mercoledì 13 novembre 2013

Seguire la moda


Alle lotte tra falchi e colombe nel PDL, risponde il PD con gli incomprensibili regolamenti sulle primarie e con le relative divisioni interne.
Cosa non si fa per "seguire la moda".

lunedì 11 novembre 2013

La stranezza del calcio

E' una vecchia frase nota a tutti quelli che lo seguono. "Il calcio è strano"Ma molto strano. Una partita che dopo poco più di un quarto d'ora sembrerebbe già ampiamente chiusa (come testimonia il tabellone qui accanto) per il risultato ma non solo, soprattutto per l'assoluta differenza presente in campo.
Per 75 minuti non c'è semplicemente partita. Viola di un'altra categoria e Samp che sembra la squadra che incontri per l'allenamento infrasettimanale: mai pericolosi sempre nella propria metà campo, inferiori in maniera imbarazzante nell'uno contro uno tanto da temere per le caviglie di Cuadrado e Rossi ed i loro giochi tecnici di prestigio. Filava tutto liscio, un po' come il giro focaccia e biglietto della lotteria (dove il fortunello vincitore dell'anno scorso, tanto per farci sempre riconoscere, allieta la focacceria con "l'estrazione dell'otto tra un'oretta" e "i primi tre numeri vincono? allora piglio l'1,il 2 ed il 3") come il caffè/ammazzacaffè tra chi lo prende e chi lo dà ("in effetti son un pò parsimoniosi con il Montenegro, mettine un pochino in mezzo al ghiaccio") come chi mentre l'è a sorseggiare l'ammazzacaffè ha cattive notizie ("piove") e chi ne ha buone ("ci s'ha il giallone" oppure "tu ce n'hai una buona anche te di notizia, si va via") come il ritorno del Borghetti a prezzi sempre più modifici ("si ma c'è anche il bicchiere e te lo servono al tavolo") e uno spuntino tremendamente buono per cui dover solo ringraziare e parecchio ("tu vedrai ti ringrazia anche la dietologa"), come il sempre verde "prendi la tre prendi la tre" e il nuovo "aggiorno aggiorno e l'è buio t'havoglia a far venir giorno!"). Ma il calcio è strano "PERCHE' GIOCARE AL" tiro al bersaglio alla fine non paga se le partite non le chiudi e così gol da polli preso dal niente ad un quarto d'ora dalla fine e doppietta del magico Pepito che viene messa in discussione da due rischi a novantesimo quasi scoccato. Sarà il ricordo ancora fresco di Cagliari e Parma ma il pensiero va alla paura di buttare due punti nel cesso. Per fortuna non è così, o meglio per merito portiamo a casa una strameritata vittoria senza beffe, che ci permette di andare alla sosta in piena zona europea e con una squadra che dà davvero l'impressione di esserci.
Il solito motorino Cuadrado (imbarazzante per quanto è forte) e il genio e la classe di Pepito (altrettanto imbarazzante) su tutti, ma anche un Aquilani in regia sorprendente e la solita spina dorsale Borja/Gonzalo che fa brillare gli occhi. Mettendo insieme che al rientro potrebbe e dovrebbe scattare l'ora di Marioooooo Gooooomez e che questi splendidi risultati sono arrivati appunto senza l'elemento che doveva essere trascinatore e senza tre punti abilmente scippati da Nicchi/Braschi & c. la situazione è davvero da sorriso e lascia ben sperare per il resto della stagione. Intanto godiamoci questo giocattolo che luccica e inorgoglisce, avanti VIOLA....tutta... 
12^ giornata
GOAL: Rossi (R); Rossi
Neto 5,5
Mai impegnato ma sul gol dà l'impressione di non essere pronto, di nuovo un tiro un gol
Tomovic 6,5
Buon match anche propositivo
Gonzalo (contento Maso?!?) 7
Il solito enorme baluardo difensivo
Savic 6
Preciso senza sbavature
Pasqual 6
Meno impreciso del solito
Mati Fernandez 6+
Il più di incoraggiamento per una partita positiva, finalmente
Aquilani 7
La sorpresa della serata in un ruolo non suo
Borja Valero 6,5
Sbaglia tre passaggi di fila nel primo tempo ed è un vero e proprio evento. Solito cuore
Cuadrado 7+
Doppia tutti i suoi finti costringendoli al Travelgum. Poco "cattivo" sottoporta ma proprio a voler cercare il pelo nell'uovo
Rossi 8
Un gol splendido per la naturalezza con cui lo realizza, altre giocate da spellarsi le mani. Tiene da solo l'attacco da ormai due mesi con naturalezza disarmante. Il migliore, ovviamente.
Joaquin 6,5
Più corsa che fantasia ma dà l'anima
Vargas 5,5
Entra ma non si nota
Rebic sv
Vecino sv
All. Montella 7,5
Per 75 minuti è una Viola semplicemente spettacolare che incanta e annienta la Samp.

sabato 9 novembre 2013

Il giusto mix

Kiave di lettura n° 56

E' cominciato tutto con un allungarsi dei tempi nell'organizzazione della nostra cena che di solito aveva tempi meno lunghi e "CERTE NOTTI" non ritardavano così a lungo. Così il frullino Simi mi richiamava all'ordine ed in un sabato insieme mi redarguiva "lunedì senti gli altri ed organizza. Fissa un giorno della settimana che vi torna meglio, ci sono sempre" e così....
... puntuale al mio impegno
K: visto che il Simi mi ha dato di delega di organizzare a breve e sennò mi toglie il saluto, cari tretre che ne dite di una pizza/birra/altro in questa settimana?
PI: non il fine settimana, poi quando volete
Mone: per me ok, se mi confermi a breve mi tengo libero
Simi: meglio prossima
K: ma come?!!?
Simi: questa no, la prossima quando vuoi?
K: Martedì?
Simi: Mercoledì meglio
... il lunedì dopo
K: allora ok mercoledì?
PI: presente!
Mone: ci sono, ditemi come si fissa
Simi: va bene, ma mercoledì della prossima settimana 
K: quindi puoi solo la prossima?
Simi: perspicace
K: "organizza organizza che io ci sono sempre" parolaio come Verdini...
... puntuale al lunedì successivo come la chiusura dei parrucchieri
K: ci riprovo...solo con te, tanto dipende tutto dalla tua fittissima agenda, prossima settimana ok mercoledì?
Simi: totalmente dipendente??
K: non so stare senza te
Simi: tu già lo sai in quale anno è nata lei
K: e vola vola si va
Simi: torneremo torneremo
K: e dai edmundo facci un gol
Simi: c'è chi lo chiama Mario c'è chi lo chiama Faccenda
K: pu pu pu pu pu pu sce sce sce sce sce sce du du du du du du forza pusceddu alè
Simi: merda pusceddu volevo farla io
K: noi siamo firenze nel calcio
Simi: ti ricordi l'anno scorso problema anche crossare, problema ancora più grosso senza Bati era segnare
K: senza tregua canteremo viola alè
Simi: la fiorentina alè...alè la fiorentina alè....
K: sandro cois sandro cois lalalalalala
Simi: che fretta c'era scarta tutti oliveira
K: il ragazzo gioca bene
Simi: parla poco l'italiano ma ci porta in Champions League...fatim terim....
K: sotto la curva fa la mitraglia
Simi: Panduri? Almeno si fa la panzanella
K: se si va sugli striscioni unsifinisce più...tevez unnè mica halloween levatela la maschera...
Simi: Lapo tira e serba a pasqua
K: ??? comunque t'hai svicolato alla grande, un dribbling alla Oliveira
... riproviamo di martedì, magari gliè passato ìruzzo
K: che importa se per fissare ti ci vole un'ora (magari)...che fretta c'era massimino dimmi una sera...
Simi: penso di no
K: simi bla bla simi bla bla simi simi simi bla bla bla
Simi: quanta fica c'avrei con i capelli di Enzo
K: e quando giochi a carte hai sempre l'asso
....o tentiamo anche di mercoledì unsiamai che....
K: ma quindi? ci si vede prima dell'anno novo?
Simi: forse martedì prossimo
K: ma martedì 5/11/2013?
Simi: yes
K: sento gli altri va
Simi: ok, ma te lo confermo lunedì
K: ma bada se si deve corteggiare una fava come te! Nemmeno tu fossi ranocchio esposito!
....arrivati al 5/11....
K: mi fai sapere come si fissa così avverto anche gli altri?
Simi: faccio il piano e te lo mando
....dopo alcune ore....
K: per far piano piano tu fai piano
Simi: simpatico! Indo si fissa? Munaciello?
K: tu sei te l'uomo di mondo. Fammi sapere un'ora così lo dico anche agli altri due desperados
Simi: l'uomo fava sono. Aspetta il piano...
....
Organizzarla è stato un pò "come organizzare i mondiali a 127 squadre con il sorteggio della bambina bendata" (questa la capisce solo Bollins) ma quando hai a disposizione un fantasista come il portoghese Simi non puoi imbrigliarlo in schemi rigidi, devi assecondare i suoi colpi di genio e dargli la libertà di inventare senza obblighi tattici. Tanto ci penserà il centrocampista a tutto campo BorjaValero Pi a cucire gioco e impostare dando il giusto ritmo e GonzaloRodriguez Mone a coprire le eventuali falle difensive che si potranno aprire con la sua presenza decisa, importante ed imponente. Il giusto mix.
Questo rappresenta quel trio che qualche sera fa in un locale di Empoli sconosciuto fino a quel momento ha fatto la solita grande partita e mi ha dato e concesso l'onore di essere presente. Così come molte altre volte, così come non accadeva da tanto perchè era davvero un'infinità di tempo che il quartetto non si riuniva, così come a volte è difficile da raccontare visto che alla fine come dice Mone "icchè s'è detto? Nulla, le solite cose". Ma son cose solite ma diverse. Da racconti non sempre comprensibili a ordini leggeri perchè dopo si deve lavorare, da salsine fresche al sapor di menta a birre carotate, da ingallature a terrazzi scavalcati, da radiografie a giochi che unvalgon la candela, da Bianconi a Fuori dal giro, da ululì a ululà, dalla zona industriale di ogni città ai pub più vuoti della storia, dal megaconcerto mondiale alla Lastra alla macchina che si spenge al semaforo, dal multivision al multimultivision, dai sensori di parcheggio dietro agli occhi davanti, dal facciamo passare un altro anno a organizziamoci a breve, dalla smart troppo in ordine al bagagliaio con i biscotti del cane, dagli spiedini di un metro alla panzanella particolare, dal misterioso coccetto al vino che si può far di meglio, dalla biretta alla biretta.
Dal Simi a Mone e da Pi a me. Chi per la fantasia, chi per quella profonda sincerità e chi per essere l'amico con la A clamorosamente maiuscola. Si mixano queste caratteristiche con % diverse ma tutte riscontrabili in quel trio che son ORGOGLIOSISSIMO di completare in un poker magari non proprio di assi, ma sicuramente speciale. Ed allora anche l'organizzazione diventa leggera e ti vien voglia di ripartire per la prossima. Alla prossima convocazione caro terzetto.

giovedì 7 novembre 2013

Conquistata anche la Romania


Arrivato preciso preciso per l'inizio del match dal simpatico orario giulianesco dell'Europa League riesco a beccarmi la formazione di fantasia di Sky dove è presente Borja sia in campo che in panchina (oddio ad un fenomeno come lui può riuscire questo ed altro) ed a vedere una Viola che per mezz'ora gioca da sola e merita il vantaggio, poi un pandurino qualsiasi s'inventa una rovesciata di parastinco ed andiamo sotto e per i restanti quindici minuti ci capiamo poco. Nella ripresa la svolta la dà l'ingresso di Borja ed un sempre più devastante Cuadrado ma fino a due minuti dalla fine è un continuo di occasioni buttate ed imprecisioni. Meritiamo ampiamente il pareggio come minimo ma la palla non vuole saperne di entrare, anche perchè la precisione è davvero merce rarissima stasera. Poi però motorino Cuadrado accellera e "FA UN NUMERO ESAGERATO", salta tre uomini tra dribbling e velocità per mandare a Matos una palla con la scritta "basta spingere": 1-1. Sorrido per la partita recuperata che Cuadrado decide di fare anche il rifinitore con palla splendida in profondità che l'immenso Borja mette all'angolino a venti secondi dalla fine del recupero. 12 punti in 4 partite, qualificati e molte possibilità di arrivare primi nel gironi. Con fatica ma missione rumena compiuta. Avanti così Viola europea.
4^ Europa League
GOAL: Matos; Borja Valero
Munua 6
Beffato e lento sul gol molto fortunato del Panduri. Nella ripresa c'è e non si fa beffare anche se con stile da rivedere
Roncaglia 6
Un recupero fondamentale nel primo tempo e diverse disattenzioni nella ripresa. Poco altro
Rodriguez 6
Finalmente la fascia sul braccio giusto ma Gonzalo non trova la partita migliore
Compper 5,5
Impreciso e non sicuro, molto stranamente per lui
Alonso 5,5
Soffre troppo un avversario che è ben poca cosa, poco meglio nella ripresa
Cuadrado 7,5
Il migliore. Di un'altra categoria, cambia tre ruoli e quando gioca vicino alla porta diventa devastante anche se potrebbe essere (per essere perfetto) più cattivo sottoporta.
Aquilani 6
Partita sufficiente senza troppi squilli
Fernandez 5
Un tiro importante poi praticamente solo palle perse ed imprecisioni
Joaquin 6
Ci mette tutto quello che ha, mettendosi a disposizione delle esigenze della squadra anche se non lucidissimo
Matos 6,5
Terzo gol ed un primo tempo di livello. Secondo tempo opaco ma piazza la zampata (facile)
Iakovenko 5
Oggetto misterioso
Borja Valero 7
Sbaglia un gol che sembra comodo ma dà la svolta alla partita e la chiude a venti secondi dalla fine. 
Ilicic 6
Finalmente al rientro, qualche spunto ma anche diversi tuffi.
Capezzi 6
Per l'esordio
All. Montella 6,5
Fa turnover ma la squadra è sempre presente e con il suo marchio

domenica 3 novembre 2013

Le lezioni del prof. Borja e degli altri

Diciamo che il Biondo non poteva trovare modo migliore per far dimenticare l'esordio della sua casa come punto di visione dei match Viola. Alla consueta splendida ospitalità, allargata a questo giro a livello numerico tanto da arrivare in doppia cifra, questa volta ha fatto seguito anche una perfetta organizzazione anche a livello di risultato. "Che gliel'hai detto che o svolta a questo giro o l'è rovinato visto le milanesi le son finite?" aveva esordito Bollins, ma questa volta la svolta c'è e proprio evidente.
Dominiamo San Siro in modo "ESAGERATO PROPRIO IMPOSSIBILE" da immaginare alla vigilia, vista l'assenza di Gomez, Cuadrado, Pek, Ilicic, Bakic, Mati e con Gonzalo, Ambrosini e Gioacchino in forma risicata e quasi più acciaccati che in forma gara ma costretti a non mancare. 
Ambro ci tiene a giocare e ci esalta quando entra duro sul 45 avversario.
Piccola nota, credo di non poter essere considerato razzista o simile ma con quel 45 ci vado molto vicino ma il punto non è il colore della pelle "potrebbe essere verde a pallini o beige2 (cit. Enry) è che è proprio intollerabile il modo in cui si pone e soprattutto quell'aurea di protezione che gli permette di simulare, picchiare, spingere, bullarsi senza che nessuno prenda provvedimenti
Tornando ad Ambro dopo l'entrata deve alzare bandiera bianca, ci giochiamo un cambio e sembra un sabato non proprio con la stella giusta. Invece. JuanCeres (Benedetto Ferrara premio Nobel per la definizione) trova la deviazione su una punizione che tira con il suo sinistro tolto dalla naftalina ed andiamo in vantaggio. Non sembra vero ed il 45 prova a farci ingoiare l'urla con diversi tuffi da Costoli e Pavoniere ma per fortuna il presidente di Milan Club Mazzoleni non abbocca, anche se ovviamente non lo ammonisce, lo farà solo dopo un colpo di karate nella ripresa. 
A cose normali un qualsiasi giocatore di A avrebbe preso non meno di quattro/cinque cartellini gialli, ma vabbè. Nella ripresa ci facciamo pressare un pò ma Neto non si sporca mai i guanti e l'ingresso di Gioacchino come al solito dà l'accelerata giusta (sono onesto io Rossi non l'avrei tolto) e Borja ci fa saltare in aria. Zero a due come il prefisso di Milano e nonostante il Piccinini con la mamma nota a tutti ci ricordi che "Aquilani doveva essere espulso" tante di quelle volte da sfondare la sedia di Andre portiamo in porto la gara senza subire neanche un tiro. San Siro è un solo coro che va da "Firenze" a "Tutti a casa" ai rossoneri che invece beccano fischi ed insulti dai loro tifosi. Il 45 ed il fenomeno da camp nou vanno via con la testa bassa e gli orecchi giù, come meritano due persone piccolepiccole come loro. San Siro è di nuovo lo stadio del prof. BorjaValero (Borja te amo, cit. Enry) e di tutti i suoi colleghi viola che tornano a vincere e lo fanno dopo una tremenda delusione come quella di venerdì. Magari non scintillanti come l'anno scorso ma tosti e decisi a tornare ad incamerare punti e riprendere la corsa verso i posti che ci spettano e che meritiamo, tornando a festeggiare la squadra alla stazione proprio come un anno fa
AVANTI VIOLA, continuiamo ad impartire lezioni come ieri...
11^ campionato
GOAL: Vargas, Borja Valero
Neto sv
Guanti puliti a fine partita
Tomovic 6,5
Tiene la posizione e non soffre la spinta rossonera
Rodriguez 7,5
Maestoso nel dirigere la difesa e nel sistemare a dovere il signorino col 45
Savic 7
Impeccabile in difesa 
Pasqual 6
Giusto perchè in una giornata del genere non ci possono essere insufficienze
Aquilani 6-
Rischia di lasciarci in dieci, un pò meglio delle ultime gare
Ambrosini 6,5
Vuole giocare a tutti i costi e ci mette l'anima. Mezzo punto in più per quell'entrata sul 45
Borja Valero 8
Maestoso, per tecnica grinta e spirito. Trova anche il gol ma il voto è per tutto quello che è. Immenso. Inutile dirlo: il migliore.
Matos 7
La novità di Montella per questa gara: indovinata. Lotta su ogni palla e ci prova sempre creando difficoltà costante alla difesa rossonera
Rossi 6+
Tiene la posizione ma meno brillantemente del solito
Vargas 6,5
Calcia la punizione e tiene la posizione con precisione non ricordata. Bentornato
Vecino 6,5
Sembra sgraziato e compassato ma c'è e si fa sentire
Joaquin 6,5
Pochi minuti ma uno spunto ed un cross che ci fanno esultare per la seconda volta
Olivera sv
All. Montella 8
Ricarica la squadra, ci mette un pizzico di novità azzeccate e fa delle molte assenze occasioni per gli altri. Complimenti al mister che riesce anche a togliersi la giacca alla fine per festeggiare lasciando andare per un secondo il suo aplomb. Grandissimo

venerdì 1 novembre 2013

La casta arbitrale

Kiave di lettura n° 55

Chi ha giocato a calcio o lo seguo da molti anni sa che alcune partite non le vinci o non le perdi nemmeno con la forza pubblica. Quando per condizione, classe e fortuna la differenza è enorme, palese e netta non ci sono miracoli o arbitraggi che tengono. Ma questo vale per una partita, due, dieci, venti ma non per trentotto partite distribuite in nove mesi in un campionato dove "CI VUOL SUDORE ED UN MINIMO DI CUORE" anche con squadre in lotta per non retrocedere. Mercoledì era una di quelle partite in bilico.
Dove una squadra magari gioca meglio (nello specifico la Viola) ma ci può anche stare che non ce la faccia a dimostrarlo a livello "numerico" di risultato per sfortuna (palo di Cuadrado) per abilità avversari (i due gol comunque molto belli del Napoli ed un catenaccio moderno ma pur sempre catenaccio) e per poca precisione sottoporta (azione Borja Valero, ritardo di Gioacchino su assist di Pepito, mancanza di una punta).
Capita. E capita che tu possa non portarla a casa. Magari esci col fegato grosso (oltre che per il giro alcolico impossibile di ieri pilotato dal velocista Galga che ha richiesto fatica dura per stargli dietro) imprecando contro la sfiga ma riesci in qualche modo a fartene una ragione, come tutte le cose che "non girano a modo" anche perchè il vecchio adagio "controvento si va ma controculo un c'è verso" mai è così utile. 
Quando però la partita te la scippano il fegato non è grosso, esplode. La prima volta lo urli e vorresti spaccare il mondo, poi piano piano la voglia di urlare e spaccare il mondo diminuisce, ci sono le imprecazioni che restano immutate ma addosso si appiccica il senso odioso dell'ingiustizia, dell'inutilità, del tutto pilotato.
Non credo che la Viola sarebbe al posto della Roma, credo che sul campo ci eravamo conquistati tre punti in più e solo furti conclamati ce li hanno tolti dalla classifica reale e onestamente il vaso è colmo, non per queste dieci giornate ma per il continuo andazzo di una classe, anzi casta arbitrale che è gestita da chi, come tutte le caste italiane, si inchina ai potenti omaggiandoli e assoggettandosi a loro. Mercoledì al Franchi è andata così. I falli continui a fermare il gioco non sanzionati, Behrami libero di picchiare indisturbato, ammonizioni alla minima protesta nostra ma soprattutto una cosa troppo evidente per passare come "errore che può accadere". Lampante, palese e troppo grosso per non far venire voglia di dire "ma chi me lo fa fare tanto è tutto deciso".
Dopo il Cagliari, di nuovo al 93' nel momento decisivo di una partita in bilico ti tagliano le gambe in maniera indubitabile. Sorvolando sulle squalifiche stranamente puntuali come nessun treno italiano (da quella di Gonzalo a questa futura di Cuadrado) non vedere questo fallo
foto gazzetta.it
e giudicarlo al contrario è semplicemente impossibile. La beffa continua con le parole di Braschi "Calvarese ha arbitrato bene", le conferme della squalifica di Cuadrado nella corte di appello che respinge il ricorso e la designazione di Mazzoleni per domani sera.
Continuano a prenderci per il culo senza nemmeno tentare di fingerlo, dopo il furto della Champions anno scorso quest'anno hanno ricominciato da dove avevano lasciato. Ed allora quella domanda "ma chi me lo fa fare?" si ripropone forte. Aumentando rabbia e delusione che forse anche questa volta saranno battute dalla passione ma ogni volta è sempre più dura.
Anche se la bandiera di Fiorenza continua a sventolare alta e fiera ma il solito film comincia davvero a stancare. In maniera sempre più pesante.
10^ CAMPIONATO
FIORENTINA-NAPOLI =1-2
GOAL: Rossi (R)
Neto sv
Due tiri due gol, mai impegnato per il resto
Roncaglia 6+
Non delude e risulta uno dei meno in difficoltà
Savic 6
Impreciso in certi momenti ma ci mette tutta grinta del caso.
Compper 5
Grave l'errore sul gol di Callejon ne risente per tutta la partita
Pasqual 5
In ritardo sul primo gol, inutile per il resto
Aquilani 5
Non è periodo, non c'è ed il centrocampo ne risente
Pizarro 6
Non brillantissimo ma tiene alta la bussola. La cosa migliore quando fa il gesto delle manette
Borja Valero 6,5
Mente e gambe del centrocampo viola
Joaquin 5,5
Ha voglia ma non incide ed arriva tardi su un assist d'oro di Pepito
Rossi 7,5
Il migliore. Non per il rigore ma per quello che fa tenendo su squadra e tifosi
Cuadrado 7
Aveva trovato con due accelerate le svolte della gara, palo e Calvarese glielo impediscono
Vecino sv
Matos sv
Vargas sv
All. Montella 7
Squadra che gioca bene e subisce dal Napoli due soli tiri, imponendo partita e gioco. Se trova il modo di evitare certi arbitraggi, saremmo a cavallo.

lunedì 28 ottobre 2013

Questa viola cresce

Forse stiamo crescendo. E' innegabile che quest'anno lasciamo qualcosa alla bellezza che accompagnava le giocate e le partite dello scorso anno. Ma è altrettanto evidente che il livello di crescita di questa squadra è ogni giorno un più alto, partite come quelle di oggi spesso sono rimaste tra i rammarichi viola (penso a Verona o Cagliari anno scorso o Parma e Cagliari quest'anno) mentre oggi torniamo dal Bentegodi con tre punti ed una nuova spinta verso il trenino delle squadre che vanno più veloci e che lottano per lo scudetto. 
"QUELLI CHE SANNO SPIEGARTI" il calcio, nello specifico i commentatori di Sky, avevano battezzato questa Fiorentina come "non in giornata". E forse non avevano nemmeno tutti i torti per alcuni minuti opachi, ma poi come sempre siamo venuti fuori, alla faccia loro e dei gufi. Con gli spunti di Cuadrado, la regia di Borja e la personalità di Gonzalo, senza dimenticare che a questa squadra continua a mancare il bomber comprato per fare il salto di qualità e che in queste partite sarebbe stato fondamentale.
La partita la vince Cuadrado con le sue accelerazioni e la squadra con la voglia di ribaltare un gol balordo preso nel primo tempo. Nel mezzo c'è molto spirito di gruppo e comunque un marchio di fabbrica della qualità della mano di MisterMontella. Non buttiamo mai via la palla, cambiamo pelle spesso durante la partita, ma giochiamo sempre per imporci e per non buttare mai via un'occasione. Con limiti e giocatori opachi (il 23 ed Aquilani) ma anche con giocate interessanti e spunti devastanti (Cuadrado e Pepito). Siamo vivi ed aspettiamo le prossime due partite con Napoli e Milan e vediamo come sta la nostra febbre VIOLA....Avanti VIOLA, testa, cuore, classe e grinta...
9^Campionato
GOAL: Cuadrado, Cuadrado
Neto 6
Mai impegnato
Tomovic 6
Tignoso su Thereau ma rischia grosso in un paio di interventi pericolosi
Rodriguez 7,5
Gran partita di Gonzalo, al solito. Davvero un peccato non averlo mercoledì per un cartellino molto dubbio, quasi inesistente
Savic 6
Grave errore sul gol, gran intervento scacciagol nella ripresa. Alla fine fa pari
Pasqual 5
Giornataccia, due tiri in curva e tutti i cross sballati
Aquilani 5,5
Partita con poca lucidità e poca incisività
Pizarro 6
Stranamente lavoro oscuro per il Pek
Borja Valero 6,5
Solita e solida mente lucida della squadra
Cuadrado 8
Il migliore. Partita grandissima e vittoria quasi totalmente personale
Rossi 6,5
Buona partita da assist man, non brillantissimo come finalizzatore
Joaquin 6
Buon inizio poi si spenge
Matos 6
Buon impatto sulla gara anche se mai troppo pericoloso
Vargas 6
Un tiro da lontano e quasi un eurogol, poco altro
Vecino sv
All. Montella 7
La squadra lo segue sempre anche quando la stanchezza o la giornata non splendida arriva.

sabato 26 ottobre 2013

Niente male...proprio niente male...

Dopo LA partita assoluta di domenica scorsa tornare allo stadio dopo pochi giorni era un pò "TRA PALCO E REALTA'". Negli occhi e nella testa c'era e c'è ancora il poker rifilato ai gobbi domenica scorsa e la sfida con i "pandori rumeni" era davvero dal poco fascino, se non quello del telone europeo in mezzo al campo e la voglia di tributare il giusto applauso agli eroi domenicali, pur limitati dal giusto turnover previsto.
Un aperitivo raddoppiato, un paio di giri di birre e spuntini curvaioli improvvisati molto apprezzati sono riusciti ad accompagnare piacevolmente un giovedì europeo che dopo i bagordi vissuti domenica rischiava di essere vissuto come l'amichevole infrasettimanale con la squadra locale. La partita è stata davvero poca cosa, pur cominciando con una traversa ed un pericolo rumeno. Preso il doppio spavento ci siamo resi conto che dovevamo chiudere la pratica e la squadra in pochi minuti ha cominciato a carburare e portarsi avanti con un eurogol di Gioacchino, ancora alle stelle per la gioia di domenica, e con il solito cartellino timbrato da Matos, piacevole conferma europea che si rivela davvero una delle imprevidibili novità di questa stagione: da meteora e oggetto misterioso a rincalzo spendibile.
Poco altro, se non la convinzione che anche giocando un mese i rumeni non avrebbero mai provocato grossi problemi. Partita e tre punti ben in saccoccia e l'ingresso di Cuadrado con gol, giocate e traversa dopo azione splendida come elemento diversivo per una ripresa che rischiava di addormentare un pò tutti.
Qualificazione quasi al sicuro, obiettivo primo posto alla portata e soddisfazione per un turnover che ha dato molte più risposte positive (Matos, Bakic, Joaquin, Compper) che negative (Iakovenko)....per un giovedì che rischiava di essere inutile dopo cotanta domenica precedente direi niente male VIOLA, proprio niente male...
Europa League - 3^ giornata
GOAL: Joaquin, Matos, Cuadrado
Neto 6,5
Dieci minuti di apprensione con buon intervento poi spettatore
Tomovic 6
Partita tranquilla
Rodriguez 6,5
Solita importante guida difensiva
Compper 6
Peccato per un giallo un pò inutile, partita precisa
Alonso 6
Senza infamia e senza lode
Mati Fernandez 6
Non illumina ma è presente nel centrocampo novità di coppa
Bakic 6,5
Sfrutta l'occasione con una buona gara in cabina di regia
Borja Valero 6,5
Sembra giocare con il freno a mano ma è sempre lucido e preciso
Joaquin 7+
Il migliore. Realizza un gran gol e sfrutta la scia di esaltazione dopo il match di domenica.
Matos 7
Secondo gol europeo e di nuovo presente quando serve. Sorpresa che si conferma.
Iakovenko 5,5
La nota negativa, non sembra essere entrato nei meccanismi della squadra.
Cuadrado 7
Gol ed un quasi gol dopo una giocata sontuosa
Roncaglia sv
Aquilani sv
All. Montella 7
Sembra tutto facile, dopo. Gestisce bene turnover e forze a disposizione ed ottiene la terza vittoria europea e mette un piede alla seconda fase. Avanti così mister. 

venerdì 25 ottobre 2013

Seconda chance positiva

Kiave di lettura n° 54

Piano piano mi sto mettendo "in pari" con i post relativi alla mia personale Kiave di lettura relativa alle letture di quest'estate. Con più tempo a disposizione infatti ho potuto dedicarmi di più alla lettura, accumulando di conseguenza bozze di recensione per il mio appuntamento del venerdì. Oggi tocca a Faletti.
GIORGIO FALETTI - "Appunti di un venditore di donne" - B.C. Dalai Editore
Il mio rapporto con la scrittura di Giorgio Faletti è ambiguo. Quando ci sono state gli elogi sperticati per "Io Uccido" son stato molto cauto e non ero troppo convinto che potessero essere reali tutti i complimenti che sentivo in giro.
Poi, cedendo con ritardo all'ondata, mi sono ricreduto e gli ho voluto dare una chance trovandolo uno dei gialli più affascinanti e attraenti tra quelli letti. "Niente di vero tranne gli occhi", la seconda opera, l'ho trovata "calante" rispetto all'esordio ma comunque leggibile ed apprezzabile mentre i successivi ("Fuori da un evidente destino" e "Pochi inutili nascondigli") talmente poco leggibili da farmi fuggire dalla sua penna e farmi ricredere del fatto di essermi ricreduto (se non mi complico le cose nelle definizioni non sono contento) e da dire "MAI PIU'".
Poi quest'estate invece ci ho riprovato, concedendogli una seconda chance, e sono contento di aver dato al Vito Catozzo di Driveiniana memoria una nuova opportunità. Ho ritrovato in "Appunti di un venditore di donne" la penna particolare e gialla delle prime due puntate di Faletti; racconto che tiene ben attento il lettore, trama per niente banale e descrizioni che non fanno mai calare l'attenzione.
Il libro è ambientato nell'Italia di fine anni Settanta tormentata dalle tragedie terroristiche e delle vicende delle brigate rosse, in una Milano che comincia a diventare la capitale di locali e vita notturna. La storia di Bravo, il protagonista, vive tra "amore e sesso. bugie ed illusioni. un attimo dell'uno e un attimo dell'altro" che vive la passione per l'enigmistica e per i suoi complicati affari come "la difficoltà di una sfida cercata, un ostacolo da superare gettando l'immaginazione e la fantasia oltre le parole" dove le persone che incontra sulla sua strada sono spesso "persone in balia del mare con ognuno la propria zattera. Credo che ognuno di noi lo sappia, a modo suo". Storie di sesso, di malavita e di pericolosi intrecci con lo sfondo dell'epoca dove è ambientata la storia sono gli ingrediente per un piatto ben cucinato. "Nessuno in realtà possiede nulla, può solo scegliere di appartenere a qualcosa. La capacità e la fortuna son un valido aiuto nel prendere una decisione." questi fattori si mescolano continuamente nelle vicende alterne di un particolare procuratore come si scopre essere Bravo nel corso del libro. Dalle vette alle difficoltà come nelle storie umane che si rispettano, il protagonista affronta tutte le sue vicende con un occhio di riguardo a quell'enigmistica che si rivelerà fondamentale. Un finale con rischio di banalità, schivato e non schivato che però non modifica il giudizio general sul libro. Un buon "ritorno" ad una scrittura apprezzabile e gradita, un libro certamente che non arriva alle vette di "Io Uccido" ma riabilita lo scrittore Faletti nel mio personale cartellino. Una seconda chance concessa a ragion veduta. Un libro leggibile e godibile, specialmente per gli amanti dei gialli/noir.

mercoledì 23 ottobre 2013

Saluti affettuosi


Ciao Giorgio, ti saluta Marchino mio.

tratto dall'editoriale di oggi sul FQ

Niente da fare, stima sempre più immensa per quel "credulone di panzane" di Travaglio. Semplicemente immenso. 
Sinceramente a te, Giorgio, 'unticonveniva stare zitto invece che fare questa figuruccia!?!

martedì 22 ottobre 2013

Al di sopra delle parti


Prima il M5S che "non ha a cuore il bene del paese" poi il Fatto Quotidiano che "è l'unico a credere alle panzane di un possibile accordo Berlusconi/Napolitano sulla grazia".
Alla faccia del "ruolo di garanzia al di sopra delle parti". Per Napolitano la traduzione operativa di "essere il presidente di tutti" è diventato "di tutti meno di quelli che mi criticano"
Caro Giorgio, anche io son permaloso quindi ti capisco. Peccato però che tu faccia il Presidente della Repubblica ed un filino imparziale dovresti esserlo.....già....DAVVERO PECCATO.

domenica 20 ottobre 2013

LA partita assoluta

Al ventesimo del secondo tempo sembrava davvero che fosse tutto infilato come gli ultimi quattordici anni. La #juvemerda era avanti due a zero ed onestamente la mia Viola non sembrava avere gambe e testa per trovare la rimonta da leggenda. Di nuovo peccato. Non era servito il mio sms romantico al Simi ed al Cioppi per ricordare che l'ultima vittoria con la mitragliata rock di San Bati da Reconquista l'avevamo vista insieme ed era costata una costola a quello che oggi si giocava il divano con tre donne birbanti e l'altro Simi che invecchiato se la godeva con la sua unica birbanteNon era servito il gioco di prestigio tentato da Andre nel far diventare un pacco da sei di Paulaner come una frittata di birra. Non era servito l'arrivo a cancelli ancora chiusi. Non era servito il buon presentimento della sera prima guardando un accenno di cielo stellato. Non erano serviti gli "in bocca al lupo" varie ricevuti da interessati tifosi di altre squadre o di chi solo sapeva quanto questa partita conti per noi viola. Non era servito la fuga alcolica sul resto del gruppo della coppia Neu&Rone. Non erano serviti AC/DC, hotdog, semi, cipster, istruzioni per la coreografia, bandierine "chi ce l'ha sotto il culo occhio che le sgualcisce", cori di amore invece che di odio razziale o geografico ("amo liverpool"), coreografie, bandierine, scaramanzie, pallemani, maglie e felpe viole di ogni tipo. 
Un rigore dubbio ed un errore difensivo avevano messo un primo tempo noioso e chiuso su una discesa pericolosamente in direzione juventina che ha poi aperto un secondo tempo che sembrava volgere verso il colpo del k.o. juventino ed un bis di quella maledetta disfatta ed umiliazione. La rabbia è accentuata anche da quei simpaticoni di Tevez e Pogba che vedono bene di festeggiare con la mitragliata di Bati. Ora, sei Tevez&Pogba, la vita è già stata severa con te alla nascita rendendoti inguardabile, è stata cattiva ancora una volta dandoti quella maglia da carcerato perchè provocarla e meritarti così i peggiori accidenti della storia? Mercoledì spero solo che Sergio Ramos non ci vado di fioretto ma di spada pesante.
Solo il Galga a metà partita aveva una sorta di ispirazione mistica "Andre giocati il 4-2, la ribaltiamo", sembrava l'effetto della gastrite mista a birra ed anche lui stesso ci credeva il giusto e l'onesto.
Poi però il calcio è strano e la partita cambia. Un' accelerazione di Mati e rigore. Rossi la mette nell'angolo e si riapre il cielo. Cambia la testa di quelli in campo e riprende fuoco il cuore dei tifosi viola. Sembra possibile anche se è durissima metterla in pari questa partita. Non è un gran giornata fino a quel momento, sembriamo stanchi poco pungenti e con poche frecce al nostro arco. Ma una l'abbiamo e trova il guizzo per saltare due uomini e con un tiro velenoso (e l'aiuto complice di un Buffon in versione certamente non superman) trova il due a due. Pepito ci fa saltare in aria, abbracciare ed urlare la rabbia per i quattordici anni di delusione contro i gobbi. Adesso siamo carichi e mi scappa un "ora andiamo a vincerla" e difatti Borja dopo pochi minuti illumina la scena e mette Gioacchino davanti a Buffon uscito alla kamikaze: 3-2. Ed ora si esplode. Coronarie in gola. Non ci crediamo. Non ci credo, sembra impossibile, in pochi minuti tre gol e non è finita. Cuadrado accelera di nuovo in contropiede la mette sul sinistro magico di Pepito e si chiude: 4-2. Esplode tutto, è davvero "IL GIORNO DEI GIORNI" che non osavamo nemmeno sognare. "La partita assoluta" la definisce perfettamente Bollins
Mi sdraio sfinito sulle seggioline e nel secondo che resto solo in attesa dell'abbraccio del gruppo a dopo che so arrivare, guardo in alto oltre il bandierone della Fiesole, vicino a quelle nuvole e mentre mi commuovo per la botta di adrenalina, gioia, passione e scarica totale penso a chi dall'alto son sicuro esulta.
Arriva l'abbraccio, ormai è uno unico da una decina di minuti. Testa contro testa, "mettitela nì culo la mitraglietta ora", strette da far dolore ai muscoli, abbracci carichi di qualcosa di atteso a lungo, urla a tutta gola da bruciarla, salti per non essere bianconeri, occhi sgranati come bambini la notte di Natale, teste scosse a dire di no incredule, occhi lucidi come nemmeno ai matrimoni, brividi intensi e ciccia di gallina, sciarpe volteggianti, palati colpiti da bandierine che volano, "falla ora la mitraglia scemo", la curva ribolle e continuerà a farlo anche mentre scendiamo, le scale sembrano tremare dai canti e dai salti. Firenze è tutta in Fiesole e si riversa fuori dallo stadio consapevoli di aver fatto un'impresa, qualcosa di unico, qualcosa che ha fatto "ruzzolare" gli scalini a mezza curva e non solo la curvache fa fare i caroselli e finire i clacson, che fa abbassare i finestrini totalmente ed alzare il volume oltre il massimo per la radiocronaca di Guetta, che fa sentire finalmente in grado di dire alla #juvemerda: TUTTI A CASA, A CASA!
8^ campionato
GOAL: Rossi (R), Rossi, Joaquin, Rossi
Neto 7
Ci tiene in partita non subendo il terzo gol
Roncaglia 7
Il più positivo in difesa, tutto grinta e corsa
Rodriguez 6,5
Non in grandissima giornata ma sempre importante come regista difensivo
Savic 6,5
Non soffre gli attacchi juventini anche se è il meno preciso dei tre dietro
Pasqual 6
Sei solo perchè con una vittoria del genere non possono esserci insufficienze
Aquilani 6
Vedi Pasqual
Ambrosini 6,5
Comincia molto bene poi si ferma per infortunio
Pizarro 6,5
Primo tempo anonimo, nel secondo si rialza e diventa importante
Borja Valero 8
Fa tutti i ruoli, inizialmente non brillantissimo poi trova due assist al bacio per ribaltare la partita. E' anima, polmoni e cuore di questa squadra.
Cuadrado 7
Errore clamoroso nel primo tempo, nella ripresa quasi torna lo Speedy che conosciamo. Assist splendido e galoppata vincente sul gol finale
Rossi 10
Il migliore. Non è da 10 perchè fino a 25' minuti dalla fine non incanta ma quando uno segna tre gol ai gobbi e ti fa vincere una partita del genere, che voto gli vuoi dare?
Fernandez 6,5
Molto grigia la sua partita poi però trova la giusta accelerata e guadagna il rigore cambia partita.
Joaquin 7,5
Entra in campo con il piglio giusto e trova il gol della vittoria.
Matos 6,5
Entra per pochi minuti e rischia di fare il pokerissimo
All. Montella 7,5
La squadra, son onesto, fino al 65' non mi piaceva e mi sembrava spuntata e poco pronta per una partita del genere. Poi il cuore e la voglia cambiano tutto. Chapeau Mister.

sabato 19 ottobre 2013

Ipocrisia da perdono

Kiave di lettura n° 53

Oggi la Kiave di lettura è semplice, quasi "banale" ma come spesso accade nella vita riguarda un argomento che tutto ha meno che i requisiti della banalità.
Nei giorni scorsi infatti è morto Erich Priebke, alla invidiabile età di 100 anni ed è l'unica cosa che una persona come lui ha avuto nella sua vita di invidiabile. Ovviamente non ci siamo fatti mancare il dibattito dopo la sua morte. Perdono, non perdono, funerali, non funerali, prefetti e non prefetti. Il prefetto infatti ha dato il permesso alle esequie scatenando reazioni di ogni genere ed ovviamente anche la presa di distanza del Ministro dell'Interno del governo Letta che come al solito si è dichiarato non al corrente di vicende che a lui competerebbero per ruolo e responsabilità. A cose normali un Ministro che non sa gestire le attività di sua competenza (caso Shalabayeva prima, prefetto adesso per citarne due) si dimetterebbe o verrebbe invitato a farlo da parte del resto della maggioranza, specie da parte politiche in teoria diverse. Ma le cose già lo sappiamo che in Italia non sono normali.
Il cosiddetto caso Priebke è quindi un caso che non poteva che nascere qui. Con topi di fogna che si sono immediatamente susseguiti per le condoglianze di un assassino e la corsa di quelli dal cuore cristiano devoto al perdono. Esattamente non capisco dove possa essere il perdono per un personaggio che non ha mai chiesto scusa, che ha ucciso e lasciato uccidere, che è stato protagonista ignobile della peggiore schifezza del secolo scorso. E non capisco nemmeno come si possa pensare di far celebrare le esequie a livello di prefetto e prefettura. Ma sarò io evidentemente a non essere abbastanza "sveglio" e soprattutto cristiano.Non si può avere tutto.
Di tutta questa "MERDA INTORNO" alla notizia devo dire che ho trovato per fortuna anche interventi "mirati", di quelli che fanno assaporare aria fresca per fortuna. In particolare trovo perfetto un post di Andrea Scanzi su facebook di due giorni fa, mirato e sul pezzo come molto spesso gli capita. Vi lascio con le sue parole, il miglior modo per chiudere questo post.

Continuo a leggere inviti alla tolleranza e al perdono riferiti a Priebke. Li rispedisco al mittente: la morte non cancella le colpe. E neanche impone una sorta di rispetto obbligatorio. La pietas si conquista, in vita come in morte, e non ne provo alcuna per Priebke. Né da vivo e né da morto. Il nazista Erick Priebke partecipò in prima persona, il 24 marzo 1944, al massacro delle Fosse Ardeatine, annotando da freddo burocrate i nomi delle vittime (335), sparando anche lui su civili inermi e mai rinnegando quel gesto ("Eseguii gli ordini e le vittime erano tutte terroristi"). Non ha pagato le sue colpe, tra latitanze dorate in Argentina e "permessi di lavoro" nonostante l'ergastolo. Il suo non era un ruolo "minore". Era uno dei boia che svolgeva in prima persona gli interrogatori-tortura a Canton Mombello. La staffetta partigiana Agape Nulli raccontò al Corriere della Sera: «Ricordo il giorno dell'interrogatorio, Priebke entrò nella stanza puntandomi l'indice contro e mi chiese a bruciapelo "Hai letto la Bibbia?". Gli risposi di no, sapevo che era una domanda tranello per scoprire se fossi ebrea. Poi mi domandò dove si nascondevano i miei fratelli, anche loro partigiani, ma non potevo saperlo perché mi trovavo in carcere da più di un mese. Il mio incontro si chiuse lì, altri miei compagni di sventura furono assai meno fortunati: Bruno Gilardoni fu riportato in cella più morto che vivo dopo ore di interrogatorio appeso al soffitto con una fune, altri furono inviati nei campi di concentramento e lì morirono» 
Nessun crimine del Novecento è stato abnorme come il nazismo. Quell'abominio reiterato è stato la forma più gigantesca di Male sulla Terra. Una vergogna ostentata, un sadismo scellerato, una crudeltà "ideologica" terrificante. Che occorre ricordare, per non ricascarci un'altra volta.
Appartengo, orgogliosamente, a una razza (temo) in estinzione. Appartengo alla razza che ha camminato sui sentieri dei nidi di ragno di Calvino. Che ha pianto con il partigiano Johnny di Fenoglio. Che ha rivissuto la guerra civile nei saggi di Pavone. Appartengo ai partigiani che quella sera ormai lontana ad Alba, nella chiesa di San Domenico, hanno applaudito i CSI. Appartengo a quelli che rabbrividiscono di fronte ai negazionisti e si incazzano quando leggono i deliri quasi-intellettuali di un Odifreddi (mito inspiegabile e soporifero di una certa sinistra salottiera) che scrive: «Il processo (di Norimberga) è stata un'opera di propaganda». Sono uno di quelli che a Sant'Anna di Stazzema c'è stato, lì e in troppi altri luoghi, a Civitella in Val di Chiana come a Monte Sole (Marzabotto), per omaggiare le vittime dei tanti eccidi perpetrati da bestie come Priebke. E ho sognato anch'io, come Tarantino, che la fine dei nazisti coincidesse con il liberatorio grand guignol di Inglorious Bastards.
Questi equilibrismi su nazismo e pietà cristiana mi hanno rotto le palle. C'è un limite anche all'ipocrisia. Io provo pena se muore Mario Monicelli. Pena e dolore. Provo pena se muore Peppino Impastato, se muore Rosario Livatino, se muoiono Franca Rame e Don Gallo. Quando invece muore uno come Priebke, mi dispiaccio unicamente che sia accaduto soltanto nel 2013. Io non perdono a prescindere, e soprattutto non dimentico.

mercoledì 16 ottobre 2013

La settimana che precede LA partita

E' partita ieri e si concluderà domenica. Parte dal cuore, dalla passione, dai "SOGNI DI ROCK & ROLL" che ogni tifoso viola ha nel proprio DNA. Vive dell'indole da sempre polemica di Firenze e del suo giglio rosso e si alimenta con la "bruttura" di rivali odiosi e mai sopportati. 
E' parte di ogni frequentatore del Franchi, di ogni appassionato, di ogni interessato alle vicende viola, dal più affezionato tifoso a quello che ascolta solo i risultati la domenica sera. Si identifica in quel "siete più brutti della multipla" e si fotografa in milioni di episodi, di furti, di partite epiche, di gesti e scaramanzie che ognuno personalizza e rende propri a modo suo e con la propria memoria "ma quando ci rubarono quel rigore in coppa Uefa?" "ma quando segnò Tendi?" "ma quando si arrivò tre ore prima e si fece lo stesso la coda ai cancelli?" e milioni di altri episodi.
Non basterebbe un blog, non un post, per raccontarli o provare a raccontarli tutti. Ed allora basta questo accenno per definire questa settimana, quella che porta a LA partita. Quella lì, proprio quella lì.
Per definirla meglio cerco le parole in frasi o discorsi che ho già usato e gli episodi che in qualche modo ho già "selezionato"
Parlo degli episodi raccontati, "fotografati" e ricordati con video nel mio "Una Passione da 10", che in questa settimana vedo particolarmente indicato per chi vuole avvicinarsi a domenica nel miglior modo possibile.
 .......... (tratto da "Una passione da 10")
Il calcio, come gli altri sport ma forse ancora di più, vive di rivalità e di accesi duelli; per una parte delle squadre italiane, questa rivalità è identificata ed identificabile dal derby che mette di fronte le due squadre della stessa città. Per la Fiorentina la cosa non è mai stata possibile per assenza di una seconda squadra di Firenze e quindi la rivalità bisognava cercarla altrove. La rivale più naturale si è rivelata essere la Juventus, scelta comune anche ad altre per il fatto di essere la squadra più titolata del campionato italiano, dai metodi dirigenziali spesso arroganti e conseguentemente una delle meno simpatiche.
Come già visto anche per il calcio storico, è nello spirito fiorentino il senso di orgoglio e disprezzo della prepotenza dei cosiddetti potenti (la partita durante l’assedio di Carlo V ne è un valido esempio), ma in questo caso non è solo quello. La rivalità nasce da lontano, da epiche partite in cui la Fiorentina era una squadra nettamente inferiore e faceva dell’ardore agonistico l’unica arma a disposizione contro la maggiore classe dei rivali sorretti dalla superpotenza Fiat degli anni del boom economico. Quando i valori sono stati più vicini e quindi all’antagonismo si è aggiunto anche la concorrenza per lo stesso obiettivo, la rivalità ha toccato le maggiori vette fino ad arrivare al 1981/82. Quello infatti fu il campionato in cui arrivò l’evento scatenante che sancì e certificò quella che sarebbe diventata una rivalità storica. All’ultima giornata di campionato, con le due squadre a pari punti in testa alla classifica, due decisioni arbitrali discutibili portarono al pareggio la Fiorentina a Cagliari ed alla vittoria la Juventus a Catanzaro portando lo scudetto a Torino. Quella fu la classica goccia che faceva traboccare il vaso, molti tifosi viola delusi dal risultato videro nell’approssimarsi dei Mondiali, quindi nel pericolo di allungare i tempi del campionato con uno spareggio, il motivo che in qualche modo spinse ad una conclusione immediata favorendo la squadra più potente. A Firenze tutti si sentirono defraudati di un terzo scudetto meritato sul campo e da allora la sfida con la Juventus non fu più una partita ma LA partita.
.......... (continua)
BIGNAMI: semplicemente la settimana della partita, la settimana dello #juvemerda...

"Una passione da 10" di Enzo Susini - edizioni goWare 
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Per la lettura sul pc può essere utile scaricare questo programma 

Oltre all'acquisto, tutte le forme di pubblicità, promozione e diffusione della notizia sono MOLTO gradite.