venerdì 24 agosto 2018

E per l'anno scorso, il premio se lo merita...

Kiave di lettura n° 300
A due giorni dall'inizio effettivo del campionato viola, arriva la Kiave di lettura che conferma un'altra tradizione (dopo quella della valutazione del mercato e delle previsioni per la stagione dell'ultimo post). Da tradizione infatti, all'inizio del nuovo campionato "tiro le somme" di quanto è accaduto nell'annata precedente e "consegno virtualmente" il premio KappaGiocatoreViola (vedi l'albo d'oro delle varie edizioni, cliccando qui).
Stagione che purtroppo passerà alla storia per il drammatico saluto a Davide e che rispetto a tutto il resto fa diventare risultati, voti e gol tutta roba sostanzialmente inutile.
Cercando però di andare oltre a quel commosso saluto in piazza Santa Croce ed a quella domenica da "un minuto" provo a riassumere i risultati emersi dalla mia opera ben mischiata di pagellista (durante l'annata) e precisino che ha tirato le somme e fatto medie e statistiche di una stagione di voti e valutazioni.
I risultati risentono di un inizio stentato e di un filotto di vittorie nel girone di ritorno successive alla tragedia di Davide. Partiamo dalla cosa più importante: il podio. Appena dopo  il "trio medagliato" si piazza Sportiello, posizione arricchita anche dal buon riscontro di volte in cui è stato il migliore in campo (ben 4). Sul gradino più basso del podio si posiziona Pezzella che all'esordio in maglia viola vede così premiata un'annata importante. Sul secondo gradino in realtà una coppia. Per risultati il secondo classificato sarebbe Dabo, ma il ridotto numero di partite effettuate fa si di inserire sullo stesso gradino anche Veretout, vero protagonista per tutta la stagione. E per "FINIRE BENE C'E' CHI RESTA" sul gradino più alto, proprio come l'anno scorso (clicca qui per leggere i risultati della passata stagione).
Federico Chiesa si conferma anche per quest'anno KappaGiocatoreViola. A conferma del suo primato anche il primo posto per numero di volte come migliore in campo (ben 10).
Salta all'occhio che solo sette giocatori hanno chiuso la stagione con una media sufficiente. Analizzando questo dato però si deve tener presente che non sempre la media  è veritiera della reale valutazione della stagione del giocatore. Dovendo infatti dare un voto a posteriori per il campionato effettuato, alcuni giocatori con voti insufficienti avrebbero sicuramente una diversa valutazione; penso a Badelj ed a Simeone (entrambi tra l'altro curiosamente in testa nella classifica dei peggiori) ma anche a Biraghi e Vitor Hugo. Il mister invece si assesta su una sostanziale sufficienza, mentre dal 5,64 di Laurini in giù si può ritrovare la quasi totalità della campagna acquisti della scorsa estate. Resta comunque inarrivabile la media di Tomovic data dalle prime due giornate di campionato; le sue "due doppiette" di assistgol a favore degli avversari gli hanno regalato una stratosferica media di 3,75.
Per concludere, complimenti quindi per il secondo anno consecutivo ad il nostro Federico Chiesa e che sia di buon auspicio per l'inizio della nuova stagione.
Ecco i risultati finali e....FORZA VIOLA SEMPRE...

La tabella generale delle valutazioni medie, giocatore per giocatore:
Ruolo
GIOCATORI
PRES
MEDIA
A
CHIESA
31
6,35
C
DABO
8
6,28
C
VERETOUT
31
6,26
D
PEZZELLA
30
6,23
P
SPORTIELLO
31
6,10
D
ASTORI
24
6,00
D
MILENKOVIC
13
6,00
D
VITOR HUGO
15
5,91
A
BABACAR
18
5,84
A
SIMEONE
33
5,71
D
BIRAGHI
30
5,70
C
BADELJ
22
5,68
D
LAURINI
16
5,64
C
BENASSI
31
5,60
A
THEREAU
17
5,56
C
SAPONARA
15
5,51
A
GIL DIAS
22
5,44
C
ESSERYC
20
5,37
D
GASPAR
13
5,36
A
FALCINELLI
9
5,36
C
CRISTOFORO
6
5,17
C
SANCHEZ
10
5,13

ALL
PIOLI
33
5,98

Fuori classifica i giocatori che non hanno totalizzato almeno cinque gare:
Ruolo
GIOCATORI
PRES
MEDIA
A
LO FASO
2
5,63
P
DRAGOWSKY
4
5,25
D
OLIVERA
5
4,75
D
TOMOVIC
2
3,75

Classifica generale dei migliori in campo:
Ruolo
GIOCATORI
N° partite
A
CHIESA
10
P
SPORTIELLO
4
C
VERETOUT
4
D
PEZZELLA
3
C
BADELJ
3
A
SIMEONE
2
P
DRAGOWSKY
1
D
BIRAGHI
1
D
ASTORI
1
C
BENASSI
1
C
DABO
1
A
BABACAR
1
A
THEREAU
1

Classifica generale dei peggiori in campo:
Ruolo
GIOCATORI
Partite
A
SIMEONE
4
C
BADELJ
4
A
FALCINELLI
3
A
THEREAU
2
C
BENASSI
2
C
SAPONARA
2
D
BIRAGHI
2
D
TOMOVIC
2
P
SPORTIELLO
2
A
BABACAR
1
C
SANCHEZ
1
C
ESSERYC
1
C
CRISTOFORO
1
D
PEZZELLA
1
D
OLIVERA
1
D
LAURINI
1
D
MILENKOVIC
1
D
GASPAR
1
P
DRAGOWSKY
1

mercoledì 22 agosto 2018

Vicino alla sufficienza

Qualche giorno fa si è chiuso il calciomercato e come ogni anno "mi diverto" a dare i voti e fare le previsioni per il campionato che sta per cominciare. 
Ovviamente l'interesse principale è quello colorato di viola che riguarda la mia Fiorentina. Con l'altisonante annuncio dell'obiettivo della proprietà ("arrivare settimi") è cominciato questo periodo di rafforzamento. La portata ambiziosa di arrivare nella prima posizione di quelli fuori da tutto ha condizionato un mirabolante calciomercato fatto di estenuanti trattative per raggiungere ed ottenere il prestito secco di una promettente promessa juventina e non ottenere il prestito di un centrocampista finito poi all'Atalanta. Questa la versione nera. Quella invece ottimista è che abbiamo tenuto (quasi) tutti i giocatori più importanti, che giocheranno insieme con più esperienza e con qualche rinforzo promettente. Da questi due estremi provo a dir la mia su questa Viola targata 18/19.

PORTIERI. Rispetto ad anno scorso c'è uno Sportiello in meno ed un Lafont in più. Unico investimento nuovo del mercato per un promettente (dicono gli esperti) portiere giovanissimo con esperienza solo in Francia. Migliorati? Mah. Sostanzialmente direi uguale. A me Sportiello piaceva e per il nostro livello secondo me era affidabile. Sicuramente senza senso la permanenza di Dragosky che resta a prendere polvere e farsi svalutare. Lafont è costato sostanzialmente il doppio di Sportiello, non lo conosco ma se tutti ne parlano così bene ci voglio credere. E' sicuramente un azzardo ma può essere positivo se queste prospettive son rispettate, poi si vedrà che intende per investimento positivo la società (solo rivenderlo a costo alto o costruire su di lui).  
DIFESA. Leggo di rafforzamento. Sicuri? Astori e Gaspar sono stati sostituiti da Ceccherini e Hancko (e Diks di rientro). Abbiamo ancora un terzino destro titolare che è un centrale adattato (pur forte e di prospettiva molto forte...come centrale), Vitor Hugo da testare come titolare effettivo. Migliorati? Mah. Mi par proprio di no.
CENTROCAMPO. La rosa è ampliata rispetto ad anno scorso, sei possibilità (senza contare Cristoforo che ormai pare fuori dai giochi...con infinito dispiacere...) per tre posti. Pesa però in modo molto netto il saluto a Badelj e la mancata sostituzione con qualcuno di ugualmente "certo". Pare che un'alternativa sia spostare Veretout per inserire Gerson. Mah, credo saremmo troppo sbilanciati. Più probabile Dabo o Norgaard, quest'ultimo (come Edimilson) da testare nel campionato italiano vista la sola esperienza danese. Migliorati? Mah. Come titolari proprio no, come rosa sì (ci voleva pochissimo).
ATTACCO. La conferma di Chiesa è tanta roba. Simeone ha fatto una seconda parte di stagione importante. Il terzo componente del tridente dovrebbe essere migliorato, pensando al Thereau/Dias/Saponara di anno scorso sostituito da Pjaca/Mirallas. Resta il grande "?" per il ruolo di sostituto di Simeone nelle giornate di raffreddore o in quelle partite "no" dove un cambio davanti serve. Migliorati? Mi par proprio di sì.
ROSA. Così, "A ORECCHIO SENZA RICETTE" prevenute, la rosa è più ampia e non abbiamo fatto il mercato rabberciato di anno scorso. Positive anche le conferme ed il fatto che questo gruppo ha un anno di conoscenza ed esperienza alle spalle. Restano le operazioni con poco senso di prestiti secchi, molte scommesse e la non copertura di zone scoperte ed abbondantemente note.  Per me il voto al mercato, tutto considerato, oscilla tra il 5,5 ed il 6. L'obiettivo prefissato di arrivare settimi (effettivamente alla portata) è talmente ridicolo che merita uno sconsolato N.G..
Passiamo alle previsioni generali. Ripescando quanto previsto nel post di inizio campionato scorso (clicca qui):
direi che mi faccio i complimenti da solo (e leggendo i commenti di chi aveva "fatto le sue previsioni" aumento il livello dei miei autocomplimenti) avendo sbagliato solo invertendo le posizioni tra Milan ed Inter ed avendo previsto il Toro europeo al posto dell'Atalanta. 
Ci riprovo anche quest'anno. Partendo dalla considerazione che vedo i gobbi purtroppo ancora favoriti, vedo a ruota un gruppetto magari meno distante di prima ma comunque dietro (Inter, Roma, Milan, Napoli in ordine ed un filo staccata la Lazio) con un gruppetto di squadre che lotteranno per raggiungere l'eventuale Lazio in difficoltà o il nostro ambitissimo obiettivo del 7° posto (sperando che valga l'Europa anche quest'anno) tra cui Torino, Atalanta, Sampdoria a farci compagnia. In basso Frosinone credo spacciato, Empoli spero, Chievo, Bologna, Udinese, Spal (Parma e Cagliari un filino sopra) in lotta.
Ecco la mia previsione quindi:
Scudetto: Juventus
Champions: Inter, Roma, Milan
Europa League: Napoli, Lazio, Viola
A ruota europea: Torino ed Atalanta
In lotta per non retrocedere: Bologna ed Udinese
In B: Frosinone, Chievo, Empoli

E voi che ne pensate? 

venerdì 17 agosto 2018

L'esempio di Rita

Kiave di lettura n° 299
Nel piattume tendente (anzi ormai quasi arrivato) all'abisso della politica attuale, che coinvolge purtroppo anche una mancanza di vera spinta "sociale e civile" compatta e degna di questo nome, nei giorni scorsi è venuta a mancare una figura che evidenzia ancora di più lo stato dell'arte attuale.
Rita Borsellino aveva lo sguardo fiero delle persone ferite che non hanno intenzione di abbassare la testa. Aveva la voce chiara e netta di chi crede nel contenuto profondo del messaggio che porta avanti e di conseguenza non ha bisogno di parole fuori luogo o toni fuori scala. Aveva concetti, principi e moralità che ha provato a trasmettere, riuscendoci purtroppo con troppa poca gente. 
La forza del suo messaggio era talmente forte che diceva di essere rinata in quel 19 luglio che le aveva strappato il suo Paolo giorno dal quale per lei "NIENTE E' STATO COME PRIMA". Rinata in quel tragico giorno, perché non poteva "non essere così" ai suoi occhi. Non poteva non seguire quella strada che il suo senso civico e morale le indicava come "obbligata". E così è stato da quel giorno. Da quel 19 luglio di cui ancora questo "belPaese" si vergogna di trovare la verità, perché troppo pesante, perché troppo ingombrante, perché troppo "costosa". Perché non adatta ad un Paese troppo lontano dalla fierezza dello sguardo di Rita Borsellino. 
Il modo migliore per ricordarla credo l'abbia trovato Nando Dalla Chiesa oggi sul Fatto Quotidiano, nell'articolo che trovate qui sotto.Buona lettura. Ciao Rita.

mercoledì 15 agosto 2018

Forza Genova

Lascio le illuminate valutazioni sulle cause del crollo, sulla prevedibilità dell'evento, sulla possibile situazione simile di altri ponti e viadotti al "NUMERO ESAGERATO PROPRIO IMPOSSIBILE" di scienziati, ingegneri ed esperti del ramo che da ieri imperversano ovunque.
Lascio le analisi della situazione con relative cause ed effetti agli statisti ed agli splendidi politici che ci rappresentano, intenti nell'unica politica a loro nota quella del rimpiattino e del rimpallo delle responsabilità .
Lascio alla meravigliosa classe dirigente la definitiva sentenza sulle colpe rigorosamente altrui e rigorosamente stabilite in modo soggettivo ed autonomo dagli stessi dirigenti.
Lascio a chi ritiene giusto offendersi reciprocamente sul "l'avevamo detto" "l'avremmo fatto" "non l'avevate detto" "non l'avevate fatto" il campo di confronto, così intellettualmente e dignitosamente elevato in giorni come questi che, nella mia pochezza credevo dovessero essere di vicinanza e cordoglio.
Io, nel mio minuscolo e banale spazio non abituato alla suddetta cotanta scienza, mi limito solo a due parole.
FORZA GENOVA.

sabato 28 luglio 2018

Piccola città eterna

Kiave di lettura n° 298
Mi è capitato ieri di cercare spunti tra le cose già scritte in questo blog, per la Kiave di Lettura di questa settimana. Quando "la penna è un po' scarica" infatti si cercano spunti nelle cose note e nei porti certi.
Cosa più nota di quella già scritta proprio dalla tua penna? Quale porto più certo della tua splendida Fiorenza? 
Così ho "sfogliato" i post di questo blog (cliccate qui per ri-vederli) dedicati alla "PICCOLA CITTA' ETERNA" del mio cuore ed ho visto che mancava un profilo importante dei suoi splendori.
Il profilo della "casa principale" della città, l'immagine istituzionale del suo splendore, uno dei tanti sfondi capaci di far perdere la testa.
Ed allora ho capito che non sarebbe servito così tanto impegno per riempire il post di questa settimana, bastava una ricerca tra le foto che potevo aver fatto nei miei giri cittadini. E così, la penna scarica è stata sistemata. Le fortune di vivere nella città più bella è quella che non servono troppe parole, basta avere l'accortezza di ammirarla e fotografarla. Basta la sua bellezza. Grazie Fiorenza.

giovedì 19 luglio 2018

19 giorni speciali

Kiave di lettura n° 297
Oggi 19 luglio, nel mio spazio settimanale dedicato alla Kiave di lettura, ne ospito una di qualcun'altro. Di una persona speciale che intervista una persona speciale. 
Ve la consiglio, di cuore. Perché il mio inviato romano "CERCA NEL CUORE" dei ricordi di chi ha il 19 come marchio di fabbrica, il significato più profondo ed intenso e come sempre riesce ad arrivare dentro, con i ricordi e le emozioni ma soprattutto con il loro messaggio.
In un periodo che sempre di più annulla i ricordi, le esperienze ma soprattutto dove si fa una drammatica fatica a trovare "messaggi" dal buon sapore, credo che questa sua speciale kiave di lettura sia particolarmente indicata e necessaria. A completamento di ciò, DAVVERO bravo Andrè.
Buona lettura, ma soprattutto buona visione.

Una volta mio nonno ha rischiato di morire perché si è spaccato la testa. Era a Cattolica aveva dieci anni e uno con un carretto gli ha spaccato la testa. E’ rimasto tanto in ospedale e ha perso un anno di scuola. Un’altra volta ha rischiato di morire perché un dottore si è scordato di togliere un tappo da un tubo che gli aveva messo in pancia. Aveva 84 anni e era a Roma, all’ospedale. Anche quella volta è rimasto tanto in ospedale. Ma pure quella si è salvato. Un’altra volta ha rischiato di morire che gli mancavano 19 giorni per compiere 19 anni. Erano le 11.03 del 19 luglio e sopra allo scalo a San Lorenzo, a Roma, c’era il tenente puntatore Owen Gibson che sganciava bombe da un aereo che si chiamava Lucky Lady. Sotto c’era mio nonno, che ha detto “Bombardano!“, poi è scappato dallo scalo, è andato in un palazzo e pure quello lo hanno bombardato mentre ci passava sotto e anche lì si è salvato.
Questa è la storia che Remo, mio nonno, ha raccontato per tutta la sua vita. La storia di quando gli mancavano 19 giorni per compiere 19 anni e era il 19 luglio, aveva visto le bombe da sotto e aveva detto “Bombardano!”. Gliele tirava in testa il tenente puntatore Owen Gibson. Ecco oggi che è il 19 luglio e a mio nonno gli mancano 19 giorni per compiere 89 anni, pensavo al dottore dell’ospedale di Roma, a quello che guidava il carretto a Cattolica, al tenente puntatore Owen Gibson che ascoltano la storia di quel giorno e fino all’infinito sono costretti a guardare e ascoltare la sua risata anche sulle loro di facce.

Vedi qui l'intervista:

venerdì 13 luglio 2018

Paranza di qualità

Kiave di lettura n° 296
Dopo un po' di tempo dall' ultimo post con etichetta libreria, ecco il mio nuovo capitolo per il Katalogo di questo blog.
ROBERTO SAVIANO - "La paranza dei bambini" - Feltrinelli
Partiamo dal facile: regalo azzeccatissimo (GRAZIE!). Era un bel test quello di capire se, tornando ad argomenti noti dopo la parentesi di ZeroZeroZero (clicca qui per leggere il mio parere su questo libro), Saviano potesse creare di nuovo quel legame speciale coi suoi testi seguendo la scia di Gomorra.
Ed il test è stato ampiamente superato. La paranza dei bambini è un testo duro nei contenuti ma clamorosamente affascinante, per lo stile e la trama. La penna del Saviano romanziere e non saggista è ugualmente carica e piena di spunti e descrizioni affascinanti. La storia arriva clamorosamente a bersaglio con il soggetto fatto di tanti piccoli/grandi bambini "quelle voci così ridicole sembravano assai più appropriate delle voci impostate che cercavano di avere fingendosi adulti" che hanno in comune la ricerca della strada più breve per diventare "rispettabili", che nella lingua del loro rione è sinonimo di capo, di boss. "meglio tenere la fama di essere un maestro di crudeltà che di pietà".
Da Dentino a Lollipop, da Tucano a Drone, tutta la paranza ha il motto "ORA CHE NON HO PAURA" impresso come uno dei tanti tatuaggi del gruppo "veloci, strafottenti, maleducati, violenti". Ma è davvero così? Davvero ognuno di loro non ha paura "se non provi paura non vali più un cazzo" della fine che in qualche modo è prevedibile per la vita che conduce? Saviano riesce a far capire anche questo. Fa emergere l'ambiente dove la paranza nasce e cresce "dobbiamo costruire una paranza tutta nostra. Nun amm''a appartenè a nisciuno, sulo a nuje" non dimenticandosi mai di fotografare al meglio anche gli aspetti personali "sa manovrare il rumore del mondo e trovare la lingua giusta per raccontarlo" di ogni singolo componente, inquadrandolo e mettendolo in qualche modo nella giusta prospettiva "matrimonio collettivo che sanciva la fedeltà per il resto della vita". Per chi ha visto la serie di Gomorra (la terza in particolare) rivedrà tratti noti di alcune puntate nelle descrizioni e nelle azioni dei protagonisti del libro. La lotta per guadagnare spazi, territori e potere è direttamente proporzionale alla necessità di crearsi un nome che incuta rispetto, paura e onore. Il tratto della penna di Saviano non si perde mai in ripetizioni o in fotografie che non abbiano una logica ed un'utilità nella trama del libro. Anche la moltitudine di nomi e nomignoli mixati al dialetto napoletano, che possono (specie inizialmente) rappresentare un freno alla scorrevolezza della storia, sono elementi distintivi che rendono ancor più l'idea del panorama che fa da sfondo e da protagonista del libro. A dar rilievo alla storia ed ai percorsi dei bambini sono invece le contraddizioni sia del territorio che degli stessi protagonisti.
La voglia di sembrare invincibili "diventare feroci, solo così chi ancora incuteva timore e rispetto li avrebbe presi in considerazione" e grandi nelle loro debolezze ed insicurezze di bambini si abbina perfettamente ad una realtà che vuol mostrarsi forte e potente nella sua totale fragilità "bambini sì ma con le palle, creare scompiglio e regnare su quello, disordine e caos per un regno senza coordinate..teniamo arme e palle questo era il concetto". E Saviano ne fa una perfettamente mixata fotografia. Interessante, cruda, reale. Come sempre. Come non poteva non fare. 
BIGNAMI: di nuovo da applausi convinti. Di nuovo da cinque stelle su cinque di valutazione. Da non perdere.

giovedì 12 luglio 2018

A sorpresa


Pasalic, Pjaca, Berardi. Ripetere ad ordine invertito: Berardi, Pjaca, Pasalic.
E poi di nuovo: Pasalic, Pjaca, Berardi. Per qualche giorno, settimana.
Poi, a sorpresa la svolta.
Mossa a sorpresa, anche per l'interessato.

sabato 7 luglio 2018

Maglietta Rossa

Kiave di lettura n° 295
Ero un po' indeciso sul fatto di partecipare o meno. Non per la motivazione che sta alla base della campagna ma per la sua effettiva utilità. Mi sono chiesto quanto potesse essere utile alla causa, quanto non fosse solo una banale trovata per farsi un po' di pubblicità. Poi ho visto i promotori, ho letto i loro cv, ho riflettuto sul loro costante impegno e sul senso delle loro parole per presentare l'iniziativa. 
Ho letto anche un post di una persona che seguo "maglietta rossa messa. Magari non servirà a niente come il 99,9% dei nostri e vostri post" (cit. Pelle1870) ed ho pensato che ne valeva la pena. 
Soprattutto perchè non si può sempre e costantemente fare finta di niente, in particolar modo di fronte a vite umane vestite di rosso solo per rendersi più visibili nel buio di una traversata e del mare che invece spesso altro non fa che farli sparire nell'oblio inghiottendoli.
Ed allora forse non è così inutile far "sentire la propria voce" contro "TUTTA QUESTA MERDA INTORNO" a veri e propri drammi di vite umane viste solo come il nemico da combattere ed in un certo senso quasi meritevoli di "rimanere sul campo" fatto di onde e gommoni fatiscenti, pazienza, problemi loro che partono in condizioni vergognose.
Per questo ogni tanto anche un semplice gesto, più o meno fine a se stesso, è giusto e doveroso farlo se lo ritieni giusto. Ecco, più giusto di questo ne vedo pochi. Con la giusta compagnia di Emergency, MSF, Libera, anche io stamani mi sono messo la #maglietta rossa, prima per correre e dopo per uscire. Per rendere questa tragedia visibile, sempre.

giovedì 5 luglio 2018

Scontrini


Ma la richiesta degli scontrini da parte del M5S alla Lega per i 50 milioni di euro a che punto è?  

venerdì 29 giugno 2018

Schierato da una parte

Kiave di lettura n° 294
A volte metabolizzare alcune cose è un percorso lento. Altre volte invece la lentezza è dovuta al non voler proprio assimilare degli elementi che ti vengono proposti. 
Nelle scorse settimane non sono riuscito a scrivere il post che avrei voluto per vari motivi, certamente non per la voglia di metabolizzare certe dichiarazioni, parole, frasi. Ma per la difficoltà anche soltanto di ascoltarle certe cose, figuriamoci commentarle. Poi però ho letto di nuovo le parole di Roberto Saviano sulla necessità di schierarsi in certi momenti ed ho capito che, nel piccolo di questo piccolo blog, era giusto scrivere qualcosa.
"SE TI SCRIVO SOLO ADESSO" quindi caro Roberto non è per dubbi o necessità di riflessioni sulle parole del ministro dell'interno, ma solo per la repulsione emotiva e fisica che  mi hanno provocatole sue parole. Sulla vicenda Aquarius avevo trovato perfette le parole di Giulio Cavalli ed avevo lasciato al suo post il mio pensiero (clicca qui per leggerlo).
Sulla necessità invece di aprire le menti ho trovato perfetto lo stile di Saviano: la voglia di spiegare, argomentare e combattere per difendere la posizione della logicità, dell'umanità e della vita. Concetti ahimè troppo alti per chi si è messo in testa invece che ci siano da difendere "prima gli italiani" attraverso la chiusura di porti a donne, bambini e migranti. Che infinita dimostrazione di forza, no? E poi, in effetti, cari italiani che venite prima, non vi sentite tutti migliori, più difesi e più ricchi dopo il no alla nave Aquarius? Parlare di storia, logica ed umanità con chi ha certe premesse è roba dura. Sarebbe come voler parlare con degli juventini di doping e numero di scudetti, impresa impossibile. Non contento, il suddetto (sigh) ministro degli interni ha visto bene di operare la sua ripicchina invocando la revisione della decisione della scorta a Saviano. Che c'azzecca direte voi imitando Di Pietro? Nulla. Così, gli andava e quindi che "dichiarazione di revisione" sia. Perché lo dice lui. (Facendo finta di ignorare quali sono le procedure per assegnare/confermare/revocare la scorta). 
Che poi, se ci pensate, sarebbe davvero un successo inaudito. Sarebbe "clamorosamente meraviglioso" sentir dire al Ministro (ipotetico e quindi con la M maiuscola) dell'Interno di una nazione che da anni lotta contro le mafie "non c'è più bisogno della scorta a Saviano". Significherebbe che finalmente un giornalista può liberamente scrivere sui problemi del suo Paese senza rischiare la propria vita. Ed invece quella frase altro non è che una ripicchina inutile di un personaggio noto per le sue felpe ed i suoi cori contro parte dei connazionali che rappresenta come ministro, perché purtroppo Saviano continua a rischiare la vita ogni giorno per quello che ha detto, ha scritto, dice, scrive, dirà e scriverà.
Ed allora in tutto questo, riascoltando proprio Saviano che dice "non possiamo stare in silenzio sempre di fronte a certe cose" mi è sembrato giusto scrivere queste righe. Sicuramente inutili per i più. Ma che servono a me per "schierarmi da una parte". La sua. Quella che è a km di distanza da questo ministro e da chi gli permette di esserlo. Dalla parte di chi vive sotto scorta perché minacciato dai boss che lui stesso ha avuto il coraggio di denunciare. Dalla parte di chi rivendica il ragionamento, l'umanità e la logica. Dalla parte opposta di chi mostra i muscoli contro persone in mezzo al mare o fa minacce sulla pelle di chi da sempre è impegnato in una battaglia che dovrebbe essere invece di istituzioni che perdono tempo in ripicchine e propaganda elettorale costante. Ecco, sto dalla parte di chi afferma convintamente "no, io non mi ci abituo a questa gente qui". Mi schiero. Senza se e senza ma.

sabato 23 giugno 2018

Sogni di Tricolor...ai mondiali...

Kiave di lettura n° 293
Tempo di mondiali. Tra l'altro edizione speciale visto che "si può finalmente guardare senza l'obbligo di dover tifare contro" come dice il saggio Bollins, vista l'assenza della nazionale guidata da Buffon. Tempo di mondiali e tempo di incremento della passione per la palla che rotola, tanto che iniziative, promozioni ed offerte sull'argomento nascono e si moltiplicano, come dicono quelli "CHE SANNO SPIEGARTI" le cose nel modo corretto.
Tra le tante eccone una che IBS ha previsto per gli amanti del calcio e delle sue storie, dei racconti e dei suoi protagonisti, delle squadre dei mondiali e delle squadre di club. Una speciale offerta nel periodo "mondiale" per alcuni libri con appunto il pallone come protagonista o coprotagonista.
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E' davvero un piacere quindi dirvi che a rappresentare Goware in questo "speciale mondiali" è il mio "SOGNI DI TRICOLOR" che quindi potete acquistare in offerta fino al 29 giugno.
Per questo un grazie davvero grande a IBS ma soprattutto a Goware per questo lusinghiero "onore" ed anche per permettermi in qualche modo di partecipare a questa speciale edizione dei mondiali. Sogni di Tricolor....e guai a chi ci sveglia....
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domenica 17 giugno 2018

Un sogno che continua...

Kiave di lettura n° 292
E "COSI' ANCHE IL" mercoledì al Bar Gradisca 1973 è andato così. Ad un anno e mezzo di distanza dalla magica serata al Caffè Letterario Le Murate (clicca qui per rivedere foto e video di quella serata), il libro dalla meravigliosa copertina è "espatriato".
Sogni di Tricolor infatti è stato presentato in quel di Prato, in una bella serata fatta di sorrisi, chiacchiere e birre. E' un parere di parte ovviamente ma la serata è andata veloce veloce tra sorrisi e buona compagnia, nel tentativo di raccontare un po' di cose di Giancarlo, dei suoi sogni, dei suoi amici, della sua passione viola e delle note musicali come sottofondo alla sua storia.
Devo ringraziare ovviamente, nuovamente e volutamente Goware che da quasi due anni mi permette di portare in giro i miei Sogni di Tricolor e chi ha dato un'immagine così bella a questi sogni, immagine fonte d'ispirazione per altri, ma che rivendico come mia o meglio come splendido regalo di Lorenzo, che non smetterò mai di ringraziare. Grazie Ciccio. Ovviamente devo e voglio ringraziare anche il Bar Gradisca e soprattutto Lorenzo che ci ha ospitati, messi a nostro agio con la disponibilità totale del pub e permesso di fare quattro chiacchiere con tranquillità in un ambiente molto familiare.
Ambiente familiare generato dal solito pubblico dal buon cuore, che ha seguito senza addormentarsi o dare segni di cedimento; per questo grande merito è da dare a chi la serata l'ha condotta con il solito stile speciale e la solita capacità di non essere mai banale. Parlo di Andrea, che oltre ad essere amico speciale, si è ancora una volta meritato il mio applauso più sentito ed il ringraziamento più GRANDE. GRAZIE.
Grazie infine a quel pubblico dal buon cuore presente ed a quelli che non sono potuti venire ma che in realtà so bene essere stati presenti in un tavolino....un po' più decentrato.
Per concludere qualche foto e brev(issimo) video della serata per i quali ringrazio Monia, Raissa, Gabriele, Andrea (sempre lui) e Marco.
Ancora grazie a tutti per potermi far portare in giro i miei Sogni di Tricolor e come sempre "...guai a chi ci sveglia..." 
In attesa di cominciare...
Due chiacchiere...
Un bel gruppo a seguire i racconti di Sogni di Tricolor...
Ben nascosto...
Altri punti di vista sulla serata...
E comunque sia... Guai a chi ci sveglia...

Due parole del "bravo presentatore"...


Quella stagione...


Quel "nove"....

martedì 12 giugno 2018

Sogni di Tricolor al Gradisca

Se domani sera non avete niente da fare, vi suggerisco un giretto in centro a Prato con sosta al Bar Gradisca 1973. Locale carino, la possibilità di mangiare e bere "protetti" dallo sguardo speciale dell'Unico Dieci che certo "MALE NON FARA'" anzi regalerà al tutto qualcosina di magico.
Dopo l'apertivo o durante l'assaggio del tagliere, alle 21,30 "termina il ricreativo e principia il cuRturale" o viceversa ora vediamo.
Infatti il Gradisca ha deciso di ospitarmi e farmi presentare Sogni di Tricolor (per chi ha Facebook, cliccando qui, trovate l'evento sulla pagina del Gradisca).
Prometto che cercherò di non rovinarvi l'aperitivo e la serata e cercherò (..remo) anche di non annoiarvi troppo, ma su questo proprio non garantisco.
Se venite a trovarmi mi fate davvero piacere, a domani e .....guai a chi ci sveglia.....

lunedì 11 giugno 2018

Chiusura

Partiamo dal facile. Che poi evidentemente lo è solo (o quasi) per me. Una cosa di una totale e completa evidenza che fa orrore dover sottolineare ma che invece sembra diventato elemento eccezionale. Allora giusto sottolinearlo "COL SOLE DRITTO IN FACCIA" e in modo netto: la gestione della vicenda Aquarius, fa schifo, orrore e non lascia spazio a motivazioni o altre cose similari. 
Fa orrore il modo, fa orrore la sostanza, fa orrore lo stile (quale?) comunicativo e la propaganda che sta dietro e dentro questa orribile scelta. La chiusura dei porti, ed una disputa di infimo livello tra le competenze e le attribuzioni di impegno ed attività in tal senso, sulla pelle delle oltre 600 persone presenti sull'imbarcazione è una decisione che non dovrebbe aver bisogno di commenti ma solo di SDEGNO da parte di tutto il mondo civile.
Cercavo le parole giuste per dirlo da ieri e non so se ci sono riuscito. Ne cercavo anche altre oltre a queste. E mi sono imbattuto in quelle perfette che Giulio Cavalli ha usato in questo post (clicca qui per leggere). Vi invito a leggerle ed a riflettere bene, attivando il cervello insieme al giusto e dovuto sdegno rispetto all'ignobile chiusura dei porti. Buona (triste) lettura.

Alla fine, inevitabile, è successo. Ora bisogna vedere se accadrà davvero, come andrà finire, ma è piuttosto stolto credere che Salvini ministro dell'interno non avrebbe usato i respingimenti come strumento di propaganda. Attenzione: di propaganda, mica di governo, poiché respingere le 629 persone a bordo della nave Aquarius non può essere nulla di più di una pressione politica verso l'Europa, quell'Europa che il premier Giuseppe Conte ha promesso di rivoltare come un calzino e che invece ha bisogno di 629 vite per provare a essere intaccata dalla diplomazia italiana del governo del cambiamento. Sull'eticità della modalità scelta ognuno può farsi la propria idea.
Eppure peggio di Salvini che fa esattamente il Salvini ci sono le lacrime di coccodrillo che in queste ore gocciolano nelle dichiarazioni, nei comunicati stampa e nei tweet. Piangono coloro che urlavano allo scandalo per il ministero dato a Savona e sono stati capaci di soprassedere in scioltezza su Salvini ministro dell'interno.  Piangono coloro che per settimane ci stanno dicendo che il Movimento 5 Stelle non è stato usato da Salvini regalando i propri voti alle mire nazionalista di una guappo riuscito a prendersi il potere (a proposito: la chiusura dei porti esattamente a che punto è del contratto di governo, gentilmente?). Piangono quello che hanno scritto per settimane che la maggioranza degli italiani li ha votati dimenticandosi che Salvini parte da un 17% che tutto è tranne che una maggioranza, se la matematica non è un'opinione. Piangono quelli a cui è bastato vedere quanto è distinto e educato questo professor Conte che cita Dostoevskij per sentirsi tranquillizzati da un'immagine preconfezionata secondo le peggiori e più banali logiche del marketing pubblicitario di bassa lega.
Ma soprattutto piangono quelle componenti del PD che per anni ci hanno spiegato che il pugno di ferro di Minniti era buona cosa e giusta. Incredibile, lo so, ma ora piangono anche loro e gridano allo scandalo. Loro. «La politica del precedente ministro dell’Interno era un atto di guerra contro i migranti che ha prodotto dei morti. E Salvini vuole portarla avanti. Ora che ho più di settant’anni non avrei mai pensato di vedere ancora dei ministri razzisti o sbirri nel mio Paese»: l'ha detto oggi ospite della trasmissione "Mezz'ora in più" Gino Strada, fondatore di Emergency. E ha completamente ragione. Ascoltare oggi i minnitiani che danno lezione di umanità a Salvini e al Paese è una'ipocrisia che non si può sopportare: i morti di Minniti (quelli figli dei sanguinosi accordi con la Libia) non li abbiamo potuti vedere perché sono stramazzati dopo le angherie, le violenze, le privazioni e gli stupri nei lager libici.  «Il progetto di Minniti – ha spiegato Gino Strada – era quello di pagare gli assassini per dire: ‘Uccideteli pure, ma a casa vostra. Non li vogliamo qua’. Su questo c’è unità di intenti e continuità di azione nei propositi di Salvini». Del resto anche Minniti pensò di chiudere i porti ma allora si oppose il ministro Delrio. Le lacrime di oggi davvero non si possono sentire.

sabato 9 giugno 2018

Conferme

Kiave di lettura n° 291
E' cominciato il calcio mercato. Voci che cominciano ad uscire e trattative che oltre ad essere annunciate iniziano a partire; alcune si realizzeranno, alcune svaniranno "TRA PALCO E REALTA'". 
Ed allora Kappaviola è lieta di annunciare che ha ricevuto un sottointeso ok da parte del suo commentatore tecnico di fiducia. Proprio ieri, mentre nei giornali impazzava e proseguiva il toto nomi alla ricerca dei sostituti di Sportiello, di Badelj e si ipotizzavano scenari sul gioiello Chiesa questo blog riceveva l'indiretta firma sul rinnovo contrattuale dell'autore di "TAKKO AI' GIRO". 
Indiretta, perché bisogna sempre interpretare la sua estemporaneità, ma abbastanza chiara per chi conosce il suo stile "ai' giro". Ed allora mi pare giusto completare lo scoop della conferma del fantasista di questo blog con il suo personale autografo al prolungamento contrattuale, con tanto di video aggiunto alle parole/firma. 
Come sempre, applausi Bollins.
"...e ci si strappa i capelli per il possesso palla di Badelj..."

martedì 5 giugno 2018

Bersagli

Kiave di lettura n° 290
2018. Il tiro a segno. Contro un essere umano. 
Rileggere. 
2018, il tiro a segno, contro un essere umano.
Rileggere. 
2018 il tiro a segno contro un essere umano.
Non riuscire a farsene un'idea. Non una ragione che è un passo ancora più avanti. Proprio un'idea. La storia di Sacko Soumayla lascia sbigottiti, senza parole. Prova a descriverla in modo molto chiaro e comprensibile Lucio Musolino con questo articolo (clicca qui per leggerlo). Ci riesce nella sua capacità di chiamare il tutto col suo nome. Non era un tentativo di furto, non era una minaccia di possibile violenza a qualcuno e quindi non era legittima difesa. E' stato un tiro al bersaglio contro una persona considerata non tale, ma considerata appunto un bersaglio mobile. Da mettere nel mirino di un fucile. 
Il problema è che ormai ci stiamo abituando tutti, e troppo, a non meravigliarci più. "IL MONDO CHE TI DICE TU PENSA ALLA SALUTE" esclusivamente a quella tua e dei tuoi cari, ormai è la colonna sonora che ci accompagna, maledettamente tutti. Tanto da portarci a non far fare più di tanto caso a cose del genere. Un accompagnamento musicale che ci porta a non reagire. A non trovare disgusto, quello vero.
In fondo ci siamo "acclimatati" all'atmosfera che accetta la situazione in cui era Sacko e sono gli altri Sacko d'Italia. Ai margini, in baraccopoli, irrisi con paghe da vergogna, umiliati, considerati il problema, presi di mira. Bersagli. Ed allora il passaggio poi all'orribile tiro a segno è un passaggio "naturale" che può provocare qualche parola di circostanza, un po' di indignazione tanto per non sfigurare e poi la pagina si chiude senza interrogarsi più di tanto o veramente a fondo. 
Calerà il silenzio come quello colpevole e stomachevole di tutte le istituzioni di questi giorni (interrotto dal presidente del consiglio tardivamente e un po' ipocritamente soltanto oggi). E magari i Sacko di turno verranno riproposti in prima pagina giusto quando qualche tizio annuncerà la "fine della loro pacchia" prima di giurare in giacca e cravatta da ministro o quando qualcun'altro si accorgerà delle condizioni orribili che sono "regalate" ad una parte di società/di mondo e magari chiederà anche conto di "cotanta magnanimità" nei loro confronti.
Nei confronti di essere umani che in fondo ogni giorno sono considerati solo e soltanto bersagli.