venerdì 17 luglio 2015

Sarebbero 28

Kiave di lettura n° 144

Sarebbero 28 se quella sera avesse preso un'altra strada, lui ma soprattutto chi si è sentito di compiere quel massacro totalmente fuori controllo.
Mi ha colpito, più che come un cinguettio come una tranvata stamani quello che vedete in fondo a questo post, rimbalzato su twitter appunto, ma non solo.
Mi hanno colpito la foto, le parole, la definizione di splendente
Splendente, di quella luce che qualcuno ha vigliaccamente e colpevolmente spento per una violenza ed una colpevolezza che non può passare od essere dimenticata.
Sarebbero 28 di "UNA VITA CHE POTEVA ANDARE MA NON SI SAPEVA DOVE" e quindi portargli chissà quali cose e quali percorsi, nella sua totalità di vita e nel suo giorno di festa di oggi.
La storia di Federico è dentro di me, è una di quelle che resta attaccata addosso come le magliette fastidiosamente sudate di questi giorni da calore spropositato. Una storia stronza, di una vigliaccheria e di un sopruso senza fine che ha impedito a Federico di soffiare oggi su 28 candeline.
Sarebbe stato il giorno dei festeggiamenti di una splendida mamma, splendente proprio come lei definisce Federico, oggi che evidentemente le deve mancare di più. Sempre di più. E sempre di più questa storia diventa ingiusta, schifosamente e maledettamente ingiusta. La storia che non ha permesso quella torta piena di candeline, quelle candeline che appunto sarebbero 28.
Un pensiero forte a Federico 28 volte oggi. Un abbraccio speciale a chi oggi ha fatto più fatica ma resta in ogni istante molto forte, proprio come le sue parole.

giovedì 16 luglio 2015

Viola in tutte le lingue del mondo


Dopo le dichiarazioni di Panerai....ora pare si sia in dirittura d'arrivo per l'acquisto di Gilberto.....
Chissà se al prossimo giro toccherà a Rovai o Cateno, o magari si va in ritiro a Borgo a Buggiano....
Secondo me bisognerà pagare la percentuale per i diritti d'autore a Pieraccioni.....

lunedì 13 luglio 2015

Esempi e parole

Kiave di lettura n° 143

Ci sono persone per le quali provi una sorta di stima infinita ed incondizionata, per quello che rappresentano e per quello che dimostrano "sul campo" "GIORNO PER GIORNO" . E per una volta non parlo di un campo da gioco o di un campo dato da un palco musicale e la stima non è per una giocata di classe o per un pezzo musicale da brividi ma parlo di dimostrazione di qualcosa di più grande, di qualcosa per la quale provare infinita stima e motivo di ammirazione.
L'Italia è uno strano paese, di quelli che ogni volta non finisce di meravigliarti, spesso lasciandoti a bocca aperta per quel che riguarda il livello minimo di umanità e buon senso. Così capita che una donna che ha visto uccidere suo figlio da poliziotti fuori controllo (così come sentenziato da un processo lungo, faticoso e tutto vissuto dalla famiglia della vittima a testa alta con dignità e classe a differenza delle cosiddette forze dell'ordine) debba subire anche il contorno ed il prosieguo dell'umiliazione con offese, derisione e stravolgimento della realtà da parte di cosiddetti dirigenti/politici/agenti. Già, perchè alla sentenza di condanna non ha fatto seguito la vera condanna dei condannati bensì quella delle vittime. Così per i condannati ci sono stati applausi in occasioni pubbliche, vere e proprie manifestazioni di solidarietà con contorno di offese alla famiglia e sconvolgimento della realtà stabilita per sentenza. 
Ma va tutto bene, gli agenti continuano ad indossare la divisa, i dirigenti a dirigere ed i politici a svolgere il ruolo che già svolgevano e svolgono da anni infiniti ogni volta con una caduta di stile più pesante. Con quale qualità e quale dignità lascio a voi stabilire. Va così. 
Ed allora capita che a questa situazione paradossale, ponga fine una donna dallo stile ammirevole, dalla dignità infinità e dalla forza morale da portare ad esempio. Patrizia Moretti, con questa lettera, ha di nuovo dimostrato cos'è la dignità a persone che ovviamente non capiranno il senso del suo gesto, troppo presi ad emettere suoni che non lasceranno nessuna traccia nel mondo ideale di Patrizia ma che purtroppo la lasceranno in un Paese molto spesso difficile da comprendere e da sostenere.

Le parole e le espressioni contro Federico, contro me e la nostra famiglia le lascio alla valutazione in coscienza di chi ha avuto il coraggio di dirle. E soprattutto alla valutazione di chi se le ricorda. Io ne conservo solo il disprezzo.
Per me l’onore è un’altra cosa.
L’onore appartiene a chi ha cercato di capire, a chi ha ascoltato la coscienza e a chi ha fatto professionalmente il proprio dovere, a chi ha messo il cuore e l’arte oltre quel muro di gomma costruito attorno all’omicidio di Federico, a tutti coloro che gli dedicano un pensiero, un rimpianto, gli mandano un bacio.
Sono queste le persone che ringrazierò sempre, è grazie a loro che Federico è stato restituito al suo onore di figlio, fratello, amico, ragazzo che voleva vivere, e tornare a casa.

La lettera di Patrizia si conclude così, con un ritiro delle querele per manifesta inferiorità delle persone che anche se condannate non avrebbero capito, ma non con un ritiro (e ne avrebbe tutti i motivi invece...) dall'impegno di cittadina per rendere questo Paese più civile, paese che Patrizia continua a sentire proprio e per il quale ha ancora voglia di combattere.

Bisogna affrontare il problema degli abusi in divisa in modo costruttivo.

Le sento "scrivere", e rivedo la foto di Federico dopo l'aggressione vigliacca e omicida e mi chiedo come faccia. Dopo le offese, le derisioni, la tragedia interna per un figlio che non c'è più. Mi chiedo come riesca a pensare ancora a costruire con ed in un Paese così, dove si annuncia una riforma per punire le violenze carcerarie e le torture per poi rimangiarsela quando l'opportunità ed il vantaggio comunicativo viene meno. In un paese dove chi in divisa uccide viene applaudito e chi si permette di offendere e denigrare una madre che ha visto suo figlio in quelle condizioni all'obitorio ha ancora scrivanie e ruoli di cosiddetto prestigio.
In un paese così, a volte c'è qualcuno di cui andare fieri, di cui ammirare dignità, coraggio e spessore umano e morale. Quel qualcuno ha spesso un nome e cognome ben noto, purtroppo facente parte di una lista non troppo lunga. Quel nome e cognome è quello di Patrizia Moretti, a cui spero possa arrivare l'affetto, la stima e l'abbraccio di chi la considera un vero e proprio esempio.

lunedì 6 luglio 2015

Per il bis romano, NIENTE FUGA

Kiave di lettura n° 142

Serviva tempo per mettere in fila le idee evidentemente, cosa che ormai mi capita di frequente, quello di scrivere di eventi/viaggi/letture dopo un po' che sono "accadute". Il tempo di metabolizzazione evidentemente si allunga con l'andare dell'età, segno della vecchiaia? Del non troppo tempo a disposizione per scrivere? Della penna da blogger un po' senza troppo inchiostro in questo periodo? Chissà.
Sta di fatto che solo con questo caldo "CANE IN QUESTA PALUDE" fiorentina, con Campovolo3.0 che si avvicina e con altri concerti visti/non visti più recenti, mi trovo con l'intenzione di scrivere di un concerto di qualche mese fa.
Era partito in sordina il nuovo appuntamento con il Poeta, con un'organizzazione che sembrava non lasciare spazi di partecipazione almeno inizialmente, ma poi alla fine il bis dell'esperienza ligaromana è arrivato e come da copione è stato un bis di successo.
Sempre difficile in questi casi scindere il concerto dal resto, cioè la trasferta e la compagnia, e soprattutto come dico ormai spesso il rischio di ripetersi è davvero alto; sia per l'ennesimo concerto del Poeta sia per l'ennesima dimostrazione di "validità" di un gruppo affiatato e perfettamente oliato nei suo meccanismi, "così diversi" (cit.) ma "così perfettamente a nostro agio l'uno con l'altro" (cit.) ma soprattutto in gruppo.
foto gentile concessione capitano
Così diventa naturale cercare nel Pantheon il motivo della sua costruzione, di cercare facendo km il caffè più buono della Capitale e dintorni, scambiare venerdì con sabato ed essere tranquilli che "lo sciopero tanto c'è venerdì, a noi che ce frega", andare dello stesso passo anche nel "tunnel dei rumori" meglio ancora se il passo lo dettano dall'estero, cercare il bastoncino del selfie e poi scoprire di avere quello "naturale" in casa, autoprovocarci conoscendo l'esito con "se siamo òmini si entra nel pub a quest'ora", entrare nel triangolo del caffè/ammazzacaffèmedioanzigrande/birraRIbirra diverse volte tanto da farlo diventare un esagono, mangiare una carbonara e pensare a quella dopo, tentare inutilmente di seguire il passo di un capitano improvvisamente bravo nello scatto quanto nel passo, avvicinarsi al Palalottomatica lasciando dietro di sè invece che molliche di pane per ritrovare la strada bottiglie varie per perderla, improvvisare telefonate per camuffare sebach improvvisati seguendo istruzioni balorde, ritrovarsi a contarci e fare la stessa foto per il punto eventuale di ritrovo nel caso ci si potesse perdere, cercare il paninaio migliore e rigorosamente trovare il più "merdoso", commuoversi alla scoperta di aver beccato il pub con la spina della Harp, perdere qualche componente del gruppo per qualche (anche di più...) minuto dopo la faticata di tenere il passo alcolico del capitano in forma splendente o il passo da arrampicata alla vetta del Palalottomatica, impossessarsi di un pub vuoto alle tre di pomeriggio di un tranquillo venerdì romano, non capire il senso di sveglie diverse tra il venerdì ed il sabato che comunque suonano ad orari random e regolarmente svegliano tutti meno che il proprietario del cellulare che suona, apprezzare il jameson a mò di shottino soprattutto negli occhi di chi il whisky non lo può sentire nemmeno nominare, guardare con sentimenti diversi scolaresche in gita e venir tranquillizzati con un "tranquillo, qualche altro anno di pace ce l'hai", trovare decente una colazione dove neanche l'acqua ha il suo sapore, fare un selfie che "nemmeno il manifesto del gaypride", cantare e ricantare il mitico "niente fuga" vera colonna sonora della trasferta.
foto gentile concessione balordo
La cosa più naturale però è quella che accompagna i giorni insieme, quell'essere se stessi mischiandolo con l'essere il se stessi degli altri, come in un gruppo rodato nelle sue differenze e orgoglioso del suo essere così radicato e forte. Forte come quell'abbraccio che arriva sempre al momento giusto, come quella battuta che non manca mai, come quello sguardo misto tra ironia e comprensione. Ed allora davvero il triangolo di persone che ti circondano sembra un esagono tendente a comprendere tutti i vari lati di cui hai bisogno.
Un po' come quando il Poeta capisce che è il momento di regalare anche la colonna sonora ad una trasferta del genere ed inizia con il sale della terra probabilmente a dare con un titolo il senso di quello che provi a spiegare e poi per far pari ti segue con ho perso le parole. In quel momento calano per la prima volta gli occhiali neri sul concerto, oggetto  che sembrerebbe fuoriluogo e fuoricontesto per il buio di un palazzetto ma solo per chi non ha visto un concerto col gruppo a dopo, indicati e perfetti per quelle mani che ti vengono a cercare o che cerchi in quel pezzo e poi più avanti quando il Poeta decide di farsi sentire fondamentali quegli occhiali con la canzone che non posso proprio non vivere diversamente, pensando poi che a questo giro ci si è messo anche il calendario a condirla di altri significati con quel anniversario targato 29 che ti balla davanti a pochi minuti di distanza.
Il concerto ha un'anima rock pesante, tanto che forse non riesce ad essere assorbita completamente neanche dai fonici del palalottomatica visto che in diversi punti qualche suono appare distorto e non totalmente assorbito ed assorbibile dalla realtà del palazzetto. La scaletta lascia sperare per il "pezzo a sorpresa" di vedere finalmente il mago più famoso per i seguaci del Liga, unirsi al gruppo per la gioa particolare di un componente e quindi di tutti noi, appuntamento rimandato visto che a Walter viene preferita Kay.
foto gentile concessione GalgaSan
Per il resto sono sempre i sogni, c'è sempre una canzone, tra palco e realtà ed i grandi classici balliamo sul mondo e urlando contro il cielo rendono l'aria poetica e rock come solo al Poeta riesce e tra un leva e metti degli occhiali si corre via più veloce del solito verso la fine lasciata al con la scusa del rock & roll che ci fa rivedere sullo schermo in pratica ogni concerto fatto dal Poeta negli anni e quindi visto da noi con il commento del capitano "in pratica delle prime immagini molti qui avevano avuto traccia solo su youtube e noi invece ci s'era già all'epoca". Alla fine la "temuta" apparizione del pezzo che in un quasi diciotto aprile avrebbe aperto rubinetti difficilmente richiudibili non si è verificata, quel "per sempre" quindi pensato e usato mentalmente per molti momenti e per molti pensieri del periodo dell'anno meno leggero è rimasto solo dentro o in abbracci condivisi nei momenti giusti.
Tornando al commento tecnico del concerto, il voto comunque positivo risente della durata "stretta", due ore precise, di una scaletta con alcuni vuoti importanti e di un'acustica non sempre inappuntabile e quindi nell'Olimpo dei concerti del Liga questo proprio non può entrare. Difficile quindi bilanciare il naturale voto che mi viene spontaneo ai suoi concerti con le pecche che cercando di essere obiettivi uno vede, diciamo da applausi ma non da ovazione, come invece era stata la nostra precedente esperienza romana.
Ovviamente discorso legato solo al concerto in sè perchè la spedizione in generale porta ad un "niente fuga" che fotografa al meglio qualcosa di difficilmente spiegabile con discorsi più lunghi o complessi.
La solita trasferta con un marchio DOCG sulla schiena, di quelle che puoi dire prima che andrà così e sai dopo che si ripeterà; con frasi diverse, tormentoni modificati, anni che passano e luoghi che si trasformano ma le emozioni che contano restano immutate dentro ed in quegli abbracci con occhiali scuri. 
Grazie Poeta......ma soprattutto Grazie Balordi.

mercoledì 1 luglio 2015

Di nuovo un cronista....

Kiave di lettura n° 141

Ci sono dei momenti in cui ti trovi a dire "EPPURE CE LE AVEVO QUA UN ATTIMO FA" riferendoti alle parole ed alle idee per buttare giù un post o qualcosa di simile, ma nonostante tu sappia che sono "vicine" non le trovi proprio e/o non trovi il momento giusto di buttarle giù.
Così in aiuto della scrittura arriva la lettura ed in questo caso per meglio un aiuto incrociato della lettura....con la tua scrittura "di un tempo". Intrecciato lo so, ma se non mi incarto con i discorsi non sono io. Provo a chiarirlo.
Mi sono andato a riprendere vecchi post e vecchie abitudini del blog, per prendere spunto e per il fatto che ogni tanto mi piace anche "rileggermi", ed ho trovato la soluzione al ritardo della kiave di lettura di questa settimana, che da precisino mi infastidiva notevolmente.
Così, nello specifico, mi va di postare nuovamente, l'inizio di quelle scritture settimanali, non tanto per l'apprezzamento della mia scrittura ma soprattutto per l'argomento del post e la dedica relativa.
Buona lettura, anzi buona ri-lettura....

CRONISTA
dedicato al coraggio di Roberto Saviano
Il significato di quella frase "stai attento" sussurrata nel pieno della notte lasciava pochi dubbi, era ben chiaro l'intento intimidatorio della voce lontana ma decisa che passava attraverso il filo del telefono.
Altrettanto chiaro era a cosa quella minaccia facesse riferimento, il suo impegno ed i suoi articoli non erano andati per niente giù al clan della zona che non avevano tardato a farsi sentire.
Il buio della notte era ancora alto ma il sonno sembrava scomparso. Il suono metallico del vecchio telefono di casa che lo aveva svegliato e quelle due semplici parole lo avevano talmente scosso da non poter riuscire più a prendere sonno. Tanti pensieri si riunivano nella sua testa, tante immagini che facevano capolino: da Serena compagna di vita da sempre che era riuscito a tranquillizzare al momento della telefonata con un semplice "avevano sbagliato" ai suoi anziani genitori tanto orgogliosi di lui e del suo lavoro di CRONISTA nel giornale locale.
Inutile negarlo, l'obiettivo di spaventarlo era stato raggiunto. La paura era arrivata tutta insieme, paura per le  minacce che aveva già ricevuto al giornale ma soprattutto per il fatto che stavano aumentando di livello arrivando anche a svegliarlo in piena notte al telefono di casa, facendogli capire che anche il suo indirizzo non era così misterioso.
La voglia di mollare tutto ed occuparsi dal giorno dopo di sport o di gossip faceva da compagna di "pensiero" alla paura e riusciva in qualche modo ad offrire una via di fuga immediata portando con sé la solita mezz'ora di tranquillità apparente al pensiero di mollare il suo giornalismo di denuncia.
Ma era solo una fuga virtuale e di breve durata. Come sempre il suo cervello ben presto aveva smesso di pensare al lato personale della vicenda e si era indirizzato sul clan e sull'ultimo suo articolo. Su quella vita spezzata a 17 anni solo perchè fidanzata con il figlio del boss della famiglia "sbagliata". Quel lenzuolo bianco a coprire i suoi sogni e le sue speranze e "CON TUTTO IL SANGUE ANDATO A MALE" a fare da orribile contorno.
Ed ebbe l'ennesima conferma che anche per quei 17 anni rubati dalla stessa mano che aveva composto il suo numero di telefono, il gossip e lo sport avrebbero potuto attendere.

venerdì 19 giugno 2015

Zona cieca ma molto brillante

Kiave di lettura n° 140

Anche questa settimana la Kiave di lettura prova a raccontare di una lettura fatta e di un nuovo libro che va a sommarsi alla mensola del mio personale Katalogo. Comprato quasi per una personale "scommessa" di trovare un nuovo autore, meglio ancora se autrice, il tentativo ha portato risultati positivi e la scommessa non può che dirsi vinta.
CHIARA GAMBERALE - "La zona cieca" - Tascabili Bompiani
L'approccio con la nuova autrice ha un inizio col botto, infatti i "primi passi" nel libro "la zona cieca" sono quelli che creano il giusto feeling per tutto il libro. La storia segue il suo percorso "inframezzata" da piccole vicende, storie che fanno la loro breve apparizione quasi per colorare meglio e di più il libro.
La storia passa dall'impressione di una storia dalla trama e dal racconto banale "niente, c'è che ti amo" al mostrarsi in realtà come raccontata in modo diverso, seguendo un percorso personale e speciale "adesso i pezzi di merda li chiami moderni?" che riesce a tener viva l'attenzione di chi legge.
I protagonisti sono Lidia e Lorenzo, che attraverso incontri, passioni uniche, mail sconosciute, corrispondenza spiata e personaggi secondari riescono a tenere godibile ed interessante il racconto e la vicenda. Amore combattuto "quello che più mi manca di lui sono io quando stavo con lui" difficoltoso"volevo solo dimostrare che questa roba vischiosa chiamata grande amore forse si riduce solo a un equilibrio precario di malintesi", "strano" "la puttana che voleva uno la brava bambina che voleva l'altro" ma che arriva dritto a chi legge, così come la difficoltà data dalla situazione "se non lo faccio adesso non lo farò mai più" e dalle caratteristiche naturali di un rapporto di coppia "difficile capire perchè tra tutte le voci ed i modi di camminare in cui ci imbattiamo capita quella che ci raggiunge proprio lì dove fa sempre freddo e a quel punto non può che rimanere".
Dalla partenza con il botto, al rilassamento delle pagine successive si corre verso un percorso niente affatto scontato, nonostante la trama lo lasciasse magari supporre, per arrivare alla conclusione che "SERVE COMUNQUE UN MOTIVO" per cercare di andare oltre la "zona cieca" che appare ad intermittenza; Lidia e Lorenzo trovano la propria e la portano avanti nel loro personale modo di vivere la storia ma anche tutte le altre vicende che fanno da sfondo e panorama alla stessa.
Il finale a sorpresa regala anche la giusta e non attesa conclusione del libro, primo letto per me della Gamberale ma sicuramente da "etichettare" come un esordio con applausi.
BIGNAMI: libro da leggere. Bell'esordio e bella scoperta, probabilmente storia e trama non da lode ma scorrevole, piacevole e con la capacità di arrivare a far riflettere.

lunedì 15 giugno 2015

Un Bar appenaappena meno luminoso

Kiave di lettura n° 139

Si ritorna ad una Kiave di lettura con uno di quegli autori definibili come una presenza costante nel mio Katalogo, "QUELLI CHE SANNO" tenerti attaccato al libro in maniera invidiabile e divertente.
Ennesima puntata di protagonisti ormai noti, nuovo appuntamento con una "compagnia" che ormai fa parte integrante delle conoscenze più note. 
MARCO MALVALDI - "Il telefono senza fili" - Sellerio Editore
Altra puntata con i vecchietti del "BarLume" ancora una volta piena di divertimento e di risate con un Massimo ancora circondato dai suoi amati/"odiati" (molto tra virgolette) vecchietti e con alcuni interessanti nuovi protagonisti che lo affiancano nelle sue vicende sempre in bilico tra l'investigazione ed il bar.
Fanno capolino alcune citazioni personali che ricordano altre telefonate sempre malvaldiane "il tuo truccatissimo negromante Ofelio, il quale grazie alle sue capacità nell'interpretare i tarocchi non digiunte della sua peculiare abilità nel parlare con i morti ti diceva che eri becco in diretta tv"  ed altre citazioni più cinematografiche "cinque anni di militare a Cuneo".
Il libro ed il protagonista sembrano un po' più maturi rispetto alle puntate precedenti, con un lato appositamente lasciato alla riflessione ed alla condivisione di ragionamenti meno leggeri e pungenti del solito "la durata della settimana dipende in modo sostanziale da quello che succede in quella settimana" sfiorando anche la definizione di teorie "i pensieri deprimenti si sa magari fanno il giro largo ma non perdono mai la strada di casa" e prassi generali "quando si vuole conferire alle affermazioni più vaghe il carattere di verità assoluta si parla sempre all'impersonale". Da questo punto di vista il libro forse in certi momenti perde un po' di quella leggerezza che certo non manca totalmente "gli impiegati pubblici, consci dell'importanza di avere un comportamento stabile e prevedibile non facevano una sega come al solito" ma che rispetto al passato si fa un po' più fatica a scorgere; in questa difficoltà probabilmente si inserisce anche una trama non troppo "intricata" e non troppo gialla. 
Ovviamente l'ironia e le battute non mancano con Ampelio&c. che continuano a tormentare Massimo ed a dargli spunti continui, insopportabili ma anche immancabili e parte integrante di una "vita da bar" che apre la porta ad un nuovo ingresso, chissà se solo come commissario. Alla fine il libro risulta molto godibile come sempre, anche se non strappa l'applauso più convinto della sua serie, probabilmente abituati male dalle precedenti risate e convinte esaltazione. Alla fine forse la frase che lo stesso protagonista dice "noi ci immaginiamo il futuro a partire dal passato e talvolta si sbaglia di grosso" magari si può abbinare perfettamente anche al giudizio del libro ed alle aspettative dettate dalle puntate precedenti.
Ci rivediamo alla prossima....Barlume & c......come sempre da clienti soddisfatti ed impazienti della nuova puntata.....

mercoledì 10 giugno 2015

Traverse

Una strana sensazione quella che mi fa guardare i "cugini" d'oltre Appennino. Da sempre non sono allineato sulla rivalità forte o addirittura sull' "odio da derby" che onestamente non vedo per niente come tale. 
"FORSE NON SONO NEMMENO LONTANO" dal dire che in fondo il Bologna mi sta anche simpatico, un po' per un'amicizia lontana del tempo un po' per un'amicizia più recente, di sfottò a parti inverse per le "disgrazie" alternate ma sempre con la speranza di vedere successi comuni. Ed allora al ritorno in A di ieri un sorriso l'ho fatto anche io ed un po' di tifo è arrivato anche da Firenze, magari sarà stato per quel "mah, speriamo solo che non ci mettano troppo tempo a far questa risalita" sentito dire un po' di tempo fa in maniera amaramente ironica in pieno stile dell'autore, che ha messo addosso il sorriso freddo di chi non sa che rispondere.
Così alla traversa di ieri sera di Melchiorri in pieno recupero ho pensato "ammazza che culo Corvino e soci" rivedendomi mentalmente anche la traversa in pieno recupero di Castaldo contro l'Avellino, nella semifinale. Ma poi il pensiero ragionato e vero è arrivato un attimo dopo ed ho sorriso risentendo nelle orecchie quella frase datata, con gli stessi brividi addosso ma anche con un pensiero in più, di quelli speranzosi, che forse nel capoluogo emiliano davvero la sorte è girata e la negatività si è fermata al palo...anzi alla traversa. Così guardando l'invasione di campo ed aguzzando la vista nel tentativo/speranza di vedere volti noti finalmente festeggianti ho lasciato andare la speranza che davvero quelle due traverse potessero in realtà essere due assist comuni ed unici.....un po' come "quelli di Nervo a Cruz".....o forse "mi sa più Panarelli a Riganò". Allora seguiamolo l'assist di quelle traverse....che ne dici Maco? Ed allora crediamoci....  

martedì 9 giugno 2015

Bona ciccio


Con la premessa che Montella credo fosse uno dei migliori allenatori per la "nostra fascia", che anche la società come al solito non ha brillato per niente (ed è fargli un complimento) per prontezza, chiarezza e comunicazione.....rispolvero una frase che il Simi mi ha fatto apprezzare tanto tempo fa e che fa parte delle mie personali frasi celebri.....
M.C.
...firenze è città d'arte, va in culo a chi arriva ed a chi parte...

lunedì 8 giugno 2015

Comunicati vari

Sulla scia dei "COMPLIMENTI PER LA TRASMISSIONE" delle informazioni di casa Viola....c'è chi commenta così:

Bollins: Ma un comunicato per il rinnovo di Babacar un lo fanno? L'è 6 mesi che l'è imminente... io m'aspetto un 'ci dica cosa vuole fare'
K: Dovrebbe uscire a momenti ed il Baba credo che domani risponda “sono in ferie non mi rompete le scatole”….
Bollins: Guarda che quande tu vai a rinnovare l'abbonamento e tu farai per pagare il tipo ti domanderà 'ci dica cosa vuole fare'... e nel frattempo ti requisisce il bancomat....
Ci dica cosa vuole fare!
Venga le metto il PIN
Sie facile... Ci dica cosa vuole fare!
Dehane, se le metto il PIN...
Troppo comodo con il PIN... Rinnova o non rinnova?.... Dichiari cosa vuole fare... 
K: : - ) ))))))
In culo! Pago in contanti…..e con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà….
Io sottoscritto consapevole delle sanzioni a me imputabili in caso di dichiarazione mendace
Dichiaro
Di voler rinnovare l’abbonamento, sicuro, ma proprio al 100% senza dubbi o ripensamenti e convintissimo solennemente del progetto in questione
Dichiaro
Anche di sapere di aver ricevuto da gileino più di quanto ho dato e m’impegno a restituire la differenza in comode rate per evitare che Iliciccio per l’ironia ricevuta decida di andare via
In fede (poca)

sabato 6 giugno 2015

Al mare? Ancora no....

Kiave di lettura n° 138

Campionato finito e tutti al mare. Così si poteva pensare, in realtà l'attenzione è spostata su quello che deciderà il mister, se salutarci oppure continuare la sua avventura in Viola. Giovedì, praticamente "A RETI UNIFICATE TRASMESSE DAI TELEGIORNALI", sono andate in onda le sceneggiature attuali di una versione fiorentina di "scemo & più scemo" con la società che fa uscire il comunicato stampa per chiedere "occhè ci rispondi" ed il mister che ne fa uscire un altro con un "hobell'è risposto", dialogo involontariamente comico e.....comicamente involontario.
Ora, ognuno ha le sue idee al riguardo, ma qualche elemento credo si possa definire invece oggettivo. Che la società a livello comunicativo sia paragonabile allo spot elettorale di Bersani "lo smacchiamo" è ormai assodato, che l'idea del comunicato sia folle anche. Ma allo stesso tempo Mister Gileino bisogna che la smetta di pigliarci per le mele. Dalle dichiarazioni post Siviglia, per le quali secondo me dovrebbe ancora chiedere scusa, all'attuale "ho già risposto"; ora sicuramente in Fiorentina non si brilla per prontezza di riflessi ma se dal dialogo avuto sabato fosse uscito "ok resto volentieri" forse qualcuno l'avrebbe sentito e detto, no caro Vincenzino?
Ribadito che nonostante le critiche che spesso gli porto ritengo il Mister uno dei migliori che possono fare al caso della Viola e che però penso che chi unnà voglia di restare, che l'abbozzi di dire e non dire e cominci con attivarsi per i propri passi lunghi e ben distesi....forse sarebbe più chiaro dire "io unmifido di questi, per me servono 50 milioni per rifondare perchè la squadra fa cahare, aspetto di vedere se c'è qualcuno che mi offre una panchina migliore e sennò resto" da parte del Mister e "non ci sono 50 milioni per rifare tutta la squadra, interverremo cercando di migliorare una squadra che per noi non è totalmente da rifare, magari non saremo immediatamente da primi tre posti ma saremo sempre competitivi se Montella ci sta e ci crede bene altrimenti arrivederci". Ovvio sono nel mondo dei sogni e più facile fare il gioco delle parti, ma magari la chiarezza sarebbe apprezzata ed auspicata da tutti i tifosi viola che ridono per non piangere leggendo gli scambi comunicativi di cui sopra. Aggiungendo e ricordando tra l'altro a tutti che quest'anno bastava non buttare nel cesso le partite casalinghe con Verona e Cagliari e si sentiva di nuovo la musichetta champions dopo un'annata di semifinali di coppa italia ed Europa League, quindi, forse, così scarsa questa squadra unn'era a confronto della mediocrità generale del campionato italiano ed a dispetto delle parole di gileino che "hanno dato più di quello che hanno ricevuto, s'è fatto i miracoli, ecc ecc ecc".
Ed a proposito di annata, finita la stagione, ecco il KappaGiocatore dell'anno. Annata strana da decifrare con due semifinali raggiunte, Europa League conquista di nuovo ma il senso di amaro in bocca che resta. Stranezza forse, anzi certamente, fotografata anche da alcune medie che escono dalle imperdibili pagelle che ho dato durante tutto l'anno e che ringrazio ancora chi ha avuto la costanza/coraggio/pazienza di leggere/commentare/sfottere ogni domenica/giovedì. Dando infatti un voto adesso unico ad ogni giocatore forse alcune medie sarebbero ben diverse ma il premioKappa si basa sulle medie dell'anno e quindi chiaro che qualche cosa di diverso ci può essere. Comunque.....suspense.....rullo di tamburi......ed ad essere premiato è...................
SalahUnBelSouvenir 
che nell'albo d'oro si aggiunge a Pepito, Borja e Behrami.
Guardandole adesso come dicevo forse sono troppo generose per Lazzari, Richards, Babacar e magari Borja e troppo cattive con Cuadrado, Mati  e magari lo stesso Mister. Fa riflettere l'involuzione della media di Borja e Cuadrado, la sostanziale costanza di Gonzalo, Pek e... dell'omonero, l'annata tremenda di Mariooooooooo e il risultato a sorpresa di Baba.
Comunque sia, per chi vuol "rivedere la stagione" giornata per giornata ecco qui il mio percorso in viola targato 2014/2015, per il premio invece ecco qua i risultati finali......a voi per commenti, apprezzamenti ed....infamate.... 

GIOCATORI
MEDIA
PRES
SALAH
6,50
21
BABACAR
6,38
25
JOAQUIN
6,35
29
NETO
6,28
33
TATARUSANU
6,27
15
GONZALO
6,20
37
PIZARRO
6,19
32
VARGAS
6,14
23
BERNARDESCHI
6,13
9
LAZZARI
6,10
8
DIAMANTI
6,08
12
SAVIC
6,05
34
RICHARDS
6,03
17
BORJA VALERO
6,03
36
BADELJ
6,00
31
BASANTA
5,98
32
CUADRADO
5,89
21
GOMEZ
5,87
29
MATI F.
5,87
35
ALONSO
5,81
31
ILICIC
5,80
31
AQUILANI
5,77
30
PASQUAL
5,71
25
TOMOVIC
5,68
29
GILARDINO
5,67
9
KURTIC
5,50
25

MONTELLA
6,01
48

Giocatori con meno di cinque partite la cui media è quindi poco attendibile:

GIOCATORI
MEDIA
PRES
MINELLI
7,00
1
MARIN
6,50
3
EL HAMDAOUI
5,75
3
BRILLANTE
5,50
2
ROSI
5,00
5