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venerdì 8 maggio 2026

Fingersi carica dello stato

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 692

C'è un signore che festeggia fino alle tre di notte lo scudetto della squadra del cuore. E beato lui aggiungerei, visto il livello della Fiorentina attuale e la mancanza di vittorie da oltre un quarto di secolo in casa Viola. Ci sta anche il bullarsene un po', mettendo in piazza tifo e senso di appartenenza, specie se glielo fanno fare in luogo pubblico ed ascoltato. 
Lo stesso signore che probabilmente si è chiesto "CHI PRENDE L'INTER" durante tutti i suoi instancabili giorni di lavoro, visto che ha fatto e fa del suo lavorare con la Gazzetta dello Sport aperta sul suo tavolo una sorta di vanto. E qui magari non è esattamente il massimo, ma in fondo chi non ha qualche volta "rubacchiato" un po' di tempo al proprio lavoro per consultare un sito o due pagine di un giornale per "motivi personali" ? Se poi il "po' di tempo" diventa "tutto il tempo" magari l'opportunità cambia e ci sta che qualcuno ti possa dire qualcosa o che banalmente non sia il massimo, specie come oggetto di vanto. 
Magari per tutti questi casi si potrebbe modificare la valutazione di opportunità se il soggetto in questione riveste ruoli di responsabilità o addirittura istituzionali. Ma probabilmente perché ho un'impostazione MOLTO antica in cui se rappresenti qualcuno o qualcosa non "parli/fai" solo per te ma anche per quel qualcuno o per quel qualcosa e dovresti aver comportamenti ancora più virtuosi.
Cosa invece ben diversa quella rappresentata dagli atteggiamenti di decenza, rispetto e costituzionalità che invece devono.....pardon dovrebbero....essere patrimonio comune di tutti, indipendentemente dal ruolo e che quindi se mancano a chi le istituzioni dovrebbe rappresentare creano....pardon dovrebbero creare....imbarazzo ed indignazione. Ad esempio pensare che sia una cosa degna di rispetto vantarsi di avere in casa il busto di un dittatore assassino NON rientra sicuramente nella categoria.....o meglio dovrebbe. Ma così evidentemente non è, visto che impunemente la seconda carica dello Stato, ripeto seconda carica dello Stato, si bulla e si bea di questa sua particolare collezione. Perché in fondo, pare, sia solo "folklore". Così come, pare, sia solo "roba vecchia" quella della definizione e del sentirsi antifascista sostenendone l'importanza. Ed allora va bene così. In fondo è solo colui che ha in carico la Costituzione ed il suo rispetto come secondo garante, primo se a Mattarella dovesse prendere un raffreddore. Quindi....
E così, potendo sostanzialmente dire e fare tutto senza bisogno di rispettare ruoli e buon gusto, nei giorni scorsi il suddetto si è allargato. Perché quelli come lui hanno questa particolarità da sempre, si allargano. Così ad uno dei suoi soliti one-man show ha preso la parola ed ha dato il peggio di sé pensando di mostrare il meglio, anche in questo caso come di consueto, ironizzando, offendendo e dileggiando i componenti della Global sumud flotilla diretta verso Gaza in sostegno del popolo Palestinese verso il quale il genocidio è terminato solo a parole. "Quante vite salvano?" "E' facile e non hanno rischi" "Fingono di essere martiri". Parole cariche di sarcasmo e disprezzo da parte di colui che con il suo ruolo ed il suo Governo ha dato ampia dimostrazione di schierarsi dalla parte di chi quel genocidio lo sta portando avanti ininterrottamente da tempo immemore. Come in molti hanno detto "chissà quante ne hanno salvate lui ed i suo commilitoni di vite..." e come in molti hanno pensato "mamma mia che schifo e che vergogna...". Purtroppo a dirlo e pensarlo, sempre troppo pochi.
Così la carica dello stato seconda solo al Sergino nazionale è di nuovo diventata caricatura di politico ma non solo, anche di essere umano costituzionale e/o decente e/o rispettoso.  

venerdì 20 marzo 2026

Una X che vuol dire NO

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 686
Qualche giorno fa il buon Vasco ha fatto sui suoi social i "TANTI AUGURI A TE" al suo pezzo "c'è chi dice NO" , aggiungendo che, nonostante i 39 anni di età la canzone rimane sempre molto attuale. Il secondo pensiero, dopo la frase anziana "sigh.....come si invecchia" , è andato all'impegno referendario che domenica e lunedì vedrà coinvolto il nostro bel Paese: referendum sulla giustizia o meglio sulla riforma costituzionale voluta dall'attuale maggioranza in merito a questa materia. 
In vista della mia "X" di domenica ho provato a documentarmi ed assimilare il maggior numero possibile di informazioni, cercando anche di "capirle" oltre che di raccoglierle. Ammetto di esserci riuscito solo in parte, soprattutto quando le spiegazioni della stessa riforma e delle relative conseguenze sono entrate nel puro tecnicismo oppure quando, come ormai abitudine in tutti i campi per tutti gli argomenti, i fatti si sono trasformati in opinioni di fazioni.
Ormai infatti non esiste argomento dello scibile comunicativo che non venga analizzato in un senso e nel suo esatto opposto, con entrambe le versioni che pretendono di raccontare i fatti reali. Non c'è più il "c'è stato l'evento X: secondo me è per questo motivo, secondo loro è invece causato da quest'altro motivo" ma ormai il concetto è "io dico che c'è stato l'evento X, loro dicono che non c'è stato". E chi ascolta, nella migliore dell'ipotesi, sente girare la testa come su una giostra mentre nell'ipotesi media si disamora dell'argomento pensando di aver a che fare solo con realtà sempre più virtuali e/o fake come va di moda dire oggi. E se l'argomento è "la cosa pubblica" o la "politica", il bel Paese non ci guadagna affatto, anzi. Fine digressione.
Tornando sull'argomento del momento, le conoscenze che ho potuto acquisire mi hanno portato verso un NO bello deciso, che aveva solo dei dubbi per la sincera non completa competenza in materia. Ed allora ho provato a sentire i parere dei promotori della riforma per capire se magari i miei preconcetti mi avevano portato lontano dalla reale portata della stessa. Risultato? Il mio NO si è rafforzato.
Ho sentito dire dalla premier che la riforma migliora l'efficienza e la rapidità della Giustizia ma è stato lo stesso ministro Nordio a smentirla dicendo che non è argomento della riforma, l'efficienza e la rapidità (e sono i primi due firmatari della modifica costituzionale). Ho visto travestirsi da garantisti, invocando in questo uno degli elementi cardine dell'argomento referendario senza però far capire in che modo, politici che fino a pochi minuti prima parlavano di "carcere e buttare via le chiavi" per persone solo accusate, tralasciando di dire che se esiste la carcerazione preventiva la percentuale di errore esisterà sempre e che la stessa in Italia non è clamorosamente diversa (anzi) rispetto ad altre europee. Ho sentito parlare di maggiore economicità ed efficienza della macchina della giustizia con l'approvazione delle modifiche e poi in realtà gli organi previsti si triplicherebbero con i relativi costi che seguirebbero lo stesso andamento. Ho sentito ministri e sottosegretari invocare - anche in modo esplicito - il "si" per sostanzialmente liberarsi del problema numero 1 (a loro parere) dello stivale: la magistratura. Ho sentito portare come elemento di "maggiore giustizia" un sorteggio per i ruoli del CSM e dell'Alta Corte quando però lo stesso avverrebbe realmente solo tra i membri dei magistrati mentre tra quelli laici (leggi politici) il sorteggio sarebbe solo da un elenco di nomi fatto dalla maggioranza appunto politica che sceglie quantità e qualità dello stesso elenco. Ho infine ascoltato la premier (SIGH, maledettamente SIGH) annunciare che se vincerà il NO i delinquenti saranno tutti liberi di delinquere ancora di più, compresi soprattutto migranti, assassini e giudici che tolgono bambini alle famiglie, e (aldilà della stra-pochezza e stra-piccolezza UMANA della dichiarazione) non si capisce bene come e perché visto che la riforma non va minimamente a toccare norme penali/civili. 
Per chiudere, ma non proprio come ultimo motivo, mi sono fatto una domanda: "ma davvero voglio/vogliamo che a riformare la Giustizia siano i nipotini di ReSilvio che considerava la magistratura un cancro da estirpare (cit) e che viene dagli attuali governanti ancora venerato e considerato uno statista?". Ecco, la mia risposta sarà sulla scheda referendaria domenica:
NO

domenica 1 febbraio 2026

Fascisti (erano) su Marte

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 679

Casapound invitata alla Camera dei Deputati a tenere una conferenza stampa su una proposta di legge da loro promossa insieme ad altre organizzazioni affini per l'estremismo di destra (Forza Nuova, Rete di Patrioti e Fronte Skinheads).
Se avete letto di corsa rileggete attentamente. 
Ancora. Di nuovo.
Bene. 
Non è la versione rivista ed aggiornata di "Fascisti su Marte" di Corrado Guzzanti e soci ma l'attualità di fine gennaio 2026. Ripeto. Casapound e Forza Nuova invitati, ospitati e fatti diventare soggetto d'interesse pubblico dalla Camera dei Deputati. Invitati, tra l'altro, da un soggetto (deputato ahimè...) che ha inneggiato in passato (e non solo) alla decima mas (e non solo) e che per aggiungere macchietta allo scempio è iscritto a quel partito il cui fondatore urlava ai quattro venti "mai con la porcilaia fascista".
"A GUERRA FINITA" - per tornare a cose serie - era stato inserito nel documento più alto della nostra democrazia la disposizione chiara e netta che vietava la riorganizzazione - SOTTO QUALSIASI FORMA - del disciolto partito fascista. Ecco. Non solo i nostri impagabili rappresentanti politici non sono stati negli anni - né tantomeno lo sono oggi che anzi ne sentono ancora più forte il fascino....del fascio... - di attuare il dettato costituzionale ma vedono bene di dare risalto alle organizzazioni che sarebbero dovute essere state sciolte come il loro partito originario. Non è bellissimo? Il luogo di rappresentanza istituzionale e democratica più importante che ospita i "fieri seguaci" di chi della democrazia ha fatto scempio e vilipendio. In un paese vagamente normale tutto questo sarebbe non solo impossibile ma anche impensabile.
"L'antifascismo è una malattia mentale: è simile alla mafia". Questo sono riusciti a dire quei gentiluomini che si sono sentiti privati della loro libertà oggi che sono stati contestati da chi ha fatto resistenza a questo obbrobrio cantando "Bella Ciao" nella sala dove - fra luci e sfarzi - dovevano arrivare questi luminari della politica dalle illuminate idee a fornirci gli elementi del sapere. 
In un paese vagamente accettabile un nostalgico del ventennio che si permette di dire che l'antifascismo è una malattia mentale non solo dovrebbe essere condannato per vilipendio ed apologia del fascismo ma dovrebbe essere messo ai margini sociali di tutto e da tutti. Qui invece viene invitato a Montecitorio ad illustrare la sua proposta di legge.
Purtroppo i fascisti non sono più su Marte caro Corrado.

venerdì 29 agosto 2025

La novità di Rimini

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 657

Al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini è andato in onda nei giorni scorsi lo show mediatico del presidente del consiglio, al maschile come ama definirsi lei ed in minuscolo come piace scrivere a me.
Non è stato il primo, non sarà l'ultimo. Da sempre quel palco ospita personalità e governanti che rincorrono la platea lisciando il pelo all'area di potere e di interesse che organizza e gestisce l'evento. Spesso facendo ipocritamente riferimento ai volontari che gestiscono il tutto, essendo molto evidente che quello che trascina i relatori non è certo l'elogio dell'attività spontanea.
Negli anni sono innumerevoli le vicende in cui la gestione del potere e della moralità da parte della stessa CL ha portato più di un dubbio sulle reali finalità del movimento; mai però è stata messa in dubbio la sacralità dell'evento di fine estate. "TUTTI VOGLIONO VIAGGIARE IN PRIMA" e così anche quest'anno è stato riallestita la passerella ed al solito "i modelli" per la sfilata non sono mancati. 
Come sempre, ma non è la prima neanche in questo, abbiamo assistito da parte della leader della destra ad uno "spottone" su quanto fatto in barba alle malelingue ed i gufi che da sempre ostacolano la sua attività. E come sempre sono stati presi dati oggettivamente inattaccabili (secondo lei ovviamente) per mostrarlo. Peccato che altrettanto ovviamente sono dati che fanno "il suo gioco" solo in parte perché parziali e limitati rispetto all'andamento generale del Paese e delle realtà che gli stessi numeri dovrebbero identificare. Per ogni dato roseo ce ne sono almeno due decisamente meno lusinghieri, ma ognuno porta l'acqua al proprio mulino....e ci mancherebbe. Servirebbe che questi dati qualche volta li esponesse in un vero contraddittorio per capire se davvero tengono a livello di credibilità. 
E' bello anche far notare che questa modalità è un'attitudine in piena coerenza con il passato e che ad attuarla è una "leader nuova" (ahahah) che si autodefinisce anche "fuori dai vecchi percorsi istituzionali". Il dover ricorrere per auto-incensarsi ad un Meeting come quello di CL (che puzza di vecchio  e di vecchie abitudini al solo nominarlo e che permette il monologo con tifoseria) è sufficientemente indicativo e divertente. 
Molto meno da sorrisi è lo spazio che la stessa presidente ha dedicato ai cosiddetti e "soliti" (sigh) giudici antigoverno. Di nuovo infatti abbiamo assistito ad una sparata contro la magistratura - e/o i poteri ad esse collegata - che sta facendo di tutto per mettere i bastoni tra le ruote all'esecutivo. "Non ci fermeranno" annuncia tronfia. Anche qui in piena coerenza con il suo padre politico Re Silvio di cui fu ministro in uno dei suoi esecutivi. Da lui ha preso la "lungimiranza" e la "statura" politiche che le permettono di ergersi a vittima di complotti togati ed ad autodefinirsi "più forte delle cattiverie suddette". Di nuovo una lotta per la libertà: RIsigh.
Il tutto mentre ad esempio nel mondo ogni giorno muoiono in numero imbarazzante civili/bambini/donne/persone in una vera e propria strage senza soluzione di continuità per mano di uno stato a cui la stessa presidente sembra dire più o meno "eh però siete stati ampiamente ed ingiustamente provocati ma ora forse siete un po' birichini,  mannaggia" con il tono della mamma amorevole che sgrida il bambino un po' discolo. E dedicando alla "marachella israeliana" meno tempo condanne e determinatezza rispetto a quanto investito nel stigmatizzare fermamente l'assalto dei giudici cattivi.
Il nuovo che avanza. A Rimini. Al Meeting di Comunione e Liberazione. Un presidente autodefinito vittima di complotti giudiziari mentre ottiene risultati mirabolanti. Ed intorno le guerre vere ma meno importanti. Ecco la novità della settimana. Di circa venticinque anni fa.

sabato 7 giugno 2025

Domani si va a votare

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 646
Domani si va a votare. Perché qualsiasi occasione di voto è occasione da non perdere ed impegno da rispettare. Un diritto che è doveroso esercitare per tutti quelli che nella storia non l'hanno avuto, hanno fatto fatica ad ottenerlo, continuano ancora adesso a non poterlo realizzare. 
Ogni tanto torna fuori questo dibattito che dovrebbe essere superato da tempo e che invece esce di nuovo a far capolino. Spesso per i referendum che, nello specifico, domani ci vedono decisori di cinque quesiti. 
"IL SINDACATO CHIEDE UN'ALTRA MOBILITAZIONE" per riuscire a superare lo scoglio del quorum, visto un po' come una vetta con pendenza sopra il 20% per i ciclisti. Sembra infatti il rivale più pericoloso, quello di non arrivare alla metà più uno dei votanti. Per scarsa informazione che questa occasione ha ricevuto e relativo o già presente scarso interesse generale, per una disaffezione generale e praticamente totale verso tutto quello che può avere o ha l'etichetta "politica", diretta o indiretta.
Chi lo sa, gioca sulla possibilità di ottenere un proprio tornaconto personale caldeggiando l'astensionismo come mossa politica. Decisionale invece che menefreghista. Sì, perché chi domani non andrà al seggio tale sarà. Ed una parte politica lo sta dicendo chiaramente. Purtroppo però a corrente alternata rispetto al concetto generale. Già, perché in Italia a turno le frasi "non andare a votare è una scelta legittima che esprime un opinione" e "votare è diritto e dovere e quindi si deve esercitare ed adempiere entrambe le cose" sono dette e sottolineate da parti politiche a seconda di come tira il vento, dimostrando anche in questo caso come distinguerle diventa sempre più complicato. Chi oggi invita ad andare al mare criticava aspramente chi lo faceva nelle precedenti tornate referendarie e viceversa.
Mi chiedo, come possono essere adesso credibili? Come si può pensare che la loro "filippica" attuale sul dovere civico o la vacanza al mare come scelta politica possa essere considerata pregna di significato collettivo e non di un interesse personale legato alla specifica situazione? Interesse personale che trasforma il quorum da vincolo costituzionale di tutela di una scelta legittimata dai numeri in strumento di scelta opportunistica. Non considerando, ad esempio, che "sdoganare" l'astensionismo è comunque un pericoloso boomerang che le percentuali di votanti anche alle elezioni politiche/regionali/ecc rimanda indietro. Ma forse, anzi evidentemente, senza il reale dispiacere di nessuno.
Ci sono delle cose che dovrebbero andare oltre e sopra i posizionamenti politici. Quelle regole di cittadinanza collettiva/attiva e dovere civico che dovrebbero assolutamente contenere il rispetto del diritto di voto. Quel "hanno lottato tanto per darcelo questo diritto, vediamo di ringraziarli facendo il nostro dovere" che mi sono sentito dire da sempre in casa, fa sì che ogni volta superi il "mio scoramento" rispetto al livello politico/sociale generale ed affili la mia matita copiativa. Farò lo stesso domani. Sarebbe un passo avanti per tutti se su questo ci mettessimo d'accordo, declinando poi le nostre differenze una volta entrati in quel seggio ed in quella cabina elettorale. Sarebbe.

sabato 24 maggio 2025

Non cambia

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 644
Da sempre quando si "cita" la politica un vizio nemmeno troppo originale è quello di abbinarla con molta frequenza al tornaconto personale degli interpreti. Perché negli anni i casi di questo tipo sono stati diversi, tanti, troppi. Perché il disamore ed il crollo della fiducia generale verso gli esponenti della relativa classe con il passare del tempo non hanno avuto interruzioni. E' diventata una sorta di "nomea" si direbbe a Firenze, probabilmente in alcuni (diversi? molti?) casi non meritata. Purtroppo però per molti aspetti totalmente centrata. 
Passano gli anni ed uno che vagamente ripone quel briciolo di speranza nel genere umano/politico potrebbe pensare o meglio sperare che il passato in qualche modo sia servito da lezione. "ILLUSIONI CHE PRIMA O POI" magari si avvereranno anche, ma non adesso.
E' infatti notizia di questa settimana l'arresto del sindaco di Sorrento per mazzette incassate ad un ristorante da un imprenditore del settore alimentare (appalti delle mense scolastiche). Devo dire una certa coerenza il luogo dello "scambio" rispetto all'attività. Incasso della serata tra l'altro parziale rispetto ad accordi già presi e già incassati viste le perquisizioni e le indagini relative. Il tutto ha portato ad altre ispezioni, verifiche negli ambienti collegati al sindaco e sono così emerse delle collaborazioni che poco o niente avevano a che fare con il lavoro ed il ruolo di primo cittadino ma che erano tarate su ben altro. Nello specifico quella di un fiduciario del sindaco a cui sono stati ritrovati oltre centocinquantamila euro nel tavolo da biliardo. Fiduciario (sigh) tra l'altro su cui si erano incentrate le attenzioni di un'inchiesta giornalistica che aveva smascherato il suo passato "particolare" costringendo lo stesso a non ricoprire il ruolo ufficiale nello staff comunale. Cosa evidentemente che non è stata sufficiente a metterlo ai margini ma gli ha anzi permesso di impreziosire la sua abitazione con mobilio di particolare pregio. 
La cosa mi ha fatto tornare in mente una vecchia perquisizione ai tempi di Tangentopoli in casa di Duilio Poggiolini, direttore centrale del Ministero della Sanità e responsabili dell'inserimento dei farmaci nei prontuari medici. In quel caso furono trovati nascosti in divani e panche miliardi delle vecchie lire, titoli di stato e monete antiche tanto da sconvolgere gli stessi finanzieri impegnati nella perquisizione. La notizia di cronaca è ridotta nelle dimensione rispetto al ruolo e gli importi di Poggiolini ma la cosa che fa davvero pensare è che sia una storia senza fine. Quella al vecchio direttore centrale della Sanità è datata 1993, oltre trenta anni fa. E ci risiamo. Ci mancherebbe, realtà diverse e paragoni non possibili ma che ancora siano presenti in modo così "prepotente" induce ad un'amarissima riflessione. Che tutto cambia per non cambiare niente si direbbe in stile "gattopardesco". Ma forse in questo caso non c'è stato neanche lo sforzo di provare davvero a cambiare qualcosa.

sabato 22 marzo 2025

Origini

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 635
Ha fatto scalpore nel giorno della festa del babbo (a Firenze il papà non è mai sbarcato) il discorso - alla camera dei deputati - della presidente del consiglio. In una relazione all'aula sul progetto di incremento della spesa per gli armamenti europei la suddetta ha chiosato il suo intervento con una sorta di ps messo ad arte per catturare l'attenzione su quel punto e non su tutto il resto. L'ha fatto infischiandosene di quello che stava dicendo e di cosa rappresentasse quella provocazione in termini di rispetto della storia, delle vite vissute e del concetto di verità. Delle origini, nel giorno appunto di chi le origini le ha date. 
Ha preso brutalmente tre brevi stralci tre di un libro intero e li ha letti con quel fare da monologhista comica che tanto le piace, infarcendoli di faccette ed espressioni macchiettistiche tanto per accentuare il senso della provocazione. Chi ha vagamente il senso della decenza e del rispetto della storia, dell'orgoglio del nostro Paese e dell'origine della nostra libertà è scattato ed ha protestato, pur rendendosi conto di essere caduto nella trappola comunicativa/mediatica ma dicendo un po' a tutti "SE TI BASTA CHIAMAMI SCEMO CHE IO ALMENO CREDO". Credere appunto in quelle cose così biecamente calpestate. Non contenta la suddetta monologhista ha preso la via di fuga nel momento più caldo della bagarre delle reazioni per poi rientrare sperando che la cosa fosse acquietata, il tempo di fare qualche faccetta (per lei) buffa di risposta alle immancabili ed ovvie contestazioni e di nuovo la via di fuga come da copione e nel dna della sua parte politica.
Quel finale di intervento le serviva per spostare l'attenzione di tutti altrove rispetto alle posizioni ambigue del suo governo e per deridere una piazza che essendo una novità non allineata e di successo non poteva non essere "spenta"  in qualche modo (NB per la cronaca io non sono affatto un "innamorato" della manifestazione di orgoglio europeo organizzata da Michele Serra e che tanto ha dato noia alla presidentissima). 
Per farlo andava bene anche calpestare le vite di uomini e donne che con il loro impegno e le loro visioni hanno reso possibile anche l'ascesa di una figura come la sua. E' stato più volte riportato in questi giorni un dialogo che io ho sentito citare la prima volta da Pierluigi Bersani, un vecchio confronto tra il senatore partigiano Vittoria Foa e quello fascista Giorgio Pisanò. Il primo spiegando le loro differenze al secondo sintetizzò perfettamente così: "la differenza tra noi è che se avessi vinto tu io ora sarei in galera, invece avendo vinto io adesso tu sei senatore". Purtroppo questo esempio non può essere capito dalla parte politica di cui l'amabile oratrice è leader. Immaginate un qualsiasi esponente di governo o maggioranza di fronte ad una frase così chiara, piena ed alta. Labirintite ed epistassi immediati.
Ma d'altronde è anche vero che niente di diverso ci si poteva aspettare da chi non si è mai dichiarata anti-fascista. Da chi è stata sdoganata da un precedente Re che ironizzava sugli esili paragonandoli a "luoghi di villeggiatura". Da chi ha da sempre ammirazione e vicinanza alle posizioni politiche di chi nell'epoca del "Manifesto di Ventotene" firmava ben altri manifesti.
Purtroppo l'ha fatto nell'aula più importante del Paese, con il più alto ruolo "operativo" e con il proprio gruppo di tifoseria che applaudiva anche dai banchi del Governo, cosa sostanzialmente mai vista nel rispetto di regolamenti parlamentari. L'ha fatto irridendo morti che hanno dato la libertà al suo Paese di cui dice di essere tanto innamorata, che si trovavano al confino per le loro posizioni politiche a causa di provvedimenti di un governo fascista. Perché sì, ogni tanto bisogna anche ricordarla questa parola: FASCISMO. Quella che, alle origini di questa democrazia di cui tutti godiamo (anche la battutista di cui sopra), così chiaramente era stata definita. 
Già. In fondo si tratta proprio di quelle. Origini. Ed ognuno ha le sue, che poi porta avanti, rinnega, modifica, sviluppa, asseconda. Ecco. Io sono di origine partigiana, qualcuno è di origine fascista. Quelle come le mie, come diceva Foa, hanno permesso a tutti di avere libertà e democrazia. Quelle di altri hanno impedito per vent'anni tutto ciò ed ucciso e mandato agli arresti/confino/in ospedale chi non la pensava come loro, ed avrebbe continuato. Purtroppo oggi si permette anche ai secondi di essere fieri delle loro, bullandosene in aule parlamentari. Fieri evidentemente di quel fascismo che non riescono proprio a rinnegare e che invece la Costituzione coì bene inquadrava. Ma a breve, vedrete, anche quella verrà letta come monologo comico ed irrisa, con tutti i padri costituenti a seguito. Solo questione di tempo.

sabato 22 febbraio 2025

Iter noto

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 631
Condanne, inchieste, processi, avvisi di garanzia, indagini, richiami, provvedimenti. Un rutilante mondo governativo che non perde occasione per far parlare di sé. Non fanno ormai neanche troppo scalpore le novità che si susseguono perché tutte condite dalla salsa della ripetitività. Ennesima e senza soluzioni di continuità.
Così le (ulteriori) vicende del sottosegretario Delmastro non fanno praticamente neanche notizia. Condanna di primo grado ad otto mesi per diffusione di notizie coperte dal segreto d'ufficio (vicenda del caso Cospito). Ovviamente ci sarà ricorso in Appello ma la pena prevederebbe anche l'interdizione dai pubblici uffici, perfetta per un sottosegretario della Repubblica. 
Ovviamente la sentenza è stata subito bollata come "sentenza politica" dalla più altra in grado e come "frutto del potere cancerogena delle correnti" dal diretto interessato. E va tutto bene così perché in fondo "LA POLVERIERA SU CUI SEI SEDUTO" è sempre colpa di qualcun altro, per indole di tutti noi forse, per convenienza e "buone prassi" nel mondo di cui sto parlando.
Esiste ormai da ventenni una sorta di lasciapassare che viene in automatico attribuito a tutti quelli che rivestono un ruolo di questo tipo. Le indagini sono frutto di speculazioni giornalistiche o di qualcuno che vuole solo avere visibilità, le inchieste non sono mai consone perché riguardano fattori non sindacabili, le condanne di primo grado sono politiche e non definitive, gli appelli sono troppo lunghi e la Cassazione non arriva mai a giudizio viste le prescrizioni imperanti che qualcuno ha magicamente fatto diventare sinonimo di assoluzioni. L'iter è noto ed ugualmente triste allo stesso livello e per lo stesso grado di importanza.
Così piano piano anche le notizie che un tempo forse sarebbero state viste come elementi su cui valutare credibilità politica/istituzionale di figure che hanno in mano la cosiddetta "cosa pubblica", adesso sono diventate tutte gossip da sfogliare come in passato si sfogliavano i flirt su novella 2000. Quando poi qualcuno prova a riportare l'attenzione sugli aspetti di opportunità di ricoprire certi ruoli se coinvolti in certe vicende parte il loop mediatico da cui tutta una parte politica ha avuto origine. Quello creato e divulgato da quello che ormai è diventato - per l'opinione pubblica - uno statista e che spesso viene addirittura rimpianto per il suo ruolo moderato rispetto ad oggi, ignorando che quelli che adesso governano sono tutti figli suoi. Per dichiarazioni, vittimismo, spocchia ed arroganza. Non certo per idee politiche, per quelle non erano pervenute prima e non sono arrivate adesso. 
E come era allora per il Re Silvio originario, anche adesso il tutto è possibile perché nessuno ha la forza/voglia/capacità di richiamare tutti alla realtà dei fatti. O più banalmente perché a tutti noi in fondo adeguarci al "se mi indagano/accusano/condannano è sempre colpa di qualcun altro pilotato da un complotto" non ci dispiace per niente. Per la gioia del Re, vero "padre nobile" del tutto.

sabato 15 febbraio 2025

Fine vita pieno di orgoglio

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 630

Conoscendo due nozioni due di diritto (due eh...) so che ci sono dei diversi "gradi" di valutazione e rilevanza delle valutazioni in termini di legislazione e relativa competenza. A volte in contrasto tra di loro, a volte che necessitano di interpretazione, a volte davvero difficilmente digeribili per proprie diverse convinzioni. Ma in uno stato di diritto un "principio regolatore" è necessario.
In un paese che, non per colpa delle leggi ma a causa della pavidità del genere umano italico, resta laico solo a parole e non nei fatti, per un'ipocrita sudditanza nei confronti di uno staterello autonomo presente sul territorio italiano ci sono degli argomenti tabù. Uno è quello del fine vita, inviso soprattutto alla maggioranza dei pseudo politicanti italici per paura di incorrere in reprimende/scomuniche/altro da parte di tonacati di varia tipologia.
Nel 2019 una sentenza della Corte Costituzionale (la vetta della piramide succitata) ha ritenuto non punibile “...chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli.....in attesa di un indispensabile intervento del legislatore,  si subordina la non punibilità al rispetto delle modalità previste dalla normativa sul consenso informato, sulle cure palliative e sulla sedazione profonda continua e alla verifica sia delle condizioni richieste che delle modalità di esecuzione da parte di una struttura pubblica del Ssn, sentito il parere del comitato etico territorialmente competente...”. Sentenza che era stata anticipata negli anni precedenti da ordinanze della stessa Corte sensibile e preoccupata da un vuoto normativo sullo specifico argomento e le diverse casistiche e declinazioni delle eventuali situazioni già in essere o avvenute.
Adesso una regione è intervenuta, normando il vuoto con una proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall'associazione Luca Coscioni, di cui portavoce e non solo è quel Marco Cappato, unico politico degli ultimi decenni che ha dato senso alla parola "impegno istituzionale". Marco ha fatto - rischiando nel proprio - dei suoi interventi a favore del fine vita di Dj Fabo (e non solo) il motivo scatenate dell'interesse all'argomento che per le ipocrisie già detto era da sempre stato messo sotto un tappeto polveroso. Quella vera e propria battaglia ha portato ai risultati "più" alti con la sentenza della Corte ed oggi ha finalmente una base concreta oltre che scritta sulle motivazioni delle decisioni. Attuazione resa possibile ancora una volta appunto da Cappato ma anche da una Regione di cui vado particolarmente fiero oggi più del solito: la mia.
Ovviamente il Governo, toh..., non ci sta. Non solo non ha fatto niente, non solo non ha stimolato la riflessione del Parlamento ma ora parla di impugnare la decisione perché "di sua competenza". A parte il fatto che l'argomento è stato definito dalla Corte Costituzionale e la Regione Toscana si è attenuta a quanto indicato. A parte che la stessa decisione va nell'ottica di garantire al proprio territorio un diritto riconosciuto. A parte che la competenza in ambito sanitario e di salute è (concorsualmente anche) regionale. C'è un piccolo particolare sconosciuto a chi parla di impugnazione: il vuoto normativo in materia a causa dell'immobilismo paraculo del legislatore nazionale.
Per questo viene da piangere rispetto alle reazioni ad una legge finalmente di umanità, impegno civico e corretto adempimento di libertà e diritti fondamentali stabiliti dalla stessa Corte. Cosa evidentemente così rara, probabilmente unica, da suscitare reazioni e ribellioni all'evento che altro non è che rendere possibile a chi è in una situazione che non è più - per sua scelta e per evidenza medica - né umana né dignitosa di avere garantito un diritto assoluto. Di scegliere sulla propria vita e sulla propria stessa fine. Ripeto PROPRIA. E di sentirsi dire con amore e rispetto "FAI BUON VIAGGIO E POI RIPOSA SE PUOI".
Io della mia Regione sono molto orgoglioso e di questa possibilità molto contento. Aggiungo, FINALMENTE. 

sabato 8 febbraio 2025

Motivazioni serie

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 629
Sui fatti di politica estera ho da sempre difficoltà di lettura, perché accentuano la mia ormai cronica scarsissima capacità di attenzione su vicende e situazioni che invece - per aver una vaga convinzione di conoscerle a fondo - ne necessiterebbero in ampie dosi. Ormai su ogni argomento infatti l'informazione è declinata a "tifo" e quindi per cento teorie che dimostrano il funzionamento del sistema solare altrettante ti diranno che la terra è palesemente piatta. E quando non hai gli elementi per capire di base dove stanno i "terrapiattisti" la cosa si complica.
In questo caso però il concetto non è complicato: c'è un mandato internazionale di cattura di un pericoloso criminale, torturatore e violentatore come Almasri, che viene di conseguenza arrestato. Lo stesso però viene scarcerato, molto rapidamente quasi di corsa, e riportato (probabilmente con tante scuse) in Libia su un aereo di Stato dalle brillanti personalità governative che abbiamo. Dove sta la motivazione? In un mandato dell'Aja non appropriato, sembra. "VOLANO NEWS SPARANO" interpretazioni di vario genere e giustamente si chiede di riferire in Parlamento ed ovviamente la presidente del consiglio risponde.......sui social dicendo sostanzialmente che è tutto un complotto giudiziario/nazionale/internazionale contro di lei. Dove l'ho già sentita?!? Ma neanche i testi cambiano questi!?!?!
Quella "che combatterà gli scafisti lungo tutto il globo terracqueo" infatti evidentemente quando ha un criminale, torturatore di bambini arrestato in casa sua si trova spiazzata....troppo facile....e preferisce riaccompagnarlo con tutti gli onori in Libia per dargli probabilmente di nuovo la caccia nel terracqueo. La stessa che fa del coraggio e la sfrontatezza davanti a tutti i suoi elementi di riconoscimento, al dibattito per il chiarimento con il Parlamento - che con comodo viene bontà sua concesso - manda avanti Bibì e Bibò a spiegare e lei si guarda bene dal partecipare.
Ora Bibì e Bibò sarebbero i titolari di due ministeri fondamentali (Giustizia ed Interno) ma la suddetta leader illuminata li rende tali depotenziando qualsiasi loro parola avendo dato già la spiegazione unica e monolitica laddove conta (appunto sui social - SIGH). Infatti non sente nemmeno il bisogno di coordinarli e così si ritrovano a portare in aula due voci diverse ma soprattutto due versioni che contrastano tra di loro e con quello che la stessa presidentissima aveva annunciato. Il Ministro della Giustizia ha, di fatto, smentito la capa del Governo in merito al fatto che lo stesso "non sapesse" visto il riferimento più volte esplicitato ad un'attività di valutazione del mandato internazionale, cosa tra l'altro non prevista o prevedibile. E' stato poi smentito di fatto dal suo collega dell'Interno sulle tempistiche dell'arresto e le procedure seguite in base allo stesso mandato nodo del contendere. Bibò che già che c'era ha anche aggiunto il concetto mirabolante che per la scarsa sicurezza che destava la sua figura è stato urgentemente rimpatriato in barba ai mandati ed alle leggi internazionali.
Le spiegazioni sono andate "in onda" in due rami del Parlamento dove la maggioranza, per sostenere le proprie tesi - circa la scarcerazione ed il rimpatrio con onore di un violentatore di bambini, ricordiamolo - si attacca ai "bollini blu della banana Chiquita della Corte Penale Internazionale" (cit) al fatto che "in fondo il Ministro si è letto il mandato in inglese e di domenica" (cit.) alla solida motivazione "voi non potete parlare perché il vostro tesoriere in Campania è sotto indagine per favoreggiamento dell'immigrazione" (cit) il tutto sostenuto e spalleggiato dalla seconda carica dello Stato che dovrebbe essere super partes e che invece si schiera palesemente, interrompe a piacimento gli interventi (ovviamente di chi critica l'operato del Governo) commentandoli e denigrandoli. Ma in fondo va tutto bene. Mica si parla di cose serie no? Solo di vite umane e di torture, ci si può anche allargare a commedia e sarcasmo. Mica siamo nella più importante sede di confronto politico istituzionale? Siamo solo in Parlamento si può tranquillamente buttare in caciara. Non siamo sui social a parlare di complotti. Lì sì che bisogna essere seri e che è decisiva la presenza della capa, che altrimenti "non si abbassa".
In tutto questo Almasri con la sua divisa da generale - che ben si staglia sullo sfondo tricolore del volo di stato - rientra in Patria e potrà continuare ad operare con i suoi metodi specchiati che lo hanno portato ad essere accusato di omicidio, violenze, torture, abusi anche su minori. Il tutto perché Bibì e Bibò coordinati dalla capa hanno deciso - dall'alto della loro scienza che ancora non gli ha fatto trovare una versione unica e condivisa - che il mandato della corte internazionale aveva delle evidenti inesattezze tali da mettere in dubbio l'arresto e trasformare lo stesso in una gita premio di rientro a casa. E poi ci lamentiamo perché non contiamo niente, siamo proprio ingrati.

sabato 18 gennaio 2025

Pericoloso disinteresse

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 626
C'è un Paese che di bello ormai ha poco più che la definizione, forse qualche spunto di varia attività e sicuramente un patrimonio artistico e paesaggistico che più o meno la Natura ed i secoli precedenti ci hanno regalato più o meno senza meriti, o almeno diciamo non recenti.
La cosa che incute una sorta di clamoroso sbalordimento è che l'andamento ed il sentire generale si sta pericolosamente appiattendo in modo simile a quello di questo blog. Non è una megalomania eh, anche se proprio questa settimana queste pagine virtuali hanno festeggiato sedici anni di attività costante e ne vado molto fiero. Da tempo infatti sento e scrivo un di un crescente disinteresse verso le "azioni politiche" (intese in senso molto ampio) e le vicende che in qualche modo "fanno capo" a quella sfera lì. Questo spazio che mi sono dato di scrittura settimanale quasi mi costringe ogni tanto ad aprire gli occhi da un sonno abbastanza colpevole e distratto. Sono oggettivamente schifato da un po' tutto quello che accade e molto molto molto disaffezionato da qualsiasi forma di concreta azione per provare a stoppare questo lento personale declino. E sbaglio perché alla fine il mio naturale istinto di non essere totalmente estraneo allo schifo che circola mi porta in un posizione intermedia che fa ancora più male. In giro la cosa è ancora più netta ed il disinteresse sociale è totale e collettivo quindi il paragone al blog calza solo in parte: in giro più che fastidio e disamore c'è un vero e proprio appiattimento della cosiddetta opinione pubblica sul "va bene tutto, madama la marchesa" . Allo stesso modo però, anche questo non è un gran bel segnale "NON LO E' PER NIENTE".
I fatti che accadono intorno alla Penisola sono sostanzialmente bollati come non di interesse perché lontani, quelli che avvengono dentro alla stessa vengono catalogati come non meritevoli di indignazione o addirittura interesse. Delle guerre in giro per il mondo è interessato poco anche all'inizio delle stesse ed alla loro partenza, figurarsi dopo mesi/anni di prosecuzione. "Sono lontane ed inevitabili viste le situazioni" quindi non hanno centralità in considerazioni, meno che mai in preoccupazioni reali. Di quanto ci accade in casa siamo troppo interessati a non impegnarci davvero ad approfondire o a non fingere di capire quanto e come certi fatti siano di una pericolosità e rilevanza generale e fondamentale.
Ci sono ministri/sottosegretari rinviati a giudizio/protagonisti di fatti riprovevoli di cui non interessa a nessuno, anche perché altrimenti si dovrebbe analizzare il fatto che sono gli stessi che da sempre hanno conflitti d'interesse e curriculum palesemente inadatti a ricoprire un tal ruolo. Ci sono fatti di cronaca che mostrano come la considerazione di sicurezza sia del tutto delegata al gusto personale di chi indossa una divisa o di chi quella divisa gestisce ma nessuno se ne sconvolge, perché in questo caso l'analisi dovrebbe essere più strutturale e rivedere la propria considerazione di priorità su sicurezza e tutela della collettività e figuriamoci. Ci sono programmazioni economiche che allargano la già immensa distanza esistente tra i diversi ceti sociali prevedendo da un lato condoni, condonetti e scudi e dall'altra aumenti che faticano ad arrivare alle due cifre, ma alla fine alla stragrande maggioranza va bene così perché siamo un paese che di condoni e di scudi (di ogni tipo) campa e si illude di crescere. Ci sono provvedimenti legislativi ulteriormente limitativi delle differenze e delle disparità a sfavore di classi/generi/categorie considerate "diverse o più deboli" ma indignarsi non si può perché rispetto a posti che fanno delle disuguaglianze il loro marchio di fabbrica qui "in fondo qualche diritto c'è" ed alla fine - vogliamo parlare chiaro? - se sono diversi/meno agiati/ai margini/più deboli, per la considerazione illuminata della maggior parte dei nostri connazionali, un motivo ci sarà ed in fondo in fondo non è che possono sperare di avere "anche loro" pieni diritti e/o non essere in qualche modo svantaggiati.
Ed allora sostanzialmente non è un grande problema tutto ciò che accade anche quando si parla di vite, salute e diritti. Alla fine basta non avere troppe complicazioni nel proprio orticello, basta non dover pensare troppo o impegnarsi anche solo a riflettere, basta rientrare nella cosiddetta categoria "dei normali" ed il gioco è fatto. Un orribile gioco. Ma questa è un'altra puntata e tanto basta.

sabato 23 novembre 2024

Pesi massimi

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 618
Ci sono i sottosegretari che provano a sgomitare per attirare attenzione e diventare protagonisti (clicca qui per il memorabile Delmastro) ma ovviamente ci sono ruoli e ruoli. Un po' come le categorie nel pugilato, ed in questo caso il ruolo dei pesi massimi lo rivestono i ministri (sigh). 
Qualche giorno fa, nell'ambito della presentazione della fondazione dedicata a Giulia Cecchettin, il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara (strasigh) ha dimostrato di voler "VIAGGIARE IN PRIMA" classe, mettendo in mostra appunto la sua diversa categoria. Extra lusso.
Ripeto. Evento dedicato a promuovere la nascita di un'organizzazione che si occuperà di educazione e sensibilizzazione mirante a cambiare socialmente e culturalmente la visione collettiva sull'argomento prevaricazione e violenza e che per identificarsi sceglie la dedica e l'intitolazione ad una giovanissima ragazza uccisa dal suo ex ragazzo (non emarginato, non straniero, non irregolare, italianissimo.....specifica da tenere bene in memoria per tutta la durata del post).
Qui entra in campo il nostro....pardon....il ministro nominato da questo governo che ci tiene ad inviare un bel messaggio di saluto e di "benvenuto" alla suddetta fondazione. E me lo immagino proprio intento a scriversi le parole da inviare. Avrà pensato: cosa posso dire di meglio all'inaugurazione di una fondazione dedicata ad un vittima di femminicidio che sviare l'attenzione generale e sostanzialmente sminuire le basi del fenomeno di cui purtroppo è vittima il nostro Paese, causa della morte della stessa Giulia? 
La società e la sua strutturazione influiscono sui casi di cui la fondazione si occuperà? No, per nulla perché "il patriarcato non esiste". Certo, ci mancherebbe, infatti non esistono i segnali di un sessismo diffuso e strutturato. Vivendo su Marte il ministro non poteva sicuramente essere allineato all'attualità del paese Terra e più nel dettaglio del nostro bel Paese.
Le violenze sono al 75% derivanti da autori italiani ed all' 85% in ambito familiare? La matematica è certamente un opinione visto che per il suddetto abitante in altra realtà "occorre ribadire che l'incremento della violenza sessuale è legata anche a fenomeni discendenti dall'immigrazione illegale".
E poi l'impegno per risolvere i casi. "Il tema della violenza di genere verrà trattato all'interno delle ore di educazione civica". Peccato che non siano previsti moduli specifici per gli argomenti in questione e che quindi è solo un introdurre un concetto generico di rispetto verso la persona, un contentino venuto male. Beh certo poteva anche essere previsto un modulo specifico a favore della discriminazione e la violenza di genere quindi dovremmo essere contenti. E soprattutto se l'argomento verrà trattato nel modo in cui il ministro (strastrasigh) ha gestito questo intervento......meglio l'ignoranza assoluta.
A volte arrivi a pensare che si sia toccato il fondo. Ma dura sempre troppo poco perché molto rapidamente qualcuno ti smentisce in maniera netta. Quindi c'è da tenere in considerazione con spirito non troppo severo le parole di una persona catapultata da Marte perché il rischio/sicurezza che domani le "rimpiangeremo" considerandole quasi illuminate è davvero elevatissimo.
Ps. per i Valditara di turno, l'ultima parte del post è ovviamente una sarcastica considerazione.

sabato 16 novembre 2024

I muscoli ed il ruolo

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 617
C'è un sottosegretario alla Giustizia che in queste ultime ore è salito alla ribalta comunicativa. Vabbè direte ci può stare. Magari la sua linea politica non è (da me) troppo condivisibile e quindi meritevole di attenzione, ma riconosco che il suo ruolo porta normalmente ad avere un po' i riflettori addosso. Avrà partecipato ad un'iniziativa legislativa innovativa vi chiederete: acqua. Avrà attivato delle importanti novità nella gestione di processi o procedimenti giudiziari direte: acqua. Si sarà interessato allo sviluppo di percorsi processuali e penali più snelli ed allineati agli standard di paesi europei o anche solo civili penserete: acqua. 
Andrea Delmastro, il suddetto sottosegretario, ha partecipato nei giorni scorsi all'inaugurazione di una nuova auto blindata con spazio detentivo che il Dipartimento Penitenziario potrà usare per i detenuti ai regimi di massima sicurezza. Come annunciato nella presentazione dello stesso mezzo da alcuni alti dirigenti il mezzo servirà per "accompagnamento di soggetti al 41bis e con regime di massima sicurezza con esigenza di dover visitare persone molto malate o ad esempio per effettuare una visita al cimitero". Poi ha preso la parola il nostro e tutti a chiedersi "DOV'E' CHE FINIRA'" il suo brillante eloquio?
Presto detto: "per me è un’intima gioia all’idea di far sapere ai cittadini come incalziamo e non lasciamo respirare chi sta dietro quel vetro oscurato” accentuando con espressioni di durezza e mimica facciale il suo piglio autoritario cercando di rafforzare il concetto già orribile di suo. E non poco.
Che bello no? Si parla di detenuti in visita a familiari morenti o già morti ed il sottosegretario quel che tiene a puntualizzare è la voglia del Governo di far passare il messaggio chiaro che loro sì che sanno come trattare i cattivi: che facciano pure se vogliono queste visite "ricreative" ma sappiano bene che saranno incalzati tanto da non farli respirare dentro l'auto blindata che li porta alla visita suddetta. Pugno duro. Non vi sentiti adesso tutti più tranquilli e tutelati? A me pare abbastanza lampante e mi sento totalmente rassicurato.
Il buon Andrea dopo aver partecipato ad un ultimo dell'anno esplosivo dagli sviluppi tutt'ora misteriosi ha visto bene di non perdere l'occasione per ribadire il suo piglio autoritario. Durante quei festeggiamenti mentre, pare, l'uomo della scorta di un suo collega deputato - curiosamente ed ovviamente di Fratelli d'Italia - decideva di sparare in mezzo alla gente lui purtroppo era impegnato a portare gli avanzi in macchina (......) e quindi non ha potuto partecipare ed impedire col suo fare determinato l'incidente. Che disdetta, proprio lui così incalzante e superuomo che per l'appunto nel momento clou doveva portare i vassoi di crostini in macchina. Ma tu guarda la sfortuna alle volte.
Adesso però non poteva perdere l'occasione. Duri ed incazzati. Ed anche amareggiati che non tutti abbiano apprezzato e si siano addirittura indignati per delle parole degne di carcerieri di paesi antidemocratici e dittatoriali. Non si capisce proprio di che cosa ci si possa lamentare, una volta che finalmente si mostrano muscoli e forza. E perlopiù dalla persona più adatta.
In fondo riveste appositamente il ruolo di sottosegretario alla Giustizia: lo spirito dimostrato fra sparatorie, dichiarazioni ed inaugurazioni ha totalmente confermato la sua innata e naturale predisposizione al ruolo. In fondo è bello sapere che siamo governati da persone con questo spirito e con questa naturalezza. Ed io che li ho sempre criticati. Che scemo.

sabato 19 ottobre 2024

Universale

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 613
Menomale va. Finalmente il problema più grande di questo paese è stato affrontato con piglio e decisione. Ohhhhh. Vedi che un governo di centro destra serviva per risolvere in modo deciso le questioni fondamentali.
"LA SPONDA DI GHIAIA CHE ALLA PRIMA ALLUVIONE VA GIU'" che accomuna varie regioni d'Italia per non dire tutte?
La sempre più crescente difficoltà che trovano tutti quelli che devono rivolgersi alla sanità pubblica?
Un mondo del lavoro che fa del sottopagato e del precario caratteristiche sempre in maggiore espansione, ovviamente quando qualcuno riesce ad avvicinarcisi?
Un'evasione fiscale che sfonda ogni volta record che sembravano inavvicinabili?
Una posizione di politica estera netta, chiara ed intransigente di rispetto dell'articolo 11 della Costituzione vista l'ondata di guerre in giro per il mondo?
Una seria ed importante lotta ai femminicidi ed al rispetto del ruolo della donna nel mondo del lavoro, sociale e familiare?
No eh. Facciamo meno? Proviamo con qualcosa di più affrontabile anche da un branco di enormi statisti che per non farci sentire troppo inadeguati come popolazione (che cari...) si travestono da scappati di casa. Vediamo. 
Accise sui carburanti finalmente tagliate come da programma e promesse elettorali?
Una classe dirigente scelta con la rigidità della purezza destrorsa?
Politici che non si rifanno al fascismo o al nazismo?
Rispetto della legge di conquista femminile dell'aborto da parte della prima premier donna di questo Paese?
Nuova modalità nel definire ruoli e poteri, finalmente fuori da scelte parentali ed amicali?
Niente eh. Sempre troppo elevati. Ah ecco.
Stavo colpevolmente dimenticando quella che era la vera e propria piaga di questo paese: la gestazione per altri, più nota come maternità surrogata. Eh già, far diventare la stessa come reato universale era proprio la priorità assoluta. Non solo. Anche non affrontare i casi già esistenti con i relativi figli che ora sono a tutti gli effetti eredi di due pregiudicati e/o pregiudicate universali era cosa buona e giusta da realizzare. Era davvero importante era dare un giro di vite a questa grave problematica: limitare ancora di più le libertà personali di chi non è allineato con la visione di "normalità" di qualcuno e trasformare dei bambini come "oggetti misteriosi".
Il tutto mentre si ospita Elon Musk nelle sedi istituzionali incensandolo come figura imprenditoriale a cui far riferimento ed elevandolo al pari di uno statista internazionale, quando con le stesse leggi previste dagli incensatori sarebbe, lui che alla maternità surrogata ha ricorso, da considerare come criminale universale e da far accomodare a Rebibbia invece che a Palazzo Chigi. Ma la schiena dritta si sa che questo Governo ama mostrarla solo con chi sbarca per fame e non per fama.
Comunque, come dicevo all'inizio, menomale va. Con questo reato universale ci sentiamo adesso tutti più tutelati. E pazienza se ci sarà un gruppo di persone meno libere ed alcuni bambini di cui non si conoscerà più lo status ad oggi, in fondo sono sotto categorie "non normali" di cui non può interessarci più di tanto. E che alla fine un po' se la sono anche cercata.

domenica 12 maggio 2024

Il mistero del disamore per la politica

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 591

Ovviamente i procedimenti portati avanti in questi giorni dovranno essere valutati e confermati o meno dai processi. Ci sono ancora altre indagini in corso quindi ancora di più ovviamente vedremo anche quelle che fine "faranno". Quello che appare però evidente è che lo scandalo che sta coinvolgendo (tra gli altri) il Presidente della Regione Liguria Toti è di portata non piccola.
Non sono solo accuse o ipotesi. Ci sono infinite pagine di ordinanza, piene di elementi che hanno portato ad un arresto di un presidente di regione che sarebbe coinvolto - secondo i giudici - "in un quadro di allarmante abitualità al sistema corruttivo perfettamente collaudato". Corruzione, ma non solo. Ci sono "ombre" di possibili infiltrazioni mafiose (accuse a collaboratori) ed accuse di "falso" che a questo punto sembrano abbastanza scontate e quasi minoritarie rispetto al resto.
La solita "GIOSTRA CHE NON SI FERMA MAI" di giravolte degli schieramenti porta chi prima voleva le dimissioni per fatti meno gravi ad invocare la presunta innocenza fino al terzo grado di giudizio e chi la invocava prima a chiedere le dimissioni oggi di Toti. Qualcuno invece resta costante sulla posizione che i giudici si divertano a condizionare la politica: ora da un lato, ora dall'altro. Per loro siamo in un continuo tentativo di golpe giudiziario, d'altronde qualcuno la linea berlusconiana deve pur portarla avanti.
Intanto le intercettazioni in parte emergono ed illustrano come la persona più importante di una regione non esattamente microscopica come la Liguria (e se fosse stata microscopica sarebbe stato uguale) si rapportasse con imprenditori (Spinelli nel caso) e mescolasse allegramente attività di concessione regionale, pratiche personali e richieste di sostegno politico. In un mondo normale solo queste sarebbero di un imbarazzo tale per i protagonisti da definire immediatamente la situazione. Senza contare altre intercettazioni in cui con i propri collaboratori lo stesso Toti ipotizza contatti con persone coinvolte in clan di stampo non chiaro per cercare risorse per campagne elettorali.
In questo quadro generale nessuno parla davvero della base di tutto. Chi interviene si spertica sul garantismo necessario, in molti sui tempi sbagliati (come se ce ne fossero mai stati di "giusti" secondo gli stessi politici), qualcuno chiedendo le dimissioni solo perché l'arrestato è dello schieramento diverso dal proprio.
Il punto a mio modesto parere è altro. E' quanto rappresenta e quello che significa il fatto che a carico di un presidente di Regione ci sono accuse, atti e prove tali da far decidere dei giudici per il suo arresto. Non avviso di garanzia, non rinvio a giudizio, non indagini approfondite. Arresto. 
Non solo.
Ci sono delle evidenti dimostrazioni di come lo stesso presidente di Regione interpretasse il proprio ruolo. Non parlo di responsabilità penali e/o civili. Le stabilirà chi deve. Parlo di responsabilità dettate dal suo incarico. Di opportunità di comportamenti. Di moralità del suo lavoro. E mi chiedo, ma tutti quelli che si recano a votare e/o l'hanno fatto e/o lo faranno (ovunque venga messa quella "X") come possono giudicare l'operato di chi ha un incarico del genere e amabilmente si rapporta così verso imprenditori privati e propri collaboratori nell'organizzare la "raccolta fondi"? Si sentono davvero tutelati, rappresentati, rassicurati da questa interpretazione della gestione della cosa pubblica? Parlo ripeto indipendentemente dalle eventuali future condanne in sede penale e/o civile. Davvero l'identikit di un presidente di Regione può prevedere queste caratteristiche morali e comportamentali?
Non sono le prime intercettazioni di un certo tipo. Non saranno le ultime. Forse anche per questo da anni provano a vietarne la pubblicazione con tutte le forze, in questo periodo particolarmente.
Non sono quindi ovviamente troppo sorpreso. Ma di nuovo molto schifato sì. Ma anche questa non è una novità. La novità sarà, per circa due minuti, invece per tutti quella del grado di astensionismo alle prossime votazioni. Già. Chissà perché gli italiani sempre di più decidono di non votare. Davvero un enorme mistero questo disamore per la politica.

sabato 27 aprile 2024

Ipocrisia da Liberazione

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 589
"Definirsi in un certo modo in certi giorni è facile e rischia di essere ipocrita". Questa frase mi è rimasta in testa da ieri l'altro quando l'ho sentita pronunciare dal Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini che rispondeva alla domanda "lei è antifascista?". Sicuramente perché per una rarissima volta mi sembrava che dicesse una cosa che in qualche modo condividevo e poi perché pensavo a quanto questa domanda fosse attuale gli altri 364 giorni dell'anno rispetto al venticinque aprile.
Uno dei più noti costituzionalisti, Piero Calamandrei, diceva che la Costituzione "perché si muova bisogna ogni giorno, in questa macchina, rimetterci dentro l'impegno, lo spirito, la volontà di mantenere quelle promesse, la propria responsabilità" e mi chiedo quanto venga fatto ogni giorno sull'argomento "antifascismo".
Ora, accantoniamo per un attimo che a puntare il dito sull'ipocrisia sia il leader di un partito che in molte azioni e politiche fa esattamente da sponda a concetti di cui il fascismo si cibava (vedi posizioni sull'immigrazione o come esempio recente la candidatura di un tipo come Vannacci) e quindi l'ipocrisia è proprio perfetta compagnia del suo viaggio. Ma in generale, noi, quanto davvero siamo certi che "IN LIBERA SCELTA" davvero ogni giorno riusciamo a far sentire la nostra voce in tal senso? 
E' bello vedere le esaltazioni collettive che si guadagna Mattarella nel suo discorso sull'importanza del Venticinque Aprile, ma quanti di noi si indignano davvero quando la seconda carica dello stato la riduce ad evento obbligatorio a cui partecipare e durante tutto l'anno rivendica con orgoglio il suo passato totalmente in contrasto con la giornata? Riempie i cuori vedere il movimento a sostegno di Antonio Scurati della settimana scorsa, ma siamo stati davvero capaci di fare la stessa cosa con, ad esempio, Roberto Saviano ed il suo subire costantemente un boicottaggio mirato? E' bellissimo ascoltare i racconti dei partigiani o più in generale degli antifascisti nel giorno della Liberazione ma quanto davvero "combattiamo" l'idea che il presidente del consiglio faccia del non dichiararsi antifascista uno degli elementi del suo dna? Quanto davvero ci siamo impegnati per opporci al fatto che a personaggi come i suddetti sia stato concesso la via di fuga del termine "afascista" per uscirne in un modo quasi accettabile da quanto professato? Perché in questo caso non si può continuare a chiedere a qualcuno che si dichiari antifascista quando non vuole farlo, ma nemmeno accettare che gli venga concessa una via di fuga a quanto sostanzialmente afferma con il suo silenzio.
Già, perché non è complicato. Come dice il professor Barbero non è affatto difficile. Tanto meno per chi vive in un paese che per vent'anni ha vissuto sulla propria pelle le prove concrete di cosa voglia dire il fascismo. Quindi la scelta è netta: "o si è fascisti o si è antifascisti" e questo bisognerebbe avere il coraggio di ribadirlo, sempre. Quindi chi "non se la sente" di dichiararsi antifascista - o non lo dimostra nelle sue azioni - è bene che ogni volta venga considerato e definito come ha scelto di essere: fascista. Credo gli sia dovuto. E credo che si obbligatorio in nome della Liberazione, della Costituzione e di quanto ogni anno il venticinque aprile (quasi magicamente) riscopriamo esser stato fatto per riportarci la libertà e la democrazia. Altrimenti avrà ragione Salvini (sigh..) ed anche tutti i festeggiamenti di giovedì scorso saranno stati solo "ipocrisia".