Visualizzazione post con etichetta hobby. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta hobby. Mostra tutti i post

sabato 17 dicembre 2022

Il costo di obiettare

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 518
Nei giorni scorsi ho avuto l'opportunità di ascoltare una serie di interventi di persone apparentemente lontane anni e chilometri ma vicine da quello che un tempo si sarebbe definito un ideale.
Storie di un tempo, storie di adesso. Uomini e ragazzi che hanno dato il testimone a donne e ragazze accompagnandole in un percorso di impegno. 
Si respirava aria di partecipazione, di condivisione, di volontà di sentirsi importanti per la collettività partendo dalla voglia di seguire i propri percorsi valoriali.
Dagli obiettori di coscienza che hanno preferito affrontare il carcere per manifestare il proprio diritto di svolgere un servizio diverso da quello militare alle prime volontarie in servizio civile che circa venti anni fa hanno partecipato ai primi progetti sperimentali basati sull'adesione volontaria. Da chi negli anni si è impegnato per vedere sempre di più riconosciuto prima il diritto e poi l'opportunità a chi oggi, non lontano da qui, rischia la vita nel proprio territorio ucraino o in quello del Paese invasore per la convinzione contraria a quella della difesa o l'attacco con le armi.
"I NOMI DI CHI HA MENTITO DI CHI HA PARLATO DI UNA GUERRA GIUSTA" è un concetto che negli anni ha percorso molti paesi europei e non solo e che qualche giorno fa ho avuto modo di ascoltare nei percorsi e nelle ragioni di chi di questo concetto ha fatto appunto ideale di vita. Con strade diverse in nazioni differenti ma tutti tornando alla radice di due parole: servizio civile.
A costo di "perdere mesi", a costo di passare processi, a costo di impegnarsi in attività di solidarietà per un basso rimborso invece che percorrere altre strade molto più redditizie, a costo di considerazioni non sempre lusinghiere per chi preferisce appunto parlare di obiezione all'uso delle armi e della violenza invece che farsi "rispettare" con la forza.
Giorni importanti che hanno evidenziato e ricordato che non sempre è utopia vedere lontano e non chinare il proprio capo. Che a volte impegnarsi in qualcosa di collettivo invece che personale aiuta tutti, per primo chi lo fa, fornendo formazione e competenze che non si trovano in altre attività o modi di affrontare altri percorsi. Che ricordarsi che una bandiera di pace non è solo un'accozzaglia di colori per far risaltare una maglietta o un balcone ma un ideale da difendere anche mettendoci del proprio. Non abbassando la testa ma tenendola alta ed alzando anche il tono, come da Kiev ha fatto un ragazzo ucraino in collegamento mercoledì facendo vibrare bene la sua voce ed il nostro cuore. "La soluzione è il disarmo. Totale. L'abolizione delle armi nucleari. Il divieto della guerra".
Facendo scattare l'applauso sincero ed i brividi veri. Ma soprattutto accendendo il ricordo di chi quelle cose le ha dette per tanti anni e tanti anni prima dell'inizio di questo conflitto. Per commentare altre guerre e cercare di evitarne ulteriori. Quel Gino Strada che manca sempre ed infinitamente sempre di più.
Questi giorni hanno scaldato il cuore ed evidenziato storie, intime motivazioni e passioni che potrebbero sembrare di un tempo ma che invece sono ancora attualissime ed ancora ben vive. Basta cercarle. Basta "curarle”. Basta farsele scorrere dentro e non sulla pelle, lasciandogli spazio e non scacciandole.

sabato 23 novembre 2019

...piatti prelibati...

Kiave di lettura n° 363
Dopo aver cucinato nel migliore dei modi la ricetta (clicca qui per rileggerla) per l'avvicinamento alla meta e la permanenza a destinazione credo sia giusto non tralasciare "UN BICCHIERE DI VIGNA ED UN VASSOIO DI MAIS GIA' SCOPPIATO", prelibati piatti da gustare con la dovuta calma.
-----
"Sai quali sono i settori d'impiego?"
"Sì certo. Assistenza agli animali"
“Ehm, veramente il progetto riguarda un altro tipo di assistenza..”
“Vabbè, ma sempre assistenza è...”
Certo, che domande....
-----
"Hai altre impegni con cui far combaciare questi orari durante il prossimo anno?"
"No"
"Cosa ti piacerebbe fare dopo questa esperienza?"
"Non lo so ma da marzo mi trasferisco a Milano e lì posso trovare lavoro"
Quindi nessun altro impegno in effetti, un piccolo trasloco a centinaia di km ma che vuoi che sia
-----
"Conosci le attività?"
"No, ma mi vanno bene tutte. Il mio sogno nel cassetto è sentire la campanella dell'emergenza suonare e che questa diventi un'abitudine"
Sogni chiari, magari meglio se restano nel cassetto
-----
"Sei molto giovane, come mai questa scelta proprio adesso?"
"Eh insomma mi son chiesto che se non lo faccio adesso non lo faccio più, ormai ho già diciannove anni"
In effetti così vecchio....od ora o mai più
-----
"Cosa ti immagini di andare a fare durante questo periodo?"
"Penso niente, non so fare niente"
Quando uno sa farsi una buona pubblicità è già un pezzo avanti
-----
"Hai già valutato l'impegno che dovrai garantire?"
"Si, ce la faccio..."
Conosci gli orari che andrai a fare?"
"Penso otto ore al giorno"
"Sono un po' meno, cinque, quindi ti va meglio..."
"Cinque...mmmh....non so se ce la faccio..."
Quando la logica e la matematica si incontrano
-----
Per chiudere con il grande classico
"Quindi non conosci proprio niente delle attività o degli orari che farai?"
"No te l'ho detto mi ha detto di fare domanda un signore che conosco.."
"Hai bisogno di alcune chiarimenti quindi...hai qualche domanda?"
"No, no...tutto chiaro.."
Limpido

...a questo punto....speriamo continui...

venerdì 15 novembre 2019

Ricette

Kiave di lettura n° 362
Con il continua già lo so della scorsa puntata "DA DOVER ATTRAVERSARE" (clicca qui per rileggerlo) , diventa necessario metter in fila un po' di cose per poter preparare un piatto gustoso.
Per farlo, la ricetta è fondamentale. Ed allora partiamo dagli elementi necessari.
Ingredienti  
4 aerei di cui tre in ritardo ed uno in anticipo, ovviamente quello a rischio "salto coincidenza LiegiBastonLiegi"
2 macchine di cui una la famosissima FiatPandaLanciaY "quellaAlparcheggio44ahnon c'è?vabbèfacciamoil78"
2 tramvie con capolinea scoperto fino all'aeroporto
8 bussini per aereo/gate/terminal di cui uno per circa 23 metri con inchiodata e caduta dei passeggeri sul trolley residuato bellico
1 SPLENDIDA sorpresa in pieno stile "CarrambaCheSorpresa" --> "'uncivogliocredere"
1 birra davvero speciale anche se Nastro Azzurro
1 Brindisi --> "occhè pensi sempre a bere te?"
(altri) 2 "vip" incrociati a Fiumicino da segnalare a Bollins
1 crisi di identità classica al "ma tu Sergio sei mai stato qui per le ferie?"
1 ospitalità speciale (anche questa classica) per la quale ringraziare davvero tanto
1 stomaco lasciato in pegno ad Alitalia per la non prevista montagna russa da un'ora continuativa 
3 allerte meteo lasciate alle spalle o nei dintorni
1 corteo funebre come comitato di accoglienza
1 ombrello lasciato nel bagagliaio della prima macchina
2 cerchi in lega da segnalare come danneggiati "ma quelli non contano, son così dall'inizio"
Enne tendente a più infinito di "aiutareperaiutarsiaiutandochiaiuta"
Preparazione
Una volta in possesso delle materie prime, si può cominciare l'azione secondo un preciso schema che prevede nell'ordine:
  • Yaris
  • Tramvia rigorosamente con pavimento sdrucciolevole
  • Bussino 1 per Aereo (che regala la più bella sorpresa/soddisfazione intitolata "ma a te chi t'ha mandato proprio oggi" cit. che condivido al 101%)
  • Aereo 1 verso nuova regione
  • Bussino 2 per Gate e successiva sosta alcolica da ricordare
  • Bussino 3 per ripartenza 
  • Aereo 2 verso seconda regione
  • Bussino 4 per terminal arrivi
  • Macchina a noleggio con dotazione da verificare
  • Piedi fino prima sede con intramezzo del comitato d'accoglienza suddetto
  • RiStessa Macchina a noleggio verso seconda sede con meteo sempre favorevolissimo
  • Piedi fino a rifocillamento/giaciglio con ospitalità da applausi
  • RiRiStessa Macchina fino seconda sede tra una bora fuori regione e un ombrello lasciato a Firenze
  • Piedi fino seconda sede dove si cerca di rimediare al classico blackout da temporale
  • RiRiRiStessa Macchina fino nuovo aeroporto
  • Bussino 5 per Aereo con quell'oretta di ritardo sfiorata
  • Aereo 3 verso il tagadà non autorizzato
  • Bussino 6 (di corsa) per ultimo gate 
  • riCorsa verso coincidenza ("presa a buho...")
  • Bussino 7 con lo stomaco in gola e l'affanno
  • Aereo 4 verso il rientro
  • Bussino 8 per gli interminabili e famosi 23 metri di percorrenza
  • riTramvia
  • riYaris
Tocco finale
Condire con un filo di "iolae" a pioggia, che visto l'andamento climatico risulta particolarmente "di stagione", mescolare fino a far montare il tutto ed il gioco/piatto è fatto/pronto. O per meglio dire cotto.
Tempo di realizzazione
33 orette scarse

...che voi che 'uncontinui??!!??.....

venerdì 1 novembre 2019

...a nastro...

Kiave di lettura n° 360
Gira che ti rigira alla fine tu ritorni alle vecchie passioni o meglio ai vecchi hobby che nel corso del tempo si sono consolidati e rafforzati.
(Ri)Prendi confidenza con il mezzo "usato sicuro ma nuovo" e sei pronto a tuffarti nel magico mondo di "bandi, controbandi e bandoni". Ti viene la mezza idea di contare il classico ritornello "aiutareperaiutarsiperaiutarmiaiutando" ma il numero che metteresti a bilancio sarebbe davvero un "NUMERO ESAGERATO PROPRIO IMPOSSIBILE" e quindi desisti quasi prima di partire. Ritornello solito affiancato dagli altri classici sfondi che fanno da compagni di viaggio immancabili "ah era oggi? pensavo domani...ehm guarda che era domani che mi avevi detto che non potevi" "non ho mica ricevuto niente...ehm mi sa che magari non ricordi, hai anche risposto" "partiamo per tempo perchè si trova coda ad ingresso città...ehm si esce prima di entrare in città" “ma come mai quest’anno siete due?...ehm siam sempre stati in due” “quindi facciamo noi per primi?...ehm siam due quindi si fa due in contemporanea... e dove scusa?...ehm uno qui e uno in quell’altra stanza... ecco perchè due stanze...”.
Ma tutto fa evento, anche il “vediamo se si trova un parrucchiere così mi fo’ i capelli, tanto siam in anticipo” che da lì in poi ti farà notare solo insegne con “acconciature” e simili, in numero maggiore ad ogni altro tipo di negozio, anche sommati per generi diversi. Il “faccio un attimo una telefonata” smaltisce l’anticipo a tre cifre di partenza e ti mette in condizione di “principiare i’curturale”. 
“Come mai ha fatto domanda? Perchè ci ho sempre creduto nell’aiutare il prossimo. Sai quali attività andrai a fare? Eh no perchè la domanda l’ha fatta in pratica mio padre.”
“Mi piace stare con la gente, son molto estroversa e di compagnia. Hai già avuto modo di lavorare in gruppo? ...ehm scusi son emozionata, un po’ di timidezza...”
“Non ho trovato difficoltà a far domanda online, l’avevo già fatta anno scorso...” ndr. risposta solo pensata “ehm è il primo anno di questa modalità..”.
“Come tutti i ragazzi della mia età adoro la musica e come tutti faccio parte di una band. Che musica fate? Liscio”
“Vorrei trovare lavoro. In che ambito? Uno specifico. Quello per cui hai studiato? No, no uno qualsiasi”
Ed il tutto perchè i numeri son più bassi. Pensa se erano alti.
Continua, già lo so...

lunedì 7 ottobre 2019

...tra marketing e realtà...

Kiave di lettura n° 356
Può succedere che il percorso "TRA PALCO E REALTA'" si trasformi in un più profano tra marketing e realtà.  In questi casi, sarebbe bello avere la penna carica, la qualità necessaria e la testa giusta per raccontare in modo organico e neanche troppo romanzato quello che la trasformazione può comportare (e qualche idea in testa sul possibile autore già ce l'avrei).
In mancanza di ciò non ti rimane che osservare e di cose da guardare ce ne sono davvero tante. Il "mirador" speciale a cui sei destinato ti permette di partire da un numero di colli che nemmeno un'idra mitologica, numero che tra l'altro non è nemmen buono da giocare al Superenalotto perchè a tre cifre. E menomale che c'è chi, eletto come te, non si tira indietro nel darti una mano "ad osservare" e non sta a controllare cosa è dovuto e cosa no, ma semplicemente c'è. Il tutto è invece allietato dal solito grande classico "oh mi raccomando salutamelo tanto eh" mentre te sei lì a tentare l'equilibrismo con un mezzo di trasporto sufficiente come un autobus trasformato in minicar che passa nella periferia più affollata nell'ora di punta oppure dall'ancora più classico "sai ho un problemino sennò ti davo una mano ad osservare". Mentre con il rinforzino di mascettiana memoria arrivano ulteriori colli per l'idra di cui sopra, ti viene da analizzare i potenti mezzi a tua disposizione e vedi che per fare la spedizione sulla Luna ti hanno riservato un Atari e che per far passare il messaggio  moderno ti hanno fornito un film muto ed in bianco e nero. Ma siamo solo all'inizio e già lo sai che alla fine per la tua difesa potresti perfino rimpiangere Laurini come terzino. 
Quando la sfida entra nel vivo partono le vere giocate di classe, quelle che ti illustrano che il loro bagaglio personale è quasi al completo perchè "hobbell'ècomprato i 4/3 dicchèv'avete" che sei accusabile di razzismo "opperchè solo quattroX io che vesto cinque devo essere discriminato?" o di mancata tutela delle categorie più deboli "scarpe no, ma nemmeno quelle per bambini?" che il messaggio su chi sei è passato pienamente "è da molto che siete aperti come ditta di abbigliamento?" che i prodotti ipotizzati non saranno mai avvicinabili ai desiderati "mi serviva quella polo con la zip che ho visto in vetrina" per non parlare ovviamente delle taglie "no la l è piccola...la xl?!?! ti sembro così grassa?!!?" delle linee nuove "ma per lo sci possibile che non ci sia proprio niente?" e delle novità proposte "di nuovo abbiamo questo che è arrivato ieri....ma questo l'avevobell'ècompratol'annoscorso...". Mentre la luce da discoteca ti accompagna delicatamente con la strobo proprio davanti agli occhi incessantemente per quei due/tre minutini che sei lì, ti accorgi che forse la tua vista può averne risentito dato che ti sembra addirittura di veder intraprendere percorsi opposti rispetto agli obiettivi dichiarati, un po' come se uno volesse instaurare un rapporto di amicizia chiamando #gobbodimerda il possibile amico; ma la soluzione è dietro l'angolo, sono stati solo invertiti sinonimi e contrari nelle funzioni di word, figurati se non rimedieranno. Tirato il sospiro di sollievo capisci che è l'ora di affrontare nuovamente l'idra ed i suoi colli (che nel frattempo magicamente sono figliati). Ma siccome l'idra non viaggia mai sola, anche le perle di saggezza son dietro l'angolo e così ti appare quella che prevede che il problema con il mostro dalle mille teste di cui sopra è dato dalla tua scarsa praticità con i giochini elettronici di un tempo che avrebbero dovuto formarti. Ed è proprio in quel momento che, accanto al tatuaggio del tuo riferimento corretto così difficile da imparare evidentemente, vorresti tatuarti la massima sentita da una ventata di fresco che poco prima è venuta dall'Ardenza "dè, invece che gratis fatecele pagare le birre, ma non ci togliete anche l'alcool". E sia. Magari continua, magari anche no.

giovedì 25 ottobre 2018

Aspetti climatici

Kiave di lettura n° 309
E' quando la gita premio punta verso la parte più a Sud che ti viene spontaneo pensare che con questo Ottobre versione molto estiva, "CI SON NUVOLE IN CERTE" gite passate che non ritroverai nel tuo attuale girellare.
E così ti vien voglia di rispolverare l'etichetta del blog targata "viaggi" (vedi qui i precedenti post) e ti tenere traccia della nuova tappa in modo visivo oltre che scritto.
Lo stile del post è sempre lo stesso, cinque foto per cercar di far passare il messaggio giusto per la nuova ambiziosa meta del viaggio, imperdibile ed anche di più.
E così, come da copione di queste gite premio e come da facile previsione meteorologica e non, provo a mettere in fila il viaggio più corretto:

1 - tanto vedrai che migliora...

2 - la tipica nebbia... 

3 - l'impari lotta tra tergicristallo e diluvio...

4 - sarà bene controllare chi ci segue...

5 - l'arrivo nel comune....d'Europa...
6 - ...in movimento...

mercoledì 24 ottobre 2018

Cene da zero su tre

Giornata infinita tra orari stretti e calendario da ritmi serrati. Pausa ristretta all’osso e scelta della sosta come sempre azzeccata al distributore meno fornito di tutta la regione. Pomeriggio che copia la mattina raddoppiando ore e persone e quando è l’ora di partire, i km che  puoi fare non sono così tanti se non vuoi passare tutta la notte in macchina a cantare “SIAMO QUI, GIA’ LE QUATTRO E SIAMO” in autostrada. Devi pensare a dove fermarti e soprattutto farlo. Così la scelta obbligata ricade su un paesino del quale nemmeno la/il VAR riuscirá a stabilire l’appartenenza: Abruzzo o Molise (che pare esista davvero)? Con questo grande punto interrogativo, che toglie sonno e alimenta dubbi, viene fissata al volo una camera dai contorni ovviamente rossi intensi e dal benvenuto alla reception “ovviamente camera matrimoniale” della serie “ormai ci conosco da tutte le parti”.
Superato in scioltezza l’ostacolo corridoio con pavimento a specchio e scale di un colore nero/scuro/botola ci avventuriamo nella spettrale cittadina dove l’anima viva in giro più vicina è in provincia di trento. Così la ricerca di qualcuno che possa darci da mangiare non è agevolissima: chiuso, fallito (almeno dall’aspetto), in via di chiusura con puzzo di fritto da far collassare il fegato anche a due isolati di distanza e poi magicamente appare una luce e l’insegna ristorante. L’ora tarda e il dayafter nucleare in giro ci spinge ad entrare senza farsi troppe domande. E dentro di me sento una vocina urlare: ERROREEEEEEEEE!!!!! Ma ormai è troppo tardi. Proprietario pretenzioso e cameriere professorino ci aspettano e ci portano al tavolo, rigorosamente con rosa nel mezzo, tanto per confermare l’ “ovviamente” di cui sopra. All’apertura del menù capiamo che l’errore nell’entrare a scatoola chiusa avrà sicuramente implicazioni economiche dato che  il costo dell’antipasto è pari a quanto speso per tutto il pasto nella maggior parte delle serate delle gite premio.. Neanche il tempo di bestemmiare che il cameriere incalza. Menù di solo pesce e, per te che ne faresti a meno praticamente sempre, le bestemmie risalgono a gola come sei sicuro fará quel misto di acciughe e bottarga che ti tocca prendere. Il professorino fa il suo ruolo e ci spiega piatto, ordine di degustazione dei famosi “assaggi di benvenuto una sega” ed anche posata/“con le mani” con cui mangiarli, tanto che il dubbio “ora ci spiega anche la bottiglia di acqua panna” è legittimo e comune così come l’imperativo “guai a te se ordini qualcos’altro dopo” seguito da un “se ci si move magari si trova uno che ci fa un panino con una peroni da trequarti”, speranza che ben presto scopriremo essere utopia.
Purtroppo quindi i piatti sono ordinati/portati con la riverenza/spiegati e le dimensioni degli antipasti sarebbero da piangere se non arrivassero duegrissinidue ovviamente introdotti da un’adeguata spiegazione che si conclude con una sorte di made with “grano dei monti” che in fondo ti porta allegria, mista ad euforia per il loro posizionamento su una specie di leggio. Soffocare la risata alla venticinquesima spiegazione è roba difficile e per entrambi è seguita dal pensiero di tornare lì con adeguata compagnia per testare l’idea “così ti passa il ruzzo di spiegarci anche i tovaglioli”.
L’attesa era “posto alla buona, carne, relax” e pensando al fatto che il binomio di gestori passeggia nervosamente intorno al tavolo con 115 domande o spiegazioni e versando in continuazione la suddetta acqua Panna capisci che sei riuscito a fare un simpaticissimo zero su tre. Del conto non parlo perchè ci potrebbero essere minori alla lettura e la bestemmia a questo punto non la tratterrei. Conclude la serata la riflessione a due teste: sei in un posto disadattato e dimenticato da dio e dalle cartine geografiche, ma che cazzo c’avrai da tirartela così tanto da creare un posto del genere?!?
Son sempre (più) soddisfazioni.

5 - Avanti così...dell’attro?!?!

martedì 23 ottobre 2018

La comunicazione prima di tutto

E’ quando pensi “oddio ci risiamo, si riparte” che la strada nuova “DAI FINESTRINI PASSA” innovativi elementi di valutazione e soprattutto alternativi spunti, partendo da un rivoluzionario ed alternativo uso del vocabolario sin dalla sosta per il pieno:

“Scusi non funziona”
“Fa..fa..che pag do...”
(“Che ha detto?!”)
“Ehm..magari bisogna scegliere prima l’importo..”
Senza successo
“Scusi, continua a non funzionare”
“Fa..fa..che pag do...”
“No, proprio non parte”
“M sel ch pag mmm, dop..”
(“Eh?! Ma che lo capisci te?”)
“Proprio non va, “error connect” “
“..ah nn per...e..mm..uh...” 
fischio annesso a cercare aiuto
“Oh la nof nun funz...reset t che p def sf...” a dare le chiare indicazioni necessarie al destinatario del fischio, che evidentemente abituato al codice binario del linguaggio comprensivo di fischio riesce a risolvere l’enigma
“Mo funz..vo il pie...?”
“Grazie...ora funziona”
“App..cart?”
“Come scusi?”
“Pag co car...o cou sul?”
“Mmm...carta?” 
(Che avró detto bene?)
“Se vu i km altrum batt il cod”
(“Ma icchè l’ha detto?!?”)
“Grazie mille”
(Metteró il pin)
“Se met lu pun se fa i boll”
“Arrivederci, buona giornata”
“Icchè voleva?”
“Boh, occheloso, unso’ nemmen quanto s’è pagato. Metti in moto unlofar ripensare..”
“All’inizio pensavo fosse arabo...”
“Ah perchè unn’era?”

Questo il “benvenuto” dopo un viaggio fatto di nuvole, acqua, nebbia e pozze.
Per il “regolare” svilupparsi della gita premio, restate in ascolto...

4 - ‘avoglia se’seguita...

giovedì 18 ottobre 2018

Note musicali e risposte da memorizzare

Kiave di lettura n° 308
La gita premio “COMUNQUE SI ALLUNGA, LE REGOLE SONO SALTATE” ed in macchina parte il confronto serrato tra note musicali e botta/risposta di quelle da memorizzare
“.....
Si mangia la strada come patatine
Per accompagnare quindi servirebbe qualcosa di frizzante
Stai bono con quel cesto del sudicio al posto della musica
Malfidato
S’è anche beccato fermi un giro con questo bussolotto davanti, appena t’hai attaccato la musica, sarà un caso?
E’ che l’è musica un po’ di nicchia  
Bah...infatti preferisco l’agorà...
Tipo quello che preferiva far lavori in gruppo ma poi aveva interrotto tutte le esperienze perchè gli altri non lo capivano?
Anche di più, poi se l’era incompreso ‘unnera mica colpa sua...
Come la mia musica: incompresa
No no....quella la comprendo purtroppo
Incontentabile come quello che dopo che gli ho detto io le attività mi ha risposto “e basta?”
Se ‘untusei esaustivo...
Intanto devo aver trovato la sequenza giusta dei pezzi, non critichi più
E’ che ‘unnó più parole per offenderti, tipo questa che non è italiana come mai tu ce l’hai? Icchè l’è un virus?
Son allineato col tuo ministro “prima gli italiani”
Certo, anche lui senti: “carne di razza italiana”, tipo chianina?!?
Vedi che hai notato l’aggancio, unn’era facile un po’ come quello a cui ho detto pensa a da dove vengo io e m’ha risposto umbria
In effetti l’accento umbro ‘e tu ce l’hai...
Direi perugino
Senti perugino ma questo invece che canta e ce l’ha con le bussole....ma se si perdesse che sarebbe questo danno?
Diciamo che la necessità delle bussole l’è un po’ come quella della innata predisposizione al risolvere i problemi degli altri “in tutti i campi”...
Campo di calcio, da golf, da tennis
Zitto che c’è anche la nostra canzone “la signorina google mi dice dove andare”
Ci manca ‘che lei...anche se dopo il mutismo di dieci minuti seguito da un “son estroversa” non mi meraviglia più niente...
Vedi che tu sei te quello cattivo, speriamo che questo pezzo ti dia il giusto “conforto”...
Ascolta Zuzzurro, ma a questo gliel’hanno detto che se la città non dorme basta che ascolti lui?
La sosta all’autogrill t’ha ricaricato la vena polemica vedo
Non la sosta...e son i tuoi pezzi, han fatto sparire anche le macchine davanti, mettila agli altoparlanti a tutto volume e giù i finestrini, s’arriva a Firenze in un balletto, magari con le sirene ad effetto strobo
.....”
3 - continua.... “bah! Occhè vuoi che finisca?!?”

mercoledì 17 ottobre 2018

Passaggi di stile

Si riparte. Cambia la meta, ma quando all’altezza di valdichiana il navigatore decide di prendersi una pausa il deja-vu è dietro l’angolo: “due navigatori fulminati in due giri, al prossimo tour ci danno la mappa di carta”. Puntando tutto sulla brillante compagnia, anche l’immancabile coda a Perugia e la successiva chiusura della superstrada con relativa uscita è ostacolo da poco, anche se, quando nella strada secondaria diverse uscite sono piantonate da vigili  “...ci sarà la festa del patrono....si alle dieci la mattina...se l’è mattiniero...”, qualche piccolo cedimento si comincia a sentire.
Per rinsaldare i suddetti cedimenti per fortuna arriva in aiuto la musica “...’untuapprezzi, son pezzi alternativi...pezzi alternativi? Sì alternativi alla musica...” e la relativa gara sullo spirito giusto un filino competitivo “...la prossima volta porto la penna usb io...va bene ma occhio che un credo che i programmi access li legga...”.
I km passano, cambiano le autostrade e arrivano i “FANTASMI SULL’A14” che materializzano l’ora dell’ “aiutare per aiutarsi”. Ma pur aspettandosi copioni visti c’è sempre chi ti sorprende magari con un accomodante “se son queste le attività me le faró andare bene” oppure con un chiarificatore “me ne sapresti dare la definizione? Beh nella tua domanda c’è anche la risposta”, per non parlare di un “aiutando loro, aiuto me che aiuto meglio loro” che apre le porte al terzo livello del circolo virtuoso che altro non è che il preludio ad un apocalittico “impegno per sconfiggere il male”.
E visto che dagli argomenti standard non riesci a cavare un ragno dal buco allora la provi a buttare sugli interessi generali.
“...Vedo dal cv che hai la passione della musica
Sì
Vedo che vorresti lavorare in quell’ambito...
Si
Quindi...canti? Suoni? Hai un gruppo?
No l’ascolto e basta...”
Ma è quando ti sembra che sia arrivato il meglio, ecco che arriva il tocco dell’artista....
“...Ma che gruppi ascolti?
Stranieri
Tipo?
Non credo che lei possa conoscerli...
Prova...
Dream Theater..
Appunto...(caro genio, quando Bollins mi faceva ascoltare Six Degrees of Inner Turbulence a nastro per ore sulla clio te tu’dovehi ancora nascere)...”
Ed allora capisci di essere oggetto di una giocata di classe del takko ai’ giro versione DOCG ed alzi le mani (ps per Bollins: ovviamente bocciato). 
Due...in svolgimento...

sabato 13 ottobre 2018

Di strada...

Kiave di lettura n° 307
“Ah quindi andate in Veneto...e dove dormite?”
“A Spoleto”
“Spoleto ?!? Ma ‘unn’era in Umbria?”
“Appunto, di strada”
Vista la premessa lo dovevo capire subito che non sarebbe stato esattamente un giro agevole. Ma alla fine come sempre "tu la porti a casa" ed insieme riporti anche nuove ed imperdibili conoscenze/competenze che faranno parte del bagaglio culturale per le prossime gite premio.
Non saranno infatti più misteriose le istruzioni del gratta&vinci ma soprattutto non potrai più fare a meno delle ciabatte "gayFriendly senza friendly" che sotto "unc'avevano nemmeno il resto a cinque euro". E se ormai sai per certo che "...ho scelto questo progetto perché io son particolarmente propenso ed adatto ad aiutare le persone, una sorta di passione da sempre...mai fatto volontariato?...no..." ed anche "...non so quali sono le attività che dovrò fare....quindi hai bisogno di chiarimenti?...no no tutto chiaro, sono pronto..." ci sono anche cose che impari come nuove. Ad esempio, anche se è ancora poco chiara, ti viene recapitata la correlazione naturale che specifica: "...sai sono laureato in scienze delle comunicazioni quindi la scelta del settore è stata abbastanza naturale....ma l'ambito è socio-sanitario....eh appunto..." e sai che non potrai più farne a meno.
E mentre ti chiedi "A CHE ORA E' LA FINE" della prima tappa ed a disposizione hai un orologio di questa natura:
ti rispondi che qualcosa vorrà pur dire e ti passa anche la voglia di tirare fuori il giachettibocciato (clicca qui) per il ragazzo con ciuffo e pantaloneapinocchietto con email cognomedelgobbo di Carrara numeroacaso@qualcosa.it e che si ritiene nubile.
Visto poi che le tappe della gita premio sono "limitrofe" si profila il passaggio zona Bologna alle sei, che si sa "lo consigliano per rilassarsi" per poi dirottarsi su una comodissima Cesena-Assisi che mette alla prova "il gomito del tennista" del guidatore con la sua ventina di cambi corsia per lavori e più che la versione lunga della marcia della pace Perugia-Assisi è l'inanellarsi delle Tre Madonne e della Madonuccia. 
Tra un confine passato ed uno virtuale, la cena nella "bombardata cittadina abbandonata" è a portata di mano anzi di bandone visto l'orario più da conto finale che da menù iniziale, tanto da dire "peniamo poco a trovare il ristorante o ci fanno rigovernare perchè chiudono". 
Nell'interrogarsi se nel "...mi hanno detto...mi hanno fatto fare questa scelta...mi hanno più o meno spiegato..." ci possa essere qualcosa di mistico passano sotto gli occhi, ma soprattutto gli orecchi, valutativi piccole scintille di genialità tipo un "...se ho esperienze di volontariato? non saprei, mi dica lei..." o un più ricercato "...si so guidare ma ancora la patente non ce l'ho...". Contenti e soddisfatti puntiamo verso casa con il navigatore che in zona Bettolle decide di andare per campi e ci abbandona nel rientro, lungo una strada che "forse non è riconosciuta per i mancati aggiornamenti": l'A1 di evidente recente costruzione.
E mentre su Viale Etruria ti senti di nuovo a casa, finalmente anche il navigatore si rianima e ti saluta così:
Uno...tendente a continuare...

martedì 25 luglio 2017

A14 da piedi a capo

Kiave di lettura n° 245

E mentre "COME UNO ZINGARO DI LUSSO" il collega di trasferta oggi si faceva anche la regione ligure, per stranezza confinante e quindi una passeggiata di salute viste le precedenti settimane, mi sono tornate in mente le ultime scorrazzate di una decina di giorni fa per le quali avevo annunciato il continua...
E così ai margini di un "sono qui per gli altri" ed un "aiutarsi per aiutare", l'aiuto serve a chi aggiunge la nuova tappa che ha come traccia ed esecuzione l'attraversata "adriatica" tra regioni comode "tanto son tutte sullo stesso lato".
La traversata non si realizza da sola e si arricchisce di un colonna sonora che accompagna, ma soprattutto.....che rende l'idea....
Tra chi le perle le cerca e chi le perle non può che apprezzarle nel suo modo sempre complimentoso al limite dell'adulatorio, lo spinotto si attacca e "fiato alle trombe Turchetti"...
Another one bites the dust
Girasole
Gino e l'alfetta
Pare la colonna sonora dei carri del gaypride
Sornione
Rimmel
Quasi l'alba
Lo "speriamo che ti accarezzi una medusa" lo dovevo dire a te, altro che a quello che c'ha chiuso la porta nì viso in albergo
Tu mi porti su
Love kills
Bella stronza
Il passaggio del tarlo e del ciliegio fa schifo anche ad un paroliere in pensione
Un amore da favola
Io no
Ti porto via con me
Ti ho detto "io no" alla trasferta e te democraticamente tu hai risposto "ti porto via con me"...
Accidenti...che umorismo...Gigi e Andrea a tuo paragone sembravano Shakespeare
Sogni da dimenticare
Titanic
Sogno B
Sogno b l'è perfetta per definire la trasferta...
Unnó so di sicuro l'è perfetta per definire la tù musica
Blaze of glory
Occhi da orientale
Rainbow
Poi tu dici che son monotematico, nemmen un liga...
Anche il cellulare s'è rotto i coglioni di liga
Luce
L'ombrello e la macchina da cucire
Sei tu o lei
Untulasci in pace nemmeno i morti...
È una playlist sorprendente per niente scontata, ci può essere da guns roses a pippo franco....
Direi più lino toffolo...
La chatta
Vivo morto o x
Il cuore di mia
Ma icchè t'hanno rovesciato il cestino del sudicio nel cellulare?
Tutte le strade portano a te
La paranza
Splendido
Un mondo perfetto
Chi l'è questa? La sorella di giorgia?
Animal instint
Radio baccano
Sarà un bel souvenir
Su questa all'arena...brividi e lacrime... 
eh, lacrime ed arena invece che fifa ed arena...
The Miracle
Stupido Hotel
Sono qui per l'amore
Sangue andato a male...ha fatto i ba'hi... 
Occhio perchè dice anche prendiamo le multe....occhio a pestare amico...

mercoledì 12 luglio 2017

...troppe pretese...

Dalle grotte si riemerge con la domanda per l'albergo "ma se mi chiedi se voglio due letti singoli o un matrimoniale e ti chiedo due letti singoli perchè trovo regolarmente un matrimoniale?" ma "DI' SOPRATTUTTO PERCHE'" "se appena arrivato (alle nove la sera) mi dici dovrete aspettare dieci minuti perchè dobbiamo dividere i letti dato che ci siamo accorti (boia delle aquile proprio) che li volevate separati, dopo tre ore che rientro dalla cena trovo letti uniti e divano letto rifatto?". Ma capisco che avere una risposta è pretendere troppo.
Nelle chiacchierate mattutine scopri all'improvviso di essere te a non aver capito granchè visto che "vista la mia laurea in archivistica, l'attività di promozione artistica e la mia esperienza di guardia ambientale, questo mi sembrava il progetto naturale", in effetti uno senza nemmeno un elemento in comune con la tua esperienza non era facile. Ma capisco anche qui di pretendere troppo.
Non avendo avuti intoppi o ritardi cosa meglio di uno spensierato shopping? C'è chi quando è fuori compra i souvenir o i pensierini, noi invece ci facciamo un giro nel parcheggio più isolato del mondo di un centro commerciale non esattamente affollato per i saldi, sarà la desolazione dello stradone stile svincolo autostradale o il solito termometro che si tiene "basso" e marca in doppia cifra iniziando con 4? Ma il valore intrinseco di vedere la persona più lontana del mondo dallo shopping chiedere informazioni su taglie, mutande, calzini e mostrarsi anche interessato alle risposte NON ha prezzo e qui non posso proprio pretendere di più.
Scelto con il solito raziocinio l'autogrill per il pranzo con due posti a sedere accanto vista muro tipo carcerati, ci si può dirigere verso il clou della trasferta, per numeri, impegno ma anche e soprattutto gentilezza ed accoglienza oltre l'immaginazione, di quelle davvero da non poter pretendere di più.
Al "sì, una domanda per curiosità, ma di preciso che andrei a fare" che è un grande classico più del pensabile, alla new entry "sì ho capito la categoria di utenti, ma potrei sapere i nominativi visto che ne conosco diversi e potrei darvi una mano". Una pennellata di matematica con "5/6/7 ore al giorno quindi 43 ore alla settimana" e siamo pronti all'Adriatica da capo a fondo, con un inquietante "a14 chiusa a Foggia causa fumo" e lì la risposta "mah, almeno lo passassero..." viene automatica, ma non possiamo pretendere tanto.
Orari d'arrivo precisiprecisi per non pretendere niente di meglio del beccare di nuovo la stanza con acquario in gigantografia a vegliare sul sonno, in attesa di proseguire nella gita di chi vede puglia e veneto confinanti e fa esclamare "la sua professoressa di geografia dev'essere morta" "eh già...e soffrendo pure".
Vi assicuro che....CONTINUA....

martedì 11 luglio 2017

43

Kiave di lettura n° 243

E ripartendo, si imbocca l'autostrada proprio mentre "DAI FINESTRINI PASSA ODOR" di lunga tratta e lunga percorrenza, profumo confermato dal sempre vigile compagno di viaggio "...metti subito il navigatore, l'è breve la tratta se si sbaglia subito siam rovinati...poi l'è anche nova...", ed a me che mi sembrava si riconoscere le comuni bestemmie alla partenza.
Passando dalla patria del genio che portava il gatto al guinzaglio e i fantasiosi avevano ribattezzato il ThierryHenrydiValmontone, il Corona alla guida minaccia di pubblicare video in cui con Gigi d'Alessio che invade la macchina, c'è chi combatte tra connessioni di saponette scariche, portatili con riflessi impossibili e caricabatterie sovracarichi. Ma in fondo, come definito perfettamente da chi non sbaglia un colpo, siamo "i moderni Don Chisciotte contro i mulini al vento" annunciato alla vista delle pale eoliche pugliesi.
E tra un "bada fuori è 38..oh 39...40...41..42...43..." "fermalo che si sballa" s'arriva all'autogrill pluripremiato, per il caldo percepito oltre i livelli della valle dei Re e per la lentezza esasperante di un  improvvisato pizzaiolo. Strapuntino per mangiare accanto ai bidoni del sudicio, gita all'acquapark nei bagni e poi via con la sauna dell'avambraccio per rispondere al telefono. "Ricordiamocelo per la prossima volta perché merita.." "Bah, consigliamolo anche se qualcuno ci dovesse passare". Tra un vialone dove il senso di marcia è puro optional e deviazione e contro deviazione si arriva al paese in rima con la "nipote da parte di". Qui ad attenderci non potevano mancare un "son qui perchè mi s'è liberato un po' di tempo" - mangia tranquillo, un "ho fatta questa scelta involontaria" - ecco appunto anche il gesto lo è ed un "qualche ora al giorno libera ce l'ho al limite il pomeriggio" - si ma senza troppo impegno eh. Si riparte pensando che niente puó far paura dopo la trasmigrata della mattina ed invece il fiero navigatore dall'indicazione "a fiocco" e il tipico "sterro dei trulli" rendono infinito l'arrivo alle grotte che ci ospiteranno per la notte. Dopo il solito "il prossimo anno si cambia giro così si sfrutta la piscina almeno dieci minuti" versione III, ci affidiamo ad antipasti "a nastro" e bevuta presonno a bordopiscina "tanto se la unsisfruttacosì....altro che cambio giro...".
Sembra scalato l'Everest ed invece è solo l'antipasto, pare proprio che continui.....

mercoledì 5 luglio 2017

Vademecum per la giusta risposta

Spirito benevolo - "COME AL SOLITO C'E' QUELLO CHE" a domanda, non ha dubbi e risponde fiero "ho sempre sperato di aiutare gli altri, una sorta di vocazione" poi guardi la carta d'identità e a 27 anni chiedi "quindi hai fatto volontariato?" "Io? No, mai" quasi indispettito.
Idee chiare - Altro giro ed altra corsa "hai letto il progetto?" "quale progetto?" "quello per cui hai fatto domanda" " ma io volevo solo fare le selezioni, del progetto non sapevo". Bene, a posto.
Posizioni ferme - La ruota gira "hai qualche dubbio, qualcosa che vorresti chiarire?" "è una cosa nuova quindi sì" "chiedi pure" "cosa?" "quello che ti è necessario sapere in più" "no no ho capito tutto".
Memoria di ferro - La storia si ripete ed allora "prima di questa domanda avevi mai sentito parlare del servizio civile?" "no, mai" peccato fosse la stessa domanda e la stessa risposta di un anno prima, allo stesso candidato.
Incrollabile fiducia - E' importante conoscere i titoli "sei diplomato?" "Si" "a quale scuola?" "Scientifico" "dal diploma ad oggi cosa hai fatto?" "ho gli orali domani" "quindi devi ancora diplomarti" "no no son diplomato". Quando si va oltre l'autocertificazione.
E appena finito un salto a mangiare.
Menù - "Frutta? Dolce?" "Che cosa avete di frutta?" "Ananas, ciliegie, cocomero, kiwi" "semmai due ciliegie" "no, quelle son susine". Bene a posto.

E al prossimo giro si raddoppia...

sabato 20 maggio 2017

..tra aperitivi ed antipasti..

Kiave di lettura n° 236
Il "giroingiro" mette insieme altre tappe e dopo il risveglio nella tentacolare città della vita notturna ricca ed affollata eccoci di nuovo con "TU CHE ASPETTI UN PASSO" dopo aver immaginato e cercato domande originali, mentre ottieni invece in loop solo o quasi "sempre amato far del bene" "mai fatto volontariato?" "no, mai ma ne ho sentito parlare".
Ovviamente la sequenza e l'abbinamento di sedi e numeri da attribuire tra te ed il capo è fintamente democratico e realmente scontato, un po' come fare una gara sui 100 con Bolt: parti insieme, lo sparo è sentito nella stessa maniera, la distanza uguale e scarpette/vestiario anche. Ma il risultato è scritto. Lui un fenomeno della corsa, l'altro del defilarsi al momento giusto o scegliere con impassibile freddezza. Campioni di altra categoria.
Dopo la presenza del candidato che avrebbe avuto vita facile con Bollins con la maglietta del Dream Theater non puoi sperare di meglio, può solo complicarsi. Così cerchi di divincolarti tra chi i tuoi tempi programmati li triplica con tentativi di far concorrenza a Novella2000 e chi invece moltiplica numeri all'ultimo tuffo. 
Tra timidezze esasperate, volontari a cui puoi solo stringere la mano, maccheronici tentativi di farsi capire da chi arriva da lontano ma vuole mettersi a disposizione ("tu capire?" "tu piacere questo?" in versione IoTarzanTuJane del nuovo secolo) arriva anche il jolly. "Ho anche fatto uno stage da 3.000 euro con Boldi e De Sica e se non avevo sfortuna ora mi vedevi su canale 5 con loro e magari potevi anche vantarti di conoscermi". Tu pensa la sfortuna e la logica delle frasi. Il relax serale comincia con la presenza della Bibbia sul comodino a sostituire il fondale del giorno prima, commentata così da Bollins "stamani le stelle coi Dream Theater stasera le stalle". Poi il relax viene accantonato e parte la seconda DeejayTen in meno di una settimana, il tutto per trovare un tabaccaio ed un qualcosa di simile ad un locale vagamente aperto per darci una birra precena. Tra il buio totale spicca una porta aperta, entrando però sembra solo un caso il fatto che lo sia. Completamente vuoto, silenzioso. "Vuoi vedere che stanno facendo le pulizie per l'apertura futura". Avanzando un po', una tavolata all'unisono si volta e ci guarda tra il "oquestiichecifannoqui?!?!" ed il "viconvieneuscireedicorsa?!?". Per chi ha visto Gomorra, manca solo l'attacco di un pezzo dei Mokadelic come colonna sonora e poi potrebbe arrivare anche Don Pietro Savastano, l'aria più o meno è quella. Usciamo alla veloce con le nostre birre immaginando i possibili articoli dei giornali del giorno dopo "sparatoria in un noto bagno frequentato da persone affiliate a cosche locali, vittime due fiorentini apparentemente incensurati ma che per essere li in questo periodo...." e ci dirigiamo verso curve e tornanti in serie, tanto da far credere più alla salita verso il Monte Bianco che altro. Ma ogni curva ed ogni tornante saranno ampiamente ripagati da una bella serata a base di ricco antipasto tipico del luogo ed un paio di tazze piene all'esasperazione di arrosticini fantastici. Premio meritato e giusta benzina per il giorno successivo. Non prima però di rischiare di rimetterli tutti, gli arrosticini, per le risate sincere (e un filo preoccupate) quando al rientro, di fronte al bagno che ci ha fornito le birre, vediamo parcheggiata una macchina della polizia. "Meglio non sapere". 
Altro giro, altra corsa, altro loop di risposte con la stessa percentuale di notorietà. "Sai cosa andrai a fare?" "Sì" "Bene, riassumendolo in poche parole, cosa?" "In poche parole non è facile. Però sicuramente lavorare al computer, lavoro d'ufficio, fotocopie...". Vedi che non era difficile beccare tutte quelle che non sono comprese nel progetto? Ma poi ci sono anche quelli che ti lasciano a bocca aperta e un filo colpito emotivamente quando, con una lingua non loro imparata da meno di un anno, ti dicono che "in qualche modo voglio restituire all'Italia quello che mi ha dato da quando sono qui. Non posso chiedere cosa devo fare lo devo fare soltanto". In meno di due righe un concetto così alto da far venire vertigini e mal d'aria a menti salviniane e similari.
Tra un pasto con l'imbuto, un "non mi interessa più" dopo aver sconvolto piani e programmi ma soprattutto tediato l'universo creato, un "perchè c'è anche da avere a che fare con gli ospedali?" ed un "ormai è giusto che realizzi qualcosa visto tutto il tempo che ho perso, altrimenti..." detto da chi ha una carta d'identità che recita 1998 ci rimettiamo in moto. Direzione casa. L'antipasto delle ferie estive col capo è servito, adesso montenegro per digerirlo e farci trovare pronti ai piatti forti che arriveranno a breve.

mercoledì 17 maggio 2017

Girellando....

Si parte e come da copione parte la gara a chi per primo "SBUFFA E TIRA FUORI I CONTI" del piano di attacco con relativo orario da tabella di marcia "tutta calcolata, tutta prevista". Dopo la sosta forzata all'autogrill di cui praticamente siamo non più solo azionisti ma titolari quasi totalitari e dopo l'ennesimo accendino in regalo con cui si potrebbe aprire una rivendita da far concorrenza ai più forniti tabacchi, comincia il ripasso. D'altronde se c'è chi ripassa le canzoni prima di un concerto, chi la poesia prima di un'interrogazione, chi la formazione prima di un match importante, ci puó stare ci sia chi sull'autosole impara che la definizione di calendario attività è uguale a una tabella di x senza continuità e senza distinzione. "Utile mettere fasi, attività e tempi se poi ogni riga ed ogni colonna ha una x". "Tanto 'unsipagano mica, occhè sei tirato anche con le x?". Gira che ti rigira alla fine il tour del centro del capuoluogo rimasto nel cuore, è del tutto rimandato e nasce magone e scoraggiamento nel rendersi conto che rispetto a quel giro, lacrime agli occhi, di un anno dopo davvero poco è cambiato, anzi. Ed il calendario segna 2017. Per riprendersi ma rispettare il "non appesantiamoci sennó invece che far domande si russa le risposte" un bel polpettone condito da polpette di funghi e il pomeriggio ha inizio. "Sai quali sono le attività?" "Si" "Bene, quali sono?" "No, no...tranquillo...le conosco". Ovvai mi fideró. "Hai mai fatto volontariato?" "Si, ho aiutato mio padre" "Bene, lui dove fa volontariato?" "Ha una ditta di giardinaggio". A posto. Tra una perla e l'altra, un aperitivo e un distributore di benzina all'altezza anche con una consonante modificata, ci attende la tentacolare vita notturna adriatica. Ristorante con terrazza e caraffa di birra con inciso il nome della cameriera, "avanti un monte per le analisi delle urine qui". Per il brindisi presonno la scelta cade su una birra "rossambrata peró bionda, perchè il fornitore oggi non me la porta più quella bionda". Usciti vivi dallo struscio frenetico del corso principale, boccata d'aria sul giardino al primo piano della camera e 'bonanotte tra una medusa ed una triglia del primo albergo al mondo che ha rubato all'acquario di Genova tutti i fondali pubblicitari.

giovedì 21 luglio 2016

Lungo l'Adriatica....

"LA RADIO STA DICENDO CHE" il viaggio continua ed allarga i suoi confini.
L'adriatico a destra a far costante compagnia, inanella puglia-molise-abruzzo-marche-emilia romagna-veneto e tra un pezzo di pizza (che la solita speciale ospitalità pugliese ti ha messo in macchina insieme a di tutto di più tra taralli ed orecchiette, olio e confetture) un minimars da autogrill, un coca e un po' d'acqua il blu scuro del primo tratto serale viene sostituito da quello azzurro brillante di prima mattina. Lasciata alle spalle la pensione immutata dagli anni '80 e già vecchia allora più o meno come la briosche mattutina, riconsegnate le chiavi evitando quindi la quindicesima domanda in un quarto di giornata "scusate potete lasciare le chiavi", rimasti col dubbio se il turnover presente in passeggiata pinetana era dettato da pulmann improvvisati o da cannoni sparagente e dopo esserci chiesti come mai se i ristoranti ed un po' di vita l'è a destra noi regolarmente si sceglie la sinistra, si puó anche andare oltre e percorrerla tutta quell' A14 che in zona Ravenna qualcuno ipotizza potrebbe essere ribattezzata GC14 in onore al protagonista del "bestia....del giorno".
E mentre in Louisana piove, per Britti è gelido, per il Poeta è freddo cane e per i Negramaro la pioggia sporca tutto lava, a noi pare tutt'altro ed anche ai numeri della macchina che segnano un bel 43. È ufficiale "è arrivato il caldo becco" e certo il piazzale dell'autogrill per aggiornare il sito non è il luogo migliore ma a noi la fantasia non manca, basta vedere la tecnica sopraffina nella scelta del luogo del pranzo, lanciata ed affinata nei giorni adriatici "siam riusciti a beccare l'unico autogrill senza parcheggio" "con parcheggi pieni riesce a tutti, senza proprio spazi per il parcheggio, è più complicato, solo in pochi".
Mentre il navigatore (ri)conosce città e non vie, rotonde ma non sensi unici l'arrivo nella regione dell'ultima tappa del giro è cosa fatta. C'è solo da scegliere chi selezionerà il gruppo A e chi il gruppo B con il doppio dei candidati. Pardon, la scelta è già nel numero ed è scontata, la stessa che ha regolato tutte le tappe della nostra gita " 'un vorrei tu pensassi che 'un ti credo all'altezza". La bontà.