martedì 17 gennaio 2017

Dicono di Sogni di Tricolor - Nove

Sulla stessa lunghezza d'onda dell'ultima recensione ricevuta, diciamo pure "DELLA STESSA PASTA",  ieri l'altro mattina ho cominciato bene una bella domenica (che ha avuto la ciliegina finale con una serata speciale) leggendo un bel post che parlava di Sogni di Tricolor  scritto da un altro non tifoso e non ligabuiano ma soprattutto da uno scrittore di cui ho apprezzato penna e stile.
Ero molto curioso di conoscere il suo parere e mi ha fatto davvero piacere leggere le sue parole, per le quali lo ringrazio davvero (GRAZIE DEDO). Eccole qua:

Non sono un appassionato di calcio né di Luciano Ligabue, ma la lettura di SOGNI DI TRICOLOR mi ha fatto sentire sugli gli spalti ad esultare con i tifosi, e in campo col protagonista. Un libro di speranze, sogni, impegno, passione e amicizia. Un bel lavoro Kv KappaViolacontinua così. Le copertine falle curare sempre da Lorenzo Puliti :-)
Supportate gli scrittori indipendenti, leggete questo libro .... non ve ne pentirete.

E voi? Che cosa ne pensate di "Sogni di Tricolor"? Lasciate il vostro commento, qui, sui social, ai miei contatti, ricordandovi di usare #sogniditricolor.

lunedì 16 gennaio 2017

Sosteniamola.....

Come diceva ieri mattina Leonardo, c'avevano provato
ma non era possibile ci potessero riuscire. Mille e mille volte ho provato a descrivere LA partita e cosa rappresenta per Firenze e per i fiorentini e sono convinto che totalmente non ci sono mai riuscito. Ma quel che è certo è che non bastano previsioni da gelo, periodi viola che tendono al grigio o articoli IDIOTI in salsa rosa a far passare la voglia di sfidarli con il sogno di batterli. E così è andata anche ieri. 
E' cominciata nel migliore dei modi, o meglio nei peggiori, vista la regola non scritta che a pre-partita di livello elevato fanno seguito partite che lasciano l'amaro in bocca. Come sempre partendo dal divano che "non è prenotato, ma ce lo lasciano comunque, ormai lo sanno.." il solito e solido gruppo a dopo si è goduto le quattro ore prematch nel migliore dei modi, mascherando tensione tra un pub strapieno, bicchieri stranamente sembra incredibilmente stravuoti, trespoli da pappagallo, match di Premier League, "maglie del Liverpool più vendute d'inverno....Lallana...", code al bagno, "momenti di finocchite" rimandati e puntualmente arrivati, diete dissociate "oggi a pranzo ho mangiato, stasera bevo", code ai tornelli ripetute per chi ha visto bene di smarrire la tessera per "imitare il fratello", frequentazioni assidue ai bagni, "borghetti che ritornano di moda", bandierine per la coreografia, formazioni e inizio partita. Ed è in quel momento che abbiamo vinto, si poteva non giocare; come diceva un vecchio striscione "noi abbiamo già vinto a non essere come voi" e per mostrarci in tutta la nostra bellezza abbiamo "coreografato" a tutti il nostro modo di salutare il ritorno a casa del nostro Unico Dieci.
foto tratta da violanews.com
CRONACA:
Poi però c'era anche da giocarla la partita. Paulo decide di mettere più sostanza a metà campo con un centrocampo a cinque, inserendo Jimmy Sanchez a fare il terzo di difesa. Davanti accanto all'ancora in viola Kalinic, il nuovo dieci viola senza Ilicic. L'inizio è da far stropicciare gli occhi, siamo "cattivi", aggressivi ed i gobbi sono schiacciati. Vecino giganteggia e slalomeggia che sembra Tomba, prima impegna Buffon e dopo colpisce il palo esterno. Chiesa mette a sedere mezza difesa a strisce e Buffon respinge di nuovo in angolo e il cronometro nemmeno è arrivato al quarto d'ora. Non sembra vero, siamo padroni del campo e la scelta di Sanchez in difesa conferisce solidità e sicurezza. Alla mezz'ora o giù di lì il Franchi è pronto ad esplodere e il duo d'attacco l'accontenta. Berna per Kalinic, diagonale e vediamo da vicino i seggiolini della Fiesole, è bolgia è 1-0. Con quelle bestiacce c'è sempre da stare attenti ed infatti dal nulla a primo tempo finito ci fanno fermare il cuore ma prima una chiusura gigante di Olivera poi un tiro addosso allo stesso uruguagio ci salvano. All'intervallo ed al pit stop ai bagni del primo tempo siamo avanti. 
Ci aspettiamo un ritorno violento dei gobbi ma rimaniamo sorridentemente delusi. Chiesa lancia Kalinic in profondità ma il croato perde l'attimo solo davanti a Buffon ed in curva vola di tutto come al gol, ma stavolta a parole dove l'unica ripetibile è "maremma maiala e croata". Ma dobbiamo aspettare poco ed un lancio di Badelj con taglio di Chiesa ci fa assaggiare di nuovo i seggiolini, un abbraccio unico e collettivo che trasciniamo a lungo, anche se la convinzione è quella che a far gol sia stato FedericEnricoJr Chiesa. Ci siamo quasi appena alzati dal groviglio di abbracci che una serie di rimpalli porta Higuain a tirare una secchiata di gelo: 2-1. "ADESSO IL FREDDO E' REALE" e la paura pure. Gonzalo ci fa temere il rigore, Tata si trova nel mezzo di una partita di "palla avvelenata" che gli sbatte addosso ed ad un minuto dalla fine Dybala spara in curva da buona posizione. Manca solo il recupero.....sei minuti. SEI MINUTI. Che durano più o meno sessanta. Invecchiamo a tutti i palloni che superano la metà campo, ci accasciamo ad ogni cross, continuiamo ad invocare il "fischia l'è finitaaaaaaaa" come da quarantacinque minuti già facciamo. Dopo l'interminabile ultimo giro di lancette, Banti "se dio 'vole" fischia tre volte ed è un delirio totale, quasi come al secondo gol. 
KOMMENTO:
L'abbiamo portata a casa con merito e determinazione mostrando che si può giocare bene ed essere anche "cattivi". Per circa un'ora i gobbi non l'hanno mai vista e non c'hanno capito nulla e comunque sia per tutta la partita abbiamo avuto pallino del gioco e "merito" di essere in vantaggio. Non abbiamo sofferto quasi mai se non la paura della nostra "storia" che ci fa buttare via sempre partite (e non solo) che sembrano vinte e già portate a casa. Li abbiamo battuti con merito e vedere finalmente un Franchi pieno, coreografato, cantante e festante ha riscaldato il cuore e il temuto freddo polare non si è manifestato. "Riassaggiare" i seggiolini della Fiesole ha avuto un sapore speciale mentre "Ma che siete venuti a fà?" come saluto finale ai brutti strisciati è stata la ciliegina sulla torta.
"Sosteniamola, fino al novantesimo..." è invece il coro diventato colonna sonora vincente di questa splendida serata, che a ripetizione, senza soluzione di continuità, ha accompagnato la passerella finale dei giocatori, il lancio delle maglie in curva, l'uscita dal campo, la discesa dall'ultima fila, il ritrovo ai cancelli e tutta la notte viola di Firenze
Già è noto che ci prenderanno per provincialotti, per quelli che si esaltano per tre punti, per quelli che si accontentano di vincere solo una partita. Fate pure, sullo stile e sul significato di "Firenze è città d'arte, va in culo a chi arriva ed a chi parte" lasciamoli chiacchierare....io mi dico orgoglioso di essere provincialotto e canticchio #juvemerda ma soprattutto "..sosteniamola..fino al novantesimo...che fatica che ti chiedo...forza viola facci un gol....e forza viola....LE PENNE ALLA BOSCAIOLA...."
20^ Campionato
FIORENTINA - JUVENTUS = 2 - 1
GOAL: Kalinic, Badelj, Higuain
Tatarusanu 6,5
Rimane rigido durante il tiro al bersaglio e respinge salvando il risultato, solite amnesie sul "esco e non esco"
Sanchez 7,5
Davvero maestosa la partita del nostro "Jimmy", duro e preciso, un muro
Gonzalo 6,5
Comanda la difesa e la sensazione che da centrale di tre difensori dia il meglio di se
Astori 6,5
Da leader silenzioso si adopera per limitare Dybala riuscendoci per 89 minuti
Chiesa 7+
Vederlo correre e sprintare senza continuità è un piacere, rischia con qualche fallo di troppo
Vecino 7
Inizio gigantesco poi cala un po' ma la sua presenza è fondamentale
Badelj 7
Regia impeccabile e partita di qualità e quantità
Borja Valero 7-
Torna nel suo ruolo preferito e la squadra se ne giova, cala nel finale
Olivera 6+
Sbaglia sul gol gobbo ma nel primo tempo ne salva uno fatto, in sofferenza in alcuni momenti ma preziosa la sua corsa
Bernardeschi 6,5
Non nella migliore serata ma ha un paio di lampi notevoli, uno porta al gol di Kalinic
Kalinic 7,5
Partita davvero da applausi peccato per la mancata doppietta ma applausi per il centravanti croato
Cristoforo 6,5
Buon impatto con il match
Ilicic sv 
(son buono e non metto insufficienze...anche se quel gol mancato...)
Tello sv
All. Paulo Sousa 7,5
Le azzecca tutte, Sanchez su tutti e dà alla squadra grinta e motivazione dei tempi migliori. Applausi
Il migliore: Sanchez
Il peggiore: Olivera

sabato 14 gennaio 2017

Battaglia vinta ma non stravinta..

Kiave di lettura n° 218
Continuando nell'arricchimento del mio personale Katalogo, tornano a "farci visita" le storie del BarLume, quindi la Kiave di lettura di questa settimana hai i sapori divertenti e gialli dello scrittore di Pisa. 
MARCO MALVALDI - "La battaglia navale" - Sellerio
Partendo con il paragone "Un lavoro d’indagine vero, sul campo, è molto più simile alla battaglia navale. All’inizio spari alla cieca, e non cogli niente, ma è fondamentale che tu ti ricordi dove hai sparato, perché anche il fatto che lì tu non abbia trovato nulla è una informazione" " la nuova indagine porta Massimo e la nuova fidanzata vicequestore ad imbattersi in un caso che sembra non riguardarli da vicino ma che come nelle passate puntate i "vecchietti" "CHE VANNO E CHE VENGONO" dal bar di Pineta porteranno ad argomento principale di conversazioni e poi conseguentemente di indagini.
Nel libro ci sono le conferme di una penna ironica "Vilma mi legge la ricetta, così mi viene l'appetito. E poi mi stiocca ner piatto le verdure bollite. Vedrai, se continuo soì, lo so io chi sarà ir prossimo morto di Pineta - dai che prima che tu moia di fame ce ne vole - 'Un parlavo mia di me. Parlao della mi' moglie. Se continua vedrai uno di questi giorni ir collo glielo tiro" ma anche appuntita e pensante "ognuno di noi si costruisce, nella vita, delle regole non scritte: imperativi categorici che ci impediscono di prendere in considerazione dei comportamenti che, oltre a essere perfettamente legali, non farebbero del male a nessuno". Negli equilibri del romanzo Massimo resiste come protagonista totale mentre Tiziana lascia un po' il passo alla nuova fiamma del padrone del bar con nonno Ampelio ed i suoi "colleghi" d'indagine ben protagonisti "parli come mangia, altrimenti rischia di essere mangiato prima di aver finito di parlare" con i loro detti ed i loro aneddoti ma soprattutto con la voglia di indagine e di "scombussolare" i piani di Massimo che poi alla fine i cromosomi del nonno investigatore li cura e li fa uscire al momento giusto "è tipico dei bugiardi allungare il brodo di particolari per rendere il racconto più convincente. Secondo stai facendo quella cosa con le mani. Quando una persona mente, spesso allontana da sè quello che sta dicendo. Frase lunga, mani a tergicristallo, ciccio mio stai dicendo una cazzata". La trama tocca da vicino temi attuali e semplificazioni troppo di moda "in mezzo a tutta questa gente ci saranno le furbe, le sceme, le oneste e le farabutte, le suore laiche, i troioni da sbarco. La gente sono persone, diceva un tipo in un libro che ho letto qualche tempo fa." attraverso, come dicevo, una costruzione di storia nota e con dei protagonisti sostanzialmente anche; nonostante questo, leggere questa battaglia navale è divertente e non ha troppe pause anche se la brillantezza iniziale un po' risente dell'effetto sorpresa svanito. Malvaldi riesce a cucire una storia senza sbavature ma che non arriva al fiume in piena di risate e divertimento dei primi appuntamenti, continuando un trend un po' in discesa che anche se lascia sempre soddisfatti un po' preoccupa, da ammiratore sincero dell'autore.
BIGNAMI: Malvaldi mi aveva abituato male con le prime puntate della storia del BarLume che erano davvero state divorate e soprattutto di una qualità davvero notevole ed apprezzabile. In questo caso il libro scorre e lascia sorrisi aperti, ma in generale qualche rallentamento ogni tanto si nota, qualche battuta è meno brillante e la penna si appesantisce un po'. Sempre una lettura piacevole...ma senza la standing ovation. Valutazione? Diciamo tre stelle su cinque.

martedì 10 gennaio 2017

Dicono di Sogni di Tricolor - Otto

Quando qualcuno mi dice "la sua" su Sogni di Tricolor, accantonato l'iniziale timore di sentirsi dire "m'ha fatto schifo", si apre sempre un sorriso soddisfatto nel sentire pareri e sensazioni che qualcosa che hai scritto è riuscito a suscitare in qualcun'altro ed "OGNI VOLTA E' SEMPRE UN COLPO ALL'ANIMA". La sensazione si amplifica notevolmente quando ricevi un'accurata "recensione" da chi non ha passione per quella palla che gira ne per quella voce emiliana.
Per questo, mi fa particolarmente piacere condividere con voi un messaggio che mi è arrivato da Maurizio che ringrazio di cuore per l'acquisto/la lettura/il tempo dedicato alla "recensione" ma soprattutto per l'aver smentito il rischio che, vista la sua lontananza dal mondo del tifo, della viola e di Ligabue il libro potesse non meritare "la spesa" o la lettura.
Caro Enzo, ho letto il tuo romanzo. Ti avevo detto che l'avrei letto dopo "Il Maestro e Margherita" di Bulgakov, ma sulla strada verso il tuo scritto sono stato rapito da "Q" di  Luther Blissett...l'ho comunque letto prima di David Copperfield di Charles Dickens e non mi sembra poco :-) Cosa dire?
Quando c'è la passione e i sogni, metà della strada è fatta; nessuna delle passioni protagoniste del libro fanno parte di me: non sono un tifoso Viola, anche se il Viola e la Fiorentina non mi stanno per nulla antipatici; non sono un fan di Ligabue (il cantante) se si escludono un paio di canzoni e la stupenda "Una vita da mediano" che non poteva essere inserita come colonna sonora del libro perchè successiva alla stagione 1998/99 di cui narri.
Le tue passioni non sono le mie, ma i sogni (più o meno) sono lì!
In fondo il protagonista del libro è un sognatore, che poi sogni il tricolore e l'Artemio Franchi strapieno a festeggiare, piuttosto che un archivio storico ordinato e un Ufficio vivo, fatto di dipendenti consapevoli di produrre giornalmente documenti amministrativi che saranno storia...beh! Ognuno ha i suoi di sogni!
Nel tuo libro si rincorrono i personaggi, che tralasci di sviluppare concentrandoti sulle azioni in campo, sui pensieri intimi del protagonista (in parte autobiografico!?) e non ti nascondo che in alcuni tratti (non so il perchè :-) mi sembrava di rievocare atmosfere di altri libri sul calcio (primo fra tutti George Best, The Best, ma anche "Splendori e miserie del Gioco del calcio" di Galeano)...insomma, non penso di aver speso 9,99 euro inutilmente.
Ho apprezzato a pagina 85 il riferimento all'obiezione di coscienza e al mondo delle Pubbliche Assistenze e altrettanto significative sono le pagine 99 e seguenti.
Potrei annoiarti oltre con una analisi filologica del testo...ma i sogni e le passioni non possono sottostare a regole di scrittura e tantomeno lessicali.
Non ho un profilo Facebook, altrimenti non avrei esitato a scriverti sulla tua pagina.
Saluti
maurizio
E voi? Che cosa ne pensate di "Sogni di Tricolor"? Lasciate il vostro commento, qui, sui social, ai miei contatti, ricordandovi di usare #sogniditricolor.

domenica 8 gennaio 2017

Da Viola a Viola

Visto che a Pescara hanno deciso di continuare nel giochino del "sospendi e rimanda" che quest'anno pare vada molto di moda (Genoa, Crotone poi ri-iniziata ed appunto Pescara) ho deciso di non perdermi la mia dose di Viola settimanale e per l'importante appuntamento del torneo della Befana mi son fatto trovare pronto. Cos'hanno in comune Grosseto, Milano, Trento e Bologna? Apparentemente nulla ed invece sono proprio le città che hanno dato vita al torneo stesso con i viola dell'Invicta che mi hanno reso partecipe di una grande cavalcata. Sconfitti nella mattinata di ieri, nel pomeriggio affrontavano i temibili similSassuolo provenienti da (vicino) Trento. Probabilmente più preparati ed anche più grandi, il Sassuolo ha messo in difficoltà gli undici Viola che poi però si sono fatti trovare pronti al primo loro errore ("abbiamo ceduto Tata al Sassuolo") segnando e poi difendendo con le unghie e con i denti quel gol, ringraziando mira errata dei loro attaccanti ed un paio di grandi interventi difensivi tra cui una gran parata del portiere. Proprio uno dei difensori è il motivo della mia presenza sugli spalti del Calenzano Stadium, quel terzino sinistro che sentir definire "siamo tranquilli da quel lato tanto a sinistra c'è il Chigio" necessita obbligatoriamente di occhiali da sole. Sentirlo ed abbracciare il balordo della Palude sugli spalti mentre si dimena nervoso per il risultato in bilico, ha reso il pomeriggio di ieri e la mattina di oggi speciali. Stamani infatti le undici maglie viola, sfidando infortuni ed influenze sono andate ben oltre il "MINIMO DI CUORE" sindacale sfoderando un gran match contro una squadra bolognese ("dopo il sassuolo il PSG") che dall'alto del "la squadra più forte di Bologna" pensava di far un sol boccone dell'Invicta che ha tirato fuori orgoglio e spirito battagliero, alla faccia di avversari magari anche più forti ma anche rissosetti e polemici (questi che polemizzano in campo io proprio non li capisco e non li sopporto... :-) ) che ben presto si sono innervositi lasciando spazio alla difesa viola. E lì sono arrivati i rigori. "I rigori non li reggo" esordisce Chigio senior in tribuna ed invece gol dopo gol, la tensione s'è sciolta in un grande abbraccio, fiero di essere stato lì a darglielo per festeggiare la vittoria e l'accesso alla finale da svolgersi a Coverciano, per una soddisfazione enorme e meritata per i ragazzi arrivati da Grosseto
In finale non è andata benissimo, ma una grande impresa arrivando alla finale l'hanno fatta e se la sono giocata sul campo magico di Coverciano. Bravi ragazzi in Viola, un onore aver tifato per voi, un onore doppio averlo fatto accanto a quel GRAN balordo di amico che ho in palude. E siccome qualcuno ha chiesto "ora aspetto le pagelle"..... (mi scuso per imprecisioni ma "anzianitudine" e freddo non mi fanno ricordare tutti i nomi e magari me ne fanno sbagliare altri...):
Salva voto 8: rispettando il suo nome, salva il risultato contro il "sassuolo" con un miracolo e para un rigore decisivo contro il Psg
"5" voto 7: da libero vecchio stile non fa passare nessuno
Nicco voto 7: sia da esterno che da centrale aggiunto sempre presente
Buccia voto 7: non al meglio ma nella partita che conta fa appieno la sua parte
"Biondo" voto 7: gioca sulla fascia con grinta arrivando vicino al tiro in porta
"11" voto 7: gioca una partita fatta di recuperi e "spazzate"
Lorenzo Chigio 7,5: gioca un secondo tempo contro il Sassuolo davvero di categoria superiore, sempre puntuale nelle chiusure e nelle diagonali
"Alescarpegialle" 7,5: gioca una gran partita contro il Psg e tira un rigore impeccabile
"10" 7: di sostanza e di presenza
Matteo 7,5: rigore decisivo che apre le porte alla finale
LorenzoNove 7: fa respirare la squadra facendola salire

venerdì 6 gennaio 2017

Un gran bel rigore

Kiave di lettura n° 217

Ho ripreso un po' la mano a scrivere di libri, quindi sfrutto la scia e cerco di continuare a "raccontare" un po' dei libri letti che si erano, nel periodo di non recensioni, accumulati in attesa di trovare il loro scaffale nel mio personale Katalogo.
GIGI RIVA - "L'ultimo rigore di Faruk" - Sellerio
A differenza del suo tipo classico di regalo, questa volta la premessa a monte del pacchetto (GRAZIE!) era che invece che al "contrario" voleva essere il libro giusto.
L'argomento del libro è interessante ma anche di quelli che ti chiedi come possa essere affrontato in un modo diverso e con gli occhi o meglio la penna indirizzata verso una storia/un romanzo. Nel giugno del 1990 infatti si abbina ai mondiali in Italia, un evento di portata storica che riguarda le vicende jugoslave che portarono allo scioglimento della stessa nazione. Il libro prende spunto da una frase jugoslava che circola che fa riferimento al possibile cambiamento della storia se la Jugoslavia nei mondiali del 1990 avesse eliminato l'Argentina di Maradona ai rigori e fosse andata avanti magari verso la vittoria del torneo. La frase se la sente ripetere in continuazione Faruk Hadžibegić, protagonista del libro per essere stato il calciatore che in quella lotteria dei rigori contro l'Argentina ha fallito quello decisivo "se avesse segnato quel rigore forse la Jugoslavia non si sarebbe sciolta"
Il protagonista viene descritto dall'autore usando parole simili a quelle con cui Liga dipinge una delle sue canzoni "CHE NON TI SPORCHI NEANCHE LA MAGLIETTA" diventa nella descrizione di Faruk "quelli che il pubblico ama perchè escono sempre con la maglietta sudata" ed elemento caratterizzante di uno di quei giocatori che deve tirare la carretta sudando e sbattendosi in una squadra di stelle dai piedi buoni e dalla fantasia elevata "quanto allo sport si sono sempre voluti assimilare gli jugoslavi ai brasiliani. Brasiliani d'Europa si dice" tanto che l'allenatore "Professore" Osim in conferenza stampa definiva la sua "maggiore difficoltà quella di far convivere sei Roberto Baggio" e proprio di Baggino l'autore fa un breve ma perfetto dipinto "Roberto Baggio è la delizia, l'eroe atteso dei padroni di casa. Un funambolo dal tocco delicato come le sue ginocchia, uno di quei campioni che sono rara avis, panda da proteggere perchè eccedono se stessi". Il libro corre sulla descrizione di quel mondiale, sempre ben presente ma senza diventare mai cronaca sportiva, e su quella della storia di un paese che vede iniziare e soprattutto evolversi i moti di separatismo e di inizio di guerra. Viene descritta perfettamente la spinta indipendentista delle diverse nazioni e la difficoltà per calciatori all'interno dello stesso spogliatoio di viverla a pochi km di distanza con accanto compagni in realtà "nemici" ed ormai appartenenti ad un'altra nazione "ci sono uomini che incrociano la sorte personale con una storia più grande ed è in quell'incrocio, in quel meccanismo spesso perverso, che si rischia di essere stritolati se non si hanno le gambe ben piantate al suolo a dare un equilibrio, la stessa postura di quando bisogna fermare un avversario che ti vuole superare". E' un libro che ha in se vene evidenti di malinconia "da bambini l'allegria non è una faticosa conquista, è uno stato d'animo a portato di mano" e di un dipinto che affascina per il tramonto vicino di un'esperienza  e di un mondo affascinante "quando abbiamo consapevolezza delle cose ultime è sempre come se morissimo almeno un poco" ma non scade mai nel patetico o nel banale. Dipinge perfettamente quello che è il calcio in certi momenti "il confine tra ciò che è bene e ciò che è male è questione di centimetri e questo sì è il calcio perfetto" e come i protagonisti in quel campo/spogliatoio rivivono esperienze che ovviamente restano ben più importanti come quelle della vita "e siamo poco prima della pioggia. Talvolta la paura ha un odore"
La penna di Gigi Riva (che non è il calciatore come all'inizio ho avuto il dubbio fosse...) è davvero di quelle che descrivono senza troppi fronzoli e con la giusta capacità narrativa anche una trama non banale ed "a rischio" come questa, davvero una bella scoperta. Visto che non è un giallo ed anticipare il finale non provoca danni, chiudo con le ultime righe del libro, secondo me perfetta per la foto totale del libro:
"forse non ci sarebbe stata la guerra se avessimo vinto la coppa del mondo o forse non sarebbe andata davvero così, ma non mi impedisco di fantasticare....buonanotte jugoslavia"
BIGNAMI: davvero un libro che si legge tutto di un fiato, con il giusto mix tra storia reale e racconto calcistico, visto dagli occhi di un protagonista che ben presto diventa familiare. Giudizio meritato quindi di quattro stelle e mezzo su cinque.

martedì 3 gennaio 2017

Soliti momenti con Camilleri

Kiave di lettura n° 216

Non è certamente il primo libro con la sua firma presente nel mio Katalogo, sicuramente non sarà l'ultimo, ma era un bel po' che non tornavo a quello che ho definito come il mio "porto sicuro".
ANDREA CAMILLERI - "Certi momenti" - Chiarelettere
Regalato conoscendo la mia passione per Camilleri (GRAZIE!!!), mi sono immerso nella lettura di questo libro del grande scrittore siciliano con la curiosità di avere o meno la conferma di quello che era stato un inedito di successo poichè il libro in "italiano" letto e uno dei pochi senza Montalbano. Il libro è totalmente diverso e non si affida a personaggi inventati o romanzati ma ne descrive di reali alle prese con la conoscenza con lo stesso scrittore siciliano. I "certi momenti" del titolo sono brevi racconti di rapporti dello stesso Camilleri con personaggi più o meno famosi, senza un ordine prestabilito, senza un percorso cronologico, ma come tanti frammenti di diverso colore e con diverse sfumature: da incontri  di persone comuni "aveva uno sguardo straordinario: ebbi l'impressione che le sue pupille fossero entrate dentro le mie, scrutandomi a fondo." a quelle di colleghi famosi "lessi una decina di righe dedicate a me: non come scrittore ma come uomo e come siciliano. In quelle parole, che mi commossero profondamente, trovai la chiave del suo desiderio di conoscermi; che del resto era reciproco"; da persone dalle risposte coraggiose "significa signor colonnello che il culo di mia moglie vale quanto il culo della sua signora" a quelle di persone sagge "..jocati solamente i soldi che hai nella sacchetta. Pirchì abbisogna sempre stendiri lu pdei fino a quando il lenzolo teni".
Il mix è fatto di racconti con spunti ironici e divertenti ma anche di quelli che commuovono per periodo di incontro (ventennio fascista) o per la profondità di storie fatte di povertà o emarginazione; Camilleri ci accompagna in questo "VIAGGIO DI UNA VITA" senza una vera e propria storia, ma rendendo le mille che emergono come la trama davvero interessante della storia stessa
Manca forse il "sexappeal" di Montalbano o di una storia, i racconti in certi punti si frammentano e spezzano un po' il ritmo così come il racconto in italiano e non in siciliano può un po' spiazzare visto l'autore, ma la sua maestria è quella di non far notare tutto questo quasi per niente e "far filare la lettura che è un piacere". Ma d'altronde stiamo parlando di un Maestro...
BIGNAMI: Camilleri riesce ad essere avvincente ed a tenere attaccati agli sviluppi del libro il lettore anche senza una vera e propria storia; i libri "a racconti" od ad episodi non rientrano tra i miei preferiti, ma con lui si va sempre sul sicuro, così come il giudizio: tre stelle e mezzo (quasi quattro) su cinque.

domenica 1 gennaio 2017

Per il migliore inizio possibile...

Per il migliore inizio possibile, ho acceso il computer, aperto Chrome, selezionato sulla barra degli indirizzi:
e deciso di dire ad EMERGENCY "E CI SONO ANCH'IO" con un piccolo gesto ed una piccolissima spesa rispetto a quello che ogni giorno quest'organizzazione fa.
Mi è sembrato il modo migliore per iniziare questo 2017 e così ve lo consiglio. Pochi minuti, piccolo sacrificio ed una grande sensazione di aver iniziato il 2017 nel migliore dei modi. Se vi va... Emergency è lì che vi aspetta per augurarvi BUON ANNO....intanto lo faccio io.....AUGURI A TUTTI....Buon 2017...

mercoledì 28 dicembre 2016

Appuntamento fisso...

Kiave di lettura n° 215
Dopo un po' di assenza da questi "schermi", torna a farsi vivo Jo Nesbo ed il suo Harry Hole. Nuova puntata della serie, dal titolo:
JO NESBO - "Il leopardo" - Einaudi
Come detto anche anno scorso, la presenza di Harry Hole è una costante nelle mie vacanze estive. Pur pubblicando ora il post, anche la lettura di questo libro è avvenuta sotto l'ombrellone, per potergli dare il giusto e maggior spazio che le vicende "nesbiane" meritano.
Si parte come sempre da casi di omicidi efferati che spingono la polizia norvegese a (ri)contattare l'unico in grado di venire a capo dei killer seriali che da novità stanno diventando frequenti nella fredda Oslo. Ovviamente quell'unico è Harry Hole, che impegnato a placare il suo "TRAFFICO NELL'ANIMA" è rintanato dall'altro capo del mondo. La bella "esca" femminile di nome Kaja riesce nell'intento di scovarlo e far accendare il suo interesse al caso, mischiando vari aspetti di interesse, personali "che totale idiozia chiedersi a chi somigliasse lei. Sapeva a chi somigliava. Somigliava a Rakel. Somigliavano tutte a Rakel" e generali “L’ingiustizia è come il clima. Se non riesci a sopportarla devi andare a vivere altrove. L’ingiustizia non è un pezzo dell’ingranaggio. È l’ingranaggio stesso.”. I soliti fantasmi si annidano in Harry e la degenza in ospedale del padre non fa altro che accentuare pensieri e vuoti d'animo "impariamo con una tale maledetta lentezza che quando ci rendiamo conto di come stanno le cose è troppo tardi" che non gli impediscono però di avere la stessa marcia in più di tutti i precedenti "capitoli" della sua storia investigativa.
Tra colpi di scena e finali che sembrano arrivare a metà libro ed altro non sono che una banale inversione ad U della storia che invece riparte più veloce di prima, il libro come sempre tiene attaccato il lettore dall'inizio alla fine. Anche quando la storia sembra rallentare o perdersi nei meandri di indagini o troppo complicate o dalla soluzione imminente, la penna di Nesbo riesce a riportare ben viva l'attenzione di chi legge con l'inserimento di un colpo a sorpresa, di un nuovo personaggio o della vera sfumatura di una storia a cui aveva in precedenza lasciato i margini del dubbio.
Alcool, indagini "si ricorda meglio una persona che dorme perchè non ti guarda a sua volta e la puoi osservare indisturbato", fughe, delusioni "ti ho creduto veramente, Kaja. Perciò non mi resta che congratularmi per l'incarico portato felicemente a termine. Indugiò nell'ingresso, nel vuoto silenzioso che seguì lo schianto, la quiete improvvisa, il non essere, il piacevole nulla.", riabilitazioni e rivalutazioni, tradimenti "forse così per te è stato più facile tradirmi. Sapendo che ti avevo usata", indagini, inseguimenti, amori "Rakel c'è sempre stata vero? Si Rakel c'è sempre stata", sospettati e veri assassini seriali sono i consueti ingredienti di un thriller giallo arrivato all'ennesima nuova puntata senza però per questo perdere nessuno dei suoi sapori più gustosi.
BIGNAMI: nuovo successo per Nesbo e nuovo libro da inserire nel mio katalogo con particolare orgoglio e con un bel 4 stelle piene ed abbondanti su cinque come valutazione. Alla prossima Harry. 

venerdì 23 dicembre 2016

Auguri speciali, GUAI a chi ci sveglia

Per augurarvi un Natale da Sogni vi ho dato il miglior suggerimento possibile, quello che vi suggeriva di usare Amazon per mettere sotto l'albero di Natale o per cominciare a leggerlo nel pomeriggio di festa "post-abbuffata" il libro dalla splendida copertina rossa che recita: 
ENZO SUSINI
SOGNI DI TRICOLOR
Edizioni GoWare - Collana Pesci Rossi
Ma per salutarvi proprio e farvi i più sinceri "AUGURI DA ME" ho deciso di tornare indietro di qualche settimana, più precisamente ad un giovedì speciale....da sogno....
Ecco il mio augurio parte da quel giovedì davvero da brividi e mette insieme un po' di cose di quella serata davvero speciale.
Alcune che avete già visto ed altre che invece sono NUOVE per l'occasione.
Modo non troppo originale forse, ma essendo stato per me DAVVERO molto speciale quel giovedì voglio "riproporvelo" per augurare a tutti voi delle giornate altrettanto speciali.
Quindi buona "visione", auguri e BUONI SOGNI....e guai a chi ci sveglia....