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domenica 2 giugno 2024

Tanto fortunato

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 594
"Lo studio è importante, come lo sarà il lavoro e come sicuramente lo saranno anche i soldi, ma ricordati sempre che le vere cose fondamentali sono gli affetti, i rapporti ed i legami. Solo con quelli uno può non sentirsi solo".
Questa citazione di una fonte di cui ancora non sono pronto a parlare è stata da sempre uno dei principi/insegnamenti da provare a portare avanti ed utilizzare come obiettivo da realizzare.
Affetti. Rapporti. Legami. "CI VOGLIONO BUONI COMPAGNI DI VIAGGIO" se proprio vogliamo riportarla in musica.
Ecco.
Nella vita si passano periodi di varia natura e varia lunghezza. E' il suo ciclico andamento: momenti belli, meno belli, brevi, lunghi. Ci sono quelli che regalano sorrisi  e belle sensazioni che hanno durata sempre troppo limitata visto che vorresti durassero costantemente. Ed altrettanto "naturalmente" nell'incastrarsi delle cose, capita di incappare in momenti non sempre proprio divertenti che magari non ti abbandonano subito ma ti accompagnano per un po'. 
Mentre nel primo caso viene quasi spontaneo e/o facile condividere "una risata" e trovare chi è disposto a raddoppiarla con te, nel secondo caso non sempre il primo istinto è quello di condividere "un problema" e/o trovare chi è disposto ad ascoltarti/sostenerti.
Ri-ecco.
Se ho cercato sempre di seguire la citazione di cui sopra a cui facevo riferimento prima, ho per natura trovato sempre qualche difficoltà  in più nell'aprirmi o cercare appoggi. Ma evidentemente i buoni compagni di viaggio non hanno bisogno di troppe richieste esplicite ed a prescindere da queste ci sono.
E lì sicuramente entra in ballo anche la buona sorte. Quel pizzico di fortuna che ti permette di trovare sulla tua strada certe persone.
Ecco finale.
Non sono stati giorni facili ed il periodo non propriamente agevole è durato un po'. Non ho visto allontanare nessuna persona che contava di quei compagni ed ogni giorno ho sentito arrivare qualcosa in più. Che fosse un pensiero, un aiuto, un sondaggio, una serata. Negli ultimi giorni queste conferme sono "esplose" a causa degli eventi ed hanno evidenziato tutto il loro valore. Sarebbe complicato scrivere come e chi, certamente dimenticherei qualcuno e sarebbe davvero ingiusto. Provo allora a fare solo un piccolo sunto ed una serie di dediche.
A chi non ha perso neanche un passaggio, a chi ha fatto (tanti) chilometri solo per un abbraccio stretto, a chi ha preso ferie solo per essere a disposizione, a chi ha confermato ogni istante di essere un "fratellone acquisito", a chi era preoccupato che il suo abbraccio non arrivasse quando invece aveva scaldato come pochi, a chi si è organizzato per esserci nel momento più pesante e non è arretrato di un passo, a chi affranto per non poterci essere fisicamente ha messo in frigo l'abbraccio per consegnarmelo alla prima occasione, a chi nonostante acciacchi ed impegni per niente facili non è mancato, a chi per tutto il periodo mi ha accompagnato comprendendo ed allargando la propria disponibilità, a chi ha lasciato il suo ruolo di spigoloso per sciogliersi in un abbraccio, a chi è andato oltre il proprio momento non facile per assecondare il mio, a chi partendo da un ruolo diverso si è dimostrato compagno di viaggio ed amico, a chi da sempre non manca mai, a chi si è fatto trovare presente nel posto più duro da affrontare nel giorno più complicato, a chi non c'era fisicamente ma era pronto ad accorrere con semplicemente un fischio, a chi è corso subito per arrivare prima di subito, a chi aspettava la mia telefonata per calmare la sua preoccupazione di sapermi in difficoltà, a chi origliava solo per tranquillizzarsi che non avessi bisogno e me lo tenessi per me, a chi ha superato le sue difficoltà per alleggerire le mie, a chi con un abbraccio interminabile mi ha stappato, a chi ha strappato un sorriso anche nei giorni un po' più duri, a chi ha permesso la soluzione di altri pensieri affiancando senza mollare un centimetro anche quelli principali, a chi commosso non è riuscito a trattenere la propria commozione condividendo la mia, a chi mi ha stritolato stringendomi o fatto un buono per una stritolata appena possibile, a chi ha scritto parole indelebili, a chi ha detto parole non dimenticabili, a chi c'era anche senza riflettori e si è defilato in file più lontane quando questi si sono accessi ma non ha fatto mai mancare la sua presenza, a chi mi ha fatto capire tutto con uno sguardo, a chi mi ha stretto forte le mani, a chi ha rilanciato ogni volta.
A tutti loro - ovviamente tutti e tutte - voglio dire che sono davvero fortunato. Tanto. Ad averli trovati sulla mia strada, a camminarci insieme, a sentirli ogni volta come compagni di viaggio. Preziosi. Ne sarebbe fiera soprattutto l'autrice della frase da cui questo post è partito. E questa è davvero l'ennesima sua vittoria. E la mia fortuna appunto.

mercoledì 21 giugno 2023

Auguri Balordo

#SdT - Sogni in Norvegia
"...viaggio, lungo soprattutto per il Rigio che di strada dalla maremma ne farà di più, quel balordo della palude conosciuto di “rimbalzo” dopo Fabry ed ora diventato uno di quelli di cui non faresti più a meno..."

Qualche anno fa, nei miei Sogni di Tricolor , provavo a delineare i connotati di una figura, a me molto nota e molto cara. Sono poche righe ma dentro c'è tanta roba. La conoscenza di rimbalzo, la "presentazione" da parte di uno sponsor (in realtà più di uno) dall'attendibilità totale, il diventare insostituibile. La verità e che molta altra "roba" è rimasta e rimane tra quelle righe. Tante cose di vario tipo e varia natura con alla base un rapporto nato, cresciuto e consolidato sulla scia di un'unica parola: amicizia.
Gli abbracci, i brindisi, le trasferte, i concerti, i messaggi, la distanza mai in termini di sensazioni ma solo di km, tenute, materassi, le tecniche per le migliori telefonate, ghiaccio nel whisky, carbonare nelle tasche delle felpe, ugolone il boia e vittime improvvisate, conti non saldati, libri in trasferta (vedi foto), portabirre artigianali, saluta i'Galga, maglie termiche e carta blu, tratti Ghigio, lacrime "a modo tuo", occhiali scuri di fronte ad un bar..co, birre al pepe, Carat e dintorni, bagno in "CAMERA CON VISTA SUL" cupolone. 
Oggi quell'insieme di cose "balorde" tutte mescolate arriva ad una cifra tondatonda e mi andava di lasciare anche qui la traccia dei miei Auguri. Di quelle tracce piacevoli, da continuare a ripercorrere a lungo.

Buon compleanno Balordo, sei DAVVERO uno di cui non poter fare più a meno.

AUGURI BALORDO !!!

venerdì 17 maggio 2019

Conteggi...con un certo stile...

Kiave di lettura n° 338

"Giornate invernali" in un periodo che, dice, dovrebbe invece essere primaverile. Ed allora si prova a dare un po' di luce a questi giorni, che restano invece tra nuvole e vento.
Dopo averci provato con "I MIEI QUINDICI MINUTI" settimanali dedicati ad un canale televisivo che non posso citare per motivi di fede (e dei quali soprattutto non posso confessare che sono sempre più apprezzati e tappa fissa), rafforzo il mio tentativo con un gran bel regalo che stamani ho trovato in rete ad attendermi.
Il marchio è sempre lo stesso. Riconoscibile e riconosciuto. Ed ottiene il solito risultato. Apprezzamento, sorriso soddisfatto e quel colore che questo inverno sembra invece aver nascosto ben bene.
Ed allora dopo il solito ma sempre ugualmente sentito "grandeAndrè" vi consiglio di buttarvi in un conteggio. Fino a dieci. Anche se per dirgli bravo ed essere orgogliosi di lui basta veramente molto meno, tanto che..... "Frugapani m’ha detto che è arrivato a contare fino a sei e dice che a quel punto pure i dottori si sono stupiti, si sono guardati tra loro, si sono tolti la cuffietta colorata in forma di rispetto e poi dice che sul suo sei ci hanno scritto degli articoli scientifici su internet" .
Ed allora, davvero buona lettura direttamente dal "Blogorilla Sapiens".

RACCONTO: "FINO A DIECI"
Io non ciò paura. Io devo pensare a una cosa bella. Io ciò il fastidio. Sono le punture che fanno il fastidio. Anzi è il fastidio di avere fastidio delle punture. E comunque la paura non c’entra niente. Frugapani dice che sei tu su un letto con le ruote e entri dentro a questa stanza operatoria, che hai addosso solo le mutande e poi ti fanno salire su un tavolo di acciaio, Frugapani dice che è pure freddo, e poi si avvicinano tutti i dottori e loro indossano le cuffiette con i disegni e i colori un po’ strani. Dice ci sono quelli con addosso le cuffiette dei Simpson, e altri con le cuffiette coi fiori. Poi ci stanno quelli con le cuffiette coi pescetti. Queste cose me le ha dette Frugapani e Frugapani dice pure che se le cuffiette non sono colorate i dottori non se le mettono. ...........

sabato 23 marzo 2019

Arrivi

Kiave di lettura n° 330
La sera in cui "è ancora troppo presto ma a te non potevo non dirlo" è lontana diversi mesi ma allo stesso è così vicina da toccarla. Quel sorriso felice, quell'espressione raggiante, quell'immancabile abbraccio ancora più forte. Per tutte queste sensazioni la distanza temporale è ridotta clamorosamente e quelle emozioni sono ancora talmente vive da riviverle alla stessa maniera appena ci torno su con "IL MIO PENSIERO".
Stamani quando ho letto "...ha deciso di non farsi dare regole...e di fare come meglio gli pare..." ho sorriso e le ho risentite tutte quelle emozioni. Quelle e quelle che qualche anno fa mi avevano provocato un forte attacco di congiuntivite per un arrivo dai colori rosa come il fiocco
Oggi il fiocco ha il colore diverso ma l'emozione, il "brividino" (chiamalo ino..), la voglia di correre in quell'abbraccio è tutto completamente intatto ed immutato. Anzi. Negli anni, con la maturità che tende "all'anzianitudine", la certezza di alcune cose e di alcune persone subisce percorsi diversi. In questo caso la certezza di quell'abbraccio e di chi c'è in quell'abbraccio è sempre più costante, immutabile come le emozioni di questa giornata. Son passati mesi da quel sorriso totale, ci sono state alcune salite da affrontare, alcuni km da macinare. Tutti senza lamentarsi, tutti con la voglia di andare oltre a testa alta. E se sono arrivati "tentennamenti" sono stati superati alzandosi sui pedali ed alzando ancora di più la testa, con la giusta compagnia di chi su quei pedali si è alzato ancora di più e direttamente, dimostrando e confermando che quel "ina" nel modo di chiamarla si trasforma nella vita reale, ingrandendosi a dismisura.
Oggi si taglia il traguardo. Lo striscione dell'arrivo e contestualmente il via di una tappa ancora più lunga, bella e piena di mille emozioni è lì. Ma soprattutto è lì quel frugoletto che ha voluto fare "come gl'è parso". Allora ben arrivato Lorenzino, l'emozione del tuo arrivo e quei tuoi occhioni già vispi ed aperti sono il più bel successo per un babbo e una mamma che meglio non ti potevano capitare. Quindi fidati, sei davvero in buone mani. Ed in migliori abbracci. Complimenti veri Chiarina, complimenti veri Capitano mio. Vi abbraccio. 

mercoledì 30 gennaio 2019

...è quando...


Amicizia è quando, in una serata 7BELLEZZE come questa e con uno sfondo come la foto qua sopra, dopo “gl’urli” per i gol, la gioia smodata, i mille messaggi con la tua personale curva, l’esultanza sfrenata, i salti sul divano...improvvisamente...
...ti viene alla bocca un pensiero davvero sincero “ma proprio stasera dovevamo fare così tanto i fenomeni?”...pensiero da “UN SORRISO ED UN SOSPIRO” di fronte ad un portabadge ed a quelle quattro parole che ti sembra siano la cornice perfetta della serata ...
Poi l'istinto riprende il sopravvento e riparte il giro istintivo dei festeggiamenti di cui sopra. Ma quel pensiero e quella frase restano a farti compagnia, sinceri come quando sono arrivati.

venerdì 25 gennaio 2019

Certe Cose

Kiave di lettura n° 322
Resto sull'argomento "dono della sintesi" dell'ultimo post, anche se oggi è riferito a tutt'altro.
In questi giorni infatti, prima a voce, poi ripetuto in altro modo ed infine ricevendo un messaggio, c'è stato un curioso accumularsi di significati comuni, nonostante partissero da persone diverse e fossero a commento di situazioni diverse. Riassumo con il messaggio, di sole sei parole 6, ma capaci di spiegare...tutto...ed aprire in un certo senso un "piccolo mondo"
"...perché certe cose sono più importanti..."
Spesso a commento di queste/certe frasi ti sembra di sentire il "sotutto" di turno che commenta: "bella scoperta" , magari con aria un po' sostenuta ed un successivo filosofico ragionamento sul "niente applicato al nulla" (autocit.) di un quarto d'ora.
Andando oltre il fastidio del filosofico ragionamento, viene da riflettere sul perché sempre di più certe parole non siano affatto banali ma si trasformino in fondamentali. E trovi mille risposte che non stanno e non possono stare in un post; per la complessità e per la lunghezza, ma anche perché....alla fine su certe cose mica è così male essere banali.
So benissimo che questo mio intrecciarmi nei discorsi finirà per farmi "diventare cervellotico nella scrittura" ma tornando alla sintesi di cui sopra, certe cose sono più importanti
Quel messaggio era diretto e riferito ovviamente ad una cosa in particolare, ma declinandolo più in generale è davvero un'utile bussola. Ed allora l'ho salvato tra i messaggi importanti, lo uso con piacere per questo post e mi serve come spunto per "far circolare" una cosa bella nel suo essere terribile. Era ed è davvero difficile trovarci qualcosa di vagamente definibile come bello in una vicenda del genere, ma conoscendo "la mano da cui esce", dubbi sul fatto che potesse emergere nel migliore dei modi "il cuore della vicenda" non esistevano, viste le prove lampanti sotto forma di post/tweet/articoli/video che da quella mano sono  costantemente prodotte (e che sarebbero da replicare e far circolare senza soluzione di continuità). Ovviamente parlo dell'inviato speciale di questo blog e nello specifico di quello che ha postato ieri, per il quale non c'è bisogno di "DIRE COSE CHE" spieghino ulteriormente qualcosa di terribilmente chiaro. Grazie per ricordarcelo, nel modo migliore possibile.

giovedì 19 luglio 2018

19 giorni speciali

Kiave di lettura n° 297
Oggi 19 luglio, nel mio spazio settimanale dedicato alla Kiave di lettura, ne ospito una di qualcun'altro. Di una persona speciale che intervista una persona speciale. 
Ve la consiglio, di cuore. Perché il mio inviato romano "CERCA NEL CUORE" dei ricordi di chi ha il 19 come marchio di fabbrica, il significato più profondo ed intenso e come sempre riesce ad arrivare dentro, con i ricordi e le emozioni ma soprattutto con il loro messaggio.
In un periodo che sempre di più annulla i ricordi, le esperienze ma soprattutto dove si fa una drammatica fatica a trovare "messaggi" dal buon sapore, credo che questa sua speciale kiave di lettura sia particolarmente indicata e necessaria. A completamento di ciò, DAVVERO bravo Andrè.
Buona lettura, ma soprattutto buona visione.

Una volta mio nonno ha rischiato di morire perché si è spaccato la testa. Era a Cattolica aveva dieci anni e uno con un carretto gli ha spaccato la testa. E’ rimasto tanto in ospedale e ha perso un anno di scuola. Un’altra volta ha rischiato di morire perché un dottore si è scordato di togliere un tappo da un tubo che gli aveva messo in pancia. Aveva 84 anni e era a Roma, all’ospedale. Anche quella volta è rimasto tanto in ospedale. Ma pure quella si è salvato. Un’altra volta ha rischiato di morire che gli mancavano 19 giorni per compiere 19 anni. Erano le 11.03 del 19 luglio e sopra allo scalo a San Lorenzo, a Roma, c’era il tenente puntatore Owen Gibson che sganciava bombe da un aereo che si chiamava Lucky Lady. Sotto c’era mio nonno, che ha detto “Bombardano!“, poi è scappato dallo scalo, è andato in un palazzo e pure quello lo hanno bombardato mentre ci passava sotto e anche lì si è salvato.
Questa è la storia che Remo, mio nonno, ha raccontato per tutta la sua vita. La storia di quando gli mancavano 19 giorni per compiere 19 anni e era il 19 luglio, aveva visto le bombe da sotto e aveva detto “Bombardano!”. Gliele tirava in testa il tenente puntatore Owen Gibson. Ecco oggi che è il 19 luglio e a mio nonno gli mancano 19 giorni per compiere 89 anni, pensavo al dottore dell’ospedale di Roma, a quello che guidava il carretto a Cattolica, al tenente puntatore Owen Gibson che ascoltano la storia di quel giorno e fino all’infinito sono costretti a guardare e ascoltare la sua risata anche sulle loro di facce.

Vedi qui l'intervista:

lunedì 25 dicembre 2017

Finalmente è arrivato il Venticinque...

Kiave di lettura n° 267
E così ci siamo arrivati....l'attesa per l'arrivo del 25 è finita e dai e dai....anche il Galga è arrivato a 40 tondi tondi....
L'assist che porta con sé questa data è ghiotto come i suoi triangoli sui campi da calcetto e cercherò di sfruttarlo meglio di come facevo con la maglia del Geppo, cercando di non sprecarlo e di "non tirare fuori" l'occasione di fargli arrivare i miei migliori auguri.
Ho pensato a cosa potesse essere "forte" come la sua determinazione e dai colori vivi come la sua presenza regala sempre. L'appoggio ideale appunto per un pallone che chiede un lancio a chiudere un triangolo così come la figura perfetta per le giuste parole davanti ad una pinta di birra o ad uno shottino di Jameson.  Per due risate, per un consiglio, per uno sfogo, per ascoltare una visione diversa che sappiamo avere molto spesso. Una piccola e grande certezza. Per entrambi. E proprio davanti ad una di quelle birre che era venuta fuori quella sorta di sfida "prima o poi vedrai che riesco a portarti a sentirlo dal vivo il tuo Walter...".
Ed allora sono sicuro di non sbagliarlo quell'assist.... TANTI AUGURI Stefanino, davvero speciali...
"...in sottofondo partono le note di magica ambientazione del Liga, dovrò dirlo al Salga che ha proprio ragione quando definisce Walter il mago una canzone dall’ incredibile magia e per questo eletta la sua preferita; è perfetta per un momento del genere e "...PER UNA MAGIA COSI' DICEVA VAL LA PENA VIVERE..." , la colonna sonora ideale per una giornata del genere e dona al momento la giusta atmosfera e la perfetta colorazione..."

sabato 14 ottobre 2017

Soddisfazioni e Scaffali

Kiave di lettura n° 257
Ed anche questa settimana i libri sono i protagonisti della mia Kiave di lettura , ma non sarà un post/recensione di qualcosa letto.
Vi parlo invece di una soddisfazione, doppia, avuta qualche giorno fa entrando in un negozio del centro.
Entrando in quella che ritengo (per gusto, per abitudine, per familiarità) la "mia libreria" ho girellato come sempre alla ricerca di qualche titolo o qualche quarta di copertina che catturasse la mia attenzione.
Tra un Camilleri ed un Nesbo, mi è venuto in mente il giretto fatto nella stessa Feltrinelli di Via Cerretani un po' di tempo fa, con oggetto ovviamente i miei SOGNI DI TRICOLOR che mi aveva riempito di orgoglio tanto da condividerlo con voi (clicca qui per rileggere quel post) e da portare anche la stessa casa editrice Goware ad essere piena di gioia per quel "tour feltrinelliano".


Con lo stesso "MODO E COL MIO PASSO" mi è venuta la curiosità di andare a cercare di nuovo il libro dalla SPLENDIDA copertina e la soddisfazione è tornata a far capolino. Le copie che sapevo alla Feltrinelli erano state acquistate (grazie ancora ai compratori che mi hanno anche mandato testimonianza fotografica dell'acquisto : -) ) e quindi temevo di trovare un brutto "spazio vuoto" in quello scaffale. Ed invece....
Così per accentuare la soddisfazione e renderla unica in modo "diverso" rispetto a qualche mese fa ho deciso di cercare nello scaffale vicino, sempre narrativa, cercando alla lettera giusta ed ho trovato anche quella copertina verde che tanto mi rende orgoglioso anche se la firma dell'autore ha un colore diverso.
Nota a margine: chi ancora non sa cosa intendo per copertina verde clicchi qui ed acquisti . Anche se ancora non riesco a scrivere il titolo del libro, una sorta di blocco, è davvero super consigliato e tra poco leggerete anche la mia più dettagliata opinione in merito. 
Così, quasi di fronte l'uno all'altro eccoli qua, in fondo a destra come il bagno...copertina verde e copertina rossa...."ordinati per autore"....brividi solo a scriverlo....diversi ma intensi per entrambe quelle copertine...
Ed allora davvero guai a chi ci sveglia...

lunedì 26 giugno 2017

Calendari...BIS...

Kiave di lettura n° 241
Qualche giorno fa, mi era capitato di scrivere qualcosa circa le coincidenze del calendario e l'affollamento delle stesse nel mese di giugno. Oggi quelle parole tornano di fatto prepotenti ma soprattutto attualissime e quindi non posso che riproporle così come le ho scritte 
... ... ... ... ...
Come oggi infatti anche il ventisei giugno si sommano i compleanni di due persone clamorosamente speciali, che caso ha voluto mi volessero entrambi "in prima fila" nel loro giorno più bello e che senza conoscersi hanno avuto la stessa idea di affibbiarmi il solito nomignolo benevolo, troppo benevolo, senza sapere che quel modo di chiamarmi in realtà è il modo migliore che potrei trovare io per definirli, Campioni.
... ... ... ... ...
Esattamente quella la definizione, Campioni con la C maiuscola e come tali presenti nelle "partite" che contano, determinanti per il risultato delle stesse e capaci di caricarsi la "squadra" sulle spalle.
A loro oggi un pensiero davvero SPECIALE, in linea con il loro esserlo, e "AUGURI DA ME" davvero di quelli più sentiti.

mercoledì 21 giugno 2017

Auguri Balordi

Proprio nel giorno in cui l' "ASPETTANDO L'ESTATE" diventa "oh ecco è arrivata" , arriva anche la sua giornata. Quella in cui fargli gli auguri, quella in cui sorridere per i ricordi recenti e meno recenti e quella che ti riporta in testa alcune righe scritte un po' di tempo fa:

"...sono sicuro che l'idea di starmi vicino e non farmi di nuovo andare fuori strada abbia contribuito a motivare il loro viaggio, lungo soprattutto per il Rigio - che di strada dalla Maremma ne farà di più - ormai noto come il balordo della palude, conosciuto di rimbalzo dopo Fabry, è ora diventato uno di quelli di cui non faresti più a meno da quanto lo senti "parte di te"..." 

(tratto da Sogni di Tricolor Settima Giornata "E dalla nebbia sbuco io..")

Quel Rigio del libro ha quasi il suo nome, così come il Riko del mio Poeta, così come quel GhigioSkio che ormai è diventato motto e prassi. Quel quasi scompare quando invece la definizione diventa Balordo, perchè tale è e lì non ci sono dubbi o "quasi" che tengano. Ma un essere balordo di quelli che ti "segnano"  e diventano parte del tuo patrimonio, anche nelle cose più piccole e non solo nelle trasferte a lunga distanza pre o post Brennero, pre o post Capitale, pre o post Madunina. Bastano due paia di occhiali scuri, un angolo assolato di Via Baracca, un "barco" preso d'assalto e tante parole cuore in mano con la scusa di un libro dalla copertina rossa. Quelle parole, come altre tra una balaustra di uno stadio e le gradinate di un campetto di periferia, sono talmente "balorde" da non poter non tornare a galla prepotenti proprio oggi. Ed allora, che Auguri Balordi siano.

domenica 4 giugno 2017

Calendari

Kiave di lettura n° 238

A volte il calendario ti gioca scherzi strani e mette insieme ricorrenze simili, anzi uguali, ma con protagonisti diversi. E non lo fa una volta sola. Chissà magari è il mese di Giugno che fa questi scherzi. Infatti la data di oggi somma due compleanni di due persone che hanno un profilo di grande spessore ma non è l'unica data con questa particolarità.
Come oggi infatti anche il ventisei giugno si sommano i compleanni di due persone clamorosamente speciali, che caso ha voluto mi volessero entrambi "in prima fila" nel loro giorno più bello e che senza conoscersi hanno avuto la stessa idea di affibbiarmi il solito nomignolo benevolo, troppo benevolo, senza sapere che quel modo di chiamarmi in realtà è il modo migliore che potrei trovare io per definirli, campioni.
Ma non divaghiamo e torniamo a quel QUATTRO di oggi sul calendario, che mette insieme due artisti. Uno della penna, dei disegnini e del modo di comunicare, l'altro non si sa bene di cosa ma che vive la sua categoria di completo nel modo più artistico si possa immaginare. Uno con la sua odiosa parlata capitolina, l'altro che fa roteare la "c" in "vaccahareSusini" in un modo che ti fa sentire a casa. Uno che ti "conquista" con la sua disponibilità dolce, l'altro con la stessa disponibilità nascosta tra gli spigoli. (uno e l'altro....tranquilli conquista tra " "). Uno che si avvia a scavallare la fascia degli enta correndo verso gli anta, l'altro da buon competitivo che vuol stravincere e che oggi segna "UN NUMERO ESAGERATO" di anni....gli antaANTA tonditondi. Uno che mi ha insegnato dedizione, passione e impegno, l'altro che mi ha insegnato professionalità, mestiere e spessore. Uno che si ingegna e si spende per seguire anche il tuo minimo desiderio, l'altro che ha inventato il regalo "alla rovescia". Uno che ti chiede scusa anche se sei te ad essere in ritardo, l'altro che con le scuse ha lo stesso rapporto che aveva Fonzie. Uno che ti dice "oh io ci sono eh" e l'altro che te l'ha già detto e che hai già sfruttato quando d'OltrAlpe avevi bisogno di un messaggero sicuro. Uno che si spaccherebbe la schiena per la causa, che non ci dormirebbe, che arriverebbe con la bocca in terra prima di mollare, che si farebbe in quattro per "il movimento" e per il "gruppo", che ci sarebbe e c'è qualsiasi clima o temperatura si presenti e l'altro....pure.
Entrambi, con "quantità" tempi e modi diversi, mi hanno insegnato tanto. Entrambi sono un prezioso regalo di quel movimento a cui facevo cenno prima. Entrambi non sono ormai più solo "colleghi" di quel movimento, ma rappresentano altro, purtroppo per loro aggiungerei. Ad entrambi quattro parole sole: Auguri Speciali Come Voi.

martedì 23 maggio 2017

Daje Andrè

Giornate che hanno anniversari importanti certamente da ricordare per chi ha lasciato il suo impegno per ideali e senso del dovere, che cominciano con notizie che rimbalzano dal mondo lasciando tristezza, incredulità e vuoti clamorosi di parole e che proseguono con teste impegnate per impegni abituali e non solo e per il poco tempo per respirare a fondo come si vede ed un senso di stanchezza un po' generale da fine giornata di una settimana iniziata in salita.
Allora ti viene voglia di staccare un po' e la strada giusta "PARTE PROPRIO DA TE". Così prendi una birra e ripensi ad una serata di un novembre fa, quella prima di un "giovedì davvero speciale".
Mi sarebbe piaciuto ricambiare il piacere di quella birra "da in bocca al lupo" pre - presentazione ed allora la bevo sullo stesso divano e lancio il mio in bocca al lupo a chi domani sono sicuramente farà grande mostra di sè nella sua prima presentazione del suo libro, che terrà alla Feltrinelli di Roma  (Via Appia).
Ed allora per lui alzo la birra e brindo; per chi passa da Roma consiglio un salto alla Feltrinelli, per tutti invece piccolo grande consiglio per gli acquisti per trovare passione, aneddoti e amore per uno sport e non solo (anche se in una lingua "sbagliata").
Pare si dica.... "Daje Andrè".... e #cometesbaji ....sicuramente sarà un successo targato "inviato romano". Tanto orgoglioso io, Prosit.

lunedì 15 maggio 2017

RegAli con la A maiuscola

Avevo promesso di tenere un cerotto sulla bocca fino a pubblicazione avvenuta, ma se mi arrivano queste dichiarazioni e questi attestati, non riesco a non strappare il cerotto e dire che "VALE LA PENA" rompere la promessa.
E così, dopo la botta di adrenalina di ieri, stamani un'altra bella soddisfazione, GRANDE, molto. Da occhiali scuri.
Grazie inviato romano, davverodavvero GRAZIE. Per ora mi limito a quello, ad un "daje", ad un "tantatantacacca" ed un "tantecarecose" per chiudere.
ps. te l'avevo detto che me ne sarei bullato....

lunedì 6 marzo 2017

Vota Valdirose

Vi ho parlato spesso della mia amica speciale Irene e del suo essere "VIVA COSI' COME" in pochi riescono ad essere nel rincorrere i propri sogni e nel cercare di rendere sempre più speciali le sue qualità e le sue capacità. 
Oggi, o meglio in questi giorni, segna tra i suoi successi quello di essere stata inserita nella finale di un concorso del Corriere della Sera, il "Cucina Blog Award 2017".
E dopo aver votato, indovinate per chi!?!?, come posso non farle di nuovo i miei più sinceri complimenti? Davvero dal cuore complimenti IRE, mentre a voi dico, se avete un minuto votate il suo blog del Valdirose al concorso che trovate qui sotto.

domenica 8 gennaio 2017

Da Viola a Viola

Visto che a Pescara hanno deciso di continuare nel giochino del "sospendi e rimanda" che quest'anno pare vada molto di moda (Genoa, Crotone poi ri-iniziata ed appunto Pescara) ho deciso di non perdermi la mia dose di Viola settimanale e per l'importante appuntamento del torneo della Befana mi son fatto trovare pronto. Cos'hanno in comune Grosseto, Milano, Trento e Bologna? Apparentemente nulla ed invece sono proprio le città che hanno dato vita al torneo stesso con i viola dell'Invicta che mi hanno reso partecipe di una grande cavalcata. Sconfitti nella mattinata di ieri, nel pomeriggio affrontavano i temibili similSassuolo provenienti da (vicino) Trento. Probabilmente più preparati ed anche più grandi, il Sassuolo ha messo in difficoltà gli undici Viola che poi però si sono fatti trovare pronti al primo loro errore ("abbiamo ceduto Tata al Sassuolo") segnando e poi difendendo con le unghie e con i denti quel gol, ringraziando mira errata dei loro attaccanti ed un paio di grandi interventi difensivi tra cui una gran parata del portiere. Proprio uno dei difensori è il motivo della mia presenza sugli spalti del Calenzano Stadium, quel terzino sinistro che sentir definire "siamo tranquilli da quel lato tanto a sinistra c'è il Chigio" necessita obbligatoriamente di occhiali da sole. Sentirlo ed abbracciare il balordo della Palude sugli spalti mentre si dimena nervoso per il risultato in bilico, ha reso il pomeriggio di ieri e la mattina di oggi speciali. Stamani infatti le undici maglie viola, sfidando infortuni ed influenze sono andate ben oltre il "MINIMO DI CUORE" sindacale sfoderando un gran match contro una squadra bolognese ("dopo il sassuolo il PSG") che dall'alto del "la squadra più forte di Bologna" pensava di far un sol boccone dell'Invicta che ha tirato fuori orgoglio e spirito battagliero, alla faccia di avversari magari anche più forti ma anche rissosetti e polemici (questi che polemizzano in campo io proprio non li capisco e non li sopporto... :-) ) che ben presto si sono innervositi lasciando spazio alla difesa viola. E lì sono arrivati i rigori. "I rigori non li reggo" esordisce Chigio senior in tribuna ed invece gol dopo gol, la tensione s'è sciolta in un grande abbraccio, fiero di essere stato lì a darglielo per festeggiare la vittoria e l'accesso alla finale da svolgersi a Coverciano, per una soddisfazione enorme e meritata per i ragazzi arrivati da Grosseto
In finale non è andata benissimo, ma una grande impresa arrivando alla finale l'hanno fatta e se la sono giocata sul campo magico di Coverciano. Bravi ragazzi in Viola, un onore aver tifato per voi, un onore doppio averlo fatto accanto a quel GRAN balordo di amico che ho in palude. E siccome qualcuno ha chiesto "ora aspetto le pagelle"..... (mi scuso per imprecisioni ma "anzianitudine" e freddo non mi fanno ricordare tutti i nomi e magari me ne fanno sbagliare altri...):
Salva voto 8: rispettando il suo nome, salva il risultato contro il "sassuolo" con un miracolo e para un rigore decisivo contro il Psg
"5" voto 7: da libero vecchio stile non fa passare nessuno
Nicco voto 7: sia da esterno che da centrale aggiunto sempre presente
Buccia voto 7: non al meglio ma nella partita che conta fa appieno la sua parte
"Biondo" voto 7: gioca sulla fascia con grinta arrivando vicino al tiro in porta
"11" voto 7: gioca una partita fatta di recuperi e "spazzate"
Lorenzo Chigio 7,5: gioca un secondo tempo contro il Sassuolo davvero di categoria superiore, sempre puntuale nelle chiusure e nelle diagonali
"Alescarpegialle" 7,5: gioca una gran partita contro il Psg e tira un rigore impeccabile
"10" 7: di sostanza e di presenza
Matteo 7,5: rigore decisivo che apre le porte alla finale
LorenzoNove 7: fa respirare la squadra facendola salire

domenica 18 settembre 2016

Benvenuto Gabriele

Kiave di lettura n° 201

"Non c'è due senza tre" sembrerebbe facile come concetto, come detto ed anche come proverbio da ripetere con naturale semplicità.
Ma non sempre può essere così e spesso il timore di non reggere quel nuovo "tre" che avanza può arrivare ed è naturale. I dubbi su se stessi, sulla capacità di riuscire "A TENERE BOTTA" e sulla strada che può mostrare una salita bellissima e dolce che certo conosci già, ma che resta pur sempre salita. 
Ed allora ci vuole forza nelle gambe, testa importante e soprattutto fiato ed un cuore immenso. Ecco, piano piano allora il numero tre diventa interessante, affascinante e ricco di un sorriso speciale. Di quel cuore Ste e la Jessy ne hanno a dismisura, grande, spazioso e soprattutto "bello", di quelli che puoi solo ammirare. Ed allora quel piano piano diventa in realtà anche rapido e ti porta, li ha portati, su quella dolce e splendida salita dal paesaggio meraviglioso che ieri ha portato il suo altrettanto meraviglioso risultato. Un risultato splendido di quelli che accompagneranno felici insieme a Nicco e Manu lungo quella strada dal paesaggio meraviglioso che si sono costruiti e che ogni giorno riescono a percorrere insieme rendendolo ancora più luminoso.
Allora "che tu sia il benvenuto" davvero Gabriele, ancora non mi puoi dare ragione, ma fidati di me, non potevi trovare di meglio come posto dove arrivare. Buona strada e tranquillo, hai due "guide" davvero speciali, accoglienti, amorevoli, UNICHE  e due "compagni di viaggio" furbi e divertenti che ti faranno da giuste spalle. Auguri piccolo e complimenti a chi ha realizzato questo meraviglioso tris.

giovedì 7 luglio 2016

Quindici volte...

Quindici anni fa il mio campione e la sua sposina, mi hanno fatto il regalo più bello che mi potessero fare, farmi essere in "prima fila" in quello che sarebbe diventato da allora "IL GIORNO DEI" loro sorrisi, a tutti gli effetti IL loro giorno.
Tra le foto di Paolino su FB, ho trovato questa splendida foto (di Nadia Meli) che penso di poter usare come immagine di questo post, perchè li dipinge perfettamente: sorridenti, complici, semplicemente loro.
Un piacere vederli, un onore ed un grande privilegio conoscerli ed averli tra le persone da poter inserire e catalogare con l'etichetta "amici".
AUGURI Campione, Auguri Sposina. Quindici volte, auguri.

lunedì 8 febbraio 2016

A dopo, Capitano

C'è un comune pensare che non condivido totalmente, anzi quasi per niente, che per essere amici bisogna avere basi comuni e soprattutto percorsi allineati. Oggi guardo il calendario e con l'abbinamento automatico a questa data, mi viene la voglia di un Augurio speciale ed il pensiero personale di non essere allineato a quello comune. 
Per molti infatti gli Amici ed il loro grado di "importanza" si misura da quante volte il telefono squilla ed il rispettivo numero/nome appare sul display, da quanti percorsi serali/domenicali/festivi sono comuni, dalle volte che uno si vede o esce insieme. 
Il mio modo di considerare l'Amicizia è diverso e lo scopro sempre di più con il tempo, soprattutto in certi momenti e con certe persone; il Capitano è una di quelle.
Non ha bisogno di presentazioni, non ha bisogno di spiegazioni. C'è ed è "fondamentale" come un vero e proprio Capitano per una squadra di calcio, senza il quale la partita non comincia nemmeno. Con lui, il numero delle telefonate scivola in secondo/terzo/esimo piano, "non c'è bisogno di queste cose tra noi" (cit) lasciando spazio al marchio di fabbrica: l'abbraccione (cit) che entrambi sappiamo essere lì a disposizione dell'altro.
Abbraccione, sicuro e grande come la mancanza di ulteriori elementi di prova, una cosa certa ed ormai senza necessità di conferme ma che ogni volta che ne trova una, amplifica la sensazione di essere fortunato ad avere a che fare con una persona speciale così Non capita solo con lui ma spesso viene da pensare "siamo così diversi, con percorsi distantissimi, ma siamo così in sintonia come con persone più simili non riusciamo ad essere" (cit. a mezzo) ed ogni volta ripensare a questa frase ed a lui che me lo dice mi mette i brividi.
Oggi arriva alla cifra tonda e da stamani mi sono alzato con la voglia di scrivere qualcosa di speciale per una data ed una persona così tanto speciale per me e non solo. Mi sono venuti in mente mille momenti che non riesco ad infilare in un discorso compiuto tanto sono veloci e intensi i flash che si susseguono nella mia mente e nel nostro percorso.
L'Oktober con partenza in notturna ed arrivo a notte fonda, il navigatore automatico della sua testa, i mille concerti di Liga, le mille partite in Fiesole, i mille prepartita molto più importanti delle partite stesse, le guerrinate, le serate "tre pub", la londrata, la monacata, gli abbraccioni a sentir male alle costole, le trasferte romane con transito in palude, campovolo I-II e III, il bagno "offlimits" al confine e il "via uncelafo" detto tra le lacrime all'omino fuori dai bagni, la corsa ad offrire il proprio giro di birre, i percorsi geografici da ReggioloRolo a centroTrento, la congiuntivite in quella maternità, la birra che sa di pepe e la cacio e pepe che sa di birra, il cinquantapercento degli occhiali scuri per il vascoregalo, il concerto di SanSiro con Liga sparito dal palco, gli abbracci forti e sicuri quando Liga attacca "quel" pezzo, l'uscita dal parcheggio di CampoVolo II con gli stop della macchina davanti invadenti, il "ho proprio bisogno di un abbraccione".
Ecco, come spesso mi accade, mi passano tutte queste immagini tra sorrisi e "lacrimucce" e mi soffermo su una delle immagini apparentemente secondaria. Di rientro da una delle esime trasferte Liga, la sua voce tranquilla e naturale con cui dice "vedi, c'è tanta gente nel mondo, di ogni tipo e con mille pregi e mille difetti, ma la sua dignità e la sua testa alta sempre, anche nel momento peggiore, è quella che ho ammirato di più, quella che nelle persone apprezzo di più, la stessa che ammiro in te" ed "ORA E ALLORA" i brividi arrivano, l'accenno di congiuntivite pure e la voglia di abbracciarlo forte l'accompagna, così come la risposta di allora e di ora "evidentemente perché tu hai gli occhi giusti per saperlo vedere e saperlo apprezzare".
Con la sua presenza, materiale o meno, telefonica o meno, costante o sporadica, la strada è più bella da percorrere. Domenica Capitano, il "primo giro" tocca a me, e guai a te se dici qualcosa.
A dopo Capitano, AUGURI. 

sabato 17 ottobre 2015

Come si fa a non adorarla?

Kiave di lettura n° 153

Per questa settimana la kiave di lettura personale lascia spazio e post ad un articolo ed ad un video non di marca personale ma che mi hanno molto colpito ed emozionato.
Chi legge questo blog. già ha letto di lei e non solo, ma quando arriva un meritato riconoscimento la mia paura di essere ripetitivo va a farsi benedire e prevale la felicità "VIVA VIVA PER QUELLA CHE" ormai per me resta "la sposina".
Ed allora vi segnalo questo articolo del Corriere della Sera che inaugura la video-serie sulle dieci personalità femminili del cibo del 2015 proprio con lei. Una grande emozione leggere di lei quello che viene scritto e soprattutto vedere poi il video realizzato al Valdirose ed il suo raccontarsi.
E non posso che ammirarla ed ammirare le partecipazioni straordinarie di Giovanni e Pi nel suo video, per il suo modo di essere davvero speciale nella sua semplicità reale e non costruita, nel suo modo di contaminare e farsi contaminare da quella persona altrettanto speciale che condivide con lei ogni momento, nel modo in cui riesce a commuovermi con una frase che magari passerà inosservata ma che a me arriva dentro e la inquadra perfettamente, nel modo in cui sorride sempre mostrandosi senza paura e senza finzioni, nel modo in cui si sposa perfettamente (in tutti i sensi) con quella sicurezza e quella Persona infinitamente speciale che ha accanto, Persona con la P maiuscola da sempre e costantemente nel mio percorso.
Se il suo libro si chiama "quello che piace a Irene" io sono fiero di essere uno degli iscritti al virtuale fan club "quelli a cui Irene piace" e tanto.
Complimenti IRE (e come sempre dicendo Irene si dice anche Paolo), di cuore, come sempre.