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domenica 4 ottobre 2026

Caro il mio Francesco

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 711
Quest'estate se ne è andato un grande maestro della musica italiana. Ad inizio agosto ci ha lasciati Francesco Guccini, una figura ENORME del panorama culturale italiano. E' andato via più o meno come ha vissuto la sua vita pubblica: in silenzio ma facendo rumore. 
Non mi fingerò il più scatenato e devoto dei fan, perché ho delle "colpevolissime" mancanze nei confronti del suo percorso musicale e non solo. Lascio ad altri questo ruolo, finto o vero che sia. Cercherò di salutarlo per quello che i miei occhi hanno visto di lui o quello che il suo saper raccontare ha lasciato in me.
Da sempre il suo stile, le sue canzoni ed il suo profilo mi hanno notevolmente affascinato. Magari non portandomi alla totale venerazione ma hanno avuto verso di me un vero effetto calamita, specie con il passare degli anni e con la voglia di ascoltare meglio le sue parole. Ho sempre trovato che la sua composizione articolata e la sua produzione siano tratti distintivi che da sempre lo mettono al riparo da imitazioni o da abbinamenti automatici ad eventuali "padri musicali" o possibili cloni. Dei cantautori italiani di un periodo musicalmente meraviglioso, probabilmente il suo stile è stato tra quelli più unici. Ha cantato tanti argomenti ed in ognuno di essi si nascondevano e si nascondono tutt'oggi le linee di un grande romanzo. Vuoi per l'uso mai banale delle parole nei suoi testi, vuoi per il fascino del racconto che segue linee metriche difficilmente ascoltabili altrove. Vuoi per la sua capacità di scrivere che l'ha portato a dedicarsi anche a romanzi di notevole qualità, che consiglio per chi non avesse mai avuto occasione di leggerli.
Il suo carattere apparentemente burbero ma in realtà molto diretto e disincantato è stato da sempre un tratto distintivo del suo personaggio che in realtà non è mai stato tale. Nella descrizione di chi lo conosceva bene non manca mai un riferimento al fatto che non avesse mai abbandonato il suo stile ed il suo essere se stesso. Prova ne è, ad esempio, il suo starsene in disparte a veder scorrere l'attualità e la sua notorietà. Prima a Bologna poi dal "ritiro" di Pavana. Ho sempre visto nel personaggio  che Ligabue gli ha ritagliato addosso in Radio Freccia quello che probabilmente era il ruolo perfetto identikit, perché nel suo essere trasparente, pungente ed (auto)ironico c'era proprio appunto il suo essere. Lo stesso carattere "brusco" che però l'aveva fatto commuovere alla dedica a sorpresa dello stesso Liga ad un concerto nella sua Bologna, dove tutto il Dall'Ara gli riservò un'ovazione fuori controllo non appena lo vide inquadrato sugli spalti dello stadio.
Questo mese Millenium - il mensile del Fatto Quotidiano - gli ha dedicato un numero praticamente esclusivo dove c'è un po' di tutto senza voler essere il racconto di "tutto" Guccini. Ho apprezzato questa cosa perché particolarmente azzeccata - secondo me - per il protagonista del numero praticamente monografico su di lui. Dall'editoriale infatti si mette in evidenza che le pagine che seguiranno sono solo delle tracce possibili per la lettura e l'ascolto di Guccini, non tutte quelle esistenti. Non le più importanti. Non le più belle. Alcune. Raccolte con un percorso, con articoli, con riferimenti e citazioni. Una sorta di album fotografico di parole che come tutti gli album non raccoglie tutte le foto di un viaggio ma ne mette in fila un po'. Quelle che in quel momento ti andava di scattare, senza dover inseguire nessuno stile preciso o nessuna indicazione che arriva da altri. Per questo adatto a lui.
"CARO IL MIO FRANCESCO" cerca di fare buon viaggio e non cambiare neanche adesso che "di là" magari ti potranno guardare storto per le tue frasi dirette ma allo stesso tempo piene di parole mai banali e probabilmente poco usate da altri. Ma tu "gli altri" non sei mai stato, quindi continua esattamente così. "E al fin della licenza" grande Francesco, TOCCA.

domenica 27 luglio 2025

Arrivare a segno

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 653

Molto spesso quando provo a scrivere qualcosa mi perdo in una difficoltà definibile come "incapacità di far passare il messaggio". Ostacolo affiancato spesso da quello di non riuscire a "far sintesi"  rischiando quindi di andare intorno al concetto e non trovare un equilibrio tra l'essere ridondante ed il non essere chiaro e...."dritto". In particolar modo quando provo a dedicarmi ad una passione "antica" ma sempre viva come quella di provare a scrivere racconti o qualcosa di assimilabile a questi. Spesso mi trovo a vagare, a "STARCI UN PO' STRETTO MA VIVERE A ORECCHIO" girando a vuoto.
C'è qualcuno che invece quando produce qualcosa lascia sempre ben impresso e chiaro il suo marchio di fabbrica. Qualcosa di speciale da leggere ed approfondire. Qualcosa che fa riflettere ed apre la bella sensazione di aver fatto parte della storia raccontata. Qualcosa che non è mai banale.
Parlo di uno scrittore (e non solo) di qualità. Qualcuno che ho la fortuna di conoscere bene e che merita di essere seguito con attenzione in ogni sua produzione. La sua ultima si chiama "il figlio del padre" e riesce in 1.377 battute a lasciare a chi legge qualcosa di bello, arrivando a segno. Ve lo consiglio quindi, come tutte le cose che produce Andrea.

sabato 25 gennaio 2025

Fatela finita

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 627

Da diversi anni ho l'abitudine di leggere Millenium, il mensile del Fatto Quotidiano. "HO PERSO LE PAROLE" quotidiane dei giornali per il poco tempo a disposizione (scusa ufficiale ma tremendamente banale e comoda) ma mi sono imposto (con soddisfazione) di non perdere questa abitudine. A volte mi trovo a leggerlo un po' di corsa o a scorrerlo un po' distrattamente. Sono numeri "monotematici" o quasi e non sempre l'argomento cattura il mio totale interesse. Ma non smetto di comprarlo e di leggerlo perché, specie dal ritorno al formato più grande ed al ritorno alla qualità della carta di alto livello, la qualità sia di forma che di sostanza è davvero notevole. Approfondimenti, inchieste, reportage, immagini, rubriche. Un percorso unico di sviluppo del numero e di racconto del tema del mese che spazia secondo le forme suddette.
Il mio completare la lettura sempre vicino alla scadenza del numero mensile non mi ha portato praticamente mai a parlarne nella mia #Kiavedilettura settimanale, ma come per tutte le cose ci sono delle eccezioni e questa è una di queste. 
Il numero di Gennaio
Sin dalla copertina ho capito che questo numero sarebbe stato speciale. 
E' un numero speciale anche per la stessa rivista poiché quasi del tutto fotografico con spazi più ridotti del solito lasciati ad articoli ed interviste. Mette in risalto la situazione mondiale drammaticamente provata dal numero e l'incidenza clamorosa delle guerre. Nel 2025 (sigh) tema tragicamente più attuale che mai.
Dopo l'editoriale del direttore Peter Gomez, l'apertura del numero è lasciata al testo integrale di Tanya Haj-Hassan, medico di terapia intensiva pediatrica, che al tavolo dei relatori dell'ONU ha provato a raccontare e descrivere cosa sta succedendo a Gaza, uno dei luoghi della guerra, forse il più cruento se mai si potesse fare una classifica dei conflitti e della loro atrocità. "Ciascuno di loro è una storia" è la frase che più mi ha segnato nel testo che ho letto con acidità di stomaco ed orrore per le descrizioni degli eventi e del dolore. Un'affermazione forse banale e normale rispetto al tutto il resto del discorso che davvero vi invito a leggere con attenzione ma che mi ha colpito per la semplicità e la totalità che troppo spesso viene accantonata. Non sono numeri i morti che incrementano giorno dopo giorno, non sono statistiche i feriti che non si contano, non sono percentuali i civili che sono colpiti dagli eventi bellici, non sono situazioni fini a se stesse quelle che mettono una famiglia di quattro o cinque persone ad avere un solo superstite mutilato dalla mattina alla sera. Sono storie, ognuno di loro lo è. Sono vite. Sono umani. Loro.
Con questa illuminata premessa il resto delle pagine acquisiscono ancora più importanza e peso specifico. Nel resto del numero ci sono infatti delle meravigliose immagini/racconti raccolti dal giornale da fotografi locali per valorizzarne il lavoro e da operatori umanitari che non si arrendono e continuano a spendersi nella loro attività in territori martoriati. A tutto questo, come sempre, si affiancano anche articoli con riferimenti storici, musicali e culturali attinenti al tema e pienamente centrati rispetto a tutto il resto del numero.
Veramente una lettura speciale. Non facile soprattutto per alcune parole e molte foto. Ma di quella difficoltà "bella" di cui a volte è giusto, ripagante e speciale non fare a meno.
"Fatela finita" è il numero di gennaio di Millenium che fino a metà febbraio è acquistabile e che DAVVERO vi consiglio.

domenica 13 agosto 2023

Letture per Ferragosto

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 552

Per Ferragosto un consiglio di lettura. Anzi più di uno con un unico comune denominatore. 
Prendo spunto dalla mia pagina delle pubblicazioni per consigliarvi qualche ebook, libro, storia o racconto.
Se volete un ebook sulla passione calcistica e/o un romanzo con alla base amicizia/musica/passione/sogni e/o un breve racconto sulla cura degli altri e/o una storia legata a concerti dalle occasioni bagnate e/o ad una fotografia romantica di Firenze vista da una curva speciale e compresa in un album più completo, trovate qui un riassunto delle occasioni a vostra disposizione.
Perché "SONO SEMPRE I SOGNI A DARE FORMA AL MONDO" e qui qualcuno dei miei si è avverato. Buon Ferragosto e dopo aver sfogliato il mio menù fatemi sapere il vostro parere.


IL MIO PRIMO ROMANZO
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IL MIO PRIMO LIBRO
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Il mio racconto "La prima volta che Firenze si è presentata"
è contenuto nel libro "La prima volta a Firenze"
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Il mio racconto "L'ULTIMO SGUARDO"
apre la raccolta
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IL MIO RACCONTO 
pubblicato dall'associazione culturale Writin'
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Le mie pubblicazioni al completo

sabato 23 aprile 2016

Fu....l'Unità.....

Kiave di lettura n° 180

L'altro giorno, alla mia quotidiana sosta all'edicola per l'acquisto del Fatto c'era davanti a me un signore a cui il mio giornalaio di fiducia ha dato in automatico l'Unità, proprio come fa con me con il FQ. Signore distinto attorno alla sessantina abbondante che ha pagato, ringraziato e salutato "a domani". Più o meno come faccio io tutti i giorni. Non so perchè ma questa scena mi ha fatto venire in mente i racconti di mamma su mio zio che la domenica andava a vendere l'Unità, casa/casa e mi è venuto da chiedermi: "che ne penserebbe lui del livello che ha raggiunto il "suo" giornale?". Chissà se come il signore incrociato l'altro giorno continuerebbe a comprarlo giornalmente oppure...........
E' di questi giorni la presa di posizione del presidente dell'Ordine dei Giornalisti contro il video pubblicato dallo stesso giornale sulla possibile somiglianza di Virginia Raggi (candidata a sindaco di Roma del Movimento Cinque Stelle) con una ragazza di un vecchio video di Forza Italia. "Una vergogna" la definizione del presidente, soprattutto la non rettifica e il non chiedere scusa da parte del direttore dell'Unità che si è appellato ad un fantomatico "giornalismo 2.0" dove evidentemente le notizie sbagliate fanno parte del gioco così come il "TUTTI VOGLIONO VIAGGIARE IN PRIMA" pazienza se "arrotando" verità, correttezza e buon gusto.
Quello però che a me fa più impressione del giornale che fieramente porta in prima pagina "fondato da Antonio Gramsci" è il livello raggiunto o meglio il fondo che ha toccato. Non sono un grande esperto e non seguo con costanza e da vicino le rassegne stampe ma ho ben evidenziate in testa molte perle inanellate dal giornale "unitario" e dai suoi giornalisti. Ricordo ad esempio che dopo la morte di Valeria Solesin, Emergency è stata accusata da una delle sue firme di punta (che tristezza infinita....) di aver strumentalizzato la notizia per farsi propaganda, che la stessa Emergency è un'organizzazione politica antioccidentale, dai finanziatori occulti e mascherata da ospedale ambulante, che quindi deve essere isolata e boicottata visto anche che Gino Strada è un imbroglione perchè utilizza il lavoro dei volontari per costruirsi una posizione politica. La stessa firma di punta (sigh...) che battezza Roberto Saviano come dis-informatore che lancia il sasso nascondendo la mano e soprattutto meritevole (lui da sempre sotto scorta per la lotta alla camorra) dell'appellativo di  "mafiosetto" perchè colpevole di chiedere chiarimenti all'intoccabile Ministro delle Riforme e le sue ombre. Lo stesso letterato che definisce i magistrati barbari contro i quali difendersi con ogni mezzo. Ovviamente il gioco del direttore dell'Unità è più nell'ombra e consiste nel farlo scrivere, parlare e poi dissociarsi ma continuare a tenerlo a libro paga; tecnica nota, trita e ritrita.
Non più tardi di pochi giorni fa, a casa facendo zapping, invece mi sono imbattuto nel vicedirettore dell'Unità. Lo stesso che l'anno scorso attaccò la Bindi colpevole di aver pubblicato, a suo dire, per la prima volta nella storia la lista dei candidati impresentabili che tanto aveva innervosito Matteino. Per poi dover chiedere scusa il giorno dopo, dopo essere stato sbugiardato. L'altro giorno in tv invece disquisiva invece sul fatto che a fare chiarezza sui coinvolgimenti derivanti dalle intercettazioni lucane e da una più generale responsabilità politica, ci penseranno i giudici mentre i giudizi morali lasciano il tempo che trovano. Mi è subito venuto in mente Borsellino con il suo distinguo in cui specifica l'importanza delle responsabilità "morali" al di sopra di quelle giudiziali e che un politico non condannato non è automaticamente un politico onesto e soprattutto moralmente accettabile: "non solo devono essere onesti ma anche devono apparire tali", ma capisco che il paragone o anche solo citare Borsellino per tale vicedirettore è fin troppo azzardato
Della vicenda della falsa notizia sulla Raggi e la "normalità" della sua pubblicazione nel nuovo giornalismo 2.0 stileUnità ho scritto su, ma onestamente non ci vedo niente di nuovo, visto il capovolgimento delle notizie molto frequente su quelle pagine.
Per fare un esempio l'altro ieri veniva totalmente stravolta la questione Napolitano/Travaglio sulle intercettazioni e le implicazioni delle stesse sulla morte del consigliere dello stesso expresidente della Repubblica. Io, premetto, sono di parte (e ne vado fiero) e capisco che il mio giudizio possa essere considerato influenzato da questo, però i fatti sono oggettivi e "il tifo" c'entra ben poco. A muovere rilievi su chi avesse provocato la morte di D'Ambrosio è stato Napolitano accusando le "intercettazioni manipolate" pubblicate dal Fatto di esserne la causa. Travaglio da direttore del giornale "assassino" ha semplicemente riportato i fatti, dicendo che le intercettazioni erano state riportate completamente. Bene, ieri sull'Unità il primo passaggio dell'ex presidente della Repubblica è stato omesso e viene evidenziato che Travaglio si è svegliato una mattina e non sapendo che fare ha accusato Napolitano di aver causato la morte del suo consigliere, il tutto scrivendo un post/articolo tagliando pezzi del  fondo dello stesso Travaglio ed omettendo parti fondamentali dello stesso. Ma soprattutto non citando il contendere ("pubblicazione manipolata") e l'origine dell'accusa (proveniente da Re Giorgio)......che stranamente oggi è l'autore del pezzo (di altro argomento) di prima pagina...
Per non parlare del fatto che un giornale come l'Unità abbia una rubrica ("fattone" ...quale simpatia....) praticamente quotidiana per screditare un altro giornale, affidata alla penna di punta di cui sopra. Figuriamoci, Travaglio è il primo ad essere caustico con i colleghi ed ad usare toni molto "sprezzanti" e per di più non ha bisogno certo di essere difeso nè sicuramente sarà turbato da questo tipo di attenzioni e vezzeggiativi. Ma una rubrica apposita personalizzata contro di lui/il giornale di cui è direttore mi pare oggettivamente roba da amari sorrisi, soprattutto nel giornale "fondato da Gramsci".
Detto questo, ieri l'altro appunto questo vitale pezzo di accusa a Travaglio campeggiava nel sito del giornale tra le prime tre notizie mentre lo scioglimento per mafia del comune di Brescello era in fondo, in fondo....a destra dopo il bagno. Da un lato lo stravolgimento dei fatti in una rubrica...da gossip di scuole medie...dall'altro un fatto di cronaca avvenuto e di tale portata, la scelta mi pare ovvia, no? Primo piano alla penna di punta ed al suo sagace "fattone".
...........in tutti questi casi mi sono immaginato mio zio, appassionato di Unità, Berlinguer e la relativa questione morale, e mi sono chiesto quale sarebbe potuto essere il suo parere su tutte queste parole scritte e dette dal "suo" giornale e soprattutto il suo giudizio dallo stile editoriale di giornale e giornalisti. Beh riflettendoci, penso che chiederebbe, per decenza, di togliere almeno quel "fondato da Antonio Gramsci" dalla prima pagina e di aggiungere un "fu" iniziale alla testata.
O magari in maniera molto più social e quindi "yeah" direttamente cambiare nome in "ciaone", che va tanto  di moda.

sabato 2 maggio 2015

Dalla Resistenza al Lavoro

Kiave di lettura n° 133

L'ultima settimana di aprile ha sempre un richiamo particolare su di me. Magari saranno gli insegnamenti avuti da piccolo, i cromosomi partigiani ereditari, quelli di un nome che mi porto addosso che nasce da passioni proprio di questo genere, gli insegnamenti avuti dai miei modelli sin da piccolo. Quando però sento parlare di Resistenza e di Festa del Lavoro, qualcosa in più si smuove. E penso alle battaglie fatte allora ed a quelle che dovrebbero essere portate avanti ancora oggi ad anni di distanza. 
Penso alle lotte ancora attuali di omonimi e non solo per liberare il paese dalla sporcizia fascista e dall'oppressione nazista ed al riconoscimento dei diritti dei lavoratori, che sin da piccolo ho visto come materie similari. Lontane è vero, ma appartenenti allo stesso filone di riconoscimento di propri diritti e di un diritto ancor più superiore dell'Italia intera. 
Per questo il 25 aprile di Resistenza ed il primo maggio di lotta sono sempre stati due giorni speciali per il mio percorso. 
Il "COL VOSTRO PERMESSO IO NON ME NE ANDRO'" dell'ultimo brano del Poeta fa centro in un discorso più ampio, in una ricerca di mantenimento dell'identità anifascista e libera che ogni Paese dovrebbe far propria ogni giorno e che troppo spesso tende invece ad archiviare come automatica o "vecchia" per un percorso mentale che conosce solo l'attuale come importante, percorso che ha davvero pochissimo respiro e che è destinato a rinchiudersi in un pericoloso vicolo cieco. 
Sul lavoro il discorso potrebbe essere analogo per l'importanza delle lotte che una donna con gli occhiali giovanissima faceva in una fabbrica dove i lavoratori erano "un di più" e che hanno portato a tutti noi oggi un qualcosa in più. Che ancora oggi in molti tutelano e sostengono, ma che in molti troppo spesso si dimenticano pur avendo un ruolo diverso da quello degli scarsi di memoria. Le tutele crescenti ormai servono per riempirsi la bocca di slogan comunicativi e chi dovrebbe opporsi "istituzionalmente" ha perso negli anni parte del potere e gran parte della credibilità, con il rammarico di chi come me invece da sempre ci ha creduto. Ed allora lo sguardo vira solo sul numero da propaganda di pseudoccupati o sulla slide da colorare in merito agli incentivi dati a mò di "beneficenza", piuttosto che sulla capacità di "andare con la testa alta e senza incubi la notte" rispetto all'onestà e la moralità del proprio lavoro come da sempre ho sentito dire all'uomo coi baffi.
Giornate quindi di feste "comandate" ma che nel mio personale modo di vivere la vita si differenziano da tutte le altre. Per importanza, per la storia che contengono, per le vite che sono state spese per istituzionalizzarle. 
Uno dei passaggi e degli insegnamenti che da sempre tengo scolpito nella mente è "non c'è futuro dimenticando il passato". Ecco, per questo ogni singolo racconto della Resistenza deve scuotere, ogni atto dell'ANPI deve essere sostenuto, ogni singolo ricordo di gesta coraggiose e altruiste valorizzato e tramandato.
Per questo mi sono lanciato nella lettura del numero speciale di Micromega che vi suggerisco e vi consiglio.
Una lettura certamente non leggera, non da "momenti spensierati", ma una lettura importante e fondamentale. Per fissare i concetti, per fissare i contenuti, per fissare e rinsaldare alcune basi su cui altrimenti è davvero inutile pensare di costruire altro. Ora e sempre resistenza è il titolo di Micromega, un titolo che dovrebbe capeggiare come motto nella testa di ognuno di noi. Per non dimenticare, per costruire un futuro degno dell'impegno di quel passato.

venerdì 9 novembre 2012

La paura delle stelle

Kiave di lettura n° 4

Scanzi mi ha fatto uno scherzo. Stavo già pensando a come organizzare la mia kiave di lettura settimanale su un suo articolo e lui ha visto bene di allargare la cosa con un nuovo post ancora più completo e mi devo "adeguare".
Nell'articolo di due giorni fa sul FQ, Scanzi fa riferimento alla trasmissione "l'infedele" e più genericamente alla considerazione collettiva di buona parte/quasi totalità dei giornalisti italiani di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle. Parte da una conoscenza approfondita dell'argomento, cosa in teoria ovvia ma nella pratica molto poco diffusa, visto che analizza il movimento da molto tempo. Partendo dagli errori fatti nell'ultimo periodo da Grillo, Scanzi analizza i pulpiti da cui partono le prediche riuscendo a fare una fotografia chiara della vicenda, che non riguarda solo la trasmissione l'Infedele ma che da lì prende spunto per chiarirsi ancor meglio nell'articolo successivo alla pseudo risposta di Lerner, che tenta una replica puntando sull'ironia.....e Lerner che punta sull'ironia è un pò come se ReSilvio puntasse sull'onestà.
Nell'articolo di ieri, Scanzi allarga la sua analisi e la completa e non si può far altro che consigliarne la lettura....e poi applaudire. 
Cercando di andare oltre alle due azioni naturali suddette salta agli occhi la capacità totalmente diversa dell'uso dell'ironia, uno cerca di usarla non sapendo cosa sia (Lerner) uno ne fa sfoggio con naturalezza tanto da provocare invidia (Scanzi), il pezzo in cui smonta l'accusa di "prezzemolino" è da incorniciare.
Ma è andando sul tema Grillo che l'articolo entra nel vivo e soprattutto mi vede totalmente d'accordo. E' ormai uso dei talk show parlare del Movimento 5 Stelle dimostrando a più riprese di non sapere di cosa parlano. Intendiamoci, non sono un iscritto al Movimento e molte cose sfuggono sicuramente anche a me, ma almeno cerco di non partire prevenuto. Come scritto anche da Scanzi come premessa del primo suo articolo "Beppe Grillo è molto bravo a distruggere ciclicamente se stesso. La scomunica a Federica Salsi è attaccabilissima. E la censura ad Agorà un autogol. Molti, su tali errori, hanno gioiosamente sguazzato" anche secondo me le ultime vicende sono state delle "uscite sbagliate" di Grillo. E credo che non siano le sole: penso alla posizione sulla non cittadinanza agli stranieri nati in Italia, alla posizione quasi neutra avuta con la Lega ai tempi dello scandalo Trota&c. per citare i primi due casi che mi vengono in mente. 
Detto questo è insopportabile che ci venga rappresentato come il Male Assoluto o che sia battezzato come solo un qualunquista senza prendersi la briga di informarsi. Leggendo l'articolo emergono alcune cose talmente palesi, che anche il sottoscritto davanti al programma aveva notato (come dimostrano alcuni tweet infastiditi di lunedì scorso)..."e se li hai notati te" direbbero in diversi....
Non è possibile, ad esempio, dire che il Movimento 5 Stelle dice una cosa e ne fa un'altra perchè è stato deciso di candidare i già noti allo stesso movimento non aprendosi quindi al nuovo ("milioni di CV inutilmente vaganti nella rete" l'esilarante battuta di Gad). 
E' una scelta, giusta o sbagliata, per premiare chi andava in piazza ed in rete a farsi conoscere e far conoscere le proprie idee quando NESSUNO li considerava e (quasi) tutti deridevano le possibilità di successo di un movimento del genere; in più è fatto per prevenire i "saltanti" sul carro del movimento del momento. Esempio, in questi giorni Vittorio Feltri (solo per fare un nome a caso) ha avuto parole d'elogio nei confronti di Grillo e delle Cinque Stelle, dopo anni di dileggiamento e bastonatura. Magari lui non chiederebbe di candidarsi candirebbe, ma quanti "Feltri" potrebbero imbarcarsi solo per agganciare una poltrona? Questo è il ragionamento; ripeto, si può condividere o no ma questa è la motivazione.
Altra cosa è criticare le parole forti e le offese verso i consiglieri non in linea. Le offese sono sempre da condannare, condivido, a maggior ragione se limitano la libertà d'espressione. Stesso discorso vale ovviamente se le offese sono rivolte ai giornalisti. Detto questo molte delle accuse sono pretestuose e tanto per fare. Da sempre la linea del Movimento è quella di non andare in TV perchè secondo la loro visione di politica, questa viene fatta in maniera diversa  e perchè le TV ed i talk show sono realizzati da chi in questi anni ha tenuto il microfono a chi c'ha ridotto così. Si può forse negare questo? E' noto a tutti ed a maggior ragione agli aderenti al Movimento, quindi la presa di posizione critica nei loro confronti è ovvia. Altro son le offese, da criticare giustamente ma che non possono essere usate da sole se si vuol far davvero un resoconto completo.
L'altra obiezione è "la gente deve conoscere i candidati e che cosa propongono". Bella devo dire, peccato venga da chi aveva le carte per farlo anche prima e non l'ha mai fatto. Dove erano i giornalisti che pretendono dal Movimento partecipazione e risposte ai talk show quando negli stessi c'erano i vari ministri, sottosegretari, politici di maggioranza ed opposizione e nella migliore delle ipotesi la domanda era "dica pure"?. Si può negare che Vespa ha lucidato la scrivania su cui ReSilvio ha firmato il contratto con gli italiani? Che Fazio si è fatto scendiletto nei confronti di Marchionne? Che Vinci definì ReSilvio "la luce di questo programma"? E' vero che i politici ed i candidati devono dare risposta ma è anche vero che i cittadini devono anche fare lo sforzo di cercarle. Esempio, mentre Lerner ironizzava allegramente sull'apertura alla rete del movimento, ci ho messo circa tre minuti a sapere qual'era la posizione del Movimento 5 Stelle sulle candidature di cui riferivo prima, così necessario "CHE QUALCUNO S'AFFACCI A RISPONDERE" in TV?
E' necessario che i cittadini abbiano gli strumenti per valutare i candidati, ma questi strumenti son davvero i talkshow istituzionali?
Il Movimento 5 Stelle esiste da un pò, ma per molti si presenta solo oggi. Il boom avuto nell'ultimo periodo è riuscito addirittura a farsi sentire a chi fino a poco tempo fa fingeva sordità totali, dal Quirinale in giù. Ed oggi tutti ne vogliono parlare per evidenziare la non democraticità, il qualunquismo, la violenza, la pericolosità, l'accentratore leader. Ed è giusto analizzare e spulciare tutti quelli che si candidano, lavoro giusto che la "stampa" (intesa in senso generale) dovrebbe fare e per cui dovremmo anche ringraziarla. Curioso ai limiti del ridicolo se per farlo non si analizza i fatti ma si parte con preconcetti che portano a pilotare l'analisi e se a volerlo fare sono gli stessi che in questi anni hanno assistito a questo sfascio politico/dirigenziale limitandosi (chi più chi meno) a tenere il microfono mentre i potenti di turno parlavano.
BIGNAMI: non so se voterò per Grillo, ma se continuano così mi ci fanno pensare seriamente. Se non lo voto, voglio non votarlo perchè lui dice che chi nasce in Italia non deve essere cittadino italiano (ed anche qui la posizione era un pò diversa, ma la uso come estremizzazione) e non perchè a paventare la sua inadeguatezza è un (esempio)Lerner qualsiasi iscritto al PD dal primo giorno o un (esempio)Vespa pilotato in tv dalla DC e da sempre fornitore di scrivanie al potente di turno....

giovedì 19 luglio 2012

Una dovuta lettura

Confesso che l'assenza totale di qualcosa di decente in TV e la voglia di starmene in panciolle sul divano, hanno aiutato la scelta. Confesso che in molti punti ho un pò perso la bussola tra nomi, sentenze e date. Confesso di aver saltato alcune/diverse pagine, per questo motivo e per il fatto di averle già lette sul fatto (gioco di parole stupido, scusatemi). Confesso che mi sono sentito un pò a disagio quando leggendo alcune pagine mi sono tornate alla memoria cose che colpevolmente avevo rimosso. 
Fatte queste confessioni devo consigliarvi una lettura. 
Una settimana fa è uscito con il FQ un cofanetto DVD+libro relativo alla strage di Via D'amelio e più in generale a quel '92 funestato dalle due stragi e seguito da un '93 ancora troppo tragicamente misterioso. Ovviamente l'obiettivo è puntato e focalizzato su Paolo Borsellino e sulla sua storia.
Così ieri sera mi sono avventato sul libro, avendo da sempre una sorta di allergia alla visione dei DVD, e ne sono rimasto affascinato. Il libro è l'insieme di alcuni articoli del Fatto Quotidiano di questi anni, alcuni pezzi tratti da altre opere (teatrali o libri) ed un'inedita raccolta di foto della famiglia Borsellino con il magistrato in versione "familiare" ed è un libro che prende dalla prima pagina all'ultima. Ieri sera mi è sembrato quasi un atto doveroso per quell'uomo di Stato dedicargli un pò del mio tempo ed il mio ricordo e trovando terreno fertile in un lavoro egregio come il libro "due anni di stragi, vent'anni di trattative" sono rimasto attaccato a quell'impegno fino a fare molto tardi. La trama è nota. E' quella di un uomo che è diventato un eroe e che con il suo impegno e senso dello Stato ha fatto sì che PAOLO BORSELLINO diventasse noto a tutti come "IL NOME DI CHI SI IMPEGNA A FARE I CONTI" con la propria responsabilità ed il proprio ruolo e non arretra di un centimetro rispetto ai rischi, alle paure ed all'abbandono vile in cui si è trovato da parte del resto delle Istituzioni. I racconti creano rabbia, perchè sembrano eventi impossibili anche da immaginare ma invece sono fatti reali che hanno accompagnato questi vent'anni. 
L'agenda rossa sparita, la rabbia derisa del fratello Salvatore, i depistaggi, le trattative ipotetiche, il profetico "non mi ucciderà la mafia", il dolore per il "fratello" Falcone ed i giorni vissuti da "morto che cammina", le inchieste, le controinchieste, le paure degli indagati, le telefonate con il Quirinale, il dolore sordo di Agnese, le foto di Manfredi, l'esame di Lucia a poche ore dalla maledetta bomba, ex-ministri in preda ad amnesie, giudici che indagano per la verità accusati di "protagonismo" e di "sovrapposizioni", il pianto di Paolo per la certezza di essere stato tradito, il suo testamento su un'agenda violentato e fatto sparire. 
Il libro del Fatto mette tutto questo in fila e quando cominci a leggerlo non ce la fai a smettere, senti la bocca amara dello schifo di questi venti anni di assordanti silenzi e mafiosi depistaggi ma la forza di Borsellino ti impone di continuare la lettura e cercare di tenere tutto bene scritto nella testa perchè non si infanghi ulteriormente la sua memoria dimenticando o accantonando. 
Perchè finalmente questo sia uno Stato degno di un tale uomo di Stato.
BIGNAMI: in memoria di un grande Magistrato, di un uomo Vero, di un Esempio da seguire. GRAZIE PAOLO.

sabato 12 maggio 2012

C'è chi cita i fatti....

Sentire Riotta prima accusare Travaglio di non dire la verità e di portarlo quindi in tribunale (per lo spazio dato/non dato a Grillo quando era direttore del TG1) poi, sbugiardato dai video che OVVIAMENTE confermano l'editoriale di Travaglio, fare retromarcia e biasciando un "però lo spazio c'era e il TG1 aveva molto share" e per metterci il carico prendersela con altre storie già dimostrate come FALSE (ipotetiche vacanze pagate a Travaglio da gente poco raccomandabili, illazioni smontate da Travaglio stesse con i Fatti) è l'esatta fotografia della pochezza giornalistica di certi (cosiddetti)giornalisti.
Ai fatti (editoriale di Travaglio e video) si risponde coi fatti, altrimenti ogni opinione è buona. 
Se non si riesce a rispondere coi fatti e si butta in caciara con discorsi da "BANCO DEL BAR" (tra l'altro già usati da altri (cosiddetti)giornalisti tutti puntualmente sbugiardati) si fa la figura di quelli che non hanno argomenti, ed eccetto quelli della stessa pasta di Riotta (vedi Battista, Menichini, Polito e compagnia cantante) la cosa non può che saltare agli occhi. 
Poi piccolo consiglio per Riotta, da (cosiddetto)blogger a (cosiddetto)giornalista: scegliti bersagli più facili, cerca la tua categoria. Puntare ad un supermassimo quando uno è un peso piuma "facciamo piumino" (cit. Bomber) è azzardato e pericoloso, si rischia il k.o. tecnico prima di cominciare il primo round. Sarebbe stato come se io, da improvvisato scrittore della domenica, avessi voluto fare le "bucce" ad un romanzo di Camilleri. 
Ecco caro Riotta, magari prima di puntare prima Travaglio e poi Scanzi (che sosteneva i fatti....cosa sconosciuta ai (cosiddetti)giornalisti e quindi anche lui attaccato senza però avere fatti degni di tal nome in mano), accertati di avere dei fatti a portata di mano, anche di seconda mano o usati, ma almeno che siano fatti e non opinioni. Altrimenti rischi la figuruccia colossale e globale visti i mezzi tipo twitter. 
Se non riesci a trovare fatti nei paraggi al limite "punta" qualcuno della tua categoria, ce ne sono tanti non dovresti avere difficoltà a trovarne.
Per chi si fosse perso i vari passaggi:
- Riotta risponde su TWT porto tutti in tribunale ho le prove che non è così
- l'articolo del Corriere (che ovviamente gli dà spazio e la possibilità di scrivere un bell'articolo....sia mai...) dove fa marcia indietro e cambia argomento accusano
- la risposta circostanziata di Travaglio (sempre nel pezzo sul Corriere)
- per concludere Riotta su TWT ironizza sul fatto che Travaglio gli abbia dato appuntamento in tribunale quando è stato lui stesso ad invocare i giudici e minacciare querele
Povero Riotta che figuruccia!!!
BIGNAMI: a volte mi viene il dubbio di pretendere troppo quando dai giornalisti pretenderei fatti ed elementi certi invece che opinioni e parole in libertà, o almeno in questo secondo caso che si avesse il buongusto di definirle appunto opinioni personali e non "prove da portare in  tribunale"....

venerdì 10 febbraio 2012

Maniche rimboccate e guanti da neve

La più grande ondata di maltempo degli ultimi trent'anni, così dicono quelli che ci capiscono. 
Correnti di aria fredde dal nord mentre in diversi continuano a dare aria alla bocca tanto per far vedere di esistere. Quelli che "SANNO TUTTO DI" perturbazioni e sistemi di prevenzione, di allerte e piani di emergenza solo perchè sono gli argomenti che vanno di moda in questi giorni. Da sindaci che non conoscono la differenza tra precipitazioni di pioggia o di neve a super esperti che non capiscono che con due metri di neve forse qualche disservizio è normale, da quelli che giocano a "rimpallino" con le responsabilità a quelli che non conoscono la funzione del sale da cucina, da quelli che si appellano alla botanica di pini capitolini a quelli che si ergono a paladini dei mezzi e delle attività di soccorso, resettando il proprio passato a dir poco imbarazzante.
Accanto a quelli delle quattro chiacchiere da bar c'è chi si rimbocca le maniche, anzi in questo caso le allunga con dei guanti belli pesanti e comincia a dare una mano. Senza troppo interesse se la colpa è del mancato avviso del pericolo o dell'errata lettura dello stesso avviso o della semplice casualità e concomitanza di correnti fredde.
Come una settimana fa, arriva la bufera di freddo e neve e c'è chi dà aria alla bocca e chi invece si dà da fare, come descritto molto bene dal mio "valente inviato romano" a cui faccio i complimenti, così come a tutti quelli che infilano guanti e vestiti pesanti e.....semplicemente ci sono. 
Ecco l'articolo, buona lettura.
Partire da Stazzema (Lucca) per andare a spalare neve, salare e liberare la strada dai rami per quattro giorni. Partire dalla Basilicata per andare a Roma, prendere un'ambulanza e riportarla indietro mentre sulla strada...continua...
BIGNAMI: Per chi è interessato ad avere notizie su alcuni di quelli che invece che parlare stanno facendo, trovate un pò di notizie qui.

sabato 14 gennaio 2012

Accontentiamoci del Mari&Monti

Volendo rimettermi in pari con un pò di notizie e di letture che nei giorni di k.o. tecnico da febbre mi ero perso, sono andato un pò sul sicuro ed ho cominciato l'aggiornamento con i blog del fatto quotidiano. Nello specifico sono andato a cercarmi quelle di Travaglio, Massimo Fini, Peter Gomez e poi ho trovato il giusto post, perfetto per questo periodo e per il sentimento che sento muovermi dentro quando assisto ai "peana" per il governo Mari&Monti. 
Come al solito ci ha pensato Andrea Scanzi a dare il giusto colore e le giuste parole allo stato d'animo. Sembra che in giro, tra i commentatori e gli analisti vari nonchè tra una buona parte di cittadinanza sia ormai passato totalmente il messaggio "CHI SI ACCONTENTA GODE" ed il buon professor Mario non può che considerarsi il male minore possibile. Perciò se la Casta non viene nemmeno toccata dalla manovra lacrime e sangue "non tocca mica a lui ma al Parlamento", se il solito Cosentino viene salvato dal partito che lo sostiene al Governo e nessuna dichiarazione è fatta "lui è un tecnico non c'entra con le beghe politiche", se la Corte Costituzionale annulla 1.200.000 firme e lui dichiara "rispetto la sentenza. Noi come Governo non abbiamo il compito della riforma elettorale spetta al Parlamento cambiarla" nessuno sente il bisogno di dirgli niente, se i tagli continuano su tutti i settori meno che quelli che fanno paura/comodo/favori alla cricca/politica/chiesa la risposta è sempre la stessa è pronta "beh, che vuoi è arrivato ora". Un minestrone di attenuanti per un Mari&Monti che di gustoso non ha niente di "tecnicamente" apprezzabile.
E così con una scusa buona per tutte le occasioni ti sfiancano il sistema nervoso con la proiezione fissa di due dogmi: citando il post di Scanzi, il primo che è "ormai illecita anche la lamentela", il secondo che "se ti lamenti adesso sei come Berlusconi e sotto sotto lo rivuoi". La rabbia per questo snobbismo delle idee mi porta ad invitarvi a leggere la lucida, pungente e come sempre ironicamente divertente analisi di Scanzi, uno di quelli che più scrive e meno stanca. BUONA LETTURA....
L'avrete rivista anche voi, Daniela Santanchè. Del resto era impossibile non vederla. Era ovunque: Lerner, Floris, Santoro. Si potrebbe sollevare un dibattito sull'opportunità della sua presenza in studio, che infatti sta generando polemiche (al punto che Lerner ha dovuto spiegarne la presenza") ....segue....

lunedì 10 ottobre 2011

Parole da leggere

"Come possiamo accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali e alla cultura?". Non è accettabile, pensando tra l'altro all'articolo 3 della nostra Costituzione. Eppure è così. C'è la crisi, si taglia su tutto ma su armi e mezzi per la guerra tipo F35 si continua ad aumentare gli investimenti, è ammissibile? NO. Non lo è. Eppure il nostro Governo fa così, dimostrando che la crisi c'è solo per quei settori in cui si vuole che ci sia. Per altri evidentemente non c'è crisi che tenga. Sarà sempre troppo tardi quando dovranno "FARE I CONTI CON LA PROPRIA VERGOGNA". Il rapporto della spesa militare con le altre spese chiude degnamente un numero di E notevole, che consiglio vivamente di leggere.
Questo numero di E fornisce, come sua abitudine del resto, lo spaccato di molte realtà, molte storie ben scritte e molte immagini ben realizzate, ma sono le ultime pagine quelle che arrivano allo stomaco. Dal racconto "nella mia terra" di Carlotto agli articoli di Gino e Cecilia Strada passando per una struggente ed appassionata lettera di Fiorella Mannoia a Teresa. Non nego di aver "traballato" sulla lettera a Teresa e di essermi indignato sulla fotografia che babbo e figlia Strada fanno delle nostre spese e della nostra considerazione di crisi, quando per nostra intendo PURTROPPO la nostra classe politica. Per questo e per quello che Gino Strada rappresenta arrivo a giustificargli (lo so che non era certo tra i suoi problemi principali...la mia "giustificazione"...), pur non condividendo, la sua posizione del non voto che non ho mai sopportato in intellettuali distanti dal mondo della politica (Mentana) o in liberatori pensatori/comici/personaggiAntiSistema che pure apprezzo molto (Grillo). Quando leggo che "non voterà più nessun partito che sostenga la guerra" beh non mi può che venire spontaneo un "non posso darti torto Gino". 
Mi sono incentrato su questo argomento perchè è quello che ha fatto più presa su di me...sarà per la parola "obiezione" nel testo di Strada, sarà perchè su questo argomento le banalità si sprecano e quando arrivano i dati sono troppo duri da leggere e la gente si tappa gli occhi, sarà perchè l'utopia di un mondo senza guerra non mi vuol passare...ma questo non è il solo argomento di questo numero, cercate il vostro, non rimarrete delusi....
BIGNAMI: per conoscere meglio le sue posizioni e per leggere alcuni pezzi davvero "unici" vi consiglio l'acquisto....buona lettura....

sabato 17 settembre 2011

Re a tempo pieno

Imbattersi nelle intercettazioni telefoniche di ReSilvio con Tarantini provoca sentimenti difficili da "aggettivare". E' un misto di schifo e vergogna che prende per un personaggio di cui ormai non ci meraviglia più niente, da cui ci siamo fatti "narcotizzare" e per il quale non riusciamo più ad indignarci a dovere. Un Re che tranquillamente parla al telefono con un latitante e gli consiglia di rimanere all'estero, che definisce "paese di merda" il paese che governa e che (mi viene i bordoni a pensarlo) rappresenta in giro per il mondo, che un anno fa dichiarò di non conoscere Tarantino (usando la tecnica Fede gli sbagliò il cognome) pochi giorni fa dichiarò di averlo aiutato perchè in cattive acque ed oggi (si fa per dire oggi...) si scopre attraverso le intercettazioni che i rapporti erano ben altri. Discorsi triviali, considerazioni delle donne che nemmeno il più becero dei maschilisti da bar (con tutto il rispetto per i bar), intrecci con appalti pubblici veri o ipotetici, senso di onnipotenza di una persona a cui è stato dato tutto il potere di questo paese. Chi ha il fegato di dare un'occhiata, può trovarle qui. Tutto questo e solo questo sarebbe bastato in un qualsiasi paese del mondo ad una sollevazione popolare che lo avrebbe mandato a casa. Ovunque ma non qui. Dove siamo ormai rassegnati a tutto, abituati a giustificare ogni cosa.
Questo SCHIFO, solo l'ultimo in ordine temporale, non avrei saputo come commentarlo oltre, per fortuna le parole giuste "CE L'AVEVO QUA" a pochi passiweb.
Ancora Andrea Scanzi con il suo blog che dipingendo ReSilvio come una "barzelletta bonsai e dannosissima" fa l'esatta fotografia di un personaggio che si è impossessato di tutto il nostro Paese compresa la nostra voglia di ribellarci e di alzare la testa, oltre ad essere "una macchietta derisa da tutti (tranne che da noi), che nemmeno i suoi avvocati si fidano a lasciar solo per una testimonianza (come parte lesa: non c'è abituato)" 
Con questo "lancio" vi lascio al post di Scanzi buona lettura e buona incazzatura...
"Faccio il primo ministro a tempo perso". Così Berlusconi a Marysthell Polanco (l'unica donna meno erotica di Livia Turco). Grande scandalo per cotanta affermazione ma è un'indignazione fuori luogo: ce n'eravamo accorti da soli ...segue... 

giovedì 1 settembre 2011

La cena "finanziata" per la Finanziaria

Non mi capita spesso di usare i pezzi di altri per "scrivere" dei miei post, ma a volte ci sono delle eccezioni. In questo caso l'eccezione la faccio per un giornalista/scrittore che ritengo "ESSERE UNA STAR" dei pezzi scritti, siano in formato cartaceo (FQ, Micromega) sia in formato on-line (il suo sito, vari blog). Parlo di Andrea Scanzi, che da qualche tempo tiene un blog sul sito del Fatto. Qualche rara apparizione TV ma ficcante (fece andare via Fede da un collegamento con Santoro elogiando Grillo che definiva cadaveri questi politici e all'alzata del buon Emilio commentaò con un secco "lo scriverò tra i miei successi più grandi"), molti post da morire dalle risate ma "riflettendo" ed una forte capacità di scrivere cose "pesanti" con la giusta ironia. Tanto per citare un pezzo dell'ultimo post che mi son deciso a "ri-postare" io "...di Alfano non c’è molto da dire, se non che ha riscritto il concetto di carisma: al suo confronto, perfino Memo Remigi che rilegge un hit dei Black Sabbath assurgerebbe a trascinatore di folle..."
Ma bando alle ciancie ...ecco l'articolo... i rigatoni sono piaciuti a tutti, il misto di pesce invece ha diviso. Non meno della nuova manovra, riscritta per la millesima volta (e sempre male: almeno in questo risiede coerenza). Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. I gerarchi italiani, invece, gozzovigliano. E affrontano la catastrofe esibendo le avanguardie che meritano: Berlusconi, Bossi, Tremonti, Calderoli, Cicchitto, Maroni, Alfano, Gasparri ...continua...

martedì 23 agosto 2011

Un ritrovo così necessario?

Da domenica leggo in giro di queste incredbili dichiarazioni del Presidente della Repubblica, che per l'occasione sono rilasciate "DAVANTI A UN ALTRO MICROFONO" rispetto a quello solito del Quirinale. Prese di posizioni forti, critiche al Governo ed all'opposizione, linea dura per il futuro. Vado a leggere speranzoso queste stravolgenti dichiarazioni e montandomi il "nervo"....come al solito...mi chiedo "sarò io che 'un riesco a farmi andare bene niente?". Mi spiego e spiego perchè. 
Innanzitutto, visto che da sempre il Presidente della Repubblica è attento alla sua "figura terza" ed al rispetto di regole e correttezza, partecipare e di conseguenza dare risalto al "ritrovo organizzato" del Meeting di Comunione e Liberazione non mi sembrava la scelta migliore, vista la rilevanza politica e di potere del movimento ecclesiale e visti i numerosi casi giudiziari "da chiarire", esattamente come diceva Luca Telese nel suo blog prima dell'intervento presidenziale a Rimini.
Poi per le notizie apparse sul metodo di finanziamento di questo immancabile e vitale ritrovo mi sembrava un controsenso che chi (lodevolmente) si era schierato contro gli sprechi pubblici  partecipasse ad un ritrovo di questo tipo, che è stato "tirato su" grazie alla raccolta di tanti e tanti (e tanti) contributi da quegli Enti pubblici che poi non arrivano a fine mese.
Infine l'intervento, definito così "coraggioso". Critiche a Governo per non aver ammesso la crisi, condanna per l'evasione fiscale e chi non la colpisce, critiche anche all'Opposizione (la par condicio prima di tutto si sa), riferimenti ed elogi all'Unità d'Italia e richiesta di coraggio ed impegno per tutti. A me sembra un insieme di discorsi ovvi e frasi fatte (poi il qualunquista è Beppe Grillo...), mi sarei aspettato qualcosa di più "ficcante" e più "incisivo" se la situazione è così grave. Ma questa è solo la mia modestissima opinione. 
I fatti però non sono opinioni. E di conseguenza non capisco come chi si spertica in elogi per questo discorso possa dimenticarsi dei fatti. Per fortuna che c'è il Fatto (gioco di parole voluto), ed oggi aprendolo ho trovato buona parte di quello che volevo dire io.  Pino Corrias infatti elenca alcuni fatti che fanno dire, ok se tutte queste lodevoli cose sono così importanti perchè non sono state applicate prima o meglio non ci si è spesi per realizzarle? Solo uno dei mille perchè che mi vengono alla mente. Perchè permettere al Presidente del Consiglio di non smentire o rimangiarsi le dichiarazioni fatte da capo dell'Opposizione quando affermava evadere le tasse troppo elevate è giusto? Perchè non stigmatizzare (e magari cercare di impedire) il fatto che chi decide le sanzioni sugli evasori è un indagato per evasione e lo stesso che ha cancellato il falso in bilancio? Perchè è diventato legge lo scudo fiscale? Perchè la verità che il lodoAlfano era una legge anticostituzionale non era una verità da dire? Perchè, se l'Unità d'Italia è così fondamentale, si permette a questo Governo di avere un Ministro che parla di Italia fallita la Padania si prepari, di sbeffeggiare l'inno d'Italia, di mettere i tricolori al cesso, ecc. ecc.? Perchè se è così vitale ed importante l'impegno ed il sacrificio di tutti non si chiede conto ai padroni di casa del "ritrovo" di rinunciare a qualcuno dei loro privilegi per alleggerire di un bel pò (circa tre miliardi) il sacrificio di tutti? "
Non per dire eh...e con immutato rispetto e stima...ma Napolitano non è che è Presidente della Repubblica da dù ore e non è che che il Presidente della Repubblica non abbia nessun potere eh....così tanto per la cronaca in questi anni che ci hanno portato ad oggi, lui di preciso dove era?
BIGNAMI: spesso i coraggiosi lettori di questo blog mi fanno notare la mia "pesantezza" con Napolitano, quasi maggiore che con il Re....la spiegazione è facile: del Presidente della Repubblica ho stima e rispetto e lo ritengo una personalità di spessore per questo mi aspetto molto o almeno qualcosa, ma qualcosa DAVVERO....che non può essere andare al ritrovo di CL e dire "bisogna impegnarsi tutti, il Governo ha nascosto la crisi e l'opposizione non è stata collaborativa"....

lunedì 15 agosto 2011

Pagano tutti....o no?

Essendo sia lunedì che Ferragosto, il FQ mi ha abbandonato due volte. Così mi sono diviso in due giorni il numero di ieri ed oggi ho letto con attenzione la posizione di Avvenire su questa finanziaria in via di approvazione. "Tutti, poveri, ceto medio e ricchi pagheranno qualcosa. Politici compresi. Tutti meno gli evasori". Questa la posizione di Marco Tarquinio, direttore del suddetto giornale. Ed a me in automatico si è scatenato un pò di "TRAFFICO NELL'ANIMA". 
Ora, aldilà del fatto che non ho ben capito a quali politici si riferisce dato che le Province ed i Comuni sembra siano tagliati (sono già partiti i primi ripensamenti e le prime avvisaglie di modifiche degli articoli) ma per il futuro e quindi nessuno subisce un danno nel proprio portafoglio e gli stipendi ed i benefit per il momento non sono toccati (solo il declassamento da business ad economy per i voli continentali....un pò pochino mi pare) ed aldilà del fatto che non mi sembra che gli economisti che hanno giudicato questa finanziaria "lacrime e sangue per il ceto medio" abbiano la stessa opinione, mi pare che il buon direttore avveniristico dimentichi qualcun'altro. Mi pare che la Chiesa ed il suo "circondario" non abbia visto toccato nemmeno un euro dei suoi privilegi (già oggetto di un attento esame di Report e, nel piccolo, di un mio post); visto il grigiore dei nostri conti c'erano proposte di taglio in questo senso che avrebbero realizzato circa tre miliardi di euro, non era meglio risparmiare questa cifra dal taglio delle agevolazioni fiscali (famiglie, lavoratori, ecc.)? Visto che "se n'ha pochini" anche per noi di soldini perchè privilegiare stati esteri come il Vaticano? Chiesa tra l'altro toccata nemmeno nel piccolo con lo spostamento delle festività solo laiche. Sia mai. Di conseguenza quindi Liberazione, Festa del Lavoro e Festa della Repubblica si possono spostare mentre Epifania, Pasquetta e Immacolata Concezione no. E poi saremmo uno Stato Laico!?!? 
Ora criticare questa Finanziaria è una posizione che condivido, farlo però dall'alto di un pulpito pieno di privilegi dove nessuno viene mai a "toccarti" mi pare un tantino troppo facile nonché un filino ipocrita....
BIGNAMI: figuriamoci se voglio difendere ReSilvio ed i suoi giochini delle tre carte coadiuvato da "vendiamo la Savdegna" Tvemonti che chiamano Finanziaria e riassetto dei conti pubblici...però sentire muovere critiche del tipo "non pagano solo gli evasori" da chi in realtà paga ancora meno degli evasori mi pare eccessivo....