lunedì 17 dicembre 2018

Ritorno alla vittoria

Campionato - 16^ 
FIORENTINA - EMPOLI = 3 - 1
GOAL: Krunic, Mirallas, Simeone, Dabo
LE PAGELLE
LAFONT 6 +
Sul gol avversario esce male/non esce, poi miracoloso nella ripresa
CECCHERINI 5,5
In media difficoltà sulla spinta avversaria ma poco propositivo
PEZZELLA 7
Ennesimo partita di forza e sostanza, leader vero
VITOR HUGO 5,5
Poco preciso nelle chiusure ed un po' in affanno
BIRAGHI 6 +
Per pochi cm gol annullato poi in ritardo sulla chiusura nell'azione del gol avversario. Ma nella ripresa assist gol ed altro cross importante
BENASSI 6
Prova oscura ma di sostanza
NOORGARD 5,5
Fa il compitino e poco altro
GERSON 5
Oggettivamente un oggetto misterioso
CHIESA 6,5
Un po' egoista in alcuni momenti ma come sempre gli strappi determinanti li produce lui
SIMEONE 7 - - - - - - - - - - - - - - - -
Nel primo tempo in ritardo su un pallone importante, qualche taglio o giocata non al massimo, ma poi assist e gol decisivi; comunque in crescita. Peccato per l'occasione sprecata nel finale ma soprattutto per l'esultanza fuori luogo che gli fa meritare quella caterva di -
MIRALLAS 7
Buona partita, un gol importante ed una prestazione che finalmente permette alla squadra di avere un tridente
DABO 6,5
Bell'ingresso in campo con un gol fortemente voluto macchiato da un paio di successivi errori. Buono comunque il suo spezzone di gara
ESSERYC 5,5
Non si fa notare quasi mai, salvo che per due brutti errori nell'ultimo passaggio
HANCKO SV
ALL. PIOLI 6,5
La squadra migliora nella ripresa e disputa un buon match dopo un primo tempo cosìcosì
IL MIGLIORE: MIRALLAS
Il peggiore: GERSON
LA PARTITA
Il pareggio con il Sassuolo (clicca qui per leggere il post-postpartita) aveva lasciato strascichi polemici dati da una prestazione con poca grinta e soprattutto poco gioco. Serviva una svolta ed il Mister prova con qualche cambio. Torna Simeone di punta e Mirallas viene schierato titolare a completare il tridente, Noorgard fa il suo esordio dal primo minuto e Ceccherini gioca come esterno di destra. Giochiamo un inizio di partita timido e l'Empoli prende campo e con un pressing costante ci mette in difficoltà soprattutto a livello di ritmo senza creare però troppi rischi. A dispetto di questo, siamo noi ad andare vicino al gol, anzi lo troviamo con Biraghi che però è in fuorigioco di mezzo braccio. Da angolo poi un colpo di testa di Hugo ci fa gridare al gol ma solo per un effetto ottico. Mentre sembriamo mettere la testa fuori è una giocata avversaria a far trovare il gol a Krunic dopo una non uscita di Lafont ("maicchèl'hanno imbullonato?") e una non chiusura della difesa. Sbandiamo e un "bagher di appoggio" del nostro portierino su un tiro non impossibile, ci fa prendere un bello spavento. Reagiamo, e con Chiesa ci avviciniamo al pari che invece trova Mirallas su assist di Simeone "due gol in due partite, 'unno quotavano nemmeno alla Snai". Proviamo a ribaltarla a questo punto, ma arriva prima l'intervallo.
Nella ripresa, entriamo con un passo diverso in campo e prendiamo possesso della metà campo avversaria, anche se idee di gioco e schemi sono altre cose. Il nostro giocatore più pericoloso è sicuramente Chiesa che con strappi continui mette a dura prova la difesa "carciofara"; in alcuni casi dialoga bene con un Mirallas pimpante, in altri si intestardisce in giocate troppo personali. Su una discesa di Biraghi è a sorpresa Simeone a trovare la zuccata giusta che apre il cuore a tutti, ma per pochi secondi. Il Cholito reagisce a qualche mugugno con un dito davanti al naso, come a zittire i tifosi. Ora. Son mesi che "non la strusci", Firenze ti ha sempre sostenuto, la contestazione non sai nemmeno cosa sia e ti permetti di fare un gesto strafottente del genere? Beh caro ragazzino, proprio no, non ci siamo ma nemmeno un po'. Per me le scuse postume possono anche essere accettate ma restano un filo comode ed a livello di "simpatia" altro che caduta, t'hai fatto un cratere in terra. Chiusa parentesi.
L'Empoli ci prova a pareggiare e Lafont fa un vero e proprio miracolo per evitare il pari che sarebbe stato davvero un problema serio. Resta l'unico vero pericolo perché poi siamo noi a sfiorare il gol di chiusura che poi arriva con un Dabo entrato prepotentemente in campo e nella difesa avversaria in pieno "stile Mosè" cioè totalmente aperta al suo passaggio. Finisce così anche perché il ragazzino dal ditino inutilmente facile si beve l'ultima occasione della partita. 3-1.
Finalmente è arrivata la tanto sospirata ed ormai lontana nei ricordi vittoria, che visto il secondo tempo è anche meritata. Buona metà gara contro un Empoli che dopo un primo tempo di corsa si è un po' sgonfiato. Buono l'impatto di Mirallas e buono il ritorno al gol di Simeone. Era davvero fondamentale tornare alla vittoria (come in realtà lo era da un bel po') e questa è arrivata dopo un primo tempo che aveva confermato dubbi e punti interrogativi. Bene così, un filino in più perché vincere contro i non distanti carciofai (non abbiamo cugini noi...) ha un pochino di sapore in più. Non abbiamo fatto niente di che, ovvio, e l'idea è che proprio proprio guariti non si sia, ma prendiamo questa vittoria meritata come un segnale.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...Bah, son segnali di nulla 'ccaxxxo' ..."

giovedì 13 dicembre 2018

Venti e lacrimine

Proprio oggi. Venti anni fa. Questo stacco. (per rivederlo clicca qui). 
Parte la lacrimina sul "PESO DEI RICORDI" di una giornata da brividi, trascorsa "al sicuro" tra il Cioppino ed il Simi. In totale adorazione di una squadra che ci stava regalando l'impressione di vivere un vero e proprio unico sogno. In trepidazione per quello che quel campionato ci stava regalando e prometteva di donarci.
Sono passati tanti anni ma ancora sento addosso quell'ansia pre-gara, ri-vedo il nervosismo comprensivo di nicotina di chi avevo intorno, ri-sgrano gli occhi rispetto al volo d'angelo del Cioppi, ri-sento ancora la gola bruciare per i cori per quella maglia e quel NOVE da venerare e santificare. Eravamo carichi di qualcosa mai provato prima in quell'Artemio Franchi, la sensazione di volare altialtialti verso quella "parolina ancora impronunciabile" ma che cominciavamo sentire "piano piano rimbalzare negli angoli della città"
Proprio oggi, che nei sogni colorati di viola tutto questo si è clamorosamente trasformato (direi annullato), sono vent'anni. E parte di nuovo la lacrimina.

"...il nostro volo a saltare diverse file di scalini di una Fiesole ebbra di gioia e di brividi...alla fine ci sciogliamo in un abbraccio ai limiti delle lacrime...ci incanteremo mentre scoppi in volo..."

martedì 11 dicembre 2018

Zapping


Purtroppo a volte capita di fare zapping.
E ti ritrovi così su rete 4 (eh lo so....dovrei mettere un blocco...). Ti bastano meno di due minuti per vedere una rapida carrellata degli ospiti e vedere Porro che coordina un dibattito tra Paolo Crepet, Maria Stella Gelmini, Mario Giordano e Alessandro Meluzzi. Tema? L'abbandono a loro stessi dei giovani d'oggi (signora mia...) che ha causato la tragedia della discoteca di Corinaldo corredato da sorta di motto "...se ci preoccupiamo dell'uso dello spray e non della disgregazione della famiglia che ha portato quei ragazzi lì  a quell'ora a quel concerto guardiamo il dito e non la luna..."
Crepet, Gelmini, Giordano, Meluzzi con una spruzzata di Porro che dal podio della loro "infinita competenza e saggezza" identificano la vera causa della tragedia. 
Sicuri che sia grave bestemmiare nelle vicinanze di Natale?

domenica 9 dicembre 2018

Punto preso...ma indecoroso...

Campionato - 15^
SASSUOLO - FIORENTINA = 3 - 3
GOAL: Duncan, Babacar, Simeone, Sensi, Benassi, Mirallas
LE PAGELLE
LAFONT 5 - 
Sul primo gol fa assist, sul secondo è fermo ma non ha grandi responsabilità, sul terzo prende gol da un tiro partito più o meno da Forlì
LAURINI 5
Torna dopo tanto tempo e si capisce perchè non avesse praticamente mai giocato
PEZZELLA 7,5
Enorme in chiusura su Babacar, sempre puntuale e s'inventa l'azione e l’assist del pareggio. Mezzo punto in più perché appare come l'unico giocatore di livello in questa domenica
MILENKOVIC 4,5
In sofferenza e troppo nervoso, rischia di vanificare il vantaggio numerico
BIRAGHI 5
Soffre Berardi e spinge senza troppo successo
EDIMILSON 5 +
Sgraziato ed impreciso si vede per un bell'assist a Gerson non sfruttato nel primo tempo e sul gol del 2-1 e del 3-2 con tiri respinti-assist
VERETOUT 5 +
Ci mette voglia e grinta ma è impreciso e spesso sovrastato dal gioco avversario
BENASSI 6 - -
Nel primo tempo tra i meno grigi, sbaglia l'impossibile nel secondo tempo per poi trovare la zampata giusta per riaprire la partita
GERSON 4
Irritante nel non incidere mai e nel sbagliare quel che si può sbagliare ed anche di più
VLAHOVIC 5,5
Sbaglia chi lo mette in una squadra senza senso per il suo esordio da titolare, ma lui onestamente fa poco o niente
PJACA 4
Si nasconde costantemente e salta l'uomo solo per poi “tornargli sotto” e perderla
CHIESA 5
Palesemente fuori forma, inutile metterlo in questa condizione
SIMEONE 6 +
Rianima l'attacco e trova il tap-in che gli mancava da tantissimo
MIRALLAS 6 +
Sembrava essersi adeguato ai compagni ed invece ha il merito di non sprecare un assist d'oro a venti secondi dalla fine
ALL. PIOLI 4,5
Sbaglia formazione, la squadra non sa come pungere, sbaglia un cambio. Poi il Sassuolo gli dà una mano, il caso un’altra e così arriva il pari
IL MIGLIORE: PEZZELLA
IL PEGGIORE: GERSON
LA PARTITA
Dura da commentare una partita che finisce 3-3, rimontando al novantesimo, ma che ti lascia addosso qualcosa di strano, anzi di negativo. Il mister decide di giocarsi questa "sfida cruciale per i piazzamenti dopo la lotta europea" (cit. e SIGH) con una mezza rivoluzione. Chiesa non è in condizione e il Mister decide di stravolgere tutto l'attacco togliendo Simeone e giocando con un 4-5-1 dove Gerson e Pjaca sono gli esterni larghi che dovrebbero appoggiare l'esordiente dal primo minuto Vlahovic, faccio spoiler: non ci riusciranno mai. In difesa al posto di Hugo squalificato, centrale Milenkovic e Laurini esterno. Il Sassuolo sembra messo meglio in campo e soprattutto avere un'idea di gioco più centrata con Berardi che non prendiamo quasi mai, ma riusciamo a bloccare con i raddoppi. Non ci sono grandi emozioni e Consigli e Lafont praticamente non si vedono mai. Benassi è il più vivace davanti (anzi l'unico) e Gerson si divora un'occasione non male. Dall'altra parte solo qualche tiro respinto da difensori di Berardi ed un'occasione sprecata da Bourabia (chi!??!)
Si riparte nella ripresa dallo zero a zero, con Chiesa al posto di Pjaca e ci si chiede come mai se non era in condizione di giocare dal primo minuto si metta in campo al 46'. Sembra ricominciare da dove più o meno era finita la prima parte di gara ed invece Benassi si ritrova la palla gol sui piedi dopo un regalo di Consigli ma riesce a prendere un difensore (l'unico) sulla traiettoria verso la porta vuota; capovolgimento di area e su un cross, Lafont decide di respingere plasticamente ma in modo goffo mettendo la palla su piedi di Duncan che stoppa e tira: mezz'altezza angolato e portiere in ritardo, siamo sotto. 
Ancora da riprenderci dallo svantaggio e Duncan "VA TROPPO IN LA' E CI VA DI BRUTTO" mette in mezzo e "come scritto nelle trippe" Babacar prende la scena: lasciato solo la piazza sul primo palo segnando l'immancabile gol dell'ex e due a zero. Viene voglia di chiuderla qui ed invece Edimilson prende il palo ed il Cholito entrato da poco trova il giusto tap-in: due a uno. Benassi, di nuovo quasi per caso, ha la palla del pari ma la spara a Forlì più o meno da dove poco dopo Sensi tira (libero e con la possibilità "di controllare, alzare la testa, prendere caffè e ammazzacaffè e tirare") lentamente e poco angolato e trova il 3-1. Sembra finita ma Djuricic decide di darci una possibilità facendosi buttare fuori per inutili proteste. Ne approfittiamo con Benassi che tocca in porta dopo una respinta sgraziata di Consigli su un colpo di testa debole di Edimilson. Mentre Milenkovic decide di "buttare nel cesso" la superiorità numerica facendosi espellere, Pezzella anticipa Matri fa una gran galoppata e serve un assist d'oro a Mirallas che non spreca l'occasione finisce incredibilmente 3-3.
La cosa che colpisce per ottantacinque minuti è che a Sassuolo giochiamo da provinciale, contro una provinciale e più di una provinciale. Ci mettiamo in campo, con un modulo ed una formazione rinunciataria, chiusi per poi ripartire.....solo in teoria perchè non ci riusciamo mai. Momento e schema meno adatto per far esordire un ragazzo di diciotto anni dal primo minuto non c'era ed invece così è stato. Chiesa non era in condizione ed infatti non ha dato niente ed invece è stato fatto giocare. Pjaca e Gerson hanno inanellato l'ennesima dimostrazione di pochezza ed invece ancora titolari. Certamente questa squadra non ha eccessiva qualità e non è clamorosa, ma col Sassuolo credo si possa anche dire qualcosa su qualità di gioco e di scelte. L'abbiamo ri-assestata dopo una follia degli avversari ed in cinque minuti finali di altrettanta follia. Questo però non può cancellare i primi ottantacinque minuti e il livello di pochezza mostrato. La rimonta potrebbe dare una scossa? Mah. Speriamo, non costa niente. Intanto prendiamo un punto, non sapendo se possa ed a cosa possa essere utile. Prendiamolo come spunto e speranza appunto, anche se da qui a crederci....ce ne corre...
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...insomma mi sembra di intuire sia stata un'altra giornatona...recuperarla al '97 ancora però mi sembra 'unsia mai successo...son segnali... : - ) ...quando tu c'hai gli attaccanti boni, gli basta una palla per buttarla dentro : - ) ...evito altro, mi darebbe pensiero vedere un'altra partita della Viola..."

sabato 8 dicembre 2018

Ne' ombre ne' pallido...magari riflessi grigi...

Kiave di lettura n° 315
Nuova puntata del mio Katalogo ed in particolare dello scaffale dedicato ai libri. Ecco infatti le mie impressioni su qualcosa che ho letto un po' di tempo fa. Mi riferisco a:
MICHELE GIOCONDI - "Un'ombra più bianca del pallido" - Goware
Ho "conosciuto" questo libro grazie ad una splendida mattinata di quasi due anni fa (clicca qui per leggere il racconto di quella giornata), dove il suo titolo e la breve presentazione letta mi hanno incuriosito non poco. Giallo ambientato in una Firenze piena di ombre e dipinta con un giusto quantitativo di malinconia, il libro racconta delle vicende di un commissariato del centro fiorentino a rischio chiusura. Per evitarla, il commissario Ristori coinvolge il suo vice ed un noto giornalista in un piano "TRA PALCO E REALTA'" mischiando cioè motivazioni concrete e reali con il risalto che solo la stampa può dare con attenzioni ed articoli mirati. Il racconto riserva sin da subito colpi di scena, tipo la sparizione del giornalista appena "conosciuto", ed una serie di eventi e di fatti che provano ad intrecciarsi in una trama, che con lo sfondo di Firenze, non può non catturare l'attenzione. 
Il commissario non è un "Rambo" o un "supereroe", anzi viene dipinto nelle sue debolezze e nelle sue particolarità "a Ristori tornavano in mente le passeggiate solitarie che faceva da giovane nei momenti di dolore, nelle crisi affettive di quegli anni. Dolori intensi, da tagliare con il coltello" "scuoteva la testa come faceva sempre quando era davvero incazzato. E allora era meglio stargli lontano" che si affiancano ai racconti ed ai personaggi che piano piano si avvicendano nella storia, più o meno direttamente coinvolti nel giallo e nel suo sviluppo "mostrava di avere il dente avvelenato o era il suo fegataccio toscano, peggio ancora maremmano a venire fuori". Viene fuori una fotografia molto scura del Paese Italia "le cose più difficili da realizzare in questo benedetto paese sono proprio quelle più semplici, sensate e ragionevoli" con il quale il commissario si trova costretto ad un confronto non sempre piacevole "un Paese coinvolto in un drammatico concatenarsi di fatti, sui quali la cosa più saggia è chinare il capo e capire che di fronte a quello non si può reagire"
La storia ed il libro tengono ben alta l'attenzione del lettore e le vicende, con i cambi di passo necessari per un giallo, riescono a catturare l'interesse e la curiosità in chi legge. In certi punti però lo stesso passo si fa un po' più pesante ed alcune pagine tendono a rallentare il ritmo della storia; sembra quasi che ci siano dei salti narrativi o perlomeno dei passaggi affrettati che in qualche modo disorientano. Nel complesso comunque le ombre ed il pallido del titolo (direttamente legato ad un pezzo dei Dik Dik) non diventano protagonisti assoluti della storia ma danno soltanto una vena malinconica con alcuni riflessi grigi che rallentano un po' il passo "spedito" di buona parte del libro.
BIGNAMI: nonostante questi piccoli "appunti", lettura a marchio GoWare comunque consigliata; mia personale valutazione: tre stelle e mezzo su cinque.

domenica 2 dicembre 2018

Resa triste

Campionato - 14^
FIORENTINA - JUVENTUS = 0 - 3
GOAL: Bentancur, Chiellini, Ronaldo (R)
LE PAGELLE
LAFONT 5,5
Appare poco reattivo e sicuro sui primi due gol, anche se non ascrivibili a colpe dirette
MILENKOVIC 5
Soffre troppo e spinge poco
PEZZELLA 6 - - 
In difficoltà troppo spesso con il centravanti juventino ma si fa sentire quando serve
VITOR HUGO 5,5
Impreciso, pasticcia sotto porta avversaria e sull'azione del terzo gol è responsabile
BIRAGHI 5 +
Un paio di cross invitanti e poco altro in avanti, sofferenze nella media in difesa
BENASSI 6 -
Inizia benissimo poi piano piano sparisce la sua verve in attacco e lui diventa più oscuro
VERETOUT 6
Non brilla ma non demerita
EDIMILSON 5
Poco o niente, impreciso e molto confusionario
CHIESA 6
Sotto tono nel primo si rianima nella ripresa quando crea occasioni, pur sbagliandole
SIMEONE 5 -
Arriva tardi sull'unico pallone che passa dalle sue parti e non si fa vedere in altre circostanze, lotta ma serve a poco
GERSON 4,5
Solita partita fatta di tre/quattro tocchi buoni a centrocampo, non decisivi; oltre questo il niente
PJACA 5
Ingresso inutile
THEREAU SV
ALL. PIOLI 5 -
Questa squadra non ha un gioco offensivo, poco gioco in generale, e lui non riesce mai a fargli cambiare ritmo ed impostazione. Insistere su alcuni giocatori e le scelte per i cambi continuano a non sembrare granchè.
IL MIGLIORE: VERETOUT
IL PEGGIORE: Gerson
LA PARTITA
Strano prepartita quello che precede "LA" partita. Vari motivi fanno mettere la testa da un'altra parte e il clima viola non è quello da tensione pre-grande evento. Come spesso gli accade è Enry a trovare la definizione giusta "mi hanno attaccato l'apatia...unn'ho nemmeno voglia di infamare i gobbi...". Il clima è da #JuveMerda ovvio, ma non c'è la solita attesa quasi incontrollabile. Ingresso sul presto con le solite raccomandazioni per non sciupare la coreografia che vengono ripetute in continuazione  e dette tutte d'un fiato come in una filastrocca  da mandare in memoria e non scordare fino alla realizzazione "attentialnastrononmostratelebandierinelebandierinesullacoreografiasitengonoacartoncinolacoreografiavienesuall'inno". Il mister decide di giocarsela più prudentemente con Gerson tra gli attaccanti ed Edimilson in mezzo. Non partiamo male e Benassi "rischia" di metterla subito nel migliore dei modi con un tiro potente che va fuori di poco. E' troppo bello ed infatti dura poco, infatti ci sgonfiamo abbastanza rapidamente "abbiamo dato tutto" vien da dire, anche se i minuti passati sono circa sette. I gobbi, senza far grande fatica e senza creare troppo, cominciano a diventar padroni di campo e gioco. Sembrano in scioltezza senza spingere, ma noi siamo più fermi ancora e sul gol di Bentancur sembra "una giocata di allenamento coi piolini e sagome" con difesa e centrocampo in ritardo e portiere contro-tempo. Siamo sotto. Proviamo una reazione e Simeone arriva "esimo" su una delle poche palle giocabili che gli vengono recapitate. Sostanzialmente la veemente voglia di pareggiare si esaurisce qui come il primo tempo.
Nella ripresa, l'unica nostra arma (Chiesa) si accende dopo un primo tempo anonimo. Prima tira per la prima volta nello specchio impegnando il codice fiscale portierato bianconero. Poi viene stoppato sul più bello poi sfrutta male un buon assist ricevuto con un tiro centrale. E' bastato accendersi per creare tre (quasi) occasioni, peccato sia come sempre il solo a provarci seriamente, mentre gli altri fanno brevi apparizioni e mai decisive senza metterci oggi neanche troppo "SUDORE E UN MINIMO DI CUORE". Ed alla lunga esce fuori la squadra a strisce che riprende possesso di campo e pallone trovando il gol(lonzo) con Chiellini e poi con il simpaticissimo Ronaldo che spedisce dopo il gol il pallone in tribuna ed anche i più ottimisti, speranzosi....diciamo ironici....che si mostravano convinti che a risolverla sarebbe stato il nostro "CB3" o il desaparecidos Thereau sono costretti ad arrendersi all'evidenza ed alla spicciolata si avviano al tornello d'uscita con ancora la partita ancora in corso. Finisce 0-3.
Che dire? Che è stato tutto normale. La squadra che ha già vinto il campionato prima di iniziarlo è venuta a Firenze sostanzialmente a fare un allenamento. Ha pressato il giusto, corso il tanto che bastava, fatto qualche giocata e portato a casa porta inviolata (senza rischi), tre gol e un altro tassello per la classifica cannonieri di Ronaldo. Il tutto mentre gli undici in maglia viola, messi ordinatini in campo e vagamente compatti, non si sono mai sbracati ma neanche hanno dato l'impressione di provarci e soprattutto aver armi o potenzialità per poterci riuscire. Il materiale è oggettivamente poco qualitativo e con alternative scarse ("Pioli ci pensa anche a cambiare, poi si volta e mentre dice "ovvai ora per ribaltarla metto.....metto....." e si rimette a sedere e non cambia") e questo è un problema che ha due nomi chiari ed evidenti: società e Corvino, ma il mister di suo ci mette davvero poco. Le percentuali di responsabilità non hanno senso ora (e comunque le più alte non le ha certo Pioli) ma in questo momento questi abbiamo e con questi dobbiamo giocare, ed ad oggi, con queste prestazioni, anche il ridicolo obiettivo di arrivare settimi-"primi degli esclusi" sembra troppo ambizioso vista la classifica.
Resta una sola cosa bella da ricordare, splendida (escludendo ovviamente pre-partita ed abbracci intensi del gruppo a dopo che ovviamente sono fuori concorso): la magnifica coreografia iniziale della Fiesole per Riccardo Magherini. Toccante, intensa, da applausi veri e soprattutto piena di un significato che non deve essere dimenticato o accantonato.
FORZA VIOLA...sempre...
PS. le scritte vergognose su Scirea e l'Heysel fanno schifo e devono far vergognare ed intervenire. Sono da condannare senza se e senza ma, chiunque l'abbia scritte, in qualunque stadio, da qualunque (pseudo)tifoso. Punto ed a capo.
Segnalo solo che quegli obbrobri sono già stati cancellati da società/comune, mentre da altre parti striscioni ugualmente infami venivano fatti entrare dalle stesse società che oggi gridano allo scandalo.
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...beati voi che vi garba continuare a vederla..."

venerdì 30 novembre 2018

Decreti e paure

Kiave di lettura n° 314
Dopo un po' torno ad occuparmi di quella che resta la mia tipologia di Kiave di lettura preferita. Ecco quindi il mio personale "parere" su un libro letto un po' di tempo fa.
ANTONELLO CAPORALE - "Matteo Salvini - Il ministro della paura" - Paper First
In questi giorni di approvazioni di decreti (cosiddetti) di sicurezza in cui il ministro (sigh all'ennesima potenza) dell'Interno è sulla bocca di tutti ed al centro dell'attenzione mediatica (del resto come se non ci fosse mai) mi è venuta voglia di commentare il libro di Antonello Caporale dedicato proprio a quello che l'autore definisce come "il ministro della paura"
Il libro riprende i percorsi di avvicinamento al potere del leader leghista e li analizza con i riferimenti oggettivi dati dai numerosissimi materiali a disposizione in rete e non solo, frutto dell'incontinenza verbale e comunicativa del suddetto. Lo stile praticamente in loop di trovarsi un nemico e puntarlo con definizioni violente ed esasperate è il suo marchio di fabbrica. Prima i meridionali, poi i rom, poi gli extracomunitari "generalizzare, amplificare, indurre a trasformare il colore della pelle come marchio d'infamia, timbro assoluto, misura e cifra identitaria di una razza". Ma non solo, l'Europa aguzzina piuttosto che le tasse asfissianti di Governi vampiri. Come ben delinea Caporale, quello che è fondamentale è incutere terrore con un motto che trasforma il "NIENTE PAURA" del mio Poeta in "attenti! PAURA" di stampo leghista. La sua avanzata, con il motto in questione accentuato dal corollario "Salvini ha una ideologia...forte e terribile...l'ideologia dello schifo...", è partita con la capacità (ma siamo davvero sicuri sia tale?!) comunicativa di essere martellante ben oltre la petulanza nella quale lo stesso autore del libro nota (con diverse ragioni) una "spiccata somiglianza con l'altro Matteo".
Nelle analisi del libro emergono chiare anche le facilitazioni avute dalla parte politica "avversa" che in realtà in molti momenti così lontana non è apparsa e non appare, uno per tutti l'esempio della scelta dei criteri prioritari di assegnazione per le case popolari messa in atto dal sindaco (pd) di una città di cui ho sentito vagamente parlare, per niente lontani dai principi di fondo della politica dello stesso ministro, tanto da far venire automatico il paragone "anche nel sindaco di Firenze Nardella scorgiamo un po' di Salvini".  L'analisi è precisa, dettagliata e soprattutto sui fatti. Emergono le clamorose inversioni ad U (tanto per citarne solo una ad esempio quella che parte dal "terroni quanto puzzate" cantato quando la Lega era ancora per l'indipendenza della Padania e che arriva alle foto social attuali con felpe di città del sud ed apprezzamenti per cibi e costumi di Puglia piuttosto che Calabria) e soprattutto le sottolineature intelligenti di una persona di spessore che non può non evidenziare quanto sia pericolosa la politica del ministro dalla felpa facile, in mille suoi aspetti, dai più evidenti e noti (politica immigrazione e politica sicurezza) a quelli più sottotraccia nel normale processo comunicativo "non è già solo immaginare il confine della competenza dentro il dolore di questo particolare gruppo sociale il nuovo ghetto?...non più pari opportunità ma dicastero per i disabili, luogo di concentramento delle sfortune, governo del ghetto fisico e mentale...come se domani si abolisse la legge Basaglia e si riaprissero i manicomi con l'intento di fare star meglio i "cosiddetti" matti".
La paura, Salvini è riuscito ad infonderla benissimo, leggendo questo libro si capisce quanto; sfogliando peró le pagine cresce a dismisura soprattutto la sensazione che di altra paura ci dovremmo preoccupare, per la precisione del fatto che questo Paese sia in queste mani... o meglio in queste felpe.
BIGNAMI: i libri di PaperFirst non sono facili da affrontare. Servono pazienza e voglia, e sempre di più invece a farsi sentire è la fatica ad immergersi in certi argomenti (visti gli andamenti italici). Ma ne vale sempre la pena, perché lasciano sempre qualcosa, anzi regalano sempre molto. Valutazione: quattrostelleemezzo su cinque.

lunedì 26 novembre 2018

Aggrapparsi

Kiave di lettura n° 313
Quando vedi una delle persone migliori del mondo farsi forza per non esplodere in pianto, qualcosa ti arriva dentro e non puoi non sentire un nodo alla gola. Vorresti togliergli un po' di quel dolore, un po' di quei pensieri, un po' di quella stanchezza. Sai che non è possibile, sai che non funziona così, sai che non basterebbe. Sai pure che forse è egoistico anche solo pensarlo. Ma lo vorresti, profondamente.
Ti vengono in mente mille momenti, mille istanti, mille ricordi; mentre lo fai pensi a quanti ne devono venire nelle menti di altri e ti senti "di troppo" anche nel pensarle certe cose. Ma quel mix di ricordi ed emozioni ti arriva allo stomaco ed agli occhi.
E in quel momento ti serve necessariamente un tentativo: provare ad aggrapparti a qualcosa. "ALLE STELLE CHE ALTRIMENTI SI CADE" ti viene alla bocca quasi in un riflesso incondizionato. A quelle, a quell'arcobaleno di ieri, a quel timido e nascosto raggio di sole dietro tanti nuvoloni grigi di oggi.
A quel “qualcosa” bisogna aggrapparsi, in un unico forte abbraccio, forte così come spero possa essere il mio per quella persona migliore del mondo. 
Ciao Marta
E mi attacco alle stelle che altrimenti si cade 
E poi alzo il volume di questo silenzio che fa stare bene 
E mi sa che sei quella che fa luce pian piano 
Chissà come ci vedi e chissà come ridi di quello che siamo 
E mi attacco alla buccia di questa notte 
E salto, salto ma rimango giù 
La porta dei sogni 
La porta dei sogni 
La porta dei sogni chiudila tu 
E mi attacco alle stelle tiro un pò a indovinare 
Mi predico un presente in cui non c'è niente se non respirare 
E se proprio sei quella fatti almeno guardare 
Non sai quanto ci manchi non tornano I conti a doverti trovare 
E mi attacco alla luce di questa notte 
E salto, salto ma rimango giù 
La porta dei sogni 
La porta dei sogni 
La porta dei sogni chiudila tu

venerdì 16 novembre 2018

Non era difficile

Kiave di lettura n° 312
Come dicono quelli che sanno parlare e/o scrivere "un conto è fare opposizione, criticare e dire sempre no ed un conto è governare e provare a costruire". Molto più difficile, senza dubbio. Con questo assunto come riferimento, il passaggio "governativo" di un movimento nato come antagonista e di rottura rispetto ai processi direzionali e politici esistenti non poteva che nascondere insidie di varia natura e con vari livelli di difficoltà.
"IL FACILE RIMEDIO" non era tra le possibilità reali, salvo per quelli che (errando clamorosamente) vedevano nel Movimento 5 Stelle una sorta di "sol dell'Avvenire"; più realisticamente erano da mettere in conto: lentezze, compromessi e qualche sbaglio/castroneria dato da inesperienza e parziali incompetenze.
Questo probante test per me non è stato nemmeno oggetto di analisi e verifica dato che come annunciato in questo post (leggi cliccando qui), per me cadeva l'interesse per il Movimento vista l'alleanza di governo con una forza politica dalle idee razziste ed impresentabili come la Lega, protagonista da anni della scena politica al fianco dell'alleato Re Silvio. 
Aldilà delle mie valutazioni, il far partire questo Governo non era facile ed altrettanto, se non di più, erano difficili le scelte da mettere in campo e i relativi provvedimenti.
Qui però finiscono le scusanti o meglio le attenuanti e cominciano una serie di cose che proprio non era possibile sbagliare (che per me ripeto son iniziate e finite con la scelta di tradire quello che era un vero e proprio dogma - "mai alleanze" - per allearsi con una forza politica che gli stessi esponenti del Movimento definivano poco prima delle elezioni "non assimilabile al M5S per nessun motivo al mondo").
Andando oltre questo, le idee/iniziative/proposte di legge che potevano avere un plauso perché nate in base al programma da sempre portato avanti dallo stesso Movimento (tagli a vitalizi e pensioni, situazione ILVA, posizione su corruzione/evasione, posizione critiche sul TAV) sono state sommerse da tante, anzi infinitamente troppe, cadute di stile, retromarce ed inversioni di rotte. Dal piegarsi e silenziosamente far da complici ad iniziative e provvedimenti razzisti al finire per scivolare su atti di condono con appoggi agghiaccianti (leggi di nuovo Re Silvio). Dagli atteggiamenti superficiali e colpevolmente incompetenti alle scelte di figure totalmente inadeguate per ruoli importanti e di rilievo. Dagli attacchi ai giornalisti direttamente prodotti al colpevole silenzio rispetto agli attacchi degli alleati di governo verso la magistratura. Dalla mancata concretezza degli atti previsti nel proprio programma al piegarsi a quelli di alleati scomodi e da sempre contrari alle proprie linee originarie.
Ecco, se un certo bonus di tempo e di errori si poteva anche prevedere e concedere immaginando che prendere e capitalizzare fin da subito nel migliore dei modi quel trenta e rotti per cento delle politiche con azioni da applausi non fosse per niente affar facile, il Movimento si è giocato tutto i jolly del mazzo non riuscendo nemmeno in qualcosa che non era affatto difficile. E parlo di riuscire a non prendere e buttare praticamente tutto nel cesso per la soddisfazione di andare a braccetto con un partito razzista, alleato di Berlusconi e condannato per uso improprio dei rimborsi elettorali. Onestamente questo non era affatto difficile. Nemmeno questo.

sabato 10 novembre 2018

OneOne a Frosinone

Kiave di lettura n° 311
Campionato - 12^
FROSINONE - FIORENTINA = 1 - 1
GOAL: BENASSI, Pinamonti
LE PAGELLE
LAFONT 6 -
Praticamente mai impegnato se non per normale amministrazione, poi il gol sul quale non sembra impeccabile ma comunque senza troppe responsabilità
MILENKOVIC 5,5
Poca spinta e qualche sbavatura
PEZZELLA 6,5
Solito leader difensivo
VITOR HUGO 6
Partita senza acuti e senza sofferenza
BIRAGHI 6 
Non è preciso nei cross e nei tiri da fuori ma ci prova ed offre un'alternativa in attacco
BENASSI 6 +
Anche se di spalla è ormai il nostro bomber, a centrocampo a volte gira a vuoto ma c'è
VERETOUT 6 -
Partita senza grandi illuminazioni, non sempre brillante in impostazione
GERSON 5
Gira a vuoto senza grande utilità
CHIESA 6,5
Si accende per l'azione del gol e in qualche ripartenza, sempre tra i più positivi
SIMEONE 5
Trova un tiro respinto di piede da Sportiello, poi poco o niente. Sembra sempre un passo indietro
PJACA 5
Si accende giusto cinque minuti, un po' pochino
EDIMILSON 5
Non entra in partita
MIRALLAS 5,5
Qualche sprint e qualche pallone perso
VLAHOVIC SV
ALL. PIOLI  5
La squadra ha poco gioco, crea qualche occasione quasi più per iniziativa personale che non per altro. Nella ripresa solito calo dovuto anche ai cambi e solito recupero avversario
IL MIGLIORE: PEZZELLA
Il peggiore: GERSON
LA PARTITA
Per il mister "squadra che pareggia non si cambia" e così tranne Pjaca dal primo minuto gioca la stessa formazione tipo. L'avversario è già nella propria trequarti prima ancora che il match entri nel vivo e quando cominciamo a premere un po' Simeone va forte verso la porta avversaria ma Sportiello compie il primo intervento di piede su un tiro abbastanza preciso ma anche abbastanza lento. Biraghi poco dopo dal limite piazza una bella punizione che impegna il portiere ex, che si ripeterà su un colpo di testa debole di Gerson e sull'unica giocata di Pjaca che prova ma esce fuori un tiro lento e un po' strozzato. L'occasione più netta nasce da un autogol sfiorato dal Frosinone che coglie "un autopalo" con un colpo di testa. Prima dell'occasione finale di Benassi su assist di Pjaca (a conclusione dei suoi cinque minuti di vitalità) con un tiro fuori di poco, il Frosinone sfiora il palo con un colpo di testa di un difensore. Sembrano molte occasioni ma in realtà è un primo tempo lento con uno sterile possesso palla che porta a delle occasioni quasi più per caso che per altro.
La ripresa parte sulla stessa lunghezza d'onda poi si accende l'unica nostra arma, Chiesa, che parte dalla propria trequarti inventa un cross preciso per....la spalla di Benassi....che si dimostra l'unico in grado di colpire in questo periodo. Siamo in vantaggio. Non cerchiamo il raddoppio ed il Frosinone prova a cambiare qualcosa mentre noi "visto che domenica ha portato bene" togliamo una delle tre punte per mettere Edimilson che al solito non entra in gara e fa coppia con Gerson che non lo era entrato neanche nel primo tempo. Abbiamo diversi contropiedi a disposizione, addirittura tre contro due, ma siamo clamorosamente poco incisivi anche in queste occasioni. E' ancora Chiesa però a cambiare passo ma Sportiello si vuol far rimpiangere e ci riesce facendo un bell'intervento. Così è un po' nell'aria la beffa, e conoscendo il nostro DNA si "ASPETTA SOLO UN GESTO COMPIUTO" ed arriva con un bel tiro da fuori di Pinamonti a seguito di una dormita di Gerson e di un Lafont non impeccabile. E così arriva l' 1-1 finale.
Che dire. Se nemmeno a Frosinone riusciamo a tenere il vantaggio, arrivato con un colpo di spalla dopo una partita cosìcosì, forse è tempo di fare un'analisi seria. Siamo molto spenti da metà campo in su e pare che almeno tre giocatori siano fuori ruolo (Milenkovic, Veretout, Gerson) anche se con prestazioni diverse (i primi due comunque mediamente positivi). Il Cholito resta fuori forma e non ci sono idee dalla panchina sia intesa come mister sia intesa come ricambi. Siamo ordinati, quadrati e comunque mai troppo passivi questi gli aspetti positivi, ma per ora non è sufficiente a tenere un passo migliore di questo tendente al ribasso ed alla monotonia da una posizione in classifica che rischia di mettere in dubbio anche il "gloriosissimo" obiettivo del settimo posto.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito con GUEST STAR Gruppo a dopo
"...il weekend comincia con emoziONE
con la trasferta a FrosinONE,
senza collegamento sono in apprensiONE
almeno fateci vedere la formaziONE,
con Bollins arrivato in torpedONE
si allarga a dismisura l'abbracciONE, 
e vuoi vedere che con SimeONE
si torna anche a fare go'su'aziONE,
è arrivato il momento della sostituziONE
chissà se sarà la solita passiONE,
indecorosa la visiONE 
se vu mi fate rivedere un tale partitONE,
vi denuncio per diffamaziONE..."

venerdì 9 novembre 2018

Saluti


Io ti saluto. Una volta. Due. Tre. Alla quarta faccio fatica ma mi sforzo. Dalla quinta per me tu puoi andare, con "passi lunghi e ben distesi", esattamente lì dove meriti....e non faccio nemmeno nulla per nasconderlo. Ma chiaramente a quel punto arriva la vocina immancabile "ohcometuseiacido".

mercoledì 7 novembre 2018

Immenso




E quando a quattro minuti dalla fine già parlavano di qualificazione matematica come primi in classifica....arriva la zampata del maestro...e l'1-0 diventa magicamente 1-2...

Ooopppssss....
...’bona MERDE...

Immenso MOU

martedì 6 novembre 2018

Bravo Tony


Oggi sul rigore di domenica scorsa (che per me continua a non essere rigore) e su quello di Chiesa di qualche settimana fa (che ancora meno era rigore) è intervenuto il sig. Tony Damascelli (per chi ne sentisse il bisogno, può leggere il suo alto parere cliccando qui). L'esimio dice che è un inganno, che è una truffa, che alla Fiorentina non è la prima volta che accade (dimenticando casualmente le partite dell'Olimpico e di San Siro....ma sicuramente sarà una piccola dimenticanza, che andate a pensare..) e che se fosse accaduto alla Juve chissà cosa si sarebbe detto. Bene, bravo, dignene.
Soprattutto ha fatto bene chi ha chiesto un parere a lui, che fa dell'autostrada morale/rettitudine la  bussola da seguire. Brava (di nulla direbbe Bollins) RadioRadio e soprattutto bravo (uhhh lui poi...sempre citando Bollins) Tony, picchia duro.
ps. per chi, giustamente, ignorasse l'esistenza del suddetto Tony, vi allego uno stralcio del suo CV (la cui versione integrale è scaricabile qui).

domenica 4 novembre 2018

Spuntati

Campionato - 11^
FIORENTINA - ROMA = 1-1
GOAL: VERETOUT (R), Florenzi
LE PAGELLE
LAFONT 6+
Nel primo tempo "esimo" sulla punizione palo della Roma ma poi si riscatta. Nella ripresa due buoni interventi ma sul gol non impeccabile in uscita
MILENKOVIC 5,5
Qualche difficoltà difensiva di troppo e mai propositivo
PEZZELLA 7
Un leone su ogni pallone
VITOR HUGO 7
Secondo tempo da applausi dopo un primo positivo ma un po' impreciso
BIRAGHI 5,5
Si nota poco in avanti perchè soffre Under in fase difensiva
BENASSI 5
Non si vede quasi per niente tranne la sponda per il triangolo di Chiesa
VERETOUT 6,5
In un ruolo non suo si sbatte per poi calare nel secondo tempo
GERSON 6 -
Quasi sufficiente con qualche buon tocco, specie nella ripresa, anche se mai decisivo o determinante
CHIESA 6,5
Meno scintillante di altre volte ma comunque l'unica nostra arma
SIMEONE 5
Sul rigore procurato comunque aveva perso l'attimo, nella ripresa in ritardo su un assist d'oro
MIRALLAS 4,5
Non pervenuto
EDIMILSON 5,5
Parte bene poi sparisce
DABO 5,5
Poco impatto e diversi palloni persi
PJACA 5,5
Vedi sopra
ALL. PIOLI 5
La squadra è compatta ma non ha gioco, specie in avanti. La ripresa con cambi conservativi e difensivi si rivela un boomerang
IL MIGLIORE: VITOR HUGO
Il peggiore: MIRALLAS
LA PARTITA
Arriva la Roma ed il mister decide di affidarsi a quella che si può definire la formazione tipo con l'unica variante di Mirallas al posto di Pjaca per quello che dopo la partita Pioli definirà come un "contrattempo" (mah). Si parte abbastanza propositivi ma è la Roma a tenere di più e meglio la palla. Cerchiamo di ripartire ma in realtà di centrare la porta ed impensierire Olsen non se ne parla. Sembra essere necessario un episodio, ed infatti. Under (che per tutta la partita per noi sarà Florenzi, potere della Peroni dopo l'HB) decide di regalarci un assist mettendo Simeone davanti ad Olsen, il Cholito perde il passo per la conclusione immediata prova il dribbling e va giù. Rivedendolo il dubbio rimane, anzi diciamo che diventa quasi chiaro che il tocco è cercato dal Cholito (a parti invertite non lo avrei accettato benissimo un rigore del genere) e così come in altre occasioni ho detto la cosa allucinante è che nemmeno si provi a rivederlo al VAR. Comunque sia, rigore. Batte Veretout e siamo avanti. Tempo zero e siamo già a difenderci da una Roma che comunque sia non sembra troppo in palla anche se prima con una punizione deviata sul palo e poi con un colpo di testa sull'angolo successivo rischiamo il pari (Lafont prima incerto poi decisivo). Andiamo all'intervallo avanti. 
Si riparte con Zaniolo che in posizione di trequarti ci mette in difficoltà e sfiora il gol annunciato ("ex, esordiente, mai segnato è l'identikit perfetto per punirci") poi piano troviamo misure ed in contropiede siamo più pericolosi di loro anche se Olsen non ricordo abbia mai fatto una parata, anche perchè quando Chiesa fa la cosa più bella del match e ci troviamo con due giocatori contro zero (lui ed il Cholito) non riusciamo a trovare l'attimo per il tiro. Nonostante la difesa non imperforabile avversaria e con cambi che ci tirano sempre più indietro ripartiamo sempre meno e cominciano cross e pressioni che riusciamo a ribattere grazie ad una coppia di centrali difensivi davvero in forma. A cinque dalla fine, Lafont però esce non perfettamente, respinta corta tiro al volo di Florenzi e pareggio. Giusto (nel finale il portiere viola respingerà anche su Dzeko) ma amaro perchè arrivato quando ormai "c'avevi fatto la bocca a rubacchiare due punti".
Con l'inviato romano avevamo previsto un 1-1 con reti di Zaniolo e Mirallas vista la capacità di entrambi di rilanciare gente dal gol non proprio facile. Ci siamo andati vicini. Le mancanze viola "NASCOSTE E PERO' NASCOSTE MALE" delle precedenti giornate sono emerse tutte insieme e si sono confermate. Abbiamo un buon gruppo, coeso, ordinato. Ma gioco poco, in avanti anche meno. Siamo pericolosi come un coltello dalla punta tonda e con poca lama e se non ci pensa Chiesa (o un avversario magnanimo) facciamo gol più o meno per "san mai". Resta il problema strutturale della mancanza di un centravanti alternativo/di spalla al Cholito, che non è in forma ed ha tutte le sue responsabilità ma restano per me secondarie al problema. In più ieri tirarci tutti indietro non è stata una grande idea. La Roma ha fatto poco, ma comunque di più: alla fine ha tirato in porta e non ha segnato su un rigore dubbio. Il pareggio alla fine è giusto e noi restiamo un gruppo compatto, una squadra coesa senza troppo gioco e non troppo pericolosa. Attualmente in piena corsa per il suo obiettivo: il settimo posto (...).
FORZA VIOLA...sempre...
"Takko ai' giro" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...per fortuna, mi par di capire, non ho universitato, per la Viola c'ho l'occhio lungo..."

mercoledì 31 ottobre 2018

Le giuste dimensioni

Kiave di lettura n° 310
Ieri ho visto pubblicato dal sempre perfetto Benedetto Ferrara due righe che per sintesi, per significato e per nostalgia sono una fotografia dai colori azzeccatissimi.
Sembra di leggerle con in sottofondo le parole di Cesare Cremonini "...da quando Baggio non gioca più...non è più domenica..." e ti accorgi che davvero certe emozioni e certe passioni non sono, nè saranno mai, confrontabili con nessun'altre. Capisco che possa essere un discorso da nostalgici che non si accontenteranno mai di far passare quel Santo dalla maglia numero Nove solo come "UN BEL SOUVENIR", ma non è un problema, anzi lo rivendico totalmente., 
Bati ha rappresentato e rappresenta per i colori viola e per Firenze qualcosa che chi non l'ha vissuto in prima persona da innamorato perso non può totalmente capire. Ogni volta che si ri-affaccia a Firenze, parte la lacrimina....sulle radiocronache di'Guetta e dei suoi gol, sulle sue bordate che sfondavano le porte del Franchi, sulle pochissime coppe alzate, sulle fitte allo stomaco per le immagini con la maglia "sbagliata"sulle partite da protagonista a poche ore dal rientro con la Nazionale, sulle sue pose alla bandierina, sulle smitragliate dell'unica arma che abbia mai apprezzato in vita mia, sulle sensazioni di grandezza che ci regalava e ci regala ad anni di distanza. 
E tutto intorno, come dice Ben, diventa maledettamente piccolo, anzi maledettissimamente microscopico.

giovedì 25 ottobre 2018

Aspetti climatici

Kiave di lettura n° 309
E' quando la gita premio punta verso la parte più a Sud che ti viene spontaneo pensare che con questo Ottobre versione molto estiva, "CI SON NUVOLE IN CERTE" gite passate che non ritroverai nel tuo attuale girellare.
E così ti vien voglia di rispolverare l'etichetta del blog targata "viaggi" (vedi qui i precedenti post) e ti tenere traccia della nuova tappa in modo visivo oltre che scritto.
Lo stile del post è sempre lo stesso, cinque foto per cercar di far passare il messaggio giusto per la nuova ambiziosa meta del viaggio, imperdibile ed anche di più.
E così, come da copione di queste gite premio e come da facile previsione meteorologica e non, provo a mettere in fila il viaggio più corretto:

1 - tanto vedrai che migliora...

2 - la tipica nebbia... 

3 - l'impari lotta tra tergicristallo e diluvio...

4 - sarà bene controllare chi ci segue...

5 - l'arrivo nel comune....d'Europa...
6 - ...in movimento...