Kiave di lettura n° 32 |
Come spesso accade i "bis" sono sempre da prendere con le molle e con i dovuti piedi di piombo per l'immancabile paragone con l'esordio positivo.
Devo dire che Trueba ha superato l'esame, magari non con lode, ma ha superato l'esame; sto parlando del suo secondo libro, ecco quello che ne penso.
DAVID TRUEBA - "Aperto tutta la notte" - Feltrinelli

Devo dire che non è andata male. Un pò l'effetto "non arriva ai livelli del primo" c'è stato, devo riconoscerlo, ma è comunque un romanzo che regge e si fa leggere. La storia da zingarata del primo libro si trasforma nel racconto di una famiglia con molti figli, mamma, babbo e nonni nonchè i relativi intrecci e rapporti reciproci. Come dice Trueba "non si può dire di conoscere una famiglia solo perchè se ne conoscono i componenti. E' il modo di vivere e stare insieme che dà un senso a ognuno di loro." e lui riesce a descrivere perfettamente il reciproco modo di stare insieme, quello di volersi bene, sopportarsi e conoscersi a vicenda. Nei rapporti tra di loro e con il mondo esterno fanno capolino il desiderio "aveva appena capito che il desiderio è il peggiore e il più crudele degli assassini", il dolore nelle sue varie forme di espressione "non esiste dolore che una buona favola non aiuti a sopportare" "il funerale risultò essere una frode al dolore autentico, come sempre accade", le varie rappresentazioni dei ricordi "dentro di lui era stato tirato il sipario di uno spettacolo già visto" ed i momenti di riflessione "il problema nasce quando uno si ferma a pensare".
La storia ha come filo conduttore l'unica protagonista non componente della famiglia, che in qualche modo condivide e si rapporta con tutti i maschi della famiglia, dal nonno ai sei figli maschi. Storie parallele, convergenti, diverse ma anche molto simili "la famiglia Belitre al completo unita in una sonora risata: questo è il più bel ricordo che serbo di loro"che passano dall'ironia alla dolcezza e dalla leggerezza alla profondità del dolore.
Trueba in questo è molto bravo, nel mescolare tutto senza perdere mai il percorso della storia; l'ironia apprezzata nel libro precedente emerge anche in questo, trovando probabilmente meno spazio ma uguale intensità. Riesce anche a far passare concetti ed espressioni non banali anche quando la storia rischia di rallentare un pò per una trama a volte non troppo scorrevole. I protagonisti si diversificano per milioni di aspetti e caratteristiche come nelle "migliori famiglie" e danno al rapporto con gli altri componenti una visione diversa, totalmente propria. A tutti però Trueba è come se donasse una bussola (alcuni la seguiranno di più altri di meno), un unico e vero punto di riferimento "la casa: l'unico posto aperto tutta la notte" (A. Bierce)
BIGNAMI: libro che consiglio, anche se ritengo che se non avete letto "Quattro amici" vi convenga partire da quello che a mio giudizio ha una marcia in più; resta comunque un libro da leggere, piacevole e per niente banale anche "Aperto tutta la notte"
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