domenica 26 luglio 2026

Sospensione dei diritti

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 703

Venticinque anni fa l'Italia si è resa protagonista di un'impresa che è passata (troppo) sotto silenzio. Nel luglio del 2001 infatti a Genova, il nostro bel paese si è macchiato di una vergogna indelebile che ancora oggi puzza di schifo. "La più grave sospensione dei diritti umani dal dopoguerra ad oggi in un paese occidentale". Bene usare il virgolettato di Amnesty International per rendere l'idea ma soprattutto per ricordare, perché evidentemente non siamo più in grado di farlo. 
In quei tristi giorni infatti, le forze dell'ordine e chi le dirigeva, si resero protagonisti e registi di veri e propri crimini. Abusi di potere e di forza, violenza fisica e psicologica, mancanza di riconoscimento dei diritti civili, violazione di regole e procedure, fabbricazione di prove a propria difesa, accuse ed arresti contro ogni regola, dignità e salute dei fermati calpestate nel peggiore dei modi. Tutto questo accertato ma mai ricordato a sufficienza. Mai evidenziato. Mai sostenuto con forza. E di conseguenza mai usato come base di cambiamento.
"GIA' PERCHE' C'E' SEMPRE UNA PARTE DA RECITARE" ed in Italia spesso è quella del "sì però" . Giochino che prova a riabilitare o trovare attenuanti a cose aberranti ma che sono faticose da gestire se ammesse. In questo caso, il gioco della parte in commedia ha comportato una continua giustificazione preventiva da parte delle istituzioni ("eh ma hanno dovuto subire provocazioni e violenze anche loro") ed un successivo disinteresse del guardarsi dentro per evitare il ripetersi di quegli atteggiamenti e quelle manifestazioni di scempio. Perché, come riportato anche da un interessante articolo su Domani di Riccardo Noury - portavoce di Amnesty International, se è vero che da allora non ci sono state uccisioni di manifestanti in piazza è altrettanto vero che più o meno è stato quasi esclusivamente "un caso" visti i lacrimogeni lanciati ad altezza uomo, i pestaggi, i fermi fuori dai canoni. Non solo. Sono purtroppo noti molti casi di vittime durante fermi/arresti/perquisizioni/ecc: Riccardo Magherini, Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Giuseppe Uva, Riccardo Rasman ma non solo. Questi solo quelli che hanno "bucato" a livello comunicativo ma purtroppo il numero è molto più alto e l'elenco più lungo. Sempre da un articolo di Domani (di Luigi Mastrodonato) di qualche tempo fa emerge come siano quasi settanta le vittime di questo tipo in questo quarto di secolo. 70. Che dovrebbe - dopo la vergogna - provocare anche riflessione. Perché se è vero che non ci sono stati momenti di sospensione dei diritti umani collettiva come nei giorni tra il 19 ed il 22 luglio di venticinque anni fa è vero che siamo di fronte a sospensioni di diritti umani singole e personali ma ugualmente gravi e definitive. E questo fa capire come non siamo capaci di essere all'altezza mai, ma anche solo banalmente di "ricordare".
In questi giorni la comunicazione e la politica, che ormai sono un pacchetto unico senza capacità di distinzione di ruoli e questo è un dramma vero, sono tutte impegnate a dibattere sulla concessione della grazia o meno (e candidabilità alle elezioni.....sigh) a Mario Roggero, colpevole con sentenza passata in giudicato di aver ucciso due rapinatori (ferendone un terzo) sparandogli alla schiena in mezzo di strada. Particolare - oltre alla non esistenza della legge del taglione e della pena di morte ma queste "inezie" volutamente considerate come limiti superabili dai suddetti benpensanti - sottovalutato da tutti quelli che invocano i motivi dello stesso condannato. Chissà che pensiero avrebbero avuto se un colpo avesse ferito qualcuno di loro conoscenza, passante per caso in quella via. Ma son mie stupide elucubrazioni mentali. 
Un po' come quelle che mi vengono vedendo i video del fermo che ha portato alla morte di Abderrahim Fakir e leggendo la folle corsa a dichiarare innocenti i poliziotti cercando - come detto su - il "sì però del caso" che parte dal denigrare la vittima per precedenti/escandescenze (perché direttamente le origini non sta bene metterle sulla bilancia ma per molte sono il discrimine principale) per poi trovare ogni singolo frammento di video o altro per alleggerire. L'autopsia è in corso, la ricostruzione dei fatti anche, le analisi di circostanze e conseguenze pure. Ma è già in atto il "dimenticarsi" del fatto che un fermato è stato bloccato a terra, legato mani e piedi con il torace schiacciato al suolo. I poliziotti sono colpevoli in automatico? NO, lo stabiliranno risultanze delle autopsie, delle analisi dei fatti e (se del caso) dei processi. Quel che è certo è che in questo momento c'è una vittima sola che è appunto Fakir. E forse ogni tanto bisognerebbe ricordarlo o finisce come è finita con il G8 e con le vittime "in mano dello stato". Tra una richiesta di grazia per chi spara alla schiena in mezzo di strada ed una consueta dichiarazione "io sto con le forze dell'ordine senza se e senza ma" probabilmente ogni tanto bisognerebbe anche banalmente soltanto ricordare ed interrogarsi.
Ah già, ma sono attività che comportano fatica. Ed aprono ad azioni che alla pancia del (bel) paese proprio non vanno giù. Ed allora avanti così, fino alla prossima "sospensione dei diritti umani". Generale o personale che sia. 

sabato 18 luglio 2026

Città positive

#KFilm Luglio 2026
qui il catalogo
Incuriosito dal clamoroso ritorno di interesse dovuto dalla vittoria di molti David di Donatello e che ha spinto le sale cinematografiche a riproporlo, qualche tempo fa ho cercato e trovato la proiezione di "Le città di pianura".
Il film ha sorpreso un po' tutti per il suo essere un po' fuori dai canoni ordinari della commedia dolceamara italiana. Una trama basata in realtà su una notte "in giro" di due amici con un unico leitmotiv: "un'ultima" che altro non è che la bevuta che dovrebbe chiudere la serata ma che apre in realtà a nuove scoperte e nuove conoscenze. In questo giro veneto alla ricerca di bar e locali i due non più giovanissimi Doriano e Carlobianchi conoscono un giovane studente molto riservato e timido che coinvolgono in un pellegrinaggio con meta finale quella dell'aeroporto dove tornerà dall'Argentina un altro loro storico amico e compagno di disavventure. In questa rincorsa di amicizia ed alcool si sviluppa tutto il film con ovviamente gli intoppi e le risate di quelli che possono essere i momenti "un po' storti" di una serata fatta solo di birre e liquori. I due senior racconteranno storie e metteranno alla prova il nuovo amico junior che incredibilmente troverà in quei due sconosciuti la sua personale chiave di sblocco.
#KdL - KIAVE di LETTURA n° 702
Il film è scuro ma piacevole
. Non ha infatti una clamorosa luce esterna vista l'ambientazione quasi esclusivamente notturna con anche l'aggiunta di quel senso di malinconia e non troppa armonia con la vita che emergono dalla storia. Accanto però alla "PAURA DI STARE SOLI DENTRO TROPPA COMPAGNIA" emerge anche un senso di respiro diverso ed anomalo che incuriosisce ed in alcuni aspetti intenerisce.
Il cast era per me quasi totalmente non noto (tranne i ruoli minori interpretati molto bene da Citran e Pennacchi) ma ha dato l'impressione di essere azzeccato per i ruoli e le atmosfere. Nella regia ci sono i tratti di una carezza romantica verso il senso della vita nonostante tutto nel film possa far pensare il contrario ad una prima impressione non approfondita.
E' un film che mi è piaciuto anche se il "clamore di ritorno" accompagnato dalle premiazioni ed il ritorno nelle sale in qualche modo aveva alzato molto la mia aspettativa che totalmente non è stata ripagata. La trama sta nelle sensazioni e nelle emozioni dei protagonisti ed anche se in alcuni momenti si rischia il rallentamento del film, la storia tiene. Per il mio personale gusto da totale inesperto in materia, l'intoppo è altrove. E' come se ad un certo punto il film si perdesse una possibile traccia narrativa o che la sviluppasse meno di quanto sperato.
Detto questo è però un film "diverso" che si vede bene e che lascia qualcosa. E questo non è affatto né scontato né banale.

domenica 12 luglio 2026

Chiudiamo e speriamo di dimenticare

I #KappaDeca di stagione

La mia Viola
Vista la partenza sprint di questo calcio-mercato Viola (sssshhhh che nessuno parli o si rischia di rovinare l'incantesimo che pare magicamente catapultato su Firenze) ed il "richiamo all'ordine" di assidui lettori (ahahahah) mi sono ricordato che avevo solo preparato il post di chiusura dello scorso campionato ma mai pubblicato. Sarà stata colpa della vertigine stagionale dovuta al "VIAGGIARE IN PRIMA" per tutto il campionato. Peccato non fosse la prima classe ma la prima marcia e presto il motore si è fuso e l'andatura è stata tra il fermo ed il lento.
Comunque sia pongo rimedio così mandiamo nel dimenticatoio definitivamente qualcosa di davvero orribile (sempre calcisticamente parlando). Il continuo descrivere gli scempi a cui abbiamo assistito (qualcuno di recente mi ha definito masochista per la mia costanza nel commentare l'incommentabile, clicca qui anche tu per confermare la mia indole di autolesionismo) ha fatto in realtà finire le parole o i concetti esprimibili. Ma un impegno è un impegno e quindi eccomi qua.
#KdL - KIAVE di LETTURA n° 701
L'anno scorso mi ero allargato nel commentare, oltre alle medie matematiche, la stagione con giudizi suddivisi per fasce ai giocatori. Quest'anno sarebbe uno sforzo inutile perché tranne qualche rara eccezione (che stento ad individuare con certezza) ci sarebbe una sola categoria individuabile: INGUARDABILI. Dai tecnici (anche se Vanoli ha il merito di aver ottenuto il minimo indispensabile, impossibile non riuscirci visto gli avversari ma eravamo diretti verso quel miracolo) alla società (inconsistente e disorganizzata ma su cui sicuramente ha pesato il dramma di Rocco) per arrivare ai veri responsabili di questo scempio: i giocatori. Stagione di una bruttezza non ricordabile (forse solo i lavori allo stadio che hanno accompagnato queste domeniche sono alla....bassezza della cosa) che ha dato un colpo netto a quella passione che già da un po' si sta scolorendo. Comunque sia, confidiamo nelle ripartenze....dal basso :-) .
Andando ad analizzare le medie dei voti partita dopo partita emerge un verdetto imbarazzante che fotografa più di ogni altra parola quanto e come sia stato un campionato da non dimenticare solo per la vergogna provata. 
Tutti i giocatori valutati infatti non hanno raggiunto la sufficienza tranne uno che quindi "per esclusione" è il KappaGiocatoreViola dell'anno. L'evento ha del clamoroso ed è la prima volta nelle quindici edizioni del premio che la cosa accade. 
Come preannunciato esattamente un anno/premio fa (clicca qui), il vincitore del prestigioso premio è......
DAVID DE GEA
che come per la precedente edizione risulta il migliore con una media di 6,23. Valutazione in netto calo rispetto alla passata edizione (6,51) ma pur sempre decisamente la migliore del gruppo e l'unica non "in rosso". Ecco il dettaglio:


Quasi sufficiente Fagioli e non lontani dalla sufficienza Solomon/Fazzini/Fortini con Parisi nei pressi. Nelle ultime cinque posizioni due giocatori che hanno lasciato a Gennaio, due che a Gennaio sono arrivati ed uno che c'è sempre stato per tutta la stagione: a dimostrazione che è stato TUTTO a non funzionare e per TUTTO l'anno. Complimenti quindi a De Gea che per la seconda volta finisce nell'albo d'oro del premio (clicca qui per consultare tutti i vincitori delle quindici edizioni).

Come l'anno scorso è invece merito - o colpa - dei lettori di questo blog stabilire i migliori ed i peggiori dell'annata, in base a quanto votato giornata dopo giornata. Ecco il riepilogo dei risultati dei sondaggi:


Per determinare i successori di Kean (top della passata stagione) e Zaniolo (il flop di anno scorso), i primi quattro gareggeranno per il ruolo di TOP dell'anno (De Gea, Kean, Fagioli, Parisi) mentre gli ultimi quattro si contenderanno la palma di FLOP della stagione (Ranieri, Pongracic, Mandragora, Dodò).  
Il metodo di votazione è sempre lo stesso: 
collegatevi al mio account Instagram @Kappaviola (clicca qui) e votate nelle mie stories.

AGGIORNAMENTO

I votanti di Instagram hanno deciso così:

IL TOP DELL'ANNO: DE GEA - PARISI
Il flop dell'anno: Dodò

sabato 4 luglio 2026

Dieci anni di Sogni di Tricolor

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 700

Ci pensavo l'altro giorno guardando il calendario e soffermandomi su questo 4 luglio. Arriva oggi un anniversario tondo per i sogni dalla splendida copertina rossa e son sincero mi sono un po' emozionato. Sembra incredibile ma son passati dieci anni. E facendo il conto del tempo trascorso ho anche fatto una sorta di elenco puntato di altre cose legate a quel quattro/sette del 2016.
Ho rivissuto i dubbi nell'invio della prima bozza, la soddisfazione nel ricevere il primo ok, l'impegno per il lavoro di modifica necessaria per renderlo migliore, l'incredibile emozione nel vederlo realizzato, l'attesa per la pubblicazione, l'impazienza per l'arrivo della prima copia, la commozione nel vederlo tra le mani e nel poterlo sfogliare, l'imbarazzo nel leggere i complimenti, la gioia nel sapere che sia "circolato", l'incredulità nel dover fare delle dediche, il sorriso nel sentire le coccole ricevute per le pagine scritte.
Sono stati giorni importanti, divertenti e pieni di un senso davvero di sorpresa mista a gratificazione. Era da sempre un sogno (toh....come il titolo del libro) quello di veder pubblicato qualcosa di mio, un romanzo poi.... 
Mi sono aiutato con la passione (da dieci tanto per citarmi), con le parole del mio Poeta ed il sostegno degli amici per confezionarlo. Perché si ha un gran dire che bisogna uscire dalla comfort zone, ma alla fine da quella si hanno spesso degli spunti interessanti. 
Proprio da quelli sono riuscito a creare qualcosa che - nel suo piccolo - ha regalato un pacchetto di emozioni importanti. Che ho aperto e gustato negli anni e che mi ha portato anche a parlarne in radio, eventi in teatro, presentazioni. Nessun tour da rock star ci mancherebbe, ma per chi come me ha sempre pensato e continua a pensare di essere ovviamente solo uno "che ama scrivere" è una scarica importante di soddisfazione.
Se tutto questo è stato possibile - ed a dieci anni dalla pubblicazione ancora mi regala qualche brividino - sento il bisogno di ringraziare ancora la casa editrice che ha puntato su di me (goware), la magica "mano" che ha regalato un abito bellissimo alle mie parole (grazie ancora Cicco Lorenzo Puliti), tutti i protagonisti del libro che sono romanzati ma hanno basi reali e tutti quelli che i miei sogni li hanno letti e - più o meno apprezzandoli - li hanno fatti circolare. Per chi se lo fosse perso qui può subito rimediare.
Il primo anno di vita del libro ho indetto una sorta di contest sui ricordi/commenti del libro (che trovate qui). Dopo dieci anni lancio a chi ne ha voglia l'idea di mandarmi un ricordo, uno spunto, un qualsiasi commento da condividere sulla lettura del libro, un saluto ai protagonisti o qualsiasi considerazione che possa andare di condividere. Se arriveranno i contributi mi farete ovviamente molto felice e cercherò di usarli in modo che restino come ulteriore tappa del percorso di questi sogni speciali. 

Provate a chiudere gli occhi ed immergetevi di nuovo in quella stagione calcistica accanto a Giancarlo....."E GUAI A CHI CI SVEGLIA".....

Buoni Sogni di Tricolor a tutti

Per chi vuol partecipare a questo "dieci anni di sogni di tricolor" può lasciare un commento qui, su facebook qui , sulle stories di instagram di kappaviola qui , con un tweet su X qui oppure mandando una email a kappaviola@yahoo.it.


PS. oggi un pensiero speciale, grande e forte va oltre questi e tutti gli altri sogni...e raggiunge in un abbraccio speciale Cristian