lunedì 15 gennaio 2018

Oltre il titolo

Kiave di lettura n° 270
E' un po' di tempo che questo post è salvato in bozze ed è arrivato il momento di provare a completarlo e poterlo inserire sia tra le mie Kiave di lettura che nel mio personale Katalogo.
ANDREA CARDONI - "Tutti romani tutti romanisti" - Marcos Y Marcos (per acquistarlo clicca qui)
Non è per niente facile commentare, o cercare di farlo, qualcosa fatto da una persona a te così cara ("tantecarecose" mi sembra di sentire in sottofondo....). Ma allo stesso tempo è bello cercare di condividere qualcosa di bello che qualcuno di speciale ha realizzato.
Ho avuto la fortuna di seguire l'evoluzione della sua idea e di vederla poi realizzata e presentata. Ammetto e premetto che il titolo l'ho scritto ma non lo citerò più, per ovvie ragioni cromatiche e non solo, "E' PIU' FORTE DI ME" e sono sicuro che il mio inviato Scrittore capirà.
Una volta superato l'impatto con il titolo si apre un mondo, dai colori speciali, di quelli che solo chi ha una penna piena di un inchiostro importante riesce a dipingere. Il romanzo di Andrea ha un contatto doppio con i miei due libri. Ad "Una passione da 10" si affianca per la passione che è descritta ed emerge in ogni pagina (anche se dai colori diveri; giusti i miei ovviamente...) mentre con "Sogni di Tricolor" ha in comune il racconto (sempre dalle due diverse curve) di quel Roma-Fiorentina dove Bartelt diventò clamorosamente una sorta di fenomeno. Nello stile del libro la prima cosa che emerge è la "semplicità di scrittura" che riesce a far passare perfettamente il senso del libro/intervista al mondo romanista. Anche se la lingua non è la tua, capisci che è quella giusta per raccontare la storia di SesarGomesse che ben presto diventa un vero e proprio pretesto per parlare della propria passione, quella di Andrea e quella degli intervistati/citati/"leggendati". Da chi incredulo risponde sull'argomento "..ma poi come se fa affà un'intervista su Cesar Gomez? e' na cosa immorale. Ma drogatte come tutti l'altri no?.." a chi tira fuori Bruno Conti "..lui ciaveva il 7 e faceva l'autografo tondo, come i capelli che ciaveva in testa, una capoccia tonda tutta nera.."; da chi non si riconosce nel calcio attuale "..adesso poi giocano alla mezza: prima noi alla mezza ce svegliavamo. E pure lì: tocca che te svegli presto, trovi posto che ciai ancora l'occhi pieni de caccole, arrivi dentro allo stadio che sei ancora tutto rincojonito, manco un minuto de preparazione prepartita te fanno fà più.." a chi finisce per fare disamine tecnico/tattiche "..il proyecto. Voleva il chiticaca, tichicaca, come se dice? Una cecagna te faceva venì, du palle..tutti passaggi, tre ore de posesion e poi perdevamo lo stesso.."; da chi fotografa la passione "..il momento del gol è una cosa che non puoi rintracciare in nessun altro momento della vita de altri individui.." a chi scivola sull'ego "..ma poi ste cose le metti sul Messaggero? Ma solo su internet o pure sul giornale stampato? Perchè così lo compro e lo metto da parte, ma mica perchè so vanitoso.."; da chi definisce e spiega il senso vero del #ecometesbaj "..noi siamo quelli di Roma-Liverpool. Tutti si ricordano delle tragedie di Roma-Liverpool o Roma-Lecce o Roma-Torino de Coppa Italia o Roma-Slavia Praga, nessuno però se ricorda de Roma-Gornik: è lì che è successo tutto.." a chi ti fotografa perfettamente il significato di quella palla che rotola su un campo "..il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti che ci sono nella vita. Il successo è molto fugace. Quello che ho imparato è che il calcio è una vita non molto reale..".
I ritorni che ha avuto, le presentazioni che ha fatto, gli applausi che gli sono stati concessi sono tutti completamente e totalmente meritati, ed ancora non bastano. Si legge benissimo, coinvolge, fa capire che le passioni esistono e che quando sono forti le riconosci, a pelle o come in questo caso soltanto leggendo. Fa sorridere ed anche un po' emozionare, anche per chi la Sud l'ha vista solo dal settorino ospiti. Complimenti Andre', davvero davvero davvero.
BIGNAMI: il libro racchiude in sè storie ed aneddoti ma soprattutto dipinge passioni. Prende la storia di Cesar Gomez come spunto e linea guida ma poi corre che è un piacere lungo strade parallele e vicine. Leggibilissimo e godibilissimo per tutti: appassionati di Roma, di calcio ma anche "solo" di chi ha una passione e la vede raccontata in tutti i suoi aspetti. Divertenti, totalizzanti, romantici, ironici. Chi l'ha scritto è riuscito nell'intento di andare oltre il banale insieme di racconti ma ha messo "in fila" una vera e propria storia. Una ricerca di un NON eroe che diventa eroica. Complimenti veri all'autore e consigliatissimo. Magari è inutile ribadirlo, ma non si sa mai, il mio giudizio non può che essere cinque stelle (e con +++) su cinque.

sabato 6 gennaio 2018

..s'è tirato troppo...

Kiave di lettura n° 269
Campionato - 20^
FIORENTINA - INTER = 1 - 1
GOAL: Icardi; Simeone 
LE PAGELLE
Sportiello 6
Sicuro sui cross che arrivano e sui pochi tiri centrali nel primo tempo, sul gol risponde presente sul colpo di testa ma sulla ribattuta Icardi lo trafigge
Laurini 5,5
Due pericolose sviste gli fanno perdere Perisic ed Icardi nel primo tempo, nella ripresa poco da segnalare
Pezzella 6,5
Non deve fare un gran lavoro vista la poca pericolosità avversaria, ma porta avanti la sua prestazione con precisione e grinta
Astori 6
Controlla bene la propria zona
Biraghi 6+
Un paio di cross interessanti ed una punizione pericolosa
Benassi 5
Partita molto oscura, troppo
Badelj 5,5
Lancia spesso il pressing ed il ritmo. Poche volte lo fa con il gioco
Veretout 6,5
Corre per due e si propone anche in avanti
Chiesa 7+
Salta costantemente l'uomo e mette diversi cross non sfruttati, nella ripresa suona la carica e varie volte va vicino al gol. Frenetico, a volte anche troppo, ma vitale.
Simeone 6,5
Come impegno puoi dirgli poco ma nella ripresa quando serviva la zampata scompare, fino al 91' quando trova il pari
Thereau 5
Farà anche un lavoro prezioso, ma tira in Ferrovia le occasioni che ha
Esseryc 6
Sembra la solita occasione buttata, fino al novantesimo quando trova l'assist d'oro per il pari
Babacar 6,5
Entra e dà la scossa giusta
Gil Dias SV
All. Pioli 6,5
La squadra è compatta e gioca un bel primo tempo senza però mai trovare il modo di provare a pungere. Nella ripresa subisce il gol ed un po' si smarrisce ma trova la forza di rifarsi sotto e trovare il pareggio che comunque va stretto.
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: Benassi
LA PARTITA
Dopo un po' di prove, onestamente finite nel dimenticatoio senza rammarico, si torna all'unica formazione che evidentemente conosciamo davvero: 4-3-3 con gli undici soliti. Cominciamo nel migliore dei modi con un'occasione subito creata dal piede di Biraghi e su cui Simeone mette un'anca per sbaglio e finisce fuori di poco. Il gioco spesso parte dai piedi nerazzurri che però in uscita spesso sbagliano la giocata e ci permettono di trovarci almeno quattro o cinque volte con il campo aperto e l'opportunità della superiorità numerica ma nell'ordine Chiesa spara alto di sinistro, Thereau, il "PIU' LONTANO DALLA" porta, che per due volte spara attorno allo Scheggi, Simeone gira alto di testa e nel cercare l'ultimo passaggio un po' a turno becchiamo l'unico difensore interista rimasto. Di risposta l'Inter trova due imbucate su due amnesie di Laurini, qualche tiro di alleggerimento centrale ed un cross insidioso di Perisic. Pochissima roba di una squadra apparsa onestamente alla corda con fiato e gioco. Il rammarico è che tranne un tiro strozzato di Astori in un tempo dominato e giocato bene non abbiamo fatto male all'Inter ne in fondo c'abbiamo provato con qualcosa di davvero pericoloso.
Nella ripresa Chiesa suona la carica e sfiora subito il vantaggio ma è il solito Icardi che conferma la sua predilezione per il colore viola. Anticipa tutti su una punizione, Sportiello ribatte ma lui ribadisce 0-1. Per come è messa la partita il rischio è quello di crollare, invece la squadra soffre un po' la "botta presa" ma poi reagisce. Prima Biraghi su una bella punizione e poi Babacar con una meravigliosa rovesciata impegnano Handanovic che su Baba compie davvero un miracolo. E' un continuo assalto, con Chiesa che crossa e tira da ogni posizione e con entrambi i piedi ma non sembra davvero serata. A differenza del primo tempo, la porta viene centrata e le occasioni non si perdono nell'ultimo passaggio, ma comunque sia manca sempre quel qualcosa in più per arrivare al gol. E quando prima Borja e poi Cancelo e Candreva non sfruttano l'occasione del raddoppio è difficile anche pensare al "gol sbagliato gol subito" visto che noi ce ne siamo già mangiati diversi. Sembra davvero materializzarsi la sconfitta quando l'Inter si fa ancora più bassa e con una difesa improponibile per infortuni e cambi, così metro dopo metro arriviamo per l'ennesima volta in area ed Esseryc per la prima volta dà un segno di vita. Assist a Simeone ed il Cholito si sveglia giusto in tempo per un pareggio che ci va stretto. 1-1
Come una settimana fa finisce uno a uno, ma a differenza della sfida col Milan, qui le emozioni ci sono state. La squadra ha giocato una buona partita, dominando l'avversario e non sfruttando il proprio dominio. Un peccato non tirare in sessanta minuti di dominio assoluto nello specchio, ma le occasioni le abbiamo in qualche modo costruite e nella ripresa siamo arrivati anche a tirare con pericolosità. Un peccato perchè, per la condizione e le assenze, l'Inter non è apparsa di altro pianeta come nel girone d'andata, tutt'altro. "Ai punti" e per il gioco avremmo meritato, ma nel calcio i punti non ci sono se non i due in due partite in casa che abbiamo racimolato. Forse alla fine, come quasi sempre, la chiusa perfetta la fa Bollins col suo commento.....
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...s'è tirato troppo... : - )"

lunedì 1 gennaio 2018

Un buon inizio


Per iniziare al meglio questo 2018 ho pensato di ripetere una sorta di tradizione con quello che negli anni passati avevo già fatto. Penso infatti che non ci sia nessun merito nell'essere nati dalla parte più fortunata del pianeta e credo che per dimostrare che "SIAMO CHI SIAMO" ogni tanto questa fortuna dobbiamo riconoscerla e cercare di metterla in parte in circolo. Anche solo con un piccolo, minimo, gesto.
Se volete cominciare il 2018 con lo stesso gesto, trovate qui tutte le indicazioni:
Buon anno a tutti.

domenica 31 dicembre 2017

Senza emozioni

Kiave di lettura n° 268
Campionato - 19^
FIORENTINA - MILAN = 1 - 1
GOAL: Simeone; Calhanoglu
LE PAGELLE
Sportiello 5,5
Risponde troppo morbido e centrale sul gol decisivo, presente sugli altri due tiri ricevuti
Laurini 6-
Fa il compitino contro praticamente nessuno e sul gol non è troppo reattivo
Pezzella 6,5
Torna esattamente dove aveva lasciato, da leader
Astori 7
Sempre in anticipo e buona gara anche in impostazione
Biraghi 6+
Molto impreciso al cross, trova l'assist nella ripresa molto importante, compito difficile quello di tenere Suso che riesce a fare abbastanza bene
Benassi 4,5
Onestamente un pesce fuor d'acqua
Badelj 5,5
Qualche geometria ma anche due buone occasioni non sfruttate e tanti palloni persi
Veretout 5+
Ci mette grinta ma sembra onestamente un po' a corto di fiato
Gil Dias 5+
Gioca a sorpresa ma nel primo tempo non lascia traccia fino al primo minuto di recupero
Simeone 6,5
Lotta e si sbatte ma sembra con le polveri bagnate anche questa volta, trova invece nella ripresa la zampata giusta
Thereau 5
Lento e spaesato, troppo poco qualche pallone giocato in buono stile per uno come lui
Chiesa 5+
Prova a dare velocità e cambi di passo ma trova sempre l'avversario su cui sbatte quasi sempre, non reattivo sul gol
Esseryc 4,5
Pare sia entrato...
Vitor Hugo 6
Compitino fatto
All. Pioli 5,5
Per quarantacinque minuti siamo inesistenti, la scelta di Chiesa poco comprensibile. La ripresa un po' meglio ma comunque sotto tono e poco pericolosi. Punticino misero visto l'avversario in crisi
IL MIGLIORE: SPORTIELLO
Il peggiore: Benassi
LA PARTITA
Arriviamo allo stadio con la grande paura "cazzo, Chiesa si deve essere fatto malissimo, per non giocare.." ed invece la decisione di mettere a sedere l'unico giocatore di altra categoria che abbiamo, Mister Pioli la prende per scelta tecnica. Gioca Gil Dias e per 45 minuti se ne accorge solo Chiesa che lo guarda da fuori. Il resto della squadra è la solita/unica formazione e per 41 minuti si adegua al portoghese facendosi notare per il niente assoluto. Non accade nulla, ma non per modo di dire, proprio nullanulla. Raramente in una partita non c'è nulla da segnalare così. Il Milan gioca tutto ben chiuso in difesa e noi non siamo in grado di farlo aprire in nessun modo. L'unico spunto è di Simeone al minuto appunto 41 che salta Bonucci e punta l'area, Romagnoli lo stende al limite e in molti invocano il rosso per ultimo uomo. A me sul momento pare che ci fosse Bonucci in chiusura, ma rivedendolo ci poteva stare il rosso e la partita avrebbe preso forse una strada diversa. Punizione con la "coreografia più stupida del mondo" che ci fa dire "per me è un NO" e con la palla che sbatte sulla barriera. A ruota altra mezza occasione per Simeone che costringe Donnarumma all'uscita bassa e poi Gil Dias di testa lo impegna da due passi con la palla che carambola sulla traversa. Fine tempo.
Si riparte al piccolo trotto verso qualcosa di meno soporifero,  "QUI CHE ADESSO E' QUASI" il tempo delle occasioni e delle emozioni è dura da affermare ma qualcosina si muove. Prima Badelj poi Suso impegnano, senza troppe fatiche, i due portieri poi, andando sempre di pari passo, Simeone batte sul tempo Bonucci e Sportiello respinge sui piedi di Calhanoglu e l'1-1 si materializza in un paio di minuti. "S'è durato come Papa Luciani" fotografa la nostra capacità di tenere il vantaggio. Prima di questa triste sequela di occasioni, qualcosa era stato rimescolato con l'ingresso di Chiesa ed Esseryc che però si sono adeguati ben presto al grigiore generale. Le occasioni che si erano un po' accese si affievoliscono e se ne conteranno più o meno una per squadra, ma con tiri facilmente preda dei due portieri. Finisce in parità con poco altro da segnalare.
Con un Milan del genere, raramente visto ad un livello così basso e poco pericoloso, onestamente si poteva far meglio di una ventina minuti di livello sufficiente. La scelta di Chiesa lascia perplessi ed una squadra che è nulla per un tempo fa esplodere queste perplessità. Arriviamo pochissimo al tiro e l'unica continuità è un certo grado di solidità difensiva. Onestamente un po' pochino per emozionarsi durante una partita apparsa lontana chilometri e chilometri dai botti ed i fuochi d'artificio di fine anno. Punticino. Ino. 
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...che partita emozionante...m'è preso un sonno, bada...altro che anticipo a mezzogiorno, mi pare siano le tre di notte..."

mercoledì 27 dicembre 2017

Esempi


L'Italia è il Paese dove sull'opportunità di una rete televisiva privata di produrre e mandare in onda "Gomorra" si parla e pontifica aprendo un dibattito sul cattivo esempio che la serie darebbe, ma non si dice una parola una sul fatto che un condannato per i fatti della Diaz faccia carriera con scatti di carriera decisi dal Ministero degli Interni (pubblico). 
In effetti attestare verbali falsi che creano prove altrettanto false per condannare persone pestate dalla polizia è meritevole di promozione, ed il fatto che a promuoverlo sia un Ministero conferendogli un importante incarico pubblico di sicurezza è sicuramente un ottimo esempio.

martedì 26 dicembre 2017

Era meglio la tombola...

Coppa Italia - Quarti di Finale
LAZIO - FIORENTINA = 1 - 0 
GOAL: Lulic
LE PAGELLE
Dragowski 6,5
Sembra esserci quando chiamato in causa, tanto da tenerci in partita nel primo tempo
Milenkovic 6
Sofferenza relativa viste le difficoltà della squadra nel primo tempo
Vitor Hugo 6+
Meno sicuro di Cagliari ma non fa errori clamorosi, in crescita nella ripresa con diversi interventi da leader difensivo
Astori 5,5
Ci prova a tenere su la baracca, comanda la difesa ma in impostazione ed in appoggio commette qualche errore di troppo
Bruno Gaspar 5
In difficoltà costante su Lulic
Benassi 4,5
Nei controlli e negli appoggi da dimenticare
Sanchez 5
Tecnicamente poco presentabile, qualche recupero a metà campo
Veretout 6
Spento nel primo tempo e la squadra ne risente. Cresce nettamente nella ripresa pur essendo sotto il livello a cui ci ha abituato
Chiesa 5,5
Da terzino onestamente la vede poco, quando arriva in zona offensiva è l'unico ad essere pericoloso
Saponara 4
Inesistente o quasi
Babacar 5
Soffre di solitudine e fa poco per trovare spazi
Simeone 4,5
Vivo il giusto e per di più poco pericoloso
Esseryc 5+
Qualche lancio in profondità di prospettiva ma poca concretezza
Gil Dias 5+
Un paio di dribbling provati ma poco altro, ci mette grinta ma corre a vuoto
All. Pioli 5-
Schema iniziale studiato per contenere mandato all'aria dopo sei minuti, primo tempo onestamente inguardabile. Secondo con poca logica inseriti tutti i giocatori offensivi. Squadra spenta e sembrata senza identità.
IL MIGLIORE: DRAGOWSKI
Il peggiore: Saponara
LA PARTITA
Per la novità della partita di Santo Stefano, il nostro santo del giorno (mister Stefano Pioli) presenta una viola nuova con un 3-5,5-1,5 con Saponara che fa da pendolo fra centrocampo ed attacco dove Babacar parte titolare per la prima volta. Cinque minuti che fanno sperare bene, poi perdiamo malamente una palla a centrocampo, Lulic affonda a sinistra punta che tiripunta Gaspar trova lo spazio giusto per piazzare un tiro preciso nell'angolino opposto. Cinque minuti e siamo sotto, non male soprattutto per la tattica studiata per coprire e ripartire. Da lì il nostro primo tempo finisce, se si esclude una risposta quasi immediata con un tiro di Gaspar fuori non di moltissimo. Non siamo fatti per durare a lungo evidentemente. La Lazio dopo poco con Caicedo a colpo sicuro sfiora il raddoppio, Gaspar salva sulla linea. Felipe Anderson accelera spesso non contrastato ma ad essere pericoloso è di nuovo Lulic con Dragowsky che para sicuro. Siamo nulli in fase propositiva con Chiesa/terzino che soffre Basta e Saponara che non fa notare mai la sua presenza. La Lazio ci prova con tiri da fuori e con un paio di sprint ma il risultato resta immutato fino all'intervallo.
Si riparte con Simeone ed Esseryc che ci fanno cambiare l'assetto della squadra, portandoci ad un 3-4-1-2 più propositivo con la squadra che sembra "VIVERE I SUOI EFFETTI" in modo positivo. Portiamo al tiro quasi subito Veretout (abbastanza telefonato ma primo tiro nello specchio della porta) ed in campo siamo più presenti anche se una vera occasione (prima e resterà unica) arriva solo al 65' con una gran giocata di Chiesa che costringe il portiere laziale ad un grande intervento. Abbiamo poca logica di costruzione e la manovra ne risente non avendo continuità, così infatti le occasioni non arrivano. Anzi in contropiede prima Immobile (bel recupero di Hugo) e poi Lulic (sicura parata di Dragowski) vanno vicini al raddoppio. Il resto è noia come direbbe il Califfo o poco più. Anzi è proprio nulla da segnalare. Finisce 1-0 ed onestamente non si vede come poteva essere diversamente.
Pur sapendo di avere come avversario qualcuno più forte di noi e più in forma (ma oggi apparso poca roba oggettivamente), onestamente lascia molto perplessi l'approccio alla partita e la partita stessa. Affrontare il match decisivo per "l'obiettivo della stagione" con una squadra improvvisata nel modulo (ed in alcuni uomini) regalando di fatto un tempo non mi è parsa l'idea più brillante si potesse avere. La squadra ha poca profondità e pericolosità in attacco e sacrificare l'unico giocatore che pare in grado di accendere gioco ed attacco in un ruolo da terzino di spinta pare una scelta brillante più o meno come la scelta della formazione iniziale. La squadra pare impegnarsi, ma troppo spesso "sparisce" qualcuno dal gioco e dal ruolo decisivo (Simeone e Saponara per non far nomi) ma la cosa che più preoccupa è la conferma che la manovra e la costruzione di gioco è legata in maniera esclusiva alle lune di un mediano croato in scadenza di contratto da una vita. Questo aspetto dona a questa squadra un grado di grigio  difficilmente sopportabile. Non mi aspettavo di espugnare l'Olimpico in scioltezza ma neanche di fare un tiro uno in novanticinque minuti di una partita in cui siamo andati sotto al quinto. L'amaro in bocca è che non abbiamo mai dato l'idea e la sensazione di avere gli elementi per poterla riaprire questa partita e nemmeno di averli per trovare un banale pareggio. La partita quindi poteva finire lì, al quinto minuto. Per questo la classica tombola post-natalizia, che non ho mai sopportato, sarebbe stata decisamente meglio per questo Santo Stefano.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...una volta tanto che hai trovato tre difensori di livello superiore che volevi anche gli attaccanti? Accontentati del nuovo Bati via....alla fine c'era più gente in attacco che negli ultimi 5 anni...Astori il nuovo Repka?...son tutti nuovi via lo dicevano ci voleva tempo, siamo ancora a Natale c'è ancora l'ultimo, Befana, Pasqua, 25 aprile, 1 maggio...a'voglia te..."

lunedì 25 dicembre 2017

Finalmente è arrivato il Venticinque...

Kiave di lettura n° 267
E così ci siamo arrivati....l'attesa per l'arrivo del 25 è finita e dai e dai....anche il Galga è arrivato a 40 tondi tondi....
L'assist che porta con sé questa data è ghiotto come i suoi triangoli sui campi da calcetto e cercherò di sfruttarlo meglio di come facevo con la maglia del Geppo, cercando di non sprecarlo e di "non tirare fuori" l'occasione di fargli arrivare i miei migliori auguri.
Ho pensato a cosa potesse essere "forte" come la sua determinazione e dai colori vivi come la sua presenza regala sempre. L'appoggio ideale appunto per un pallone che chiede un lancio a chiudere un triangolo così come la figura perfetta per le giuste parole davanti ad una pinta di birra o ad uno shottino di Jameson.  Per due risate, per un consiglio, per uno sfogo, per ascoltare una visione diversa che sappiamo avere molto spesso. Una piccola e grande certezza. Per entrambi. E proprio davanti ad una di quelle birre che era venuta fuori quella sorta di sfida "prima o poi vedrai che riesco a portarti a sentirlo dal vivo il tuo Walter...".
Ed allora sono sicuro di non sbagliarlo quell'assist.... TANTI AUGURI Stefanino, davvero speciali...
"...in sottofondo partono le note di magica ambientazione del Liga, dovrò dirlo al Salga che ha proprio ragione quando definisce Walter il mago una canzone dall’ incredibile magia e per questo eletta la sua preferita; è perfetta per un momento del genere e "...PER UNA MAGIA COSI' DICEVA VAL LA PENA VIVERE..." , la colonna sonora ideale per una giornata del genere e dona al momento la giusta atmosfera e la perfetta colorazione..."

sabato 23 dicembre 2017

Baba tra gli sbadigli

Campionato - 18^
CAGLIARI - FIORENTINA = 0 - 1
GOAL: Babacar
LE PAGELLE
Sportiello SV
Mai impegnato, nemmeno con i cross
Milenkovic 6+
Compitino e poco impegnato. Un + perchè non sbaglia l'esordio
Vitor Hugo 6,5
Ordinato anche in impostazione, nel finale importante in chiusura
Astori 6,5
Preciso anche in costruzione
Chiesa 7
Tecnicamente e non solo è nettamente il migliore della squadra per distacco, anche se nel primo tempo è troppo egoista in un paio di circostanze. Poi cross decisivo, vari assist, decisivo nell'espulsione finale
Benassi 5,5
Non pervenuto nel primo tempo, cresce nella ripresa
Badelj 6
Il contrario di Benassi, ma comunque sulla sufficienza
Veretout 6,5
Diga e polmoni
Biraghi 6-
Spinge solo dalla mezz'ora in poi piazza un gran bel cross. Ripresa con qualche controllo errato ma preciso in fase di posizione
Thereau 5
Lento e prevedibile
Simeone 5
Molto movimento ma un solo colpo di testa preciso ma debole. Sparisce nel secondo tempo
Babacar 7
Entra e la risolve, forse ci sarebbe da capire quanto in questo momento sia davvero utile continuare a lasciarlo in panchina
Sanchez sv
Laurini sv
All. Pioli 6+
Punta sul 3-5-2 con due difensori su tre nuovi. Sofferenza zero ma anche poca pericolosità in attacco fino alla zampata di Babacar. Gioco da rivedere, tre punti importanti
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: Thereau
LA PARTITA
In questo anticipo del turno anticipato, il mister decide di mischiare un po' le carte presentando una difesa a tre con ulteriore sorpresa nella scelta del terzetto visto che ad affiancare capitan Astori ci sono Milenkovic (all'esordio) e Vitor Hugo (che non giocava titolare dalla prima di campionato), vista l'improvvisa assenza di Pezzella. Chiesa largo sembra uno spreco per il nostro gioco e la nostra pericolosità, comunque sia siamo più quadrati e certamente padroni del campo. Dall'altra parte onestamente il livello è talmente basso che ad impostare il gioco come regista basso c'è Cossu che mille anni fa non era nemmeno male, ma come trequartista. In un riconosciuto dominio praticamente assoluto bisogna aspettare trentaminutitrenta ed un cross di Biraghi per avere il primo tiro in porta, troppo morbido, di Simeone di testa. A ruota Simeone serve un assist a Chiesa che tira angolato da posizione angolata e Cragno risponde presente. Da lì alla fine del primo tempo Chiesa punta palla al piede anche i raccattapalle "COME A DIRE CI" penso io a vincerla da solo. Scelta certamente sbagliata che fa sbottare anche Benassi, ma sembra proprio che se la scossa non arriva dal 25 in maglia viola (verde per l'occasione) si sta al buio. Un paio di sgroppate dalla linea laterale fino al limite dell'area e tiri mediamente interessanti e pericolosi senza che Cragno si debba mai superare. All'intervallo mi vien da dire "ma son io o siamo noiosi come un film polacco coi sottotioli in russo?".
Si riparte con il pallino del gioco sempre in mano e Badelj ha probabilmente la palla più nitida di tutta la prima ora di gioco (resterà tale fino a fine gara), colpo di testa libero nell'area piccola: fuori. Chiesa continua a saltare tutti in dribbling e mette in area tre/quattro cross diversi ma tutti invitanti. Purtroppo finiscono tutti nella stessa maniera: nel vuoto, tanto che viene da chiedersi "ma Simeone di preciso come la 'vole? Forte? Lenta? Primo palo? Secondo? Terzo?". Il Cagliari cambia qualcosa e riesce a provocare un minimo di crescita nel suo gioco, anche perchè far meno non era oggettivamente possibile, anche se Sportiello resta coi guanti puliti. Pioli alla fine è quasi costretto ad inserire Babacar come seconda punta accanto ad un sempre più spento Simeone. Come d'incanto, Chiesa la mette di nuovo dentro, ma stavolta un centravanti più cattivo c'è e proprio Baba trova la zampata 0-1. Quando sembrava una partita finita e spenta troviamo la zampata giusta; a seguire Chiesa trova ancora il modo di sprintare con successo e sfiorare il raddoppio, prima di essere decisivo nell'espulsione di Joao Pedro che sigilla la vittoria.
Tra gli sbadigli di una partita di cui siamo sempre stati padroni (Sportiello ha fatto da spettatore non pagante) portiamo a casa tre punti solo con la zampata di Babacar, che forse comincia un po' a far fischiare le orecchie del mister per le scelte sulla gerarchia degli attaccanti. La difesa a tre supera l'esame anche se è sembrato che di fronte non avesse praticamente nessuno. Buono il ritorno di Vitor Hugo, per il resto mettiamo le tre crocette sulla classifica dei punti ed andiamo avanti. Poco altro da dire. I punti non sono poco eh, ma l'avversario invece sì.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...tu c'hai il Kouma ma t'hai speso 13 milioni per il nuovo Bati :- ))) ...e il Baba ha segnato più di Gomez, più di Matri, più di Simeone, più di Kalinic...continuiamo a spendere dai... : - )) ..."

giovedì 21 dicembre 2017

Natale


Dice, "tu sei negativo". A Natale bisogna essere più buoni e soprattutto avere uno sguardo positivo.
E infatti, è bastato avere un'ottica più positiva che, come d'incanto stamani.... :

domenica 17 dicembre 2017

Prova del nove

Campionato - 17^ Giornata
FIORENTINA - GENOA = 0-0
GOAL: ------
LE PAGELLE
Sportiello 6,5
Importante parata nel primo tempo che non indirizza la partita nel verso sbagliato
Laurini 5,5
Poca spinta e sofferenza su Taarabt
Pezzella 6,5
La solita gara di sostanza e grinta, sfiora anche il vantaggio
Astori 6
Gioca una partita precisa e nulla più
Biraghi 5+
Spinge ma con molta imprecisione soprattutto al tiro, in affanno in difesa non appena il Genoa spinge
Benassi 5 
Notevoli passi indietro rispetto a qualche prestazione fa
Badelj 5,5
Prova a ricucire il gioco ed impostarlo ma con poca lucidità
Veretout 6,5
Prova a metterci la solita grinta ma questa volta ci riesce solo in parte. Apprezzabile grinta e spinta che anche da metà campo riesce a dare
Chiesa 6,5
Corsa, grinta e voglia. Sembra il solito commento standard ma ogni giornata garantisce questo apporto
Simeone 5
Non punge e per un centravanti è un gran limite
Thereau 5
Poco poco poco
Babacar 5
Non entra in partita
Esseryc 5
Vedi Babacar
Gil Dias 5
Vedi Esseryc
All. Pioli 5,5
Squadra sgonfia e con non troppe idee, prova a cambiarla ma con scarsi risultati
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: Thereau
LA PARTITA
Dopo le due partite comunque positive di Napoli e del turno superato di Coppa Italia, l'arrivo del Genoa rappresentava la classica prova del nove. Tanto per non sbagliare, schieriamo la formazione che ormai più che titolare è diventata unica, tanto da cominciare ad essere prevedibile nel gioco e nei movimenti. 
L'inizio della partita è precisopreciso per il nostro ingresso sui gradoni della Fiesole illuminata da un sole freddo ma importante, tanto da farci ringraziare come al solito il simpatico ideatore della tettoia in maratona che rende la visione del match ancora più complicato, come se l'HB e la Becks versione Faxe non ci avessero già messo briscola e carico. Le due cose mescolate insieme portano ad avere del primo tempo una visione un po' offuscata tanto che servirebbe un bel cappellino con tesa e un bel bricco di caffè. In assenza delle due soluzioni vediamo un Genoa che inizialmente ci mette in difficoltà con Taarabt che partendo largo non trova molti ostacoli e impegna Sportiello che ci tiene in piedi. La nostra reazione è poco incisiva ed anzi è lo stesso Genoa che ci prova ancora con poca precisione. Con l'andare dei minuti troviamo qualche spazio in più ma i pericoli non sono esattamente il nostro biglietto da visita e non siamo pungenti per niente se non per una giocata al solito ficcante di Chiesa. Nel finale Biraghi in avanti è volenteroso e ci prova (ben due volte) ma con scarsi risultati.
Si riparte nella ripresa con una decina di minuti di fuoco: tentativi, pressione e giocate tra cui ne spicca una in cui Simeone si sgrana un gol "TRA PALCO E REALTA'". Ad essere pericoloso come sempre è Chiesa che per poco non ci fa esultare. Per rifarci ci proviamo col Borghetti doppio, ma i risultati sono scarsi quasi come il triplo cambio di Pioli che solo al rientro a casa ci fa dire "ah, dice che è entrato Gil Dias". Alla fine in realtà cambi ed avvicinarsi del fine match rendono la partita ancora meno viva e lo 0-0 non è che la normale conclusione di una partita che non è riuscita ad accendersi davvero se si tolgono quei dieci minuti della ripresa e quella doppia versione tra Moonshine e birraio di stadio.
Era una prova del nove, e non è riuscita per nulla bene. Ci sono stati alcuni minuti in cui il gol ed il vantaggio sembrava nell'aria e soprattutto poter arrivare da un momento all'altro, ma dieci/venti minuti in una partita intera sono troppo pochi, specie se contro una squadra apparsa poco più che ordinata. Peccato perchè sono queste le nostre partite e non sfruttarle, per di più non provarci neanche troppo a farlo, è davvero un grandissimo peccato ed un'occasione clamorosamente buttata.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...gli ho visto fare un paio di cose...mmmm....e non parlo del gol mangiato...l'è argentino, c'ha proprio il Bati dentro..."

sabato 16 dicembre 2017

Rileggendo...

Kiave di lettura n° 266
Quando mi capita di avere un po' la penna "scarica" mi viene abbastanza spontaneo ricercare e rileggere cose scritte un po' di tempo fa. Ed allora "spulcio" vecchi blocchetti, idee scritte in mesi/anni passati e post datati di questo blog, per tenere "VIVO ABBASTANZA" quell'inchiostro che in quella penna sembra essere poco intenso e non troppo fluente.
Tra le cose rilette con soddisfazione ci sono dei post scritti nell'ambito di un appuntamento fisso di ogni giovedì di qualche anno fa: il "Writing Tuesday".
Ne ho trovati alcuni che mi sono davvero piaciuti, ma soprattutto uno che mi ha fatto sorridere divertito e la cosa non fa mai male.
Ed allora per questa Kiave di lettura tiro fuori dalla naftalina di questo blog Gianni e la sua faccia tosta.
Buona (ri)lettura, sperando che strappi anche a voi quel sorriso....

SINGLE
La discoteca è come sempre molto affollata, forse ancora di più di come mi ricordavo. Sarà che era tanto che non ci mettevo piede o sarà che arrivando più tardi del solito abbiamo beccato l'ora di punta e di massima presenza. Mi guardo intorno, sperando di vedere qualche faccia nota che mi faccia sentire un pò meno sperso di come mi sento adesso ma non trovo nessuno tranne Marco che è venuto con me.
"Pienotta la situazione è?"
"Mai vista così fitta, guarda che coda per le bevute"
"Ecco...ed a me che serviva proprio quella per buttare giù la coda dell'ingresso..." dico mentre ripenso alla snervante attesa ed alla solita manfrina dei buttafuori che ti fanno penare per entrare perchè devono prima sistemare gli amici e gli amici degli amici ma che sicuramente io non conosco e quindi resto in coda.
"Vista la coda ci conviene intanto avvicinarci..."
E così andiamo verso la cassa per fare lo scontrino e ci incolonniamo dietro due belle ragazze, una delle quali con un vestito nero molto provocante, di quelli che scatenano automatici pensieri....diciamo di una luce rossa molto intensa.
"Certo ha un bel coraggio a farsi vedere di nuovo qui..." le sento dire con un tono alto quasi urlato come se volesse farsi sentire dal resto della discoteca più che dalla sua amica
Io guardo Marco come per dire "ce l'ha con te?" e lui sorride facendomi intendere che ha capito ma che non la conosce.
"E fa anche il finto tonto..." prosegue sulla stessa nota altissima aggiungendo anche uno sguardo che lascia pochi dubbi.
Allora capisco che evidentemente ce l'ha con me ed avvicinandomi le chiedo col sorriso:
"Scusa non riesco bene a "SENTIRE IN QUESTO RUMORE", dicevi a me?"
"Secondo te?"
"Beh secondo me no..."
"Gianni smettila..." dice quasi urlando, tanto che se non fosse per il fatto che so di non chiamarmi Gianni e per il fatto che oltre il vestito provocante la ragazza è tutta molto provocante le chiederei scusa scappando via.
"Guarda ci deve essere...." provo a dire sempre col sorriso.
"S M E T T I L A !" dice urlando e quasi piangendo si volta e smette di guardarmi.
"Via anche te però Gianni a venire qui" sento dire da quel bastardo di Marco che prima stava ridendo come un disperato ed ora fa il serio ed il dispiaciuto.
"No, no, ci manchi solo te" gli dico e non riesco a trattenere una risata.
"Allora, già sei indelicato da morire a venire qui con lei che soffre poi che tu debba anche fare il finto tonto proprio è intollerabile" mi dice l'amica mentre mi fulmina con uno sguardo mentre la ragazza provocante continua a darmi le spalle.
"Io mi vergogno per te" aggiunge l'amico del giaguaro che mi son portato dietro.
"Ecco, prendi esempio dal tuo amico che mi pare più sensibile" dice sempre l'amica.
"Scusalo tanto, a volte vorrei quasi non essere suo amico" dice Marco con aria da attore navigato.
"Scusate potrei dire qualcosa anche io?" dico tra il rassegnato ed il divertito.
"Te devi solo stare ZITTO! Hai capito?" mi urla la ragazza, che se non fosse totalmente pazza probabilmente avrei già invitato a ballare o a bere qualcosa.
Mentre quasi tutta quella parte di discoteca si sta interessando al nostro caso sento il mio carissimo amico dire:
"Su Gianni per favore stai zittino, non vedi che peggiori solo le cose" veramente serio, tanto che se non lo conoscessi come le mie tasche direi che davvero è in imbarazzo per me.
In quel momento vorrei esplodere in una risata totale o mandare davvero a quel paese Marco, ma mi trattengo. E come d'incanto ci guardiamo tutti e quattro negli occhi, tutti aspettano che dica qualcosa io, dopo l'ennesima sfuriata della ragazza e l'appassionata difesa di Marco. E così....
"Beh.....non so che dire. Hai ragione. Non ci sono giustificazioni per quello che ho fatto prima di stasera ed anche stasera. Quando ti ho vista, non riuscivo a trovare le parole per scusarmi, ed ho pensato che facendo lo spiritoso la situazione potesse in qualche modo alleggerirsi. Ti chiedo davvero scusa" le dico guardandola fissa negli occhi e vedendo pianopiano un briciolo della sua rabbia sciogliersi.
"Anche a lei devi chiedere scusa" mi fa Marco che ovviamente deve metterci il carico.
"Chiedo scusa anche a te" dico alla sua amica, cercando di imitare Marco nell'interpretazione.
Le due mi guardano quasi impietosite e ritirato lo scontrino per la bevuta se ne vanno senza aggiungere una parola, se non un "Ciao e grazie" per Marco che ovviamente una volta allontanate scoppia in una fragorosa risata e si becca dello "Stronzo con la S maiuscola" da me che glielo dico ridendo mentre guardo allontanarsi il bel vestito provocante che a differenza di quanto avevo pensato all'inizio mi fa fare altri pensieri del tipo "ripensandoci, non è mica così male essere  SINGLE ".

mercoledì 13 dicembre 2017

Ai quarti

Coppa Italia - Ottavi di Finale
FIORENTINA - SAMPDORIA = 3 - 2
GOAL: Babacar, Barreto, Veretout (R), Ramirez (R), Veretout (R)
LE PAGELLE
Dragowsky 6
Un buon intervento prima di subire il secondo gol, un po' fermo sui due pali
Gaspar 5,5
Impreciso e confusionario, ma una buona spinta
Pezzella 6,5
Solito muro, sfiora anche il gol nel primo tempo
Astori 5,5
Gara quasi sufficiente macchiata da un rigore netto quanto evitabile
Biraghi 6-
Si propone poco in avanti ma soffre meno del solito in difesa e soprattutto non fa danni
Benassi 6
Un gran assist per Babacar al via, poi una gara soprattutto di muscoli e corsa
Sanchez 5
Infiniti errori in appoggio ne fanno apprezzare meno del meritato l'apporto in mezzo al campo
Veretout 7,5
Corsa e grinta, da leader anche la trasformazione di due rigori pesanti
Chiesa 5,5
Confusionario ed anche un po' in difficoltà fisicamente nonostante la solita grinta
Babacar 6,5
Un gol ed un rigore procurato nonostante la serata al solito svagata
Saponara 5+
Davvero poca roba il suo contributo, un + d'incoraggiamento
Simeone 5,5
Poco preciso nei controlli ed ancor meno pericoloso
Victor Hugo 6
Serve per rinforzare la linea difensiva, fa il suo
Eysseric SV
All. Pioli 6-
Poco turnover, squadra un po' lenta e con la paura addosso. Non azzeccatissima la scelta della pseudodifesa a 5 ma squadra che trova tre volte il vantaggio e la qualificazione.
IL MIGLIORE: VERETOUT
Il peggiore: Sanchez
LA PARTITA
Un pizzico di turnover e tanto traffico fanno sì che il gol lampo di Babacar al 100° secondo lo sento urlare da Guetta come non mi accadeva da un po'. All'esordio stagionale da titolare il buon Baba chiarisce a tutti che se solo si riuscisse a "regalargli un po' di voglia ed un po' di cervello" (cit.) avremmo svoltato noi e lui. In realtà, l'approccio perfetto della gara dura una decina di minuti poi piano piano veniamo presi da una sorta di melinite mista a timore di scoprirci che ci porta ad abbassarci ed a proteggerci più che a continuare a giocare. Proteggerci non si sa bene da cosa visto che la Samp sembra abbia meno voglia di noi e Dragowsky (un altro all'esordio da titolare) soffre di solitudine ed un po' anche di freddo. Pezzella di testa sfiora il 2-0, ma sarà praticamente l'unica azione degna di nota di un primo tempo che una volta arrivato a casa mi fa più volte rischiare la pennica. Nasce quasi per caso, da un tiro sballato di Sala, il pareggio doriano di Barreto; giusto in prossimità del finale di un primo "TEMPO DA TENERE" non certamente nella categoria "memorabile". Si va alla doccia sull' 1-1
Si ricomincia senza fretta ed a ritmi bassi, quasi in fotocopia col primo tempo. E come il primo tempo a sbloccare la situazione, anche se più avanti a livello di minutaggio, ci pensa Baba che in area subisce un fallo segnalato dalla VAR (ed a mio parere un po' leggero) e si procura un rigore che Veretout trasforma in modo impeccabile. La Samp a questo giro ci sta poco e spinge un po' di più, tanto da innescare un paio di minuti da girandola: nell'ordine serpentina di Ramirez (buona uscita di Dragowsky), traversa di Barreto ed infine palo di Caprari. "L'è maturo" si direbbe, ed infatti Ramirez entra in area con una buona iniziativa e viene steso da un Astori fuoritempo. Rigore e gol. Ancora pareggio. Vien da dire "menomale s'è messo la difesa (quasi)a 5" visto l'ingresso di Vitor Hugo per Biraghi proprio poco prima della suddetta girandola . Ci ributtiamo di nuovo tutti in avanti come in una sorta di "casino organizzato" ed al terzo cambio della Samp mi viene da scrivere "stai a bada Murru". Il senso era onestamente un altro ma azzecco il pronostico: fallo di mano dello stesso terzino non appena entrato, ri-VAR e ri-rigoreVeretout sceglie lo stesso angolo, stesso tiro perfetto e finisce 3-2
Andiamo quindi avanti in Coppa Italia dopo una partita che per l'80% è sembrata, per ritmo ed intensità, una partita d'allenamento infrasettimanale contro lo sparring partner . Una partita "fredda" tra pochi intimi (strano no? alle 17,30 di mercoledì 13 dicembre c'era da aspettarsi pienone e clima torrido) che però aveva un unico obiettivo: qualificarci ai quarti. Missione compiuta, qualificazione arrivata e pratica archiviata.  Ed ora.....missione Santo Stefano all'Olimpico....
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...Babacar te 'untulovuoi titolare...invece Barreto si sa che segna in continuazione...:-)...comunque s'è vinto ai rigori..."

La bellezza del duello

Kiave di lettura n° 265
Il derby di Manchester, che domenica non è andato esattamente come speravo (vista la mia passione mai nascosta per Mou), mi ha fatto venire in mente una grave mancanza.
Infatti un po' di tempo fa ho finito di leggere un libro MOLTO interessante e gradito, la cui recensione era rimasta "nella penna".
Mi sembra quindi la settimana giusta per porre rimedio a questa mancanza e rimediare con questa Kiave di lettura.
PAOLO CONDO' - "Duellanti" - Baldini&Castoldi
Tra i regali un po' "succhiellati" per mantenere vivi attenzione e piacere c'è stato per un po' di tempo questo libro. Regalo super azzeccato (GRAZIE) sin dall'apertura del pacchetto, visto che ne avevo già sentito parlare e che ha poi confermato in pieno tutte le alte aspettative che potevo avere.
La cosa che mi lasciava ben sperare era si l'argomento, ma soprattutto la firma dell'autore, di "CHI CI PORTA FINO ALLA" magia del racconto e dell'aneddoto attraverso parole chiare e perfettamente collocate come i colori in una bella fotografia. Di Paolo Condò infatti apprezzo stile, ironia e preparazione, tre doti ben mescolate ed ugualmente presenti nei suoi interventi, articoli o interviste. Ovviamente l'argomento deve interessare ed ovviamente la passione calcistica deve essere presente nel DNA del lettore, ma poi la capacità dello scrittore va ben oltre. Come dice un po' il titolo ed un po' la copertina, il libro è basato su un rapporto contrastato alla base di una rivalità assoluta e speciale di due allenatori tra i più famosi e vincenti: Guardiola e Mourinho.
La cosa che più ho apprezzato nel libro è la totale mancanza della retorica nel descrivere il rapporto/scontro e nel non dipingere i due come la rappresentazione banalotta del confronto che spesso viene spontaneo tra il bello (Guardiola) ed il brutto (Mourinho), tra il buono (Pep) ed il cattivo (Mou), tra il calcio spettacolare (lo spagnolo) e quello pragmatico (il portoghese), tra la disponibilità (Guardiola) e l'arroganza (Mourinho).
Sono caratteristiche che emergono nel libro, ma non sono nette e battezzate. Sono elementi che un abile scrittore come Condò non descrive come già appurate ma che lascia al racconto, per poi far emergere alla fine anche altri contorni, altre sfumature, altre chiavi di lettura.
La cosa che mi ha invece sorpreso è stata la trama che il libro ha. Aneddoti e racconti su due protagonisti come questi, possono essere milioni per un giornalista così competente. Condò decide invece di prendersi uno spazio temporale relativamente breve e concentrare in questo "breve spazio" tutto il libro. Meno di venti giorni di ripetuti incontri/scontri all'interno di un "Clasico" che in loop andò in onda ben quattro volte nel 2011 (Copa del Re, Liga e doppia sfida di Champions). Di questi pochi giorni viene descritta la cronaca ma soprattutto tutto quello che alla cronaca sta dietro, accanto e vicino: la passione della sfida.
Dal modo di affrontare la sfida continua dei due "...se Mourinho riesce a sconvolgere l'imperturbabilità di Guardiola, trascinandolo in una rissa nel fango, le sue chance crescono in maniera esponenziale..." alle caratteristiche diverse degli stessi duellanti "...uno degli aspetti più significativi della dialettica di Mourinho: la certezza che in ogni discorso, conferenza stampa o intervista che sia, un nuovo limite possa venire raggiunto..." "...Guardiola non sa polemizzare, non è nella sua natura: è tanto bravo nell' incassare quanto goffo e persino ridicolo nei rari casi in cui sceglie di attaccare a freddo qualcuno...". In tutto questo Condò non dimentica di colorare il racconto e la storia con il suo stile "...chi ha subito un danno è pericoloso perchè sa di poter sopravvivere..." e le sue profonde conoscenze "...tutti vorrebbero diventare come Cristiano Ronaldo, ma in pochi hanno presente quanto lui lavori per mantenere il suo status..." "...un tempo Maradona diceva del fido Burruchaga "dargli il pallone è come metterlo in banca" per Xavi è qualcosa di simile, anzi di molto di più..." mischiate bene con la cronaca e con gli spunti che questa produce "...Mourinho l'ha definitivamente trascinato in un uno contro uno molto personale, troppo personale..." "...gli costa una fatica indicibile la gestione della guerra fuori dal campo..." senza ergersi a valutatore o calarsi nell'arena come "tifoso".
Il libro racconta di quei quasi venti giorni correndo veloce, senza soste o rallentamenti e facendo tenere un ritmo alto al lettore quasi come una partita di costante pressing e giro palla. Alla fine, come dicevo prima, non è classificato il bene ed il male, il vincitore e lo sconfitto, il modello e la sua antitesi; dall'analisi e dalla lettura del libro ognuno può rimanere affascinato dalle caratteristiche portoghesi, spagnole o da entrambe. Secondo la propria "lettura", secondo il proprio personale tifo. Ma soprattutto tutti non possono che sentire partire automatico fascino ed ammirazione vera per la penna dell'autore e per il duello:
"...una stagione nella quale ha terribilmente patito l'assenza del suo nemico preferito....perchè in definitiva è questo il vero tesoro, la vera ricchezza che trasforma vite e carriere: un oppositore - che sia nemico, rivale o avversario in fondo non importa - che ti costringa a dare il meglio, pena la sconfitta.."
BIGNAMI: si sarà certamente capito, "Duellanti" per me vale cinque stelle su cinque di valutazione ed un consiglio davvero spassionato: leggetelo.