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"Ieri è il momento giusto"
Solferino
Dopo un libro bello tosto come quello di Carrère (leggi qui) mi serviva qualcosa di più leggero e passando in libreria mi è venuta in mente un'intervista che avevo ascoltato di Paolo Kessisoglu che brevemente descriveva l'idea del libro. Raccontava infatti che alla morte ravvicinata di entrambi i suoi genitori, si è ritrovato con la sorella a gestire la casa genitoriale ed i suoi "ritrovamenti" fra cui una raccolta di lettere reciprocamente scritte. Dalla lettura sono emerse due figure che nella righe di parole si sono trasformate dai severi mamma e babbo a due innamorati intenti a scambiarsi frasi e pensieri d'amore. Questa idea di non conoscere in tutti i loro aspetti i propri genitori è quella che lo ha ispirato nella definizione del racconto.
Federico, uno dei protagonisti del libro, vive una vita ben definita con magari pochi successi ma molte certezze "LI' NEL TEMPO" attuale. Queste vengono sconvolte dalla morte del padre e dalla successiva lettura del testamento che ipotizzata come banale formalità si rivelerà invece un importante mix di altro. Le disposizioni iniziano col "botto" di sorprese a ancora di più inaspettate avendo visto sempre suo padre come un uomo di certezze poco incrinabili. A queste novità, si affiancherà anche una richiesta: quella di affrontare un viaggio che, dopo varie tappe definite come una vera e propria "caccia al tesoro", ha come destinazione finale Lampedusa. Le disposizioni e la richiesta si mescoleranno e comporteranno per Federico un viaggio non in solitaria verso l'isola siciliana e non solo. Ovviamente nel percorso le sorprese aumenteranno e verranno gestite in vario modo e con diversi stati d'animo: prima i protagonisti del viaggio sembrano impauriti dalle scoperte possibili poi da quelle che non riusciranno a rintracciare e/o scoprire del tutto.
La scrittura di Kessisoglu è davvero piacevole perché unisce alla leggerezza anche varie sfumature di profondità. Ironia e sarcasmo, che sono strumenti di lavoro quotidiani per lui, si ritrovano ovviamente anche nella scrittura e sono utilizzati con ottima modalità, riuscendo ad alleggerire le tracce più pesanti in termini emotivi. La storia scorre bene e riesce a tenersi viva praticamente in ogni punto del libro. Mi è piaciuto anche il fatto che non si ha mai la sensazione di ripetizione anche se in alcuni punti la trama in qualche modo si ripropone in alcuni punti come simile. I personaggi sono ben descritti e nelle loro differenze formano un bel "cast". Libro che consiglio e che per la lettura estiva mi sembra particolarmente indicato.
CINQUE CITAZIONI
1 - "...aveva capito che accogliere la sofferenza di sua figlia sarebbe stato molto più difficile che gestire la propria. E ora è uno di quei momenti. Sentirla piangere e non poter fare nulla, vicini ma ognuno per conto proprio..."
2 - "..però credo che ogni tanto ci si debba sforzare di darsi torto. Andare contro le proprie convinzioni..."
3 - "...lei è sicuro di poter stabilire ciò che è immorale e cosa non lo è? Certo, lo può fare, è un suo diritto, ma si chieda anche quale morale le consente di considerarsi dalla parte giusta e giudicare. Quanto siamo ridicoli quando pensiamo che se il mondo ci assomigliasse sarebbe un posto migliore.."
4 - "...il cinema non è fatto per chi lo guarda, è fatto per chi lo vive, come innamorarsi...."
5 - "...mi ha tolto la cosa più importante. Il tempo. Non mi ha dato tempo. Non gli ho potuto dire niente, e invece avrei voluto dirgli che io senza di lui non ci voglio stare. Questa stupidaggine che i genitori non dovrebbero sopravvivere ai figli è una stronzata...loro c'erano già prima, sono abituati a stare da soli, hanno scelto di averci.."
Mia personale VALUTAZIONE: **** - quattro stelle su cinque

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