domenica 20 maggio 2018

Imbarcata finale

Kiave di lettura n° 288
Campionato - 38 ^
MILAN - FIORENTINA = 5 - 1
GOAL: Simeone, Calhanoglu, Cutrone, Kalinic, Cutrone, Bonaventura
LE PAGELLE
Sportiello 5,5
Compie un paio di buoni interventi e due buone uscite. Colpevole sul gol del pareggio
Milenkovic 5
Cerca di tenere su la baracca cambiando diversi ruoli ma crolla nel secondo tempo
Pezzella 5,5
Finchè fisicamente tiene è la scialuppa di salvataggio, si fa anticipare da Cutrone e poi esce
Biraghi 5 -
Soffre anche fisicamente, stringe i denti ma la prestazione ne risente
Benassi 5
Gira a vuoto per poi scomparire piano piano
Cristoforo 4
Oggettivamente non presentabile
Dabo 5,5
Primo tempo di sostanza che sparisce nella ripresa
Chiesa 6+
Lotta fino al recupero, assist d'oro e qualche giocata
Saponara 4,5
Non pervenuto
Simeone 6
Un gran bel gol poi non gli arriva nessun altro pallone
Olivera 4
Vedi Cristoforo
Dragowsky 4,5
C'era qualcuno che si lamentava di Sportiello e lo voleva titolare...
Gaspar 4
Vedi Olivera che vede Cristoforo
All. Pioli 5
Partita sfortunata certo ma anche giocata senza il giusto piglio. Cambi un po' naif ma alla sfortuna delle assenze tutte nello stesso reparto era difficile porre rimedio. Resta un'imbarcata che macchia il finale del campionato.
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: Cristoforo
LA PARTITA
Era una partita inutile. Non contava niente perché era ormai tutto scritto. L'Europa buttata via nell'ultima in casa col Cagliari non era recuperabile e l'ottavo posto era mediamente al sicuro, perchè tutto il mondo sapeva che la Spal avrebbe asfaltato la Samp. Quindi quello che rappresentava la partita finale a San Siro era una prova di maturità ed orgoglio, provando a divertirci magari lanciando qualche giovani. NP. Non pervenuti. Nè questi elementi nè la squadra. Certo il destino c'ha messo lo zampino con le assenze di un Badelj sempre più faro, Veretout e poi la coppia difensiva centrale ed il portiere durante la partita. Insomma non poco. Certo ovviare con Maxi Olivera difensore centrale e Cristoforo titolare non è stato il massimo. Sicuri sicuri che in una partita sostanzialmente inutile non si poteva lanciare un Primavera al posto di due giocatori ormai che si possono dichiarare impresentabili? Cambiava qualcosa? No. In un senso e nell'altro. Fino al gol di Simeone era una partita da fine stagione, abbastanza ferma, poi s'è stappata. "Tutta colpa di quel gol al freddo" direbbe Oronzo Canà. Hanno segnato tutti anche l'uomo dal certificato facile che a Milano hanno più paragonato a Calloni che ad un idolo. E noi tranne i primi venti minuti in partita non ci siamo mai stati con una difesa nel secondo tempo che faceva temere anche qualcosa di peggio, dell'imbarcata presa come ultimo saluto stagionale. 
"E ALLORA AVANTI UN ALTRO" . Campionato. Il prossimo. Ci potrebbero essere anche le basi per costruire qualcosa di buono. Qualcosa di positivo che possa partire da questa stagione. Che è stata segnata da quella infinita tragedia di Davide. Hanno dato tutti tutto per superarla e sicuramente il giudizio sulla stagione risente dell'impegno massimo che hanno mostrato. Cercando di essere razionali, le basi ci potrebbero essere. Penso a Pezzella, a Chiesa, a Veretout, a Simeone. Ma anche a Sportiello, Biraghi, Benassi. Ma il punto è sempre lo stesso. Che intenzioni hanno in società? La rincorsa al terzino di squadre retrocesse l'ultimo giorno di mercato o qualcosa di programmato partendo da basi esistenti e un paio di investimenti importanti? Presto per parlare di questo. Lo vedremo nei prossimi mesi.....intanto....FORZA VIOLA...sempre...

lunedì 14 maggio 2018

Proprio oggi...

L'ultima immagine che abbina il MIO bomber e la mia Viola che avrei voluto ricordare è quella di un centravanti che al momento dell'ennesimo record infranto si infrange (gioco di parole voluto e dovuto) contro la rete e stremato si mette a piangere. Ed invece in quelle lacrime non c'era solo la felicità per il record raggiunto. Quel "gol fisico" rappresentava in modo evidente l'atto finale di una splendida storia d'amore durata nove anni. Ma sul momento non volevo crederci, non potevo crederci. Non poteva finire, non quella storia d'amore. E mentre praticamente tutta la curva mi diceva che dovevo cominciare ad abituarmi all'idea, io scuotevo la testa testardo, rinchiudendomi nella mia convinzione. Nel mio "non è possibile, BATI non ci può lasciare".

Proprio oggi, diciotto anni fa, l'ultima tua partita in maglia viola, l'ultimo tuo gol...pardon gli ultimi tre...l'ultima NOSTRA vittoria.
Il record assoluto di gol con la nostra maglia, le tue lacrime dentro quella porta che infinite volte ci aveva regalato sorrisi enormi.
Quanto manchi BATI mio. A questa squadra, a questo sport, a questa città, a questa maglia. Ai nostri "SOGNI DI".

sabato 12 maggio 2018

Qualcosa ed anche di più...

Kiave di lettura n° 287
La Kiave di lettura di questa settimana aggiunge un volume allo scaffale del mio personale Katalogo, più precisamente:
CHIARA GAMBERALE - "Qualcosa" - Longanesi
Autrice nota e già presente nel mio Katalogo, in questo libro scopro una Gamberale alle prese con un nuovo modo di sperimentare la sua scrittura. La cornice del libro è infatti quella di una fiaba, dove appare l'immancabile principessa che per la sua voglia esagerata di vivere profondamente ogni cosa riceve dai suoi genitori il nome di Qualcosa di Troppo. Nome particolare ma d'altra parte da un re Qualcuno di importante e da una regina Una di noi non ci si poteva aspettare molto di diverso. I nomi di questo tipo, che illuminano subito il lettore sulla tipologia del personaggio, sembrano dire "FAREMO APPARIRE UNA" storia di un certo tipo, cosa vera ma solo in parte. Nel suo percorso infatti, la protagonista non conosce esattamente solo le bellezze a cui può essere abituata appunto una principessa e non è così sempre scontato che il nome di chi conosce porterà con sé solo "il suo nome". Così fa capolino nella sua vita il dolore che come conseguenza le porta "in dono" il Cavalier Niente con cui riuscirà a scoprire molte cose, ma solo dopo aver fatto le sue valutazioni e le sue analisi. Infatti sarà una sorta di saggio maestro che l'accompagnerà nelle sue nuove scoperte: principi, duchi, conti che le faranno scoprire tristezza, gioia ed indignazione. Con gli eccessi del suo modo di vivere le cose, la principessa imparerà a riconoscere anche tante altre cose come la sensazione del bisogno "..il bisogno è solo un sogno: prima o poi finisce.." l'arte del non fare e l'importanza di Madama Noia "..il non fare è un'attività per cui ci vuole parecchio impegno.." e l'importanza di riuscire sempre a leggersi dentro prima di trovare le soluzioni altrove "..quel vuoto non è una maledizione: è un regalo.." che si rivelerebbero comunque inutili. Il tutto sempre affiancata da quel cavaliere che dal vuoto dentro prodotto si rivelerà invece molto e molto di più. In una fiaba del genere, non può mancare ovviamente la conoscenza dell'amore, prima ben nascosto e poi evidente "..è la sensazione di avere una, due, centosette, mille onde in pancia. E' un desiderio diverso, assolutamente diverso da tutti quelli che non mi lasciano mai in pace. Gli altri desideri vogliono qualcosa che non c'è: l'amore invece vuole qualcuno che c'è.." che però non è il protagonista centrale. Il libro scorre bene e le illustrazioni (di tuono pettinato) aiutano e alleggeriscono ancora di più il testo e pur facendo capolino, sono poche le pagine in cui il percorso del racconto "fiabesco" conduce allo scontato/ovvio. La "favola" della Gamberale mette al centro gli stati d'animo nella loro interezza e nella loro complessità. Il guardarsi dentro e l'analizzarsi come elemento necessario per apprezzare e vivere tutto quello che ci circonda. Una favola con una morale molto più densa di....qualcosa
BIGNAMI: stile diverso, chiave di scrittura curioso e concetti che comunque "restano". Perde un po' di spessore la trama ma il libro merita quattro stelle (con un piccolo meno) su cinque.

domenica 6 maggio 2018

Siamo ancora in corsa....

Campionato - 36^
GENOA - FIORENTINA = 2 - 3
GOAL: Benassi, G.Rossi, Lapadula, Esseryc, Dabo
LE PAGELLE
Sportiello 6,5
Presente sull'unico tiro del primo tempo e sul finale della partita. Sui gol poche colpe
Gaspar 5
Costantemente in affanno nelle chiusure e quando viene puntato
Pezzella 5 +
Leader con diverse pause soprattutto in occasione del doppio gol genoano. Tiene nei minuti finali
Milenkovic 6 -
Centrale di sinistra ma non sembra soffrire il cambio, meglio di Pezzella anche se con qualche sbandamento specie sui gol
Biraghi 6 +
Sta crescendo ed acquisendo personalità. Sfiora l'eurogol, e fa un gran primo tempo di spinta, si fa prendere in mezzo sul doppio gol ma nel finale fa un salvataggio decisivo
Benassi 7 +
Un primo tempo complicato nel trovare la posizione poi lo squillo importante che gli fa fare una grande ripresa, da vero uomo ovunque
Badelj 6,5
Comanda il gioco e ci prova da fuori, quando esce la squadra cala vistosamente
Veretout 6
Gara un po' grigia con alcuni errori di precisione, migliora nel finale anche se in cabina di regia si nota la differenza con Badelj
Chiesa 6,5
Corre moltissimo e fa sempre tenere bassa la squadra avversaria, qualche protesta e fallo di troppo che dovrebbe cominciare a limitare
Saponara 6
Un paio di giocate ed un importante cross che poteva diventare un assist importante
Simeone 5,5
Assist importante dopo un primo tempo di sostanzialmente solo di corsa. Nella ripresa sparisce del tutto anche se dà tutto a livello di presenza e grinta, anche coi crampi
Dabo 7,5
L'uomo del match, porta grinta e cattiveria ma anche due tiri importantissimi: un palo ed un gol
Esseryc 6,5
Nel finale si incarta quasi comicamente, ma trova un gol decisivo per la rimonta
Falcinelli 6,5
Entra bene nel match ed offre un assist d'oro a Dabo
All. Pioli 7
Primo tempo da padroni del campo, nella ripresa succede di tutto e forse una mano grande ce la dà Pandev ma questa squadra non molla mai e trova risorse impensabili in modo continuo e grande merito va a chi questa squadra la gestisce 
IL MIGLIORE: DABO
Il peggiore: Gaspar
LA PARTITA
Per mantenere viva una fiammella per la comunque complicata corsa europea la trasferta di Marassi aveva un'unica possibilità di risultato: la vittoria. Mister Pioli conferma l'ossatura di squadra ormai tipo e inserisce Gaspar al posto dell'infortunato Laurini. Il Genoa appare timido e con poca grinta e la Viola è padrona del campo e del gioco. Possesso palla costante e pressing che però portano al tiro Badelj e Biraghi dalla distanza per una buona parata di Perin ed un tiro fuori. Il Genoa risponde solo con una bella punizione su cui Sportiello presta la giusta attenzione. Poi verso il finale di tempo uno scambio Benassi-Simeone concede al Cholito la palla giusta per farsi perdonare di due secondi di ritardo su un cross di Saponara di metà tempo. Bello l'assist del centravanti per lo stesso Benassi e gol del vantaggio viola proprio al termine del tempo: 0-1.
La ripresa comincia con un Genoa più tonico col passaggio ai tre attaccanti e l'ingresso di Pandev. Ma è un colpo di testa di Benassi da un angolo molto ben battuto da Biraghi l'occasione più pericolosa che solo un bell'intervento di Perin non fa diventare il raddoppio viola. La nuova carica del Genoa porta a quello che "era scritto" cioè il ritorno al gol dopo anni di Pepito, ed un po' il cuore viola non può che sorridere, anche se in modo amaro. Il problema è che dopo pochi minuti Pepito esce ed entra Lapadula, molto meno simpatico e ben visto da Pepito tanto che qualcuno scrive "lo odio, lammerda proprio" e dopo meno di niente con la solita giocata (cross dalla fascia e gola pochi metri dalla porta) trova il raddoppio: 2-1 mentre tra i due gol genoani Dabo aveva preso un palo che continuerà a tremare per diversi minuti. Oltre ad averla ribaltata, il Genoa sembra averne di più ma il giocatore che probabilmente aveva cambiato l'inerzia della partita (Pandev) con due giocate decisive per i due gol decide di entrare con entrambi i piedi uniti e prendersi il rosso diretto. La partita cambia di nuovo "inerzia" (come dicono quelli che sanno "ragionare"). A questo punto ci crediamo e con l'ingresso di Esseryc (che in modo lungimirante avevo battezzato con un "ecco siamo a posto") e quello di Falcinelli (che con lo stesso tono vien battezzato dai miei inviati come quello che "la risolve") a provare a ribaltarla siamo noi. Prima Perin si mette di mezzo con un paio di grandi interventi, poi lo stesso Esseryc prima e la coppia Falcinelli (assist) - Dabo ci regalano un 2-3 importantissimo. Nel finale Medeiros gioca tutte le sue carte e ci fa venire i brividi con due tiri consecutivi poi nel mezzo a mille cartellini gialli arriva anche il fischio finale sancendo "l'ammonizione più bella" quella  per la maglia tolta di Dabo che ci ha regalato i tre punti. 
A due giornate dalla fine siamo in corsa per l'Europa, con qualche punto di svantaggio ma ci siamo. Una fase finale di campionato che ha regalato un filotto di risultati davvero notevoli e soprattutto una squadra davvero tale. Compatta, mai doma, vogliosa di regalarsi qualcosa di importante. Nel primo tempo avevamo dominato palla e campo. La partita nella ripresa è stata pazza e probabilmente senza la loro espulsione eravamo a mangiarci le mani per averla buttata via. O forse no, perchè con questa squadra non si può mai dire. E proprio per questo motivo possiamo dire fieri che noi ci siamo e siamo sempre in corsa. Proviamoci.
FORZA VIOLA...sempre...

venerdì 4 maggio 2018

Vittorie solite e vittorie insolite

Kiave di lettura n° 286
L'avevo annunciato qualche giorno fa (leggi cliccando qui) che la vittoria di Sarri per me era indiscutibile e chiara. Ma soprattutto indipendente dalla vittoria dello scudetto. Lo confermo oggi dopo l'ultima domenica di campionato. Il Napoli era di scena a Firenze domenica, ma secondo il mio modo di vedere la partita s'è già incanalata sabato sera tanto da farmi pensare e dire "domani la vinciamo" persino a me che di solito per scaramanzia non faccio mai pronostici in viola. Infatti sabato sera a San Siro, la #juvemerda ha fatto il suo mestiere, quello di squadra più forte che quando ha bisogno di una mano "CASUALMENTE" "NON C'E' NESSUNO MAI", delle personcine con le giacchette nere (o fosforescenti), a dirgli di no. E così è andata. Orsato ha pilotato la partita nel senso unico che conosciamo ormai da sempre permettendo ad una #juvemerda in crisi di fiato e forze di giocare praticamente novanta minuti (considerando i recuperi) in undici contro dieci e sfiancare l'avversario.
Questo non comportava automaticamente la sconfitta del Napoli, ma ci sono regole ugualmente automatiche anche se "non scritte". Così, se per una settimana stuzzichi Firenze con "tanto si scanseranno", se vedi che come ti avvicini al primo posto la rivale gioca in dodici contro dieci, se cominci la partita e ti buttano fuori (GIUSTAMENTE) il miglior giocatore, il crollo è dietro l'angolo. E così è stato per il Napoli. Anche se fortemente "aiutato" nel crollo da una squadra davvero vogliosa di vincere e convincere. La mia Viola infatti ha fatto una partita spettacolare, come non si vedeva da tempo. Per intensità, grinta, coesione (e questi elementi per diverse partite li avevamo ritrovati) ma soprattutto gioco. Ritmo, velocità e tante azioni da gol. Il gruppo a dopo - sezione curva (in formazione ridotta e, seppur soddisfatto della presenza sugli spalti, con lo stato d'animo di chi sente la mancanza degli assenti) non ha creduto ai propri occhi dall'inizio alla fine e nessuno s'è posto il problema del "regaliamo lo scudetto alla Juve". Perché esaltati da una splendida gara ma anche consapevoli del fatto che l'ennesimo scudetto ai gobbi l'hanno consegnato altri. I soliti.  Loro stessi, gli aiuti, le giacchette nere/fosforescenti, rivali inesistenti tranne appunto il Napoli fatto di giocatori sette/otto gradini inferiori. Ed allora a maggior ragione si fa intensa la gioia di vedere quei tre gol di un Simeone scatenato e finalmente "punta vera" ma soprattutto di vedere una squadra che orgogliosamente gioca per se, per i residui sogni di qualificazione, per la città, per la voglia di "non scansarsi". Con tanti saluti a quel tizietto di Sky, rigovernatore di mestoli.
FORZA VIOLA...sempre...
Campionato - 35 ^
FIORENTINA - NAPOLI = 3 - 0
GOAL: Simeone, Simeone, Simeone
Sportiello 6
Praticamente spettatore non pagante
Laurini 6,5
Puntuale e preciso nelle chiusure
Milenkovic 7
Gara fatta di agonismo e concentrazione
Pezzella 7 +
Leader e guida sicura dei quattro della difesa
Biraghi 7 +
Tra i più positivi per determinazione e spinta offensiva
Veretout 6,5
Qualche sbavatura ed imprecisione in una gara comunque positiva
Badelj 7
Con lui in campo la squadra gira ad un altro ritmo e con un gioco che scorre nettamente più liscio
Benassi 7 -
Sul finale crolla un po' ma dopo aver macinato km su km
Chiesa 7 -
Il contrario di Benassi, parte timido per poi crescere col passare dei minuti
Saponara 6
Tra i meno positivi, non incide troppo con le giocate, contribuisce al successo ma in modo "oscuro"
Simeone 9
Tre gol così importanti, in una partita del genere non possono che meritare un voto del genere
Gaspar SV
Esseryc SV
Cristoforo SV
All. Pioli 7,5
Compito agevolato sicuramente dalla situazione generale e dall'espulsione ma la squadra non sbaglia niente ed annienta il Napoli.
IL MIGLIORE: SIMEONE
Il peggiore: Saponara

sabato 28 aprile 2018

Primo maggio da non procrastinare

Kiave di lettura n° 285
Tra qualche giorno sarà il primo maggio, la festa del lavoro. Troppo spesso nella realtà la constatazione della mancanza dello stesso o l'esistenza di condizioni poco umane in posti di lavoro che tutto sono meno che elementi da festeggiare. Il senso del primo maggio, per come mi è stato insegnato, è quello di mettere al centro dell'attenzione tutto quello che riguarda il lavoro ed i lavoratori. Le loro tutele sia presenti che mancanti, i loro diritti sia conquistati che calpestati, la loro dignità sia riconosciuta che ignorata. Dargli visibilità e soprattutto il dovuto riconoscimento e rispetto.
Rileggendo un vecchio Writing Tuesday scritto un po' di tempo fa mi va di dedicare la mia #kiavedilettura di oggi proprio al prossimo martedì, riportando quel post.

Buona lettura...
Erano "..a causa delle difficili condizioni economiche generali, ci vediamo costretti a PROCRASTINARE a data da destinarsi la sua assunzione.." le parole che rimbombavano nella sua testa. Parole non dette, ma scritte sulla lettera arrivatale dalla società per cui aveva già collezionato un numero notevole di contratti a progetto e che si era impegnata ad assumerla a tempo indeterminato dalla fine del suo ultimo contratto. Non riusciva a credere a quanto rilesse più di una volta. Non poteva essere successo proprio a lei. Aveva festeggiato con suo marito ed i suoi due figli la sospirata assunzione, dopo tanto precariato. Ricordava ancora la cena ed il sorriso sul suo volto e su quello della sua famiglia. Finalmente potevano "respirare" un pò, dato che solo lo stipendio di suo marito non li avrebbe portati da molte parti se non ad uno scarso 20/25 del mese. La stabilizzazione della sua posizione invece portava luce e speranze. Di minori sacrifici, di qualche cena fuori come quella e magari di un piccolo viaggetto, magari non lontano ma pur sempre una piccola vacanza che non fosse la campagna dei nonni.
Invece quella busta anonima trovata la mattina nella buca delle lettere aveva fatto sparire tutto il buon umore di quel periodo. Ed ora? L'avrebbero davvero assunta, magari più avanti? Le avrebbero fatto di nuovo un odioso contratto a progetto, dove di progetto non c'era neanche l'ombra?
Martina "IMPRECA E TIRA FUORI I CONTI DEL" periodo e vede quello che già sapeva: il prossimo mese, senza il suo nuovo lavoro tanto agognato e solennemente promesso, il conto corrente avrebbe segnato rosso scuro e la banca avrebbe bussato alla sua porta. Cosa gli avrebbe risposto?
Chissà se anche la banca avrebbe accettato una proroga sui suoi debiti come gli chiedeva la sua società, chissà se anche il direttore della banca avrebbe sottoscritto con lei un contratto con un progetto di rientro della somma che doveva. Chissà.
Intanto i bambini aspettavano a scuola il suo arrivo e lei non poteva tardare ulteriormente, nè scervellarsi o piangersi troppo addosso. I bambini da prendere, la spesa da fare, la cena da preparare. Non aveva tempo per imprecare contro la sua società in questo momento, con la tristezza nel cuore e la preoccupazione nel cervello prese le chiavi dalla tavola e si avviò verso la sua macchina.

mercoledì 25 aprile 2018

La vittoria di Sarri

Kiave di lettura n° 284
Sorvolando sul ritorno alla mediocrità viola per mancata visione del match contro il Sassuolo, vorrei puntare l'attenzione della kiave di lettura di questa settimana sul primo verdetto del campionato. Non parlo della retrocessione imprevista del Benevento (abbondantemente in B già a novembre) ma del successo di Mister Sarri. Non parlo della vittoria a Torino come trofeo né tanto meno della vittoria dello scudetto, ma di qualcosa di meno concreto ma più significativo, di una frase che ora si può dire: "lui ha già vinto". Sicuramente poco da bacheca ma tanto da meriti ed applausi. Spesso bistrattato per i modi poco istituzionali, spesso ripreso e criticato (giustamente) per le uscite fuori luogo, spesso oggetto di ironia, sarcasmo od offese per le sue analisi viste come scusanti continue o alibi cercati. Sta di fatto che "QUANDO TUTTE LE PAROLE" restano tali e lasciano il campo ai fatti, quelli sono lì ad inchiodarti. Ed allora il suo Napoli ha dieci punti più di anno scorso quando già aveva fatto mezzi miracoli ovviando alla cessione di un bomber da 36 reti ed all'infortunio del suo sostituto creando un gruppo capace di giocare il miglior calcio d'Italia ed arrivando in Champions. Quest'anno ha fatto meglio. E' stato scherzato quando è stato eliminato dalla Champions e dalla Coppa Italia non prendendo in considerazione un dato banale: le risorse. Con quelle a disposizione, Sarri ha vinto. A quattro giornate della fine sta tenendo testa ad una corazzata nettamente più forte, con investimenti nemmeno paragonabili, con più aiuti e con un'abitudine a vincere storica. Non contento è andato a batterli a casa loro e si è portato ad un punto, con un calendario che può anche far sognare. Da pronostico e da inizio anno dico e penso che sarà di nuovo la #juvemerda a vincerlo questo scudetto e resto di questo avviso. Ma nonostante questo credo che Sarri abbia davvero già vinto. Ha portato la sua squadra a combattere per un sogno lottando con mezzi a disposizione che a confronto dell'armata juventina son da considerarsi più che scarsi.
Provate a leggere i ventidue juventini
Buffon Szczesny; Howedes Lichsteiner, Benatia Rugani, Chiellini Barzagli, Alex Sandro De Sciglio, Matuidi Sturaro, Khedira Marchisio, Pjanic Betancur, Douglas Costa Cuadrado, Higuain Mandzukic, Dybala Bernardeschi
e poi paragonateli con i ventidue napoletani
Reina Rafael, Hysay Maggio, Albiol Chiriches, Koulibaly Tonelli, Ghoulam Mario Rui, Allan Rog, Jorginho Diawara, Hamsik Zielinski, Callejon Ounas, Mertens Milik, Insigne Machach
Ecco ora ditemi se paragonando i giocatori della Juve e quelli del Napoli, a parità di ruolo, su 22, ce n'è più di un paio dove preferireste giocatori del Napoli. Sinceramente. Forse Zielinski e Koulibaly. Stop. A questo aggiungete che oltre le scelte c'è anche il peso dei ricambi e dei reparti. Onestamente imbarazzante la differenza dei componenti dei due attacchi, che nella realtà si è trasformata invece nell'arma in più dei napoletani. Tralascio, e non è fattore tralasciabile invece, le spinte extra campo che come sempre hanno influenzato e fatto segnare diversi punti sempre nello stesso verso. In tutto questo Sarri è andato a Torino, ha vinto e non ha concesso neanche un tiro alla Juve. Per questo vada come vada, lui ha vinto. Con la sua tuta, i suoi blocchetti, le sue uscite eccessive ed i suoi errori. Ma ha stravinto.
Ah. A Firenze da qualche giorno si commenta e ci si schiera sulla buffonata detta da un tizio che lavora a Sky ed ogni tanto si diverte a chiamare "Pezzeia" il nostro difensore centrale. La suddetta buffonata sarebbe quella che tra i tifosi viola è partito il tamtam "scansiamoci col Napoli". Ora, non so quali sono le fonti del signor Parodi, ma onestamente non mi risulta proprio e magari visto che lo chiamano giornalista (ahahahha si lo so fa ridere) sarebbe utile verificare l'attendibilità di quel che si dice. Firenze è nota per non scansarsi, caro signor telecronista, lo dice la storia e lo dice la nostra natura, di cui lei evidentemente non conosce neanche la premessa. Detto questo e detto che il suddetto tizio dovrebbe essere banalmente ignorato, Firenze ha abboccato e come sempre abbiamo cominciato a fare quello che ci riesce meglio: si fa "polemiha" e ci si divide (anche se onestamente le parti in causa non mi sembrano così divise a metà). E da buon fiorentino io dico la mia. Per mia natura ammetterei di "tifare contro" la mia Viola solo all'ultima di campionato con nostra posizione ormai definita e solo nel caso che la nostra sconfitta regalasse la matematica certezza della B alla #juvemerda. Quindi il problema non si pone. Detto questo chi dice che non si può tifare contro perché anche il Napoli c'ha rubato qualcosa mi fa venire le bolle. Sicuramente ognuno può avere le sue simpatie. Sicuramente il ricordo fresco della Coppa Italia di pochi anni fa è ancora ferita bella fresca e dolorosa. Ma non scherziamo. Quello che rappresenta per Firenze la #JuveMerda non è paragonabile a niente e chi si lancia in paragoni non sa di che parla. L'82, il '90, Baggio, Berbatov, Avellino, Agnelli, Buffon, Conte, Pogba, Tevez, i mille rigori e le mille espulsioni, la Coppa Uefa, Casiraghi, Aladren, le sciarpe delle avversarie, calciopoli, Moggi, Bettega. Via ragazzi non scherziamo. E se siete così sensibili che nemmeno si può dire "in fondo se lo scudetto lo vincesse il Napoli..." fate una bella cosa, studiate un po' di storia viola. E magari domenica alzate il culo e venite al Franchi che c'è bisogno anche di voi visto che tra chiacchierare e fare c'è di mezzo il mare e si corre il rischio di essere invasi e sovrastati dai tifosi azzurri. E quello che ragiona a Sky, lasciatelo "cocere nì sù brodo".....ed asciugare i mestoli alla moglie.

giovedì 19 aprile 2018

Tutto d'un fiato

Campionato - 33^
FIORENTINA - LAZIO = 3-4
GOAL: Veretout; Veretout (R); Luis Alberto; Caceres; Veretout; Felipe Anderson, Luis Alberto
LE PAGELLE
Sportiello 4,5
Esce molto male e si mette nelle condizioni di farsi cacciare dopo otto minuti
Milenkovic 5,5
Tiene botta per gran parte del match ma nei momenti cruciali è in affanno
Pezzella 6 - 
Non in grandissima serata già dalla prima occasione ma salva un gol già fatto e comunque si fa sentire
Vitor Hugo 5,5
Gira a vuoto in un paio di pericolose circostanze
Biraghi 6
Procura il rigore del doppio vantaggio e limita i danni
Dabo 6,5
Sostanza pura in mezzo al campo
Veretout 8,5
Di tutto un po'. Leader della serata per la tenuta del gioco e per tre bellissimi ed importantissimi gol
Esseryc SV
Gil Dias 4,5
Si nota meno di Esseryc che gioca otto minuti
Chiesa 7
Rimette la partita in carreggiata facendo espellere Murgia e gioca una partita a tutto gas
Simeone 5,5
Nell'occasione del gol annullato riesce a mettersi in luce, per il resto poco altro
Dragowsky 4
Tranne due telefonate centrali non riesce ad opporsi ai tiri avversari neanche quando gli battono addosso (vedi gol di Caceres)
Falcinelli 5
Mai pericoloso
Saponara SV
All. Pioli 6+
Il cambio di Falcinelli è poco comprensibile, ma la squadra mostra carattere, voglia e gioco
IL MIGLIORE: VERETOUT
Il peggiore: Dragowsky
LA PARTITA
Era la seconda prova del nove della "nuova" Fiorentina. Dopo la Roma (clicca qui per ri-leggere il post a 4 mani) , "le quaje" (cit). Il mister ci sorprende con un'impostazione diversa che prevede Gil Dias ed Esseryc al posto di Benassi e Saponara. Nemmeno il tempo di vedere se funziona o meno il nuovo schieramento e tra Pezzella e soprattutto Sportiello la combinano grossa. Il portiere esce fuori area e blocca un tirocross laziale, cartellino rosso. Da capire se davvero l'occasione da gol è così chiara ma più che la protesta vien da commentare " O'brao bischero ora 82 minuti in dieci son proprio una passeggiata...." . Esseryc esce ed entra Dragowsky e quasi naturalmente, mentre cerchiamo di riorganizzarci, la Lazio comincia a prendere campo. Proprio con un'impostazione "chiusa dietro" da un rilancio del portiere scatta Chiesa in contropiede che viene atterrato (e non sembrava così dispiaciuto della cosa il nostro 25) da Murgia mentre è lanciato a rete. Espulsione e punizione, batte Veretout e la mette poco sotto il sette. "QUINDICI MINUTI DI POPOLARITA'" o meglio di follia e siamo 10 contro 10 ed 1-0. La Lazio non ci sta spinge e "Pezzella ci mette una pezza" salvando sulla linea a botta sicura, imitato poco dopo da Milenkovic che stoppa Immobile. Alla mezz'ora, con l'onda laziale che sembra crescere, Chiesa lancia in area Biraghi che è messo giù. Forse oltre al rigore ci starebbe anche il secondo giallo per Luis Felipe, si sorvola mentre Veretout spiazza il portiere e ci porta sul 2-0. Dopo un dubbio in area viola dove forse ci stava il rigore laziale, Luis Alberto imita Veretout su punizione ed accorcia le distanze , imitato da Caceres che a fine tempo colpisce di testa.....e colpisce anche Dragowsky che non muove un muscolo: palla che gli "picchia addosso", parità ed intervallo.
Riprende la partita-ottovolante e subito Simeone fa notare per la prima volta la sua presenza ed il suo ruolo da centravanti con un gol però poi annullato per fuorigioco in modo "dubbiodubbiodubbio". Sembriamo esserci ripresi dal finale di tempo di marca "quagliesco" e Veretout in serata di grazia semina avversari come birilli e ci riporta avanti. Dopo un rigore prima concesso e poi (giustamente) annullato ad Immobile per fuorigioco, prima Felipe Anderson poi Luis Alberto ri-capovolgono tutto e fissano sul 3-4 il risultato a venti dalla fine con tiri magari precisi ma per niente irresistibili. Noi abbiamo già dato tutto e l'ingresso di Falcinelli ci limita anche nelle speranze visto che da quando è arrivato a Gennaio deve ancora sostanzialmente toccare palla. Non creiamo più granché tranne qualche mischia con poco costrutto e finisce così la partita.
7 gol, due (+ quello di simpatiaInzaghi) cartellini rossi, gol annullati, rigori dati e poi annullati, espulsioni che ci potevano stare e non sanzionate, grinta, vantaggi e ribaltamenti. Davvero una gran partita, vissuta tutta d'un fiato un po' come "il Borghetti che si sa va sorseggiato". Siamo usciti sconfitti ed abbiamo mostrato pecche evidenti: errori di singoli, difesa allegra, la mancanza di un centravanti, poca cattiveria in certi momenti. Ma abbiamo dato dimostrazione di squadra, compatta, con un'identità. E' un peccato tornare ad inseguire il/i posti europei da posizioni di retrovia, ma è stato bello vedere una squadra che con i suoi limiti palesi ha provato a non darsi per vinta in inferiorità ed a comandare la partita dopo. Peccato che l'ottovolante a forza di "girare" si sia fermato sul 3-4, davvero peccato.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...siamo ricalati nella mediocrità, non poteva durar per sempre...a livello di squadra l'è l'inerzia, forse la dura fino alla fine così le mezze calzette te le ritrovi il prossimo anno grazie alla strisciata positiva...pensa che t'hai dato via Babacar per Falcinelli perchè faceva cacare, un segnava mai, l'era svogliato...quello più pagato..."

domenica 15 aprile 2018

Quando 'unvole entrare...

Campionato - 32^
FIORENTINA - SPAL = 0 - 0
GOAL: ------
LE PAGELLE
Sportiello 6,5
Praticamente disoccupato fino al finale di gara dove compie un buon intervento su una punizione insidiosa
Milenkovic 6
Quando c'è da spingere alza bandiera bianca ma in difesa è presente
Pezzella 6+
Per la partita che fa meriterebbe anche di più, qualcosina in meno per la pallaccia sparata in curva nel finale
Vitor Hugo 6 -
In sofferenza in alcune uscite, meno sicuro delle ultime gare ma positivo
Biraghi 5,5
Nel primo tempo spinge e crea pericoli, nella ripresa tira in curva una buona occasione. In costante difficoltà su Lazzari
Benassi 5,5
Finisce in debito di ossigeno una partita dove ha girato spesso a vuoto
Dabo 6+
Coi piedi ha difficoltà ma con fisico e forza mette tutto
Veretout 5,5
Fatica a trovare la posizione giusta ed il passo adeguato
Saponara 6,5
Primo tempo davvero notevole dove meriterebbe il gol, crolla nel secondo tempo
Chiesa 7
Primo tempo scintillante con continui strappi ed assist, cala nella ripresa per ritrovarsi nel finale
Simeone 5,5
Un paio di sponde ma anche un paio di ritardi su palloni importanti
Falcinelli 5
Mai presente salvo un passaggio a Biraghi
Esseryc 5,5
Un gran giocata conclusa con una via di mezzo tra tiro e cross, poi poca roba
Gil Dias 6
Porta pericoli e prova a diventare determinante, sfiora il palo ed il gol vittoria
All. Pioli 6,5
La squadra ha ritmo e gioco giusto, non trova il gol
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: Falcinelli
LA PARTITA
Arrivavano Semplici e la sua Spal per la nostra possibile settima di fila. Il mister confermava schema e sostanzialmente la squadra delle ultime partite e pronti via era la Spal a provare il colpo a sorpresa iniziale. Mischia in area, Floccari va giù dopo un paio di contrasti e viene fischiato il rigore. E lì parte la cosa probabilmente più bella della giornata: la Fiesole infatti si unisce in un coro unico "insensibile, insensibile, insensibile" di buffoniana memoria. Var e rigore rimangiato e coro che si modifica: "sei sensibile, sei sensibile, sei sensibile". Da lì in pratica la Spal sparisce e comincia un monologo viola all'insegna delle occasioni da gol: Saponara un paio di volte fa fare splendida figura a Meret, Biraghi ci prova, Benassi un po' meno, Chiesa riesce a far fare un miracolo al portiere spallino e poi Simeone arriva in ritardo su due tiri/cross molto pericolosi dello stesso gioiellino. Un "NUMERO ESAGERATO" di occasioni visti i nostri standard ma la partita non si sblocca ed all'intervallo è 0-0.
La ripresa parte con un passo più lento ed è la Spal che ci mette in difficoltà con un cross che taglia tutta l'area e finisce fuori dall'altro lato. Ci riorganizziamo e proviamo a spingere un po' soprattutto dopo i cambi che vedono Esseryc e Falcinelli entrare e prima il francese fa una gran giocata che conclude con un tirocross abbastanza inutile, dopo Falcinelli appoggia a Biraghi in buona posizione che spara altissimo. Sono gli unici due squilli della loro partita, poi è il solito Chiesa a regalare invece una grande occasione, gran tiro fuori di poco. Entra Gil Dias ed è subito propositivo con una doppia occasione che dimostra la sua voglia ma poi è Sportiello ha rimarcare la sua presenza su una punizione pericolosa di Viviani. Nel finale l'occasione per la svolta. Chiesa "raccatta daì sudicio" una palla persa, la pulisce e la mette al limite dell'area per l'accorrente Pezzella che tira....purtroppo altissimo. . Titoli di coda. 0-0.
Peccato. Era una domenica in cui il calendario poteva spingerci in alto ed invece buttiamo via un'occasione importante anche in vista di un calendario che andrà complicandosi con il passare delle domeniche. Peccato perchè per paradosso non abbiamo mai creato tanto davanti come in questa partita che invece finisce con zero gol, ma si sa che "quando 'unvole entrare, unn'entra". Prima o poi questa serie continua di vittorie si doveva interrompere, lo sapevamo. Si sperava più avanti, ma prendiamo queste vittorie consecutive e la comunque bella prestazione di oggi come il giusto sprint per un finale comunque importante. 
FORZA VIOLA...sempre...

giovedì 12 aprile 2018

Rigori e Figure

Kiave di lettura n° 283
Premessa: da sempre sostengo che ci sono partite e partite, situazioni e situazioni, squadre e squadre. Da frequentatore costante degli stadi italiani e da sporadico osservatore (ahimè) delle competizioni europee ormai "RINUNCIO A UNA CERTA ILLUSIONE" del "in quanto sport con delle regole si parte tutti alla pari". Mi è chiaro infatti che lo stesso fallo, la stessa situazione, le stesse proteste in base alla competizione in cui stai giocando, la maglia che indossi e lo stadio dove giochi non pesano alla stessa maniera né tanto meno vengono giudicate alla stessa maniera. Brutto da dirlo in modo così netto, ma è così. Altrettanto nettamente dirò che sull'episodio finale di Real-JuveMerda di ieri non ho le idee chiarissime e definitive. A pochi istanti dalla fine del recupero c'è un attaccante in area piccola davanti al difensore palla praticamente in possesso che viene sicuramente toccato da un difensore che ha braccia larghe "a spingere" e gamba molto alta a tentare un anticipo. La sensazione è che possa anche toccare la palla, che l'attaccante del Real aspetti il contatto per accentuare la caduta ma che l'intervento sia davvero in ritardo e scomposto. Quindi? Diciamo che da arbitro son quegli episodi che come fischi, fischi male; da tifoso del Real se non ti danno rigore protesti; da tifoso dell'altra squadra se te lo danno contro imprechi/protesti contro la decisione e bestemmi contro il tuo difensore che al 94' in vantaggio 0-3 fuori casa ed ad un cm dai supplementari insperati è in ritardo su un azione del genere e rovina sull'attaccante. A sensazione è rigore, in base a quello detto ad inizio post, ci sta che venga dato come no ed a Madrid ed in quell'area lì è più facile che venga dato. Fine premessa.
Da ieri sera invece è in onda uno show clamoroso. Divertentissimo. Per chi ha il cuore viola già vedere uscire i gobbi nuovamente nella Coppa che sta diventando un incubo per loro, con un rigore contro al 94' dopo una rincorsa di tre gol, è una vera GIOIA. Se si aggiunge il post-gara più comico, ridicolo e divertente che io ricordi, la gioia diventa CLAMOROSA. Un pianto continuo ed ininterrotto per un episodio da loro stessi definito "dubbio" ed in quanto tale quindi aperto alle interpretazioni. Ma niente. 
Agnelli chiede ufficialmente la testa di Collina come designatore arbitrale perché con il suo modo di fare indirettamente provoca ritorsione contro le squadre italiane in coppa. Vi ricordate cosa diceva la JuveMerda fino ad ieri sera di chi si permetteva/permette di esprimere dubbi su designatori o sistema arbitrale? "complottisti, perdenti che cercano scuse"
Lo stesso Agnelli chiede a gran voce l'utilizzo della/del VAR nelle coppe europee. Vi ricordate cosa diceva la JuveMerda fino ad ieri sera (anzi fino a quando è stata usata nei loro confronti) dell'utilizzo del VAR? "sperimentazione azzardata, snatura il gioco, fa diventare il calcio come il baseball".
Allegri dice che la sfida era condizionata dall'errore arbitrale nella partita di andata. Vi ricordate cosa diceva la JuveMerda fino ad ieri sera di chi legava le partite ad episodi arbitrali o solo li commentava? "parliamo degli arbitri, bisogna guardare alla propria prestazione per migliorarsi".
Lo stesso Allegri dice che c'era il rigore come c'era il rigore su Cuadrado nella partita di andata. Vi ricordate cosa diceva la JuveMerda fino ad ieri sera a chi metteva a paragone partite diverse o episodi simili? "non sono paragonabili gli episodi, sono cose diverse valutate da persone diverse, la diversa interpretazione è umana".
Chiellini mima e dice che il Real ha pagato. Vi ricordate cosa diceva la JuveMerda di chi osava/osa insinuare influenze/sudditanze a favore dei gobbi? "come si può pensare a compravendita di partite da parte nostra e degli arbitri? E' da querela".
Buffon inventa l'arbitraggio col cuore e non con il "bidone dell'immondizia", invoca la personalità dei direttori di gara "altrimenti te ne stai in tribuna con le patatine e la sprite", insegna che "l'arbitro deve studiarsi i percorsi delle squadre, della gara d'andata e dell'impresa che una squadra sta facendo" prima di fischiare un rigore, istituisce il minutaggio in cui si può dare o meno un calcio di rigore perché "al 94' un rigore si dà proprio solo se è nettissimo", e per chiudere in bruttezza definisce l'arbitro "non all'altezza, una sensibilità degna di un bidone dell'immondizia, un animale, un incapace". Vi ricordate cosa diceva la JuveMerda ed il buon GigiConLaCremeria di chi si lamentava degli arbitri o della sua/loro mancata sportività? "le lamentele sono le scuse dei perdenti, se avessi anche visto la palla dentro non avrei detto niente all'arbitro, gli arbitri sono uomini e come i giocatori possono sbagliare specialmente su decisioni dubbie"
Su quest'ultimo figuro (il sorBuffon) invito tutti a cercare l'intervista di ieri sera dell'uomo immagine della nazionale italiana. Una cosa clamorosa. Divertentissima se vista come sketch comico. Desolante ed avvilente se vista come intervista del capitano della squadra che dà anni fa la morale a tutti su fair play, accettazione della sconfitta come spunto di crescita e soprattutto rispetto delle decisioni arbitrali. Sconvolgente se vista come intervista del capitano della nazionale a cui tutto il mondo calcistico si rivolge come faro, chiedendogli di non abbandonare il calcio e prefigurandogli ruoli dirigenziali immediati. O ancor meglio di "uomo immagine". Proprio una grande immagine sì. Direi più che immagine, una gran figura. Figura di.... Come dice il Cioppi "immagina, puoi".

domenica 8 aprile 2018

Orgogliosi...

Campionato - 31^
ROMA - FIORENTINA = 0 - 2
GOAL: Benassi, Simeone
PREMESSA
Pagando profumatamente un inviato in quel di Roma, ho deciso di sfruttarlo un po' e sapendo che non avrebbe saltato l'impegno "olimpico" gli ho chiesto di dare al mio post postGara anche il colore degli avversari. Per farlo ho deciso di chiedergli , per la parte giallozzozza (mi sa che ora che legge questa cosa disconoscerà questo post), le pagelle che di solito faccio io per i viola e creare quindi un post a quattro mani....e due mezzi cervelli. Come ospitalità impone spazio a lui per primo, che giocava pure in casa.
dall'inviato romano Andrea Cardoni (autore testo e foto...ecometesbaji)
Eccole...sono citazioni perchè "non ciò parole"...spero ti facciano divertire come i due gol...ti mando pure qualche fotarella magari ti serveno... (NDR - ho scelto la foto meno compromettente per il color viola di questo blog, spero che l'inviato capirà...)
ALISSON – se il giocatore più tecnico dei ventidue in campo ha i guanti e il numero uno sul groppone allora «No, è che tutto sto caldo io non lo sento», «Ma infatti, ma poi cioè fino a ieri ve lamentavate del freddo e oggi già rompete er cazzo co sto callo? Ma nve va mai bene gnente» «Certo davero» - “A volte, quando una cosa è veramente orribile, non i riesce a distoglierne lo sguardo e si rimane quasi incantati”. Ero inebetito, sopraffatto, paralizzato. Roald Dahl, Le streghe. 
Bruno PERES – #ioseportavoacasauncinqueagrecoerocontento. Dice il prof accanto a me che «Oh, mettila come te pare, ma era il giocatore più a suo agio al Camp Nou» e però non è che questa cosa la dica in modo proprio del tutto priva di ironia -  “Non c’è bisogno di troppo cervello per essere un bravo ragazzo. Qualche volta mi pare anzi che il cervello faccia l’effetto opposto. Prendete uno che sia davvero in gamba,  difficile che sia una brava persona”. John Steinbeck, Uomini e topi
Kostas MANOLAS -  Al minuto quarantotto fa un’incursione centrale palla al piede e poi la perde ed è proprio grazie a questa cosa che vedo per la prima volta da quando mi sono seduto al mio posto, sarà quindi passata poco più d’un’oretta, che quello seduto al seggiolino sotto al mio è venuto in pantaloncini corti e superga bianche e comunque anche se le giornate si sono allungate sono le sette e tre minuti e quasi quasi mi metto la felpetta che m’ero portato  – “Quando lei, in un momento di depressione, si chiede che senso abbia la sua vita, Čechov le risponde: “Che cos’è la vita? È come chiedere che cos’è una carota. Una carota è una carota, di più non si sa” - Fausto Malcovati, Il medico, la moglie, l’amante.
58’  Alexandar KOLAROV“Negli anni Sessanta i bambini romagnoli, istruiti dai genitori, andavano incontro  ai turisti in arrivo alla stazione con dei mazzolini di fiori di campo. Qui a Pesaro i bambini si arrampicavano sugli alberi della stazione per centrare i turisti con la fionda”. Roberto Livi, La terra si muove.
Federico FAZIO - Quando l’unico movimento da prima punta lo fa il centrale difensivo tuo all’ottantantanovesimo e sotto di due allora «Vabbè ma comunque quest’anno è record de pali e traverse eh»– “Vorrei sapere dov’è l’uomo nelle macchie d’olio di motore, nei biglietti della metro, nelle balle di fieno o nei bastoncini dei lecca lecca”. David Thomas, Non ho ancora finito di guardare il mondo.
JUAN JESUS - cioè alla fin fine non è che... – “Ero diventato l’animale domestico di me stesso e troppo spesso mi lasciavo fuori dalla porta a mugolare. La sensazione che provavo più spesso era quella di essere diventato un angolo”. I Camillas, La rivolta dello zuccherificio
Kevin STROOTMAN [a prosecuzione del dialogo della pagella di Alisson] «ma se avemo parcheggiato qua oggi, figurate dove toccherà lascià la macchina martedì (Roma-Barcelona, ritorno dei quarti di finale Champions League, ndr)» - “Il signor Egon, che vendeva in farmacia polverine, supposte e pomate, e che aveva due rughe profonde in fronte a forza di leggere ricette”. Christine Nöstlinger, Il bambino sottovuoto
FLORENZI - Ciò che facciamo in segreto riesce, così Roithamer. Ciò che rendiamo pubblico è distrutto nel momento in cui è reso pubblico. Dire ciò che facciamo equivale a distruggerlo”. Thomas Bernhard, Correzione
Maxime GONALONS - «certo però che un biglietto per andare a vedere gli internazionali di tennis in tribuna premium al campo centrale non si può pagare settantotto euro» -  “C’era un signore che lavorava lontano da casa |Tutte le mattine prendeva il treno | Odiava prendere il treno | Tutto quel tempo sprecato| Non gli andava proprio giù | Allora inventò un congegno pazzesco | Era come un armadio | Un armadio pieno di pulsanti e manopole | Ci entrava dentro e dopo qualche secondo usciva direttamente in ufficio | Una rivoluzione senza precedenti | Era molto orgoglioso della sua invenzione | La donna della sua vita invece | Aspettò il suo treno per sempre | Fine” Favola con dentro la morale, Dente, “Favole per bambini molto stanchi”.
Radja NAINGGOLAN - ore 18.48 P. sta scrivendo...Ma chi, ma come.. Ma che ca....  - “Come ladro, da piccolo, promettevo bene. Intorno agli otto-nove anni ero imbattibile nell’arte di sfilare adesivi dei Puffi dalle confezioni di dentifricio al mentolo. Ancora oggi, quando torno a casa dal supermercato ed estraggo il tubetto dalla scatola, immagino di trovare un bigliettino con la frase SO CHI SEI, scritta con il sangue”. Francesco Muzzopappa, Dente per dente
Stephan EL SHAARAWY - Sabato 7 aprile, due ore e mezzo prima dell’inizio ore 15.28 Simone sta scrivendo…. Cmq è er compleanno de Delvecchio. Qualcuno un giorno lo dovrà dire che cazzo di giocatore era… – “Non pensare troppo a quella faccenda. Non è a prima volta che falliamo; e nemmeno l’ultima, lo sai meglio di me. Non diventeremo migliori o peggiori per questo. Dobbiamo diventare qualcosa, del resto?” Maj Sjöwall e Per Wahlöö, Roseanna
Edin DZEKO - Il gol che ha fatto al Camp Nou contro il Barcelona qualche giorno fa lo ha dedicato ai cittadini di Sarajevo con una foto e questa cosa: "In una città in cui non sapevi se avresti visto il tuo migliore amico il giorno dopo, se avresti abbracciato tuo padre o tua madre di nuovo, se avresti aperto gli occhi io ho passato ogni giorno di quei 1.425 sotto assedio”.
Gregoire DEFREL - «Dice che Diabate del Benevento ha fatto er fenomeno contro la Juve» «Ma chi è Diabatè?» «Vabbè che stavi addì de Del Vecchio?» - “Chi ha fede, smuove le montagne. Per questo sono sempre lì”  Ratman, La salita
Patrik Schick - «Ma ancora co Del Vecchio? Allora ritiramo fori tutti proprio. Allora volemo parlà de Salah? Mo ce stanno pure le vedove de Poggi» - Si può supporre che la fortuna funzioni più o meno come la sfortuna, nel senso che possiamo attirarcela. Non è raro che i giorni sfortunati ce li prepariamo con le nostre mani.  Fredrik Sjöberg, L’arte della fuga.
All. Eusebio DI FRANCESCO - Ore 22.30 M. sta scrivendo..."Valverde (l’allenatore del Barcellona): Con la Roma non sarà facile, vogliamo la semifinale"... Perché sembra una presa per il culo? –  “E io penso che il mondo | È solo un sogghigno | Che brucia appena | Sulle labbra di un impiccato..” Velimir Chlebnikov, 47 poesie facili e una difficile.

LE K-PAGELLE
Sportiello 8
Inizio da brividi per un quasi liscio coi piedi ed uno con le mani. Poi infila uno dietro l'altro interventi sicuri, uscite tranquillizzanti, buone parate e miracoli
Laurini 6 -
Il più in affanno in difesa, rischia spesso di fare la frittata nel primo tempo, meglio nella ripresa quando va oltre anche le difficoltà fisiche
Pezzella 7,5
Capitano e leader. Sbaglia poco o niente ed è miracoloso nella ripresa con un salvataggio da applausi
Vitor Hugo 6+
Nel primo tempo gira un paio di volte a vuoto, rischiando un po'. Cresce nella ripresa
Biraghi 6
Bruno Peres lo mette in difficoltà all'inizio, capisce che non è una giornata facile e si applica cercando di non far danni
Benassi 7
Corre tanto e trova un gol preziosissimo 
Dabo 7
Tecnicamente lontanissimo parente di Badelj ma fisicamente è il vero vincitore del confronto a centrocampo
Veretout 7+
Leader carismatico oggi più nel far legna che nel creare occasioni ma comunque imprescindibile
Esseryc 5
Brutto dare insufficienze per partite del genere ma inevitabile per un giocatore praticamente  non pervenuto
Saponara 7
Due assist e la qualità che mancava con anche rincorse e applicazione
Simeone 7 +
Fino al gol poco presente ma il gol merita applausi importanti così come la dedizione della seconda parte della gara
Milenkovic 6,5
Entra subito in partita dando forza e sostanza alla difesa in affanno
Gil Dias 5
Spreca tre quattro ripartenze sanguinose, onestamente un pesce fuor d'acqua
Falcinelli SV
All. Pioli 8 +
La squadra non gioca da 8+ ma è un vero gruppo, una squadra compatta ed intenzionata a non mollare mai nemmeno un cm. La clamorosa svolta di questa squadra ha molto del suo
IL MIGLIORE: SPORTIELLO
Il peggiore: Esseryc
LA PARTITA
Prova del nove. Dopo una serie di partite tra l'abbordabile ed il facile arriva una trasferta tosta. E se è vero che la Roma ha giocato in Champions, anche noi (meno abituati e con meno rosa) abbiamo avuto l'impegno infrasettimanale. In più alla ormai consueta assenza di Thereau si aggiungono quelle ben più pesanti di Chiesa e Badelj. Pronti via e si comincia con un Bruno Peres che a destra sembra aver voglia di ritrovarsi proprio con noi e piazza un paio di spunti importanti e cross pericolosi. Ma siamo a noi che al settimo, prima occasione in cui mettiamo la testa fuori, facciamo subito male ai giallozzozzi. Punizione dalla trequarti palla che arriva a Saponara assist preciso per Benassi che in corsa trova il vantaggio. La Roma accusa il colpo e tranne una giocata spericolata coi piedi di Sportiello (che bisserà l'errore con una uscita disturbata da Vitor Hugo che Dzeko sfrutta solo con un tocco sull'esterno del palo) grandi rischi sembriamo non correrli. Col passare dei minuti in realtà i padroni di casa vengono avanti e per qualche minuto provano a metterci in un angolo: tiro da fuori di Strootman alzato dal portiere viola e gran giocata di Dzeko, su un Vitor Hugo in difficoltà, che lo stesso Sportiello disinnesca con una gran parata. Soffriamo la pressione e ci mettiamo tutti ben coperti nella nostra metà campo e tranne un'uscita spericolata di Alisson non siamo mai pericolosi. Alcune mischie, molti errori in uscita del nostro centrocampo, scarso peso davanti fanno sì che stiamo col fiato sospeso anche se clamorosi pericoli non li corriamo. Poi, improvvisamente come ad Udine, Saponara appoggia un buon pallone al Cholito sulla tre quarti che resiste ad un paio di cariche gioca a sportellate tra Manolas e Bruno Peres ed in scivolata trafigge Alisson. Andiamo sullo 0-2 alla seconda occasione che creiamo. E tranne un altro paio di cross dei padroni di casa, non succede altro fino all'intervallo.
Si ricomincia e l'ingresso di Schick dà alla Roma un'altra carica e sostanzialmente ci mettono alle corde. Dzeko gira dopo un paio di minuti e Sportiello deve fare un miracolo vero e proprio. Pochi minuti e serve Pezzella in versione scivolata miracolosa a bloccare di nuovo Dzeko che poi nell'ennesima occasione in cui supera Vitor Hugo spara anche alto. Neanche tiriamo il sospiro di sollievo che Nainggolan si trova davanti a Sportiello e per fortuna nostra lui tira centrale ed il nostro portierone grida ancora presente. Dopo questi dieci minuti di assedio la Roma si calma, ma solo per un po' per poi tornare a farsi pericolosa attorno alla mezz'ora con quattro colpi di testa di pericolosità crescente: Schick alto, Dzeko angolato, Schick traversa a Sportiello battuto e Fazio ancora traversa nella parte alta con Sportiello presente. Sostanzialmente i pericoli finiscono qui anche se la Roma continua a provarci  ma noi riusciamo a mantenere la squadra compatta e ferma nell'impostazione di chi "NON HA MAI TIRATO GIU' LO SGUARDO". Finisce così 0 - 2 con la squadra sotto il curvino a festeggiare ed a portare la mano tesa alla fronte in segno di saluto verso l'alto.
Una partita difficile, un impegno tosto contro una squadra che non è apparsa inerme anzi. Ha creato molto e probabilmente avrebbe meritato di più considerando i due pali ed i diversi miracoli del migliore in campo cioè Sportiello. Ma c'è altro. C'è un gruppo che si è trasformato e si è cementato in una cosa sola. Sicuramente ci saranno cadute ma già quello che è stato creato merita un grandissimo ringraziamento ed un lunghissimo applauso. Grinta, voglia, determinazione e orgoglio. Certi limiti c'erano prima e non possono certo essere spariti. Non siamo diventati certo fenomeni e nessuno vola con i sogni, ma l'essere così squadra rende davvero orgogliosi di vederli vestire quella maglia (azzurra) viola.
FORZA VIOLA...sempre...
COMMENTO TECNICO direttamente dall'inviato romano
"...er barcellona cià nardella sindaco?!?!? Tanta voja dè morì..."
p.s. a testimonianza che sta succedendo qualcosa di particolare, speciale, ieri sera al rientro dalla capitale, al Centro sportivo viola, il pulmann dei giocatori si è visto accolto da centinaia di tifosi. Per una vittoria importante e speciale ma "ininfluente" non è così frequente. Ma era la sesta di fila in un periodo particolare ed allora è quasi venuto spontaneo. Così come è stato spontaneo per i giocatori scendere e con i tifosi intonare un saluto, insieme, per Davide. Giocatori e tifosi a cantare "c'è solo un capitano" (clicca qui per vedere il video). Beh qualcosa di speciale, qualcosa di grande. Qualcosa di cui andare orgogliosi.