Visualizzazione post con etichetta WritingTuesday. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta WritingTuesday. Mostra tutti i post

mercoledì 16 maggio 2012

Il calore di un braccino

Appuntamento con Writing Tuesday di Interno 105


CALORE

La risata per un parcheggio non trovato,
in una domenica di agosto assolato;
ti ha dato lo spunto per sfottere quel pilota accaldato,
ed il premio più originale quel dì hai inventato.
Le mille serate tra un negroni ed un birrino,
sotto la perfetta organizzazione del comune frullino;
per non parlare del sigillo sopraffino,
del sempre affidabile Paolino.
Per passare a quella partecipazione chi sa dove inguattata,
pur di allontanarmi dalla tua giornata maritata;
forse offeso che la tromba d'aria improvvisata
aveva provato a rovinare la superfesta nella laguna organizzata.
Ma è stata solo un ostacolo passeggero,
perchè resta alla base un rapporto vero;
di quelli con il CALORE di un abbraccio sincero,
come la dedica su una tovaglietta con un pennarello nero.
"NEL VESTITO MIGLIORE" ,
o con una maglia dallo scolorito colore;
la rima per Airmone ha sempre uno strano sapore,
quello di un amico a cui donare il "braccino" è un onore.

Abbinando ad una data da ricordare e da festeggiare il WT (in ritardo) è venuto fuori questo delirio...

martedì 8 maggio 2012

Noi che scappiamo

Appuntamento con Writing Tuesday di Interno 105


MERAVIGLIA

A lungo si era interrogato se davvero quel pezzo potesse "far centro". Era complicato, non tanto negli accordi che accompagnavano quei 4,13 minuti di canzone, ma nel testo. La storia di un rapporto di amicizia finito male, quasi esclusivamente per il troppo orgoglio. Due caratteri difficili a confronto che avevano spinto troppo in là la loro permalosità e la loro testardaggine, una storia non originalissima ma con quelle sfumature dei fatti così cantate certamente non facile per l'orecchio medio dell'ascoltatore di musica. Quei due amici entrambi consapevoli del fatto che l'altro il famoso "primo passo" non l'avrebbe mai fatto, visto che entrambi si rispecchiavano nell'altro perfettamente per caratteristiche e, in questo caso, difetti. E tutti e due si ripetevano come un mantra "ARRIVO SPESSO TARDI QUANDO SONO GIA' RICORDI" i fatti e come tali si modificano in base al proprio punto di vista, la versione dei fatti che se non è confrontata subito prende le sembianze di chi la interpreta più che dei fatti in questione. Si erano creati il mostro da combattere e si erano dati anche l'arma per sconfiggerlo: la propria verità e la ragione nel contenzioso. Mentre ci rifletteva, rigirando tra le mani il suo cd, rivide nella sua testa cosa gli aveva ispirato quel testo ed il rapporto che aveva cercato di descrivere in quella sua traccia numero 5. E fu proprio in quel momento che si aprì l'allegato della mail che gli aveva mandato il suo manager. "Noi che scappiamo" era il singolo più venduto. Stupore e  MERAVIGLIA crearono un sorriso, quasi commosso, pieno di nostalgia e decise che forse aveva aspettato anche troppo. Spense il pc e cominciò a cercare nella rubrica del telefono. "Che idiota, ho anche cancellato il suo numero" disse a voce alta quasi maledicendosi. Lo sconforto però durò solo pochi attimi perchè si ricordò della piccola e vecchia rubrica telefonica che usava tanti anni prima dell'avvento di cellulari e rubriche elettroniche. Sapeva di averla, e la scrivania della mansarda ospitava tutti i ricordi prima del suo successo. Fece le scale quasi di corsa emozionato dall'idea di ritrovare quel numero che voleva dire ritrovare un amico. Aprì il cassetto, cercò un pò e la trovò. Corse con le dita quasi in fondo, alla lettera del suo nome e magicamente come primo di quella pagina apparve il nome che per tanti anni aveva rimosso. "Chissà se il numero è ancora buono" si disse mentre componeva il numero....

mercoledì 25 aprile 2012

Punti e Cumuli

Appuntamento con Writing Tuesday di Interno 105


CUMULO

Non meritano risposte quelle dure parole lette in quella lettera, pensò lei mentre cercava di non rileggere nella sua testa quelle frasi piene di rabbia e freddezza. Certo non poteva aspettarsi fiori e cioccolatini, sapeva di averlo fatto soffrire, ma non si aspettava tanta diretta foga da parte sua. Si era sempre distinto per la sua calma e la sua impassibilità di fronte ai vari problemi che il loro rapporto aveva dovuto affrontare. Ed adesso tutto questo fiume di accuse e polemiche allusioni.
"E' SOLO UN GIOCO NUOVO?" le veniva da chiedersi, ricordando i tanti giochi che insieme avevano condiviso; il punto era proprio quello, che quelli nei suoi ricordi erano stati condivisi insieme, mentre il CUMULO di parole che si ritrovava scritto in quella lettera erano solo il frutto di una persona ferita e delusa. Ed allora capì quanto a fondo era andata la sua lama nella ferita di quell'uomo pacato e riflessivo. Era riuscita a farlo trasformare in un accusatore dalle parole gelide e visto il calore che aveva sempre messo nel loro rapporto, era impresa davvero difficile, ma di quelle imprese di cui non puoi andare certo fiera.
"credimi, più di una volta ho pensato di venire a trovarti a lavorare dicendoti tutto quello che penso di te e della tua nuova passione, informando anche le tue colleghe tanto eleganti, ma ho troppa stima di me stesso per farlo. E' quello che mi fotte. Giusto quello, perchè la stima per te l'ho finita da un pezzo" era la frase che più le bruciava dentro, perchè metteva nero su bianco la fine di un rapporto ma anche della sua stima. E quello feriva ancora di più. Ed immaginarselo a pensare di fare una scenata....lui....proprio lui, non era nemmeno lontanamente ipotizzabile. 
E quella lettera. Il modo di scriverla, il modo di mettere nero su bianco, conoscendolo bene voleva dire mettere il definitivo "punto". E si rese conto che aveva buttato via l'occasione di fargli capire quello che davvero credeva, quello ti cui era davvero convinta: di non meritare quelle dure parole. 
"In fondo cosa ho fatto per farglielo capire?", scosse la testa convinta che proprio adesso aveva capito che in fondo si era adagiata nel ruolo della vittima non compresa. Lo capiva però solo adesso e sapeva che per fargli  cancellare quel "punto" sarebbe servita un'impresa. Di quelle con la I maiuscola di cui finalmente andare fieri.

martedì 17 aprile 2012

Quelle note....note...

Appuntamento con Writing Tuesday di Interno 105


OVUNQUE
ad A.S.
OVUNQUE la sento risuonare, l'effetto è sempre lo stesso: mi rende immobile e mi spalanca il cervello. Il piccolo intro iniziale e quell'attacco con "QUANDO TUTTE LE PAROLE SAI CHE NON TI SERVON PIU'" hanno il potere di convogliare immediatamente i miei pensieri. Accade sempre, sin dalla prima volta che l'ho ascoltata. Effetto calamita che si fa più forte in certi momenti, ad esempio nel buio di uno stadio fino ad allora festante e che si cancella rapidamente per diventare solo il contorno di una colonna sonora di ricordi e pensieri. Oppure in certi periodi dell'anno. Come questo. Quello che, anche se non sei troppo legato a ricorrenze e date speciali, ti porta in automatico un pensiero in più. Un pensiero che va lì anche per una semplice parola con cui costruire un racconto, un pensiero che c'è dodici mesi l'anno ma ora si fa più ricorrente. Un pensiero che porta ad immagini scolorite solo per il tempo che passa e non per l'importanza che hanno per te, a ricordi impressi nella memoria che non si possono impolverare, a due baffi neri ed uno sguardo chiaro, a quella passione per il colore viola che ti ha trasmesso come un gene, a quel 14 comune così amato ed a quel 18 che non hai parole per maledire, ad un sorriso ed un abbraccio che vedi e senti ancora oggi. Quelle note sono un pò più dure in questo periodo, in questi giorni. Quelle parole scavano più dentro e sembrano ancora più azzeccate che in altri periodi. Provi a non pensarci o a far finta di niente ma la mente non sempre segue quello che gli dici, spesso è indipendente e corre da sola per la sua strada. Ed allora non puoi che lasciarla correre, senza più cercare di frenarla pensando ad altro. Ed allora quella canzone non fa più così male, fa solo accendere il motore dei ricordi, che altrimenti si sarebbe acceso per un altro motivo. Ed allora la canzone o la parola è sola compagna di viaggio di quella corsa, che non fa più paura. Una corsa faticosa da reggere ma impreziosita da ricordi e foto che ti danno la benzina necessaria a tenere il passo. Una corsa nota perchè sai dove è diretta, lo sai perchè ormai è 26 volte che percorre quella strada che porta a quella piazza dal nome "la vita non è giusta come la vorresti te" e dopo un rapido giro ed una sosta dal tempo imprecisato torna indietro per la parallela "farsi una ragione vorrà dire vivere"Ciao A.S.

martedì 10 aprile 2012

Terzini conosciuti

Appuntamento con Writing Tuesday di Interno 105


SPINTA
Dieci Aprile
"Quindi stasera vai ad allenarti" mi domanda
"Sì" le rispondo io sperando di non apparire il solito sedicenne tutto pallone e playstation
"Ma la partita invece è domenica" mi chiede sembrando interessata
"Sì, giochiamo domenica fuori casa contro la prima" dico cercando di non farla troppo noiosa.
"E voi come siete in classifica?" rilancia
"Secondi, se vinciamo li raggiungiamo" soddisfatto del fatto che invece che chiudere il discorso annoiata mi chieda spiegazioni
"Fuori casa però non sarà facile..." sembrando una "tecnica" nemmeno improvvisata
"Infatti, per questo ci alleniamo" le rispondo buttandola un pò sull'ironia
"Ma te in che ruolo giochi?" mi chiede ancora
A me viene in mente Liga ma dirle "NATO SENZA I PIEDI BUONI LAVORARE SUI POLMONI" mi pare eccessivo ed allora mi butto sullo spiritoso
"Quanti ruoli conosci?"
"Ahahah spiritoso, mi ritengo offesa" fa lei ma in realtà ride
"Ok scusa, vediamo quanto ne sai. Presente la guardia?" sperando che capisca la battuta e che a forza di andare a vedere suo fratello qualcosa abbia capito di basket
"Ehi ciccio mio fratello gioca da sei anni a basket....ti sembro una che può credere che a calcio esista la guardia? Un altro tranello e ti tolgo il saluto" mi dice mentre mi dà un pizzicotto
"Ok ok....prova superata...." mi allontano per evitare ulteriori torture
"Non ti vergognerai mica di dirmi che sei un panchinaro?" ride invertendo le posizioni
"Ehi ciccia...titolare, anzi titolarissimo..." dico facendo finta di fare l'offeso... "gioco terzino"...
"Di quelli che picchiano?" mi risponde a tono per farmi capire che "ha capito"
Ed io sorpreso e per darmi un tono "no, figurati...." e rivedo i cartellini gialli presi nell'ultimo anno...
"Terzino di SPINTA, di quelli tecnici...."
"Tipo Cafu?" facendo capire che non ci crede troppo a quello che le ho detto
Dopo un attimo di stupore per il paragone che mi propone, vorrei dire "esatto...hai capito..." ma sarebbe una bugia troppo grande anche per me....ed allora le dico...
"Magari proprio Cafu no....avrei un altro paragone ma non credo tu lo conosca..." sfidandola....
"Scommetti?"
"Presente.....Balleri?" le chiedo sorprendendo anche me....
"Come no?!? Con chi credi di avere a che fare? Ti ricordi o no che sono livornese doc?!!? David il mitico cuore amaranto! Ma lui più che di spinta....le spinte le dà..." dice mentre mi guarda e ride....
Sono sbigottito!! Aiuto!!! Conosce anche Balleri.....
"Sei davvero la donna della mia vita!!!" l'abbraccio ridendo....

martedì 3 aprile 2012

Differenze non pervenute

Appuntamento con Writing Tuesday di Interno 105


IGNOBILE

Apro il giornale e dopo aver letto della solita inchiesta di corruzione dei politici di vari "colori", mi colpiscono le dichiarazioni del nuovo sottosegretario ed una specie di articolo riassunto che mette in fila le puntate precedenti del nuovo Governo. Queste infatti sono solo le ultime in ordine di tempo, ma seguono da vicino lo stile del ministro, che è allineato e coperto con il senso delle frasi del presidente del consiglio. E mi viene da riflettere.
In fondo c'è uniformità, d'intenti e di azioni, una vera e propria linea comune. Dallo "sfigato" per chi si laurea in ritardo, alla "noiosità" del posto fisso, all'articolo 18 da demolire "tanto abolirlo non comporta danni ma solo vantaggi", alle odiosi frasi sugli esodati che "in fondo non si sono pagati gli anni di pensione e qualche sacrificio bisogna pur farlo tutti". La linea comune è quella che in fondo il capitolo lavoro è solo un numero che deve inquadrarsi in un bilancio, e come tale deve quadrare con tutte le altre voci di costo/ricavo, perciò chi protesta è solo qualcuno che produce e mette in mostra "RUMORI E CORPI ATTUTITI" dalla prioritaria esigenza tecnica.
Fanculo alle vite che ci sono dietro, ai drammi sociali di chi aveva raggiunto un accordo con un'impresa pubblica per lasciare il suo posto ed andare in pensione domani ed invece ci andrà tra due anni senza nessun compenso, agli studenti fuorisede che per campare devono abbinare allo studio un lavoro (dato che alloggi universitari e borse di studio sono chimere) e quindi obbligatoriamente rallentano il loro percorso, a chi cerca un lavoro ed è sballottato tra co.pro., periodi di prove eterni, costrizioni a prendere la partita IVA per far risparmiare l'azienda, contratti a tempo determinato ed apprendistati eterni. Fanculo a tutti. I conti devono quadrare. In realtà non devono solo "quadrare", devono infatti portare qualcosa in più.
Eh già, perchè ci sono da sistemare e da tutelare gli amici delle banche, i super-ricchi, i politici da cui bisogna distinguersi ma poi non si può colpire più di tanto e soprattutto i famosi investitori stranieri. Per questo l'articolo 18 è da modificare e colpire, per fare arrivare gli investitori stranieri, che tutti sanno che non investono in Italia per la presenza dell'articolo 18 e non per la presenza della mafia, per la burocrazia che fa perdere anni, per la magistratura che senza strumenti diventa lentissima, per il fatto che enti locali e Stato fanno aspettare anche anni i propri fornitori prima di pagarli.
Fanculo se si apre un dramma sociale per i lavoratori italiani, "non siamo qui a distribuire caramelle" dice LA MINISTRA. Peccato che per i soliti oltre alle caramelle, restano nel piatto cioccolate varie e dolciumi di tutti i tipi. Dagli investimenti militari a cui è stato tolto poco o niente, ai benefit di parlamentari e politici che riguardano sempre l'eventuale futuro, dai redditi e patrimoni con tanti zeri alle potenti lobby manageriali ed imprenditoriali a cui i sacrifici non si chiedono mai. Così una classe tecnica che voleva salire agli onori della storia come "padri nobili" della salvezza del Paese si copre di IGNOBILE vergogna colpendo i soliti e con l'aria presuntuosamente saccente di farlo non per ideologie politiche o scelte strategiche di una visione economica ma proteggendosi dietro delle necessità a cui solo loro, portatori di scienza, possono porre rimedio.
Mentre sfoglio la pagina del giornale penso ad una frase di Maurizio Landini che racchiude perfettamente il tutto:
"è difficile far capire ad un operaio che Monti è meglio di Berlusconi se veniva licenziato prima e viene licenziato adesso, se andava in pensione più tardi del previsto prima e va in pensione più tardi adesso, se pagava più tasse anche per mantenere i benefici della casta prima e continua a farlo adesso".
Mi viene da sorridere, un sorriso di rabbia per il fatto che in questo paese la parola tecnico non si distingue troppo dalla peggiore declinazione della parola politico e pensare che, visto il livello rasoterra della nostra classe politica, non era per niente difficile riuscire a distinguersi.....

mercoledì 28 marzo 2012

Record d'incasso

Appuntamento con Writing Tuesday di Interno 105


BOTTEGHINO

Io continuo a non capire perchè ci sono venuto. Eppure lo so che questo tipo di film non mi piace. Battute scontate di copione, di quelle che anticipi quasi, e non perchè hai già visto il film ma solo perchè tra gli  autori e la  "LORO VERSIONE" ed il più classico degli schemi del film commediacomicosentimentale (tutto mischiato bene insieme) non c'è nessuna differenza. La bella ed impossibile che cede alle attenzioni sempre più insistenti del non bellissimo ma simpatico dopo aver lasciato il superbello che però non la considera al giusto punto. 
Le risate ogni tanto forzate che riesco a tirare fuori non so quanto riusciranno a nascondere gli sbadigli che sto cercando di soffocare in ogni modo. "Ma come si fa a vedere questa scemenza e non pensare che è....appunto una totale scemenza?" mi chiedo mentre lei accanto ride di gusto. Eccolo il motivo perchè sono venuto a vedere questo film record d'incasso al BOTTEGHINO, ma totalmente privo di un minimo di trama e sceneggiatura decente. 
"Potremmo andare ad un cine?" mi ha chiesto. Ed io, che avrei accettato anche una noiosissima giornata di shopping in centro pur di uscire di nuovo con lei, mi sono anche sentito fortunato. Illuso. Ovviamente la scelta del film sarebbe toccata a lei di diritto ed io questo sul momento non l'avevo valutato; solo quando le ho sentito iniziare la frase "potremmo andare a vedere..." ho capito che in base a come quella frase terminava forse tutta questa fortuna non l'avevo. 
Ed infatti quando ho sentito cosa mi sarei dovuto sorbire ho sorriso, spero da attore consumato che non fa trapelare il reale stato d'animo, e mi sono limitato ad un generico "non ho capito bene qual'è, comunque va bene" mentre avrei dovuto dire "va bene essere disposto a qualunque cosa pur di uscire con te, ma a tutto c'è un limite".
All'ennesima battuta anticipata anche dai seggiolini della sala, sono davvero tentato di alzarmi e fingere una telefonata urgentissima, di quelle che non puoi non rispondere anche se sei al cinema stile "pare sia una cosa importante...morti, feriti..." direbbe il Nuti in una delle sue migliori interpretazioni. Ed invece, lei, quasi leggendo il mio pensiero, si volta dalla mia parte e mi sorride. Il suo sorriso sincero....e la sua scollatura....mi fanno cambiare idea e penso che forse posso resistere qualche minuto in più.
Mentre lo penso lei continua a guardarmi come mai le altre volte che siamo usciti ha fatto, mi si avvicina sfiorandomi le labbra e mi dice "E' divertentissimo, ho scelto bene vero!?!?!". 
"Hai scelto benissimo" le dico e ricambio il leggero bacio. 
Come dite?!? Bugiardo?!!? Sì! Lo ammetto, ma quel bacio lo aspettavo da troppo.....

martedì 20 marzo 2012

Procrastinare un contratto

Appuntamento con Writing Tuesday di Interno 105


PROCRASTINARE

Erano "..a causa delle difficili condizioni economiche generali, ci vediamo costretti a PROCRASTINARE a data da destinarsi la sua assunzione.." le parole che rimbombavano nella sua testa. Parole non dette, ma scritte sulla lettera arrivatale dalla società per cui aveva già collezionato un numero notevole di contratti a progetto e che si era impegnata ad assumerla a tempo indeterminato dalla fine del suo ultimo contratto. Non riusciva a credere a quanto rilesse più di una volta. Non poteva essere successo proprio a lei. Aveva festeggiato con suo marito ed i suoi due figli la sospirata assunzione, dopo tanto precariato. Ricordava ancora la cena ed il sorriso sul suo volto e su quello della sua famiglia. Finalmente potevano "respirare" un pò, dato che solo lo stipendio di suo marito non li avrebbe portati da molte parti se non ad uno scarso 20/25 del mese. La stabilizzazione della sua posizione invece portava luce e speranze. Di minori sacrifici, di qualche cena fuori come quella e magari di un piccolo viaggetto, magari non lontano ma pur sempre una piccola vacanza che non fosse la campagna dei nonni.
Invece quella busta anonima trovata la mattina nella buca delle lettere aveva fatto sparire tutto il buon umore di quel periodo. Ed ora? L'avrebbero davvero assunta, magari più avanti? Le avrebbero fatto di nuovo un odioso contratto a progetto, dove di progetto non c'era neanche l'ombra?
Martina "IMPRECA E TIRA FUORI I CONTI DEL" periodo e vede quello che già sapeva: il prossimo mese, senza il suo nuovo lavoro tanto agognato e solennemente promesso, il conto corrente avrebbe segnato rosso scuro e la banca avrebbe bussato alla sua porta. Cosa gli avrebbe risposto?
Chissà se anche la banca avrebbe accettato una proroga sui suoi debiti come gli chiedeva la sua società, chissà se anche il direttore della banca avrebbe sottoscritto con lei un contratto con un progetto di rientro della somma che doveva. Chissà.
Intanto i bambini aspettavano a scuola il suo arrivo e lei non poteva tardare ulteriormente, nè scervellarsi o piangersi troppo addosso. I bambini da prendere, la spesa da fare, la cena da preparare. Non aveva tempo per imprecare contro la sua società in questo momento, con la tristezza nel cuore e la preoccupazione nel cervello prese le chiavi dalla tavola e si avviò verso la sua macchina.

martedì 13 marzo 2012

Svarioni e guarigioni

Appuntamento con Writing Tuesday di Interno 105


GUARIGIONE

"E COSI' ANCHE IL SABATO E' ANDATO COSI', SI E' BEVUTO" fino a quasi star male ed adesso trovare le scale di casa è un'impresa. Per fortuna che la macchina ce l'aveva Marchino che non beve, altrimenti io e quegli altri tre disperati potevamo rassegnarci all'idea di dormire nel giardino davanti al pub.
Quella partita con la dama fatta da pedine di vodka è stata il colpo di grazia. Non si è sposata per niente bene infatti la Keglevich con lo Spritz di qualche ora prima e le successive pinte bionde. Non ricordo nemmeno se alla fine ho vinto o meno il torneo, mi ricordo solo il tentativo di Luca di fare la dama con i bicchierini vuoti che non si sono rotti solo per un miracolo, ma che c'hanno fatto fare la solita figuruccia, anche con la cameriera mora che ormai è un mesetto che puntiamo.
Per fortuna il suo sorriso classico non si è oscurato ma è rimasto immutato anche quando gli ho detto "devi avere pazienza, son ragazzini quando bevono un pò di più perdono tutta la loro naturale grazia" e per fortuna non era lì a guardarci quando siamo usciti in pratica sorreggendoci l'uno con l'altro. Dobbiamo abbozzarla di esagerare così con l'alcool....e dobbiamo anche farlo oltre che dirlo ogni domenica col cerchio alla testa in cerca di una GUARIGIONE che sappiamo arriverà lentamente e con gli strascichi ed i postumi di cui ormai conosciamo tutto e che potremmo descrivere in una tesi di laurea. 
Ora che le scale sono state affrontate, anzi arrancate, che la serratura con diverse difficoltà è stata espugnata, arriva il difficile. Spogliarsi e cercare di non venir sopraffatti dal mal di mare/nausea/improvvisa risalita del "bevuto" appena proviamo a sdraiarci su quel piumone che tanto ci invita e ci chiama.
Impresa complicata, solo per coraggiosi. Ma in fondo chi è più coraggioso di un non più giovanissimo che nella stessa serata mescola quello che ho mescolato io? Ce la posso fare. 
Oddio, dopo questo "svarione" che mi ha fatto sentire in una zattera col mare grosso non ne sono più tanto sicuro. Proviamo prima col divano vai, forse andare per gradi non è una brutta idea....ma non distendiamoci o siamo alle solite. Che tristezza, come sono ridotto. Chissà se sabato prossimo me ne ricorderò.....

martedì 6 marzo 2012

Coscienza letteraria

Appuntamento con Writing Tuesday di Interno 105


COSCIENZA

Ed anche la puntata dei Robinson è finita. Ora dovrei mettermi a studiare ma non ne ho proprio voglia, meglio un bel cd ed una partita al computer, una sola prometto. O forse è meglio di no, ma che ore sono?
Eh!?!?! "GIA' LE QUATTRO E" non ho ancora fatto niente!!!! Altro che partita, mi sa che mi tocca davvero studiare. E la voglia è più o meno all'altezza delle ciabatte. Come si fa con questo sole a stare in casa a studiare letteratura? La scuola non è un luogo d'insegnamento ma il museo delle torture. E non ci sono nè giustificazioni nè forche possibili, la sempre simpatica prof. ha chiaramente detto che se non vado domani mi tengo il "5 pieno e sono buona" fino agli scrutini, ed avendo in bilico altre tre materie non posso permettermi di rischiare.
Allora, vediamo un pò qual'è il programma da fare per domani, visto che l'ultima volta che ho aperto il libro è stato lo scorso quadrimestre......no, non è possibile! Non ci voglio credere, non ce la farò mai! Non mi ero minimamente accorto di quanto avevamo fatto in questi mesi, ed ora da dove comincio? Calma e sangue freddo (che vorrà dire poi...!?!). Allora la prima cosa che chiede è sempre la consegna e la presentazione della tesina sul libro che dovevamo leggere. Direi di partire da quello.......
Intanto dovrei ricordarmi quale inutile testo mi aveva assegnato quella simpatica donna. Vediamo. Dove l'ho messo? Eppure era qui da qualche parte e mi ricordo anche di averci fatto degli appunti. Mi ricordo anche di che parlava, di quello che raccontava tutte le sue manie, la sua vita problematica, la sua malattia che non si sa se è vera malattia o immaginaria.....insomma una noia mortale. Come fai ad appassionarti ad un libro del genere, poi è normale che uno lo nasconda o addirittura.......
Cazzo! Ma come finisce? No, non me lo dire! L'ho lasciato a mezzo! Sì, perchè era tutto uguale e non riuscivo ad andare avanti, ora mi ricordo!!! Ma se nemmeno ho finito di leggere il libro come faccio a scrivere la tesina? Altro che sangue freddo, qui ci vuole un miracolo ed io nemmeno ci credo ai miracoli. Non ci voglio credere, guarda se con questo sole fuori io posso star dietro alla COSCIENZA di questo Zeno ed alle vene artistiche di Italo Svevo. Non è concepibile, ma si può? 

martedì 28 febbraio 2012

Il rintocco dopo l'attacco

Appuntamento con Writing Tuesday di Interno 105


RINTOCCO
dedicato ad i volontari di Emergency
E' sera e cala il buio velocemente quasi come al mattino si è alzato il sole. Le "STRADE VUOTE NON C'E' NEANCHE IL CLASSICO CANE" e il paesaggio mette i brividi. Case distrutte, ponti che non uniscono più le due rive del fiume e stracci di quello che doveva essere un negozio di abiti che svolazzano portati dal vento che comincia ad essere aggressivo. Quel che resta di una famiglia piange chiusa in una specie di bunker, consapevole che quello dove si sono riparati a ben poche caratteristiche di un vero bunker e che se dovesse arrivare un nuovo attacco, sarà solo la fortuna a  proteggerli tutti. Il RINTOCCO lontano dell'unica chiesa cattolica della zona fa sorridere amaramente. In molti pensavano che quella zona presidiata da quella caratteristica più occidentale fosse più al sicuro del resto del territorio. 
"Non bombarderanno zone di civili, meno che mai bombarderanno attorno alla chiesa" questo si dicevano gli abitanti della zona. Pensiero che per paradosso li avvicinava al ragionamento del "nemico", visti i proclami all'inizio dell'intervento da parte dei sostenitori delle bombe intelligenti "attaccheremo solo basi e punti strategici delle forze armate nemiche"
Ma purtroppo, le bombe saranno anche intelligenti ma la guerra è IDIOTA per definizione. Ed in più l'errore umano c'è in questo campo come in tutti i campi della vita, solo che quando sbagli gli ingredienti di una torta al limite la puoi buttare via, quando sbagli la misura di un attacco aereo muoiono dei civili innocenti (...come se ci fosse una categoria di persone meritevoli di morire sotto una bomba). E così purtroppo è andata. 
L'area attorno alla Chiesa si è praticamente dissolta subito dopo il passaggio di quell'attacco aereo evidentemente fuori zona. Non si sa cosa cercasse ed a quale pericoloso "punto strategico nemico" avesse mirato, fatto sta che il risultato ottenuto è stato devastante. Una scuola, un mercato, diverse abitazioni, un numero non certo di persone di ogni età. Questo l'elenco di quello che non c'è più. Tutto ciò che resta è solo nella memoria e nei ricordi di chi è stato aiutato dalla fortuna ed è sopravvissuto a quel passaggio. Al passaggio di chi stava esportando la democrazia.

martedì 21 febbraio 2012

Linee editoriali

Appuntamento con Writing Tuesday di Interno 105


EGO

Si percepisce a pelle che non è la soluzione che preferisce, scuote la testa ma non può farci molto, è quello che deve fare. Non compete certo a lui scegliere la linea editoriale del giornale e così si adegua, niente inchiesta sugli sprechi ma un articolo soft di analisi politica, cercando di non dar troppo fastidio all'editore. Perchè il rischio di trattare l'argomento politico è quello di sconfinare nei vizi noti e riprendere quindi in modo indiretto quell'inchiesta che invece gli è stata tanto vietata. "Un breve resoconto sulla votazione di oggi sugli sgravi fiscali, due pareri di radice opposta e niente commenti personali. Sono stato chiaro?" gli ha detto uscendo il capo infastidito dalla sua insistente richiesta di pubblicare dati e collegamenti così potenzialmente scottanti da aprire un caso e molte polemiche.
Non c'è niente da fare si deve piegare a quell'indicazione che invece non sopporta, così come gli è indigesto digerire tutte le altre che non sono motivate se non da un "si fa così e basta". Lo deve fare se non vuol mettere a rischio il suo già traballante co.pro.. E per lo stesso valido motivo deve anche mettere a tacere il proposito "TUTTO SBAGLIATO" di dire in faccia al capo-redattore cosa pensa della sua linea editoriale "allineata e coperta" dettata dall'editore per il tramite di una serie di passacarte come lui ed il direttore.
Si deve convincere che sono tutte cose che deve tenere dentro al proprio cassetto. Nello stesso dove sono raccolte le paginate già pronte per l'articolo che avrebbe voluto scrivere e che invece, con un tremendo colpo al suo EGO  prorompente, dovrà salvare in una cartella del PC con una bella scritta chiara: "DA ARCHIVIARE", in maiuscolo affinchè non ci siano dubbi tante volte gli venisse qualche dubbio su cosa mandare alle correzioni bozze.
Apre un nuovo file di word e comincia a scrivere: "Oggi a Montecitorio si è svolta la votazione......."

mercoledì 15 febbraio 2012

La faccia tosta di Gianni

Appuntamento con Writing Tuesday di Interno 105


SINGLE

La discoteca è come sempre molto affollata, forse ancora di più di come mi ricordavo. Sarà che era tanto che non ci mettevo piede o sarà che arrivando più tardi del solito abbiamo beccato l'ora di punta e di massima presenza. Mi guardo intorno, sperando di vedere qualche faccia nota che mi faccia sentire un pò meno sperso di come mi sento adesso ma non trovo nessuno tranne Marco che è venuto con me.
"Pienotta la situazione è?"
"Mai vista così fitta, guarda che coda per le bevute"
"Ecco...ed a me che serviva proprio quella per buttare giù la coda dell'ingresso..." dico mentre ripenso alla snervante attesa ed alla solita manfrina dei buttafuori che ti fanno penare per entrare perchè devono prima sistemare gli amici e gli amici degli amici ma che sicuramente io non conosco e quindi resto in coda.
"Vista la coda ci conviene intanto avvicinarci..."
E così andiamo verso la cassa per fare lo scontrino e ci incolonniamo dietro due belle ragazze, una delle quali con un vestito nero molto provocante, di quelli che scatenano automatici pensieri....diciamo di una luce rossa molto intensa.
"Certo ha un bel coraggio a farsi vedere di nuovo qui..." le sento dire con un tono alto quasi urlato come se volesse farsi sentire dal resto della discoteca più che dalla sua amica
Io guardo Marco come per dire "ce l'ha con te?" e lui sorride facendomi intendere che ha capito ma che non la conosce.
"E fa anche il finto tonto..." prosegue sulla stessa nota altissima aggiungendo anche uno sguardo che lascia pochi dubbi.
Allora capisco che evidentemente ce l'ha con me ed avvicinandomi le chiedo col sorriso:
"Scusa non riesco bene a "SENTIRE IN QUESTO RUMORE", dicevi a me?"
"Secondo te?"
"Beh secondo me no..."
"Gianni smettila..." dice quasi urlando, tanto che se non fosse per il fatto che so di non chiamarmi Gianni e per il fatto che oltre il vestito provocante la ragazza è tutta molto provocante le chiederei scusa scappando via.
"Guarda ci deve essere...." provo a dire sempre col sorriso.
"S M E T T I L A !" dice urlando e quasi piangendo si volta e smette di guardarmi.
"Via anche te però Gianni a venire qui" sento dire dallo stronzo di Marco che prima stava ridendo come un disperato ed ora fa il serio ed il dispiaciuto.
"No, no, ci manchi solo te" gli dico e non riesco a trattenere una risata.
"Allora, già sei indelicato da morire a venire qui con lei che soffre poi che tu debba anche fare il finto tonto proprio è intollerabile" mi dice l'amica mentre mi fulmina con uno sguardo mentre la ragazza provocante continua a darmi le spalle.
"Io mi vergogno per te" aggiunge l'amico del giaguaro che mi son portato dietro.
"Ecco, prendi esempio dal tuo amico che mi pare più sensibile" dice sempre l'amica.
"Scusalo tanto, a volte vorrei quasi non essere suo amico" dice Marco con aria da attore navigato.
"Scusate potrei dire qualcosa anche io?" dico tra il rassegnato ed il divertito.
"Te devi solo stare ZITTO! Hai capito?" mi urla la ragazza, che se non fosse totalmente pazza probabilmente avrei già invitato a ballare o a bere qualcosa.
Mentre quasi tutta quella parte di discoteca si sta interessando al nostro caso sento il mio carissimo amico dire:
"Su Gianni per favore stai zittino, non vedi che peggiori solo le cose" veramente serio, tanto che se non lo conoscessi come le mie tasche direi che davvero si stava vergognando per me.
In quel momento vorrei esplodere in una risata totale o mandare davvero a quel paese Marco, ma mi trattengo. E come d'incanto ci guardiamo tutti e quattro negli occhi, tutti aspettano che dica qualcosa io, dopo l'ennesima sfuriata della ragazza e l'appassionata difesa di Marco. E così....
"Beh.....non so che dire. Hai ragione. Non ci sono giustificazioni per quello che ho fatto prima di stasera ed anche stasera. Quando ti ho vista, non riuscivo a trovare le parole per scusarmi, ed ho pensato che facendo lo spiritoso la situazione potesse in qualche modo alleggerirsi. Ti chiedo davvero scusa" le dico guardandola fissa negli occhi e vedendo pianopiano un briciolo della sua rabbia sciogliersi.
"Anche a lei devi chiedere scusa" mi fa Marco che ovviamente deve metterci il carico.
"Chiedo scusa anche a te" dico alla sua amica, cercando di imitare Marco nell'interpretazione.
Le due mi guardano quasi impietosite e ritirato lo scontrino per la bevuta se ne vanno senza aggiungere una parola, se non un "Ciao e grazie" per Marco che ovviamente una volta allontanate scoppia in una fragorosa risata e si becca dello "Stronzo con la S maiuscola" da me che glielo dico ridendo mentre guardo allontanarsi il bel vestito provocante che a differenza di quanto avevo pensato all'inizio mi fa fare altri pensieri del tipo "ripensandoci, non è mica così male essere  SINGLE ".

martedì 7 febbraio 2012

Una malinconica malattia

Appuntamento con Writing Tuesday di Interno 105


MALATTIA

Lo so benissimo che non dovrei farlo. Che in momenti come questo è l'ultima delle cose da fare, ma è quasi un riflesso automatico. Salto l'album dei ritagli con la scritta "l'anno della Coppa Italia" e tengo ben a distanza il libro che invece dovrei aver già aperto da ore sulla scrivania e con piglio sicuro prendo quel raccoglitore. Quello che in questi giorni conosco a memoria, quello delle foto al cui effetto calamita non so resistere.
Mi avvicino alla poltrona e mentre lo stereo fa il suo dovere amplificando le note dell'assolo di chitarra con cui si apre il cd io mi metto comodo. Apro il raccoglitore e lentamente scorro con lo sguardo le prime due foto presenti nella prima pagina. Sorrido. L'inizio è soft, foto divertenti e che non giocano sulla malinconia ma stimolano il ricordo divertito.
Ma è come se si mettesse in moto un ingranaggio. Un piccolo ricordo, un sorriso che da ampio e completo poi prende la rughetta del "pensieroso" e con lo sfogliare delle pagine ed il rincorrersi delle foto diventa malinconico. Anche la musica sembra intravedere il cambiamento e cambia registro per adagiarsi su ritmi più lenti dando risalto molto più alle parole che non alla musica, il tutto sembra seguire il "disegno" di portarmi su quella foto che prende un'intera pagina.
Misure più grandi, senza colori ma con il bianco e nero a far da cornice ad un'immagine da cui non mi riesco a staccare. La guardo ammirato e mi fisso su quella pagina del raccoglitore, lasciando correre i ricordi e soprattutto le fantasie più intime ed intense, magari anche strane analizzandole "da fuori".
E' come se fosse una specie di MALATTIA, non riesco a staccare gli occhi da quella pagina, immobilizzato in una sorta di catalessi, che alla fine, sarò sincero, "NON MI VA DI PERDERE" vista la piacevole malinconia in cui mi fa immergere. Il cd avanza nel suo percorso, io resto fermo sulla mia poltrona con i miei ricordi che sono anni luce lontani da qua. Ed anche per oggi il libro resta chiuso e lo studio dovrà aspettare domani.

martedì 31 gennaio 2012

La fotosintesi di un saputello

Appuntamento con Writing Tuesday di Interno 105


FOTOSINTESI

Ero partito con il buon proposito di non farmi "toccare" dalle parole che già intuivo sarebbero state dette in riunione, vista la preannunciata presenza di troppi dirigenti profondamente convinti di saperne sempre di più  di tutti ed entusiasti del proposito di salire in cattedra per "SPIEGARE COME SI FA" su qualsiasi argomento venga analizzato, in pieno stile "saputello".
Così, con questa premessa, avevo assistito alla maggior parte della riunione in silenzio, appuntandomi sul mio portatile le poche cose pratiche emerse dall'ora e mezzo come al solito buttata via. Proprio sul finale però il meglio. La classica ciliegina, che non poteva che essere messa sulla torta dal responsabile delle risorse umane, in pratica il re dei saputelli.
"La riconsiderazione dei settori di appartenenza potete trovarla in questa slide". Ecco. Effettivamente la convocazione di quella riunione aveva poco senso ripensandoci bene. Non che non ce ne fossero state altre totalmente inutili, ma vista la vicinanza con quella della settimana precedente qualcosa doveva nascondere. Ecco risolto il mistero. Una bella ristrutturazione del gruppo di lavoro. O meglio una bella rivoluzione per parlare chiaro.
All'apparire di quella slide avevo capito che il mio proposito era a forte rischio, ma fu la frase successiva che mi fece capire che le mie buone intenzioni sarebbero andate a farsi benedire.
"Ovviamente ogni decisione verrà presa con il vostro assenso". Ed è lì che il mio silenzio si interruppe.
"Quindi questa ri-organizzazione è solo un'ipotesi" chiesi senza far trasparire il mio giudizio in merito.
"Il vostro parere è fondamentale per la realizzazione pratica di questa nuova suddivisione di ruoli però la riconsiderazione dei settori di appartenenza sarà operativa dal prossimo periodo contabile."
Fu quella frase ipocrita e senza nessuna reale intenzione di considerare chi stava ad ascoltarlo che ebbe la stessa funzione della luce solare per la FOTOSINTESI, ma invece che la trasformazione di anidride carbonica ed acqua in ossigeno trasformò un buon proposito in istinto bellicoso.
"Tradotto vuol dire che tra venti giorni, con il nuovo anno si cambia settore. Se ci piace tutti contenti, se non ci piace è uguale" sentii dire alla mia voce quasi senza accorgermene.
"I vostri pareri saranno tenuti nella dovuta considerazione"
"Tradotto: prendiamo nota ma ormai è così"
"Da sempre in questa azienda il parere dei collaboratori è ritenuto importante e ..... "
"Tradotto: voi contate e noi decidiamo"
"Se vuoi metterla in polemica"
"La metto fuori dall'ipocrisia. Se il nostro parere contava qualcosa prima si ascoltava e poi si decideva, qualsiasi fosse stata la scelta. A decisione ormai presa chiedere il parere è ipocrita e sa vagamente di presa per le mele....e sono gentile"
La riunione si gelò, il saputello non seppe più che dire se non chiudere con un "ci sono altre domande?" che mi portò a dire sorridendo "se la mia ti sembrava una domanda, siamo messi proprio male..." che forse mise a rischio il mio posto di lavoro ma mi fece guadagnare un applauso spontaneo da parte degli altri partecipanti alla riunione, ed in quel momento mi sembrò l'unica cosa importante ed anche un grande successo.

martedì 24 gennaio 2012

Cronista

Sbirciando con costanza il blog della Civetta Marisa è già da un pò che ho notato un suo appuntamento fisso del martedì con la scrittura e da un pò penso di unirmi. 
Oggi passo dai propositi ai fatti....sperando di  mantenere "l'impegno"...

Appuntamento con Writing Tuesday di Interno 105


CRONISTA
dedicato al coraggio di Roberto Saviano
Il significato di quella frase "stai attento" sussurrata nel pieno della notte lasciava pochi dubbi, era ben chiaro l'intento intimidatorio della voce lontana ma decisa che passava attraverso il filo del telefono. 
Altrettanto chiaro era a cosa quella minaccia facesse riferimento, il suo impegno ed i suoi articoli non erano andati per niente giù al clan della zona che non avevano tardato a farsi sentire. 
Il buio della notte era ancora alto ma il sonno sembrava scomparso. Il suono metallico del vecchio telefono di casa che lo aveva svegliato e quelle due semplici parole lo avevano talmente scosso da non poter riuscire più a prendere sonno. Tanti pensieri si riunivano nella sua testa, tante immagini che facevano capolino: da Serena compagna di vita da sempre che era riuscito a tranquillizzare al momento della telefonata con un semplice "avevano sbagliato" ai suoi anziani genitori tanto orgogliosi di lui e del suo lavoro di CRONISTA nel giornale locale. 
Inutile negarlo, l'obiettivo di spaventarlo era stato raggiunto. La paura era arrivata tutta insieme, paura per le  minacce che aveva già ricevuto al giornale ma soprattutto per il fatto che stavano aumentando di livello arrivando anche a svegliarlo in piena notte al telefono di casa, facendogli capire che anche il suo indirizzo non era così misterioso. 
La voglia di mollare tutto ed occuparsi dal giorno dopo di sport o di gossip faceva da compagna di "pensiero" alla paura e riusciva in qualche modo ad offrire una via di fuga immediata portando con sé la solita mezz'ora di tranquillità apparente al pensiero di mollare il suo giornalismo di denuncia. 
Ma era solo una fuga virtuale e di breve durata. Come sempre il suo cervello ben presto aveva smesso di pensare al lato personale della vicenda e si era indirizzato sul clan e sull'ultimo suo articolo. Su quella vita spezzata a 17 anni solo perchè fidanzata con il figlio del boss della famiglia "sbagliata". Quel lenzuolo bianco a coprire i suoi sogni e le sue speranze e "CON TUTTO IL SANGUE ANDATO A MALE" a fare da orribile contorno. 
Ed ebbe l'ennesima conferma che anche per quei 17 anni rubati dalla stessa mano che aveva composto il suo numero di telefono, il gossip e lo sport avrebbero potuto attendere.