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KENT HARUF
"Canto della pianura"
NN Editore
Nella "PICCOLA CITTA' TESTARDA" (ed immaginaria) di Holt in pieno Colorado, si intrecciano storie che partono dalla scuola cittadina ed arrivano nelle fattorie che corrono accanto al centro del paese. Tra i nodi degli intrecci due professori, una studentessa, due allevatori e due adolescenti. Sono questi i protagonisti di questo romanzo corale, che diventano struttura portante del libro attraverso l'uso dei propri nomi per definire, a turno, i capitoli del racconto.
Quello di Victoria che incontra le resistenze familiari (e non solo) nel momento in cui dichiara di essere incinta non ancora maggiorenne. Quello della sua insegnante Maggie che proverà a darle una mano destinandola ad una fattoria tenuta da due burberi di cuore. Quelli dei fratelli McPheron che oltre ad ospitare la giovane ragazza diventano formatori di due ragazzini alle prime esperienze lavorative. Quelli di Ike e Bobby che appunto stanno crescendo alle prese con scuola, lavoro e situazione familiare non facilissima. Quello di Tom Guthrie, padre dei due ragazzini e collega di Maggie con la quale prova ad instaurare un rapporto che va oltre quello di condivisione didattica.
Cast più difficile da descrivere che da leggere, vista la capacità dell'autore di armonizzare al meglio le storie e farle assorbire in un fluire unico di racconto. Per ognuno dei protagonisti le vicende sono scandite dai ritmi lenti ed abitudinari di un piccolo centro dalle convinzioni "antiche". Queste si confronteranno con il movimento veloce ed a tratti impetuoso della vita vera che come al solito non genera sconti ne si ferma ad aspettare.
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| #KdL - KIAVE di LETTURA n° 691 |
Ho trovato il libro molto "denso", a tratti un po' cupo, ma di una malinconia quasi piacevole come compagna di lettura. Esordio positivo con Haruf, libro che consiglio e che non resterà l'ultimo letto di questo autore.
CINQUE CITAZIONI
1 - "...è solo che non so che fare di tutte le cose che penso. Penso continuamente e a quanto pare non riesco a smettere, ma non so proprio che farci..."
2 - "...mia madre diceva sempre che c'è una lezione in ogni cosa che fai, basta avere gli occhi per vederla..."
3 - "...lui le prese la mano e la guidò sulla pista. Era un pezzo veloce, lui la spingeva lontano e lei tornava indietro, la faceva girare come una trottola e lei riprendeva a muoversi avanti e indietro e di nuovo lui la faceva volteggiare e ad un certo punto lei se lo ritrovò di fronte e gli disse, Accidenti a te, Tom, sto facendo tutto io..."
4 - "...perchè sei diversa da tutte le altre, disse lui Sembra che la vita non ti abbia mai sconfitta o impaurita. Sei sempre cristallina, qualunque cosa accada...."
5 - "...guardandosi allo specchio, disse ad alta voce, Non te lo meriti, non provare neppure a pensare di meritartelo.."
Mia personale VALUTAZIONE: **** - quattro stelle su cinque




















