lunedì 27 giugno 2016

Svolte....lenzuolate..


Kiave di lettura n° 189
Leggo il titolo riguardante Papa Francesco e sembra una clamorosa apertura di quelle da far tremare i polsi e magari dire "l'era l'ora".
Poi leggo le dichiarazioni e si parla di "la Chiesa dovrebbe chiedere scusa". Dovrebbe? La Chiesa? E lui chi l'è?
Ma dire "come rappresentante massimo della Chiesa chiedo umilmente scusa" faceva schifo? Unn'era più chiaro? Già...forse troppo.
Continuo a leggere l'articolo e trovo "Si può condannare, ma non per motivi ideologici ma di comportamento politico, una certa manifestazione offensiva per gli altri. Ma sono cose che non c’entrano col problema: il problema è che una persona in quella condizione che cerca Dio chi siamo noi per giudicarla?". Ah ok. Ricapitolando quindi: se stanno nel loro, se non offendono gli altri (in che modo? facendo cosa? chi giudica il limite? siamo punto ed a capo..), se cercano Dio.....allora il buon lenzuolato si sbilancia dicendo che non devono essere giudicati. Oh, vedi, apertura clamorosa propria, svolta epocale.
Ma solo a me quel "una persona in quella condizione che cerca Dio" sembra clamorosamente simile al "io razzista? No, figurarsi ho tanti amici gay e se stanno nel loro...." oppure peggio "bisogna volergli bene come se fossero normali" ?

giovedì 23 giugno 2016

Contrario.....?


E bravo il "sindaho nardellaho" che è contrario all'apertura del McDonald's in piazza del Duomo, impegno e posizione netta, ampiamente condivisibile.
Ora però apriamo una "caccia comune" a tutti quegli amministratori che non fanno altrettanto, nell'ottica della "coerenza della battaglia contro i fast food per la tutela della tradizione e l'identità" fiorentina
Per questo, spero di fargli cosa gradita segnalandogli subito il primo caso:

lunedì 20 giugno 2016

Voti ed analisi

I risultati delle elezioni amministrative di ieri, hanno come ogni volta un appendice di commenti, analisi e relative teorie su tutte le rete, in tutti i siti per le quali ogni volta di più provo quasi allergia e che riesco a sopportare sempre meno. Poi però anche io cado nella "trappola" e mi sento di dire la mia su quanto emerso ieri dai risultati del voto. La prima cosa importante da sottolineare, "ALMENO CREDO" lo sia, è che sono votazioni locali appunto e come tali dovrebbero essere esaminate. Non credo al voto da analisi nazionale, non erano votazioni di quel tipo e nemmeno votazioni europee che in qualche modo possono essere assimilabili visto che "chiamano alle urne" comunque tutti gli "aventi diritto". Erano e riguardavano realtà diverse ed ognuna specifica per mille differenti aspetti che dovrebbero contare ognuna per sè, anche perchè in molte realtà i dati che emergono vanno in direzione diversa. C'è chi viene confermato (Zedda, De Magistris, Merola), chi viene sostituito (Fassino --> Appendino, DiPiazza --> Cosolini), chi non viene sostituito perchè non si è nemmeno ripresentato (Raggi --> Marino) chi vince dove aveva vinto il suo predecessore della (più o meno) stessa area politica (Sala). E tutto questo fermandosi alle sette città capoluogo di regione che andavano al voto. Credo che possa essere fatta dai partiti/movimenti sul territorio un'analisi importante e chiara su come su quel territorio sta andando la propria realtà e qualcuno credo debba e possa essere meno contento di altri, nonostante la caccia al "sì però, rispetto alle votazioni del...." (l'arguta penna di punta dell'Unità (sigh) ha ad esempio durato qualche minuto ad assegnare tre sindaci al PD in questi ballottaggi, una volta indicato "guarda sono Bologna e Milano" ha candidamente risposto "e va bene, due o tre...più o meno" "magari contava Trieste che però va al centrodestra..." "no, no Trieste è Austria, non conta")
Il partito del presidente del consiglio non credo proprio possa gioire, per usare un eufemismo, anzi. Così come faceva del 42% alle europee un fiore all'occhiello, credo che questa tornata elettorale segni una clamorosa sconfitta con relativa e necessaria riflessione su cosa il suo partito sia nelle città in cui si è votato. Giachetti cercava l'impossibile visto l'andamento del PD romano dell'ultima amministrazione e che non avrebbe passato l'ostacolo lo sapeva....anche Benigni....molti anni fa, ha superato il primo turno con poco scarto ed al secondo è stato doppiato. A Napoli, dove un esponente PD locale (di cui colpevolmente ignoro il nome...) nell'analisi dei primi dati del voto di quindici giorni fa dichiarava "non so se il PD andrà al ballottaggio ma quel che emerge chiaro è il fallimento di De Magistris perchè non eletto al primo turno" (confermata ieri sera dalla brillante analisi (brillantissima) della sempre penna di punta dell'Unità (sigh) che commentava "in fondo il 70% dei napoletani non ha voluto De Magistris"), la candidata Valente non ha raggiunto neanche il ballottaggio. Trieste non è stata confermata, persa per mano del centrodestra. Ma la sconfitta più dolorosa, inaspettata per la segreteria regionale e nazionale del partito, è quella che vede l'ex leader/segretario Fassino battuto con una decina di punti di distacco dalla candidata cinque stelle. Conferme invece per Merola a Bologna, per Milano che passa dall'arancione Pisapia a mister Expo Sala che ha vinto di un'incollatura sul gemello diverso Parisi (notare le differenze tra i due era davvero roba da lanternino...) ed infine per Cagliari con l'arancione Zedda, dal PD appoggiato. Questo per le sole città più grandi, altre realtà più piccole portano a poche sorprese positive (la più importante Varese) e molte negative (il risultato toscano in generale e di Sesto Fiorentino nello specifico dove il partito si era speso ad alti livelli per il candidato che non ha superato il ballottaggio).
Non credo se ne possa dedurre un dato nazionale, ma credo la botta sia arrivata bella pesante. Come persona per Giachetti un po' dispiace, ma onestamente aveva un'impresa davanti. Gli fa onore il discorso di ieri sera e la telefonata immediata alla Raggi di augurio, un po' meno il balletto sul doppio incarico (deputato e candidato) e certi toni del suo partito durante l'ultima fase del ballottaggio, cosa però abbastanza comune a tutti i concorrenti, va riconosciuto. Per Fassino onestamente non dispiace nemmeno tanto, non tanto per la doppia (comunque divertente) profezia/previsione/consiglio a Grillo ("Grillo fondi un partito e vediamo quanti voti prende") o alla Appendino ("diventi sindaco e poi vediamo") ma per quel livello di strafottenza mostrato sempre (vedi risposte maleducate ed accusatorie ai ragazzi delle agende rosse che gli chiedevano conto (a lui in quel momento segretario del partito) delle frasi di Violante in Senato), e soprattutto per una storia ormai impolverata e che negli anni si è arricchita di più ombre che luci. Sono onestamente molto contento per De Magistris e non mi dispiace la conferma di Zedda che segnala che forse quell'ondata arancione è stata sfruttata male e troppo poco. Un in bocca al lupo (crepi) però credo gli sia dovuto.
Nel centro destra la botta deve essere ancora più pesante se si festeggia per aver strappato Trieste e tre ballottaggi due dei quali ampiamente persi (Bologna e Napoli). Curioso sentir parlare Salvini di gente stanca di Renzi, quando lui non riesce a vincere da nessuna parte, ma tentare di capire il pensiero di Salvini è roba da stomaci forti. Sorvolo sul ritorno del nuovo, Mastella, a Benevento, non credo di avere un dizionario abbastanza ampio da trovare le giuste parole; tutte le volte che lo sento nominare penso alla sua amicizia con Della Valle e da "non antidellavalliano" a livello calcistico mi viene da ripensare al mio giudizio.
Al Movimento Cinque Stelle le due vittorie più importanti per dimensioni (il doppiaggio del PD nel secondo turno di Roma è "tanta roba") e significato (battere Fassino e quello che rappresenta a Torino, tra la (quasi) sorpresa generale pesa quasi più della vittoria capitale). Ma nelle altre città ha stentato a livello percentuale e nel portare i suoi candidati (molto più deboli delle vincitrici) al ballottaggio. Per questo non ci vedo un dato nazionale ma tanti dati locali, molti dei quali mostrano crepe evidenti nelle scelte e nella gestione delle segreterie PD ed alcuni importanti successi del M5S. La cosa fondamentale è che il movimento, dopo i (meritati) festeggiamenti delle due vittorie, siano consapevoli che a livello nazionale nulla è ancora fatto, tanto meno a livello locale dove il bello/brutto/difficile comincia adesso. Avranno tutti gli occhi addosso, molti poteri forti contro e non gli sarà perdonato "neanche il centesimo" (cit), ma è giusto così. Dopo il bel percorso (con meriti propri e con aiuti di chi si è fatto autogol) che le ha portate alla vittoria, adesso sarà durissima.
Ma sarà però interessante osservarle lavorare e di conseguenza valutarle. In bocca al lupo (crepi) meritatissimo soprattutto a loro.

domenica 19 giugno 2016

Un sorriso PRIDE

Kiave di lettura n° 188
Colori, sorrisi, canzoni, balli, condivisione. Difficile uscire da queste parole per descrivere la giornata di ieri. Un fiume davvero colorato e lunghissimo ha attraversato la mia splendida Firenze, partendo da piazza d'Azeglio per arrivare in piazza Indipendenza, piazze "diverse" dai soliti ritrovi ed arrivi di manifestazioni, ma anche la manifestazione di ieri lo era, una sorta di "CANZONE NUOVA"
Il primo Pride a Firenze non ha altre definizioni se non CLAMOROSO SUCCESSO. Tanta, tantissima adesione e soprattutto tanta bellissima gente che sfilava per l'orgoglio di mostrarsi e poterlo fare e per il riconoscimento di diritti e di una libertà di amare che dovrebbero sembrare banali ma che ancora non lo sono per niente. 
Ho letto stamani su vari post che quello che stupiva della manifestazione di ieri era la totale allegria nonostante si sfilasse per fare alzare una voce contro le evidenti e lampanti discriminazioni e violenze che ancora tormentano la nostra attualità, da casi più o meno isolati di discriminazioni a violenze psicologiche e fisiche, da mancati diritti ad eventi folli come vere e proprie persecuzioni per arrivare al culmine della strage di Orlando ed alle successive vergognose reazioni/mancate reazioni solo perchè l'evento riguardava un locale gay. 
A questi fatti gravissimi e vomitevoli hanno risposto ieri circa trentamila persone sfilando con bandiere, palloncini, colori, cartelloni colorati, adesivi e soprattutto infiniti e condivisi sorrisi. 
Le istituzioni presenti, le associazioni organizzatrici, le persone LGBT "sfilanti", le persone che condividevano il senso della manifestazione, i passanti che si sono uniti, le persone affacciate alle finestre che applaudivano, lo staff che seguiva il corteo con la pressione dell'organizzazione, le strade di una meravigliosa città: tutte unite e legate da un sorriso vero e sincero, unico
A non unirsi a questo gruppo i venditori ambulanti di birra ed acqua che nonostante i soldi incassati erano gli unici con visi incazzosi e stanchi e soprattutto il sindaco Nardella che ha vigliaccamente non concesso patrocinio e gonfalone della città alla manifestazione ed altrettanto vigliaccamente si è presentato alla stessa a titolo personale, visto che il ruolo istituzionale non poteva assumersi evidentemente questo "peso politico". Da fiorentino mi sono vergognato che non si ritenesse la mia città "politicamente ed istituzionalmente" presente in una giornata del genere. In altre manifestazioni sarebbe servito il cordone della polizia per farlo sfilare, ieri è stato accolto dai giusti fischi e dal giusto "ipocrita" e sommerso di ironia durante il corteo. Ma per fortuna è stato solo un pesante neo, unico perchè durante il corteo ho visto altri volti di persone note che fieramente hanno sfilato, altri sorridenti ma tesi perchè erano all'organizzazione e quindi anche preoccupati che tutto filasse come è filato, altri a tenere uno striscione che portava il nome dell'associazione dove lavoro di cui sono andato molto fiero, altri ad aprire un corteo come una delle associazioni organizzatrice dell'evento. Orgoglioso di essere lì con loro, di avere il loro stesso sorriso, PRIDE come quel corteo di questo grande pomeriggio fiorentino.

giovedì 16 giugno 2016

Partendo da un poster

Leggendo violanews i giorni scorsi, clamorosamente mi si sono aperti vecchi files. Già condivisi, in maniera diretta ed espressa o in maniera indiretta facente parte di altre storie, ma che avevano una comune etichetta, quella dell' amarcord. Così mi è venuto spontaneo vedere cosa offriva la rete legato a quel ricordo e diverse immagini, "LEGGERE COME LE CANZONI" , mi sono passate sotto gli occhi fino ad una su cui non ho potuto non soffermarmi. Apro l'immagine e la riconosco, non senza un piccolo grande brivido
Guardo il poster qui accanto e lo rivedo attaccato nel mio "abbozzo" di cameretta e il mio sguardo orgoglioso per quei tre dieci nella sua pagella. Ma soprattutto rivedo la gioia nel momento in cui mi è stato recapitato insieme a quella foto, tipica da autografo, tanto in vigore negli anni 80.
Ma senza dubbio quello che rivedo è la faccia dell' uomo coi baffi che sorridente me la consegna. A noi che non avevamo telefonini, internet, computer o altro, poster e foto dei nostri idoli erano regali da far brillare gli occhi. Ricordo lo stupore e l'abbraccio successivo per chi, non abituato a comprare settimanali sportivi o chiedere foto, si era preoccupato di cercarli e....cosa infinitamente più grande...di farli autografare da quello che era l'idolo indiscusso. Quel "graffio" di pennarello nero sulla foto e sul poster, a ripensarci, ancora lascia il segno. "A Enzo con simpatia".
E quella frase di accompagnamento dell'uomo coi baffi "hai visto, c'è anche la dedica? Tutta per te". Ed io che non sapevo come ringraziarlo, per quelle due righe e quella firma che per me erano e valevano qualcosa di inestimabile. E quella frase "Goditi il tuo idolo, resterà sempre tale....è il tuo "primo amore"...ma non ti dimenticare che la bandiera resta Antonio" tanto per sottolineare categorie, livelli e soprattutto insegnarmi il concetto di riconoscenza. Ogni volta che rivedo o sento parlare di Passarella scatta qualcosa che mi collega a quel poster, quella foto, quel doppio autografo, quel paragone sotto la neve, ma soprattutto quell'aprile con quel quel gol alla Juventus e quel vaffanculo, quella partita (la prima "da solo") con l'Udinese e quella doppietta al Pisa all'ultima giornata per poi partire per Milano per un'altra maglia nello stesso mese in cui qualcun altro faceva un viaggio ben più lungo andando molto....più su. Ogni volta inconsciamente, quasi stupidamente, Passarella richiama ricordi che sembrano lontani e nascosti e che invece sono compagni continui di viaggio e così vivi da essere tangibili. Semplicemente partendo da un poster dell'Intrepido, che penso di non aver mai comprato in vita mia, ma che rappresenta un ricordo così unico da riconoscerlo come uno "di famiglia".

lunedì 13 giugno 2016

Tra il Principe e Danielino

Kiave di lettura n° 187
Dopo la splendida domenica di qualche settimana fa, e dopo il periodo di allenamento che l'aveva preceduta per poter dire ed essere più o meno certi che "PRENDE QUOTA IL RITMO" giusto delle gambe, la costanza della corsa mi aveva un po' abbandonato. Così, recuperare passo ed andamento giusto, ha la sua difficoltà, accentuata da allergia e da un clima umido che cambia costantemente in un giugno più matto di un marzo pazzo.
Trovare il ritmo non è facile e il random aiuta un po' presentando Bon Jovi e la sua botta di adrenalina con "Livin on a prayer" che riesce a farmi attaccare nel modo giusto e mi accompagna nel tratto di rottura del fiato che è sempre uno di quelli più importanti. Affronto al meglio l'impatto e per un po' i pezzi scelti dal random mi sono amici e motivo di accompagnamento nel ritmo pur passando e scegliendo pezzi "strani" che faticavo a ricordare di avere nella musica nel cellulare (tra le quali si passa dal Bobo dagli sfondi amaranto di Madame Sitrì ai Sette sono i Re della Bandabardò).
Ne passano alcuni di pezzi, quasi inosservati forse perchè la corsa è fluida. Quando invece il momento peggiore  si avvicina, cioè quello di tenere il buon passo di partenza, arriva il Principe De Gregori con la sua Titanic che dai ritmi allegri accompagna al meglio il momento di calo di ritmo "e giragiragira l'elica e gira gira che piove e nevica" fa continuare a far girare le gambe nel modo giusto anche se rallentate.
De Gregori è uno di quei cantanti di cui ammiro testi, musica e soprattutto la capacità di essersi costruito un repertorio infinito di pezzi apprezzati, ascoltabili e che lasciano il segno, proprio come quello di cui in passato ho scritto qui. Ho il rammarico di non averlo mai visto in concerto, credo che il suo stile ed i suoi pezzi mi regalerebbero grandi emozioni e sicuramente sarebbe uno di quei concerti da conservare impressi nella memoria. La poesia che regala nei suoi pezzi, declinata ogni volta diversamente ma ogni volta nel modo giusto, è un piacere per gli orecchi e per la sensazione di coinvolgimento che trasmette, dalla compostezza quasi istituzionale di certi pezzi ai ritmi più "divertiti" come quello in questione (accentuato nella versione live che ho scelto) in base agli argomenti dei suoi pezzi, 
E come in un naturale passaggio di testimone arriva un altro pezzo da novanta, di quelli molto presenti nel mio Katalogo reparto cd e di quelli che a proposito di pezzi da applausi e di pezzi che lasciano il segno è secondo solo al mio Poeta. Parte uno dei pezzi più apprezzati, di quelli che lasciano il segno per bellezza e per intensità e di cui ho già scritto. Daniele in questo pezzo ha la potenza e la grazia di chi riesce a dipingere nel migliore dei modi una stella nella sua lucentezza, un quadro nella sua bellezza, un sogno nelle sue sfumature.
A differenza di De Gregori, Danielino ho avuto modo di vederlo spesso dal vivo, come testimonia il katalogo sezione biglietti d'ingresso, compreso puntate indimenticabili anche fuori confine che sono state il prosieguo di un percorso iniziato molti anni fa, come testimonia la memoria preblog (a cui ho attinto per cercare il pezzo live) che corre da una serie di grandi concerti nelle varie province toscane a quelli inaspettati e unicamente speciali fuori regione. Questo pezzo proprio durante il tratto più duro da affrontare lascia un po' il fiato corto, non essendo la migliore canzone possibile per tenere o aumentare il ritmo, ma per una canzone del genere si fa un'eccezione ben gradita. 
Il ritmo diminuisce come lo stile dei pezzi che dopo aver toccato vette altissime tornano su standard più "normali" (tra gli altri si passa dal Sabato di Lorenzo al negozio di antiquariato di Fabi) ed accompagnano gli ultimi sforzi e gli ultimi km, l'arrivo del Poeta con "certe notti" non è tempestivo per l'ultimo sforzo, ormai il fiato è finito e le gambe reclamano lo stop. Fermo il compagno di viaggio che di nome fa random e salvo la sessione di oggi. Il tempo non è da Deejayten, i 10 km infatti sono solo avvicinati ma non realizzati, ma per riprendere passo e ritmo ci si può stare. In qualche modo le gambe sono ripartite, adesso basta non fermarle di nuovo. Alla prossima, scarpe da corsa. Alla prossima, random.

giovedì 9 giugno 2016

Speranze


Finalmente! Per una volta un deputato PD, per di più ultra-renziano come Richetti, dice una cosa chiara, condivisibile e perlopiù quasi da applausi.

domenica 5 giugno 2016

Tra potere e segreti

Kiave di lettura n° 186

Un libro che esce dalle ultime tipologie descritte ed aggiunte nella mia libreria, che lascia da una parte gialli, romanzi, racconti e saggi e si butta su un'inchiesta giornalistica e sulla forza di rivelazioni non emerse e ben nascoste.
MARCO LILLO - "Il potere dei segreti" - PaperFirst
La scelta è stata abbastanza pilotata dal mio quotidiano acquisto del Fatto Quotidiano e con la passione relativa che si è consolidata per i "fatti". Come scritto per fatti più tristi per Emiliano Liuzzi, l'autore del libro è uno di quelli che numero dopo numero del FQ ho imparato a conoscere ed apprezzare, per la sua capacità di scrittura e di indagine ma anche per la dote notevole di riuscire a far capire realtà intricate, rapporti ben nascosti e trame che meno emergono e meglio è per i protagonisti degli stessi.
Nel libro in questione, sin dalla premessa, emerge chiara l'interpretazione di giornalismo che accompagna Lillo (e il Fatto Quotidiano) e la voglia/obiettivo di fondo del suo lavoro che è quello di raccontare i fatti, così come sono, ricostruendoli e portandoli alla lettura dei lettori. Senza pareri personali o soggettivi ma raccontando e riportando il contesto e facendo emergere eventuali elementi nascosti ai più. Si parte dalle intercettazioni che Lillo riporta, effettuate nell'ambito di inchieste della procura di Reggio Calabria, riguardanti le indagini sul vecchio tesoriere della Lega Nord Belsito ed i suoi possibili contatti con legali vicini alle cosche calabresi. Ma quello che emerge dalle intercettazioni riguarda ben altre persone, che per motivi diversi vengono in contatto con persone intercettate in quell'ambito. Da Berlusconi a Malagò, da Maroni agli ad di Impregilo, da Tosi a Mastropasqua. Ben inteso non emergono fatti penalmente rilevanti, ma fatti da valutare sicuramente si. Ne emerge un quadro di rapporti e di legami basati sul tipico vezzo italiano del "conosco uno che potrebbe...." della segnalazione, dell'aiutino e del passare davanti agli altri come in un coda alle poste. "CON LA SCUSA DEL" volevo notizie, imprenditori ed amministratori delegati arrivano a chiedere a segreterie di partiti e di Ministeri ed ottenere notizie su percorsi di legge utili per ricevere o meno penali (vedi Impregilo e Ponte sullo Stretto), candidati alla presidenza del CONI che cercano i voti attraverso i contatti di segreterie politiche (vedi Malagò e Lega), dossier scandalistici minacciati per tenere buoni possibili candidati scomodi (vedi Tosi ed i suoi avversari interni e non solo), proprietari di giornali e leader di forze politiche minacciano metodi di "sputtanamento mediatico" a leader di partiti politici che non vogliono seguire la sua linea (vedi Berlusconi/Lega). E' allarmante ed avvilente vedere "descritta" e raccontata in questo libro parte della classe imprenditoriale/politica che si allinea all'abitudine italica suddetta: favori chiesti e minacciati, baratti personali sulla pelle di decisioni politiche, decisioni ispirate da conoscenze di tizio piuttosto che di caio invece che degli argomenti a cui le stesse decisioni sono legate. Talmente avvilente che mi sono chiesto, ma come fanno gli interessati a non provare vergogna (lo so, lo so...sono un sognatore!)? Infatti nel giorno di qualche giorno è arrivata la notizia della richiesta di rendere offlimits la Rai allo stesso autore del libro, richiesta non arrivata per vie traverse ma su carta intestata della Regione. Altro che vergogna....
E per chi può pensare che siano cose vecchie ed ora "inutili", rispondo con le parole di Marco Lillo, ovviamente non per dire che tutto è legato a certi episodi, ma per far capire quanto possono contribuire a realizzare: "l'acccordo tra Forza Italia e Roberto Maroni è un sentiero strettissimo mantenuto in vita proprio da lei: Isabella Votino.....se Isabella Votino non fosse riuscita a convincere Maroni ad accettare l'accordo con Berlusconi, Bersani avrebbe avuto i numeri in entrambi i rami del Parlamento per governare l'Italia....il Cavaliere sarebbe stato fatto fuori dai giochi. Niente accordo per il Napolitano bis, niente pazzo del Nazareno con l'attuale premier, niente attuale premier"
BIGNAMI: libro che nonostante tocchi argomenti non "facili" o scorrevoli, riesce a farsi leggere bene e rapidamente. Lo consiglio per non abbassare una guardia che troppo spesso siamo tentati di togliere con la frase "non ci sono più speranze"...questo libro non ne dà molte, ma apre gli occhi su scenari non così spesso raccontati e mostrati. 

domenica 29 maggio 2016

Applausi veri per Virzì

Kiave di lettura n° 185

Da sempre il suo stile è riuscito a far centro nei miei gusti cinematografici. Non sono un esperto in materia, e spesso mi affido più alle sensazioni a pelle o al "nome" dell'attore, in rari casi a quello del regista, lui è uno di quelli. Parlo di Paolo Virzì come ho avuto modo di scrivere, uno, due, tre volte.
Il tema del film era di quelli che potevano essere la famosa buccia di banana per molti, ma non per il regista livornese. La storia è basata su una strana coppia che si forma in una comunità terapeutica del pistoiese, dove una "signora dal doppio cognome" e dai modi aristocratici stringe amicizia con una ragazza rifiutata da tutti e con il solo punto di riferimento di un padre che l'ha abbandonata per un carriera da cantante di locali. Una con i suoi vestiti di lusso ed i suoi atteggiamenti da signora altolocata, l'altra con "senza fine" nelle cuffie con la convinzione che sia una produzione del padre. Le due troveranno uno strano feeling dato da diversità e poli opposti ed in una sorta di omaggio a "Thelma e Louise" partiranno per una sorta di fuga alla ricerca di spazi e di chiarimenti di quello che nelle loro vite era rimasto aperto. "Tu sei matta" è la frase che a vicenda le due si ritrovano a dirsi, "matta vera" per rafforzare la propria opinione. Due piccoli esempi del percorso tra la dolcezza e l'amaro della realtà che le circonda e che colora il film. Non mi piacciono le anticipazioni troppo accurate, quando sono troppo esplicative del racconto e della trama quindi mi fermo qui. Vi racconto però di quanto Donatella e Beatrice siano perfette in questa storia, quanto Micaela Ramazzoti e Valeria Bruni Tedeschi che le interpretano siano bravissime, da applausi.
La storia è raccontata con la solita amara ironia dal maestro livornese, "NON SERVONO PAROLE" clamorose per descrivere la sua capacità di rendere commedia anche il dramma e di rendere commovente anche la commedia. Ci sono momenti in cui si ride, amaro, ed altri in cui ci si commuove, di cuore. La storia potrebbe cadere nel patetico o nel già visto, ma sfiora soltanto questo rischio e nel percorso tra latin lover improvvisati (il grande Bobo Rondelli e la sorpresa Graziano Salvadori), vecchi parenti indisponenti (Marco Messeri e Bob Messini) e sguardi di passanti incuriositi ("signore tutto bene?" "noi sì grazie, e voi invece con quegli strani indumenti?") arriva a completarsi con un racconto finale sulla passeggiata di Viareggio che mette a dura prova lacrime e commozione ed esalta lo stile e l'interpretazione di un duo di protagoniste clamorosamente allineate su un voto da lode.
Un cast perfetto, nelle scelte degli attori e nelle scelte interpretative degli stessi, un "copione" che non cade nel patetico o nel banale ma nel dolceamaro di una commedia piena di affetto e di stile. I paesaggi toscani, lo sfondo di Calafuria, il percorso della passeggiata di Viareggio accompagnano Micaela e Valeria in una lunga camminata ideata e strutturata in modo perfetto ed interpretata e vissuta da loro in maniera egregia e da chi ha la fortuna di guardarle in questo grande film in modo totalmente rapito ed ammirato.
BIGNAMI: come ho consigliato ai miei colleghi, dico anche a voi la stessa cosa: "andate a vederlo e veloci, che sia mai debba essere tolto e sarebbe un rammarico clamoroso".
Ancora complimenti Virzì, davvero un gran film.

lunedì 23 maggio 2016

Liste e percorsi più o meno paralleli

Kiave di lettura n° 184
Dopo qualche settimana di assenza, torna una kiave di lettura dal sapore tutto librario, con tanto di bis per un'autrice già presente nel mio personale Katalogo, del cui libro vi ho raccontato un po' di cose non troppo tempo fa.
Questa volta invece il libro è il seguente....
CHIARA GAMBERALE - "Quattro etti d'amore, grazie" . Mondadori
Il libro di Chiara Gamberale era sullo scaffale della Feltrinelli ed il suo titolo "curioso" mi ha invogliato, spinto anche dal positivo esordio con l'autrice avuto non troppo tempo fa. Nelle corsie di un supermercato nascono pensieri provocati da incontri fortuiti di due donne, che finiranno per incrociare nei fatti solo parzialmente le loro vite, mentre lo faranno molto di più nei pensieri e nelle reciproche immaginazioni.
Due vite totalmente diverse, una da star, una da "normale" impiegata, ma l'una l'aspetto desiderato dell'altra. Il racconto oscilla con un ping pong di liste per la spesa e racconti in prima persona alternati dalle due protagoniste.
Nel loro essere diverse totalmente si sfiorano argomenti simili, dai segreti "nessuno può essere complice di un segreto da cui è il primo a dover essere protetto" alle insicurezze "ci dimentichiamo di vivere ma poi ecco qualcuno che ci ricorda come si fa" ; dai feeling "l'unico essere umano che è arrivato lì nel fondo di me dove non credevo ci fosse spazio che per uno specchio" alla considerazione dell'amore "l'amore certi miracoli li fa"; dalla totalità delle passioni "il cuore si è sfarinato, sciolto, sparso fino ai polsi, alle caviglie, alle orecchie" alla paura di viverle "sicura che tu sia fuggita e non ti sia solo nascosta?"; dalle considerazioni familiari allargate ma anche solitarie "le cose che penso le penso con tre teste però sottovuoto sono sola" a quelle totalmente di coppia "se ami una persona se ormai dentro il tuo cuore ormai batte il suo, che senso avrebbe non passare tutta la vita con quella persona?" per finire collegate totalmente in un concetto generale comune "siamo tutti forse il Peter Pan di qualcuno".
Gli spunti di riflessione non mancano e nell'apparente banalità e leggerezza dell'incipit di ogni capitolo dato dalle liste delle spese in realtà in realtà poi si ritrova ben altro. Due protagoniste con i loro elementi e le loro caratteristiche, a volte sovrapponibili a volte talmente diversi da completarsi ed incastrarsi quasi in una personalità dalle sembianze bipolari. Il libro passa quindi dal "semplice" al profondo, non sempre nella migliore delle modalità, offrendo anche rallentamenti che in alcune parti rendono la lettura meno scorrevole di "La zona cieca" , "MA QUESTA CORSA LA" Gamberale la porta comunque a casa. Senza troppi colpi di scena oppure trame clamorosamente avvincenti, ma questi "quattro etti d'amore" hanno il giusto sapore, magari non DOCG ma certamente DOC.
BIGNAMI: se per "La zona cieca" il mio giudizio arriva a toccare anche le quattro stelle abbondanti su cinque, questo libro arriva alle tre con qualche fatica ma anche tante riflessioni e pensieri che restano e lasciano il segno.

lunedì 16 maggio 2016

Domenica da TEN

Più o meno dall'anno scorso, con la mia spalla di una vita, ci eravamo dati appuntamento lungo le sponde dell'Arno per metterci alla prova con qualcosa di nuovo. All'inizio era solo un "si potrebbe" ma poi piano è diventata un obiettivo vero e proprio, tanto da tirare dentro anche altri malcapitati. Doveva essere pioggia e quindi addirittura corsa bagnata, ma è rimasto un doveva. Così la mattinata si è presentata luminosa e limpida, tanto che la magliettata doppia "fidati fa uscire il sudore" (io onestamente il sudore che rimane dentro devo ancora vederlo...) ha messo a rischio la sopportazione da rischio caldo. Eravamo lì e quasi sembrava non toccasse a noi, prima al bar a prendere il caffè ed a dire le solite scemenze, poi nelle foto contro/a favore vista/non vista Santa Croce, poi negli abbracci prepartenze e nell'apprezzare l'unica maglia senza la scritta perchè coperta dal pettorale, ed infine nella "regolazione" degli strumenti teNNologici mentre il giovincello della Palude era nel secondo blocco e ci regalava dieci minuti di vantaggio a noi vecchietti, annunciando "tanto vi ripiglio".
Sembrava non toccasse a noi, in quella fiumana gialla sui lungarni in attesa del via. Quando la marea si è mossa, la partenza è stata lenta, bloccata dai tanti che dovevano mettersi in moto, poi magicamente anche quelli davanti a noi si sono incamminati e solo in quel momento è stato chiaro che toccava davvero anche a noi. Dopo aver scansato il "fotografo suicida" e schivato "la variante coriandolo" ci siamo messi in moto, con il fantasista dei lungarni che più del caldo metteva a rischio il nostro fiato facendoci ridere proprio mentre il primo ponte era sotto i nostri piedi. Da lì il capitano con le lacrime agli occhi, ha richiamato all'ordine ed alla concentrazione e davvero la corsa è cominciata. Abbiamo affrontato l'inizio della salita per il Piazzale ognuno con il suo passo come ci eravamo detti prima della partenza. Per un po' ho visto il capitano ed il fantasista lì accanto e sentivo la presenza della spalla di una vita forte e sicura come sempre a coprirmi le spalle come accadeva a calcetto e come tutt'oggi sempre per ogni cosa, poi dall'altezza del semaforo per il Surf Ventura è cominciata davvero la mia DeejayTen.
Ho cercato nel cellulare una playlist adatta per il momento e solo lì mi sono accorto che non ne avevo fatta una per l'occasione, allora sono andato sul sicuro selezionando artista, scegliendo Liga e lasciando fare al random. Avevo bisogno di sicurezze, visto che il percorso era totalmente nuovo e mi sentivo di non essere così certo nel mio passo. Piano piano mi sono sciolto, ho trovato cadenza e ritmo giusto che ho cominciato passo dopo passo a riconoscere come il mio, con l'aggiunta della mia Firenze che mentre salivo verso il Piazzale ogni tanto faceva capolino alla mia destra. Il random ha iniziato con c'è sempre una canzone e mi pareva adatta per farmi capire che anche per quella giornata il ritmo giusto me lo poteva dare la musica;  "per caso o per fortuna" il passo si è disteso ed è diventato quello utile per farmi salire senza troppi affanni in mezzo a quel grande mare giallo che stava sudando come me, chissà se anche loro imprecando come il giovincello grossetano "vai in culo te e la magliettina sotto, tra un po' collasso dal cardo" in una sorta di zoo unico, lo stesso che Liga mandava a memoria nelle mie orecchie aprendo poi la strada a buonanotte all'italia, splendida canzone ma che non era esattamente quella che serviva per forzare il passo ma quella giusta per lodare "la bellezza senza navigatore" che piano piano stavo raggiungendo. Arrivati infatti alla vetta si è aperto il mondo, la più bella di tutte era lì e si mostrava nella sua splendida immagine da cartolina, immobile mentre intorno correvano quindicimila magliette. Sarebbe stata da foto e il giovincello quel selfie giustamente se l'è regalato, prima di continuare il percorso, che proseguiva comunque in salita anche dopo il piazzale, come annunciato dal fantasista che aveva provato il tracciato. Dopo poco però la strada comincia a scendere e quasi magicamente appaiono i sogni di r&r nel random proprio mentre si passa nel punto che ho già definito come uno dei miei scorci preferitiun sogno la visuale, un sogno poterla ammirare in quel modo.
"Guai a chi ci sveglia" ma per fortuna a risvegliarmi è l'area ristoro attorno ai 5km che con doppia razione di sali e acqua in aggiunta mi dà il nuovo sprint per ripartire di slancio e questa volta il cellulare mi aiuta facendo partire i ragazzi sono in giro e il suo ritmo mi porta di slancio ad affrontare la discesa ed a ritrovarmi a Porta Romana prima di quanto immagini, mentalmente penso che ci sono ancora i ponti da fare e non devo darla per finita. Intatti via Romana sembra più lunga del solito e i sali cominciano a finire i loro effetti anche se la gente accanto al percorso che ogni tanto applaude e sorride dà una carica diversa ma comunque importante. Scorre via Piazza Pitti ed arriva il primo del tris di ponti, IL ponte magico più che vecchio, impossibile da calcare in una corsa, visto il livello abituale di presenze turistiche. Il Bar Mario e "rombo che domani ripasserà" mi accompagnano nell'affrontarlo mentre la preziosa tifosa/reporter ci immortala nelle nostre prime (...o quasi...) espressioni di fatica, regalandoci i primi souvenir fotografici preziosi che poi ripeterà all'arrivo. Saltato il Ponte Vecchio ne arrivano altre due con in mezzo i lungarni a regalare un serpentone unico da brividi, che arriva alle stelle quando il random bastardo propone "per sempre" che non riesco a saltare ma chiaramente affatica la corsa o almeno la rende ancora più emozionante. Firenze è lì, magica più del solito, meno caotica dell'abituale anche se con tutta quella gente di corsa e meravigliosa da osservare, ferma da ammirare con gli occhi a cuoricino. Sembra impossibile, quei minuti di quella canzone sono e restano ancora oggi infiniti nella mente, la fatica aumenta e si mescolano con la bellezza della città del giglio, la potenza di questi km già macinati e l'emozione che quel "ce la faremo" finale della canzone spinge ai massimi. L'ultimo ponte apre l'obiettivo di piazza Repubblica che erroneamente battezzo come l'ultimo scalino prima dell'arrivo visto che non immagino, sbagliando, la passerella intorno al Duomo. Certamente un tocco finale di classe che però aumenta le sofferenze. Il muro del suono accompagna gli ultimi sforzi, gli applausi e le foto di giapponesi incuriositi e fiorentini divertiti fa da lancio all'ultimo sprint. Via Calzaioli è sì l'ultimo strappo "potrebbe fare selezione" "che selezione vuoi che faccia l'è a dù metri dalla fine" e gli ultimi sforzi hanno ormai l'arrivo a portata di gamba, il passo si allunga e si può cominciare a sorridere. I dubbi sul farcela che si erano manifestati prima del ristoro e appena visto l'obbligo del giro attorno al Duomo scompaiono, mi lancio con Liga che attacca il centro del mondo, passo sotto il traguardo e guardo il tempo.
57 e 12. Mi apro in un sorriso, non era la cosa principale il tempo ma vederlo sotto l'ora di ben tre minuti mi fa davvero contento e sentire tutti i muscoli ancora vivi ancora di più. Il sacchetto del ristoro è l'ultima tappa prima del ritrovo con il gruppo e lì, tra odori di soffritto misto, stanchezze infinite, arriva probabilmente il momento più bello. Quello che in un abbraccio infinito, in un ideale random accompagnato da sarà un bel souvenir, lanciato dalla spalla sicura di una vita e immortalato dalla sempre più preziosa tifosa/reporterevidenzia il senso infinito della giornata: "LA FORZA DELLA BANDA". Ci sono caviglie gonfie, ghiacci da mettere, macchine da recuperare, medaglie da apprezzare, "paradeejay" da ideare, tempi da guardare, battute da fare e continuare a proporre, temporali che sembrano in arrivo, birre da bere e panini da mangiare o meno, ma quello che resta come cosa principale è esattamente quella forza, quella banda e quel magico sfondo e scenario che ha fatto da panorama e protagonista di un corsa lunga 10 km e 57 minuti.
Permettetemi un PS. Quelli che vincono le medaglie che contano di solito le dedicano, ecco non mi sono così bevuto i'capo da pensare di essere in condizione di poter far dediche di quel tipo, ma io lo voglio fare ugualmente e la dedica va ai protagonisti di questa domenica da TEN, quei protagonisti che ho provato a descrivere in questo post proprio con un grassetto, un corsivo ed il colore viola. Nessuno me ne vorrà se una dedica ancora più speciale va a chi quel tagliando me l'ha fatto trovare in una busta e come spalla sicura di una vita non poteva certo mancare in una domenica del genere, come del resto, da sempre, non manca mai.

sabato 14 maggio 2016

Passo...si spera primo...

Kiave di lettura n° 183

Qualche tempo fa avevo espresso la mia opinione sulla vicenda dell'unioni civili ed il dibattito che aveva "innescato" l'inserimento o meno della stepchild adoption (termine che in sè mi fa venire voglia di mettere solo i...) nel provvedimento. Sono passati quasi tre mesi e la legge è arrivata in porto. Come ho avuto modo di scrivere, l'occasione di fare un passo avanti, bello, deciso e moderno ce la siamo giocata nella sua totalità. Tutto questo, per colpe varie, di vario livello e varia importanza, ma di quello ho già scritto e rileggendo quel post non cambio di una virgola il mio pensiero. Se qualcuno vuol approfondire trova quel post pronto, che sostanzialmente dice che i passi avanti che si potevano fare ci potevano portare finalmente ad essere paese allineato ai tempi e non legato ai retaggi sottoculturali di un Paese investito da laicità solo a parole. La questione adesso però va oltre la politica ed agli errori di questa o quella parte/partito. Infatti, questa settimana è passata da questione politica a tema "sociale" e di attualità, così come è variata "l'etichetta" dei miei post su questo argomento, da politica ad attualità.
Quel che invece mi piace sottolineare oggi è l'angolazione diversa da cui in questo momento la cosa può essere vista. L'altra sera a Gazebo (sempre di più una delle poche trasmissioni, tra le uniche, a far servizio pubblico) ho visto un'intervista a Vanni Piccolo, attivista della prima ora per il riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto. Ed ho capito che forse il mio punto di vista era un po' troppo snob nel riconoscere soltanto il lato "residuale" di una legge che presenta molti lati migliorabili e soprattutto lascia aperte tante porte ad interpretazioni e dubbi legislativi e non solo. C'era nelle sue parole ed in quelle di molti attivisti molto di più di un "CHI S'ACCONTENTA GODE COSI' COSI'" che forse mi sarei aspettato. Ed erano parole sincere e vere, non come quelle piene di opportunismo politico di altri che inneggiano alla vittoria clamorosa per un provvedimento, che loro stesso avevano definito "inaccettabile senza la stepchild" o "una sconfitta che mi porterebbe a lasciare la politica".
In quelle parole vere di Vanni Piccolo ed in quelle lette e sentite di altri realmente e sentitamente attaccati alla causa ed al provvedimento ho letto qualcosa che mi ha fatto riflettere bene. Forse davvero poche volte come in questo caso, il vero giudizio iniziale dovrebbe essere lasciato a chi prima non veniva minimamente riconosciuto ed adesso lo è. Non cambia questo il mio giudizio e la mia analisi, ma leggere in quelle parole un "finalmente possiamo esistere" ha scosso la mia sensibilità particolarmente. Ed allora almeno speriamo che questo sia il PRIMO passo e non l'unico e soprattutto l'ULTIMO per diritti che a me sembrano sempre più scontati e indiscutibili ma che invece arrivano soltanto oggi ad affacciarsi nei nostri diritti di cittadini di questo laico Paese.

lunedì 9 maggio 2016

Cinqueemezzo

37^ - Campionato
FIORENTINA - PALERMO = 0-0
GOAL: ----
vedi sintesi tratta da youtube
LA PARTITA ed IL KOMMENTO:
Cercare di descrivere la partita di ieri è di una difficoltà quasi unica, vuoi per l'inutilità e la pochezza della stessa vuoi per i festeggiamenti da ultima in casa pre e post partita targati Moonshine. Il "capitano", quello vero e non il 23, mi aspetta al varco "voglio vedere domani come tu fai a dare i voti" (cit) e non voglio sfigurare quindi mi arrendo subito alla difficoltà. La partita offre pochi spunti e molte pinte nonostante il nostro Jilberti di fiducia ci dia il buon esempio con il "oggi solo una, non sono al massimo" (cit.). La viola con Kalinic/Ilicic/Zarate/Berna farebbe pensare ad un 11 di attacco ma in realtà le occasioni latitano, "fioche come la voce di Enry" (cit) e nel primo tranne un paio di tiri a rientrare da segnalare c'è solo il tempo che cambia dal maniche corte, alla felpa, al giallonebluone. La ripresa si segnala per un giro (uno?!?) ai bagni, diverse sostituzioni, qualche cartellino e la standing ovation per il 23 che saluta la compagnia. Pur avendo la considerazione nota del giocatore, giusto il riconoscimento a livello di applauso....quando poi è partito il coro "c'è solo un capitano" mi sono unito anche io, ovviamente però rivolgendomi al mio capitano personale, accanto di seggiolino, con tanto di relativo abbraccione. Tata continua ad essere più o meno "spettatore abusivo" (cit), non molto di più di altri in campo, ma più o meno come Sorrentino che a parte qualche tiro sbilenco torna senza patemi in Sicilia. Finisce tra gli sbadigli 0-0 come una settimana fa, con un accenno di contestazione ed un grigio del cielo e del finale di stagione davvero sottotono, per non dire di peggio.
L'ultima puntata andata in onda è davvero di scarso livello, scarso attaccamento ad onorare il campionato fino alla fine ma soprattutto purtroppo in linea con una parte finale (nemmeno così piccola) di stagione che recita una vittoria su undici gare. In giro c'è poca fiducia ed entusiasmo sotto i piedi, sarà il finale, sarà che l'inizio c'aveva abituato male, ma davvero riaccendere entusiasmi ed emozioni sarà dura. Parte finale che merita un 4,5 anche 4 che fa da pari ad un inizio da 7,5 abbondante pure 8, tanto per dare due voti visto che le pagelle della partita reciteranno un 5,5 collettivo ("capitano che pole andare?") ampiamente in linea con il periodo e con la difficoltà di fare scelte per una partita del genere.
Anche a campionato chiuso però....
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...visto stamani il risultato ma perchè volevo capire meglio dell'omonero, leggo cose agghiaccianti..."
LE PAGELLE
Tatarusanu sv
Roncaglia 5,5
Gonzalo 5,5
Astori 5,5
Bernardeschi 5,5
Borja Valero 5,5
Badelj 5,5
Pasqual 5,5
Ilicic 5,5
Zarate 5,5
Kalinic 5,5
Mati Fernandez 5,5
Alonso 5,5
Vecino sv
All. Paulo Sousa 5,5

domenica 8 maggio 2016

Domenica di maggio

Kiave di lettura n° 182

Per quelle mamme che da sole portano avanti una famiglia, per quelle che sono la giusta spalla per una famiglia numerosa, per quelle che lo stanno per diventare, per quelle che "NEL NOME DI CHI" hanno messo al mondo si annullano, per quelle che ti coprono di attenzioni quando sei malato, per quelle che confuse da milioni di impegni non riescono a ricordarsi sempre tutto, per quelle che sono presenti anche aldilà del possibile, per quelle che ti insegnano il modo di vivere, per quelle che vivono impaurite da soprusi ignobili e nonostante questo tengo testa alta e sguardo fermo per il bene del loro amore più grande, per quelle che non hanno dubbi su cosa c'è al primo posto nella loro vita dovesse anche costare mettere in un cassetto convinzioni e sogni più grandi, per quelle che sono un po' anziane, per quelle che sono molto giovani, per quelle che non sono la tua ma ammiri ugualmente orgoglioso di avere incontrato sulla tua strada, per quelle che corrono/rincorrono/si moltiplicano per non saltare un appuntamento anche minimo, per quelle che fanno trasparire amore verso la parte più importante di se in ogni sguardo/parola/attenzione, per quelle che per diventarlo hanno fatto fatica e percorso strade in salita, per quelle che trovi sorridenti anche dopo travagli infiniti, per quelle che si chiamano Vanna, per quelle che sono mamme più volte, per quelle che lo saranno, per quelle che ti fanno ammattire ma restano "intoccabili", per quelle che sono il giusto pezzo di un mosaico perfettamente colorato, per quelle che di ruoli ne fanno più di uno, per quelle che "vedrai tutto si aggiusta".
Per tutte loro non basta una domenica di maggio, ma questa domenica se la meritano proprio tutta.

lunedì 2 maggio 2016

Vette estemporanee

Per gli "estemporanei" non è mica facile trovare parole giuste per fotografare o descrivere caratteristiche o i motivi per cui certi "colpi di takko ai' giro" siano degli assist così invitanti. Ed allora forse la cosa migliore è quella di provare a raccontare uno di quegli attimi che sin dall'inizio sai che "SARA' UN BEL SOUVENIR" dalle vette elevatissime. 
Così, da vette montuose di qualche anno fa - ma sempre attualissime - a quelle necessarie per una giornata del genere, che segna sul diario 40 che come dice lui è cifra importante perchè "a 40 c'è la salvezza" (cit).

B: quindi ricapitoliamo...
K: ikkè tu vuoi ricapitolare?
B: Primo: tu m'hai fatto rientrare un giorno dopo dalla Svizzera e tu m'hai fatto perdere la Frusolina...
K: però la Frusoleria con la marmellata di peperoni tu l'hai ritrovata lì ad aspettarti....
B: e ci credo chi tu volevi la prendesse? E comunque la meglio l'è quella di zucchine verdi...
K: l'è di nulla, a me le zucchine 'un mi garban nemmen fritte....
B: poi secondo, tanto t'hai fatto e tanto t'hai detto che c'ha mandato nel locale a lume di candela...
K: ora solo perchè il cameriere t'ha fatto du' moine...
B: un'cominciamo eh..le moine l'ha fatte a te...io la candela l'ho anche spenta..
K: infatti unsivedeva nulla, sarà stato anche bono il mangiare eh....ma ci possano aver dato di tutto da mangiare....pe' ikkè s'è visto...
B: e siamo già a due....andiamo avanti, terzo...una volta che si passa il confine.....ci fermano alla dogana in uscita e tre metri dopo in entrata....
K: se t'hai la macchina "sospetta" dai la colpa a me anche di quello....
B: sarà stata la macchina ora....c'era tre gradi s'era in fruit e pantaloncini corti....
K: poi colpa tua, unt'hai voluto fare i traforo.....
B: e s'arriva al punto numero quattro "il traforo, il traforo" e poi quaranta minuti di coda nemmen per i Dream Theater e poi un tunnel inutile, parea il Melarancio....vaiavaia
K: però in coda per il traforo s'è fatto un filmino che a rivenderlo a Pieraccioni ci fa un film...
B: quello è vero....però come tu la metti con la serata svizzera in quel paesino famosissimo lungo lago....che tu ti ricordi benissimo come si chiama no?
K: quello l'è colpa tua, avanti indietro avanti indietro lungo lago...nemmen Carnasciali sulla fascia nei tempi d'oro...poi uno si confonde...
B: bah...la labirintite proprio...la meglio l'è codesta....e siamo a cinque...a proposito...che ti ricordi vero che lì si son perse le tracce della guida vero? E sono sei....
K: ancora con questa guida?!!? Ohiohi tornati a Firenze ti compro l'enciclopedia, la Svizzera dal Cucù al cioccolato....
B: tu me l'hai persa, mi pare il minimo....prima dell'albergo coi pittori nelle camere e la c'era.....
K: allora sarà stato un pittore a rubartela.....che colpa c'ho io?!?!
B: insomma via....in dù minuti te n'ho bell'è trovati sei di motivi.....
K: aspetta ti trovo il settimo......non ti girare...'uncicredo....
Ovviamente curioso come una scimmia....B si gira....
mr X: ueh....ma non ci creeeedo....
B in silenzio (mai visto zitto in vita mia) e mi guarda con l'espressione tipica del "non ci posso credere"
mr X: ma cosa ci fai te qua?!
B (io eh?!?): ehhh siamo in vacanza...
mr X: anche noi, veniamo sempre in montagna un po'...capisci...a riossigenarci....
B (uh simpatico): eh eh 
mr X: ma dove sono i tuoi? Ma dove li hai lasciati?
B (se un tu li vedi...): sono al mare....io sono in vacanza con un mio amico....
K: piacere...
mr X: anche voi a riossigenarvi? Anche a Firenze aria inquinata eh!?!?
B (ma ikkè tu voi?!?): veramente siamo solo in ferie in montagna...
mr X: e quindi non ci sono i tuoi?
B (e te l'ho bell'è detto): no...e son sempre al mare....
mr X: eheh invece voi a godervela al Curma eh?
B (ma che lingua parla): eh? 
mr X: eh dai al Curma....
B mi guarda implorante aiuto ma onestamente non saprei come darglielo...quasi in coro...
B e K (ma ikkè dice?!?!): no no siamo in un b&b...questo posto non si conosce...
mr X: ma come no dai? A me lo potete dire....
B e K (sì ma cosa!?!?): .......
mr X: il Curma!! Il Courmayer.....
B e K (ohiohi...): ahhhh...
E le parole non riescono più ad uscire se non i saluti e poi.....di nuovo da soli...
B: io non ho parole....altro che settimo questo l'è anche ottavo, nono e decimo...
K (in apnea da risate): quando l'ho visto uncivolevo credere, all'inizio ho detto "o dove l'ho visto" poi quando ho realizzato....ho pensato...
B: t'hai anche pensato!?!?
K: bada gli autori che regalo....
B: dico io un basta ritrovarmelo tutti gli anni a Follonica, no....uno viene qui a "riossigenarsi" e te tu me lo fai trovare anche qui....
K: sarà colpa mia...
B: ma poi non uno a caso....il più simpatico....uh proprio da dirgli "uhhhh che risate"....
K: se tu voi lo rincorro gli chiedo se si va a cena insieme al Curma.....
B: 'ccahare, te lui e il Curma.....

Mi pareva il modo giusto per fargli auguri....estemporanei....proprio come lui....in parte come me, d'altra parte "tra fratelli".....
AUGURI BOLLINS....

sabato 30 aprile 2016

Sbadigli di novembre

36^ - Campionato
CHIEVO - FIORENTINA = 0-0
PRIMO TEMPO:
Per la trasferta di Verona, dopo la "botta finale" della scorsa settimana, c'è l'attesa e l'interesse che più o meno mi suscita l'uscita del nuovo album di Gigi D'Alessio. Non giocano Ilicic, Vecino e Berna e son sostituiti da Zarate, Mati e Tello. Sembra una partita amichevole di inizio stagione e da annotare sono solo le antiestetiche scarpe di due colori diversi di alcuni viola chissà se "per riconoscere la destra dalla sinistra?". Ritmo soporifero e nella prima mezz'ora si segnalano (giusto per non lasciare il post in bianco) due cartellini, un tiro fuori di Mati ed uno fuori del Ceo. Al 35' Tomovic si invola (avete letto bene...) assist a Kalinic e bella parata di Bizzarri. Poco dopo Cacciatore meriterebbe il rosso per una reazione su Alonso ma viene graziato dal giallo arbitrale. Tutto qui. Finisce tra gli sbadigli il primo tempo ed il livello d'interesse, se possibile, cala "dell'attro".
SECONDO TEMPO:
Si riparte con un ritmo in crescendo ed in dieci minuti prima Tomovic sbaglia una chiusura e lascia libero Pellissier che spara in bocca a Tata, Kalinic guadagna una bella punizione dal limite che Zarate calcia benissimo, anche troppo, traversa e Alonso spara altissimo. Infine Rigoni, per far pari il conto dei pali, trova un gran tiro che fa tremare il palo con Tata che sembrava "esimo". Squadre più lunghe e un pò il gioco ne guadagna con qualche occasione, come Kalinic che si gira bene ma trova una deviazione o Zarate che trova un buon tiro centrale. Dopo un inizio promettente, le occasioni svaniscono fino a dieci dalla fine quando da una mezza buca difensiva il neoentrato FloroFlores spara su Tata, dopo che Zarate aveva avuto un paio di spunti interessanti deviati sul più bello. Come ciliegina finale Tata si fa autotunnel su un tiro di FloroFlores e giusto la linea lo salva, mentre Ilicic potrebbe regalarci una gioia che invece allarga troppo e ci manda a casa sullo 0-0
KOMMENTO:
Per l'interesse che poteva esserci per questa partita, il match ha rispettato le attese. "FORSE E' UNO" spettacolo atteso ma resta comunque poco piacevole. Nel primo tempo il nulla assoluto, nella ripresa qualcosina, ma anche qualche rischio. Tutto sommato una partita da amichevole e sbadigli, degno proseguo di un finale poco guardabile. Un crollo nel gioco, nell'intensità e nell'attrattività di una squadra che ad inizio anno sembrava davvero altra cosa. Adesso portiamo in fondo questo piazzamento europeo e questa stagione....e se magari si riuscisse a non far sbadigliare come stasera.....
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...per il tempo pare novembre, menomale siam già salvi a novembre...no, no io 'undico più nulla..."
LE PAGELLE
Tatarusanu 6
Finchè non tirano o gli tirano addosso, va tutto bene
Tomovic 5,5
Preciso e una buona progressione nel primo tempo, sbavature importanti nella ripresa
Gonzalo 5,5
Impreciso nei lanci e poco sicuro negli anticipi
Astori 6,5
Fa il suo e copre anche le disattenzioni dei compagni
Alonso 6
Molto confusionario, ma volenteroso e propositivo
Badelj 5
Fa poco e male
Borja Valero 6
Si dà da fare ma senza la solita precisione
Tello 5
Non trova il passo giusto
Mati Fernandez 5,5
Mille errori di precisione, un paio di spunti poco incisivi
Zarate 6,5
Si accende soprattutto nella ripresa, sfortunato nella traversa
Kalinic 6
Ci prova e si sbatte
Bernardeschi 5,5
Una giocata iniziale poi sparito
Ilicic sv
All. Paulo Sousa 5,5
Partita con poco ritmo e squadra che sembra in ferie
Il migliore: Zarate
Il peggiore: Tello