giovedì 28 febbraio 2019

Ri - tre a tre

Coppa Italia - Semifinale Andata
FIORENTINA - ATALANTA = 3 - 3
GOAL: Gomez, Pasalic, Chiesa, Benassi, De Roon, Muriel
LE PAGELLE
LAFONT 5 +
Bell'intervento di puro istinto nel primo tempo, prende un gol sotto le gambe (colpevole?) e sbaglia l'uscita sul terzo gol. Immobile sulla traversa finale
MILENKOVIC 6 - 
Tiene la posizione con un po' di fatica ma mette anche alcune pezze
CECCHERINI 6 +
Gagliardo, sembra quello più in palla in difesa
VITOR HUGO 4,5
Ilicic lo fa ammattire e lui è spesso fuori posizione
DABO 5 +
In un ruolo non suo ci mette il solito entusiasmo ma è spesso in difficoltà
BENASSI 6,5
Bello e fondamentale il suo gol
VERETOUT 5,5
In affanno più del solito specie senza Edimilson
GERSON 5
Quando esce il centrocampo si ritrova, magari è solo un caso...
BIRAGHI 5,5
Sbaglia praticamente ogni cross ma riesce a proporsi con costanza
CHIESA 8
Strapotere fisico e tecnico al limite dell'imbarazzante
MURIEL 7
Mezzo assist ed un gol dopo un periodo di appannamento
SIMEONE 6,5
Entra nel migliore dei modi in partita partecipando anche all'azione del gol del pari finale
EDIMILSON 6
Sbaglia un paio di conclusioni ma c'è e si fa sentire
LAURINI SV
ALL. PIOLI 5
Sbaglia clamorosamente e praticamente tutto per oltre un tempo, poi San Chiesa lo riporta due volte in partita
IL MIGLIORE: CHIESA
IL Peggiore: VITOR HUGO
LA PARTITA
Era una serata speciale per Firenze. Un po' per l'avvicinarsi dell'anniversario del saluto a Davide, un po' per una semifinale che potrebbe aprire le porte di una finale speciale per i colori viola. 
Caso ed eliminazioni a sorpresa hanno fatto sì che come avversario ci fosse non una super big ma una squadra bella ed ambiziosa ma sostanzialmente del nostro stesso rango: l'Atalanta. Stessa considerazione non deve essere stata fatta dal mister che ha rinunciato al tridente e impostato una squadra con tre+due difensori facendo giocare così Dabo in un ruolo non suo, mettendo Vitor Hugo in totale difficoltà visto che da subito ha ballato in una posizione innaturale e contro un avversario che non gliel'ha mai fatta vedere ed in generale snaturando buona parte della squadra e del suo gioco. Gerson confermato titolare e questo basta per dire che sulle scelte ci sarebbe da discutere a lungolungolungo.
Pronti via e "bada Lerc che verve che c'ha" mette alla prova i riflessi di Lafont; l'Atalanta gioca meglio ed è padrona del campo tanto che sull'ennesimo intervento sbagliato di Hugo sempre Ilicic si fa tutto il campo e taglia dentro un assist perfetto per Gomez. Il Papu salta il nostro portierino ed è vantaggio bergamasco. Il tempo di bestemmiare e la scena si ripete con assist del solito sloveno che mette solo davanti a Lafont stavolta Pasalic, risultato identico con tiro ravvicinato ma centrale. 0-2. Sembra che non ci siano vie d'uscita. Palla costante sui piedi del 72 nerazzurro e noi in sofferenza. Poi come ormai previsto dal "nostro unico schema" si accende quel fenomeno che abbiamo. Va a portare un pressing solitario sull'ultimo uomo, ruba palla nella nostra metà campo e vola in porta riaprendo il match. Noi e la nostra partita abbiamo finalmente una scossa che la squadra asseconda e dopo pochi minuti Benassi in girata trova il pareggio. Dieci alla fine del primo tempo e 2-2, praticamente impensabile visto quanto espresso in campo. L'Atalanta resta col pallino in mano ma si arriva all'intervallo così.
Quando le squadre tornano dagli spogliatoi, ci aspetteremo qualche modifica, ma in realtà i cambiamenti sono limitati visto che Hugo (anche ammonito) è ancora in campo anche se lascia la marcatura dell'ex sloveno a Ceccherini. In realtà qualche miglioramento nella manovra c'è solo quando il solito insufficiente Gerson lascia il posto ad Edimilson. Il gioco finalmente ha anche i colori viola e sfioriamo addirittura il vantaggio con un colpo di testa fuori di poco. Sembra incredibile, ma proprio nel momento in cui stavamo piano piano rialzando la testa la nostra "PORTA NON SI CHIUDE BENE" per la terza volta. Dopo un'uscita così così di Lafont infatti De Roon tira una "discreta susta" e siamo di nuovo sotto.  La squadra accusa il colpo e l'unica cosa che ci viene in mente a tutti è "o ci pensa Chiesa.....". Così, su un bello spunto del Cholito finalmente entrato, Fede nostro semina l'avversario diretto sulla fascia e mette perfettamente sui piedi di Muriel al centro che avendo seguito l'azione adesso deve solo appoggiarla dentro. Siamo di nuovo pari. Sembra a questo punto che possa succedere di tutto ma le squadre si appoggiano sul risultato fino a pochi istanti dalla fine quando Hateboer decide di farci prendere l'ultimo spavento con un colpo di testa che si stampa sulla traversa. Finisce 3-3 esattamente come domenica contro l'Inter o come nella matta partita contro la Samp (clicca qui per ri-leggere il commento alla giornata dello splendido esordio di Muriel).
Peccato. Di nuovo peccato. Abbiamo buttato via secondo me un'occasione molto importante giocandocela male e lasciando spazio e campo ad un'Atalanta che non chiedeva di meglio. Assurda la mossa Hugo su Ilicic, ancora di più snaturarci per non si capisce quale tattica di controllo degli avversari. La voglia e la compattezza di questa squadra, ma soprattutto un fenomeno dal numero 25, ci ha permesso di tenerla aperta fino ad aprile questa semifinale, perché oggettivamente a livello di impressione generale e di gioco, loro sembravano sempre saper cosa fare e come giocare, noi quasi mai se si eccettua il nostro unico schema (palla a Chiesa) e qualche piccolo corollario (la corsa di Muriel, la vena realizzativa di Benassi, la grinta di Veretout). Non sarà facile, ma nemmeno impossibile. Ricordiamoci sempre che parliamo di avversari importanti ma non esattamente di fenomeni e che il rispetto va benissimo ma la soggezione...molto meno. In attesa del ritorno....
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...fino al 2-2 si faceva pena...vi faceva cacare Ilicic...invece il Vitor Hugo di oggi è lo stesso dell'anno scorso o un altro giocatore?..."

mercoledì 27 febbraio 2019

XX anni


Quando fai presente a qualcuno "sono XX anni che mi occupo di questo, lo saprò no?" devi essere davvero davvero davvero (oh, ma davvero) sicuro di sapere tutto di quell'argomento perché altrimenti diventa un'autodenuncia di fallimento. 
Tra l'altro datata XX anni che quindi sfiora la recidività e la bancarotta fraudolenta.

sabato 23 febbraio 2019

Ostacoli da corsa

Kiave di lettura n° 326
Riprendere scarpette e "tuta preistorica" per provare a fare fiato non è mai banale. Da un po' di tempo ci sto provando, cercando di superare le scuse che spesso metto nel mezzo e mi fermano prima di mettermi appunto le scarpe, che concordo con quanto letto un po' di tempo fa (cit. Paolo Nori):  è l'ostacolo più grande da superare per chi vuol andare a correre. Scavallato quell'ostacolo, "tirate le stringhe e presa la porta" il resto vien da sé. Anzi. Una volta uscito, inseriti gli auricolari e fatta partire un po' di musica, la parte difficile svanisce e comincia quella positiva. Parlo di quella sensazione legata al saper tenere un buon passo, quella che ti arriva vedendo scorrere piano il paesaggio intorno, quella che senti partire da dentro quando ascolti un pezzo che riesci a canticchiare anche correndo. Tutte sensazioni che  mescolandosi riescono a darti una scossa positiva, quella che spesso ti serve per "scaricare". Pensieri, giornate, noie
A volte quella scossa particolare la cerchi così tanto che lo scarico non è l'effetto della corsa, ma la vera e propria causa di essere lì in una tuta dagli anni innumerevoli a sudare. Quella che ti ha portato a vestirti da corsa e di corsa appena tornato a casa ed attaccare Runtastic sperando di non doverlo staccare troppo presto. Il percorso è sempre il solito ed il random musicale è più o meno la giusta compagnia per te che "TIENI GIU' LA TESTA" e spingi nei momenti di piccola salita e/o ti godi la testa alta dei momenti in cui serve respirare un po' di più. E' quando arriva "la verità" nel random che ti accorgi che quella esigenza che ti ha spinto ad andare a correre per smaltire la giornata è esattamente come la consapevolezza che senti, quella racchiusa in "la verità che arriva silenziosa e disturba sempre un po' qualcosa" che racconta il buon Vasco. E sai che la giornata con i suoi pesi non si volatizzerà certo del tutto ma almeno quella morsa che non sai "quanto costa, che cos'è, che faccia ha" si allenterà un po' ed anche se magari tornerà a stringere domani (perchè alla fine a quelle domande sai rispondere eccome), mentre senti i muscoli faticare sei certo che l'obiettivo è centrato. O meglio l'ostacolo di riuscire a mettersi le scarpe ed andare a correre non è mai stato così agevole da superare. Quell'esigenza di scaricare, magari anche solo temporaneamente, è soddisfatta ed anche la verifica del tempo/percorso su Runtastic a sessione terminata è sì un gesto che compi in maniera istintiva, ma non essendo più così importante passa in secondo piano e "si imbosca tra le nuvole".

lunedì 18 febbraio 2019

Prova provata


La cosa triste non è tanto cosa voteranno gli iscritti del Movimento Cinque Stelle, ma che non si rendano conto che il semplice fatto di interrogarsi (in modo incomprensibile..."financo"...nelle modalità e nel quesito) è la "prova provata" del loro fallimento. Quale sarà il risultato e come arriverà è il meno di fronte all'accordo di Governo, all'appiattimento nei confronti degli alleati ed alla possibile scialuppa di salvataggio per quello che loro stessi un tempo definivano (giustamente) "impresentabile". Quindi giocate pure con Rousseau, il risultato è ininfluente. 

sabato 16 febbraio 2019

Bordelli non tradisce...

Kiave di lettura n° 325
Per il ritorno della Kiave di lettura dedicata ai libri, ho deciso di buttarmi su qualcuno di molto noto alle "pagine" di questo blog ed alla mia personale libreria. Ecco quindi la mia recensione di:
MARCO VICHI - "Nel più bel sogno" - Guanda
Allo stesso modo in cui al Bar Mario sanno che "TANTO ROMBO DOMANI RIPASSERA'" io so che ogni nuova avventura del commissario Bordelli farà parte dei libri sui miei scaffali. Dopo una bella pausa, ho ritrovato il commissario di Vichi con il solito passo deciso e la solita poesia come cornice. Il libro è ambientato nell'anno che si definisce con il solo numero: 1968. Il clima di ribellione, contestazione e fermento emerge in vari punti nel libro ed ovviamente Bordelli non può non prendere posizione "...torci un capello a uno di quei ragazzi e ti faccio mandare ad Orgosolo a giocare a guardie e ladri visto che ti piace tanto...". Come spesso gli accade, le vicende con cui deve confrontarsi sono diverse ed in qualche modo si affiancano e si sovrappongono insieme ai suoi percorsi personali, sempre con lo sfondo fiorentino "...ma Firenze città culla dell'arte se ne infischia quando arriva e quando parte...". Le tre vicende partono da una storia d'amore e di prevaricazione di anni passati "...erano amori innocenti che per un nonnulla provocavano brividi intensi...", di relazioni da tenere nascoste "...esisteva la legge certo ma esisteva anche il sentimento umano che dava alle cose un valore diverso..." e di una vicenda violenta apparentemente con sfondo economico ed affaristico "...la vita va presa per le palle..." "...i coglioni viaggiano sempre in due...". Ovviamente i compagni abituali fanno compagnia al commissario anche in questa vicenda: dagli amori che potrebbero prendere una svolta nuova con l'arrivo della primavera come stagione e come sentimenti ai soliti amici che non lo abbandonano mai e con i quali trascorrere ore piacevoli nell'immancabile cena con racconto "...siamo la confraternita del contrappasso...". L'anima malinconicamente decisa di Bordelli appare in ogni spunto, in quelli filosofici "...ci sono due tipi di filosofi, quelli che lo sono e quelli che non lo sono...", in quelli profondi "...non penserò a ciò che ho perduto ma penserò a ciò che ho avuto..." o politici "...la guerra è il gioco dei potenti, la guerriglia è la necessità degli oppressi...". Ogni tanto lo scorrimento del libro ha delle piccole frenate date da qualche piccola ripetizione o qualche descrizione troppo approfondita. Ma le storie seguono il loro sviluppo più o meno naturale e soprattutto tengono il lettore con la voglia di arrivare in fondo nel modo migliore "...il mondo che vorrei non può esistere, ne sono convinto. Mi accontento di fare quello che posso intorno a me, senza illudermi di salvare l'umanità..." e concludere la storia, sperando comunque che la conclusione non sia quella finale nel vero senso della parola "...la volontà che andava oltre la morte dava un'illusione di continuità..." perché Bordelli davvero è una sicurezza che lascia il segno ogni volta che torna. Quindi....alla prossima...
BIGNAMI: ci sono letture che sono delle sicurezze anche prima di cominciarle. Autori che hanno quel grado e quella percentuale di realizzazione pari ad un tiratore da tre dell' NBA con la mano calda. Vichi per me è uno di questi. La valutazione non può che essere 4 stelle (più) su cinque.

sabato 9 febbraio 2019

Nebbia

Kiave di lettura n° 324
Come in un ritornello costante: "il fumo saliva lento, nel freddo giorno d'inverno". In fondo questo è l'effetto della nebbia: un fumo più o meno leggero che prima invade e poi piano piano sale. Avvolge persone, piloni, fili spinati ed ingressi. La nebbia. Sembra accompagnarti insieme al "solo grande silenzio" che resta il protagonista. Sale non soltanto nella definizione climatica, sale dentro. Parte dalla zona emozionale e la percorre tutta per arrivare dritta ad ogni singolo punto ricettivo che senti di avere. Il rumore intorno è così imponente da trasformarsi in silenzio, "tante persone ed un solo grande silenzio". Un rumore fatto di immagini, di racconti, di oggetti, di vite, di sofferenze. La sensazione di disagio avvolge ogni tuo pensiero come la nebbia. Senti l'inadeguatezza di ogni tuo pensiero rispetto a quello che hai intorno ed ormai dentro di te. "Occhi lucidi, gola strozzata, tempo fermo, silenzio assordante". Anche incrociare gli sguardi di chi è li con te è una fatica, è un qualcosa che paradossalmente senti come "di troppo". Le stanze si susseguono, la voce nelle cuffie racconta quello che sai, ti descrive quello che non puoi non immaginare già da te ma l'impatto dei racconti è di tale portata che produce lo stesso l'effetto di un evento a sorpresa. Il "TRAFFICO NELL'ANIMA" è sempre più intenso e si lascia trasportare da piccoli passi, rispettosi e ordinati. Lo sguardo spesso cerca le proprie scarpe per il motivo di prima. La testa rimugina, di nuovo, sempre più intensamente. La nebbia si trasforma in pioggia e cominci a sentirla solo quando si fa davvero invadente e costante. La senti scorrere sul giubbotto e sui jeans ma non ti fa spostare di un centimetro. Fa parte di tutto quello che ti sta entrando dentro. La camminata si allunga, gli spazi si aprono ma la stretta allo stomaco non si allenta, c'è solo un tempo diverso per assimilarla. Un paesaggio che adesso ha abbandonato stanze ed oggetti e lascia libero l'occhio nell'immensità di uno spazio aperto. Immenso, come l'orrore. Come i brividi, che "sono nel vento" che leggero si alza. Come le sensazioni di relatività e di totalità che si alternano fino a mescolarsi. Tutto è relativo e totale in quel momento. Tu sei relativo, quello che senti è totale. La nebbia continua a fare il suo lavoro. E ti avvolge. Stretta quanto serve.

mercoledì 6 febbraio 2019

Cracovia ma soprattutto altro...

Non ho ancora trovato quelle che "DOVREI. HO PERSO LE PAROLE" in questo ultimo periodo, parlando di blog/post/in generale, e l'impatto emotivo (e non solo) che certi posti provocano certamente non aiuta. Ed allora provo a farmi dare una mano dalle immagini, scegliendone cinque (idea  con marchio Galga....fatta mia...) di una quattro giorni davvero speciale. 
Non arriveranno forse a chi le guarda i sorrisi ripetuti di questo finesettimana allungato, non riusciranno questi cinque scatti a rendere un'idea completa del "peso specifico" del significato dei luoghi visitati con i relativi pensieri provocati e sicuramente non arriverà il "cazzotto allo stomaco ed all'anima" preso nel momento dello scatto delle foto 3 e 4. Ne sono sicuro. Ma nonostante questa certezza, ci provo. 
E con me ci provano le 5 foto dedicate a Cracovia.
1 - La miniera di sale ed i suoi 800 scalini
2 - La piazza principale e la carrozza ferma nel tempo
3 - Auschwitz ed il suo cazzotto a stomaco ed anima
4 - Birkenau ed il cazzotto numero due

5 - "...come le fihe..."

giovedì 31 gennaio 2019

Fino a sette...

Kiave di lettura n° 323

Coppa Italia - Quarti di finale
FIORENTINA - ROMA = 7 - 1
GOAL: Chiesa, Chiesa Kolarov, Muriel, Benassi, Chiesa, Simeone, Simeone
LE PAGELLE
LAFONT 6
MILENKOVIC 7
PEZZELLA 7
VITOR HUGO SV
BIRAGHI 6,5
BENASSI 7 +
EDIMILSON 7
VERETOUT 7,5
MURIEL 8
MIRALLAS 8
CHIESA 9
LAURINI 6 +
SIMEONE 7 +
GERSON 6 +
ALL. PIOLI 7,5
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: LAFONT
LA PARTITA
E cosa vuoi dire? Non ci sono troppe cose da aggiungere a quel tabellone che indica lo splendido e CLAMOROSO risultato finale. C'è solo da godersi momento, soddisfazione e la spettacolarità di una serata davvero impensabile in queste dimensioni. Il mister decide di giocarsi il tutto per tutto con la formazione che sente più vicino al suo modo di vedere la squadra, con il solo Mirallas al posto del Cholito. L'inizio è promettente, anzi entusiasmante. Almeno così sembra dai racconti della voce di Guetta, che mi tocca tirare fuori dalla naftalina visto "IL TEMPO DEL PERCORSO" verso casa che si allunga per il ritardo lavorativo. Chiesa sembra imprendibile e la doppietta è davvero velocissima quasi come un suo allungo. Entro in casa e Kolarov si beve il nostro lato destro e trova "il suo tiro". 2-1 ed io (dopo aver pensato di ri-uscire subito) che immagino l'ennesima rimonta avversaria, ma dal Franchi dall'altro lato della barricata mi dicono "tranquillo". Ed in effetti pochi attimi e Biraghi diventa imprendibile: palla in mezzo e Muriel non perde l'appuntamento costante da quando è arrivato, gol ed incredibilmente si va all'intervallo con un 3-1 incredibile anche grazie ad un colpo involontario di Lafont che respinge un colpo di testa ravvicinato, dopo che un palo aveva salvato il risultato su un angolo: elemento comune le uscite a vuoto del portierino.
Nella ripresa, il timore della risalita gialloZozza è alto e sembriamo iniziare un tempo di sofferenza ed infinitamente lungo. Lafont si riscatta con una bella parata (ingigantita dalla respinta scenica che ne accentua l'importanza) su un bel colpo di testa di Zaniolo che ci sta facendo diventare matti in questa fase. Piano piano però riusciamo a ripartire e da una di queste Benassi è lanciato in porta e trova il poker. Ufficialmente non è chiusa ma quasi, Dzeko decide di togliere il quasi facendosi espellere. Chiesa ne approfitta di nuovo per portarsi a casa il primo pallone della sua carriera: tripletta grandiosa. Nella girandola entra anche il Cholito con una doppietta in pochi minuti e si arriva a contare fino a sette con la colonna sonora generale fatta di "il pallone è quello giallo" "sembra Manchester" "ma che siete venuti a fà?" che si mescola con un più ristretto "si sarà noi a portare male visto che siamo rimasti a casa?" "secondo me ti strappano l'abbonamento".
...fino a sette...il numero del mio Poeta è quello che marchiamo a fuoco sul tabellone della partita. Un quarto di finale che speravamo potesse lanciarci in una semifinale contro la #juvemerda ed invece esplode in un match che resterà nella storia per le dimensioni della vittoria e che tra l'altro ci porta a trovare in semifinale l'Atalanta e non i gobbi. Il risultato è esaltante, ma lo è soprattutto e di più quel grandissimo fenomeno che sta crescendo sempre di più partita dopo partita. Chiesa spacca sempre di più partite e resistenze avversarie e sta trovando la porta con crescente precisione, davvero davvero clamoroso il suo "passo", molto di più della roboante vittoria.
Accantonando per un attimo il pensiero che definiva "quando è amicizia" (clicca qui), la partita è veramente da evidenziare e salvare in memoria. Resto dell'idea post treAtre con la Samp che, senza esaltarsi e coi piedi ben piantati in terra, Muriel potrebbe aver portato qualcosa di particolare/speciale. Sta a noi sfruttarlo nel migliore dei modi e far crescere quella scintilla che sembra aver portato l'attaccante colombiano in questa squadra. Adesso appuntamento a Febbraio ed Aprile per andata e ritorno delle semifinali (si...Febbraio andata ed Aprile ritorno...roba da programmazione comica...), nel frattempo....campionato, sperando che il "cambio competizione" non comporti altri cambi.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...ma perchè 'unsigioca sempre così?!?... : - ) "

mercoledì 30 gennaio 2019

...è quando...


Amicizia è quando, in una serata 7BELLEZZE come questa e con uno sfondo come la foto qua sopra, dopo “gl’urli” per i gol, la gioia smodata, i mille messaggi con la tua personale curva, l’esultanza sfrenata, i salti sul divano...improvvisamente...
...ti viene alla bocca un pensiero davvero sincero “ma proprio stasera dovevamo fare così tanto i fenomeni?”...pensiero da “UN SORRISO ED UN SOSPIRO” di fronte ad un portabadge ed a quelle quattro parole che ti sembra siano la cornice perfetta della serata ...
Poi l'istinto riprende il sopravvento e riparte il giro istintivo dei festeggiamenti di cui sopra. Ma quel pensiero e quella frase restano a farti compagnia, sinceri come quando sono arrivati.

venerdì 25 gennaio 2019

Certe Cose

Kiave di lettura n° 322
Resto sull'argomento "dono della sintesi" dell'ultimo post, anche se oggi è riferito a tutt'altro.
In questi giorni infatti, prima a voce, poi ripetuto in altro modo ed infine ricevendo un messaggio, c'è stato un curioso accumularsi di significati comuni, nonostante partissero da persone diverse e fossero a commento di situazioni diverse. Riassumo con il messaggio, di sole sei parole 6, ma capaci di spiegare...tutto...ed aprire in un certo senso un "piccolo mondo"
"...perché certe cose sono più importanti..."
Spesso a commento di queste/certe frasi ti sembra di sentire il "sotutto" di turno che commenta: "bella scoperta" , magari con aria un po' sostenuta ed un successivo filosofico ragionamento sul "niente applicato al nulla" (autocit.) di un quarto d'ora.
Andando oltre il fastidio del filosofico ragionamento, viene da riflettere sul perché sempre di più certe parole non siano affatto banali ma si trasformino in fondamentali. E trovi mille risposte che non stanno e non possono stare in un post; per la complessità e per la lunghezza, ma anche perché....alla fine su certe cose mica è così male essere banali.
So benissimo che questo mio intrecciarmi nei discorsi finirà per farmi "diventare cervellotico nella scrittura" ma tornando alla sintesi di cui sopra, certe cose sono più importanti
Quel messaggio era diretto e riferito ovviamente ad una cosa in particolare, ma declinandolo più in generale è davvero un'utile bussola. Ed allora l'ho salvato tra i messaggi importanti, lo uso con piacere per questo post e mi serve come spunto per "far circolare" una cosa bella nel suo essere terribile. Era ed è davvero difficile trovarci qualcosa di vagamente definibile come bello in una vicenda del genere, ma conoscendo "la mano da cui esce", dubbi sul fatto che potesse emergere nel migliore dei modi "il cuore della vicenda" non esistevano, viste le prove lampanti sotto forma di post/tweet/articoli/video che da quella mano sono  costantemente prodotte (e che sarebbero da replicare e far circolare senza soluzione di continuità). Ovviamente parlo dell'inviato speciale di questo blog e nello specifico di quello che ha postato ieri, per il quale non c'è bisogno di "DIRE COSE CHE" spieghino ulteriormente qualcosa di terribilmente chiaro. Grazie per ricordarcelo, nel modo migliore possibile.

martedì 22 gennaio 2019

Sintesi


Sempre più spesso apprezzo chi riesce ad esprimere i propri concetti in poche parole. Chiare, nette, senza necessità di interpretazioni. Non rientrando in questa categoria, sempre più invidio il dono della sintesi quando mi capita di incontrarlo. E trovo che Gino Strada (oltre agli altri mille meriti noti) sia davvero da invidiare per la dimostrazione pratica di lucidità, sintesi e chiarezza.
"Quando si è governati da una banda dove la metà sono fascisti e l'altra metà sono coglioni non c'è una grande prospettiva per il Paese"
Gioco. Partita. Incontro.
P.S. per fare il "precisino" le percentuali non sono così nette e i gruppi in cui suddividere la suddetta banda sono tre. Ci sono anche i FascistiCoglioni.

lunedì 21 gennaio 2019

Tre follie

Campionato - 20^
FIORENTINA - SAMPDORIA = 3 - 3
GOAL: Muriel, Ramirez, Muriel, Quagliarella (R), Quagliarella, Pezzella
LE PAGELLE
LAFONT 6
Non troppo impegnato, incolpevole sui gol
MILENKOVIC 5
Non accompagna mai l'azione e commette un grave errore sul gol del vantaggio doriano
PEZZELLA 6,5
Anche lui non impeccabile sul gol del vantaggio doriano, ma rimedia con il gol del pari finale
VITOR HUGO 4,5
Buona gara fino al clamoroso errore sul pari doriano
BIRAGHI 5,5
Poco pericoloso in avanti
GERSON 4,5
Cos'altro aggiungere?
EDIMILSON 4,5
Compromette la gara con due gialli in trenta minuti
VERETOUT 6,5
Corre e si rende pericoloso e prezioso giocando in più ruoli
CHIESA 7 +
Impressionante nel primo tempo dove fornisce assist senza soluzioni di continuità
SIMEONE 5
Due occasioni importanti sprecati
MURIEL 8
Esordio gigantesco per giocate, importanza ed impatto sulla partita. Gol da applausi e standing ovation
DABO 6,5
Dimostra di essere nettamente più utile dei colleghi di reparto (Veretout escluso)
LAURINI 5,5
Entra e magicamente la partita si ribalta a favore della Samp
MIRALLAS SV
ALL. PIOLI 4,5
Perde i contatti con la realtà insistendo su Gerson per novanta minuti e togliendo chi aveva spaccato la partita per mettere un terzino di riserva come esterno alto
IL MIGLIORE: MURIEL
Il peggiore: EDIMILSON
LA PARTITA
Riparte il campionato e ci ripresentiamo subito con una novità importante. Il mister decide di schierare dall'inizio due punte più Chiesa. E la novità sembra dare una scossa a tutta la squadra: Chiesa trova tre assist preziosi non sfruttati (Simeone infatti non sembra aver cambiato molto passo rispetto all'anno precedente) e Muriel sembra poter far male puntando in continuazione gli avversari. La Samp è poco pericolosa ed a centrocampo qualche fallo di troppo da entrambi i lati tiene la partita accesa, come spesso accade la severità dei cartellini sembra punirci più del dovuto ma la partita però rimane in equilibrio. Serve un guizzo per sbloccarla ed infatti da una giocata della nuova punta viola si passa in vantaggio dopo una bella galoppata fatta di tecnica e velocità. Gol davvero di qualità quello del colombiano debuttante in maglia viola e siamo in vantaggio e con una partita che sembra in mano nostra. E' a questo punto che arriva il colpo di genio al contrario, una vera e propria follia, la prima e non sarà l'ultima: Edimilson decide di beccare il secondo giallo in trentacinque minuti e lasciarci in dieci. Più o meno il tempo di copiare Mario che "IMPRECA E TIRA FUORI" tutti i santi del paradiso e Ramirez decide di prendere il sette su punizione e siamo pari all'intervallo.
Parte il toto cambi e Pioli decide di lasciare il Cholito in panca per rinforzare il centrocampo con Dabo mentre Giampaolo gioca la carta dell'ex Saponara. Si teme di soffrire l'uomo in meno ma in realtà grandi pericoli non ci sono, la Samp cerca di metterci in un angolo ma con pochi risultati. Riusciamo a ripartire abbastanza bene e da una super giocata di Muriel troviamo un vantaggio insperato. Il colombiano parte dalla nostra metà campo ne salta due in partenza con uno stop orientato e non si fa più prendere, quando arriva in area avversaria guarda il portiere e la mette sul palo lontano. Gol da lacrime ed applausi. Dopo pochi minuti di una giocata e corsa del genere, Pioli decide che il giocatore non ne ha più (....) e stabilische che il cambio più logico è mettere Laurini (...). Dicesi FOLLIA. Casualmente perdiamo metri, la Samp spinge e Hugo decide di dargli una mano in tutti i sensi. Rigore sciocco (follia numero tre) e pari di Quagliarella. Nemmeno il tempo di scuotere la testa ed ancora il centravanti Samp ci fa male, si beve Milenkovic e colpisce. Incredibilmente siamo sotto. Il fegato fa malissimo, mentre siamo convinti di averla regalata, Pezzella ci crede ancora e su un mezzo assist di Chiesa si allunga e colpisce. Un clamoroso 3a3 è il risultato finale.
L'esordio di Muriel è da spellarsi le mani. Tecnico, concreto e decisivo. Credo che con Chiesa possa essere davvero una coppia esplosiva ed anche Simeone ne può trarre giovamento (se mai riuscisse ad uscire dal torpore dell'ultimo periodo). Due punte direi d'obbligo ed avevamo scelto la cosa migliore, schierandoli insieme dall'inizio. Peccato poi che clamorosi abbagli dei singoli (Edimilson, Hugo, Pioli) ci hanno fatto buttare nel cesso due perle di rara bellezza di Muriel. Ed in casi del genere, quando ci autodanneggiamo in modo così marchiano, non ce la faccio proprio ad appellarmi a qualche errore arbitrale; ce ne sono stati eh, evidenti e più di uno, ma non mi sono parsi al livello dei nostri: tre follie che hanno (quasi) annullato due magie. In un campionato mediocre come questo, basterebbe poco per correre verso l'alto; buttare via quindi così una giornata del genere fa davvero male. Le nostre tre follie sono gravi, molto. Il rosso ha condizionato tutta la partita, il fallo di mano ha invertito l'inerzia ma sono state le scelte del mister a dar fiato a loro e toglierlo a noi,. Veder sostituire Muriel con Laurini a venti minuti dalla fine è davvero un colpo basso, molto basso. Troppo basso. Ti fa perdere entusiasmo, metri in campo e convinzione. Il colpo di reni finale della ditta Chiesa-Pezzella ci ha fatto prendere un punto che però odora clamorosamente di sconfitta e non cura minimamente la ferita di errori che quella doppietta aveva nascosto. Non ci possiamo permettere questi errori dei giocatori, non ci possiamo permettere ancora di vedere pascolare sul campo Gerson, non ci possiamo permettere di togliere dal campo chi gioca una spanna e mezzo sopra e meglio degli altri. Ecco partiamo da questo assunto caro Mister, partiamo dal facile, dalle basi. Che se quel 29 ha questa voglia, possiamo (senza illuderci) divertirci. 
FORZA VIOLA...sempre...
Takko ai' giro - Spazio tecnico Bollins gestito
"...ci s'ha Ronaldo, ma ci s'ha anche Vitor Hugo...e forse anche Pioli...al posto di Hugo forse forse anche un Faccenda qualunque bada..."

sabato 19 gennaio 2019

Un calcio andato a segno

Kiave di lettura n° 321
Con il ritorno del campionato di serie A, ho deciso di far tornare anche la Kiave di lettura DOC che aggiunge un altro mattoncino al mio personale Katalogo.
Ed allora mi sembra particolarmente adatta la scelta di raccontare le mie impressioni su questo libro:
AA.VV. - "Il calcio in giallo" - Sellerio
Il libro è una delle tante puntate di un filone di libri dipinti di giallo, di cui avevo letto un "capitolo" un po' di tempo fa con il Capodanno in giallo (clicca qui per leggere la mia recensione).
Questo nuovo capitolo è stato regalato (tocca dirgli grazie...) da chi aveva poca voglia di cimentarsi con un libro "a racconti" ed ha deciso di usarmi come "cavia" per capire se gli episodi calcistici in giallo valessero il sacrificio di una lettura non troppo gradita come quella a racconti. Quindi eseguo il nemmeno tanto indiretto ordine e provo a dire la mia sul pallone dipinto di giallo.
Le penne messe insieme per realizzare il libro sono importanti e sono dei buoni ingredienti per provare a dare il giusto tratto allo splendido gioco del pallone. Fa capolino il barLume di Malvaldi dove ad essere protagonisti non sono solo gli anziani del bar ma giocatrici di una squadra di beach soccer "boia dè penza che da bimbetti se si gioàva a pallone sulla spiaggia di giorno i vigili te lo foravano" che ovviamente sorprendono il lettore ma soprattutto gli stessi protagonisti abituali dei racconti di Malvaldi "cioè, ora le donne le pagano per gioa' a pallone?!". Ovviamente per la conoscenza e familiarità dello stile, il suo "Donne con le palle" è uno dei racconti che spicca per ironia e novità. Non ci sono solo i racconti "tirrenici" di Malvadi ma ci si trova di fronte anche a periferie catalane dove un arbitro di categorie inferiori viene assassinato e dà luogo ad un'indagine che porta a pensare e dire "il calcio non è uno sport ma una cosa da ignoranti". Ci sono spunti del calcio giovanile e/o minore in altri racconti (Costa) che fanno i conti "COI RICORDI PER DIRSI TANTO" ed anche di più rispetto ad aneddoti vissuti più o meno direttamente, anche se ovviamente non con quei riflessi di giallo. Savatteri addirittura mette i brividini con il "Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore" e con l'abbinamento tra calcio, romanticheria ed amicizia. Tutto i racconti si leggono abbastanza agevolmente e con interesse, ma "la puntata" che arriva di più è quella di Manzini che regala davvero pagine di divertimento puro disegnando una sfida tutta amatoriale tra questura e tribunale dove Rocco Schiavone regala perle in continuità assoluta. Tra le tante, quella magari non divertente come altre ma che meglio sintetizza forse tutto il libro, per la capacità di ironizzare e scherzare ma anche di non dimenticarsi mai che si parla di una cosa "SERIA" quando si parla di pallone recita così (immaginatela pronunciata dalla voce di Giallini, ed il gioco è fatto) "...neanche per scherzo, neanche come boutade, neanche per gioco. Certi nomi restano fuori da questa stanza e da questa pagliacciata. Il capitano della AS Roma non va neanche citato...il suo nome non deve essere sporcato in questa stronzata che dobbiamo fare e che chiamate partita di calcio.."
Il gioco del libro è proprio quello: instillare il ricordo o la condivisione appassionata in chi del pallone è da sempre amante/seguace e la curiosità in chi magari quel mondo lo conosce poco. Il racconto incentrato, in varie declinazioni, su ambienti meno illuminati dalle luci del successo dei campioni e/o della Serie A permette l'uso più semplice di ironia e di umanità, arrivando probabilmente in modo più diretto a chi legge. La struttura ad episodi ovviamente fa sì che ci siano alti e bassi dati dalle diverse affinità con i diversi stili, ma il filo conduttore rimane abbastanza costante e gradevole; si legge bene e non si scivola mai nel banale. Tocca dire che il regalo...è andato a segno.
BIGNAMI: con la premessa che non può essere una valutazione valida per tutti i racconti, il libro secondo il mio giudizio merita una valutazione di quattro stelle su cinque.

giovedì 17 gennaio 2019

Tra miopia e trasparenza


La clamorosa e supponente miopia di certe persone fa sì che il tuo essere per loro trasparente, in un atteggiamento di superiorità basato sul "niente applicato al nulla", sia un titolo di merito di cui vantarsi così tanto da metterlo orgogliosamente nel proprio CV.

domenica 13 gennaio 2019

Noiosi ma qualificati

Coppa Italia - Ottavi di finale
TORINO - FIORENTINA = 0 - 2
GOAL: CHIESA, CHIESA
LE PAGELLE
LAFONT 6 - 
Poco impegnato, lascia qualche dubbio sui cross quando non esce mai
MILENKOVIC 6
Presente a livello difensivo, spinge poco o niente
PEZZELLA 6
Si perde Belotti un paio di volte ma per il resto come sempre presente
VITOR HUGO 6
Leggi Pezzella
BIRAGHI 5,5
Non spinge mai e soffre De Silvestri, un paio di buone coperture
BENASSI 6 - 
Ci prova a lasciare il segno da ex, ma è molto nervoso
EDIMILSON 5,5
Primo tempo di sostanza, nella ripresa quasi scomparso
VERETOUT 6+
Fa una migliore impressione avendo qualche metro in più di autonomia
CHIESA 7,5
Come sempre l'unica nostra arma, firma vittoria e qualificazione
MURIEL 5,5
Esordio in sordina, gli arriva poco o niente e poco o niente inventa salvo un cross/assist
MIRALLAS 5 +
Totalmente assente, si nota per una zampata che Sirigu respinge
GERSON 5
Mai vista una giocata così imbarazzante
SIMEONE 6 +
Poco o niente fino alla corsa in contropiede da cui nasce il gol, peccato per il tiro strozzato 
DABO SV
ALL. PIOLI 6
Sufficienza per la qualificazione, per il gioco lasciamo perdere
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: GERSON
LA PARTITA
Il 2019 viola riparte con gli ottavi di Coppa Italia, che "'unsicapisce perchè" ci tocca giocare a Torino. "Giocano in casa quelle messe arrivate dopo in classifica....quindi tra Inter e Benevento è arrivata dopo l'Inter?". Il mister decide di schierare un undici "UN PO' PIU' NUOVO UN PIU' UGUALE" riportando Veretout più avanti, confermando Mirallas e lanciando dal primo minuto Muriel. In realtà si riparte da dove s'era lasciato. Gioco nullo, possesso palla e difesa abbastanza compatta. Il nuovo centravanti si nota per una buona giocata con tiro/cross su cui Chiesa arriva un po' in ritardo. Salvo questa giocata, ci sono un paio di tiri da fuori ed uno snervante accesso al VAR su tiro di Chiesa ribattuto "'unsicapisce da quale braccio". Per il resto prevale la noia, gli sbadigli ed il Montenegro post pranzo.
Nella ripresa il Toro parte spedito e Belotti ha due occasioni in serie, una simile all'altra: una si perde a destra una a sinistra. I granata spingono ma non creano tantissimo, noi tranne un colpo di testa di Vitor Hugo fuori non produciamo niente. "Non scherziamo, ma davvero mancano ancora 25 minuti" ci viene da dire quando la partita torna ai suoi livelli di noia. Addormentarsi sarebbe davvero la soluzione più naturale, poi però ci pensa Gerson che si fa trenta metri di corsa in direzione Lafont e lancia l'attaccante sbagliato. Per fortuna il tiro è centrale e lo stesso portiere respinge facile. Per il resto nulla fino a meno di dieci di minuti dalla fine, quando la partita si anima ed il livello di animazione è in linea con la partita. Servono infatti quattro/cinque minuti di VAR per confermare l'annullamento di un gol di De Silvestri (che nel finale si sta mangiando Biraghi) apparso a tutti con qualche km di fuorigioco. E mentre ci viene da dire "forse ci conviene che glielo diano buono il gol sennò ci toccano i supplementari" Simeone corre in contropiede per poi sprecare tutto con un tiro centrale, sulla respinta Chiesa "fa la foto" come a calcino su una deviazione di un difensore e ci porta in vantaggio. Sembrava impossibile ed invece riusciamo anche a raddoppiare su un altro contropiede sempre di Chiesa dopo ovviamente qualche altro minuto al VAR. Finisce 0-2 ed appare davvero impossibile. 
La formula della partita secca, dovrebbe dare alla Coppa Italia fascino ed alle partite vivacità. Ecco, a Torino non hanno avvertito nessuno della cosa evidentemente. La noia ha vinto ampiamente ma per fortuna nei minuti finali la nostra unica arma offensiva si è sbloccata ed ha regalato qualificazione ad una squadra che ha iniziato l'anno nuovo come ha finito quello vecchio: ordinata ma senza gioco, compatta ma noiosa e spenta. Ci qualifichiamo, prendiamo questo lato positivo che non è poco per niente.
FORZA VIOLA...sempre...

venerdì 11 gennaio 2019

Bentornato Poeta

Kiave di lettura n° 320
Da sempre mi ritengo ripetitivo e poco originale e "QUANDO SAI COM'E'" e come si mantiene costante questo tuo aspetto, vai anche indietro con la memoria a vedere se trovi conferme utili solo per farti sorridere e (auto)prenderti in giro.
Così è successo negli anni con il primo post di gennaio, diventato a questo punto una sorta di rito/abitudine e messaggio di buon augurio per chi davvero se lo merita (leggi Emergency). 
E così in fondo succede oggi con questo post. Sono andato a ritroso nei post, cercando tra quelli archiviati con l'etichetta del mio poeta preferito ed ho ritrovato lo stesso post che sto scrivendo adesso (clicca qui per leggere a cosa mi riferisco).
All'interno di quel post scrivevo, tra le altre cose, questo: 
...cambiano i mezzi che passano dalla cassetta al cd per arrivare all'mp3...
e fedele anche a questa frase stamani ho preso il cellulare, infilato gli auricolari, cercato sullo store e fatto partire....
come sempre, il primo giorno appena uscito. Come sempre, sicuramente da riascoltare e riascoltare ma come spesso accade, già "a colpo" almeno un paio di frasi sono già entrate dentro abbondantemente e so che mi rimbomberanno un bel po', come se... "mi leggesse dentro" (cit. costante). 
BENTORNATO POETA.

martedì 8 gennaio 2019

Articoli


In effetti è davvero incomprensibile come venga rinfacciato a chi ha usato come ipotetici articoli del proprio ipotetico atto costitutivo/statuto organizzativo "servono politici diversi", "servono politiche diverse", "servono persone con competenze", "serve rispetto per le promesse fatte e le parole date", "serve trasparenza verso i cittadini" il fatto che degli stessi siano rimasti soltanto......gli articoli veri e propri, intesi in senso grammaticalmente stretto.

venerdì 4 gennaio 2019

Il miglior inizio possibile

Kiave di lettura n° 319
Per iniziare al meglio questo 2018 ho pensato di ripetere una sorta di tradizione con quello che negli anni passati avevo già fatto. Penso infatti che non ci sia nessun merito nell'essere nati dalla parte più fortunata del pianeta e credo che per dimostrare che "SIAMO CHI SIAMO" ogni tanto questa fortuna dobbiamo riconoscerla e cercare di metterla in parte in circolo. Anche solo con un piccolo, minimo, gesto.
Se volete cominciare il 2018 con lo stesso gesto, trovate qui tutte le indicazioni:
Buon anno a tutti.

Non è un errore di battitura o un non essersi abituato a "scrivere" il numero giusto del nuovo anno. E' solo una conferma rispetto al primo post dell'anno scorso visto che sottoscrivo ogni singola parola ma soprattutto il gesto. Quindi copio ed incollo.
Come ormai da tradizione, comincio l'anno del blog così. Mi sembra il migliore inizio possibile. Se vi va, anche l'invito è sempre lo stesso, così come il sito di riferimento. BUON ANNO.