mercoledì 21 agosto 2019

Sicuri?


Molto contento dell'arrivo di Ribery. Molto contento del ritrovato entusiasmo. Molto contento del fatto che lo spirito fiorentino, dopo anni di "tappo",  sia riemerso in tutto il suo splendore, vedi magliette e cori improvvisati (..."coi DellaValle s'andava in B, invece quest'anno s'ha Ribery; son troppi anni che siam depressi, dai forza Rocco compraci anche Messi"...).
Un solo piccolo-grande dubbio.
Visto che: 
  • la "follia" mi pare di riconoscerla ed averla già vista;
  • la mobilitazione con mega presentazione è programma "visto e rivisto" (cit);
  • la provenienza di Marioooooooo era Monaco - rione Bayern, proprio come quella di Franck
mi chiedo.......solo per un fatto scaramantico e non per altro eh....proprio SicuriSicuriSicuri di fare la presentazione domani allo stadio, visti i precedenti (clicca qui per tornare indietro di sei anni)?

martedì 20 agosto 2019

Good the first

Coppa Italia - Terzo Turno
FIORENTINA - MONZA = 3 - 1
GOAL: Brighenti, Vlahovic, Vlahovic, Chiesa
LE PAGELLE
Dragowski 6 - -
Lirola 5,5
Milenkovic 6 - -
Ranieri 6 +
Terzic 6 -
Pulgar 6
Badelj 6 +
Benassi 5
Chiesa 6 +
Boateng 6 -
Sottil 6
Venuti 6
Montiel 7
Vlahovic 7,5
All. Montella 5,5
IL MIGLIORE: VLAHOVIC
Il peggiore: Benassi
LA PARTITA
Vista la presenza in città, allettato dal "la prima l'è gratis" che il buon RoccoCommisso ha deciso di applicare agli abbonati e soprattutto invogliato dalla prima birra stagionale in ottima compagnia con gueststar tre Masogenerazioni ho deciso di non mancare all'imperdibile sfida del terzo turno di Coppa Italia contro "l'arcigno e sempre temibile Monza".
L'arrivo di Rocco "grazie assai" ha ri-portato entusiasmo e il giro di campo con sviolinata ai tifosi di Joe Barone ha fatto subito intendere che a livello comunicativo e di marketing siamo su un altro pianeta rispetto al recente passato. I non pochi allo stadio in un "comodo orario di merda" come le 18.15 di una domenica di metà agosto, ricordano i vecchi proprietari con un simpatico saluto (d'altra parte "SIAMO QUESTI QUI"....per niente permalosi e/o rancorosi....) ma soprattutto orgogliosamente tornano a tirare fuori liberamente passione e cori senza polemiche o divisioni.
La sorpresa delle formazioni è la mancanza di Biraghi in odor di cessione (cercheremo di farcene una ragione...) mentre la conferma è Boateng falsonueve (questa invece credo che dureremo più fatica a digerirla). Si parte veloci con Sottil che fa intravedere buone cose per una buona metà del primo tempo e con diversi tentativi non concretizzati di non molto. La palla circola bene nei primi minuti di gioco, mentre con il passare del match gli avversari sembrano prenderci le misure e ripartire bene in contropiede. Da uno di questi arriva anche il gol di tal Brighenti che ovviamente ci fa partire in salita anche nella prima stagionale, ma d'altra parte "'unsisarebbe noi se 'unsipatisse". Si va all'intervallo (ed al tentativo di cercare un po' d'ombra...) sotto di un gol anche se la Fiesole canta bella compatta come non gli accadeva da diverso tempo. Nella ripresa si fa male subito Lirola "nuovo idolo ed oggetto di infiniti cori" ed entra "siam Venuti fin qui per vederlo", ma il grande interrogativo è "come mai da quando esiste il calcio tutto il mondo gioca con un centravanti e noi in casa, in svantaggio contro una squadra di C si gioca senza?". Si spera nel secondo cambio, ma entra Montiel per un Sottil che stava piano piano sparendo. Tocca aspettare un quarto d'ora dalla fine per vedere questo UFO chiamato "un centravanti" e sarà un caso ma nel giro di dieci minuti la partita si ribalta. Sull'asse primaverile Montiel-Vlahovic infatti nascono due reti simili, giocata in profondità del fantasista spagnolo, attacco degli spazi e conclusione da punta vera del 28 viola. Per gradire a partita finita lo stesso Vlahovic appoggia a Chiesa che con un tiro sul secondo palo chiude il match sul 3-1. Troppo presto per tutti i commenti, troppo presto per le valutazioni su squadra e giocatori. Quindi mi limito a dire solo: buona (con fatica) la prima....o...visto la nuova "gestione" Good The First.... ;-)
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...ma un Prisciandaro qualunque che ci si farà a pigliarlo prima della fine? 'un si segnava ad avercelo vero il nueve...figurati falso.... : -) ..."

venerdì 2 agosto 2019

Due Otto

Kiave di lettura n° 349
Qualche anno fa mi è capitato di passare da Bologna proprio il due agosto, proprio in stazione. E da quel giorno quella data si è evidenziata ancor di più nella mia testa. 
Non che prima non fosse presente, non che prima passasse inosservata, non che prima non significasse niente.
Ma da quel passaggio in stazione "in una particolare coincidenza" qualcosa si è rafforzato dentro. Quell'orologio, quell'ora, quei fiori, quelle persone, quelle vite, quel pensiero.
Dico banalità, lo so. Ma sono banalità che davvero mi toccano. Dentro. Puntualmente, ogni due otto che ritorna, ritornano a farsi sentire. Alla stessa maniera: forti, intense, profonde. Come quella immensa ferita.

"BOLOGNA HA NEL CUORE UNA VECCHIA STAZIONE E CANZONI D'AMORE DEL DOPO"

mercoledì 31 luglio 2019

Ripartenze...alle viste...

Quando si riavvicina il campionato o se ne cominciano ad intravedere i contorni, "TI TIENI UN PO' PIU' STRETTO" alle abitudini ed alle perle di saggezza che sai bene dove andare a trovare.

K: allora......ricapitolando......
Napoli in casa 
Genoa fuori
Juve in casa
Atalanta fuori
Samp in casa
Milan fuori
in pratica le prime due in casa e poi si può vendere l'abbonamento...comunque la tabella di marcia prevede 16 punti in 6 partite...a star bassi...
Bollins: dici a Milano si pareggia? Mmmm pessimista...
K: non avendo Pepito pensavo al pareggio a Marassi...
Bollins: senza Mutu a Genova non c'è pareggio... ;-) comunque 'unsidoveva comprare a metà agosto....icchè siamo già al 10?!?!
K: vola il tempo quando l'è fresco...a breve c'è la chiusura del mercato...
Bollins: ma quindi....essendo a fine agosto...poi coi' Napoli icchè s'è fatto? : -)
K: 1-1 Maiellaro e Di Napoli
Bollins: : - ) allora fino al Milan le si vincono tutte sennò 'unturispetti la tabella...
K: sì infatti....a Milano si butta dentro Branca e siamo a cavallo (questa è per palati fini eh...)...con Nainggolan poi a unire lo spogliatoio...
Bollins: ci 'vole qualche pezzo di merda da battaglia. L'è 20 anni che sembra una passerella di Pitti Uomo...bei tempi quelli di Pasquale Bruno e le gambe saltate di Raducioiu....
K: ahahah e le tacchettate nel costato ad Hagi....babbo...sarà per questo che il figliolo s'è venduto subito, magari qualcuno gliel'ha raccontato e s'è offeso.... : -)

mercoledì 24 luglio 2019

Numero Uno

Kiave di lettura n° 348
Ci saranno sicuramente altri esempi, altri campioni, altre vittorie. Non sarà l'unica, non sarà la sola, non sarà il record assoluto. Quello però che ha fatto oggi Federica Pellegrini, ha dello straordinariamente bello e del clamoroso. In una specialità che aveva "abbandonato" quasi un anno fa, ha deciso di mettersi tutte le rivali alle spalle con un'ultima vasca straordinaria per intensità e caparbietà. Recuperando chi le stava davanti e toccando per prima quel bordo vasca come le capita ormai in continuazione da anni. Quindici anni dalla prima medaglia olimpica, dieci dal primo mondiale vinto, oltre cinquanta medaglie in carriera, campionessa mondiale stile libero a 31 anni. Numeri (una piccola parte...) e imprese da record, da numero uno, e "LA VERITA' E'" che forse davvero è quella la giusta dimensione e la giusta definizione per un'impresa del genere e per una campionessa così immensa: Numero Uno.

foto gazzetta dello sport - link

venerdì 19 luglio 2019

La giusta spiegazione nel giorno più indicato

Kiave di lettura n° 347
Un piccolo modo per "celebrare" la giornata ed l' anniversario ad essa legato. Ricordo che piccolo invece non potrà mai essere. Nel giorno dell'anniversario della strage di Via D'Amelio, la mia personale kiave di lettura è dedicata al libro:
PAOLO BORSELLINO - "Cosa nostra spiegata ai ragazzi" - Paper First
Nella prefazione di Salvatore Borsellino si legge una frase che accompagna perfettamente la lettura del libro "in quell'ultima lettera Paolo spiega ai ragazzi con semplicità e chiarezza cosa sia la mafia".
Il libro infatti è in pratica il testo dell'intervento che Paolo Borsellino fece in un liceo di Bassano del Grappa esattamente trent'anni fa.
"La verità è che vi è stata una delega inammissibile a magistrati e polizia di occuparsi essi soli della mafia" con queste parole Paolo Borsellino si avviò a chiudere il suo intervento e trovarsi di fronte a queste parole nel libro apre la mente a mille riflessioni ed alla considerazione di trovarsi di fronte alla perfetta sintesi del racconto o meglio dell'intervento che fino ad allora aveva portato avanti. Sembra di vederlo mentre cerca di spiegare agli studenti cosa si intende per mafia e cosa realmente è la mafia. Cosa viene fatto per combatterla ma soprattutto cosa NON viene affrontato e preso in considerazione "che cosa si è fatto per dare allo Stato un'immagine credibile?".  Il tutto nel tentativo di far capire alle nuove generazioni che il pericolo è forte e si sta ramificando sempre più. Intervento del 1989 ripeto. Ma attuale come pochi altri, come se "BORSELLINO LI' NEL TEMPO" fosse rimasto a raccontare, a spiegare ed a rispondere alle domande. Dopo infatti il testo dell'intervento, nel libro sono riportate le domande (e le risposte dello stesso Borsellino) degli studenti che aprono ancora di più uno squarcio dentro "lei si sente protetto dallo Stato? ...No, io non mi sento protetto dallo Stato per la sovraesposizione della magistratura che è stata lasciata sola nella lotta alla criminalità mafiosa...". Protezione dello Stato agli uomini di Stato, ruolo dei pentiti, legami mafia/terrorismo/politica, legalizzazione stupefacenti, strumenti della magistratura. Trent'anni dopo le stesse domande aperte, con AHIME' un Borsellino in meno a dare risposte che aprono il cuore. "l'equivoco su cui spesso si gioca è "quel politico è stato accusato di avere convergenze con la mafia ma non è stato condannato e quindi è onesto in automatico" eh no. Questo ragionamento non va perchè la magistratura può fare solo un accertamento di carattere giudiziale, può dire "be ci sono sospetti anche gravi ma non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire che questo politico è mafioso". Però siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi , altri poteri dovevano trarre le dovute da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica" 
BIGNAMI: libro che dovrebbe far parte di ogni biblioteca scolastica, di ogni biblioteca di quartiere/comune, di ogni bagaglio culturale di ogni italiano. Voto scontato ma reale: cinque stelle su cinque.

mercoledì 17 luglio 2019

Ciao ...'dottori...

Autore, scrittore, narratore, saggista, sceneggiatore, filosofo, poeta, storico, intellettuale. Tutte parole incomplete per lui. "Un gigante" (cit. inviato romano). Ecco, ora sì. Definizione migliore non ci poteva essere.  
Oggi se ne va UN GIGANTE ....ma travestito da maestro e da compagno di avventure. La lettura dei suoi libri e l'ascolto delle sue parole hanno sempre avuto l'effetto di farlo sentire come un vero e proprio maestro di vita e di racconto, ma anche come "l' amico ed il compagno di viaggio" di storie  e vite lette sulle pagine di un libro dalla copertina blu scura. Ho scritto tanti post sulle sensazioni che i suoi libri mi hanno trasmesso, tantissimi altri ce ne sarebbero da scrivere sul suo pensiero e su quello che la sua penna ha in modo indelebile tatuato dentro. Le sue parole resteranno a farci compagnia, così come la sua capacità di scavare solchi nelle riflessioni di chi attentamente seguiva il suo ragionamento: mai superficiale, mai banale, mai indifferente e soprattutto mai "furbo"
Dire qualcosa di sensato su cosa significa perdere Andrea Camilleri è davvero dura, servirebbe forse la sua capacità di racconto ma è dote unica e se ne va con lui.
Mancherà il suo modo chiaro e trasparente di fotografarci:
“il governo faciva chiacchere, l’opposizione faciva chiacchere, la chiesa faciva chiacchere, i sinnacati facivano chiacchere, la confinnustria faciva chiacchere e poi si faciva chiacchere supra a ‘na coppia importanti che si era separata...si chiacchiariava e si ri chiacchiariava supra ai muratori che cadivano come pira mature dall’impalcature, supra ai clandestini che murivano affucati in mari….Montalbano addecise che il nuovo articolo 1 della costituzione doviva così recitare: “L’italia è una repubblica fondata sullo spaccio della droga, il ritardo sistematico e la chiacchiera a vuoto”.."
mancherà il suo modo di avvolgerci con il racconto:
"un abbraccio che ha immediatamente escluso il mondo che ci circondava"
mancherà il suo modo di dipingere immagini piene di poesia direttamente indirizzate al cuore di tutti:
"sentì che la notte aveva cangiato odore, era un odore leggero, fresco"
"FAI BUON VIAGGIO" 'dottori.

domenica 14 luglio 2019

Corse e numeri

Kiave di lettura n° 346
Qualche giorno fa, qualcuno ha "ri-tirato fuori" dalla soffitta dei ricordi qualcosa di ben nascosto.
E magicamente, non appena è venuto fuori quello strano barattolo, si sono rincorsi ricordi di varia natura. Il primo più banale è quello che mi ha riportato a ricercare nella mia mente alcune frasi di Sogni di Tricolor:
"...pallone di spugna, terrazza stretta come un campo di serie A e io che gioco fingendomi Daniel Bertoni. La testa fa davvero strani giri, molte volte incomprensibili, e così rivedo mamma che mi dice di stare attento a giocare sul terrazzo e io che continuo a fantasticare su una corsa sulla fascia infinita, più o meno come la fantasia, viste le dimensione super ridotte della terrazza a tetto di quel palazzone dove ho trascorso la maggior parte degli anni della mia infanzia..."
Perchè proprio quel pezzo? Perchè in quelle corse in terrazza in realtà ci sono tante altre e diverse corse. Di un piccolo "lele" che inseguiva un pallone di spugna in un ingresso che adesso mi sembra stretto anche solo per camminare. Ci sono telecronache improvvisate a raccontare le azioni e le partite immaginarie. Ci sono giornate guidate prima da più vicino....poi un più dall'alto...da qualcuno che a quel "lele" quella passione per la palla, di spugna e non solo, gliel'ha trasmessa così tanto da fantasticare di alzare insieme ipotetiche coppe fatte con la sagoma di quello Sprint magicamente riemerso dalla soffitta dei ricordi. Corse vincenti, palloni sostitutivi, coppe improvvisate. E quel sorriso di quell'uomo coi baffi in ginocchio per parare i potenti tiri del piccolo lele prima di condividere la coppa ambita.
Oggi il ricordo è fortemente più presente (ma è davvero possibile?), poiché proprio oggi il calendario segna quel numero così importante da finire nella copertina dei miei Sogni ....e non poteva essere diversamente:
"...a tirare fuori "IL CONIGLIO VECCHIO COME IL TRUCCO CHE FA" stavolta non è lui ma appunto il mio personale angelo custode che dall’alto non perde un colpo. E, quasi per ringraziarlo, quando c’è stato da scegliere il numero di maglia, non potevo che puntare sul suo numero preferito, quel 14 pieno di significato che da oggi diventa il mio compagno di viaggio in questa avventura, un modo per sentirlo ancora più vicino..."
Dal basso verso l'alto, AUGURI uomo coi baffi.

lunedì 8 luglio 2019

Alla fine....

Kiave di lettura n° 345





"PERCHE' ALLA FINE E' UN GIOCO" ed allora è giusto giocarci su...
"Siamo riusciti ad essere multati per un dipendente che non c'è più, una proprietà che ha ceduto e con tutti i dirigenti cambiati.
Unnè che ora si rischia anche che ci squalifichino il campo per la bomba di Salerno?
O che magari annullano il gol di Fantini e si torna in B col Pisa?"
(cit. Takko ai' giro estivo)
Ed allora speriamo bene...e che buon inizio ritiro sia.... almeno per quello 'undovrebbero multarci......
: -)

giovedì 4 luglio 2019

Nato il....

Esattamente tre anni fa, "NATO DA UN SOSPIRO O DA UN TEMPORALE", arrivava sulla mia scrivania un piccolo GRANDE sogno dalla copertina scintillante.
A volte mi capita di riguardare quella "costola" che fa bella mostra di sé nella libreria di casa ed ancora faccio un po' fatica a crederci. 
Stessa sensazione che mi capita quando rileggo i commenti che da quel quattro di luglio di tre anni fa ho avuto la fortuna e l'onore di ricevere.
So bene che molti sono dettati dal "cuore" di chi li ha scritti e dal rapporto che esiste aldilà del libro, ma in molti casi le parole ricevute toccano ed arrivano così tanto da costringere alla lettura con occhiali, ancora oggi che ormai le ho lette diverse volte.
Chi ha voglia di dare un'occhiata a quello che i Sogni di Tricolor in questi anni hanno prodotto può sbirciare (cliccando qui) nella pagina dedicata di questo blog.
Citare alcuni commenti sarebbe fare un torto a quelli che inevitabilmente resterebbero fuori, quindi per chi ha voglia di leggere quelle ricevute per il primo compleanno di Sogni di Tricolor può cliccare qui e scegliersi il commento che lo attira di più.
Capisco che fare gli auguri ai miei Sogni di Tricolor sia stato molto autocelebrativo ed ancora di più lo sia stato chiedere un contributo/commento/impressione/recensione ai lettori.
Lo capisco eh....ma mi interessa il giusto....e soprattutto, molto onestamente, non voglio perdere questa abitudine....e quindi caro Sogni di Tricolor , nato il quattro luglio, TANTI AUGURI! 
"A questo giro", niente concorso a premi ma solo un vero e sentito ringraziamento a chi ha contribuito a rendere il "sogno reale".

venerdì 28 giugno 2019

Viva Fiorenza

Kiave di lettura n° 344
Fiorenza è vestita a festa. Le chiarine ne salutano eleganza e portamento. Il corteo, senza chiederla, ottiene strada in automatico con i tamburi a scandirne il passo. Il gonfalone e gli sbandieratori lasciano il giusto fondale alle foto dei turisti e degli innamorati della città col giglio. Le madonne fiorentine aspettano il passaggio dei messeri in piazza Signoria. I quattro quartieri sfilano eleganti e fieri nelle loro sfumature azzurre, bianche, rosse e verdi. Due di questi quattro colori hanno la testa già in Piazza Santa Croce ed al sabbione che sta aspettando sconciatori, corridori, datori innanzi ed addietro. Il Magnifico Messere osserva il passaggio della vitella e il pubblico comincia a scaldarsi acclamando i beniamini con il consueto "picchia .....inserire colore di appartenenza.... picchia .....inserire colore di appartenenza... EH "che sale di tono con l'avvicinarsi delle diciotto. La piazza più bella del mondo ascolta "attenta al comando" ed aspetta la prima voce della colubrina che fa svuotare in un attimo il campo. Pallaio e Maestro di campo si preparano a dare il via a ventisette in costume per colore che si fionderanno alla ricerca dell'avversario e della caccia. Il rischio del blocco, del placcaggio e della mezza caccia è accettato da giocatori, rioni e tifosi. Si può cominciare. "UN CUORE CHE TRABOCCA" fiorentinità osserva orgoglioso e fiero.

venerdì 21 giugno 2019

Si è sentito...

Kiave di lettura n° 343
Era un regalo mirato quello del perfetto consulente letterario romano. Era con l'augurio che si potesse sentire davvero, ben sapendo entrambi che "NESSUNO PUO' SENTIRE" così bene quel silenzio. Parlo di quel silenzio avvolto nella nebbia che si prova ad ascoltare e sentire ad Auschwitz e Birkenau (leggi cliccando qui le sensazioni di quel viaggio).
PAOLO NORI - "Si sente?" - Marcos y Marcos
Ho letto (iniziato) il libro di Paolo Nori, proprio durante il volo per Cracovia. L'inizio è di quelli che ti coinvolge subito, superando anche quello che lo stesso autore definisce come la difficoltà maggiore "...che finire, finisci per forza, cominciare invece delle volte stai lì un sacco a pensarci, comincio o non comincio..." e soprattutto togliendo dalla testa il dubbio mai troppo lusinghiero per l'autore "..quando uno che ha letto il tuo libro ti chiede perchè scrivi c'è qualcosa che tocca...che non va..".
L'argomento del libro è ben identificato dalla copertina ed emerge bene dalle pagine che si sommano, anche se il modo di affrontare l'argomento non è per niente banale, in pieno stile Nori. La partenza in riferimento ferroviario "..il treno è il vettore, ma chi ti obbliga a andare su quel treno...è la storia..." è esemplificativa del percorso del libro che si sviluppa in percorsi narrativi e storici che affiancano in modo totalmente suo le vicende di Auschwitz e Birkenau "...quando la storia ti spinge da una parte, quando tutti intorno a te dicono una cosa, per quanto schifosa quella cosa possa essere, in quel momento lì ti può sembrare normale pensarla e dirla anche te..." fino a finirci dentro "...come per dire, voi ci assediate? voi pensate di ridurci alla fame? E noi ci mettiamo i  nostri vestiti migliori e andiamo nel migliore teatro a sentire eseguire dai nostri migliori musicisti l'ultima sinfonia del nostro migliore compositore..." evidenziando quello che la vicenda in sé provoca "...sarebbe una gran cosa riuscire a guardare le cose con quell'attenzione lì, da deficienti, come le si vedesse per la prima volta...". Quest'ultimo è (almeno per me) il messaggio che vuole passare dalle pagine che raccontano i discorsi dello stesso autore tenuti per il libro e sul libro.
Si sottolinea infatti l'esigenza forte infatti di vedere le cose con gli occhi "aperti" di chi dalle stesse è sorpreso, di chi ne rimane travolto e "segnato" "...volevamo afferrare la vita il più velocemente possibile, ma non conoscevamo le parole..." quasi sconvolto e non con gli occhi abituati al conformismo della storia nota quasi dovuta. Solo così, quello che vediamo e/o sentiamo e/o che lo stesso Nori prova a raccontare accenderà la giusta riflessione a seguito della vera emozione, riflessione che dovrebbe portare a consapevolezza "...rispetto ai centri di permanenza...io mi son chiesto come faccio a far finta di niente, a voltare le spalle, a fare come se non esistessero, oggi, in Italia, ai quali non ci si può avvicinare, come non ci si poteva avvicinare ad Auschwitz e Birkenau e dei quali non parla nessuno come non parlava nessuno di Auschwitz e Birkenau...". 
Chi si aspetta il libro sui campi con i "racconti classici" o le vicende di chi li ha vissuti sbaglia lettura. Chi ha la voglia di seguire un tipo di narrazione obliqua, incentrata sulla voglia di percorrere storie e di sentirle sulla pelle il reale scorrere del treno con i suoi sussulti e le sue oscillazioni, trova il giusto volume.
BIGNAMI: il consulente letterario, sbaglia raramente e non è questo il caso. Quattro stelle su cinque la mia valutazione.

martedì 18 giugno 2019

In Automatico...


In Automatico. 
Appena mi hanno detto "hai sentito? Pare abbiano arrestato Platini..." - clicca qui per leggere, a me si è aperto un sorriso soddisfatto a 32denti e sempre in automatico mi è venuto da citare "...so soltanto come si dice Vaffanculo Platini..."
In Automatico.

lunedì 17 giugno 2019

Una scelta utile

Kiave di lettura n° 342
Periodo di code ai CAF per copie di certificazioni dei redditi, scontrini fiscali, fatture e dichiarazioni fiscali. Sicuramente cose non così divertenti, a maggior ragione per quelli "CHE HAN RISPOSTE" che alla fine delle code e delle copie, li porteranno anche a pagare le dovute rate di tasse.
Ed allora, per rendere utile un periodo non propriamente divertente, vi propongo una cosa. Nessuna novità ovviamente, nessun colpo di genio personale....ma una cosa che ogni volta trovo più importante, più piena di senso, più utile.
Sto parlando di prender nota di un codice fiscale (971 471 101 55) e di donare il 5 per 1000 a chi ne può fare un giusto e meritevole utilizzo: EMERGENCY.
Emergency la chiama "una dichiarazione di umanità", io "una scelta utile ed importante".
Dopo quella piccola firma vi sentirete un po' meglio, fidatevi. A me succede così da un bel po' di anni, ed anche nei giorni scorsi è andata proprio così.

venerdì 7 giugno 2019

Inevitabile

Kiave di lettura n° 341
"Commossi per Commisso".
foto tratta da violanews
In questo momento la Firenze viola "non ha occhi che" per il nuovo proprietario del giocattolino più amato dalla città.
"GLI OCCHI FANNO QUEL CHE DEVONO", visto che non poteva che essere così. Così come non poteva che terminare qui l'esperienza dei Della Valle (per molti anche troppo in ritardo).
Il buon Rocco Commisso, ben imbeccato, si è presentato ieri con la sciarpetta al collo, magnificando Firenze, sviolinando sui marchi indelebili della storia viola (Hamrin, Antognoni, Batistuta) e cercando un orgoglioso profilo ("non sono qui per svendere") senza voli pindarici ("promettere meno ma realizzare di più").
Certamente arriva al momento giusto. In un momento in cui per la Firenze calcistica era impensabile ripartire per la costruzione di una nuova stagione (o addirittura ciclo) con una società/proprietà con la quale esisteva ormai una frattura netta ed insanabile. Pur non essendo stato mai troppo antidellavalliano era ormai inevitabile la cessione. Difficile fare un bilancio di questi anni. I primi dieci anni di alti e bassi ho provati a descriverli con gli occhi del tifoso in "Una passione da dieci"Storia che più o meno cominciava così.
Dopo aver trattenuto il fiato a lungo temendo il peggio, cioè scomparire per
sempre dalla “mappa calcistica”, Firenze cominciò a respirare di nuovo. La felicità
per il possibile rilancio e la possibile ricostruzione di quello splendido
giocattolo viola era innegabile e condivisa da tutti gli amanti della Fiorentina,
ma come sempre accade nella città dove ci si divide su tutto, non erano tutte
rose e fiori. Nonostante il “buon nome” della famiglia i dubbi che accompagnavano l’operazione esistevano ed erano legati al fatto che diventavano proprietari della
squadra due fratelli che con Firenze non avevano niente a che fare. Questo,
se da un lato veniva visto come una svolta positiva rispetto alla precedente
proprietà che aveva visto un tifoso rovinarsi anche per colpa della Fiorentina,
dall’altro lasciava alcuni dubbi per il reale interesse della famiglia nel rilevare
la società. A questo si aggiungeva anche il fatto che il nome dei Della Valle non
era mai stato avvicinato alla squadra quando si poteva tentare di salvarla dal
crac di Cecchi Gori, ma soltanto dopo il fallimento i due fratelli erano usciti allo
scoperto, rilevando e ottenendo una società praticamente a zero euro. Certo,
l’impegno finanziario in prospettiva era importante e sostanzioso, ma al momento
iniziale l’esborso era pari a zero e il timore era quello che l’investimento
finanziario fosse l’unico reale interesse della famiglia.
I timori erano incentrati sulle sole motivazioni “economiche” dell’operazione:
rilevare una squadra dalla storia importante come la Fiorentina, che anche in
serie minori avrebbe avuto le luci puntate addosso per la sua vicenda e per il
suo passato, per farsi ulteriore pubblicità; creare buoni rapporti con le istituzioni
fiorentine per eventuali futuri affari; farsi conoscere sui palcoscenici
mondani che comunque il calcio italiano poteva garantire essendo lo sport
più seguito e una delle industrie più redditizie del panorama italiano. I timori
c’erano ed erano acuiti e rafforzati dalla recentissima ferita ancora viva e dolorosa
del fallimento e da quello spirito fiorentino di orgoglio e fierezza che
comunque era messo in difficoltà dal fatto che per salvare un “bene di famiglia”
come da tutti era ed è considerato la Fiorentina, arrivassero degli industriali
marchigiani che fino ad allora mai erano stati visti a Firenze.
Alla felicità di poter di nuovo veder giocare la Fiorentina si affiancavano questi
dubbi e questi timori che accompagnavano buona parte dei fiorentini, alcuni
più manifestamente altri un po’ meno. Ma in quel momento il bene primario
da tutelare era la “rinascita” della squadra, lo spirito comune di tutti per cercare
di lasciarsi alle spalle quella brutta esperienza del fallimento e risalire alla
svelta. Il tempo avrebbe detto se i timori verso i Della Valle si sarebbero rivelati
corretti oppure no. In quel momento però c’era una cosa più importante da
realizzare tutti insieme: una lunga marcia.
Il romanzo della risalita dalla C2 fino alla Champions ha "tenuto" fin quando interesse, voglia ed investimenti sono stati percepiti come evidenti. Fin quando cioè quella lunga marcia è stata vista come "comune". Poi piano piano il rapporto è andato sfilacciandosi, prima lentamente e poi inesorabilmente. La famiglia Della Valle si è allontanata quasi abbandonando il terreno e squadra/società/tifoseria hanno accusato il colpo. Sono cominciate le frizioni prima e le contestazioni poi che hanno inesorabilmente portato ad una lunga discesa, alla fine della quale (e di un triennio fatto di zero programmazione, mercato, idee) si è arrivati anche a rischiare la Serie B. Da parte della proprietà si è mantenuto sempre e soltanto viva l'attenzione a non mettere a rischio il bilancio.
Ecco, questo onestamente dobbiamo riconoscerlo ai Della Valle. All'atto del precedente cambio di proprietà mancavano anche i palloni e la squadra non si sapeva dove avrebbe giocato: fra Dilettanti e C2 ma sicuramente lontano dai campi che le competevano da sempre. Adesso la squadra è svuotata sì di molte cose, ma con "i conti in ordine", in Serie A e con una squadra "media" che vanta un possibile futuro campione.
Ed allora, con il rammarico di essere arrivati solo vicino a qualcosa di importante (due semifinali di Europa League, ottavi di finale di Champions, due finali di Coppa Italia perse, alcune singole partite che passeranno alla storia come il 4-2 alla #juvemerda o la vittoria di Anfield) salutiamo i Della Valle e diamo il benvenuto a Commisso, senza esaltazioni e senza proclami (seguendo il suo motto) ma contenti perché era davvero diventato inevitabile e necessario. Grazie per l'aria fresca e il piccolo/grande entusiasmo che ha (ri)portato; si ricomincia finalmente a programmare stagioni calcistiche invece che pensare a comunicati e contestazioni. Vedremo ovviamente quale sarà la qualità, ma senza contestazioni e fratture....almeno per un po'..... ; - )

mercoledì 5 giugno 2019

Gesti di un tempo...

Kiave di lettura n° 340

Per un ritorno agli scaffali del mio Katalogo - sezione libreria la scelta del libro da commentare è un po' particolare, per tipologia ed argomento.
ANTONIO PADELLARO - "Il gesto di Almirante e Berlinguer" - PaperFirst
L'acquisto, son sincero, è avvenuto esclusivamente perché lo spacciatore giornaliero di fattiquotidianiEderivati me lo ha sottoposto e messo da parte con la frase "so che di solito li compri, se ti può interessare...". La dimensione "slim" del prodotto ha fatto sì che completassi l'acquisto ed il libro prendesse la corsia prioritaria della lettura rispetto ad altri libri della stessa casa editrice. L'argomento è "originale nel suo essere datato" ed il modo di affrontarlo lo è ancora di più, cosa che onestamente non mi aspettavo.
Padellaro riporta chi legge il libro ad un periodo che è sì lontano, ma sembra anni luce ancora più perso nel tempo, tanto gli scenari sono diversi e completamente modificati. Il libro infatti riporta ad un periodo in cui c'era "UN MURO E BERLINGUER" e Almirante dai due lati dello stesso. Due politici divisi nell'epoca storica rappresentata da una divisione ancora più netta e non solo apparente. Due stature morali diverse (per me neanche lontanamente paragonabili nè avvicinabili....neanche nello stesso titolo del libro...) che in un periodo storico rovente trovano modo, spazio e umiltà per confrontarsi con il "nemico".  Degli incontri si ha poche notizie, sul numero e sugli argomenti. Si sa invece che un leader appurato dell'epoca "erede e depositario del più fiero e indomabile antifascismo" facendo "qualcosa di sorprendente e straordinario. in fondo è ciò che chiediamo tutti di essere sorpresi da ciò che pure pensiamo di conoscere bene" ha avuto modo di incontrare quello che era il suo punto di riferimento dall'altro lato del "muro". Onestamente mi aspettavo qualcosa di più concreto sugli incontri e/o qualcosa di più sui motivi/argomenti delle conversazioni, ma Padellaro riesce comunque a tenere viva l'attenzione di chi legge, virando su un testo più frammentato rispettato alle informazioni ma interessante per il percorso che cerca di costruire provando a fotografare il reale significato (e la relativa portata) di quegli incontri. Si affida a citazioni che onestamente non mi sarei aspettato "diffidate degli amici vi tradiranno più facilmente perchè rosi dall'invidia...un nemico di un tempo, sarà nei vostri confronti più leale di un amico perchè deve dare maggiore prova di sè.." (cit. Robert Green) oppure "il modo in cui giocavamo noi era una forma di jazz""quando l'ironia diventa un semplice strumento di discorso sociale...è solo un modo fico di fare, di parlare e di agire, di prender in giro tutti, te compreso.." (cit. David Foster Wallace) ma che si collocano perfettamente nel racconto, aiutando la comprensione di un percorso narrativo più letterario e poetico che non di cronaca. Alla fine "come due persone che non hanno bisogno di dirsi altro" Padellaro decide di non raccontare altro. Solo di fotografarli, "incredibilmente soli e vicini". E ci riesce molto bene.
BIGNAMI: il libro è veloce e scorre bene. E' una lettura che non "sconvolge" dalla bellezza e non "rapisce" dai fatti descritti, ma fornisce spunti di riflessione interessanti. La mia valutazione è di tre stelle e mezzo su cinque.

sabato 25 maggio 2019

Domenica sotto una splendida acqua

Kiave di lettura n° 339
La "comunità della meteorologia" tutta, aveva "messo acqua" per Domenica scorsa in modo unanime, come da anni non le capitava. Lo sapevamo quindi che l'avremmo sicuramente presa in dosi massicce e per tempi neanche così brevi. Eravamo infatti fuori forma e quindi il "10" della deejayten sarebbe stato particolarmente duraturo. Lo sapevamo bene e senza bisogno di alcuna "comunità" a fare previsioni in tal senso.
Ma c'eravamo. Tra arrivi a sorpresa, sveglie in ritardo ed arrivi in mobike, c'eravamo. Il solito caffè al solito bar che "non c'è più" "ah no eccolo qui...si comincia di nulla...", l'insolita attesa che almeno un po' rallentasse l'acqua che come da previsione era compagna ben presente e si poteva partire. 
Il lungarno era meno stipato e meno unico a livello cromatico (causa presenza di impermeabili/cappauei/gialloni e similari) ma manteneva immutato il suo fascino, il via come sempre invece ha mantenuto tutta la sua magia del suo implicito "e ora tocca correre". Come sempre il momento caotico della partenza stipata ed "incanalata" dalle transenne ha rimandato il momento di rilassatezza di muscoli e testa alla salita verso il Piazzale, dove "A MIO MODO E COL MIO PASSO" ho avviato musica ed i giusti giri del motore. Le gambe, ma soprattutto il fiato, si sono comportati bene per un po' e poi hanno tenuto a ricordare che qualche mese di stop forzato + qualche mese di stop "da svogliato" non potevano passare inosservati.
In aggiunta, poco prima della fine della salita, la musica (o meglio gli auricolari) facevano ancor peggio delle gambe mostrando proprio bandiera bianca su un Liga che provava a darmi spinta parlando di "miracoli". Come trama da romanzo non male: fuori allenamento, pioggia, senza musica, ancora un pezzo di salita e più di 6 km da fare. Ed allora mi son venute incontro le parole del Ghigio di un paio di anni fa "ho spento la musica perchè volevo godermi la corsa e Firenze". Ecco. Ho fatto lo stesso. Ho cercato di stringere i denti fino al "gran premio della montagna" ed ho puntato il rifornimento poco dopo non perdendo di vista la magnificenza della vista dal Piazzale. Come sempre non all'altezza del balordo che ha dato il meglio di se con il selfie immancabile che quest'anno ha catturato anche l'attenzione di radio deejay che gli ha riservato un posto nella galleria sul suo sito (vedi foto qui di fianco).
La discesa, Porta Romana e l'obiettivo dei Lungarni. In quei minuti le gambe sembravano non accusare fatica, la pioggia era meno inclemente, anzi sembrava darti una mano e davvero ho assaporato una corsa speciale "con l'acqua che ti lava tutto quello che butti fuori" ha trovato le parole perfette per descrivere la sensazione il Maso.
Ecco. Fatica, rabbia, stanchezza, pensieri. Tutti accompagnati all'uscita da una carovana di gente sotto l'acqua che arrancava insieme. E da quella sensazione di potercela davvero fare. Allora non ha vinto nemmeno la sensazione di "spostamento dell'arrivo" in avanti quando quel "girigogolo finale" sui lungarni che sembrava interminabile e soprattutto spostare costantemente più lontano il traguardo.
Ma l'attesa è stata ripagata quando sotto il Duomo il cronometro si è fermato: 59 e 23. Sotto l'ora come era l'obiettivo o meglio il sogno. Ma è stato solo l'aperitivo delle soddisfazioni. Perché poi sono arrivati i piatti forti: gli abbracci con chi ha condiviso questa domenica sotto una splendida acqua. Alla spicciolata ed ancora più graditi perché ripetuti. Con la stessa intensità, come quella che abbiamo messo tutti per arrivare a quella via Calzaioli transennata e piena di gente a fare il defaticamento. Tutti insieme abbiamo recuperato il sacchetto finale con la medaglia. Ma vedere arrivare i miei compagni di viaggio, abbracciarli forte sotto il Duomo era già stata la più grande vittoria possibile. Ed allora abbinare, dopo la prima e dopo la seconda, anche la terza "medaglia" è davvero un grande orgoglio, ma MAI come quello di averle "conquistate" con questa squadra, la stessa immancabile e confermatissima, e soprattutto vincente,  "gruppo a dopo - sezione djten". GRAZIE RAGAZZI.

domenica 19 maggio 2019

'UNCELAFO

Campionato - 37^
PARMA - FIORENTINA = 1 - 0
GOAL: Gerson (Aut.)
LE PAGELLE
LAFONT 5,5
Non ha grandi responsabilità, ma ogni tanto una paratina, un miracoluccio potrebbe non essere sgradito. Oggi il Parma ha fatto quattro tiri in porta (più due curegge centrali) e lui non ha mai nemmeno fatto il tentativo di parata
MILENKOVIC 5
Si mangia un gol clamoroso ed un altro lo stoppa involontariamente. Sulla destra non spinge mai, in affanno nei passaggi
CECCHERINI 6
Tra i meno negativi
VITOR HUGO 6
Vedi Ceccherini
MIRALLAS 5,5
Si fa male calciando, un tiro a quattro km l'ora, la fotografia della sua stagione
BENASSI 6 +
Fa un gol salvando sulla linea un colpo di testa indirizzato in fondo alla rete
GERSON 6-
Meno osceno di altre volte in un ruolo diverso, ti-ti-ti-to senza mai qualcosa di importante ma non dannoso fino alla sfortunata deviazione
VERETOUT 5
Oggettivamente poco notato
BIRAGHI 5
Male nei cross, in chiusura poco da segnalare
CHIESA 5
Giornataccia, si accende solo una volta nel verso giusto e prende un quasi palo con l'aiuto di Sepe
SIMEONE 4 - -
Devo davvero commentare?
DABO 5 -
Non presentabile da esterno destro
MURIEL 5
Forse siamo riusciti nell'impresa di rovinare anche lui
VLAHOVIC SV
ALL. MONTELLA 5
Poco chiaro cosa c'incastri il cambio di Dabo, la squadra nella ripresa ha sfortuna ma colpevolmente si accontenta di un pari che poi svanisce. Nervosissimo sembra già essere stanco di tutto. Continua in una clamorosa striscia di sconfitte
IL MIGLIORE: BENASSI
IL Peggiore: SIMEONE
LA PARTITA
'UNCELAFO. 
A commentare sul serio questa partita.
Ad attaccarmi allo sculo (reale) del secondo tempo con i pali di Milenkovic, (quasi) Chiesa e il colpo di testa di Hugo stoppato dallo stesso Milenkovic.
A non pensare ai cattivi presagi che certe occasioni di fanno scattare in testa.
A dire che siamo stati solo sfortunati per l'autogol di Gerson, quando (anche) il Parma ha preso due pali e fatto praticamente un gol, annullato da Benassi. Un Parma che era in serie negativa quasi come la nostra e che oggi non aveva praticamente attaccanti e giocava con Sprocati, Barillà, Gazzola, Ceravolo, Stulac e per vincerla ha messo Scozzarella.
A pensare che qualcuno ha davvero pensato di fare tutto il campionato con il solo Simeone come centravanti.
A sentire Montella e non solo che parla (anche) di arbitri e di sfortuna.
A controllare i calendari di Empoli, Genoa, Bologna e poi a ruota Inter, Udinese e simili per pensare di salvarmi.
A non vedere la Viola salva in un campionato di una mediocrità allucinante.
A pensare che domenica per la sesta giornata consecutiva "ci basterà un punto".
A ricordare che in casa l'ultima volta s'è vinto prima degli auguri di Natale, che nelle ultime tredici giornate non s'è mai fatto i tre punti e che in un girone s'è vinto solo a Chievo e Ferrara.
A scoprire che domenica andrei più volentieri "all'Elba al mare di gennaio" che al Franchi.
A immaginare la prossima domenica che diventa uno spareggio vero e proprio per la B.
A ipotizzare la B e capire che "LA MINA VAGANTE STA VAGANDO PROPRIO QUA"
A vedere come questa società, dirigenza, squadra, tecnici ci hanno ridotto.
Magari 'un dovrei ma 'UNCELAFO.
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...almeno diranno che s'è lottato fino alla fine, come le migliori resistenze...anche se questa l'è una lotta per la sopravvivenza...siamo ancora ad imparare ad accendere il fuoco con la pietra focaia...comunicare con i suoni gutturali...occoboia volano dinosauri, moccoli e pterodattili..."

sabato 18 maggio 2019

Napoli ed i suoi colori

Passando le foto dalla memory card al pc, è come se avessi sentito la voce del Galga suggerirmi di mettermi alla ricerca degli scatti "giusti" per continuare a portare avanti la mia personale interpretazione della sua idea (marchio registrato - foto di viaggi)
Ed allora selezionando e scartando, ripensandoci e riscegliendo sono arrivato a definire la cinquina finale, "è ufficiale" direbbe qualcuno.
Vi lascio alle foto ma ci tengo a sottolineare che davvero "VALE LA PENA" prendere quel treno per Napoli (treno consigliabile rispetto alla macchina visto livello del traffico e comodità nel girare la città a piedi e con i mezzi). Dal Lungomare al Vomero, da Spaccanapoli ai Quartieri Spagnoli, dal Cristo Velato a Palazzo Reale, dalla Pizza alla Pizza Fritta, dal Caffè alla Zeppola, da Piazza Plebiscito a Castel Sant'Elmo. Ma non solo.  Davvero tante le cose da vedere ed assaporare, in base ai propri gusti ed alle proprie preferenze, consigliabile con la dovuta calma ed il dovuto tempo. Ma da fare. Con queste cinque foto provo a sintetizzare le mie personali preferenze di Napoli e dei suoi "colori".  
1 - Piazza Plebiscito....da Palazzo Reale
2 - Lungomare Caracciolo 
3 - Uno dei panorami da Castel Sant'Elmo
 
 4 - La Funicolare per il Vomero

5 - Il mio personale San Gregorio Armeno

venerdì 17 maggio 2019

Conteggi...con un certo stile...

Kiave di lettura n° 338

"Giornate invernali" in un periodo che, dice, dovrebbe invece essere primaverile. Ed allora si prova a dare un po' di luce a questi giorni, che restano invece tra nuvole e vento.
Dopo averci provato con "I MIEI QUINDICI MINUTI" settimanali dedicati ad un canale televisivo che non posso citare per motivi di fede (e dei quali soprattutto non posso confessare che sono sempre più apprezzati e tappa fissa), rafforzo il mio tentativo con un gran bel regalo che stamani ho trovato in rete ad attendermi.
Il marchio è sempre lo stesso. Riconoscibile e riconosciuto. Ed ottiene il solito risultato. Apprezzamento, sorriso soddisfatto e quel colore che questo inverno sembra invece aver nascosto ben bene.
Ed allora dopo il solito ma sempre ugualmente sentito "grandeAndrè" vi consiglio di buttarvi in un conteggio. Fino a dieci. Anche se per dirgli bravo ed essere orgogliosi di lui basta veramente molto meno, tanto che..... "Frugapani m’ha detto che è arrivato a contare fino a sei e dice che a quel punto pure i dottori si sono stupiti, si sono guardati tra loro, si sono tolti la cuffietta colorata in forma di rispetto e poi dice che sul suo sei ci hanno scritto degli articoli scientifici su internet" .
Ed allora, davvero buona lettura direttamente dal "Blogorilla Sapiens".

RACCONTO: "FINO A DIECI"
Io non ciò paura. Io devo pensare a una cosa bella. Io ciò il fastidio. Sono le punture che fanno il fastidio. Anzi è il fastidio di avere fastidio delle punture. E comunque la paura non c’entra niente. Frugapani dice che sei tu su un letto con le ruote e entri dentro a questa stanza operatoria, che hai addosso solo le mutande e poi ti fanno salire su un tavolo di acciaio, Frugapani dice che è pure freddo, e poi si avvicinano tutti i dottori e loro indossano le cuffiette con i disegni e i colori un po’ strani. Dice ci sono quelli con addosso le cuffiette dei Simpson, e altri con le cuffiette coi fiori. Poi ci stanno quelli con le cuffiette coi pescetti. Queste cose me le ha dette Frugapani e Frugapani dice pure che se le cuffiette non sono colorate i dottori non se le mettono. ...........