mercoledì 30 dicembre 2015

Sistemi complessi

Kiave di lettura n° 163

Come spesso dico prima di scrivere un post di questo tipo, non mi viene così spontaneo scrivere di film visti come invece mi capita con i libri letti, testimone ne è il mio Katalogo ed il peso del reparto libri rispetto a quello dvd. Ci sono però dei film che colpiscono "COSI' IL CENTRO DEL" tuo interesse che ti ritrovi a fare un'eccezione. 
"La felicità è un sistema complesso" è uno di questi casi, l'ultimo film con Valerio Mastandrea infatti parte piano con un passo non velocissimo ma arriva e colpisce il bersaglio lasciando il segno. Nel film, Mastandrea rappresenta non solo il protagonista ma praticamente la quasi totalità del film, che lui regge in maniera davvero eccezionale, da grandissimo interprete quale è. Le storie che gli corrono accanto e che lo vedono protagonista anche quando è solo un osservatore secondario sono quelle di vicende particolari dove l'Enrico Giusti mastandreaiano cerca un motivo di rivalsa nel portare avanti il proprio lavoro di "consulente alla cessione" di ricchi imprenditori che hanno ereditato fortune ma sono incapaci di gestirle. In questa attività cerca e trova, o almeno si convince di questo, un riscatto personale per le proprie vicende familiari ed una vicenda paterna che ha lasciato il segno. Per ottenere i risultati da lui sperati, ma soprattutto dalla sua compagnia, si presta ad affiancare gusti e vite personali dei clienti nel migliore dei modi, diventando un vero e proprio amico/riferimento più che un consulente.
Le vicende lo porteranno poi a mescolare ancora di più e concretamente vicende familiari attuali con nuovi incarichi, venendone "sconvolto" o perlomeno modificato con le perle del karaoke su "La torta di noi" e del "fa così perchè non ha gattonato". La perenne giustificazione al suo lavoro viene pianopiano messa in discussione e nei panni ironici/riflessivi Mastandrea si supera letteralmente, affiancato da un gruppo di buoni attori per lo più poco noti con la sola eccezione di una partecipazione piccola ma efficacissima di Battiston. Film che trova ulteriormente forza in una regia davvero azzeccata, perfetta nell'accompagnare tempi e fasi della storia raccontata.
Emerge in tutta la sua complessità la struttura della felicità per il protagonista e non solo, sistema complesso anche nel tentativo e nel percorso necessario per realizzarlo, come perfettamente fotografato dalle scene finali a base di skate e gallerie e di treni alla stazione presi dopo passi da moonwalk di un (anche) ballerino Mastandrea che chiude in bellezza un film davvero notevole.
BIGNAMI: film super consigliato, veramente un piccolo gioiellino, senza troppe pretese e senza una storia "clamorosa" ma con regia ed interpretazione totale del protagonista davvero da applausi. Dovendo copiare il giudizio con cui spesso "catalogo" i libri direi un quattro stelle (forse quattro e mezzo) su cinque.

martedì 22 dicembre 2015

Differenze


Il nostro capitano ed il nostro simbolo viaggia a testa alta proprio come quando giocava, idolatrato ed osannato tutt'oggi da una città intera.
Il vostro becca otto anni di squalifica per corruzione confermando la pochezza di uomo e di stile mostrata all'Heysel in quei festeggiamenti/giri di campo per una coppa vinta in una tragedia simile.
Cari gobbi, la differenza tra noi e voi sta proprio qui, ad ognuno il numero 10 che si merita.

lunedì 21 dicembre 2015

Natale con tre punti

Campionato - 17^
Fiorentina - Chievo = 2-0
GOAL: Kalinic - Ilicic
Primo tempo:
Ad eccezione di Facundo che sostituisce Troppovic, la formazione di Pauuuuulo è quello attesa e quella da considerarsi come unica titolare. I viola partono col piglio giusto e mettono nella propria metà campo un Ceo apparso da subito non troppa cosa. Come sempre in questo periodo, le occasioni non fioccano innumerevoli ma il predominio è assoluto e da un intesa "tutta icicic" (cit) si arriva ad esultare per l'1-0 del centravantic che grazie anche ad un mezzo regalo del "buon Bizzarri, non Luca" (cit) trova il prezioso gol del vantaggio che per fortuna non amministriamo come oro ma cerchiamo di rafforzare e ben presto dall'asse Berna-Iliciccio (i migliori) nasce il secondo gol anche con deviazione dell'ex che fa "un passo del Gambero" (cit). Tra un "pisano di merda" (cit) tornato ad essere tale dopo un più colloquiale "Dariooo", un "birraio" chiamato ed un apprezzamento per il solito regalo della tettoia della maratona ("tranquilli a dicembre la un dà noia" cit) a ravvivare il match è solo il TataTata versione "pinocchio" (cit) che su un rinvio ci fa bestemmiare prima e spaventare poi. All'intervallo è 2-0 e va più che bene così.
Secondo tempo:
Nella ripresa le occasioni e le emozioni le danno molto di più gli altri campi, da Bergamo dove la capolista del Fanta aspetta buone notizie a Madrid dove improvvisamente si apre una corrida tra gol e cartellini. In campo Borja prova a smentirci "siè la classica bordata di Borja" (cit) trovando l'unica occasione di una ripresa anche più infreddolita per il calo del sole ("vedi che quando il sole non c'è non danno noia le tettoie?" cit). Il fondamentale ingresso di Titì e Titò con "le tibie montate alla rovescia" (cit) ha il potere di addormentare ogni possibile ripartenza o sprint verso il 3-0 e non rischiando praticamente niente portiamo a casa tre punti d'oro.
Kommento:
Dopo la mazzata della sconfitta di Torino e lo schiaffo a sorpresa in Coppa Italia non era così automatico trovare il giusto passo per portare a casa tre punti fondamentali per fare una "sosta" tranquilla e senza polemiche, visto che già il vento dei disfattisti si era alzato pesante senza ricordare che "SIAMO CHI SIAMO" e secondi in classifica e qualificati in Europa League a metà stagione lo eravamo stati poche volte davvero. Certo, nessuno pensa (almeno non il Ksottoscritto) che la squadra si sia magicamente trasformata in un corazzata inaffondabile ma almeno riconosciamo che abbiamo fatto una prima parte di stagione davvero notevole. "Importante importante questa vittoria e per nulla scontata" (cit) era la frase da saluti finale. In effetti dopo qualche periodo di appannamento non era per niente scontato trovare ritmo e testa per mettere in un angolo il Ceo e comandare senza "pa'tere" (cit) neanche un minuto. Sicuramente restiamo non attrezzati per essere troppo accreditati per la vittoria finale, ma in teoria ci sarebbe un mercato a portata di mano. Non credo arriveranno fenomeni e non credo arriverà "tanta" gente ma qualcosina potrebbe essere fatto e se si becca l'onda Kalinic piuttosto che l'onda Suarez (almeno per ora) forse riusciamo a dire la nostra per un altro po'. Per il momento secondo me questo gruppo è da applaudire e da dirgli un bel GRAZIE ovviamente per ora, senza lode o punti esclamativi per l'eliminazione davvero brutta in coppa Italia.
Adesso sosta....ma anche senza partite.....FORZA VIOLA....sempre....
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico BollinsGestito
"...direi che unnè male secondi alla sosta...poi a noi le soste c'han sempre fatto bene...ormai un c'è più neanche l'inverno, a ikke serve la sosta invernale? L'è come andare sulla spiaggia con il costume a collo alto..."
LE PAGELLE
 
Tatarusanu 6
Senza grande impegni fa battere il cuore per alcuni rinvii
Roncaglia 6
Tiene posizione ed avversari
Gonzalo 6,5
Comanda la difesa senza affanni
Astori 6,5
Si riprende dopo la giornataccia a Torino
Bernardeschi 7
Ancora ottima prestazione del gioiellino viola
Vecino 6
Sembra aver finito un po' la benzina ma non demerita
Badelj 6,5
Imposta e giostra al meglio nel mezzo al campo
Alonso 6
Partita sufficiente
Borja Valero 6,5
Un po' in calo ma con i solito colpi di classe
Ilicic 7
Primo tempo davvero di livello superiore
Kalinic 6,5
Non perde un colpo, secondo tempo da spettatore
Mati F. 6
Solo perchè è Natale
Mario Suarez sv
All. Sousa 7 
La squadra recupera testa e gambe, non era facile. Complimenti Mister
Il Migliore: Ilicic
Il Peggiore: Alonso

venerdì 18 dicembre 2015

Tra Cesar Gomez e Comotto

Kiave di lettura n° 162

Capita quasi per errore a volte di imbattersi in qualcosa che ti mette il sorriso nella giornata. Succede infatti che mentre sei a chiedere l'autografo al tuo personale inviato romano, per aver contribuito ad aver realizzato davvero un bel prodotto (ma con lui si va sul sicuro), il discorso scivoli su altro e tipo "catena" provochi azione/reazione in tempi così rapidi che nemmeno si fosse davanti ad uno scambio tutto velocità tra Helguera e Said.
Siccome poi alla fine, capita quasi sempre che "GIRA GIRA TANTO TORNI" a parlare di pallone, viene più o meno fuori una cosa del genere:
I.R. "Nu'parlamo delle belle figure di Coppa Italia eh..."
KV "Delle due splendide e meritatissime vittorie?!!? No no figurati siam abituati ormai a "vincere" così....ci conviene a tutt'e due "sviholare"...parliamo dei tuoi successi editoriali che l'è meglio và.."
I.R. "Lo so che me stai a perculà...comunque a proposito di fenomenoni del pallone...non so se hai letto la storia del matto relativo a Cesar Gomez..."
KV "mi sa che non ci sono ancora arrivato...."
E così mi racconta la storia (una delle) che ha inserito nel libro "Repertorio dei matti della città di Roma" e che potete leggere ( cliccando qui ) sul sito di Paolo Nori che ha "curato" la stesura di questo libro e ....non solo.
Mentre me la racconta mi si accende la parte di neurone rimasta e mi sembra di ascoltare un racconto già sentito.....rivedo -Rone che dialoga con il primo caso di terzino taxi Com8 e....
KV "secondo me sarai citato per plagio..."
I.R. "Che stai a dì? In che senso? Non ci credo che conoscevi Cesar Gomez..."
KV "No no...quello nemmen dipinto.....ma ti volevo tranquillizzare che certi "matti" non ci sono solo nella capitale...."
e gli racconto lo scambio, anche questo da repertorio, in quel di San Piero di qualche anno prima.
Così, al matto con l'autografo a Cesar Gomez si affianca un collega con l'autografo a Com8......vedi qui......in un passaggio naturale da Roma a Firenze e da Andrea ad Andrea.
Dell'autografo che l'inviato ha preziosamente apposto sulla mia copia del "Repertorio dei matti della città di Roma" e del libro stesso vi parlerò a libro ultimato in un altro post, intanto mi piaceva segnalarvi questo "parallelismo" tra autografi, "matti" e grandi difensori di città e squadre diverse, segnalando che il libro si fa leggere bene...ma bene bene...e che nonostante le sirene nei confronti dell'inviato romano siano sempre più numerose, Kappaviola ha intenzione di tenersi ben stretto il suo inviato romano.....ed ovviamente anche il suo "Rone" di fiducia.
Complimenti vari e sparsi AndreI.

mercoledì 16 dicembre 2015

Sempre così in quel postaccio....

Campionato - 16^
Juventus-Fiorentina = 3-1
GOAL: Ilicic (R), Cuadrado, Mandzukic, Dybala
Primo tempo:
Con la formazione titolare andiamo a giocarci il posto d'onore della classifica al "Gobbentus Stadium". Sappiamo che è LA partita e che dobbiamo aggredire dall'inizio per mettere la partita nel verso giusto e Berna a prendere la giusta strada, strappa subito viene atterrato e concede a Iliciccio la possibilità di dimostrare di essere davvero infallibile dal dischetto quest'anno, non ci crediamo: tre minuti 0-1 e parola d'ordine "zitti zitti" (cit). Ma a Torino non son d'accordo, Cuadrado probabilmente di ricciolo storto trova un pallonetto lento come uno sprint di Kubik e beffa TataTata che proprio proprio infallibile non è sembrato "in porta s'ha un citofono" (cit). Pochissimi minuti e si riparte da pari, le squadre sembrano calmarsi e prendersi le misure ed a risaltare sono una gran giocata di Dybala che per fortuna spreca e vari scontri fisici dove la costante è non fischiare se a subire sono i giocatori viola con un atteggiamento rigido coi viola e da "fissare per andare al cinema post partita" (cit.) con i bianconeri. L'emozioni sono un'altra cosa ed all'intervallo si va sull'1-1, con un episodio in area juventina che solo ai miei occhi tifosi e non imparziale fa gridare al rigore.
Secondo tempo:
Si ricomincia come si era finito, con una Viola più padrona del gioco ma che non trova sbocchi, con una Juve compatta e padrona soprattutto della parte fisica del match anche grazie a quell'omino vestito di giallo. Sembra che ci manchi qualcosa che può dare la svolta, mentre i gobbi sembrano avere comunque pericolosità quando arrivano davanti. Si pensa a qualcosa di diverso ma nella testa di tutti passa soltanto "sto pensando a quali cambi si potrebbe fare ma non se n'ha uno bono in panca" (cit.). La Juve è squadra tosta e lo sappiamo ed alla prima occasione parte in contropiede e punisce il piazzamento sbilanciato di difesa e centrocampo con un'uscita sembrata cosìcosì di TataTata "ma copriva la bandierina del calcio d'angolo?" (cit.) che porta l'odioso Man-Ciuchic ad esultare sotto la curva. Per provare a ribaltarla inquadrano l'omonero e ciuffino ed onestamente le speranze vanno sotto i tacchi, anche Pepito entra e sarebbe bellissimo fosse quello del leggendario 4-2 ma ne è solo lontano parente e quindi è ancora Dybala dopo l'ennesimo rimpallo a fare arrivare i titoli di coda: 3-1 dopo che Borja aveva rischiato rosso e rigore su Man-Ciuchic.
Kommento:
Saremo anche provinciali ma quella coi gobbi resta "SEMPRE E SOLO" LA partita e per l'occasione si rispolvera crostino ed università per una bella serata che però si macchia nel finale. Per settanta minuti giochiamo una partita non all'altezza del nostro standard ma comunque di predominio territoriale e pochissime sofferenze se non per le pedate e gli interventi duri non sanzionati dal solito allineato Orsato. Ma non è l'arbitro a decidere la partita, quanto la fame maggiore gobba che esce fuori nel finale che dimostra che ancora non siamo "così" squadra e che sfrutta anche un pizzico di buonasorte travestita da un TataTata in serata scellerata. Peccato, davvero perchè un punto sarebbe stato prezioso, non tanto per la classifica ma soprattutto per morale nostro e dei carcerati di fronte che con questo successo invece volano e ci arrivano pericolosamente troppo vicini. Non è una tragedia e non è finito niente "siamo sempre secondi, avenne" (cit) e a breve potrebbero anche arrivare quei rinforzi che sembrano essere necessari soprattutto per alternare quelli che sembrano gli undici titolari a livello a disposizione.
FORZA VIOLA....sempre....serve capire che è stato solo uno stop....riprendiamo la strada...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico BollinsGestito
"...icchè tu vuoi dire? Se ne sarà viste mille di partite così con questi qui e finisce sempre alla stessa maniera, passa anche la voglia di commentare..."
LE PAGELLE
Tatarusanu 4,5
Colpevole sul primo gol e apparso poco reattivo sugli altri due
Tomovic 6,5
Non rischia quasi niente e fa una buona gara
Gonzalo 6
Primo tempo davvero da applausi nella ripresa cala molto ma resta sufficiente
Astori 5
Non giocherebbe male ma i due rrori finali pesano mortalmente
Bernardeschi 6,5
Pronti via e rigore guadagnato, la sua corsa non manca mai anche solo se nel primo tempo unita alla tecnica e fantasia
Vecino 6
Gara di sostanza, appannato nel finale
Badelj 6
Buon primo tempo con buon interventi anche in chiusura, nella ripresa in calo forte
Alonso 5
Soffre Cuadrado e trova una serata no
Ilicic 6
Il rigore ed un buon inizio poi praticamente poco altro
Borja Valero 5
Qualche buon tocco che poi si perde in errori nella ripresa e rischio rosso/rigore
Kalinic 5,5
Poco aiutato da arbitro e compagni comunque in ombra
G. Rossi sv
Mati F. sv
Pasqual sv
All. Paulo Sousa 6
Mette una squadra quadrata in campo e la prova a portare a casa, forse poteva cambiare qualcosa prima, ma cosa?
Il migliore: Bernardeschi
Il peggiore: Tatarusanu

venerdì 11 dicembre 2015

Missioni compiute....

 Europa League – 6^
Fiorentina - Belenenses = 1 – 0
GOAL: Babacar
Kiave di lettura n° 161
         



Kommento:
Una vittoria alle spalle, LA partita all’orizzonte potevano essere elementi in qualche modo in contrasto con la concentrazione dovuta all’ultima partita del girone di qualificazione con la stessa ancora in ballo. Orario serale e con un’affluenza allo stadio non da finale di Champions ha fatto sì che la prima tappa si sia manifestata in quel della Guerrina tra “noccioline all’olio d’oliva”, “melanzane o qualcosa di vagamente simile” ed anche quella bevanda color giallo chiaro di cui non ricordo il nome. Passeggiata stile maratona per evitare la maratona (eh, che gioco di parole…) invasa dal rischio infinito degli agguerriti portoghesi in trasferta “ma da quando hanno spostato lo stadio a calenzano?” e comodo arrivo sulle scalinate già occupate da “vari babbi natali” dai doni graditi mangerecci e non solo (GRAZIE!!).
All’entrare in campo per il riscaldamento la nostra attenzione già vacilla per la costante presenza della bevanda innovativa presente anche allo stadio (chi l’avrebbe mai detto) e mentre si cerca di intuire la formazione “bada c’è Verdù…ah no l’è Pepito….c’è anche Verdù però…ah no l’è Pasqual…si bah ci manca solo Pasqual stasera” “in effetti se un giocava stasera Suarez….ah ecco ‘un gioca eh…” e si invoca l’ascensore per portarci rapidamente alla zona bagni più frequentata dell’anno forse decennio, si arriva ben presto a sentire annunciare le formazioni senza chiedersi "A CHE ORA E' LA" partita ma piuttosto un “ah perché ‘giohano? Chi?”.
Intuire trame di gioco e schieramenti non era esattamente la cosa più agevole, tra interruzioni “birraiooooooooooo”,  tentativi di rendere la "torre improvvisata" (vedi foto) di bicchieri e non sempre più alta, chiamate improvvise “bisogna che vada…mi aspettano giù…”, identificazione complicata degli undici “quindi Suarez unc’è, eppure l'avevo visto” "Borja s'è scaldato ma non gioca", giocate sopraffine del Ggggjilberti messo in campo “solo per capire le conversazioni in portoghese degli avversari? Perché ‘unbastava Paulo Sousa? Ah già…”, tentativi andati a vuoto ed invece riusciti di gaffes d’antologia tanto che i mitici “se vu siete omini ‘vù prendete la grappa” “bada come gioca jovetic….guarda che l’è rotto da sei mesi” “ma ikkè ‘vole il piccione?” hanno trovato giusta ed adeguata compagnia ed infine la conferma e sentenza definitiva alla serata ed ai programmi futuri che “io con voi tre ‘unvengo più allo stadio….ma come mai tra i tre tu ci sei sempre te?”.
Alla fine in lontananza il tabellone ci comunicava che il gol del Baba non era stato solo una sensazione, più vicino il cellulare ci comunicava l'impossibile "no via lo Schalke 04 'unpole fare 0 - 4"  e che la qualificazione alla fine era arrivata davvero, rimandando ad oggi il commento tecnico “domani voglio vedere icchè tu scrivi sul blog, aspetto a gloria le pagelle”. Qualificazione quindi ottenuta, pratica europea archiviata fino a febbraio ed ora, missioni compiute: per la qualificazione Viola, per la visione alternativa del match....e per le pagelle tanto attese....ed ora testa, cuore e gambe a LA partita di domenica…..bene così….
FORZA VIOLA....SEMPRE....
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico BollinsGestito
"....ho fatto passo, visto il partitone…”
LE PAGELLE

Cejas
Sv
Praticamente mai impegnato
Calisti
6
Fa il suo senza commettere gravi errori
Bacis
5,5
Qualche alleggerimento sbagliato e pericoloso
Malusci
6,5
Il giovane comanda la difesa da anziano leader
Cherubini
6
Con lui e Scaglia “fascia sinistra in banca”
Fantini
6
Tanto impegno e tanta corsa sulla fascia
Hutwelker
5
Troppo lento nel far ripartire l’azione
Kubik
6,5
Ha il pallino del gioco e distribuisce palloni interessanti
Scaglia
6,5
Vedi Cherubini
Graffiedi
7
Fa impazzire gli avversari con il suo movimento e le sue giocate
Cicconi
4,5
Evanescente sbaglia diverse occasioni
Nappi
6,5
Dà un po’ di sprint ad una squadra spenta
Dell’Oglio
6
Nel finale per fare muro a centrocampo
Bochu
Sv
Pochi minuti, non giudicabile
Cavasin
6
Partita ordinata ed obiettivo centrato
MIGLIORE E PEGGIORE:
MIGLIORE
Graffiedi
Peggiore
Cicconi
Se qualcuno vuol vedere un altro genere di pagelle….

mercoledì 9 dicembre 2015

Un maestro magro ma che fa.....tappo....

Kiave di lettura n° 160

Dopo un bel po' di tempo dall'ultima kiave di lettura di questo genere, torna un post che va ad aumentare le presenze nello scaffale della libreria del mio personale Katalogo.
GIAN ANTONIO STELLA - "Il maestro magro" - Superpocket
A volte nel "percorso" di lettura arriva il classico libro che, per usare un'espressione cara al Capo, "fa tappo", "SI PUO' RESTARE" come impantanati nelle sue pagine non tanto e/o non solo perchè numerose ma per motivi legati al tipo di libro o al periodo in cui capita di leggerlo. Sta di fatto che il libro di Gian Antonio Stella ha fatto per me da freno nel ritmo-lettura, che di solito non è da sprinter ma resta comunque un passo abbastanza spedito.
Non so trovare esattamente un motivo anche perchè la trama letta nella quarta di copertina mi aveva ispirato all'acquisto, ma visto il giorno "da imprevisti" in cui l'ho comprato qualche dubbio potevo anche farmelo venire. Il percorso di un maestro siciliano emigrante che trova l'amore nel Polesine in mezzo ad una classe di persone che non sanno ne leggere ne scrivere per i "regali" delle "ricchezze" del periodo della guerra mi aveva incuriosito e l'abbinamento con la penna di Gian Antonio Stella, apprezzato sia nei romanzi di attualità e politica che nella scrittura di romanzi, mi aveva fatto pensare ad un successo senza troppi dubbi ma qualcosa non è funzionato.
I mille aneddoti e le mille storie che corrono parallele al maestro protagonista "faceva dunque la guardia al destino" in mezzo a mille "legge infame, una legge vergogna" fanno sembrare il libro molto più attuale di quanto possa sembrare l'ambientazione, ma c'è qualcosa che non fa "partire" davvero il libro che sembra non decollare mai. La storia principale fatta di "sguardi malevoli" delle persone nei confronti della storia d'amore del protagonista perchè contraria alla legge ed alla morale del tempo "compagno Aliquò mettiti al posto nostro...no mettetevi voi al mio" , mista con le difficoltà delle persone che ruotano intorno al maestro Osto, fa fatica a scivolare nelle pagine che sembrano allungarsi oltre il loro effettivo numero. Ad alleggerire il senso di non velocità ci prova ogni tanto lo stile sempre ironico di Stella ed i racconti comunque coinvolgenti ed in stile "aneddoto nonnesco" di una realtà semplice e sorpresa dalle grandezze del mondo paragonate alla vita povera di una provincia non troppo istruita e segnata ancora dalla guerra, che comunque sia resta molto vicina nei ricordi e non solo. Alleggerimento che alla fine riesce soltanto in parte, non cambiando il ruolo di "tappo" che per la mia personale esperienza il libro alla fine si merita.
BIGNAMI: nel complesso il mio personale "borsino" dei libri non può assegnare più di una stella e mezzo su cinque al libro di Stella, un vero e proprio peccato vista stima verso l'autore e premesse....

martedì 1 dicembre 2015

Ri-pari, Ri-peccato

Campionato – 14^
Sassulo-Fiorentina = 1-1
GOAL: Borja Valero, Floccari
            
Kiave di lettura n° 159

 
Primo tempo:
Dopo la mezza delusione svizzera la Viola fa tappa a Reggio Emilia e Pauuulo mescola di nuovo le carte con Pepito centravanti ed il ritorno del centrocampo titolare con la sola eccezione del 23 al posto di AlonsoIlTerzino. Pronti via e mettiamo subito dentro un cross su cui il codice fiscale del Sassuolo sembra prendere di mano, per evitare dubbi pochi istanti e Iliciccio è steso in area in maniera evidente. Il tempo per protestare è poco perché ancora Iliciccio crossa in mezzo Pepito non è reattivo ma BorjaMagia sì ed è 0-1. I minuti dopo il Sassuolo si riprende e noi abbiamo un leggero predominio territoriale che porta di nuovo Iliciccio ad avere l’occasione giusta  ma sparata sul portiere. Non subiamo grandi attacchi se non qualche azione confusionaria ma su un cross a due dalla fine, il 23 lascia spazio al codice fiscale nero verde e Floccari in mezzo a tre trova tempo e stacco giusto: 1-1 a fine primo tempo.
Secondo tempo:
Il Sassuolo inizia il secondo tempo con un buon piglio e ci mette in difficoltà con soprattutto un pressing alto aggressivo e la fascia sinistra in gran spolvero tanto che il “si può fare qualcosa per questa fascia destra?” (cit) è il pensiero comune e scontato. Alla fine rischiamo poco se non per qualche giocata troppo sicura di DonChuckAstori (“altro che personalità questo l’è scemo” cit.) e qualche pausa di un centrocampo con poco carburante. L’ingresso di Kaliniccio stavolta non fa svoltare la gara anche se le occasioni migliori le abbiamo noi con un pericoloso (avete letto bene) tiro del 23 ed un tiro cross di Iliciccio parato da Consigli. Sul finale VerdùVerdù fa meta su assist di Kaliniccio e Gonzalo stoppa una grande occasione di Floccari poco prima che su BorjaMagia un nero verde intervenga di mano, ma pare che con noi siano sempre involontarie quindi niente rigore e finale sull’ 1-1
Kommento:
Uno dei campi peggiori dopo la trasferta europea non ci poteva essere, il Sassuolo in casa è avversaria tosta tanto che in diverse big ci hanno lasciato punti e partite. “L’IMPATTO CON IL” match dei Viola è stato col piglio giusto, consapevoli probabilmente che alla distanza avremmo pagato la “tassa” stanchezza. La scelta di Pepito ha funzionato finchè siamo stati molto corti e con il pallone in possesso nella loro trequarti poi l’assenza di un vero centravanti si è fatta sentire. C’è da dire che nei primi dieci minuti, oltre al gol di BorjaMagia c’era un grosso rigore su Iliciccio e uno cosìcosì su un mano in area. C’erano ancora da giocare ottanta minuti è vero, ma a volte certe “cosucce” cambiano le partite ma il timore è che “il giochino l’è ritarato quasi a puntino” (cit). Poi siamo calati pianopiano ed il Sassuolo è venuto fuori, a quel punto in certi momenti abbiamo ballucchiato ma le grandi occasione le abbiamo avute comunque noi con Iliciccio che a metà primo tempo se n’è mangiata una bella bella e “vai 2-0 con ilicicce poi dell’arbitro ti frega una ceppa” (cit). I rischi vengono più dal TataTata che con i piedi “ha litigato da piccolo” (cit) e da un DonChuckAstori in versione “padalineggiante”. Un punto alla fine ci può stare anche se l’occasione di tornare in vetta era molto ghiotta….per questo quel fallo di mano finale di Politano resta ancora più indigesto….
FORZA VIOLA....SEMPRE....
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico BollinsGestito
"....si verticalizza in avanti e indietro, Vecino spentino….sul gol tre contro uno ma “Rossi è finito” vendiamolo, altro che rettore forse il bidello…un s’andava più, dei lavori nel secondo tempo….un si pareggiava mai…anche se oggi mancano due rigori”
LE PAGELLE

Tatarusanu
5,5
Soliti brividi quando gestisce il pallone con i piedi e sul gol poco reattivo
Roncaglia
6
Fa il compitino
Gonzalo
6,5
Primo tempo super fino a due dalla fine quando incide in negativo sul gol di Floccari
Astori
6
Come per Gonzalo pesa il mezzo errore sul gol e qualche rischio di troppo nel secondo tempo
Bernardeschi
6,5
Partita di scatti e sacrificio forse meno brillante del solito ma continuo e costante
Vecino
5,5
Giornata grigia per il centrocampista dalle lunghe leve che sale solo alla fine del match
Badelj
5
Perde diversi palloni ed un paio di scelte al limite dell’area sbagliate condizionano il suo voto
Pasqual
6
Non impeccabile sul gol e la marcatura sul terzino avversario, bel tiro nella ripresa
Ilicic
5,5
Comincia bene con assist, rigore procurato poi grande occasione sprecata e si spenge piano piano
Borja Valero
7
Gol e magie nel primo tempo che non ripete nella seconda parte dove però resta l’anima di questa squadra
G. Rossi
5
Purtroppo non si nota quando è in campo se non per qualche tocco corto
Kalinic
5,5
Non entra in partita
Verdù
5,5
Poco tangibile il suo apporto
Marcos Alonso
Sv
Non giudicabile
Paulo Sousa
6
Non indovinata la scelta di Pepito unica punta, anche se questa volta il resto della squadra è quadrato e porta a casa un buon risultato
MIGLIORE E PEGGIORE:
MIGLIORE
Borja Valero
Peggiore
G. Rossi