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sabato 1 febbraio 2025

Auguri Bati

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 628

Come ho già scritto un po' di tempo fa, se in questo blog molto calcistico un solo calciatore è diventato argomento specifico di vari post un motivo ci sarà. Quel calciatore è riuscito infatti nella straordinaria impresa di far passare in secondo piano il suo "SPUNTO DELLA PUNTA" - nonostante sia diventato il più grande cannoniere della storia della Fiorentina - rispetto alla grandezza assoluta dimostrata negli anni in Viola in cui ha regalato a Firenze ancora di più degli oltre duecento gol fatti con la maglia con il giglio cucito sul petto. Ci ha portato in alto, clamorosamente in alto ma soprattutto ci ha regalato "la sensazione di supremazia" (cit. Galga), l'orgoglio di avere il centravanti più forte del mondo tutte le domeniche al Franchi e la grande e mai più provata sensazione di potercela giocare sempre, comunque e contro tutti.
Oggi è il suo giorno. Ma è anche festa per tutti i fedeli alla religione che venera il più grande di tutti, San Gabriel da Reconquista. Quindi rubo quello che ho scritto un paio di anni fa per fargli anche oggi i più grandi auguri. 

"...e poi con il Bati in squadra la mia Fiorentina parte sempre da uno a zero..." 
Perchè con lui tutti i "SOGNI DI ROCK & ROLL SOGNANDO IL MEGLIO" erano possibili. 
Goleador. Trascinatore. Immenso. UNICO.

Auguri BATI

mercoledì 1 febbraio 2023

Auguri Unico Bati

"...e poi con il Bati in squadra la mia Fiorentina parte sempre da uno a zero..." 
Perchè con lui tutti i "SOGNI DI ROCK & ROLL SOGNANDO IL MEGLIO" erano possibili. 
Goleador. Trascinatore. Immenso. UNICO.

Auguri BATI

martedì 1 febbraio 2022

Auguri UNICO bomber Viola

Primo Febbraio. Appuntamento fisso. Al più grande uomo portatore sano dello "SPUNTO DELLA PUNTA" non posso infatti non fare gli auguri. In questi giorni contornati da piccoli ragazzotti viziati, esosi e senza spessore e da signori maturi inutilmente e fastidiosamente tra il permaloso e l'arrogante mi tornano in mente le parole di Benedetto (Ferrara) di qualche anno fa: "Arriva Batistuta e tutto il resta diventa maledettamente piccolo".
Allora tanti auguri UNICO bomber viola,  "l'unico a darci la consapevolezza di essere in grado di sfidare chiunque" tanto per usare le parole del Galga
Ogni anno dal cuore, con la passione più profonda, unica come tutto quello che c'ha regalato e fatto vivere.
AUGURI BOMBER! Buon compleanno Bati.
M'innamoro solo se vedo segnar Batistuta,
corri alla bandierina BOMBER della Fiorentina

lunedì 1 febbraio 2021

...ogni primo Febbraio...

Auguri BATI

Ogni primo Febbraio....sia portata degna lode al Signore unico....al Santo protettore dei tifosi Viola....

AUGURI BATI

e per farlo posto di nuovo quanto scritto qualche anno fa....sempre valido....

KAPPAVIOLA: Auguri Santo: Oggi. Il "GIORNO DEI GIORNI" o quello della nascita dell'unico e reale Santo protettore riconosciuto . Il giorno di avvio ... clicca qui per continuare a leggere ...

lunedì 1 aprile 2019

Due minuti

Due minuti. Come quelli che gli bastavano per cambiare il senso ad una domenica. Sono quei due minuti successivi all'ingresso in scena sul palco di Piazza Signoria che mi porto dentro gelosamente dalla serata di ieri. Una piazza lì per lui. A diciannove anni dal suo ultimo gol in viola, a due mesi dal suo 50° compleanno, in un orario ed in una domenica assurdi per scelta/logica/organizzazione, una piazza piena era lì a salutarlo. E non solo.
C'erano i ragazzini che non l'hanno mai visto giocare, c'erano i giovani che di lui non possono che avere un ricordo leggero, c'erano i ragazzini dell'epoca che avevano gli occhiali da sole a proteggere gli occhi da un'immancabile commozione, c'erano quelli che vent'anni fa erano babbi ed ora erano lì con i nipoti. C'era il cuore viola che batteva, come non vedevo da tempo. Ecco, quella piazza era in attesa del suo numero nove, del suo capitano, del suo bomber, dell'ultimo (l'unico per molti a livello di anagrafe) che gli ha fatto vivere "LACRIME E BRIVIDI" d'alta quota e da sogni contornati di vittorie. Ho avuto la fortuna di vedere dal vivo praticamente tutti i suoi gol al Franchi (ed alcuni fuori) e ripensandoci ieri è davvero tanta ma tanta roba. La definirei una fortuna sfacciata. 
"Vedi, qui Edmundo gliela tocca di tacco e lui la spara al sette" ho sentito raccontare da un babbo emozionato al figlio accanto a me mentre sullo schermo passava uno dei 152 gol in maglia viola. 
"Mettiti i pantaloncini, in dieci minuti tu insegni calcio a tutti" ho sentito urlare a chi dietro di me dava voce alla mia nostalgia.
"MACCHE'S'E'GRULLO!!!!!" ho sentito sintetizzare perfettamente da un paio di ex-ragazzi emozionati alle immagini del gol di Wembley.
Quel "Bati Bati Bati Bati gol" che ho finalmente potuto cantare di nuovo, quel "m'innamoro solo se vedo segnar Batistuta, corri alla bandierina BOMBER della Fiorentina" che ho mandato in loop per anni è tornato a far da colonna sonora ad un pomeriggio domenicale.
Tutto splendido, magnifico, nostalgicamente intenso. Ma mai come quei due minuti. Quando Bati è salito sul palco ed è partita l'ovazione che sembrava non terminare mai. Due minuti di applausi, cori e lacrime mal nascoste da parte di chi era a guardarlo e centoventisecondi di impossibilità a parlare per lui, emozionato e fiero. Quelli saranno indimenticabili, come i ricordi ed i pensieri che sono passati nella testa mentre le mani si spellavano per gli applausi e la gola bruciava per i cori. Indimenticabili come i suoi gol, il suo essere leader, il suo regalarci NOVE anni con in casa il migliore numero NOVE della storia. Alla prossima Bati.

giovedì 13 dicembre 2018

Venti e lacrimine

Kiave di lettura n° 316
Proprio oggi. Venti anni fa. Quello stacco. (per rivederlo clicca qui). Parte la lacrimina sul "PESO DEI RICORDI" di una giornata da brividi, trascorsa "al sicuro" tra il Cioppino ed il Simi. In totale adorazione di una squadra che ci stava regalando l'impressione di vivere un vero e proprio unico sogno. In trepidazione per quello che quel campionato ci stava regalando e prometteva di donarci.
Sono passati tanti anni ma ancora sento addosso quell'ansia pre-gara, ri-vedo il nervosismo comprensivo di nicotina di chi avevo intorno, ri-sgrano gli occhi rispetto al volo d'angelo del Cioppi, ri-sento ancora la gola bruciare per i cori per quella maglia e quel NOVE da venerare e santificare. Eravamo carichi di qualcosa mai provato prima in quell'Artemio Franchi, la sensazione di volare altialtialti verso quella "parolina ancora impronunciabile" ma che cominciavamo sentire "piano piano rimbalzare negli angoli della città"
Proprio oggi, che nei sogni colorati di viola tutto questo si è clamorosamente trasformato (direi annullato), sono vent'anni. E parte di nuovo la lacrimina.

"...il nostro volo a saltare diverse file di scalini di una Fiesole ebbra di gioia e di brividi...alla fine ci sciogliamo in un abbraccio ai limiti delle lacrime...ci incanteremo mentre scoppi in volo..."

mercoledì 31 ottobre 2018

Le giuste dimensioni

Kiave di lettura n° 310
Ieri ho visto pubblicato dal sempre perfetto Benedetto Ferrara due righe che per sintesi, per significato e per nostalgia sono una fotografia dai colori azzeccatissimi.
Sembra di leggerle con in sottofondo le parole di Cesare Cremonini "...da quando Baggio non gioca più...non è più domenica..." e ti accorgi che davvero certe emozioni e certe passioni non sono, nè saranno mai, confrontabili con nessun'altre. Capisco che possa essere un discorso da nostalgici che non si accontenteranno mai di far passare quel Santo dalla maglia numero Nove solo come "UN BEL SOUVENIR", ma non è un problema, anzi lo rivendico totalmente., 
Bati ha rappresentato e rappresenta per i colori viola e per Firenze qualcosa che chi non l'ha vissuto in prima persona da innamorato perso non può totalmente capire. Ogni volta che si ri-affaccia a Firenze, parte la lacrimina....sulle radiocronache di'Guetta e dei suoi gol, sulle sue bordate che sfondavano le porte del Franchi, sulle pochissime coppe alzate, sulle fitte allo stomaco per le immagini con la maglia "sbagliata"sulle partite da protagonista a poche ore dal rientro con la Nazionale, sulle sue pose alla bandierina, sulle smitragliate dell'unica arma che abbia mai apprezzato in vita mia, sulle sensazioni di grandezza che ci regalava e ci regala ad anni di distanza. 
E tutto intorno, come dice Ben, diventa maledettamente piccolo, anzi maledettissimamente microscopico.

lunedì 14 maggio 2018

Proprio oggi...

L'ultima immagine che abbina il MIO bomber e la mia Viola che avrei voluto ricordare è quella di un centravanti che al momento dell'ennesimo record infranto si infrange (gioco di parole voluto e dovuto) contro la rete e stremato si mette a piangere. Ed invece in quelle lacrime non c'era solo la felicità per il record raggiunto. Quel "gol fisico" rappresentava in modo evidente l'atto finale di una splendida storia d'amore durata nove anni. Ma sul momento non volevo crederci, non potevo crederci. Non poteva finire, non quella storia d'amore. E mentre praticamente tutta la curva mi diceva che dovevo cominciare ad abituarmi all'idea, io scuotevo la testa testardo, rinchiudendomi nella mia convinzione. Nel mio "non è possibile, BATI non ci può lasciare".

Proprio oggi, diciotto anni fa, l'ultima tua partita in maglia viola, l'ultimo tuo gol...pardon gli ultimi tre...l'ultima NOSTRA vittoria.
Il record assoluto di gol con la nostra maglia, le tue lacrime dentro quella porta che infinite volte ci aveva regalato sorrisi enormi.
Quanto manchi BATI mio. A questa squadra, a questo sport, a questa città, a questa maglia. Ai nostri "SOGNI DI".

giovedì 1 febbraio 2018

Auguri Santo

Oggi. Il "GIORNO DEI GIORNI" o quello della nascita dell'unico e reale Santo protettore riconosciuto. Il giorno di avvio di un miracolo dal nome Gabriel Omar. Più passano i "1 febbraio" di ogni anno e più aumentano nostalgia ed orgoglio di aver visto quel numero nove regalarci magie, anni pieni di gol e la consapevolezza di avere sotto gli occhi il più grande di sempre.
Tanti AUGURI Bati ed ancora GRAZIE.
"...il Bati trova la giornata perfetta e sportivamente uccide da solo il diavolo: tre gol, uno più bello di un altro per una vittoria che ci permette di volare a nove punti da soli in testa alla classifica. Primi, con il Trap che giganteggia in panchina per tutta la partita e con il mio personale Santo di Reconquista che vola in testa alla classifica dei cannonieri. Da “bomber in provetta” come mi hanno ribattezzato gli altri appena mi hanno visto oggi ammiro la capacità del nostro splendido centravanti argentino di caricarsi la squadra sulle spalle e di esplodere in tutta la sua potenza nella giornata che può rappresentare una minisvolta. L’esempio tangibile è il terzo gol: punizione a due in area, poco spazio per tirare ed il Bati che sembra dire “tranquilli ci penso io”. E tira fuori dal cilindro una vera e propria saetta imprendibile..." 
Rivedi la tripletta a San Siro

mercoledì 1 febbraio 2017

Auguri BATI

Giornata speciale per i colori viola, ed ovviamente non per la trasferta che ci attende a Pescara per il recupero della partita rinviata per neve.
Oggi infatti, è il giorno della NASCITA dell'unico e vero Santo Viola, San Gabriel da Reconquista, data da circolettare di rosso e da considerarsi FESTIVITA'. Ho scritto spesso del Bati, spesso in questa data, quindi può sembrare banale che anche oggi mi ritrovi a scrivere di quella maglia numero 9, di quella fascia da capitano, di quella chioma, di quei gol innumerevoli, di quei sussulti e di quei momenti indimenticabili.
Banale forse, ma sentito. Quindi  abbastanza ovvio che oggi dai miei "Sogni di Tricolor" mi si siano evidenziate belle nitide in mente queste parole....
Da "Sogni di Tricolor" - Tredicesima Giornata
"...quella chioma del “mio Santo protettore” tira il gruppo nel riscaldamento e come sempre dà la carica a tutti. E’ carico a pallettoni e vuole portare a distanza “decisiva” la Juve, per farlo serve il suo colpo di grazia e così accadrà nella ripresa. Dopo che nel primo tempo Edmundo ha sfiancato tutta la difesa juventina caricandola di falli, all’ennesima finta Montero abbocca e la Juve rimane in dieci e di conseguenza è un percorso naturale quello che porta Lulù Oliveira a metterla nel mezzo ed il Bati a svettare dietro TudorLa Fiesole viene giù dalla bolgia e noi ci ritroviamo in volo saltando diverse file. “CI INCANTEREMO MENTRE SCOPPI IN VOLO” proprio seguendo le parole di Liga alla fine ci sciogliamo in un abbraccio ai limiti delle lacrime..."
Atto di riconoscenza e venerazione dovuto e voluto. 
TANTI AUGURI UNICO BOMBER DELLA FIORENTINA
TANTI AUGURI BATI

lunedì 1 febbraio 2016

Auguri Santo mio

Davvero peccato, all'esordio perdere fa sempre più dispiacere, come se i punti persi fossero di più di quelli di una normale partita. L'esordio di Malesani ha portato vivacità ma anche meccanismi ancora da perfezionare. Ormai siamo a due minuti dalla fine ed anche questa volta il Friuli di Udine ci lascia l'amaro in bocca. Certo ci sarebbe una punizione a favore, ma la palla è lontana dalla porta, maledettamente lontana. Oddio, lo è per quasi tutti gli umani, non per le divinità. 
"Per me tira" dico al Cioppi alla millesima sigaretta, ma quasi più per una sorta di fiducia mistica in quella divinità con il numero nove che per reale possibilità di successo. Prende la rincorsa e fa partire un missile che non si sa da dove parte ma si sa dove arriva, angolino basso, fiducia mistica come al solito ripagata e 2-2.
Esultiamo come fossimo al Friuli e la palla è di nuovo al centro anche se manca ormai soltanto il recupero. L'abbiamo rimessa in carreggiata, soprattutto grazie all'ennesimo regalo di "CHI SEGNA SEMPRE" nel momento giusto, oggi due volte. Ci ha fatto tribolare tutta l'estate, ma alla fine è come al solito Lui a tenerci in piedi e prenderci per mano.
Mentre lo penso, una "pallaccia" vola in area dell'Udinese, un paio di colpi di testa fanno accendere una semi mischia, palla che esce al limite e scende lentamente, perfetta per un colpo impossibile. Sarebbe impensabile per tutti, ma non per il santo di Reconquista; si coordina e "si arrovescia". Spalanchiamo gli occhi e ci alziamo in piedi all'unisono, io, il Cioppi ed il Simi, proprio mentre parte il pallone da quel magico piede destro, stupefatti e fiduciosi nel miracolo
Rovesciata da fuori area, palla all'altro angolino rispetto alla punizione, 2-3 e noi tre che saltiamo sulle sedie del circolino per poi sdraiarci in terra.
Un delirio totale, Malesani sotto il curvino in pantaloncini corti, ed un unico collettivo abbraccio a sommergere quel numero 9 dopo che Bati ha urlato tutta la sua gioia ed il suo furore agonistico contro la telecamera.
Una vittoria regalata in tre minuti da quell'infinito campione, una delle tantissime, solo uno spunto per fargli oggi gli auguri dal cuore. 
AUGURI BATI 

martedì 10 novembre 2015

Credente da sempre....

Nella giornata in cui a Firenze circola insistente la frase "HAI UN MOMENTO DIO?" o giù di lì, in una conversione sulla via di Damasco dei fiorentini più o meno credibile come una banconota da 7 euro, a me piace sottolineare che questo blog è allineato dalla nascita alla fede unica, aiutato dal fatto di essere tenuto da un credente da sempre come il sottoscritto.
Infatti dal suo primo post fino ad oggi, Kappaviola non ha mai fatto mistero della sua devozione totale ed incondizionata al "credo" ed al riconoscere una santità superiore. Un santo protettore enorme che tutto può ed oggi quindi mi pare il giorno adatto per riproporlo in tutta la sua Grandezza......
Per rifarsi gli occhi dopo aver visto alcune brutte foto del Franchi (#freefranchi) così malfrequentato ed innaturale oggi, qualche immagine di quando in quel campo  il vero Santo  elargiva "miracoli" a profusione....


venerdì 10 ottobre 2014

Hall of Bati

Kiave di lettura n° 104

Se su questo blog l'unica "etichetta" dei post con un nome di calciatore è la sua, "UN MOTIVO CI SARA'".
Da quella presentazione nell'estate del '91 quel cognome ha rappresentato una scarica di adrenalina per me. Il calcio è uno sport di squadra e quella che conta è senza dubbio la #passioneda10 che ti lega ai colori della tua squadra, "i calciatori passano la squadra resta" è il motto più scontato ma anche vero di chi si lega a questa piccolagrande particolare malattia che è il calcio. Ma a volte ci sono delle eccezioni, piccole, medie o grandi.
Bati per me rappresenta l'eccezione IMMENSA.
E' IL giocatore, IL 9, IL centravanti, IL bomber. Ce ne sono stati tanti prima di lui, ce ne sono stati dopo, ce ne saranno ancora, ma non come Bati. Non per me. Se non canto più il coro "xxxx - gol" dedicato al bomber del momento il motivo mi sembra evidente: quei gol non torneranno e quel coro resterà sempre e solo bati bati bati bati gol.
Così quando nei giorni scorsi l'ho visto salire sul palco per l'inserimento nella Hall of Fame Viola e commuoversi mi sono venuti in mente i due precedenti momenti di commozione del mio San Gabriel da Reconquista, entrambi fortemente brucianti per chi da sempre lo vede come IL giocatore del cuore. Del gol con la maglia "sbagliata" ho già parlato ed in quel post citavo anche l'episodio precedente:

L'ultima immagine che abbina il MIO bomber e la mia Viola che avrei voluto ricordare è quella di un centravanti che al momento dell'ennesimo record infranto si infrange (gioco di parole voluto e dovuto) contro la rete e stremato si mette a piangere. 
Rappresentava in modo evidente l'atto finale di una splendida storia d'amore durata nove anni, ma io sul momento non volevo crederci, non potevo crederci. Non poteva finire, non quella storia d'amore. E mentre praticamente tutta la curva mi diceva che dovevo cominciare ad abituarmi all'idea, io scuotevo la testa testardo rinchiudendomi nella mia convinzione.

Da quel 14 maggio 2000 Bati non ha più indossato la maglia viola ma per me non se l'è mai tolta. Quella domenica ha pianto dentro la porta sotto la Fiesole mentre tutti noi in piedi con i lucciconi cantavamo quel batibatibatibati gol in maniera ossessiva e frastornante, proprio come la sensazione che davvero l'imponderabile ed impossibile potesse accadere: vederlo con un'altra maglia. Anche l'accesso all'Europa e lo scudetto perso dalla Juve all'ultima giornata passarono per me in secondo piano. IL 9 se ne andava. Stavolta per davvero. Ma non per me. La famosa eccezione, quella che mi ha addirittura "costretto" a simpatizzare per i giallozozzi nell'anno successivo (ed oggi mi vengono i brividi) e sorridere contento quando ha portato la Roma a vincere lo scudetto; quella che mi ha emozionato clamorosamente nel rivederlo in campo per partite benefiche e che mi ha messo i brividi nel vederlo premiato ed inserito nella Hall of Fame viola.....anche perchè s'era arrivati alla terza edizione e....."'aveano ad aspettà dell'attro" visto che non può esistere premiazione di ogni genere dei migliori viola senza partire da lui, invece ancora non era stato inserito e la cosa faceva ridere i polli, le galline, le oche ed anche i piccioni (tanto per farmi riconoscere e fare un pò di sana "polemiha").
Un Bati sul palco molto emozionato, quasi "sciolto" dalla sua naturale durezza che l'ha contraddistinto nell'aspetto comunicativo da sempre, un Bati che tornava a casa e che stavolta prendeva la giusta ovazione invece che applausi misti a fischi come quando tornò a giocare con la "maglia sbagliata".
E quando sul palco il ricordo ed il racconto vola ad Wembley e l'emozione esplode, mi sento accanto a lui, con la mia di emozione per quella partita epica che non "passerà" mai.
Un tributo dovuto e meritato. Un tributo per IL 9 e per la sua storia in viola. Un riconoscimento di passione e cuore per quello che resterà IL bomber ed IL motivo d'orgoglio più grande nell'essere Viola
Bentornato Bati, Hall of Fame più che meritata, DOVUTA.
Grazie Bomber, di tutto.

venerdì 1 febbraio 2013

152 volte auguri

Kiave di lettura n°16

I tweet di stamani di due Stefani completamente diversi tra loro, gli Stefani ed i tweet, hanno palesemente e forzatamente indirizzato la Kiave di lettura di oggi.
"E' UN COMPLEANNO SU CUI PASSARE" senza neanche un pensiero non si può proprio.
Ed allora ripenso a quello che ho scritto in altre occasioni su di lui, a quello che ha perfettamente scritto proprio uno dei due Stefani suddetti su di lui, ai mille momenti di godimento che ci ha regalato, agli occhi pieni di gioia per ogni suo gol e non può che montare la nostalgia ed essere assaliti dai bei ricordi.
Tra i ricordi anche quello di aver provato a buttar giù un pensiero per lui quando ancora il blog non esisteva ma il piacere di scrivere era già presente, ed allora la Kiave di lettura di oggi altro non è che il copia/incolla di qualcosa scritto un pò di tempo fa ma SEMPRE attualissimo.
152 volte
Semplicemente…….
per il primo gol alla juve,
per i gol di potenza,
per la bandierina,
per i gol di testa dal limite dell’area,
per i gol facili, difficili, impossibili, scontati, decisivi, fondamentali,
per le punizioni al sette,
per le rovesciate,
per gli stacchi di testa,
per la sola potenza,
per la tecnica sottovalutata,
per averci rimesso le caviglie,
per il ritorno dall’Argentina ed il pomeriggio dopo in campo con il fuso,
per Wembley, il Camp Nou, l’Old Trafford, San Siro, l’Olimpico,
per il dito a zittire,
per quelle 12 domeniche consecutive,
per averci fatto sentire la “capolista”,
per quella tripletta ad Udine,
per quella tripletta all’Inter,
per quella tripletta per il titolo di campione d’inverno,
per quella tripletta al Pisa,
per quelle maledette stampelle,
per la maglia numero 9 da ritirare,
per quel coro mai più cantato,
per il conto aperto con Pagliuca,
per la mitraglia,
per quella statua (sempre troppo poco…)
per aver giocato ad Acireale,
per quella maglia della Giocheria,
per l’essere sopra Maradona nei goleador argentini,
per le tre di notte fatte al piazzale con la bandiera,
per quella coppa italia praticamente tua,
per quell’unico gol che non avresti dovuto fare mai,
per quella rete a cui ti sei aggrappato piangente
per quell’assolo di chitarra,
per quella fascia gialla su maglia viola,
per averci regalato la sensazione di avere il migliore,
semplicemente…….
centocinquantadue volte GRAZIE inarrivabile campione.

Tanti auguri IMMENSO Bati

venerdì 14 dicembre 2012

Il mio Olimpico

Kiave di lettura n°9

In casa Viola quelli dell'Olimpico "SON STATI GIORNI CHE HAN LASCIATO IL SEGNO": per la sconfitta, la prima vera musata nella nuova era Viola, lo strascico polemico (anzi "strasciho polemiho") su VivianoUnoDiNoi e la paura di essere ridimensionati dopo un brillante avvio. A fronte di questo continuo riferimento all'Olimpico di questi giorni, a me però viene in mente altro.
Un ricordo ormai datato, che va oltre i dieci anni fa e riguarda quel centravanti che mai avevamo avuto e che mai più avremo. Immagini ed emozioni ancora così forti solo perchè legate a qualcosa di enormemente forte come tutto quello che riguardava quel magico numero 9.
Lo so, sono malato, fissato ed anche un filino malinconico, ma la mia Kiave di lettura questa settimana non può che essere questa.
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L'ultima immagine che abbina il MIO bomber e la mia Viola che avrei voluto ricordare è quella di un centravanti che al momento dell'ennesimo record infranto si infrange (gioco di parole voluto e dovuto) contro la rete e stremato si mette a piangere. 
Rappresentava in modo evidente l'atto finale di una splendida storia d'amore durata nove anni, ma io sul momento non volevo crederci, non potevo crederci. Non poteva finire, non quella storia d'amore. E mentre praticamente tutta la curva mi diceva che dovevo cominciare ad abituarmi all'idea, io scuotevo la testa testardo rinchiudendomi nella mia convinzione.
Solo sentendolo parlare ho capito che era un'illusione sperare in qualcosa di diverso. Batistuta se ne andava e con lui per me svaniva il Sogno, quello più grande con la S maiuscola, di arrivare lassù dove sembrava solo un'utopia anche solo avvicinarsi con il pensiero. 
Oltre l'enorme danno la beffa. Bati andava non lontano, ma maledettamente troppo vicino. A Roma, sponda romanista, impensabile anche solo vagamente immaginarlo con quella maglia giallozozza, eppure. Eppure pochi mesi dubbi mi sarei tolto ogni dubbio sul fatto che la cosa fosse possibile. 26 novembre 2000. Olimpico. Posticipo. Come altre volte nel settorino ospite a cantare viola alè, ma per la prima volta prima della partita un brivido intenso per una maglia diversa da quella Viola.
Il suo saluto verso quei tifosi che per nove anni lo avevano idolatrato ed ora  si dividevano tra chi lo fischiava e chi lo applaudiva (potenza dell' irriconoscenza). Ed io quasi immobile, con il naturale applauso partito, una quasi lacrimina che faceva capolino, mentre il compagno di viaggio mi diceva "te tu sei tutto grullo, è voluto andare via e per me è un avversario. Che posso applaudirlo?!?!". Una botta allo stomaco dritta ed intensa. 
L'unica cosa che ebbe così forza come quella frase in quella domenica, avvenne circa due ore dopo, a pochi minuti dalla fine della partita. 0-0 abbastanza noioso, con il tentativo di non guardare troppo a quel 18 avversario tanto noto. Ed invece il destino ci mette lo zampino e il Bati la sua innata caratteristica: l'istinto da killer.
Palla che balzella poco fuori dall'area di rigore, un assist sporco palla che cala perfetta sul suo destro e come in un attimo avevo già visto tutto. 
Collo pieno e palla in rete. E l'Olimpico che viene giù per la gioia giallorossa.
Mi metto a sedere e sconsolato scuoto la testa e mi sale la rabbia acida di aver preso gol che tutte le volte che la mia Viola va sotto mi  rende amara la bocca. Ma questa volta accanto all'acido, spontaneamente si forma un sorriso amaro sulle mie labbra. Un mezzo sorriso che accompagna la mia testa a guardare verso il basso mentre i seggiolini tremano ancora dal botto romanista. Non riesco a farlo andare via e quindi, a costo di sembrare grullo per davvero, sorrido,  amaramente ma sorrido, come mai mi era capitato per un gol preso. 
Potenza del Bati, non solo nel tiro in porta. Potenza nel riuscire in qualcosa di impossibile. Esattamente come quello che rappresentava, l'impossibile.
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BIGNAMI: unico e grande numero 9 viola

mercoledì 1 febbraio 2012

Tanti auguri UNICO bomber

E' praticamente impossibile, lo sappiamo. Ad Wembley con un solo risultato possibile per passare il turno, c'è qualcosa di peggiore? Veniamo da una domenica di minacciate/rassegnate/rientrate dimissioni del Trap dopo la sconfitta a Piacenza ed il periodo in campionato è di quelli che fanno tremare i polsi con tre sconfitte consecutive. 
Aggiungiamo che a Wembley non ha mai vinto nessuna squadra di club e che ce la giochiamo contro l'Arsenal di Overmars, Bergkamp, Kanu, Vieira, Ljungberg e Suker con Firicano, Pierini, Cois, Rossitto, Di Livio ed Heinrich. Il Trap decide che ci vuole gente che garantisca "SUDORE ED UN MINIMO DI CUORE" per cercare almeno di sperare nell'impresa storica.
Ecco quindi che si parte con un 3-5-2, ma si capisce ben presto l'andamento del match, sarà una sofferenza storica. Lo Scala è più o meno lo stesso fascio di nervi che sono io ed il Simi ci allunga una birra (l'ennesima) per allentare la tensione.
Solo tre uomini giocano "non difensivi": Rui Costa che in pratica però si ritrova a fare il mediano ed in queste partite si perde sempre un pò, Chiesa che più che la seconda punta fa l'ala aggiunta ed il solo Capitano davanti a provare ad essere pericoloso, solo lui...ma tanto basta per sentirci in grado di compierla quell'impresa. Come al solito si batte per due e tiene impegnato da solo la difesa londinese, ma sembra non bastare. Sembra. Perchè dopo 75 minuti di sofferenza mista a grinta arriva il momento, quello che solo i GRANDI campioni sanno cogliere. Una sola palla giocabile in novanta minuti, protetta con i denti anche se in una posizione che sembra impossibile per realizzare qualcosa di pericoloso. Ma per il Bati niente è impossibile si fa largo e carica il destro. Esplode un missile terra-aria che si insacca nel 7 opposto. Un gol fantastico, mai visto da quella posizione che solo un fenomeno può pensare e soprattutto trovare. Noi saltiamo in aria, un abbraccio allo Scala ed un urlo in faccia al Simi come da copione....più o meno cosìEccola l'impresa da mandare in archivio come la vittoria ad Wembley. Quella del cuore, della grinta ma soprattutto quella di un immenso trascinatore. Il bomber viola migliore di tutti i tempi, il numero 9, IL centravanti che ora si toglie la maglia e la fa volteggiare come le nostre teste che continuano a girare per la gioia, salta ed urla riempiendo di orgoglio tutta la Firenze che è schizzata in aria alla sua ennesima impresa. GRAZIE BATI....per questo e per il resto...
BIGNAMI: TANTI AUGURI BATI, buon compleanno...

martedì 1 febbraio 2011

Così 'unnè rinasce più...

In queste ore in cui si dibatte sull'acquisto mancato di Barreto e con quelli che "TRA PALCO E REALTA'" commentano da esperti l'arrivo di tale Salifu (diciannovenne con all'attivo 8 presenze in B) sfoglio il calendario e trovo quelle immagini ben diverse dai dibattiti così interessanti di questi giorni....
Vedo una curva Fiesole stracolma per una partita col Cagliari, vedo un tifo che comincia mezz'ora prima della partita e va avanti novanta minuti, vedo l'opportunità di un traguardo per il nostro piccolo quasi-storico.
Sono in campo in undici ma è come se dalla curva fossi lì con loro. Sono agitato perchè per i traguardi storici noi "ce la facciamo sempre addosso" e per quelli "quasi-storici" è un pò la stessa cosa. Ma con LUI in campo è un'altra cosa. Batistuta nei momenti del "bisogno" è un assegno in bianco. Qualsiasi cifra tecnica, agonistica, realizzativa, caratteriale c'è da spendere LUI è lì in prima fila. Oggi sembra brillare con quella fascia al braccio e quel 9 che illumina tutto il Franchi. Non c'è azione, ripartenza, attacco che non lo veda protagonista e trascinatore. Certo Edmundo è tecnicamente più forte, un fenomeno, ma non ha il suo "carattere" ed il suo impatto determinante. Ed infatti cross in mezzo, torsione di testa e palla dentro. 1-0 gol di Bati. Come mille altre volte, come sempre quando è servito. Siamo avanti. Ma la partita non è chiusa. Forse il Cagliari gioca anche meglio di noi, ed infatti si fa propositivo fino a pareggiare ed a passare addirittura in vantaggio. Per un attimo il gelo, sembra svanire il traguardo. Ma Bati ci crede. Prende la palla la porta a metà campo e batte le mani ai compagni come dire "si comincia ora". La Fiesole capisce e trascina tutto lo stadio dietro di sè e spinge la squadra insieme ai fisci del Trap. Il Cagliari è falloso e resta in dieci. Quello è il momento per provare a ribaltare. Ma non è facile, il Cagliari si mette tutti dietro a proteggere l'insperato vantaggio. E mancano 15 minuti alla fine della partita. Ed allo svanire del traguardo di campioni d'inverno. Sembra il classico "braccino del tennista" che non ti fa segnare l'ultimo punto. Poi il Bati guadagna un metro sul suo uomo, si smarca e la passa ad Edmundo che la butta dentro. Pareggio, ma non basta. Bati corre dentro la porta a recuperare il pallone, prima di tutti, sembra suo il pallone. Lo porta a centrocampo e sembra dire "ancora uno". E così sara. Assalto all'area del Cagliari, angolo. Palla che sbuca in mezzo e non può che arrivare lui. Botta di collo e palla dentro. Ci siamo. 3 a 2. Mi lancio sul Simi e sul Cioppi accanto che mi stritolano ed addosso arrivano altri due/tre mai visti ugualmente ubriachi di Bati. Lo stadio esplode nel suo coro, tutti in piedi, il traguardo a portata di mano. Aspettiamo tutti il fischio finale. Ma non LUI. Il suo prossimo obiettivo è fare il 17esimo gol in 17 partite ed allora lotta sull'ennesimo pallone e con diagonale destro fa di nuovo esplodere la Fiesole. Brividi. Capocannoniere, un gol a partita, campioni d'inverno. Questo il suo Fiorentina-Cagliari. Questo il mio omaggio al più grande di sempre. Al numero 9, al capitano, al bomber, al leader, all'unico che c'ha regalato davvero un sogno.
BIGNAMI: TANTI AUGURI SAN GABRIEL DA RECONQUISTA