mercoledì 31 gennaio 2024

Il volo speciale di un colibrì

#Klibro Gennaio 2024 
qui il mio intero
Katalogo
SANDRO VERONESI
"Il colibrì"
La nave di Teseo

Che gran bel libro. Parto dal giudizio generale, che di solito lascio in fondo ai miei post di recensione delle letture fatte, per mettere subito in evidenza quanto mi sia piaciuto leggere "Il colibrì" di Sandro Veronesi
E' un libro che nelle oltre 350 pagine mette insieme tante cose legate insieme da un filo conduttore unico: una vita. Piena di vicende, di emozioni, di dolori. "FAMMI FARE UN GIRO" ancora le sembra dire ogni volta il protagonista, non facendosi abbattere dai momenti drammatici e puntando a quelli che scaldano il cuore. Il tutto vivendo ogni istante ed impegnandosi con tutta la propria energia nel "rimanere dentro" lo spazio ed il tempo che lo circonda. "Per questo tu sei un colibrì, perché come lui metti tutta la tua energia nel restare fermo" gli viene detto. Anche se in realtà i percorsi che intraprende, pur non muovendosi troppo dal punto di partenza, sono innumerevoli e pieni di direzioni. Vicende familiari, percorsi di gioventù, passioni adolescenziali, amori concretizzati e non, amicizie che scompaiono ed altre che si rivelano, figli e nipoti, lutti e nascite. Provare a fare una sintesi del libro e definirne la trama è limitante e rischia di appiattire il tutto verso il banale cosa che Marco e la sua storia non si meritano. Così come non se lo meritano Giacomo ed il suo rapporto fraterno con oscillazioni vette/abissi, Probo e Letizia ed il loro rapporto tanto immutato quanto sorprendente,  Marina ed una storia assoluta tra coincidenze/amore/crolli, Luisa ed il suo infinito perdersi e ritrovarsi con il protagonista nell'immutato rapporto di fondo, Adele e la sua storia legata ad un filo, "l'uomo nuovo" e l'amore totalizzante e senza condizioni del nonno, Duccio e Daniele e la loro diversa interpretazione della parola amicizia. 
La storia viene descritta in tempi cronologicamente non continui, raccontata da narratori diversi, focalizzata su vari aspetti, sentita e vissuta con intensità di sfumature graduali. Fa rimanere incollati alla lettura anche chi come me percepisce nelle pagine del libro uno stile molto autocelebrativo dello scrittore che però innegabilmente affascina. Nei punti in cui la storia segue percorsi non facili, lo sviluppo del racconto riesce comunque a farli superare nel migliore dei modi ed a creare le giuste aspettative al lettore per il cammino della storia.
Libro assolutamente consigliato, da leggere e da farsi coinvolgere dalle mille strade emotive che percorre.

CINQUE CITAZIONI

1 - "...dovrebbe essere noto - e invece non lo è - che il destino dei rapporti tra le persone viene deciso all'inizio, una volta per tutte, sempre, e che per sapere in anticipo come andranno a finire le cose basta guardare come sono cominciate..."
2 - "...il brano si intitolava canzone dell'amore perduto, ma il loro amore non si perdeva mai: finiva con le parole "per un amore nuovo", ma un amore nuovo per loro non ci fu mai..."
3 - "...Marco non rimuginò, non si protesse e si lasciò andare ancora una volta (la terza? la quarta?) e le raccontò la vita pazzesca che faceva, l'amore che traboccava, la tristezza, la forza, la stanchezza, l'arrivo di Giacomo, la sua presenza così strana ma anche familiare..."
4 - "...lavoriamo sui desideri, sui piaceri. Perché anche nella situazione più disastrosa i desideri e i piaceri sopravvivono, siamo noi che li censuriamo..."
5 - "...come una tragedia fa spesso saltare il patto che tiene insieme una famiglia unita, producendovi una rovina inesorabile, quella stessa tragedia può sortire l'effetto contrario se la famiglia è già esplosa, riavvicinandone i membri superstiti anche se per anni si sono combattuti..."

Mia personale VALUTAZIONE: ***** - cinque stelle su cinque

lunedì 29 gennaio 2024

Buon inizio

Campionato - 22^
FIORENTINA - INTER = 0 - 1
GOAL: Lautaro M.

KAPPAPAGELLE
Terracciano 6,5
Faraoni 6,5
Martinez Quarta 5,5
Ranieri 6,5
Parisi 5 +
Arthur 5,5
Duncan 6 -
Ikonè 4,5
Beltran 5 +
Bonaventura 6
Nzola 5,5
Maxime Lopez 5
Nico Gonzalez 5
Barak SV
Milenkovic SV
Mandragora SV

All. Italiano 5,5
IL MIGLIORE: RANIERI
Il peggiore: Ikonè


Dopo l'imperdibile esperienza araba per la sfida a quattro con in palio la supercoppa, torna il campionato ed arriva la capolista. #KappaDecaViola dai gradoni di una Fiesole piena.
  1. Dopo una prova pre-riscaldamento Sottil dà forfait. Gioca Nzola prima punta e Beltran "sottococo"....pardon sottopunta. Nico parte dalla panchina ed i due ballottaggi difensivi sono vinti da Faraoni su Kayode e dalla coppia Quarta-Ranieri in difesa.
  2. L'Inter sfrutta un paio di abbagli nostri e qualche buca qua e là creando un paio di pericoli e poi trovando un gol con un gran colpo di testa di Lautaro che si libera (con fallo? qualche dubbio resta...) di Parisi. Terracciano evita il raddoppio e dopo la mezz'ora arriva la nostra prima occasione con Bonaventura che impegna Sommer. Nel finale Nzola si libera bene ma ci mette troppo a calciare e si fa riprendere.
  3. All'intervallo la domanda è "Ma Nico...anche solo per sessanta minuti....anche solo al sessanta per cento.... 'unnera meglio?"
  4. Nella ripresa l'Inter si mette dietro ed aspetta, noi teniamo il gioco in mano per tutto il tempo ma produciamo un cross pericoloso di Parisi, Nzola che di nuovo con lo spazio giusto fa la scelta sbagliata e poi.....un cazzotto in pieno volto preso dallo stesso attaccante angolano da parte di Sommer e sulla stessa azione un salvataggio di Pavard a porta rimasta vuota. Rigore che però Nico appoggia al portiere svizzero nerazzurro e partita finita.
  5. Inizio partita di sbandamento con relativo gol preso seguito da un possesso palla quasi esclusivo ma davvero sterile: due tiri in porta ed un rigore regalato (prima da loro poi da noi) nel tempo e mezzo di tentativi di arrivare al pareggio. Non abbiamo preso l'imbarcata dell'andata (qui) né quella che in diversi prendono contro la capolista ed abbiamo controllato la gara noi, ma resta l'amaro in bocca perché forse non era così impossibile fare meglio. Resta soprattutto la sensazione di un gioco che si è molto opacizzato.
  6. A me l'idea di mettere trequartista (che poi spesso diventava mezz'ala a tratti mediano) Beltran mica ha entusiasmato eh.
  7. "PER I MAGHI VECCHI" che dicono oggi che il rigore calciato da Nico fa ridere, proporrei di rivedere tutti i rigori calciati dal nostro dieci da quando è qui e che gli hanno fatto "prendere" il soprannome di infallibile. Fino ad ieri.
  8. Secondo me dividere una coppia come quella di Ikonè e Brekalo è un gesto cattivo nei confronti del calcio.....e dell'avanspettacolo. Sentirei quindi se l'Hajduk ci prende anche Jorko.
  9. La coppia dei centrocampisti centrali sembra in affanno e meno lucida di quanto potrebbe e dovrebbe. Urgerebbe un po' di turnover......se i sostituti non si chiamassero Lopez e Mandragora.
  10. Inizio 2024 shock: 5 gare disputate con 0 vittorie 2 pareggi e 3 sconfitte. Due gol fatti, quattro gare senza reti. Unica consolazione la qualificazione in Coppa Italia. Menomale però che ci siamo fatti trovare pronti sul mercato......ah no.
ps. FORZA VIOLA...sempre...

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...devo essere sincero? Voglia di vederla meno di zero....ho guardato solo quando veniva sbagliato il rigore..."

sabato 27 gennaio 2024

Memoria generale

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 576
Oggi si celebra la giornata della memoria, giorno di commemorazione di tutte le vittime dell'Olocausto. La scelta della data deriva dalla ricorrenza dell'ingresso e la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte dell'Armata Rossa. Scegliere proprio il 27 gennaio come riferimento di questa tragedia mondiale identifica nel momento della fine della stessa il punto giusto per ricordare e non solo "festeggiare".  Anche perché di festeggiamenti purtroppo è davvero difficile parlare.
Ed allora il momento in cui quell'atroce incubo si è interrotto è stato ritenuto quello più adatto ad evidenziare il percorso mentale del "non cancellare" quanto accaduto e tenere bene in evidenza errori e drammi. 
Per questo in ogni anniversario è giusto ripetersi. Ripercorrere. Rivedere. Riascoltare. Risentire. Ripensare. Rianalizzare. 
Per non rivivere.
Questo è importante che sia fatto e che venga tenuto presente come cardine della giornata di una memoria che non può mai velarsi di oblio. Ed allora, proprio in questo senso, il passato dovrebbe diventare una sorta di linea guida per presente e futuro. Specie quando certi percorsi sembrano ripresentarsi tetri ed oscuri come qualcosa di già vissuto e drammaticamente subito.
"UN DOMANI CHE ARRIVA MA CHE SEMBRA IN APNEA" dovrebbe infatti allertare tutti e ricordare quello che dovremmo aver imparato dalla storia. Dalle leggi razziali e la responsabilità del mondo (molto rilevante quella italiana) nella deportazione nei campi di concentramento alle colpe di chi si "voltò" dall'altra parte, dalla forza di chi si oppose a tutto ciò rischiando del proprio all'importanza della cultura e dell'impegno per uscire da quel buio fitto. 
Venti pericolosi soffiano sul riproporsi di certe ignominie. Alcune già verificate e denunciate, altre in atto ma sostanzialmente più nell'ombra. Eppure oggi tutti dovrebbero avere le conoscenze di cosa vuol dire "non riconoscere" i diritti altrui, le terre altrui, le vite altrui. Chi un tempo le ha subite, chi le ha viste subire. Tutti. E tutti dovrebbero impegnarsi affinché i semi pericolosi di quelle piante infestanti di un tempo non germoglino. Più e mai. O la giornata della memoria sarà stata una scelta inutile. O il passato sarà stato solo un capitolo del libro di storia e non la base della nostra cultura e coscienza.
Per non dimenticare bisogna anche dimostrare di aver capito quello che la memoria ci ricorda.
Ogni giorno.

sabato 20 gennaio 2024

Il totale nulla

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 575

Seguo il calcio e tifo Viola da quando avevo sei anni, non ancora compiuti. Sono quindi oltre 40 anni che vedo rotolare palloni e sento forte la voglia di gridare "gol" quando in campo scende la mia maglia del cuore, colorata dello stesso colore di questo blog.
Da qualche anno però la passione sta vertiginosamente calando. Un po' per personale "anzianitudine" probabilmente, un po' per altri interessi, un po' per vicende viola ed un po' per un calcio che in senso generale ormai sempre di più lascia perplessi.
Continuo a seguire la Fiorentina con interesse e puntualità (ed a rompere le scatole con i miei post) ma qualcosa si è annacquato. Servirebbe un post dedicato allo scolorire di quel viola, ma non è questo il momento. 
Mi è venuta invece voglia di scrivere oggi di quello che attraversa il calcio italiano: il totale nulla. Per farlo parto dall'esperimento della supercoppa a 4 in Arabia di questi giorni: perfetto esempio di cosa produce chi gestisce "questo giochino"
Interrompere l'inizio del nuovo anno per fare a gennaio in terra araba un mini torneo dal sapore estivo è un colpo di genio che supera "QUEL TANTO CHE BASTA" tutte le possibili idee deliranti. La vincitrice del campionato, la seconda, la vincitrice della Coppa Italia e la finalista della scorsa stagione che si ritrovano più di sei mesi dopo a giocarsi la "supercoppa della stagione prima" , lontano dai propri tifosi ed in un posto totalmente irraggiungibile per il cuore di ogni squadra. Stadi semideserti ad ospitare le semifinali, organizzatori scontenti che speravano di vedere altre squadre partecipanti, calendari rivisti all'occorrenza ed a poche settimane dalle gare, squadre scontente di sobbarcarsi questo impegno proprio all'inizio del tour de force dettato da calendari fitti tra campionati e coppe abituali. Qualcosa di vergognosamente incomprensibile da studiare attentamente come flop dalle dimensioni clamorose.
Questa brillantissima idea arriva dopo la riformulazione della Coppa Italia che vede un scarsissimo interesse da parte dei partecipanti per "cultura" e che non viene per nulla aiutata dalla programmazione del torneo. Il calendario è sostanzialmente impossibile per le piccole squadre e/o quelle di serie minori e clamorosamente agevolato per le prime otto classificate che non solo entrano in campo direttamente agli ottavi ma hanno i primi due turni in gara singola in casa, per poi affrontare semifinali con andata e ritorno prima dalla sfida unica finale a Roma. Altra organizzazione filiniana a dir poco.
In tutto questo, le alte sfere e la politica continuano a tentare di finanziare le società prevedendo e/o provando a farlo leggi/leggine/leggiucce: ora chiamandoli decreti crescita, ora abbattimento costi per rientro di cervelli, ora proroghe, ora sgravi, ora pampurio. Interesse dato soprattutto dal tentativo di non dover registrare quello che sembra sotto gli occhi di tutti: i conti sono sballati ed il banco è saltato. Per praticamente la maggioranza delle società e per il giocattolo nella sua interezza. 
La lungimiranza gestionale del suddetto giochino, pensa che la crisi generale attorno ad un pallone che appare sempre più sgonfio si possa risolvere incassando X milioni da una trasferta da armata brancaleone nella terra dei dollari mischiati al petrolio (e non solo). Senza preoccuparsi nell'ordine di: curare la composizione dei vivai, sostenere la passione del tifo, monitorare la mappa degli stadi, preoccuparsi della regolarità delle stagioni, verificare i servizi offerti da chi si aggiudica i diritti televisivi, analizzare seriamente la sostenibilità di bilanci societari, razionalizzare ed umanizzare calendari folli e privi di rispetto per gli utenti.
Il niente che per anni ha dominato la gestione del calcio italiano sta continuando ad imperare ed avanzare. Avanti così, facciamoci del male. Anzi, continuiamo a farcelo.

venerdì 19 gennaio 2024

Bella figura, proprio bella

Supercoppa - Semifinali
NAPOLI - FIORENTINA = 3 - 0
GOAL: Simeone, Zerbin, Zerbin

KAPPAPAGELLE
Terracciano 6
Kayode 5,5
Milenkovic 6
Quarta 5,5
Biraghi 5,5
Duncan 5,5
Arthur 6,5
Ikonè 4,5
Bonaventura 5
Brekalo 4,5
Beltran 5
Nzola 5
Sottil 5
Parisi 5
Faraoni SV
Barak SV

All. Italiano 5
IL MIGLIORE: ARTHUR
Il peggiore: Brekalo

Prima esperienza di Supercoppa a quattro e Viola che partecipa per aver disputato la finale di Roma di Coppa Italia dello scorso maggio (clicca qui). #KappaDeca di semifinale quindi.
  1. Le uniche vere e proprie scelte vedono Biraghi prevalere su Parisi e Quarta prevalere su Ranieri. Gli altri titolari sono sostanzialmente scontati oppure obbligati.
  2. Un inizio di tempo un po' di studio si sblocca con un contropiede del Napoli che ci trova scoperti e manda in gol il Cholito. Ex. "Ecometesbaji" direbbe uno che conosco. Reagiamo e portiamo il nostro giocatore più pericoloso dopo i due sopralivello (Quarta) a colpire un palo ed Ikonè ad inventarsi una serpentina che ci procura un rigore molto importante. Purtroppo Ikonè decide di prendere la palla e calciare dagli undici metri e trovare il modo di non prendere nè lo specchio della porta nè lo spazio nei dintorni. Finisce così il primo tempo.
  3. Alla fine del primo tempo la domanda è "ma por**a t**ia pu***na la**a ma proprio Ikonè a tirare il rigore?"
  4. Nella ripresa la partita è facile da leggere come impostazione: Napoli chiuso dietro e noi......a far girare palla. A Riad. A Firenze al plurale. Perchè non riusciamo praticamente mai ad essere pericolosi e più che sterili siamo sostanzialmente inesistenti a livello di "rischio gol". Nel finale, non contenti troviamo anche il modo di far fare doppietta a Zerbin appena entrato. Degna conclusione di match.
  5. Continua la serie di prestazioni non eccelse e questa volta arriva la scoppola che in altre occasioni avevamo un po' scansato per caparbietà, forza e fortuna. Sicuramente il rigore di Ikonè poteva cambiare le cose e certamente il Napoli non ci ha creato fino a cinque dalla fine così tanti problemi. Detto questo abbiamo giocato male e ci siamo annodati nel frequente giropalla inutile che non crea opportunità alle punte che, dal canto loro, non fanno nulla per crearsele. Un bel tonfo, inatteso probabilmente nelle speranze e nella dimensione ma non nel gioco, dato il rendimento dell'ultimo periodo sotto questo punto di vista.
  6. E' curioso come in casa Viola "OGNUNO SCEGLIE LA" giornata in cui calciare il suo rigore. Con l'infortunio di Nico, i rigoristi della Fiorentina hanno traslocato nella casa delle libertà di guzzantiana memoria. 
  7. Davvero davvero davvero era il caso di far giocare Brekalo che non ha mai inciso e che pare (a questo punto ho dei dubbi) alla porta? Ah già l'ho già scritto per Befana.
  8. La fotografia di Ikonè è tutta in quei due minuti: primo spunto della gara, bel dribbling e bella iniziativa, rigore procurato, possibile svolta del match e magari anche del suo rendimento. Prende il pallone ed insiste per tirare un rigore che non va nemmeno vicino alla traversa. Due minuti che stanno andando in loop da quando è arrivato.
  9. La prestazione di Arthur l'unico mezzo lato positivo della gara.
  10. Sapendo di non avere a disposizione Nico, Kouamè e Sottil e sapendo di avere due figuranti come centravanti, arrivare impreparati  - con il mercato aperto - al 18 gennaio per uno degli obiettivi stagionali che si realizza o meno con un "o dentro o fuori" contro una squadra ampiamente alla portata è una clamorosa dimostrazione di miopia tecnica.
ps. FORZA VIOLA...sempre...

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...Simeone? Stavo in pensiero.... :-)) Ikonè nemmeno traversa scheggiata.....te lo dicevo che alle 21 s'era già fuori dalla supercoppa....che pena queste partite....meglio così, si torna a casa....una cosa inguardabile..."

domenica 14 gennaio 2024

Quindici anni di Auguri

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 574
Quando questo blog si è "mostrato" per la prima volta non avrei mai pensato di festeggiare questo anniversario. Oggi infatti è il compleanno di Kappaviola che festeggia 15 anni di vita.
Attraverso 2.113 post, 4.651 commenti, 372.631 visualizzazioni, 8 pagine, 57 etichette ho provato a non mollare la presa e l'abitudine di dire la mia. 
Da anni in cui, anche attraverso la versione acida, ho scritto quasi un post al giorno a quelli in cui non sono arrivato nemmeno a cento in un anno. Da rubriche fisse che poi sono scomparse a quelle che invece sono rimaste costanti. Da argomenti che partivano per originali e sono diventati ripetitivi negli anni. Dalle passioni immutate a quelle che piano piano si sono scolorite. Da spunti a nuovi a vecchi approfondimenti. Da post di sorrisi a quelli che mi hanno strappato la lacrimina. Dal pallone viola alle copertine di libri. Dal post del 14 gennaio 2009 (in cui ringraziavo la spinta del Riborda del Nanne che continuo ancora oggi a ringraziare) a quello di oggi 14 gennaio 2024.
In ogni passaggio e/o cambiamento della mia vita e di questo blog, non ho mai fatto sparire l'abitudine di "buttare giù righe" per capire se potevano diventare post e grazie a questa "tigna" oggi mi ritrovo a veder materializzato questo numero particolarmente gratificante. Quindi di vero cuore ed orgogliosamente, "AUGURI DA ME" al Kappa blog per questi 15 anni . Non solo. Grazie a tutti voi che passate di qui. La vostra lettura, presa in giro, critica, voglia di lasciare un commento, "mi piace""ma'icchèt'haiscritto?", idea di post ha sostenuto questa mia passione e questo spazio in modo determinante. E se oggi festeggiamo questo quindici, una buona percentuale di merito è anche vostro. Così, semplicemente....
Auguri Kappaviola
15 anni di Kappaviola

mercoledì 10 gennaio 2024

Adesso a Bergamo

Coppa Italia - Quarti di finale
FIORENTINA - BOLOGNA = 0 - 0
5 - 4 d.c.r.

GOAL: ----

KAPPAPAGELLE

Christensen 7
Kayode 6
Milenkovic 7
Martinez Quarta 6,5
Ranieri 7,5
Biraghi 5
Maxime Lopez 6
Duncan 6,5
Barak 5,5
Ikonè 5
Beltran 6 -
Bonaventura 6
Nzola 6 -
Mandragora 6 +
Arthur 6
Parisi 6
Mina SV

All. Italiano 6
IL MIGLIORE: RANIERI
Il peggiore: Biraghi

Il giorno dopo la sfida #KappaDecaViola per non far mancare "IL MIO PENSIERO" sul match che ci ha aperto le porte delle semifinali di Coppa.
  1. La formazione iniziale ha riportato alla memoria il "basculante" di Paulo Sousa con una disposizione ibrida tra un 5-3-2 un 3-5-2 un 4-2-3-1 ed un 3-4-2-1. Un po' troppi per capirci qualcosa.
  2. Primo nostro tiro in porta al 90' mentre il Bologna ha tre occasioni importanti: una rigore in movimento ciccato, una traversa scheggiata, un palo. Giocano meglio di noi, soprattutto il primo tempo, ma non crolliamo e teniamo duro portando la gara ai supplementari.
  3. Nei due tempi da quindici minuti, inizialmente meglio noi con 2/3 occasioni importanti poi il loro ritorno con un mezzo miracolo di Christensen. Il gol è un miraggio quindi si va ai rigori.
  4. Mandragora, Arthur, Milenkovic, Mina, Lopez i cinque impeccabili rigoristi che ci regalano la semifinale dopo l'unico errore dal dischetto di serata di Posch che regala il pallone ad una Ferrovia desolatamente vuota.
  5. Immensa partita di ClaudioLuisaMassimo Ranieri, grande quella del trio difensivo che attualmente mi pare tra le note più positive di questa parte di stagione viola.
  6. Terza semifinale di coppa Italia in tre anni, quest'anno con la doppia sfida ai rigori vinta dopo due pareggi con due squadre emiliane. Così tanto per dire cose a caso. Cercando di dire cose più sensate - come se mi riuscisse - mi pare giusto fare i complimenti a chi ha ottenuto questo (quasi) risultato.
  7. Intanto in curva il giusto clima freschino apprezzabile delle ore 23 di inizio gennaio ci ha tenuto piacevole compagnia fino alla seconda sfida su due finita ai rigori.
  8. Nel nostro tabellone dovevamo incontrare - secondo la forza delle squadre - prima Lecce, poi Inter ed infine Milan. Siamo in semifinale con l'Atalanta. Beh. "A questo punto in finale col Frosinone, è fatta" la perfetta conclusione di Enry.
  9. A livello di pericolosità non pervenuti i nostri attaccanti, nè i nostri centrocampisti. Ci credo che poi Italiano metta tutti i difensori a disposizione per cercare di vincerla.
  10. Ci sarebbe il calcio mercato aperto. Così, per segnalarlo. E ci sarebbe anche un'annata molto propizia per ottenere qualcosa di anche non troppo immaginabile. Così, sempre per dire.
ps. FORZA VIOLA...sempre...

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...magari l'è freddo ma lo spettacolo...uhhh....comunque Ranieri è diventato un signor difensore..."

domenica 7 gennaio 2024

Befana

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 573

Ieri era il giorno della Befana. O meglio "l'Epifania che tutte le feste si porta via". Signora anzianotta che su una scopa vola a portare calze piene di doni e dolci, principalmente ai più piccoli.
Una donna. "CERTE DONNE BRILLANO" per bellezza o prorompenza, altre - come lei - per attenzioni, bontà e dolcezza. 
Purtroppo ad altre ancora, in un numero maledettamente sempre troppo alto, la luce viene spenta da mani pavide e brutali.
Il nuovo anno infatti non ha portato novità sulle violenze che si susseguono senza conoscere "fine dell'anno". E' solo una contabilità da bilancio economico che ha fatto "tirare una riga" al trentuno dodici. 
Nel 2023, 113 nomi di donne erano stati cancellati dalla violenza senza fine di piccoli esseri definiti uomini solo dalla carta d'identità. Una donna uccisa ogni tre giorno, come mi è capitato purtroppo troppo spesso di sottolineare in post che si ripetono senza soluzione di continuità.
L'anno nuovo altro non è che la prosecuzione dolorosa di quanto sopra riportato. Anzi. Per non perdere il passo dell'anno precedente, il 2024 ha deciso infatti di non farsi trovare impreparato ed ha addirittura accelerato il ritmo: in meno di sette giorni già tre i femminicidi avvenuti.
La Befana quindi nella calza di ognuno di noi non è riuscita a consegnare la sua bontà e la sua dolcezza. Non solo. Non è riuscita nemmeno a portare un minimo di umanità e rispetto, elementi che dovrebbero essere "basilari" e comunque un gradino sotto le sue caratteristiche di magnanimità. 
Che screanzata questa donna che tanto viene attesa e che non riesce neanche nell'intento minimo, nonostante venga celebrata ogni anno. Una provocazione bella e buona la sua. Quasi come quelle che portano tante donne "a cercarsela" o in qualche modo "a non far niente per evitarlo"
Un anno tragico si era concluso con un'ondata di indignazione generale o almeno così era sembrato. Un anno nuovo è cominciato nello stesso drammatico modo. Sta a noi far sì che quella sollevazione popolare non sia stata un inutile utilizzo di stoffa rossa fine a sé stessa e che possa essere invece DAVVERO un seme per la nascita di qualcosa di rigogliosamente buono e nuovo. Altrimenti potremmo appunto sempre dare la colpa alla Befana, in fondo è una donna anche lei e tutto "tornerebbe".

sabato 6 gennaio 2024

Brodi

Campionato - 19^
SASSUOLO - FIORENTINA = 1 - 0
GOAL:
Pinamonti

KAPPAPAGELLE
Terracciano 6
Kayode 5
Milenkovic 6
Martinez Quarta 6
Biraghi 5
Arthur 5,5
Mandragora 4,5
Ikonè 5,5
Bonaventura 4,5
Brekalo 4
Nzola 4,5
Duncan 6,5
Beltran 5
Parisi 6
Barak 5,5

All. Italiano 5
IL MIGLIORE: DUNCAN
Il peggiore: Brekalo

Ultima del girone d'andata al Mapei Stadium. #KappaDecaViola per la sfida al Sassuolo che apre l'anno nuovo.
  1. Il Mister non ha molte scelte per gli esterni di attacco: Nico e Sottil sono in infermeria mentre Kouamè è in Coppa d'Africa. Giocano i restanti cioè Ikoné e Brekalo. Il resto della squadra vede Quarta preferito a Ranieri e - a sorpresa - Mandragora e Nzola che partono titolari.
  2. Parte meglio il Sassuolo tanto che al primo affondo vero trova il vantaggio. Triangolo sulla nostra fascia destra che mette in mezzo Kayode e porta al vantaggio Pinamonti dopo un assist al bacio di Pedersen. Rischiamo il raddoppio con lo stesso Pinamonti ed un fuorigioco di Berardi fa giustamente annullare il 2-0 dopo una nuova dormita. Nessuna nostra traccia in avanti.
  3. "Beh dai gli abbiamo fatto il regalo di Natale e gli abbiamo impacchettato il primo tempo, non ne hanno approfittato nemmeno più di tanto, magari ci regalano loro il secondo" il pensiero dell'intervallo.
  4. Ripartiamo da dove avevamo lasciato, tanto che subiamo il raddoppio dopo pochi minuti con Thorsvedt dopo una dormita su angolo. Dopo un controllo infinito al VAR, viene valutato attivo un fuorigioco ininfluente ed il gol è annullato. E' la scossa che ci accende. Troviamo un rigore dopo un po' di assedio ma lo sbagliamo con Jack. Troviamo prima una traversa e poi il pareggio con Quarta ma il VAR lo cancella - questa volta giustamente - per fuorigioco dello stesso difensore. Troviamo un miracolo di Consigli su colpo di testa di Milenkovic. Troviamo un forcing con 1500 cross. Non troviamo il gol del pari.
  5. Primo tempo tra i più brutti dell'era Italiano. Ripresa di forza e voglia dopo aver "scampato" - per regalo - il rischio del 2-0. Forcing continuo ma senza un filo conduttore di gioco. Potevamo pareggiarla, forse lo meritavamo nel secondo tempo, ma anche oggi come nelle ultime tre gare il gioco è parso macchinoso e più di rabbia che di logica. Peccato, occasione importante buttata via più che persa. Da "brodi".
  6. Contro una delle squadre più permissive del campionato, per sessanta minuti non abbiamo praticamente tirato in porta. Va bene essere buoni per le feste, però...
  7. Non male la prestazione di Nzola che si è smarcato solo quando era in fuorigioco.
  8. Brekalo onestamente questa partita non doveva giocarla. Fuori da tutto da mesi, in procinto (pare) di andare via, mai dato l'impressione di essere giocatore da quando è qui. Ed infatti non l'ha giocata.
  9. "SIAM QUESTI QUA": senza Nico con Jack non in giornata - e che sbaglia il rigore - finiscono le nostre armi se Quarta finisce in fuorigioco e Milenkovic viene respinto da Consigli.
  10. Peccato amplificato dal fatto che abbiamo giocato questa partita praticamente in casa con un tifo costante ed assordante.
ps. FORZA VIOLA...sempre...

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...guardo la formazione e mi chiedo come sia possibile esser quarti....provo a guardarla ma non ti prometto di arrivare a fine primo tempo...ottimo...s'era stati troppo senza subire gol...inguardabili...ma come è possibile...son rimasti negli spogliatoi anche oggi....ma che è obbligatorio metterli brekalo ed ikonè? Meglio Duncan e Maxime Lopez....mavaff****lo...iolaeeee...ma Nzola ma icchefà....?"

lunedì 1 gennaio 2024

Tradizioni

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 572

Certe abitudini diventano tradizioni. Di quelle belle.
Così ogni primo dell'anno, intervallando il divanismo pomeridiano, prendo il pc e cerco il sito del giorno e non solo.
Parlo del sito con il logo E che potrete trovare qui:
Mi dirigo verso lo spazio relativo al tesseramento annuale e faccio "il mio dovere". Quello di trovare "IL SALE DELLA TERRA" in un piccolo gesto, che sembra microscopico ma che invece ha un peso specifico di rara importanza.
Sì lo so, sono monotono. Ma quando c'è qualcosa che funziona mi sembra giusto portarla avanti e farla diventare una tradizione. Così:

E quando la conferma dell'avvenuto tesseramento arriva mi si apre sempre un sorriso soddisfatto.
Per questo vi consiglio, per chi può e per come può, di visitare il sito di Emergency e scegliere il modo che preferite per contribuire e per far partire nel modo migliore questo anno:

domenica 31 dicembre 2023

Il tempo ed il caffè

#Klibro Dicembre 2023 
qui il mio intero
Katalogo
TOSHIKAZU KAWAGUCHI
"Finché il caffè è caldo"
Garzanti

Il libro "Finché il caffè è caldo" si sviluppa su una traccia usata in vari modi in libri e film: il viaggio nel tempo. Al centro del racconto infatti c'è un concetto o meglio una domanda molto utilizzata anche solo semplicemente come argomento di conversazione "se avessi la possibilità di viaggiare nel tempo, lo faresti?"
Legandolo a questa considerazione il titolo del libro può sembrare poco indicativo; in realtà leggendo anche solo le prime pagine si capisce di più. La frase è infatti una delle regole che chi decide di tornare indietro nel tempo deve rispettare per effettuare "il viaggio".  Non è la sola regola che la caffetteria dove questi percorsi vengono effettuati prevede per i propri clienti: la principale infatti è quella che "nonostante il ritorno nel passato la storia comunque non cambierà"
Ed allora viene da chiedersi che senso abbia il viaggio se poi il finale è già noto e ripercorrere certi giorni o certi eventi non lo cambierà. Ed è qui che il titolo prende il suo secondo significato: cogliere l'essenza delle cose come il calore di una tazza di caffè. Godersi il momento per quello che in quel momento trasmette: l'istante che ti permette di rivedere una persona dopo tanto tempo, capire meglio una decisione che ha cambiato il tuo percorso, condividere meglio un ricordo con la persona giusta, sentire di nuovo battere il cuore in una certa maniera. Chi "HA FATTO TUTTA QUELLA STRADA PER ARRIVARE" nel passato non sempre capisce che potrà limitarsi a godere solo della bellezza del momento, per questo la creazione di regole ferree per effettuare quel viaggio.
Il libro si sviluppa in quattro capitoli che pur se autoconclusivi, formano una trama unica in un ambiente comune. La capacità dell'autore è quella quindi di legarli dando al libro una strada unica. Le quattro storie hanno una prevalenza femminile evidente, dimostrata anche dal fatto che le viaggiatrici sono quattro donne. Il sapore della malinconia per il passato è presente ma mai troppo protagonista rispetto al desiderio di conoscenza ed alla rincorsa dell'ultima o di una nuova possibilità. Nella semplicità delle storie c'è tutta la forza del libro: la potenza del racconto delle stesse sta proprio nel farle sentire così vicine che una cosa "fantastica" come il viaggio temporale quasi sparisce.
E' un libro che fa riflettere su come molto spesso ci si possa perdere la bellezza e/o l'importanza di un incontro e/o di una situazione essendo concentrati sui successivi percorsi con le relative implicazioni e non sul momento in cui la cosa sta accadendo. Il caffè che diventa freddo è esattamente quello che per regolamento della caffetteria deve essere evitato: far sì che i momenti perdano la loro importanza senza esserseli vissuti. Pagine scorrevoli ma che lasciano il segno, libro per il quale - pur nella sua semplicità - mi sento di consigliare una lettura accompagnata da riflessione.

CINQUE CITAZIONI

1 - "...mentre stava lì in piedi a fissarla con un desiderio spasmodico, il cuore prese a batterle forte in petto. Aveva finalmente superato tutte le regole e persino la maledizione, e adesso aveva il suo biglietto..."
2 - "...visto che il futuro non è ancora successo, credo proprio che dipenda da te..."
3 - "...aveva sentito parlare di quella leggenda dei viaggi nel tempo e conosceva anche tutte le infinite regole frustranti ma mai aveva preso in considerazione l'ipotesi di viaggiare nel tempo. Non sapeva neanche se la leggenda fosse vera, figurarsi. Ma se per caso fosse stata vera, adesso era molto interessata a provarci..."
4 - "...di fronte a una persona con cui si ha un legame profondo e a cui si sono rivelati i propri sentimenti, è difficile mentire e lasciar perdere. La verità vuole uscire a tutti i costi, soprattutto quando si cerca di occultare la tristezza o la fragilità. E' molto più facile nascondere la tristezza a un estraneo o a qualcuno di cui non ci si fida..."
5 - "...in fin dei conti, che uno torni nel passato o viaggi nel futuro, il presente non cambia comunque. E allora sorge spontanea la domanda: che senso ha quella sedia? Kazu è ancora convinta che, se vuole, la gente troverà sempre la forza di superare tutte le difficoltà che si presenteranno. Serve solo cuore. E se quella sedia ha il potere di cambiare il cuore delle persone, di sicuro un senso deve averlo..."

Mia personale VALUTAZIONE: **** - quattro stelle su cinque

sabato 30 dicembre 2023

Vertigini

Campionato - 18^
FIORENTINA - TORINO = 1 - 0
GOAL: Ranieri


KAPPAPAGELLE
Terracciano 6,5
Kayode 6 +
Milenkovic 7
Ranieri 7,5
Biraghi 5
Arthur 6
Duncan 6
Ikonè 5,5
Bonaventura 6
Kouamè 6
Beltran 6 -
Nzola 6 - - 
Mandragora 6 - -
Parisi 6
Martinez Quarta SV
Sottil SV
All. Italiano 6,5
IL MIGLIORE: RANIERI
Il peggiore: Biraghi
Ultima dell'anno 2023 al Franchi, con il secondo match interno consecutivo contro una gemellata. Di scena questa volta il Toro. #KappaDeca in salsa granata quindi.
  1. Il Mister decide di schierare praticamente la Viola titolare, unica ovvia eccezione quella di Nico, fermo ancora i box. Si va vicino a ripetere la formazione di una settimana fa, unica eccezione infatti il rientro di Jack dal primo minuto.
  2. Terracciano prima para facile, poi con un intervento di medio livello ed infine con un grande intervento: queste le tre occasioni granata in una prima mezz'ora dove il Toro sembra averne di più. Sul finire del tempo ci affacciamo nell'area avversaria con Jack che tocca fuori di testa e con Ikonè che imbeccato da un retropassaggio errato del Torino non riesce a scavalcare Milinkovic-Savic da due passi.
  3. "Avranno finito le pile o ripartiranno a mille anche nel secondo tempo?" la domanda dell'intervallo visto il calo degli avversari nell'ultima parte di tempo.
  4. Nella ripresa prendiamo possesso della metà campo avversaria e del pallone anche se non riusciamo praticamente mai ad essere pericolosi fino a quando Ranieri non decide di mettere il punto esclamativo ad una partita già positiva con un bel colpo di testa. E' il gol del vantaggio che sblocca la gara. Sottil prima di rompersi sfiora il raddoppio mentre il Toro non è mai pericoloso se non con due cross due.
  5. Terza vittoria di misura e dopo il terzo match fatto più di nervi e voglia che non di tattica e tecnica. Il Toro è durato un terzo di gara e poi si è tirato indietro, da quel momento noi abbiamo fatto pochino ma abbiamo trovato la zuccata giusta, senza mai soffrire né contropiedi né forcing finali. Vittoria preziosissima che messa in fila dopo quelle con Verona e Monza diventa da "vertigini" per il posto in classifica.
  6. "SE NON VUOI LO 0-0" di solito ti affidi agli attaccanti. Qui sempre di più sono i centrali di difesa a risolvere la gara (specialmente quando mancano i due sopra-livello di questa squadra).
  7. Ranieri, anche se non si dovrebbe dire per paura di essere immediatamente smentiti, continua ad inanellare prove di maturità su prove di maturità e sta scalando le gerarchie dei centrali difensivi.
  8. Continuo a pensare che per arrivare e rimanere in alto una squadra senza troppi fuoriclasse debba comunque di base giocare bene, meglio degli avversari. Ma prendo molto volentieri questo tris di tre punti conquistato anche in modo "fortunoso" e/o "grintoso" che dimostra ancora una volta che siamo davvero "squadra" con una precisa identità.
  9. Anche se con Bologna e Milan che devono ancora giocare, siamo attualmente terzi. Appunto, vertigini! Adesso dovremmo essere bravi a metterci nelle condizioni di non vanificare quest'ascesa.
  10. 2023 che si chiude con il raggiungimento della zona Champions ed i turni in Coppa superati in questa stagione e con una precedente annata che aveva portato a due finali con relativo accesso alle finali di Supercoppa. Abbiamo visto "annualità" decisamente peggiori! Buon fine anno Fiorentina.
ps. FORZA VIOLA...sempre...

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...mi sembra di capire che anche oggi l'è champagne....dai che quasi la risolve Nzola....ora non facciamo ca**ate, l'è un gran patire dehane....terzo 1-0 chi l'avrebbe mai detto?!!? Quindi fondamentalmente siamo terzi?!?! Ma...nel caso t'immagini un Fiorentina-Bayern al Padovani?!?!..."

sabato 23 dicembre 2023

Le scelte di Babbo Natale

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 571

Inizio anni ottanta, un  ingresso di un appartamento anni sessanta, un bambino nato attorno alla metà degli anni settanta.
Finalmente sotto l'albero di Natale, comprato al Superal sotto casa dopo una lunga scelta nel pomeriggio di due giovedì prima, il piccolo può vedere vari pacchetti incartati, fino a quel momento nascosti nel sacco di Babbo Natale o chissà dov'altro. Quasi tutti per lui. Piccole cose o un po' più "sostanziose" ma tutte rigorosamente impacchettate per avere la soddisfazione di aprire più cose.
L'albero fa bella mostra di sé tutto vestito di oro e rosso e le palline ormai datate ma ben tenute formano lo sfondo perfetto per le luci intermittenti ricomprate per l'occasione ed attaccate alla presa vicino al telefono.
Il tappeto è pronto ad ospitare l'apertura dei regali e soprattutto l'entusiasmo di chi da giorni aspetta questo momento. Contento della macchinina, sorpreso per quella maglietta dal colore giusto, sorridente per i nuovi colori per scuola. Poi da dietro il mobile d'angolo fa capolino un pacchetto più grande. La busta di cartone del negozio di giocattoli vicino alla bottega dove lavorano babbo e mamma è fonte di speranze ed elemento di garanzia. Ogni volta è la tappa che il piccolo vorrebbe fare e che spesso riesce a strappare. Adesso vedere quel marchio accanto all'albero di Natale lo fa ben sperare. Così come le dimensioni, troppo grandi per un qualunque giocattolo "ordinario" .
"Dai, aprilo! Vediamo se Babbo Natale ha scelto bene" gli viene detto da chi lo guarda dall'alto appoggiato alla porta. Non se lo fa dire due volte. Piano senza sciupare la carta, e forse anche per far durare di più il gusto del regalo da scoprire, fa uscire la scatola da un lato e riconosce anche dal lato corto di cosa si tratta. Gli si illuminano gli occhi, cerca con lo sguardo conferme e l'attenzione sulla carta va a farsi benedire. Apre con decisione ed arriva la risposta che cercava: in quel pacco grande c'è davvero quello che voleva ma forse nemmeno sperava. L'aveva visto varie volte in vetrina facendoci sopra gli occhi a cuore, ma in quel momento non ci pensava neanche più. Dall'emozione, quasi lo abbraccia quel campo da calcio in miniatura dalla scritta "Super Cup Football"
"Allora c'ha azzeccato" dicono mamma e babbo sorridendogli dall'alto. Lui annuisce emozionato ed aggiunge "Ora però babbo lo proviamo subito eh...".
"Certo, altrimenti che te l'ha portato a fare Babbo Natale!!?!?" gli risponde mettendosi a sedere in terra ed aiutandolo ad aprire il pacchetto, mettere le pile nel verso giusto e controllare se i comandi siano tutti funzionanti.
"Facciamo subito una partita? Dai!!?!? Io prendo i rossi..." dice il piccolo mentre si sistema pronto a sfidare l'uomo coi baffi.
"Veramente io prenderei almeno un caffè..." gli dice sorridendo il babbo.
"E' già sul fuoco, gioca pure che te lo porto appena esce" dice la donna con gli occhiali baciando entrambi con gli occhi.
"Grazie mamma! Allora accendo eh babbo!?!?!" urla felice il piccolo. L'uomo coi baffi annuisce e restituisce il bacio con gli occhi alla mamma, preparandosi alla partita, rigorosamente coi blu, visto che i rossi sono già stati scelti. 
Tappeto anni ottanta, due appassionati di calcio seduti sopra che ancora in pigiama si danno "battaglia" ridendo, un minicampo da gioco con miniature che si muovono avanti ed indietro, un tabellone con il risultato ed una spettatrice d'eccezione in attesa che "salga il caffè". Migliore inizio di venticinque dicembre non poteva esserci. "COSA RIMANE DI NOI E' UN NATALE" di questo tipo.

Che siano per tutti dei buoni giorni di festa. 

venerdì 22 dicembre 2023

Tre punti pesantissimi

Campionato - 17^
MONZA - FIORENTINA = 0 - 1  
GOAL: Beltran


KAPPAPAGELLE
Terracciano 6 
Kayode 6
Milenkovic 6,5
Ranieri 6,5
Biraghi 6
Arthur 7
Duncan 6
Ikonè 5
Barak 6 -
Kouamè 6
Beltran 6,5
Nzola 5,5
Mina 6
Mandragora SV
Amatucci SV
Sottil SV

All. Italiano 6 +
IL MIGLIORE: ARTHUR
Il peggiore: Ikonè

Nel venerdì di Natale, impegno a Monza per la mia Viola. #KappaDeca per il match da casa Galliani.

  1. Con le assenze di Jack, Nico e Quarta le scelte sono abbastanza obbligate. Beltran ormai sembra aver vinto il ballottaggio con Nzola per la titolarità del ruolo di centravanti (chissà come mai.....) e sugli esterni la scelta ricade sulla coppia Kouamè e Ikonè. A centrocampo torna la coppia titolare formata da Arthur e Duncan.
  2. Al settimo la partita cambia subito con un regalo di De Gregorio che si fa fare la foto da un Beltran in pressione su un rinvio durante il giro palla. Secondo gol consecutivo per il numero nove e vantaggio viola. Palla al centro ed Ikonè è lanciato a rete sul filo del fuorigioco, salta il portiere, porta vuota, si allarga un po' poi rientra e "PEM" becca l'uomo sulla linea. Gol incredibilmente mancato. Lo stesso Ikonè aveva avuto la prima occasione con una bella risposta del portiere monzese. Resto del primo tempo in controllo con un solo rischio corso su un contropiede sprecato dal Monza.
  3. "Va bene che tu lo vuoi fare bello, però oh Ikonè quando t'hai saltato anche il portiere e tu c'hai davanti solo la porta vuota, tu puoi anche tirare eh" è il pensiero dell'intervallo.
  4. Secondo tempo con un inizio più propositivo del Monza che però non crea rischi alla nostra difesa. Siamo in controllo della gara tutto il tempo e sul divano gli occhi ogni tanto si socchiudono.
  5. Vittoria importantissima ottenuta con zero rischi ed un clamoroso regalo ricevuto per il gol di parastinco di Beltran. Incredibile l'errore di Ikonè per il possibile raddoppio poi sostanzialmente la partita termina, al decimo del primo tempo. Vantaggio amministrato per tutta la gara senza patemi e tre punti che vanno a consolidare la nostra presenza nella lotta per una piazza europea di prima categoria.
  6. Gol del vantaggio e del match che assomiglia clamorosamente ai gol che ogni tanto facevi alla playstation (almeno quelle di un tempo) quando il livello dell'avversario era bassino.
  7. Gara di sostanza nella ripresa con la dimostrazione che volendo questa squadra sa anche farsi sentire ed amministrare. E forse oggi, senza quelli tecnicamente più importanti e più pericolosi sotto porta, era anche giusto così.
  8. A Terracciano forse il voto più giusto sarebbe stato non giudicabile.
  9. Nzola entra nella ripresa e finalmente entrando a partita in corsa....... "ABRACADABRA CADABRA ABRA" ...e no via: nulla. Neanche questa volta lascia un minimo di traccia.
  10. Per chi ha visto la gara, il Monza è attualmente - e da inizio campionato - a metà classifica. Questo il livello del calcio italiano.
ps. FORZA VIOLA...sempre...

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...sono a cena fuori, se porta bene continuo con questo schema....ho visto il replay di Ikonè.....sorvoliamo va....jorkolaeeeee.....comunque ottimo così...."

domenica 17 dicembre 2023

Di lusso

Campionato - 16^
FIORENTINA - VERONA = 1 - 0 
GOAL: Beltran


KAPPAPAGELLE
Terracciano 7,5
Kayode 6
Martinez Quarta 5,5
Ranieri 6
Biraghi 5,5
Ikonè 5
Maxime Lopez 5
Mandragora 6 -
Sottil 5,5
Beltran 6,5
Nzola 5,5
Arthur 6
Kouamè 6
Barak 5,5
Milenkovic SV
Mina SV

All. Italiano 6 - -
IL MIGLIORE: TERRACCIANO
Il peggiore: Ikonè
Al Franchi è il turno del Verona. #KappaDeca in salsa gemellata.
  1. Infortunato Nico il mister vara per la prima volta dal primo minuto la coppia di punte Beltran-Nzola con Bonaventura in panchina ed un modulo più vicino al 4-4-2. Sugli esterni i ballottaggi sono vinti da Sottil ed Ikonè, mentre a centrocampo giocano le due riserve (Maxime Lopez e Mandragora). In difesa scelto lo schieramento titolare.
  2. Pronti via e Terracciano sembra inaugurare una giornata shock. Errore nel giro palla al minuto due e rigore concesso. Ma il portierone si riscatta parando il tiro dal dischetto e la ribattuta, facendoci restare sullo zero a zero. Nel resto del primo tempo si supererà altre quaatro volte con veri e propri interventi di livello superiore e con un Ngonge in versione Babbo Natale che ci regala più volte il "non gol" sprecando lo sprecabile ed anche di più. Per noi calma piattissima, un'iniziativa di Nzola (con gol) è fermata da un fallo di mano per il resto zero spunti e zero occasioni.
  3. "Visto come c'è andata di lusso nel primo tempo, questa partita non si può NON vincere" è il pensiero dell'intervallo.
  4. Ripartiamo con Arthur, Barak e Kouamè che prendono il posto di Lopez, Sottil e Nzola. Ritorniamo al metodo classico ma con pochi benefici dato che il primo tiro in porta lo facciamo ad un quarto d'ora dalla fine con Mandragora in acrobazia ma centrale. Poco dopo, da un cross ed una serie di rimpalli, esce fuori una palla sporca per Beltran che tira prontamente, trova una deviazione decisiva ed il gol del vantaggio e della vittoria.
  5. Partita portata a casa con un contributo fondamentale di Terracciano e della buona sorte. Verona che nel primo tempo spreca almeno 5/6 palle gol chiare e noi che troviamo il gol del vittoria con il secondo ed ultimo tiro in porta della gara a dieci minuti dalla fine. Tre punti preziosissimi, per una volta risultato nettamente più soddisfacente della prestazione.
  6. Alla sedicesima di campionato è arrivata la prima partita con gol decisivo di una punta. Sporco, con deviazione, forse nemmeno troppo meritato ma fondamentale. Era l'ora.
  7. Formazione che inizialmente non ha convinto, con l'assenza di Nico il mister ha provato un po' a sparigliare le carte ma la squadra non aveva punti di riferimento e per tutto il primo tempo abbiamo vagato contro un Verona che arrivava da ogni parte.
  8. Tranne Terracciano e Beltran - solo come premio dopo il gol - non trovo nessun nostro giocatore che possa andare sopra la sufficienza e diversi rimangono sotto il sei. Per far capire la qualità della nostra gara.
  9. Dall'ennesima occasione persa per lo scalino di crescita all'aggancio dell treno lotta-Champions. "GUARDA COSA FA" un gol sporco in una gara ancora più sporca.
  10. Monza, Torino e Sassuolo - e senza altri impegni nel mezzo - per finire al meglio questo girone d'andata. Crediamoci, in questo calendario non impossibile.
ps. FORZA VIOLA...sempre...

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...temo Tchatchoua...penosi anche oggi...nemmeno con cinque punte faresti gol con il tuo allenatore...se l'è gol sbagliato gol subito se ne fa 7 nell'ultimo quarto....comunque m'è bastato sentire qualcosa per radio per sbadigliare...m'immagino a vederla...siam tornati da Champions..."

sabato 16 dicembre 2023

Corsi e ricorsi

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 570

C'è un leader politico che è considerato da sempre un fenomeno. Ammetto per qualche istante di esserne stato incuriosito anche io avendolo avuto sotto mano come presidente della mia Provincia, quando esisteva, e poi come sindaco della mia città. Gli altri passaggi sono noti un po' a tutti dalla corsa alla segreteria Pd "rottamazione" in resta, alla presidenza del consiglio senza passare dalle urne con il motto #enricostaisereno, il referendum costituzionale messo come cartina tornasole del suo operato ed il relativo "se vincono i NO è un fallimento e lascio la politica".
Non proprio "UNA VITA DA MEDIANO" quella di Matteo Renzi da Rignano bensì una con l'obiettivo dichiarato e mal nascosto di essere sempre e comunque il protagonista con l'autovalutazione di essere "il primo"
Perché "lui sì che sa incantare la gente, lui sì che ha idee nuove, lui sì che ha strategia, lui sì che è un leader". Ed infatti ha prima sfasciato il PD, poi ne è uscito portandosi via importanza e gruppetto di parlamentari da lui voluti ed eletti con liste bloccate. Ha fondato un micro partito in pieno rispetto del suo motto iniziale: "i piccoli partiti che vogliono incidere ed essere aghi della bilancia sono la rovina della politica italiana" per influenzare fino all'ultimo giorno di vita del vecchio Parlamento la scena e dopo si  è messo sul mercato ed ha cercato/annunciato/smentito/fatto/confermato/consolidato/smontato/rismentito/annullato/criticato/deriso/ricercato un accordo con Calenda (altro su cui si potrebbe scrivere un post infinito).
Dalla vittoria del centro destra di oltre un anno fa si è ricollocato molto più vicino al Governo che non alle opposizioni di cui non perde occasione per illustrare mancanze e creare distinguo. Legittimi ma anche indicativi del suo nuovo posizionamento. Certo mantenendo il suo stile critico e distintamente superiore ma facendo intravedere spiragli di disponibilità costanti, basta riprendere il discorso fatto in Parlamento all'insediamento del nuovo Governo con relativi sorrisi, mezze frasi e vicinanze ipotizzate. 
L'incontro di ieri ad Atreju - festa/convention di Fratelli d'Italia - ha dato l'ennesima conferma. Quel "son venuto qui nonostante si sia diversi perché apprezzo il vostro impegno civico", quel lusingare Nordio e la sua idea di Giustizia, quel giocare con Delmastro ed ironizzare insieme su Ely Schlein. Uno spettacolo di cabaret con apprezzamenti reciproci sulle battute dell'altro, una Corrida rivisitata per intendersi. 
Sul palco quindi una sorta di macchietta che voleva essere uno statista ed è ancora convinto di esserlo, tra consulenze in terra araba ed accordicchi tentati/smontati/proposti. Il giusto erede di quel suo punto di riferimento tanto ammirato che una quindicina d'anni prima di lui, su quello stesso palco maramaldeggiava raccontando barzellette su Hitler di fronte ad una plaudente padrona di casa. Un'altra di quelle brave e con capacità politiche. Una vera leader nuova, all'epoca. E che ancora viene definita così adesso che è presidente del Consiglio. Ancora oggi nuova ed originale - quindici anni dopo - con le caratteristiche da leader così evidenti da far da spalla al comico di turno. Proprio come ieri Renzi con Delmastro. Corsi e ricorsi storici o banalmente comici.

domenica 10 dicembre 2023

Risprecata l'occasione giusta

Campionato - 15^
ROMA - FIORENTINA = 1 - 1
GOAL: Lukaku,
Martinez Quarta

KAPPAPAGELLE
Terracciano 6
Kayodè 5,5
Martinez Quarta 7 +
Ranieri 6
Biraghi 5,5
Arthur 6,5
Duncan 6,5
Ikonè 5,5
Bonaventura 6,5
Kouamè 6
Nzola 5,5
Gonzalez 6
Sottil SV
Maxime Lopez SV

All. Italiano 6
IL MIGLIORE: MARTINEZ QUARTA
Il peggiore: Ikonè

Stadio Olimpico, Olimpico Stadio, direbbe Verdone. Sfida a Mourinho "E MAGLIE DELLA ROMA" per la lotta tra squadre con possibilità di aggancio della zona che vale la lotta all'Europa più prestigiosa. #KappaDeca per il posticipo serale in terra romana.
  1. Torna la formazione titolare con sole due eccezioni, molto importanti. Non giocano né MilenkovicGonzalez: mentre la coppia di centrali è "scontata" (Quarta-Ranieri) quella degli esterni vede la scelta ricadere su Kouamè-Ikonè.
  2. Cinque minuti e con una giocata di Dybala capitalizzata in gol da Lukaku la partita si mette proprio come sperava la Roma. Che ha una seconda occasione sempre con Dybala che strozza il tiro dal limite facendolo uscire di poco. Poi Dybala esce, noi prendiamo metri ed abbiamo una grande occasione con Nzola ed una la sprechiamo con Jack. Per il resto è confusione in mezzo al campo e nostro possesso/giro palla.
  3. Il pensiero dell'intervallo è che in questa squadra Nico debba giocare anche barellato per poter essere vagamente pericolosi.
  4. Cinque minuti ed Ikonè potrebbe regalarci la gioia ma Rui Patricio blocca bene. Duncan poco dopo fa un vero e proprio gol togliendo una palla dall'area piccola un secondo prima del tiro a botta sicura di Lukaku. Poi prendiamo campo ed una traversa con Jack ma soprattutto Zalewski decide di darci una mano facendosi buttare fuori. Il nostro uomo più pericoloso (Martinez Quarta) ne approfitta subito e ci porta in parità poi cadiamo nelle provocazioni della Roma. Il loro scopo è quello di non giocare più e noi l'accontentiamo con il giro palla che non si interrompe nemmeno con l'espulsione anche di Lukaku e con un nervosismo che doveva essere solo loro ed invece noi abbiamo assecondato.
  5. Partiti malissimo abbiamo mantenuto i nervi saldi ed abbiamo fatto gioco per tutta la gara, creando qualche occasione importante ma non sfruttandola fino al solito colpo da punta di Martinez Quarta. Bravi a giocare meglio, meno a non sfruttare superiorità numerica (doppia per l'ultimo quarto d'ora) e tecnica. Bella gara ma resta l'amaro in bocca per l'ennesima occasione persa, in questo caso mezza.
  6. Nel citare i giocatori fondamentali di questa squadra, oltre a Nico e Jack, devo cominciare a ricordarmi di inserire Martinez Quarta. Soprattutto nella parte realizzativa.
  7. Cenni di vita di Nzola, i primi decisamente in tendenza solita con un gol mangiato, i secondi invece....anche purtroppo. Un po' di impegno e presenza in più, ma anche oggi manca come il pane la zampata del centravanti.
  8. Roma che si è dimostrata, ampiamente come previsto, squadra fallosa, odiosa, insopportabile, difensivista all'eccesso, antipatica. Polli due volte a non aver sfruttato l'occasione di batterla in undici contro nove.
  9. Brutta giornata per i terzini (anche quello della Roma che ha provato a regalarci la vittoria) tanto che Italiano prova addirittura Maxime Lopez negli ultimi minuti. 
  10. Tornando a vedere gli aspetti positivi, siamo ad un punto dal quarto posto che in questo momento è occupato da Bologna e Roma, già affrontate ed apparse clamorosamente e nettamente alla nostra portata. Il tutto avendo giocato finora senza l'apporto del centravanti (zero gol decisivi ad oggi).
ps. FORZA VIOLA...sempre...

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...direi che si può dire mah..."