Ed anche il terzo obiettivo della stagione ieri sera se n'è andato. Ovviamente le premesse
erano state messe la scorsa settimana ma il timbro finale è stato messo alle
21,25 poco più poco meno quando abbiamo visto bene di far segnare il
Siviglia da dentro l'area piccola. A quel punto dovevamo farne 5 ed onestamente anche il più inguaribile degli ottimisti aveva perso ogni speranza.
Il
solito prepartita "alto" doveva farci capire che la speranza dell'impresa erano davvero fioche fioche,
il compleanno del Biondo (
Auguri!) aveva dato anche la scusa perfetta per brindare una/due/tre volte in più ma alla fine quelli che sembravano più ubriachi erano si vestiti di viola come in curva, ma erano in campo. Dopo un iniziale possesso palla ed un pericolo portato da
Gonzalo, il Siviglia ha fatto capire subito cosa volesse dire
"essere squadra di un certo livello". Ha premuto un attimo, spinto un filino e ci ha messo in un angolo ed alla mezz'ora si poteva davvero
"far festa ed andare alla Guerrina" (
cit).

Fatti i due gol loro si sono fermati e noi siamo rimasti come ormai ci capita spesso nelle partite che si dovrebbero affrontare con grinta, immobili. La gara non aveva più senso e la famosa "partita della vita" annunciata ai quattro venti ha visto da parte nostra un solo tiro nello specchio con
Badelj; neanche il rigore di
Iliciccio (tornato ai suoi livelli) siamo riusciti a metterlo nella porta ma tra i pali in
stile rugby.
I voti dati schematizzano due categorie,
gli impresentabili con il 4 e
quelli un po' meno impresentabili con il 5. Si salva per me solo il
Pek, per averci creduto e provato da prima dell'inizio (chiedendo il sostegno) a dopo la fine (piangendo in mezzo al campo).
Alla fine mentre il
Siviglia usciva tra gli applausi, i
Viola tra i fischi. Immeritati secondo il mister,
"questa squadra ha dato più di quanto ha ricevuto" la frase, non nuova. Mi scuserà il
signor Montella se dopo non aver fischiato
contro il Verona, contro il Cagliari, contro la Juve, contro il Napoli, contro la Lazio, contro il Sassuolo, contro il Genoa ieri all'annunciata partita della vita finita dopo venti minuti mi è finita la pazienza. Mi scuserà il
signor Montella se trovo curioso giocare una tal sfida con
Iliciccio unica punta e se credo che non sia colpa del "caso" o comunque di cause non imputabili per niente a lui, se questa squadra ha
zero cinismo (parole sue).
"Questa è la nostra dimensione" ci dice il
Mister ed ovviamente la risposta di
Enry come al solito fa centro in pieno
"dalla mia dimensione lo mando in culo".
Detto questo ieri sera il Siviglia ci ha mostrato come si giocano certe partite, pur non avendo dei fenomeni di fama internazionale. Non mi pare che in finale di
Europa League ci siano squadre con giocatori inarrivabili o molto più forti dei nostri, è vero la nostra dimensione non ci deve far pensare a vincerle tutte e sempre ma è anche vero che forse sperare di finire una semifinale meglio che con un passivo totale che recita nulla a cinque non è un pretendere troppo. Perchè in fondo anche ieri il
Franchi era pieno e con la squadra, fino a quando quelli in campo non hanno dimostrato di essere mozzarelle invece che giocatori. A quel punto forse qualche fischio era da prevedere, ma non per il
Mister evidentemente, per i quali siamo irriconoscenti e diamo poco, questa onestamente non l'avevo ancora sentita,
"C'E' SEMPRE UNA" cosa nuova da imparare.
A questo punto l'unico obiettivo rimasto è confermare il piazzamento europeo per giocare di nuovo l'
Europa League anche il prossimo anno, obiettivo un po' striminzito visto premesse e potenzialità (mi perdonerà il
Mister se penso che questa rosa non è così scarsa come lascia intendere lui).
Peccato,
Varsavia non era poi così lontana.....e soprattutto
"buttarla via così da rammolliti" (
cit) fa davvero rabbia.....davvero davvero peccato....comunque
FORZA VIOLA.....sempre.....
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio e commento tecnico BollinsGestito
"...i conti tu li fai alla fine. Squadra mediocre in tanti troppi elementi che smette di giocare a marzo con tutti gli obiettivi ancora aperti, con 9/11 all'ultima occasione di vincere qualcosa in carriera. Follia. Quel poco di buono fatto sono stati miracoli di un grande allenatore. Ci si sente a settembre. Forse...."