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giovedì 3 novembre 2016

Prove

A volte basta davvero poco per capire come le cose che "non si possono" DAVVERO fare siano altre, come quelle che CONTANO dovrebbero essere sempre tutelate vista la precarietà generale comune. In generale basta una scossa più forte, un quadro clinico che si (ri)presenta di nuovo complicato, un racconto a cui non sai trovare risposta per la sua forza e non puoi nemmeno dichiararti disponibile ad un aiuto vista l'inutilità se non per l'ascolto.
Rispetto a queste "prove", a questi promemoria che ogni tanto arrivano, la risposta di tutti dovrebbe essere scontata, automatica e certa. Ed invece non "TUTTI QUI INTORNO" la pensiamo così, non sempre siamo pronti a recepire quei segnali e quei promemoria, continuando a dar per non possibile o rimandabile cose che invece dovrebbero venire prima, come meritano. E poi ce ne pentiamo. 

sabato 17 marzo 2012

Riflessi arancioni

In periodi allergici, di non troppa brillantezza o solo oscurati da lune più o meno momentanee, i colori più vivaci non sono proprio i compagni di viaggio più presenti. Ed allora serve qualcosa in più per far "girare" il normale corso del momento. E spesso quel qualcosa arriva non da qualcosa di tuo, ma da qualcuno fisicamente vicino o lontano ma che comunque senti come "accanto". Un sms giusto, una telefonata amica, due parole che ti fanno sorridere o divertire. Spesso (per fortuna) arrivano da "varie fonti" ma altrettanto spesso si concentrano su "una specifica".
Segnali e riflessi che si vivacizzano e si colorano di arancione. Ed allora capita che ad illuminarti la giornata sia un numero che solo all'apparenza e per gli scaramantici "antidiciassettiani" è grigio, ma conoscendolo bene accende il suo contorno con i suoi riflessi che illuminano e portano anche a coprire certe lune mettendo "NELLA TESTA UN PO' DI SOLE ED IN BOCCA UNA CANZONE".
Quegli stessi riflessi che ti rendono più facile anche percorsi non proprio naturali e che ti regalano piccole/grandi cose e piccole/grandi emozioni. Una serie di riflessi "saggi ed intelligenti" ma anche dolci ed affascinanti. Trentacinque riflessi magici dalle mille sfumature di quel brillante arancione che accende ed illumina.
BIGNAMI: piccoli pensieri e piccole riflessioni per riflessi dal grandissimo valore e dallo splendido colore...

mercoledì 18 gennaio 2012

Applicazioni assenti

In "TUTTI QUEGLI SCHERZI CHE FA IL TEMPO" ti ritrovi a constatare che non è un problema di bravura, coraggio o caratteristiche fenomenali ma solo la capacità di portare rispetto a se stessi, guardarsi dritti negli occhi di fronte ad uno specchio e soprattutto assumersi le proprie responsabilità accettando le dovute e normali conseguenze dei propri atteggiamenti o delle proprie azioni. 
E' inutile, sembra che buona parte di chi ci circonda (magari anche noi) sia sprovvista di questa applicazione che comporta spiegazioni, responsabilità e conseguenze, tutta roba complicata e noiosamente pesante. 
Meglio quindi ignorare il tutto seguendo la traccia più facile di un percorso senza complicazioni, senza rischi e senza dover dar conto a nessuno, nel buon nome di una bellissima immagine comune.
BIGNAMI: riflessione che ogni tanto affiora tra le responsabilità dimenticate dai più....

lunedì 9 maggio 2011

L'unica HeadRed

Uscendo capisci di aver fatto la cosa giusta e mentalmente dici "viavia era arrivato il momento" e ringrazi chi ti ha sopportato-supportato per l'acquisto (ogni riferimento al Boccia NON è puramente casuale). Ancora non hai fatto granchè ma intanto l'assicurazione è fatta, il primo assegno firmato e la strada si apre per portarti al secondo, più pesante. Così nell'ultimo viaggio con la "head-red" ti vengo agli occhi, come è naturale ed un pò banale che sia, mille immagini e mille ricordi che non ti sembrano nemmeno essere lontani tutti quei km.
Ed allora quei cinque-sei km finali ti sembrano durare qualche anno e rivedi il primo parcheggio sbagliato, il primo posto di blocco, l'amara sorpresa di non ritrovarla al suo posto, il sorriso a 32 denti all'avviso di quella multa tanto sperata, la rabbia di quello sportello aperto non da te, la gioia del primo sorriso speciale, le serate che tutto dovevi fare meno che essere al volante, la prima volta in macchina, l'allenamento del Bati ed il panino dello Scheggi invece che le derivate, le fatiche di cinque in salita, gli abbracci rubati e quelli regalati, i regali spariti, la storica "non sono stato io", le quattro fatte con una pila e tanta voglia di parlare (e non solo), le prime albe che combatti col sonno al volante, le uscite lontane nel tempo che si ri-avvicinano, quel "problema della macchina così" che non hai mai sentito di avere (anche grazie a chi ha dato una mano importante per i tragitti più complicati), i sabati a farti dannare mentre impazzisci dietro un parcheggio che non c'è, l'avvicinarsi del pensionamento, quel camion così vicino al finestrino e quel guard rail che ti viene incontro, il pattinamento sulla neve, quella lancetta a farti compagnia come una musichetta, quel riscaldamento a tratti e più rumoroso che caldo, quella targa così simile alla fantasia di qualcuno evidentemente destinato a lasciare il segno proprio come quelle cifre e quei numeri, quel sedile rotto con quella gommapiuma oggetto di mille attenzioni, quel tergicristallo finito non si sa da quanto, quella geppoborsa segno di un'epoca, quelle cose e quelle immagini che in un blog non si possono dire ma che nella memoria tornano limpide, quella strada verso qualcuno che sta più in alto di una montagna, quella sensazione di comodità, quell'ultimo sabato in giro in centro con la giusta compagnia...."TUTTO QUANTO SOTTO IL MARCHIO" head-red...l'unica Ferrari veramente nel cuore...
BIGNAMI: byebye head-red e grazie di tutto...

domenica 3 aprile 2011

Numeri

"NEL VESTITO MIGLIORE" fa bella mostra di sè il solito 3. Ma se guardi bene non è quello che è durato trentun giorni, ma uno nuovo che dura solo ventiquattro ore. E se per trentuno giorni quel tre non ha mantenuto le promesse e le speranze perchè lo dovrebbe fare un nuovo tre di breve durata? Evidentemente non è il numero a fare la differenza ma la "voglia" di chi non aspetta numeri perfetti per mantenere promesse e speranze....e se mi guardo nelle immediate vicinanze vedo proprio che è così.
BIGNAMI: riflessione su un numero che non sempre è determinante...

giovedì 17 marzo 2011

Un regalo speciale

A volte trovarsi a voler fare un regalo o un sentito augurio ti apre pensieri diversi. Ti scopre con la voglia di far passare un messaggio che magari può sembrare banale o scontato ma che invece nelle forme che vuoi realizzare e per le persone a cui lo indirizzi altro non è che l'esatto contrario, qualcosa di speciale. Ed allora ti accorgi che in fondo a guardar bene il più grande regalo lo ricevi te quando vedi nella persona festeggiata quel sorriso soddisfatto che tanto hai cercato e sperato di ottenere. E' come se rispondesse a qualcosa che non le hai chiesto, alla richiesta che non sei riuscito a farle che più o meno avresti recitato come un "REGALAMI IL TUO SOGNO". Quando vedi che spontaneamente quel sorriso risponde alla tua richiesta capisci che l'augurio ed il regalo in realtà l'hai fatto a te stesso perchè poche altre cose contano così, pochissime cose contano quanto quella soddisfazione, quell'abbraccio di ringraziamento e quegli occhi felici.
A quel punto ben poco ti resta da dire se non ripetere Migliaia Di Maxi-auguri....banalmente ma specialmente...
BIGNAMI: con le persone speciali il vero regalo da ricevere, il vero pensiero da ottenere ed il vero augurio da incassare è vedere il successo di un tuo regalo, pensiero, augurio....

martedì 9 novembre 2010

Sbaglio --> chiedo scusa....

La capacità di prendersi le proprie responsabilità. "OGNI VERITA' PUO' FARE BENE O FARE MALE" ma il risultato finale che ne deriva deve essere una conseguenza che si sa accettare. Nel bene o nel male. Riflessione piccolapiccola, lo riconosco, ma mi è venuta spontanea pur non essendo troppo originale. Mi viene da una mattina piovosa, noiosa e "rabbiosa" per futili motivi e/o per ricordi o pensieri meno futili ma ugualmente grigi e/o per quello che intorno ci circonda tra escort, ballerine sul "cubo di Ruby", telefonate pubbliche/private, dimissioni chieste ma poi fiducie date, ecc, ecc, ecc. E mi "viene" da tirarla fuori dopo aver letto ciò che ha scritto Danielao, proprio lui, sul suo sito giusto oggi (per i non avvezzi a questo sito parlo di uno dei miei cantanti preferiti Daniele Silvestri) . Ho aperto il suo sito convinto che non poteva NON dire qualcosa della serata onestamente bellissima del programma di Saviano/Fazio ma angosciante per la sua esibizione. Non era lui e metteva l'ansia a chi lo apprezza totalmente come me. E così, poche righe semplici ma chiare: ho sbagliato e mi scuso. Banale ma forte. Senza trovare giustificazioni o alibi e senza nascondersi nel silenzio, ma spiegando e prendendosi le proprie responsabilità. Facendo così anche l'esibizione di ieri diventa meno orribile.
BIGNAMI: piccolo pensierino tra il grigio delle nuvole, il bagnato della pioggia e il calore del senso di correttezza e capacità di prendersi le responsabilità....

martedì 29 giugno 2010

Pro e contro delle giga di memoria

Avere una buona memoria, a volte anche troppo accentuata tanto da sentirsi chiamare “rain”, ha il lato negativo che le cose non passano facilmente nel dimenticatoio e che l’attesa per il comportamento degli altri sia strettamente legato a quanto te hai in memoria circa la loro “cartella”. Avere una buona memoria ha il lato positivo che quando la gente intorno si comporta esattamente all’opposto di come indicato nella "cartella" in memoria puoi sorridere ironicamente scuotendo la testa pur facendo finta di non ricordarti niente, allargando il sorriso al momento della giustificazione per quel comportamento. :-)
“ C’E’ UNA LINEA SOTTILE ” tra il benedire ed il maledire le tue giga di memoria….e la rabbia di ricordarsi qualcosa di “irritante” e la soddisfazione di poter dire “sbugiardare” qualche comportamento battezzato come totalmente coerente sono i piatti opposti di una bilancia divisa da quella linea….
BIGNAMI: pensieri ed elementi immagazzinati in troppe giga di memoria….

giovedì 27 maggio 2010

Numeri Tondi

Succede solo se ti ci metti a pensare, e pensandoci ti viene da contare sulla punta delle dita….come un bambino….e ti trovi a sorprenderti del numero che raggiungi come lo stesso bimbo che ha da poco imparato a contare e che ogni “unità” in più la vede come un successo. Diceva LL l’altra sera a Matrix che i "numeri tondi” fanno scattare qualcosa di automatico…una sorta di richiamo spontaneo al bilancio ed all’analisi. E’ quindi tutto naturale se, guardando il calendario da scrivania, mi viene da ripercorrere un po’ questo piccolo numero tondo che corre “LEGGERO NEL VESTITO MIGLIORE” ed ha fatto rapidorapido un giro completo d’orologio. Strano come il tempo possa sembrare in tanti momenti immobile in quello che ti circonda e come invece in altri sembra volar via in un semplice “starnuto” (metafora magari poco poetica ma tremendamente azzeccata in questo mio periodo allergico). Normale che un giro completo d’orologio abbia avuta una maggiore velocità se inizialmente spinto da una giornata di bora “triestina” che scombussola i piani e qualche ombrellone, ovvio che corra più rapido se sospinto dalle zampette instancabili di un geco che si nasconde in una terrazza affollata, scontato che il sentirsi a proprio agio tanto da dire “mi sento a casa mia” faccia sembrare quello che ti circonda immutabile e “fermo” mentre invece procede e cresce, curioso che pur salvando con un nome errato il primo file di una cartella quest’ultima non ne risenta tanto da raccogliere tanti altri file piano piano più completi e migliori, naturale che la semplicità e la freschezza di un paio di sandali aperti possa permettere di camminare anche di più di quanto non si creda di fare. Non fà una piega effettivamente. Specie se ripensi al percorso della lancetta ed alle sue tappe che ricordi praticamente tutte circondate da uno smile ora di divertimento, ora di piacere, ora di serenità, ora di sicurezza nei momenti più grigi, ora di curiosità. Ed è quindi del tutto normale ritrovarsi a vedere quella lancetta che, completato il giro, continua il suo incidere per niente stanco ma invece ancora più costante e sicuro. Resta solo curioso il fatto che in casi come questo la sensazione di “tempo volato via in un attimo” sia dato da un costante evolversi delle cose piuttosto che dal loro rimanere “immutate” e mentre lo penso sorrido di nuovo guardando il calendario ed i suoi numeri in neretto soffermandomi ovviamente con lo sguardo sul numeretto col tondo evidenziato….
BIGNAMI: non sempre fare un’analisi significa “chiudere l’esercizio”….spesso è bello fermarsi un attimo ad analizzare quanto e cosa il bilancio contenga o possa contenere e sorridere soddisfatto delle tappe fatte da quella lancetta….

venerdì 9 aprile 2010

Promesse "cestinate"

Per natura tendo a “buttare via” poco o niente e spesso mi ritrovo con “ UN BEL PO’ DI COSE ” a cui dover trovare il posto che regolarmente manca. Nonostante la mancanza di posto però non sono riuscito mai a liberarmi di oggetti ingombranti come le promesse e le "parole date". Quelle che ho “creato o dato” e/o per cui mi sono impegnato non riesco proprio a buttarle via. Ma evidentemente non per tutti c'è questa difficoltà di disfarsene. Ed allora chiederò in giro come fare per "cestinarle" correttamente nell'ambito della raccolta differenziata dei rifiuti. Perchè proprio non posso sapere se le promesse siano da abbinare al prezioso ma magari non profumato “rifiuto organico”, al trasparente ma delicato “rifiuto di vetro”, al colorato ma leggero “rifiuto di cartone” o più semplicemente insieme a tutti gli altri nel buglione dei “rifiuti indifferenziate”. Già. Chissà che fine fanno le “promesse buttate”.

BIGNAMI: considerazioni "ecologiste" da un differenziatore di rifiuti che però non butta via la "propria parola"....

venerdì 29 gennaio 2010

Sensazioni e scarzate

Ci sono delle scommesse che hanno un coefficiente di difficoltà minimo. E pagano poco se le "becchi". Lì basta qualche statistica, qualche numero e un minimo di logica. Ci sono invece le cosidette "scarzate" (puro....linguaggio tecnico...:-) ) che hanno un grado di realizzabilità minimo, ma se riesci ad indovinarle la posta viene ri-pagata bene. "NESSUNO C'HA IL LIBRETTO DI ISTRUZIONI" per indovinare la scommessa giusta, ma nel caso delle "scarzate" non serve lo studio esatto delle statistiche o dei precedenti, serve solo intuito, conoscenza delle "squadre" e fare totale affidamento sulle proprie sensazioni. Non c'è logica, solo "ispirazione". Ed a volte è quella giusta. Capita poi che a volte le sensazioni siano giuste ma "negative", ad esempio mai avuto il presentimento senza motivo che sarebbe stata una giornata da dimenticare? Lì non c'è statistica, numeri o logica. Sensazioni in base magari a conoscenze delle "squadre" in campo quel giorno. Ed anche se ti sembra "impossibile" per le tue visioni, sai....o meglio senti....che qualcun'altro sovvertirà il tutto facendoti beccare la "scarzata". Ed in quel caso, sorridendo per la previsione azzeccata come puoi rallegrarti davvero per una cosa comunque "negativa"? A volte la "scarzata" ti fà solo anticipare il risultato....ne servirebbe una MAXI che ti permetta di scansare anche la tua stessa previsione.... :-)
BIGNAMI: non sempre conviene aver ragione....sbagliarsi a volte sarebbe meglio.... :-)

giovedì 19 novembre 2009

...Sogno...

Non ho mai avuto un “gran” rapporto con i sogni….non ne faccio troppi ad occhi aperti, quando chiudo gli occhi e dormo non riesco quasi mai a ricordarli e quando succede non sono mai troppo chiari o comunque non riesco a memorizzare i particolari ed i contorni del sogno per intero….così quando mi accade di attraversare "LA PORTA DEI SOGNI” resto sempre con sensazioni speciali addosso…..specie se il sogno ti lascia col sorriso beato da vere emozioni vissute….e così è stato anche per l’ultimo sogno….e dato che in questo blog spesso ci si “avvelena” il fegato con varie situazioni non troppo positive forse è il caso di lasciarsi andare per un po’ a questo sogno….
Un sogno dove la sensazione era di benessere, di un rapporto complice tra due persone felici di stare insieme, con scambi di gesti fatti con la dolcezza comune di due persone complici....il luogo che faceva da paesaggio era un luogo magari banale come un salotto con un divano o una camera con un letto ed un tavolo o una scrivania….ma non comune come la propria casa anche se ugualmente noto ai due tanta la normalità era nel viverlo….un rapporto fatto di abbracci, carezze, complicità, sorrisi e chiacchere che si mischiavano con qualcosa che nell’aria svolazzava in maniera palese ed evidente e che per entrambi era parte di un sentimento esistente, forte e di quelli rari…..difficile spiegare oltre perchè non ci sono molti fatti da raccontare né ambienti o paesaggi particolari da descrivere, ma solo questa sensazione forte di un sentimento fatto di complicità, passione, naturalezza e dolcezza…un rapporto dove evidentemente i nomi non contavano troppo se gli unici appellativi che ricordo erano “stellina” e “piccolo”…..un rapporto dove le parole ed i gesti erano voluti e non obbligati…..un rapporto dove quel sentimento rendeva l’uno sicuro del fatto che l’altro in quell’esatto momento provava le stesse cose…..un sogno con la “S” maiuscola di un rapporto evidentemente dalla “A” maiuscola…..
BIGNAMI: rileggendolo più che un post su un sogno fatto sembra una puntata di una soap opera….di quelle sdolcinate….e poi….lo so che era solo un sogno....ma mi ha messo di buon umore…..e per una volta volevo fare lo “sdolcinato” piuttosto che l’acido…..prometto che questa "sdolcinatezza" dura il tempo di un post……ed al prossimo, il PH torna ai suoi standard…..

venerdì 6 novembre 2009

Tanto te tu capisci

A furia di essere "TESTARDI POCOFURBI" ci si fà un pò l'abitudine a sentirsi dire..."tu sei troppo 'bono", "dai tanto te tu capisci", "mi dispiace non posso fare diversamente o gli altri ci restano male"....ed allora passa in cavalleria magari quello che avresti voluto, quello che speravi, quello a cui anche te "c'avevi fatto la bocca", quello che nella stessa situazione te hai in precedenza fatto o comunque avresti fatto ora e non contemplava il "tanto te...."...e siccome te sei quello che capisce, ascolta e supera....per risposta non puoi altro che tirar solo fuori il sacchetto di sarcasmo dal cassetto ed usarne la giusta quantità tanto per mantenere il tuo stile, accentuarlo nei giusti momenti per rinfrescare la nomea di "buono ma acido", ed avere quegli sbalzi di umore che ormai ti hanno (anche a ragione, ma non sempre) affibbiato come compagni di viaggio....e per non perdere troppo i contatti con quelle lune che ogni tanto cambiano inclinazione.....ma a volte qualche "ventata" alla luna una mano "glieladà" a cambiare il suo verso....
BIGNAMI: come diceva il saggio "lascia fare" "okkè vuoi che sia" "'un tu vorrai mica prendertela"?

sabato 3 ottobre 2009

Se l'è vero per tutti...

Guardandomi intorno e leggendo un pò di cose mi sembra di intuire che il vero problema non è se una cosa è "vera" o meno, se c'è o non c'è, se esiste o non esiste.....ma quante persone la vedono e la riconoscono, quante ne parlano e quante "scavano" per cercarla. Soprattutto se la cosa può non essere "lineare" o "semplice" da affrontare. Quindi se provi a farlo te e dici solo "guarda che esiste", accertando quindi solo la "realtà" e guardando "negli occhi" le cose come stanno, magari, se non è una cosa "che si può dire" perchè tutti preferiscono tacere, ti senti anche dire "oh perchè vuoi creare difficoltà te se tutti non la vedono e non dicono niente"? Ed allora per adeguarsi toccherebbe andare in giro con "FACCE CHE NON CONOSCIAMO" al posto della nostra faccia, magari non bellissima ma NOSTRA? Beh...io preferisco sentirmi dire "sei il solito acidopolemico dal caratteraccio" che andare in "giro" con facce non mie....o come diceva il consiglio di una persona che STIMO enormemente "inutile negare l'evidenza, che tu la confermi o meno quella resta evidente"..
Tratto da: riflessioni "spigolose" di un caratteraccio...

domenica 20 settembre 2009

Fotografie sorridenti

Riguardando “una fotografia” e poi un’altra e poi tutta una cartella….mi viene da pensare come mai ci si mette sempre in posa prima di sentire il “tac” dello scatto…anche chi di “solito” in posa non si mette mai. E’ come se ci fosse una legge non scritta da rispettare, “sempre sorridenti” per far venire la foto bene e rispettare il “clichè”. Guai ad andare contro alle aspettative di chi deve guardare la foto e si aspetta il sorriso smagliante a “36 denti”. A volte però il sorriso vero si vede solo negli occhi ma non tutti fanno la “fatica” di cercarlo, più facile “contare i denti”…quindi….“sorridi”…..“tac”…."flash"...“un s’abbia a deludè qualcuno”….
Tratto da: …i flash di una fotografia…

domenica 19 luglio 2009

Cieli e soffitti

"Dietro una paura che non lasci mai" hai deciso di dipingere il tuo soffitto di azzurro e creare dei piccoli angoli disegnati con sole, stelle, luna e nuvole. L’hai fatto per la paura di avere a che fare con un cielo vero, bagnarti con la sua pioggia, bruciarti col suo sole, innamorarti delle sue stelle, cambiare umore con la sua luna. E così, quando sei fuori, cammini senza guardare in alto e sempre rigorosamente al riparo, aspettando di alzare lo sguardo solo quando sei nella tua stanza dipinta. Potrai anche chiamarlo cielo quel soffitto, ma il cielo sai bene che è un’altra cosa e sai bene che continuerà ad esserci anche se ti obblighi a non guardarlo più. Poi un giorno qualsiasi, pur rispettando i tuoi dogmi arriverà una luce diversa e tornerai ad alzare lo sguardo…..
Tratto da: vecchi scritti di un giovane scribacchino.

lunedì 29 giugno 2009

Costi sostenibili?

"Tra palco e realtà” a volte uno si chiede quanto possa costare prendere il coraggio e lasciarsi andare alla più costosa e difficile “spesa” che possa essere prevista in un budget: ammettere quello che uno ha dentro senza preoccuparsi dei costi conseguenti….chissà se il “proprio personale bilancio” può sostenere questa spesa folle….
Tratto da: vecchi testi di ragioneria mixati a nuovi pensieri.

venerdì 19 giugno 2009

Priorità e soddisfazioni

A volte rincorriamo certe date e certe scadenze come fossero urgenze e appuntamenti “immancabili” trascinandosi alla ricerca di un euro in più di utile, ad un ROI (reminescenze di studio che a volte fanno capolino….) più alto, ad un obbligo di facciata a cui siamo tenuti per il buon “nome” della morale comune, ad impegni su impegni che ci costruiamo e battezziamo come “intoccabili” e prioritari….tutto una rincorsa a mantenere il passo che non si può in nessun modo “perdere”….bisogna mettere tutto in fila nel modo giusto e con i dovuti lustrini per poi poter dire “baby è un mondo super”……magari anche se uno non arriva a "goderselo"...“farò tardi perchè a quella riunione non posso mancare”, “non riusciamo a vederci sono troppo incasinato”, “con solo altre mille ore di straordinario l’utile sarà enorme questo mese”, “avrei voglia di passare una bella serata in relax ma proprio non posso”….la rincorsa continua a volte nemmeno ci fa capire che forse quello che ci impedisce di fare quello che vogliamo davvero è solo una nostra imposizione…..certe volte….certe volte siamo noi a fissare come urgenti ed inderogabili vincoli ed appuntamenti che poi di “vitale” hanno soltanto la nostra definizione…..a volte ti fermi solo un attimo a riflettere….. “vorrei trovarti accanto a me quando i miei sogni si realizzeranno” ho sentito dire in un telefilm oggi da una persona impegnata a correre e non riflettere ad una che aveva sempre seguito la sua corsa ma che era stanca di osservare da lontano…..forse il vero sogno era quello di averla sempre accanto e si era già realizzato, ma l’obiettivo del mondo super non poteva essere finalizzato SOLO a questo…..ed allora mi vien da pensare che forse darsi la spinta per partecipare ad una cena che in qualche modo “ti torna male” per orari di lavoro e stanchezza ma che poi ti regala una gran bella sorpresa sia un bel successo, che forse riuscire a trovare tempo/modo di fare due chiacchere con una persona cara ed ascoltarla in un momento di scoraggiamento per poi ritrovarla in qualche modo “cambiata” nell’umore magari in parte grazie anche alla vicinanza che gli hai mostrato sia un bel successo, che forse una birra Moretti da ¾ (essattamente quella "da muratori" sì….) bevuta ad uno sgangherato tavolino di un bar con tanto di chiacchere, risate, condivisione di pensieri tra amici veri sia un successo altrettanto bello, che forse uno sforzo di tempo, disponibilità, ore per rincorrere qualcosa di meno “obbligatorio” e meno “luccicante” ma davvero “sentito” e di cui si ha “voglia” aldilà della lucentezza, della normalità, della regolarità forse è un urgenza maggiore di tanti improrogabili appuntamenti fissati o auto-stabiliti…..magari ne risentirà il ROI, l'utile, il regolare andamento del comportamento "di facciata".....ma dentro forse quel successo ti mette la soddisfazione che l'urgenza e l'obbligo non riescono a darti....
BIGNAMI: a volte le urgenze le fissiamo noi, a volte le priorità sarebbero altre ma magari “luccicano” meno e sono un briciolo più nascoste. A volte costa fatica cercarle, a volte....NO.

mercoledì 3 giugno 2009

cambiare corrente...

Quel file che continua a darti problemi, quella sorta di “cazziatone” che eri sicuro di non meritare, quella telefonata che era meglio se non arrivava e quella che invece tanto aspetti e non arriva, quell’aggiornamento che ti fa preoccupare un filino di più (come se ce ne fosse bisogno….) e quel sms che proprio non ti è andato giù….la giornata sembra proprio incanalata verso una “deriva negativa”....che ti fa pensare che “non è il male, né la botta ma purtroppo è il livido”….dato che non è un fatto in sé (la botta) o il dolore conseguente (il male) ma tutto quello che lascia questa sorta di stillicidio di piccoli intoppi, piccoli contrattempi…un livido violaceo che a sfiorarlo più che far male dà fastidio…..prolungato e noioso fastidio…ed allora il nervosismo un po’ aumenta, il sarcasmo non riesce a vincere su tutto e la voglia di chiudersi ermeticamente cresce a dismisura….e mentre prepari il lucchetto per “chiudere tutto”….ti arriva un complimento inatteso per un banale file che hai fatto, ti ritrovi a prendere un caffè con una persona che è capace di starti vicino non dicendo niente di particolare, ti sforzi un po’ e ricerchi un vecchio file che sai ti metterà di buono umore e lo trovi ancora più “solare” di quanto potessi sperare, mandi te un sms “con tanti smile” per far “cambiare” la rotta a questa giornata incanalata lungo una marea contraria….e qualcosa si muove, il file problematico di prima fa il pari con questo che hai aperto e che ti mette il sorriso, il cazziatone ha lasciato il passo ai complimenti, gli aggiornamenti continuano a preoccuparti ma punti ad avere anche aggiornamenti di diverso tipo per fare il “pari” (sperando sia una "partita pareggiabile"), agli smile mandati per sms ti viene risposto con un numero di faccine moltiplicato….ti ritornano indietro segnali positivi che ti fanno staccare dagli intoppi, saltare un punto a sfavore cercandone uno a favore, svoltare un angolo alla ricerca di una dirittura invece che di un’altra curva….certo gli intoppi non sono spariti, ma ti senti capace di poterli affrontare un po’ meglio…che ci sono e magari ti faranno tribolare di nuovo ma ora no….ora sorridi e fai un immaginario occhiolino a chi quella rotta te l’ha fatta cambiare….
BIGNAMI: sicuramente un complimento, un abbraccio, un sorriso, una telefonata “giusta” non risolvono i problemi più grandi…ma forse quelli più piccoli sì...e comunque aiutano certamente ad affrontarli entrambi nel migliore dei modi…

mercoledì 13 maggio 2009

Star City

Sembra quasi che tutto si racchiuda in un lancio di dadi, in base a quello che esce fuori dal tiro comincia il “giro”…..giusto? Sbagliato? E chi lo sà!!! Hai il tuo dado nel palmo della mano, lo scuoti e speri nel lancio giusto che ti faccia finire nella “casella desiderata”….speri in un “TRE”…nel numero perfetto…e giri la mano lasciando rotolare il dado….TRE….sì! Si è fermato esattamente dove doveva fermarsi….e ti permette di raggiungere quella casella, quella della “città di una stella”, illuminata al punto giusto dalla presenza dell’astro luminoso, dal suo contraddittorio (per una stella) esser solare e dal suo abbracciarti con i suoi riflessi….dove magari fa caldo, la “casella” e l’ambiente circostante non è certo da reggia o da castello incantato, ma per te è la giusta destinazione, quella che speravi di raggiungere col lancio di dado. L’approccio con la casella “stellata” è particolare, l’impatto non può che essere di quelli a cui ti devi abituare pianopiano…sembra quasi che la cosa al momento ti spiazzi, perché quella casella non l’avevi immaginata esattamente così…è confortevole, piacevole ma sembra mancare qualcosa…quel qualcosa di “speciale” che tanto immaginavi…e così un po’ di spaventi, hai timore che “ti si chiuderanno gli occhi ancora o soltanto sarà una parentesi”…ma in realtà devi solo prendere “confidenza” con il luogo, riprendere la dovuta distanza da spazi e da sensazioni che ti cavalcano dentro e che sono comuni a chi condivide con te quella casella…tutte le cose tanto aspettate e che per tanto hai messo in “naftalina” sono un po’ diesel ed hanno bisogno di una partenza lenta per far carburare il motore….ed infatti passa un po’ di tempo, la naturalezza riappare nel suo normale incidere e così quella sensazione di mancanza sparisce piano piano…ti senti a tuo agio, apprezzi gli angoli anche non panoramici, noti anche i particolari più insignificanti….cominci a goderti quella casella, quel “TRE” tanto desiderato, quelle vibrazioni che emana la casella e quello che rappresenta….la stella brilla in tutto il suo splendore, ti senti sereno e la sensazione di naturalezza senti che si stà per trasformare in sensazione di completezza, di sorrisi divertiti misti a pensieri malinconici ma piacevoli….sembra tutto al punto giusto…la giusta scenografia, le corrette battute, i tempi perfetti, la sintonia….quella che nessuno riuscirà mai a (de)scrivere ma che solo quella “città” riesce a creare. Ed allora assapori tutti i secondi, ti godi gli attimi che scorrono rapidamente, cerchi di fotografare ogni cosa fotografabile (ed anche le cose non troppo adatte ad essere immortalate) e racchiudi tutto in quella “casella”….preziosa, unica, speciale…..che vorresti rimanesse immobile a lungo…….ma un nuovo lancio di dado ti aspetta….sperando che un nuovo “TRE” ti porti in un'altra casella che abbia in comune con questa il “sorriso” di una stella, l’abbraccio dei suoi riflessi, il piacere di un panorama unico…..una nuova Star City…..sapendo che poi le città ed il loro clima le creano soprattutto gli abitanti….ed i loro rapporti…..prendi il dado nella mano, lo scuoti e come nei film ci soffi sopra chiudendo gli occhi e sperando in un nuovo “TRE”…..