domenica 3 agosto 2014

La lotta per la pace

Kiave di lettura n°94

Gli occhi di tutto il mondo sono da giorni, mesi, anni piazzati su quello che succede a Gaza, Israele e tutto quel territorio che sembra non fermarsi mai dal riservare dolore e morte. I raid continuano e la vera e propria guerra che si sta scatenando, o meglio continua senza un minimo di tregua, è una vera e propria "FINE DEL MONDO IN MONDOVISIONE" e nonostante questo sembra che nessuno possa far niente. Mi sento molto ignorante su questo argomento, ed ammetto la difficoltà di sopportare il "tifo" che si legge in giro come prima, durante e dopo una partita di calcio. Ho da sempre una posizione netta riguardo i conflitti, una posizione che deriva da un assunto che sembra banale ed ovvia e sicuramente è rigido: "la guerra non è mai la soluzione" così come dice da venti anni Emergency in ogni suo intervento ed in ogni sua attività.
Mi sforzo di cercare nei motivi che ascolto, sento, leggo una parvenza di ragionamento che mi faccia in qualche modo uscire da questo assunto, ma alla fine torno sempre lì. Per molti questa è una posizione "facile" ed assolutoria della coscienza, come se invece le guerre, i morti e le bombe siano state soluzioni risolutive ed efficaci. Leggo anche, e questo mi fa più paura, che per molti è tutto in qualche modo giustificabile o giustificato, qualcuno si spinge addirittura a definire "danni collaterali" le scuole, gli ospedali o le abitazioni civili saltate in aria. Ecco rispetto a questi scienziati, sono contento di rimanere e risultare banale ed ovvio e di seguire alla lettera quell'articolo 11 della Costituzione e quel "ripudio della guerra". Mi ritrovo così a sfogliare cose vecchie che ho scritto ed a leggere pensieri datati che ritornano paurosamente e tristemente attuali, modificati solo per localizzazione e "data" ma mai così adatti ai giorni di oggi.
GIUSTI ASSASSINI
Sorridi, lo facciamo per te!
Bombardiamo le scuole per
portarti cultura, annientiamo
gli ospedali per farti star bene,
ti bruciamo il volto
per farti togliere il burqa.
Facciamo tutto questo per te
e per ricompensa nemmeno un piccolo sorriso?
E trovo di tremenda attualità ed uno "scatto perfetto" per una foto nitida quella letta sul blog amico del Galga. Parole giuste, pensiero totalmente condivisibile, la mia Kiave di lettura di questa settimana la prendo in prestito da lui, parola per parola, foto per foto. Buona lettura
Non riesco a ignorare le notizie dal mondo, percorsi di viaggio interrotti bruscamente da missili terra aria o da bombardamenti strategici, mirati a distruggere le certezze della vita.
Il mondo si sta armando e nessuno ha più il potere di fermare l’altro. Ribelli si fanno forza grazie a stati che li spalleggiano o a falsi miti religiosi. Ragazze rapite per diventare schiave, missili su depositi di petrolio e tunnel sotterranei. Tutto al solo fine di distruggere.
Poi entri in contatto con chi realmente è là, chi ogni giorni subisce le decisioni di pochi, chi deve lottare per sopravvivere. E ti rendi conto che tra i tanti che subiscono le decisioni il nemico è sempre l’altro, non riesci a capire perché non sei li, non hai percorso le strade battute tutti giorni da chi, nel tempo, ha imparato a odiare.
Parli con chi “finalmente  ha uno stato”, chi “sono loro che non dovevano stare li”, sempre loro “che ci lanciano i missili” e capisci che tutto fila nel loro ragionamento, che gli anni di militare e la storia del loro popolo li hanno formati contro tutti.
Per sbaglio trovi immagini e video di esplosioni, bombardamenti “mirati” e vedi i commenti di chi, a 16 anni, cerca di sopravvivere. Cerca di arrivare a domani, piangendo il meno possibile. 
Leggi tra i commenti, persone dell’altra parte,  che giustificano il tutto nella lotta ai terroristi e contro commenti che considerano quei terroristi eroi. 
E mentre nel mondo, qualche missile e qualche sparò starà risuonando nel vento, ti accorgi di come tutti gli altri stanno a guardare davanti alla tv, al pc o davanti a interessi economici più importanti delle vite umane

Chi non conosce la guerra ha il dovere di lottare per la pace

domenica 27 luglio 2014

Un esordio di qualità

Kiave di lettura n° 93

Mi ero perso il film alla sua uscita cinematografica anche se mi incuriosiva e non poco, sia per il soggetto che per l'autore del film.
Apprezzo molto infatti la capacità di Pif di rendere personale ogni racconto ed ero curioso di vedere come si poteva abbinare e legare al soggetto e se il suo stile "da testimone" poteva reggere anche nella realizzazione di un film.
Ebbene ogni curiosità è stata soddisfatta ampiamente, Pif è riuscito infatti ad andare ben oltre a "IL MURO DEL SUONO" delle ovvie parole che di solito sono utilizzate per descrivere e raccontare storie di mafia. Lo stile di Pif emerge anche nel film e la sua naturale semplicità fa da linea comune a personaggi e trama. Ogni personaggio è descritto e raffigurato semplicemente come in una commedia ma lo sfondo è ben più complesso, vive delle ombre degli omicidi mafiosi in terra siciliana negli anni Ottanta/Novanta nei quali lo stesso Pif si trova in modo parallelo quasi toccato, per vicinanza o conoscenza di alcuni protagonisti. In molti momenti si ha l'impressione che la commedia vada oltre la mafia e percorra una strada solo marginalmente toccata dall'argomento, ma non è così. Il film arriva ben presto dove vuole arrivare e il messaggio passa bello chiaro con un finale che pesca a piene mani nelle esperienze da "testimone" dello stesso Pif facendo tornare alla mente anche parti della sua intervista a Saviano, che vi invito a cercare e vedere per la sua semplicità e la sua profondità se non avete ancora avuto la fortuna di vederlo.
E' una ventata di aria fresca e pulita, pur essendo un'aria non leggera e frivola ma legata ad una riflessione che non manca di essere sempre presente. Gli attori che fanno parte del film sono in realtà davvero quasi tutti come protagonisti secondari rispetto alla trama ed al suo percorso. Pif riesce a far riflettere e tenere bene in memoria, come dicevo una settimana fa per Danielino, un argomento e fatti che fanno parte della nostra storia e che per non ripetersi devono non essere dimenticati. L'ambientazione è semplice e la trama può apparire magari anche banale, ma quello che rappresenta non lo è per niente. Il crescere del protagonista con la presenza grigia di rapporti mafiosi evidenti o latenti non è un crescere banale ma a piccole gocce immette in lui la consapevolezza e la dimensione di uomo che nel finale "da brividi" emerge e viene fuori come una bellissima esplosione che fa da contraltare alle tragiche esplosioni protagoniste in altri momenti del film. Veloce nel guardarlo e nel provocare un sorriso riflessivo ma soddisfatto. Esame da regista superato a pieni voti, complimenti PIF.

domenica 20 luglio 2014

Due giorni, due canzoni...da NON dimenticare...

Kiave di lettura n° 92

Non so perchè certi anniversari riescono a fare più presa di altri, magari ugualmente importanti. Negli anni mi sono trovato quindi di fronte al "ritorno" di certe date e di certe ricorrenze e da quando scrivo su questo blog mi accorgo che mi ritrovo a voler aggiungere un piccolo ricordo ogni anno. Quest'anno, mi va di abbinare due date particolari e che da sempre hanno lasciato un segno importante dentro. Lo faccio abbinandole ad una linea comune, data dal non rispettare l'indicazione del mio Poeta del "NON DOVETE  BADARE AL CANTANTE". Questa volta al cantante bado e non posso non notare che per entrambi gli eventi, il buon Danielino ha accentuato i miei ricordi con due pezzi in pieno suo stile. Di quelli che arrivano dentro e che restano. Si legano ad eventi totalmente diversi ma che sono descritti nel suo modo migliore, quello di un racconto in poesia di qualcosa di difficilmente poetico. 
Parlo dei tredici anni passati proprio oggi dal G8 di Genova che non riesco a cancellare dalla memoria e che soprattutto voglio tenere SEMPRE in memoria. Dall'omicidio di Carlo Giuliani alla mattanza della Diaz e non solo. Un evento che ha portato "la sospensione della democrazia" come dice Amnesty International ma che è passata praticamente sotto silenzio. Un ricordo che mi porta sempre ad un pezzo perfettamente riuscito di Danielino, che anche lui abbina a quell'evento anche se all'interno di un percorso più lungo di realizzazione. Un pezzo che ai suoi concerti è uno di quelli che mi arriva di più, che apprezzo per testo, musica e capacità di essere stato realizzato. Parlo di "Il mio nemico".
Di argomento diverso, ma per il quale ieri ricorreva l'anniversario del 22° anno, è la strage di via D'Amelio in cui morirono Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Una storia non dimenticata nel cuore di molti, ma volutamente obliata nella testa e negli atteggiamenti di molti. Una vicenda che fa ribrezzo per il suo inizio e per la sua prosecuzione, una storia per la quale in molti chiedono verità ed in molti lavorano per tenerla nascosta. Danielino è riuscito qualche anno fa a raccontarla a modo suo. Con una tonalità ed un pezzo che inizialmente, solo inizialmente, sembra dagli accordi e dal ritmo estraneo all'argomento che tratta ma che quando ti entra dentro ti lascia il messaggio per il quale è stata scritta. Un appello che parte a mò di canzonetta ma arriva allo stomaco con le dichiarazioni dell'epoca di Caponnetto che dovrebbero essere riproposte alle orecchie più "dure" ogni giorno. Parlo ovviamente di "L'appello".
BIGNAMI: due date vicine ma totalmente diverse, ugualmente e diversamente orribili, per i quali il senso di "misteriosamente impunito" è forte e marcato. Due date da tenere vive sempre, grazie anche a Danielino.

martedì 15 luglio 2014

Borja a vita

Borja Valero "E' giusto dire legato a vita a Firenze. Ho rinnovato fino al 2019, sono onorato".
Caro Borja, sapessi noi!!
UBRIACO DI BORJA VALERO, IL MIO CAPITANO

venerdì 11 luglio 2014

Un venerdì clamoroso

Kiave di lettura n° 91

Classico venerdì con una kiave di lettura che racconta di un venerdì di qualche settimana fa. Infatti, da quando il duo vaschiano ci ha reso entusiasticamente partecipi (ed un pò sanamente invidiosi) della loro trasferta milanese ad omaggiare il loro poeta, frullano in testa e negli occhi un pò di più le splendide immagini dell'ultimo incontro avuto con il mio di Poeta. Era atteso da tempo il suo debutto e l'apertura del suo nuovo tour come evento nel nostro personale curriculum di concerti visti, in più il personale esordio all'Olimpico aggiungeva attesa e fascino.
Regalandoci una partenza "larga" ed un "comodo" rientro abbiamo allargato la possibilità di riuscita della trasferta romana anche se in realtà, conoscendo bene il Poeta e benissimo il gruppo di partecipanti non c'era bisogno di aiutini. L'ultimo album inoltre non nascondeva insidie o pericoli di poco apprezzamento, anche se il biglietto romano era stato acquistato addirittura prima della sua uscita. 
"Te 'untufai testo" è la frase più ricorrente che mi sento dire quando si parla del Poeta e della valutazione dei suoi lavori. Ed io, come già detto spesso, lo confermo: 'unfotesto. E così c'era solo da mantenere tutte le premesse per avere un concerto ed una trasferta spettacolare.
E' certamente servito un tragitto "pari pari" per raggiungere la capitale, una compilation che non parte, una compilation che parte e corre via, le lacrime da risate del pilota quelle del navigatore quelle della coppia divisa da seggiolone, una sosta al sapore di birra e salame, una traversa con rischio vetro rotto, una birra selfservice, una camera all'attico, una doccia sempre occupata, un terrazzino tutto compreso in conto balordo, un quinto postoletto per un ritardatario purtroppo non accettato anzi squadrato con un "mi raccomando", un pub improvvisato da imitare e da svuotare, un frigo impossibile da aprire per dei novelli Lupin fiorentini, un concerto in concorrenza con la beatificazione di amici di Francesco, un ascensore di prestigio, un "arrivederla" due passi diventa quattro poi otto forse sedici, una trastevere che sembra la movida spagnola, una birra al pepe, un cacio e pepe alla birra, una birra al festeggiato, un "la vole far imbriahare" "c'è bell'è riuscito", un balordo che ha capito, un conto sempre più salato da addebitare al solito cliente, gli autovelox da segnalare ed i limiti da rispettare, il ritorno da organizzare, un capitano che riconosce al primo assaggio, un bevitore dal passo spedito, una carbonara che non c'è partita, una coda per il Papa da assecondare, le previsioni per i Mondiali, un montenegro medio, un ritmo birre da centometristi quando c'è da correre la maratona, un ingresso da premi nobel, un balordo che entra al Coni, una conversazione oxfordiana sui scalini capitali, un attesa che vola via, un balordo che ci supera senza vederci,  un ruzzolone addosso ad un malcapitato ma con le birre salvate, un conto alla rovescia che parte che non sembra nemmeno il momento dei gruppi di appoggio, un abbassare di luci nel tramonto, un accendersi di luci nel concerto.
Tutto utile e fondamentale ma alla base gli elementi indispensabili sono gruppo e concerto. Ed allora una scaletta perfettamente iniziata in modo prevedibile e chiusa in maniera meno prevedibile fa da colonna sonora ad un venerdì romano davvero particolare. Liga si presenta con occhiali scuri e capelli bianchi e ci tiene sulla corda due ore e mezzo. Su una corda fatta di praticamente tutto l'album nuovo (dodici su tredici), accantonando (purtroppo) "ARRIVEDERCI MOSTRO" quasi del tutto e riproponendo alcuni pezzi che risentire è sempre uno struggente piacere (leggero e lambrusco e pop corn).
La scaletta è perfettamente mixata, non ha buchi o rallentamenti di ritmo e stile, la sonorità è impressionante ed entra dentro fino a trascinarci per due e ore mezzo senza interruzioni. Ci troviamo spesso a dirci "che spettacolo", come se fosse il nostro primo concerto, come se Liga fosse al debutto con noi: occhi lucidi di emozione, brividi intensi da condivisione ed un fiato che in alcuni momenti manca per la calca pressante ed i salti dettati più dalla birra e dal ritmo che dalla nostra reale condizione atletica. A questo giro la sensazione di poca generosità per la durata del concerto non c'è: la sensazione è di completezza e lascia solo applausi e brividi in ognuno di noi regalando due foto da brividi. La prima, più intensa, quella sulla canzone che temevo di più e che è arrivata "alla vigliacca" (cit. Poeta) proprio come immaginato ma che ha coinvolto non solo me e questo ha allargato sì l'effetto ma l'ha anche anestetizzato. La seconda, più bella, quella di un unico infinito abbraccio su certi notti, nato "così" forse sulla canzone meno invocata o preferita ma che in quel momento è diventata perfetta colonna sonora. Queste due foto e quella che ci ritrae sulle scalinate del Coni con pepita da mangiare ed un numero infinito di birre da bere e bevute tutto intorno sono quelle che fotograferebbero al meglio tutto questo post. Ma non sono fotografabili realmente perchè mancherebbero le sensazioni a margine, quelle risate senza un vero e proprio motivo comprensibile e quegli abbracci tra il riso ed il pianto pieni di motivi qui invece più che comprensibili, palesemente e pesantemente evidenti.
Le premesse c'erano tutte, era difficile sbagliare. Pronostico facile senza dubbio. Ma rispettato anche oltre le aspettative. Per un venerdì romano davvero clamoroso.

venerdì 4 luglio 2014

Un viaggio da dire "Bravo davvero".....

Kiave di lettura n° 90

A volte trovare la kiave di lettura è davvero "facile". Basta seguire quelle strade che conosci già da un pò e che ti hanno ispirato cose importanti e ti ritrovi ad osservare un bel paesaggio di scrittura, la capacità di metter giù parole ed immagini che arrivano "ALL'ANIMA TUTTO" sommato in maniera naturale e diretta anche se spesso fanno percorsi diversi da quelli a te noti. Ed allora capita di imbattersi in un post dallo stile inconfondibile, che leggi tutto di un fiato per la voglia di vedere come va a finire un percorso che hai seguito a volte da spettatore distratto a volte da persona più presente ma sempre con lo sguardo interessato di chi ha a cuore protagonista e vicenda.
Un post che è quello che ti aspetti per la capacità di fotografia e che come sempre non ti aspetti per il modo in cui è scritto perchè la banalità e la ripetitività non è marchio di fabbrica di quell'autore. Parole che ti fanno riflettere, che ti fanno immaginare, in cui ti rivedi o ti immagini e che ti danno una gratificazione che ritieni anche eccessiva rispetto a quanto pensi di meritare. Righe ed immagini che ti calano in un viaggio lungo fatto tutto "sui pedali ed a testa alta", di quelli che ammiri ed applaudi.
Ed allora in questi casi è molto semplice trovare la kiave di lettura settimanale, basta un piccolo aiuto da Screen Hunter per l'immagine ed un "inserisci link" da parte di blogger
A voi buona lettura, all'autore di questa kiave di lettura solo complimenti ed un GRANDE "bravo davvero".

venerdì 27 giugno 2014

Difficile ma da non perdere

Kiave di lettura n° 89

Quando mi è stato regalato questo libro mi è stato premesso "leggilo in un periodo in cui stai bene e non hai particolari pensieri o simili". Ed effettivamente il consiglio era particolarmente azzeccato, anche se inizialmente poteva sembrare una pubblicità al contrario. Ecco, sulla mia Kiave di lettura invece potete andare liberi.....  
MELANIA MAZZUCCO - "Un giorno perfetto" - BUR extra Rizzoli
"Un giorno perfetto" è uno di quei libri in cui la qualità della scrittura e la capacità di racconto dell'autore vanno oltre e superano l'osticità dell'argomento del libro. 
Sicuramente per il libro ripeterei il consiglio ma aggiungerei anche che va comunque letto, certamente in un periodo non di "pochi sorrisi" o di pensieri già presenti numerosi, ma da non perdere.
Tragicamente di attualità vista la cronaca di questi giorni, la Mazzucco fotografa un argomento molto delicato con descrizioni che aprono testa e cuore non tralasciando in certi momenti neanche il piccolo pizzico di ironia necessario per smorzare altrimenti un sapore troppo forte. 
La rappresentazione della giornata in cui in realtà scorre una vera e propria vita piena di fatti, pensieri e sentimenti è una trama non totalmente originale ma è usata perfettamente per questo libro. Il viaggio che viene compiuto accanto ai protagonisti durante "IL GIORNO DI DOLORE" ed al giorno più normale della loro vita, permette la conoscenza degli stessi sia dal punto di vista più di facciata che da quello più profondo, riuscendo in molti momenti a sentire quasi i loro pensieri messi per scritto dalle varie situazioni che si susseguono. Dall'amore profondo più o meno "perfetto" "quando fu che lei divenne lei?", dalla famiglia più o meno tranquilla economicamente "la gente senza troppi soldi si svena per i figli per tacitare il senso di colpa di chi sa di non potergli dare una vita che vorrebbe", dalla coppia divorziata ai loro problemi "aveva smesso di aver paura della morte il giorno in cui era nata la figlia", dal professore con difficoltà di vivere totalmente la sua vita al suo modo di apparire "per amare bisogna buttarsi su tutti i progetti che passano senza chiedere niente", dalla coppia vip ai loro scheletri più o meno nascosti "per come cammina nervosa in fretta come stesse perdendo un treno, per la cura con cui maneggia le cose, perchè sa che possono rompersi, perchè è presente anche quando ti ignora, per la malizia che ammicca nell'oscurità della pupilla, per tutto ciò che di lei non so". Protagonisti principali che lasciano il palcoscenico ai comprimari rendendoli pieni di luce e di interesse nonostante l'affiancamento avvenga anche durante il percorso grigio della giornata "non ho mai tempo per le cose importanti, che vita è? come sono stata intrappolata?" . In alcune pagine è vero la scrittura sembra pesare un pò di più, si fa quasi pesante, ma di argomenti densi non di ripetitività o banalità. Il percorso del libro, della storia e della giornata si incanala su un binario pericoloso, grigio e scuro ma non fa perdere mai interesse al libro, anzi. Lo accompagna con interesse non banale verso un finale in parte atteso in parte no, sempre riuscendo a non perdere di vista l'obiettivo di rendere non pesante la trama ma solo affascinante ed avvincente. E riuscendo anche a prendersi i complimenti, davvero sinceri.
BIGNAMI: Un esordio (per me) da voto altissimo in pagella, un regalo (grazie) azzeccato, una lettura (con la premessa fatta) da non perdere.

mercoledì 25 giugno 2014

Grazie


Alla fine penso che Prandelli sia rimasto davvero viola dentro per questo già domani sarà con i suoi compagnucci sull'aereo di ritorno; il mondiale è stato rapido ed indolore. Grazie Cesare.

venerdì 20 giugno 2014

Un Conero tutto da vedere...

Kiave di lettura n° 88

In un periodo di ferie future molto ballerine mi tornano alla mente le ultime fatte e come per Liga qualche settimana fa, anche per queste ritrovo un post salvato in bozze praticamente fatto se si esclude la scelta delle cinque foto finali ed anche questo venerdì mi è sembrato perfetto per la Kiave di lettura di questa settimana.
Avevo sentito sulla zona del Conero, o pareri totalmente positivi o facce da "?" per la sua effettiva collocazione geografica; per me in realtà era conosciuto non troppo e "soltanto di passaggio", ma l'idea di un mix di colori e di caratteristiche stuzzicava la mia fantasia.
Devo dire che le premesse sono state confermate totalmente, località di mare mescolate con il monte Conero a pochi passi cioè "TUTTI I PREGI E I DIFETTI" della vita di mare shakerati con dei paesaggi collinari notevoli a far da sfondo. La scelta delle vicinanze di Sirolo come "base" si è rivelata perfetta e la fortuna nella scelta dell'appartamento ci ha dato una mano. Abbiamo infatti evitato il centro/passeggiata (poco vivibile per spostamenti e logistica auto) ma siamo rimasti a due/tre minuti di macchina dallo stesso; inoltre Sirolo a livello di posizione è perfetta: cinque minuti dal monte Conero e cinque minuti (più eventuali bus navetta o battello) dalle diverse spiagge circostanti.
I posti visitati sono stati diversi, dalle spiagge di Portonovo (chiamata i Caraibi di Ancona per una spiaggia spettacolare ed un posto che sembra calato da un continente diverso), Marcelli (la più simile alle passeggiate marine), Porto Recanati (la prosecuzione di Marcelli), Urbani (una delle sette spiagge di Sirolo), San Michele (raggiungibile solo con il pulmino ed una discreta camminata ma che vale il "traffico" per arrivarci) ai paesini come Camerano (sicuramente da visitare e da non mancare il giro turistico nelle grotte che attraversano tutta la città), Castelfidardo (città della fisarmonica), Recanati (che visitata nell'unico pomeriggio di pioggia ha risposto perfettamente allo stile leopardiano previsto), Numana (con la passeggiata e la scalinata più frequentata della zona), Sirolo (con la vista dalla terrazza che vale da sola il "prezzo del biglietto") oltre ovviamente al Monte Conero, costante presenza alle spalle o davanti ai nostri occhi.
Mare pulito e paesaggi notevoli hanno colorato molti dei momenti "da foto", che hanno avuto ovviamente alla base la migliore compagnia di viaggio possibile, questa volta anche "allargata" ad altri compagni di viaggio che hanno però mantenuto il livello qualitativo molto alto.....ed il successo quindi non poteva certo mancare.
Ai bei posti si sono affiancati anche buoni cibi e buone bevute, non proprio "a basso costo" ma comunque non oltre gli standard medi di buone cene di pesce, del quale abbiamo fatto scorpacciate quasi da farne indigestione. Certamente da segnalare due posti a Numana degni di nota: il ristorante la Torre con una splendida vista mare ed un meraviglioso menù ed il Galeone forse meno ricercato nella tipologia dei piatti ma con qualità e vista di categoria.
Alla fine le giuste premesse che c'erano per godersi un bel posto nuovo sono state tutte mantenute ed, oltre ad aver molto più chiaro dove si trova il Conero, adesso posso aggiungermi all'elenco dei pareri positivi sulla zona. Come sempre come "BIGNAMI" del post dei viaggi il tentativo di "fotografare" la vacanza in cinque scatti. Scelta non facile, che aveva in qualche modo lasciato il post in bozze.....ci provo adesso.... 
La spiaggia di Urbani a Sirolo
La vista dalla casa di Leopardi
Le grotte di Camerano
Il monte Conero alle spalle, costante presenza
La spiaggia di Portonovo

giovedì 19 giugno 2014

Maturità


Viste le giornate di esami di questi giorni, è proprio vero che la maturità si vede dalle piccole cose.
Ad esempio leggere questo titolo
e pensare "bada il mio Poeta com'è diventato importante, addirittura oggetto delle prove di maturità".
Come dite? Dovrei rifarla la maturità visto il pensiero? Allora non sono acido solo io.....

sabato 14 giugno 2014

In bocca al lupo I....


Comincia stasera il gruppo D dei mondiali. Ed allora spontaneamente viene da dire un in bocca al lupo I......nghilterra (certo, Roy Hodgson...ma Roy Hodgson quello di "what is this" "I don't know"...ma uno meglio unc'era?), in bocca al lupo Uruguay (e speriamo faccia felice il Galga) ed in bocca al lupo Costarica (tutto attaccato? staccato? all'amarena?).
Per la quarta partecipante al gruppo mi affido alle parole di Bollins "fanno così schifo che passa anche la voglia di tifargli contro".

venerdì 13 giugno 2014

Il bis di Gramellini

Sono un pò in difficoltà a commentare un libro così, sono sincero. In difficoltà perchè pensare a questo autore mi fa venire alla mente l'apprezzamento per la lettura di un gran successo oggetto di una passata Kiave di Lettura dal titolo sognante e trovarsi con un libro totalmente diverso spiazza un pò. Non è una valutazione di differenza basata tanto sul gradimento ma sulla tipologia di libro, totalmente diverso per argomento e per costruzione. Sto parlando di:
MASSIMO GRAMELLINI - "Cuori allo specchio" - Longanesi
L'esordio con la penna di Gramellini mi aveva colpito per la capacità di rendere leggibile in maniera semplice un argomento in realtà molto complicato e per niente facile. Il "secondo incontro" invece sorprende per la diversità dell'argomento e la strutturazione. Regalo azzeccato (GRAZIE) per bissare il successo di "fai bei sogni", questo libro raccoglie le lettere ricevute dallo stesso Gramellini in una specie di Posta del Cuore tenuta alla Stampa (di cui ignoravo l'esistenza) e prova a dare un percorso ad un rapporto di condivisione con i propri lettori delle diverse vicende vissute, raccontate e per le quali in qualche modo i protagonisti hanno chiesto un aiuto/una spiegazione/un ascolto a Gramellini.
Si passa dagli amori adolescenziali a quelli adulti, da quelli reali a quelli virtuali, da quelli semplici a quelli tormentati con la base comune che "amore e morte sono due manifestazioni dello stesso fenomeno, l'assoluto", non a caso gli argomenti dei due libri di Gramellini.
Nelle risposte appare la già nota "praticità" "siamo sempre il frutto di quel che desideriamo essere" e l'ironia giusta per sdrammatizzare anche racconti complicati e per usare il giusto sarcasmo nei confronti di storie davvero "al limite". All'amore viene data l'importanza decisiva che un libro del genere non poteva non avere "la sensazione di essere un pò più vicini degli altri al cielo" e la risposta a chi scrive non si limita mai al semplice "CERCA NEL CUORE" ma va oltre argomentando e riconducendo le situazioni al loro stato e peso reale "alibi romantico a chi ha deciso di non crescere mai", cosa molto più facile a chi può avere lo sguardo distaccato perchè non coinvolto "la difficoltà maggiore consiste nell'accettare la trasformazione del principe azzurro in persona normale".
Le storie sono suddivise per argomenti e in alcuni punti purtroppo la proposizione di troppe storie per categoria finisce per rallentare la lettura e farla apparire un pò ripetitiva, cosa che scompare quando il "capitolo" ed il conseguente argomento cambiano.  La penna resta arguta, piacevole e divertente ma la strutturazione del libro risente di questo appesantimento e la velocità abituale della scrittura di Gramellini rallenta, portando la valutazione del "libriccino del precisino - sezione libri" (made in Boccia) non oltre le 2 stelle e mezzo (su 5).
BIGNAMI: Gramellini è un compagno di viaggio sempre affidabile e piacevole, ma il consiglio è quello di farsi accompagnare, a dispetto dell'argomento decisamente più impegnativo, più dai bei sogni che dai cuori allo specchio...

lunedì 9 giugno 2014

A volte...

A volte dalla politica arrivano anche notizie che mettono il sorriso.
Ed allora COMPLIMENTI, un simbolico forte abbraccio ed un grandissimo in bocca al lupo per Renato Natale, (di) nuovo sindaco di Casal di Principe.
A volte l'Italia migliore vince. Ed è una grande notizia. 

venerdì 6 giugno 2014

Attenzioni e discorsi

Kiave di lettura n° 86 

"Ho letto l'intervento del capo dello Stato e del vice presidente del CSM che hanno invitato i magistrati a essere attenti in merito alle indagini più delicate. Voglio assicurare che la Procura di Venezia non ha nessuna intenzione di interferire su un'opera come il Mose. Ci addolora il fatto che è stato accertato che attorno ai lavori di realizzazione di quest'opera continuino a interferire perniciose operazioni illecite".
Fa specie sentire il procurare aggiunto di Venezia, Carlo Nordio, dover puntualizzare ciò che per tutti è scontato, la magistratura lavora per il bene del paese, e doverlo puntualizzare al Capo di questo Stato, Giorgio Napolitano. L'inquilino del Quirinale, fra l'altro, non si è preso la briga di ringraziare i magistrati di Venezia che hanno individuato, bloccato e in parte estirpato un sistema corruttivo che ha costretto le casse della Pubblica Amministrazione, quindi dei cittadini, a pagare il doppio delle opere del Mose.
Questo incipit di articolo di Davide Vecchi ieri sul Fatto Quotidiano è uno degli scatti più nitidi del panorama italiano, uno di quelli che permette di vedere soggetti inquadrati e "DIETRO LA FOTO" e quasi spontaneamente mi son trovato a ricopiarlo per farlo "oggetto" della Kiave di lettura di questa settimana.
Ci risiamo...come se ci fossimo allontanati in questi anni...siamo di nuovo a parlare di mazzette, di concussione, di corruzione e di soldi pubblici gonfiati per far mangiare chi aveva accomodato il culo sulla poltrona giusta...giusta per i propri interessi. E' un sistema che mostra i propri lati strutturalmente fondati su radici marce e su sistemi che fanno ormai parte di quello che è il nostro Paese e il suo modo di gestire potere e decisioni. Conosco le vicende per quel poco che ho letto sui giornali in questi giorni, quindi non mi posso dire esperto e sicuramente le responsabilità precise le stabiliranno chi di dovere. 
Ciò che è innegabilmente certo è la caratteristica che contraddistingue questo scandalo come gli altri accaduti in passato (dall'EXPO ai rimborsi elettorali gonfiati solo per citare i primi che vengono alla memoria più recente): la gestione personale del potere di tutti. Come ogni volta, puntuale, è già partita la corsa al "sono casi isolati da condannare certo ma che non si possono generalizzare a tutti gli amministratori" e certamente condivido. Chiunque di noi, se pensa a persone che può conoscere personalmente o indirettamente nell'ambito pubblico può individuare persone di specchiata onestà e che niente hanno a che fare con questi scandali, ma il sistema è altro così come il ragionamento. 
E' quello che fa costruire e portare avanti grandi opere inutili solo per le commesse e le relative percentuali, è quello che ogni tanto esplode clamorosamente ma che rimane costantemente strisciante nella nostra economia (basta vedere i dati annuali della corruzione), è quello che porta continuare a parlare di leggi e pene quando nessuno ha la voglia di applicarle davvero. Basterebbe far tabula rasa di condannati ed inquisiti da ogni governo pubblico nazionale e locale perchè come diceva Borsellino le condanne penali sono una cosa ma quelle di opportunità e moralità della politica dovrebbero essere tutt'altra cosa. Non sarebbe male ad esempio non far partecipare mai più a nuove aste imprese coinvolte negli scandali mentre puntualmente certi nomi si riciclano e ricompaiono come mostri da più teste. Servirebbe cominciare a cancellare davvero le leggi vergogna su giustizia, falsificazioni amministrative e corruzione fatte in questi anni e non solo criticarle. 
E poi magari, magari, comodorebbe anche che il capo del Consiglio Superiore della Magistratura cominciasse a pensare a ricoprire questo ruolo, tutelando i magistrati che lavorano seriamente e per il bene dello Stato e delle sue casse e la smettesse di "monitarsi addosso" con richiami all'attenzione ed all'agire con cautela in certe indagini. Manda fuori di testa pensare che c'è chi con i sacrifici ed il proprio lavoro tira fuori uno scandalo vergognoso come questo e permette di bloccare sperperi e ruberie ai danni dello Stato ed il capo dello stesso Stato lo invita all'attenzione. Certo che devono stare attenti, ovvio e scontato. Ma se pubblicamente li richiami a questo, il messaggio che fai passare è un altro, totalmente diverso. E questo fa davvero male e un pò vergogna. In un mondo normale la frase da ascoltare sarebbe stata solo una: "ringraziamo l'opera preziosa dei magistrati ed avvisiamo chi ha rubato un euro di soldi pubblici o intascato impropriamente un euro grazie al proprio ruolo che dovrà restituirne due e non avrà più accesso a nessuna carica pubblica"
Questo è un discorso da garante dello Stato. Pardon, sarebbe stato.

mercoledì 4 giugno 2014

Vent'anni senza Troisi

Leggo che oggi sono esattamente venti anni che Massimo Troisi non c'è più e mi stupisco per il tempo che è passato "E PIU' MI MERAVIGLIO" per la sensazione di presenza ed attualità che sento nel rivederlo in qualche spezzone o qualche film. "Pare ieri" direbbe la Vanna e mai come in questo caso la frase è perfetta per descrivere la sensazione che ho avuto leggendo la notizia. 
Ricomincio da tre, Scusate il ritardo, Che ora è e soprattutto Non ci resta che piangere restano tra i film visti da piccolo che mi sono più dentro, così come vari interventi o sketch televisivi della Smorfia, veramente "da piangere" quelli dell'Annunciazione o delle richieste a San Gennaro o della Befana o dell' agendina di Minà.
La scena ormai passata alla storia della lettera a Savonarola è quella che meglio fotografa la vera e propria opera d'arte che "Non ci resta che piangere" rappresenta e quella sintonia naturale che si era creata tra Benigni e Troisi. Sintonia spontanea da fuori copione, di quelle che non hanno bisogno di molto impegno per "bucare il video" ed arrivare a chi le guarda. Affiatamento rimasto unico e che fa venire spontaneo un sorriso malinconico pensando a lui. 
Allora per omaggiarlo al meglio credo che non ci sia niente di più appropriato della poesia che lo stesso Benigni ha scritto per Troisi. Una poesia per un amico, per un'artista davvero unico e per un pezzo di spettacolo che non si può minimamente oscurare nemmeno dopo venti anni. 
Ciao Massimo.
Non so cosa teneva "dint'a capa",
intelligente, generoso, scaltro,
per lui non vale il detto che è del Papa,
morto un Troisi non se ne fa un altro.
Morto Troisi muore la segreta
arte di quella dolce tarantella,
ciò che Moravia disse del Poeta
io lo ridico per un Pulcinella.
La gioia di bagnarsi in quel diluvio
di "jamm, o' saccio, ‘naggia, oilloc, azz!"
era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon jazz.
"Non si capisce", urlavano sicuri,
"questo Troisi se ne resti al Sud!"
Adesso lo capiscono i canguri,
gli Indiani e i miliardari di Holliwood!
Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino,
e non m'ha mai parlato della pizza,
e non m'ha mai suonato il mandolino.
O Massimino io ti tengo in serbo
fra ciò che il mondo dona di più caro,
ha fatto più miracoli il tuo verbo
di quello dell'amato San Gennaro

giovedì 29 maggio 2014

Nuovo tour al via

Kiave di lettura n° 85

Sta per partire il Mondovisione-tour del Poeta e parte in automatico il ricordo all'ultimo "incontro avuto" con lui, e mi accorgo di aver solo buttato giù una bozza di post mai pubblicato sull'ultimo concerto visto. Rivedo e rileggo quindi il mio personale esordio all'Arena proprio il giorno in cui invece Liga festeggiava le cosiddette "nozze d'argento" con l'Arena per le 25 esibizioni fatte nel corso della sua carriera proprio in quel posto magico, e dedicargli la Kiave di lettura di questa settimana, completando e pubblicando quel post in bozze, mi sembra il miglior modo per celebrare la partenza del nuovo tour. 
Ne avevo sentito sempre parlare come di un concerto speciale, in quel posto che ha del magico solo a guardarlo ed in effetti non posso che confermare. Basterebbe forse solo il posto per rendere unico e speciale qualsiasi esibizione, se in più ci suona/canta un Poeta allora il binomio è imperdibile. Colpevolmente invece fino al settembre scorso questo appuntamento era "saltato" tra gli innumerevoli concerti visti del Liga e quindi ho provato a rimediare a questa mancanza non accettabile. 
L'Arena ha tributato il Liga ed i suoi 25 concerti veronesi con una coreografia da stadio con tanto di cuore e dedica "L'AMORE CONTA", magari un pò banale ma intenso e da brividi. Personalmente però i brividi sono invece arrivati subito con il brano di apertura; volutamente non avevo cercato niente sulla rete circa la "scaletta delle date" che avevano preceduto la nostra serata, volevo scoprire tutto lì. E la sorpresa mi ha colto in pieno, con le luci basse di inizio concerto Liga ha attaccato "il giorno di dolore" e i brividi si sono fatti numerosi ed intensi, per lo stupore di un inizio inaspettato e per quella che resta una canzone che mi entra proprio dentro. Per fortuna come ogni brano, anche quello dura solo qualche minuto....e soprattutto per fortuna accanto c'erano varie e forti braccia: di lato, nella fila sotto, nella fila sopra, tutte in silenzio ma tutte pronte per sostenermi e condividere con me l'intensità di quel pezzo. Passata quella botta allo stomaco, il concerto si è sviluppato nella sua scaletta come al solito mixata tra brani nuovi e quelli storici; è bello riuscire a beccare la serata giusta per ascoltare dal vivo "caro il mio francesco" pezzo raro anche se nuovo e soprattutto per ascoltare alcuni brani dell'album arrivederci mostro in arrangiamento orchestrale (da applausi "atto di fede" e "il peso della valigia" in particolare). E' sempre da applausi instancabili ascoltare pezzi che ormai accompagnano ogni concerto del Liga e che è anche inutile incensare o elogiare ulteriormente rispetto a quanto non abbia già fatto nei miei precedenti post sull'argomento. 
Quello che ha reso questo concerto ancora più speciale è sicuramente stata la compagnia, straordinariamente allargata rispetto al solito. Tra chi è da sempre una presenza costante per i concerti del Poeta, quelli che conoscono Luciano perfettamente ma con i quali non avevo mai visto un concerto, quelli che conoscono un pò meno Liga a livello di concerto: un mix come sempre, più di sempre, speciale. Tale da far finire birra e montenegro nei dintorni dell'Arena, da salutare il pisese ex capitano con l'amichevole "dariooo", da imprecare per l'infortunio di Terranova, da girare ore per un hamburger davvero imperdibile, da assaporare al meglio i diversi tentativi di riuscire a far colazione, da sentire negli abbracci, nelle strette e nei salti intensità apri alle parole del Poeta, da dover accontentarsi dell'Averna visto che "il montenegro l'avete finito prima", da fare da controllo alle file per i bagni, da farsi dare la manina per affrontare le scale dell'Arena, da non coordinarsi per i "giri di birra" e ritrovarsi con più bicchieri da iniziare, da rendere ancora più unico un concerto clamorosamente già unico di suo. L'esordio con l'Arena è stato spaziale, pochi i dubbi ma non sempre le conferme son così banali come sembrano. Certo, come ogni volta la durata sembra un pò troppo striminzita, sensazione dovuta dal fatto che "non basterebbe mai" e che forse il Poeta con gli anni ha ridotto di qualche pezzo/minuto l'esibizione. Sulla scelta della scaletta sono sicuramente preponderanti i pezzi nuovi, anche per l'esordio di alcuni pezzi in chiave orchestrale, e certamente la nostalgia per qualche vecchio pezzo che fa sentire la sua mancanza c'è, inutile negarlo. Ma credo che ormai per Liga la scelta dei pezzi sia ogni concerto più complicata, come sceglie qualcuno scontenta in un senso o nell'altro. Forse vista la particolarità del concerto un mix più equilibrato tra vecchio e nuovo sarebbe stata una soluzione migliore, ma è anche vero che alla fine di tanto "particolare" l'Arena per Liga non è più vista la frequenza dei concerti. Quello che invece un pò ha fatto fare il labbrino è stata la durata, capisco le date ravvicinate e consecutive ma una volta lì poco più di due ore sono un pò pochine.....o perlomeno ti sembrano ancora meno, visto il vero e proprio SPETTACOLO a cui stai assistendo.
Ma anche sulla durata come sul giudizio generale, riconosco di essere un giudice ed un valutatore non troppo obiettivo col Poeta....ma in fondo sono molto felice di non esserlo e di continuare a godermi splendidamente delle serate del genere.....Grazie Poeta....

lunedì 26 maggio 2014

Cappotto

A Firenze si dice "ha fatto cappotto" e quando si giocava a "calcino" da piccoli/meno piccoli, e chiudevi tipo 0-6, c'era oltre lo sfottò anche la penitenza "ora ti tocca passà sotto ì carcino". Ecco credo che più o meno l'immagine di questi risultati elettorali possa essere questa. I numeri parlano chiaro e raccontano di un quasi doppiaggio nelle percentuali tra il PD primo partito ed il M5S secondo, che nemmeno il più ottimista dei renziani poteva immaginare. Guardando i numeri fa impressione vedere il PD sopra il 40%, cifra a memoria mai raggiunta da nessun partito italiano e con circa 25 punti percentuali di vantaggio su Forza Italia. E' in pratica un lungo applauso ed una cambiale in bianco al nuovo segretario, che rispetto alle politiche di anno scorso incrementa paurosamente le sue percentuali e conferma quello che tutto il mondo sapeva, cioè che con scelte diverse il PD avrebbe vinto le elezioni di anno scorso. Con l'avvento del premier fiorentino i voti al centro (ex Monti, ex Casini, ex ex ex) sono praticamente spariti cannibalizzati da Matteino e "CIO' CHE RIMANE DI" Monti è praticamente il cane affidatogli dalla Bignardi. La destra ha avuto un calo, anche se con divisioni e suddivisioni interne diverse, alla fine non ha il gran tracollo sperato, almeno da me, anche se vedere il ReSilvio al 16/17 per cento è una grande soddisfazione ma pur sempre troppo limitata rispetto a quello che meriterebbe un personaggio del genere e la sua pletora di sudditi. Legato all'arrivo del "nuovo del Pd" è anche l'arretramento del M5S; sapere perchè quasi tre milioni di elettori non abbiano ripetuto la "X" sul simbolo del MoVimento non credo sia possibile, certamente ha inciso la diversa capacità di attirare consensi rispetto ai suoi predecessori mostrata da Renzi. Per il resto si può andare a tentativi: delusi dall'attività in Parlamento dei "cittadini"? Può darsi. Arrabbiati con una politica troppo urlata? Può darsi. Attratti dal matteopigliatutto? Può darsi. 
Io credo che il calo sia soprattutto dovuto al fatto che molti avevano votato nel febbraio scorso M5S perchè non c'era altro se non le vecchie cariatidi della politica ignobile degli ultimi venti anni. Renzi ha portato qualcosa di nuovo. Positivo? Bah, ognuno ha la sua valutazione e ognuno se la farà. A me non ha convinto, per idee, modalità di arrivo alla presidenza del consiglio e compagnia con la quale l'ha raggiunta e la gestisce. Infatti il mio voto non l'ha preso, ma è innegabile che abbia fatto cappotto degli altri, andando a pescare anche tra quelli del M5S che magari fino a febbraio scorso votavano proprio PD. Evidentemente qualcuno è tornato alla base, attratto dal "nuovo" leggendoci quella svolta che a febbraio avevano chiesto anche arrivando a lasciare il partito nel momento della cabina elettorale; facendo così hanno di fatto premiato anche la scelta delle larghe intese e della defenestrazione di #enricostaisereno sotto lo sguardo felice del Quirinale che dovrebbe essere superpartes ma che ormai questa condizione pare averla dimenticata da tempo.
Qualcuno può darsi che abbia visto nel governo di matteino qualcosa che sperava di trovare nel M5S e non ha trovato. Io sul MoVimento ho la stessa opinione che avevo nel febbraio scorso, gli riconosco mille difetti (alcuni anche molto importanti) ma ci vedo anche molti aspetti positivi ed innovativi. Nel febbraio scorso l'ho "mezzo" votato soprattutto per mancanza di alternative credibili ed in questo momento non mi sembra lo scenario si sia modificato. Da una parte perchè non ritengo che il M5S abbia deluso o fallito chi partiva con la giusta attesa e prospettiva; ciò che era indicato e previsto nel programma è stato rispettato, anche quello che magari condividevo poco. Dalle mancate alleanze (secondo me giustamente) alle espulsioni (secondo me ingiustamente) tutto era noto a chi votava a febbraio scorso. I toni moltissime volte sono stati sbagliati, sballati, da criticare, da condannare; molto spesso dallo stesso Beppe Grillo che resta però ancora un polo attrattivo molto forte (indispensabile?) per il MoVimento. Credo che chi dice che non hanno fatto niente in questo anno, non conosca la realtà. 
Potevano fare meglio, questo lo sottoscrivo ma questo specchietto accanto è la fotografia di fatti non parole o promesse.
Dall'altro lato il passo di Renzi è sicuramente diverso da quello di Bersani o di Letta ma governi, accordi, metodi non sono lontani. Il CV dell'ex sindaco ed il suo ultimo anno è stato pieno di scalate, promesse, parole date non mantenute, primarie stravinte, investiture, slides, riforme annunciate, europee più che stravinte. Vediamo come andrà avanti. Non ho preclusioni a cambiare posizione su di lui, chissà un giorno potrebbe anche farmi fare per la prima volta la "X" sul simbolo del PD ma dovrebbe cambiare davvero "verso" come dice lui e visto l'inizio non so se ne ha davvero voglia ed intento visto che di concreto (e di diverso? mmm) per adesso ci sono stati solo gli 80euri per il momento certi per il 2014, con tutte le considerazioni che uno può fare ma che comunque son stati realizzati. Son certo che non piangerà e dormirà lo stesso sapendo che la mia "X" non l'ha presa, con il 41%....
Credo che questo risultato sia un'investitura straordinaria per il PD e per Matteino ed un campanello d'allarme per il Movimento Cinque Stelle che resta comunque al 21% con una base non male per ripartire, basta pensare che a gennaio 2013 una cifra del genere sarebbe stata vista come un miraggio. Certo basare tutta la campagna elettorale sul "vinciamo noi" "sorpasso" ecc. fa rendere quel 4% in meno (comunque pesante specie se si pensa al fatto che equivalgono a tre milioni) quasi tre/quattro volte tanto. E quindi sono logiche, giuste, divertenti ed automatiche le prese in giro ironiche/forti/di rivalsa che girano, a maggior ragione se gli assist sono stati forniti proprio da Grillo e soci. E' una sconfitta che può anche essere utile, dipende da come viene gestita. Per il PD è un mandato importante che può essere utilissimo, anche qui dipende da come viene gestito perchè per paradosso questa investitura totale non ha ritorni pratici sul governo nazionale per il momento.
Stamani quando ho visto i risultati definitivi ho ripensato ad una frase detta da un quasi "veggente" Nanne "a febbraio scorso speravo in un centrosinistra al governo ed un cinquestelle come forte e vera opposizione", chi lo sa magari con un pò di ritardo il suo augurio si è avverato. Quel che è certo è che il cappotto c'è stato...il saggio Trap diceva che "in vetta fa freddo servono anche cappello e guanti..." vediamo se il cappotto renziano è di quelli che invocava il Trap e saprà reggere al freddo della vetta elettorale....quel che è certo è che il 41% non può essere motivo per me di cambiare opinione su Matteino, aspetto che quel #cambioverso passi da un hashtag a fatti concreti....poi se ne riparla...
BIGNAMI: credevo e credo a maggior ragione adesso che questo fosse un test politico importante e un vero e proprio test sul Governo come diceva il Movimento Cinque Stelle e negava invece il Pd. Purtroppo per il M5S il test dal Governo non è stato superato ma superatissimo...

venerdì 23 maggio 2014

Ciao Carlo, grazie Bobo

Kiave di lettura n° 84

Mentre lunedì il mio unico santo riconosciuto, San Gabriel da Reconquista, dimostrava al mondo intero che certi vizi non si perdono e che certi gol e certi bomber sono indimenticabili ed ineguagliabili io decidevo di gustarmi un tributo diverso rispetto a quello fatto ad Emergency.
Il comune di Campi Bisenzio infatti, con un'iniziativa secondo me azzeccatissima e da applaudire, ha deciso, ad un anno dalla sua scomparsa, di intitolare il proprio teatro alla memoria di uno dei suoi cittadini più illustri: Carlo Monni. Così lunedì era prevista l'inaugurazione del nuovo "teatrodante Carlo Monni" e dopo il "TUTTI QUANTI CON IL DRINK IN MANO" iniziale è andata "sul palco" una serata omaggio per il mitico "Monna"
Dopo alcuni tributi e video che ricordavano la capacità poetica e lo spessore enorme del Monni, tra sorrisi, vere e proprie risate ma anche qualche brivido con relativa umidità agli occhi per ricordi "più speciali" alle noveemezzo è entrato in scena Bobo.
Penso che migliore artista per omaggiare Carlo non ci potesse essere; pur non essendo fiorentino/campigiano infatti, Bobo viaggia su un'altra delle corde di Monni: "l'essere artista a 360 gradi".
Il suo concerto, per me non una novità vista la sua presenza abbastanza assidua nel mio personale Katalogo, è stato come sempre un mix di poesia, arte, commedia, sarcasmo, ironia, dissacrazione e cervello. Si passa dalla dedica ad Emergency ("non siete andati alla partita ma sostenete Emergency, non mi fate incazzare") alla presa in giro degli spettatori ("oh che grezzume che c'avete, poi dite di Livorno dè"), dall'autoironia dissacratoria e sprezzante alla commozione sincera e non banale per l'amico Carlo,  dalla denuncia forte ed incondizionata per guerra e Chiesa all'ironia colorata di amaranto.
Bobo come sempre interpreta ogni canzone con tutto se stesso, non risparmiandosi neanche quando la voce si abbassa o la tosse aumenta; la fedele compagna di concerto (la bottiglia di birra) allieta le corde vocali nei momenti di stanchezza e batteria e piano cercano di tenere il suo passo, il suo istinto e la sua scaletta ampiamente improvvisata ("dè mi va di fare questa e faccio questo, tanto per quello che avete pagato posso decidere io..."). Come sempre, sentirlo passare da "disperati intellettuali" o "domani mi sparo" a "madame sitrì" o "mangio marmellata" fa cambiare totalmente il registro di ascolto, apprezzando la poesia totale che a volte fa lacrimare di commozione a volte di troppo divertimento.
Quando però Bobo ha deciso di cambiare marcia è riuscito nell'intento di far alzare in piedi tutto il teatrodante Carlo Monni per un lungo interminabile applauso ed omaggio; scegliendo un "cavallo di battaglia" dello stesso Monni, che amava cantare quanto recitare, ed iniziando con "purtroppo sono rimasto solo io a cantarlo, vi dovete accontentare".
La passione messa in quella canzone, l'imitazione sul ritornello finale, il bagno del palco con i residui di birra avanzata per omaggio supremo ha fatto scattare la standing ovation vera e sincera di tutta la champs sur le bysanz presente a teatro. Bobo ha preso fiato, commosso ed ha continuato lo spettacolo fino ai bis con lettura delle sue poesie, ma il pezzo migliore era stato ascoltato. Brividi, applausi ed il perfetto coronamento alla bella idea dell'omaggio del Comune.
Un lunghissimo applauso finale ha di nuovo mischiato Bobo e Carlo. Tutti meritati, per entrambi. 
Ciao Carlo, grazie Bobo.

mercoledì 21 maggio 2014

Razzismo ed idiozia


Oggi qualche idiota si è ancora una volta lasciato andare a cori razzisti contro il "simpaticissimo" personaggio col 45 del Milan. Ecco, credo che il commento perfetto alla cosa l'abbia dato il tweet di Nairo77: "ma perchè non urlate #Balotelli cretino di merda!".
Detto questo, che queste cose succedano solo a Firenze e Roma o che il simpaticissimo personaggio col 45 prometta di uscire a "spaccare la faccia" è il giusto corollario idiota ad un coro super idiota.