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| #KdL - KIAVE di LETTURA n° 694 |
Comincia ad essere un po' asfissiante il caldo attorno all'ora di pranzo e partire un po' prima non risolve del tutto la situazione ma l'alleggerisce un po'. Così parto tagliando tramvia ed un paio di strade non troppo indicate per correre ma sono tranquillo perché sono consapevole che "LA TUA PROSSIMA FERMATA" è quello che rappresenta il polmone verde fiorentino.
Tanta gente sul ponticino del Barco che porta alle Cascine: a camminare veloce e qualcuno che come me non si rassegna e nonostante un passo non da podista tiene il ritmo corsa. Cercando di tenere la destra "o i ciclisti e gli altri corridori si infastidiscono da buoni fissati" giro attorno al Parco delle Cornacchie facendo tornare alla memoria concerti del tempo che furono e ricordi più recenti di strade chiuse e traffici impazziti. Come se fosse il là per programmare la mia corsa, abbinando strade e tappe a ricordi e sorrisi.
Alterno il viale interno a quello più esterno vicino all'Arno che porta fino al Ponte alla Vittoria , strade tante volte viste di corsa e qualche volta di passo più lento ma sempre fonti di buoni respiri. A diventare prossima tappa è la Fortezza attraverso quella Porta a Prato che rappresenta ricordi universitari e più recenti, con sorrisi su bar che hanno visto oltre che pomeriggi di caffè non banali anche tentativi (falliti) di diventare milionari. Passato sotto la ferrovia in viale fratelli Rosselli , facendo venire alla mente un trenino di turisti con le braccia dietro in quel di Roma imitati da un gruppo ben noto, imbocco la strada che costeggia i giardini della stessa Fortezza e mi viene alla mente la rivisitazione di una citazione de "I Laureati" chiedendomi "ma chissà dove vanno a finire ruota, pista da pattinaggio e pattinatori improvvisati durante l'estate".
Di nuovo tratto a tagliare la tramvia, questa volta la T1, percorso in via Puccinotti fino al giardino dell'Orticoltura con folla di gente tra giochi ed improvvisati abbigliamenti e teli stile mare che nemmeno all'isola di Giannutri. Marce scalate per la salita che dalla serra porta al cucuzzolo costeggiando fiori, rose, gelsi e tappa agli scalini che possono anche essere luoghi di seduta e chiacchiere ma che in questo caso sono passi per arrivare alla parte alta dello stesso giardino che si apre con una vista meravigliosa ed una panchina che occupata da due signori in là con gli anni che si tengono la mano che aprono il cuore. Discesa con alcune strade intermedie prima di Piazza Leopoldo ed uno sguardo a cercare l'eventuale presenza dell'amico di tante lezioni e serate. Corsa verso Via Circondaria con stradine interne fino a quel che fu il Manzoni, sede di tanti film che aprono il cuore ed i ricordi e mettono un po' il nodo alla gola, con virata verso viale Redi. Passaggio di fronte a quello Strizzi Garden, sede di serate sorridenti e molisane, per poi attaccare il ponte della tramvia (in pratica ho fatto tutto il percorso di AT..). All'orizzonte le insegne di H&M, Coop, Virgin che annunciano il San Donato, passaggio interno tra bar universitari e toasterie ed allungo fino al giardino di fronte al Palazzo di Giustizia. Viale Guidoni nella parte del controviale con uno sguardo a Villa Pozzolini di là della strada e muretti tra benzinai e giardini condominiali interni e completamento del tour noto con alcuni alternativi giri per arrivare a toccare la giusta distanza, quel 14 che diventa la mia distanza dopo essere da sempre il mio (e non solo) numero.


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