senza obiettivi aveva già minato. Un campionato che forse era giusto riprendere ma che senza pubblico, con un calendario ancora più incomprensibile del solito e con regole modificate, allontana ancora di più i nostalgici come me. Niente tifo, partite spalmate su sette giorni senza interruzioni tra una giornata ed un'altra, cinque sostituzioni che significano cambiare metà squadra e quindi cambiare anche il senso di partite e significato proprio dello sport. Non è roba da poco quella che tutta insieme arriva come una novità. Per molti versi necessaria visto il momento, per altri molto discutibile.  A tutto questo si è affiancato il tira e molla solito delle varie fazioni su quando ricominciare e come che hanno fatto riflettere su quanto sembrasse tutto anacronistico rispetto a quello che il Paese stava passando per altro. Direte, proprio tu che da sempre segui il calcio non te n'eri mai accorto che vive in una bolla fatta di regole proprie? No, no per sapere l'ho sempre saputo. E quando ragionavo senza la testa del tifoso e dell'appassionato l'ho anche sempre riconosciuto, di essere complice di qualcosa che faceva abbastanza ridere. Ma in questo periodo mi è banalmente parso più evidente. "A volte basta distaccarsi un po' dalle cose per vederle meglio" (cit.). Forse è stato questo. O forse quel volersi attaccare a qualcosa di bello per pensare ad altro nel periodo di quarantena e non averlo trovato nella vecchia passione che da sempre mi accompagna. Perché magari sarà anche solo un momento ma di bello in questo pallone non ci vedo nulla o davvero pochissimo.  Pensare ai soliti noti che litigano sul coefficiente dell'algoritmo che assegnerà o meno lo scudetto in caso di chiusura anticipata che verrà stabilita in base a non si sa ancora quale numero/percentuale di contagiati e/o di squadre in quarantena mi fa davvero tristezza. Ed è solo un esempio di una serie di motivi che potrebbe essere lunghissima e che riflettendoci accentua ancora di più quello stato d'animo pieno appunto di tristezza. Per quanto questa parola possa essere abbinata ad un argomento del genere. 
Detto questo, la macchina è ripartita. E magari il mio sarà solo un momento passeggero, derivante dalla lontananza da quei pre-partita, dallo stadio dipinto del giusto colore, dal mio fedele "gruppo a dopo - sezione Fiesole", da quel "garrisca al vento". La nostalgia per certe domeniche resta, magari è  un segno buono per volerle ritrovare.

martedì 9 giugno 2020

A volte ritornano...



Quando il DNA è comune lo si nota anche dalle piccole cose. I fratelli Bollusini non fanno eccezione a questa regola.
Appare questa notizia su violanews:
quasi in contemporanea la condividiamo l'uno con l'altro e quasi in contemporanea scriviamo i due commenti:
K: finalmente l'è guarito....si mette accanto a Badelj..
Bollins: ma che tornerà anche la sua pubalgia?

sabato 6 giugno 2020

Dall'isolamento alle manifestazioni

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 391

L'allentamento prima e l'annullamento poi del lockdown hanno lati positivi innumerevoli. Inutile elencarli. Pur con le attenzioni relative al distanziamento ed al mantenimento di precauzioni da vicinanze "obbligate", la vita ha ripreso alcune abitudini che erano diventate impossibili da marzo. Certamente secondarie (specie in certi momenti leggendo di situazioni e zone colpite massicciamente dal virus nella forma peggiore) ma che a lungo andare erano diventate vere e proprie mancanze. Il parrucchiere, il caffè al bar, un acquisto in un negozio, il saluto agli amici davanti ad un bel boccale di birra. Con uno spirito diverso, certo. Con un'attenzione al rispetto di certi aspetti che comunque fanno riflettere, ovviamente. Ma riprendere in mano anche un aspetto "LEGGERO NEL VESTITO MIGLIORE" come quello di ordinare una bella Harp media ed un panino in buona compagnia, mette sulla strada più indicata per raggiungere un posto tranquillo chiamato "leggerezza". Finalmente.
Ovviamente ogni aspetto ha il suo rovescio della medaglia. La possibilità di "tornare in piazza" ha permesso anche di rivedere scene che purtroppo questo periodo di quarantena ha solo sospeso e non annullato. E neanche ha modificato nelle modalità o nelle distanze. Sono di qualche giorno fa infatti le immagini della doppia "sfilata" delle piazze di destra che con magliette arancioni e tricolori srotolati hanno colorato (sigh) le strade di Milano prima e Roma poi. La prima guidata da un generale. E questo metterebbe anche qualche brivido e qualche pensiero se non il generale non si chiamasse Pappalardo ed esprimesse le idee che, purtroppo, tutto il mondo ha ascoltato. Dal "virus non esiste" al "la mascherina non mi permette di vedere quanto è bella una donna". Tanto per citarne due. Zero distanziamento e pochissime mascherine orgogliosamente rifiutate perché....chi segue il generale evidentemente sa cose che noi umani non possiamo capire.
Seconda manifestazione quella del nuovo patriota Salvini (si si quello di "Roma Ladrona" "senti che puzza scappano anche i cani stanno arrivando i napoletani" "Padania is not Italy" e leader del partito che prima si chiamava lega lombarda e poi Nord e che da sempre ha usato il tricolore come strofinaccio) e della madrina del motto "ordine e disciplina" Meloni (basta leggere le cronache locali per giudicare la coerenza con cui vengono scelti i candidati rispetto a questa fierezza) . Come dite? C'era anche l'ex monarchico Tajani a festeggiare la giornata della Repubblica? Ah già avevo omesso...ed in una manifestazione del genere è tutto dire.
Anche in questo caso assembramenti, distanze minime che da un metro si riducono ad un centimetro e mascherina diventata un optional in base alle esigenze primarie, quelle cioè di selfie abbracci e strette di mano con i passanti. Inoltre, già in queste due manifestazioni erano emerse (come se non bastasse il resto) espressioni ed atteggiamenti di ostilità (più o meno indiretta) verso la stampa. Ma oggi nella terza manifestazione di quell'area politica si è raggiunto la vetta. 
Oggi toccava a Casapound, Forza Nuova ed una non ben nota frangia di tifo organizzato scendere in piazza. Si, avete letto bene. Manifestazione fascista. Evidentemente autorizzata. Dove l'assembramento e le mascherine sono passate tristemente in secondo, ma anche terzo piano visto gli incidenti, gli scontri e la caccia all'uomo inscenata verso i giornalisti. E continuo a chiedermi quello che da sempre resta un mio punto interrogativo. Ma davvero è giusto dare risalto mediatico, luci della ribalta e attenzioni a simili figuri? Cioè "ma davvero pensate ci possa essere qualcosa d'interessante in quello che dice o manifesta un fascista?".
Per fortuna, per chiudere con il dolce e non con l'amaro, in giro ci sono anche "riunioni di persone" che fanno del colore nero qualcosa di lucente. Di solare. Che apre il cuore. Continuano infatti le manifestazioni di solidarietà, ricordo e vicinanza a George Floyd, l'uomo di colore ucciso a Minneapolis (di cui ho provato a scrivere la scorsa settimana qui). Tra le tante, bellissima quella di Piazza Castello a Torino dove i manifestanti (a distanza...o almeno nel tentativo di mantenerla...evidentemente si può..) per otto minuti (gli stessi in cui Floyd è stato riverso a terra con il ginocchio del poliziotto sul collo) si sono seduti ed hanno mantenuto il silenzio per ricordare che certe cose non possono passare.....appunto sotto silenzio. Dimostrando che tornare a manifestare dopo un isolamento come quello che abbiamo vissuto può essere una cosa bellissima. 
A differenza degli esempi precedenti dove la clausura era stata nettamente rivalutata, quasi rimpianta.

giovedì 4 giugno 2020

...'nonno...

Stretta di mano. Sorriso di chi conosce "il fatto suo". Sciarpa bianca e viola d'ordinanza. 
Le tre S sono assicurate e le frasi da copione pure. Un cliché a cui ormai chi segue il calcio è assuefatto.
"Il comunicato dell'acquisto è figlio dell'intervista rilasciata dal presidente del Porto... 'nonno ci siamo lasciati ingannare dal primo comunicato di smentita e ne abbiamo fatto uno specifico che ricordava il nostro stile e le nostre condizioni" . Mi guardo intorno e mi sento catapultato in un mondo parallelo che in realtà corre lungo una strada già percorsa. Dalla maglia viola già vista (qualcuno direbbe "vista e rivista") alla sensazione stranamente familiare dell'intercalare del bravo presentatore che di fiorentino ha solo l'adozione.....tremendamente temporanea.
"Era il centrocampista che inseguivamo da tempo, le voci su altre trattative sono state costruite ad arte da chi 'nonno vuole il bene della Fiorentina". Appunto. Sento il brusio di chi come me si trova ad assistere alla presentazione del nuovo faro del centrocampo. Quello che rincorriamo per sostituire un Badelj dalle pile scariche ed un Pulgar che a Firenze ha fatto intravedere solo molto raramente doti da condottiero e regista.
Arriva questo ragazzone dall'occhio lungo ed azzurro alla Paul Newman che fa ben sperare. Almeno le ragazzine innamorate del format "altobiondoecongliocchiazzurri". 
"Se 'nonno conoscete la carriera del Gringo è un problema vostro" sento tuonare il signore paffuto dai capelli brizzolati e la cravatta viola che sta presentando il nuovo arrivato. Signore che ovviamente ho riconosciuto ma che non capisco cosa ci faccia qui....di nuovo "SEMPRE LI' LI' NEL MEZZO".  E' vero che non c'è due senza tre ma qui mi pare davvero si esageri. Fuori luogo mi viene da dire. Proprio come me che sono catapultato per la prima volta in una conferenza stampa. 
Nella sala il colore viola fa bella mostra di sé sui muri, le cartelline d'ordinanza e le sciarpe. Ma non c'è solo quello. C'è anche molta gente attorno a me che si muove e cerca di farsi notare. Un assembramento si direbbe in questi giorni.
Ci sono Romizi e Di Tacchio rimasti in prima fila dopo essere stati presentati come acquisti per la squadra primavera anche se già pronti per il grande salto. "Nuove pianticelle da coltivare, 'nonno escludo siano già....rigogliose" il commento a margine della loro presentazione. Indovinate testo e musica ad opera di chi? Esatto, dell'immancabile ds. 
Poco più indietro riconosco Kharja con la pettorina di Italo che in realtà è qui per vendere promozioni per la tratta CampoDiMarte-RhoFiera. 
Non lontano da lui c'è Kubik in versione molto appesantita, presente come inviato di una televisione ceca; "seguirà le mie orme" gli sento dire....come se conoscessi il ceco. 
Più impegnato nei selfie che nelle domande c'è anche Luis Helguera che fa il social media manager del fratello famoso ed è qui per far partecipare il nuovo acquisto ad una diretta Instagram con appunto il fratello Ivan. 
Infine ai margini della sala c'è Salifu che sta rilasciando un'intervista a Tele Granducato sul suo nuovo-rinnovo di contratto fino al 2042 con opzione fino al 2045. Ed accanto Gaetano Fontana che lo intervista per l'emittente regionale. 
Comincio ad impaurirmi, mi sembra di essere finito nel cerchio dell'inferno dei centrocampisti viola accidiosi.
"Bolatti 'nonno sarà velocissimo ma è centrocampista di qualità indubbia" ....passo lento....mezzo tempo...
Mi sveglio. Ed intorno non c'è traccia né del mago di Vernole né della pletora di centrocampisti dalla gamba svelta. Vicino a me c'è solo il comodino, immobile proprio come i protagonisti del mio sogno. O dovrei dire incubo? Sorrido ripensando alla frase di Benedetto "una giocata di stile di un Bolatti versione lenta". E mi viene da (semi)citare Verdone alle prese con la Buy "e sia maledetto il momento in cui me l'hai rammentato".

sabato 30 maggio 2020

Mancanze d'aria

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 390

Spesso in questo periodo surreale mi è capitato di arrivare ad un certo punto della giornata e trovarmi col fiato un po' corto, a causa di questa maledettamente benedetta mascherina. L'allergia "di stagione" sicuramente non ha semplificato le cose in questi giorni, anzi ne ha accentuato gli effetti, complicando la gestione dello starnuto cadenzato allo sfilare dell'oggetto di moda per centrare il gomito.
Anche in giro mi è capitato spesso di sentire frasi più o meno comuni sulla traccia del "ohiohi con questa mascherina 'unrespiro". Date dalla novità e dalla voglia di condividere, in una sorta di frase tormentone stile "'uncisonpiùlemezzestagioni", di quello che sostanzialmente resta l'argomento "di moda".
Il pensiero di quella frase in questi giorni è andato di pari-passo con una frase molto simile ma per niente di moda o conviviale. "Non riesco a respirare" è la frase che ha urlato più volte un uomo americano del Minnesota, George Floyd, mentre un poliziotto lo teneva faccia a terra con un ginocchio ben piantato sul collo. L'uomo, fermato per un controllo dopo una segnalazione ed accusato di non sa ancora bene quali tremendi reati, ha più volte chiesto di essere liberato perché non respirava. Il poliziotto ha continuato nella sua dimostrazione di "potenza". Il risultato è purtroppo noto a tutti. Negli Stati Uniti,  soprattutto a Minneapolis dove il caso è avvenuto, si è scatenata una vera e propria manifestazione ininterrotta di protesta per il fatto, per i metodi usati da una parte delle forze dell'ordine e per la costante "casuale" presenza di persone di colore tra le vittime di queste situazioni. Un fiume continuo di manifestanti e di dimostrazioni di indignazione che si sono anche trasformate in violenza e gesti di vera e propria guerriglia, con minacce da parte del sempre inquadrato Trump "la polizia comincerà a sparare sulla folla" oppure "libereremo i cani feroci contro i manifestanti". Tanto che le violenze sono aumentate, sono arrivati anche gli arresti di giornalisti manifestanti (anche qui casualmente di colore) e spari sui manifestanti da parte di macchine non troppo identificate. 
Ho visto i video dell'arresto come quasi tutti e come quasi tutti non posso ovviamente sapere cosa è accaduto quando la ripresa non c'era o aver capito tutte le sfumature dell'arresto e delle diverse conseguenze. Nella ripresa video però evidente c'è un poliziotto che tiene il proprio ginocchio sul collo di una persona inerme e non si preoccupa minimamente delle lamentele e delle richieste del fermato. Ne' di quelle dei passanti che attirati dalle urla di George Floyd chiedono al poliziotto stesso di allentare la presa. Credo sia sufficiente. Serviranno autopsie, processi, sentenze. Ma quelle immagini hanno già fatto il giro del mondo e del mondo intero hanno percorso la rabbia. Per la sensazione assoluta di sopruso e violenza che hanno dentro. Per la vergogna che fanno provare. Per la rabbia che scatenano. Per la totale e completa ingiustizia che quelle immagini mettono a fuoco ed evidenziano clamorosamente.
"QUANDO QUESTA MERDA INTORNO SEMPRE MERDA RESTERA' RICONOSCERAI L'ODORE PERCHE' QUESTA E' LA REALTA'". E la mia memoria ha continuato la sua corsa arrivando a Patrizia Moretti ed alla sua famiglia. Che anni fa hanno pianto il loro Federico Aldrovandi per un fermo di polizia. Per una gestione folle del fermato. Per una violenza che ha portato alla morte di un innocente che ha avuto solo la sfortuna di essere fermato da poliziotti sbagliati. Memoria che corre ancora e si ferma alla famiglia di Riccardo Magherini che ancora sta lottando per avere giustizia ed una risposta sul perchè il loro Riky non c'è più, dopo un fermo in Piazza Santo Spirito a Firenze. Entrambi come George Floyd, messi proni per terra con poliziotti sopra a tenere bloccati i "pericolosi fermati" ed a dimostrare il loro "peso e la loro forza". Entrambi, come George Floyd, oggi non ci sono più. E qualcuno dovrebbe spiegarci oltre che il perché cosa si sta facendo affinché non accada ancora. Per questo la mobilitazione generale è da applaudire (ovviamente quella che non si scatena in violenza e razzie). Per questo alzare la voce è d'obbligo. Per questo andare oltre la mancanza d'aria nel vedere quel video è fondamentale. Per far sì che queste storie non finiscano in piccole o grandi sentenze ed in brevi o lunghe condanne. C'è molto altro dietro e non può essere nascosto. Non ancora, non più.