sabato 20 maggio 2017

..tra aperitivi ed antipasti..

Kiave di lettura n° 236
Il "giroingiro" mette insieme altre tappe e dopo il risveglio nella tentacolare città della vita notturna ricca ed affollata eccoci di nuovo con "TU CHE ASPETTI UN PASSO" dopo aver immaginato e cercato domande originali, mentre ottieni invece in loop solo o quasi "sempre amato far del bene" "mai fatto volontariato?" "no, mai ma ne ho sentito parlare".
Ovviamente la sequenza e l'abbinamento di sedi e numeri da attribuire tra te ed il capo è fintamente democratico e realmente scontato, un po' come fare una gara sui 100 con Bolt: parti insieme, lo sparo è sentito nella stessa maniera, la distanza uguale e scarpette/vestiario anche. Ma il risultato è scritto. Lui un fenomeno della corsa, l'altro del defilarsi al momento giusto o scegliere con impassibile freddezza. Campioni di altra categoria.
Dopo la presenza del candidato che avrebbe avuto vita facile con Bollins con la maglietta del Dream Theater non puoi sperare di meglio, può solo complicarsi. Così cerchi di divincolarti tra chi i tuoi tempi programmati li triplica con tentativi di far concorrenza a Novella2000 e chi invece moltiplica numeri all'ultimo tuffo. 
Tra timidezze esasperate, volontari a cui puoi solo stringere la mano, maccheronici tentativi di farsi capire da chi arriva da lontano ma vuole mettersi a disposizione ("tu capire?" "tu piacere questo?" in versione IoTarzanTuJane del nuovo secolo) arriva anche il jolly. "Ho anche fatto uno stage da 3.000 euro con Boldi e De Sica e se non avevo sfortuna ora mi vedevi su canale 5 con loro e magari potevi anche vantarti di conoscermi". Tu pensa la sfortuna e la logica delle frasi. Il relax serale comincia con la presenza della Bibbia sul comodino a sostituire il fondale del giorno prima, commentata così da Bollins "stamani le stelle coi Dream Theater stasera le stalle". Poi il relax viene accantonato e parte la seconda DeejayTen in meno di una settimana, il tutto per trovare un tabaccaio ed un qualcosa di simile ad un locale vagamente aperto per darci una birra precena. Tra il buio totale spicca una porta aperta, entrando però sembra solo un caso il fatto che lo sia. Completamente vuoto, silenzioso. "Vuoi vedere che stanno facendo le pulizie per l'apertura futura". Avanzando un po', una tavolata all'unisono si volta e ci guarda tra il "oquestiichecifannoqui?!?!" ed il "viconvieneuscireedicorsa?!?". Per chi ha visto Gomorra, manca solo l'attacco di un pezzo dei Mokadelic come colonna sonora e poi potrebbe arrivare anche Don Pietro Savastano, l'aria più o meno è quella. Usciamo alla veloce con le nostre birre immaginando i possibili articoli dei giornali del giorno dopo "sparatoria in un noto bagno frequentato da persone affiliate a cosche locali, vittime due fiorentini apparentemente incensurati ma che per essere li in questo periodo...." e ci dirigiamo verso curve e tornanti in serie, tanto da far credere più alla salita verso il Monte Bianco che altro. Ma ogni curva ed ogni tornante saranno ampiamente ripagati da una bella serata a base di ricco antipasto tipico del luogo ed un paio di tazze piene all'esasperazione di arrosticini fantastici. Premio meritato e giusta benzina per il giorno successivo. Non prima però di rischiare di rimetterli tutti, gli arrosticini, per le risate sincere (e un filo preoccupate) quando al rientro, di fronte al bagno che ci ha fornito le birre, vediamo parcheggiata una macchina della polizia. "Meglio non sapere". 
Altro giro, altra corsa, altro loop di risposte con la stessa percentuale di notorietà. "Sai cosa andrai a fare?" "Sì" "Bene, riassumendolo in poche parole, cosa?" "In poche parole non è facile. Però sicuramente lavorare al computer, lavoro d'ufficio, fotocopie...". Vedi che non era difficile beccare tutte quelle che non sono comprese nel progetto? Ma poi ci sono anche quelli che ti lasciano a bocca aperta e un filo colpito emotivamente quando, con una lingua non loro imparata da meno di un anno, ti dicono che "in qualche modo voglio restituire all'Italia quello che mi ha dato da quando sono qui. Non posso chiedere cosa devo fare lo devo fare soltanto". In meno di due righe un concetto così alto da far venire vertigini e mal d'aria a menti salviniane e similari.
Tra un pasto con l'imbuto, un "non mi interessa più" dopo aver sconvolto piani e programmi ma soprattutto tediato l'universo creato, un "perchè c'è anche da avere a che fare con gli ospedali?" ed un "ormai è giusto che realizzi qualcosa visto tutto il tempo che ho perso, altrimenti..." detto da chi ha una carta d'identità che recita 1998 ci rimettiamo in moto. Direzione casa. L'antipasto delle ferie estive col capo è servito, adesso montenegro per digerirlo e farci trovare pronti ai piatti forti che arriveranno a breve.

mercoledì 17 maggio 2017

Girellando....

Si parte e come da copione parte la gara a chi per primo "SBUFFA E TIRA FUORI I CONTI" del piano di attacco con relativo orario da tabella di marcia "tutta calcolata, tutta prevista". Dopo la sosta forzata all'autogrill di cui praticamente siamo non più solo azionisti ma titolari quasi totalitari e dopo l'ennesimo accendino in regalo con cui si potrebbe aprire una rivendita da far concorrenza ai più forniti tabacchi, comincia il ripasso. D'altronde se c'è chi ripassa le canzoni prima di un concerto, chi la poesia prima di un'interrogazione, chi la formazione prima di un match importante, ci puó stare ci sia chi sull'autosole impara che la definizione di calendario attività è uguale a una tabella di x senza continuità e senza distinzione. "Utile mettere fasi, attività e tempi se poi ogni riga ed ogni colonna ha una x". "Tanto 'unsipagano mica, occhè sei tirato anche con le x?". Gira che ti rigira alla fine il tour del centro del capuoluogo rimasto nel cuore, è del tutto rimandato e nasce magone e scoraggiamento nel rendersi conto che rispetto a quel giro, lacrime agli occhi, di un anno dopo davvero poco è cambiato, anzi. Ed il calendario segna 2017. Per riprendersi ma rispettare il "non appesantiamoci sennó invece che far domande si russa le risposte" un bel polpettone condito da polpette di funghi e il pomeriggio ha inizio. "Sai quali sono le attività?" "Si" "Bene, quali sono?" "No, no...tranquillo...le conosco". Ovvai mi fideró. "Hai mai fatto volontariato?" "Si, ho aiutato mio padre" "Bene, lui dove fa volontariato?" "Ha una ditta di giardinaggio". A posto. Tra una perla e l'altra, un aperitivo e un distributore di benzina all'altezza anche con una consonante modificata, ci attende la tentacolare vita notturna adriatica. Ristorante con terrazza e caraffa di birra con inciso il nome della cameriera, "avanti un monte per le analisi delle urine qui". Per il brindisi presonno la scelta cade su una birra "rossambrata peró bionda, perchè il fornitore oggi non me la porta più quella bionda". Usciti vivi dallo struscio frenetico del corso principale, boccata d'aria sul giardino al primo piano della camera e 'bonanotte tra una medusa ed una triglia del primo albergo al mondo che ha rubato all'acquario di Genova tutti i fondali pubblicitari.

lunedì 15 maggio 2017

RegAli con la A maiuscola

Avevo promesso di tenere un cerotto sulla bocca fino a pubblicazione avvenuta, ma se mi arrivano queste dichiarazioni e questi attestati, non riesco a non strappare il cerotto e dire che "VALE LA PENA" rompere la promessa.
E così, dopo la botta di adrenalina di ieri, stamani un'altra bella soddisfazione, GRANDE, molto. Da occhiali scuri.
Grazie inviato romano, davverodavvero GRAZIE. Per ora mi limito a quello, ad un "daje", ad un "tantatantacacca" ed un "tantecarecose" per chiudere.
ps. te l'avevo detto che me ne sarei bullato....

domenica 14 maggio 2017

"Nettamente meglio"

Kiave di lettura n° 235

Non era facile. Dopo una "prima" come quella di anno scorso, tentare il bis era roba da ottimisti. Tenere il passo di quei 57 minuti targati DJ10-2016 non era né facile né scontato, ma sopratutto cercare di ripetere quella domenica da 10 e lode
Armati di pazienza e con il tentativo, non sempre possibile e facile, di un allenamento saltuario a causa dei mille impegni di ognuno, abbiamo deciso di sfidare il rischio flop da bis non all'altezza e ci siamo lanciati di nuovo nell'avventura da maglia gialla e pantaloncini corti.
"I RAGAZZI SONO IN GIRO" anche in questa domenica di maggio, dove il tempo è sembrato voler concedere esattamente un bis a livello di meteo. Caldo, con nuvole amiche a coprire il sole in certi momenti, rimandando grigio e tempo brutto al post corsa. La solita organizzazione, il Capitano come sempre con i preziosi consigli da "dieta pre-gara" e con la dritta del "maglia doppia NON meglio" a rovesciare il consiglio di anno scorso ed ovviamente da bravi gregari abbiamo seguito il consiglio, ed a posteriori menomale. Infatti il caldo e la corsa avrebbe avuto un ostacolo con la doppia maglia e soprattutto il simpatico profumo postgara sarebbe stato nettamente ampliato. Invece così....per usare le parole del capitano "nettamente meglio"
Dopo il solito caffè pre-partenza (sei caffè e due bottigliette d'acqua che son diventati una trentina a forza di chiederli), ed il solito regalino alla struttura, ci siamo avviati in quella che sembrava "una manifestazione della Stabilo Boss" . Incolonnati cercando la logistica giusta per la corsa, tra cuffie/controcuffie/diretteFB improvvisate/foto ed un'attesa che sembrava non terminare mai nonostante il Trio Medusa ogni tre per due ci regalasse il conto alla rovescia che nemmeno al Veglione dell'Ultimo dell'Anno. Poi è toccato anche a noi partire, con il sole che sembrava non mollarci e con la coda davanti a noi che piano piano prendeva movimento e si allentava. Il patto, come anno scorso, era quello di andare ognuno con il proprio passo con appuntamento fissato "sotto il cavallo accanto all'ambulanza di Gabry" a corsa finita.
Appena il tempo di prendere di nuovo confidenza con la "magliettata gialla avanzata dall’anno scorso" che il percorso prevede l’immediata salita verso il Piazzale. Ci sgraniamo sin da subito e quindi a farmi compagnia verso la salita è solo la playlist creata per l’occasione. Parte a mille all’ora con un "Urlando contro il cielo" live che fa allungare subito passo e gambe e quasi come se vedesse il mio passo spedito, il random a ruota propone Vasco che mette in guardia con i suoi "Guai". Sembra vederla lunga visto il dolorino che sembra non abbandonarmi dietro la coscia. Contrariamente ai timori, piano piano si scioglie così come l’andatura che prende spunto dalla splendida sensazione di salire circondati solo da una corsa comune in un magico susseguirsi di curve e tornanti e l’umore piano piano prende la giusta piega. "Gino e l’Alfetta" è la giusta traccia per prendere ritmo e continuare l’ascesa cosa ancora più facile con la "bonjovata" versione "Livin’ on prayer" che non può che far pensare al significato forte ed originale (targato ovviamente capitano) del termine e mi apre un sorriso. Dopo una breve sosta "stile Ghigio" si incomincia ad intravedere lo spettacolo più bello. La terrazza di Firenze, la magia incontrastata del Piazzale. Penso che il random sarebbe perfetto con Liga, ma invece mi propone "Friends will be friends" e mi viene da sorridere soddisfatto. L’ascolto attentamente mentre non riesco a togliere gli occhi di dosso a quella magnificenza alla mia destra. Mi accorgo di riuscire a godermi molto di più il panorama e tutto quel che mi circonda rispetto all'anno scorso. Molto di più a testa alta e quando Freddie lascia il posto a Il Cile si avvicina il punto ristoro, come l’anno scorso fondamentale per recuperare energie e ricaricare le pile. La discesa verso Porta Romana è uno spettacolo. Sento le gambe andare perfettamente ed il Fano con il suo "Booster" mi accompagna nel modo migliore, fiorentinità, rock e un sorriso soddisfatto.
Il tratto per arrivare ai ponti tanto temuti è più lungo di quanto ricordassi e pensassi ma ho ancora la spinta della discesa a darmi benzina. Sembra molto più affollata la corsa, vedo anche i palloncini che segnalano un buon passo. Sarà per questo che i ponti non lasciano grande tracce sui polpacci e nel fiato, grazie anche a Liga ed i Rio. Ormai manca l’ultimo tratto, quello che porta in piazza della Repubblica e poi al Duomo. E’ quest’ultimo a "mettere i brividi"; correrci intorno, ammirandolo ad un passo mette orgoglio, forza e l’onore di essere lì da fiorentino ad ammirare il simbolo principale della città del giglio. La bellezza di Firenze in dieci km, la fortuna di averla come città natale, la splendida fotografia di una via Calzaiuoli che vede prima di Piazza della Signoria il tanto sospirato traguardo. Lorenzo con "ti porto via con me" mi accompagna al traguardo con ancora la forza di spingere per il finale. Sono davvero soddisfatto e quel "nettamente meglio" del Capitano come sempre si accompagna perfettamente alla giornata, anche se nato per ben altri “sapori” che non quelli della soddisfazione all’arrivo. 
Il tempo si ferma qualche secondo sopra i 55. Una gran soddisfazione. Una splendida medaglia da mettere accanto a quella altrettanto splendida di anno scorso. 
Ma il meglio deve ancora arrivare. Parlo  di veder arrivare il resto del gruppo e con ognuno scambiare un lungo abbraccio e vedere stanchezza, sorrisi e soddisfazione di tutti unirsi e contaminarsi. 
Dal capitano che finalmente se l’è goduta fino alla fine alla faccia di caviglie stronze e che vedo raggiante tanto da farmi aprire un sorriso sincero ed unico ad un brillantissimo secondo arrivato che mi lancia la sfida per l’anno prossimo suggellata da un grandissimo abbraccio e da un sincero "sarebbe un onore" come risposta al suo "il prossimo anno ti batto", dalla spalla sicura che magari sperava in qualcosa di meglio ma che dopo un attimo di recupero si scioglie nel solito immenso essere grande ed unico come solo lui sa essere al balordo DOC che tra selfie, fermate e shopping in via Calzaiuoli rende come sempre tutto più speciale, proprio come lui ed il suo "mi raccomando" finale ed all'esordiente che è uno spettacolo vedere finalmente rilassato, contento e soddisfatto di una 10km che come novità assoluta gli metteva il giusto “?”. Mentre recuperiamo la preziosa supporter/tifosa/fotografa che come sempre colora al meglio il nostro gruppo e ci avviamo verso la meritata dose “di malto” mi guardo intorno. Per un attimo la straordinaria bellezza di Firenze viene affiancata da una bellezza ugualmente importante. E ricordando quel “Friends will be friends” ascoltata e canticchiata al Piazzale, sorrido e come su quella terrazza splendida sulla città più bella del mondo e come sotto il Duomo, mi sento davvero fortunato. E stavolta Firenze fa solo da cornice, la fortuna è ben altra ed ha un color "giallo stabilo boss"Alla prossima, sicuro che ci sarà.

sabato 6 maggio 2017

Nemico molto prezioso

Kiave di lettura n° 234
A volte gli spunti per la lettura di libri nascono da indicazioni, suggerimenti o da vere e proprie sollecitazioni. In  questo caso, è una vera e propria "dritta" che il solito prezioso "inviato romano" mi ha dato e che voglio condividere con voi.
AMELIE NOTHOMB - "Cosmetica del nemico" - Voland
La dritta era "se cerchi un testo con molto dialogo che fili che è un piacere questo è il libro giusto" ed accanto alla dritta ho trovato anche il libro "Cosmetica del nemico". Ringraziamento quindi doppio.
In effetti non avevo mai letto un libro simile, un libro che "FAI PRESTO A" paragonare ad un copione di un dialogo teatrale. Tranne due mezze pagine, iniziale e finale, tutto il testo è organizzato in dialogo, battuta e controbattutta. Potrebbe sembrare pesante affrontare un'ottantina di pagine solo di botta e risposta ma in realtà la scrittura riesce a far sembrare il dialogo molto più simile ad una descrizione letteraria ed ad un racconto che non ad un semplice dialogo. A questo si affiancano battute non banali e che lasciano interpretazioni e considerazioni "..le vittime non hanno il diritto di difendersi..", "..uno gli parla d'amore e quello ti risponde come se partecipasse ad un dibattito politico..", e che innescano nel lettore curiosità ed interpretazione di storia e considerazioni che permettono una lettura personale del dialogo e della scena che viene rappresentata dallo stesso. Ci sono considerazioni personali dei personaggi "..lei disse "non bisogna mai niente"..", "..nulla è più potente di una mente animata dalla fede..", "..ci vuole più coraggio di quanto lei pensi per essere contro la pena di morte.." che indirizzano il lettore verso interpretazioni e soprattutto preparano un finale in certi momenti intuibile ma comunque piacevole da scoprire. Da una sala di attesa di un aeroporto ed un incontro inizialmente noioso, poi infastidente e poi molto altro si arriva alla parte più profonda della mente umana: sembrerebbe un percorso difficile, lungo e per niente scontato, ma il correre veloce del dialogo lo permette senza troppi ostacoli e senza far perdere mai il filo della storia. Ma soprattutto quello che trascina è la voglia di arrivare a scoprire il finale esponendosi al rischio della delusione/banalità o alla soddisfazione del "lo sapevo io" ma in fondo citando l'autrice stessa "..il rischio è la vita stessa, non si può rischiare altro che la propria vita. E se non la rischi non la vivi..". 
BIGNAMI: esordio per autrice e tipologia di libro davvero da premiare con quattro stelle piene su cinque di valutazione e ringraziamento confermato all'inviato in versione suggeritore (e non solo) di libri.

lunedì 1 maggio 2017

La più bella nella città più bella

Kiave di lettura n° 233
E ti capita di percorrere via Verdi verso i lungarni ed improvvisamente trovarsi con sulla sinistra una magia.
Nel percorso del cuore della "più bella del mondo" ti imbatti nella più bella delle più belle. Una di quelle piazze, o meglio LA piazza, che ti permette di rimanere coi "SOGNI MEZZI APERTI" e di incrementare ammirato gli altri mezzi che ti restano.
Sarà il DNA che mi è stato passato ma quando arrivo di fronte a quella Piazza mi si illuminano gli occhi e mi si apre un sorriso beato e da persona fortunata nel poterla ammirare.
E' quella che definisco la più bella nella città più bella. Ha il fascino di Firenze, la poesia di Dante ed i colori meno confusi di una piazza che si allarga e si apre alla gente che passeggia senza la calca delle zone più centrali. Passandoci rivedo me da piccolo che esco dal bar della mia infanzia mentre corro via dalla mano che mi accompagna fino alla piazza, vedo le immagini in bianco e nero dei racconti di infanzie di altri, vedo i miei occhi spalancati al primo corteo del calcio storico, alla prima partita degli Azzurri ed al primo concerto oltre transenna.
E' "la mì piazza" direbbe la donna con gli occhiali. E' Piazza Santa Croce. Una vera e propria magia. La più bella nella città più bella. E un bel po' è anche la "mia di piazza".


domenica 30 aprile 2017

Vergognosi

Al Barbera dove i rosanero avevano vinto una sola volta in tutto il campionato e da tre mesi tra casa e trasferta non raccattavano più o meno boccino la Viola si giocava i pochissimi residui di speranze europee emersi dalla grottesca vittoria di domenica, dalla sconfitta del giorno dopo del Milan e dalla relativa corsa all'ultimo posto di Europa League che è ormai diventata una sorta di percorso tra il ridicolo ed il grottesco per le tre pretendenti. 
"IN MEZZO A TUTTE LE" suddette cose era logico aspettarsi una prova seria che ci regalasse tre agevoli punti per lanciarsi verso un insperato sprint.
Logico ma non per chi quest'anno ha seguito questa Viola. Così domenica scorsa alla sconfitta del Milan contro l'Empoli in casa, in chat è arrivato un messaggio ed io ho risposto così:
Solo una parola per commentarli, quei tizi al Barbera: VERGOGNOSI!
Credo non ci sia da aggiungere altro allo scempio palermitano di oggi se non il "Takko ai' giro" Bollins gestito che come al solito inquadra al meglio la situazione:
K: ma malesani unn'allenava?!?
Bollins: tu mi vuoi dire doppio gol dell'ex quindi? Andrebbero tenuti incatenati altro che....

domenica 23 aprile 2017

Partitina stile Cascine...e serata Speciale...

Campionato - 32^
FIORENTINA - INTER = 5 - 4
GOAL: Vecino, Perisic, Icardi, Astori, Vecino, Babacar, Babacar, Icardi, Icardi
Come annunciato ieri mattina, la poca utilità di un match che in passato aveva lasciato invece aperta "LA PORTA DEI SOGNI" faceva da premessa alla sfida coi nerazzurri. In realtà con una vittoria qualche strada si poteva riaprire, specie se (come poi successo) nella corsa ad ostacoli l'Empoli avesse ripetuto lo sgambetto fatto a noi anche al Milan di Montella. Con una squadra più "coperta" con Borja a fare da unione tra centrocampo ed attacco ci siamo schierati nel tentativo di regalare un successo ad un'annata cosìcosì e che sembra finita a molte partite dalla fine. Non così per la serata, sabato davvero speciale per un gruppo che tra moonshine, lupini, borghetti, abbracci, tentativi di iscrizioni, momenti da occhiali da sole anche con la partita in notturna e tante risate ha per l'ennesima volta dato splendida immagine di sè. A far da contorno ad una serata di questo tipo, un match che sembrava una partitina alle Cascine con i giubbotti a far da pali. Una sorta di "chi buha entra" che è durato circa novanta minuti, tra difese più che allegre ubriache quasi come altri, errori in loop tra centrocampo e difesa e partita che passa da un 1-0 viola ribaltato fino al 1-2 per arrivare ad una manita clamorosa viola guidata da una doppietta clamorosa di Vecino che dopo un intera stagione passata a tirare ovunque meno che in porta ha cambiato ogni statistica "unsegnava da circa un anno e segna solo doppiette" e da un'altra doppietta di Babacar che "lascia dubbi a livelli di gioco ai puristi ma che da bomber unperde un colpo", intervallati da un gol di Astori sempre più leader che dedica il gol al beccato Bernardeschi che aveva sprecato un rigore ed una partita con una prestazione da dimenticare. Ovviamente, o non sarebbe Fiorentina...specie di quest'anno....siamo riusciti a soffrire anche con il 5-2 a favore arrivando a rischiare di buttare via anche questa partita. Ed onestamente visto il livello degli avversari sarebbe stata beffa clamorosa. In una situazione diversa, tre punti da recuperare in cinque partite dal calendario non impossibile sarebbero benzina in un motore di una squadra che ottiene una vittoria in uno scontro diretto e che va di rincorsa. Ma troppe volte in questa stagione siamo rimasti scottati e così anche la trasferta di domenica prossima a Palermo contro una squadra di fatto già retrocessa lascia dubbi e perplessità. Prendiamo per ora questi questi cinque gol e soprattutto questa splendida serata del gruppo e la soddisfazione di aver regalato a Marco un piccolo saluto dopo la tragedia di Lisbona di venerdì sera. Lasciamo in un cassetto le polemiche pre e post match di un mister sempre più lontano e le tabelle di possibili recuperi e corse europee. Dedichiamo la vittoria a Marco e sorridiamo per la bella serata extramatch, con un piccolo sorriso anche per questi tre punti e cinque gol viola.
FORZA VIOLA...sempre e comunque...
"Takko ai' giro" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...dice segna solo con l'inter...il primo gol unnè male anche se di sicuro si sembrava a giocare alla pista di pattinaggio...ma intanto si segna, unnè poco.."
KAPPAGELLE
Tatarusanu 5,5
Tomovic 5,5
Sanchez 5
Astori 7
Tello 5,5
Badelj 6
Vecino 7,5
Milic 5,5
Borja Valero 6,5
Bernardeschi 5
Babacar 7,5
Salcedo 6+
Ilicic 6,5
All. Paulo Sousa 6,5
Il migliore: Vecino
Il peggiore: Bernardeschi 

sabato 22 aprile 2017

Souvenir di alta quota

Kiave di lettura n° 232
In attesa di una partita imperdibile dai contorni epici come quella di stasera, dove l'utilità del match è pari più o meno ad un classico cross dell'omonero direzione imprecisata ma meta una delle persiane di viale Fanti, alle menti un po' più romantiche e con qualche anno di Fiesole alle spalle riaffiorano ricordi di annate ben diverse. 
Stagioni che rappresentano "souvenir" indelebili quando cioè era possibile affrontare questi pre-partita "SOGNANDO IL MEGLIO". Ed allora apro il libro che trasmette sogni sin dalla magica copertina e scorro qualche pagina, fino a raggiungere, partita, capitolo e parole adatte al momento di nostalgia. Non resta che dirvi....buona lettura...e buoni ricordi...o meglio souvenir....

"SOGNI DI TRICOLOR" - DECIMA GIORNATA - 
"E vola vola si va" - Colonna sonora "Sarà un bel souvenir"
Fiorentina - Inter 3-1
pag. 45 

“..... Ora tocca alla mia Viola e, ovviamente, il Bati non perde l’occasione per timbrare di nuovo il cartellino contro l’Inter, anche se a fare il funambolo in realtà è Edmundo, che per tutto il match fa ammattire gli interisti ed esaltare noi in Fiesole. La coppia d’oro ci porta di nuovo in vetta, lassù dove il Trap dice “ci vuole sciarpa e guanti”, lassù dove canta la Fiesole “e vola vola, si va, sempre più in alto si va” e io sorrido e canto stupito di me stesso e del fatto che un pezzo dei Ricchi e Poveri mi potesse mai mettere la pelle d’oca. Potere di un bel souvenir, come dice Liga, mescolato a un presente ancora più bello, da un pallonetto al sette del Bati di qualche anno fa, passando attraverso il mio timido tentativo di emulazione per un punto prezioso, e arrivando fino alla vetta della classifica a metà girone d’andata della mia Viola ....."

E voi? Avete letto "Sogni di Tricolor"? Vi è piaciuto? Lasciate il vostro commento qui, sui social, ai miei contatti, ricordandovi di usare il riferimento #sogniditricolor.

mercoledì 19 aprile 2017

#FreeGabriele

Ne avevo sentito parlare ed un po' mi ero informato su quella che è "LA SUA STORIA" o meglio quella che è la sua vera e propria (dis-)avventura. Dopo la segnalazione del mio inviato romano (che ringrazio come sempre), ho letto con più attenzione quello che Gabriele Del Grande ha realizzato, il suo impegno, il suo stile e soprattutto la vicenda che lo vede, purtroppo, protagonista-vittima in questi giorni.
Fermato dalla polizia turca al confine della Siria ormai una decina di giorni fa, solo ieri è riuscito a mettersi in contatto coi suoi parenti; purtroppo però il fermo non è dato sapere quando finirà avendo ottenuto solo la possibilità di telefonare dopo giorni di protesta. Per questo Gabriele ha iniziato ieri lo sciopero della fame chiedendo di dare visibilità al suo caso; per questo ma anche e soprattutto perchè i motivi del fermo sono oscuri a tutti, anche a lui. Forse il suo lavoro di inchiesta su migrazioni e non solo. Forse una generica "attenzione turca" ad un reporter che il mio inviatoromano ha definito "ma lui è uno vero non un cazzabubbolo".
E documentandomi un po' non posso che dargli ragione, basta vedere quanto da lui prodotto e quanto programmato. Uno di quelli con schiena dritta, voglia di conoscere e far conoscere, amante della verità e delle storie REALI, così come della voglia che esse siano diffuse. Magari i motivi del fermo sono proprio questi e questa voglia.
Anche per questo mi unisco al #freeGabriele ed al #iostoconGabriele sperando di avere presto buone notizie. So che è una goccia in mezzo al mare, ma mi va di versarla.