domenica 30 giugno 2024

Tutto quello che non potete perdere

#Klibro Giugno 2024 
qui il mio intero
Katalogo
ANDREA CARDONI 
"Tutto quello che non doveva succedere"
Fandango

Da dove partire per raccontare qualcosa di speciale? Forse dal titolo. "Tutto quello che non doveva succedere" è un libro dedicato a quattordici giorni. Non di successi o di gloria ma caratterizzati da due eventi entrambi accaduti nella capitale ed entrambi drammatici. A livello sportivo ed a livello di vita: la finale di Coppa Campioni persa dalla Roma in casa ai calci di rigore ed i funerali di Enrico Berlinguer. 30 maggio - 13 giugno. Periodo in cui ha prevalso il silenzio.
"IL DESTINO HA LA SUA PUNTUALITA'" ed in quei giorni si è dato appuntamento tra l'Olimpico e le strade verso Piazza San Giovanni. Nelle pagine del libro che scorrono veloci vengono raccolte le voci di chi quei giorni li ha vissuti e da quel 1984 li ha tatuati dentro più che sulla pelle. 
Nel racconto, a parlare sono gli intervistati e la loro visione dei due eventi. Il loro sentirsi di fronte alla più grande occasione (sprecata) della loro storia di innamorati del pallone ed al cospetto della più grande perdita umana, sociale e politica della sinistra italiana e non solo. Le voci rotte, le lacrime, i nodi allo stomaco, la disperazione. In ogni racconto emergono prepotenti e dolci allo stesso tempo.
Merito della scelta di lasciare il palcoscenico del libro a tutti quelli che (anonimamente) hanno portato la propria visione di quei quattordici giorni. Capacità innata dell'autore che nel concedere spazio ai racconti raccolti permette la fotografia più ampia dei due eventi, compiendo un lavoro di "assemblaggio" accurato e perfetto per armonia. Senza mai mettersi in primo piano, ma lasciando sotto i riflettori i testimoni diretti di "tutto quello che non doveva succedere". O meglio la trama di quei quattordici giorni.
Come spesso accade, perlustrando la passione, ad emergere non sono solo i fatti ma anche mille altre strade che dall'argomento principale partono. Aneddoti, ricordi, emozioni  che viaggiano veloci regalando letture divertenti e/o intense.
La Roma e la passione calcistica. Berlinguer e la politica di un tempo. Mischiati in giorni indimenticabili. Il cuore che batte per la possibilità di andare sul tetto d'Europa e l'ammirazione per un uomo che tutto il mondo ammirava e modellava ad esempio di una società migliore. Il destino li ha mescolati in due settimane di quarant'anni fa. Andrea Cardoni gli ha dato luce, risalto e con il suo studio e lavoro ha fatto raccontare a chi in quei giorni ha "ascoltato quel silenzio" facendolo proprio, tutti i colori ed i profumi di Roma. Un lavoro davvero speciale, dalla cura allo stile, dal modo di far passare ogni singola voce con lo stile dell'intervistato alla trama non rigida ma che fluttua in base ai toni del percorso.
Un libro da leggere. Non solo. Dalle ricerche e le interviste per scrivere il libro sono nati così tanti spunti e contenuti da far venire all'autore la voglia di non perdere il materiale che per motivi di spazio editoriale non sarebbe rientrato nel libro. Per questo l'idea di creare un ulteriore modo per immergersi in quei giorni, il prodotto finale è una chicca che trovate qui. Un podcast da ascoltare.
Fidatevi. Ne vale davvero la pena.

CINQUE CITAZIONI

1 - "...se fosse un saggio, e non lo è, quello che segue potrebbe essere lo studio dell'acustica di un silenzio che segue tre lutti collettivi..."
2 - "...oggi un romanista comunista è un deficiente come Rambo che torna dal Vietnam che innanzitutto non je devi cacà er cazzo e poi è uno che ha visto la morte, uno che è connesso a una storia molto più grande..."
3 - "...Romaliverpul è la giornata più brutta della vita mia. Dice Ma tu non ciai avuto la morte dei parenti, la morte dei tuoi genitori? Certo! Ma quella sta in classifica oh porca miseria! Capito? Quella va in Champions. E' una cosa che non puoi descrivere..."
4 - "...un lutto pubblico che però continua nel privato in quei silenzi delle mamme e dei papà che in quegli anni hanno sperato per noi che quel signore rimanesse a sorvegliare sulle nostre vite..."
5 - "...il partito era crescita civica. Il partito ce diceva che quando montavamo sull'autobus che stavamo seduti dovevamo alzarci per far mettere sedute le donne, gli anziani, i bambini. Te rendi conto de che livelli stavamo? Non è che il partito te imponeva. Il partito te suggeriva. Se vuoi stare nel partito queste sò le cose che suggeriva. Se vuoi stare nel partito queste sò le cose che chiediamo..."

Mia personale VALUTAZIONE: ***** - cinque stelle su cinque

sabato 29 giugno 2024

Scatole piene di....

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 598
Nei giorni scorsi mi son trovato a dover sollevare un oggetto bello pesante, in vari sensi. Una piccola rappresentazione del "PESO DELLA VALIGIA" che spesso ci portiamo dietro, di vari tipi e diverse nature. In questo caso aveva preso le sembianze di una scatola di buone dimensioni che trasudava ricordi da ogni angolo. Sul coperchio faceva bella mostra di sé una sorta di etichetta scritta a penna da una calligrafia per me inconfondibile e che recitava semplicemente "Foto".  
L'avevo scansata nei giorni/settimane precedenti perché non ero poi così pronto, un po' come sto scansando qui un post vero e proprio che sento di aver dentro e voler scrivere ma allo stesso tempo percepisco di non essere pronto a farlo.
Alla fine, anche per motivi di altro tipo, sono stato costretto ad aprirla ed a controllare quanto pesasse quella valigia dalle sembianze di scatola. Il responso è stato "denso" di significati che anche a questo giro preferisco scansare o meglio raccontare attraverso qualcosa di già scritto su questo blog.
Oltre dodici anni fa scrivevo infatti questo (clicca qui) che mi pare particolarmente adatto al momento e che quindi mi va di riproporvi oggi promettendovi che prima o poi quel post "inedito" lo scrivo davvero. 
Intanto, buona lettura....anzi ri-lettura.

MALATTIA

Lo so benissimo che non dovrei farlo. Che in momenti come questo è l'ultima delle cose da fare, ma è quasi un riflesso automatico. Salto l'album dei ritagli con la scritta "l'anno della Coppa Italia" e tengo ben a distanza il libro che invece dovrei aver già aperto da ore sulla scrivania e con piglio sicuro prendo quel raccoglitore. Quello che in questi giorni conosco a memoria, quello delle foto al cui effetto calamita non so resistere.
Mi avvicino alla poltrona e mentre lo stereo fa il suo dovere amplificando le note dell'assolo di chitarra con cui si apre il cd io mi metto comodo. Apro il raccoglitore e lentamente scorro con lo sguardo le prime due foto presenti nella prima pagina. Sorrido. L'inizio è soft, foto divertenti e che non giocano sulla malinconia ma stimolano il ricordo divertito.
Ma è come se si mettesse in moto un ingranaggio. Un piccolo ricordo, un sorriso che da ampio e completo poi prende la rughetta del "pensieroso" e con lo sfogliare delle pagine ed il rincorrersi delle foto diventa malinconico. Anche la musica sembra intravedere il cambiamento e cambia registro per adagiarsi su ritmi più lenti dando risalto molto più alle parole che non alla musica, il tutto sembra seguire il "disegno" di portarmi su quella foto che prende un'intera pagina.
Misure più grandi, senza colori ma con il bianco e nero a far da cornice ad un'immagine da cui non mi riesco a staccare. La guardo ammirato e mi fisso su quella pagina del raccoglitore, lasciando correre i ricordi e soprattutto le fantasie più intime ed intense, magari anche strane analizzandole "da fuori".
E' come se fosse una specie di MALATTIA, non riesco a staccare gli occhi da quella pagina, immobilizzato in una sorta di catalessi, che alla fine, sarò sincero, "NON MI VA DI PERDERE" vista la piacevole malinconia in cui mi fa immergere. Il cd avanza nel suo percorso, io resto fermo sulla mia poltrona con i miei ricordi che sono anni luce lontani da qua. Ed anche per oggi il libro resta chiuso e lo studio dovrà aspettare domani.

lunedì 24 giugno 2024

Quella piazza

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 597

E niente, ancora la penna non si è caricata. 
Ci giro intorno ma non emergono parole che abbiano un percorso logico e/o un filo così solido da poter diventare qualcosa di "pubblicabile". Poco male eh.
Però il piacevole impegno settimanale e l'appuntamento con la mia #KiaveDiLettura che per 596 volte prima di oggi ho rispettato, vorrei non perderlo. Quindi torno indietro nel tempo in questo blog e ripesco qualcosa di "già scritto" ma ancora adatto. Per la passione immutata verso una piazza e non solo ma soprattutto per la dedica a quella donna con gli occhiali. Incidentalmente perfetto anche per la giornata odierna, San Giovanni e la festa di Fiorenza
"ERA SEMPRE TEMPO" - e continua ad esserlo ancora di più oggi - di accarezzare con gli occhi il fascino di quella donna e delle sue origini, mantenendo lo sfondo fiorentino.
Così, ecco quello che ho scritto oltre sette anni fa (clicca qui). Buona lettura.

E ti capita di percorrere via Verdi verso i lungarni ed improvvisamente trovarsi con sulla sinistra una magia. Nel percorso del cuore della "più bella del mondo" ti imbatti nella più bella delle più belle.
Una di quelle piazze, o meglio LA piazza, che ti permette di rimanere coi "SOGNI MEZZI APERTI" e di incrementare ammirato gli altri mezzi che ti restano.
Sarà il DNA che mi è stato passato ma quando arrivo di fronte a quella Piazza mi si illuminano gli occhi e mi si apre un sorriso beato e da persona fortunata nel poterla ammirare.
E' quella che definisco la più bella nella città più bella. Ha il fascino di Firenze, la poesia di Dante ed i colori meno confusi di una piazza che si allarga e si apre alla gente che passeggia senza la calca delle zone più centrali. Passandoci rivedo me da piccolo che esco dal bar della mia infanzia mentre corro via dalla mano che mi accompagna fino alla piazza, vedo le immagini in bianco e nero dei racconti di infanzie di altri, vedo i miei occhi spalancati al primo corteo del calcio storico, alla prima partita degli Azzurri ed al primo concerto oltre transenna.
E' "la mì piazza" direbbe la donna con gli occhiali, ed è un po' anche la mia aggiungo io. E' Piazza Santa Croce. Una vera e propria magia, la più bella nella città più bella. Proprio come lei.


sabato 15 giugno 2024

San Giovanni anticipato

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 596

Una sorta di San Giovanni anticipato....e manco ho capito perché...e come da tradizione oggi FIORENZA era vestita a festa. Bellissima, come sempre, nel suo accogliere i quartieri del suo calcio storico. 
Mi sono messo a guardarla, tornando un po' indietro negli anni quando qualcuno mi ha insegnato cosa significasse quel corteo. Quella tradizione. Quella sfilata. Così, "COME SE GLI ANGELI FOSSERO LI'" , mi ci sono immerso dentro con gli occhi romantici ed un po' di magone ed ho "tirato fuori" le mie cinque foto.
Viva Fiorenza, convinto che dall'alto sia stata ammirata ancora di più e meglio.

1 - Corteo

2 - Pallaio della finale

3 - Sbandieratori

4 - Il simbolo di Firenze ovunque

5 - Il quartiere del cuore di chi osserva dall'alto

domenica 9 giugno 2024

Souvenir e pensieri

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 595
In attesa di ricaricare la penna (clicca qui) e di trovare il momento giusto per parlare della fonte della citazione della scorsa settimana (clicca qui) mi affido a qualcosa che ho scritto un po' di tempo fa, chiedendomi se "SARA' UN BEL SOUVENIR".
Tre pezzi tratti da "Sogni di Tricolor" , tre pezzi con un minimo comun denominatore che di minimo non ha proprio niente.
Buona lettura.

…pallone di spugna, terrazza stretta come un campo di serie A ed io che gioco fingendomi Daniel Bertoni. La testa fa davvero strani giri, molte volte incomprensibili, e così mi rivedo mamma che mi dice di stare attento a giocare sul terrazzo ed io che continuo a fantasticare su una corsa sulla fascia infinita, più o meno come la fantasia viste le dimensione super ridotte della terrazza a tetto di quel palazzone dove ho trascorso la maggior parte degli anni della mia infanzia. In ognuna di quelle partite fantasticate, l’avversaria era sempre una soltanto: la Juventus…

…dopo qualche settimana un po’ grigia ho finalmente sentito mamma serena e senza acciacchi, ed è inutile che mi atteggi a duro o “campioncino maledetto” (tanto per citare Piero), il mio umore è fortemente influenzato dal modo in cui riesco a sentirla, se la sento serena e tranquilla come in questi giorni tutto fila liscio quasi magicamente, non c’è niente da fare sono il classico mammone italiano...

…<< Lo so lo so, non avresti potuto mai dimenticartene…..non preoccuparti…tanto da lassù lo sanno che ce l’hai sempre in testa … >> mi ha detto rassicurandomi e facendomi davvero capire che alla fine è solo davvero un pallone che rotola….e so che anche per quell’angelo lassù, anche se tanto interessato a quel pallone che rotola, qualcosa di più importante c’è, come farmi trovare sempre una via di uscita pronta ai casini che combino o come darmi la giusta mano nei momenti in cui serve...

domenica 2 giugno 2024

Tanto fortunato

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 594
"Lo studio è importante, come lo sarà il lavoro e come sicuramente lo saranno anche i soldi, ma ricordati sempre che le vere cose fondamentali sono gli affetti, i rapporti ed i legami. Solo con quelli uno può non sentirsi solo".
Questa citazione di una fonte di cui ancora non sono pronto a parlare è stata da sempre uno dei principi/insegnamenti da provare a portare avanti ed utilizzare come obiettivo da realizzare.
Affetti. Rapporti. Legami. "CI VOGLIONO BUONI COMPAGNI DI VIAGGIO" se proprio vogliamo riportarla in musica.
Ecco.
Nella vita si passano periodi di varia natura e varia lunghezza. E' il suo ciclico andamento: momenti belli, meno belli, brevi, lunghi. Ci sono quelli che regalano sorrisi  e belle sensazioni che hanno durata sempre troppo limitata visto che vorresti durassero costantemente. Ed altrettanto "naturalmente" nell'incastrarsi delle cose, capita di incappare in momenti non sempre proprio divertenti che magari non ti abbandonano subito ma ti accompagnano per un po'. 
Mentre nel primo caso viene quasi spontaneo e/o facile condividere "una risata" e trovare chi è disposto a raddoppiarla con te, nel secondo caso non sempre il primo istinto è quello di condividere "un problema" e/o trovare chi è disposto ad ascoltarti/sostenerti.
Ri-ecco.
Se ho cercato sempre di seguire la citazione di cui sopra a cui facevo riferimento prima, ho per natura trovato sempre qualche difficoltà  in più nell'aprirmi o cercare appoggi. Ma evidentemente i buoni compagni di viaggio non hanno bisogno di troppe richieste esplicite ed a prescindere da queste ci sono.
E lì sicuramente entra in ballo anche la buona sorte. Quel pizzico di fortuna che ti permette di trovare sulla tua strada certe persone.
Ecco finale.
Non sono stati giorni facili ed il periodo non propriamente agevole è durato un po'. Non ho visto allontanare nessuna persona che contava di quei compagni ed ogni giorno ho sentito arrivare qualcosa in più. Che fosse un pensiero, un aiuto, un sondaggio, una serata. Negli ultimi giorni queste conferme sono "esplose" a causa degli eventi ed hanno evidenziato tutto il loro valore. Sarebbe complicato scrivere come e chi, certamente dimenticherei qualcuno e sarebbe davvero ingiusto. Provo allora a fare solo un piccolo sunto ed una serie di dediche.
A chi non ha perso neanche un passaggio, a chi ha fatto (tanti) chilometri solo per un abbraccio stretto, a chi ha preso ferie solo per essere a disposizione, a chi ha confermato ogni istante di essere un "fratellone acquisito", a chi era preoccupato che il suo abbraccio non arrivasse quando invece aveva scaldato come pochi, a chi si è organizzato per esserci nel momento più pesante e non è arretrato di un passo, a chi affranto per non poterci essere fisicamente ha messo in frigo l'abbraccio per consegnarmelo alla prima occasione, a chi nonostante acciacchi ed impegni per niente facili non è mancato, a chi per tutto il periodo mi ha accompagnato comprendendo ed allargando la propria disponibilità, a chi ha lasciato il suo ruolo di spigoloso per sciogliersi in un abbraccio, a chi è andato oltre il proprio momento non facile per assecondare il mio, a chi partendo da un ruolo diverso si è dimostrato compagno di viaggio ed amico, a chi da sempre non manca mai, a chi si è fatto trovare presente nel posto più duro da affrontare nel giorno più complicato, a chi non c'era fisicamente ma era pronto ad accorrere con semplicemente un fischio, a chi è corso subito per arrivare prima di subito, a chi aspettava la mia telefonata per calmare la sua preoccupazione di sapermi in difficoltà, a chi origliava solo per tranquillizzarsi che non avessi bisogno e me lo tenessi per me, a chi ha superato le sue difficoltà per alleggerire le mie, a chi con un abbraccio interminabile mi ha stappato, a chi ha strappato un sorriso anche nei giorni un po' più duri, a chi ha permesso la soluzione di altri pensieri affiancando senza mollare un centimetro anche quelli principali, a chi commosso non è riuscito a trattenere la propria commozione condividendo la mia, a chi mi ha stritolato stringendomi o fatto un buono per una stritolata appena possibile, a chi ha scritto parole indelebili, a chi ha detto parole non dimenticabili, a chi c'era anche senza riflettori e si è defilato in file più lontane quando questi si sono accessi ma non ha fatto mai mancare la sua presenza, a chi mi ha fatto capire tutto con uno sguardo, a chi mi ha stretto forte le mani, a chi ha rilanciato ogni volta.
A tutti loro - ovviamente tutti e tutte - voglio dire che sono davvero fortunato. Tanto. Ad averli trovati sulla mia strada, a camminarci insieme, a sentirli ogni volta come compagni di viaggio. Preziosi. Ne sarebbe fiera soprattutto l'autrice della frase da cui questo post è partito. E questa è davvero l'ennesima sua vittoria. E la mia fortuna appunto.

venerdì 31 maggio 2024

Disperata ricerca ma piacevole

#Klibro Maggio 2024 
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PIF
"La disperata ricerca d'amore di un povero idiota"
Feltrinelli

La ricerca (termine perfetto visto il titolo del libro) di una lettura un po' meno "tosta" rispetto a V13 appena terminato (clicca qui per la recensione) mi ha fatto imbattere in un libro non recentissimo ma che non conoscevo. L'autore è Pif e dal titolo si capisce che le sue storie relative a vicende di mafia o collaterali ad esse che hanno caratterizzato altre sue opere non sono argomento del libro, anche se il personaggio principale ha lo stesso nome di quei protagonisti (Arturo Giammarresi). La storia è semplice: Arturo è alle prese con l'organizzazione della festa per il suo quarantesimo compleanno e si accorge che la vera necessità che gli emerge spontanea è un'altra. Si rende conto di aver bisogno di fare una sorta di bilancio della sua vita e fondamentalmente la trova fallimentare in un aspetto: l'anima gemella non incontrata. Rincorsa per certi aspetti, probabilmente vicina per alcune sensazioni, ma mai davvero individuata e "centrata". Per un caso del destino a proporgli una soluzione è proprio un ex compagno di scuola che gli ha soffiato un vecchio amore: testare una app che scova le anime gemelle di ognuno. Lo stesso strumento gli dice che le sue possibili "metà" sono sette e sparse per il mondo, mettendogli la classica pulce nell'orecchio. "CERTE DONNE BRILLANO" , chissà se tra queste sette qualcuna brillerà tanto da accendersi? Partono quindi dubbi sulla convenienza o meno di buttarsi in questo inseguimento pilotato da una app oppure continuare ad aspettare un incontro o un segnale "convenzionale". O magari cercare di mixare il tutto.
Il libro scorre bene lungo i percorsi seguiti dal protagonista, nonostante che lo schema della trama sia facilmente individuabile sin dall'inizio. Lo stile di Pif è riconoscibilmente leggero ma non vuoto, ed in molti dei microracconti delle diverse storie che compongono questo libro si rivedono cadenze e sceneggiature delle sue trasmissioni ("il testimone" o "caro marziano"). Il romanticismo si alterna alla praticità ed il desiderio di amore alla voglia di "sistemarsi". Nei suoi percorsi emergono i tratti della commedia che non sfociano mai nella banalità ed anche se il percorso non è clamorosamente avvincente o misterioso il tutto resta sempre molto piacevole.
Lettura leggera doveva essere e lettura piacevolmente non impegnativa è stata. Per questa tipologia lo consiglio.

CINQUE CITAZIONI

1 - "...cominciai a svegliarmi nel cuore della notte con il pensiero fisso a quanto fosse stata inutile la mia vita fino a quel momento. Ed all'imbarazzo di aver messo tanto impegno per organizzare una festa simil adolescenziale. Perché noi uomini, superati i quaranta, regrediamo..."
2 - "...più passa il tempo e più la capacità di apprezzare la vita, ogni singola giornata, svanisce. Aumenta l'ansia di aver perso tempo. E non ti consola nemmeno Dostoevskji quando diceva che l'uomo ama la vita che è dolore e angoscia, perché ama l'angoscia ed il dolore..."
3 - "...Einstein, per spiegare in maniera semplice la relatività del tempo, faceva questo esempio "quando un uomo siede un'ora in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto, ma fatelo sedere su una stufa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora"..."
4 - "...come diceva lo scrittore britannico "l'amore vero, essendo infinito ed eterno, non può essere consumato che nell'eternità" ragionamento che in una citazione non faceva una piega, ma che nella vita continuava a fare di me un povero idiota..."
5 - "...ci sono troppe variabili nell'essere umano che rendono inutile cercare una definizione di amore. Non ci sarà mai una regola universale, uno schema. In amore bisogna agire e pensare poco. Se hai bisogno di pensare troppo non è amore..."

Mia personale VALUTAZIONE: ***° - tre stelle e mezzo su cinque

sabato 25 maggio 2024

L'attualità di dodici anni fa

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 593
Quando ho un po' la penna scarica "MI ATTACCO ALLE" 
più disparate notizie e/o fonti di eventi da commentare. Se l'ispirazione per scrivere qualcosa per il mio piacevole impegno settimanale con la Kiave di lettura non arriva comunque, allora provo a sfogliare qualcosa che ho scritto in passato per vedere se riesco a trovare lo spunto giusto. Ecco, in questo caso la penna non si è ricaricata per scrivere qualcosa di nuova ma mi è venuta la voglia di "condividere" nuovamente qualcosa di già scritto.
E' un post di dodici anni fa che, rileggendolo, mi ha fatto molto riflettere. Per il numero di anni che vi tormento con quello che scrivo e per il fatto che leggendolo è praticamente quello che avrei potuto scrivere oggi se solo avessi avuto un po' di inchiostro nella suddetta bic. E non per una mia particolare lungimiranza ma per un'immobilità assoluta di questo "splendido paese".
Così, quello che faccio è riportare qui quello che ho già scritto esattamente il 03/04/2012 , periodo in cui ogni giovedì - su una parola casualmente definita dagli organizzatori del "WritingTuesday" - provavo a scrivere qualcosa. Quando la bic era particolarmente piena d'inchiostro.
Buona lettura, e buon sangue amaro.

IGNOBILE

Apro il giornale e dopo aver letto della solita inchiesta di corruzione dei politici di vari "colori", mi colpiscono le dichiarazioni del nuovo sottosegretario ed una specie di articolo riassunto che mette in fila le puntate precedenti del nuovo Governo. Queste infatti sono solo le ultime in ordine di tempo, ma seguono da vicino lo stile del ministro, che è allineato e coperto con il senso delle frasi del presidente del consiglio. E mi viene da riflettere.
In fondo c'è uniformità, d'intenti e di azioni, una vera e propria linea comune. Dallo "sfigato" per chi si laurea in ritardo, alla "noiosità" del posto fisso, all'articolo 18 da demolire "tanto abolirlo non comporta danni ma solo vantaggi", alle odiosi frasi sugli esodati che "in fondo non si sono pagati gli anni di pensione e qualche sacrificio bisogna pur farlo tutti". La linea comune è quella che in fondo il capitolo lavoro è solo un numero che deve inquadrarsi in un bilancio, e come tale deve quadrare con tutte le altre voci di costo/ricavo, perciò chi protesta è solo qualcuno che produce e mette in mostra "RUMORI E CORPI ATTUTITI" dalla prioritaria esigenza tecnica.
Fanculo alle vite che ci sono dietro, ai drammi sociali di chi aveva raggiunto un accordo con un'impresa pubblica per lasciare il suo posto ed andare in pensione domani ed invece ci andrà tra due anni senza nessun compenso, agli studenti fuorisede che per campare devono abbinare allo studio un lavoro (dato che alloggi universitari e borse di studio sono chimere) e quindi obbligatoriamente rallentano il loro percorso, a chi cerca un lavoro ed è sballottato tra co.pro., periodi di prove eterni, costrizioni a prendere la partita IVA per far risparmiare l'azienda, contratti a tempo determinato ed apprendistati eterni. Fanculo a tutti. I conti devono quadrare. In realtà non devono solo "quadrare", devono infatti portare qualcosa in più.
Eh già, perchè ci sono da sistemare e da tutelare gli amici delle banche, i super-ricchi, i politici da cui bisogna distinguersi ma poi non si può colpire più di tanto e soprattutto i famosi investitori stranieri. Per questo l'articolo 18 è da modificare e colpire, per fare arrivare gli investitori stranieri, che tutti sanno che non investono in Italia per la presenza dell'articolo 18 e non per la presenza della mafia, per la burocrazia che fa perdere anni, per la magistratura che senza strumenti diventa lentissima, per il fatto che enti locali e Stato fanno aspettare anche anni i propri fornitori prima di pagarli.
Fanculo se si apre un dramma sociale per i lavoratori italiani, "non siamo qui a distribuire caramelle" dice LA MINISTRA. Peccato che per i soliti oltre alle caramelle, restano nel piatto cioccolate varie e dolciumi di tutti i tipi. Dagli investimenti militari a cui è stato tolto poco o niente, ai benefit di parlamentari e politici che riguardano sempre l'eventuale futuro, dai redditi e patrimoni con tanti zeri alle potenti lobby manageriali ed imprenditoriali a cui i sacrifici non si chiedono mai. Così una classe tecnica che voleva salire agli onori della storia come "padri nobili" della salvezza del Paese si copre di IGNOBILE vergogna colpendo i soliti e con l'aria presuntuosamente saccente di farlo non per ideologie politiche o scelte strategiche di una visione economica ma proteggendosi dietro delle necessità a cui solo loro, portatori di scienza, possono porre rimedio.
Mentre sfoglio la pagina del giornale penso ad una frase di Maurizio Landini che racchiude perfettamente il tutto:
"è difficile far capire ad un operaio che Monti è meglio di Berlusconi se veniva licenziato prima e viene licenziato adesso, se andava in pensione più tardi del previsto prima e va in pensione più tardi adesso, se pagava più tasse anche per mantenere i benefici della casta prima e continua a farlo adesso".
Mi viene da sorridere, un sorriso di rabbia per il fatto che in questo paese la parola tecnico non si distingue troppo dalla peggiore declinazione della parola politico e pensare che, visto il livello rasoterra della nostra classe politica, non era per niente difficile riuscire a distinguersi.....

giovedì 23 maggio 2024

Di nuovo Europa....ma la testa è a mercoledì....

38^ - Campionato
CAGLIARI - FIORENTINA = 2 - 3
GOAL: BONAVENTURA,
Deiola,
Mutandwa, GONZALEZ, ARTHUR (R)

KAPPAPAGELLE
Terracciano 6,5
Dodò 5,5
Milenkovic 6
Ranieri 5
Biraghi 6 +
Bonaventura 6,5
Mandragora 5
Ikonè 4,5
Barak 5
Castrovilli 6 
Belotti 6 -
Arthur 6,5
Gonzalez 6,5
Quarta 6
Beltran 6
Nzola 6

All. Italiano 6,5
IL MIGLIORE:  TERRACCIANO
Il peggiore: Ikonè


 

Ultima ma non ultima. Trentottesima giornata di campionato ma con il recupero con l'Atalanta ancora da giocare la stagione viola di Serie A è solo alla "quasi" partita finale. Trasferta a Cagliari per salutare l'ultima della carriera di Claudio Ranieri. #KappaDeca per un insolito giovedì.
  1. In vista della partita più importante della stagione di mercoledì, turnover ma non totale. Difesa titolare, centrocampo al cinquanta per cento ed attacco dove dietro alla punta giocano le riserve. La punta titolare credo non sia nota nemmeno al Mister.
  2. Soffriamo tutto il primo tempo con Terracciano che ci salva più volte, anche con interventi super. Poi il nostro uomo sopra-livello in campo, Jack , trova il vantaggio non proprio meritatissimo ma importante.
  3. "Occhè siamo sicuri di fare anche il secondo tempo?" visto com'è andato il primo.
  4. Riparte la gara e resta il Cagliari a fare la gara mancando in varie occasioni il pareggio e poi trovandolo con Deiola che era da aprile 2022 non segnava. Sembra finita qui, un pari di fine stagione. Poi a pochi minuti dalla fine trova il primo gol in A Mutandwa (eh già...) che innesca la nostra reazione che dal novantesimo al centesimo ribalta la gara. L'altro nostro giocatore sopra-livello, entrato nella ripresa, Nico, trova lo spunto sotto porta ed il gol del pari. Nel finale il VAR pesca un fallo su Beltran ed Arthur trova dal dischetto la vittoria che certifica l'Europa anche per il prossimo anno. 
  5. Partita di fine stagione ma con un importante responso finale. Giocheremo in Europa anche nella prossima stagione, poi capiremo quale competizione in base alle finali ed ai regolamenti interpretabili ed ideati da sciamani ubriachi. Gara giocata malino e vittoria non troppo meritata, anzi anche il pari sarebbe stato larghino. Bella reazione finale e vittoria che pesa. Ma molto meno del match di mercoledì.
  6. Jack e Nico. Nico e Jack. Si passa da lì. Sempre e solo da lì.
  7. Cinque mesi due gol. Gallo mercoledì tocca per forza a te. Animo.
  8. "UNO PRIMA O POI CI PRENDE SEMPRE" e noi invece con quelli che non segnano da una vita o non hanno mai segnato ci prendiamo sempre.
  9. Un grande applauso a Mister Ranieri. Grande uomo e bell'allenatore. Sono sincero, quando allenava la Viola non mi ha mai entusiasmato troppo, ma riconosco che oltre che a Firenze, in giro ha fatto davvero grandi cose mantenendo signorilità e stile. Meritato il saluto commosso e caloroso che tutti gli hanno tributato. Complimenti.
  10. Davvero c'è da dire qualcosa su mercoledì, finale, Atene, coppa? No. Solo un enorme FORZA VIOLA.
ps. FORZA VIOLA...sempre...

domenica 19 maggio 2024

Una raccolta di colpi da dieci

"IN UNA QUESTIONE DI PRENDERE O LASCIARE" il numero dieci è sempre stato quello che in qualche modo accendeva ed accende la luce. Quello su cui riporre le speranze di un successo, di una stagione o di una grande giocata.
Firenze e la Fiorentina ne sono state spesso patria e residenza. Di talenti, di fuoriclasse, di promesse mantenute e non. Ma anche di improbabili oggetti di studio e/o di amatori.
In "FANTASIA VIOLA", un libro fatto di racconti curati da Giacomo Cialdi ed edito da Edizioni della Sera, se ne mettono in fila diversi provando a raccontarli calcisticamente e passionalmente.
Tra le prefazione dell' unico 10 e tante "penne" di livello c'è anche il mio contributo su un dieci dal sinistro velenoso ma anche dall'andamento oscillante in maglia viola"Il piccolo Maradona: il talento a maniche corte". Un grande onore ed una bellissima soddisfazione vedere il mio nome nell'elenco degli autori dei racconti.
Un libro da leggere e tenere a portata di mano per rileggere o sfogliare in alcuni momenti di desiderio di ricordi viola dal buon sapore del successo o da quello malinconico della promessa non sempre mantenuta.
Io ve lo consiglio, voi mi dite che ne pensate?


Il mio racconto "Il piccolo Maradona: talento a maniche corte"
è contenuto nel libro "Fantasia Viola"

domenica 12 maggio 2024

Il mistero del disamore per la politica

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 591

Ovviamente i procedimenti portati avanti in questi giorni dovranno essere valutati e confermati o meno dai processi. Ci sono ancora altre indagini in corso quindi ancora di più ovviamente vedremo anche quelle che fine "faranno". Quello che appare però evidente è che lo scandalo che sta coinvolgendo (tra gli altri) il Presidente della Regione Liguria Toti è di portata non piccola.
Non sono solo accuse o ipotesi. Ci sono infinite pagine di ordinanza, piene di elementi che hanno portato ad un arresto di un presidente di regione che sarebbe coinvolto - secondo i giudici - "in un quadro di allarmante abitualità al sistema corruttivo perfettamente collaudato". Corruzione, ma non solo. Ci sono "ombre" di possibili infiltrazioni mafiose (accuse a collaboratori) ed accuse di "falso" che a questo punto sembrano abbastanza scontate e quasi minoritarie rispetto al resto.
La solita "GIOSTRA CHE NON SI FERMA MAI" di giravolte degli schieramenti porta chi prima voleva le dimissioni per fatti meno gravi ad invocare la presunta innocenza fino al terzo grado di giudizio e chi la invocava prima a chiedere le dimissioni oggi di Toti. Qualcuno invece resta costante sulla posizione che i giudici si divertano a condizionare la politica: ora da un lato, ora dall'altro. Per loro siamo in un continuo tentativo di golpe giudiziario, d'altronde qualcuno la linea berlusconiana deve pur portarla avanti.
Intanto le intercettazioni in parte emergono ed illustrano come la persona più importante di una regione non esattamente microscopica come la Liguria (e se fosse stata microscopica sarebbe stato uguale) si rapportasse con imprenditori (Spinelli nel caso) e mescolasse allegramente attività di concessione regionale, pratiche personali e richieste di sostegno politico. In un mondo normale solo queste sarebbero di un imbarazzo tale per i protagonisti da definire immediatamente la situazione. Senza contare altre intercettazioni in cui con i propri collaboratori lo stesso Toti ipotizza contatti con persone coinvolte in clan di stampo non chiaro per cercare risorse per campagne elettorali.
In questo quadro generale nessuno parla davvero della base di tutto. Chi interviene si spertica sul garantismo necessario, in molti sui tempi sbagliati (come se ce ne fossero mai stati di "giusti" secondo gli stessi politici), qualcuno chiedendo le dimissioni solo perché l'arrestato è dello schieramento diverso dal proprio.
Il punto a mio modesto parere è altro. E' quanto rappresenta e quello che significa il fatto che a carico di un presidente di Regione ci sono accuse, atti e prove tali da far decidere dei giudici per il suo arresto. Non avviso di garanzia, non rinvio a giudizio, non indagini approfondite. Arresto
Non solo.
Ci sono delle evidenti dimostrazioni di come lo stesso presidente di Regione interpretasse il proprio ruolo. Non parlo di responsabilità penali e/o civili. Le stabilirà chi deve. Parlo di responsabilità dettate dal suo incarico. Di opportunità di comportamenti. Di moralità del suo lavoro. E mi chiedo, ma tutti quelli che si recano a votare e/o l'hanno fatto e/o lo faranno (ovunque venga messa quella "X") come possono giudicare l'operato di chi ha un incarico del genere e amabilmente si rapporta così verso imprenditori privati e propri collaboratori nell'organizzare la "raccolta fondi"? Si sentono davvero tutelati, rappresentati, rassicurati da questa interpretazione della gestione della cosa pubblica? Parlo ripeto indipendentemente dalle eventuali future condanne in sede penale e/o civile. Davvero l'identikit di un presidente di Regione può prevedere queste caratteristiche morali e comportamentali?
Non sono le prime intercettazioni di un certo tipo. Non saranno le ultime. Forse anche per questo da anni provano a vietarne la pubblicazione con tutte le forze, in questo periodo particolarmente.
Non sono quindi ovviamente troppo sorpreso. Ma di nuovo molto schifato sì. Ma anche questa non è una novità. La novità sarà, per circa due minuti, invece per tutti quella del grado di astensionismo alle prossime votazioni. Già. Chissà perché gli italiani sempre di più decidono di non votare. Davvero un enorme mistero questo disamore per la politica.

mercoledì 8 maggio 2024

F I N A L E .... A T E N E ....

Conference League
Semifinali Ritorno
CLUB BRUGGE - FIORENTINA = 1 - 1 
GOAL:
Vanaken, BELTRAN (R)

KAPPAPAGELLE
Terracciano 7 
Dodò 7 +
Milenkovic 6 -
Martinez Quarta 6 - -
Biraghi 6
Arthur 5,5
Mandragora 5
Gonzalez 6
Beltran 6,5
Kouamè 7,5
Belotti 5,5
Nzola 6,5
Duncan 6,5
Ranieri SV

All. Italiano 7,5
IL MIGLIORE: KOUAME'
Il peggiore: Mandragora 


Ci siamo. Eccoci alla partita che può valere una stagione. Collegati con il Belgio ecco il #KappaDeca con nel mirino la finale di Atene.
  1. Sono le coppie Milenkovic-Quarta e Arthur-Mandragora a guidare difesa e centrocampo. Scelte obbligate in avanti con Ikonè e Nzola che si siedono in panchina.
  2. Come a Bergamo (clicca qui)  partiamo con il vantaggio di un gol e come in quella occasione ben presto la rimettiamo in pari regalando un gol tutt'altro che inevitabile al ventesimo. Sbandiamo un attimo ma poi abbiamo occasioni in serie per pareggiarla ma le imprecisioni di Nico, Beltran e Belotti non lo permettono. Il più pericoloso è Kouamè che fa tremare la traversa mentre Mandragora spara in cielo. Si va all'intervallo dopo che Dodò salva dalla possibile beffa del 2-0.
  3. All'intervallo viene da chiedersi "certo un palo lo potremmo anche prendere eh..." visto il 459esimo legno stagionale.
  4. Siccome siamo particolarmente "costanti". nella ripresa il record dei pali lo miglioriamo ulteriormente. Dopo un inizio di possesso palla lento ci accendiamo a livello di occasioni attorno ai venti dalla fine. Prima Biraghi su punizione e poi di nuovo Kouamè (stavolta di testa) prendono altri due legni. Sembra stregata anche se in totale nostro possesso. Poi, come all'andata (qui), di nuovo Nzola dal nulla diventa decisivo: rigore guadagnato che Beltran realizza prendendosi l'incombenza del rigore. Nel recupero un nostro errore su rimessa laterale lancia il loro ultimo tentativo sul quale Terracciano deve compiere un miracolo. Poi finisce. Ed è ancora finale.
  5. Clamorosamente dopo una partita con quattro palle gol nitide e tre pali presi serve un miracolo di Terracciano nel recupero a darci il biglietto per Atene. Ma poco conta. Siamo di nuovo in finale di Conference, con pieno merito. La competizione ha il livello che ha, adesso serve completare l'opera ma questa squadra (ripeto) merita applausi. Veri. Soprattutto chi la sta conducendo dandoci identità e gioco da tre anni.
  6. Partitona di Kouamè e Dodò che hanno davvero giocato "da semifinale"
  7. Di nuovo Nzola decisivo. Andiamo ad Atene con un suo gol appunto decisivo al novantesimo all'andata ed un rigore guadagnato con "LO SPUNTO DELLA PUNTA" ancora più decisivo al ritorno. Esattamente quattro volte quello che ha fatto in tutta la stagione. Il calcio è davvero incredibilmente strano.
  8. Ora ragazzi però basta pali eh. Li abbiamo presi tutti, in tutte le competizioni, in tutti i modi. Proviamo a vedere che effetto fa tirarla nel mezzo....ai pali, dai.
  9. Beltran, fino a quel momento più trasparente del trasparente, calcia un rigore pesantissimo e ci regala la finale. O'Bravo Vikingo.
  10. Semifinale sofferta ma portata a casa di nuovo. Ed ora Atene. Finale. Di nuovo. Vediamo di cambiare il finale.....della finale. FORZA VIOLA.
ps. FORZA VIOLA...sempre...

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...si proverà a guardarla....se 'unsiprova questa....ovvai, non giochiamo ma palleggiamo....ecco lo schema....bada questi cosa si sono mangiati iolaeeee.....ma po*** tr*** ....no via....iolaeeeee non è possibile...zitto zitto....è andata bene...quell'ultimo tiro a due all'ora....sarebbe stato un classico per noi..."

domenica 5 maggio 2024

Siamo già a mercoledì

Campionato - 35^
VERONA - FIORENTINA = 2 - 1
GOAL:
Lazovic (R), CASTROVILLI,
Noslin

KAPPAPAGELLE
Christensen 5
Faraoni 6
Milenkovic 5
Ranieri 5,5
Parisi 5,5
Maxime Lopez 5
Duncan 6 -
Ikonè 5
Barak 6 -
Castrovilli 6,5
Nzola 6
Bonaventura 5,5
Kouamè 5,5
Beltran 5,5
Mandragora 5
Belotti SV

All. Italiano 5 +
IL MIGLIORE: CASTROVILLI
Il peggiore: Ikonè

Tra l'andata della semifinale europea (clicca qui) ed il ritorno decisivo per l'accesso alla finale ecco la sfida coi gemellati del Verona. #KappaDeca in collegamento per il turno di domenica pomeriggio.
  1. Il Mister decide di fare turnover completo e rispetto a giovedì resta titolare solo Ranieri. Torna Castrovilli dal primo minuto e davanti il sorprendente Nzola di coppa parte come centravanti. Anche gli ex Faraoni e Barak sono negli undici iniziali.
  2. Pronti via e Milenkovic prima, Ranieri dopo ed infine Christensen infilano una sequenza da museo horror.  Rigore regalato al Verona che Lazovic trasforma. Ikonè non è da meno con un'occasione d'oro in cui prende in pieno Montipò dopo aver sprecato 745 metri di vantaggio in contropiede. Nel finale è Castrovilli che dopo un palo trova il gol del pari.
  3. "Più che confusi per i dieci cambi confusi per il gol mangiato da Ikonè" il pensiero al quarantacinquesimo.
  4. Come nel primo tempo, l'inizio del secondo ci vede protagonisti di un altro assist per il Verona, in questo caso è Milenkovic che appoggia per Noslin che tira forte anche se centrale e porta in vantaggio i gialloblù. Non riusciamo sostanzialmente a reagire salvo che per una bella occasione che capita a Nzola che tira però con la stessa forza di Noslin ma solo in modo "lievemente" più impreciso. 
  5. I dieci cambi erano il termometro dell'importanza del match rispetto a giovedì scorso e mercoledì prossimo. Prestazione sottotono e con non troppo ardore. Nonostante tutto questo l'abbiamo un po' buttata via noi (strano...) più che vinta loro. Due gol regalati nel vero senso della parola ed un paio invece mangiati....altrettanto nel vero senso della parola. Strada europea che attraverso il campionato è sempre possibile anche se si complica non poco ma ciò che pare contare in questo momento è davvero solo la doppia trasferta belga e (speriamo) greca.
  6. Bentornato al gol Castro. Sempre un peccato pensare a quello che poteva essere e per vari motivi non è stato.
  7. Segnali di vita anche oggi sul pianeta Nzola. La palla buona per il pari gli arriva anche oggi, sembrava davvero essere la conferma della svolta ed invece il tiro in curva fa venire qualche dubbio.
  8. Ikonè trova il modo di sprecare un assist di Nzola e ti farlo rimpiangere in fase di freddezza sottoporta. "UN NUMERO ESAGERATO PROPRIO IMPOSSIBILE" ma a lui riuscito.
  9. Mandragora nel finale riesce a non azzeccarne una, non facendone punte. Record.
  10. Ogni volta che in stagione ha giocato Christensen, Terracciano ha aumentato il suo valore di mercato.
ps. FORZA VIOLA...sempre...

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...la partita l'ho registrata con il commento di Guetta in cassetta, la metto in archivio tra il gol di Lacatus ed il rigore parato di Mareggini, un giorno la riascoltiamo insieme....non buttare lo walkman eh...."

sabato 4 maggio 2024

Feste unite dall'oblio

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 590
Eccoci qua. Dopo la Liberazione (clicca qui) ecco la festa del lavoro. Ad intermezzare la settimana di lavoro ed a ricordarci quanto la Costituzione prevede in tal proposito: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Previsione chiara e certa. Come quella del venticinque aprile e del relativo assunto "è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista"E più o meno come nel caso di quanto detto per la settimana scorsa, anche per la base fondante della Repubblica, qualcuno si è un po' addormentato. Purtroppo. 
Ma solo nella sostanza eh, mai nella forma. Ci mancherebbe. Perché le parole sono di ordinanza e ben strutturate. Come ogni anno iniziative, concerti, comunicati. Ed anche numeri. Già perché ogni volta in prossimità del primo maggio arriva il resoconto di quanto chi governa riesce a fare per la "priorità del lavoro". E come sempre chi è in carica (purtroppo qualunque sia la parte in causa) evidenzia i successi, i numeri positivi, i trend in crescita. E viene da pensare come sia possibile quindi che in giro ci sia tutta questa difficoltà sui posti di lavoro. Ragioniamoci. Non è mai accaduto che qualcuno abbia evidenziato problemi nel realizzare risultati in questo campo. Anni, decenni, di successi. 
Eppure quando fai i conti con i dati "reali" e concreti il quadro è "DURO COME IL FERRO" e come questo freddo. Gelido. Il livello del lavoro è qualitativamente basso praticamente ovunque. Non per la prestazione ma per quello che la circonda. Livelli di stipendio e spesso anche grado di diritti che rasentano l'inaccettabile o ci sfociano dentro. Ma i numeri di chi li presenta rivendicano il + x,y di occupati. Chissà in che ambito, con che contratti, a quali "costi", per quale durate e con quali obblighi. Ma questo non conta mai.
Come evidentemente non conta nemmeno più quella che dovrebbe essere la base minima di decenza: la tutela della salute di chi la mattina (o la notte) si reca a svolgere "la base fondante della Repubblica democratica in cui viviamo"Ormai gli infortuni e le morti sul lavoro fanno notizia solo se il numero è consistente ed in modo contemporaneo. Allora si parla di tragedia. Singola. Come se quelle quotidiane degli altri giorni "non numericamente consistenti e contemporanee" non ci fossero. Lo stillicidio di ogni giorno passa inosservato. Ieri, ma è solo uno dei tanti esempi purtroppo, è morto sul lavoro un operaio di Brindisi di una ditta esterna (anche questa "l'è nova" si direbbe in fiorentino), intrappolato dal nastro di un macchinario. Leggendo (tra trafiletti e notizie in posizione defilatissima su praticamente tutti i mezzi di informazione, ovviamente) ho scoperto che è la stessa cosa che era successa a suo padre: attività diversa ma anche lui morto sul lavoro. Ormai fattore ereditario evidentemente. Tragicamente. Follemente. Ma gli incidenti e le morti sul lavoro ormai non fanno più parte delle cose da migliorare. Sembrano un ineluttabile costo da pagare per il Paese di cui ormai interessa poco o nulla a praticamente tutti. L'ha detto in modo chiaro Stefano Massini dal palco del concerto del primo maggio.

“In Italia quando muori sul lavoro, muori due volte: la prima quando muori e poi ogni volta che ti dicono che la colpa era la tuaNon solo due volte, ma anche tre, o quattro. La terza è quando non frega un ca**o a nessuno e fanno un trafiletto sul giornale, la quarta è quando ti accorgi che muori invano e da uomo diventi fotografia“.

Vi consiglio di vederlo tutto il suo intervento, perché merita davvero, aggiungerei PURTROPPO (lo trovate qui). E perché anche lui collega, con infinita superiore maestria, il primo maggio al venticinque aprile. I loro significati. Le loro unite mancanze. Lo sfascio a cui ci siamo ridotti, sconfessando gli articoli costituzionali che per lavoro e fascismo erano chiari e lucidi. E che sono diventati interpretabili ed interpretati ma soprattutto inapplicati ed oscuri. Come il male che li avvolge. Buona settimana del primo maggio. Dopo la buona settimana del venticinque aprile.

venerdì 3 maggio 2024

Sotto l'acqua FORZA VIOLA ALE'....

Conference League
Semifinali Andata
FIORENTINA - CLUB BRUGGE = 3 - 2
GOAL: SOTTIL,
Vanaken (rig)BELOTTI,
Thiago, NZOLA


KAPPAPAGELLE
Terracciano 6
Dodò 5,5
Martinez Quarta 6 +
Ranieri 5
Biraghi 6 -
Arthur 5,5
Bonaventura 6 +
Gonzalez 6 - -
Beltran 5,5
Sottil 7,5
Belotti 6,5
Kouamè 5,5
Ikonè 6 +
Maxime Lopez 6 
Barak 6
Nzola 7

All. Italiano 6,5
IL MIGLIORE: SOTTIL
Il peggiore: Ranieri

Torniamo a giocarci una semifinale europea al Franchi dopo meno di dodici mesi rispetto alla sfida col Basilea (clicca qui). #KappaDeca dai gradoni della Fiesole.
  1. Il Mister punta tutto sulla qualità e ci mette "tutti avanti" con un centrocampo composto da Arthur e Bonaventura. Per il resto la migliore formazione del momento con Quarta preferito a Milenkovic e Sottil che vince il ballottaggio con Kouamè.
  2. Sotto un diluvio praticamente costante (menomale doveva smettere alle sette...) pronti via e Sottil inventa una perla accentrandosi da sinistra e trovando un gran gol. Ovviamente tutto viene vanificato da una sbavatura dietro, stavolta di Ranieri ed Arthur che portano ad un'azione confusa in area in cui Biraghi arriva di...bagher. Rigore al Var e pari. Non ci stiamo e il Gallo trova il guizzo da punta che tanto ci serviva e ci riporta avanti. Avremmo anche altre occasioni per metterci al sicuro ma Nico non è in gran serata a livello di precisione.
  3. "In vantaggio e con la nostra capacità di rovinare tutto, diluvio assoluto.....ma si facesse un tempo solo?" il pensiero all'intervallo cercando di strizzare il giallone.
  4. Si riparte con un bel colpo di testa del Gallo che viene ben respinto. Ne avrà altri due più avanti ma non troverà mai la coordinazione giusta. A trenta dalla fine la possibile svolta: il Brugge resta in dieci per un fallo a metà campo, secondo giallo e mezz'ora di superiorità numerica in casa con un gol di vantaggio. Così quasi naturalmente.....becchiamo il pari. Grave errore di Ranieri che perde il tempo e lascia spazio a Thiago che trova il giusto diagonale ed il pari. Proviamo con Ikonè e Jack a riportarla in vantaggio, ma serve la zampata dell'inatteso Nzola al novantesimo a portarci il gol del 3 a 2.
  5. Trama nota: partita in dominio con alcune sbavature, meriteremmo di chiuderla prima e di andare in Belgio con più di un gol di vantaggio ed invece dobbiamo ringraziare la zampata dell'ultimo minuto in mischia. Comunque partiamo nel ritorno con un vantaggio importante per raggiungere la finale di Atene. A volte fa inc***re , ma un applauso, clamorosamente bagnato, questa squadra se lo merita tutto.
  6. Peccato clamoroso per Sottil, di nuovo migliore in campo ed in evidente crescita di condizione e convinzione che invece si toglie dal finale di stagione con un infortunio che non ci voleva. Uno cattivo direbbe "non fa le scelte giuste nemmeno su quando infortunarsi". Forza Riccardo e grazie per il meraviglioso gol iniziale. PS. con il suo infortunio adesso finalmente vedremo all'opera l'esterno richiesto dal Mister ad inizio gennaio e prontamente comprato.
  7. Tu bada M'balaNzola. Mbala Bada. 'Nvedi Nzola. "Proprio luiiiiii"Nzola al novantesimo decisivo per la vittoria di una semifinale europea. Nemmeno nei "SOGNI DI ROCK AND ROLL" del più ottimista degli illusi si poteva scrivere una cosa del genere.
  8. Peccato per i due errori di Ranieri sui due gol avversari. Non tolgono nulla alla stagione egregia del centrale viola ma condizionano la gara.
  9. Tanto tempo che non si prendeva una secchiata d'acqua del genere. Continua, forte.....bagnata. Ma certo giocando a Novembre in Belgio era difficile pensare di non prenderla. E comunque, a prescindere, sotto l'acqua FORZA VIOLA ALE'.
  10. A t e n e. Adesso conta solo arrivare in Grecia.

ps. FORZA VIOLA...sempre...

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio teNNico Bollins gestito

"...lo stesso giorno del compleanno di Ikonè...son segnali....dai, meglio di nulla....anche il regalo di Nzola, bah...."