giovedì 31 marzo 2022

Passione e consigli

#Klibro Marzo 2022
qui il mio intero
Katalogo
STEPHEN KING
"On writing - autobiografia di un mestiere"
Pickwick

Nel libro di Stephen King la protagonista è una sola: la voglia di scrivere. Declinata in vari modi, ma al centro di un racconto travestito da autobiografia. Nella prima parte del libro infatti l'autore utilizza la sua storia per raccontare la sua passione. Attraverso le sue vicende descrive in realtà quanto è stato importante per lui scrivere e come questa passione l'abbia accompagnato nella sua vita. La sua storia diventa quindi quella di moltissimi innamorati della scrittura, con molte vicende personali al limite (crisi, alcool, droghe) e con un "piccolo" particolare che la contraddistingue: il successo ottenuto. Nella seconda parte invece prevale una sorta di raccolta di piccoli/grandi consigli che però non fanno mai sembrare l'autore uno di quelli che pontificano "PERCHE' SANNO TUTTO DI" qualcosa o pensano di saperlo. King riesce infatti a far passare il messaggio che quello che vuol dare al lettore è una sorta di libretto delle istruzioni per chi come lui ama lo scrivere e vuole mettersi alla prova. I consigli tecnici sul limitare gli avverbi, sul ridurre la paura di far sembrare tutto lineare sin da subito, sulle forme dei verbi. Quelli pratici sulla logistica della scrittura, della tempistica e della costanza. Infine una sorta di comandamenti generali da tenere come punto di riferimento costante quando ci si avvicina ad un foglio bianco che si vuol riempire. Primo fra tutti quello di leggere, leggere e leggere. E solo dopo aver letto ancora, scrivere.
Un libro che probabilmente ha un pubblico abbastanza preciso (credo infatti che a chi non ha troppo interesse alla scrittura potrebbe risultare non troppo leggero) ma che visto l'altro numero di scrittori/presunti tali/appassionati alla cosa non si può certo considerare "di nicchia". Chi me l'ha regalato, l’ha fatto conoscendo bene la mia passione per le penne ed i fogli da scrivere, basandosi su una fiducia troppo elevata rispetto alla mia capacità di farlo diventare un "manuale di ripartenza" nella scrittura. Intanto però l'ho letto e lo consiglio a tutti quelli appartenenti alla categoria suddetta. Poi vediamo se riesco anche ad utilizzarlo come base di produzione. Intanto GRAZIE.

CINQUE CITAZIONI

1 - "...il mondo è pieno di storie che aspettano solo di essere raccontate..."
2 - "...lei mi disse che era abbastanza bello da essere pubblicato, da allora nessun'altra frase mi ha mai reso tanto felice..."
3 - "...non accostatevi a una pagina bianca con leggerezza..."
4 - "...più leggerete e più eviterete figuracce con la penna..."
5 - "...scrivere in certi periodi è stato un atto di fede, un pugno in faccia alla disperazione e all'angoscia..."

Mia personale VALUTAZIONE : ***° - Tre stelle e mezzo su cinque

domenica 27 marzo 2022

Storie che non interessano

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 480

Tra la provincia di Brescia e Varese questa settimana si sono materializzati due episodi di quella che un tempo veniva definita cronaca nera.
La definizione credo sia sempre utilizzata e valida ma l'assuefazione a queste notizie forse porta tutti ad ascoltarle e viverle con un interesse ridotto, sempre che il riflettore comunicativo non ponga il suo interesse sul singolo caso ed allora cambia tutto. La vicenda viene spolpata in ogni suo dettaglio, illustrata e sviscerata anche negli aspetti secondari e non attinenti al caso. Purché se ne parli e diventi appunto una sorta di evento.
Quando invece ad illuminare la scena comunicativa/informativa c'è già altro, la cronaca nera perde il suo contorno black e d'interesse. Purtroppo però le notizie che si trovano in quelle "pagine" non perdono la loro drammaticità. 
All'inizio della settimana a Paline di Borno (provincia di Brescia) sono stati ritrovati i resti di una donna fatta a pezzi in diversi sacchetti di plastica. Un'esecuzione brutale da film e/o libro noir: il corpo ridotto in più di quindici pezzi, l'uso del fuoco per far perdere i connotati al volto, la pelle cancellata per non far riconoscere i tatuaggi, la conservazione del corpo al freddo per far perdere tracce temporali dell'evento. Un racconto da brividi quello del ritrovamento e quello dei particolari dei resti del cadavere "sminuzzati" in tanti sacchetti.
Ritrovamento ugualmente atroce ma forse anche più stringente alla bocca dello stomaco quello che è stato fatto a Mesenzana (provincia di Varese) da Luana Vivirito giovedì scorso. Andando a riprendere i figli dal padre da cui si stava separando da pochi giorni ha trovato Giada (13 anni) ed Alessio (7 anni) senza vita (così come il marito che dopo averli uccisi si è suicidato). "Me ne ero andata perché era diventato ossessivo", un tristissimo disco rotto in questi casi. Chissà se lui ha visto in questo gesto malato e violento un modo per punire Luana o per chiudere il dolore che la sua ossessione gli provocava. Quello che è certo è che Giada ed Alessio non ci sono più ed anche per la loro mamma da giovedì si sono spente moltissime luci, probabilmente quasi tutte.
Eventi di una sconcertante crudeltà e di un orrore di altissimo livello che sono andati a distruggere fisicamente e profondamente la vita di due donne. La prima facendola a pezzi sul piano fisico, la seconda per la vita. Ovviamente chi si occuperà di trovare responsabilità ed individuare le modalità con cui le cose si sono realizzate faranno chiarezza su colpevoli (nel primo caso) e motivazioni (se mai ce ne possano essere). Quello che è certo che queste due tragedie sono finite ben nascoste tra le notizie della settimana. Forse perché non accadute nella settimana della mimosa o in quella delle scarpe rosse, forse perché considerate minori e quindi nascondibili, forse perché banalmente son storie che alla fine non ci interessano. Ci fanno dire "mamma mia che tragedia" ma poi si scorre oltre nel giro di qualche secondo, con la scusa di non riuscire a sopportare l'orrore della cosa ma con la realtà che tristemente son vicende che devi leggere "SCORDANDOTENE PRESTO TANTO DAI" "son successe e succedono da sempre"
Intanto in quei sacchetti di plastica una donna ha visto la sua orribile fine ed in quella porta aperta la vita di Luana ha visto una tragedia immane da vivere, affrontare e superare. Come è successa ad un numero infinito di donne, quelle che hanno fatto il passo di uscire allo scoperto ed in qualche modo hanno "pagato il conto" e quelle che invece affrontano il tutto in silenzio per mille paure, timori o convinzioni di non essere in grado di affrontare quello che vorrebbe dire uscire allo scoperto. Certamente il continuare a vedere questi eventi e non riuscire in nessun modo a fermarli, limitarli o ridurli non dà, né darà forza né alle prime né alle seconde. Ed il vedere il sempre meno interesse per l'argomento e per queste vicende farà credere ad entrambe le categorie di donne di essere sole. Abbandonate a se stesse ed alla loro situazione.
E questo fa male. TANTO male.

domenica 20 marzo 2022

La sostituzione nella comunicazione

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 479
Mentre i giorni di guerra continuano ad aumentare e superano tristemente la ventina, sembrano spariti i giorni della pandemia.
"Menomale va" verrebbe da dire e da pensare seguito da un finalmente grosso come una casa dopo anni di sofferenza e pensieri.
Poi però capita di andare oltre nello scorrere le notizie e, con molta più fatica di prima, di incontrare numeri e realtà che dicono altro. Perché la pandemia ed il Covid sono spariti dalle prime pagine e dalle cosiddette notizie copertina ma i numeri non parlano la stessa lingua. Praticamente tutti gli indicatori lasciano intendere altro rispetto alla sparizione del problema ed alla normalità, ma la comunicazione ormai è concentrata su altro e la politica ha ormai aperto cordoni e porte all’opposto rispetto a restrizioni e limitazioni. "D'altronde non si può tenere chiuso un Paese in eterno" "alla fine per i vaccinati molto spesso è un'influenza" due delle frasi cult ma non per questo sbagliate, tutt'altro. 
E' innegabilmente vero che la situazione esistente è totalmente diversa a quella di pandemie precedenti nonostante i numeri alti. Curiosamente però un ragionamento appunto giustissimo che si concretizza solo adesso così, porta a qualche perplessità. Le mascherine da vitali sono state ridotte a cose non più fondamentali, gli ingressi per vaccinati nei posti vedi sopra, gli stati di emergenza son diventati vecchi ed obsoleti. Ed a fianco a questo l'emergenza e costanza comunicativa ha lasciato il passo ad altro, sicuramente e tragicamente importante e vivo sulla pelle di tutti ma che ha spazzato via ogni riferimento alle notizie pandemiche.
Però io "IN QUESTO MONDO CAMMINO COME SO" e la cosa un po' mi fa sorridere. Trovo infatti davvero curiosa questa magia che fa sparire e risolvere i problemi (e le pandemie) all'apparire di qualcosa di (tragicamente) nuovo. Chissà cosa ne pensa in generale tutta la gente "normale" che vorrebbe che questa magia fosse applicata anche alla vita concreta e vede invece tristemente da affrontare la somma delle situazioni e non la sostituzione delle stesse. Sarebbe bello, che ne so, per chi ha un problema legato al mutuo che all'arrivo di un problema di lavoro magicamente il mutuo venisse considerato come "concluso" e risolto.
Capita invece che i problemi si sommino e che molto frequentemente uno ne chiami un altro invece di cancellarlo. Anche per questo credo poco alla magica sparizione del Covid, pur essendo consapevole che la situazione sia meno drammatica. Ma meno non vuol dire sparita. Cosa che invece appunto sembra percepirsi da un po' tutti.
Ed allora speriamo davvero in questa magia, speriamo che non sia l'ennesimo singhiozzo vissuto in questi anni, speriamo che davvero si passi a catalogare come archiviata tutta questa infinita emergenza.
Che questa sostituzione sia reale e che presto qualcos'altro di meno pesante si porti via anche il nuovo unico drammatico argomento dai colori ucraini giallo azzurri e dalla conferma del rosso sangue che purtroppo non è stato sostituito.
Confidiamo in questa magia e nella prossima?

sabato 12 marzo 2022

Poche parole

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 478
Ospedali, luoghi di culto, abitazioni. Fughe, città svuotate, morti. Bambini, donne, anziani. Militari, civili, medici. Povertà, paura, ferite. Servizi, foto, parole. Tensione, apatia, terrore.
"QUELLO CHE MI FA LA GUERRA" è esattamente quello di far calare un telo pesante sulla capacità di formulare pensieri e discorsi che possono fluire.
Come se qualcuno avesse premuto il tasto "pausa" sulla capacità (se mai ci fosse stata) di elaborare e mettere in fila frasi e discorsi.
Dice sia tutto normale e naturale dopo una pandemia infinita e la difficoltà di riprendere il ritmo giusto ed ordinario. Per non farci recuperare per niente quello che poteva essere il ritmo giusto era giusto metterci in mezzo anche una bella guerra a due passi che sembra sempre più vicina ogni giorno che passa, ogni ora.
Le notizie, i video, le continue trasmissioni, le foto, le parole. Tutto forma un grandissimo masso che si pianta addosso e zavorra tutto. Voglia di seguire, capacità di parlarne, libertà di testa per poterne scrivere.
Per questo motivo questo post ha davvero poco senso (meno del solito).  Per questo non durerà a lungo. Per questo cercherà le parole di chi ce l'aveva giuste. Di chi doveva essere seguito di più. Da sempre.
Come sempre Gino Strada.

"Credo che la guerra sia una cosa che rappresenta la più grande vergogna dell'umanità. E penso che il cervello umano debba svilupparsi al punto da rifiutare questo strumento sempre e comunque in quanto strumento disumano"

domenica 6 marzo 2022

Pari sbiaditino

La mia Viola
Campionato - 28^
FIORENTINA - VERONA = 1 - 1
GOAL: Piatek, Caprari (R)

LA GARA

Pre-partita
Dopo due gare perse nei minuti di recupero, arriva il gemellato Verona per una gara fondamentale per ripartire. Il Mister decide di affidarsi all'ossatura della squadra che mercoledì ha perso (clicca qui per leggere il post) per colpa di quel tocco finale di Venuti che "BATTE IL RECORD DEGLI AUTOGOL" più sfortunati e decisivi. Gli unici cambi previsti sono infatti quelli "obbligati": Odriozola infortunato lascia il posto proprio a Lollo Venuti, Bonaventura squalificato a Maleh. Davanti confermato il tridente "anomalo" schierato in coppa. Il Verona invece nel reparto difensivo è guidato dall'ex Ceccherini mentre in quello offensivo si affida all'altro ex Simeone. Dopo gli scongiuri del caso vista la nostra storia con gli ex, si parte.

Primo tempo
  • 10' dopo un inizio di partita più di marca Verona ci distendiamo in contropiede lanciato da Terracciano, Ikonè si fa respingere il tiro, la palla ha uno strano rimpallo che finisce la sua corsa sui piedi di Piatek che si gira benissimo e trova il gol del vantaggio 1 - 0 
  • 18' dopo un paio di cross poco precisi la palla arriva in centro area, Milenkovic interviene in modo folle stendendo Lasagna. Rigore solare che Caprari trasforma centralmente 1 - 1
  • 25' ancora Caprari, imprendibile per Venuti, trova un velenoso cross che per centimetri non diventa un assist gol per Lasagna
  • 27' Lazovic salta di nuovo Venuti e crossa teso in mezzo senza per fortuna trovare nessuno pronto al tocco in porta
  • 40' stavolta un rimpallo lancia Lasagna a campo aperto, nessun contrasto fino a Terracciano che compie un grande intervento per respingere di piede in angolo
  • 41' ancora Lasagna che si beve Igor e prova a crossare tagliato ma senza trovare nessuno
  • Finisce un primo tempo bruttino dove la Viola si è mostrato slegata e senza ritmo
Secondo tempo
  • Triplo cambio subito per Italiano: Duncan, Callejon e Sottil per Maleh, Ikonè e Saponara
  • 47' Faraoni salta Biraghi ma per fortuna tira sull'esterno della rete invece che crossare
  • 49' Torreira recupera un gran pallone dopo tre contrasti appoggia a Biraghi che crossa bene proprio per lui che di testa manda fuori di non molto
  • 56' bel cross di Callejon, bello l'inserimento di Torreira che però spara altissimo da molto vicino
  • 59' Biraghi pennella per Piatek che anticipa il suo marcatore ma colpisce fuori
  • 63' Sottil punta l'avversario e crossa basso per Torreira che ancora si inserisce bene e si avvicina alla porta ma tira ancora fuori
  • 70' fuori Piatek e dentro Nico Gonzalez a fare il falso nueve. Mah
  • 75' fuori anche Torreira per Amrabat e di nuovo mah, anche più grande
  • Finisce al terzo di recupero con gli ultimi minuti che si segnalano solo per molta confusione, palle perse e restituite, falli e simulazioni
KOMMENTO

Nella partita che doveva essere del rilancio diciamo che ci siamo rilanciati una cosa "media". Primo tempo dove abbiamo trovato un vantaggio veloce su un rimpallo sfruttato benissimo da Piatek e poi abbiamo lasciato sostanzialmente il campo al Verona. Abbiamo regalato il pareggio con un rigore ingenuissimo e concesso sempre il fianco alle incursioni di Caprari/Lazovic sul nostro lato destro che hanno portato a tre cross che per pochissimi cm non hanno trovato il tocco vincente. Sul finale Lasagna poi si è trovato solo davanti a Terracciano che si è superato. Nella ripresa le cose si sono invertite con Torreira che pur inserendosi bene si è mangiato due possibili gol. Pari alla fine giusto ma sbiaditino soprattutto per una squadra apparsa molto slegata e senza ritmo nel primo tempo, un po' in ripresa nella ripresa (ok ok faceva schifo come definizione...).
Poco capiti i cambi, sia il togliere subito entrambi gli esterni e non lasciandoti armi in tal senso per il finale ma soprattutto Nico falso nueve e la sostituzione del motore del gioco (Torreira) nel momento più caldo. 
Peccato, la sensazione che resta è quella di non essercela giocata come potevamo. Altra opportunità domenica con una nuova partita in casa. Crediamoci.
FORZA VIOLA...sempre...

KAPPAPAGELLE

Terracciano 6,5
Venuti 5
Milenkovic 6 - -
Igor 6
Biraghi 5,5
Castrovilli 6 
Torreira 6 +
Maleh 5,5
Ikonè 5 
Piatek 6,5
Saponara 5
Duncan 6,5
Callejon 5,5
Sottil 5,5
Gonzalez 5 
Amrabat SV
All. Italiano 5,5
IL MIGLIORE: DUNCAN
Il peggiore: Venuti

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...zitto, zitto...gemellati con ex, bonaaaa, comunque pensavo peggio..."

venerdì 4 marzo 2022

Un minuto, quattro anni

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 477

Son passati quattro anni da quel minuto (clicca qui) eppure quei giorni sono ancora qui a farci compagnia. Maledettamente e lodevolmente presenti. "NESSUNO MAI E' PRONTO QUANDO C'E' DA ANDARE VIA" così. E probabilmente nessuno si riprende mai totalmente. Ma forse anche non vuole farlo.
Quarantotto mesi fa oggi, in un albergo di Udine, si è fermato il mondo di Davide e da allora qualcosa nel cuore di molti è un po' cambiato. Quel 4 marzo ed i successivi giorni furono delle prove durissime per tutti (ovviamene sempre sapendo che il vero prezzo è stato pagato solo dai genitori/fratello e da Francesca e Vittoria). Talmente segnanti che incredibilmente di quella settimana ricordo anche le virgole. Io come immagino moltissimi. 
La notizia, le prime reazioni, l'incapacità di crederci, il giorno del funerale, il muro di sciarpe allo stadio. Ricordo con chi ero, cosa pensavo, cosa vedevo. Sono sensazioni strane quelle che me li fanno rivedere tutti quei momenti.
E poi è arrivata la domenica successiva, in assoluto la botta più grande. Perché la notizia fu uno shock seguito da incredulità che in qualche modo tutelava. Perché il funerale fu pieno di lacrime ma subito dopo fu seguito da abbracci e gesti che aprirono il cuore e fecero mettere la testa su cose diverse e gratificanti. Quella domenica piena di pioggia invece no, non ebbe  elementi "attenuanti" il dolore. Fu un colpo e basta.
Quel minuto che non arrivava mai ma contemporaneamente non passava mai. Un minuto fatto di tanti minuti infiniti. Un tirare il fiato che non riempiva mai completamente i polmoni. Quegli occhiali scuri sotto la pioggia. Quel silenzio irreale mai "sentito" prima. I rumori di "vita" che diventavano protagonisti in uno stadio ammutolito. Una partita senza senso se non per quel minuto 13. Di nuovo le lacrime e la "processione" uscendo dallo stadio proprio sotto il muro di messaggi per Davide.
Arrivare alla macchina fu clamorosamente faticoso e sembrava di aver corso una maratona invece di aver assistito ad una partita. Davide era nella testa di tutti e paradossalmente nella bocca di nessuno in quelle ore. Tutti erano attoniti ad osservare quello che stava accadendo, tutti in ascolto di canzoni e video in suo onore, tutti a provare a non farsi trasportare dalle onde delle proprie lacrime.
Quel minuto di quel giorno torna oggi a far compagnia. Malinconico accompagnamento di un ricordo che non ha quattro anni perché vivo alla stessa maniera adesso. Davide ha lasciato emozioni, ricordi e sorrisi e non è un caso se per tutti è COSI' presente oggi. Nei murales, nella fascia da capitano che solo una Lega Calcio invereconda non ha permesso di continuare a portare, nelle dediche di compagni, nei racconti di tutti quelli che l'hanno conosciuto, in quel minuto tredici che ogni domenica viene scandito ed applaudito con il coro "Davide Astori, Davide Astori, Davide Astori".
Oggi, come quattro anni fa. Ciao Davide.

giovedì 3 marzo 2022

Non è bastato

La mia Viola
Coppa Italia - Semifinali Andata
FIORENTINA - JUVENTUS = 0 - 1
GOAL: Venuti (AUT) 

LA PARTITA

E niente. Non è bastato il pubblico delle grandi occasioni ,  una coreografia fantastica, un gioco nettamente superiore, non subire sostanzialmente neanche un tiro in porta, non lasciare neanche un'occasione (forse mezza), non aver problemi a gestire il gioco ed a dimostrare di essere quelli più organizzati, non averla praticamente mai fatta vedere a cosino, aver atteso questa semifinale con tanta impazienza e voglia.
Purtroppo, ed è quello che mi dispiace di più, non è bastato neanche uno splendido pre-partita, un ritorno del gruppo (quasi) al completo su quei gradoni. Un po' tutti a (ri)prenderci le misure, alla contemporanea comune presente, allo stadio vociante così intensamente come non accadeva da tempo, alla #juvemerda che "OGNI VOLTA E' SEMPRE UN COLPO ALL'ANIMA" poter infamare in una così bella compagnia.
Non è bastato. Perché alla fine con loro è (quasi) sempre così. O te la sottraggono con la spinta di qualcuno diversamente vestito o arriva quella ventata di culo che evidentemente è sempre in direzione contraria rispetto ai colori di questo blog. Così su un cross teso ad un minuto dalla fine del recupero, il tuo centrale sbaglia probabilmente il primo intervento della gara e la palla carambola sull'unico fiorentino doc in campo che in modo sfortunato regala gol e vittoria in trasferta ai gobbi. Perché tali sono e questa è l'ennesima dimostrazione.
A quel punto a livello di risultato finisce tutto nel cestino. Ma le cose da salvare ci sono. Prestazione, tifo, ritorno ad uno stadio vero, possibilità di ribaltarla "da loro" se giochiamo così. Credo ci sia anche da analizzare alcune cose per migliorarsi, ad esempio la poca incisività offensiva ed una produzione di occasioni (due nitide e due mezze) che rispetto al gioco è paradossalmente bassa. Questa cosa alla fine, alla prima distrazione/sfortuna la paghi doppio. 
Ma concentrarsi troppo su questo proprio oggi credo sia non giusto verso una squadra che è solo da applaudire per la prestazione e l'impegno. Allo stesso modo con cui c'è invece da imprecare contro la ventata di cui sopra e contro la #juvemerda.
Adesso testa al campionato e prepariamoci per il ritorno che non è finita.
FORZA VIOLA...sempre...

* non riuscire a fare il tutto esaurito dei posti a disposizione credo debba far riflettere molto seriamente chi gestisce biglietteria/accessi/costi/promozioni/ecc perchè se non riesci ad esaurire il Franchi in una stagione di voglia viola altissima per una semifinale contro i gobbi e nel giorno del ritorno di cosino vuol dire che è evidente che c'è qualcosa che non va.

KAPPAPAGELLE

Terracciano 6 + 
Odriozola 6
Milenkovic 6 +
Grazie Galga
Igor 6,5
Biraghi 6
Bonaventura 6,5
Torreira 7
Castrovilli 6
Ikonè 7 -
Piatek 5
Saponara 5,5
Venuti 5,5
Sottil 5,5
Cabral 5
Gonzalez SV
Duncan SV
All. Italiano 6 +
IL MIGLIORE: TORREIRA
Il peggiore: Piatek

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...partita strana, speriamo bene....brutte sensazioni, mi accontenterei quasi dello 0 - 0....ecco vedi?!?! iolaeeee...."

lunedì 28 febbraio 2022

Racconti irrequieti

#Klibro Febbraio 2022
qui il mio intero
Katalogo
MICHELE MARI
"Euridice aveva un cane"
Einaudi

Il libro di Michele Mari è una prova non facilissima da affrontare per un lettore "lineare" come me. I racconti che formano "Euridice aveva un cane" hanno un denominatore abbastanza comune: uno stato di generale irrequietezza. Sia dovuta all'ambiente del racconto, allo stato d'animo del protagonista, alla vita sociale dello stesso o ai pensieri/impegni che si affollano nella sua mente/vita. Ma non solo.
L'autore decide infatti di descriverli con un linguaggio quasi sempre molto "pieno" di rimandi ad immagini anche complesse. La scelta delle parole, inoltre, non è mai casuale e quasi sempre vira verso la terminologia più "antica" o perlomeno non comune. Questo certamente non alleggerisce il testo ma lo rende interessante aprendo nuovi percorsi linguistici al lettore che però non ne soffre il peso grazie all'uso costante dell'ironia da parte dell'autore. 
"QUELLO CHE TI TIENE SU" il pezzo è proprio il sorriso velato che le pagine ti offrono in maniera molto frequente. Il mix quindi di eleganza ed ironia riesce ad essere ben bilanciato anche se alla lunga l'abbinamento con la struttura a racconti un po' "paga pegno" al livello massimo di attenzione che a volte viene un po' meno.
Il racconto che dà il titolo al libro, "i palloni del signor Kurz" e "la serietà della serie" sono i capitoli da non perdere. Quelli che lasciano la migliore (a gusto mio ovviamente) sensazione al lettore. Nel complesso libro consigliato, da provare e da cercare di non giudicare troppo pretenzioso, impatto che in qualche momento può emergere.

CINQUE CITAZIONI

1 - "...davanti a se aveva tutta la vita per ripensarsela..."
2 - "...forse stavo già per morire, per dissolvermi aspettavo solo di rivarcare la soglia, di sentir la mia guida armeggiare con le chiavi..."
3 - "...di cose e persone scomparse solo io ero custode, solo io serbavo ordinata memoria..."
4 - "...quando leggiamo un libro il nostro diletto è una menzogna, essendo soltanto lo sbiadito e corrotto riflesso del diletto che prova il libro a essere letto da noi..."
5 - "...ora doveva affrontare l'ingrato esercizio, più non davansi benevole scuse al suo pensoso indugiare..."

Mia personale VALUTAZIONE : *** - Tre stelle su cinque

domenica 27 febbraio 2022

Belli ma buttati via

La mia Viola
Campionato - 27^
SASSUOLO - FIORENTINA = 2 - 1
GOAL: Traoré - Cabral - Defrel

LA PARTITA

Era una partita complicata. Per l'avversaria e per l'attesa del match di mercoledì prossimo. L'abbiamo giocata con la giusta grinta e soprattutto mostrando un bel gioco e un buon piglio pur con molte novità in formazione. Potevano sembrare anche troppe, specie a metà campo, ma alla fine il nostro marchio di fabbrica non è cambiato. E' vero che abbiamo ballato un po' ed il Sassuolo ha fatto una gran partita. Tale è stata in generale, tra due squadre impostate sul "SE NON VUOI LO ZERO A ZERO". Ce la siamo giocata a viso aperto e sicuramente il pareggio sarebbe stato più giusto. Peccato perché averla ripresa in dieci (anche se comprensibile l'irritazione, folle il gesto che ha portato al rosso di Bonaventura) e poi ributtata al quarto di recupero fa davvero male. Bella la gara di Castrovilli, finalmente, e buoni gli ingressi di Saponara e Cabral apparso più in palla di Piatek. Sull'occasione finale, e non solo, la coppia centrale invece ha lasciato qualche dubbio.
Peccato davvero per questo punto sprecato ma resta una bella sensazione data dal fatto di essere stati sempre in gara con la stessa identità, quella improntata al gioco ed al cercare di vincerla. Ora comincia l'attesa per la #juvemerda versione Coppa Italia e per il saluto a cosino. Crediamoci, ce lo meritiamo.
FORZA VIOLA...sempre...

KAPPAPAGELLE

Dragowski 6,5
Odriozola 5,5
Martinez Quarta 5
Igor 5,5
Biraghi 6 -
Castrovilli 7
Amrabat 6 -
Maleh 6
Ikonè 6,5
Piatek 5,5
Sottil 6
Saponara 6,5
Cabral 6,5
Bonaventura 4
Gonzalez SV
Torreira SV
All. Italiano 6
IL MIGLIORE: CASTROVILLI
Il peggiore: Bonaventura

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...le famose leggi non scritte...era quasi palese che le dovevi riscontrare tutte ieri...ma va bene così...tra Bonaventura, Quarta e il rimpallo a culo di Odriozola....comunque preferisco ripagarle a Sassuolo che a Venezia e Torino..."

sabato 26 febbraio 2022

Guerra e sorrisi amari

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 476
Quando leggo le prese di posizioni "contro la guerra", non so perché ma nella quasi totalità dei casi mi vien da ridere. Amaro, molto amaro. Questo il primo passaggio.
Il secondo passaggio mi riporta invece al mio Poeta. "Uh che palle però sempre questo Ligabue" mi sembra di sentire da parte di chi con sprezzo del pericolo ogni tanto mi legge. 
Ed il terzo ed ultimo passaggio è una corsa all'indietro che si ferma a circa venti anni fa. Giugno 1999 per l'esattezza. 
Venne pubblicato infatti in quei giorni il singolo "IL MIO NOME E' MAI PIU'" realizzato da Ligabue/Jovanotti/Pelù. Erano i tempi della guerra in Kosovo (ma non solo) ed uscì questa canzone che ebbe un bel successo e portò i propri proventi nelle casse di Emergency. L'iniziativa suscitò però diversi cori di critica perché vista come una facile presa di posizione, "comoda" rispetto a problemi impossibili da semplificare ed affrontare con una semplice canzone. Come se bombardare invece fosse una cosa complicata e non folle ed assassina.
La critica "troppo facile" è stata spesso mossa anche al fondatore di Emergency che da sempre ha combattuto l'idea di una guerra giusta dando l'unica soluzione possibile: "la guerra va solo abolita" ma rimasta inascoltata. Anzi derisa poiché arrivava da colui che considerato solo una "persona confusa" che regalava concetti considerati irrealizzabili senza aver coscienza delle complesse situazioni internazionali, hanno sempre sentenziato gli esperti del mondo. In fondo Gino Strada aveva "soltanto" speso tutta la sua vita per salvare vite messe a rischio dalla follia bellica perché ritenerlo attendibile. Più giusto considerarlo un portatore sano di utopie distorte vista l'ineluttabilità di certi interventi bellici  da sempre tristemente considerati come "doverosi" al verificarsi di condizioni che qualcuno ha considerato come giustificative per l'uso della guerra stessa. Non rendendosi conto che la soggettività di quel giudizio la rende attività a gusto personale.
Adesso le stesse persone che criticavano Strada, adesso alzano il dito accusatorio contro la follia omicida che sta accadendo in Ucraina, non ricordandosi delle altre guerre che avevano considerato necessarie. Sarebbe bello se fosse una svolta vera nella considerazione generale ma è solo l'ennesima presa di posizione ipocrita di facciata. Perché la voglia di mostrare i muscoli a vicenda è in molti presente anche adesso, perché l'interesse è ora più elevato per molti perché la guerra sembra più vicina al proprio orticello, perché fino a quindici minuti fa le persone che ora vengono additate come criminali di guerra erano portate in palmo di mano nonostante le dimostrazioni già date di quello che era il proprio bagaglio culturale. 
Resterà quindi un sogno quello di leggere e veder concretizzare la condanna "senza se e senza ma" della guerra, in modo definitivo e come concetto universalmente riconosciuto.  In pratica quello che 23 anni fa scrivevano quelli della "canzone facile".
«A pochi mesi dal "giro" di millennio
la nostra cosiddetta società "civile"
conta al proprio interno 51 guerre in corso.
Allo stesso tempo essere contro la guerra
(qualsiasi guerra) sembra voler dire
assumere una posizione politica.
Be' vogliamo essere liberi di sentirci
oltre qualsiasi posizione del genere
affermando che, per noi, non ci sarà mai
un motivo valido per nessuna guerra.»

domenica 20 febbraio 2022

Prestazione che pesa

La mia Viola
Campionato - 26^
FIORENTINA - ATALANTA = 1 -0
GOAL: Piatek

LA PARTITA

Tris. Terza partita contro l'Atalanta del simpaticissimo Gasperini e terza vittoria. Le prime due erano arrivate in trasferta con grinta e qualche difficolta (la partita di andata di campionato, clicca qui) e una buona dose di fortuna (la sfida dei quarti di Coppa Italia). Quella invece arrivata oggi è una vittoria che pesa particolarmente per la modalità netta con cui è arrivata. Senza creare milioni di occasioni forse ma dando sempre la sensazione di essere padroni del match e degli avversari, pericolosi soltanto in due circostanze. Una nel primo tempo ben stoppata dal rientrante Dragowski, una nel secondo tempo stoppata da un fuorigioco un po' curioso ed al limite ma esistente. Il pallino del gioco è sempre stato in mano nostra con alcune occasioni importanti concretizzate di nuovo da Piatek su uno splendido assist di Gonzalez a conclusione di un'azione corale. "GUARDARE COME VA A FINIRE" la partita porta a qualche sussulto dato da un timore per l'eventuale recupero in finale di gara. I rischi in realtà non arrivano e la vittoria ed i tre punti strapesanti sono il giusto coronamento per una prestazione davvero importante.
Gioco, identità e gruppo. Tre elementi che la gestione di Italiano ci hanno regalato dopo anni di anonimato e che emergono in modo prepotente. Oggi l'ennesima conferma dopo diverse prove precedenti, tappe di un percorso che merita applausi e che apre ad obiettivi europei che non sembrano più un sogno. Ovviamente piedi piantati in terra, ma partite e conferme del genere lasciano buonissime sensazioni addosso.
FORZA VIOLA...sempre...

KAPPAPAGELLE

Dragowski 6,5
Odriozola 6,5
Grazie Galga
Milenkovic 6,5
Igor 6,5
Biraghi 6
Bonaventura 6,5
Torreira 6
Castrovilli 6
Gonzalez 7 
Piatek 7
Sottil 7
Amrabat 6 +
Martinez Quarta 6,5
Maleh 6,5
Duncan 6
Terzic 6
ALL. Italiano 7 +
IL MIGLIORE: PIATEK
Il peggiore: Castrovilli

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...come tu la vedi? Finché si vince va sempre bene...s'è giocato in modo un po' diverso...cmq si regala delle occasioni roba da manicomio...solo due oggi dici è un passo avanti?..."

sabato 19 febbraio 2022

Certe cose non si commentano

#KdL - KIAVE DI LETTURA n° 475

La frase della settimana è "le sentenze non si commentano". E fondamentalmente è un concetto che condivido. Quindi cercherò in questo post di non far riferimento alla decisione della Corte Costituzionale di dichiarare inammissibile il referendum relativo al fine vita.
Non lo faccio perché non voglio essere tra quelli che "SPUTANO TUTTE LE PROPRIE SENTENZE, SENZA NEMMENO AVERLE MASTICATE" e perché non ritengo di potermi sostituire a livello giuridico a persone che voglio ritenere (e sicuramente lo sono) MOLTO più competenti di me in ambito legislativo e costituzionale. Parlerò di altro. Cercherò di esprimere la mia opinione su come chi legifera in questo Paese non sia riuscito a dare una legge degna di una nazione civile sull'argomento fine vita.
Quando si parla di questo argomento immediatamente la mia mente corre alla storia di Eluana Englaro. Una storia difficile anche solo da rileggere ad anni di distanza, figuriamoci a viverla in prima persona. Eppure nelle grandi difficoltà, nelle tragedie e nelle loro gestioni spesso si può riscontrare elementi di grandezza e di ispirazione. Parlo di Beppino Englaro che ha fatto del riconoscimento della volontà di sua figlia la sua battaglia. Per lei e per la sua famiglia, ma non solo. Per l'emersione di un diritto assoluto e sacrosanto: quello di decidere della propria vita. 
Negli ultimi giorni di Eluana l'Italia si ricoprì di merda *, scusate il termine ma in altro modo non si poteva dire, anche dopo una sentenza che dava ragione alla richiesta di Beppino Englaro di sospendere l'alimentazione forzata a sua figlia. Si scatenarono ricorsi delle associazioni pro-vita e della Chiesa in generale dimostrando che quando c'è da mettersi su un pulpito autocostruito ed insegnare morale di plastica sono sempre i primi. A ruota ovviamente tutta la peggiore classe politica inimmaginabile che negli ultimi giorni di vita di Eluana occupò il Parlamento tra frasi invereconde ( Berlusconi "Eluana può rimanere incinta" Alfano/Quagliariello "Eluana verrebbe uccisa" Mussolini "Toglierei acqua e cibo a Beppino") e mancate prese di distanze nette (abbandono dell'aula di fronte a certe mostruosità). 
In tutto questo, sommato alla vicenda personale, Beppino ha tenuto alta la testa sempre e si è fatto carico di riportare logica e dignità in un Paese che le aveva perse (e purtroppo mai ritrovate). Chiedendo che la sua vicenda diventasse esempio per regolamentare questo diritto e che le sentenze e gli inviti delle motivazioni delle stesse non rimanessero lettere morte. Era il 2009, questo blog era appena "nato" ed oggi a tredici anni di distanza mi trovo a scrivere le stesse identiche cose (basta cercare con la "lente" in questo blog la parola Englaro e trovate gli scritti di un tempo). 
Gli uomini politici sono cambiati (in parte) la loro inciviltà sull'argomento no. Usando le parole di questi giorni di Beppino “Quando abbiamo iniziato la nostra battaglia per Eluana eravamo soli. Soli a rivendicare un diritto sacrosanto che mia figlia voleva esercitare, non noi genitori. Lei non aveva voce e quella voce gliel’abbiamo prestata. Oggi non è più così. La società civile ha preso in carico il tema, si è espressa in tutte le sedi possibili, con ogni tipo di manifestazione possibile. A non essere cresciuta, maturata, a essere rimasta ferma è solo la politica”. 
La mobilitazione della società civile aveva prodotto un vero e proprio "miracolo" in termini di raccolta firme che la Corte ha respinto con anche il carico di una conferenza stampa sarcastica nei confronti dei promotori della legge, nella quale tra l'altro venivano presentati esempi limite che poi son stati puntualmente smentiti dai fatti puntualmente riportati dai promotori del referendum. Ma non è questo il punto di critica. Scrivere di Giuliano Amato, del suo sarcastico modo di comunicare e del suo ego non rientra proprio nei miei interessi. Magari gli potrebbe essere detto che se noi comuni mortali non possiamo commentare le sentenze magari anche lui potrebbe evitare di fare il commento sarcastico a quanto deciso, ma capisco che sarebbe chiedere troppo. Le sentenze non si commentano, no? Quindi....
Però almeno una domanda si potrà fare no? Ecco. Allora mi limito a fare quella. 
Visto che non bastano esempi di persone (Eluana, Welby, DjFabo.....ma solo i primi che mi vengono in mente) che mettono a disposizione se stessi e le proprie vite per dimostrare quanto sia non più rimandabile uno scatto di civiltà, che la disobbedienza civile porta a qualche minuto di interesse ma a zero risultati concreti da parte di ipocriti opportunisti dell'argomento del giorno, che la politica TUTTA se ne strabatte le palle * (scusate ma anche qui non si poteva dire altrimenti) impaurita dalle reazioni del potere del Vaticano, che i referendum non sono ammissibili, che le sentenze non sono commentabili......cosa cazzo * ci resta di preciso (anche qui scusate la volgarità) per far riconoscere il sacrosanto diritto di poter decidere della propria vita? Ognuno per la sua eh. Perché il bello sta proprio lì. Chi chiede una legge su questo argomento non vuole imporre ad altri di decidere in un certo modo ma vuole solo avere la libertà di scegliere per se stesso. E per questo motivo è considerato pericoloso e le sue intenzioni da vietare. Chi invece ti vieta di poter scegliere è incensato ed applaudito dal pulpito autocostruito da cui si incensa morale di plastica. 
Forse anche in questo caso, meglio non commentare.

* di nuovo scusate per le volgarità, ma questo scempio continuativo su un argomento così importante come la vita di ognuno di noi proprio mi fa bollire il sangue.

lunedì 14 febbraio 2022

Pesantissima

La mia Viola
Campionato - 25^
SPEZIA - FIORENTINA = 1 - 2
GOAL: Piatek, Agudelo, Amrabat

LA GARA

Pre-partita
Dopo la brutta sconfitta contro la Lazio (clicca qui) il Mister ne cambia sette e schiera un centrocampo ed un attacco totalmente inediti. "LI' NEL MEZZO" con le squalifiche di Torreira e Bonaventura il trittico è formato da Castrovilli/Amrabat/Maleh e davanti i ballottaggi sono vinti dal tridente Gonzalez/Piatek/Sottil. Si comincia con uno stadio che a squarciagola "battezza" il Mister come "uomo di Berna" con la stessa intensità con cui il Franchi darà il benvenuto a cosino il prossimo 2 marzo.

Primo tempo
  • Lo Spezia parte forte e pressa alto portando anche tre "mezzi" pericoli con tiri rimpallati o stoppati al momento finale
  • Piano piano usciamo e prendiamo un po' di campo giocando soprattutto sulla velocità di Nico
  • 15' proprio Nico salta di netto Reca che appena dentro l'area lo stende: il VAR conferma il rigore. Piatek va dal dischetto e prende il palo, due errori su tre dal dischetto per il polacco da quando è arrivato
  • 25' dopo dieci minuti di contrasti e schermaglie Igor di testa dopo un calcio d'angolo spara in curva
  • 32' gran giocata di Castrovilli per Gonzalez che di petto offre a Piatek che si fa ribattere il tiro
  • 35' buona percussione Maggiore/Verde che però porta solo ad un tiro sulla schiena di Biraghi ed uno in curva
  • 43' palla recuperata a metà campo e lanciata perfettamente da Castrovilli su Maleh che crossa bene in mezzo, velo di Odriozola e Piatek arriva puntuale all'appuntamento a porta praticamente vuota 0 - 1
  • 45' angolo di Verde insidiosissimo che costringe Terracciano a respingere evitando un gol beffa
Secondo tempo
  • Rientriamo bene in campo e teniamo il pallino del gioco in mano sfruttando la voglia di Nico
  • 50' bella ripartenza che porta Milenkovic ad involarsi verso la porta avversaria, poi stoppato proprio poco prima del tiro
  • Triplo cambio spezzino con inserimento anche dell'unico ex (Agudelo), scongiuri di ordinanza
  • Dopo un paio di buoni cross, Biraghi prova anche il tiro ma la precisione non c'è
  • 70' Biraghi trova la traversa direttamente da calcio d'angolo stimolato dal tentativo di Verde del primo tempo
  • 72' ancora Gonzalez trova lo specchio della porta con un gran tiro al giro che chiama Provedel al miracolo
  • 75' Amrabat perde una palla sanguinosa a metà campo Agudelo si invola incontrastato ed arriva in area sparando forte col sinistro e trovando un 1 - 1 inatteso per come andava la partita, prevedibilissimo vista la nostra storia con gli ex (vedi sopra)
  • 79' Gonzalez perde un brutto pallone sulla trequarti, lo Spezia riparte e Colley dal limite sfiora il gol del vantaggio
  • 87' Biraghi recupera una bella palla e si invola ignorando gli attaccanti nel mezzo e spara forte ma scheggia il palo alto
  • 88' Amrabat riceve una bella palla al limite, se l'aggiusta e trova lo spiraglio in mezzo a diversi difensori: l'angolo è quello giusto e Provedel non può arrivarci 1 - 2
  • 90' Gonzalez fa l'ennesima giocata di classe e lancia Ikonè in contropiede che però spara malissimo fuori da posizione molto favorevole
  • 93' assalto confusionario dello Spezia che trova una difesa attenta, sulla nostra ripartenza e successivo possesso palla la partita finisce  
KOMMENTO

Menomale. Sarebbero stati due punti davvero buttati ma per fortuna, e tenacia, a due minuti dalla fine ci siamo ripresi quello che avevamo meritato totalmente e buttato malamente. Abbiamo "sofferto" tra molte virgolette il pressing alto dello Spezia per una ventina di minuti per poi uscire alla lunga trovando il gol nel primo tempo e meritando il vantaggio nella ripresa. Proprio mentre stavamo ampiamente meritando il raddoppio, Ambarabbaciccicoccò ha prima buttato tutto alle ortiche poi recuperato l'errore con un gol pesantissimo. Tra l'altro la prova del centrocampista ex-Verona era stata fino al momento dell'errore una delle più belle in maglia viola. Insieme a lui, Nico ed Odriozola sono stati praticamente imprendibili per tutta la gara, creando occasioni e superiorità numerica. E' mancata la conclusione in molti momenti ma la partita non è mai stata in discussione. Dopo il pari abbiamo sbandato qualche minuto ma poi abbiamo cercato e fortemente voluto questi tre punti, sapendo bene evidentemente quanto potessero pesare. Bene così.
FORZA VIOLA...sempre...

KAPPAPAGELLE

Terracciano 6 +
Odriozola 7,5
Milenkovic 6 +
Igor 6 -
Biraghi 6,5
Castrovilli 6
Amrabat 6,5
Maleh 6
Gonzalez 7,5
Piatek 6,5
Sottil 6
Duncan 5,5
Cabral 6 +
Saponara 5,5
Ikone 5,5
All. Italiano 6,5
IL MIGLIORE: GONZALEZ
Il peggiore: Duncan

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...iolaeee basta 'untiri i rigori questo.....bravo OdioZola, forse con un altro 80% di possesso palla ci si fa a non subire gol....ma che si pole anche tirare in porta!?!?!...ma Castrovilli? Dai che va bene stasera contro questi scappati di casa...vediamo di non far altre ca**ate....iolaeeee i tre punti di Empoli...."

sabato 12 febbraio 2022

Guerra, di nuovo

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 474
E così, quasi per magia, i virologi pluri-insigniti da nobel per la medicina che pontificavano sul Covid e che erano stati prestati come illuminati politologi ai dibattiti per l'elezione del Presidente della Repubblica, dopo un temporaneo contratto come maestri musicali in quel di Sanremo adesso si sono riciclati come super esperti di curling e delle sfaccettature di stones e scope.
In tutto questo percorso di argomenti totalizzanti per il popolo italiano, in giro per il mondo succede altro. Stati Uniti e Gran Bretagna (ma non solo loro) hanno esortato americani ed inglesi attualmente in Ucraina a lasciare il Paese. "Subito" si legge. 
Mentre sul palco dell'Ariston si dibatteva tra un fantasanremo ed un acuto altrove altri argomenti scendevano in campo. Schieramenti, "diplomazie all'opera", esercitazioni, rassicurazioni, minacce, piani di attacco. Chi immagina un'imminente attacco russo, chi sostiene che chi lo immagina esagera, chi smentisce ogni intenzione bellica, chi dichiara che sono solo frasi di facciata.
Quello su cui tutti convergono è la definizione: guerra. Qualcuno ipotizza anche la specifica: terza guerra mondiale, come se solo la parola da sei lettere non bastasse. Curiosamente proprio in mezzo ad una crisi economica/mondiale/sociale come d'altronde la storia insegna accade praticamente ogni volta. 
Non ho certo competenze internazionali, di politica estera o di analisi mondiale tali da potermi permettere un'analisi. Quello che posso e voglio invece scrivere è altro.
"QUELLO CHE MI FA LA GUERRA" è infatti sempre la stessa reazione: orrore ed incredulità. La sensazione  ha valore personale ma è avvalorata da quanto pensava chi le competenze le aveva e da sempre ha portato avanti l'idea e la convinzione che "le guerre, tutte le guerre, sono un orrore". Parlo di chi da agosto scorso ha lasciato un vuoto incolmabile e da decenni era un punto di riferimento assoluto su (anche) questo. Parlo ovviamente di Gino Strada
Gino se n’è andato l'estate scorsa ma pur mancando clamorosamente ogni giorno di più, quello che ha fatto e provato a spiegare a tutti noi è rimasto vivo e purtroppo tremendamente attuale ogni giorno. Ogni secondo in qualche angolo della terra infatti qualche assassino continua a credere che fare la guerra sia la soluzione poiché "la guerra piace ai politici che non la conoscono" non sapendo che, usando sempre le parole di Strada"una guerra porta sempre un'altra guerra, più violenta"  
Mi tornano in mente le sue battaglie, il suo impegno, il suo coraggio e la voglia di far capire che "la guerra non si può umanizzare si può solo abolire". Lui che l'aveva vista da vicino, toccata con mano e che soprattutto aveva speso una vita intera per cercare di rimediare ai danni di guerre volute da protagonisti di deliri di onnipotenza e/o di violenza.
Penso al suo esempio e lo paragono al clima che stiamo respirando e scuotendo la testa scoraggiato sento la sua voce ferma e piena di significato che fotografa perfettamente il momento e sostanzialmente il mondo dove stiamo vivendo: "se l'uomo non butterà fuori dalla storia la guerra, sarà la guerra che butterà fuori dalla storia l'uomo". Quanto ci manchi Gino. Perdonaci per tutto quello che non abbiamo capito e continuiamo a non capire.

giovedì 10 febbraio 2022

Fortuna ma soprattutto goduria

La mia Viola
Coppa Italia - Quarti di Finale
ATALANTA - FIORENTINA = 2 - 3
GOAL: Piatek (R), Zappacosta, Boga, Piatek (R), Milenkovic

LA PARTITA

In sfide da "dentro/fuori" con in palio le semifinali di Coppa Italia, "SULLA STRADA CHE IMBOCCHERAI" per la valutazione della gara, il risultato finale non può che essere l'elemento principale. Se poi la sfida è ad uno degli allenatori meno amati/più odiati e potrebbe aprire ad una doppia sfida alla #juvemerda diciamo che "'mportasega di come arriva il risultato". Per questo in quell'improvvisato colpo di biliardo di Milenkovic a 2 secondi dalla fine c'è tutta la sfida. Troppo vitale la qualificazione. E quella è arrivata, lasciando l'amaro in bocca agli avversari e portando tutta la squadra a cantare e ballare sotto "il curvino" dei viola in trasferta. Godiamoci la vittoria, la qualificazione ottenuta a Bergamo e una bella carica di adrenalina. Nota disgustosa i soliti cori beceri ormai una costante in quello stadio. Il primo anno il colore della pelle di Dalbert, anno scorso l'origine slava del nostro ex centravanti, oggi la meridionalità di Terracciano. Tre anni di schifo e vergogna.
Analizzando la gara accanto alla gioia si affianca la fortuna, innegabilmente avuta. L'Atalanta che (un po' per scelta ed un po' per assenze) era molto rimaneggiata ci ha concesso campo e qualche occasione nei primi venti minuti dove abbiamo trovato il vantaggio su un rigore regalato da un errore bergamasco e ben trasformato da Piatek. Successivamente abbiamo buttato via tre occasioni, due sprecate da Nico ed una sempre di Gonzalez respinta bene da Musso. L'Atalanta è uscita ed ha trovato il pareggio mettendoci un po' alle corde e colpendo anche un palo. Nella ripresa, cinque minuti non male e poi di nuovo lasciato il campo. Gol di Boga, i nerazzurri che potrebbero chiudere ed invece ci regalano un altro rigore. Pareggio di Piatek sulla ribattuta del rigore sbagliato. 2 - 2 . L'Atalanta costringe Martinez Quarta all'espulsione (cosa ampiamente prevedibile e prevista all'ingresso di Muriel) e Zappacosta trova un altro legno. Ad un minuto dalla fine, con la difesa viola in affanno Djimsiti sfiora il palo a Terracciano battuto e sull'azione successiva la gioia finale del 2 - 3 con anche il fiato sospeso del controllo VAR.
Bella tenuta di squadra nei momenti di maggiore difficoltà e spinta della fortuna. Valutazioni su prestazioni non brillanti (Castrovilli, Maleh, la coppia centrale) o su scelte poco comprensibili a livello di squadra/tattico (Bonaventura e Milenkovic in panca, i cambi) oggi non sono troppo attinenti. Godiamoci vittoria e qualificazione e testa alla #juvemerda in arrivo con testa alta e sciarpa viola bella tesa.
FORZA VIOLA...sempre...

KAPPAPAGELLE

Terracciano 6
Odriozola 6 -
M. Quarta 5
Igor 5,5
Biraghi 6
Castrovilli 5
Torreira 6,5
Maleh 5,5
Saponara 6
Piatek 7 - -
Gonzalez 6 +
Bonaventura 6
Sottil 6 +
Ikoné SV
Milenkovic 7 +
All. Italiano 6
IL MIGLIORE: MILENKOVIC
Il peggiore: Castrovilli

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...a te il VAR ti fa schifo ed invce....andiamo iolaeee, con Gasperini è un dovere..."