domenica 24 luglio 2011

Ipotesi di squadra

Facendo un pò di fantamercato:
Boruc
(Neto)
De Silvestri  Gamberini      Nastasic     Santon
   (Romulo)     (Camporese)  (Kroldrup)  (Pasqual)
Behrami      Arouca          Aquilani       Vargas
(Lazzari)     (Munari)        (Kharja)       (Ljiaic)
Gilardino     Jovetic
   (Floccari)    (Paloschi)
Se tra dieci giorni la "ritrovassi" così io sarei contento e un piccolo granello di ottimismo (in attesa di recuperare l'entusiasmo vero) sarebbe ritrovato. Voi che ne pensate?

sabato 23 luglio 2011

Bye Black Amy

“Morta Amy Winehouse. È la prima volta che risulta prevedibile” con questa frase, Frank Hi NRG, ha commentato la scomparsa improvvisa della cantante inglese. Improvvisa nei tempi ma probabilmente non nei modi, come a dire che " IL DESTINO HA LA SUA PUNTUALITA' " ed anche per la cantante più controversa degli ultimi anni ha dato prova di sè. 27 anni come Cobain, Henrix e Morrison che pieni di un talento unico l'hanno "anticipata" in una morte prematura e dai contorni neri. Certamente controversa ma talentuosa. Molto talentuosa. Pur non rientrando nelle mie preferenze musicali, il suo modo di cantare ed i suoi pezzi non mi sono mai passati inosservati per le sue interpretazioni passionali ma anche in alcuni tratti dolcemente sensuali. Non so se condivido a pieno quanto letto sul Fatto sulla sua scomparsa e sulla domanda "sarebbe stata così speciale se non fosse stata così autodistruttiva?" so invece che condivido l'idea che "spesso l'esistenza di noi umani è diversa da quella che immagina Giovanardi" e la voglia di non ascoltare e commentare le frasi di chi si è già lanciato in un "se l'è cercata" "non si meritava di meglio" o simili. 
Per questo mi piace invece pensare che le siano bastati 27 anni per rimanere nelle emozioni di molti, molto più a lungo della sua breve permanenza tra di noi. 
BIGNAMI: bye Amy....

giovedì 21 luglio 2011

Per non dimenticare Genova

Oltre al quasi ventennale dalla morte di Borsellino, in questi giorni, dieci anni fa, accadevano fatti che ancora oggi sono e restano misteriosi per molti aspetti. Oltre al "quando questa merda intorno sempre merda restera’" che mi pare ovvio e spontaneo farmi  venire alla bocca, molti degli interrogativi che mi pongo su quei giorni sono racchiusi e descritti molto bene segnalo nell'articolo del Fatto Quotidiano relativo proprio a questo decennale. Sto parlando dei fatti avvenuti durante il G8 di Genova. Ricordo così nitido nella mia memoria che sono rimasto molto sorpreso quando ho realizzato che si comincia a parlare di qualcosa accaduto un decennio fa. Ricordo le consultazioni su internet, le radio che trasmettevano le notizie, il caldo nella vecchia sede dove all'epoca facevo l'obiettore, la preoccupazione per persone a cui tenevo particolarmente e sapevo al G8, la rabbia per non essere lì con loro ma lontano km pur se vicino con la testa e con il pensiero (frase che si dice troppo spesso ma che evidentemente aveva una solida base di verità se così a distanza di tempo ricordo come profondamente sincera) e l'incredulità una volta tornato a casa nel vedere le scene in TV. Lo strazio nel vedere quelle violenze. I brividi di puro orrore all'inquadratura di Carlo Giuliani disteso in terra e morto. L'orrore nell' "ammirare" quelle manganellate date a persone inermi o a manifestanti che di violento non avevano niente (persone anziane, donne con mani alzate, giovani dal terrore sul volto rannicchiati in terra). Una vera e propria macelleria sociale, purtroppo solo una piccola premessa dello schifo compiuto alla Diaz nella notte o nella caserma di Bolzaneto. A dieci anni di distanza "Nessun esponente del governo e delle forze di polizia dell’epoca, in questi dieci anni, si è assunto la minima responsabilità per quello che è accaduto. Nessuno ha mai chiesto scusa alle vittime innocenti." come scrive il Fatto Quotidiano e non solo. Ma Polizia e forze politiche (di destra e di sinistra) hanno fatto quadrato intorno alle Forze dell'Ordine ed ai loro esponenti dirigenziali quando inchieste, indagini o sentenze hanno cominciato a squarciare il velo di omertà sulle enormi violazioni dei diritti che in quei giorni si sono accumulate, a questo proposito vi segnalo l'articolo di Micromega che mette un pò le cose in fila a tal proposito.
Ovviamente non tutte le Forze dell'Ordine agirono così. Ma in molti sì. Ed io di loro non voglio "perdere traccia". Di quello che hanno fatto voglio tenere memoria. Per non dimenticare, MAI. In questi giorni, i nervi sono più scoperti. La rabbia corre più veloce sul filo delle considerazioni. Lo schifo è più presente nelle immagini della nostra memoria. L'acido ha stanza quasi costante nel nostro stomaco. In un attimo di "fuga" da tutto questo mi piace rivolgere un pensiero a Carlo Giuliani, a chi è stato bastonato solo perchè manifestava, alle vittime innocenti dell'assalto alla Diaz, a chi continua a cercare la verità di quei giorni, a chi non si vuole arrendere allo schifo di quelle immagini. Un pensiero GRANDE, depurato dalla rabbia per quei momenti di dieci anni fa.
BIGNAMI: certe cose è bene ricordarle costantemente, perchè nessuno voglia farle cadere "in prescrizione"....

mercoledì 20 luglio 2011

Un uomo di Stato

Vola il tempo e lascia la sua scia sempre più leggera quasi a non far pesare il suo incedere. Ma in certi momenti rallenta, si ferma e diventa dannatamente "pesante". Ho cercato in tutta la giornata di ieri le parole giuste per non far passare la giornata dell'anniversario della morte di Borsellino senza un segno. E non ci sono riuscito. Ho riletto quello che ho scritto l'anno scorso ed ho provato lo stesso senso di rabbia ed impotenza di fronte a questa fine così tanto annunciata e così tremendamente oscura diciannove anni dopo via d'Amelio. "OGNI TANTO NON CI PENSI" a quello che ha significato Borsellino ed il suo omicidio, ma quando ci rifletti un attimo non puoi non sbalordirti di fronte alla sua grandezza ed al relativo ed opposto schifo di chi quel giorno ha fatto esplodere via d'Amelio e di chi dietro a quella esplosione si è da sempre nascosto. 
Il senso di difficoltà nel pensare a tutto il coraggio con cui Paolo Borsellino è andato incontro alla codardia della mafia non abbassando mai la testa, è pari solo allo smisurata stima che si può nutrare per un uomo di Stato come lui. Difficoltà che provo oggi invece nel trovare stima vera per tanta gente che non riesce a farsi permeare dello spirito di Borsellino. Ieri come sempre c'è stato il carosello delle presenze e delle dichiarazioni alle celebrazioni dell'anniversario della scomparsa di Paolo. Carosello con le più alte cariche a dichiarare che la politica deve sciogliere ogni dubbio su eventuali legami tra mafia ed istituzioni o referenti e politici. Sarebbe bello, sarebbe il vero modo di onorare la memoria di Borsellino...e non solo. Magari cominciando da oggi. Chissà se già oggi Camera e Senato proteggeranno due loro appartenenti negando l'arresto per i casi Papa e Tedesco oppure concederanno ai giudici di fare il loro lavoro senza "protezioni di Casta". E chissà, ad esempio, se le parole di Napolitano, Fini e Schifani, che così lodevolmente si sono esposti oggi in moniti a favore di ogni risoluzione netta per i casi di sospetta vicinanza tra mafia e politica, fossero anche di autocritica per aver permesso a noti politici di definire "eroe" un mafioso acclarato e "subnormali" i giudici che indagano anche su questi rapporti senza intervenire con la forza, la decisione, il carisma e la fierezza proprie dello sguardo di Paolo Borsellino. nel pronunciare una frase da scolpire in ogni luogo "politico":
"Bisogna trarre le dovute conseguenze tra certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi. Invece ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza: cioé quest'uomo non è mai stato condannato e quindi è un uomo onesto".
Magari ieri è stato un nuovo inizio, sarebbe bello sperarci. Troppo difficile per il momento crederci.
BIGNAMI: ciao Paolo, speriamo che questo Paese si ricordi sempre di provare ad essere degno di te.

lunedì 18 luglio 2011

Lacrime e Brividi

Da dove cominciare? E' un bel problema. Chi mi conosce si aspetta il post che sto per scrivere, e visto che il blog è quasi a "lettura familiare" praticamente tutti i lettori sanno che un post su CampoVolo 2.0 non può mancare. La difficoltà a questo giro è racchiudere tutto in qualcosa che non vada oltre la lunghezza della Divina Commedia e cercare di far passare qualcosa del cocktail di sensazioni ed emozioni di sabato scorso. Ad un evento del genere non potevo mancare, Liga ha chiamato a raccolta e non si poteva dire "ho da fare".
Tornare per il poeta a CampoVolo era un pò come sfidarsi. Inutile negarlo, la volta precedente è passata alla storia per i 180.000 presenti ma il flop per l'acustica fu pesante. Lo dice uno che venera Liga e che era tra i fortunati che comunque sia riuscirono a "sentire" il concerto.
Un flop annacquato dai numeri da record ma comunque sia un flop. A questo giro scenario diverso. Un solo palco rispetto ai quattro dell'altra volta (effettivamente un pò troppo difficili da gestire), numero di biglietti sotto controllo ed organizzazione molto più curata. Ed il risultato onestamente è stato totalmente diverso. Il concerto si è trasformato in evento: dalla "tendopoli", alla struttura allestita per "alleggerire" l'attesa, alla condivisione su internet di scalette ed accessi per la zona fan. E quest'ultima ha sicuramente fatto svoltare il "mio" di evento.
Entrare nella zona appositamente lasciata ai più incalliti seguaci del poeta è stato un colpo, vedere il palco a pochi metri...riuscire a vedere in volto i tecnici degli strumenti mi ha fatto venire i brividi a pensare a cosa sarebbe successo all'attacco di Luciano. Infatti. Brividi e, non lo nego, quasi lacrimuccia al video di presentazione dell'evento e soprattutto all'attacco di "questa è la mia vita" che ha aperto. "LACRIME E BRIVIDI" che hanno accompagnato il concerto in vari punti ed in vari momenti. Come più volte mi sono trovato a guardare il palco, la passerella e gli oltre centodiecimila persone che stavano dietro di noi e dire a Gabry "Non ci credo, ma siamo davvero a Campovolo?" perchè pensare di essere in, più o meno in decima/quindicesima fila è da non credere.
Riuscire a vedere Liga in faccia mentre cammina sulla passerella senza schermi non era pensabile nemmeno ai più ottimisti, riuscire a contare i bottoni della sua camicia poteva sembrare soltanto una battuta.....ed invece così è stato. Ed allora tutto si è amplificato (come per fortuna l'audio che a questo giro sembra non aver fatto brutti scherzi), dalle emozioni alla bocca dello stomaco alla voglia di urlare ogni parola di ogni canzone, dagli abbracci al compagno di viaggio ai salti nel poco spazio vitale. Tre ore non raccontabili, non immaginabili. Strano. Da CampoVolo 1.0 che posso definire il più brutto dei concerti del Liga (zingarata esclusa, che invece resta memorabile) visti a questo che fa pensare l'esatto contrario (anche se è un bella lotta con SanSiro 2002 e con la Flog di tre/quattro anni fa tanto per citare i primi due che mi vengono in mente).
Scaletta che, senza "l'obbligo del nuovo cd" in uscita e con la presenza delle diverse band che lo hanno accompagnato in questi 20 anni, ha spaziato in lungo ed in largo soffermandosi su alcuni pezzi quasi inediti per un concerto: "anime in plexiglass", "figlio di un cane" e la mia "i duri hanno due cuori".
La presenza di una luna piena e luminosa, nella mia traiettoria visiva, proprio a far da "lampione" a Liga e Mauro Pagani durante "piccola stella senza cielo" e "buonanotte all'Italia" ha reso tra il romantico e lo struggente le esecuzioni, così perfettamente realizzate da dire "ok, ho visto tutto" e praticamente impossibile senza lacrime e brividi veri "il giorno di dolore che uno ha" che non è mai stata così "dura" da ascoltare, tanto da riproporre ancora lo stesso effetto ora che ci ripenso.
Questo solo per le perle regalate lungo la passerella che era ancora più vicina a noi del palco, perle concluse con "il peso della valigia" dove addirittura riuscivo a leggere il monitor posizionato ai suoi piedi.
Sul palco hanno poi dato il meglio di sè i soliti pezzi che in una scaletta da concertoLiga non potevano certo mancare: "vivo morto o X", "non è tempo per noi", "balliamo sul mondo", "urlando contro il cielo" solo per citare quelle che mi vengono alla mente immediatamente con "atto di fede" che vince il (mio) premio per la canzone meglio riuscita della serata
E poi tutto il resto: un palco che non finiva mai, schermi giganteschi che raddoppiavano, triplicavano ed oltre le emozioni che la chitarra del Liga riusciva a produrre, band che si alternavano e non notavi differenze di armonia o ritmo. Tanto che credo che la "frase del concerto" sia quella di Gabry, che dopo il nostro entusiasmo e l'ossigeno che marcava riserva su "tra palco e realtà" mi ha urlato: "Prima o poi ne farà anche una brutta, no?".
Il susseguirsi delle canzoni che vorresti non finisse mai e che invece si chiudono in quel "tacabanda" che da canzone ironica riesce a spiegare al meglio tante cose, molto più di un testo impegnato. Passerella ed inchini come da copione ed un personale inchino che faccio oggi io a chi ha allestito questo spettacolo. Tre ore volate via in una sfida con Campovolo che a questo giro Liga vince senza discussione in un evento così clamoroso da averlo ancora qui, ben presente nelle sue lacrime e nei suoi brividi.
BIGNAMI: come detto più volte, con Liga non sono un giudice obiettivo e comunque sia per me "va bene", però riconosco quando quel per me non è solo una passione personale ma oggettiva. CAMPOVOLO 2.0 è stato oggettivamente uno spettacolo. Se ci aggiungo tutto il resto dal viaggio, alla compagnia preconcerto, alla compagnia durante il concerto, al rientro in b&b con il bagno sbagliato, al risveglio per colpa di una bussata, alle emozioni ancora vive nella macchina il giorno dopo posso dire che diventa uno spettacolo difficilmente ripetibile. Un successo per Liga e per chi c'era a goderselo.

mercoledì 13 luglio 2011

C'è cordoglio e cordoglio...

Alla lettura dell' articolo del FQ sul quarantesimo morto italiano in Afghanistan per la cosidetta missione di pace (o "GUERRA GIUSTA" in base ai periodi ed alle circostanze) mi è venuta in mente una personale doppia sequenza di ieri sera. La condivisione totale alle parole della TV che annunciava le giuste parole di cordoglio del Presidente della Repubblica per la morte sul lavoro del nostro militare e una domanda leggendo l'osservatorio mensile della rivista di Emergency intitolato "l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro". Quale domanda? Me lo sono "perso" io, oppure per i 53 morti sul lavoro citati dalla rubrica di "E" per il periodo maggio-giugno non c'è stato nessun messaggio.....ed anche poco cordoglio?

domenica 10 luglio 2011

Cannavaro ritirato? Sempre troppo tardi!!!

Distrattamente leggo: "Oggi dà l'addio al calcio un grande calciatore ma soprattutto un grand uomo". Ed allora mi soffermo a pensare. O chi può essere? Smetto di leggere quasi sfidandomi di trovare chi può essere. Ma quello che trovo "E' SOLO BUIO PESTO". Quindi continuo nell'articolo e leggo che si parla di Fabio Cannavaro. Ecco, il grande uomo. Quello che con la squadra della sua città e del suo cuore in difficoltà ha lasciato Napoli dichiarandosi costretto a farlo per colpa della situazione finanziaria della società nonostante la sua napoletaneità profonda, quello che si filmava mentre si innietava una flebo di nonsisacosa prima di una finale di CoppaUefa, quello che per andare via dall'Inter chiedeva suggerimenti al direttore sportivo della Juventus che sbeffeggiando Facchetti gli diceva di fingersi malato, quello che nel pieno di Calciopoli da capitano della nazionale mandava messaggi di vicinanza a Moggi dicendo certo della sua innocenza, quello che appena la Juve è andata in B da vero capitano.....è andato a Madrid dichiarando "al Madrid non si può dir di no", quello che da Madrid dichiarava "Gomorra dà una cattiva immagine nel mondo di noi napoletani", quello che appena tornata la Juve in A (e col Madrid che non poteva più vederlo nemmeno in foto) è tornato dichiarandosi juventino da sempre, quello che era risultato positivo all'antidoping ma per colpa solo di una puntura di ape (...), quello che si definiva "uomo vero perchè convinto che la vera famiglia fosse SOLO quella tra un uomo ed una donna", quello che di recente è stato sentito dai giudici napoletani perchè in un giro di affari con un accusato di camorra.
Questo il "grande uomo" che si è ritirato dal calcio. Come si può dare del grande uomo ad uno così? Questa la mia domanda. Poi ho visto chi ha rilasciato la dichiarazione: Marcello Lippi ed allora ho sorriso e detto "AH!!!". Ora tutto è chiaro. Sarebbe come se Fede annunciasse il ritiro dal giornalismo di Ferrara con "un grande giornalista ma soprattutto un grande uomo". :-)
BIGNAMI: ma questa gente 'un si vergogna nemmeno un pochino? Mah....

venerdì 8 luglio 2011

Testimone di un GRAN successo

Premessa: sarò maledettamente smielato, strano lo so, ma ogni tanto capita anche a me. Se qualcuno non ci si riconosce (o non mi ci vede in questa veste...) mi spiace ma non posso fare diversamente. : - ) 
Dieci anni e mezzo fa qualcuno mi concedeva un lusso enorme. Quello di chiedermi di mettere una firma che valeva (e vale tutt'ora) davvero molto, una firma pesante e con un significato speciale. Così tanto importante che sembra un paradosso dire che in realtà quella firma veniva messa su qualcosa che in realtà di firme non aveva bisogno. Una firma che "testimoniava" un unione che non aveva bisogno di testimoni. Era (ed è) sufficiente quello che da sempre Pi è per l'Ire e l'Ire è per Pi. Ed è un paradosso pensando alla quantità di persone che quella firma e quella testimonianza l'avrebbero messa (e la metterebbero tutt'oggi) ad occhi chiusi. Curioso che questo paradosso si ripeta anche pensando a come doverli descrivere.
Perchè l'Ire e Pi hanno dalla loro la semplicità e la specialità di essere noti. Nel loro amore, nella loro complicità, nel loro essere coppia. Un legame talmente "forte" da correre il rischio di diventare scontato se non fosse così tanto speciale.
Certo così sembra il racconto della famiglia del Mulino Bianco e non è così perchè la vita ci mette davanti gli ostacoli che gli spot televisivi non prevedono, le incomprensioni che una relazione comunque non fa mai mancare, le difficoltà che tutti dobbiamo sopportare ed affrontare. 
Ed anche per l'Ire e Pi questi lati meno "dolci" ci sono stati e come tutti li hanno dovuti mescolare con la parte più felice del loro matrimonio. Uscendone magari segnati o modificati ma mai cambiati nel senso "peggiore" del termine. Anzi più uniti e più rafforzati. Ed allora ancora ieri dopo dieci anni esatti, ogni volta che l'Ire guardava Pi era come se gli dicesse "PIU' TI GUARDO, PIU' MI MERAVIGLIO" e quando Pi guardava l'Ire era come se dicesse "CHI TI HA DATO TUTTA LA DOLCEZZA TI VOLEVA BENE", per poi incrociare i loro sguardi e dirsi  "NEMMENO UN BACIO CHE SIA STATO MAI SPRECATO NEMMENO UN GESTO COSI' TANTO PER COSI'".   
Per chi c'era ieri dopo dieci anni, la sensazione che il tempo si fosse fermato era tremendamente forte: stesso posto, stessa gioia, stessi sguardi, stesso amore. E per me, lo stesso enorme e smisurato orgoglio per aver messo quella firma il sette luglio di dieci anni fa. 
BIGNAMI: DIECI ANNI SPECIALI: AUGURI SPOSINI !!!

martedì 5 luglio 2011

Consigli per gli acquisti

Vista la super campagna acquisti che per ora (speriamo solo per ora) sta mettendo su il buon Pantaleo da Vernole, mi concedo il lusso di giocarci un po' sù ed allora mi immagino prendere forma il nuovo tridente nel 4-3-3 di Sinisa. Un'ala veloce per i dribbling ed i cross, un centravanti di peso ed una seconda punta col fiuto del gol.
Et voilà il gioco è fatto:
CRISTIAN LLAMA (CATANIA) -  Ala veloce dal sinistro velenoso
TOMAS DANILEVICIUS (LIVORNO) - Centravanti potente per dare  chili e centimetri all'attacco
SALVATORE BRUNO (SASSUOLO) - Punta rapida e scattante buona per l'area di rigore ed il contropiede
Nonostante l'alcool a questo giro non sia colpevole, credo di essere andato un pò "TROPPO IN LA'" con fantasia....ma secondo me qualche soddisfazione potrebbero darcela, a me personalmente sembra già di vederli esultare dopo un gol qualificazione....potenza dell'immaginazione o della "tecnologia"...solo il Capo potrebbe dirlo!!! Magari solo colpa del caldo!!! : - )
BIGNAMI: post che magari può risultare misterioso, ma sicuramente non per tutti....almeno uno sicuramente capisce il messaggio e questo mi basta! E poi sono convinto che tra i lettori del blog qualcun'altro si ricorda di qualche mio post vecchio.....dove Papa Waigo regalava la vittoria....

domenica 3 luglio 2011

NO alla violenza....ma anche NO TAV !!!

Non conosco tutti i pro ed i contro delle posizioni di chi manifesta contro le opere della TAV in Val di Susa e sicuramente sono contro ogni forma di violenza e quindi chi passa o è passato dalla protesta alle vie di fatto non può avere il mio "bravo". Ma in questa vera e propria guerra che si è scatenata in Val di Susa non credo si possa limitare l'analisi alla frase "i manifestanti hanno esagerato e sbagliato" così come altrettanto semplicistico liquidare il tutto dando la colpa al solito Beppe Grillo ed alle sue frasi. "Qui manifestano degli eroi" ha dichiarato il comico/politico genovese che si riferiva al movimento popolare che si è mobilitato contro il progetto dell'alta velocità. Ovviamente è stata interpretata come un'ode ai violenti. 
Dal Pdl al Pd fino al terzo polo del sempre illuminato Casini, il primo a salire alla ribalta per le sue considerazioni. Ok Beppe Grillo è quello violento e gli eroi sono i poliziotti come dice l'illuminato politico i cui pensieri troppo spesso assomigliano al suo cognome. Mi piacerebbe chiedergli cosa ne pensa dei pensionati caricati o dei lacrimogeni non a norma sparati ad altezza uomo sulla folla, ma non perderò tempo. Mi sarebbe piaciuto che il Pd, "SECONDA ATTRAZIONE DEL CIRCO" delle dichiarazioni di condanna da MOLTO lontano, oltre che prendere la distanza dai violenti dicesse qualcosa anche su questa immensa opera che la popolazione, TUTTA, non vuole. "Il partito delle persone che non ci stanno" come Bersani più volte ha definito il Pd (Bersani il politico anche se sembra un testo del Bersani cantante) ha deciso di non ascoltarle le persone che non ci stanno. Tutte le volte che ho provato a capirci di più sul NO-TAV ho letto cifre, motivazioni, sensazioni ed emozioni della popolazione contraria ed un generico "ci avvicina al mondo in maniera più veloce" da parte di chi è favorevole. Sembra limitativo ma è così. Non ho sentito contro-deduzioni sui fatti dalla parte di chi vuole la TAV. Quella stessa che oggi contesta le violenze, non potendosi il dubbio che quello che stanno facendo è violenza "fisica" su paesaggio e sulla popolazione. Quella stessa parte che accusa i manifestanti ma non pone nessun dubbio sulle forzature e sugli eccessi delle forze dell'ordine, che hanno sempre encomi "a prescindere". Ecco, parlare da Firenze è facile lo so, ma vedendo tutto quello che è successo non mi piace fermarmi alla condanna della violenza (che per me è NETTA e valida sempre e comunque, tanto per non creare equivoci) o alla condanna di Grillo che non premette (cosa che avrebbe dovuto fare) la sua contrarietà totale alla violenza. Mi piacerebbe si riflettesse sui motivi della contestazione GLOBALE di un territorio vasto e di certe violenze che a volte arrivano da chi la violenza la dovrebbe evitare. Ecco, se ogni tanto anche il nostro Camomillo Napolitano si ricordasse nei suoi monito(R) standard di citare anche questi argomenti darebbe un segnale che tutte le voci (eccetto quelle violente) sono da ascoltare. Pensiero banale ma che ancora stasera non ho sentito fare.
[Alla faccia dei Casini&Bersani vari, Grillo ha confermato con chiarezza quello che già era chiaro a chi non era in malafede come i suddetti soloni della politica italiana. "Eroi sono i valsusini, i black bloc sono da trovare ed arrestare". Per chi lo segue da un pò di tempo era chiaro il pensiero e che la definizione di eroi fosse per la popolazione manifestante, ma sempre meglio puntualizzare su queste vicende (come scrivevo nel post ieri) altrimenti prendono la palla al balzo per considerarti "violento estremista". Chissà se risolto questo tremendo problema qualcuno pensare di affrontare anche il nodo centrale: la TAV ed il suo impatto sul territorio.] 
BIGNAMI: violenza da condannare sempre e comunque, ma in Val di Susa c'erano a manifestare pensionati, sindaci e famiglie vogliamo parlare ANCHE di loro? GRAZIE!

sabato 2 luglio 2011

Massa estiva

Quando "IN FACCIA HAI IL RIFLESSO DI UN" ricordo legato ad un'immagine o un sorriso di un piccolo viaggio appena passato....creare la cartella "foto" può essere d'aiuto ad assecondare il ricordo...


QUATTRO PASSI CHE VALGONO LA "SALITA"
 
IL NOSTRO PUNTO DI RELAX

UNA CAPATINA AL MARE
 
UN OTTIMO PUNTO DI RISTORO
 
IMMERSI NEL VERDE
 BIGNAMI: Massa Marittima e dintorni....

mercoledì 29 giugno 2011

Crisi da fronteggiare


Le ultime novità "TRASMESSE DAI TELEGIORNALI" parlano di un Ministro deciso a far sentire la sua voce. "E' necessario un provvedimento per aiutare la Campania a superare questa fase di crisi. Crisi che, se non adeguatamente fronteggiata, potrebbe innescare rischi per la salute pubblica". Frasi lodevoli, niente da dire. Sorvoliamo sul fatto che ReSilvio ha annunciato la fine della crisi tre/quattro/cinque/sei.....mila volte ad ogni elezione nazionale/provinciale/regionale. 
Ma lui si sa è così. Gioca, scherza, racconta barzellette. E non si può mica imputare questa giocosità ad un Ministro del suo Governo, magari quello che dovrebbe avere competenza sulla materia. Bah. Allora guardo chi le ha rilasciate queste dichiarazioni e vedo che è proprio il ministro competente a farle. Ma guarda. Proprio la ministra Prestigiacomo, nota quasi esclusivamente per la perfetta imitazione della Cortellesi. Almeno fino alla questione nucleare. Dove ha preso ovviamente la posizione più consona per un ministro dell'Ambiente e cioè.....dalla parte del nucleare (anche dopo il voto del referendum). Ecco. Ora mi chiedo, solo io ho un brivido lungo la schiena a pensare all'adeguato fronteggiamento della situazione critica da parte di un Ministro dell'Ambiente a favore del Nucleare?
BIGNAMI: ma per un paio di mesi, non si può provare a mettere alla guida dei Ministeri gli imitatori invece dei soggetti imitati?

martedì 28 giugno 2011

Striscioni e titoli

All'ennesimo striscione sui Della Valle apparso allo stadio (i fratelli marchigiani nell'ultimo periodo fanno di tutto per meritarseli ma anche gli scrittori di "lenzoli" hanno un pò divertito...) mi sono ripetuto che " QUA PROPRIO NON SE NE PUO' PIU' " ed ho pensato che per rifarmi dovevo cercare qualche altro striscione...più divertente!!! Aiutandomi con google..ne ho visti diversi calcistici notevoli (sulla scia di Militello) e tra quelli di altro genere mi sono imbattuto in quello apparso sui cavalcavia dell'Aurelia sabato scorso per fare tanti auguri alla Ministra Carfagna che stava per sposarsi e che trovate qui come immagine. Niente di particolare rispetto agli altri ma la cosa che invece mi ha fatto davvero sorridere notevolmente è stato un articolo legato a quello che riportava lo striscione. Non voglio togliervi il gusto della sorpresa e vi linko l'articolo di qualche tempo fa. Visto? E pensare che si autodefinisce come "primo quotidiano online" non come blog satirico\comico! Io voglio conoscere il titolista!!! Un mito!!! Un "bocchino amaro per la Carfagna", un fenomeno! Sicuramente ha un posto garantito...Vernacoliere, Zelig, ecc. faranno carte false per assumerlo...
BIGNAMI: primo caldo....bisogno di una risata fresca...

domenica 26 giugno 2011

Un bel sorriso vigatese

ANDREA CAMILLERI - "Il sorriso di Angelica" - Sellerio
Dopo una puntata che mi aveva lasciato soddisfatto ma non in maniera particolare ("Caccia al tesoro") ho ritrovato in questa puntata l'entusiasmo dei primi Montalbano. Forse per il periodo di pausa che mi ero preso dalle sue storie o forse per una storia particolarmente intricata e che solo alla fine si dipana in una trama magari semplice ma avvincente, comunque sia il libro mi "ha preso". Come spesso accade mi sono ritrovato ad entrare nel libro poco a poco per poi "accellerare" il ritmo una volta che la storia mi ha preso continuando a leggere capitoli su capitoli alla fine per poter "DI COLPO ANDARE INSIEME" verso la conclusione. Le solite "camurriate" con Livia, le solite divertentissime "pirdonanze" di Catarella, il consueto sesso debole che provoca "firriate" di testa tanto da fargi tornare in mente la declamazione dell'Orlando Furioso. La capacità di dipingere la bellezza di Angelica provoca quasi una "firriata" di testa nel solo leggere che quasi viene giustificato Montalbano per le sue debolezze nei confronti della bellezza della musa isipiratrice dell'Ariosto. "Sinni era 'nnamurato completamenti perso a prima vista e pirdiva bona parti delle nottati immaginannosi di fari con lei cosi accusì vastase che non avrebbi mai avuto il coraggio di confidari manco all'amico cchiù stritto" , la storia si annoda intorno alla figura di Angelica ed intorno al suo ascendente sul commissario, che ovviamente supererà il debole per la bellezza reale tanto simile alla bellezza letteraria per compiere il corretto percorso dell'indagine e per.....no, questo non ve lo dico....vi lascio alla "penna" di Camilleri...
BIGNAMI: ritorno agli alti livelli di Montalbano che per un attimo si erano abbassati e mi aveva fatto temere l'assuefazione...pericolo fortunatamente scampato...

mercoledì 22 giugno 2011

Anche io sono Natale

Se "SUL MONDO SAI SI SCIVOLA" per il viscidume che circola in giro, a volte ci sono delle eccezioni che valgono da sole "il prezzo del biglietto". Della storia di Renato Natale avevo già scritto pochi giorni fa, vi aggiorno dicendovi che lunedì si è svolta la manifestazione a sostegno dell'ex sindaco di Casal di Principe, presidente della Pubblica Assistenza dello stesso paese. Alle minacce della camorra, in molti hanno risposto schierandosi dalla sua parte durante un incontro proprio con Renato Natale e un centinaio di persone hanno voluto far sentire la propria voce perchè stanchi di abbassare lo sguardo dinanzi al linguaggio della violenza e del sopruso”. 
Non è brevissimo ma le parole di Renato riempiono il cuore e danno quella giusta carica di cui si ha sempre bisogno. "Ciascuno di voi non sta qui per me, sta qui per se stesso" beh mi piace ricambiare questa sua splendida frase con un "Anche io sono Natale". Orgoglioso di esserlo.
BIGNAMI: certe persone facendo solo il loro "normale" dovere danno il segnale di qualcosa di tremendamente speciale, Renato Natale è uno di queste....

lunedì 20 giugno 2011

La favola di Vasco

Un concerto “improvvisato” a San Siro non capita tutti i giorni. Partenza decisa in ventiquattr’ore e mi ritrovo sulla giapponese grigia del “boccia” a ripassare le ultime fatiche del vasco nazionale tra gli aggiornamenti del BuraViola.com che ci apre alla speranza di veder “mr persciò” (cit. Nardo) fare il nostro stesso tragitto, lui però con l’obiettivo di restarci a Milano.
“Ma come? Te a vedere Vasco?” questa l’espressione sorpresa comune a tutti quelli che hanno saputo della mia trasferta. Eppure non ci vedo tutta questa meraviglia nonostante “IL MIO PENSIERO” sull’indiscussa leadership del mio Poeta come cantautore italiano. Certo la rivalità tra fans è nota ed evidente ed anche sottolineata dal buon Vasco durante il concerto (“noi non siamo tipi da Bar Mario”) però onestamente non capisco il non possibile abbinamento dei due. Sarebbe molto più strano l’abbinamento Vasco (o Liga) con Gigi d’Alessio o Ramazzotti, no?
Comunque sia l’occasione era da non perdere. Per la compagnia, per il luogo, per la possibilità di non far saltare la terza voce cantante al trio fiorentino in quel di San Siro ma anche per poter dire “vuoi mettere con Liga?!?”. L’organizzazione BuraTour si è rivelata affidabile, precisa e scrupolosa nel metterci a nostro agio con albergo nell’immediata periferia (più vicini a Bergamo che alla madunina), la definirei la Milano bene, che il portiere c’ha descritto benissimo con la frase di ben arrivate “la macchina la potete anche parcheggiare qui fuori, magari non ci lasciate niente dentro”. L’organizzazione prevedeva un comodo posto al secondo anello (spacciato per primo anello e paventato per terzo) un po’ defilato rispetto al palco dovuto all’ingresso ritardato causa albergo/metro/ri-metro e soprattutto birra/ribirra/riribirra/ririribirra……
Il perfetto tour operator ci ha portato nello stadio con perfetto tempismo, arrivando dal lato giusto di san siro con perfetto intuito da bussola (“mi ricordo anche per liga si arrivò di qui….o no…il paninaro unn’è quello lì?” “Enry quello vende le maglie…”) facendoci scansare quasi del tutto la pioggia e districandosi alla grande tra le mie trappole allargate anche a chi chiedeva informazioni “questo va a rho fiera?” “sì sì” peccato ci sia toccato scendere anche a noi,  e quelle più pericolose del Boccia “no no non è questa la direzione non c’è scritto mica rofiera” o anche “sicuri che si debba scendere lì ? perché lui ha detto all’otto” non capendo bene se voleva farci scendere dalla metro dopo un paio d’ore o solo sbagliare il numero di fermata. In pieno stile “vacanza avventurosa” il rientro a metro chiusa e con un paio di chilometri a piedi nella parte “tranquilla” di cui sopra e la nottata con agenti atmosferici non propriamente regolati (“tutta la notte che c’è questo spiffero ma che c’è la finestra aperta?!?” peccato che ci fosse gli split del condizionatore aperti e la luce dello stesso accesa….ah ‘sto cazzo di condizionatore…).
Superata quindi con eleganza e soddisfazione la parte organizzativa  ha lasciato il passo al concerto. Premettendo che resta il parere su Vasco del pre-partenza (gran cantante ma non il mio preferito) e che i vari pistolotti/sermoni sono stati un po’ troppi (numericamente) e di troppo (non si capiva granchè) direi che è stato davvero un bel concerto. Quasi tutte le canzoni del nuovo album che conoscevo non moltissimo ma soprattutto grandi pezzi del passato: canzone, ogni volta, rewind, guarda dove vai, non l’hai mica capito, sally. Beh su queste il concerto ha giustificato il prezzo del biglietto. Atmosfere magiche che i grandi pezzi di Vasco riescono a portare e diffondere in giro in un mix di rock ma anche contorni dolci e tondi. Poi l’apoteosi con “un senso” che restando comunque LA canzone di Vasco per me ha amplificato tutte le birre bevute (mi sembrava di averla già vista quella scena) fino quasi a farle diventare pelle d’oca. 70.000 persone che hanno riempito SanSiro con le loro tre generazioni diverse e con il loro diverso significato di Vasco, lo sballo, il ballo, la lacrimuccia innamorata, il ricordo lontano, l’attimo vicino; un percorso in cui sono stati trasportati dal loro poeta…passione che riconosco essere ben indirizzata…pur restando fedele al mio di Poeta….quindi Gabry tranquillo il mio conto alla rovescia per CampoVolo è sempre attivo e marca MENO 25…tieniti pronto…..
BIGNAMI: bel concerto, vasco resta un grande e la compagnia di viaggio ha reso questo concerto “improvvisato” davvero notevole……

giovedì 16 giugno 2011

L'Italia migliore

“Non chiedo scusa perché è stato un agguato”. Queste le dichiarazioni  del Piccolo uomo sullo scontro avuto coi precari l’altro giorno. E mi è venuto in mente Nanni Moretti con “le parole sono importanti” e Gianrico Carofiglio con la sua “manomissione delle parole”. Agguato. Mi sono venuti in mente gli agguati veri a persone che combattono le varie mafie ed ho abbinato l’immagine al suddetto ministro e mi sono venuti i brividi. Lunghi ed intensi per lo schifo naturale che emana il pensiero che questi ci stanno “fottendo” anche le parole ed il loro significato. E quando capita mi viene solo da far silenzio e cercare con questo di scacciare i brutti pensieri e le brutte immagini, così “ALZO IL VOLUME DI QUESTO SILENZIO CHE FA STARE BENE” e cerco di attaccarmi a qualcosa di solido. E mi viene in mente Renato Natale e la sua vicenda. Ex sindaco di Casal di Principe che non ha mai abbassato la testa di fronte ai milioni di avvertimenti ricevuti (dal letame scaricato davanti a casa alle minacce vere e proprie) e che dopo l’impegno da sindaco ha deciso di rimanere sul territorio tornando a fare il medico ed occupandosi di immigrati e fondando un’associazione di volontariato intitolata ad un rifugiato ucciso in un’estate di violenza e repressione camorristica, associazione che orgogliosamente rivendico come appartenente all’ANPAS. Il suo impegno è continuato fino ad oggi quando è tornato ad occuparsi di politica, come al suo solito a testa alta e puntualmente sono arrivate le nuove minacce. Noi non siamo ancora morti, fatti gli affari tuoi e non fare esposti tu e l’ex assessore Antonio Corvino altrimenti ti ammazziamo. Ricordati che hai moglie e figli”. Una storia che mette i brividi certamente per le minacce (queste sì purtroppo tragicamente vere ed altrettanto purtroppo drammaticamente anche “plausibili” ) di persone che non si arrendono a fare della violenza, del sopruso e dell’illegalità il loro orribile marchio di fabbrica ma anche che da la forza di un’Italia diversa, migliore, che resiste e che tiene la testa sempre alta. L’Italia (anche) di Renato Natale e di quelli che lunedì prossimo hanno deciso di dimostrargli la loro vicinanza ed il loro affetto. Dalla parte dell’Italia migliore.
BIGNAMI: avere certi riferimenti aiuta a non perdersi in strade sbagliate e non smarrire la voglia di tenere dritta testa e schiena….

mercoledì 15 giugno 2011

L'italia peggiore

Rabbia. Forte, quasi da mettere a rischio il monitor che ho davanti a me. Motivo l’arroganza. La strafottenza. La sensazione di essere grandi quando invece si è solo microbi (cit. dell’omino romano dei disegni per la metafora scientifica). La piccineria del cosiddetto onorevole Brunetta è davvero imbarazzante (e per questo non servivano conferme) e viene clamorosamente evidenziata da quanto successo al convegno sulla Giornata Nazionale dell’innovazione tenuto a Roma. Due donne, al solo presentarsi come “precarie del Ministero del Lavoro” non solo non sono state fatte parlare dal sig. Brunetta ma sono state anche etichettate come “siete l’Italia peggiore” mentre sempre il valoroso Ministro, ridendo in maniera mefistofelica, se la dava a (piccolissime) gambe.
L’ITALIA PEGGIORE. Quella dei precari per colpa di governanti che non hanno saputo dare risposte in termini di provvedimenti, azioni, politiche nel settore lavoro che con la crisi economica si è afflosciato sulle spalle dei meno tutelati: i precari ed i disoccupati. L’italia peggiore detto dall’Italia migliore, questo intendeva il suddetto mentre strappava lo striscione dei manifestanti. La paura di essere smentito nei fatti alle sue parole vuoto di successo, come già gli era accaduto durante l’ultima puntata di AnnoZero. La paura che gli ha fatto pensare “SALVIAMOCI LA PELLE” dando per scontato che, come sono soliti operare i colleghi del suo Governo (leggi LaRissa), non ci si possa confrontarsi sui fatti ma passare solo alle vie di fatto…dalle mani/piedi alzati di LaRissa alla fuga con insulto di Brunetta. L'italia peggiore dichiarato probabilmente guardandosi allo specchio. Prendendo spunto dal blog di Peter Gomez: Piccoli uomini. E non per i cm che Madre Natura ha concesso ma per la non capacità di essere Grandi o perlomeno adulti.
BIGNAMI: dopo le due sconfitte non abbassiamo la guardia, questi sono sempre al loro posto più forti, arroganti e insultanti che mai, forse prossimi alla fine ma anche per questo più pericolosi….

lunedì 13 giugno 2011

Credo si possa dire GATTO.....

Pare "CHE LE SCELTE CHE STAVA FACENDO" il Re e la sua pletora fossero talmente in linea con i desideri e le idee del popolo che anche il quorum di questo turno referendario sembra dire a ReSilvio, "bravo Silvio a raccontà le barzellette però ora ANCHE basta!!!".
Con diversi elementi a "favore" pare che il Re non sia riuscito a spuntarla nemmeno a questo giro, dato che alle varie carte messe sul tavolo dal sovrano di Arcore gli italiani hanno risposto netto e chiaro.
Infatti alle "Provocazioni Delle Libertà":
- scegliere per il referendum una domenica di metà Giugno dove la gente da sempre preferisce il mare alle urne
- imporre una campagna referendaria praticamente "carbonara" visto che i mezzi d'informazione principali hanno fatto da "gnorri" sempre
- spacchettare il turno referendario per dargli meno peso da quello elettorale recente incidendo con circa 300 milioni di euro sulle casse dello Stato
- i vari tentativi con leggi/leggine/ricorsi/ricorsini di annullare i quesiti
- gli inviti a non andare a votare ma senza sbilanciarsi lasciando una "libera scelta" solo sulla carta
- sceneggiate ridicole di definire inutili i referendum perchè il Governo da sempre segue già per sua natura il volere dei cittadini
gli italiani hanno risposto con 55 pernacchie belle rumorose (dato medio in costante aggiornamento) ....
BIGNAMI: visto che l'ultima volta "ha portato buono", con tutti gli scongiuri del caso, metto online il post per dipingere con i diversi commenti "questo arcobaleno dato dai colori delle quattro schede referendarie" (cit. l'omino romano dei disegni )...

domenica 12 giugno 2011

Non diciamo.....gatto...

40,9% con ancora la mezza giornata di domani. Diciamo che è molto meglio di quello che temevo e peggio di quello che potevo sognare. Il sogno-utopia era non aver bisogno della mezza giornata di domani che invece serve, eccome! Quindi, chi ancora non l'ha fatto che non faccia cazzate e domani vada per prima cosa a fare il suo diritto/dovere. Bisogna però riconoscere che per essere giugno avanzato, dopo un ballottaggio per molte città che ha portato molti italiani a votare una domenica sì ed una no per un mese e mezzo e con tutti i tentativi di oscurare questi referendum da parte del Governo e di tutti i media direi che siamo davvero ad un passo dall'impresa. Già. Un passo. E mi vengono in mente "LE PAROLE" del Trap "Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco". Quindi rimandiamo i commenti, sollecitiamo chi ancora non è andato a votare a non farci rimanere ad un passo dal successo....dita incrociate e GRAN TIFO.....

giovedì 9 giugno 2011

Quattro SI'

.... Il referendum tradotto per noi comuni mortali:
- Vuoi che un ladro vada in galera anche se è il Presidente del Consiglio? (SI)
- Vuoi che l'unico posto dove stipare una barra di uranio impoverito sia il culo di chi vuole il nucleare? (SI)
- Vuoi continuare a farti il bidet senza dover usare il Telepass? (SI)
- Vuoi innaffiare le tue piante senza usare Uliveto e Rocchetta? (SI) ....
Questo "stato" di Facebook mi ha spinto a scrivere che E' IMPORTANTISSIMO che domenica e lunedì sia raggiunto il quorum di 25.332.487 votanti ed invito tutti a non restarsene "NEL MONDO DEI PIU' FURBI" ma ad andare a votare (possibilmente già domenica mattina per innescare l'effetto traino) e votare quattro volte SI; un SI perchè l'acqua è un bene comune, un SI perchè l'acqua non può essere nè di proprietà nè di gestione privata, un SI perchè il nucleare non è la modernità ma la pericolosità unita al pensiero retrogrado ed un SI perchè la legge non può che essere uguale per tutti (con buona pace del nostro Re). E' fondamentale arrivare a quel famoso 51% per far sentire bella chiara la nostra voce a chi ha boicottato questo referendum mettendolo a metà giugno, ricorrendo a leggi improprie e poi alla Cassazione per non farlo fare e per togliergli il significato e l'interesse e lasciando libertà di scelta ai propri elettori dopo essere stati i promotori delle legge in questione.
Per concludere mi affido ad un grande "filosofo" toscano che chiosa perfettamente l'importanza di andare a votare così:
" Qui si tratta di decidere del nostro futuro e non vorrei che un cretino, imbecille, testa di cazzo, che quella domenica preferisce andare al mare a pagare 15Euro un ombrellone, debba decidere anche per me. Sia chiaro che chi non va a votare domenica c'ha la mamma buhaiola " (Fabio Chiari)
BIGNAMI: mi raccomando a tutti......domenica SI - SI - SI - SI......e poi ognuno libero di andare al mare o dove preferisce....

mercoledì 8 giugno 2011

Il piacere del racconto

ROBERTO SAVIANO - "Vieni via con me" - Feltrinelli
La capacità unica che trovo tremendamente invidiabile in Roberto Saviano è la semplicità con cui racconta, descrive, illustra situazioni, eventi e personaggi che di semplice niente hanno. La trasmissione da cui è tratto il libro, è stata un appuntamento fisso per me che l'ho trovata unica e credo anche un pò irripetibile. Certo, con "TUTTI I PREGI E I DIFETTI" di quattro puntate da tre ore l'una l'ho trovata (dico cose banali lo so) irripetibilmente nuova per la voglia di "far passare" qualcosa. Di aiutare a capire senza urlare, di condividere senza denigrare, di raccontare storie nel senso di trasmettere cultura e non di dire "cose così per dire". Leggere il libro è in parte ritrovare quei momenti, quegli accessi al sapere che Saviano apre ogni volta che racconta. Le storie sono note ma il fascino del racconto scritto e la possibilità di ampliarle rispetto al monologo rendono avvincenti le otto storie raccontate. Dalla storia di Falcone alle vicende incrociate degli studenti dell'Aquila, dal dramma dei rifiuti a Napoli ai racconti di Calamandrei sulla Costituzione. Le storie si rileggono d'un fiato pur non avendo la capacità di comunicare del racconto video di Saviano. Ma leggere aiuta ad imprimere nella memoria e nella coscienza. Ed allora ben venga rileggere due, dieci, cento volte le parole su Falcone ("sapeva che si può essere felici solo se possono esserlo anche gli altri") le parole di Giordano Bruno che Saviano lega a Welby ed Eluana ("per quel che mi riguarda ho fatto il possibile, non aver temuto la morte, non aver ceduto con fermo viso a nessun simile, aver preferito una morte animosa a un'imbelle vita") o le parole dedicate ai napoletani (sul problema dei rifiuti) ma più in generale a tutti noi ("a forza di considerare tutto "cos'e niente" rischiamo di ventare "cos'e niente" anche noi").
Solo tre degli innumerevoli "orecchi" fatti al mio libro per segnalare le pagine da "ricordare"...
BIGNAMI: Un libro da leggere e da conservare per poter anche rileggere tra un pò con due chicche ad impreziosire l'inizio del libro e la sua conclusione: le dieci cose per cui vale la pena vivere (che credo prima o poi riprenderò in qualche modo anche in questo blog) e la poesia di Borges (i giusti) che mette la giusta ciliegina su una buonissima torta...

domenica 5 giugno 2011

Famiglie

Ieri era stata una lettera al presidente della Repubblica, oggi un vero e proprio sermone. Come poteva mancare la lezioncina del  tedesco pastore (non voglio offendere nessuno quindi inverto le parole....o i cani si arrabbiano sul serio) che non perde occasione per rivendicare il ruolo di colui che "SCEGLIE LA TUA VERITA'"? In partenza per la Croazia (di solito le cartoline a casa si mandavano appena arrivati nel luogo di villeggiatura, ora evidentemente "usa" in maniera diversa e si scrive mentre si parte...) il buon Benedetto ha visto bene di mandare una bella letterina al Presidente della Repubblica in cui si chiede interventi per sostenere la famiglia ed invoca "doni di luce e sapienza" sulla nazione italiana affinchè sostenga la famiglia stessa. 
Ora, aldilà del fatto che mi fa ridere che uno invochi luce e sapienza su qualcuno solo per ottenere qualcosa per sè (mi pareva che lo spirito alla base della Chiesa dovesse essere altro), mi chiedo ma con che diritto lo chiede? Un capo di stato che detta ad un altro capo di un altro Stato (visto che fino a prova contraria,  la nostra costituzione parla di paese laico) le politiche da attuare,  che s'è mai visto? Perchè 'un parte per primo lui, magari prendendo una posizione chiara netta ed a reti unificate sui colpevoli di aver rovinato intere famiglie per atti di pedofilia e che si proteggono dietro paramenti da prete oppure facendo luce sui tesori nascosti dallo IOR oppure investendo i fondi del 5 per mille in politiche familiari (quello legittimamente destinato dai cittadini e quello che comunque gli arriva in base a calcoli di spartizione e favori tra Stato e Chiesa) e non destinandoli per l'80% al sostenimento della struttura ed alle esigenze del culto (vedi la trasmissione di Report di qualche mese fa)? Ovviamente non mi aspettavo una risposta di Napolitano: "fatti i ca**i tuoi" ma almeno una risposta secondo me era dovuta. Non arrivando quella, in compenso oggi il buon Ratzi ha fatto il bis, condannando le coppie di fatto ed etichettandole come "persone che non si impegnano a costruire legami duraturi e come persone non aperte alla vita", definendo la famiglia incentrata sul matrimonio come unica ed insostituibile e continuando con altre amenità simili intervallate da spot per l'importanza dei principi cristiani (per chi ha fegato e vuol leggerle tutte, potete andare qui). Anche in questo caso mi pare anche inutile commentare. Gli spot vanno tutti bene, se non offendono gli altri e se non si basano su considerazioni FALSE. Se uno vuol fare campagna elettorale di "fedeli" per me è liberissimo, basterebbe non finisse su tutti i telegiornali (rai uno ha aperto su questo il tg delle tredici e trenta come se fossero la notizia del giorno questi "brillantissimi" ragionamenti del signor Ratzinger) e basterebbe che per farlo non etichettasse come poco aperto alla vita, non impegnato, guidato da pulsioni istintive chi non la pensa come lui, io ne ho un po' le palle piene di essere chiamato così in diretta mondiale a reti unificate dal signor Ratzinger e sentire che la sua "opinione" è "oro colato" . Ovviamente anche su questo tacciono le voci che dovrebbero farsi sentire, ma per fortuna almeno il Comitato Roma Europride, Circolo Mario Mieli, Arcigay, Agedo, Mit, Famiglie Arcobaleno si  sono fatte sentire con un comunicato stampa che ricorda al signor Ratzinger cosa sono davvero le coppie di fatto e cosa davvero è il mondo, chiudendo in un modo ineccepibile che uso anche io per chiudere il mio post:
"...l'Italia attende con urgenza di sentire su questi temi la voce dello Stato 
piuttosto che le falsità del pontefice..."
BIGNAMI: una vecchia frase di un mio amico era più o meno "occhè posso prendere lezioni di sesso da chi (in teoria) unnò fa nemmeno?!?!"....ecco sostituendo la parola sesso con la parola famiglia si ha il bignami perfetto per questo post...