mercoledì 8 giugno 2011

Il piacere del racconto

ROBERTO SAVIANO - "Vieni via con me" - Feltrinelli
La capacità unica che trovo tremendamente invidiabile in Roberto Saviano è la semplicità con cui racconta, descrive, illustra situazioni, eventi e personaggi che di semplice niente hanno. La trasmissione da cui è tratto il libro, è stata un appuntamento fisso per me che l'ho trovata unica e credo anche un pò irripetibile. Certo, con "TUTTI I PREGI E I DIFETTI" di quattro puntate da tre ore l'una l'ho trovata (dico cose banali lo so) irripetibilmente nuova per la voglia di "far passare" qualcosa. Di aiutare a capire senza urlare, di condividere senza denigrare, di raccontare storie nel senso di trasmettere cultura e non di dire "cose così per dire". Leggere il libro è in parte ritrovare quei momenti, quegli accessi al sapere che Saviano apre ogni volta che racconta. Le storie sono note ma il fascino del racconto scritto e la possibilità di ampliarle rispetto al monologo rendono avvincenti le otto storie raccontate. Dalla storia di Falcone alle vicende incrociate degli studenti dell'Aquila, dal dramma dei rifiuti a Napoli ai racconti di Calamandrei sulla Costituzione. Le storie si rileggono d'un fiato pur non avendo la capacità di comunicare del racconto video di Saviano. Ma leggere aiuta ad imprimere nella memoria e nella coscienza. Ed allora ben venga rileggere due, dieci, cento volte le parole su Falcone ("sapeva che si può essere felici solo se possono esserlo anche gli altri") le parole di Giordano Bruno che Saviano lega a Welby ed Eluana ("per quel che mi riguarda ho fatto il possibile, non aver temuto la morte, non aver ceduto con fermo viso a nessun simile, aver preferito una morte animosa a un'imbelle vita") o le parole dedicate ai napoletani (sul problema dei rifiuti) ma più in generale a tutti noi ("a forza di considerare tutto "cos'e niente" rischiamo di ventare "cos'e niente" anche noi").
Solo tre degli innumerevoli "orecchi" fatti al mio libro per segnalare le pagine da "ricordare"...
BIGNAMI: Un libro da leggere e da conservare per poter anche rileggere tra un pò con due chicche ad impreziosire l'inizio del libro e la sua conclusione: le dieci cose per cui vale la pena vivere (che credo prima o poi riprenderò in qualche modo anche in questo blog) e la poesia di Borges (i giusti) che mette la giusta ciliegina su una buonissima torta...

6 commenti:

  1. Ho adorato la trasmissione quest'inverno e ho letto già un paio di volte il libro che fra l'altro ho regalato ad amiche che non avevano visto la trasmissione...che dire...
    condivido in pieno la tua opinione sul libro,e sopratutto approvo in pieno il pensiero di Saviano
    " Raccontare come stanno veramente le cose vuol dire non subirle" , quindi "BRAVO" anche te con questo blog..continua a raccontare...
    che serve!


    p.s. ma quanto ci rimasi quest'inverno male quando Travaglio lo criticò per l'aver citato Falcone nella prima puntata...

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  2. Grazie! Troppo buona!
    Mi hai fatto venire in mente che quando lessi il "fondo" di Travaglio critico su Saviano mi chiesi "Ma dov'è che sbaglio?!?" visto che invece a me era piaciuto......

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  3. a me voi due.. così alle spalle.. mi state sul cazzo.. ;)

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  4. @alex sciocco...e per quale motivo ???

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  5. Silvietta alex è uno Zuzzerellone....va preso così com'è....
    ;)

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  6. perchè mi fa strano leggere i commenti della UILVIA sui post del buon vecchio Enzino e viceversa.. insomma.. io che ero all'oscuro di questa amicizia tra blogger.. un pò nel mezzo tra due mondi che per me non si erano neanche mai sfiorati.. lontani anni luce ma così vicini da saltare a piè pari il riborda e compiacersi vicendevolmente delle altrui capacità/idee..
    mi piace.. e il mi state sul cazzo era ovviamente cazzoncello.. zuzzurellone.. ma se ricordo bene mi sa che c'è altre amicizie di vecchia data che vi lega la conoscenza "a vicenza" come direbbe qualche fenomeno che conosciamo...

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