venerdì 3 maggio 2013

Cuffie e musica

Kiave di lettura n° 29

Più che una Kiave di lettura è una Kiave di scrittura questa settimana. Con gli auricolari nelle orecchie l'altro giorno mi è venuto in mente di aver scritto un pò di tempo fa qualcosa che è tornato ai miei occhi quando ho sentito quell'attacco del Poeta così noto.
Buona lettura....
.....
“PRENDE QUOTA IL RITMO DELLA NOTTE” chissà com’è, ma questo pezzo, così ignoto ai più, mi porta sempre a tamburellare le dita ed a vedermi un Liga scatenato nei suoi primissimi concerti, quando le canzoni nel suo repertorio erano poche e quando capitava di vedere i suoi concerti anche alla Festa dell’Unità
Mentre le “anime in plexiglass” continuano a farmi compagnia in cuffia salgono sul treno due ragazzi, ad occhi sui sedici anni forse qualcosa in meno magari qualcosa in più, che si tengono la mano e si vanno a mettere esattamente dall'altro lato del corridoio nella poltrona di fronte alla mia. Dopo poco però si accorgono che la signora che occupava il posto alle mie spalle si alza e se ne va ed allora prendono il suo posto per restare “nascosti” ai miei occhi e non solo dato che essendo l’ultimo scompartimento non avranno verosimilmente compagni di viaggio vicini.
"Siamo più tranquilli qui" mi sembra di sentir dire a lui mentre la musica stacca tra un brano e l’latro del LigaUn po’ sorrido per la dolcezza di quei ragazzi e poi mi perdo nei miei pensieri, nel motivo per cui sono su quel treno e sul fatto che all'arrivo ancora manda un po’. Il bello della compilation da “playlist” è che non ricordandoti l’ordine di “troppi pezzi” non puoi anticipare l’attacco del pezzo successivo e resti col dubbio di cosa ci sarà dopo quando un pezzo finisce. Il soggetto è noto ma le possibili soluzioni talmente tante che un po’ di suspance è d’obbligo.
E mentre con un salto triplo il Liga è passato dalle “anime” prima maniera ad un “centro del mondo” ben più recente i due ragazzi dietro di me continuano a parlottare fitto fitto, perlomeno così mi sembra.
E’ strano, il rock del Liga invade le orecchie, ma quel gesto che ha fatto lui prima mi è rimasto così impresso che sembra quasi che le orecchie cerchino con ogni mezzo di carpire qualcosa dei loro discorsi.
Quel prenderle la mano così dolce e quel “siamo più tranquilli qui” così pieno di protezione verso di lei mi hanno, chissà perché, colpito.
Sorrido della mia banalità e della mia curiosità sui loro discorsi ed alzo il volume per togliermi ogni residua curiosità e per non percepire nemmeno un brusio oltre l’assolo di Luciano.
Chiudo gli occhi come per assecondare il ritmo e lascio andare i pensieri. Tutto scompare e mi rilasso completamente per qualche istante fino a quando non mi sento toccare la gamba, apro gli occhi e d’istinto tolgo gli auricolari.
"Biglietti prego" mi dice con poco garbo il controllore.
Recupero un po’ di lucidità, cerco e trovo il biglietto e glielo consegno.
"Grazie" risponde meccanicamente lui dopo averlo forato.
Mi schiarisco le idee dopo aver recuperato il biglietto e guardandomi intorno vedo che son rimasto solo nello scompartimento, devono essersi spostati gli altri che erano poco avanti a me, magari un bagno o magari ho dormito per una fermata. Per fortuna devo scendere a fine corsa quindi non c’è pericolo.
"Eccoli" sento fare dietro di me
E penso che i ragazzi sono ancora al loro posto mentre il solito grazie accompagna il controllore verso l’uscita.
"Ti dicevo che se mia mamma sapesse che sono qui con te succederebbe l’inferno" sento dire a lei mentre ho solo un auricolare all’orecchio.
"Lo immagino, effettivamente siamo un po’ pazzi" sento rispondere lui in maniera dolce ma con un accenno di sorriso.
Rimetto anche l’altro auricolare ma volutamente abbasso il volume, ormai sono incuriosito.
"Quando fai così mi fai …" non riesco a capire cosa gli dice perché la sua voce si fa più bassa.
Silenzio carico di significato e poi sempre lei che gli dice:
"Dai, fermo che c’è gente"
"Ma che ci devo fare se sono perso quando mi guardi così?"
.....
Il racconto continua per poi concludersi con una testa scossa ed una calligrafia sul foglio bianco.....vi ho incuriosito abbastanza? Chissà magari completo il racconto in una prossima kiave di lettura sempre se questa vi è piaciuta....

venerdì 26 aprile 2013

Ora e sempre Resistenza

Kiave di lettura n° 28

Difficile trovare qualcosa da dire su una giornata così importante, fondamentale e piena di significato come il 25 aprile. Una sorta di "GIORNO DEI GIORNI" della nostra repubblica, fondamentale per la sua nascita e per il suo mantenimento in vita. 
Pur condividendo per molti aspetti il post di Beppe Grillo di oggi, non riesco a condividerlo totalmente. 
Sono miei come suoi i pensieri ed il disgusto per la situazione politica attuale, per il prossimo futuro governo possibile, per il perdurare di venti anni di politica orribile e per l'elezione di un presidente della repubblica tra l'osceno e l'inguardabile
Posso anche capire lo spirito con cui scrive "se i partigiani tornassero tra noi si metterebbero a piangere" ma non riesco a condividere la parte in cui invita a non parlarne o non celebrare questa data
A differenza di buona parte dell'opinione pubblica (che ovviamente ha preso la palla al balzo) non ci vedo filofascismi o tentativi di non inimicarsi una parte del suo elettorale con lo sguardo a destra, ma solo l'ennesima esasperazione sbagliata del suo stile molto discutibile in generale non accettabile quando non definisce con nettezza la distanza da ogni tipo di fascismo o di richiamo ad esso. In questo caso, non credo ci sia una mancanza di rispetto verso la giornata della Liberazione ma solo un uso della stessa come paragone con la situazione attuale per screditare quest'ultima ancora di più. E se da una parte la cosa regge, dall'altra non riesco a seguirla.
Perchè la Resistenza è "ora e sempre", perchè la Resistenza è trasmissione di storie, di pensieri, di lacrime, di lotte per riconquistare quella libertà che adesso sembra troppe volte scontata o appurata ma che è passata e passa obbligatoriamente dal ricordo di una Liberazione che si rese necessaria contro la tragedia fascista.
Non credo faremmo un giusto omaggio ai resistenti, ai partigiani ed ai finalmente liberati se per disprezzo della situazione attuale ce ne stessimo in silenzio ad omaggiarli. Dobbiamo far passare il loro messaggio, ricordare, comunicare e se necessario anche urlare quanto quello di cui ci beiamo tutti oggi: la libertà.
Credo che nei racconti degli iscritti all'ANPI, nei documenti rimasti di quel tempo, nelle storie di nonni, conoscenti o genitori ci sia la voglia di non perdere mai quel seme così vitale buttato in quel 25 aprile di tanti anni fa. Un seme da raccontare ogni giorno, ogni anno, ogni 25 aprile, perchè restare in silenzio, anche un solo anno, potrebbe risultare un giorno molto pericoloso.

mercoledì 24 aprile 2013

Una bussola


Non c'è chiarezza politica in questi giorni (ok in questi venti anni mi correggo) ma per fortuna ci sono i giornali a chiarirci le idee. Grazie Repubblica per illuminarci la strada:

domenica 21 aprile 2013

Pazzia viola

Con un "gruppo a dopo - sez. focaccia" stavolta presente in quel della focacceria al gran completo, in orario e con la presenza del capitano a dare lustro al gruppo, l'arricchimento degli arrivi direttamente in curva nonchè il ritorno anche del Nanne, a cui ho interrotto con soddisfazione la più bella foto dell'anno con una telefonata quanto mai opportuna, ed il ritorno del fan numero uno dei nostri posti (Samu) sembrava davvero non mancasse niente a questa domenica che sembrava proporsi con un mix tra la prima di estate e l'ultima ventosa di questa pazza primavera. 
In realtà la partita con il Torino si presentava pericolosa perchè era la classica partita abbordabile casalinga che viene dopo una grande impresa in trasferta e quindi a rischio deconcentrazione. Il gemellaggio con l'unica squadra di Torino vera aumentava il timore di un pareggio amichevole che spesso ha fatto da contorno ai rapporti di buona stima tra le due tifoseria. Dopo la perla della domenica di Enry ("ma Napolitano dopo i saggi che farà anche i saggi di danza?") che sintetizzava al meglio un sabato da incubo politicamente parlando, la partita cominciava ed in mezz'ora la Viola smentiva le paure con una prestazione maiuscola che in trenta minuti ci portava su un comodo tre a zero e con l'impressione netta della goleada. Gillet veniva etichettato come "la metta pure dentro" (cit. Enry) o come "quello buono a parare solo le rasoiate" (cit. Andrea) e così sembrava si andasse verso il miglior modo per festeggiare il ritorno allo stadio del riborda tanto che mi son sentito in dovere di chiedergli "se t'annoi si cambia partita eh" e così come se fossi tra "QUELLI CHE SANNO SPIEGARTI" le cose in anticipo le cose sono cambiate davvero.
Con il gol del 3-1 del toro a fine primo tempo che ha portato la squadra granata a crederci e noi ad entrare in campo praticamente cotti. Il 3-3 da incubo si è trasformato in realtà ed a quel punto sembrava più forte la paura di subire il gol del 3-4 che la speranza di ribaltare nuovamente il match. Ma RomulEnry di bahia (ballae) ha trovato la zampata vincente dopo esattamente tre secondi che Andre aveva sentenziato "anche montella ma icchè l'ha messo a fare". E' esploso il Franchi ed il gruppo a dopo si è ribaltato sui seggiolini della Fiesole mai così contento di dar barta e trovarsi in terra sui gradoni.
Vittoria fondamentale con primo tempo straordinario e secondo da incubo, ma tre punti super pesanti.
Avanti Viola fino alla fine così, con gioco e con orgoglio ce la possiamo fare davvero.
33^ giornata
FIORENTINA - TORINO = 4-3
GOAL: Cuadrado, Aquilani, Ljiaic, Barreto, Santana, Cerci, Romulo
Viviano 5,5
Colpevole sul gol di Santana (forse anche sul terzo), miracoloso su Bianchi. Poco convincente nelle uscite.
Tomovic 5
Soffre terribilmente Santana, partita no.
Rodriguez 5,5
Continua il suo periodo no, poco sicuro e la difesa ne risente.
Compper 6
Meno brillante rispetto alle ultime partite ma sufficiente.
Savic 6+
Il migliore della difesa, nella ripresa in calo ma ha contro il giocatore più pericoloso (Cerci).
Aquilani 6,5
Uno dei migliori nel primo tempo per lucidità e grinta, in calo nella ripresa.
Pizarro 6+
Partita molto buona nel primo tempo, in calo nella ripresa. Compie però diverse giocate di alta classe.
Borja Valero 5,5
Spiace maledettamente dargli l'insufficienza ma è in giornata no.
Cuadrado 7,5
Il migliore. Gol spettacoloso e sempre uomo in più.
Larrondo 5
Chi l'ha visto?
Ljiaic 6,5
Gran gol e buon primo tempo. Cala nella ripresa drasticamente tanto da essere sostituito.
Fernandez 6+
Largo a sinistra è praticamente nullo. Meglio se nel vivo del gioco, costruisce l'azione del 4-3
Romulo 7
L'uomo decisivo che non ti aspetti, bel gol e tremendamente pesante
El Hamdaoui sv
All. Montella 6,5
Sembra aver sbagliato la gestione della ripresa dopo un primo tempo fantastico, la squadra reagisce sempre e non sembra mai "doma", particolare molto importante per questo finale di campionato.

venerdì 19 aprile 2013

Non mi mancherà

Kiave di lettura n° 27

Tra un monito e l'altro, i suoi sette anni sono passati e Giorgino ha fatto le valigie. Del sostituto e delle menti eccelse che hanno condotto/stanno conducendo le trattative per l'indicazione di rose e candidati alla sua sostituzione ne scriverò magari un'altra volta, anche perchè al momento il nome del successore ancora non c'è. Questa Kiave di lettura quindi voglio dedicarla interamente a Giorgio Napolitano ed al suo settennato. 
Da molte parti ho letto che più o meno formalmente è stato richiesto all'ex presidente della repubblica la disponibilità a candidarsi nuovamente. E questo secondo me denota il livello della nostra politica in maniera forse meno evidente di altri scandali o altre "porcate" ma dovrebbe essere illuminante.
A chi frequenta questo blog (sfortunati!!!) sarà certamente chiaro qual'è il mio parere sugli ultimi sette anni del Quirinale e quindi di Giorgino, e non posso certo cambiare opinione proprio adesso, anche perchè altrimenti dovrei cancellare molti post dal colore verdeacido a lui dedicati.
In Italia la rincorsa al (ri)basso e poi l'ingegno per cominciare a scavare una volta toccato il fondo è un pò un marchio di fabbrica del tricolore, ma questo non può autorizzare ad essere più leggeri nelle analisi. "Ringrazia che c'è Napolitano, ci fosse stato un altro Presidente della Repubblica amico di Berlusconi avresti pianto" spesso mi è stato detto. Non ci sto. Semplicemente no, perchè credo che questo sia il modo migliore per abituarci al peggio e considerarlo buono solo perchè non tragico
E' stato un presidente della repubblica che per molti ha fatto a pieno il suo dovere perchè ha fatto sentire spesso la sua voce per moniti (...) e per gli stessi "molti" ha rappresentato il porto sicuro e l'ancora a cui aggrapparsi; per me è stato una completa e totale delusione. 
E questo sarebbe un presidente da confermare? Per me resterà il presidente di mille errori e di tanti e troppi orrori. Quali? A memoria ed "a braccio" quelli che mi ricordo come indelebili:
--> le azioni internazionali di guerra autorizzate e fatte passare come missioni di pace in barba all'articolo 11 della Costituzione
--> le leggi ad personam per salvare Berlusconi palesemente incostituzionali firmate senza colpo ferire
--> le leggi sulle intercettazioni firmate senza moniti o altro e poi dichiarate incostituzionali 
--> il continuo richiamo a larghe intese che hanno portato a continui inciuci ed a derive di spartizioni
--> la completa e totale afonia da presidente del CSM rispetto agli insulti e le contumelie lanciate dagli esponenti del PDL contro i giudici e la magistratura (da tumore a mafiosi i giudici sono stati definiti in tutte le maniere dal Re e dai suoi scagnozzi e mai una dichiarazione ferma di condanna....)
--> la legittimazione delle offese suddette invocando un abbassamento dei toni generale, sia dei politici che dei giudici, facendo quindi passare per "sullo stesso piano" politici ingiuriosi e magistrati ingiuriati
--> la considerazione "Berlusconi deve aver garantito la possibilità di rappresentare chi l'ha votato" senza aggiungere "ma la legge è uguale per tutti" è una mancanza intollerabile che sembra portare in primo piano e come priorità quella del rispetto del voto anche a dispetto dei procedimenti giudiziali 
--> ricevere al Quirinale, legittimandoli quindi, parlamentari appena eletti che il giorno prima hanno occupato un tribunale della repubblica per salvare il proprio capo
--> la sempre ferma e legittima difesa delle Forze Armate in quanto comandante delle stesse (cosa però mai fatto per il ruolo di capo del CSM) ma la totale assenza di critica ugualmente ferma nei casi di abusi da parte delle stesse (Aldrovandi, Cucchi, Uva, Sandri, ecc. ecc.)
--> la deriva presidenziale inflitta al nostro ordinamento
--> i moniti anti M5S riservati in pieno conflitto con il ruolo "superpartes" invece sempre garantito a ReSilvio
--> la scelta e l'imposizione di Monti a senatore a vita per fargli gestire con pieni poteri un anno di traghettamento DICE utile a livello economico ma comunque almeno tragico dal punto di vista politico e sociale
--> la bombola di ossigeno sempre pronta per l'agonizzante Re (sorretta amabilmente anche dal Partito Debole) nei momenti peggiori: un mese di tempo per votare la sfiducia Fini, un anno di tempo dopo la caduta, il bollino di garanzia sul tentativo di svicolare dai processi
--> le posizioni anti verità prese per la trattativa Stato-mafia e per alcuni processi scomodi (ad esempio le inchieste di De Magistris)
--> la clamorosa presa di posizione e gestione del caso intercettazioni con Mancino, che in un paese mediamente informato avrebbe portato ad una richiesta di stato di accusa dello stesso presidente della repubblica 
--> la novità agghiacciante della creazione dei "dieci saggi" solo per far decantare la rabbia post-fallimento del giro di consultazioni ultimo
--> l'inserimento in questi dieci saggi di persone improbabili ed improponibili e la totale esclusione del genere femminile
--> le concessioni di grazia, non per processi lontani nel tempo e per persone ormai pentite o alla fine della loro pena e/o vita, ma per un giornalista come Sallusti (commutazione di pena) e per un colonnello USA condannato nel rapimento Abu Omar
Visto che poteva andare peggio ed esserci uno scagnozzo del Re, cosa dovevo fare rispetto a questo curriculum? Chiudere gli occhi? Avrei dovuto dire "COSA VUOI CHE SIA" di fronte a questi scempi?
In Italia, come detto anche prima, si rincorre sempre il peggio e molte volte si supera; probabilmente quindi mi ritroverò al suo posto anche qualcuno peggio di Napolitano che farà cose anche più colpevoli di queste; ci sta, in questo Paese ancora di più visto che è possibile tutto.
Quello che escludo è che Napolitano mi potrà mancare. Una delle poche cose belle di questo periodo politico è infatti proprio la fine del suo mandato. Se ne arriverà uno peggiore, dirò che ha ADDIRITTURA fatto peggio di lui, ma certamente non me lo farà rimpiangere.
Buona fine mandato Giorgio, a me come presidente certo non mancherai.

giovedì 18 aprile 2013

ancora diciotto

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....ci provo a far finta che sia un 2 marzo o un 7 ottobre qualsiasi ma è innegabile che non è così. Quella data è "SEMPRE LI' LI' NEL MEZZO" a farsi notare evidenziando una giornata che di comune non può avere granchè. Quella dove il Poeta sembra aver una sola versione del suo repertorio e sembra conoscere solo l'uso di poche parole, dove Passarella svetta di testa e ci fa vincere contro i gobbi, dove i tuoi "sforzi letterari" ti si ripresentano davanti agli occhi con frequenza inaudita ma soprattutto quella dove appare indelebile e dai contorni netti quasi reali un uomo coi baffi.
E' anche quella che cerchi di camuffare con un atteggiamento da tutti i giorni, acido al punto giusto ma che presenta sempre un velo di opacità. Ma nonostante gli sforzi il pensiero corre....va ai ricordi come in mille altri momenti, ma quelli di oggi non possono avere lo stesso sorriso finale della piacevolezza di una foto in un album o di un volto in memoria. Oggi qualcosa punta verso il lato malinconico del ricordo, verso il significato nascosto dietro e dentro quel diciotto che sembra apparirti ovunque. Il lato più "pratico" e reale che ti presenta il conto, che provi a scacciare ma che non puoi far sparire se continui a leggere quello che hai scritto e gli abbracci commentati che ti sono arrivati. Un pensiero che parte luminoso come quel sorriso coi baffi ma che tende a diventare più grigio perchè quella data quel sole non può portarlo dentro di sè, anzi ne mette all'ordine del giorno un altro aspetto. Un lato un pò più triste in cui crogiolarsi un pò, solo un pò, come quando dovresti alzarti dal letto che è già tardi ma proprio non ti va e continui a far suonare la sveglia. Un grigio che provi a dipingere pensando ad altro e facendo cose diverse avendo la fortuna di poter contare su molte spalle a cui appoggiarsi e che ti aiutano tanto (ma TANTO) a mettere la testa altrove ed a sorridere non più in maniera impostata ma in maniera spontaneaIl grigio sai che si ripresenta, specie negli spazi vuoti e in questa giornata sembra farlo in maniera costante, col suo conto che segna 27 e 18 ed allora un pò forse è giusto davvero abbandonarsi all'idea ed al velo di malinconia. Solo un attimo, prometto....poi arriverà il 19 portandoselo via, basta aspettare il suo arrivo....
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Marini?


Da ieri sera, pensando al nome di Marini candidato alla presidenza della repubblica, ritengo il commento più appropriato quello da rintracciare in uno striscione della Curva Fiesole di circa 25 anni fa:
"Giorgi? Sì.....ma Eleonora" basta sostituire Giorgi con Marini ed Eleonora con Valeria o per rimanere nel mondo calcistico Giampiero.

mercoledì 17 aprile 2013

Ciao Angelo

Non posso dire certo che ti conoscevo bene, ma ti conoscevo e la cosa mi piaceva. Il primo punto di riferimento "dèRoma" da quando lavoro qui (perchè non è proprio possibile usare la parola laziale con te), rimasto tale nel corso degli anni. Tante cose fatte insieme, molte di più quelle che hai fatto te nel tuo percorso, tutte commosse ieri nel riempire il luogo per il tuo saluto.
La tua bella famiglia, la tua disponibilità, il tuo esserci senza "sconti", il tuo essere sempre sorridente. "NEL GIORNO DI DOLORE", quando è arrivata la notizia, intorno c'era un bel prato di margherite illuminate da uno dei primi soli di una primavera pigra.
Semplice come quelle margherite, colorato come i colori della primavera illuminata dal sole. Semplicemente così.
Ciao Angelo, scritto in giallorosso solo per te

venerdì 12 aprile 2013

45505

Kiave di lettura n° 26

La Kiave di lettura di questa settimana è la più facile e la più importante che abbia scritto. E' maledettamente facile perchè sostenere Emergency è la cosa più semplice e spontanea per me, un'organizzazione che da tempo seguo e sostengo, un'associazione di cui ammiro coerenza, professionalità e serietà. Spesso brancolando nel buio del silenzio colpevole di quasi tutto il resto del mondo disinteressato ai temi portati avanti. Da sempre l'associazione di Gino Strada ha urlato forte il suo "VOGLIO IL NOME DI CHI HA MENTITO ED HA PARLATO DI UNA GUERRA GIUSTA" cercando di tutelare l'articolo 11 della Costituzione che ripudia la guerra dalle interpretazioni deliranti del dettato costituzionale di chi si nasconde dietro la scusa della "missione di pace". L'impegno di Emergency si è sempre concretizzato in paesi colpiti dalla guerra e dalle durissime ed inumane conseguenze successive. Un enorme impegno meritorio portato avanti per un ventennio e realizzato con la serietà e la professionalità racchiuse nello sguardo del suo fondatore. Citando Bobo Rondelli "ci sono i buffoni di corte come me, i buffoni in generale e poi ci sono le persone meritorie. Poi, molto oltre, c'è Gino Strada". Ecco, si parla tanto di cambiare le cose, darsi da fare per migliorare questo e quello: quest'uomo ha fatto, non ha parlato. A testa alta, con la schiena dritta, guardando negli occhi il mondo. Adesso la nuova sfida. L'impegno nei paesi colpiti dalla guerra non basta più. L'articolo della Costituzione da difendere non può essere più solo l'articolo 11. Così in un Paese come il nostro che continua a parlare di riforme elettorali, porcellum, bicamerali, spread ed inciuci vari, serve l'impegno di Emergency per garantire assistenza a chi le cure sanitarie non può permettersele e/o il sistema sanitario nazionale straziato dalle ruberie non riesce a garantire. La nuova sfida di Gino Strada e di Emergency è quello di "tutelare la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti", quello di tutelare di nuovo la Costituzione italiana, adesso l'articolo 32.
che vi invito a leggere e poi a sostenere mandando un sms al 45505 per donare due euro (fino al 28 aprile) a chi davvero si impegna per rispettare e garantire la Costituzione italiana e riesce ad essere un motivo d'orgolio. In fondo sono solo due caffè in meno ed un sms in pù, pensateci bene. 
45505, mi raccomando.

Ps. per sostenere Emergency trovate tutti i riferimenti sul sito www.emergency.it e potete destinare il vostro 5 per mille indicando il codice fiscale 971 471 101 55 nella vostra dichiarazione dei redditi (vedi qui).

domenica 7 aprile 2013

Orgoglioso di questo orgoglio

Che poteva essere una domenica strana doveva già dircelo l'orario che, nonostante non fosse un inedito,  resta un mistero per chi è attaccato alle tradizioni del pomeriggio domenicale. La concomitanza con la maratona fiorentina e il conseguente blocco dell'unico "fiorentino dì centro" del gruppo a dopo era un elemento in più, ma la trafila conseguente del buon RomulEnry ha confermato magistralmente che qualcosa di strano c'era nell'aria. 
Al "mi hanno bloccato" di prima mattina ha fatto seguito l'arrivo un pò in ritardo in focacceria e non basta, l'arrivo è stato seguito dalla relativa espressione di chi ha scoperto all'improvviso di chi l'ha fatta grossa. "Son arrivato....ma e vo via ci si vede dopo" al nostro "?!?!?" corale la risposta è stata "e....via...e mi son scordato l'abbonamento bisogna che vada...ci si becca dentro". Ovviamente a quel punto il rientro in zona offlimits era impossibile e lì il nostro brasiliano di San Niccolò ha giocato con il suo estro regalandoci la sorpresa di utilizzare la bici per tornare allo stadio. Quando uno è un fenomeno....si vede dai particolari! Voto 8,5 non dieci solo perchè ormai la scusa "mi son scordato della maratona che passa sotto casa" la gioca tutti gli anni.... :-)
Sommato a questo si aggiungeva un Andre clamorosamente lento nel mangiare e nel traccheggiare con birre, caffè ed amari ("Andre che è bona 'sta bigbabol?" "sì, al gusto porchetta") tanto che solo grazie a San Gomes versione blackblock siamo riusciti ad avere i posti garantiti anche a questo giro. 4,5 ad Andre come le ore che gli son servite per finire un boccone e 7 al Gomes come i posti che ci ha tenuto. 
Sul match aleggiava lo spettro arbitrale già prima della partita, tanto che per bruciarla a tutti mi son giocato subito il "con 'sto vento Tagliavento l'è proprio il suo" e la conferma del timore è arrivata da un primo tempo  e metà secondo a senso unico con gestione cartellini, punizioni dal limite ed episodio di Tomovic.
Una Viola meno brillante dei suoi standard ha visto girare malissimo un primo tempo soprattutto ed esclusivamente per due episodi, un gravissimo errore del Pek che troppo "FORSE UN PO' SI DIVERTE  SUL GIRO" palla e permette al 18fenomenodacampnou la beffa dell'ex e l'episodio chiave con l'espulsione di Tomovic che, ingenuo nel controllo sbagliato, non era minimamente da espellere. Una Viola quindi già non troppo lucida si è trovata in crisi e in evidente difficoltà si è ritrovata anche a dover far fronte al doppio infortunio Savic/JoJo. Quando quindi nella ripresa su assist del solito 18fenomenodacampnou anche Flamini ci dava un'altra coltellata, oggettivamente sembrava finita. Due cambi fatti, sotto di due gol al ventesimo della ripresa con uomo in meno e con Tagliavento in giornata di grazia era dura pensare ad una rimonta. Andre andava a finire la bigbabol a casa ed io ero molto tentato di seguirlo tanta era la rabbia. Poi qualcosa mi ha trattenuto e la Viola è riuscita nell'impresa. Con una formazione a quel punto rabberciata, con cuore ed attributi ha continuato a crederci guadagnandosi due rigori (primo generoso, secondo chiaro) e trasformandoli con un Ljiaic davvero sorprendente e con un Pek che ha un pò alzato il suo voto prendendosi questa gran responsabilità. Tagliavento ha continuato ad arbitrare a senso unico per falli e cartellini ma ci ha dato una grande mano non fischiando un rigore per fallo di mano di Roncaglia e sorvolando su un'ancata di Pasqual.
Alla fine "s'è raccattaho daì sudicio" un punto di nulla, forse la Champions è andata ed forse anche per l'Europa League sarà dura, ma questa squadra ha cuore e palle, se torna a togliere il velo di opaco sul gioco ce la giochiamo fino a maggio. FORZA VIOLA, orgoglioso dell'orgoglio di questa squadra.
31^ Campionato
FIORENTINA - MILAN = 2-2
GOAL: Montolivo, Flamini, Ljiaic (R), Pizarro (R)
Viviano 7
Tiene a galla la squadra con due grande parate e da uomo-squadra chiede l'aiuto ai tifosi e li zittisce per alcuni cori beceri.
Roncaglia 6+
Meglio dell'ultimo periodo ma rischia grosso perdendo El Sharaawy pericolosamente e rischiando il rigore nel finale
Tomovic 6
Non stava giocando male fino al controllo sbagliato ed all'espulsione ancora più sbagliata.
Savic 6
Aveva cominciato bene nella mezz'ora iniziale
Pasqual 6-
Buona diagonale nel primo tempo, corre molto ma rischia il rigore su Abate e perde Flamini sul gol.
Aquilani 5,5
Lontano dai giorni migliori, partita di sacrificio ma opaca.
Pizarro 5+
Gravissimo l'errore sul gol, poi gioca male da condizionato per l'errore. Il + per il rigore trasformato.
Borja Valero 6,5
La vera anima di questa squadra. Lotta sempre e comunque e trova alcune grandi aperture.
Cuadrado 6,5
Provoca il secondo rigore e si fa in 4 nella ripresa.
Jovetic 5,5
Rischia per giocare una quarantina di minuti opachi.
Ljiaic 7
Il migliore. Primo tempo un pò grigio, ma secondo tutto di lotta e bei colpi. Guadagna e segna il rigore che riapre la gara.
Compper 6,5
Una sorpresa. Positivo il suo ingresso a freddo.
Romulo 6
Fa il compitino, niente di più.
Migliaccio sv
ALL. Montella 6,5
Una squadra che rimonta due gol con un uomo in meno merita 8 come il suo allenatore, ma non capisco il rischio di JoJo dal primo minuto, il suo cambio con Romulo ed il cambio finale tra Ljiaic e Migliaccio.

venerdì 5 aprile 2013

Dopo "non ti muovere", ancora un successo

Kiave di lettura n° 25

Affrontare libri dal numero di pagine imponente richiede alcuni fattori per non venire sopraffatti: un pò di tempo a disposizione per non allungare troppo i tempi di lettura, una "penna" molto capace di tenere sempre vivo l'argomento, una storia coinvolgente e magari anche un argomento del libro non troppo pesante. In questo caso non tutti gli elementi erano presenti visto che ho interrotto la lettura in un paio di circostanze per un paio di libri/riviste più leggeri e di attualità e visto che l'argomento di fondo del libro non è proprio tra quelli più leggeri.
Nonostante questo........
MARGARET MAZZANTINI - "Venuto al mondo" - Mondadori
Il confronto con la scrittura della Mazzantini non è mai scontato, riesce a scavarti dentro e non puoi rimanere neutro al suo racconto. La sua scrittura ricca di parole e di descrizioni quasi fotografiche non ti permette una lettura veloce o leggera ma ti tiene ben dentro la storia con ogni pagina che diventa una dopo l'altra fondamentale per la storia. La storia è un "PIATTO PIENO DI VITA" dai sapori agrodolci; si mescolano le storie di un amore che travalicano differenze e confini, la voglia e la continua ricerca per una nuova vita, l'orrore e lo strazio della guerra e le difficoltà interiori che accompagnano pensieri non sempre assecondabili.
La storia si svolge tra l'attuale ed il ritorno alle radici della vicenda, tra un viaggio a Sarajevo ed il ricordo della stessa città jugoslava all'epoca della guerra. Una storia in cui si intrecciano i volti buoni  "una di quelle persone benefiche che incontri per caso e ti viene voglia di abbracciare, perchè ti sorridono dal fondo della loro esperienza umana e di colpo ti risarciscono dell'altra metà del mondo" ed i sentimenti impauriti della guerra "la granata cadde così vicina che sembrò entrarmi nella pancia, squassarmi. Sparavano sulla Bascarsija. Per un pò restammo morte a guardarci. Il piccolo viso di Velida rattrappito in una fissità ebete, come un volto già defunto" ai quali si aggiungono i dubbi interiori e le paure di una vita tanto ricercata "galleggio nel mondo senza ottimismo, con gli occhi pieni di domande. Quel bambino perso è lontano da me, scacciato in fretta, però forse è lì, su quella ruga" e un amore dai colori ed i risvolti forti "ci diamo la mano sotto al tavolo. Sono mani che scottano, vibrano. Di nuovo le nostre mani insieme. Lui è sorpreso di ritrovarmi così arresa. Forse non mi crede. Suda e beve."
Il libro scorre tra la storia attuale ed il salto indietro ma non perde mai il suo percorso, grazie alla capacità della Mazzantini di tenere perfettamente il "filo" anche tra tante vicende e mille nomi. Non è stato facile completare la lettura soprattutto per la mole, oltre 500 pagine ma soprattutto per la densità della sua scrittura, ma il libro è maledettamente bello. Coinvolge totalmente, ti tiene aggrappato alle vicende di Gemma, Gojko, Diego e Pietro quasi come in un giallo o in un noir ma ha la scrittura di un romanzo bello ed intenso. Il grigio della guerra e della paura si mescola col rosso ed il giallo acceso di una bella storia d'amore o di un bene intenso come quello di una madre per il proprio figlio. Come in "non ti muovere" la banalità non è un termine conosciuto all'autrice e la particolarità della storia mescolata con la non banale ambientazione fanno di "venuto al mondo" un libro particolare, speciale per tanti aspetti. Superati i momenti in cui il libro si fa un pò difficile e la non leggerezza di alcuni argomenti rischia di rallentare la lettura, la storia è di quelle che restano dentro ed occupano un posto importante tra i libri letti.
BIGNAMI: dopo "Non ti muovere" la Mazzantini riesce nell'intento di piazzare di nuovo un colpo da maestra. "Venuto al mondo" è un libro molto impegnativo, da non iniziare in momenti di poca voglia/tempo da dedicare alla lettura, ma da non perdere tra le letture da fare "prima o poi", di quelli che alla fine dell'ultima riga ti fa dire "sono contento di averlo letto fino alla fine". 

martedì 2 aprile 2013

Meglio niente


E così dopo 35 giorni di niente, arrivarono i "saggi di nomina presidenziale" Violante e Quagliariello.
Proprio vero che molte volte è meglio niente.

sabato 30 marzo 2013

In attesa della Viola vera

Doveva essere un sabato di festa con 90 minuti di Montenegro come quello che a Natale ci mandò in ferie volando e allargando i nostri sogni. La boccia ed i bicchierini erano presenti, il collega di sabato alcolico era pronto al mio fianco ma avevamo dimenticato la cosa più importante: la squadra
La bella squadra degli ultimi appuntamenti infatti era colpevolmente assente, come il pubblico allo stadio. E così quando "PRENDE QUOTA IL RITMO" della gara la Viola si scioglie e subisce le accelerazioni cagliaritane che nel primo tempo dominano la partita. Primo gol semiviziato da un fuorigioco di partenza ma alibi troppo debole per un tempo che ci vede soffrire il possesso palla e non saper sfruttare il nostro. Jojo esce infortunato ed è la seconda mazzata dopo il gol che preannuncia la terza, il raddoppio sardo.
Nella ripresa qualcosa sembra migliorare ma la squadra si vede che non c'è, centrocampo totalmente assente, difesa sempre in difficoltà ed attacco poco pungente, il solo Cuadrado regala qualche speranza oltre che il gol del 2-1 che ci fa sperare un pò e che nell'assedio finale potrebbe in un paio di circostanze regalarci il pari. Nel complesso però giochiamo una brutta gara che ci fa molto probabilmente accantonare i sogni di un'Europa di lusso, e nel modo peggiore cioè non mettendo in campo la vera Fiorentina. Praticamente tutti sotto tono ed un gioco che troppo spesso non ha avuto accelerazioni o azioni pericolosi. Domenica prossima  arriva il Milan in una specie di minispareggio anticipato, domenica prossima deve tornare la vera Fiorentina per regalarci almeno un (altro) grande match contro una grande, poi vedremo.
Campionato 30^ giornata
CAGLIARI - FIORENTINA = 2-1
GOAL: Pinilla, Pinilla (R), Cuadrado
Viviano 6,5
Ci tiene in partita nel secondo tempo quando compie due buoni interventi negando il possibile 3-1.
Roncaglia 5
Ritorno non positivo, sbaglia sul primo gol ed in generale conferma la pericolosa involuzione.
Rodriguez 5
Non è periodo evidentemente, rischia anche il doppio giallo e soffre sugli attaccanti sardi.
Savic 5,5
Il difensore meno negativo ma comunque non sufficiente.
Pasqual 5
Forse meriterebbe qualcosa in più ma il gol che si mangia è clamoroso ed i tanti cross sbagliati anche.
Migliaccio 5,5
L'unico pericoloso nel primo tempo, fa il compitino e poco più.
Pizarro 5
Sbaglia praticamente tutto, non è in giornata.
Aquilani 5
Fuori partita totalmente.
Cuadrado 6,5
Il migliore, ci prova sempre anche quando sembra insistere troppo col possesso palla. Gol che fa sperare.
Jovetic 5,5
Cerca di creare qualcosa e mette due buoni palloni, poco altro prima dell'infortunio
Ljiaic 4,5
Sbaglia tutti i palloni che tocca e tira una volta sola in porta con un tiro innocuo, sostituito per disperazione.
Larrondo 5
Fino al 93' praticamente nullo fino a quando di testa potrebbe regalarci una gioia smanacciata da Agazzi.
Toni 5
Secondo tempo grigio come il primo di Ljiaic, con solo una zampata pericolosa su un cross.
Fernandez 6+
Entra con il piglio giusto e ci prova, sparacchia alle stelle un'occasione ma è positivo il suo impatto nel match. Il + solo per Matte.
All. Montella 5
La squadra non c'è ed affrontare una squadra di corsa come il Cagliari con una difesa poco protetta e con due centrali lenti non sembra il massimo così come la scelta di Larrondo sembra sbagliata. La squadra non c'era oggi a Cagliari.

venerdì 29 marzo 2013

Per Patrizia

Kiave di lettura n° 24

Troppo spesso ci dimentichiamo della bellezza femminile che ci circonda, troppo spesso permettiamo che venga in qualche modo oscurata o peggio. Oggi voglio puntare il mio sguardo su una di queste bellezze femminili, una bella donna che riesce ad illuminare questo povero Paese. La forza, il coraggio e la capacità intellettiva di essere un esempio. Lo spessore morale da prendere ad esempio e da insegnare a chi nella vita deve affrontare una difficoltà piccola o una immensa come quella a lei accaduta. Parlo di Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi di cui purtroppo ho già scritto e dico purtroppo ovviamente per il motivo della sua notorietà. Suo figlio è stato barbaramente ucciso da quattro (supposti)agenti di polizia che lo hanno strappato alla sua vita a suon di calci, botte e manganellate. Questa meravigliosa donna è stata messa di fronte ad "IL GIORNO DI DOLORE" più grande che si possa immaginare per un essere umano, quello di dover riconoscere la salma del proprio figlio. A questa tragedia si è aggiunto lo strazio di vedere come il corpo di suo figlio era stato ridotto in una notte che doveva essere una di tante della vita di Federico e che si è rivelata essere invece purtroppo l'ultima. 
A tutto questo, come se potesse essere poco, si è aggiunta l'atrocità di dover lottare per fare chiarezza sui fatti che hanno portato a questo evento.La necessità di impegnarsi e lottare per capire cosa era successo a Federico e per vedersi riconosciuto il diritto alla giustizia. Dopo lotte ed umiliazioni subite da chi aveva tutto l'interesse a non far emergere le reali colpe è arrivata la condanna che stabilisce che si trattò di omicidio. 3 anni e 6 mesi per aver ucciso un ragazzo. Ripeto, 3 anni e 6 mesi hanno valutato la vita di Federico.
Nonostante tutto questo, Patrizia non ha mai perso la sua dignità. Non ha mai perso la sua grandezza di donna e di mamma ed il suo enorme senso della giustizia;  ha vissuto tutto questo con la voglia di regalare al suo Federico quello che meritava: giustizia. Ma purtroppo in questo povero Paese evidentemente non ci vogliamo bene per niente. 
Patrizia era intenzionata a chiudere questa brutta storia, come se potesse essere mai possibile per una mamma, ma l'idiozia italica non gliel'ha permesso. Da circa un mese infatti gira per Ferrara un manipoli di figuri che dicono di essere un sindacato di polizia che manifesta con striscioni solidarietà ai quattro poliziotti condannati per omicidio. Ripeto: condannati per omicidio. Un paio di giorni fa a questa ignominia si è aggiunta una vera e propria provocazione con dei riflessi anche di avvertimento minaccioso; 
Questi figuri infatti hanno manifestato sotto il comune di Ferrara dove Patrizia lavora ed a domanda "perchè proprio qui? Non avete nessun rispetto" hanno risposto con "vogliamo manifestare qui, dobbiamo manifestare qui". Per non farsi mancare niente pare che a questa manifestazione fosse presente anche quel grande statista del parlamentare europeo PDL che già avevo avuto modo di "apprezzare".
Al tutto hanno aggiunto anche urla e minacce contro il sindaco che si è mobilitato (bravo sindaco, per fortuna) e cercato di far allontanare il gruppo. A me pare un film dell'orrore ma purtroppo invece è accaduto davvero. A questo punto allora è di nuovo intervenuta Patrizia che è scesa in piazza con alcune colleghe e, non degnata neanche di uno sguardo dai figuri, ha mostrato il manifesto con la foto di Federico e a quello si è aggrappato con tutto l'amore del mondo per allontanare il (supposto)sindacato.
Io non so come questi figuri possano riuscire a guardarsi anche solo un secondo allo specchio, proprio non riesco a capirlo. E non voglio aggiungere commenti o definizioni perchè sarebbero sprecate per persone del genere. Riesco invece a capire che di provocazione e minaccia si sia trattato e voglio nel mio piccolo denunciarla ed esprimere la totale solidarietà a Patrizia ed invocare che qualcuno faccia qualcosa. Perchè la mamma di Federico ha ringraziato per gli attestati di solidarietà aggiungendo però "Ho tutta la solidarietà del mondo e poi?". Ecco e poi? 
Qualcosa deve essere fatto e sono sicuro che nei suoi poteri Laura Boldrini, presidente della Camera, farà perchè è stata la prima ad adoperarsi nei giorni scorsi per telefonare a Patrizia ed a dire parole forti, nette ed inequivocabili verso i responsabili di questo oltraggio.
Adesso però un'altra donna dovrebbe fare qualcosa, quella Cancellieri ministro dell'Interno che ha manifestato solidarietà non può farla passare liscia a questi figuri. Non può non prevedere una sanzione disciplinare. Non può permettere che ad una donna così già violentata con l'assassinio del figlio venga fatta di nuovo violenza. Non può permettere che possa anche lontanamente immaginarsi questa forma di provocazione e minaccia. E deve poi stabilire che chi  viene condannato perchè ha ucciso vestendo una divisa, quella divisa non può più portarla, per rispetto delle vittime e degli altri colleghi in divisa che fanno della correttezza il loro stile lavorativo.
Sarebbe bellissimo che a fare questo gesto così "scontato" in un mondo civile e così difficile invece oggi fosse una donna a tutela della bellezza della giustizia. E porterebbe forse un minimo di serenità e di tranquillità meritata in quella splendida donna che è Patrizia Moretti, a cui dedico la mia totale ammirazione e la mia vicinanza, in nome di Federico.

mercoledì 27 marzo 2013

Occasione mancata

Da giovedì scorso molto del mondo giornalistico/politico si è interessato del confronto/scontro tra Travaglio e Grasso, nato dalla trasmissione Servizio Pubblico di Santoro. Il contenzioso nasce dalle dichiarazioni di Travaglio sulla storia ed il cv di Grasso, da poco eletto presidente del Senato; evidentemente il buon Marchino deve avere un conto aperto proprio con la carica, visto che fu l'unico ad attaccare duramente la precedente "seconda carica dello stato", l'allora Schifani.
Le suddette considerazioni sull'ex procuratore nazionale antimafia sono note da molto a chi segue Marchino, non ne fa mistero da quasi dieci anni ma magicamente sono diventate indigeste allo stesso Grasso giovedì scorso. Sicuramente per il ruolo nuovo che da poco ricopre, ma lo stupore per la sorpresa dell'ex procuratore un pò resta dato che precedentemente non era esattamente l'ultimo usciere di un ministero (con tutto il rispetto per gli uscieri) ma rivestiva il ruolo più importante nella lotta contro la criminalità. L'intervento in questione faceva le pulci a Grasso su molti punti, come l'elezione a scapito di Caselli come procuratore nazionale antimafia grazie a leggi "contro persona" del governo Berlusconi nei confronti del rivale oppure le dichiarazioni di appoggio alla politica del governo Berlusconi sulla lotta alla mafia oppure la non "cattiveria" nei confronti del livello politico nella sua opera, appunti come solito circostanziati nei fatti; detto questo bisognerebbe avere moltissime conoscenze in più di quelle che ho per dire se tutti i rilievi possono essere netti e senza via d'appello o se la lettura degli stessi fatti può essere diversa.
Certo ne emerge un quadro perlomeno non splendente come invece è dipinto dalla quasi totalità dell'opinione pubblica e non solo. Grasso intervenendo legittimamente per tutelare le sue ragioni chiede un confronto ma da subito mette il vincolo della sua NON disponibilità a svolgerlo a Servizio Pubblico la settimana successiva: "non posso aspettare giovedì prossimo, queste cose vanno fatte a caldo".
Ora, visto che ha aspettato una decina di anni a farsi vivo, una settimana non mi sembrava potesse essere la fine del mondo e quel rifiuto a confrontarsi in quella trasmissione non è sembrata la migliore risposta a chi lo invitava a chiarire.
Così è partita la rincorsa ad ospitare un confronto dove entrambi i contendenti potessero esprimere "LA LORO VERSIONE", per primo si è mosso Formigli con Piazza Pulita che ha inviato l'invito tramite twitter in tarda serata praticamente mentre la telefonata andava in onda, invito raccolto la mattina dopo da Grasso e non da Travaglio perchè rassicurato dalla rete e da Santoro che il confronto sarebbe andato in onda su Servizio Pubblico o in uno speciale apposito, per una mancata ricezione dell'invito per la non frequentazione di twitter (che può anche essere una scusa certamente ma che gli inviti per una trasmissione si facciano su twitter....) e per una cordiale (nemmeno troppo) antipatia nei confronti della trasmissione di Formigli.
E da lì si è innescato un vortice senza fine di commenti, post, contropost, risposte, frecciate, polemiche, accuse e chi più ne ha più ne metta di cui francamente non se ne sentiva proprio il bisogno. Ora, tralasciando le picche e ripicche personali in cui sono caduti due giornalisti che stimo come Travaglio e Formigli dicendo soltanto che non ci hanno fatto una grande figura nessuno dei due provo, provo a dire la mia.
Ho ascoltato varie volte Travaglio in questi anni parlare delle vicende che hanno riguardato Grasso (non più tardi di un mesetto fa l'ultima volta nello spettacolo teatrale che vi consiglio nuovamente) ed ho sentito la replica di quest'ultimo lunedì sera. Restano secondo me i dubbi e non tanto per le differenti capacità comunicative, elevate per Travaglio e risicate per Grasso. Restano i "?" perchè sui fatti, il presidente del Senato ha risposto solo in parte, non smentendo mai le accuse ma soltanto dandogli un'altra lettura spesso poco sostenibile.
Per questo penso che sia davvero un peccato che Travaglio non sia andato a Piazza Pulita lunedì. Perchè, se capisco la giusta motivazione di non tradire Servizio Pubblico, l'incazzatura dovuta ad un confronto organizzato da altri e comunicato solo a cose fatte ed anche magari i motivi personali di non simpatia con Formigli penso che un piccolo sforzo in più si poteva fare. 
Perchè quello che scrive oggi sul Fatto (per chi è interessato lo trova qui) è buona parte di quello che ho pensato io lunedì ad ascoltare Grasso più ovviamente la sua perfetta documentazione, ma è innegabile che ha un peso diverso scriverlo oggi o dirlo direttamente all'altro. Chi dice che Travaglio è scappato dal confronto dice il falso ma non tutti possono averlo seguito negli ultimi dieci anni di carriera e possono aver seguito la vicenda in questione, quindi per dare ancora maggiore forza ai fatti che puntualmente elenca mi spiace molto non averlo visto lunedì. Detto questo è innegabile che la potenza dei fatti elencati non è stata quasi per niente scalfita dalla replica di Grasso, anzi ne escono quasi rafforzate viste le richieste di chiarimenti di Caselli che è stato tirato in ballo lunedì e che usando la stessa tecnica di Grasso dovrebbe meritare un confronto.
Domani sono certo che non mancherà una nuova puntata ma purtroppo senza Grasso che fino a lunedì non aveva mai accettato confronti, che ha già detto che non tornerà più sull'argomento e che stranamente non poteva aspettare una settimana (quattro giorni sì ma altri tre no diventava impossibile, il "vanno fatte a caldo" nel dizionario grassesco evidentemente ha un significato particolare).
Ed anche se sarà una nuova puntata precisa e ficcante, sarà certamente un pò depotenziata dal mancato confronto, per questo dico che Travaglio ha perso un'occasione e dico purtroppo.
BIGNAMI: in questo momento effettivamente ci mancava solo la polemica Grasso/Travaglio/Formigli.....detto che se ne poteva fare tranquillamente a meno e che ne escono non benissimo un pò tutti (chi più chi meno) dal punto di visto della "piccineria" e delle ripicche/controripicche, è anche giusto dire che le cose in ballo non sono proprio così chiare o inutili come ci vogliono far credere...

venerdì 22 marzo 2013

Oh icché l'è.....

Kiave di lettura n° 23

LUCA LELLI - "Icchè l'è l'è" - Edizioni Alecci
Quando qualcuno ci prende per le mele e con prosopopea fa un pò troppo il pottone rischia seriamente di prendere una puntata, un sommomolo o un lattone e di finire in ginocchioni.
A noi fiorentini non piace far la figura dei ghiozzi e ci garba invece arrabattarsi per passare da Gano anche quando le gambe ci fanno Giacomo Giacomo
In realtà spesso si fa un monte di puzzo e un si compiccia nulla di quello che si minaccia e darci di più bischeri che lunghi a volte è proprio il minimo. A furia di gingillarsi quindi, giocoforza si passa per parolai e tra ninnole e nannole e tra pisciare e riscotere la voglia di conciare per le feste il cosino passa di schianto.
Così "FINCHE CE N'HAI STAI LI'" senza fartene nè in qua nè in la bazzicando a bizzeffe cagnare a bestia tanto da fare figure cacine. Mugugnando e ciondolando si rischia di fare la figura di Cincirinella ma aimmeno non si finisce a buco pillonzi e d'altra parte non sempre si può fare i cozzi coi muriccioli, così a duralla con un comportamento di codesta fattura diventa davvero impegnativo come correre per l'erta canina o come fare entratura nella giornata sbagliata, dove invece che in ghingheri ti ritrovi con piaghe e piattoni.
Maciullarsi in fondo però è da mambrucchi e sbrodolare scuse fa solo perdere la tramontana e far fare la figura dello scarzabubbolo a sbrindelloni, quindi diociliberi da questo atteggiamento, molto meglio un sano carattere asserpentato.
Ora lo so che cincisichierete qualcosa facendo la lagna, mi par di vedevvi, vu' direte : icchè l'è questo troiaio di post? Icchè c'entra il culo con le quarant'ore? Ohimmene come vu' siete pesi nini mia! E comunque io vi rispondo che non è un post a bischero sciolto o fatto per gabbare qualcuno quindi non lambiccatevi il cervello a ufo ......e comunque "cari palle, icchè l'è l'è". 
BIGNAMI: tranquilli non sono impazzito, è che non ho trovato modo migliore per "recensire" un vero e proprio dizionario del vernacolo fiorentino....non da premio bancarella ma molto divertente in molti punti....

martedì 19 marzo 2013

...con lo sguardo un pò all'insù...

Aprendo twitter, quella piccola peste del mio primo nipotino Manuel ci mette lo zampino e leggendo il commento orgoglioso del bibabbo Baso la mente va.....
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nonostante ritenga il mio grado artistico molto vicino allo zero, quella specie di ritratto piace. Mette un sorriso in chi lo guarda e lo spinge a ringraziarmi quasi commosso. "E' bellissimo" mi viene detto, sicuramente esagerando ed anche per questo facendomi un pò arrossire dall'imbarazzo. 
"Ora lo mettiamo subito appoggiato sul mobile così tutte le volte che torno a casa lo posso vedere" mi dice il soggetto del ritratto e non riesco a non sentirmi fiero ed orgoglioso di quell'insieme di colori partoriti dalle matite del mio astuccio. Penso che domani dovrò ringraziare la maestra Anna per i consigli che mi ha dato per realizzare quel disegno ma soprattutto perchè ci ha fatto fare questo "lavoro". Una stupenda cosa che mi ha permesso di fare un regalo così apprezzato proprio "IL GIORNO DEI GIORNI" per chi a volte viene messo un pò in secondo piano rispetto al naturale e spontaneo istinto di corsa "alla mamma"
E così vedere quella gioia stasera nonostante la sua giornata di lavoro sia stata pesante e lunga mi dà la sensazione di avergli alleggerito la serata, sensazione confermata quando lo vedo sorridere e mi sento abbracciare forte forte. E' bello, penso, avere a disposizione un giorno così speciale che mi permette di festeggiarlo e di farlo sorridere; sono sicuro che il prossimo anno riuscirò a fargli un disegno ancora più bello, magari organizzandomi prima. Sì, voglio proprio prepararlo con il dovuto anticipo, lo voglio dire alla mamma ed alla maestra Anna....
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E mentre rivedo l'uomo coi baffi che orgoglioso appoggia il disegno in bella vista sul mobile, penso a quanto da allora è cambiato: il mio grado artistico che si è perso per la strada, le matite che da allora penso di aver utilizzato solo uno o due altre volte e il mio istinto al festeggiamento nei "giorni dedicati" che si è totalmente dissolto. Una cosa invece è rimasta immutata ed intatta anche nella sua intensità, il desiderio di mandargli un augurio GRANDE...come quell'abbraccio.
Auguri speciali ...con lo sguardo un pò all'insù....uomo coi baffi....