domenica 5 giugno 2016

Tra potere e segreti

Kiave di lettura n° 186

Un libro che esce dalle ultime tipologie descritte ed aggiunte nella mia libreria, che lascia da una parte gialli, romanzi, racconti e saggi e si butta su un'inchiesta giornalistica e sulla forza di rivelazioni non emerse e ben nascoste.
MARCO LILLO - "Il potere dei segreti" - PaperFirst
La scelta è stata abbastanza pilotata dal mio quotidiano acquisto del Fatto Quotidiano e con la passione relativa che si è consolidata per i "fatti". Come scritto per fatti più tristi per Emiliano Liuzzi, l'autore del libro è uno di quelli che numero dopo numero del FQ ho imparato a conoscere ed apprezzare, per la sua capacità di scrittura e di indagine ma anche per la dote notevole di riuscire a far capire realtà intricate, rapporti ben nascosti e trame che meno emergono e meglio è per i protagonisti degli stessi.
Nel libro in questione, sin dalla premessa, emerge chiara l'interpretazione di giornalismo che accompagna Lillo (e il Fatto Quotidiano) e la voglia/obiettivo di fondo del suo lavoro che è quello di raccontare i fatti, così come sono, ricostruendoli e portandoli alla lettura dei lettori. Senza pareri personali o soggettivi ma raccontando e riportando il contesto e facendo emergere eventuali elementi nascosti ai più. Si parte dalle intercettazioni che Lillo riporta, effettuate nell'ambito di inchieste della procura di Reggio Calabria, riguardanti le indagini sul vecchio tesoriere della Lega Nord Belsito ed i suoi possibili contatti con legali vicini alle cosche calabresi. Ma quello che emerge dalle intercettazioni riguarda ben altre persone, che per motivi diversi vengono in contatto con persone intercettate in quell'ambito. Da Berlusconi a Malagò, da Maroni agli ad di Impregilo, da Tosi a Mastropasqua. Ben inteso non emergono fatti penalmente rilevanti, ma fatti da valutare sicuramente si. Ne emerge un quadro di rapporti e di legami basati sul tipico vezzo italiano del "conosco uno che potrebbe...." della segnalazione, dell'aiutino e del passare davanti agli altri come in un coda alle poste. "CON LA SCUSA DEL" volevo notizie, imprenditori ed amministratori delegati arrivano a chiedere a segreterie di partiti e di Ministeri ed ottenere notizie su percorsi di legge utili per ricevere o meno penali (vedi Impregilo e Ponte sullo Stretto), candidati alla presidenza del CONI che cercano i voti attraverso i contatti di segreterie politiche (vedi Malagò e Lega), dossier scandalistici minacciati per tenere buoni possibili candidati scomodi (vedi Tosi ed i suoi avversari interni e non solo), proprietari di giornali e leader di forze politiche minacciano metodi di "sputtanamento mediatico" a leader di partiti politici che non vogliono seguire la sua linea (vedi Berlusconi/Lega). E' allarmante ed avvilente vedere "descritta" e raccontata in questo libro parte della classe imprenditoriale/politica che si allinea all'abitudine italica suddetta: favori chiesti e minacciati, baratti personali sulla pelle di decisioni politiche, decisioni ispirate da conoscenze di tizio piuttosto che di caio invece che degli argomenti a cui le stesse decisioni sono legate. Talmente avvilente che mi sono chiesto, ma come fanno gli interessati a non provare vergogna (lo so, lo so...sono un sognatore!)? Infatti nel giorno di qualche giorno è arrivata la notizia della richiesta di rendere offlimits la Rai allo stesso autore del libro, richiesta non arrivata per vie traverse ma su carta intestata della Regione. Altro che vergogna....
E per chi può pensare che siano cose vecchie ed ora "inutili", rispondo con le parole di Marco Lillo, ovviamente non per dire che tutto è legato a certi episodi, ma per far capire quanto possono contribuire a realizzare: "l'acccordo tra Forza Italia e Roberto Maroni è un sentiero strettissimo mantenuto in vita proprio da lei: Isabella Votino.....se Isabella Votino non fosse riuscita a convincere Maroni ad accettare l'accordo con Berlusconi, Bersani avrebbe avuto i numeri in entrambi i rami del Parlamento per governare l'Italia....il Cavaliere sarebbe stato fatto fuori dai giochi. Niente accordo per il Napolitano bis, niente pazzo del Nazareno con l'attuale premier, niente attuale premier"
BIGNAMI: libro che nonostante tocchi argomenti non "facili" o scorrevoli, riesce a farsi leggere bene e rapidamente. Lo consiglio per non abbassare una guardia che troppo spesso siamo tentati di togliere con la frase "non ci sono più speranze"...questo libro non ne dà molte, ma apre gli occhi su scenari non così spesso raccontati e mostrati. 

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