mercoledì 22 marzo 2017

Zone senza legge


E' un paese allo sbando con vere e proprie zone incontrollate o meglio fuori legge. Zone dove, nel vero senso della parola, l'ordinamento e lo Stato non riescono ad arrivare e si trasformano in una sorta di terra di nessuno, un bronx dove ognuno fa come crede. 
E' triste e vergognoso allo stesso tempo
Allora, da "tentativo di bravo cittadino" segnalo una di queste zone dove la legge non si riesce ad applicare, magari qualcuno può intervenire. E' a Roma, nel centro pieno, Palazzo Madama nello specifico. Qui, nel consenso generale di zona e spalleggiato dagli "amici" ...e dagli "amici degli amici", un condannato a due anni e mezzo per peculato con sentenza passato in giudicato 496 giorni fa con conseguente interdizione dai pubblici uffici, continua a recepire un lauto stipendio pagato (come direbbe il Trio Medusa...ma in questo caso in modo appropriato...) "con i soldi di noi contribuenti" ed a legiferare per tutto il Paese, magari anche sulla Giustizia. Un condannato per peculato che continua quindi ad amministrare la cosa pubblica. Dove potrebbe, se non in una vera e propria zona senza legge?

domenica 19 marzo 2017

Dicono di Sogni di Tricolor - Dodici

Kiave di lettura n° 227
I "Sogni di Tricolor" continuano a girare nell'aria e tra i commenti "CHE VANNO E CHE VENGONO" sul libro, oggi lascio la mia Kiave di lettura ad una bella e completa recensione ricevuta sulla pagina di Qlibri dedicata al mio libro.
Emozionato nel leggere tante parole e tanta attenzione ad ogni particolare del mio testo, a veder analizzato ogni aspetto con interesse cura degna di una vera e propria recensione. Ringrazio davvero di cuore Maria per la cura, gli spunti e le belle parole.
Buona lettura:

IL CAMPIONCINO MALEDETTO
Quella di Giancà non è solo una passione, una fede, è anche un sogno, un obiettivo. Quel pallone con cui ha condiviso gioie e dolori è il suo compagno di vita, colui che segnerà il suo destino e che lo accompagnerà negli anni a venire. Perché il bomber di cui Enzo Susini ci narra oltre che ad essere un devotissimo tifoso viola, quei verdi prati li corre anche, con la grinta e la volontà di chi quella maglia non vuole più soltanto tifarla, ma anche indossarla. Ed è sulle note del Liga che il “campioncino maledetto” percorre la sua strada, tra errori e crescite, tra successi e sconfitte, ma sempre e comunque accompagnato e sostenuto da quegli amici veri che con lui hanno condiviso trasferte, amori, e gol dell’ultimo minuto. Poco importa se l’avventura ha inizio nel B, nel Ravenna, l’obiettivo è sempre li, davanti a lui, immancabile ed implacabile, persino quando le – meritate – risciacquate del Mister incombono per quella succulenta mela di Adamo a cui proprio è impossibile resistere… 
E se all’inizio dell’opera egli è un giovane calciatore impulsivo, irascibile ed anche un po’ immaturo, con il proseguo della stessa osserviamo la sua crescita, lo riscopriamo uomo. Abbandoniamo infatti la figura del sognatore per abbracciare quella di una persona che non vuol buttare via tutto quello per cui ha investito e lavorato (« [..] devo solo continuare a dimostrare che valgo e che voglio davvero quella maglia» p. 51), conosciamo il vero Giancarlo, colui che non si sottrae al richiamo della “grande occasione” riuscendo a rendere – oltretutto – il suo esordio indimenticabile storia. 
Incentrato negli anni d’oro del calcio italiano, anni in cui questo era ancora sport, competizione, anni in cui il mercato e il Dio denaro non avevano ancora fatto ingresso negli spogliatoi e negli stadi tanto che la partite che si disputavano in quegli attesissimi rendez-vous domenicali erano puri e genuini incontri dove all’ultimo colpo di tacco il match veniva conteso, “Sogni di Tricolor” è un elaborato stilisticamente forse ancora un po’ acerbo ma contenutivamente ricco. Susini riesce, infatti, in quello che è il compito più arduo per uno scrittore: trasmettere l’emozione, la passione, coinvolgere. Infausta impresa, questa, soprattutto quando il tema principale di un elaborato altro non è che un mondo complesso – e per taluni sconosciuto – quale quello del calcio è. Ecco quindi perché il testo si rivela essere adatto ed apprezzabile per tutti e da tutti, tanto dagli amanti di questo sport tanto da chi è estraneo a questo mondo. 
In conclusione, esattamente come Giancà, ottimo è l’esordio di Susini che si, con questo suo primo romanzo, ha superato la prova a pieni voti. Non resta altro che chiederci:”A quando la prossima pubblicazione, Enzo?”

«[..] E poi dì soprattutto perché? […] Sul mio atteggiamento, sui miei errori ma anche sulle pugnalate ricevute, sulle delusioni delle persone vicine e su quel giorno di un aprile passato in cui comunque la mia strada ha trovato un dosso di quelli notevoli. 
Di quelli che non possono fermarti, che devi comunque superare, ma che renderanno il tuo cammino comunque “diverso”. In questi momenti di riflessione, colonna sonora e pensieri hanno un percorso noto che porta ad abbinare quel “ci dovrà essere un motivo o no?” proprio a quel dosso» p.46-47.

Lettura consigliata: SI






E voi? Avete letto "Sogni di Tricolor"? Vi è piaciuto? Lasciate il vostro commento qui, sui social, ai miei contatti, ricordandovi di usare il riferimento #sogniditricolor.

lunedì 13 marzo 2017

Applausi oltre la paura

Kiave di lettura n° 226

Dall'ultima è passato un po' di tempo e soprattutto si sono modificati diversi elementi. L'ultima volta era un libro di un autore molto noto, oggi quello di un esordiente per il mio personale Katalogo. Quella scorsa era stata una battaglia anche se vinta, non stravinta, mentre questa vi anticipo che è una kiave di lettura ampiamente stravinta. Parlo di:
GIUSEPPE CATOZZELLA - "Non dirmi che hai paura" - Feltrinelli 
La partenza è stata a sorpresa. Non tanto e non solo per la non conoscenza dell'autore e della storia, ma anche perchè ho acquistato questo libro "a scatola chiusa", con l'iniziativa che da un po' c'è in tutte le librerie Feltrinelli dove vengono messi su uno scaffale libri già impacchettati con solo poche righe di presentazione senza far apparire testo ed autore.
L'inizio è stato un po' tosto per inquadrare bene argomento ed ambiente, piano piano poi la scrittura ha aiutato ad entrare nel percorso e nelle vicende dei protagonisti o meglio della protagonista del racconto, Samia. La sua storia è reale e Catozzella si immerge nella sua vicenda, costruendo un racconto avvincente e toccante. In uno scenario niente affatto facile come quello di una Somalia scossa da armi ed attentati, una giovanissima ragazzina instaura un rapporto solidissimo e fraterno "la guerra non poteva toglierci l'unica cosa importante: quello che lui era per me e quello che io ero per lui" con un compagno di giochi prima e di allenamento poi con la figura dell'amatissima e quasi simbiotica sorella "ci siamo sempre addormentate mano nella mano, le teste che si toccavano. mentre la stringevo sentivo che a poco a poco la sua presa si faceva meno forte, più docile" a far da spalla solida per sogni e vita. Questi rapporti e la passione per la corsa portano Samia ad accrescere la fiducia nei propri mezzi atletici/sportivi tanto da sentire nascere in sé voglia e convinzione di poter partecipare alle Olimpiadi di Pechino per poi puntare a vincere quelle successive di Londra "era la prima volta che lo dicevo eppure appena l'ho detto niente mi è sembrato più vero di quello".
La vita ed i suoi percorsi non lineari, accentuati dallo stato di povertà e terrore che sempre più occupa Mogadiscio, portano purtroppo la stessa Samia a veder allontanare il compagno di sogni Alì ed anche se il pensiero è quello che "legati per la vita da una parola, si rimane" in certi momenti certe assenze pesano di più "davanti a tutta la mia famiglia festante in mio onore, ho pianto perchè ero diventata grande e per la mancanza di Alì. La persona al mondo che più si era impegnata perchè vincessi le gare che quel giorno avevo vinto. E che non lo sapeva neppure".
La situazione ambientale, la fuga della sorella che la costringe alla solitudine, l'allenamento notturno ed accidentato le fanno maturare la voglia di seguire l'esperienza della stessa sorella e del suo tentativo di raggiungere  l'Europa "il viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati". Samia prende coraggio, "la paura è un lusso della felicità", ed organizza il suo viaggio verso l'Europa per sperare di trovare il modo più consono per "TUTTO QUEL FUTURO DA GESTIRE" con le prospettive ed i sogni a cinque cerchi olimpici. Dal momento in cui la protagonista si mette in marcia, anche il libro la cambia, si fa paradossalmente più pesante per le difficoltà che incontrerà e più spedito nello stile narrativo. Samia vive km e giorni di un mondo che poteva aver solo vagamente immaginato con le sofferenze e le privazioni a cui "non ci pensi, pensi solo alla meta". Ed imparando un po' dal modo di Alì di rinchiudersi e raggiungere  "il posto in cui nessuno poteva raggiungerlo. Il suo posto. Forse l'unico.", affronta il viaggio con l'obiettivo di non perdere mai di vista il risultato finale: Londra e le sue Olimpiadi. Catozzella entra nella vita di Samia quasi da cronista e fotografo, spiandola nelle sue emozioni ed amplificando i suoi sentimenti e le sue sensazioni. Corre l'autore con la sua penna, con un passo deciso come nei duecento metri dei sogni di Samia, corre e tiene attaccati alla storia, rendendola romanzo vero ed intenso fino al finale della storia, del libro e di quella splendida e romantica corsa.
BIGNAMI: da molto tempo non leggevo un libro così scritto bene, per il quale la definizione "davvero un gran bel libro" è perfetta. Passione, sofferenza, sogni, emozioni il tutto senza mai cadere nel patetico o nello scontato. Davvero un giudizio di cinque stelle (su cinque) STRAmeritato.

mercoledì 8 marzo 2017

Non solo oggi...ma anche...oggi...

Non è solo oggi, ma è anche oggi. E' uno spunto, quello di questa giornata, per tenere l'attenzione viva su quello che in maniera ipocrita troppo spesso ci ricordiamo solo per ventiquattr'ore ad inizio marzo. E' un modo per evidenziare le troppe impostazioni sessiste del nostro sistema, per denunciare i mancati diritti che ancora di pari hanno ben poco e soprattutto per ricordare, impegnarsi e sostenere tutte le azioni possibili per combattere ogni tipo di violenza e sopruso.
Se allo scoccare della mezzanotte andrà tutto in cavalleria per altri 364 giorni, sarà stato solo oggi. Se nel piccolo di ognuno, questa giornata, questo impegno e questo rispetto di questa "mobilitazione" sarà percorso comune e mantenuto tanto da diventare (parola orribile ma necessaria) normale, allora vorrà dire che piano piano questa giornata si fonderà negli altri e restanti giorni dell'anno e forse davvero diventerà superflua. 
Adesso in realtà è indispensabile che ci sia e che diventi la base e l'inizio per contaminare gli altri giorni dell'anno, e se è più semplice, automatico e comunque carino avere il pensiero di donare un rametto di mimosa, credo che la foto ed il logo più giusto per questa giornata siano quelle tante, troppe scarpe rosse che indicano e pesano ben altro.
"LE DONNE LO SANNO" che di questi propositi ce ne dimenticheremo troppo presto, che dovranno farci da promemoria su tutto quanto doveva diventare abitudine comune e che invece troppo spesso, quasi sempre, resta bel pensiero e parole vuote marchiate ottomarzo
Toccherà a tutti noi invece, provare a non aver bisogno di quel promemoria, portare avanti quei propositi e farli diventare banalmente "normali". La sfida sarà quella e sarà il più bell'augurio che potremo fare da domani fino al prossimo 7 marzo, per adesso....
.....
al limite del piacere
al limite dell'orrore
conoscono posti in cui non vai
non vai
le donne lo sanno
che niente è perduto 
che il cielo è leggero
però non è vuoto
le donne lo sanno
le donne l'han sempre saputo
Magari portandosi e portandoti al limite, arrivano e ti portano in posti in cui da solo non arriveresti mai, facendoti capire che il cielo che immaginavi vuoto e perduto in realtà era soltanto mancante di altre presenze che lo illuminassero, un cielo che quindi si trasforma da senza piacere ed un pò vuoto ad un cielo semplicemente LEGGERO
.....

lunedì 6 marzo 2017

Vota Valdirose

Vi ho parlato spesso della mia amica speciale Irene e del suo essere "VIVA COSI' COME" in pochi riescono ad essere nel rincorrere i propri sogni e nel cercare di rendere sempre più speciali le sue qualità e le sue capacità. 
Oggi, o meglio in questi giorni, segna tra i suoi successi quello di essere stata inserita nella finale di un concorso del Corriere della Sera, il "Cucina Blog Award 2017".
E dopo aver votato, indovinate per chi!?!?, come posso non farle di nuovo i miei più sinceri complimenti? Davvero dal cuore complimenti IRE, mentre a voi dico, se avete un minuto votate il suo blog del Valdirose al concorso che trovate qui sotto.

sabato 4 marzo 2017

Ciao Fabo

Kiave di lettura n° 225
A pensarci bene, mi sono sembrati decenni quelli passati senza riuscire ad ascoltare con attenzione e quasi trasporto le parole di un esponente politico e forse la definizione di decenni non basta per ritrovare quella sensazione. Mi è capitato mercoledì sera guardando l'intervista delle Iene a Marco Cappato. Ho trovato una profondità ed una semplice totalità nelle sue parole che ne sono rimasto davvero colpito.
Non sono mai stato  un simpatizzante dei Radicali, non li ho mai votati e sinceramente anche lo stesso Cappato non l'ho mai trovato così "politicamente" attraente.  L'altra sera invece ne sono rimasto affascinato per impegno e profondità; è stato intervistato prima di andare ad autodenunciarsi dai carabinieri per aver accompagnato Dj Fabo in Svizzera ad essere finalmente e di nuovo libero. Da qualche tempo avevo seguito la storia di Fabo e quando la sua vicenda ha preso un po' di campo mediaticamente, ho rivisto mentalmente i giorni in cui era la vicenda di Eluana ad essere tra gli argomenti principali. Ho cercato nella memoria qualche riferimento di quei giorni e mi sono ricordato che avevo creato da poco questo blog e che mi ero ritrovato a scrivere sull'onda dell'emozione e della rabbia uno dei miei primi post.
Sono passati otto anni e non è cambiato niente. NIENTE, in un paese che sempre meno riesco a capire, accettare, sentire giusto. Ed è per questo che ho apprezzato le parole di Cappato, la sua forza non protagonista di dare una risposta agli occhi di Dj Fabo che dicevano "IO CHE ASPETTO UN PASSO" "per poter essere libero".
Ha accettato la sua richiesta, dopo che Fabiano aveva chiesto un intervento del Presidente della Repubblica, al Governo, al Parlamento. Ha accettato di declinare la parola politica nel senso di rispetto dei diritti personali, umani e sociali e delle stesse esigenze coniugate con il diritto di libertà. Sapeva e sa che andrà in contro ad (auto)denunce e procedimenti penali ma ha visto il suo intervento come "quello che doveva fare una persona che ha a cuore i diritti dei cittadini, come italiano e come politico". Non ne faccio un santo, ne un idolo. Ho apprezzato la coniugazione di politica, la forza di responsabilità e la dolcezza nel commuoversi pensando a Fabiano. Ha avuto il merito, in un paese che ti vuole in vita a tutti i costi non permettendo nella pratica di abortire e non consentendoti di scegliere di andare quando lo ritieni giusto, di andare oltre la finta morale cattolica che infesta uno stato laico solo a parole vuote.
Adesso Fabo è libero, di nuovo e finalmente. Marco ne ha il merito ed invece pagherà. Mattarella che non ha avuto neanche la decenza di parlare la prenderà come un altro capitolo da mettere nel cassetto, indegno del suo interesse. Il Parlamento tornerà a fingere di interessarsene per un po' per poi passare a vergognosi dibattiti su argomentucoli che interessano sostanzialmente il loro portafoglio e quello di lobby di amici o banalmente importanti. La Chiesa continuerà a condannare e riceverà il continuo bene placito di politici che al predicar di sacerdoti e simili si inchinano. E questo Paese continuerà a lasciare l'amaro in bocca, la voglia di urlare, la sensazione infinita di schifo.
Ciao Fabo, un saluto grande e libero, lo stesso che Marco è riuscito a darti e permesso a te di ottenere.

martedì 28 febbraio 2017

La solita rimonta

Campionato - 26^
FIORENTINA-TORINO=2-2
GOAL: Saponara, Kalinic, Belotti, Belotti
CRONACA:
La dimensione del nostro periodo la regala Ilicic che si rompe nel riscaldamento, dimostrazione che anche quello è troppo per il suo passo attuale. La squadra onestamente in questo periodo non è lontana dalle difficoltà dello sloveno ed ad ogni "cambio passo" si incricca e si blocca. Paulo prova a cambiare qualcosa con Sanchez che continua il suo peregrinare di ruoli e si piazza come terzino sinistro, Salcedo va a destra mentre in mediana Badelj e Borja fanno da schermo. In avanti l'esordio dal primo minuto di Saponara con Tello e Chiesa come esterni offensivi. In effetti di offensivo Tello ha molto, nel gioco, nel modo di essere "etichettato" da tutta la curva e nel come sia un mistero il fatto che "giocasse nella cantera del Barca, nemmen cantina...". Lui e Kalinic si divorano un paio di gol a testa soli davanti al biondo di Dawson Creek inframezzando il gol di Saponara. Quando poi da angolo il nostro numero nove trova tempo ed anticipo giusto....su Sanchez....si va 2-0 ed ovviamente pensando a giovedì scorso vien naturale un "2-0, tranquilli ora è tutta piana". Tra un cencio ed una frittella, un occhiale ed una parrucca passa anche l'intervallo e nella ripresa il ritmo cala anche se grandi pericoli non ne corriamo tranne "due tiri ciantellati ed a due all'ora" che addirittura para il Tata. A Salcedo evidentemente "LA VITA FACILE" non piace troppo e vede bene di regalare un rigore al Toro, "tranquilli ce l'ho io all'altro fantacalcio lo sbaglia" accompagna il pre-rigore di Belotti che diligentemente asseconda la previsione. A questo punto anche le quote che "la rimonta del Toro dal 2-0 per noi la quotano 0,90" hanno un sussulto, doppio vantaggio e rigore sbagliato, praticamente in banca. Infatti. Su un paio di "colombelloni a vaga forma di cross" Tata resta inchiodato sulla linea e Belotti ne fa primo uno da pochi passi, poi (dopo una serie infinita di respinte e semirespinte) raddoppia. Nel frattempo Paulo aveva visto bene di sostituire Sanchez a sinistra con Astori inserendo Tomovic a destra e Salcedo più centrale, una sorta di casino NON organizzato che ha portato a chiuderci del tutto e finire con anche Tata che sventa il 2-3. Fischi e cori che non avevano mai abbandonato la gara si fanno più rumorosi e numerosi alla fine. 2-2 ed ennesima dimostrazione di annata buttata.
KOMMENTO:
Ormai sembra un disco rotto il commento di questa stagione. Anche ieri siam riusciti nell'impresa di rianimare un Toro morto, concedendogli prima un rigore poi permettendogli di prendere campo non intervenendo con sostituzioni apparse necessarie "oggi 'unfa cambi 'unpole togliere Berna" e che quando arrivano ci fanno rivoluzionare una difesa già con difficoltà naturali di posizionamento ed inserendo l'unico terzino di ruolo al posto di un'ala quando ormai il 2-2 era arrivato. Tutto questo ha contribuito a farci prendere dalle solite paure bloccandoci dietro in attesa della rimonta apparsa inevitabile per chi ormai questa squadra la conosce bene. Giorno dopo giorno la domanda più ricorrente è "come si farà ad arrivare a fine stagione così mancando ancora dodici giornate?" e non tanto / non solo per i punti che ci distanziano dalla lotta europea, che sono tanti ma che con questa squadra sembrano il triplo, ma per la sensazione di "svacco totale" che questa squadra in buona parte delle gare trasmette in modo chiaro.
L'ambiente di contestazione era "scontato" e temo che con dimostrazioni di reazioni come quella di ieri sera non potrà che rimanere tale, dando maggiori elementi a quei cori che hanno accompagnato tutto il match.
FORZA VIOLA.....sempre....rimontati o non....
KAPPAGELLE
Tatarusanu 5,5
Fa anche una bella parata ma dopo due gol (non semplicissimi sinceramente) presi senza muovere un dito
Salcedo 4,5
Fallo clamoroso sul rigore, mai propositivo 
Gonzalo 5
Chissà dove è finito il nostro capitano
Astori 5,5
Tra i meno peggio, a sinistra imbarca anche lui
Sanchez 6-
Finchè resta in campo ci mette grinta ed impegno pur palesemente fuori ruolo
Borja Valero 5,5
Un buon angolo e tanta tanta corsa, poco altro
Badelj 5 
Irritante per lentezza e poca concretezza
Chiesa 6,5
Esagera in certi momenti ma ci mette tutto ed è l'unico che è un piacere applaudire
Saponara 6,5
Buon esordio e cent'ori rispetto ad Ilicic
Tello 5
Solita partita mediocre con solo un po' di buona volontà
Kalinic 6+
Si batte ma si divora un gol e mezzo. Timbra il cartellino ma scompare nel secondo tempo
Tomovic sv
Cristoforo sv
Olivera sv
All. Paulo Sousa 5
Scelte discutibili inizialmente, cambi in ritardo ed errati
Il migliore: Chiesa
Il peggiore: Salcedo

sabato 25 febbraio 2017

Trenta per Cento viola....a Una questione di Centimetri...

Kiave di lettura n° 224
Proprio pochi giorni fa con l'inviato romano condividevamo occasioni e situazioni in cui le nostre passioni comuni, pur con colori totalmente diversi...i miei perfetti e splendidi ed i suoi da "lasciar perdere"...., erano state "SCELTE DA CHISSA' CHE MANO PER ESSER BUTTATI IN MEZZO" alla sofferenza o quegli eventi in cui ti dici e ripeti in loop "solo a noi può capitare".
Così ieri mattina, rispettoso del mio "dolore" dopo la partita di giovedì prima non ha infierito e dopo mi ha detto "scrivici un pezzo, magari ti serve ad elaborare il lutto". Così, grazie inviato per la spinta..., mi è venuto di cambiare un po' taglio al post postpartita ed ho provato a capire se poteva piacere oltre che a me anche a qualcun'altro. 
Portando con me anche nel nuovo stile l'inviato, il gruppo e le perle di Bollins, c'ho messo dentro ricordi di un vecchio Cesena-Fiorentina ed ho deciso di mandare quel file .doc ad un gran bel gruppo di appassionati della palla rotonda come me, che così gentili erano stati con me in occasione dell'uscita dei miei Sogni di Tricolor.
L'hanno trovato interessante ed oggi quindi.....la mia Kiave di lettura la potete leggere nel loro sito, nella sezione l'angolo del tifoso....
GRAZIE di cuore a "Una questione di centimetri".....

lunedì 20 febbraio 2017

Speranze andate

Campionato - 25^
MILAN - FIORENTINA = 2-1
GOAL: Kucka, Kalinic, Deulofeu
CRONACA:
Paulo comincia la partita lanciandoci nell' "indovina la tattica" con una formazione che inizialmente non si capisce come possa mettersi in campo. Dietro infatti oltre agli intoccabili Gonzalo-Astori ci sono sia Sanchez che il reparecidos Salcedo. A centrocampo altro reparecidos dal primo minuto: Cristoforo che affianca Vecino con Chiesa-Borja-Ilicic a completare il pacchetto di metà campo dietro a Kalinic. Sembra un 4-4-2 che si trasforma in un 4-2-3-1 all'occorrenza. La partita parte rapida con un paio di tagli di Chiesa da un lato e Deulofeu dall'altro, dopo i quali Ilicic rientra bene sul sinistro ma spara altissimo. In una sorta di "un colpo per uno" prima Suso ci fa ammattire, dopo Borja tira bene, ripeto bene, ma para Donnarumma. Proprio mentre sembriamo messi meglio in campo, Kucka sbuca di testa e fa 1-0 al primo tiro loro. Temiamo il crollo emotivo ed invece rispondiamo con grinta, giochiamo meglio e da un cross a rientrare di Chiesa sbuca Kalinic ed è 1-1, partita ripresa subito ed è solo il ventesimo. La partita resta su buoni livelli, squadre non troppo precise in campo che lasciano metri e spazio. Da un errore grave di Borja in uscita la palla arriva a Deulofeu che prende la mira, secondo tiro e secondo gol. Ci disuniamo un po' ma senza subire grossi danni anzi al 41' Gonzalo di testa sfiora il pareggio. Sembra finito il tempo ed invece c'è ancora spazio per un palo di Pasalic dopo tocco/parata di Tata ed un paio di carambole in area rossonera. Fine tempo 2-1. Inizio più lento nella ripresa ma al 7' ci potrebbe essere la svolta; Gomez da ultimo uomo atterra Kalinic, rosso direbbe chiunque, ma a San Siro non è automatico quindi solo giallo e sulla punizione Ilicic centra la barriera e Chiesa non trova la porta con una gran giocata ed un tirocross largo. 
Siamo vivi e Borja pennella una palla perfetta per Sanchez che totalmente solo dall'area piccola spara in cielo un'occasione d'oro per il pareggio. La partita si appisola ed a metà tempo per vivacizzarla Paulo decide di mettere Tello e Badelj togliendo un nullo Cristoforo e tra lo stupore generale uno dei più propositivi cioè Chiesa. Tra un errore ed un fallo e l'altro Suso sviene in area e si becca il giallo, Salcedo continua a prendere l'avversario di fronte nei tentativi di cross o dribbling, dimostrando che tenerlo largo a sinistra è perdere un (altro) uomo. Tello riesce a perdere un pallone al minuto e Badelj chiude il match (dopo un pericoloso tiro di Abate) con un "passaggio a Donnarumma". Finisce 2-1 per il Milan.
KOMMENTO:
L'occasione era quella di provare a tenere viva la fiammella europea, molto flebile. Per farlo Paulo piazza tre giocatori fuori ruolo e punta su Ilicic per quasi tutta la partita, scelte che gli valgono un voto basso ma soprattutto il quesito "perchè?". Alla fine analizzando il match non demeritiamo, venivamo da una partita di giovedì complicata e stancante, forse c'era anche un rosso per loro a inizio ripresa ma la sensazione è che continuiamo a fare troppi errori ed ad alternare prestazioni e ritmi per poter avere qualcosa da obiettare sul fatto che sostanzialmente in campionato siamo fuori da tutto. Una squadra che tutte le volte ha fatto e fa pensare che potrebbe o meglio avrebbe potuto fare molto di più in un campionato dal grigiore collettivo, ed invece con ancora un terzo di partite da giocare... "E POI DI COLPO QUESTO" campionato lo ritrovi andato, con tutte le speranze a fargli compagnia nel viaggio. Davvero peccato.
Ed ora ci resta praticamente solo l'Europa League....almeno per quest'anno....
FORZA VIOLA...sempre...
"Takko ai' giro" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...speranze andate? Perchè ci speravi ancora? Io per nulla nemmeno per la E.L...."
KAPPAGELLE
Tatarusanu 6,5
Primi due tiri due gol (poche responsabilità) poi due buon interventi prima di un rischio finale
Sanchez 5-
In affanno su Delofeu sin dall'inizio, clamoroso il gol mangiato nella ripresa
Gonzalo 5,5
Nel primo tempo diverse responsabilità in chiusura, qualche errore in impostazione ma cresce nella ripresa
Astori 6
Il migliore in difesa come spesso gli capita anche se sul primo gol ha responsabilità
Salcedo 5
In netta difficoltà quando deve spingere, perde spesso Suso
Chiesa 6,5
Tra i più vivi, corre e ci prova. Suo il bell'assist per il gol
Vecino 6+
Si fa sentire in mezzo al campo per grinta e determinazione
Borja Valero 5+
Sanguinoso pallone perso sul secondo gol, molti errori quando gioca da mediano, migliora in una posizione più avanzata trovando anche l'assist giusto ma Sanchez spreca
Cristoforo 4,5
Non pervenuto
Ilicic 5-
Dieci minuti promettenti poi sparisce
Kalinic 6,5
Zampata vincente e sempre attivo, procurerebbe anche un probabile rosso. Cala nel finale
Tello 5
Entra ma si nota solo per errori e cross sbagliati
Badelj 5,5
Porta poco o nulla
Saponara sv
All. Paulo Sousa 4,5
Un 4-4-2 con almeno tre giocatori fuori ruolo, cambi sbagliati ed insistenza su giocatori fuori condizione
Il migliore: Kalinic
Il peggiore: Cristoforo

venerdì 17 febbraio 2017

Legge dei grandi numeri in salsa crucca

Kiave di lettura n° 223

Europa League - Sedicesimi Andata
BORUSSIA M. - FIORENTINA = 0-1
GOAL: Bernardeschi
CRONACA:
Il ritorno all'Università Auroresca parte con le premesse che quest'anno l' aspirante rettore bolliniano non ha avuto vita facile a livello di cabala "bada se un ti devo infamare perchè tu mi fai vedere un'altra sconfitta eh". Premesse che vengono subito smentite dal suo amore, quasi venerazione, per la LDGN (per i profani legge dei grandi numeri) che un cultore come lui non può non usare quando il commento dei cronisti parte con un "mai nessuna italiana è riuscita a vincere qui"
Lo stadio, davvero simile al nostro....o almeno "al progetto numero 123/bis"... , è illuminato anche sul tetto "pensa loro c'hanno anche il tetto" ed alla troppa luce noi non siamo evidentemente troppo abituati. Il Borussia, pur non dando l'idea di squadra irresistibile "sarà al livello di un nostro Genoa scarso", è padrone del campo e sembra aver trovato "il trucchetto" per avere via libera fino alla nostra porta "tipo Sensible Soccer quando t'avevi imparato a segnare e segnavi solo a quella maniera per un mese" palla lunga sulla nostra fascia destra, cross a tagliare tutta l'area e arrivo in corsa dell'esterno destro deutsch che polverizza Olivera. Con questo schemino da prima elementare "pensa quanto siamo doddi, l'è da prima elementare e l'è un tempo che non si vede boccino" becchiamo un rigore non dato per improvvisa bontà dell'arbitro, un tiro/controtiro/ritiro tutti rimpallati che non vanno a bersaglio per difficoltà tedesche evidenti di avere un giocatore che vagamente possa chiamarsi attaccante, una buona parata di Tata, un palo ed un tiro alle stelle.
Sembriamo onestamente alle corde "nonostante si sia in tredici visto che gioca sia Gonzalo che Rodriguez e sia Maxi che Olivera" e si aspetta solo che i "borussiesi" aggiustino la mira per vederci in svantaggio, ed invece il profeta "SA GIA' LA RISPOSTA" ed illumina sul fallo che Berna subisce ad una venticinquina di metri dalla porta "queste son le classiche partite che loro sbagliano unmonte e te tu ti fori il gol della vita, guarda Berna icchè ti inventa eh". La sentenza bolliniana è inappellabile, così come la successiva punizione di Berna, palla al sette e rete. Al 45' dopo non aver mai passato la metà campo e rischiato il 3-0 secco siamo in vantaggio "roba da circo".
Dopo un veloce spritz "alla goccia tipo shottino" riprendiamo posto ma la partita è calata di tono, la pressione tedesca c'è ma il "trucchetto stile Sensible si è inceppato" e quindi per una buona parte di tempo siamo schiacciati ma "la nostra solidissima difesa è impenetrabile" ma soprattutto "basterebbe c'avessero anche uno simile a Maccarone per ribaltarla". Nonostante il mix di "vocali tirate a caso per il cognome del centrocampista e consonanti tirate a caso per quello dell'attaccante" riusciamo a reggere, nonostante qualche "svenimento in difesa" "uscite plastiche" di Tata e "grinta grinta grinta, sangue agli occhi e voglia di vincere". Dopo che ci arrischiamo anche un "Tomovic all'ala, li vogliamo umiliare" ed un "bada Baba come l'è entrato voglioso..." anche il "15° tempo supplementare finisce" e possiamo alzarci dalle sedie dell'Università convinti che sia "passato un mese dall'inizio della partita"
KOMMENTO:
Difficile andare oltre il "mah" per commentare il ritorno dell'Europa League. Un tiro al bersaglio mancato di un niente del primo tempo ha portato ad un tocco di artista di fine tempo che ha cambiato la partita, raffreddando l'ondata crucca e permettendoci di tornare a Firenze con la vittoria. Nel secondo tempo la gestione è stata un po' meno pericolosa, ma il livello della prestazione e del gioco è migliorato giusto nei "cinque minuti finali, stiamo uscendo alla grande". L'impressione è che giovedì prossimo il passaggio o meno del turno dipenda molto dalla mira tedesca  se non ci rimettiamo a posto come gioco e prestazione. Oppure affidarsi di nuovo ad un gioiello del Berna, capace ieri di illuminare quarantacinque minuti davvero davvero brutti.
Vediamo se giovedì "riusciamo a buttare via tutto, botta di culo compresa...noi siamo capaci di questo e altro" o se invece la mettiamo a frutto questa botta di.....pardon....spinta avuta dalla LDGN in salsa crucca.
FORZA VIOLA....sempre....
"Takko ai' giro" - Spazio tecnico Bollins gestito 
(oltre tutte le citazioni "in cronaca")
"...poi tu ti chiedi perché in Germania ci odiano, gli s'è rubato una partita roba da circo...brutti così neanche ad Acireale ai tempi di Effenberg..."
KAPPAPAGELLE
Tatarusanu 6,5
Buon intervento nel primo tempo che ci tiene in piedi, poi graziato dai tedeschi
Sanchez 5
Regolarmente messo nel mezzo nel primo tempo, nel secondo appenaappena meglio ma appena
Gonzalo 6,5
Un liscio clamoroso nel secondo tempo gli abbassa un po' il voto dopo comunque una buona gara
Astori 7
Per prestazione il migliore, attento e preciso comanda la difesa 
Olivera 5-
Non trova mai il tempo per spingere e dietro arranca, meriterebbe rosso e rigore contro
Vecino 6-
In sofferenza per buona parte della gara, migliora un po' nel finale
Badelj 5
Una palla persa dopo l'altra
Borja Valero 6
Meno brillante rispetto ai giorni migliori ma presenza e alcuni buoni tocchi li garantisce
Tello 5
Inconsistente e poco utile
Kalinic 5,5
Nessuno lo aiuta ma anche lui non fa molto
Bernardeschi 7
Oltre il gol poco altro, ma il gol di rara bellezza ed importanza
Cristoforo 6
Compitino eseguito
Babacar sv
Tomovic sv
All. Paulo Sousa 5,5
Squadra messa sotto per gioco e ritmo, salvata da un lampo
Il migliore: Bernardeschi
Il peggiore: Olivera