giovedì 30 marzo 2023

Incontri e rincorse

#Klibro Marzo 2023 
qui il mio intero
Katalogo
GIULIANO PESCE
"Io e Henry"
Marcos Y Marcos

Il libro di Giuliano Pesce segue la via del racconto passando da un percorso che unisce le vicende di "vita vissuta" del protagonista (Tagliaferro, l'io del libro) a quelle "surreali" del suo improvvisato amico e punto di riferimento (appunto Henry). L'occasione d'incontro è quella di un lavoro che da giornalista deve svolgere nella casa di cura dove Henry si trova. Il fortuito scambio di pareri sul direttore della clinica e la condivisione della sala di aspetto sono "i ganci" che mettono in contatto il protagonista con le barzellette e le teorie di Henry. La difficile situazione che attraversa farà sì che quello strampalato nuovo conoscente diventerà ben presto il motore delle sue nuove disavventure che asseconderà prima in modo scettico poi sempre più coinvolto.
"UN VALZER DENTRO IL SUO NUOVO" stato d'animo accompagna l'inizio del libro e ne riporta i riflessi di un momento personale molto difficile da affrontare, con l'andare delle pagine le difficoltà si sciolgono e si ricompongono con un colore diverso dato dalla rincorsa ad un documento "fondamentale per l'umanità tutta" che si trova nelle mani sbagliate di un gruppo costituito da figuri dai nomi altisonanti (Bukowski, Emerson).
Le pagine di "Io e Henry" scorrono veloce e sono di facile lettura ed assimilazione. I personaggi sono delineati più nelle loro caratteristiche mentali che non in quelle operative o fisiche. La storia non è impossibile e non diventa mai centrale; gli sviluppi della trama sono infatti abbastanza lineari, a volte anche un po' troppo. Il percorso è improvvisamente accelerato dall'inseguimento finale dei protagonisti alla ricerca di questa specie di Sacro Gral. Il tutto è una bella inversione di tendenza ed uno sviluppo improvviso rispetto ad un percorso che dopo le prime pagine sembrava indirizzato ad un altro tipo di racconto. La vena sarcastica è presente ed è un elemento ben strutturato nelle pagine che contano. Superata quindi una fase intermedia dove il libro sembra un po' stazionare senza troppa attrattività, il finale lo fa diventare comunque un romanzo da leggere. 

CINQUE CITAZIONI

1 - "...se hai un sogno, vale la pena di vivere inseguendolo; se non ce l'hai, non vale la pena di vivere..."
2 - "...la verità è come la minchia...a volte è dura; e non sempre è opportuno tirarla fuori..."
3 - "...anche tu desideri un amore vero? Beh io rivorrei quello vecchio, se proprio vogliamo essere precisi..."
4 - "...le stelle suscitano un sentimento di riverenza perché anche se sono sempre presenti, al contempo risultano inaccessibili..."
5 - "...ai più importanti bivi della vita non c'è segnaletica..."

Mia personale VALUTAZIONE: ***  - tre stelle su cinque

sabato 25 marzo 2023

#VeritàEGiustiziaPerGiulio

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 532
Guardando ieri sera Propaganda ho avuto modo di ascoltare di nuovo le parole di Claudio e Paola Regeni e come mi capita ogni volta sono rimasto colpito in modo davvero particolare.
Ad oltre sette anni dalla morte del figlio Giulio, la loro presenza e le loro parole sono ancora tristemente necessarie. Perché la storia non è ancora arrivata alla fine e soprattutto perché quella #veritàpergiulio che porto anche io al polso non è neanche minimamente vicina.
Certo alcune cose sono adesso chiare: per giorni loro figlio è stato torturato ed ucciso, questa la verità. Ma quella completa potrà essere raggiunta solo ed esclusivamente se questa parte adesso chiara verrà giudicata e valutata in un processo. Con la successiva condanna dei colpevoli.
In questo adesso vogliono credere Claudio e Paola: in un processo. Per provare ad avere quella completa verità che è inseguita da quel 3 febbraio 2016 quando il corpo di Giulio è stato ritrovato. Richiesta ed obiettivo che negli anni è rimasta troppo spesso soltanto un'ambizione personale/familiare.
L'analisi di quanto i sei governi italiani che si sono alternati nei sette anni suddetti hanno fatto e non fatto, promesso e non realizzato, montato e smontato nei rapporti con il governo egiziano è stata un perfetto racconto di come e perché il carico di questa battaglia sia stato spesso, maledettamente troppo spesso, soltanto sulle loro spalle.
"Giulio è stato torturato ed ucciso. E da qua inizia il nostro essere genitori erranti per la ricerca di verità e giustizia." Così ha chiosato la mamma di Giulio definendo il loro ultimo settennato. "LA POLVERIERA SU CUI SEI SEDUTO" nessuno avrebbe potuto fotografarla meglio. "Parole precise come una freccia e taglienti come una lama" (cit.) che hanno fatto capire perfettamente quanto hanno dovuto accantonare il semplice dolore di genitori che hanno perso un figlio per trasformarlo in voglia di verità. Necessità di sapere. Dedizione alla ricerca di tutti gli elementi necessari a definire "perché".
Ed ogni volta a me si stringe il cuore. Come è successo con Ilaria Cucchi per suo fratello Stefano, con Patrizia Moretti per suo figlio Federico (Aldrovandi), con i parenti di Riccardo Magherini o quelli di Giuseppe Uva. Perché penso e provo ad immaginare come possa essere complicato operare quel salto mentale nel momento più difficile e doloroso. Non solo. Perché penso a come certi casi si sarebbero chiusi e sarebbero stati messi in archivio senza approfondire la verità e senza di conseguenza trovarla. Sarebbe bastato che i genitori di Regeni o quelli (con la sorella) di Cucchi si fossero arresi al dolore per far finire nell'oblio la drammatica storia di Giulio e Stefano
Per questo ogni volta che sento Claudio e Paola sento stringere lo stomaco ed ho il naturale istinto di accarezzarmi il braccialetto giallo al polso mentre vorrei solo abbracciarli. Per questo ho voglia, di nuovo, di scrivere di Giulio e di rilanciare la battaglia dei suoi genitori per avere finalmente #veritàperGiulio.

domenica 19 marzo 2023

Non era così scontato..

Campionato - 26^
FIORENTINA - LECCE = 1 - 0
GOAL: Gallo (AUT)


KAPPAPAGELLE

Terracciano 6 +
Dodò 6,5
Milenkovic 6,5
Igor 5,5
Biraghi 6
Mandragora 6
Amrabat 6,5
Gonzalez 6 +
Barak 5,5
Saponara 6,5
Kouamè 5,5
Cabral 6
Sottil 5,5
Ikonè SV
Bonaventura SV
Duncan SV

All. Italiano 6,5
IL MIGLIORE: MILENKOVIC
Il peggiore: Kouamè
           

Il mio #KappaDeca sulla sfida al Lecce di Pantaleo.

  1. Visto il periodo continuativo di gare e la qualificazione ottenuta giovedì con relativo "stacco mentale" vincere oggi non era per niente banale. L'abbiamo fatto invece diventare quasi tale, quindi bravi.
  2. "TUTTO IL TEMPO LI' A TENERE IL" pallino del gioco in mano ma con un po' di difficoltà nel concretizzare, tanto che vinciamo su un autogol e con un paio di tiri nello specchio in tutta la gara.
  3. Kouamè non è una prima punta, ennesima conferma.
  4. Amrabat fa una partita da applausi per recupero palla ed ardore ma da brividini (non troppo pericolosi) in fase di costruzione.
  5. L'ingresso di Sottil non dà la spinta sperata, passo indietro rispetto al ritorno in campo di qualche settimana fa.
  6. I "fratelli di Lecce" (cit) infilano una serie di errori di controllo e passaggio che sembrano più fratelli di....Sivasspor.
  7. Ringraziamo Gallo che come dicevo sopra ci ha tolto le castagne dal fuoco. E' vero che stava arrivando a ruota Nico ma visto il periodo dell'attaccante argentino nel rapporto con la porta avversaria....meglio così
  8. Bella la sfida di pettinatura tra Dodò e Kouamè che vince l'attaccante. Quella della prestazione invece nettamente il terzino.
  9. Torna ad essere interessante la posizione in classifica, quasi al giusto posto rispetto al nostro valore.
  10. Adesso la pausa perché pare esista ancora la nazionale. Si scopre sempre qualcosa di nuovo.
La mia Viola
Come sempre...FORZA VIOLA...sempre...

Foto copyright Andreone - Grazie ;-)

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito
"...mi sono accontentato del Guetta, ma è stata dura proprio perchè si vinceva...risultato perfetto, fosse sempre così...si ripiglia a Milano, speriamo bene..."

sabato 18 marzo 2023

Domande fondamentali

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 531

Dopo quindici giorni abbondanti dalla tragedia di Cutro, la nostra presidente del consiglio ha deciso di incontrare i pochi superstiti ed i tanti parenti delle vittime. Bontà sua e del suo gesto "COL CUORE BUONO", inequivocabilmente spontaneo ed immediato....no?
Paradossalmente però, è come se questo gesto in qualche modo stonasse anche a lei; per questo forse si è adoperata per trovare il modo di dare concretezza al detto popolare "la pezza peggio del buco". Riuscendoci al meglio, da brava leader del partito più importante d'Italia.
Infatti al termine dell'incontro, il concetto che per lei è stato importante far emergere dalla giornata e dallo scambio avuto con le persone in lacrime che aveva davanti sono state le sue stesse parole: 
"Meloni ha chiesto loro quanto fossero consapevoli dei rischi legati alle traversate del Mediterraneo".
Ma che bello. Attenzione da mamma preoccupata che ha a cuore la conoscenza dei rischi. Tipo "hai messo la canottiera?"? Oppure "non correre" o "non accettare caramelle dagli sconosciuti" o "attento a chi frequenti".
Che bello. Hai di fronte a te sopravvissuti per miracolo e persone straziate dal loro di aver perso mogli/mariti/figli e quello che vuoi far emergere è il ribadire che il problema "è di chi parte". Concetto tra l'altro ampiamente emerso da parole, considerazioni ed atti politici di questa destra al potere. Ma evidentemente da ribadire in modo costante anche sopra le bare ancora calde o di fronte a familiari ancora straziati dal dolore dell'evento.
Non bastava il vergognoso copione recitato da piantedosi che incolpa i morti della loro...morte. Non bastava la mancanza di cordoglio ed umanità. Non bastava l'assenza istituzionale agli eventi commemorativi. Non bastava la passerella del consiglio di ministri a Cutro senza partecipazione ai luoghi funestati dal dolore di aver visto sulle proprie spiagge oltre settanta vittime e sentito il peso del dolore delle oltre settanta famiglie. Non bastava ignorare la sollevazione popolare ed il cordoglio dei cittadini. Non bastava ignorare la presenza dei parenti durante quei giorni per impegni improrogabili come il karaoke con la canzone di Marinella da cantare a squarciagola senza capire nemmeno una virgola di quel testo. Non bastava un ritardo di quindici giorni per fare un gesto da compiere dopo quindici minuti dall'evento (o forse meno).
NO. Serviva una nuova conferma dell'assenza di cuore. Ennesima. Un'ulteriore sottolineatura che la colpa sta in chi muore e nelle loro famiglie che gli permettono di partire. 
Chissà cosa avrebbero dovuto fare secondo l'amorevole preoccupazione della presidente del consiglio. Chissà quale alternativa la sua mirante conoscenza dei pericoli avrebbe seguito se fossero stati suoi parenti a dover partire. Chissà se magari gli avrebbe cantato la canzone di Marinella per esortarli a non prendere il mare per cercare libertà e vita. Chissà cosa avrebbe fatto nei panni di quelle donne morte affogate sapendo che per i propri figli l'unico barlume di futuro stava nel rischio di quella traversata e nel cuore o meglio nella normale umanità di qualcuno più fortunato di loro.
Lei che tutto sa e tutto consiglia chissà cosa avrà ricavato di importante dall'ignorare questa tragedia, dal colpevolizzare chi ha creato questo fastidio istituzionale con la propria morte e cosa avrà ricavato da quella fondamentale domanda posta in questi giorni. Sempre che abbia ascoltato le risposte, visto che le voci provenienti dal mare e dalle spiagge tende ad ignorarle.

giovedì 16 marzo 2023

Facciamoci i complimenti ..

Conference League
Ottavi - Ritorno
SIVASSPOR - FIORENTINA = 1 - 4
GOAL: Erdogan, CABRAL,
MILENKOVIC, GOUTAS (aut),
CASTROVILLI


KAPPAPAGELLE
Terracciano 6
Dodò 6 -
Martinez Quarta 7
Milenkovic 7,5
Ranieri 6,5
Mandragora 6 +
Amrabat 6
Bonaventura 6 -
Ikone 6,5
Gonzalez 6 +
Cabral 7
Igor 6
Castrovilli 7
Bianco SV
Saponara SV
Kouamè SV

All. Italiano 7
IL MIGLIORE: MILENKOVIC
Il peggiore: Bonaventura

Il mio #KappaDeca sul ritorno contro "mamma li turchi".
  1. Non si può che partire dai complimenti e dalla soddisfazione per il filotto di vittorie europee (ed italiane...) di questo bel periodo dallo sfondo viola brillante.
  2. La caratura degli avversari deve sempre far rimanere coi piedi ben piantati in terra ma - mi ripeto - non è che in giro (Europa ed Italia) ci siano, in generale, questi fenomeni quindi .....
  3. ..... se noi giochiamo come molti momenti di questo periodo siamo molto sopra la media e quel miraggio dallo sfondo "dobletico" potrebbe non essere solo un'illusione.
  4. Bella reazione nella ripresa, aiutati anche dal pareggio in chiusura di primo tempo su gentile concessione del portiere (oddio portiere.... ) turco che ripeterà le sue imprese  più volte durante il match.
  5. Prestazione davvero davvero notevole della coppia centrale di difesa. 
  6. Bello bello il campo da arare su cui i giocatori hanno provato a stoppare il pallone, non rompersi i legamenti e stare in piedi.
  7. "VALE LA PENA" dire, ribadire, urlare che gesti come quello di cui è stato vittima Bianco (cazzotto in volto durante un'invasione di campo di un soggetto turco) sono da condannare, schifare e punire in modo esemplare.
  8. Nei 4 minuti effettivi in cui è stato in piedi, Nico non ha nemmeno giocato così male.
  9. Erdogan ha sfidato Castrovilli sul "tiro al giro sotto al sette" ma il nostro numero 10 ha risposto presente vincendo la gara. Bentornato al gol Castro.
  10. Come da punto 3 del precedente Deca continuiamo a tenere Cabral sotto-teca. Ri-Grazie.
La mia Viola
Al solito...FORZA VIOLA...sempre

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...tra campo di patate, squadra di bassa serie C ed il nostro gioco in orizzontale mi chiedo perchè la sto guadando....forse per i nostri calcio d'angolo...vedi...e comunque conferma della conferma: dagnene da tirare dentro iolaeeee, dagnene....e comunque m'ero preoccupato per nulla mi hai già detto che si vince la coppa...allora smetto di guardarla, tanto...."

domenica 12 marzo 2023

Bravi, missione compiuta

Campionato - 25^
CREMONESE - FIORENTINA = 0 - 2
GOAL: MANDRAGORA - CABRAL


KAPPAPAGELLE

Sirigu 6,5
Dodò 6,5
M. Quarta 7
Milenkovic 6,5
Biraghi 6
Mandragora 7,5
Amrabat 6 
Ikonè 6,5
Barak 7
Saponara 6 -
Cabral 7
Brekalo 6
Jovic 6 -
Gonzalez 6 -
Venuti 6 -
Duncan SV

All. Italiano 7
IL MIGLIORE: MANDRAGORA
Il peggiore: Saponara
Il mio #KappaDeca sulla trasferta nella terra del torrone. 
  1. Missione compiuta in modo agevole e senza nemmeno aver avuto la necessità di premere sull'acceleratore.
  2. Buono l'approccio e la realizzazione della gara, esattamente come doveva essere per non perdere troppe energie in una partita sulla carta agevole tra le due di coppa.
  3. Nuovo timbro di Cabral, evidentemente in grande condizione. Mettere sotto teca e fare uscire solo prima dei match. Grazie.
  4. Quarta e Barak sugli scudi.
  5. Bella gara di Mandragora (gol ed assist) che se giocasse sempre contro la Cremonese potrebbe puntare anche al titolo di capocannoniere e visto che in semifinale di Coppa Italia si ritorna ad incontrare i grigiorossi....
  6. Amrabat ringrazia l'anemia degli attaccanti della Cremonese che a campo aperto e con difesa scoperta non pungono dopo alcune palle velenose perse a metà campo.
  7. Venuti invece dovrà offrire una cena a Sirigu che gli evita una figuruccia dopo che appena entrato si era perso Okereke lanciato a rete.
  8. Buona l'impressione data proprio dal portiere all'esordio in campionato che, compiendo quel mezzo miracolo ci evita gli ultimi dieci minuti a "CHIEDERSI PER NIENTE COME MAI SAREBBE STATO" rischiare il pareggio dopo una partita con zero sofferenza.
  9. Gli errori tecnici della Cremonese in costruzione tra controlli errati, passaggi corti e scelte errate sono imbarazzanti per la squadra grigiorossa e per la serie A
  10. Tre vittorie consecutive ed Europa di nuovo ad un passo (tre punti); da inizio anno dico che "in questo campionato arriviamo settimi anche in ciabatte" forse non avevo tutti i torti visto che ci siamo quasi avendo giocato spesso.....scalzi.
La mia Viola
Al solito...FORZA VIOLA...sempre...

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...per ora Guetta....ma direi che va più che bene così...vedi Cabralone...dagliene da buttare dentro...dagnene iolaeeee....ottimo così..."

venerdì 10 marzo 2023

Segna come importante

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 530

Writin' è in moto. E non è una novità.
Writin' sta facendo ripartire corsi già testati e sperimentando la fattibilità di nuovi, sperimentali per argomenti e per tipologia di partecipanti. E questa è la notizia.
Writin' è il tentativo di far emergere la scrittura come strumento di contaminazione. E questo è il consueto "bel sapere".

Quasi tre anni e mezzo fa mi sono "imbattuto" in un post di Benedetto Ferrara che illustrava la possibilità di frequentare un corso di giornalismo e scrittura. Una serie di incontri e workshop con argomenti che spaziavano dai reportage giornalistici agli elementi fondamentali per affrontare la stesura di un racconto. Tutto molto affascinante e con quel "qualcosa in più" dato dal bollino di garanzia che per me era (ed è) la firma di Ben. Pur avendo ben presente che non sono né un giornalista né uno scrittore mi sono lanciato. "Per farmi un regalo" mi sono detto. E quel regalo è stato davvero prezioso.
Ho potuto ascoltare giornalisti importanti (David Allegranti, Francesco Selvi, Laura Montanari, Pierluigi Pardo, Agnese Pini, Sara Lucaroni, Matteo Dovellini) raccontare e raccontarsi in giornate di lezione/approfondimento. Ho cercato di assorbire tutti gli stimoli che Benedetto lanciava parlando di personaggi, ritmo del racconto e stile personale. Ho apprezzato il clima di condivisione e generosità verso noi "corsisti" messo in campo da Elena (il motore di tutto) e lo stesso Bensu tutto quello che era argomento di corso ma anche su ogni curiosità/interesse dei partecipanti. 
"PER FARSELO UN PO' IN COMPAGNIA QUESTO VIAGGIO" ho avuto anche la fortuna di trovare dei preziosi colleghi di avventura che hanno reso queste esperienze ancora più indelebili. Parlo al plurale perché dopo il primo corso ci sono state delle repliche. Dalle serate informali per tenerci compagnia "virtuale" durante la pandemia ai corsi online di approfondimento sulla scrittura di un racconto. Ulteriori elementi che hanno catturato ancora di più la mia attenzione e messo un po' d'inchiostro in una penna un po' scarica. Così, ho avuto l'onore di veder pubblicato proprio sul sito di Writin' un mio racconto e nei miei altri tentativi di scrittura ho cercato sempre di metterci quella farina distribuita dal prof. Ferrara e qualche risultato è arrivato.

Per questo oggi mi sento di condividere le ultime produzioni di Writin' e di consigliare a tutti quelli interessati di informarsi sui corsi e "segnare come importante" questo elemento.
Io ho più o meno fatto così tre anni e mezzo fa ed oggi sono molto contento di aver messo quel post di Benedetto tra i preferiti.

I nuovi corsi Writin'

giovedì 9 marzo 2023

Strettissima

Conference League
Ottavi - Andata
FIORENTINA - SIVASSPOR = 1 - 0
GOAL: BARAK


KAPPAPAGELLE
Terracciano 6
Dodò 6
Martinez Quarta 6,5
Igor 6,5
Biraghi 6 -
Castrovilli 6,5
Amrabat 5,5
Bonaventura 6 -
Ikone 5
Jovic 4,5
Gonzalez 6 +
Mandragora 6
Barak 7
Sottil 6 +
Cabral 6 -
Kouamè SV

All. Italiano 6,5
IL MIGLIORE: BARAK
Il peggiore: Jovic


Il mio #KappaDeca sugli ottavi.
  1. Al 30' dovevamo essere sul tre a zero per dire "forse forse ci va stretto".
  2. Se il tacco al volo di Castrovilli non trova la traversa ma la porta si può chiudere la ricerca del gol dell'anno.
  3. Amrabat riesce nella prima parte di gara a dare tre palloni deboli ma interessanti in profondità poi quasi stremato smette di giocare.
  4. Jovic si trova nell'ordine: davanti al portiere da solo, con la palla sulla testa nell'area piccola, con un possibile tap-in a portiere battuto ed a porta vuota con la palla da calciare al volo. Di conseguenza entra ovviamente nel tabellino della gara.....per un cartellino giallo per fallo di frustrazione.
  5. Il Sivasspor era stato dipinto come niente di che con il solo pericolo Max Gradel che infatti non gioca neanche titolare e si fa espellere poco dopo entrato; tanto per dire il livello degli avversari.
  6. Nel secondo tempo la corazzata ottomana, dall'alto della loro dodicesima posizione nel campionato turco, riescono a passare la metà campo pareggiando il conto dei pali e creando anche altre due occasioni pericolose.
  7. Tutti gli attacchi "HANNO TROVATO ALLA FINE" lo sbocco grazie a quello che appare come l'uomo più pericoloso sotto porta, il migliore in campo, Barak.
  8. Vittoria meritata e strettissima per quanto sprecato soprattutto nel primo tempo, ma che lascia dei "?" non da poco sulla gestione della ripresa e sulla mancanza di gol non solo causa della sfortuna.
  9. Bentornati a Castrovilli e Sottil ed alle loro prestazioni positive.
  10. Se tornasse anche qualcun altro ....

Al solito....FORZA VIOLA...sempre....

La mia Viola
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...vai vai gioca senza Cabral vai..."

domenica 5 marzo 2023

Serata speciale

Campionato - 24^
FIORENTINA - MILAN = 2 - 1
GOAL: GONZALEZ (R) - JOVIC -
Hernandez


KAPPAPAGELLE

Terracciano 7
Dodò 7,5
M. Quarta 6,5
Igor 7 +
Biraghi 6 +
Mandragora 6,5
Amrabat 7
Bonaventura 6,5
Gonzalez 6,5
Cabral 7
Ikonè 7,5
Ranieri 6
Jovic 7
Castrovilli SV
Barak SV
Sottil SV

All. Italiano 7
IL MIGLIORE: DODO'
Il peggiore: Biraghi

Lo doveva essere e lo è stata. Quando la "programmazione" punta a serate di questo tipo spesso l'aspettativa fa effetto boomerang e torna indietro con gli interessi, ieri no.
Un prepartita a base di stelle e strisce e con un gruppo a dopo finalmente al gran completo. Un ricordo speciale per il quinto anniversario di quel maledetto quattro marzo 2018. Un pensiero più grande del solito a Davide Astori da sempre nei nostri cuori. Una serata finalmente speciale in questa annata a corrente alternata, contro una delle big del campionato. Uno stadio carico di entusiasmo e tifo incessante.
Tutte le aspettative sono andate a buon fine e la Viola ha regalato finalmente una serata da ricordare. Un primo tempo di controllo completo con una grande occasione non completamente sfruttata da Bonaventura anche per un salvataggio sulla linea di Tomori. Pallino del gioco sempre in mano ma poca concretezza che invece è arrivata alla prima occasione della ripresa con Ikonè che con l'ennesima accelerazione della sua serata si è procurato un giusto rigore che Nico ha trasformato con freddezza. Il Milan ha reagito e Terracciano ha mantenuto il nostro vantaggio che poi abbiamo legittimato giocando decisamente meglio di loro fino ad arrivare alla parola fine della partita messa da Jovic dopo una grande azione Ikonè/Dodò, i migliori in campo. Nel finale riusciamo a prendere il solito gol che però non riesce a minare né la tranquillità né la bellezza della gara. 

La mia Viola
"QUESTA CASA NON SI SCALDA"va così da un po'. Parlo del Franchi che in una stagione a singhiozzo ancora non aveva vissuto una sera del genere. Da tutto esaurito, da scontro con una big vinto convincendo, da entusiasmo ritrovato. Finalmente prestazioni anche di singoli da sottolineare (il trio di brasiliani su tutti insieme ad Ikonè) e capacità di tenuta. Durante la gara non sono mancati i momenti di poca incisività o di sbandamento ma ci abbiamo in qualche modo "messo una pezza" e siamo andati oltre. Pensiero speciale per quei minuti di ricordo di Davide, nel prepartita ed al minuto 13. La memoria a cinque anni e fa e gli stessi intensi brividi. Di rabbia e commozione. #DA13 sempre nel cuore non è solo uno slogan ed ieri abbiamo avuto l'ennesima conferma. Tornando alla gara, non facciamoci ovviamente illusioni, né corriamo con la fantasia ma godiamoci questa vittoria e guardiamo con ottimismo a giovedì.
FORZA VIOLA...sempre...

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito
"...daidaidai, comunque dopo il gol sparite eh....menomale c'è il var sennò te l'avevano già rubata....dai andata, ottimo..."

sabato 4 marzo 2023

La potenza delle parole

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 529
Ascolto e ri-ascolto le sue parole come un piccolo loop. Stavolta non sono quelle con le note del mio Poeta preferito ma quelle di una persona che fino ad oggi non conoscevo. 
Parlo di Vincenzo Luciano, pescatore calabrese di Steccato di Cutro. E' stato lui tra i primi ad arrivare sulla spiaggia crotonese dopo la tragedia che ha colpito numerosi migranti partiti dalla Turchia, una settantina o forse di più. Forse. Dopo una settimana più o meno dalla sciagura ancora non sappiamo nemmeno il numero esatto delle persone da piangere. Ma non potrebbe essere altrimenti viste le modalità della stessa e le condizioni circostanti. Qualcosa che dovrebbe catalogare l'evento con l'etichetta "MAI PIU' MAI PIU'" e che invece già sappiamo che è destinato tristemente a ripetersi. Considerazione data da quello che si continua a non fare sull’argomento, mescolando solo propaganda e slogan di un colore o di un altro.  
Non solo, perché le cose vanno via via peggiorando anche nelle cosiddette "analisi del dopo". La commozione (vera o costruita) l'ha sempre fatta da padrona, finti interessamenti ed altrettante promesse plastificate. Adesso invece, un ulteriore gradino verso le vette del disinteresse è stato scalato.
Il tutto è perfettamente sintetizzato dall'atteggiamento del ministro dell'interno (tutto rigorosamente minuscolo) che sulle bare dei morti accertati e sull'ipotesi di ulteriori defunti ha commentato sostanzialmente che la colpa è di chi parte e che lui non si commuove perché ha già fatto prima di tutti. Lui che è lungimirante. Non clamorosamente e vergognosamente cinico ma lungimirante.
Il disinteresse di queste vite considerate di quinta/sesta/settima/esima categoria è stato poi ampiamente confermato dalla totale assenza di istituzioni alle celebrazioni dei giorni successivi, se si eccettua il Presidente della Repubblica Mattarella. Chi aveva il viaggio istituzionale dopo qualche giorno e doveva preparare la valigia, chi il fondamentale incontro con l'importante rappresentante di xxx/yyy/zzz, chi la riunione nella quale come al solito non definire la percentuale di detrazione/tasse sul capitolo rix/riy/riz. Tutte vicende molto più importanti di (più di) settanta vite concluse in bare disposte in fila in un palasport spoglio di persone e carico di lacrime. Probabilmente anche loro si erano già commossi in modo anticipato, come il ministro. Un governo dei migliori si era detto, aggiungerei dei migliori lungimiranti.
La colpa come ampiamente sottointeso nel discorso del ministro è di chi è morto affogato. Inutile complicazione che lo abbia fatto in territorio tricolore, meritevole quindi di indifferenza a copertura del reale sentimento: fastidio.
Ecco,Vincenzo Luciano di questa indifferenza mista a fastidio se n'è sostanzialmente sbattuto e vedendo quella tragedia ha fatto andare avanti il cuore e l'umanità. Si è tuffato vestito com'era e con il mare "cattivo" provando a salvare un uomo, una donna, un bambino o anche solo cercando di dare dignità ad un cadavere. Tuffato, rituffato e tutt'oggi sotto comprensibile shock. "...la mia rabbia è non averne salvato neanche uno...quando chiudo gli occhi mi torna in mente quel bambino...magari potevo salvarlo...un senso di colpa che non mi passa...giorni che non mangio e non dormo...devo tenere sempre gli occhi aperti o rivedo quel bambino...". Già. Quei bambini che più volte da esponenti di questo governo sono alla base di racconti lacrimevoli e finti provvedimenti di tutela nei loro confronti. A Crotone sono morti annegati nell'indifferenza generale, durante la tragedia e dopo. Ma evidentemente i bambini contano solo se hanno la coccarda italiana al petto. 
La voce di Vincenzo, volutamente forte ma naturalmente rotta in molti punti, ha invece fatto riscoprire a chi ha un cuore il significato di vera dignità e vero orgoglio. La totale umanità dell'inflessione del suo racconto, le parole dignitose in una situazione fuori dignità. Zero polemica ma un messaggio così alto da farla esplodere - la polemica - per la vergogna di cui il nostro paese a livello istituzionale si è ricoperto. "Come fai a vedere dei corpi, un bambino in mare, e non provare ad andare a prenderli? Pensavo di salvare qualcuno in quel momento, solo un quello. Non mi sento un eroe, NON sono un eroe." Parole che non hanno bisogno di ulteriore commento. Che dovrebbero inondare ogni singolo ufficio dei nostri rappresentanti istituzionali.
Non smetto di riascoltarlo e di commuovermi ogni volta. Tirate un forte respiro e guardatelo (qui).
Dopo, pensate alle parole di quel tizio che di cognome fa piantedosi (minuscolo come il suo ruolo). E vergogniamoci. Tutti.

martedì 28 febbraio 2023

Sottile linea molto illuminata

#Klibro Febbraio 2023 
qui il mio intero
Katalogo
JOE R. LANSDALE
"La sottile linea scura"
Einaudi

Nel Texas degli anni '60 un ragazzino di quattordici anni ancora pieno di paure e poco cresciuto rispetto agli altri amici, si trova di fronte ad un serie di eventi che lo porteranno ad interessarsi di un episodio oscuro del passato. Compagni di "viaggio" in questa specie di indagine saranno il fidato cagnolino, la sorella più grande ed una serie di improvvisati amici che partono dalla governante ed arrivano al proiezionista del cinema che la sua famiglia gestisce. "OGNUNO CON LE SUE RISPOSTE" o meglio con i tentativi di affiancare Stanley nelle sue ricerche della verità. Per il protagonista sarà l'estate delle nuove conoscenze: con il sesso, con le discriminazioni, con la malvagità. La sua curiosità sarà la chiave per approfondire quello che adesso si definirebbe un caso di cronaca nera. Dagli indizi che casualmente vengono ritrovati ai racconti che raccoglie con precisione ed interesse, il protagonista si lancerà in percorsi affascinanti quanto pericolosi fino a trovarsi davanti alla verità. Non piacevole e pericolosa ma che non sarà da solo ad affrontare.
Nella storia si mescolano tanti temi, dal razzismo alla violenza sulle donne, dalla gestione dei lavoratori di colore alla violenza tra giovani. Mai vengono accolti e raccontati con descrizioni banali ma spaziano tra l'inverosimile ed il fantasioso. E questa è la caratteristica che emerge totalmente in ogni pagina che viene scritta da Lansdale
La storia ed il giallo della vicenda che riemerge dal passato sono in realtà secondarie rispetto al percorso di crescita del protagonista e dei rapporti che riesce ad instaurare. La penna descrittiva e capace di fotografare sfumature facendole diventare protagoniste è il reale punto di fascino del libro. Lo stile intenso e divertente non lascia mai bassa l'attenzione del lettore e permette di non trasmettere mai senso di banalità alla storia.
Seconda lettura di Lansdale e conferma di molte cose. Come già avevo riscontrato leggendo "Paradise Sky" (clicca qui per rileggere quel post) il suo stile non può che definirsi affascinante e coinvolgente. Per la capacità di farti sentire in un posto lontano geograficamente, temporalmente e culturalmente. Per riuscire a mischiare i piani descrittivi ed i personaggi nel modo più completo e surreale. Per creare un racconto vivo e non banale. Io invece "banalmente" consiglio di leggerlo.

CINQUE CITAZIONI 

1 - "...la parola negro, solo adesso mi rendevo conto che poteva essere pronunciata con la forza di un cazzotto, anche se rivolta ad un bianco..."
2 - "...sono stati i ricordi a seguirli fin lassù, mica i fantasmi. Non se ne sono andati abbastanza lontano. E forse non possono andarsene abbastanza lontano. I fantasmi, figliolo, in gran parte non sono che ricordi..."
3 - "...un uomo deve imparare a scherzare e ridere di se stesso e sapere che non c'è nulla di male a pensare alle tette. Se non lo fai, non vali una beata cicca. Pensarci troppo, alle tette, è il segno di un'ossessione, ma il non pensarci proprio sta a significare che ti manca qualcosa..."
4 - "...nell'invecchiare scopro che per me il passato ha più importanza del presente. Non sarà un bene, però è la verità. All'epoca tutto era ben più intenso. Il sole era più caldo. Il vento più fresco. I cani più svegli..."
5 - "...non sempre la vita dà soddisfazione e, al tirar delle somme, carne e polvere finiscono per rivelarsi la stessa cosa..."

Mia personale VALUTAZIONE: ****  - quattro stelle su cinque

lunedì 27 febbraio 2023

Paure accantonate

Campionato - 23^
VERONA - FIORENTINA = 0 - 3
GOAL: BARAK, CABRAL,

BIRAGHI

KAPPAPAGELLE
Terracciano 6,5
Dodò 6 -
M. Quarta 6,5
Igor 6 -
Terzic 6
Mandragora 6,5
Amrabat 6
Barak 7
Gonzalez 6 -
Cabral 7
Ikonè 6,5
Bonaventura 6
Biraghi 7
Castrovilli 6
Saponara 6
Jovic 6 -

All. Italiano 6,5
IL MIGLIORE: BARAK
Il peggiore: Dodò
Lunedì di campionato e trasferta in quel di Verona. Turn-over d'ordinanza con Dodò, Quarta, Igor e Terzic che in difesa compongono un quartetto abbastanza sperimentale mentre tra centrocampo ed attacco le uniche novità sono Barak ed Ikonè titolari. La gara presentava il rischio dell'eventuale coinvolgimento in una lotta per i bassifondi
 in caso di sconfitta. Rischio rimasto molto ipotetico a maggior ragione vista la prestazione modesta offerta dall'avversario giallo-blu.
Nel primo tempo siamo noi a creare le prime occasioni con Nico che sfiora il palo (sarà il suo unico squillo) dopo pochi minuti ed un crescendo di pressione che porta anche i suoi frutti. Prima un gran bel gol di Barak dopo una gran giocata di Ikonè e dopo il raddoppio, con "LO SPUNTO DELLA PUNTA" su una palla che arriva dalla bandierina, del sempre più in forma CabralNel mezzo solo un clamoroso errore di Lasagna con un colpo di testa sballato dall'area piccola ed un paio di ripartenze veronesi che non trovano sbocchi.
Nella ripresa il copione cambia poco ed a inizio tempo siamo noi ad andare vicini alla terza segnatura senza però concretizzare. La partita vive poi solo di errori e nervosismi con veri rischi che arrivano solo nel finale con un paio di interventi buoni di Terracciano ed un palo scheggiato da Gaich a pochi minuti dal termine. Sul finire, nell'indifferenza di Dazn che non riprende il tiro ed i cui commentatori sono dallo studio senza quindi  immagini, Biraghi batte velocemente una punizione da centrocampo e trova uno di quei gol che resteranno come copertina e spot futuri. Tiro teso da circa cinquanta metri e pallone che scavalca Montipò per il conclusivo 0 - 3.

La mia Viola
Con questa vittoria spariscono nubi che in realtà erano solo ipotetiche e nelle fantasie "tragiche" di tifosi più impauriti dal proprio DNA che dai reali rischi stagionali. Il Verona è parso davvero poca cosa e noi abbiamo affrontato la gara nel giusto modo e con una concretezza non troppo consueta. Di nuovo in gol Cabral, per una volta la regola del gol dell'ex (Barak) che ci premia e non ci penalizza ed infine un gol davvero stellare di Biraghi. Tre a zero netto e buona iniezione di fiducia per il prosieguo della stagione con all'orizzonte un doblete da rincorrere, hai visto mai... ;-)
FORZA VIOLA...sempre...

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito
"...io ci provo eh...palo sfiorato e poi gol dell'ex...ma suo però...iolaeee.....tu infamavi ikonè....quindi ora siamo salvi...e con due coppe : - ) Quindi il baco era Milenkovic o Jovic...comunque anche oggi a tratti un gran casino...Ikonè nel cerchio di centrocampo, Cabral esterno, Gonzalez che spazza quasi in calcio d'angolo....Cabral se tu glieli dai la butta dentro....menomale vai, vittoria importante e gioco non tra i peggio...."

sabato 25 febbraio 2023

Dalla parte della dirigente Annalisa Savino

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 528

Qualche settimana fa dicevo più o meno la stessa cosa (leggi qui il post). Ma "NON C'E' MODO DI STARSENE FUORI" da certi ragionamenti quando accadono certe cose che ti riportano a pensare percorsi che non si staccano da un loop pericoloso. 
Nel dettaglio riflettevo sul fatto che chi riesce a fare delle storie vissute fonti di insegnamento riesce a fare sempre un passo avanti. Molto più spesso però le persone dimenticano i percorsi fatti ed ancor peggio anche i propri errori. Drammaticamente vengono ignorati anche gli orrori trascorsi in modo personale e/o in modo più generale o mondiale.
E' un po' la storia che si porta dietro la vicenda accaduta sabato scorso al liceo Michelangiolo di Firenze. Un vero e proprio attacco di quelle che un tempo venivano chiamate "squadracce" a giovani liceali. La solita indomita dimostrazione di coraggio dell'epoca che fu, messa in atto da energumeni che colpiscono in gruppo studenti isolati colpevoli di appartenere a collettivi studenteschi di sinistra. Evento talmente orribile e pericoloso da far tornare alla memoria vecchie abitudini di un periodo così oscuro da essere attuale nonostante i decenni trascorsi.
Rispetto a questo evento, ovviamente e senza nessuna sorpresa personale, nessun, ribadisco NESSUN, esponente governativo prendesse la parola. Sono partiti invece i tentativi di sminuire la cosa, di trovare immagini che in qualche modo invertissero le responsabilità, di catalogare il tutto come evento marginale di poca importanza. Curiosamente solo da quelle testate/personalità di chiara matrice comune ai movimenti responsabili dell'aggressione.
E' scesa invece in piazza una parte della Firenze antifascista con una bella manifestazione partecipata da circa duemila persone. A margine, una dirigente scolastica di un altro istituto rispetto a quello dell'aggressione, ha preso carta e penna  ed ha fatto quello che il Ministro dell'Istruzione, ma anche quello della Cultura o dell'Interno o il Presidente del Consiglio non avevano avuto la voglia di fare.
Parole piene di significato e pesanti dal punto di vista dell'insegnamento. Quelle che dovrebbero essere alla base di ogni percorso di vita e di civiltà. Il focus sul non essere indifferenti, la richiesta di attenzione di non banalizzare eventi gravi come "sporadici" e limitati con i giusti riferimenti storici e la concretezza del tutto nella vita attuale. Una lettera da applaudire e da portare ad esempio.
Ed infatti colui che invece dovrebbe avere il ruolo di ministro dell'Istruzione, che ripeto non era minimamente intervenuto sulla questione, ha visto bene di criticare l'invio della lettera minacciando sanzioni. Con toni e comportamenti degni del tipo di area governativa a cui appartiene, facendo di una lettera di civiltà e cultura una posizione politica. Non solo. Dando il là anche alle critiche ed alle minacce nei confronti della stessa dirigente scolastica da parte di chi è vicino agli aggressori, campagna denigratoria che continua sui giornali allineati all'ideologia di riferimento che la criticano per le passate posizioni politiche. Sarebbe banale ripetere a questi illuminati che hanno anche l'ardire di scrivere che non è un problema di appartenenza politica ma appunto di civiltà e di antifascismo. Che dovrebbe essere comune a tutti. Almeno a tutti quelli che hanno letto qualcosa di un volume chiamato Costituzione o di alcuni autori chiamati padri costituenti e della civiltà. Ma credo che pensare che certe persone possano addirittura leggere e capire sia pretendere troppo.
Ed allora per dare il mio piccolo segnale, inserisco in questo post l'immagine della lettera della dirigente del liceo scientifico Leonardo da Vinci Annalisa Savino per applaudire la sua iniziativa e per sostenerla contro minacce ed attacchi, tutti, da ministro dell'Istruzione in giù.

giovedì 23 febbraio 2023

Bravi via

Conference League -
Sedicesimi Ritorno
FIORENTINA - BRAGA = 3 - 2
GOAL:
 Castro, Djalo,
MANDRAGORA, SAPONARA,
CABRAL


KAPPAPAGELLE
Sirigu 5,5
Dodò 5,5
Martinez Quarta 6 -
Ranieri 6
Biraghi 5,5
Bonaventura 7,5
Bianco 5,5
Mandragora 6,5
Gonzalez 5,5
Cabral 7
Saponara 7 +
Terzic 7
Castrovilli 6
Ikonè 5,5
Brekalo SV
Amrabat SV

All. Italiano 6,5 
IL MIGLIORE: BONAVENTURA
Il peggiore: GONZALEZ
Bravi via. Per vari  motivi. Diciamo un KappaDeca di motivazioni.
  1. Sette gol in due partite son comunque tanti anche contro il Compiobbi che è parso il Braga.
  2. Siamo riusciti a far rientrare in partita per venti minuti i compiobbesi/portoghesi nonostante quattro gol di vantaggio ed un inizio di partita non male, ma d'altra parte "SIAM QUELLI LA' QUELLI" che complicano anche l'incomplicabile.
  3. Da quando hanno ideato "l'orologio segnala rete" per la prima volta nella storia l'arbitro è andato contro la scritta "GOAL" apparsa ed il vibrino emesso.
  4. Dopo i due gol subiti abbiamo reagito ed abbiamo meritato la vittoria, loro erano sicuramente poca roba ma conoscendoci non era così automatico reagire così.
  5. Cabral ha di nuovo segnato e vista la moria stagionale delle punte è una notizia.
  6. Dovevamo passare questo turno aggiuntivo che c'eravamo "autoinflitti" arrivando secondi in un girone ridicolo magari senza soffrire troppo e ci siamo riusciti.
  7. L'esultanza di Cabral sul gol convalidato "rischia" di essere la migliore dell'anno.
  8. Il tifo tranne qualche mugugnetto sullo 0-2 ha tenuto e sostenuto.
  9. Bella prestazione per Bonaventura/Saponara/Terzic/Cabral che onestamente in questo momento mi sembrano poco accantonabili vista la forma e.....la forma dei contendenti al ruolo.
  10. Complimenti per aver di nuovo beccato un arbitro che tutto sembrava meno che uno che vagamente conoscesse regole e concetto di calcio.
Foto copyright Galga…GRAZIE…
Al solito....FORZA VIOLA...sempre....

La mia Viola
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico  Bollins gestito
"...stai a vedere come va a finire stasera...si fa cahare...muah....comunque primo tempo 'unsiva...barzelletta VAR...ma che si deve ancora aspettare cambi di moduli o altro....tra poco finisce il campionato..."

domenica 19 febbraio 2023

Ennesimo peccato

Campionato - 22^
FIORENTINA - EMPOLI = 1 - 1
GOAL: Cambiaghi, CABRAL


KAPPAPAGELLE
Terracciano 6 -
Venuti 5,5
Milenkovic 6
M. Quarta 7
Terzic 5,5
Mandragora 5,5
Amrabat 5
Barak 6,5
Gonzalez 5,5
Jovic 5
Saponara 5,5
Igor 5,5
Dodò 6 +
Ikonè 5
Cabral 7
Bonaventura 6 +

All. Italiano 6
IL MIGLIORE: CABRAL
Il peggiore: Amrabat
Si ritorna in campionato con la sfida ai cugini di campagna empolesi. Il mister decide di fare un po' di turn-over ed opta per una difesa abbastanza rivoluzionata con Venuti, Quarta e Terzic titolari. A centrocampo confermata la coppia in mediana Amrabat e Mandragora con Barak che sostituisce Bonaventura. Davanti conferma del tridente che ha sbancato Braga (qui il post dedicato alla vittoria europea). Servono i tre punti perché questo posto né carne né pesce in campionato comincia a "STARCI UN PO' STRETTO". Si parte.
  • primo quarto d'ora: da segnalare solo lo sbaffo rosso su tutti i calciatori i campo per mandare un messaggio contro la violenza delle donne
  • dal sedicesimo al trentesimo: partita spigolosa con diversi falli a metà campo e molti errori in costruzione da parte dell'Empoli dovuti ad una buona pressione nostra che però non ci porta a tirare praticamente mai se non per un tentativo di Saponara respinto da Jovic ed uno di Venuti finito in Fiesole
  • 30': palla sanguinosa persa da Amrabat con difesa scoperta, ne approfitta Baldanzi che offre una bella palla a Caputo pronto a fare un assist d'oro a Cambiaghi che trova la porta e batte Terracciano 0 - 1
  • ultimo quarto d'ora del primo tempo: si fa male Milenkovic entra Igor. Barak segnerebbe anche (dopo una mischia in area) ma Nico prima del suo tocco era in fuorigioco ed il suo intervento era falloso. L'Empoli invece recupera palla su un errore di Mandragora e manda in porta Caputo che si fa ipnotizzare da Terracciano. Poco dopo Cambiaghi fa il fenomeno su Terzic e trova ancora Caputo in area dopo una doppia buca Igor/Terracciano : è il raddoppio da cui siamo graziati per qualche centimetro di VAR. Proviamo quindi a sfruttare l'occasione con un po' di forcing finale che però porta solo ad un tiro rimpallato di Barak ed un colpo di testa alto di Jovic
  • primo quarto d'ora della ripresa: proviamo (anche con l'ingresso di Ikonè e Dodò) a chiudere l'Empoli nella propria metà campo e ci riusciamo. Prima Martinez Quarta di testa trova la respinta sulla linea di Bandinelli che poi blocca anche Jovic. Poco dopo Amrabat da fuori area calcia male da buona posizione mentre Nico di testa su bel cross di Terzic non va lontano dal palo.
  • dal sessantesimo al settantacinquesimo: di nuovo Martinez Quarta pericoloso come attaccante e primo intervento di Vicario che respinge bene. Lo stesso difensore argentino è fondamentale a salvare in area piccola su un ponte di testa di Luperto che per poco non trova il raddoppio.
  • ultimo quarto d'ora: un paio di ripartenze sbagliate dell'Empoli che spreca la superiorità ci permettono di rimanere in partita e con una corsa sulla fascia di Dodò lo stesso terzino brasiliano coglie la traversa e Cabral è pronto a colpire di testa ribadendo in rete: 1 - 1 . Lo stesso Cabral poco dopo trova la deviazione giusta al volo ma Vicario compie un miracolo. L'Empoli prova il colpaccio alla fine con Satriano che di testa in area non trova il tocco giusto né per l'assist né per il gol. Finisce in parità.
La mia Viola
Altra occasione sprecata. Un primo tempo di buon pressing ma senza un minimo di pericolosità mentre in difesa si è ballucchiato, un secondo di maggior sostanza e pressione con qualche rischio corso in contropiede. Nel finale Vicario compie la prima vera parata (un'altra solo su Quarta ma più centrale) con un intervento prodigioso che toglie a Cabral la soddisfazione della seconda doppietta in pochi giorni. Peccato. Poteva essere l'occasione per un minimo di rilancio ma l'abbiamo mancata nuovamente. Dice che "ci gira male". Chissà. Magari è solo quello. Ma mi pare curioso possa essere l'unica ragione del fatto che come ci attaccano seriamente arrivano in porta e con una partita dominata la porta la prendiamo con la traversa del gol, il gol, un tocco bello ma centrale di Quarta ed un miracolo di Vicario. Il tempo e le giornate per invertire l'andamento sono sempre meno, purtroppo.
FORZA VIOLA...sempre...

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito
"...provo saltuariamente con Guetta...ma ci vuole tanto coraggio...daglieli da tirare in porta che Cabrao la butta dentro....iolae....."

sabato 18 febbraio 2023

Curioso che non sia andato nessuno a votare

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 527
Ci sono situazioni che arrivano davvero improvvise e colgono tutti di sorpresa.
Domenica scorsa (e lunedì) si votava in Lombardia e Lazio, due regioni non esattamente microscopiche. Votazioni che dovevano fissare i nuovi consigli regionali ma soprattutto stabilire la guida dei prossimi cinque anni di Milano, Roma ed i rispettivi dintorni.
L'aria era abbastanza indirizzata (io azzarderei "inquinata") da reflussi destrorsi ma come sempre quella che dovrebbe essere l'altra parte ha fatto di tutto per trasformare quei venti freddi in uragani.
Schieramenti frammentati, coalizioni insostenibili, percorsi ad ostacoli e tutto meno che comuni. Queste le premesse e gli elementi che hanno portato quello che era il centro sinistra a proporre infiniti elementi di scoraggiamento preventivo per i propri possibili elettori. Nel Lazio con il candidato sostenuto dal cosiddetto terzo polo e non dal movimento di Conte, in Lombardia con lo schieramento comprensivo dei cinque stelle ma senza il duo Calenda/Renzi"TRANQUILLA CHE NON E' NIENTE" a confronto del resto. Nel primo caso quindi senza il sostegno dei cinque stelle che però sostenevano la precedente giunta con D'amato assessore (candidato del PD/terzo polo) e nel secondo contro gli alleati del Lazio (appunto il cosiddetto terzo polo) che avevano ripescato dall'archivio degli impresentabili Letizia Moratti, già ministro di centro destra nei governi Berlusconi del passato ed assessore della giunta Fontana contro cui si presentava. Mi sembra chiara come linea no?
Bene. Tutto questo mentre dall'altra parte il monolitico centro destra discuteva su tutto, dalle dichiarazioni di ReSilvio su Zelenski e la persecuzione giudiziaria che fanno inorridire l'Europa alle posizioni di Governo che lo stesso Governo annuncia saranno riviste (super bonus per dirne una), ma poi è arrivato compatto alle elezioni, della serie "basta riottenere le poltrone"
Risultato quindi scontato. Ma in termini? Perdono voti tutti (tranne forse fratelli d'italia) ma le percentuali dicono un'altra cosa vista l'affluenza inquietante. Leggendo quelle come se fossero valori reali qualcuno addirittura cresce in molti rimangono immutati. Dimenticando che a votare è andato nemmeno il 40% con picchi anche di un elettore su tre in molte zone/città. Quindi i valori percentuali non sono paragonabili e soprattutto in moltissimi fuggono dai seggi. Ma come sempre questo resta un dato da analizzare nella mezz'ora prima dei primi dati semiufficiali o spendibili poi si comincia a parlare al solito dello zerovirgola in più rispetto ai dati del 1988 e se gli elettori sostanzialmente dicono "ci fate schifo tutti e non sapendo chi scegliere rimaniamo a casa" poco importa. 
Ed in parte è vero. Chi non ha voglia/interesse a votare poi alla fine "sta'ai resti" come si dice dalle mie parti e da sempre condivido il detto non sopportando l'astensionismo elettorale. Però è inquietante che chi si candida anche solo a gestire/governare un....rione.....figuriamoci una citta/regione/nazione.....non si interroghi su cosa porti due elettori su tre a schifare la possibilità di scegliere. Non solo. Gli stessi preferiscono analizzare i problemi e le colpe....degli altri schieramenti che non hanno permesso a loro di essere competitivi. Tre esempi.
Conte non ha dato troppo peso a queste elezioni perchè il Movimento Cinque Stelle le ha spesso perse (le regionali) ma poi è "rinato". Vero, si è però dimenticato che le percentuali perse ed attuali sono da brividi e che comunque se uno si presenta alle elezioni per poi dire "tanto le abbiamo sempre perse, pazienza" non si capisce che si presenta a fare e l'analisi dei risultati non è esattamente né propositiva, né lungimirante.
Letta si concentra sulla sconfitta del Movimento incensando dati del PD immutati o cresciuti rispetto al passato. Evidentemente a Parigi i numeri e la matematica devono essere concetti astratti dato che quelli reali dicono un'altra cosa rispetto alle percentuali snocciolate dal buon Enrico. Non dovrebbe essere difficile confrontare dati reali delle precedenti elezioni con quelli di adesso, ed invece. In più nessuno ha ancora sottolineato che dopo una delle più grandi sconfitte della storia del partito, alla prima tornata elettorale che arriva dopo cinque mesi il segretario è sempre lo stesso nonostante si sia dimesso il giorno dopo le politiche.
Infine in Lombardia, il cosiddetto terzo polo dà la colpa agli elettori che hanno confermato Fontana ed il centro destra nonostante la folle e delittuosa gestione del Covid. Concetto anche comprensibile, se non si omettessero dei particolari. Ad esempio che il loro candidato è da sempre una donna di centro destra e che ha fatto parte di quella gestione folle. Ma nel terzo polo si sa, giocano i Pelè ed i Maradona della politica italiana, quelli bravi a prescindere quindi cosa gli vuoi dire? Forse solo quello che ha detto la loro candidata per commentare la sconfitta "è stata una campagna elettorale troppo corta e per di più di inverno con molto freddo che ha limitato drasticamente la campagna elettorale, basta sentire la mia voce".
Alla fine, il dato dell'affluenza meraviglia. E' infatti curioso che ci sia ancora un terzo di elettori che, come me, ancora si decide ad andare a votare.
Sipario.