lunedì 30 agosto 2021

Territori di scrittura

Il K-libro di Agosto
qui il mio intero
Katalogo
LAURA PUGNO
"In territorio selvaggio"
Nottetempo

La prosa e la poesia si alternano quasi a sfidarsi in una ricerca di elementi che le definiscano al meglio. Dai diversi spunti poetici alla tenuta di appunti per racconti o romanzi. Lo stile di entrambe confluiscono in una più generale capacità di scrittura ed in un personale stile che alla fine è alla base del libro.
L'autrice infatti si interroga su cosa davvero viene chiesto ad un libro da chi lo compra e se/quanto ogni singolo scrittore adegua il suo stile e la sua capacità di scrivere in base a quelle che possono essere le richieste del pubblico. Altro elemento preso in considerazione sono le relative "spinte editoriali" che indirizzano romanzi e produzione con i vari "FORSE E' MEGLIO"
Nell'affrontare questo argomento usa una sorta di "blocco per gli appunti" con gli spunti che le nascono in base ai momenti o alle idee stimolate da accadimenti o da esperienze. E' una sorta di decalogo riflessivo senza l'ordinamento puntuale di articoli e/o numerazioni ma più vicino ad un insieme di pensieri scritti quasi di getto.
La capacità di usare argomenti interessanti e di saperli porre in modo chiaro e stilisticamente molto accattivante spinge alla condivisione o meno di quello che viene scritto ma certamente stimola la riflessione in chi legge. Il modo in cui il libro è strutturato fa in qualche modo sembrare ogni punto della lettura come "nuovo" o comunque non completamente legato al resto. Per questo forse sarebbe utile prendere il testo come una sorta di raccolta di aforismi, per non arrivare alla lettura con altre aspettative.
Il libro è certamente interessante ma per il mio personale gusto sono troppo frammentate le riflessioni che vengono analizzate e gli spunti sono troppo "mescolati" tra di loro rischiando in alcune parti anche di non avere l'adeguato approfondimento. La mia personale valutazione non eccelsa risente proprio di questo.

CINQUE CITAZIONI
1 - "...il romanzo è aperto, è l'apertura del campo. E' il contrario della paura..."
2 - "...questo è quello che la scrittura riesce a fare, l'impossibile..."
3 - "...nell'idea che la letteratura sia un bisogno animale c'è qualcosa che ti attrae..."
4 - "...una solitudine che diventa materia fisica, uno stato di contagio e si riversa su tutti..."
5 - "...la domanda della felicità non ha mai cessato di porsi..."

Mia personale VALUTAZIONE: ** ° - due stelle e mezzo su cinque

domenica 29 agosto 2021

Acre e sporco

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 450
Vanessa. L'ultimo nome di un elenco che pare infinito. Di un colore drammaticamente rosso sangue e nero lutto. Un elenco che emana un odore acre che sa di sporco e vergogna. 
Vanessa era perseguitata dal suo ex che aveva denunciato, per quella denuncia era stato arrestato per poi peró venir scarcerato e messo ai domiciliari con divieto di avvicinare la stessa ragazza. Purtroppo ed ovviamente misura che non è stata rispettata ed ha portato l'essere di cui sopra ad ucciderla.
Rituale "perfetto". Classico, senza sbavature. Noioso nella sua ripetitività. "E COME NON E' ANDATA E COSA NON E' STATO" le tappe della storia sono sempre le stesseMinacce e violenze. Titubanza della donna per paura di rovinare la vittima. Denuncia all'ennesima dimostrazione di pericolosità. Indagini e condanna. Rilascio. Vendetta. Numero vittime di femminicidio che aumentano. 
Un loop che continua a ripetersi. Tragicamente e vigliaccamente. Sì perché nessuno fa davvero qualcosa di "importante" per risolvere questo dramma o almeno per provarci davvero. Ed ognuna delle donne che ha/avrà la sfortuna di vivere le vicende di Vanessa (e delle innumerevoli donne prima di lei) con un ex o con un conoscente violento ed assassino è/sarà costretta a vivere anche il suo calvario successivo. Rendendo vane e piene di ipocrisia le parole di cordoglio e di commozione che ne seguono ogni volta.
Ma purtroppo, come spesso accade, c’e anche chi fa di peggio. A commento di questa vicenda infatti sono arrivate dichiarazioni che lasciano a bocca aperta per il retrogusto di amaro ed acre che emanano. "La donna non riesce a mantenere una condotta univoca" ha detto il presidente dei gip di Catania Nunzio Sarpietro
Una frase che fa trasparire una concezione talmente vecchia ed oscena che richiama a concetti che da sempre ci auguriamo non poter più circolare ma che invece ci ritroviamo ancora qui a discutere. Il dramma nel dramma è che i fondamenti di queste deliranti affermazioni è possibile ritrovarli in molti, troppi aspetti della nostra vita quotidiana. 
Anche per questo, e non è un fattore secondario, quel maledetto numero di vittime ogni anno non accenna nè a sparire nè a diminuire ma continua costantemente a lacerare il cuore. Dall’inizio dell’anno sono 41. Quarantuno donne uccise dalla violenza maschile ed un ulteriore infinito numero di donne vittime di violenza, prevaricazione o altro.
Come ogni anno “ipocritamente” piante dopo che il fatto avviene ma poi considerate troppetroppetroppe volte come “dalla condotta non univoca”. Vergognosamente. Schifosamente. Colpevolmente.
Se rimaniamo attaccati a questa visione/analisi resterà costante la sensazione acre e sporca di vergogna. E quel numero 41 sarà tristemente solo di passaggio rispetto a cifre che cresceranno. Umiliando e violentando di nuovo Vanessa e tutte le altre.

sabato 28 agosto 2021

Vittoria convincente

La mia Viola
Campionato - 2^
FIORENTINA - TORINO = 2 - 1
GOAL: Gonzalez, Vlahovic, Verdi

La gara

Pre-Partita
Per il ritorno al Franchi del pubblico ci presentiamo con alcune novità dettate da scelte, infortuni e squalifiche. Rispetto a Roma infatti cominciano da titolare Martinez Quarta, Castrovilli e Terracciano. I nuovi arrivati dal mercato si accomodano tra panchina e tribuna dove troneggia anche Rocco e famiglia. "SIAMO PRONTI PER" la prima al Franchi quindi. Prontissimi Si comincia.

Primo tempo
  • Gonzalez pare da subito bello carico e dopo una bella azione personale tira male e fuori 
  • Pulgar calcia un bella punizione tagliata ma non arriva il tocco necessario ad indirizzare 
  • Vlahovic sgomita con Djidji e trova un bel traversone
  • Al decimo Milenkovic impegna Milinkovic Savic in modo importante
  • Al tredicesimo tutti in piedi ad applaudire per il ricordo per Davide Astori
  • Vari cross che non trovano il tocco vincente finale per una Viola di attacco che assedia la difesa granata
  • Al diciottesimo primo affondo del Toro con un cross pericoloso che Ola Aina non incorna
  • Da fascia a fascia di nuovo del Toro, questa volta invertito, con Singo che spara alto
  • Bel cross di Gonzalez e tiro di Callejon al volo ma sul portiere che nonostante qualche sbavatura blocca
  • Finlmente al 40' si sblocca il match: Castrovilli appoggia al limite per Gonzalez che prende la mira e trova un bel sinistro che ci porta avanti 1 - 0
  • Dopo un grande quarto d'ora ed una pausa interrotta da un bel forcing finale andiamo all'intervallo meritamente in vantaggio
Secondo tempo
  • Occasionissima per Bonaventura che non riesce da pochi passi a mettere dentro un gran cross di Nico Gonzalez
  • Grandissima giocata dell'argentino per la giusta ovazione
  • Vlahovic con un tiro cross importante impegna la difesa granata ma nessun viola è pronto a ribadire in rete
  • Si vede il Toro al 60' con una bella giocata che prima Pulgar con un gran recupero e poi una deviazione sul tiro di Sanabria disinnescano 
  • Cambiata la marcatura su Vlahovic che continua però a prendere botte ad ogni piccolo movimento
  • Bel recupero di palla di Duncan (entrato al posto di Castrovilli) che passa a Bonaventura, cross arretrato ma non è un problema per Vlahovic che trova l'angolino più lontano 2 - 0
  • Sottil entrato con grande gamba fa ammonire due difensori granata nel giro di pochi minuti
  • Girandola di cambi e poco/niente altro.....si penserebbe fino a due minuti dalla fine
  • Filtrante centrale per Verdi che trova lo spazio giusto ed anche il gol del 2 - 1 con la solita imbucata che tanto abbiamo sofferto anche a Roma
  • Non succede più niente fino alla fine, vittoria stra-meritata
Kommento

Il ritorno del pubblico allo stadio è premiato da una prestazione bella e convincente come non si vedeva da tanto. Un primo quarto d'ora di gioco che non ricordavamo in questo stadio: pressing alto, gioco convinto e chiaro, voglia di fare e di vincere. Toro nell'angolo sotto un vero e proprio assedio. Poi si rifiata per avere un forcing nel finale di primo tempo finalmente produttivo con il gol del migliore in campo: Nico Gonzalez. Ripresa meno scintillante ma con pallino del gioco sempre in mano e con un gol straordinario di un centravanti davvero sempre più forte. Vlahovic sembra chiudere la partita ma un piccolo blackout riapre la partita. Ma in realtà solo "teoricamente" visto che la vittoria è stra-meritata e che rischi non ne abbiamo praticamente mai corsi. 
Siamo stati corti e precisi per tutta la gara, giocate importante dei due fuoriclasse davanti, solidità e ritmo di tutti quelli schierati dall'inizio e durante la gara. Belle sensazioni davvero. Anche se con le dovute cautele, il Toro è apparso davvero poca cosa oltre che praticamente nullo, è bello (e clamorosamente "nuovo") scrivere che abbiamo vinto e convinto.
Forza viola...sempre...

Le KappaPagelle

Terracciano 6 +
Venuti 6 -
Milenkovic 6 -
Martinez Quarta 7
Biraghi 6,5
Bonaventura 6 +
Pulgar 6,5
Castrovilli 6 -
Callejon 6 - -
Vlahovic 7 +
Gonzalez 7,5
Duncan 6 +
Sottil 6 +
Saponara SV
Maleh SV
All. Italiano 7
IL MIGLIORE: GONZALEZ
Il peggiore: Callejon

"Takko ai' giro" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...basta farne uno poi si dilaga, ora dice che a centrocampo siamo pochi sicchè vanno tolti gli attaccanti, e 'unlovogliono capire che sono sempre 11...se tu ne metti di più davanti ne mancano dietro e viceversa...ci vorrebbe un altro argentino in mezzo al campo, di quelli boni, l'argentino è argentino c'è poco da fare.....andata....ma 'unsipossono giocare tutti con loro?!!?"

domenica 22 agosto 2021

Tris amaro con risvolti dolci

La mia Viola
Campionato - 1^
ROMA - FIORENTINA = 3 - 1
GOAL: Mkhitaryan, Milenkovic, Veretout, Veretout 

La gara

PrePartita
Mentre tutto il mondo viola è impegnato a capire nell'ordine: se Vlahovic rinnoverà/rimarrà/partirà, se Zappacosta scenderà dal passo dove si trova da un mese, se arriverà un regista degno di questo nome, se riusciremo ad evitarci la cantilena dei nomi fino al 31/08, da Roma arriva un diversivo da "VASSOIO DI MAIS GIA' SCOPPIATO". Gli "Italian's Boys" infatti vanno in campo all'Olimpico per la prima di campionato contro la Roma di Josè. 4-3-3 marchio di fabbrica con Igor e Maleh che un po' a sorpresa mandano in panchina Martinez Quarta e Castrovilli. Con il ritorno del pubblico sugli spalti si parte per questa nuova stagione.

Primo tempo
  • Buoni ritmi iniziali di entrambe le squadre
  • Mkhitaryan umilia Venuti sulla fascia ma per fortuna il cross non arriva a destinazione
  • Bel taglio di Gonzalez per Callejon che non trova lo spunto dei tempi napoletani e non arriva sul pallone
  • Al 16' bucati da un lancio in profondità ci troviamo con Dragowski che esce ed abbatte Abraham che a dire il vero puntava verso l'esterno. Rosso e Terracciano che entra al posto di Callejon mentre Dragowski uscendo ringrazia tutte le santità conosciute
  • Al 23' primo tiro verso la porta. Velo di Abraham e tiro di Pellegrini che non va lontano dal palo
  • Abraham riceve da Vlahovic un pallone alla trequarti Venuti non prova a fermarlo e lui imbuca per Mkhitaryan che spiazza Terracciano. Annullato. Var. Attesa interminabile per motivi "geografici-scientifici" secondo il commentatore DAZN. Gol convalidato e 'ffanculo 1 - 0
  • Zaniolo ruba palla a Maleh e scarica un bel tiro che Terracciano respinge
  • Bella giocata di Bonaventura che si trova davanti a Rui Patricio ed invece che metterla in mezzo prova ma spara sul portiere
  • Bello l'allungo di Gonzalez che scarica su Biraghi prima di essere abbattuto (da Zaniolo che con un intervento brutto si prenderà un giallo sacrosanto), il cross crea una mischia senza risultato. Un vero peccato perché era una potenziale occasione
  • Bella la parte finale viola del primo tempo
Secondo tempo
  • Comincia la ripresa con Castrovilli al posto di Maleh
  • "A riscaldarsi solo giocatori offensivi: Kokorin, Saponara, Sottil" e viene da chiedersi se il riferimento fosse al ruolo
  • Dopo cinque minuti Zaniolo si suicida e prende il secondo giallo, parità numerica ristabilita.
  • Bella girata di Vlahovic che trova la porta ma anche Rui Patricio.
  • Dopo una bella pressione di diversi minuti Pulgar trova un bel cross in area, bucano diversi difensori e sbuca Milenkovic che trova il pari con un bel tiro da vicino
  • Pellegrini si inventa una giocata sulla fascia bevendo Biraghi ed Abraham di testa colpisce la traversa
  • A parti invertite rispetto al primo tempo Mkhitaryan imbuca per Abraham che crossa bene per Veretout che a porta vuota segna. Ri-Annullato. Ri-Var. Ri-Attesa interminabile per motivi "geografici-scientifici" ri-secondo il commentatore DAZN. Ri-Gol convalidato e Ri-'ffanculo 2 - 1
  • Torna in campo Benassi per uno stanco Bonaventura
  • Shomurodov prende il posto di Abraham anche negli assist e mette Veretout davanti a Terracciano. Implacabile la sentenza (di nuovo) dell'ex che firma una doppietta pesante. 3 - 1
  • Terracciano evita il poker dopo un contropiede che aveva portato Shomurodov solo davanti alla porta
  • Vlahovic trova lo spazio per un buon sinistro però bloccato da Rui Patricio

Kommento

Esordio con un tris sulle spalle che non fa mai troppo piacere ma che ha in qualche modo fatto rivedere qualcosa di simile ad una squadra ed ad un gioco. L'espulsione ha cambiato la partita ma non ha disunito la squadra. Ce la siamo comunque giocata dall'inizio alla fine, crollando forse nel momento migliore quando cioè avevamo raggiunto il pari nel risultato dopo la parità negli uomini in campo. Paghiamo il fatto di avere scarsa qualità, soprattutto in un centrocampo dove tranne Bonaventura non si è visto niente o quasi e soprattutto pochi cambi o punti. Come prevedibile su alcune giocate andiamo in difficoltà ed abbiamo infatti "perso" su tutte azioni sostanzialmente uguali. La Roma ha colpito il punto debole di una difesa "da rivedere" ed anche se è andata più a sprazzi basandosi sui singoli ha meritato grazie ad una rosa oggettivamente di altra categoria. 
La Viola ha lasciato una bella sensazione anche se poi analizzando la partita dei singoli c'è MOLTO da rivedere. Vediamo se/come verranno riviste. Prendiamo il bicchiere mezzo pieno di un esordio che ha messo in mostra finalmente degli sprazzi di luce a livello di gioco ed impostazione.
FORZA VIOLA...sempre...

Le KappaPagelle

Dragowski 5
Venuti 5 +
Milenkovic 6 -
Igor 5 -
Biraghi 5,5
Maleh 5,5
Pulgar 5
Bonaventura 6,5
Callejon 5,5
Vlahovic 6 
Gonzalez 6,5
Terracciano 6 +
Castrovilli 5 -
Benassi SV
Sottil SV
Saponara SV
All. Italiano 6 - -
IL MIGLIORE: GONZALEZ
Il peggiore: Castrovilli

"Takko ai' giro" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...non sto seguendo nulla, come si va? Ah....bono, s'è ripreso da dove si è finito..."

sabato 21 agosto 2021

Speriamo sia l'ultima stagione di un certo tipo....

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 449
E come da consuetudine, arrivando il pre-gara della prima giornata del nuovo campionato, arriva anche il mio piccolo salto indietro alla stagione precedente.
Annata, ennesima, con poche soddisfazioni direi "quasi punte". "LACRIME E BRIVIDI" intese quasi esclusivamente in senso negativo. Togliendo l'exploit di Vlahovic e la trasferta splendida a Torino dove ne abbiamo infilate tre alla #juvemerda (clicca qui per rileggere quell'emozione) direi che l'annata è trascorsa nel solco delle precedenti con una salvezza arrivata quasi all'ultimo respiro. Non è mancato l'ennesimo cambio di panchina, stavolta doppio, così come non sono mancate partite senza senso e con soprattutto poco entusiasmo nel giocarle e nel guardarle. Ma la cosa che è drammaticamente mancata è quella della presenza sui gradoni di quel vecchio Franchi dalle scale elicoidali. Certo non ci siamo persi grandi spettacoli ma l'assenza di quell'atmosfera si è sentita sulla pelle ed anche l'ormai costante rituale della birra solitaria sul divano ha svanito il suo iniziale leggerissimo fascino. Non mettendoci poi dentro niente o quasi a livello tecnico dal colore viola il tutto ha portato ad un'annata davvero da "archiviare in fretta"
Proseguendo però con i rituali del blog è d'obbligo la proclamazione del KappaGiocatoreViola per l'annata 2020-2021 che, un po' a sorpresa, è............. Bartlomiej Dragowski che di pochi centesimi precede Dusan Vlahovic. I due sono tra l'altro gli unici giocatori viola ad avere una media più che sufficiente al termine della stagione, come si vede dal riepilogo sotto. Il portiere polacco segue Castrovilli ed un triennio di Chiesa nell'albo d'oro del blog (clicca qui per leggerlo). 
Analizzando gli altri dati della stagione, come sempre, sono esclusi dalla classifica i giocatori con poche presenze dove ci sono le altre due sufficienze, curiosa quella di Chiesa dato che l'inizio della stagione (sembra passato un millennio) l'ha giocata da noi. Nella particolare sfida tra allenatori Cesare prevale su Beppe di trenta centesimi. Infine nelle classifiche dei migliori e peggiori in campo spiccano di nuovo Dragowski e Vlahovic (ma anche Biraghi per la gioia dei lettori di questo blog) tra i migliori e la coppia centrale Milenkovic-Pezzella (ma anche quella di centrocampisti Pulgar-Castrovilli) tra i peggiori.
Dopo i complimenti di rito al barbuto "estremo difensore" ecco il resoconto finale della stagione, augurandomi (di nuovo) che per la nuova che è alle porte ci sia da commentare e rendicontare qualcosa di più entusiasmante che possa un minimo riattivare una passione un po' appannata. 
Buona lettura. 

Medie dei giocatori

Medie dei giocatori con poche partite

Confronto tra allenatori

I migliori in campo

I peggiori in campo

sabato 7 agosto 2021

Tutti contenti, tutti vincitori

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 448
Le storie delle Olimpiadi per la gioia di tutti stanno continuando a portare gioie e brividi. Quelle di domenica scorsa (clicca qui per riviverle) hanno aperto una settimana ricca di medaglie e soddisfazioni, rendendo la spedizione a Tokyo come la più ricca di sempre per i colori azzurri.
La vittoria della 4x100 di ieri si è unita alle due medaglie d'oro della marcia dei giorni precedenti ed insieme hanno reso l'atletica come un'inaspettata fonte di podi più alti ed inni. La gioia di chi ha dato tutto per anni per arrivare più in alto degli avversari sfidando il cronometro è commovente e riempie il cuore ed in qualche modo fa sentire tutti partecipi.
Fa sentire velocisti anche se non ti muovi dal divano. Cambiando disciplina fa pensare di essere esperti di vela o karate quando ne ignoravi probabilmente anche l'esistenza oppure fa partecipare alle sfide di scherma o di ginnastica artistica anche se il regolamento ti è quasi totalmente oscuro. 
E' un senso di partecipazione particolare. Strano ma davvero bello e toccante. Uno degli aspetti più speciali delle Olimpiadi. Se però non trasuda o non fa intravedere altro.
Per questo "LE PROPRIE SENTENZE" da parte di personaggi politici/pubblici/comunicativi che cercano di appropriarsi di vittorie, successi o soddisfazioni nazionali illustrando motivi e ragioni del successo molto spesso appaiono totalmente fuoriluogo.
Tutti hanno ovviamente il diritto di festeggiare ed anche di ergersi ad esperti ed analisti dello scibile olimpico. Quando però questo ha come rovescio della medaglia (in questo caso espressione particolarmente indicata) l'appropriarsi di successi per tornaconto personale o per un click o un applauso/mi piace in più fa un po' sorridere. In generale
In particolare poi fa sorridere ai limiti del pianto se a farlo è qualche figura che avrebbe altro a cui pensare o altro per il quale impegnarsi. Figure che magari dovrebbero mettere a disposizione il proprio spazio pubblico per altri successi o altre vicende a cui serve risalto e mobilitazione. Non solo loro però. Fanno sorridere ugualmente quelli che adesso sono in prima fila ad esaltarsi e fino a due giorni fa non avevano nemmeno idea di chi fosse quel "mito" che oggi viene descritto con tanto trasporto. O ancora peggio quelli che, da persona del settore, hanno fino a qualche secondo prima fatto il contrario di quanto ora chiedono (attenzione ed impegno per il particolare sport/atleta) o espresso pareri ed opinioni totalmente contrastanti con l'esaltazione di discipline e movimenti di categoria.
E' comune a tutti, come dicevo prima, il trasporto o l'immedesimazione data dalla felicità del momento. Ma se per noi "comuni mortali" è (quasi sempre) giustificata anche nelle analisi più esaltate, per altri dà l'idea solo della ricerca della notorietà facile del momento, in attesa del prossimo carro su cui salire e della prossima materia per la quale dichiararsi "luminare acquisito".  

lunedì 2 agosto 2021

Di nuovo Due Otto

Un paio di anni fa scrivevo questo (clicca qui).

Oggi, come allora e come per tutti gli altri DueOtto, mi sento di condividere di nuovo quella foto:


di riproporre quelle parole del mio Poeta:

"BOLOGNA HA NEL CUORE UNA VECCHIA STAZIONE E CANZONI D'AMORE DEL DOPO"

e di ripassare mentalmente un paio di scene di "Da Zero a Dieci".

Perché quelle sensazioni, quelle emozioni sotto pelle sono delle costanti che puntualmente, ogni due otto che ritorna, ritornano a farsi sentire. Alla stessa maniera: forti, intense, profonde. Come quella immensa ferita.

domenica 1 agosto 2021

Mezz'ora tutta d'oro

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 447
Quasi per errore oggi ero collegato su Rai Due dalle due in poi ed ho assistito ad  uno dei momenti sportivi più intensi che io ricordi.
Era in “pista” Gianmarco Tamberi. Capitano della squadra di atletica ma soprattutto specialista del salto in alto. In questi giorni, sono sincero, ho cercato il suo nome nel programma di atletica per capire quando avrebbe gareggiato. Ero rimasto infatti molto colpito dalla sua personale storia che ricordavo molto bene. Alla vigilia delle Olimpiadi di Rio, durante una delle ultime gare pre-olimpiche, la sua caviglia ebbe una torsione innaturale. Così spaventosa da far pensare addirittura a conseguenze più gravi che per fortuna non ci furono ma che purtroppo lo esclusero dalla spedizione olimpica. Era uno dei più accreditati per la medaglia e per la vittoria e dovette fermarsi. Da quel "GIORNO DI DOLORE" Gianmarco ha fissato il suo nuovo obiettivo. Ha dato appuntamento a tutti ed alla storia a Tokyo. Oggi in quello stadio c'era quindi l'ultima tappa di un viaggio iniziato tanto tempo fa e per la quale lo stesso saltatore aveva prenotato il proprio biglietto di partecipazione ben cinque anni fa. Per questo oggi, tutti quei salti perfetti al primo tentativo erano gesti atletici ma anche rivincite contro il destino. Perfezione che si è trasformata in magia quando gli errori degli avversari hanno fissato quello che sembrava davvero un sogno: ORO. Olimpico. Sul tetto del mondo. Tamberi è esploso in un festeggiamento unico con un totem speciale, quello dato dal gesso utilizzato per l'infortunio con la scritta "road to Tokyo 2020". Giustamente impazzito per quanto aveva realizzato ed ottenuto. 
C'erano ancora le telecamere a cercare le lacrime di gioia di tutto il gruppo azzurro quando per qualche istante la regia ha dovuto staccare per l'ingresso dei finalisti della gara principe dell'atletica. La finale dei cento metri. E per la prima volta nella storia, gara con un italiano in corsia. Lamont Marcell Jacobs, italo americano che negli ultimi anni è praticamente esploso dopo un inizio di carriera a singhiozzo e diviso con altre discipline. Entrato in finale con un duplice record europeo si è preso la scena che ancora profumavo di oro tricolore. Ha resistito all'adrenalina repressa di una falsa partenza, ha battuto un tempo di reazione lentissimo (il meno rapido di batteria), ha disteso i suoi muscoli e scatenato la sua velocità. In quel 9.80 di gara non ha mai dato l'idea di essere un esordiente per la gara. Ad un inesperto come me è sembrato un motore che una volta acceso non poteva che arrivare a destinazione. Così è stato con una strapotenza fisica disarmante tanto che sulla linea di arrivo si è concesso anche il lusso di girarsi per ammirare gli altri arrancare dietro di lui. Secondo ORO in mezz'ora con Tamberi che lo aspettava alla prima curva utile per festeggiare insieme. 
Ubriacatura inattesa, splendida nelle storie dei due protagonisti, meravigliosamente romanzesca nella particolarità della coincidenza dei tempi con cui si è realizzata dopo un'attesa infinita per l'atletica italiana. Un'emozione davvero GRANDE e speciale. Da spellarsi le mani per gli applausi, da occhiali scuri per la commozione.  Davvero GRANDISSIMI. 

venerdì 30 luglio 2021

Misteri da spogliatoio

Il K-libro di Luglio
qui il mio intero
Katalogo
AUTORE MISTERIOSO 
"Io sono il calciatore misterioso"
ISBN Edizioni

Un libro strano, curioso, scritto da "dentro". Una sorta di reportage scanzonato ma anche fortemente critico di quello che è il mondo del calcio ed il relativo habitat naturale: lo spogliatoio. Nato da una rubrica sul giornale "The Guardian", diventata da subito un riferimento seguitissimo dai lettori, il libro è una sorta di prosecuzione (ed esplosione in senso narrativo) degli stessi articoli cercando di non perderne intensità e fascino. 
Si passa dal gossip delle uscite serali al regolamento interno da seguire, dalle gelosie tra compagni alle scelte societarie su cessioni e multe, dalle rivalità di campo ai rapporti più o meno intensi con tifosi avversari e non.
La cosa che più attrae è la cosiddetta "violazione della sacralità dello spogliatoio" cosa rarissima in questo mondo. Per chi ama il calcio e quello che "LO RENDE TREMENDO E STUPENDO" è davvero un libro interessante ed affascinante. Il fatto di essere sostanzialmente un libro composto da singoli racconti, anche se raccolti in capitoli ben organizzati, ha i pro ed i contro tipici di questo tipo di lettura (rischio di perdita del filo conduttore e pericolo di ripetitività) . La descrizione di storie e vicende da un punto di vista diverso dal solito "quadretto idilliaco" cattura sicuramente chi legge. I pre - partita raccontati da chi li ha vissuti da protagonista sul campo così come gli impatti con l'altra tifoseria in stadi stracolmi pronti a tutto per sostenere la propria squadra sono tra i momenti più avvincenti del libro. In modo diverso ma ugualmente accattivante strappano sorrisi l'ironia ed il "colore" utilizzato per alcune storie di extra-campo. 
L'obiettivo di non perdere l'interesse dei lettori attratti dalle storie della rubrica è quindi quasi totalmente raggiunto dal misterioso autore del libro. Il solo difetto emerso è infatti quello di un ripetersi un po' troppo frequente di storie abbastanza simili che rende un po' più pesante lo scorrimento del testo. Probabilmente non aiuta il fatto di dover mantenere anonimi i riferimenti principali cosa che alla fine tende ad appiattire un po' le storie stesse. Nel complesso però una lettura che consiglio agli amanti del calcio.

CINQUE CITAZIONI
1 - "...fare il manager significa esattamente quello che lascia intendere il titolo ovvero gestire situazioni e problemi, che riguardino persone, incarichi, media, aspettative o qualunque altra cosa..."
2 - "...nel momento in cui avevamo bisogni di una guida, lui ci aveva venduti per trenta denari. Non lo perdonammo mai e da quel momento fu ostracizzato dalla squadra..."
3 - "...devo ammettere che non esiste sensazione paragonabile al sentire decine di migliaia di tifosi che urlano il tuo nome, soprattutto quando hai appena segnato un gol. Per qualche secondo ti sembra di galleggiare..."
4 - "...i tifosi non sono proprietari del club ma a tutti gli effetti il club appartiene a loro..."
5 - "...forse non mi restano molti beni materiali, forse ho meno soldi di altri colleghi ma in quanto a felicità tutti mi guardano con ammirazione..."

Mia personale VALUTAZIONE: *** - tre stelle su cinque

domenica 25 luglio 2021

Sceriffo maldestro

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 446
La parte di vita che strizza l'occhio allo schifo ha avuto un picco martedì scorso. Ormai è notizia nota a tutti quella che ha avuto come scenario quello di Voghera. In una vicenda dai contorni ancora da chiarire nei particolari e da seguire nel suo percorso giudiziario quello che è emerso è stato lo schifo di un gesto che ha lasciato sconvolti. O almeno avrebbe dovuto.
Un assessore, alla sicurezza...SIGH...., del Comune di Voghera ha infatti sparato ed ucciso un uomo di 39 anni reo, pare, di averlo spintonato. Ma soprattutto reo di essere di nazionalità marocchina e di avere dei precedenti penali. Così è stata da subito impostata la difesa dell'assessore da parte dei suoi legali ma soprattutto da parte del suo partito politico che, curiosamente, è la Lega. "QUESTA MERDA INTORNO" alla giustificazione preventiva è stata ovviamente alla base della giustificazione d'ufficio messa in atto dal segretario del partito che non ha perso un attimo per ribaltare la realtà dell'evento e mettere sotto i riflettori dell'accusa la vittima.
I fatti ovviamente sono da appurare da chi opererà le indagini e successivamente da chi stabilirà colpe/reati, ma ci sono dei fatti oggettivi che non sono da appurare. Youns El Boussetaoui, la vittima, non aveva armi con sé mentre l'assessore ne aveva una carica e senza sicura grazie ad un porto d'armi ottenuto per le situazioni di pericolo per la propria incolumità. Situazioni di pericolo. Evidentemente per "lo sceriffo" (così lo chiamano i conoscenti) il pericolo di affrontare persone disarmate era talmente elevato da circolare con pistola carica e senza sicura appunto. Curioso senza dubbio.
E curiosa (e nemmeno originale) la solita inversione a U letta ed ascoltata da parte dello stesso assessore. Da "sceriffo" a "sbadato/sfortunato" a cui è partito un colpo inavvertitamente e/o a semplice "difensore legittimo". Come se la legittima difesa potesse essere in qualche modo abbinabile alla versione del "colpo partito inavvertitamente", ma credo sia troppo tentare di spiegarlo ai suoi difensori d'ufficio di partito. Comunque sia lo sceriffo, così coraggioso e retto, si è autodefinito maldestro e sulla difensiva appena vista la malaparata. Lo sceriffo.
Il suo capo invece come al solito non ha perso l'occasione per puntare il dito contro la parte debole. Contro la vittima trasformandola in colpevole. Chissà, come hanno detto in molti, quale sarebbe stata la difesa d'ufficio dello stesso leader se le parti fossero state invertite ed a sparare fosse stato Youns ed a morire lo sceriffo
In tutto questo una persona di 39 anni non c'è più. Per colpo partito inavvertitamente? Per legittima difesa? Per attività da sceriffo? Per eccesso di difesa? Quel che è certo è che è morto perché qualcuno aveva una pistola in tasca e la portava con il colpo in canna e senza sicura e l'ha usata contro una persona disarmata. Ma cosa conta, in fondo era un uomo marocchino "noto alle forze dell'ordine per i suoi precedenti" (cit. SIGH), quindi.....

domenica 18 luglio 2021

Per la GKN

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 445

Ci sono le ordinanze del sindaco (che per primo si è messo in prima linea al fianco dei lavoratori) che vieta la circolazione dei tir nel territorio comunale in direzione dello stabilimento GKN per evitare lo smantellamento dei macchinari.
Ci sono i camion che hanno la deroga rispetto a questa specie di embargo, autorizzati dalle ordinanze comunali perché diretti allo stabilimento per portare cibo da parte di Coop ed Ipercoop.
Ci sono volontari di ANPAS e Misericordie che allestiscono cucine da campo e tende per le necessità dei presidi.
Ci sono cittadini "comuni" che passano dallo stabilimento per dare il loro contributo di vicinanza, ascoltando le storie, le paure e le emozioni di chi da una settimana è involontariamente protagonista di una clamorosa storia di diritti calpestati.
Ci sono sindacati che fanno sentire la loro voce, si affiancano agli operai e provano a fare il possibile affinché non siano permessi ulteriori scempi.
Ci sono 422 dipendenti (più un indotto difficilmente quantificabile) che non mollano di un centimetro e chiedono rispetto e dignità. "QUANDO SAI COM'E' L'ABISSO NON SEI PIU' LO STESSO" ma nonostante questo nessuno di loro ha saltato un giorno di presenza e non ha arretrato di un passo.
C'è poi uno sciopero.
Per loro e con loro domani Campi Bisenzio, Firenze, Prato ed in generale la Toscana scenderà in piazza a manifestare. Uno sciopero di quattro ore per manifestare vicinanza ai lavoratori della GKN e per fare sentire una voce unica a favore di lavoro, diritti, rispetto e dignità.
Nella speranza, come dicevo una settimana fa, che:

qualcuno che ha la forza di intervenire lo faccia e che finalmente si possa far capire che oltre guadagni, investimenti e potere contano anche le vite. Quelle di chi in quella fabbrica ci sta 8 ore al giorno, quelle delle famiglie dei lavoratori, quelle che gli stessi programmavano contando su uno stipendio che fino all'arrivo di quella "busta" sul pc era certo. Ed a queste vite si deve rispetto. 
R I S P E T T O.

domenica 11 luglio 2021

Email sconvolgente

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 444
Alla periferia di Firenze da venerdì è in atto qualcosa che ha sconvolto per forma e sostanza. Allo stabilimento della GKN a Campi Bisenzio infatti si è fermato il mondo per un'email che i dipendenti hanno ricevuto in una "giornata di ferie imposta" dalla stessa proprietà. Una comunicazione che annunciava il licenziamento immediato e generale di 422 dipendenti e la chiusura altrettanto immediata dello stabilimento. 
Quando ho letto la notizia ho dovuto rileggerla più volte perché non riuscivo ad essere certo di aver capito bene. Convinto di aver perso un passaggio o qualcosa che in qualche modo fornisse degli elementi in più a questa storia irreale anche se purtroppo nemmeno nuova.
Mi sono immaginato alcune delle storie legate alle vite "travolte" da questa notizia. Ho immaginato un ipotetico Mario che staccando dal turno di notte torna a casa e magari prima di riposarsi un po' apre l'email e trova questo regalo. Ho pensato ad un'immaginaria Lucia magari al mare per il giorno di ferie che le hanno imposto che comincia a leggere nella chat di colleghi di notizie terribili su email arrivate che ancora lei non aveva controllato. Ho ipotizzato lo sconvolgimento di un Paolo qualsiasi che non era (come nessun altro) al corrente di niente ed in meno di un minuto ha visto sconvolto la sua vita, quella dei suoi figli e della sua famiglia. 
E tutto tristemente si concretizza quando dall'articolo sono a passato a leggere o vedere le prime interviste ai lavoratori che si sono riversati in fabbrica cercando di andare oltre la vigilanza che la proprietà aveva imposto a tutela degli spazi aziendali, che evidentemente non erano stati sufficientemente bravi a distruggere in modo virtuale. Nelle loro parole rabbia, paura, tristezza ed impotenza. Per il proprio lavoro, per il proprio futuro, per la convinzione "ANCHE STAVOLTA NESSUNO CHE CI ASCOLTA"Qualcuno invece ha sentito il loro grido di dolore e qualcosa si è mosso. Si sono mobilitati i sindacati, le istituzioni locali, la cittadinanza e le associazioni. Un presidio costante dal momento dell'arrivo di quella sconvolgente email si è "accampato" allo stabilimento della GKN per non far smobilitare e per cercare la luce di riflettori fondamentali per non passare nell'oblio comunicativo. Una forza necessaria ed un coraggio obbligatorio per quelle 422 vite sconvolte da quelle poche righe ricevute per posta elettronica. Non per questo meno apprezzabile e soprattutto da "abbandonare al proprio destino". Per questo mi sento di scrivere questo post e, nel piccolo di questo blog, rilanciare l'appello del sindaco di Campi Bisenzio (Emiliano Fossi) di mobilitarsi ognuno per quanto può e per il suo ruolo. Per lasciare acceso quel riflettore. Per denunciare lo schifo della vicenda. Per non permettere a 422 persone di sentirsi oltre che umiliate ed usate anche abbandonate. Per non girarsi sempre dall'altra parte quando succedono queste cose. Per fare tutto il possibile per non darla vinta a quello schifo di email.
Nel frattempo speriamo che qualcuno che ha la forza di intervenire lo faccia e che finalmente si possa far capire che oltre guadagni, investimenti e potere contano anche le vite. Quelle di chi in quella fabbrica ci sta 8 ore al giorno, quelle delle famiglie dei lavoratori, quelle che gli stessi programmavano contando su uno stipendio che fino all'arrivo di quella "busta" sul pc era certo. Ed a queste vite si deve rispetto. 
R I S P E T T O.

domenica 4 luglio 2021

Del perché non tifo Italia

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 443
Lo confesso, questo post sarà davvero poco interessante. E' uno di  quelli che ancora meno di altri possono catturare l'attenzione di chi per sbaglio o per volontà può passare di qui, ma mi andava di scriverlo. Mi è venuto spontaneo proprio in questi giorni di corsa all'inno di Mameli e di bandiere sui terrazzi
Ad i primi europei con sedi variabili l'Italia di Mancini sta dando grandi soddisfazioni ai propri tifosi, come poche volte era accaduto negli ultimi anni/decenni. Giocando un bel calcio e dando dimostrazione di essere squadra vera. Dall'inizio l'ho indicata come favorita, un po' per un cammino iniziale oggettivamente facile che poteva consolidare le proprie convinzioni un po' per l'oggettiva dimostrazione di quadratura. Con Turchia e Svizzera non c'è stata gara, con l'Austria ha oggettivamente sbandato nella ripresa e per pochi cm (quelli del gol annullato e del rigore non concesso per precedente fuorigioco sempre di spazi limitatissimi) non è andata sotto. Quelli che sanno di calcio dicono che è proprio quando potresti "cadere" e non lo fai che "VINCI CASOMAI I MONDIALI" o gli Europei. Ai quarti di finale dell'altra sera contro la prima avversaria "seria", la squadra di Donnarumma ed Insigne ha riacceso l'interruttore giusto ed ha dominato il Belgio e meritato la vittoria.
Entusiasmo, festeggiamenti, sogni, speranze, ambizioni. Ma su questo carro, mi spiace,  ma non riesco a salire. Ho letto nei giorni scorsi un articolo che ha suscitato molte polemiche. Massimo Fini ha infatti messo giù i motivi per i quali lui non tiferà per l'Italia agli Europei, principalmente riassumibili nella difficoltà di vedere Draghi ed il suo Governo prendersi il merito anche di questa eventuale vittoria. Ecco. Non c'entrano niente con i miei di motivi. 
Da sempre credo che la passione ed il tifo calcistico sia qualcosa che va oltre logica e/o razionalità. Mi sono innamorato del colore viola da piccolo e sono certo che è un amore che non potrà mai finire. Magari si attenuerà come ha fatto in alcuni momenti e come sta facendo adesso, ma non potrà mai sparire.
Sul fronte nazionale il percorso è stato ed è più complicato. Ho conosciuto il pallone per la prima volta durante i mondiali dell'82 con i gol di Paolo Rossi e con la classe di quell' "estemporaneo 9" (Antognoni) che chi mi stava "insegnando il calcio" mi continuava ad indicare come "quello più forte di tutti, il nostro grande Antonio". Ma negli anni in cui la passione si fortifica ed accende il gas (quattordici/sedici anni) a Firenze la nazionale è diventata qualcosa da guardare con occhio critico. Scorie dell'82 e dello scudetto rubato che ti sei sentito raccontare all'infinito che si sono sommate alla vicenda Baggio, alla partita in casa della finale Uefa giocata ad Avellino, Matarrese e le sue ritorsioni, la retrocessione in B con le spinte arbitrali, il fallimento e la C2, Tangentopoli, la qualificazione Champions svanita, la penalizzazione. Un mescolone riconosco. Roba forse "lontana" per molti, di "poco conto" per quasi tutti. Ma non per chi quelle cose le ha vissute sulla pelle negli anni in cui la passione ha deciso che strada prendere e quella somma di cose ha fatto sì che per la maglia azzurra non si accendesse. Anzi. In molti momenti, soprattutto durante gli anni della gestione di Marcello Lippi, il sentimento è stato esattamente l'opposto rispetto al tifo ed ai caroselli, tanto che nel 2006 credo di essere stato uno dei pochi a non essere uscito a clacsonare con la bandiera al finestrino, anche un po' incazzato che i francesi non avessero fatto il loro dovere come qualche anno prima a Mondiali ed Europei.
Il tempo è passato e la voglia di "tifare contro" è un po' scemata, annacquandosi un po' ma sicuramente non completando l' "inversione a U". Così in questi giorni di Europei guardo le partite, apprezzo la squadra e/o la  partita ma mi fermo lì. Come mi potrebbe piacere un'altra nazionale, come potrei guardare un campionato estero. Non riesco proprio a sentirla come "la mia squadra" e son sincero, nonostante la ritenga la migliore, tutto sommato se Spagna o Inghilterra/Danimarca facessero uno scherzetto a BobbyGol e soci non sarei così dispiaciuto, anzi. 
Fine del post poco interessante.

mercoledì 30 giugno 2021

Western da paradiso

Il K-libro di Giugno
qui il mio intero
Katalogo
JOE R. LANSDALE
"Paradise Sky"
Einaudi

Alla scoperta di qualcosa di diverso dalla mia "confort zone" fatta di romanzi italiani, dopo una segnalazione di prestigio, mi sono buttato in questa avventura fatta di western e sparatorie, killer e cavalli, vendette e distese da attraversare. 
Il libro inizia con un giovanissimo protagonista costretto a scappare per aver "SCELTO LA DONNA SBAGLIATA" da guardare in modo troppo prolungato. Questo, unito al colore della sua pelle "non ordinario" per il South Dakota dell'epoca, lo porterà ad una lunga fuga fatta di privazioni e complicazioni che iniziano con la propria casa distrutta ed il padre ucciso dal marito vendicativo.
Nel suo percorso si alterneranno incontri drammatici con altri invece che gli segneranno in positivo la vita, tra tutti quello di un pistolero maestro di vita da cui apprenderà praticamente tutto, anche il nome che per omaggiarlo si cambierà da Willie in Nat Love. Come in tutte le storie che si rispettino, gli alti ed i bassi della vita si alternano freneticamente. Il protagonista infatti passa da essere "mitizzato" come vincitore di una sfida tra pistoleri che lo consacra ad infallibile cecchino a dover fuggire in preda alle umiliazioni più clamorose. La vita lo mette di fronte più volte al dirupo più profondo da cui si sente attratto in modo sinistro, ma ogni volta il fascino e la sfida della ripartenza prevale. Sono donne, pistole ed amici ad accompagnarlo in una rincorsa del suo passato per aprirsi un futuro senza ombre.
Lo stile di scrittura di Lansdale è sconvolgente per quante cose racchiuda al proprio interno. Descrittivo, fotografico, surreale, accurato. Ti porta nei posti descrivendone i dettagli, ti avvicina ai personaggi facendoli "parlare" in modo colorito, ti cattura con immagini tanto accattivanti quanto originali. L'ambientazione western riporta a vecchi film ma viene colorata in modo moderno. Le pagine scorrono senza nessuna fatica per il lettore e la trama resta avvincente anche quando sembra in qualche modo ripresentare percorsi già letti. Un vero e proprio successo e soprattutto un libro davvero davvero consigliato.  

CINQUE CITAZIONI
1 - "...devo ammettere di aver provato una certa curiosità per il fatto che apparisse molto più attraente se vista da dietro, ma i miei erano pensieri senza malizia..."
2 - "...i bianchi hanno la memoria lunga anche per le fesserie, se a farle è stato un nero..."
3 - "...la sua mano era leggera come una falsa promessa e sottile come carta velina..."
4 - "...se le scelte sbagliate fossero state in vendita potevo dire tranquillamente di averne comprate una sporta intera..."
5 - "...era come se stesse cercando di accettare con gioia uno stronzo fingendo che fosse un diamante..."

Mia personale VALUTAZIONE: ****° - quattro stelle e mezzo su cinque

lunedì 28 giugno 2021

Per distacco

Il lato acido di questo blog
1 - "siamo tutti contro il razzismo ma si sono inginocchiati solo alcuni perché lasciamo libertà di scelta"
2 - "ognuno ha manifestato come ha preferito qualcuno si è inginocchiato e qualcuno ha applaudito"
3 - "dobbiamo fare una riunione per decidere insieme cosa fare ed avere una posizione unica"
4 - "non ci inginocchieremo, combatteremo il nazismo in altro modo"
5 - "abbiamo le nostre idee ma se gli altri si inginocchieranno valuteremo se farlo"
6 - "siamo contro l'iniziativa ma per rispetto degli avversari ci inginocchieremo anche noi"
7 - “non ci vogliamo schierare politicamente” - segnalazione Biondo

In una settimana FIGC e giocatore della nazionale battono gli autori di Crozza (e Ponzio Pilato - clicca qui) per distacco.

domenica 27 giugno 2021

Interferenza concordata

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 442

E' la parola Concordato che ha riempito la maggior parte delle notizie di prima pagina di questa ultima settimana. E' quello invocato dal Vaticano per chiedere al Parlamento di rivedere la legge Zan. Sinceramente ero lì che aspettavo la discesa in campo dei "carichi pesanti", contavo i minuti.
Erano intervenuti in diversi a provare a mettere i bastoni tra le ruote all'approvazione del disegno di legge. Il solito caranvanserraglio di menti illuminate che "SPUTANO TUTTE LE PROPRIE SENTENZE" senza né capo né coda.
La destra, ovviamente in prima fila. Ma non solo. A ruota è arrivata la pletora di persone che pur con idee vicine a quanto previsto nella proposta di legge si è sentita in obbligo di questionare e cavillare, sostanzialmente sul nulla: "troppo mmmm" e "troppo poco mmmm" sembrando l'impresario che scrittura Ceccherini in "I Laureati"
Ma mancava il tocco dell'artista finale. La ciliegina sulla torta. Ed eccola lì. La chiesa infatti, per mano di un comunicato che richiede la  revisione del decreto che metterebbe a rischio i diritti stabiliti dal Concordato, ha giocato il suo carico. E' intervenuta a gamba tesa ed ovviamente si è portata dietro tutti quelli che non aspettavano altro per ribadire la loro posizione contraria ergendosi a paladini di una giustizia concordataria di cui fino al giorno primo probabilmente ignoravano l'esistenza.
Ma c'è poco da fare. Quando si tratta di estensione di diritti e di tutele delle minoranze evidentemente qualcuno fraintende e ritiene che non poter dire ad un ragazzo "frocio di merda" (e magari aggiungere anche violenze fisiche oltre che verbali) sia una lesione della libertà. 
E' andata proprio così a Milano ieri, proprio nelle vicinanze della piazza dove si concludeva il Pride; vittima un ragazzo di dodici anni, ripeto dodici anni, che stava per partecipare alla manifestazione. Ecco. E' certo che, purtroppo, anche con l'approvazione della legge Zan gli eventi vergognosamente violenti di questo tipo non finiranno. Nessuno pensa il contrario. C'è però chi pensa che chi si macchia di tali indecenze debba essere adeguatamente punito per l'orrore che compie.
Non sono di questo avviso evidentemente gli uomini di chiesa che sono preoccupati di altro. Della libertà delle loro scuole private (finanziate dai soldi pubblici) di non attuare percorsi formativi/informativi contro gli scempi suddetti ma soprattutto dell'impossibilità di uomini di culto e non di dare libero sfogo alle proprie inclinazioni più bieche, dato che quanto previsto dalla legge non è ovviamente per niente in contrasto con la libertà di pensiero e/o di espressione. 
Vengono infatti previste pene più severe per chi istiga all'odio e chi fa propaganda di idee discriminanti e violente verso la comunità LGBTQuindi è lecito chiedersi il perché di questa interferenza della Chiesa. Il reale motivo per il quale è stato invocato il concordato. La vera preoccupazione che tanto terrorizza chi ha dovuto e voluto mettere questo ennesimo bastone tra le ruote di un carro che già fa fatica ad arrivare a destinazione.
Mentre noi ci chiediamo questo, forse il ragazzo dodicenne aggredito ieri si starà chiedendo che male avrebbe fatto una legge molto più severa nei confronti di quei delinquenti che lo hanno aggredito ed umiliato in quel modo schifoso. 

martedì 22 giugno 2021

In ginocchio

Il lato acido di questo blog

Gravina, presidente della FIGC, dichiara sostanzialmente "siamo da sempre contro il razzismo ma lasciamo libertà di scelta sulle iniziative di Black Lives Matter" e "....ognuno ha manifestato come ha preferito....qualcuno si è messo in ginocchio, qualcuno ha applaudito...." a chi gli chiedeva come mai non tutta la squadra si fosse inginocchiata.
Aldilà del fatto che se vuoi dare un segnale contro il razzismo, un'indicazione come federazione ai tuoi giocatori la puoi anche dare, lasciando magari poi liberi gli stessi di non seguirla (magari spiegando i motivi della non adesione). Ma superando questo, la cosa che mi vien da chiedere è un'altra. 
Non sei d'accordo e non ti inginocchi? Ok. Ma allora che c'incastra l'applauso!?!? Ora, sicuramente sarò io eh, ma se l'iniziativa per dare un segnale è far mettere in ginocchio i giocatori al calcio d'inizio, tu che sei calciatore in campo, se non la vuoi fare, perché applaudi? Della serie "bello eh come segnale...ma io che sono (esempio) il capitano della Nazionale applaudo e basta 'un vorrei mi si sbucciasse i'ginocchio...". Altro che Ponzio Pilato....

domenica 20 giugno 2021

Solo qua

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 441
Per noi tifosi viola la sensazione è sempre la stessa. Magari un po' supponente e certamente esagerata ma è quella. "Certe cose succedono solo a noi". Un pensiero che spesso accompagna diverse tifoserie ma che a Firenze ormai da tempo è diventato quasi un inno.
Dopo due anni di "transizione" (che ne seguivano un'altra serie infinita sotto la vecchia gestione) la nuova stagione doveva/dovrà essere quella di una nuova programmazione e di una sorta di svolta per la gestione Commisso.
Il primo anno tutto era stato fatto di corsa (in parte vero in parte la cosa ha coperto vari errori) ed il tutto era stato comunque coperto dall'affascinante arrivo di Ribery. Il secondo era un anomalo campionato che partiva con tempi strettissimi rispetto al precedente che aveva avuto un epilogo solo ad agosto (vedi covid e prima ondata) e l'idea di dare di nuovo fiducia a Beppe pur non essendone completamente convinti tutti aveva minato il tutto sin dall'inizio.
Quest'anno sembrava quello giusto per ripartire. Nuovo allenatore, cambio di buona parte della squadra ed una sorta di taglio del nastro di un nuovo ciclo. I timori di tempi lunghi che da sempre ci accompagnano sul mercato ("ore decisive per Longo" docet) facevano ipotizzare una scelta per guida tecnica e dirigenziale non immediata. Se per la parte dirigenziale i timori si sono concretizzati (Burdisso è arrivato dopo la scelta dell'allenatore, Pradè non si capisce se è stato demansionato, Antognoni è vicino ad un nuovo addio) per quelli riguardanti l'allenatore siamo incredibilmente partiti in anticipo ed abbiamo trovato "la quadra" addirittura prima degli altri. 
Indipendentemente dai gusti personali la scelta era di quelle che dava speranze. Personalmente ritenevo (e ritengo) che la svolta vera e propria poteva arrivare solo con due nomi (Sarri e Spalletti) ma la scelta di un tecnico comunque di una certa esperienza e con un nome "ambizioso" come quello di Gattuso lasciava sperare bene, pur tra i pro ed i contro. Certamente tra i contro quelli di un carattere non facile che anche in altre esperienze lo avevano in qualche modo segnato. In aggiunta uno stretto rapporto con il proprio procuratore, talmente forte da far influenzare spesso le campagne acquisti. E proprio su questo, prima ancora di cominciare, si è arenato il rapporto ed adesso "NE PARLANO SOLO CON GLI AVVOCATI"
Venti giorni dopo la scelta effettuata e dieci giorni prima dell'ufficializzazione della nuova stagione tutto è finito. Contratto annullato e da quelli che avevano scelto per primi siamo diventati gli ultimi della serie A. Si deve ripartire. 
Colpe? Bah. Facile e difficile da individuare. Normale che farsi prendere per il collo da un'agente per scelte, importi e tempistiche non è accettabile. Altrettanto normale che era ovvio a tutto il mondo che facendo quella scelta veniva preso il pacchetto nella sua interezza e che negli anni scorsi non è che proprio si sia stati "esenti" da commissioni per procuratori/agenti.
Sorge spontanea la domanda: ma prima di firmare il contratto e nei venti giorni successivi "di'chehannoparlato" se si son ritrovati così sorpresi all'improvviso?
La risposta non ce l'avremo mai perché già trapela una clausola tra le parti impostata sul silenzio. Ce ne faremo una ragione, ovvio. Ma è l'ennesima che ci dobbiamo fare e come dicevo all'inizio cominciamo a farci l'abitudine, commentando "l'è nova....tutte a noi....". Adesso riparte la ricerca dell'allenatore. I nomi son tanti, alcuni anche accasati e vien da chiedersi (visto che si vuole fare i super ligi alle normative ed ai contratti) quanto sia "corretto" andare a cercarne uno che ha appena rinnovato il suo contratto. Ripartiranno le voci e piano piano copriranno il contratto più velocemente rescisso dalle parti della storia. Un nuovo capitolo del libro "Solo Qua" che certamente non ha messo benzina in un serbatoio di passione che comincia davvero a scarseggiare, tristemente vicino alla "riserva".