domenica 26 novembre 2017

Ri-BabaVAR e qualcosina di più

Campionato - 14^
LAZIO - FIORENTINA = 1-1
GOAL: De Vrij, Babacar (R)
LE PAGELLE
Sportiello 6,5
Un rinvio sballato che poteva costare caro, respinge un tiro velenoso di Luis Alberto, non fa l'interventone sul gol ma nella ripresa salva su un gran tiro di Immobile e su una pericolosa inzuccata di Parolo
Laurini 5,5
Soffre maledettamente Milinkovic e Luis Alberto e non sembra poter tenere botta, si arrangia come può ma non arriva alla sufficienza
Pezzella 7
Sul gol lascia in gioco De Vrij, dopo si riprende e diventa il solito leader. Nella ripresa il migliore, dietro un muro e quando si butta avanti nel finale trova il rigore e una rovesciata che poteva essere storica per un gol bellissimo. 
Astori 6-
Un paio di chiusure decisive, in alcuni momenti in affanno ma sempre sulla linea di galleggiamento
Biraghi 5,5 
Si vede poco, soffre Marusic nel primo tempo e nella ripresa non dà niente in fase offensiva 
Benassi 6-
Buono il passo ed il pressing iniziale, poi cala molto nella ripresa
Badelj 5
Un contrasto importante ad inizio gara poi non dà segni di vita fino a ripresa inoltrata con un altro contrasto. Nel mezzo qualche passaggio ma poco altro. 
Veretout 6,5
Aggressivo, tiene botta e ci prova con tiri da fuori poco precisi o troppo centrali
Chiesa 6,5 
Corsa ed un gran bel movimento per un assist non sfruttato nel primo tempo. Nella ripresa cambia diverse posizioni ma si conferma leader ed anima di questa squadra
Simeone 5+
Qualche timido segnale, troppo poco
Thereau 5,5
Inizia voglioso e pericoloso poi sparisce non avendo più fiato
Babacar 6,5
Poco impatto ed un tiro strozzato su un'occasione che poteva essere pericolosa. Poi si fa male e sembra trotterellare fino alla fine quando capita l'occasione del rigore decisivo. Freddo sigla il pareggia
Vitor Hugo 6
Compitino fatto, non impossibile
Saponara sv
All. Pioli 6--
Formazione di default, inizio promettente poi la squadra cala, nella ripresa cambi che non convincono e pari acciuffato grazie ad un Pezzella improvvisato centravanti
IL MIGLIORE: PEZZELLA
Il peggiore: Badelj
LA PARTITA
Dopo la brutta partita di Ferrara arriva la seconda trasferta consecutiva. Sale il livello, nettamente, rispetto all'impegno con la Spal visto che davanti abbiamo probabilmente la sorpresa di questo campionato, la Lazio, che viene però dalla delusione del derby perso. Arriviamo con la squadra titolare, che a sensazione, Pioli non cambierebbe mai salvo infortuni o squalifiche. Cominciamo bene, squadra corta e pressing alto, senza paura cerchiamo la Lazio e la sfidiamo con un buon ritmo. Giochiamo con aggressività e per una ventina di minuti abbondanti diamo la sensazione di esserci, "non mi pare si giochi malissimo" (cit) vien spontaneo pensare. Pericolosi lo siamo però poco o nulla, con un tiro velleitario di Thereau ed un colpo di testa morbido di Simeone. La sensazione di buona partita è amplificata dal fatto che dietro, tranne un rinvio sballato di Sportiello che causa giallo ad Astori e punizione dal limite non sfruttata dai laziali, sembriamo soffrire il giusto. Sembra. Perchè con la prima punizione da trequarti, cross morbido in area, linea del fuorigioco sbagliata ed "ANCHE STAVOLTA NESSUNO CHE CI" salva dall'inevitabile: 1-0 gol di De Vrij. Proviamo a reagire ma quando si arriva a trequarti ci perdiamo e l'ultimo passaggio o è un appoggio dietro per un tiro da fuori sballato o poco altro. Unica eccezione una bella palla profonda di Benassi per Chiesa che trova il cross giusto e forte per Simeone che fa meta. Tranne una bella giocata di Luis Alberto si va all'intervallo senza sussulti.
Riprendiamo da inizio ripresa come inizio primo tempo, abbastanza vivaci e su uno scambio Thereau/Chiesa costruiamo una bella occasione concretizzata però con un tiro troppo centrale. Dopo ci sono solo un paio di tiri di alleggerimento da fuori e poco altro ma la potenza e la pericolosità è altra cosa. Nel frattempo Baba per uno stanchissimo Thereau e Vitor Hugo per Laurini ed onestamente nessuno la capisce l'utilità di mettere tre difensori contro il solo Immobile e soprattutto portare Chiesa lontano dalla porta, che nel grigiore offensivo è tra i pochi a farti sperare qualcosa. Attorno alla mezz'ora alcuni ribaltamenti di fronte accendono la partita ma poco o nulla cambia e all'ennesimo tiro a due all'ora centrale vien da dire "ci si facesse a fare un tiro, un ti dico angolato, ma almeno non in bocca al portiere un sarebbe male" (cit). Entra Saponara ma non si nota granchè, Chiesa continua a fare confusione ed a sportellate, ma è l'unico che pare vivo, insieme a Sportiello che salva un paio di volte dal raddoppio laziale. Poi in un finale da "palla lunga" Pezzella si porta avanti e diventa il più pericoloso attaccante, in pochi secondi si procura il rigore e con una splendida rovesciata costringe il portiere laziale ad un miracolo. Dopo un minuto di VAR è rigore per appunto fallo sul difensore argentino. E di nuovo il BabaVAR colpisce: 1-1.
Alla fine portiamo via un altro punto (più prezioso di quello di Ferrara) da una trasferta difficile, dopo una prestazione non negativa anche se in molti tratti della partita la squadra dava l'impressione di non essere mai pericolosa. Non abbiamo sofferto troppo una squadra più forte di noi in questo momento, che però ha mostrato di non avere fenomeni e di non essere esattamente una schiacciasassi. Prendiamo questo punto, sperando che dia a tutti l'idea che non è proprio impossibile pensare di "giocarcela" e magari dando anche quel coraggio e quella convinzione che in molte occasioni sembra mancare quando arriviamo sulla trequarti. 
FORZA VIOLA...sempre...

sabato 25 novembre 2017

Per giorni non uguali

Kiave di lettura n° 263
Ci sono giornate che ti toccano di più, anche se sono "battezzate" come la giornata di... e questa cosa non ti ha mai "esaltato" più di tanto. Ci sono pensieri infatti che quasi in automatico in ogni 25 novembre si accendono e diventano protagonisti. Arrivano e ti lasciano amaro in bocca e senso di vuoto misto a rabbia, per quella violenza fisica, mentale, psicologica, minacciosa, subdola, evidente, inconscia, mostrata ma soprattutto sempre SCHIFOSA
Pensieri e sensazioni protagonisti tanto da portarti a riflettere ed a dirti che se quei pensieri e quei sentimenti si accendono così forti ed intensi ogni volta, forse questa giornata "battezzata" è l'eccezione che conferma la regola e forse è giusto ribadirla questa giornata.
Trovare le parole giuste per provare a fotografare quei pensieri e quei sentimenti è dura e rischia di essere o sembrare banale.
Allora, cerco di non ripetermi troppo ed affido a parole scritte un po' di tempo fa che sono finite nei miei "Sogni di Tricolor". Non so se sono banali o ripetitive ma rileggendole oggi, queste parole riescono in qualche modo a fotografare parte delle sensazioni nate ed esplose oggi.
Ed allora "..per LEI, ma anche per un'altra LEI. E per tutte le altre. Non tutti i giorni sono uguali.." 
Capitolo (giornata) Ventisei - Senza di me 
colonna sonora: "Ho perso le parole"
“..da quando questa notizia è arrivata, ho vissuto questa settimana in assenza di spiegazioni e parole per un gesto così brutale e meschino, così impensabile e invece purtroppo così troppo e maledettamente frequente. È da far orrore il sol pensare che possa esistere qualcuno chiamato “uomo” come te, che possa compiere degli atti che non riesco a definire e che provocano rabbia, sdegno e conati di vomito. Un’aggressione di un vigliacco che aveva avuto la fortuna di avere uno spazio nella sua vita e che ha deciso di dimostrarsi in tutta la sua pochezza di essere violento rispetto ai sorrisi e al calore che Elena riesce a dare.
Sei bella che fai male, canta Liga, e adesso il pensiero di come ti ha ridotto chi merita di finire i suoi giorni in carcere, cara Elena, fa davvero male. Un fatto purtroppo che sembra “essere sempre molto lontano e di non poter toccare direttamente la propria vita, fin quando non arriva: un gesto insensato, meschino, improvviso e clamorosamente violento come solo la vigliaccheria e la violenza di un’ignobile mano maschile contro la dolcezza di un corpo femminile può essere.
Forse non servono parole a risolvere certe situazioni e forse non riesci nemmeno a trovarle, ma gesti anche simbolici ti danno l’illusione di poter essere d’aiuto...”

domenica 19 novembre 2017

Poca roba, anche meno

Kiave di lettura n° 262
Campionato - 13^
SPAL - FIORENTINA = 1-1
GOAL: Paloschi, Chiesa
LE PAGELLE
Sportiello 6,5
Bella uscita bassa su Borriello ad evitare il raddoppio
Gaspar 6
Tra i meno peggio nel primo tempo provando a spingere, sparisce un po' nella ripresa pur provandoci sempre
Pezzela 5,5
Forse la prima partita insufficiente da quando è a Firenze, solita grinta ma in ritardo sul gol e con quel cartellino si limita tutta la partita
Astori 5+
Da capitano prova a tirare su la squadra ma è poco presente ed in difficoltà anche contro un attacco modesto (due falli emblematici a limite dell'area su Floccari e Paloschi)
Maxi Olivera 4,5
In sofferenza dopo dieci secondi, primo tempo da dimenticare
Benassi 5
Sparito rispetto alle ultime uscite
Sanchez 5
Ci mette grinta ma non basta, giocate quasi imbarazzanti da regista
Veretout 5
In tremenda ombra
Chiesa 6,5
Confusionario, corre in molti momenti sembra voler far tutto da solo ma è l'unico salvagente a cui affidarsi e per fortuna trova un gol che vale il pareggio
Simeone 5
Inesistente fino alla chiusura del triangolo con Chiesa, da lì un po' si rianima ma poca roba
Gil Dias 5+
Prova qualcosa ma regolarmente sbatte sugli avversari, la volontà c'è. Nella ripresa con quattro mete mette fine alla sua partita
Babacar 6
Entra nella ripresa e in quattro minuti si merita la sufficienza con l'unico tiro in porta per circa 80 minuti
Saponara 5,5
Non entra in partita, non toccando praticamente palla fino al mezzo recupero per Chiesa sul gol
All. Pioli 5
Materiale scarso, siamo tutti consapevoli. Ma il gioco è praticamente nullo e di fronte c'era la Spal non Roma o Juventus..
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: Olivera
LA PARTITA
Dopo la delusione "preventivata" dell'ultima partita pre-pausa nazionale e dopo la sorpresa tanto gradita dell'eliminazione per mano svedese della stessa ridicola squadra azzurra, ritornava il campionato ed arrivava la novità di Ferrara con la visita alla Spal di Semplici, fiorentino doc. 
Senza Badelj, Thereau e Laurini i cambi erano "obbligati", a sinistra invece Olivera gioca per scelta tecnica. Tutto da vedere con che spirito, sostituti e titolari si sarebbero ri-affacciati a questo campionato. Dopo dieci secondi Olivera viene doppiato da Lazzari sulla fascia (poi il cross non produce effetti) e tutto lascia intendere che da quella parte non sarà una domenica facile. In realtà è l'unico sprint degno di nota per circa una mezz'oretta, dove si conta solo una punizione che spiove in area viola e per poco Felipe non regala la nuova puntata della legge dei gol subiti da calciatori impossibili. Dopo, poco da segnalare fino ad un triangolo Gil Dias/Chiesa insistito che porta ad una carambola sul palo di Simeone ed al gol di Chiesa; ma il tutto in realtà era a gioco fermo per fuorigioco del portoghese.
Poco altro fino a quando l'impossibile suddetto diventa quasi "REALTA' E C'E' CHI NON SBAGLIA MAI" sottoporta e ne approfitta. Felipe ci riprova, stavolta prende il palo, mentre Paloschi ci riesce, a porta vuota, e colpisce. Spal in vantaggio e noi sbandiamo tanto che tocca a Sportiello con un'uscita bassa su Borriello evitare il raddoppio. All'intevallo è un misto tra "mah" e "boh".
Si ricomincia con Baba per Olivera (tra i peggiori, anche se è una bella lotta..."giocare in quattro l'è dura" "chi sarebbero i quattro?" "in effetti") e subito Baba fa qualcosa che era stato ignoto per tutto il primo tempo: tira in porta e para bene Gomis. Sembra l'inizio di qualcosa di buono ma in realtà, tranne Chiesa che vince "tre rimpalli come giocata migliore" e spara non lontanissimo dal sette ed un tiro di Sanchez respinto da un difensore, è tutto molto simile al primo tempo. Qualche meta di Gil Dias poi sostituito, Chiesa che insiste a far tutto da sè, Simeone che fa chiedere "ma indol'è? Deve essere alla Guerrina". Questo mix fa davvero credere che rimetterla in sesto è roba dura. Invece a dieci dalla fine Saponara dà un segno di vita, la tocca a Chiesa che fa da sponda con Simeone e pareggia. Si accende una partita che sembrava morta con lo stesso Chiesa che provoca l'espulsione di Oikonomu e con Simeone che sembra in qualche modo "vivo". Ma è tardi e finisce 1-1.
Onestamente poca roba. Quando dopo le sconfitte di Chievo e Crotone arrivi a Ferrara e giochi una partita del genere non può più essere un caso. Primo tempo inguardabile con due terzini (scusate per il termine forte) come Gaspar ed Olivera che per caratteristiche ti costringono a cambiare schema dopo dieci minuti perchè non tieni e ti tocca mettere la squadra a tre dietro contro la Spal che onestamente è sembrata volenterosa ma davvero pochissima roba (tanto da far chiedere "ma come s'è fatto a prendere gol?"). Nella ripresa trovi il primo tiro in porta dopo tre minuti e il successivo a dieci minuti dalla fine. Gioco non se n'è visto, mentre si sono visti tanti giocatori meritevoli di insufficienze nette. Lo schema di gioco che cambia dopo dieci minuti, lascia intendere che qualcosa è andato storto nella programmazione di una partita non impossibile, per di più dopo quindici giorni di "studio". Sposti a quattro il centrocampo con due terzini esterni (svuotandolo di peso e sostanza) e Gil Dias che è esterno lo metti dietro le punte con il Cholito spento peggio di una candela e Chiesa che punta non è. Il materiale a disposizione sarà anche poca roba, tutti consapevoli, ma mi pare che in questo momento anche l'idea di squadra-gioco-identità sia poca e lo dico basandomi su partite onestamente ampiamente alla nostra portata. Viviamo di strappi e su uno di questi Chiesa ha preso un punto. Il baby figlio d'arte insiste troppo sulle azioni individuali, ne azzecca poche ed è troppo nervoso, ma è l'unico in questo momento che ti lascia sperare in qualcosa e nella totale assenza degli altri , come fai a fargli le pulci? A Ferrara si poteva e doveva fare di più e meglio per ripartire con un piede diverso. Bastava, azzardo, fare qualcosa. Ed invece.....poca roba, anche meno.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...ritmo ritmo ritmo, giusto la macchina...certo se il Cholito l'è uno dei meglio..."

lunedì 13 novembre 2017

A come Apocalisse e come Accenti

Kiave di lettura n° 261

...
"Apocalisse"
"Catastrofe"
"Dramma"
"Macchia indelebile sulla carriera"
"Impossibile pensare altro, ci qualificheremo"
"L'ultimo mondiale e mi ritiro"
"Col cuore e con la tecnica"
"Morire sul campo"
"Andremo ai mondiali"
"Rispetto per gli avversari ma siamo più forti della Svezia"
"San Siro ci prenderà per mano"
"Impossibile un mondiale senza Italia"
...
E poi alla fine 
E "TUTTI LA LA LA LA LA LA LA ...LA LA LA LA LA LA LA...." ma soprattutto...
foto di Passione Fiorentina

lunedì 6 novembre 2017

A mezzo


E' già da un po' che non "sento" più le notizie che arrivano dalla politica. 
Però.
Oggi devo davvero fare i complimenti al Movimento Cinque Stelle. Perchè nella giornata di un tonfo epico del PD in Sicilia con percentuali da prefisso, forti tra l'altro dell'alleanza con il partito dallo ZeroVirgola di Alfano, cinque secondi dopo questa clamorosa sconfitta, gli esponenti M5S sono riusciti nell'intento di dare argomenti nuovi allo stesso partito democratico per svicolare dalla disfatta. Non solo, non contenti sono anche riusciti a dargli elementi per fare quasi (quasi...non esageriamo) bella figura, disertando il confronto TV di domani richiesto da loro stessi, organizzato da loro stessi, preteso da loro stessi.
Grillo un tempo avrebbe commentato qualcosa del tipo "sono come quelli che fanno a mezzo, uno perde rovinosamente e l'altro gli dà elementi per parlare d'altro ed addirittura per far bella figura". Un tempo.

Provato a metà

Campionato - 12^
FIORENTINA - ROMA = 2 - 4
GOAL: Gerson, Veretout, Gerson, Simeone, Manolas, Perotti
LE PAGELLE
Sportiello 5,5
Non perfetto sul secondo e terzo gol, salva su Dzeko nel primo tempo e Perotti nel finale
Gaspar 5,5
Nel finale crolla e regala il quarto gol alla Roma
Pezzella 6
L'unico sul pezzo per novanta minuti, pur faticando in alcuni momenti
Astori 5,5
Nella ripresa soffre Dzeko e non sembra al meglio
Biraghi 5
Fa diventare Gerson un'ala imprendibile. Mezzo punto in più per il bell'assist per Simeone
Benassi 5,5
Corsa, tanta ma poco, poco altro
Badelj 4,5
Propizia il gol iniziale della Roma e non becca più un passaggio nemmeno di pochi metri
Veretout 6,5
Corre, dà sostanza e trova un gol notevole. Tra i pochi a salvarsi
Gil Dias 5,5
Assist importante a Veretout poi si perde fino ad uscire
Simeone 6--
Voto difficile, bel gol ma poi non tiene una palla che sia una e non è più pericoloso
Chiesa 6+
Primo tempo fatto di strappi ed un'occasione che centra il palo. Cala nella ripresa ma il cambio è poco comprensibile
Babacar 5,5
In difficoltà sulla fascia trova uno spunto concluso debolmente
Sanchez 6-
Porta legna in mezzo al campo
Esseryc 5,5
Entra poco in partita tranne un buon passaggio
All. Pioli 5,5
Primo tempo la squadra resta in gara poi secondo tempo praticamente scomparsi e cambi...."un po' così"...
IL MIGLIORE: VERETOUT
Il peggiore: Badelj
LA PARTITA:
Serviva un'impresa, lo sapevamo. Giocavamo contro una delle quattro squadre di un'altra categoria (più due adesso comunque più forti di noi) e già sapevamo che sarebbe servita una prova "perfetta" o quasi. Purtroppo la cabala da "storia fiorentina" portava tutti gli indizi verso Gerson. Esterno, mai in gol, era scritto. Tanto che prima di cominciare mi sento di avvisare l'inviato romano "guarda gerson eh". Ed infatti, quattro minuti ed il suo primo gol in A arriva, comodo comodo con Biraghi che sta a guardare. "Unnò dovrebbe mica fare" direbbe il capitano ed infatti 'undovrebbe, ma tant'è. Ancora da capire se Gaspar può far danni e se Gil Dias può essere meno fumoso del solito e siamo già sotto, ancora da capire se possiamo sperare in un recupero che Gil Dias lascia la sua etichetta di "bellino ma inutile" per piazzare un grande assist per Veretout e siamo 1-1. "La comincia ora" ci diciamo ed in effetti la squadra sembra crederci di più anche se serve un gran Sportiello su Dzeko per rimanere in piedi. L'acqua ci fa compagnia con scrosci "GENEROSI LI' SEMPRE LI'" in quella curva che vede di nuovo Gerson sembrare Garrincha e piazzare un tiro che riporta la Roma davanti. Sembra durissima adesso, fino a quando sentiamo pronunciare la stessa frase di qualche domenica fa: "io mi assento un attimo" con quell'accento fiorentin/brasiliano dal nostro personale RomulEnry. Sale la fiducia e così addirittura Biraghi piazza un cross perfetto per Simeone che stacca perfettamente: 2a2. Chiesa ci crede più di tutti, punta la difesa e ci prova, ma trova Alisson e palo e così all'intervallo si va sul pareggio.
Rientriamo in campo spenti e dopo pochi minuti siamo di nuovo sotto. Da un angolo palla in area piccola, spalla di Manolas, Sportiello poco reattivo e sono tre gol giallozzozzi. Non riusciamo ancora a crederci e la squadra sembra essere sulla stessa lunghezza d'onda. Mentre l'acqua comincia ad essere insistente, speranze e fuochi di reazione vengono pianopiano spenti del tutto. Gil Dias non trova lo spunto, il Cholito fa poco o niente, confidiamo sempre e solo nello spunto di Chiesa che però è in calo. Arrivano i cambi e riguardano un Badelj poco guardabile ed infortunato e lo stesso FedericEnrico tra l'incredulità di tutti. Non siamo praticamente più pericolosi se non per qualche giocata sbagliata che lancia il contropiede avversario e da uno di essi Perotti scherza Gaspar e fa la chiusura temuta. 2 a 4.
Non era la partita più facile con cui ripartire dopo Crotone, sapevamo che era un'avversaria di un'altra categoria e che veniva a Firenze per proseguire una corsa non alla nostra portata. Per un tempo abbiamo retto, ma le partite durano due tempi. La cosa triste è aver smesso di giocare e sentire quasi un coro di "in fondo era la Roma" come a giustificare quattro gol presi in casa e quarantacinque minuti di assenza. Certo, per carità, era la premessa iniziale ("serviva un'impresa"). Però. Anche le avversarie più forti possono essere battute e noi ci abbiamo provato solo per quarantacinque minuti. Peccato. Davvero. Così come è un peccato vedere sempre di più confermato quella sensazione di arrendevolezza di fronte all'evidenza di una squadra che da possibile "agganciata" all'Europa sta scivolando in una metà classifica un po' anonima. Questo ancora di più, Peccato con la P maiuscola. Adesso pausa nazionale, tanto per rimanere in tema di notizie belle (SIGH doppio).
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...Gerson? Dio Bono, capocannoniere da anni..."

sabato 4 novembre 2017

Una splendida disobbedienza

Kiave di lettura n° 260

Questo fine settimana, nuova puntata e nuovo volume da aggiungere sulle mensole della mia personale libreria. Ecco quindi la Kiave di lettura di questa settimana
ANDREA FRANZOSO - "Il Disobbediente" - Paper First
Da quando il Fatto ha fatto nascere una nuova casa editrice, Paper First, quasi in automatico e "sulla fiducia", ad ogni pubblicazione il giornalaio da cui ogni mattina faccio tappa, mi aggiunge il libro al quotidiano. Molte volte, sono sincero, ho solo sfogliato le pagine dei libri, rimandando la lettura a momenti successivi, preso magari dal libro di altro genere già in lettura.
Gli argomenti dei libri editi da Paper First sono (quasi sempre) quelli di inchiesta e di denuncia che caratterizzano il giornale sin dalla sua apertura e che vengono approfonditi in modo accurato e dettagliato che un libro necessita. Non sempre quindi c'è la testa e la voglia giusta per una lettura che quindi troppo leggera non è mai.
Per "Il Disobbediente" invece la mia attenzione è stata subito catturata dalle prime pagine, tanto da leggerlo con attenzione e in tempi rapidi. La storia arriva dritta per dritta essendo raccontata da chi l'ha vissuta sulla propria pelle e che ammette di aver scritto questo libro in buona parte "...per rileggere ciò che ho vissuto e riflettere su un'esperienza che mi ha segnato forse per sempre...".
Lo scrittore/protagonista infatti decide di non limitarsi a seguire solo a parole le frasi tipo "ITALIA CHE SI FA O SI MUORE" che tanto riempiono la bocca a molti politici/imprenditori/cittadini, ma banalmente/coraggiosamente cerca davvero di FARLA. In che modo? In quello più ovvio ma anche più rivoluzionario: facendo con professionalità e senso civico il proprio lavoro. Da dipendente addetto ai controlli sui conti di Ferrovie Nord Milano (società a stragrande maggioranza pubblica) si accorge che il presidente destina ai fini personali soldi pubblici. Abiti firmati, viaggi, giochi d'azzardo e un totale di multe private "prese" con mezzi aziendali da far vergogna anche solo a leggerlo (circa 180 mila euro tra presidente e famiglia). Così decide di segnalare internamente la cosa ma non ottenendo nessun risultato se non una cosa del tipo "...impara a farti gli affari tuoi...ecco è proprio questo modo di pensare che odio...è questo il veleno..." decide di passare la denuncia alle autorità. La denuncia sa bene che gli comporterà danni e conseguenze, ma decide comunque di affrontare tutti i passaggi necessari ed in un primo momento di clamore tutti sembrano osannarlo tanto da chiedersi "...dov'era tutta questa gente fino a ieri?..." ma nel tipico sport del carro dei vincitori appena le conseguenze si materializzano per Franzoso anche l'improvvisa vicinanza dei colleghi sparisce. Demansionato ed abbandonato dagli stessi colleghi che lo osannavano vive sulla propria pelle quello che era prevedibile ma che non per questo fa meno male. Nel libro analizza tutta la vicenda lasciando poco spazio a vicende processuali ma aprendo invece la penna allo stato d'animo che lo ha spinto a tutto questo "..ho sentito forte un'esigenza di giustizia, tutto qui..." ed ad un'analisi della propria situazione "..ma è peggio se nella vita non si ha niente o nessuno per cui valga la pena perdere tutto..." per concludere che quella storia scritta inizialmente per sè non alla fine del racconto non è più tale "..la mia storia non è più mia...".
Dimostra, nelle pagine che scorrono bene e si leggono con interesse senza cadere in racconti pietisti e senza la minima intenzione di autodefinirsi eroe, che quel che era solo un rispetto del proprio ruolo e della collettività diventa un atto che diventa straordinario da un lato e meritevole di punizione dall'altro. Dando così la più forte definizione non tanto di se stesso ma della società in cui viviamo.  
BIGNAMI: nella prefazione, Gian Antonio Stella usa questa frase di Martin Luther King "..ci pentiremo non solo per le parole e le azioni odiose delle persone cattive ma per lo spaventoso silenzio delle persone buone". Mi sembra perfetta per inquadrare il libro e dargli le cinque stelle su cinque di valutazione che merita.

domenica 29 ottobre 2017

Occasione buttata

Campionato - 11^
CROTONE - FIORENTINA = 2 - 1
GOAL: Budimir, Trotta, Benassi
LE PAGELLE
Sportiello 6-
Sicuro nelle uscite, sui gol non colpevole ma neanche il tentativo del "miracolo"
Laurini 5
Sul primo gol resta a guardare la giocata di Trotta, in generale in sofferenza
Pezzella 6
Meno brillante del solito ma il più sicuro dietro, considerando che gioca per un tempo da solo in difesa
Astori 4,5
Si perde Budimir sul primo gol, regala palla a Trotta sul secondo. Primo tempo di totale confusione rischiando anche l'autogol, secondo tempo con meno danni ed un salvataggio finale notevole.
Biraghi 5
Poco pimpante e propositivo, in sofferenza in copertura
Benassi 6+
Fino al gol praticemnte nullo, trova il gol che riapre la partita poi torna nell'anonimato nella ripresa e si sacrifica da terzino quando entra Baba
Badelj 5
Praticamente mai in partita
Veretout 5,5
Lavoro oscuro, solita corsa ma molto impreciso
Chiesa 7+
Grinta, corsa, una traversa e le giocate con la palla che scotta sono soltanto sue. Tre possibili assist non sfruttati da Simeone e Babacar. Il più per la differenza con il resto della squadra
Simeone 5
Due buoni palloni di Chiesa non sfruttati, nullo nel tenere palla e nel proporsi
Esseryc 5-
Pari al livello della squadra del primo tempo, molto insufficiente e praticamente non pervenuto
Gil Dias 5+
Per venticinque minuti sembra che non sia neanche entrato, un paio di giocate accennate, poco altro.
Maxi Olivera 5+
Inizialmente si propone anche abbastanza bene poi scompare rischiando anche il rosso
Babacar 5+
Crea scompiglio in area e si muove, ma rischia l'espulsione e non sfrutta un'occasione che poteva portare al pari
All. Pioli 5
Nel primo tempo la squadra merita anche un passivo maggiore, migliora nella ripresa ma di poco. Poco comprensibile il cambio di Olivera, che toglie una carta da giocarsi a partita in corso. I cambi danno poco o niente.
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore:Astori
LA PARTITA
Il trittico delle partite in una settimana si concludeva oggi a Crotone, dopo il sei a zero cumulativo rifilato a Benevento e Torino. Per la terza partita, quella a detta del Mister dove "pesa di più la fatica e il calo di tensione" la squadra si presenta con la stessa formazione degli altri due match con il solo cambio di Esseryc al posto dell'infortunato Thereau in una sorta di 4-3-3. Il Crotone ci mette più grinta, voglia e logica; siamo molli e non riusciamo a distenderci mai. Dopo un quarto d'ora sostanzialmente di niente, i padroni di casa ci mettono comodamente in un angolo con la gentile collaborazione di 3/4 della nostra difesa. Laurini dorme su Trotta, Astori su Budimir e rete. Astori "migliora la sua gara" con un passaggio a Trotta che si invola e batte Sportiello. 2-0 al ventesimo. Il Crotone, senza aiutini nostri, non si rende più pericoloso se non con un paio di cross da angolo e qualche tiro centrale dove Sportiello non si allinea ai compagni e si fa trovare pronto. Davanti siamo spenti ed anche l'unica nostra arma Chiesa si accende solo a tratti. Poi dal niente o quasi, Benassi trova lo spunto giusto ed il gol che in qualche modo tiene aperta una partita che sembrava dover finire a favore del Crotone con un punteggio ancora più largo. Primo tempo che si chiude sul 2-1 e visto come poteva andare vien da dire "questa partita alla fine la si vince" (cit). Il mister cambia e mette Gil Dias ed Olivera sostituendo Esseryc e Biraghi, anche se per quanto visto nel primo tempo i cambi dovevano essere 6/7. Sembra che arrivi un po' di scossa ma in realtà a giocarsela ed a crederci c'è solo il 25 che, pur eccedendo in certi momenti in nervosismi o giocate eccessive, rischia, ci prova e ci porta avanti. Una traversa piena, due giocate che portano Simeone e Baba (entrato a metà ripresa per Laurini) ad avere la palla buona per il gol del pareggio ma soprattutto ogni pallone che scotta passa dai suoi piedi. Niente da parte degli altri, che si limitano a non essere più dannosi come nel primo tempo o a buttarsi "tutti in avanti" quando "LE REGOLE SONO SALTATE" negli ultimi minuti, riuscendo a far salire anche Sportiello e non crossare sull'ultimo angolo. Un po' TROPPO poco. Finisce con una meritata sconfitta.
Come spesso accade alla Fiorentina, al momento del possibile "scalino in più" ci fermiamo ed inciampiamo. Niente disfattismi, niente processi. niente "tutto nel cesso". Ma alcune cose saltano agli occhi. Non tanto il fatto che nell'annunciata partita più pericolosa/faticosa del trittico di gare non sia stato fatto un cambio che sia uno, cosa pur da valutare. Parlo di altro. Ad esempio di come, per costruire gioco, siamo legati mani e piedi alle lune di un discreto mediano croato che da due anni ci porta in giro con la voglia di andare in una squadra più forte. Fonti alternative di gioco non se ne vedono. E la sensazione altrettanto pesante è che davanti, in molte occasioni, sembriamo dipendere dalla grinta e dall'elettricità del meraviglioso diciannovenne che pur forte non può essere l'unica nostra arma. Senza disfattismi, ma credo che questi due fattori debbano essere presi in considerazione.
Per il resto, non c'era da esaltarsi dopo tre successi, non c'è da deprimersi dopo una (pesante) sconfitta. Si riparte.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...secondo te, in base al livello della partita, siamo più influenzati noi o il Crotone?..."

Uno spettro pieno di luce

Kiave di lettura n° 259
Ritorno all'antico, sia per la Kiave di lettura che allarga il mio personale Katalogo, che per la scelta dell'autore da inserire nella stessa. Ed allora ecco la mia personale recensione di:
JO NESBO - "Lo spettro" - Einaudi
Ormai è diventata una sorta di abitudine quella di comprarmi  prima delle  vacanze "la puntata" della serie di Harry Hole e con quella accompagnare le mie ferie estive. Il grado di certezza ormai è testato negli anni e la compagnia del commissario norvegese dalla doppia H rende la lettura estiva mai banale e sempre intrigante. 
Il "NUMERO ESAGERATO PROPRIO IMPOSSIBILE" delle sfaccettature che ogni libro di Nesbo regala, riesce sempre nell'intento di sorprendere ed attrarre. Nonostante il percorso sia lungo vie note e già apprezzate "..Harry definiva l'intuizione la somma di deduzioni semplici e logiche basate sui normali dati sensoriali che il cervello non riusciva o non era in grado di tradurre in chiaro..." non perde mai la sua forza e la sua intensità. Il ritorno di Harry sulla scena è legato al primo dei colpi di scena del libro, il coinvolgimento di Oleg in un caso di omicidio, quell'Oleg che per molti anni era stato il suo "figlioccio" ma che ancora rappresenta un pezzo del suo cuore; quel cuore che a grande lettere ancora riporta ancora e sempre quel nome: "...Rakel. Il grande amore della sua vita. Era tanto semplice. E tanto difficile...". Nel tornare ad Oslo, trova di nuovo amici vecchi, conoscenze e soprattutto il suo stile investigativo, come se il ritorno fosse in qualche modo automatico "...non riusciamo a vivere la vita che vorremmo. Siamo prigionieri di...certe cose...". Tornano a galla anche paure e spettri del passato "...sei un demone e noi demoni siamo fatti gli uni per gli altri..." e con loro anche il lato bello della medaglia "...sei la cosa più brutta che mi sia mai capitata...e la più bella..perfino adesso con la tua sola presenza riesci a farmi dimenticare tutto il resto..no, non so se è bello...".
Attraverso i mille colpi di scena ed i cambiamenti di trama, Nesbo riesce a tenere incollati con la passione investigativa e l'istinto "..ma non mi sei stato a sentire. Ovviamente non lo hai fatto. Quelli come te e me non lo fanno...", la passione e la collera "..un poeta aveva scritto che dopo il grande amore arrivano quelli piccoli...." "...vide la collera invaderle gli occhi. Autentica, indubbiamente. Si chiese solo se fosse la collera del giusto o della coscienza sporca.." mescolati al ricordo  "...l'idea che non siamo stati felici neanche in passato è insostenibile. Gli adulti ordinano ai bambini di sorridere nelle foto, li attirano nella menzogna, e così sorridiamo, simuliamo la felicità..." ed agli stati d'animo complicati "...far finta di niente..era una dote magnifica..ma non era un dono che gli aveva concesso la natura...". Non è facile non mangiarsi le pagine, non correre nella lettura. La voglia di scoprire e di trovare la soluzione di Hole viene trasmessa in pieno a chi legge e viene tramutata nel desiderio di immergersi il più possibile nella storia e nel suo, come sempre, perfetto racconto. Descrizioni, vicende, indagini, demoni interiori, amori e solitudini. Solito mix accurato e che cattura. Solito applauso.
BIGNAMI: non perde un colpo la penna di Nesbo, come sempre consigliatissima e da non perdere. Valutazione 4,5 stelle su cinque.

giovedì 26 ottobre 2017

Legge dell'ex - puntata II

Campionato - 10^
FIORENTINA - TORINO = 3 - 0
GOAL: Benassi, Simeone, Babacar (R)
LE PAGELLE
Sportiello 6--
Impegnato per niente, gli unici tiri in porta del Toro colpiscono la traversa. Non azzecca un rilancio che sia uno, alcuni addirittura innescano pericoli, per fortuna non concretizzati dai granata
Laurini 6,5
Lotta con grinta e non si fa superare
Pezzella 7
Solita gara di sostanza e leadership
Astori 6,5
Comanda la difesa ed imposta con poche sbavature
Biraghi 6
Un paio di spunti e poche sofferenze, poco altro
Benassi 7,5
Un gol ed un assist con tanta corsa e voglia di farsi rimpiangere da ex
Badelj 6
Meno brillante di altre volte, fa sostanzialmente il compitino
Veretout 6+
Vedi Badelj ma con più grinta
Chiesa 6,5
Corre come sempre tanto, forse meno brillantemente ma sempre positivo. Si procura (o quasi) il rigore finale
Simeone 7+ 
Assist importante e poi sembra risentire del fatto di non riuscire a sbloccarsi neanche questa volta; poi invece nella ripresa trova un gran gol
Thereau SV
Esseryc 6
Non entusiasma nelle sue giocate, anche se cerca spesso lo spunto
Babacar 6,5
Entra e dopo pochi minuti gli capita l'occasione del rigore che non sbaglia
Gaspar SV
All. Pioli 6,5
Senza entusiasmare a livello di gioco, la squadra è compatta e lotta. Ancora qualche sbandamento da "controllare" ma la crescita si nota.
IL MIGLIORE: BENASSI
Il peggiore: Sportiello
LA PARTITA
La speranza per niente nascosta era che il proverbio del giorno potesse essere (dopo Udinese e Benevento) "non c'è due senza tre". Il livello dell'avversario era in crescita ed il test sulla carta poteva essere pericoloso; il Toro infatti veniva da un periodo non facile, con qualche defezione importante e cercava riscatto al Franchi. Serviva quindi un rinforzino nel pre-partita e quindi alla classica/nuova ("questa l'avete mai assaggiata? è nuova!" cit.)HB si è affiancata l'hell superconsigliata "visto che ne devo finire due fusti, gli ultimi...poi non la prendo più" (cit).
Con queste nuove sicurezze ci siamo messi in modalità silenzio per l'inizio "di condanna" per quei simpaticiSSIMI fenomeniSSIMI autori degli adesivi più insulsi della storia che miravano a sbeffeggiare una tifoseria paragonandola ad Anna Frank (sigh). Per chi non ha seguito la vicenda, può trovare cliccando qui un interessante parere sulla vicenda e sull'utilità del minuto di riflessione, che qualche imbecille ha fischiato anche al Franchi.
Terminato il minuto, spiegato a Mihajlovic chi fosse Anna Frank (d'altra parte "non aveva letto i giornali in questi giorni..." sigh al quadrato) e prenotato il giro di Peroni per notare le differenze con le birre precedenti si poteva cominciare con il match.
L'inizio vede i cugini granata più pronti e piano piano padroni del gioco "siamo meno ficcantiSSIMI del solito, un po' più....quadrati ecco..." (cit) è il commento tecnico che si alza per evidenziare un gioco che ci vede poco protagonisti. Solo Thereau ci prova, con poca pericolosità e poca fortuna; ancora meno fortuna lo stesso 77 ne ha quando è costretto al cambio con il connazionale Esseryc. Qualche timido tentativo di qua e di la è spazzato via da una bella azione che porta il Cholito a dare un grande assist a Benassi che da buon ex ci porta in vantaggio, proprio in assenza del Romulo di San Niccolò sugli spalti. Siamo ancora a festeggiare quando nella serata degli ex, e della birra di varie marche, Moretti ("tipico bomber..." cit.) con una bella girata stampa sulla traversa il possibile pari. 
Paura passata, liscio di Simeone su invitante assist e si va all'intervallo.
Ripresa che inizia subito con un altro (unico/ultimo) brivido (se si esclude la serata rinvio sbagliato di Sportiello che non azzecca un lancio che sia uno): Niang prende in pieno la traversa e sfiora di nuovo quindi il pareggio. Il Toro sembra ancora più padrone del campo, ma non riesce più ad essere pericoloso. Così piano piano tiriamo fuori la testa e mentre ci si interroga "....è presto per lamentarsi che il Cholito 'unsegna mai eh?" (autocit) arriva la puntuale smentita.
Basta sentir dire al suddetto Romulo di prima "io mi assento di nuovo....poi fate voi..." ed al 65' partono i "QUINDICI MINUTI DI POPOLARITA'" dell'attacco viola. Benassi rende il favore al Cholito e lo smarca con un bell'assist che la punta piazza al sette con un tiro non bellissimo da vedere ma tremendamente efficace. L'ex granata prosegue la tradizione stagionale di ex col dente avvelenato iniziato da Thereau ed il Cholito finalmente si sblocca in casa.
A seguire il Baba, entrato per la standing ovation per Simeone, trasforma un rigore ("nettissimo anzi nettissimissimo" cit. tradotto MOLTO generoso ai limiti del fantasioso) che chiude di fatto il match vista anche l'espulsione di Barreca proprio in occasione del fallo da rigore su EnricFederic Chiesa.
Si giochicchia per altri dieci minuti ma tutti aspettiamo i fischi finali, tre proprio come i gol, come i punti e come le vittorie di fila. La speranza annunciata all'inizio del match (e del post) ha visto la "gradita conferma". Si vede anche, oltre la conferma, un abbozzo di squadra compatta, che lotta e ci prova. Ci sono dei limiti, il gioco non è spumeggiante e spesso gli svarioni arrivano, ma qualcosa comincia a "evolversi". Dopo il saluto sempre gradito alla panchina traballante di Sinisa, si può dire che va bene così.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...ufficiale! "s'è preso un altro segnamai" si poteva tenere Gomezze per il lavoro oscuro....tranquillo ora entra Baba e la ricolloca..."

domenica 22 ottobre 2017

BabaVAR

Kiave di lettura n° 258
Campionato - 9^
BENEVENTO - FIORENTINA = 0 - 3
GOAL: Benassi, Babacar, Thereau (R)
LE PAGELLE
Sportiello 6+
Dà sicurezza al reparto con uscite sicure, poco altro
Laurini 6+
Compitino e qualche proiezione offensiva 
Pezzella 7
Leader nato, sfiora il gol un paio di volte, ruvido quando serve ma sempre presente
Astori 6+
Un paio di chiusure importanti e il comando della difesa, un errore che poteva costare caro
Biraghi 6
Un paio di chiusure mancate nel primo tempo, poi cresce
Badelj 6
Diverse pause e giri a vuoto, ma tiene comunque il pallino del gioco
Veretout 6,5
Come un diesel esce alla distanza e piazza l'assist del gol che chiude il match
Chiesa 6
In affanno rispetto ad altri match, molta corsa e qualche chiusura; bello il lancio sul rigore propiziato da Babacar
Benassi 6,5
Gol ed una progressione notevole poi meno appariscente
Thereau 6,5
Glaciale dal dischetto per la ciliegina finale sul match
Simeone 6-
Assist per il gol, un tiraccio e poco altro, troppo poco
Babacar 7
Entra e gol dopo un minuto e mezzo, poi procura il rigore. Impatto col match notevole
Lo Faso 6+
Esordio con una grande giocata a sfiorare il quarto gol
Cristoforo SV
IL MIGLIORE: BABACAR
Il peggiore: Simeone
All. Pioli 6,5
Primo tempo con una squadra dal gioco molto grigio, poco pimpante. Serviva vincere ed i tre punti sono arrivati senza soffrire troppo. Bene così, anche se non ci sarà sempre il Benevento.
LA PARTITA
Come anticipato qualche giorno fa, questa era la classica partita talmente "facile" da diventare molto preoccupante per noi e le nostre abitudini di "resuscitare i morti". Il mister "GIOCA LA CARTA" della continuità e la formazione non cambia di una virgola. Abbiamo sin da subito il comando del gioco, prendiamo confidenza col "Ciro Vigorito" (e ho detto tutto...) e senza esagerare (che par brutto, siam sempre in casa degli altri...) ci rendiamo pericolosi e proviamo a trovare il vantaggio. 
Benassi fa una discreta giocata ma tira centrale, Biraghi con una punizione sullo stile "icchè fo? tiro o crosso?" prende il palo e con un paio di giocate in ritardo nel momento dell'ultimo passaggio non sfruttiamo i presupposti per occasioni notevoli. Poi Simeone trova un assist giusto per Benassi che "di malleolo, una bordata" (cit.) piega le mani a Brignoli (e ho detto tutto per la seconda volta). A ruota Pezzella di testa e Simeone di sinistro sfiorano il raddoppio, ma è Cataldi dal nulla a farci prendere il classico spavento da Fiorentina, prendendo il palo con un tiro da fuori e facendoci rischiare di buttare via un primo tempo sostanzialmente in mano.
Ripresa con Babacar al posto di Simeone e in un minuto e mezzo, il Baba colpisce su assist di Veretout. Tre minuti di VAR ("VARetout era davanti?" cit.) per decidere e poi arriva la conferma, siamo sul 0-2. Praticamente finisce qui, il Benevento, poca cosa già di suo, sparisce del tutto e tranne qualche cross su cui Sportiello dà sicurezza in uscita praticamente non trova\prova altro. Noi ci facciamo pericolosi ma è di nuovo Baba che trova la giocata, salta il portiere su assist di Chiesa e trova il rigore. Di nuovo VAR (più breve) e conferma. Thereau fa più fatica a strappare il pallone dalle mani di BabaVAR che a trasformare. 0-3. Il resto è l'esordio di Lo Faso (bel destro a sfiorare il poker) e il promemoria che abbiamo sempre Cristoforo.
E' sembrato davvero un impegno non degno di nota o non troppo attendibile, ma in queste partite, come anticipato, siamo sempre stati molto bravi a complicarci le cose. Si doveva vincere, senza troppa sofferenza e tutto sommato così è andata. Altri tre punti da prendere e presi. Andiamo avanti.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...subire da Ciciretti però non sarebbe male.... : -) ..."

giovedì 19 ottobre 2017

Stai a vedere...


Prossimo Incontro.
Due ex in squadra.
Allenatore (fiorentino ed ex viola) a rischio.
Diciannove gol subiti da inizio campionato.
Due gol fatti in otto partite.
Centravanti ancora a secco.
Un solo gol fatto in quattro partite in casa.
Ultimo in classifica.
Zero punti fatti.
Zero punti nella storia in Serie A.
.......
Benevento-Fiorentina. La classica partita "da viola DOC", la cui giusta definizione rischia di essere uno dei motti (purtroppo) preferiti da chi conosce storia e precedenti in maglia viola; quel  "siam de'fenomeni a far resuscitare i morti..." fedele compagno di viaggio di anni di tifo col giglio sul cuore.
E quindi, stai a vedere domenica il Benevento eh.....
Io per non sapere né leggere né scrivere, "la spendo" (la toccata scaramantica) sin da subito.

domenica 15 ottobre 2017

Ex a favore

Campionato - 8^
FIORENTINA - UDINESE = 2 - 1
GOAL: Thereau, Thereau, Samir
LE PAGELLE
Sportiello 6+
Primo tempo rilancio con brivido, parata importante sull'1-0
Laurini 6
Compitino fatto
Pezzella 6,5
Sembra sempre molto presente e con la giusta dose di grinta
Astori 6
Secondo tempo con alcune uscite a vuoto, ma prestazione positiva
Biraghi 6+
Cala nel finale, primo tempo di spinta con anche un paio di cross per niente male
Veretout 6,5
E' ovunque, sbaglia anche molto, ma fa di tutto e sempre con la giusta dose di grinta
Badelj 6-
Primo tempo positivo, cala vistosamente e nel final perde un pallone pericolosissimo
Chiesa 6+
Buona gara anche se meno sprinte del solito
Benassi 6
Nel nuovo ruolo nel primo tempo sembra far vedere molti miglioramenti, che smarrisce nel secondo tempo
Thereau 7,5
Ex velenosissimo con due gol ed un quasi gol. Fondamentale il suo apporto in area di rigore
Simeone 6,5
Il palo trema ancora, peccato per altre due occasioni in cui non è così brillante
Vitor Hugo sv
Sanchez sv
Esseryc sv
All. Pioli 6+
Primo tempo positivo e finalmente squadra quadrata. Pericoloso calo finale e cambi che hanno chiuso la squadra troppo dietro.
IL MIGLIORE: THEREAU
Il peggiore: Badelj
LA PARTITA
La pausa doveva servire a ricaricare le pile ed a trovare un livello di gioco più continuo e soprattutto produttivo. C'era da riscattare la brutta figura di Verona e soprattutto la sconfitta dopo una prestazione da dimenticare. I correttivi iniziali parlano di un Benassi un po' meno tra i trequartisti ed un po' più terzo di centrocampo, unica novità con il ritorno di Laurini da titolare sulla destra. Schiacciamo subito l'Udinese nella sua metà campo e l'inizio brillante "VIENE TUTTO VIA CON" regolarità e si mantiene costante per praticamente tutto il primo tempo. Thereau prima costringe un difensore bianconero ad un salvataggio sulla linea e poi su semi-assist di Simeone ci porta in vantaggio. Potrebbe essere uno/due se sempre il Cholito invece che far tremare il palo per un paio di minuti con un gran diagonale trovasse la porta un paio di cm più a destra. Siamo propositivi e ci facciamo vedere bene nella loro metà campo, anche se le nitide occasioni si fermano sostanzialmente a quelle ed ad un altro paio di possibili che il Cholito non concretizza. Sostanzialmente all'intervallo arriviamo con un solo rischio infarto provocato da un disimpegno di Sportiello un po' troppo allegro. 
Nella ripresa, ricominciamo bene con la voglia giusta di chiuderla e troviamo il raddoppio dopo che il nostro numero 57 compie una gran parata su De Paul che fa esclamare "vedi che c'è una novità quest'anno, c'è un portiere". L'Udinese ha invece un semicitofono e si vede. Così respinta corta su tiro non irresistibile e di nuovo Thereau in agguato "non esulterà tanto ma continua a segnare". Per una volta il gol dell'ex lo facciamo (due volte) e non lo subiamo. Siamo 2-0, in controllo. Ecco, almeno questa era la speranza. Invece. A partita che pareva a questo punto chiusa, gli effetti della nostra colazione tra HB e 'nduia deve aver colpito i giocatori in campo. Benassi ci fa immaginare Pioli che battibecca con il secondo "come c'è Benassi in campo? O da quando? E chi l'ha messo?" (cit).
L'Udinese ci grazia una prima volta trovando il modo di "autoannullarsi" un gol già fatto per un fuorigioco evitabile e poi colpisce con il tipico bomber Samir "immancabile il suo gol, ne fa a dozzine, 'unsipoteva evitare".
Da lì parte la corsa a guardare l'orologio sperando che scorra veloce. Non soffriamo più di tanto, ma non usciamo neanche più dalla nostra metà campo, forse grazie al modulo propositivo che decidiamo di mettere in campo per l'ultimo quarto d'ora con un pirotecnico 5-3-1-1 che nemmeno Cesare Maldini.
Ma alla fine doveva essere vittoria e vittoria è stata con un primo tempo da apprezzare. Preoccupante il calo finale "macchè preparazione hanno fatto? Si sarà pronti per marzo per gli scontri diretti delle Coppe Europee?" (cit.) e la paura che ha attanagliato squadra in teoria in controllo e mister.
Buoni tre punti, ripartiamo, speriamo. FORZA VIOLA....sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...ma domenica a Benevento ci si fa? Bah, con la legge dell'ex...venuti ed iemmello...2-0 facile..."