venerdì 18 settembre 2020

Toh, si vota...

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 403

Sembra impossibile ma domenica (e lunedì) si vota. E non lo dico per la convinzione che in questi mesi sia stata compromessa la democrazia. Questa tesi la lascio a menti più fini della mia e soprattutto a quelle illuminate e libere da vincoli e preconcetti. Loro sì....
Il mio stupore è legato alla sensazione di totale estraneità delle votazioni rispetto alla situazione generale. Sarà una sensazione personale, ci sta. O magari il fatto che essendo previste per il marzo scorso l'idea riporta a quel periodo ed al fatto che ancora, dopo mesi, proprio fuorifuorifuori non ne siamo. Anzi.
Sicuramente in più c'è il fatto che è davvero molto complicato trovare qualcosa di vagamente attraente nelle consultazioni di domenica. Mentre lo scrivo un po' me ne vergogno anche, ma tant'è. Ormai da un po' l'argomento con il "tag" politica è tra quelli che non solo non accende passione ma che anche fa fatica a stimolare il semplice interesse. 
Partiti, movimenti, leader che fanno di tutto per cancellare ogni speranza di attaccamento. Argomenti, polemiche, toni che specialmente nella situazione attuale riescono ad infastidire sin dalle prime parole di incipit. Eppure ragionandoci un attimo "PER FORZA VIENE FUORI" che uno sforzo dovrei farlo. So benissimo che soprattutto per quanto riguarda le elezioni regionali, le votazioni di domenica sono molto importanti, come d'altra parte ogni singola croce su schede che ti fanno esprimere e scegliere. 
La sensazione, parlando di casa mia, è che per la prima volta sia davvero a rischio la "rossa" (se ancora si può dir così) Toscana. Il fatto invece che la scelta del candidato forte dello schieramento di centro-sinistra sia quantomeno azzardata (per usare un eufemismo) non è una sensazione ma una certezza. 
Per parlare "dritto per dritto" direi più una cazzata che porterà a giocarsela fino all'ultima scheda. Ovviamente sono sensazioni miste a sondaggi ma l'aria che tira è che il buon frequentatore di inaugurazioni con discorsi ciclostilati Eugenio Giani sia davvero allo sprint. A contendergli la vittoria la candidata della Lega, ex sindaca di Cascina Susanna Ceccardi i cui invidiabili ragionamenti ed operati politici lasciano tranquilli più o meno come quando è capitato di assistere alla marcatura di Rufo Verga su Van Basten
Per questo molto probabilmente, con il naso ben più che tappato, mi toccherà "disgiungere" il mio voto votando a sinistra per la lista e per l'unico candidato che ci può evitare una conduzione regionale di marca leghista (solo a scriverlo mi son venute le bolle accompagnate da un senso di nausea profondo). 
Domenica, insieme alla scheda regionale e la matita, tra un disinfettarsi le mani ed una mascherina da alzare ed abbassare per farsi riconoscere (*) ci verrà data anche un'altra scheda. Se su quella politica l'entusiasmo è poco, su quella referendaria è nullo. Ma anche qui una croce andrà messa, perché non votare per me non è concepibile e perché l'astensione è troppo spesso sinonimo di furbizia più che di coraggio. 
Confesso che per la prima volta per quanto riguarda i referendum sono indeciso. Sorrido divertito ascoltando politici di ogni schieramento che negli anni, ma anche più modestamente nei mesi, si son trasformati da "cambiamo tutto" a "è in gioco la democrazia se si riducono i parlamentari" e viceversa. Deciderò in modo definitivo solo in prossimità della cabina ma credo alla fine che sia più probabile la croce sul perché penso che sia un segnale di riduzione tutto sommato condivisibile a livello di valutazione di efficienza. Manca una vera riforma di accompagnamento ed è questo che più che ogni altra cosa mette dei dubbi ma il tenere fermo il tutto lasciando immutati numeri ed eccessi ne mette (ai miei occhi) di più. 
Con questo poco entusiasmo e con queste tristi perplessità mi recherò a votare perché ogni volta che per scarso slancio mi viene il pensiero di "fare passo" risento una vocina negli orecchi che mi dice "cerca di non scoprire mai davvero quanto sia bello votare e quanto sia violento non poterlo fare". L'unico appello che faccio ai pochi che sono arrivati in fondo a questo post è proprio questo: andate a votare. 
E dopo l'appello, l'invito: mettendo la vostra "X" scansate nipotini e cuginetti di vecchie destrorse ideologie (più o meno declinate in nazionalismo/regionalismo/"idioziismo") a cui la bocca puzza ancora di fascismo, violenza e razzismo di varia natura.

(*) piccola nota a margine. Ma....visto il momento, vista la pandemia, vista la necessità di prudenza, visti i mesi di posticipo delle elezioni....'unc'eraproprioi'verso.....nel 2020....di trovare qualcosa di diverso che votare tutti con la stessa matita copiativa in cabine strette e con un costante afflusso di persone diverse, magari dopo code più o meno autogestite, in quelle scuole che così faticosamente hanno riaperto cinque giorni fa e che si devono rifermare subito? 'unc'eraproprioi'verso, eh?

4 commenti:

  1. da fb:
    Vota si - no - no - si...ognuno voti come gli pare, ma voti :-)
    Monica

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    1. esatto...se poi si cercasse di scansare la Ceccardi...ecco... :-))

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  2. da fb:
    Dopo un periodo di indecisione, mi sono decisa sia per il voto al Referendum (un netto NO) sia per il voto alle regionali (voglio dare una chance ad una persona che conosco personalmente e che so che si è sempre data da fare!). Per il referendum, se passerà il SI, spero solo che non resti un voto fine a sè stesso e che seguano poi le VERE RIFORME. Perchè questa, così com'è, a parer mio non serve a nulla! :-) Mi verrebbe da dire "buon voto"...ma di buono c'è poco :-)
    Raya

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    1. sul referendum ho scarsa convinzione ma da sempre credo che i nm di Camera e Senato siano spropositati e controproducenti per le attività e credo seguirò quell'istinto...
      Ricambio il "buon voto" tra virgolette ;-)

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