sabato 16 marzo 2019

Vento e tradizioni

Kiave di lettura n° 329
Campionato - 28^
CAGLIARI - FIORENTINA = 2 - 1
GOAL: Joao Pedro, Ceppitelli, CHIESA
LE PAGELLE
TERRACCIANO 5 +
Due mezze frittate sui due gol annullati e su un rinvio sballato. Due belle parate e due uscite importanti annullati dall'immobilità sul gol
MILENKOVIC 4,5
Colpevole sul gol iniziale, sbaglia tutto in impostazione e soffre in copertura
PEZZELLA 5,5
Lotta ma sembra non avere il solito smalto
CECCHERINI 6
Lotta con un cliente non facile e non demerita
BIRAGHI 6 - - 
Mette un bel cross nel primo tempo, poi poco altro se non una grinta comunque apprezzabile nel finale
BENASSI 5
Poco in fase di copertura, mai propositivo in avanti
NOORGARD 5
Per il suo passo compassato non era la partita giusta
GERSON 5 +
Il più per il lancio a Chiesa nel finale, fino ad allora la solita partita inutile
CHIESA 6,5
Non brillante e spesso falloso. Ma accende un briciolo di speranze e soprattutto lotta in modo incredibile
MURIEL 5
Serata proprio no
MIRALLAS 5 +
L'unico tiro in porta fino a due minuti dalla fine è il suo. Tranne quello poco o niente.
SIMEONE 5
Non entrato in partita e forse nemmeno in campo
DABO 5,5
Non fa granchè se non dare un po' di peso in mezzo al campo
ALL. PIOLI 4,5
Primo tempo nullo, secondo tempo in balia delle onde. Cambio marcia non pervenuto.
IL MIGLIORE: CHIESA
Il Peggiore: MILENKOVIC
LA PARTITA

L'assenza di Veretout fa togliere la naftalina a Noorgard. Gerson ovviamente non si tocca, ci mancherebbe e davanti Mirallas completa il tridente offensivo relegando il Cholito in panchina. Dopo un gol annullato per ingresso cagliaritano in area anticipato rispetto al possibile, il primo tempo è fatto di noia e vento. "Pare si sia a favore di vento" ma nessuno se ne accorge. Un tiro di Cacciatore ed uno di Mirallas, due belle respinte dei portieri e finisce il primo tempo. Anzi no, dimenticavo la cosa più importante. attorno al ventesimo il telecronista Sky ci racconta che "a Joao Pedro manca il gol da tre mesi". Da conoscitore di "VITA MORTE E MIRACOLI" della tradizione viola, mi segno la cosa convinto che potrebbe tornare utile.
Nella ripresa bastano cinque minuti per capire che il Cagliari il vento a favore lo sfrutterà. Terracciano prima risponde presente, poi rischia di regalare l'assist agli avversari. Soffriamo l'intensità e non reggiamo l'ondata cagliaritana tanto che da un cross tagliato sbuca dietro Milenkovic....indovinate chi? Bravi. Joao Pedro che rompe il digiuno trimestrale.Non contenti prendiamo gol dopo altri due minuti da centrocampo da un altro bomber (Cigarini) che però fa l'errore di avere fretta e di tirare "di prima" una punizione "di seconda". Ma solo questione di tempo. Dopo una decina di minuti in cui praticamente non la vediamo mai, Ceppitelli stacca più alto e colpisce. Famoso bomber Ceppitelli al primo gol stagionale e quarto in A. Basta così? No. Terracciano ci mette un paio di pezze e JoaoTrimestrale colpisce la traversa. Non perviene nessuna reazione fino a due minuti dalla fine quando, in contropiede, Chiesa brucia tutti in velocità, si fa tutto il campo e trova il paletto interno lontano. Potrebbe riaprirsi la partita se solo avessimo idea di cosa vuol dire provarci. Tranne qualche strappo del solito immenso Fede (che anche quando come oggi la vede poco non puoi non applaudirlo) non troviamo lo spunto che potrebbe portarci un impensabile pareggio, ed onestamente, fosse arrivato, sarebbe stato un furto. Finisce 2-1 e non ci va neanche male "al ritorno la ribaltiamo".
Le nostre speranze europee (se mai ne avessimo avute) vedono scrivere probabilmente la parola fine oggi. Era obbligatorio vincere ed invece dobbiamo "esser contenti" (SIGH) di non aver preso una sonora "riballata".  Affrontare una squadra di carattere e fisico con un centrocampo a tre, leggero ed anemico è consegnare la partita in mano avversaria. La mancanza di un gioco a cui appellarsi e la serata no degli unici due in grado di "far male" agli avversari ha fatto il resto. Tranne il gol di Chiesa (minuto 88) abbiamo tirato verso la porta due volte: Mirallas nel primo tempo (ben respinta) e Muriel nella ripresa (ampiamente fuori). In una partita che doveva essere decisiva e che per quaranta minuti ci vedeva a rincorrere la squadra avversaria, che è bene ricordare era il Cagliari e non il Barcellona. Il rammarico è che in questo campionato basterebbe davvero poco, gli ultimi due minuti di questa partita l'hanno dimostrato: totalmente nulli per tutta la gara, poi una giocata del nostro Fenomeno e qualche palla "in the box" e il pari sembrava alla portata. Il tutto con solo caos e due minuti. Pensa con organizzazione di gioco e abitudine a giocare. Anzi, meglio non pensarci.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...oooh guarda 'unvedevo l'ora...in tempo per vedere uno spettacolo indegno...comunque 'unnera facile indovinarlo Joao Pedro, prova con il prossimo vediamo se tu ce la fai...anche Ceppitelli, son numeri forti..."

lunedì 11 marzo 2019

Stranamente pareggio...

Campionato - 27^
FIORENTINA - LAZIO = 1 - 1 
GOAL: IMMOBILE, MURIEL
LE PAGELLE
TERRACCIANO 7
Esordio davvero notevole. Sul gol non è perfetto ma dopo compie almeno tre interventi salvarisultato che ci fanno rimanere in partita
MILENKOVIC 6
In difesa c'è quando spinge meno, partita sufficiente
PEZZELLA 6 -
In difficoltà in alcune giocate avversarie, lo salva l'esperienza ed il piazzamento
CECCHERINI 6
La solita gara fatta di grinta e qualche sbavatura
BIRAGHI 5
E' appannato da un po' forse dovrebbe tirare un po' il fiato
VERETOUT 5,5
Non riparte quasi mai coi tempi giusti, prova a portare ritmo e corsa
EDIMILSON 5 
Gara difficile e non sufficiente
BENASSI 5,5
Ritmo ridotto, solo in un paio di occasioni riesce a ripartire col passo giusto
CHIESA SV
Peccato ed ancora peccato per l'infortunio, speriamo che non sia niente di grave
MURIEL 7
Ha un'incidenza pazzesca sulla nostra produttività offensiva
GERSON 5
Sono finiti i commenti possibili o meglio sono sempre gli stessi
SIMEONE 6,5
Entra bene in partita e ci prova in tutti i modi
MIRALLAS 7  -
Come il Cholito ce la mette tutta per dare il suo apporto, riuscendo a piazzare un assist fondamentale. Il meno perchè sull'assist di Simeone si poteva far meglio
VITOR HUGO SV
ALL. PIOLI 5,5
La squadra reagisce con lo spirito che ha ma resta un grande assente: il gioco
IL MIGLIORE: TERRACCIANO
Il Peggiore: GERSON
LA PARTITA
Ed alla fine arrivò il pareggio. Sembra davvero incredibile, ma ci siamo riusciti. Prima o poi doveva succedere anche a noi no? 
Così come non ci ci capitava da "TANTO ORA E ALLORA E ANCORA" ci ritroviamo a mettere quel segno X sul risultato finale.
Il problema è che anche la partita ha detto più o meno quello che da tempo dicono le partite in viola. Abbiamo cuore, ci mettiamo spirito e gambe ma quando si tratta di giocare la partita siamo quasi sempre schiacciati se troviamo di fronte chi ha un gioco o un'idea di schema tattico da seguire. Nel primo tempo la Lazio ha dominato ed avrebbe meritato un vantaggio maggiore, che solo il grande esordio di Terracciano ha impedito. Chiamato a giocare da titolare infatti, il nostro "numero 12" è stato un po' titubante sul gol avversario ma poi ha messo in fila tre interventi davvero decisivi impedendo ai laziesi di dilagare. Davvero notevole l'intervento che una splendida deviazione fa battere il pallone calciato da Immobile sul palo. Di gioco viola nemmeno l'ombra, di reazione poca o punta. Facciamo parlare di noi solo con la sostituzione di Chiesa "in che senso esce Chiesa? 'unsipole mica...." che fa scuotere la testa a tutti, vedendo nei suoi scatti le uniche arme a disposizione. Non ci affacciamo mai nell'area avversaria e sembra molto più vicino il colpo del ko che non il pareggio.
Nella ripresa con l'ingresso di Mirallas qualcosina sul piano della velocità migliora e proprio da un suo sprint sulla fascia Muriel riesce a riportarci in parità. Sull'entusiasmo Simeone bissa l'azione di domenica a Bergamo e mette un assist perfetto per lo stesso Mirallas che come Laurini domenica scorsa spreca malamente. Due lampi in un secondo tempo più equilibrato che sostanzialmente legittima il pareggio, anche se forse "a Lazio" non sarebbero molto d'accordo con questa valutazione viste le occasioni avute.
Il tredicesimo pareggio (record della Serie A) ci conferma al decimo posto ed a sette punti dall'ultima piazza europea e da quel settimo posto visto come prestigioso obiettivo stagionale da parte della proprietà. E' un peccato vedere come lo straordinario impatto avuto da Muriel in questa squadra sia vanificato da un gioco che non c'è e da una solidità difensiva che è solo un lontanissimo ricordo. Come per i pareggi, i commenti alla fine si assomigliano. Ma spunti diversi è difficile davvero trovarne.
FORZA VIOLA....sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...tu vorrai dire che non mi aspettavo proprio Terracciano...ma 'un c'era Lupatelli con Sepe....?!?! Ivan invece l'ho rivisto anche sabato al mercato...se 'un tu sai che l'è lui non lo riconosci....peggio di Pasqual, lui si riconosce(va) sempre... : - )"

sabato 9 marzo 2019

Più che un fan...

“...più che un fan, uno stalker...”
Con questa definizione del Capitano che mi girava in testa (una delle più azzeccate e di cui sono più orgoglioso), giovedì ho aspettato mezzanotte come i bambini aspettano Natale. Come un tempo aspettavo mezzogiorno per la consegna del corriere allo Yellow di turno. “QUELLA CHE FACCIA CHE HO” è la sempre la stessa, invecchiata ma sempre in trepidante attesa.
Ascoltato la prima volta con un occhio aperto ed uno chiuso, ascoltato meglio in macchina. Riascoltato con calma. Avviso ai naviganti, OCCHIO che potrebbe essere molto “pericoloso”
Come sempre, BENTORNATO Poeta. Ci vediamo presto, in giro, anche questo come da tradizione, come scrivevo ieri. Diversa ma anche questa sempre rispettata.

venerdì 8 marzo 2019

Ripetere le tradizioni

Kiave di lettura n° 328
Ci sono piccole tradizioni. Come un ramoscello di mimosa, come un semplice ma sentito augurio.
Ma anche come quella di non avere troppa fantasia nell'inventarsi parole di accompagnamento, quasi come che il fatto che "LE DONNE LO SANNO COMUNQUE PER PRIME" in qualche modo auto-giustificasse dal trovarne di nuove, uniche, originali.
Ma le piccole tradizioni sono tali perché ti permettono di ripeterti e non sembrare banale (si spera) se oltre alle parole già usate ci metti qualcos'altro. Un pensiero, vero e sincero
Quello non dovrebbe mancare mai e questa giornata dovrebbe far da buon promemoria e da spunto per andare oltre.
Come ogni volta, lego a quel rametto giallo della tradizione qualcosa di rosso, purtroppo dell'attualità. Troppe cose rosse, quelle scarpe che sembrano infinite e nonostante questo sembrano lo stesso aumentare sempre di più. E davanti a questa immagine dobbiamo capire tutti che quella tradizione colorata di giallo finisce nella banalità se il pensiero non va oltre, ogni giorno che accompagna oggi. Per evitarlo, dobbiamo tenerlo come promemoria costante. Sempre.
Nel mio piccolo "riciclo" (di nuovo) qualcosa che ho scritto un po' di tempo fa. Come dicevo, rispettando una piccola tradizione per allargare lo sguardo.
.....
al limite del piacere
al limite dell'orrore
conoscono posti in cui non vai
non vai
le donne lo sanno
che niente è perduto 
che il cielo è leggero
però non è vuoto
le donne lo sanno
le donne l'han sempre saputo
Magari portandosi e portandoti al limite, arrivano e ti portano in posti in cui da solo non arriveresti mai, facendoti capire che il cielo che immaginavi vuoto e perduto in realtà era soltanto mancante di altre presenze che lo illuminassero, un cielo che quindi si trasforma da senza piacere ed un pò vuoto ad un cielo semplicemente LEGGERO
.....

lunedì 4 marzo 2019

Un anno...ed ancora in silenzio...

Non servivano tutte le manifestazioni di questi giorni per ricordarmi di te caro Davide. Per tanti motivi ovvi (e per alcuni meno) la tua vicenda e la tua scomparsa hanno lasciato un grande segno dentro ed è "SEMPRE LI' LI' NEL MEZZO" a farsi sentire. Ieri, scrivendo le mie solite bischerate sulla partita della nostra Viola, arrivati al tuo minuto ed al tributo che ti hanno riservato a Bergamo ho scritto che "non c'era altro da commentare". E non è stato solo Bergamo a tributarti quel giusto e commosso saluto. Ogni campo d'Italia. Ed io continuo ad aggiungere, che non c'è altro....da aggiungere. Un anno fa, al ritorno da Piazza Santa Croce ho provato a scrivere qualcosa. Quel post l'ho intitolato "in silenzio" e se ci pensi bene è un controsenso, dire di non aver parole ed invece provare a scriverle. Un controsenso come quella maledetta domenica mattina di un anno fa. Come quel vuoto innaturale nei giorni successivi. Come quel nodo alla gola quella mattina, in una piazza piena ed in lacrime per salutarti per l'ultima volta. 
Come allora sono fermo ed in silenzio, oggi davanti ai video che in questi giorni ti omaggiano in ogni modo. Un "silenzio fermo" interrotto, come un anno fa, solo dagli occhiali scuri e da fazzoletti ad asciugarmi la congiuntivite di troppo. Chi le parole giuste è riuscito a trovarle dice "...difficile riprendersi. Puoi aver visto tanto o tantissimo sulla strada dei tuoi viaggi, ma questa storia resta un pugno violento all'altezza dello stomaco...".
E' Benedetto Ferrara a cui lascio il perfetto saluto e le giuste parole.
Qua, come puoi vedere, il segno che hai lasciato è indelebile, oggi come un anno fa e come allora ti saluto senza aggiungere altro. Ciao Davide. Fai buon viaggio. 

domenica 3 marzo 2019

Senza partita...

Campionato - 26^ giornata
ATALANTA - FIORENTINA = 3 - 1
GOAL: Muriel, Ilicic, Gomez, Gosens
LE PAGELLE
LAFONT 6,5
Prova a tenerci a galla con qualche parata interessante
MILENKOVIC 4,5
Non prende mai Gomez ed è colpevole sul gol del vantaggio, spesso fuori ruolo e molto falloso
PEZZELLA 5
Al rientro, ci prova di esperienza ma fatica molto
CECCHERINI 5,5
Molto grintoso forse anche troppo ma il meno peggio in difesa
LAURINI 4,5
Non è giocatore da serie A si vede con l'errore sul gol mangiato e sul gol del tre a uno subito
EDIMILSON 5
In costante inferiorità numerica non riesce mai a dare equilibrio al centrocampo
VERETOUT 6
Ci prova a non mollare anche con qualche calcione per farsi sentire
BIRAGHI 5
Da difensore balla tremendamente, in avanti non si vede mai
CHIESA 7 +
Fischiato costantemente fa una partita eccezionale, con giocate "da grande" pur nel deserto generale
SIMEONE 5 +
Ci prova con un assist bellissimo nel primo tempo e con tanta corsa, ma ci riesce poco o niente
MURIEL 6,5
Bellissimo gol e tanti tentativi quando riesce ad avere lo spazio per andare in profondità
VITOR HUGO SV
DABO SV
PJACA SV
ALL. PIOLI 4,5
Squadra poco comprensibile e soprattutto costantemente senza un gioco al cospetto di una squadra vera
IL MIGLIORE: CHIESA
IL Peggiore: Laurini
LA PARTITA
Il mister decide di affrontare nuovamente l'Atalanta con cinque difensori (stavolta puri con Laurini al posto di Dabo) con la variante di una punta al posto di un centrocampista inserendo infatti il Cholito dall'inizio. Nemmeno il tempo di incazzarsi per gli assordanti fischi preventivi a Chiesa per le dichiarazioni del sempre simpaticissimo Gasperini e De Roon decide di farsi male da solo: palla a Muriel a difesa scoperta. Il colombiano salta l'avversario diretto e prende il punto più lontano della porta. Due minuti e siamo avanti. L'Atalanta sembra non trovare il bandolo della matassa e Chiesa decide di fare tutto da sè con una sgroppata di mezzo campo conclusa con un bel diagonale che Gollini responge con la punta del piede. Sul capovolgimento di fronte Ilicic cerca giocata importante ma la risposta della difesa c'è.
Poi arriva il minuto tredici. Palla fuori ed applausi per quel sorriso di Davide sul tabellone. "Davide Astori" si alza da tutto lo stadio per tutto quel minuto. Non c'è bisogno di aggiungere altro.
Purtroppo bisogna ricominciare. E Gomez si prende la ribalta attorno al minuto venti con un tiro da fuori centrale ma forte, un tiro da fuori a rientrare non impossibile ed un angolo dalla traiettoria pericolosa. Con i minuti che passano sembra che l'Atalanta prenda campo e Ilicic con il destro impegna Lafont. Poi su una punizione dal limite ci scordiamo di coprire la palla che viene recapitata allo sloveno che trova la deviazione di Biraghi ed il pareggio. Avremmo l'occasione per riportarci avanti ma la palla buona capita a Laurini che credo non abbiamo mai tirato (e quindi segnato) in vita sua ed infatti con mezza porta aperta e con nessuno davanti trova il corpo di Gollini. Mentre siamo ancora a imprecare per questo, il Papu decide di andarsene dalla propria tre quarti Milenkovic è altissimo e non lo può prendere per il passo diverso, servirebbe un fallo. Niente e quindi subiamo lo stesso gol di mercoledì solo questa volta il Papu fa tutto da solo e tira angolato. Da questo punto in punto è un monologo con un gioco atalantino che non fermiamo mai. Gomez da fuori, Mancini di tacco da angolo, Djimisiti di testa alto. Salvo una magia vera e propria di Chiesa che aveva regalato un pallone di platino recuperato dal fondo con un allungo spaventoso, non produciamo niente ed andiamo all'intervallo sotto ma ancora in partita.
Si riprende da dove avevamo lasciato con l'Atalanta padrone del campo e noi che sulle marcature dei tre davanti avversari ci capiamo poco o anche meno. Così attorno al quarto d'ora non c'è da meravigliarsi se con i nerazzurri che "SPINGE SUL GAS" balliamo clamorosamente. Così punizione di Ilicic respinta, testa del solito impronunciabile Djijmsiti che per poco non porta al gol Zapata, poi Gosens e Gomez fanno i brasiliani sulla fascia di nuovo Zapata in ritardo ma Ilicic la recupera rimette in mezzo e testa di Gosens solo. Tre a uno più che meritato. Onestamente non sembriamo rientrati in campo e solo il solito fenomeno può darci una mano. Come sempre risponde presente alla chiamata e trova la giocata ma la traversa dice no. L'altra speranza è sperare in qualche cambio: Vitor Hugo e Dabo. Vabbè, scherzavo. Così è ancora l'Atalanta a sfiorare il gol con Gomez e Freuler soli davanti a Lafont che ci graziano. Finisce 3-1 e sinceramente non ci va neanche male.
"Stesso discorso di mercoledì, loro hanno un allenatore noi ci affidiamo ai colpi dei singoli (quasi sempre del singolo)" con questa perfetta frase di Matte si potrebbe anche non aggiungere altro come commento. Abbiamo fatto dieci minuti di strappi con un Chiesa sempre più leader. Poi la squadra vera in campo ha preso il pallino ed arrivederci. Non sapevamo come ribattere e ci siamo legati mani e piedi con lo stesso schema di gioco che mercoledì ci aveva messo in difficoltà. La pochezza nostra a confronto della loro organizzazione di gioco è stata davvero evidente. Ci allontaniamo ulteriormente dall'Europa, siamo decimi, ma non mi riesco neanche a meravigliare troppo. Purtroppo. Siamo grintosi, anche ordinati. Ma il calcio è altro. Ed allora o ci salva il solito (al limite Muriel) o siamo praticamente nulli. E con queste premesse, anche in un campionato sostanzialmente ridicolo come questo, si va da poche parti. E pensare che basterebbe davvero poco.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...muah, visti 10 minuti..di più non ce la faccio...ma quei dieci minuti...uhhh di nulla..."

venerdì 1 marzo 2019

E' inquietante...

Kiave di lettura n° 327
E' incredibile come ogni volta che sembra arrivato il punto massimo, o meglio minimo, della vicenda si riesca sempre ad andare oltre.
E' un mix ben riuscito "FRA DISTRUZIONE E MERAVIGLIA" la sensazione che arriva quando di nuovo vedi salire alla ribalta con novità orribili, una vicenda che comunque per la sua oscenità già sapevi non si sarebbe mai chiusa nella tua testa e soprattutto nel tuo cuore.
E' l'insieme di schifo e vergogna che ti assale ogni volta che vedi che di quella pentola di obbrobri che è il caso di Stefano Cucchi non si arriva mai a vedere la fine ed ogni volta che qualche coperchio si sposta un po' filtra orrore e rabbia.
E' inquietante la nuova pagina di questa vicenda: "quello che sta emergendo fa rabbrividire, fa paura" ha dichiarato Ilaria Cucchi dopo la deposizione del generale Tomasone (clicca qui per leggere le parole di Ilaria Cucchi e qui invece per il resoconto degli ultimi sviluppi della vicenda). Credo che come sempre sia stata molto chiara, ma anche fin troppo gentile nei confronti di istituzioni e stato (rigorosamente minuscole) che hanno scritto sulla pelle della famiglia Cucchi una delle pagine più vergognose della storia di questo paese.
E' proprio SULLA MIA PELLE che ho sentito e sento ogni volta l'orrore e penso (ma non posso capirlo ovviamente) a come debba essere per la famiglia. SULLA MIA PELLE proprio come il titolo del film che invito (di nuovo, visto che ne avevo già scritto qui) tutti a farsi forza e guardare.
E' troppo importante non abbandonare questa storia, neanche adesso, soprattutto adesso. Chi pensa di poter giocare/scherzare/coprire/violentare ancora Stefano ed il suo ricordo deve capire che non potrà farlo nel silenzio, come purtroppo invece è già stato fatto. Ogni volta ripeterlo fa più male, fa più rabbia, fa più schifo. Ma non dobbiamo smettere di farlo.
E' solo chiedendo giustizia per Stefano, chiarezza per tutti (TUTTI) gli aspetti della vicenda e condanne per chiunque (CHIUNQUE) abbia violentato il senso di umanità giustizia che si può sperare di non continuare a torturare Stefano e la sua famiglia.
E' forte e immenso il mio abbraccio per Ilaria e la sua famiglia.

giovedì 28 febbraio 2019

Ri - tre a tre

Coppa Italia - Semifinale Andata
FIORENTINA - ATALANTA = 3 - 3
GOAL: Gomez, Pasalic, Chiesa, Benassi, De Roon, Muriel
LE PAGELLE
LAFONT 5 +
Bell'intervento di puro istinto nel primo tempo, prende un gol sotto le gambe (colpevole?) e sbaglia l'uscita sul terzo gol. Immobile sulla traversa finale
MILENKOVIC 6 - 
Tiene la posizione con un po' di fatica ma mette anche alcune pezze
CECCHERINI 6 +
Gagliardo, sembra quello più in palla in difesa
VITOR HUGO 4,5
Ilicic lo fa ammattire e lui è spesso fuori posizione
DABO 5 +
In un ruolo non suo ci mette il solito entusiasmo ma è spesso in difficoltà
BENASSI 6,5
Bello e fondamentale il suo gol
VERETOUT 5,5
In affanno più del solito specie senza Edimilson
GERSON 5
Quando esce il centrocampo si ritrova, magari è solo un caso...
BIRAGHI 5,5
Sbaglia praticamente ogni cross ma riesce a proporsi con costanza
CHIESA 8
Strapotere fisico e tecnico al limite dell'imbarazzante
MURIEL 7
Mezzo assist ed un gol dopo un periodo di appannamento
SIMEONE 6,5
Entra nel migliore dei modi in partita partecipando anche all'azione del gol del pari finale
EDIMILSON 6
Sbaglia un paio di conclusioni ma c'è e si fa sentire
LAURINI SV
ALL. PIOLI 5
Sbaglia clamorosamente e praticamente tutto per oltre un tempo, poi San Chiesa lo riporta due volte in partita
IL MIGLIORE: CHIESA
IL Peggiore: VITOR HUGO
LA PARTITA
Era una serata speciale per Firenze. Un po' per l'avvicinarsi dell'anniversario del saluto a Davide, un po' per una semifinale che potrebbe aprire le porte di una finale speciale per i colori viola. 
Caso ed eliminazioni a sorpresa hanno fatto sì che come avversario ci fosse non una super big ma una squadra bella ed ambiziosa ma sostanzialmente del nostro stesso rango: l'Atalanta. Stessa considerazione non deve essere stata fatta dal mister che ha rinunciato al tridente e impostato una squadra con tre+due difensori facendo giocare così Dabo in un ruolo non suo, mettendo Vitor Hugo in totale difficoltà visto che da subito ha ballato in una posizione innaturale e contro un avversario che non gliel'ha mai fatta vedere ed in generale snaturando buona parte della squadra e del suo gioco. Gerson confermato titolare e questo basta per dire che sulle scelte ci sarebbe da discutere a lungolungolungo.
Pronti via e "bada Lerc che verve che c'ha" mette alla prova i riflessi di Lafont; l'Atalanta gioca meglio ed è padrona del campo tanto che sull'ennesimo intervento sbagliato di Hugo sempre Ilicic si fa tutto il campo e taglia dentro un assist perfetto per Gomez. Il Papu salta il nostro portierino ed è vantaggio bergamasco. Il tempo di bestemmiare e la scena si ripete con assist del solito sloveno che mette solo davanti a Lafont stavolta Pasalic, risultato identico con tiro ravvicinato ma centrale. 0-2. Sembra che non ci siano vie d'uscita. Palla costante sui piedi del 72 nerazzurro e noi in sofferenza. Poi come ormai previsto dal "nostro unico schema" si accende quel fenomeno che abbiamo. Va a portare un pressing solitario sull'ultimo uomo, ruba palla nella nostra metà campo e vola in porta riaprendo il match. Noi e la nostra partita abbiamo finalmente una scossa che la squadra asseconda e dopo pochi minuti Benassi in girata trova il pareggio. Dieci alla fine del primo tempo e 2-2, praticamente impensabile visto quanto espresso in campo. L'Atalanta resta col pallino in mano ma si arriva all'intervallo così.
Quando le squadre tornano dagli spogliatoi, ci aspetteremo qualche modifica, ma in realtà i cambiamenti sono limitati visto che Hugo (anche ammonito) è ancora in campo anche se lascia la marcatura dell'ex sloveno a Ceccherini. In realtà qualche miglioramento nella manovra c'è solo quando il solito insufficiente Gerson lascia il posto ad Edimilson. Il gioco finalmente ha anche i colori viola e sfioriamo addirittura il vantaggio con un colpo di testa fuori di poco. Sembra incredibile, ma proprio nel momento in cui stavamo piano piano rialzando la testa la nostra "PORTA NON SI CHIUDE BENE" per la terza volta. Dopo un'uscita così così di Lafont infatti De Roon tira una "discreta susta" e siamo di nuovo sotto.  La squadra accusa il colpo e l'unica cosa che ci viene in mente a tutti è "o ci pensa Chiesa.....". Così, su un bello spunto del Cholito finalmente entrato, Fede nostro semina l'avversario diretto sulla fascia e mette perfettamente sui piedi di Muriel al centro che avendo seguito l'azione adesso deve solo appoggiarla dentro. Siamo di nuovo pari. Sembra a questo punto che possa succedere di tutto ma le squadre si appoggiano sul risultato fino a pochi istanti dalla fine quando Hateboer decide di farci prendere l'ultimo spavento con un colpo di testa che si stampa sulla traversa. Finisce 3-3 esattamente come domenica contro l'Inter o come nella matta partita contro la Samp (clicca qui per ri-leggere il commento alla giornata dello splendido esordio di Muriel).
Peccato. Di nuovo peccato. Abbiamo buttato via secondo me un'occasione molto importante giocandocela male e lasciando spazio e campo ad un'Atalanta che non chiedeva di meglio. Assurda la mossa Hugo su Ilicic, ancora di più snaturarci per non si capisce quale tattica di controllo degli avversari. La voglia e la compattezza di questa squadra, ma soprattutto un fenomeno dal numero 25, ci ha permesso di tenerla aperta fino ad aprile questa semifinale, perché oggettivamente a livello di impressione generale e di gioco, loro sembravano sempre saper cosa fare e come giocare, noi quasi mai se si eccettua il nostro unico schema (palla a Chiesa) e qualche piccolo corollario (la corsa di Muriel, la vena realizzativa di Benassi, la grinta di Veretout). Non sarà facile, ma nemmeno impossibile. Ricordiamoci sempre che parliamo di avversari importanti ma non esattamente di fenomeni e che il rispetto va benissimo ma la soggezione...molto meno. In attesa del ritorno....
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...fino al 2-2 si faceva pena...vi faceva cacare Ilicic...invece il Vitor Hugo di oggi è lo stesso dell'anno scorso o un altro giocatore?..."

mercoledì 27 febbraio 2019

XX anni


Quando fai presente a qualcuno "sono XX anni che mi occupo di questo, lo saprò no?" devi essere davvero davvero davvero (oh, ma davvero) sicuro di sapere tutto di quell'argomento perché altrimenti diventa un'autodenuncia di fallimento. 
Tra l'altro datata XX anni che quindi sfiora la recidività e la bancarotta fraudolenta.

sabato 23 febbraio 2019

Ostacoli da corsa

Kiave di lettura n° 326
Riprendere scarpette e "tuta preistorica" per provare a fare fiato non è mai banale. Da un po' di tempo ci sto provando, cercando di superare le scuse che spesso metto nel mezzo e mi fermano prima di mettermi appunto le scarpe, che concordo con quanto letto un po' di tempo fa (cit. Paolo Nori):  è l'ostacolo più grande da superare per chi vuol andare a correre. Scavallato quell'ostacolo, "tirate le stringhe e presa la porta" il resto vien da sé. Anzi. Una volta uscito, inseriti gli auricolari e fatta partire un po' di musica, la parte difficile svanisce e comincia quella positiva. Parlo di quella sensazione legata al saper tenere un buon passo, quella che ti arriva vedendo scorrere piano il paesaggio intorno, quella che senti partire da dentro quando ascolti un pezzo che riesci a canticchiare anche correndo. Tutte sensazioni che  mescolandosi riescono a darti una scossa positiva, quella che spesso ti serve per "scaricare". Pensieri, giornate, noie
A volte quella scossa particolare la cerchi così tanto che lo scarico non è l'effetto della corsa, ma la vera e propria causa di essere lì in una tuta dagli anni innumerevoli a sudare. Quella che ti ha portato a vestirti da corsa e di corsa appena tornato a casa ed attaccare Runtastic sperando di non doverlo staccare troppo presto. Il percorso è sempre il solito ed il random musicale è più o meno la giusta compagnia per te che "TIENI GIU' LA TESTA" e spingi nei momenti di piccola salita e/o ti godi la testa alta dei momenti in cui serve respirare un po' di più. E' quando arriva "la verità" nel random che ti accorgi che quella esigenza che ti ha spinto ad andare a correre per smaltire la giornata è esattamente come la consapevolezza che senti, quella racchiusa in "la verità che arriva silenziosa e disturba sempre un po' qualcosa" che racconta il buon Vasco. E sai che la giornata con i suoi pesi non si volatizzerà certo del tutto ma almeno quella morsa che non sai "quanto costa, che cos'è, che faccia ha" si allenterà un po' ed anche se magari tornerà a stringere domani (perchè alla fine a quelle domande sai rispondere eccome), mentre senti i muscoli faticare sei certo che l'obiettivo è centrato. O meglio l'ostacolo di riuscire a mettersi le scarpe ed andare a correre non è mai stato così agevole da superare. Quell'esigenza di scaricare, magari anche solo temporaneamente, è soddisfatta ed anche la verifica del tempo/percorso su Runtastic a sessione terminata è sì un gesto che compi in maniera istintiva, ma non essendo più così importante passa in secondo piano e "si imbosca tra le nuvole".

lunedì 18 febbraio 2019

Prova provata


La cosa triste non è tanto cosa voteranno gli iscritti del Movimento Cinque Stelle, ma che non si rendano conto che il semplice fatto di interrogarsi (in modo incomprensibile..."financo"...nelle modalità e nel quesito) è la "prova provata" del loro fallimento. Quale sarà il risultato e come arriverà è il meno di fronte all'accordo di Governo, all'appiattimento nei confronti degli alleati ed alla possibile scialuppa di salvataggio per quello che loro stessi un tempo definivano (giustamente) "impresentabile". Quindi giocate pure con Rousseau, il risultato è ininfluente. 

sabato 16 febbraio 2019

Bordelli non tradisce...

Kiave di lettura n° 325
Per il ritorno della Kiave di lettura dedicata ai libri, ho deciso di buttarmi su qualcuno di molto noto alle "pagine" di questo blog ed alla mia personale libreria. Ecco quindi la mia recensione di:
MARCO VICHI - "Nel più bel sogno" - Guanda
Allo stesso modo in cui al Bar Mario sanno che "TANTO ROMBO DOMANI RIPASSERA'" io so che ogni nuova avventura del commissario Bordelli farà parte dei libri sui miei scaffali. Dopo una bella pausa, ho ritrovato il commissario di Vichi con il solito passo deciso e la solita poesia come cornice. Il libro è ambientato nell'anno che si definisce con il solo numero: 1968. Il clima di ribellione, contestazione e fermento emerge in vari punti nel libro ed ovviamente Bordelli non può non prendere posizione "...torci un capello a uno di quei ragazzi e ti faccio mandare ad Orgosolo a giocare a guardie e ladri visto che ti piace tanto...". Come spesso gli accade, le vicende con cui deve confrontarsi sono diverse ed in qualche modo si affiancano e si sovrappongono insieme ai suoi percorsi personali, sempre con lo sfondo fiorentino "...ma Firenze città culla dell'arte se ne infischia quando arriva e quando parte...". Le tre vicende partono da una storia d'amore e di prevaricazione di anni passati "...erano amori innocenti che per un nonnulla provocavano brividi intensi...", di relazioni da tenere nascoste "...esisteva la legge certo ma esisteva anche il sentimento umano che dava alle cose un valore diverso..." e di una vicenda violenta apparentemente con sfondo economico ed affaristico "...la vita va presa per le palle..." "...i coglioni viaggiano sempre in due...". Ovviamente i compagni abituali fanno compagnia al commissario anche in questa vicenda: dagli amori che potrebbero prendere una svolta nuova con l'arrivo della primavera come stagione e come sentimenti ai soliti amici che non lo abbandonano mai e con i quali trascorrere ore piacevoli nell'immancabile cena con racconto "...siamo la confraternita del contrappasso...". L'anima malinconicamente decisa di Bordelli appare in ogni spunto, in quelli filosofici "...ci sono due tipi di filosofi, quelli che lo sono e quelli che non lo sono...", in quelli profondi "...non penserò a ciò che ho perduto ma penserò a ciò che ho avuto..." o politici "...la guerra è il gioco dei potenti, la guerriglia è la necessità degli oppressi...". Ogni tanto lo scorrimento del libro ha delle piccole frenate date da qualche piccola ripetizione o qualche descrizione troppo approfondita. Ma le storie seguono il loro sviluppo più o meno naturale e soprattutto tengono il lettore con la voglia di arrivare in fondo nel modo migliore "...il mondo che vorrei non può esistere, ne sono convinto. Mi accontento di fare quello che posso intorno a me, senza illudermi di salvare l'umanità..." e concludere la storia, sperando comunque che la conclusione non sia quella finale nel vero senso della parola "...la volontà che andava oltre la morte dava un'illusione di continuità..." perché Bordelli davvero è una sicurezza che lascia il segno ogni volta che torna. Quindi....alla prossima...
BIGNAMI: ci sono letture che sono delle sicurezze anche prima di cominciarle. Autori che hanno quel grado e quella percentuale di realizzazione pari ad un tiratore da tre dell' NBA con la mano calda. Vichi per me è uno di questi. La valutazione non può che essere 4 stelle (più) su cinque.

sabato 9 febbraio 2019

Nebbia

Kiave di lettura n° 324
Come in un ritornello costante: "il fumo saliva lento, nel freddo giorno d'inverno". In fondo l'effetto della nebbia è proprio quello, di un fumo più o meno leggero che prima invade e poi piano piano sale. Avvolge persone, piloni, fili spinati ed ingressi. La nebbia. Sembra accompagnarti insieme al "solo grande silenzio" che resta il protagonista. Sale non soltanto nella definizione climatica, sale dentro. Parte dalla zona emozionale e la percorre tutta per arrivare dritta ad ogni singolo punto ricettivo che senti di avere. Il rumore intorno è così imponente da trasformarsi in silenzio, "tante persone ed un solo grande silenzio". Un rumore fatto di immagini, di racconti, di oggetti, di vite, di sofferenze. La sensazione di disagio avvolge ogni tuo pensiero come la nebbia. Senti l'inadeguatezza di ogni tuo pensiero rispetto a quello che hai intorno ed ormai dentro di te. "Occhi lucidi, gola strozzata, tempo fermo, silenzio assordante". Anche incrociare gli sguardi di chi è li con te è una fatica, è un qualcosa che paradossalmente senti come "di troppo". Le stanze si susseguono, la voce nelle cuffie racconta quello che sai, ti descrive quello che non puoi non immaginare già da te ma l'impatto dei racconti è di tale portata che produce lo stesso l'effetto di un evento a sorpresa. Il "TRAFFICO NELL'ANIMA" è sempre più intenso e si lascia trasportare da piccoli passi, rispettosi e ordinati. Lo sguardo spesso cerca le proprie scarpe per il motivo di prima. La testa rimugina, di nuovo, sempre più intensamente. La nebbia si trasforma in pioggia e cominci a sentirla solo quando si fa davvero invadente e costante. La senti scorrere sul giubbotto e sui jeans ma non ti fa spostare di un centimetro. Fa parte di tutto quello che ti sta entrando dentro. La camminata si allunga, gli spazi si aprono ma la stretta allo stomaco non si allenta, c'è solo un tempo diverso per assimilarla. Un paesaggio che adesso ha abbandonato stanze ed oggetti e lascia libero l'occhio nell'immensità di uno spazio aperto. Immenso, come l'orrore. Come i brividi, che "sono nel vento" che leggero si alza. Come le sensazioni di relatività e di totalità che si alternano fino a mescolarsi. Tutto è relativo e totale in quel momento. Tu sei relativo, quello che senti è totale. La nebbia continua a fare il suo lavoro. E ti avvolge. Stretta quanto serve.

mercoledì 6 febbraio 2019

Cracovia ma soprattutto altro...

Non ho ancora trovato quelle che "DOVREI. HO PERSO LE PAROLE" in questo ultimo periodo, parlando di blog/post/in generale, e l'impatto emotivo (e non solo) che certi posti provocano certamente non aiuta. Ed allora provo a farmi dare una mano dalle immagini, scegliendone cinque (idea  con marchio Galga....fatta mia...) di una quattro giorni davvero speciale. 
Non arriveranno forse a chi le guarda i sorrisi ripetuti di questo finesettimana allungato, non riusciranno questi cinque scatti a rendere un'idea completa del "peso specifico" del significato dei luoghi visitati con i relativi pensieri provocati e sicuramente non arriverà il "cazzotto allo stomaco ed all'anima" preso nel momento dello scatto delle foto 3 e 4. Ne sono sicuro. Ma nonostante questa certezza, ci provo. 
E con me ci provano le 5 foto dedicate a Cracovia.
1 - La miniera di sale ed i suoi 800 scalini
2 - La piazza principale e la carrozza ferma nel tempo
3 - Auschwitz ed il suo cazzotto a stomaco ed anima
4 - Birkenau ed il cazzotto numero due

5 - "...come le fihe..."

giovedì 31 gennaio 2019

Fino a sette...

Kiave di lettura n° 323

Coppa Italia - Quarti di finale
FIORENTINA - ROMA = 7 - 1
GOAL: Chiesa, Chiesa Kolarov, Muriel, Benassi, Chiesa, Simeone, Simeone
LE PAGELLE
LAFONT 6
MILENKOVIC 7
PEZZELLA 7
VITOR HUGO SV
BIRAGHI 6,5
BENASSI 7 +
EDIMILSON 7
VERETOUT 7,5
MURIEL 8
MIRALLAS 8
CHIESA 9
LAURINI 6 +
SIMEONE 7 +
GERSON 6 +
ALL. PIOLI 7,5
IL MIGLIORE: CHIESA
Il peggiore: LAFONT
LA PARTITA
E cosa vuoi dire? Non ci sono troppe cose da aggiungere a quel tabellone che indica lo splendido e CLAMOROSO risultato finale. C'è solo da godersi momento, soddisfazione e la spettacolarità di una serata davvero impensabile in queste dimensioni. Il mister decide di giocarsi il tutto per tutto con la formazione che sente più vicino al suo modo di vedere la squadra, con il solo Mirallas al posto del Cholito. L'inizio è promettente, anzi entusiasmante. Almeno così sembra dai racconti della voce di Guetta, che mi tocca tirare fuori dalla naftalina visto "IL TEMPO DEL PERCORSO" verso casa che si allunga per il ritardo lavorativo. Chiesa sembra imprendibile e la doppietta è davvero velocissima quasi come un suo allungo. Entro in casa e Kolarov si beve il nostro lato destro e trova "il suo tiro". 2-1 ed io (dopo aver pensato di ri-uscire subito) che immagino l'ennesima rimonta avversaria, ma dal Franchi dall'altro lato della barricata mi dicono "tranquillo". Ed in effetti pochi attimi e Biraghi diventa imprendibile: palla in mezzo e Muriel non perde l'appuntamento costante da quando è arrivato, gol ed incredibilmente si va all'intervallo con un 3-1 incredibile anche grazie ad un colpo involontario di Lafont che respinge un colpo di testa ravvicinato, dopo che un palo aveva salvato il risultato su un angolo: elemento comune le uscite a vuoto del portierino.
Nella ripresa, il timore della risalita gialloZozza è alto e sembriamo iniziare un tempo di sofferenza ed infinitamente lungo. Lafont si riscatta con una bella parata (ingigantita dalla respinta scenica che ne accentua l'importanza) su un bel colpo di testa di Zaniolo che ci sta facendo diventare matti in questa fase. Piano piano però riusciamo a ripartire e da una di queste Benassi è lanciato in porta e trova il poker. Ufficialmente non è chiusa ma quasi, Dzeko decide di togliere il quasi facendosi espellere. Chiesa ne approfitta di nuovo per portarsi a casa il primo pallone della sua carriera: tripletta grandiosa. Nella girandola entra anche il Cholito con una doppietta in pochi minuti e si arriva a contare fino a sette con la colonna sonora generale fatta di "il pallone è quello giallo" "sembra Manchester" "ma che siete venuti a fà?" che si mescola con un più ristretto "si sarà noi a portare male visto che siamo rimasti a casa?" "secondo me ti strappano l'abbonamento".
...fino a sette...il numero del mio Poeta è quello che marchiamo a fuoco sul tabellone della partita. Un quarto di finale che speravamo potesse lanciarci in una semifinale contro la #juvemerda ed invece esplode in un match che resterà nella storia per le dimensioni della vittoria e che tra l'altro ci porta a trovare in semifinale l'Atalanta e non i gobbi. Il risultato è esaltante, ma lo è soprattutto e di più quel grandissimo fenomeno che sta crescendo sempre di più partita dopo partita. Chiesa spacca sempre di più partite e resistenze avversarie e sta trovando la porta con crescente precisione, davvero davvero clamoroso il suo "passo", molto di più della roboante vittoria.
Accantonando per un attimo il pensiero che definiva "quando è amicizia" (clicca qui), la partita è veramente da evidenziare e salvare in memoria. Resto dell'idea post treAtre con la Samp che, senza esaltarsi e coi piedi ben piantati in terra, Muriel potrebbe aver portato qualcosa di particolare/speciale. Sta a noi sfruttarlo nel migliore dei modi e far crescere quella scintilla che sembra aver portato l'attaccante colombiano in questa squadra. Adesso appuntamento a Febbraio ed Aprile per andata e ritorno delle semifinali (si...Febbraio andata ed Aprile ritorno...roba da programmazione comica...), nel frattempo....campionato, sperando che il "cambio competizione" non comporti altri cambi.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...ma perchè 'unsigioca sempre così?!?... : - ) "

mercoledì 30 gennaio 2019

...è quando...


Amicizia è quando, in una serata 7BELLEZZE come questa e con uno sfondo come la foto qua sopra, dopo “gl’urli” per i gol, la gioia smodata, i mille messaggi con la tua personale curva, l’esultanza sfrenata, i salti sul divano...improvvisamente...
...ti viene alla bocca un pensiero davvero sincero “ma proprio stasera dovevamo fare così tanto i fenomeni?”...pensiero da “UN SORRISO ED UN SOSPIRO” di fronte ad un portabadge ed a quelle quattro parole che ti sembra siano la cornice perfetta della serata ...
Poi l'istinto riprende il sopravvento e riparte il giro istintivo dei festeggiamenti di cui sopra. Ma quel pensiero e quella frase restano a farti compagnia, sinceri come quando sono arrivati.

venerdì 25 gennaio 2019

Certe Cose

Kiave di lettura n° 322
Resto sull'argomento "dono della sintesi" dell'ultimo post, anche se oggi è riferito a tutt'altro.
In questi giorni infatti, prima a voce, poi ripetuto in altro modo ed infine ricevendo un messaggio, c'è stato un curioso accumularsi di significati comuni, nonostante partissero da persone diverse e fossero a commento di situazioni diverse. Riassumo con il messaggio, di sole sei parole 6, ma capaci di spiegare...tutto...ed aprire in un certo senso un "piccolo mondo"
"...perché certe cose sono più importanti..."
Spesso a commento di queste/certe frasi ti sembra di sentire il "sotutto" di turno che commenta: "bella scoperta" , magari con aria un po' sostenuta ed un successivo filosofico ragionamento sul "niente applicato al nulla" (autocit.) di un quarto d'ora.
Andando oltre il fastidio del filosofico ragionamento, viene da riflettere sul perché sempre di più certe parole non siano affatto banali ma si trasformino in fondamentali. E trovi mille risposte che non stanno e non possono stare in un post; per la complessità e per la lunghezza, ma anche perché....alla fine su certe cose mica è così male essere banali.
So benissimo che questo mio intrecciarmi nei discorsi finirà per farmi "diventare cervellotico nella scrittura" ma tornando alla sintesi di cui sopra, certe cose sono più importanti
Quel messaggio era diretto e riferito ovviamente ad una cosa in particolare, ma declinandolo più in generale è davvero un'utile bussola. Ed allora l'ho salvato tra i messaggi importanti, lo uso con piacere per questo post e mi serve come spunto per "far circolare" una cosa bella nel suo essere terribile. Era ed è davvero difficile trovarci qualcosa di vagamente definibile come bello in una vicenda del genere, ma conoscendo "la mano da cui esce", dubbi sul fatto che potesse emergere nel migliore dei modi "il cuore della vicenda" non esistevano, viste le prove lampanti sotto forma di post/tweet/articoli/video che da quella mano sono  costantemente prodotte (e che sarebbero da replicare e far circolare senza soluzione di continuità). Ovviamente parlo dell'inviato speciale di questo blog e nello specifico di quello che ha postato ieri, per il quale non c'è bisogno di "DIRE COSE CHE" spieghino ulteriormente qualcosa di terribilmente chiaro. Grazie per ricordarcelo, nel modo migliore possibile.