domenica 17 giugno 2018

Un sogno che continua...

Kiave di lettura n° 292
E "COSI' ANCHE IL" mercoledì al Bar Gradisca 1973 è andato così. Ad un anno e mezzo di distanza dalla magica serata al Caffè Letterario Le Murate (clicca qui per rivedere foto e video di quella serata), il libro dalla meravigliosa copertina è "espatriato".
Sogni di Tricolor infatti è stato presentato in quel di Prato, in una bella serata fatta di sorrisi, chiacchiere e birre. E' un parere di parte ovviamente ma la serata è andata veloce veloce tra sorrisi e buona compagnia, nel tentativo di raccontare un po' di cose di Giancarlo, dei suoi sogni, dei suoi amici, della sua passione viola e delle note musicali come sottofondo alla sua storia.
Devo ringraziare ovviamente, nuovamente e volutamente Goware che da quasi due anni mi permette di portare in giro i miei Sogni di Tricolor e chi ha dato un'immagine così bella a questi sogni, immagine fonte d'ispirazione per altri, ma che rivendico come mia o meglio come splendido regalo di Lorenzo, che non smetterò mai di ringraziare. Grazie Ciccio. Ovviamente devo e voglio ringraziare anche il Bar Gradisca e soprattutto Lorenzo che ci ha ospitati, messi a nostro agio con la disponibilità totale del pub e permesso di fare quattro chiacchiere con tranquillità in un ambiente molto familiare.
Ambiente familiare generato dal solito pubblico dal buon cuore, che ha seguito senza addormentarsi o dare segni di cedimento; per questo grande merito è da dare a chi la serata l'ha condotta con il solito stile speciale e la solita capacità di non essere mai banale. Parlo di Andrea, che oltre ad essere amico speciale, si è ancora una volta meritato il mio applauso più sentito ed il ringraziamento più GRANDE. GRAZIE.
Grazie infine a quel pubblico dal buon cuore presente ed a quelli che non sono potuti venire ma che in realtà so bene essere stati presenti in un tavolino....un po' più decentrato.
Per concludere qualche foto e brev(issimo) video della serata per i quali ringrazio Monia, Raissa, Gabriele, Andrea (sempre lui) e Marco.
Ancora grazie a tutti per potermi far portare in giro i miei Sogni di Tricolor e come sempre "...guai a chi ci sveglia..." 
In attesa di cominciare...
Due chiacchiere...
Un bel gruppo a seguire i racconti di Sogni di Tricolor...
Ben nascosto...
Altri punti di vista sulla serata...
E comunque sia... Guai a chi ci sveglia...

Due parole del "bravo presentatore"...


Quella stagione...


Quel "nove"....

martedì 12 giugno 2018

Sogni di Tricolor al Gradisca

Se domani sera non avete niente da fare, vi suggerisco un giretto in centro a Prato con sosta al Bar Gradisca 1973. Locale carino, la possibilità di mangiare e bere "protetti" dallo sguardo speciale dell'Unico Dieci che certo "MALE NON FARA'" anzi regalerà al tutto qualcosina di magico.
Dopo l'apertivo o durante l'assaggio del tagliere, alle 21,30 "termina il ricreativo e principia il cuRturale" o viceversa ora vediamo.
Infatti il Gradisca ha deciso di ospitarmi e farmi presentare Sogni di Tricolor (per chi ha Facebook, cliccando qui, trovate l'evento sulla pagina del Gradisca).
Prometto che cercherò di non rovinarvi l'aperitivo e la serata e cercherò (..remo) anche di non annoiarvi troppo, ma su questo proprio non garantisco.
Se venite a trovarmi mi fate davvero piacere, a domani e .....guai a chi ci sveglia.....

lunedì 11 giugno 2018

Chiusura

Partiamo dal facile. Che poi evidentemente lo è solo (o quasi) per me. Una cosa di una totale e completa evidenza che fa orrore dover sottolineare ma che invece sembra diventato elemento eccezionale. Allora giusto sottolinearlo "COL SOLE DRITTO IN FACCIA" e in modo netto: la gestione della vicenda Aquarius, fa schifo, orrore e non lascia spazio a motivazioni o altre cose similari
Fa orrore il modo, fa orrore la sostanza, fa orrore lo stile (quale?) comunicativo e la propaganda che sta dietro e dentro questa orribile scelta. La chiusura dei porti, ed una disputa di infimo livello tra le competenze e le attribuzioni di impegno ed attività in tal senso, sulla pelle delle oltre 600 persone presenti sull'imbarcazione è una decisione che non dovrebbe aver bisogno di commenti ma solo di SDEGNO da parte di tutto il mondo civile.
Cercavo le parole giuste per dirlo da ieri e non so se ci sono riuscito. Ne cercavo anche altre oltre a queste. E mi sono imbattuto in quelle perfette che Giulio Cavalli ha usato in questo post (clicca qui per leggere). Vi invito a leggerle ed a riflettere bene, attivando il cervello insieme al giusto e dovuto sdegno rispetto all'ignobile chiusura dei porti. Buona (triste) lettura.

Alla fine, inevitabile, è successo. Ora bisogna vedere se accadrà davvero, come andrà finire, ma è piuttosto stolto credere che Salvini ministro dell'interno non avrebbe usato i respingimenti come strumento di propaganda. Attenzione: di propaganda, mica di governo, poiché respingere le 629 persone a bordo della nave Aquarius non può essere nulla di più di una pressione politica verso l'Europa, quell'Europa che il premier Giuseppe Conte ha promesso di rivoltare come un calzino e che invece ha bisogno di 629 vite per provare a essere intaccata dalla diplomazia italiana del governo del cambiamento. Sull'eticità della modalità scelta ognuno può farsi la propria idea.
Eppure peggio di Salvini che fa esattamente il Salvini ci sono le lacrime di coccodrillo che in queste ore gocciolano nelle dichiarazioni, nei comunicati stampa e nei tweet. Piangono coloro che urlavano allo scandalo per il ministero dato a Savona e sono stati capaci di soprassedere in scioltezza su Salvini ministro dell'interno.  Piangono coloro che per settimane ci stanno dicendo che il Movimento 5 Stelle non è stato usato da Salvini regalando i propri voti alle mire nazionalista di una guappo riuscito a prendersi il potere (a proposito: la chiusura dei porti esattamente a che punto è del contratto di governo, gentilmente?). Piangono quello che hanno scritto per settimane che la maggioranza degli italiani li ha votati dimenticandosi che Salvini parte da un 17% che tutto è tranne che una maggioranza, se la matematica non è un'opinione. Piangono quelli a cui è bastato vedere quanto è distinto e educato questo professor Conte che cita Dostoevskij per sentirsi tranquillizzati da un'immagine preconfezionata secondo le peggiori e più banali logiche del marketing pubblicitario di bassa lega.
Ma soprattutto piangono quelle componenti del PD che per anni ci hanno spiegato che il pugno di ferro di Minniti era buona cosa e giusta. Incredibile, lo so, ma ora piangono anche loro e gridano allo scandalo. Loro. «La politica del precedente ministro dell’Interno era un atto di guerra contro i migranti che ha prodotto dei morti. E Salvini vuole portarla avanti. Ora che ho più di settant’anni non avrei mai pensato di vedere ancora dei ministri razzisti o sbirri nel mio Paese»: l'ha detto oggi ospite della trasmissione "Mezz'ora in più" Gino Strada, fondatore di Emergency. E ha completamente ragione. Ascoltare oggi i minnitiani che danno lezione di umanità a Salvini e al Paese è una'ipocrisia che non si può sopportare: i morti di Minniti (quelli figli dei sanguinosi accordi con la Libia) non li abbiamo potuti vedere perché sono stramazzati dopo le angherie, le violenze, le privazioni e gli stupri nei lager libici.  «Il progetto di Minniti – ha spiegato Gino Strada – era quello di pagare gli assassini per dire: ‘Uccideteli pure, ma a casa vostra. Non li vogliamo qua’. Su questo c’è unità di intenti e continuità di azione nei propositi di Salvini». Del resto anche Minniti pensò di chiudere i porti ma allora si oppose il ministro Delrio. Le lacrime di oggi davvero non si possono sentire.

sabato 9 giugno 2018

Conferme

Kiave di lettura n° 291
E' cominciato il calcio mercato. Voci che cominciano ad uscire e trattative che oltre ad essere annunciate iniziano a partire; alcune si realizzeranno, alcune svaniranno "TRA PALCO E REALTA'"
Ed allora Kappaviola è lieta di annunciare che ha ricevuto un sottointeso ok da parte del suo commentatore tecnico di fiducia. Proprio ieri, mentre nei giornali impazzava e proseguiva il toto nomi alla ricerca dei sostituti di Sportiello, di Badelj e si ipotizzavano scenari sul gioiello Chiesa questo blog riceveva l'indiretta firma sul rinnovo contrattuale dell'autore di "TAKKO AI' GIRO"
Indiretta, perché bisogna sempre interpretare la sua estemporaneità, ma abbastanza chiara per chi conosce il suo stile "ai' giro". Ed allora mi pare giusto completare lo scoop della conferma del fantasista di questo blog con il suo personale autografo al prolungamento contrattuale, con tanto di video aggiunto alle parole/firma. 
Come sempre, applausi Bollins.
"...e ci si strappa i capelli per il possesso palla di Badelj..."

martedì 5 giugno 2018

Bersagli

Kiave di lettura n° 290
2018. Il tiro a segno. Contro un essere umano. 
Rileggere. 
2018, il tiro a segno, contro un essere umano.
Rileggere. 
2018 il tiro a segno contro un essere umano.
Non riuscire a farsene un'idea. Non una ragione che è un passo ancora più avanti. Proprio un'idea. La storia di Sacko Soumayla lascia sbigottiti, senza parole. Prova a descriverla in modo molto chiaro e comprensibile Lucio Musolino con questo articolo (clicca qui per leggerlo). Ci riesce nella sua capacità di chiamare il tutto col suo nome. Non era un tentativo di furto, non era una minaccia di possibile violenza a qualcuno e quindi non era legittima difesa. E' stato un tiro al bersaglio contro una persona considerata non tale, ma considerata appunto un bersaglio mobile. Da mettere nel mirino di un fucile
Il problema è che ormai ci stiamo abituando tutti, e troppo, a non meravigliarci più. "IL MONDO CHE TI DICE TU PENSA ALLA SALUTE" esclusivamente a quella tua e dei tuoi cari, ormai è la colonna sonora che ci accompagna, maledettamente tutti. Tanto da portarci a non far fare più di tanto caso a cose del genere. Un accompagnamento musicale che ci porta a non reagire. A non trovare disgusto, quello vero.
In fondo ci siamo "acclimatati" all'atmosfera che accetta la situazione in cui era Sacko e sono gli altri Sacko d'Italia. Ai margini, in baraccopoli, irrisi con paghe da vergogna, umiliati, considerati il problema, presi di mira. Bersagli. Ed allora il passaggio poi all'orribile tiro a segno è un passaggio "naturale" che può provocare qualche parola di circostanza, un po' di indignazione tanto per non sfigurare e poi la pagina si chiude senza interrogarsi più di tanto o veramente a fondo. 
Calerà il silenzio come quello colpevole e stomachevole di tutte le istituzioni di questi giorni (interrotto dal presidente del consiglio tardivamente e un po' ipocritamente soltanto oggi). E magari i Sacko di turno verranno riproposti in prima pagina giusto quando qualche tizio annuncerà la "fine della loro pacchia" prima di giurare in giacca e cravatta da ministro o quando qualcun'altro si accorgerà delle condizioni orribili che sono "regalate" ad una parte di società/di mondo e magari chiederà anche conto di "cotanta magnanimità" nei loro confronti.
Nei confronti di essere umani che in fondo ogni giorno sono considerati solo e soltanto bersagli.

lunedì 28 maggio 2018

Veti e voti

Kiave di lettura n° 289
Chi proprio non ha altro da fare e legge quello che sempre più di rado scrivo sulla politica attuale già saprà che non riesco ad appassionarmi alle vicende che hanno ruotato e ruotano intorno alle elezioni dello scorso 4 marzo. Ho votato quasi per disperazione in una certa maniera e poi ho cercato di seguire questo gioco a rimpallino che è iniziato dal cinque in poi. Come già detto (clicca qui per leggere) ritenevo ogni alleanza paventata un vero e proprio troiaio. Ritenevo (e ritengo) che potesse esserci un' unica possibile soluzione: un accordo a tempo limitatissimo per le cose urgenti ed una legge elettorale a doppio turno. Per tornare a votare a brevissimo e dare finalmente la possibilità a chi vince di governare. 
Sentir dire invece che il Governo che stava per nascere era "esclusivamente politico" ha aumentato in questi giorni la sensazione che il troiaio fosse davvero grosso. Allearsi in modo programmatico e politico con la Lega, farsi dettare temi e ministeri da Salvini non può appartenere ad un movimento nato e cresciuto per provare a "cambiare" e provare a farlo da solo. Con quelle parole Di Maio si è conquistato i voti dei leghisti necessari al Governo, ma ha perso il mio....mezzo. Se ne sarà sicuramente fatto una ragione.
Le cose ieri però hanno avuto un fuori programma improvviso. Il castello di carta (e carte) è venuto infatti giù sul nome del possibile ministro Savona, che per il peso che si è deciso di dargli e la decisione presa si è fatto passare come il possessore delle chiavi de "LA PORTA DEI SOGNI" rivoluzionari di antieuropeisti ed amanti dell'uscita dall'euro. La premessa precedente del mio parere sul possibile governo Salvini-Di Maio era necessaria per cercare di farmi capire meglio. Per me infatti la decisione di Mattarella va un filino, anzi molto più di un filino, oltre quello che la Costituzione gli permette. Non sono certo un costituzionalista e non pretendo di avere maggiori conoscenze di Mattarella. So che a nominare i ministri è il Presidente della Repubblica e che in passato i suoi predecessori hanno usato il potere di veto. Ma i casi Previti e Maroni, tanto per fare gli esempi più recenti, niente hanno a che fare con un professore colpevole di aver studiato la possibilità dell'uscita dall'euro e che ha precisato di non averlo come obiettivo così come di non essere tra i punti del programma del governo troiaio in via di formazione. Tra l’altro, lo stesso Savona è già stato ministro in passato, evidentemente non doveva proprio essere un pericoloso estremista. Ecco, porre un veto del genere, per un ministro del genere, mi pare vada oltre la legittima possibilità costituzionale esistenti. L’articolo 92 su chi nomina i ministri è chiaro: il Presidente della Repubblica. Ma è anche vero che l’interpretazione ed il senso di quello stesso articolo e della sua applicazione non finisce in quelle due righe. Ed allora credo che Mattarella sia andato oltre, confermando l'uscita errata con l'immediata succeasiva nomina di Cottarelli, dove il "segnale" del gesto e la "ripicca personale" prevalgono sulla scelta in sè.
Banale e forse superfluo ma importante dire che poi chi ha offeso, augurato morte e minacciato ritorsioni nei suoi confronti deve ricevere quel che merita: denunce e giudizi processuali. Mi sembra importante anche sottolineare con forza che lo stato d’accusa è una procedura eccessiva e sballata soprattutto se usata con termini di accompagnamento violenti e clamorosamente sbagliati, visto il delicato momento che passiamo.
Detto questo, democrazia a rischio? Non credo. Ne per mano di Mattarella ne per mano di chi vuol il suo stato di accusa. Credo che da entrambi i lati, nel paventare i rischi della democrazia per questo motivo, ci sia una grande puntata fatta sul panno verde della prossima campagna elettorale ormai alle porte.
Per descrivere al meglio la situazione uso le parole di Daniele Silvestri, che condivido dalla prima all’ultima lettera. Daje Danielino, come sempre.
Come molti di voi sapranno, poche ore fa ho pubblicato un tweet, che diceva così: “inaccettabili decisioni di #Mattarella. Sbagliate nel merito miopi nello scopo pericolose nei risultati e irrispettose vs cittadini. Peccato”.
Premesso che ho sempre detto quello che penso, e che non avendo neanche intenzione di smettere adesso di farlo mi preoccupano poco gli insulti e le frasi tipo “riméttete a cantà che è meglio!” (Me le sento dire da circa 25 anni), devo però anche dire che mi pento. Mi pento di averlo fatto con un tweet di 141 caratteri.
Allora credo sia doveroso spiegare il mio pensiero in uno spazio che me lo permetta, soprattutto per rispetto verso chi a quello che scrivo un po’ ci tiene. O ci teneva.
Dal mio punto di vista, che non è certamente quello di un grillino e men che mai quello di un leghista, il veto con cui oggi il presidente Mattarella ha posto fine al tentativo di governo giallo-verde è un grave errore. Non certo un’azione eversiva o incostituzionale, ci mancherebbe. Ma un errore. Strategico innanzitutto, perché è facile prevedere un consenso pericolosamente in crescita per quelle forze, soprattutto a destra, che avranno gioco facile a gridare al complotto. Ma fin qui potrebbe essere solo l’opinione di uno che sta dalla parte diametralmente opposta (ho votato Potere al Popolo, tanto per dire).
Ma è anche un errore nel merito - sempre dal mio punto di vista, è sottinteso - perché il veto sulla figura di Savona rischia tremendamente di sembrare un veto dato per ragioni di opinione. E’ inutile che mi vengano ricordati i precedenti, tipo Previti, Maroni e via dicendo.. Mi sembrano casi ben diversi, con motivazioni ben più oggettive, e questo finisce per essere a sua volta un precedente molto preoccupante. 
Tra l’altro il rischio è che sia proprio questa mossa a gettarci in una campagna elettorale in cui il tema dell’uscita dall’euro e dall’europa diventi veramente IL TEMA. Con conseguenze e ripercussioni potenzialmente gravissime.
Avrei di gran lunga preferito che il nostro presidente, dopo aver giustamente fatto pelo e contropelo alle proposte che arrivavano da quella improbabile ma tuttavia legittima coalizione, avesse poi lasciato che si cimentassero davvero con l’esperienza di governo.
Dubito fortemente che di lì a poco ci saremmo ritrovati fuori dall’europa e in procinto di tornare alla lira.
E in ogni caso il presidente rimane quello che esercita il suo vero potere soprattutto nel momento in cui firma o non firma i decreti, in particolare quelli che risultino non avere adeguate coperture finanziarie ad esempio.
Invece così gialli e verdi potranno ben dire che è la Germania, o che sono le lobby economiche a decidere chi guida il nostro paese e come. Mi pare lo stiano già dicendo.
Questo in sostanza il mio pensiero.
Peccato averlo affidato a un tweet. 
Peraltro il messaggio originale - prima di rendermi conto di doverlo sforbiciare drasticamente, visto quanto poco sono avvezzo ai cinguettii - era già un filo più comprensibile, diceva “ Mi dispiace, ma faccio davvero fatica ad accettare le decisioni del presidente #Mattarella. Credo siano sbagliate nel merito, miopi nello scopo, forse perfino pericolose nei probabili risultati, e da ultimo (non pensavo di doverlo mai dire) irrispettose nei confronti dei cittadini. Che peccato “ . Invece la versione tagliata inizia con la parola “inaccettabili”, che pende pericolosamente verso le posizioni di chi sta addirittura minacciando un improbabile impeachment. Inutile dire che ritengo quell’ipotesi poco più che una battuta di cattivo gusto. Ma anche la frase “irrispettose nei confronti dei cittadini” è stata comprensibilmente malinterpretata. 
Intendevo dire che mi aspetto da parte della massima carica dello stato maggiore attenzione verso i cittadini quando deve spiegare decisioni così drammatiche. Le sue parole se non ricordo male dicevano più o meno - vado a memoria - che con la scelta di quel ministro sarebbe praticamente “inevitabile” ritrovarci fuori dall’Europa. Come ho già detto non credo a questa spiegazione. Non sono certo un fan di Savona, sul quale mi sono solo informato in questi giorni come tutti voi, ma che non mi risulta essere né un profilo inadeguato al ruolo né un pazzo criminale, per quanto critico verso i modi e le scelte attraverso i quali l’europa si è data una moneta unica.
Io sono un convinto europeista, anche se sognavo un’Europa ben più “alta” e illuminata di questa che per ora ci ritroviamo. 
Ma mi hanno insegnato che vanno rispettate le opinioni diverse, che anzi ci si batte perché siano rispettate. A maggior ragione in questo caso, quando è stato più volte lo stesso capo dello stato a pretendere - giustamente - che questo governo fosse un governo politico. E se non lo è nell’attuazione delle politiche economiche dove deve esserlo?
E adesso avanti pure con gli insulti. Io almeno so di essermi chiarito.
notte
daniele

domenica 20 maggio 2018

Imbarcata finale

Kiave di lettura n° 288
Campionato - 38 ^
MILAN - FIORENTINA = 5 - 1
GOAL: Simeone, Calhanoglu, Cutrone, Kalinic, Cutrone, Bonaventura
LE PAGELLE
Sportiello 5,5
Compie un paio di buoni interventi e due buone uscite. Colpevole sul gol del pareggio
Milenkovic 5
Cerca di tenere su la baracca cambiando diversi ruoli ma crolla nel secondo tempo
Pezzella 5,5
Finchè fisicamente tiene è la scialuppa di salvataggio, si fa anticipare da Cutrone e poi esce
Biraghi 5 -
Soffre anche fisicamente, stringe i denti ma la prestazione ne risente
Benassi 5
Gira a vuoto per poi scomparire piano piano
Cristoforo 4
Oggettivamente non presentabile
Dabo 5,5
Primo tempo di sostanza che sparisce nella ripresa
Chiesa 6+
Lotta fino al recupero, assist d'oro e qualche giocata
Saponara 4,5
Non pervenuto
Simeone 6
Un gran bel gol poi non gli arriva nessun altro pallone
Olivera 4
Vedi Cristoforo
Dragowsky 4,5
C'era qualcuno che si lamentava di Sportiello e lo voleva titolare...
Gaspar 4
Vedi Olivera che vede Cristoforo
All. Pioli 5
Partita sfortunata certo ma anche giocata senza il giusto piglio. Cambi un po' naif ma alla sfortuna delle assenze tutte nello stesso reparto era difficile porre rimedio. Resta un'imbarcata che macchia il finale del campionato.
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: Cristoforo
LA PARTITA
Era una partita inutile. Non contava niente perché era ormai tutto scritto. L'Europa buttata via nell'ultima in casa col Cagliari non era recuperabile e l'ottavo posto era mediamente al sicuro, perchè tutto il mondo sapeva che la Spal avrebbe asfaltato la Samp. Quindi quello che rappresentava la partita finale a San Siro era una prova di maturità ed orgoglio, provando a divertirci magari lanciando qualche giovani. NP. Non pervenuti. Nè questi elementi nè la squadra. Certo il destino c'ha messo lo zampino con le assenze di un Badelj sempre più faro, Veretout e poi la coppia difensiva centrale ed il portiere durante la partita. Insomma non poco. Certo ovviare con Maxi Olivera difensore centrale e Cristoforo titolare non è stato il massimo. Sicuri sicuri che in una partita sostanzialmente inutile non si poteva lanciare un Primavera al posto di due giocatori ormai che si possono dichiarare impresentabili? Cambiava qualcosa? No. In un senso e nell'altro. Fino al gol di Simeone era una partita da fine stagione, abbastanza ferma, poi s'è stappata. "Tutta colpa di quel gol al freddo" direbbe Oronzo Canà. Hanno segnato tutti anche l'uomo dal certificato facile che a Milano hanno più paragonato a Calloni che ad un idolo. E noi tranne i primi venti minuti in partita non ci siamo mai stati con una difesa nel secondo tempo che faceva temere anche qualcosa di peggio, dell'imbarcata presa come ultimo saluto stagionale. 
"E ALLORA AVANTI UN ALTRO" . Campionato. Il prossimo. Ci potrebbero essere anche le basi per costruire qualcosa di buono. Qualcosa di positivo che possa partire da questa stagione. Che è stata segnata da quella infinita tragedia di Davide. Hanno dato tutti tutto per superarla e sicuramente il giudizio sulla stagione risente dell'impegno massimo che hanno mostrato. Cercando di essere razionali, le basi ci potrebbero essere. Penso a Pezzella, a Chiesa, a Veretout, a Simeone. Ma anche a Sportiello, Biraghi, Benassi. Ma il punto è sempre lo stesso. Che intenzioni hanno in società? La rincorsa al terzino di squadre retrocesse l'ultimo giorno di mercato o qualcosa di programmato partendo da basi esistenti e un paio di investimenti importanti? Presto per parlare di questo. Lo vedremo nei prossimi mesi.....intanto....FORZA VIOLA...sempre...

lunedì 14 maggio 2018

Proprio oggi...

L'ultima immagine che abbina il MIO bomber e la mia Viola che avrei voluto ricordare è quella di un centravanti che al momento dell'ennesimo record infranto si infrange (gioco di parole voluto e dovuto) contro la rete e stremato si mette a piangere. Ed invece in quelle lacrime non c'era solo la felicità per il record raggiunto. Quel "gol fisico" rappresentava in modo evidente l'atto finale di una splendida storia d'amore durata nove anni. Ma sul momento non volevo crederci, non potevo crederci. Non poteva finire, non quella storia d'amore. E mentre praticamente tutta la curva mi diceva che dovevo cominciare ad abituarmi all'idea, io scuotevo la testa testardo, rinchiudendomi nella mia convinzione. Nel mio "non è possibile, BATI non ci può lasciare".

Proprio oggi, diciotto anni fa, l'ultima tua partita in maglia viola, l'ultimo tuo gol...pardon gli ultimi tre...l'ultima NOSTRA vittoria.
Il record assoluto di gol con la nostra maglia, le tue lacrime dentro quella porta che infinite volte ci aveva regalato sorrisi enormi.
Quanto manchi BATI mio. A questa squadra, a questo sport, a questa città, a questa maglia. Ai nostri "SOGNI DI".

sabato 12 maggio 2018

Qualcosa ed anche di più...

Kiave di lettura n° 287
La Kiave di lettura di questa settimana aggiunge un volume allo scaffale del mio personale Katalogo, più precisamente:
CHIARA GAMBERALE - "Qualcosa" - Longanesi
Autrice nota e già presente nel mio Katalogo, in questo libro scopro una Gamberale alle prese con un nuovo modo di sperimentare la sua scrittura. La cornice del libro è infatti quella di una fiaba, dove appare l'immancabile principessa che per la sua voglia esagerata di vivere profondamente ogni cosa riceve dai suoi genitori il nome di Qualcosa di Troppo. Nome particolare ma d'altra parte da un re Qualcuno di importante e da una regina Una di noi non ci si poteva aspettare molto di diverso. I nomi di questo tipo, che illuminano subito il lettore sulla tipologia del personaggio, sembrano dire "FAREMO APPARIRE UNA" storia di un certo tipo, cosa vera ma solo in parte. Nel suo percorso infatti, la protagonista non conosce esattamente solo le bellezze a cui può essere abituata appunto una principessa e non è così sempre scontato che il nome di chi conosce porterà con sé solo "il suo nome". Così fa capolino nella sua vita il dolore che come conseguenza le porta "in dono" il Cavalier Niente con cui riuscirà a scoprire molte cose, ma solo dopo aver fatto le sue valutazioni e le sue analisi. Infatti sarà una sorta di saggio maestro che l'accompagnerà nelle sue nuove scoperte: principi, duchi, conti che le faranno scoprire tristezza, gioia ed indignazione. Con gli eccessi del suo modo di vivere le cose, la principessa imparerà a riconoscere anche tante altre cose come la sensazione del bisogno "..il bisogno è solo un sogno: prima o poi finisce.." l'arte del non fare e l'importanza di Madama Noia "..il non fare è un'attività per cui ci vuole parecchio impegno.." e l'importanza di riuscire sempre a leggersi dentro prima di trovare le soluzioni altrove "..quel vuoto non è una maledizione: è un regalo.." che si rivelerebbero comunque inutili. Il tutto sempre affiancata da quel cavaliere che dal vuoto dentro prodotto si rivelerà invece molto e molto di più. In una fiaba del genere, non può mancare ovviamente la conoscenza dell'amore, prima ben nascosto e poi evidente "..è la sensazione di avere una, due, centosette, mille onde in pancia. E' un desiderio diverso, assolutamente diverso da tutti quelli che non mi lasciano mai in pace. Gli altri desideri vogliono qualcosa che non c'è: l'amore invece vuole qualcuno che c'è.." che però non è il protagonista centrale. Il libro scorre bene e le illustrazioni (di tuono pettinato) aiutano e alleggeriscono ancora di più il testo e pur facendo capolino, sono poche le pagine in cui il percorso del racconto "fiabesco" conduce allo scontato/ovvio. La "favola" della Gamberale mette al centro gli stati d'animo nella loro interezza e nella loro complessità. Il guardarsi dentro e l'analizzarsi come elemento necessario per apprezzare e vivere tutto quello che ci circonda. Una favola con una morale molto più densa di....qualcosa
BIGNAMI: stile diverso, chiave di scrittura curioso e concetti che comunque "restano". Perde un po' di spessore la trama ma il libro merita quattro stelle (con un piccolo meno) su cinque.

domenica 6 maggio 2018

Siamo ancora in corsa....

Campionato - 36^
GENOA - FIORENTINA = 2 - 3
GOAL: Benassi, G.Rossi, Lapadula, Esseryc, Dabo
LE PAGELLE
Sportiello 6,5
Presente sull'unico tiro del primo tempo e sul finale della partita. Sui gol poche colpe
Gaspar 5
Costantemente in affanno nelle chiusure e quando viene puntato
Pezzella 5 +
Leader con diverse pause soprattutto in occasione del doppio gol genoano. Tiene nei minuti finali
Milenkovic 6 -
Centrale di sinistra ma non sembra soffrire il cambio, meglio di Pezzella anche se con qualche sbandamento specie sui gol
Biraghi 6 +
Sta crescendo ed acquisendo personalità. Sfiora l'eurogol, e fa un gran primo tempo di spinta, si fa prendere in mezzo sul doppio gol ma nel finale fa un salvataggio decisivo
Benassi 7 +
Un primo tempo complicato nel trovare la posizione poi lo squillo importante che gli fa fare una grande ripresa, da vero uomo ovunque
Badelj 6,5
Comanda il gioco e ci prova da fuori, quando esce la squadra cala vistosamente
Veretout 6
Gara un po' grigia con alcuni errori di precisione, migliora nel finale anche se in cabina di regia si nota la differenza con Badelj
Chiesa 6,5
Corre moltissimo e fa sempre tenere bassa la squadra avversaria, qualche protesta e fallo di troppo che dovrebbe cominciare a limitare
Saponara 6
Un paio di giocate ed un importante cross che poteva diventare un assist importante
Simeone 5,5
Assist importante dopo un primo tempo di sostanzialmente solo di corsa. Nella ripresa sparisce del tutto anche se dà tutto a livello di presenza e grinta, anche coi crampi
Dabo 7,5
L'uomo del match, porta grinta e cattiveria ma anche due tiri importantissimi: un palo ed un gol
Esseryc 6,5
Nel finale si incarta quasi comicamente, ma trova un gol decisivo per la rimonta
Falcinelli 6,5
Entra bene nel match ed offre un assist d'oro a Dabo
All. Pioli 7
Primo tempo da padroni del campo, nella ripresa succede di tutto e forse una mano grande ce la dà Pandev ma questa squadra non molla mai e trova risorse impensabili in modo continuo e grande merito va a chi questa squadra la gestisce 
IL MIGLIORE: DABO
Il peggiore: Gaspar
LA PARTITA
Per mantenere viva una fiammella per la comunque complicata corsa europea la trasferta di Marassi aveva un'unica possibilità di risultato: la vittoria. Mister Pioli conferma l'ossatura di squadra ormai tipo e inserisce Gaspar al posto dell'infortunato Laurini. Il Genoa appare timido e con poca grinta e la Viola è padrona del campo e del gioco. Possesso palla costante e pressing che però portano al tiro Badelj e Biraghi dalla distanza per una buona parata di Perin ed un tiro fuori. Il Genoa risponde solo con una bella punizione su cui Sportiello presta la giusta attenzione. Poi verso il finale di tempo uno scambio Benassi-Simeone concede al Cholito la palla giusta per farsi perdonare di due secondi di ritardo su un cross di Saponara di metà tempo. Bello l'assist del centravanti per lo stesso Benassi e gol del vantaggio viola proprio al termine del tempo: 0-1.
La ripresa comincia con un Genoa più tonico col passaggio ai tre attaccanti e l'ingresso di Pandev. Ma è un colpo di testa di Benassi da un angolo molto ben battuto da Biraghi l'occasione più pericolosa che solo un bell'intervento di Perin non fa diventare il raddoppio viola. La nuova carica del Genoa porta a quello che "era scritto" cioè il ritorno al gol dopo anni di Pepito, ed un po' il cuore viola non può che sorridere, anche se in modo amaro. Il problema è che dopo pochi minuti Pepito esce ed entra Lapadula, molto meno simpatico e ben visto da Pepito tanto che qualcuno scrive "lo odio, lammerda proprio" e dopo meno di niente con la solita giocata (cross dalla fascia e gola pochi metri dalla porta) trova il raddoppio: 2-1 mentre tra i due gol genoani Dabo aveva preso un palo che continuerà a tremare per diversi minuti. Oltre ad averla ribaltata, il Genoa sembra averne di più ma il giocatore che probabilmente aveva cambiato l'inerzia della partita (Pandev) con due giocate decisive per i due gol decide di entrare con entrambi i piedi uniti e prendersi il rosso diretto. La partita cambia di nuovo "inerzia" (come dicono quelli che sanno "ragionare"). A questo punto ci crediamo e con l'ingresso di Esseryc (che in modo lungimirante avevo battezzato con un "ecco siamo a posto") e quello di Falcinelli (che con lo stesso tono vien battezzato dai miei inviati come quello che "la risolve") a provare a ribaltarla siamo noi. Prima Perin si mette di mezzo con un paio di grandi interventi, poi lo stesso Esseryc prima e la coppia Falcinelli (assist) - Dabo ci regalano un 2-3 importantissimo. Nel finale Medeiros gioca tutte le sue carte e ci fa venire i brividi con due tiri consecutivi poi nel mezzo a mille cartellini gialli arriva anche il fischio finale sancendo "l'ammonizione più bella" quella  per la maglia tolta di Dabo che ci ha regalato i tre punti. 
A due giornate dalla fine siamo in corsa per l'Europa, con qualche punto di svantaggio ma ci siamo. Una fase finale di campionato che ha regalato un filotto di risultati davvero notevoli e soprattutto una squadra davvero tale. Compatta, mai doma, vogliosa di regalarsi qualcosa di importante. Nel primo tempo avevamo dominato palla e campo. La partita nella ripresa è stata pazza e probabilmente senza la loro espulsione eravamo a mangiarci le mani per averla buttata via. O forse no, perchè con questa squadra non si può mai dire. E proprio per questo motivo possiamo dire fieri che noi ci siamo e siamo sempre in corsa. Proviamoci.
FORZA VIOLA...sempre...

venerdì 4 maggio 2018

Vittorie solite e vittorie insolite

Kiave di lettura n° 286
L'avevo annunciato qualche giorno fa (leggi cliccando qui) che la vittoria di Sarri per me era indiscutibile e chiara. Ma soprattutto indipendente dalla vittoria dello scudetto. Lo confermo oggi dopo l'ultima domenica di campionato. Il Napoli era di scena a Firenze domenica, ma secondo il mio modo di vedere la partita s'è già incanalata sabato sera tanto da farmi pensare e dire "domani la vinciamo" persino a me che di solito per scaramanzia non faccio mai pronostici in viola. Infatti sabato sera a San Siro, la #juvemerda ha fatto il suo mestiere, quello di squadra più forte che quando ha bisogno di una mano "CASUALMENTE" "NON C'E' NESSUNO MAI", delle personcine con le giacchette nere (o fosforescenti), a dirgli di no. E così è andata. Orsato ha pilotato la partita nel senso unico che conosciamo ormai da sempre permettendo ad una #juvemerda in crisi di fiato e forze di giocare praticamente novanta minuti (considerando i recuperi) in undici contro dieci e sfiancare l'avversario.
Questo non comportava automaticamente la sconfitta del Napoli, ma ci sono regole ugualmente automatiche anche se "non scritte". Così, se per una settimana stuzzichi Firenze con "tanto si scanseranno", se vedi che come ti avvicini al primo posto la rivale gioca in dodici contro dieci, se cominci la partita e ti buttano fuori (GIUSTAMENTE) il miglior giocatore, il crollo è dietro l'angolo. E così è stato per il Napoli. Anche se fortemente "aiutato" nel crollo da una squadra davvero vogliosa di vincere e convincere. La mia Viola infatti ha fatto una partita spettacolare, come non si vedeva da tempo. Per intensità, grinta, coesione (e questi elementi per diverse partite li avevamo ritrovati) ma soprattutto gioco. Ritmo, velocità e tante azioni da gol. Il gruppo a dopo - sezione curva (in formazione ridotta e, seppur soddisfatto della presenza sugli spalti, con lo stato d'animo di chi sente la mancanza degli assenti) non ha creduto ai propri occhi dall'inizio alla fine e nessuno s'è posto il problema del "regaliamo lo scudetto alla Juve". Perché esaltati da una splendida gara ma anche consapevoli del fatto che l'ennesimo scudetto ai gobbi l'hanno consegnato altri. I soliti.  Loro stessi, gli aiuti, le giacchette nere/fosforescenti, rivali inesistenti tranne appunto il Napoli fatto di giocatori sette/otto gradini inferiori. Ed allora a maggior ragione si fa intensa la gioia di vedere quei tre gol di un Simeone scatenato e finalmente "punta vera" ma soprattutto di vedere una squadra che orgogliosamente gioca per se, per i residui sogni di qualificazione, per la città, per la voglia di "non scansarsi". Con tanti saluti a quel tizietto di Sky, rigovernatore di mestoli.
FORZA VIOLA...sempre...
Campionato - 35 ^
FIORENTINA - NAPOLI = 3 - 0
GOAL: Simeone, Simeone, Simeone
Sportiello 6
Praticamente spettatore non pagante
Laurini 6,5
Puntuale e preciso nelle chiusure
Milenkovic 7
Gara fatta di agonismo e concentrazione
Pezzella 7 +
Leader e guida sicura dei quattro della difesa
Biraghi 7 +
Tra i più positivi per determinazione e spinta offensiva
Veretout 6,5
Qualche sbavatura ed imprecisione in una gara comunque positiva
Badelj 7
Con lui in campo la squadra gira ad un altro ritmo e con un gioco che scorre nettamente più liscio
Benassi 7 -
Sul finale crolla un po' ma dopo aver macinato km su km
Chiesa 7 -
Il contrario di Benassi, parte timido per poi crescere col passare dei minuti
Saponara 6
Tra i meno positivi, non incide troppo con le giocate, contribuisce al successo ma in modo "oscuro"
Simeone 9
Tre gol così importanti, in una partita del genere non possono che meritare un voto del genere
Gaspar SV
Esseryc SV
Cristoforo SV
All. Pioli 7,5
Compito agevolato sicuramente dalla situazione generale e dall'espulsione ma la squadra non sbaglia niente ed annienta il Napoli.
IL MIGLIORE: SIMEONE
Il peggiore: Saponara

sabato 28 aprile 2018

Primo maggio da non procrastinare

Kiave di lettura n° 285
Tra qualche giorno sarà il primo maggio, la festa del lavoro. Troppo spesso nella realtà la constatazione della mancanza dello stesso o l'esistenza di condizioni poco umane in posti di lavoro che tutto sono meno che elementi da festeggiare. Il senso del primo maggio, per come mi è stato insegnato, è quello di mettere al centro dell'attenzione tutto quello che riguarda il lavoro ed i lavoratori. Le loro tutele sia presenti che mancanti, i loro diritti sia conquistati che calpestati, la loro dignità sia riconosciuta che ignorata. Dargli visibilità e soprattutto il dovuto riconoscimento e rispetto.
Rileggendo un vecchio Writing Tuesday scritto un po' di tempo fa mi va di dedicare la mia #kiavedilettura di oggi proprio al prossimo martedì, riportando quel post.

Buona lettura...
Erano "..a causa delle difficili condizioni economiche generali, ci vediamo costretti a PROCRASTINARE a data da destinarsi la sua assunzione.." le parole che rimbombavano nella sua testa. Parole non dette, ma scritte sulla lettera arrivatale dalla società per cui aveva già collezionato un numero notevole di contratti a progetto e che si era impegnata ad assumerla a tempo indeterminato dalla fine del suo ultimo contratto. Non riusciva a credere a quanto rilesse più di una volta. Non poteva essere successo proprio a lei. Aveva festeggiato con suo marito ed i suoi due figli la sospirata assunzione, dopo tanto precariato. Ricordava ancora la cena ed il sorriso sul suo volto e su quello della sua famiglia. Finalmente potevano "respirare" un pò, dato che solo lo stipendio di suo marito non li avrebbe portati da molte parti se non ad uno scarso 20/25 del mese. La stabilizzazione della sua posizione invece portava luce e speranze. Di minori sacrifici, di qualche cena fuori come quella e magari di un piccolo viaggetto, magari non lontano ma pur sempre una piccola vacanza che non fosse la campagna dei nonni.
Invece quella busta anonima trovata la mattina nella buca delle lettere aveva fatto sparire tutto il buon umore di quel periodo. Ed ora? L'avrebbero davvero assunta, magari più avanti? Le avrebbero fatto di nuovo un odioso contratto a progetto, dove di progetto non c'era neanche l'ombra?
Martina "IMPRECA E TIRA FUORI I CONTI DEL" periodo e vede quello che già sapeva: il prossimo mese, senza il suo nuovo lavoro tanto agognato e solennemente promesso, il conto corrente avrebbe segnato rosso scuro e la banca avrebbe bussato alla sua porta. Cosa gli avrebbe risposto?
Chissà se anche la banca avrebbe accettato una proroga sui suoi debiti come gli chiedeva la sua società, chissà se anche il direttore della banca avrebbe sottoscritto con lei un contratto con un progetto di rientro della somma che doveva. Chissà.
Intanto i bambini aspettavano a scuola il suo arrivo e lei non poteva tardare ulteriormente, nè scervellarsi o piangersi troppo addosso. I bambini da prendere, la spesa da fare, la cena da preparare. Non aveva tempo per imprecare contro la sua società in questo momento, con la tristezza nel cuore e la preoccupazione nel cervello prese le chiavi dalla tavola e si avviò verso la sua macchina.

mercoledì 25 aprile 2018

La vittoria di Sarri

Kiave di lettura n° 284
Sorvolando sul ritorno alla mediocrità viola per mancata visione del match contro il Sassuolo, vorrei puntare l'attenzione della kiave di lettura di questa settimana sul primo verdetto del campionato. Non parlo della retrocessione imprevista del Benevento (abbondantemente in B già a novembre) ma del successo di Mister Sarri. Non parlo della vittoria a Torino come trofeo né tanto meno della vittoria dello scudetto, ma di qualcosa di meno concreto ma più significativo, di una frase che ora si può dire: "lui ha già vinto". Sicuramente poco da bacheca ma tanto da meriti ed applausi. Spesso bistrattato per i modi poco istituzionali, spesso ripreso e criticato (giustamente) per le uscite fuori luogo, spesso oggetto di ironia, sarcasmo od offese per le sue analisi viste come scusanti continue o alibi cercati. Sta di fatto che "QUANDO TUTTE LE PAROLE" restano tali e lasciano il campo ai fatti, quelli sono lì ad inchiodarti. Ed allora il suo Napoli ha dieci punti più di anno scorso quando già aveva fatto mezzi miracoli ovviando alla cessione di un bomber da 36 reti ed all'infortunio del suo sostituto creando un gruppo capace di giocare il miglior calcio d'Italia ed arrivando in Champions. Quest'anno ha fatto meglio. E' stato scherzato quando è stato eliminato dalla Champions e dalla Coppa Italia non prendendo in considerazione un dato banale: le risorse. Con quelle a disposizione, Sarri ha vinto. A quattro giornate della fine sta tenendo testa ad una corazzata nettamente più forte, con investimenti nemmeno paragonabili, con più aiuti e con un'abitudine a vincere storica. Non contento è andato a batterli a casa loro e si è portato ad un punto, con un calendario che può anche far sognare. Da pronostico e da inizio anno dico e penso che sarà di nuovo la #juvemerda a vincerlo questo scudetto e resto di questo avviso. Ma nonostante questo credo che Sarri abbia davvero già vinto. Ha portato la sua squadra a combattere per un sogno lottando con mezzi a disposizione che a confronto dell'armata juventina son da considerarsi più che scarsi.
Provate a leggere i ventidue juventini
Buffon Szczesny; Howedes Lichsteiner, Benatia Rugani, Chiellini Barzagli, Alex Sandro De Sciglio, Matuidi Sturaro, Khedira Marchisio, Pjanic Betancur, Douglas Costa Cuadrado, Higuain Mandzukic, Dybala Bernardeschi
e poi paragonateli con i ventidue napoletani
Reina Rafael, Hysay Maggio, Albiol Chiriches, Koulibaly Tonelli, Ghoulam Mario Rui, Allan Rog, Jorginho Diawara, Hamsik Zielinski, Callejon Ounas, Mertens Milik, Insigne Machach
Ecco ora ditemi se paragonando i giocatori della Juve e quelli del Napoli, a parità di ruolo, su 22, ce n'è più di un paio dove preferireste giocatori del Napoli. Sinceramente. Forse Zielinski e Koulibaly. Stop. A questo aggiungete che oltre le scelte c'è anche il peso dei ricambi e dei reparti. Onestamente imbarazzante la differenza dei componenti dei due attacchi, che nella realtà si è trasformata invece nell'arma in più dei napoletani. Tralascio, e non è fattore tralasciabile invece, le spinte extra campo che come sempre hanno influenzato e fatto segnare diversi punti sempre nello stesso verso. In tutto questo Sarri è andato a Torino, ha vinto e non ha concesso neanche un tiro alla Juve. Per questo vada come vada, lui ha vinto. Con la sua tuta, i suoi blocchetti, le sue uscite eccessive ed i suoi errori. Ma ha stravinto.
Ah. A Firenze da qualche giorno si commenta e ci si schiera sulla buffonata detta da un tizio che lavora a Sky ed ogni tanto si diverte a chiamare "Pezzeia" il nostro difensore centrale. La suddetta buffonata sarebbe quella che tra i tifosi viola è partito il tamtam "scansiamoci col Napoli". Ora, non so quali sono le fonti del signor Parodi, ma onestamente non mi risulta proprio e magari visto che lo chiamano giornalista (ahahahha si lo so fa ridere) sarebbe utile verificare l'attendibilità di quel che si dice. Firenze è nota per non scansarsi, caro signor telecronista, lo dice la storia e lo dice la nostra natura, di cui lei evidentemente non conosce neanche la premessa. Detto questo e detto che il suddetto tizio dovrebbe essere banalmente ignorato, Firenze ha abboccato e come sempre abbiamo cominciato a fare quello che ci riesce meglio: si fa "polemiha" e ci si divide (anche se onestamente le parti in causa non mi sembrano così divise a metà). E da buon fiorentino io dico la mia. Per mia natura ammetterei di "tifare contro" la mia Viola solo all'ultima di campionato con nostra posizione ormai definita e solo nel caso che la nostra sconfitta regalasse la matematica certezza della B alla #juvemerda. Quindi il problema non si pone. Detto questo chi dice che non si può tifare contro perché anche il Napoli c'ha rubato qualcosa mi fa venire le bolle. Sicuramente ognuno può avere le sue simpatie. Sicuramente il ricordo fresco della Coppa Italia di pochi anni fa è ancora ferita bella fresca e dolorosa. Ma non scherziamo. Quello che rappresenta per Firenze la #JuveMerda non è paragonabile a niente e chi si lancia in paragoni non sa di che parla. L'82, il '90, Baggio, Berbatov, Avellino, Agnelli, Buffon, Conte, Pogba, Tevez, i mille rigori e le mille espulsioni, la Coppa Uefa, Casiraghi, Aladren, le sciarpe delle avversarie, calciopoli, Moggi, Bettega. Via ragazzi non scherziamo. E se siete così sensibili che nemmeno si può dire "in fondo se lo scudetto lo vincesse il Napoli..." fate una bella cosa, studiate un po' di storia viola. E magari domenica alzate il culo e venite al Franchi che c'è bisogno anche di voi visto che tra chiacchierare e fare c'è di mezzo il mare e si corre il rischio di essere invasi e sovrastati dai tifosi azzurri. E quello che ragiona a Sky, lasciatelo "cocere nì sù brodo".....ed asciugare i mestoli alla moglie.

giovedì 19 aprile 2018

Tutto d'un fiato

Campionato - 33^
FIORENTINA - LAZIO = 3-4
GOAL: Veretout; Veretout (R); Luis Alberto; Caceres; Veretout; Felipe Anderson, Luis Alberto
LE PAGELLE
Sportiello 4,5
Esce molto male e si mette nelle condizioni di farsi cacciare dopo otto minuti
Milenkovic 5,5
Tiene botta per gran parte del match ma nei momenti cruciali è in affanno
Pezzella 6 - 
Non in grandissima serata già dalla prima occasione ma salva un gol già fatto e comunque si fa sentire
Vitor Hugo 5,5
Gira a vuoto in un paio di pericolose circostanze
Biraghi 6
Procura il rigore del doppio vantaggio e limita i danni
Dabo 6,5
Sostanza pura in mezzo al campo
Veretout 8,5
Di tutto un po'. Leader della serata per la tenuta del gioco e per tre bellissimi ed importantissimi gol
Esseryc SV
Gil Dias 4,5
Si nota meno di Esseryc che gioca otto minuti
Chiesa 7
Rimette la partita in carreggiata facendo espellere Murgia e gioca una partita a tutto gas
Simeone 5,5
Nell'occasione del gol annullato riesce a mettersi in luce, per il resto poco altro
Dragowsky 4
Tranne due telefonate centrali non riesce ad opporsi ai tiri avversari neanche quando gli battono addosso (vedi gol di Caceres)
Falcinelli 5
Mai pericoloso
Saponara SV
All. Pioli 6+
Il cambio di Falcinelli è poco comprensibile, ma la squadra mostra carattere, voglia e gioco
IL MIGLIORE: VERETOUT
Il peggiore: Dragowsky
LA PARTITA
Era la seconda prova del nove della "nuova" Fiorentina. Dopo la Roma (clicca qui per ri-leggere il post a 4 mani) , "le quaje" (cit). Il mister ci sorprende con un'impostazione diversa che prevede Gil Dias ed Esseryc al posto di Benassi e Saponara. Nemmeno il tempo di vedere se funziona o meno il nuovo schieramento e tra Pezzella e soprattutto Sportiello la combinano grossa. Il portiere esce fuori area e blocca un tirocross laziale, cartellino rosso. Da capire se davvero l'occasione da gol è così chiara ma più che la protesta vien da commentare " O'brao bischero ora 82 minuti in dieci son proprio una passeggiata...." . Esseryc esce ed entra Dragowsky e quasi naturalmente, mentre cerchiamo di riorganizzarci, la Lazio comincia a prendere campo. Proprio con un'impostazione "chiusa dietro" da un rilancio del portiere scatta Chiesa in contropiede che viene atterrato (e non sembrava così dispiaciuto della cosa il nostro 25) da Murgia mentre è lanciato a rete. Espulsione e punizione, batte Veretout e la mette poco sotto il sette. "QUINDICI MINUTI DI POPOLARITA'" o meglio di follia e siamo 10 contro 10 ed 1-0. La Lazio non ci sta spinge e "Pezzella ci mette una pezza" salvando sulla linea a botta sicura, imitato poco dopo da Milenkovic che stoppa Immobile. Alla mezz'ora, con l'onda laziale che sembra crescere, Chiesa lancia in area Biraghi che è messo giù. Forse oltre al rigore ci starebbe anche il secondo giallo per Luis Felipe, si sorvola mentre Veretout spiazza il portiere e ci porta sul 2-0. Dopo un dubbio in area viola dove forse ci stava il rigore laziale, Luis Alberto imita Veretout su punizione ed accorcia le distanze , imitato da Caceres che a fine tempo colpisce di testa.....e colpisce anche Dragowsky che non muove un muscolo: palla che gli "picchia addosso", parità ed intervallo.
Riprende la partita-ottovolante e subito Simeone fa notare per la prima volta la sua presenza ed il suo ruolo da centravanti con un gol però poi annullato per fuorigioco in modo "dubbiodubbiodubbio". Sembriamo esserci ripresi dal finale di tempo di marca "quagliesco" e Veretout in serata di grazia semina avversari come birilli e ci riporta avanti. Dopo un rigore prima concesso e poi (giustamente) annullato ad Immobile per fuorigioco, prima Felipe Anderson poi Luis Alberto ri-capovolgono tutto e fissano sul 3-4 il risultato a venti dalla fine con tiri magari precisi ma per niente irresistibili. Noi abbiamo già dato tutto e l'ingresso di Falcinelli ci limita anche nelle speranze visto che da quando è arrivato a Gennaio deve ancora sostanzialmente toccare palla. Non creiamo più granché tranne qualche mischia con poco costrutto e finisce così la partita.
7 gol, due (+ quello di simpatiaInzaghi) cartellini rossi, gol annullati, rigori dati e poi annullati, espulsioni che ci potevano stare e non sanzionate, grinta, vantaggi e ribaltamenti. Davvero una gran partita, vissuta tutta d'un fiato un po' come "il Borghetti che si sa va sorseggiato". Siamo usciti sconfitti ed abbiamo mostrato pecche evidenti: errori di singoli, difesa allegra, la mancanza di un centravanti, poca cattiveria in certi momenti. Ma abbiamo dato dimostrazione di squadra, compatta, con un'identità. E' un peccato tornare ad inseguire il/i posti europei da posizioni di retrovia, ma è stato bello vedere una squadra che con i suoi limiti palesi ha provato a non darsi per vinta in inferiorità ed a comandare la partita dopo. Peccato che l'ottovolante a forza di "girare" si sia fermato sul 3-4, davvero peccato.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...siamo ricalati nella mediocrità, non poteva durar per sempre...a livello di squadra l'è l'inerzia, forse la dura fino alla fine così le mezze calzette te le ritrovi il prossimo anno grazie alla strisciata positiva...pensa che t'hai dato via Babacar per Falcinelli perchè faceva cacare, un segnava mai, l'era svogliato...quello più pagato..."