domenica 29 maggio 2016

Applausi veri per Virzì

Kiave di lettura n° 185

Da sempre il suo stile è riuscito a far centro nei miei gusti cinematografici. Non sono un esperto in materia, e spesso mi affido più alle sensazioni a pelle o al "nome" dell'attore, in rari casi a quello del regista, lui è uno di quelli. Parlo di Paolo Virzì come ho avuto modo di scrivere, uno, due, tre volte.
Il tema del film era di quelli che potevano essere la famosa buccia di banana per molti, ma non per il regista livornese. La storia è basata su una strana coppia che si forma in una comunità terapeutica del pistoiese, dove una "signora dal doppio cognome" e dai modi aristocratici stringe amicizia con una ragazza rifiutata da tutti e con il solo punto di riferimento di un padre che l'ha abbandonata per un carriera da cantante di locali. Una con i suoi vestiti di lusso ed i suoi atteggiamenti da signora altolocata, l'altra con "senza fine" nelle cuffie con la convinzione che sia una produzione del padre. Le due troveranno uno strano feeling dato da diversità e poli opposti ed in una sorta di omaggio a "Thelma e Louise" partiranno per una sorta di fuga alla ricerca di spazi e di chiarimenti di quello che nelle loro vite era rimasto aperto. "Tu sei matta" è la frase che a vicenda le due si ritrovano a dirsi, "matta vera" per rafforzare la propria opinione. Due piccoli esempi del percorso tra la dolcezza e l'amaro della realtà che le circonda e che colora il film. Non mi piacciono le anticipazioni troppo accurate, quando sono troppo esplicative del racconto e della trama quindi mi fermo qui. Vi racconto però di quanto Donatella e Beatrice siano perfette in questa storia, quanto Micaela Ramazzoti e Valeria Bruni Tedeschi che le interpretano siano bravissime, da applausi.
La storia è raccontata con la solita amara ironia dal maestro livornese, "NON SERVONO PAROLE" clamorose per descrivere la sua capacità di rendere commedia anche il dramma e di rendere commovente anche la commedia. Ci sono momenti in cui si ride, amaro, ed altri in cui ci si commuove, di cuore. La storia potrebbe cadere nel patetico o nel già visto, ma sfiora soltanto questo rischio e nel percorso tra latin lover improvvisati (il grande Bobo Rondelli e la sorpresa Graziano Salvadori), vecchi parenti indisponenti (Marco Messeri e Bob Messini) e sguardi di passanti incuriositi ("signore tutto bene?" "noi sì grazie, e voi invece con quegli strani indumenti?") arriva a completarsi con un racconto finale sulla passeggiata di Viareggio che mette a dura prova lacrime e commozione ed esalta lo stile e l'interpretazione di un duo di protagoniste clamorosamente allineate su un voto da lode.
Un cast perfetto, nelle scelte degli attori e nelle scelte interpretative degli stessi, un "copione" che non cade nel patetico o nel banale ma nel dolceamaro di una commedia piena di affetto e di stile. I paesaggi toscani, lo sfondo di Calafuria, il percorso della passeggiata di Viareggio accompagnano Micaela e Valeria in una lunga camminata ideata e strutturata in modo perfetto ed interpretata e vissuta da loro in maniera egregia e da chi ha la fortuna di guardarle in questo grande film in modo totalmente rapito ed ammirato.
BIGNAMI: come ho consigliato ai miei colleghi, dico anche a voi la stessa cosa: "andate a vederlo e veloci, che sia mai debba essere tolto e sarebbe un rammarico clamoroso".
Ancora complimenti Virzì, davvero un gran film.

lunedì 23 maggio 2016

Liste e percorsi più o meno paralleli

Kiave di lettura n° 184
Dopo qualche settimana di assenza, torna una kiave di lettura dal sapore tutto librario, con tanto di bis per un'autrice già presente nel mio personale Katalogo, del cui libro vi ho raccontato un po' di cose non troppo tempo fa.
Questa volta invece il libro è il seguente....
CHIARA GAMBERALE - "Quattro etti d'amore, grazie" . Mondadori
Il libro di Chiara Gamberale era sullo scaffale della Feltrinelli ed il suo titolo "curioso" mi ha invogliato, spinto anche dal positivo esordio con l'autrice avuto non troppo tempo fa. Nelle corsie di un supermercato nascono pensieri provocati da incontri fortuiti di due donne, che finiranno per incrociare nei fatti solo parzialmente le loro vite, mentre lo faranno molto di più nei pensieri e nelle reciproche immaginazioni.
Due vite totalmente diverse, una da star, una da "normale" impiegata, ma l'una l'aspetto desiderato dell'altra. Il racconto oscilla con un ping pong di liste per la spesa e racconti in prima persona alternati dalle due protagoniste.
Nel loro essere diverse totalmente si sfiorano argomenti simili, dai segreti "nessuno può essere complice di un segreto da cui è il primo a dover essere protetto" alle insicurezze "ci dimentichiamo di vivere ma poi ecco qualcuno che ci ricorda come si fa" ; dai feeling "l'unico essere umano che è arrivato lì nel fondo di me dove non credevo ci fosse spazio che per uno specchio" alla considerazione dell'amore "l'amore certi miracoli li fa"; dalla totalità delle passioni "il cuore si è sfarinato, sciolto, sparso fino ai polsi, alle caviglie, alle orecchie" alla paura di viverle "sicura che tu sia fuggita e non ti sia solo nascosta?"; dalle considerazioni familiari allargate ma anche solitarie "le cose che penso le penso con tre teste però sottovuoto sono sola" a quelle totalmente di coppia "se ami una persona se ormai dentro il tuo cuore ormai batte il suo, che senso avrebbe non passare tutta la vita con quella persona?" per finire collegate totalmente in un concetto generale comune "siamo tutti forse il Peter Pan di qualcuno".
Gli spunti di riflessione non mancano e nell'apparente banalità e leggerezza dell'incipit di ogni capitolo dato dalle liste delle spese in realtà in realtà poi si ritrova ben altro. Due protagoniste con i loro elementi e le loro caratteristiche, a volte sovrapponibili a volte talmente diversi da completarsi ed incastrarsi quasi in una personalità dalle sembianze bipolari. Il libro passa quindi dal "semplice" al profondo, non sempre nella migliore delle modalità, offrendo anche rallentamenti che in alcune parti rendono la lettura meno scorrevole di "La zona cieca" , "MA QUESTA CORSA LA" Gamberale la porta comunque a casa. Senza troppi colpi di scena oppure trame clamorosamente avvincenti, ma questi "quattro etti d'amore" hanno il giusto sapore, magari non DOCG ma certamente DOC.
BIGNAMI: se per "La zona cieca" il mio giudizio arriva a toccare anche le quattro stelle abbondanti su cinque, questo libro arriva alle tre con qualche fatica ma anche tante riflessioni e pensieri che restano e lasciano il segno.

lunedì 16 maggio 2016

Domenica da TEN

Più o meno dall'anno scorso, con la mia spalla di una vita, ci eravamo dati appuntamento lungo le sponde dell'Arno per metterci alla prova con qualcosa di nuovo. All'inizio era solo un "si potrebbe" ma poi piano è diventata un obiettivo vero e proprio, tanto da tirare dentro anche altri malcapitati. Doveva essere pioggia e quindi addirittura corsa bagnata, ma è rimasto un doveva. Così la mattinata si è presentata luminosa e limpida, tanto che la magliettata doppia "fidati fa uscire il sudore" (io onestamente il sudore che rimane dentro devo ancora vederlo...) ha messo a rischio la sopportazione da rischio caldo. Eravamo lì e quasi sembrava non toccasse a noi, prima al bar a prendere il caffè ed a dire le solite scemenze, poi nelle foto contro/a favore vista/non vista Santa Croce, poi negli abbracci prepartenze e nell'apprezzare l'unica maglia senza la scritta perchè coperta dal pettorale, ed infine nella "regolazione" degli strumenti teNNologici mentre il giovincello della Palude era nel secondo blocco e ci regalava dieci minuti di vantaggio a noi vecchietti, annunciando "tanto vi ripiglio".
Sembrava non toccasse a noi, in quella fiumana gialla sui lungarni in attesa del via. Quando la marea si è mossa, la partenza è stata lenta, bloccata dai tanti che dovevano mettersi in moto, poi magicamente anche quelli davanti a noi si sono incamminati e solo in quel momento è stato chiaro che toccava davvero anche a noi. Dopo aver scansato il "fotografo suicida" e schivato "la variante coriandolo" ci siamo messi in moto, con il fantasista dei lungarni che più del caldo metteva a rischio il nostro fiato facendoci ridere proprio mentre il primo ponte era sotto i nostri piedi. Da lì il capitano con le lacrime agli occhi, ha richiamato all'ordine ed alla concentrazione e davvero la corsa è cominciata. Abbiamo affrontato l'inizio della salita per il Piazzale ognuno con il suo passo come ci eravamo detti prima della partenza. Per un po' ho visto il capitano ed il fantasista lì accanto e sentivo la presenza della spalla di una vita forte e sicura come sempre a coprirmi le spalle come accadeva a calcetto e come tutt'oggi sempre per ogni cosa, poi dall'altezza del semaforo per il Surf Ventura è cominciata davvero la mia DeejayTen.
Ho cercato nel cellulare una playlist adatta per il momento e solo lì mi sono accorto che non ne avevo fatta una per l'occasione, allora sono andato sul sicuro selezionando artista, scegliendo Liga e lasciando fare al random. Avevo bisogno di sicurezze, visto che il percorso era totalmente nuovo e mi sentivo di non essere così certo nel mio passo. Piano piano mi sono sciolto, ho trovato cadenza e ritmo giusto che ho cominciato passo dopo passo a riconoscere come il mio, con l'aggiunta della mia Firenze che mentre salivo verso il Piazzale ogni tanto faceva capolino alla mia destra. Il random ha iniziato con c'è sempre una canzone e mi pareva adatta per farmi capire che anche per quella giornata il ritmo giusto me lo poteva dare la musica;  "per caso o per fortuna" il passo si è disteso ed è diventato quello utile per farmi salire senza troppi affanni in mezzo a quel grande mare giallo che stava sudando come me, chissà se anche loro imprecando come il giovincello grossetano "vai in culo te e la magliettina sotto, tra un po' collasso dal cardo" in una sorta di zoo unico, lo stesso che Liga mandava a memoria nelle mie orecchie aprendo poi la strada a buonanotte all'italia, splendida canzone ma che non era esattamente quella che serviva per forzare il passo ma quella giusta per lodare "la bellezza senza navigatore" che piano piano stavo raggiungendo. Arrivati infatti alla vetta si è aperto il mondo, la più bella di tutte era lì e si mostrava nella sua splendida immagine da cartolina, immobile mentre intorno correvano quindicimila magliette. Sarebbe stata da foto e il giovincello quel selfie giustamente se l'è regalato, prima di continuare il percorso, che proseguiva comunque in salita anche dopo il piazzale, come annunciato dal fantasista che aveva provato il tracciato. Dopo poco però la strada comincia a scendere e quasi magicamente appaiono i sogni di r&r nel random proprio mentre si passa nel punto che ho già definito come uno dei miei scorci preferitiun sogno la visuale, un sogno poterla ammirare in quel modo.
"Guai a chi ci sveglia" ma per fortuna a risvegliarmi è l'area ristoro attorno ai 5km che con doppia razione di sali e acqua in aggiunta mi dà il nuovo sprint per ripartire di slancio e questa volta il cellulare mi aiuta facendo partire i ragazzi sono in giro e il suo ritmo mi porta di slancio ad affrontare la discesa ed a ritrovarmi a Porta Romana prima di quanto immagini, mentalmente penso che ci sono ancora i ponti da fare e non devo darla per finita. Intatti via Romana sembra più lunga del solito e i sali cominciano a finire i loro effetti anche se la gente accanto al percorso che ogni tanto applaude e sorride dà una carica diversa ma comunque importante. Scorre via Piazza Pitti ed arriva il primo del tris di ponti, IL ponte magico più che vecchio, impossibile da calcare in una corsa, visto il livello abituale di presenze turistiche. Il Bar Mario e "rombo che domani ripasserà" mi accompagnano nell'affrontarlo mentre la preziosa tifosa/reporter ci immortala nelle nostre prime (...o quasi...) espressioni di fatica, regalandoci i primi souvenir fotografici preziosi che poi ripeterà all'arrivo. Saltato il Ponte Vecchio ne arrivano altre due con in mezzo i lungarni a regalare un serpentone unico da brividi, che arriva alle stelle quando il random bastardo propone "per sempre" che non riesco a saltare ma chiaramente affatica la corsa o almeno la rende ancora più emozionante. Firenze è lì, magica più del solito, meno caotica dell'abituale anche se con tutta quella gente di corsa e meravigliosa da osservare, ferma da ammirare con gli occhi a cuoricino. Sembra impossibile, quei minuti di quella canzone sono e restano ancora oggi infiniti nella mente, la fatica aumenta e si mescolano con la bellezza della città del giglio, la potenza di questi km già macinati e l'emozione che quel "ce la faremo" finale della canzone spinge ai massimi. L'ultimo ponte apre l'obiettivo di piazza Repubblica che erroneamente battezzo come l'ultimo scalino prima dell'arrivo visto che non immagino, sbagliando, la passerella intorno al Duomo. Certamente un tocco finale di classe che però aumenta le sofferenze. Il muro del suono accompagna gli ultimi sforzi, gli applausi e le foto di giapponesi incuriositi e fiorentini divertiti fa da lancio all'ultimo sprint. Via Calzaioli è sì l'ultimo strappo "potrebbe fare selezione" "che selezione vuoi che faccia l'è a dù metri dalla fine" e gli ultimi sforzi hanno ormai l'arrivo a portata di gamba, il passo si allunga e si può cominciare a sorridere. I dubbi sul farcela che si erano manifestati prima del ristoro e appena visto l'obbligo del giro attorno al Duomo scompaiono, mi lancio con Liga che attacca il centro del mondo, passo sotto il traguardo e guardo il tempo.
57 e 12. Mi apro in un sorriso, non era la cosa principale il tempo ma vederlo sotto l'ora di ben tre minuti mi fa davvero contento e sentire tutti i muscoli ancora vivi ancora di più. Il sacchetto del ristoro è l'ultima tappa prima del ritrovo con il gruppo e lì, tra odori di soffritto misto, stanchezze infinite, arriva probabilmente il momento più bello. Quello che in un abbraccio infinito, in un ideale random accompagnato da sarà un bel souvenir, lanciato dalla spalla sicura di una vita e immortalato dalla sempre più preziosa tifosa/reporterevidenzia il senso infinito della giornata: "LA FORZA DELLA BANDA". Ci sono caviglie gonfie, ghiacci da mettere, macchine da recuperare, medaglie da apprezzare, "paradeejay" da ideare, tempi da guardare, battute da fare e continuare a proporre, temporali che sembrano in arrivo, birre da bere e panini da mangiare o meno, ma quello che resta come cosa principale è esattamente quella forza, quella banda e quel magico sfondo e scenario che ha fatto da panorama e protagonista di un corsa lunga 10 km e 57 minuti.
Permettetemi un PS. Quelli che vincono le medaglie che contano di solito le dedicano, ecco non mi sono così bevuto i'capo da pensare di essere in condizione di poter far dediche di quel tipo, ma io lo voglio fare ugualmente e la dedica va ai protagonisti di questa domenica da TEN, quei protagonisti che ho provato a descrivere in questo post proprio con un grassetto, un corsivo ed il colore viola. Nessuno me ne vorrà se una dedica ancora più speciale va a chi quel tagliando me l'ha fatto trovare in una busta e come spalla sicura di una vita non poteva certo mancare in una domenica del genere, come del resto, da sempre, non manca mai.

sabato 14 maggio 2016

Passo...si spera primo...

Kiave di lettura n° 183

Qualche tempo fa avevo espresso la mia opinione sulla vicenda dell'unioni civili ed il dibattito che aveva "innescato" l'inserimento o meno della stepchild adoption (termine che in sè mi fa venire voglia di mettere solo i...) nel provvedimento. Sono passati quasi tre mesi e la legge è arrivata in porto. Come ho avuto modo di scrivere, l'occasione di fare un passo avanti, bello, deciso e moderno ce la siamo giocata nella sua totalità. Tutto questo, per colpe varie, di vario livello e varia importanza, ma di quello ho già scritto e rileggendo quel post non cambio di una virgola il mio pensiero. Se qualcuno vuol approfondire trova quel post pronto, che sostanzialmente dice che i passi avanti che si potevano fare ci potevano portare finalmente ad essere paese allineato ai tempi e non legato ai retaggi sottoculturali di un Paese investito da laicità solo a parole. La questione adesso però va oltre la politica ed agli errori di questa o quella parte/partito. Infatti, questa settimana è passata da questione politica a tema "sociale" e di attualità, così come è variata "l'etichetta" dei miei post su questo argomento, da politica ad attualità.
Quel che invece mi piace sottolineare oggi è l'angolazione diversa da cui in questo momento la cosa può essere vista. L'altra sera a Gazebo (sempre di più una delle poche trasmissioni, tra le uniche, a far servizio pubblico) ho visto un'intervista a Vanni Piccolo, attivista della prima ora per il riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto. Ed ho capito che forse il mio punto di vista era un po' troppo snob nel riconoscere soltanto il lato "residuale" di una legge che presenta molti lati migliorabili e soprattutto lascia aperte tante porte ad interpretazioni e dubbi legislativi e non solo. C'era nelle sue parole ed in quelle di molti attivisti molto di più di un "CHI S'ACCONTENTA GODE COSI' COSI'" che forse mi sarei aspettato. Ed erano parole sincere e vere, non come quelle piene di opportunismo politico di altri che inneggiano alla vittoria clamorosa per un provvedimento, che loro stesso avevano definito "inaccettabile senza la stepchild" o "una sconfitta che mi porterebbe a lasciare la politica".
In quelle parole vere di Vanni Piccolo ed in quelle lette e sentite di altri realmente e sentitamente attaccati alla causa ed al provvedimento ho letto qualcosa che mi ha fatto riflettere bene. Forse davvero poche volte come in questo caso, il vero giudizio iniziale dovrebbe essere lasciato a chi prima non veniva minimamente riconosciuto ed adesso lo è. Non cambia questo il mio giudizio e la mia analisi, ma leggere in quelle parole un "finalmente possiamo esistere" ha scosso la mia sensibilità particolarmente. Ed allora almeno speriamo che questo sia il PRIMO passo e non l'unico e soprattutto l'ULTIMO per diritti che a me sembrano sempre più scontati e indiscutibili ma che invece arrivano soltanto oggi ad affacciarsi nei nostri diritti di cittadini di questo laico Paese.

lunedì 9 maggio 2016

Cinqueemezzo

37^ - Campionato
FIORENTINA - PALERMO = 0-0
GOAL: ----
vedi sintesi tratta da youtube
LA PARTITA ed IL KOMMENTO:
Cercare di descrivere la partita di ieri è di una difficoltà quasi unica, vuoi per l'inutilità e la pochezza della stessa vuoi per i festeggiamenti da ultima in casa pre e post partita targati Moonshine. Il "capitano", quello vero e non il 23, mi aspetta al varco "voglio vedere domani come tu fai a dare i voti" (cit) e non voglio sfigurare quindi mi arrendo subito alla difficoltà. La partita offre pochi spunti e molte pinte nonostante il nostro Jilberti di fiducia ci dia il buon esempio con il "oggi solo una, non sono al massimo" (cit.). La viola con Kalinic/Ilicic/Zarate/Berna farebbe pensare ad un 11 di attacco ma in realtà le occasioni latitano, "fioche come la voce di Enry" (cit) e nel primo tranne un paio di tiri a rientrare da segnalare c'è solo il tempo che cambia dal maniche corte, alla felpa, al giallonebluone. La ripresa si segnala per un giro (uno?!?) ai bagni, diverse sostituzioni, qualche cartellino e la standing ovation per il 23 che saluta la compagnia. Pur avendo la considerazione nota del giocatore, giusto il riconoscimento a livello di applauso....quando poi è partito il coro "c'è solo un capitano" mi sono unito anche io, ovviamente però rivolgendomi al mio capitano personale, accanto di seggiolino, con tanto di relativo abbraccione. Tata continua ad essere più o meno "spettatore abusivo" (cit), non molto di più di altri in campo, ma più o meno come Sorrentino che a parte qualche tiro sbilenco torna senza patemi in Sicilia. Finisce tra gli sbadigli 0-0 come una settimana fa, con un accenno di contestazione ed un grigio del cielo e del finale di stagione davvero sottotono, per non dire di peggio.
L'ultima puntata andata in onda è davvero di scarso livello, scarso attaccamento ad onorare il campionato fino alla fine ma soprattutto purtroppo in linea con una parte finale (nemmeno così piccola) di stagione che recita una vittoria su undici gare. In giro c'è poca fiducia ed entusiasmo sotto i piedi, sarà il finale, sarà che l'inizio c'aveva abituato male, ma davvero riaccendere entusiasmi ed emozioni sarà dura. Parte finale che merita un 4,5 anche 4 che fa da pari ad un inizio da 7,5 abbondante pure 8, tanto per dare due voti visto che le pagelle della partita reciteranno un 5,5 collettivo ("capitano che pole andare?") ampiamente in linea con il periodo e con la difficoltà di fare scelte per una partita del genere.
Anche a campionato chiuso però....
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...visto stamani il risultato ma perchè volevo capire meglio dell'omonero, leggo cose agghiaccianti..."
LE PAGELLE
Tatarusanu sv
Roncaglia 5,5
Gonzalo 5,5
Astori 5,5
Bernardeschi 5,5
Borja Valero 5,5
Badelj 5,5
Pasqual 5,5
Ilicic 5,5
Zarate 5,5
Kalinic 5,5
Mati Fernandez 5,5
Alonso 5,5
Vecino sv
All. Paulo Sousa 5,5

domenica 8 maggio 2016

Domenica di maggio

Kiave di lettura n° 182

Per quelle mamme che da sole portano avanti una famiglia, per quelle che sono la giusta spalla per una famiglia numerosa, per quelle che lo stanno per diventare, per quelle che "NEL NOME DI CHI" hanno messo al mondo si annullano, per quelle che ti coprono di attenzioni quando sei malato, per quelle che confuse da milioni di impegni non riescono a ricordarsi sempre tutto, per quelle che sono presenti anche aldilà del possibile, per quelle che ti insegnano il modo di vivere, per quelle che vivono impaurite da soprusi ignobili e nonostante questo tengo testa alta e sguardo fermo per il bene del loro amore più grande, per quelle che non hanno dubbi su cosa c'è al primo posto nella loro vita dovesse anche costare mettere in un cassetto convinzioni e sogni più grandi, per quelle che sono un po' anziane, per quelle che sono molto giovani, per quelle che non sono la tua ma ammiri ugualmente orgoglioso di avere incontrato sulla tua strada, per quelle che corrono/rincorrono/si moltiplicano per non saltare un appuntamento anche minimo, per quelle che fanno trasparire amore verso la parte più importante di se in ogni sguardo/parola/attenzione, per quelle che per diventarlo hanno fatto fatica e percorso strade in salita, per quelle che trovi sorridenti anche dopo travagli infiniti, per quelle che si chiamano Vanna, per quelle che sono mamme più volte, per quelle che lo saranno, per quelle che ti fanno ammattire ma restano "intoccabili", per quelle che sono il giusto pezzo di un mosaico perfettamente colorato, per quelle che di ruoli ne fanno più di uno, per quelle che "vedrai tutto si aggiusta".
Per tutte loro non basta una domenica di maggio, ma questa domenica se la meritano proprio tutta.

lunedì 2 maggio 2016

Vette estemporanee

Per gli "estemporanei" non è mica facile trovare parole giuste per fotografare o descrivere caratteristiche o i motivi per cui certi "colpi di takko ai' giro" siano degli assist così invitanti. Ed allora forse la cosa migliore è quella di provare a raccontare uno di quegli attimi che sin dall'inizio sai che "SARA' UN BEL SOUVENIR" dalle vette elevatissime. 
Così, da vette montuose di qualche anno fa - ma sempre attualissime - a quelle necessarie per una giornata del genere, che segna sul diario 40 che come dice lui è cifra importante perchè "a 40 c'è la salvezza" (cit).

B: quindi ricapitoliamo...
K: ikkè tu vuoi ricapitolare?
B: Primo: tu m'hai fatto rientrare un giorno dopo dalla Svizzera e tu m'hai fatto perdere la Frusolina...
K: però la Frusoleria con la marmellata di peperoni tu l'hai ritrovata lì ad aspettarti....
B: e ci credo chi tu volevi la prendesse? E comunque la meglio l'è quella di zucchine verdi...
K: l'è di nulla, a me le zucchine 'un mi garban nemmen fritte....
B: poi secondo, tanto t'hai fatto e tanto t'hai detto che c'ha mandato nel locale a lume di candela...
K: ora solo perchè il cameriere t'ha fatto du' moine...
B: un'cominciamo eh..le moine l'ha fatte a te...io la candela l'ho anche spenta..
K: infatti unsivedeva nulla, sarà stato anche bono il mangiare eh....ma ci possano aver dato di tutto da mangiare....pe' ikkè s'è visto...
B: e siamo già a due....andiamo avanti, terzo...una volta che si passa il confine.....ci fermano alla dogana in uscita e tre metri dopo in entrata....
K: se t'hai la macchina "sospetta" dai la colpa a me anche di quello....
B: sarà stata la macchina ora....c'era tre gradi s'era in fruit e pantaloncini corti....
K: poi colpa tua, unt'hai voluto fare i traforo.....
B: e s'arriva al punto numero quattro "il traforo, il traforo" e poi quaranta minuti di coda nemmen per i Dream Theater e poi un tunnel inutile, parea il Melarancio....vaiavaia
K: però in coda per il traforo s'è fatto un filmino che a rivenderlo a Pieraccioni ci fa un film...
B: quello è vero....però come tu la metti con la serata svizzera in quel paesino famosissimo lungo lago....che tu ti ricordi benissimo come si chiama no?
K: quello l'è colpa tua, avanti indietro avanti indietro lungo lago...nemmen Carnasciali sulla fascia nei tempi d'oro...poi uno si confonde...
B: bah...la labirintite proprio...la meglio l'è codesta....e siamo a cinque...a proposito...che ti ricordi vero che lì si son perse le tracce della guida vero? E sono sei....
K: ancora con questa guida?!!? Ohiohi tornati a Firenze ti compro l'enciclopedia, la Svizzera dal Cucù al cioccolato....
B: tu me l'hai persa, mi pare il minimo....prima dell'albergo coi pittori nelle camere e la c'era.....
K: allora sarà stato un pittore a rubartela.....che colpa c'ho io?!?!
B: insomma via....in dù minuti te n'ho bell'è trovati sei di motivi.....
K: aspetta ti trovo il settimo......non ti girare...'uncicredo....
Ovviamente curioso come una scimmia....B si gira....
mr X: ueh....ma non ci creeeedo....
B in silenzio (mai visto zitto in vita mia) e mi guarda con l'espressione tipica del "non ci posso credere"
mr X: ma cosa ci fai te qua?!
B (io eh?!?): ehhh siamo in vacanza...
mr X: anche noi, veniamo sempre in montagna un po'...capisci...a riossigenarci....
B (uh simpatico): eh eh 
mr X: ma dove sono i tuoi? Ma dove li hai lasciati?
B (se un tu li vedi...): sono al mare....io sono in vacanza con un mio amico....
K: piacere...
mr X: anche voi a riossigenarvi? Anche a Firenze aria inquinata eh!?!?
B (ma ikkè tu voi?!?): veramente siamo solo in ferie in montagna...
mr X: e quindi non ci sono i tuoi?
B (e te l'ho bell'è detto): no...e son sempre al mare....
mr X: eheh invece voi a godervela al Curma eh?
B (ma che lingua parla): eh? 
mr X: eh dai al Curma....
B mi guarda implorante aiuto ma onestamente non saprei come darglielo...quasi in coro...
B e K (ma ikkè dice?!?!): no no siamo in un b&b...questo posto non si conosce...
mr X: ma come no dai? A me lo potete dire....
B e K (sì ma cosa!?!?): .......
mr X: il Curma!! Il Courmayer.....
B e K (ohiohi...): ahhhh...
E le parole non riescono più ad uscire se non i saluti e poi.....di nuovo da soli...
B: io non ho parole....altro che settimo questo l'è anche ottavo, nono e decimo...
K (in apnea da risate): quando l'ho visto uncivolevo credere, all'inizio ho detto "o dove l'ho visto" poi quando ho realizzato....ho pensato...
B: t'hai anche pensato!?!?
K: bada gli autori che regalo....
B: dico io un basta ritrovarmelo tutti gli anni a Follonica, no....uno viene qui a "riossigenarsi" e te tu me lo fai trovare anche qui....
K: sarà colpa mia...
B: ma poi non uno a caso....il più simpatico....uh proprio da dirgli "uhhhh che risate"....
K: se tu voi lo rincorro gli chiedo se si va a cena insieme al Curma.....
B: 'ccahare, te lui e il Curma.....

Mi pareva il modo giusto per fargli auguri....estemporanei....proprio come lui....in parte come me, d'altra parte "tra fratelli".....
AUGURI BOLLINS....

sabato 30 aprile 2016

Sbadigli di novembre

36^ - Campionato
CHIEVO - FIORENTINA = 0-0
PRIMO TEMPO:
Per la trasferta di Verona, dopo la "botta finale" della scorsa settimana, c'è l'attesa e l'interesse che più o meno mi suscita l'uscita del nuovo album di Gigi D'Alessio. Non giocano Ilicic, Vecino e Berna e son sostituiti da Zarate, Mati e Tello. Sembra una partita amichevole di inizio stagione e da annotare sono solo le antiestetiche scarpe di due colori diversi di alcuni viola chissà se "per riconoscere la destra dalla sinistra?". Ritmo soporifero e nella prima mezz'ora si segnalano (giusto per non lasciare il post in bianco) due cartellini, un tiro fuori di Mati ed uno fuori del Ceo. Al 35' Tomovic si invola (avete letto bene...) assist a Kalinic e bella parata di Bizzarri. Poco dopo Cacciatore meriterebbe il rosso per una reazione su Alonso ma viene graziato dal giallo arbitrale. Tutto qui. Finisce tra gli sbadigli il primo tempo ed il livello d'interesse, se possibile, cala "dell'attro".
SECONDO TEMPO:
Si riparte con un ritmo in crescendo ed in dieci minuti prima Tomovic sbaglia una chiusura e lascia libero Pellissier che spara in bocca a Tata, Kalinic guadagna una bella punizione dal limite che Zarate calcia benissimo, anche troppo, traversa e Alonso spara altissimo. Infine Rigoni, per far pari il conto dei pali, trova un gran tiro che fa tremare il palo con Tata che sembrava "esimo". Squadre più lunghe e un pò il gioco ne guadagna con qualche occasione, come Kalinic che si gira bene ma trova una deviazione o Zarate che trova un buon tiro centrale. Dopo un inizio promettente, le occasioni svaniscono fino a dieci dalla fine quando da una mezza buca difensiva il neoentrato FloroFlores spara su Tata, dopo che Zarate aveva avuto un paio di spunti interessanti deviati sul più bello. Come ciliegina finale Tata si fa autotunnel su un tiro di FloroFlores e giusto la linea lo salva, mentre Ilicic potrebbe regalarci una gioia che invece allarga troppo e ci manda a casa sullo 0-0
KOMMENTO:
Per l'interesse che poteva esserci per questa partita, il match ha rispettato le attese. "FORSE E' UNO" spettacolo atteso ma resta comunque poco piacevole. Nel primo tempo il nulla assoluto, nella ripresa qualcosina, ma anche qualche rischio. Tutto sommato una partita da amichevole e sbadigli, degno proseguo di un finale poco guardabile. Un crollo nel gioco, nell'intensità e nell'attrattività di una squadra che ad inizio anno sembrava davvero altra cosa. Adesso portiamo in fondo questo piazzamento europeo e questa stagione....e se magari si riuscisse a non far sbadigliare come stasera.....
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...per il tempo pare novembre, menomale siam già salvi a novembre...no, no io 'undico più nulla..."
LE PAGELLE
Tatarusanu 6
Finchè non tirano o gli tirano addosso, va tutto bene
Tomovic 5,5
Preciso e una buona progressione nel primo tempo, sbavature importanti nella ripresa
Gonzalo 5,5
Impreciso nei lanci e poco sicuro negli anticipi
Astori 6,5
Fa il suo e copre anche le disattenzioni dei compagni
Alonso 6
Molto confusionario, ma volenteroso e propositivo
Badelj 5
Fa poco e male
Borja Valero 6
Si dà da fare ma senza la solita precisione
Tello 5
Non trova il passo giusto
Mati Fernandez 5,5
Mille errori di precisione, un paio di spunti poco incisivi
Zarate 6,5
Si accende soprattutto nella ripresa, sfortunato nella traversa
Kalinic 6
Ci prova e si sbatte
Bernardeschi 5,5
Una giocata iniziale poi sparito
Ilicic sv
All. Paulo Sousa 5,5
Partita con poco ritmo e squadra che sembra in ferie
Il migliore: Zarate
Il peggiore: Tello

Scorci fortunati

Kiave di lettura n° 181

A volte noi fiorentini non ci rendiamo conto o meglio non ci ricordiamo sempre della bellezza infinita in cui viviamo e che possiamo ammirare in ogni attimo delle nostre giornate e della relativa fortuna nell'avere quel FI nella provincia di nascita o di residenza. Come spesso accade le diamo in alcuni casi per scontate o per abituali e magari quando ci capita di essere a "contatto" con queste bellezze siamo troppo impegnati ad allungare il passo per raggiungere il nostro prossimo impegno o a controllare il cellulare per le nostre varie cose, dimenticando di ammirarle sempre nel giusto modo. 
Invece a volte basta davvero poco, un passo meno affrettato ed in buona compagnia, lo sguardo un po' più alto, la voglia ed il desiderio solo di "fare due passi" e semplicemente ti capita di terminare via dei Brunelleschi girare per via dei Pecori verso il Duomo e rimanere colpiti da uno scorcio. Certamente non sorprendente perchè noto e magari neanche quello che mette in mostra al meglio il profilo migliore, ma che nel "suo piccolo" e nella sua semplicità ti fa davvero tornare in mente tutta la fortuna di cui parlavo ad inizio post. "ERI BELLISSIMA LASCIATELO DIRE" Firenze, in quel piccolo riquadro che si apriva agli occhi giustamente e dovutamente ammirati. 
Bellissima come solo tu sai esserlo in quel modo.

lunedì 25 aprile 2016

Come sempre con loro...

35^ Campionato
FIORENTINA - JUVENTUS = 1 - 2
GOAL: Mandzukic, Kalinic, Morata

foto gentilmente
concessa da Maso













PRIMO TEMPO:
Senza Vecino, Pauuuulo si affida ad una Viola piuttosto offensiva con Kalinic davanti ed un trio composto da Tello, Ilicic e Berna alle spalle mentre in cabina di regia ad affiancare Badengj c'è Borja. Davanti ci sono i loro "bada come son brutti, anche solo a riscaldarsi" (cit), i gobbi che stanno annusando il profumo dell'ennesimo scudetto e che per fortuna soltanto il calendario ha impedito potessero festeggiarlo matematicamente proprio sotto i nostri occhi. Cominciamo con il passo giusto e sembriamo altra squadra rispetto a quella con poca grinta e poche idee dell'ultimo periodo, tanto che su invenzione di Ilicic, Berna troverebbe anche il gol che però viene annullato per un fuorigioco tra il millimetrico e l'inesistente. Poco dopo lo stesso Berna impegna Buffon, che risponde presente. I gobbi sono chiusi e sembrano poco pericolosi ma come sempre ci smentiscono, Tomovic si fa sovrastare da Pogba che appoggia a Mandzukic, primo tiro primo gol "tutte le volte così con queste merde" (cit). Nel finale Alonso viene tirato giù in area a pochi passi dalla porta, ci sarebbe rigore e rosso ma coi gobbi è normale che si passi sopra quindi all'intervallo è 0-1.
SECONDO TEMPO:
Si riparte e i gobbi ci provano a chiuderla ma Pogba fa tutto bene meno il tiro. Noi non ci stiamo, non siamo demoralizzati ed anche se pungiamo il giusto e l'onesto prima Zarate, entrato per un acciaccato Ilicic, poi Kalinic ci provano a mettere in difficoltà una Juve che sempre di più è ben chiusa e difende una vittoria che la porterebbe a un soffio dallo scudetto. Anche se non riusciamo ad essere fluidi e "belli" come nel girone d'andata facciamo un buon secondo tempo, con una voglia di pareggiare che si percepisce. Dalla voglia di Zarate di crederci e far pressing nasce l'occasione grazie ad un errore di Bonucci, manca poco al termine, Kalinic prende la mira e fa: 1-1. "Vedi a mettere un centravanti" (cit) il commento prima di autosommergerci in un abbraccio unico con tutti quelli più vicini. Non riesco ad arrivare ad abbracciare i "ritornati" Samu e Nanne che sono un paio di file più in basso, che da un angolo gobbo, un minuto dopo, Tata resta inchiodato sulla linea, la palla batte e ribatte, Badengj respinge sulla linea ma Morata insacca. 
"uncicredo" (cit) par di leggere su tutte le bocche. "E' finita, sempre così con loro" il commento effettivo di tutti "E NEANCHE SAPPIAMO" cosa ci attende di lì a poco. Kalinic prova e trova la giocata e va giù dopo un contatto con Cuadrado dubbio ai limiti dell'inesistente tanto che vien da dire "ci darà proprio rigore" (cit) invece....Kalinic ha l'opportunità di regalarci una gioia grande ma tira piano e male e Buffon respinge anche la ribattuta, vista sempre con una mano davanti agli occhi per paura di vedere quel che temevamo. "'A 'sto giro è proprio finita" (cit.) ed invece a stratempo scaduto di nuovo Kalinic, metri zero, traversa di testa. Incredibile. "come sempre con loro" (cit). 1-2 
KOMMENTO:
"Anche ieri la legge del prepartita non ha lasciato scampo" (cit) infatti il prepartita era cominciato presto ed aveva avuto la colonna sonora costante del coro prima sconosciuto e poi cantato a gran voce nel pub (undici minuti continuativi il tempo da battere) ad accompagnare un pomeriggio davvero speciale con la parola d'ordine "sosteniamola" declinata un po' alla pizzaiola, alla boscaiola, alla pep guardiola, alla birraiola, alla fruttaiola, alla carriola, alla salamoia. Era stato un gran bel prepartita anche dentro lo stadio con i soliti dolci buonissimi, con un gran gruppo a dopo versione allargata che ha fatto davvero bella compagnia tutta la stagione e con l'aggiunta anche di due ritorni di spessore. 
Ma soprattutto con la voglia di toglierci una delle ultime soddisfazioni di questa stagione altalenante. Invece, dobbiamo solo ringraziare il calendario altrimenti i quasi festeggiamenti del tricolore sarebbero diventati ufficiali. Abbiamo di nuovo buttato un'occasione, perdendo in maniera "solita" con i gobbi: un pizzico di sculo, un paio di pizzichi di arbitro contro e tanta tanta ingenuità/disattenzione. Non è ammissibile prendere un gol dopo un minuto che hai segnato, non lo è continuare a prendere "un tiro un gol", e non lo è al 90' ed oltre ti capita rigore e palla ad un metro dalla porta avversaria sulla testa del centravanti non puoi fare zero gol in queste due occasioni. La voglia di vincerla e di spendersi da parte dei viola c'è stata, le lacune solite anche. Peccato perchè quella coreografia e quel pre (e durante) partita meritavano una bella e diversa soddisfazione. Adesso restano tre appuntamenti che interessano quasi più gli statistici che i tifosi, resta l'amaro in bocca per l'evoluzione finale di una stagione iniziata in tutt'altra maniera. Anche se al "solito" con l'amaro in bocca contro la #juvemerda...
FORZA VIOLA....sempre....
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...poi tu mi chiedi perchè un seguo più neanche la Viola dopo aver smesso di seguire tutto il calcio. Oh, ce l'hanno fatta...hanno vinto loro..."
LE PAGELLE
Tatarusanu 5
Due tiri due gol e sul secondo murato in porta
Tomovic 5
Sovrastato da Pogba, sul secondo gol in ritardo
Gonzalo 5,5
Perde Mandzukic sul gol iniziale, qualche errore di troppo
Astori 6
Partita precisa e sufficiente
Alonso 6,5
Tra i migliori per grinta e posizione, troverebbe rigore e superiorità numerica
Badelj 5
Salva sulla linea sul gol juventino, poco altro 
Borja Valero 6,5
Solito cuore e tanta tanta corsa, cuce bene tra centrocampo ed attacco
Tello 5,5
Partita opaca con pochi spunti
Ilicic 6
Trova un assist prezioso per Berna ed è poco fermato dai difensori juventini pur non essendo mai troppo pericoloso
Bernardeschi 6,5
Torna a buoni livelli con diverse giocate, un gol regolare e il quasi tap in sul rigore
Kalinic 6-
Trova un gran gol, la giocata per il rigore poi lo sbaglia e prende la traversa da pochi passi
Zarate 6,5
Solita pericolosità sulla trequarti e il recupero giusto che porta all' 1-1
Mati Fernandez 5,5
Titì e titò anche quando non sentiva davvero il bisogno
Roncaglia sv
All. Paulo Sousa 6,5
La squadra c'è ed è messa bene in campo, decidono gli episodi
Il migliore: Bernardeschi* 
*però Ciccio l'abbraccio amorevole con Buffon proprio proprio no....
Il peggiore: Tomovic

sabato 23 aprile 2016

Fu....l'Unità.....

Kiave di lettura n° 180

L'altro giorno, alla mia quotidiana sosta all'edicola per l'acquisto del Fatto c'era davanti a me un signore a cui il mio giornalaio di fiducia ha dato in automatico l'Unità, proprio come fa con me con il FQ. Signore distinto attorno alla sessantina abbondante che ha pagato, ringraziato e salutato "a domani". Più o meno come faccio io tutti i giorni. Non so perchè ma questa scena mi ha fatto venire in mente i racconti di mamma su mio zio che la domenica andava a vendere l'Unità, casa/casa e mi è venuto da chiedermi: "che ne penserebbe lui del livello che ha raggiunto il "suo" giornale?". Chissà se come il signore incrociato l'altro giorno continuerebbe a comprarlo giornalmente oppure...........
E' di questi giorni la presa di posizione del presidente dell'Ordine dei Giornalisti contro il video pubblicato dallo stesso giornale sulla possibile somiglianza di Virginia Raggi (candidata a sindaco di Roma del Movimento Cinque Stelle) con una ragazza di un vecchio video di Forza Italia. "Una vergogna" la definizione del presidente, soprattutto la non rettifica e il non chiedere scusa da parte del direttore dell'Unità che si è appellato ad un fantomatico "giornalismo 2.0" dove evidentemente le notizie sbagliate fanno parte del gioco così come il "TUTTI VOGLIONO VIAGGIARE IN PRIMA" pazienza se "arrotando" verità, correttezza e buon gusto.
Quello però che a me fa più impressione del giornale che fieramente porta in prima pagina "fondato da Antonio Gramsci" è il livello raggiunto o meglio il fondo che ha toccato. Non sono un grande esperto e non seguo con costanza e da vicino le rassegne stampe ma ho ben evidenziate in testa molte perle inanellate dal giornale "unitario" e dai suoi giornalisti. Ricordo ad esempio che dopo la morte di Valeria Solesin, Emergency è stata accusata da una delle sue firme di punta (che tristezza infinita....) di aver strumentalizzato la notizia per farsi propaganda, che la stessa Emergency è un'organizzazione politica antioccidentale, dai finanziatori occulti e mascherata da ospedale ambulante, che quindi deve essere isolata e boicottata visto anche che Gino Strada è un imbroglione perchè utilizza il lavoro dei volontari per costruirsi una posizione politica. La stessa firma di punta (sigh...) che battezza Roberto Saviano come dis-informatore che lancia il sasso nascondendo la mano e soprattutto meritevole (lui da sempre sotto scorta per la lotta alla camorra) dell'appellativo di  "mafiosetto" perchè colpevole di chiedere chiarimenti all'intoccabile Ministro delle Riforme e le sue ombre. Lo stesso letterato che definisce i magistrati barbari contro i quali difendersi con ogni mezzo. Ovviamente il gioco del direttore dell'Unità è più nell'ombra e consiste nel farlo scrivere, parlare e poi dissociarsi ma continuare a tenerlo a libro paga; tecnica nota, trita e ritrita.
Non più tardi di pochi giorni fa, a casa facendo zapping, invece mi sono imbattuto nel vicedirettore dell'Unità. Lo stesso che l'anno scorso attaccò la Bindi colpevole di aver pubblicato, a suo dire, per la prima volta nella storia la lista dei candidati impresentabili che tanto aveva innervosito Matteino. Per poi dover chiedere scusa il giorno dopo, dopo essere stato sbugiardato. L'altro giorno in tv invece disquisiva invece sul fatto che a fare chiarezza sui coinvolgimenti derivanti dalle intercettazioni lucane e da una più generale responsabilità politica, ci penseranno i giudici mentre i giudizi morali lasciano il tempo che trovano. Mi è subito venuto in mente Borsellino con il suo distinguo in cui specifica l'importanza delle responsabilità "morali" al di sopra di quelle giudiziali e che un politico non condannato non è automaticamente un politico onesto e soprattutto moralmente accettabile: "non solo devono essere onesti ma anche devono apparire tali", ma capisco che il paragone o anche solo citare Borsellino per tale vicedirettore è fin troppo azzardato
Della vicenda della falsa notizia sulla Raggi e la "normalità" della sua pubblicazione nel nuovo giornalismo 2.0 stileUnità ho scritto su, ma onestamente non ci vedo niente di nuovo, visto il capovolgimento delle notizie molto frequente su quelle pagine.
Per fare un esempio l'altro ieri veniva totalmente stravolta la questione Napolitano/Travaglio sulle intercettazioni e le implicazioni delle stesse sulla morte del consigliere dello stesso expresidente della Repubblica. Io, premetto, sono di parte (e ne vado fiero) e capisco che il mio giudizio possa essere considerato influenzato da questo, però i fatti sono oggettivi e "il tifo" c'entra ben poco. A muovere rilievi su chi avesse provocato la morte di D'Ambrosio è stato Napolitano accusando le "intercettazioni manipolate" pubblicate dal Fatto di esserne la causa. Travaglio da direttore del giornale "assassino" ha semplicemente riportato i fatti, dicendo che le intercettazioni erano state riportate completamente. Bene, ieri sull'Unità il primo passaggio dell'ex presidente della Repubblica è stato omesso e viene evidenziato che Travaglio si è svegliato una mattina e non sapendo che fare ha accusato Napolitano di aver causato la morte del suo consigliere, il tutto scrivendo un post/articolo tagliando pezzi del  fondo dello stesso Travaglio ed omettendo parti fondamentali dello stesso. Ma soprattutto non citando il contendere ("pubblicazione manipolata") e l'origine dell'accusa (proveniente da Re Giorgio)......che stranamente oggi è l'autore del pezzo (di altro argomento) di prima pagina...
Per non parlare del fatto che un giornale come l'Unità abbia una rubrica ("fattone" ...quale simpatia....) praticamente quotidiana per screditare un altro giornale, affidata alla penna di punta di cui sopra. Figuriamoci, Travaglio è il primo ad essere caustico con i colleghi ed ad usare toni molto "sprezzanti" e per di più non ha bisogno certo di essere difeso nè sicuramente sarà turbato da questo tipo di attenzioni e vezzeggiativi. Ma una rubrica apposita personalizzata contro di lui/il giornale di cui è direttore mi pare oggettivamente roba da amari sorrisi, soprattutto nel giornale "fondato da Gramsci".
Detto questo, ieri l'altro appunto questo vitale pezzo di accusa a Travaglio campeggiava nel sito del giornale tra le prime tre notizie mentre lo scioglimento per mafia del comune di Brescello era in fondo, in fondo....a destra dopo il bagno. Da un lato lo stravolgimento dei fatti in una rubrica...da gossip di scuole medie...dall'altro un fatto di cronaca avvenuto e di tale portata, la scelta mi pare ovvia, no? Primo piano alla penna di punta ed al suo sagace "fattone".
...........in tutti questi casi mi sono immaginato mio zio, appassionato di Unità, Berlinguer e la relativa questione morale, e mi sono chiesto quale sarebbe potuto essere il suo parere su tutte queste parole scritte e dette dal "suo" giornale e soprattutto il suo giudizio dallo stile editoriale di giornale e giornalisti. Beh riflettendoci, penso che chiederebbe, per decenza, di togliere almeno quel "fondato da Antonio Gramsci" dalla prima pagina e di aggiungere un "fu" iniziale alla testata.
O magari in maniera molto più social e quindi "yeah" direttamente cambiare nome in "ciaone", che va tanto  di moda.

giovedì 21 aprile 2016

Nelle condizioni di...


Premesso che penso che l'Italia debba fare tutto ed anche di più per pretendere dall'Egitto tutta la verità sul caso di Giulio Regeni, qualsiasi cosa e con toni fermi e non trattabili. Detto questo, guardando il servizio su Giuseppe Uva di "Le Iene", mi viene da domandarmi provocatoriamente: ma abbiamo davvero le carte in regola per dare lezioni a qualcuno e pretendere verità e giustizia da altri, se come Paese  permettiamo ed accettiamo il caso Uva (purtroppo solo uno dei tanti)? Siamo davvero nella condizione di poterlo fare? 

Scoppiati

34^ Campionato
UDINESE-FIORENTINA = 2-1
GOAL: Zapata, Zarate, Thereau
vedi sintesi - tratto da youtube
PRIMO TEMPO:
Nemmeno il tempo di prendere posto sul divano e "un minuto un tiro un gol, bada oh che inizio" (cit). Dopo la zuccata di Zapata cominciamo ad analizzare la formazione e qualcosina nella formazione sembra non tornare "ma astori? kuba mezzala? senza ilicic?" (cit) e quel che sembra evidente è che rinunciare in un periodo del genere a Borja, Kalinic ed Ilicic tutti insieme pare un azzardo che in questo momento questa squadra non si può permettere. Infatti fatichiamo non poco a trovare i ritmi giusti e riusciamo a far sembrare "Zapata sempre stato veloce..." (cit) tanto da rischiare il rosso per Troppovic in ritardo. Teniamo palla ma senza essere mai pericolosi, fino a quando prima uno sprint di Tello (resterà l'unico) provoca un intervento dubbio su Alonso e subito dopo un bel cross di Tomovic genera colpo di testa e poi tap-in di Zarate: 1-1. Prendiamo un po' di campo come possesso ma quando l'Udinese verticalizza ci mette in difficoltà e prima Badu su regalo di Tata e poi Thereau con una deviazione colpiscono due traverse a Tata battuto, anzi "Tata c'era...proprio lì..." (cit). Sensazione di partita recuperata ma come spingono ci sciogliamo. 
Per il momento finisce il tempo, 1-1.
SECONDO TEMPO:
Si riparte con una crosta di Facundo che genera uno spontaneo "Astori dove cazzo sei?!?!?!" (cit.), un giallo quasi arancione e una punizione pericolosa dal limite tirata per fortuna addosso alla barriera in pieno stile fiorentino. Ma dopo poco un'ennesima palla persa da Berna innesca la ripartenza che porta Widmer a crossare e Thereau a segnare: 2-1. Si pensa a possibili cambi per riprendere la partita "Io metterei Tello, Io metterei Berna....ma Astori?" (cit.) mentre Paulo opta per Kalinic e Borja e poco dopo anche Ilicic; ma è di nuovo il "fulmine mista a scheggia" (cit) Zapata a metterci a rischio. Rischi che l'Udinese non corre se non per un passaggio dello sloveno che potrebbe essere determinante ma viene intercettato. Lo stesso Iliciccio sfiora il palo su punizione e invoca un rigore che non sembra esserci e la reazione viola finisce qui mentre l'Udinese gestisce il tutto senza correre troppi rischi. E mentre su segnalazione biondina concordiamo tutti che "segna per le pagelle, meglio in campo Astori", finisce 2-1.
KOMMENTO:
Non c'è molto da aggiungere al titolo del post. Dopo un primo tempo fortunoso per le due traverse friulane, qualche timidissima speranza c'era ancora, poi le zero occasioni della ripresa fotografano bene la situazione. Siamo scoppiati e certamente non dare certezze a questa squadra con una formazione "stravolta" non ha aiutato; la sensazione però è che davvero questa squadra abbia davvero dato tutto e si sia sgonfiata sul più bello, rischiando (riuscendo?) di buttare via anche quanto di buono (molto) aveva fatto nella prima parte di stagione. "PERSI O NO SIAMO ANCORA IN PIEDI"? Domenica è la prova giusta per rispondere a questa domanda. Sperare che l'Inter continui a fare peggio di noi concedendoci ancora qualche timidissima speranza, tenere a distanza il Milan e la gioia di una serata speciale con la #juvemerda sono a questo punto gli unici obiettivi rimasti. Sembrano roba da poco, ma potrebbe essere "saporiti" se li raggiungessimo tutti, a partire da domenica sera. FORZA VIOLA....sempre....
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins Gestito
"...se continuano dell'altro ti passa anche la voglia di aggioranre il K-Blog..."
LE PAGELLE
Tatarusanu 5
Primi due tiri nello specchio due gol. Errore clamoroso sulla traversa di Badu
Tomovic 5
Buon cross sul gol ma meriterebbe il rosso e sbaglia tantissimo
Gonzalo 5
Serataccia, Zapata lo fa ammattire e non trova mai la giocata da leader
Roncaglia 5
Allineato al livello dei compagni, sbanda e rischia il rosso anche lui
Tello 5
Uno sprint ed un cross in tutta la partita
Vecino 6-
Da' sostanza alla squadra ma poca precisione
Badelj 6-
In affanno in alcuni momenti del match ma uno dei meno opachi
Kuba 4
Incomprensibile il ruolo e che resti in campo per 90' minuti
Alonso 5,5
Ci prova a dare vivacità ma soffre molto Widmer 
Bernardeschi 4,5
Non è serata e lo si capisce dai dribbling mai riusciti
Zarate 6,5
Senza fare grandi cose, ci prova e trova lo spunto del gol ed un altro paio di giocate
Borja Valero 6
Prova a rimetterci in partita
Kalinic 5,5
Qualche spizzata ma lontano anni luce dai tempi d'oro
Ilicic 5,5
E' vivace e ci prova ma il passaggio sbagliato a Zarate pesa; bella punizione
All. Paulo Sousa 5
Stravolgere la squadra non è sembrata una gran mossa così come alcune scelte specifiche (kuba mezz'ala su tutte)
Il migliore: Zarate
Il peggiore: Kuba